Il discorso di Edward Mukiibi all’inaugurazione di Terra Madre

Pressenza - Thursday, September 24, 2026

«Nei quattro mesi trascorsi dalla scomparsa di Carlo Petrini mi sono spesso ritrovato a pensare alla prima volta che l’ho incontrato», ha esordito il presidente di Slow Food International.

Edward Mukiibi ha ripercorso la propria esperienza dalla sua prima partecipazione a Terra Madre come giovane agricoltore ugandese fino ad oggi, mentre come esponente alla guida del movimento internazionale vi interveniva per invocare pace, giustizia sociale e tutela della biodiversità riaffermando l’impegno delle comunità Slow Food di tutto il mondo a costruire un sistema alimentare più equo e sostenibile:

Nel 2008 sono arrivato a Terra Madre come delegato dell’Uganda.

Ero un giovane agricoltore, desideroso di imparare, curioso del mondo e determinato a difendere la biodiversità nella mia comunità.

Come molti di voi, sono arrivato qui senza sapere che quest’esperienza mi avrebbe cambiato la vita. Qui ho incontrato persone provenienti da ogni angolo del mondo che condividevano gli stessi valori e le stesse difficoltà. E qui ho incontrato Carlo Petrini.

Carlo possedeva un dono raro: riusciva a far sentire a una persona proveniente da una piccola comunità rurale che la sua voce contava nel plasmare il futuro del mondo. Ascoltava prima di parlare. Faceva sentire le persone comprese. E ci ha insegnato che ogni comunità, per quanto piccola o remota, custodisce un sapere che il mondo non può permettersi di perdere.

Oggi, qui davanti a voi in veste di presidente di Slow Food International, mi rendo conto che Terra Madre non è semplicemente un evento. È un luogo dove le vite si trasformano, dove nascono amicizie, dove le comunità trovano forza e dove le persone comuni scoprono di poter diventare agenti di cambiamento.

Il mio percorso personale ne è la prova.

E guardandomi intorno in questa stanza, so che ci sono molte altre storie come la mia.

Questa è l’eredità di Carlo.

Non un edificio. Non un’istituzione. Una rete vivente di persone che credono che un altro sistema alimentare, e un altro mondo, siano possibili.

Carlo ha dedicato la sua vita alla realizzazione di questa visione: un mondo in cui il cibo nutre le persone e il pianeta, in cui la biodiversità è protetta e in cui la dignità appartiene a coloro che coltivano, pescano, allevano, raccolgono e preparano il nostro cibo.

Una delle espressioni più potenti di questa visione è Terra Madre. Una rete globale con profonde radici locali. Un luogo dove la diversità diventa forza. Un luogo dove le differenze si trasformano in dialogo. Un luogo dove le comunità scoprono di non essere sole. Ecco perché ci siamo uniti.

Non solo per partecipare a conferenze e workshop.

Non solo per condividere culture gastronomiche e costruire relazioni.

Siamo qui perché il mondo ha bisogno della nostra voce collettiva.

Siamo qui per rifiutare la fame, l’ingiustizia, i nazionalismi, la guerra e la distruzione della biodiversità.

Siamo qui per rifiutare un sistema che distrugge il nostro futuro.

Siamo qui per affermare una visione diversa.

Una visione radicata nelle comunità, nella solidarietà e nella cura del nostro unico pianeta.

E soprattutto, siamo qui perché crediamo che il cibo possa essere una forza di trasformazione.

Il cambiamento richiede fiducia e unità.

Fiducia nelle nostre comunità. Unità al di là dei confini.

La fiducia che piccole azioni, moltiplicate per milioni di persone, possano trasformare il mondo. Come Carlo ci ricordava spesso: chi semina utopia raccoglie realtà.

Il futuro che desideriamo si costruirà quando le persone riacquisteranno il potere di produrre cibo, proteggere i semi, condividere le conoscenze e prendersi cura della biodiversità. Questo potere appartiene alle persone, non alle multinazionali.

Invito tutti noi a parlare con una sola voce contro la guerra, la fame, la crisi climatica e la perdita di biodiversità.

Questa mattina ho avuto l’onore di incontrare il presidente della Repubblica Italiana. 

A nome della nostra rete globale, gli ho consegnato una lettera che racchiude le speranze, le preoccupazioni e le aspirazioni di milioni di persone che credono in un’alimentazione buona, pulita ed equa per tutti.

Gli ho chiesto di contribuire a diffondere il nostro messaggio oltre questi confini, perché le sfide che affrontiamo oggi non si fermano alle frontiere nazionali. Affrontare le crisi odierne richiede una leadership globale, ma questa deve iniziare ascoltando le persone più direttamente colpite da tali problematiche.

Signor Presidente, la ringrazio per essere stato con noi oggi.

Insieme, ricordiamo ai leader politici di tutto il mondo che la pace, la giustizia alimentare e la tutela della biodiversità sono scelte politiche.

Il compito che ci attende è quello di unirci per nutrire le persone, proteggere la biodiversità, prenderci cura del nostro pianeta e lasciare un futuro migliore a chi verrà dopo di noi.

Il mondo ha bisogno di comunità abbastanza coraggiose da immaginare un futuro diverso e abbastanza determinate da renderlo realtà.

In questi giorni a Terra Madre rinnoviamo la nostra fiducia in noi stessi e la nostra reputazione.

Rafforziamo la nostra unità.

Lasciamo questo incontro pronti ad agire.

Perché il futuro del nostro cibo non deve essere deciso da pochi.

Deve essere plasmato dai milioni di persone nelle comunità di tutto il mondo, che ogni giorno scelgono di prendersi cura della Terra e gli uni degli altri.

E quando le generazioni future chiederanno cosa abbiamo fatto in questo momento di crisi, la nostra risposta sarà semplice: 

Abbiamo scelto la vita anziché l’indifferenza.

Abbiamo scelto la cooperazione anziché la divisione.

Abbiamo scelto la biodiversità anziché l’uniformità.

Abbiamo scelto la pace anziché il conflitto.

E insieme, attraverso il cibo, abbiamo scelto di cambiare il mondo in meglio.

Carlo ci ha insegnato che un mondo migliore è possibile.

Lui ha fatto la sua parte, ora tocca a me e a te portare avanti la sua visione. Ora è il nostro turno di realizzarla.

Grazie per il lavoro che svolgete ogni giorno. Grazie per portare speranza nelle vostre comunità. Grazie per dare vita allo ‘spirito’ di Terra Madre… “cibo buono, sano ed equo per tutti“.

 

Redazione Italia