Che i genitori fuggano con le mani piene di ciliegie e noci--------------------------------------------------------------------------------
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Carlo Petrini è stato un visionario. Di quelli che vedono quello che non c’è e
stanno dove serve. Da pediatra posso dire che niente è più necessario che
conoscere le origini di quello che mangiamo, niente è più importante di questo
per la salute dei bambini e quindi poi di tutti.
È anche un gesto politico. Sappiamo bene che chi mangia peggio sono i non
ricchi, sono loro quelli che si sfondano di cibi ultra processati, di additivi
chimici, di anabolizzanti. Chi ha meno deve compensare e per farlo reagisce
rispondendo presente a tutte le sollecitazioni del mercato, ingoia le promozioni
commerciali come fossero promozioni individuali, si sente scelto perché
convocato nell’ammasso. La lotta agli OGM, i semi originari, la differenza dei
sapori, la cura dei territori, i tempi lenti del viaggio, quelli lunghi
dell’incontro, la mano che raccoglie e distribuisce, sono tutti fiori dello
stesso mazzo, tutti pensieri gentili dello stesso sorriso.
Quando nella vita ho pensato agli svezzamenti dei miei bimbetti, caro Carlo, ho
sempre pensato a te e infatti la tua creatura principe l’hai chiamata Terra
Madre. Quando intorno ai sei mesi di vita si passa dal latte alle pappe i
genitori arrivano davanti a una finestra, a un paesaggio nuovo, possono
guardarsi intorno, scavalcare, domare la corriera commerciale che furiosa tutti
travolge e diventare essere umani che scelgono. Possono in virtù dell’amore per
il proprio piccolo prendere una strada nuova, decidere anche per loro stessi di
affinare il tema dell’alimentazione e liberarsi dal ricatto del consumismo che
banchetta sul fegato, sulla pelle, sulle arterie, che avvelena di colesterolo,
zuccheri, coloranti e chimica e forma il consenso omogeneizzato.
Quell’effetto Stendhal dura poche settimane. Noi pediatri dobbiamo saperlo
cogliere. In quel momento per proteggere il loro bambino i genitori si fanno le
domande che non si sono mai posti e lì noi possiamo evidenziare l’opportunità,
farli scavalcare e lasciare che fuggano con le mani piene di ciliegie, di
fragole, di noci, di mele verso i campi verdi di scelte buone e apprezzare una
alimentazione sana, variata, ricca di fibre, di gusti, di cultura, di storia
degli altri che sa di scambio e saperi, dove anche il sapore è un gesto d’amore
e il tempo per prepararsi alla festa vale il gioco.
Lì noi pediatri possiamo, noi artisti vediamo il disegno e l’architettura del
brano, noi uomini dobbiamo compiere un gesto di rivoluzione dei costumi, nel
quotidiano, la rivoluzione non violenta e radicale di ogni giorno, l’unica che
può sopravvivere alla bulimia della rete. Conta quel che resta.
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Saremo a Pollenzo in provincia di Cuneo all’Università della Gastronomia con le
Mamme Narranti il 7 luglio, nel viaggio della “Transumanza Favolosa”, ci
arriveremo in bicicletta, mille chilometri a pedalare. Saremo a Terra Madre il
26 e 27 settembre invitati da Barbara Nappini, la presidente di Slow Food, che
ha intuito il regalo di Carlo.
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Nel gennaio 2013 su Repubblica, Carlo Petrini, fondatore di Slow food, scrisse
un editoriale dal titolo “I ragazzi contadini che trasformano la terra in oro”
in cui ragionava dell’agricoltura come spazio per trovare e ripensare il lavoro,
segnalando alcuni «esempi virtuosi» e i loro effetti positivi su società e
ambiente. Petrini concluse scrivendo: «La società civile ha capito bene che,
come giustamente titolava un sito di “settore” qualche giorno fa, è ora di
“salire in agricoltura”…». Quel sito era Comune (on line da pochi mesi),
l’articolo in questione si intitolava “Saliamo in agricoltura per cambiare il
mondo”
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L'articolo Che i genitori fuggano con le mani piene di ciliegie e noci proviene
da Comune-info.