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[2026-10-11] JOJO FEST – III^ EDIZIONE Nessun Confine Solo Orizzonti @ Casa delle donne Lucha y Siesta
JOJO FEST – III^ EDIZIONE NESSUN CONFINE SOLO ORIZZONTI Casa delle donne Lucha y Siesta - Via Lucio Sestio,10. Metro A fermata Lucio Sestio (domenica, 11 ottobre 10:30) Domenica 11 ottobre Casa delle donne Lucha y Siesta, via Lucio Sestio n. 10 10:30: dibattito "Costruire movimento partendo dalle differenze" e, in contemporanea, laboratorio per bambin*. 13:00: cucina aperta a cura di O.S.A.I. (Osteria degli Scuppiati anticapitalista itinerante). 15:00: proiezione del documentario su JoJo "Nessun confine, solo orizzonti". Al termine della proiezione, microfono aperto per ricordare Josef insieme. 16:00: live music con le Balivas. A seguire aperitivo e DJ set. Ingresso a sottoscrizione libera. Il ricavato servirà a costruire le prossime edizioni del JoJo Fest e a sostenere la famiglia di Josef.
October 7, 2026
Gancio de Roma
Cibo, il writer dipinto come spacciatore: ha la sclerosi multipla e la cannabis su ricetta
Una ventina di piante alte fino a due metri, nascoste nella vegetazione di un’area demaniale lungo l’Adige, 3 in un’abitazione e circa 89 bustine di cannabis con tanto di prescrizione medica. È quanto ha sequestrato martedì 29 settembre la Guardia di Finanza a San Giovanni Lupatoto, nel Veronese, arrestando in flagranza due persone per coltivazione e detenzione di stupefacenti. Una è Pier Paolo Spinazzè, quarantaquattro anni, lo street artist conosciuto in Italia e all’estero come Cibo per i murales con cui da anni copre svastiche e scritte d’odio, raccontato per un giorno intero come uno spacciatore. Poi è venuta fuori la verità: Spinazzè convive da anni con la sclerosi multipla e la cannabis la usa per curarsi. I primi articoli non lasciavano spazio a sfumature. Il Corriere del Veneto scriveva che il writer coltivava hashish vicino all’Adige (l’hashish, peraltro, non si coltiva: è resina). Il Gazzettino parlava di «infinite piante», L’Arena di una maxi-piantagione, mentre il Mattino di Verona, titolava «Cibo, dai murales alla droga: arrestato il writer delle mille contraddizioni». E poi il numero rimbalzato da un titolo all’altro: 60 chili. Un dato vero, ma letto male: è il peso lordo delle piante intere, fusti, rami e foglie compresi, non sessanta chili di erba da vendere. La parte che si consuma sono le infiorescenze: una frazione del totale, che con l’essiccazione perde gran parte del suo peso. Il giorno dopo, davanti alla giudice Clara Aprea, il quadro si è ribaltato. Spinazzè ha spiegato di avere una regolare prescrizione di cannabis terapeutica, ma di faticare a trovarla: a suo dire una sola farmacia veronese ne dispone, con attese lunghe e quantità ridotte. L’arresto è stato convalidato, ma senza alcuna misura: entrambi sono liberi. Stando allo stesso quotidiano, è caduta l’ipotesi di spaccio, perché mesi di appostamenti non avevano fatto emergere alcun movimento sospetto, mentre restano le contestazioni di coltivazione e detenzione. Il suo legale, l’avvocato Denis De Marchi, conferma a L’Indipendente che le bustine sequestrate erano quelle dispensate dalla farmacia. La difesa ne ha chiesto la restituzione, ma nel verbale mancano foto che le identifichino e la Finanza si è presa un giorno per verificare. Le piante, sia quelle del campo sia quelle trovate in casa, restano invece sotto sequestro e verranno distrutte. Il problema, comune a tanti pazienti – spiega l’avvocato – non sono soltanto i costi: «la quantità che lui è autorizzato a somministrarsi è palesemente inferiore a quella che è il beneficio». Il 19 novembre, alla prossima udienza, il legale chiederà un rito speciale per chiudere in fretta la vicenda. Che la cannabis aiuti chi ha la sclerosi multipla non è un’opinione. In Italia dal 2013 è autorizzato il Sativex, spray a base di THC e CBD per la spasticità da moderata a grave, e il decreto ministeriale del 9 novembre 2015 indica espressamente il dolore associato alla spasticità nella sclerosi multipla tra gli impieghi della cannabis medica. Già nel 2003 uno studio pubblicato su The Lancet su 630 pazienti aveva registrato miglioramenti riferiti di spasmi e dolore, e nel 2017 le National Academies statunitensi hanno definito sostanziali le prove dell’efficacia dei cannabinoidi orali sulla spasticità riferita dai pazienti. Peccato che la produzione nazionale, affidata allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e integrata dalle importazioni, non basti da anni a coprire la domanda. Intanto la vicenda è diventata un caso politico. Fratelli d’Italia ha chiesto al sindaco Damiano Tommasi e all’assessore Jacopo Buffolo di chiarire i rapporti del Comune con l’artista, mentre l’eurodeputato di Forza Italia Flavio Tosi ha annunciato che chiederà al ministro Nordio di mandare gli ispettori a Verona, accusando Spinazzè di aver mentito: le farmacie che la dispensano, sostiene, sono diverse. Per ora l’unica certezza è che, per curarsi, l’ennesimo paziente che utilizza la cannabis ha dovuto fare da sé, mentre la produzione italiana resta insufficiente. The post Cibo, il writer dipinto come spacciatore: ha la sclerosi multipla e la cannabis su ricetta appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 2, 2026
L'INDIPENDENTE
CIBO!, WRITER ANTIFA MALATO DI SCLEROSI MULTIPLA ARRESTATO PER COLTIVAZIONE DI CANNABIS: “ALLEVIA IL MIO DOLORE”
Pier Paolo Spinazzè, in arte “Cibo!”, il writer 44enne di Verona famoso per coprire simboli e scritte dell’estrema destra con immagini tipiche della cucina italiana, ieri si è presentato in udienza davanti alla giudice del Tribunale di Verona Clara Aprea, dopo che martedì è stato arrestato insieme a un’altra persona a San Giovanni Lupatoto, nel Veronese. È accusato di coltivazione e detenzione illecita di cannabis. L’artista veneto resta a piede libero in attesa del processo per direttissima, che inizierà il 19 novembre prossimo. La Guardia di Finanza, dopo appostamenti e sorvoli in elicottero dell’area nei pressi del fiume Adige dove veniva coltivata la marijuana, aveva sequestrato una ventina di piante dal peso lordo complessivo di 60 chili. Quello che non è emerso dai media locali che hanno diffuso la notizia, è che Cibo è malato di sclerosi multipla e possiede regolare licenza per l’acquisto di cannabis terapeutica. Come circa 30 mila pazienti in tutto il paese che hanno diritto legale di accedere a queste cure in farmacia, Cibo si è scontrato con burocrazia, con forniture insufficienti e con la scarsa qualità del materiale prodotto dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Ed ha quindi deciso di auto prodursi la sua medicina. Nell’intervista esclusiva realizzata da Radio Onda d’Urto, Cibo ha sottolineato che l’erba prodotta dai militari “non riesce a soddisfare la domanda di tutti i malati d’Italia. È stata una via che ho dovuto intraprendere per sopperire al mio dolore, senza cattiva fede e senza costruire nessun business”. La notizia ha scatenato l’immediata reazione dell’estrema destra cittadina, in primis Fratelli d’Italia, che ha colto la palla al balzo per attaccare la giunta di centrosinistra al Comune di Verona che aveva solidarizzato con Cibo per l’aggressione subita a fine agosto. Nella fattispecie un arbitro e ultras del Verona dell’area Hellas Army aveva aggredito Cibo in pieno giorno in una gelateria di San Giovanni Lupatoto, in presenza della famiglia. Anche il figlio era stato spinto a terra dall’arbitro Enrico Ciriaci, che si era dimesso dal suo ruolo ed era stato denunciato. Ai nostri microfoni la testimonianza di Cibo, Pier Paolo Spinazzè. Ascolta o scarica
October 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Il discorso di Edward Mukiibi all’inaugurazione di Terra Madre
«NEI QUATTRO MESI TRASCORSI DALLA SCOMPARSA DI CARLO PETRINI MI SONO SPESSO RITROVATO A PENSARE ALLA PRIMA VOLTA CHE L’HO INCONTRATO», HA ESORDITO IL PRESIDENTE DI SLOW FOOD INTERNATIONAL. Edward Mukiibi ha ripercorso la propria esperienza dalla sua prima partecipazione a Terra Madre come giovane agricoltore ugandese fino ad oggi, mentre come esponente alla guida del movimento internazionale vi interveniva per invocare pace, giustizia sociale e tutela della biodiversità riaffermando l’impegno delle comunità Slow Food di tutto il mondo a costruire un sistema alimentare più equo e sostenibile: > Nel 2008 sono arrivato a Terra Madre come delegato dell’Uganda. > > Ero un giovane agricoltore, desideroso di imparare, curioso del mondo e > determinato a difendere la biodiversità nella mia comunità. > > Come molti di voi, sono arrivato qui senza sapere che quest’esperienza mi > avrebbe cambiato la vita. Qui ho incontrato persone provenienti da ogni angolo > del mondo che condividevano gli stessi valori e le stesse difficoltà. E qui ho > incontrato Carlo Petrini. > > Carlo possedeva un dono raro: riusciva a far sentire a una persona proveniente > da una piccola comunità rurale che la sua voce contava nel plasmare il futuro > del mondo. Ascoltava prima di parlare. Faceva sentire le persone comprese. E > ci ha insegnato che ogni comunità, per quanto piccola o remota, custodisce un > sapere che il mondo non può permettersi di perdere. > > Oggi, qui davanti a voi in veste di presidente di Slow Food International, mi > rendo conto che Terra Madre non è semplicemente un evento. È un luogo dove le > vite si trasformano, dove nascono amicizie, dove le comunità trovano forza e > dove le persone comuni scoprono di poter diventare agenti di cambiamento. > > Il mio percorso personale ne è la prova. > > E guardandomi intorno in questa stanza, so che ci sono molte altre storie come > la mia. > > Questa è l’eredità di Carlo. > > Non un edificio. Non un’istituzione. Una rete vivente di persone che credono > che un altro sistema alimentare, e un altro mondo, siano possibili. > > Carlo ha dedicato la sua vita alla realizzazione di questa visione: un mondo > in cui il cibo nutre le persone e il pianeta, in cui la biodiversità è > protetta e in cui la dignità appartiene a coloro che coltivano, pescano, > allevano, raccolgono e preparano il nostro cibo. > > Una delle espressioni più potenti di questa visione è Terra Madre. Una rete > globale con profonde radici locali. Un luogo dove la diversità diventa forza. > Un luogo dove le differenze si trasformano in dialogo. Un luogo dove le > comunità scoprono di non essere sole. Ecco perché ci siamo uniti. > > Non solo per partecipare a conferenze e workshop. > > Non solo per condividere culture gastronomiche e costruire relazioni. > > Siamo qui perché il mondo ha bisogno della nostra voce collettiva. > > Siamo qui per rifiutare la fame, l’ingiustizia, i nazionalismi, la guerra e la > distruzione della biodiversità. > > Siamo qui per rifiutare un sistema che distrugge il nostro futuro. > > Siamo qui per affermare una visione diversa. > > Una visione radicata nelle comunità, nella solidarietà e nella cura del nostro > unico pianeta. > > E soprattutto, siamo qui perché crediamo che il cibo possa essere una forza di > trasformazione. > > Il cambiamento richiede fiducia e unità. > > Fiducia nelle nostre comunità. Unità al di là dei confini. > > La fiducia che piccole azioni, moltiplicate per milioni di persone, possano > trasformare il mondo. Come Carlo ci ricordava spesso: chi semina utopia > raccoglie realtà. > > Il futuro che desideriamo si costruirà quando le persone riacquisteranno il > potere di produrre cibo, proteggere i semi, condividere le conoscenze e > prendersi cura della biodiversità. Questo potere appartiene alle persone, non > alle multinazionali. > > Invito tutti noi a parlare con una sola voce contro la guerra, la fame, la > crisi climatica e la perdita di biodiversità. > > Questa mattina ho avuto l’onore di incontrare il presidente della Repubblica > Italiana.  > > A nome della nostra rete globale, gli ho consegnato una lettera che racchiude > le speranze, le preoccupazioni e le aspirazioni di milioni di persone che > credono in un’alimentazione buona, pulita ed equa per tutti. > > Gli ho chiesto di contribuire a diffondere il nostro messaggio oltre questi > confini, perché le sfide che affrontiamo oggi non si fermano alle frontiere > nazionali. Affrontare le crisi odierne richiede una leadership globale, ma > questa deve iniziare ascoltando le persone più direttamente colpite da tali > problematiche. > > Signor Presidente, la ringrazio per essere stato con noi oggi. > > Insieme, ricordiamo ai leader politici di tutto il mondo che la pace, la > giustizia alimentare e la tutela della biodiversità sono scelte politiche. > > Il compito che ci attende è quello di unirci per nutrire le persone, > proteggere la biodiversità, prenderci cura del nostro pianeta e lasciare un > futuro migliore a chi verrà dopo di noi. > > Il mondo ha bisogno di comunità abbastanza coraggiose da immaginare un futuro > diverso e abbastanza determinate da renderlo realtà. > > In questi giorni a Terra Madre rinnoviamo la nostra fiducia in noi stessi e la > nostra reputazione. > > Rafforziamo la nostra unità. > > Lasciamo questo incontro pronti ad agire. > > Perché il futuro del nostro cibo non deve essere deciso da pochi. > > Deve essere plasmato dai milioni di persone nelle comunità di tutto il mondo, > che ogni giorno scelgono di prendersi cura della Terra e gli uni degli altri. > > E quando le generazioni future chiederanno cosa abbiamo fatto in questo > momento di crisi, la nostra risposta sarà semplice:  > > Abbiamo scelto la vita anziché l’indifferenza. > > Abbiamo scelto la cooperazione anziché la divisione. > > Abbiamo scelto la biodiversità anziché l’uniformità. > > Abbiamo scelto la pace anziché il conflitto. > > E insieme, attraverso il cibo, abbiamo scelto di cambiare il mondo in meglio. > > Carlo ci ha insegnato che un mondo migliore è possibile. > > Lui ha fatto la sua parte, ora tocca a me e a te portare avanti la sua > visione. Ora è il nostro turno di realizzarla. > > Grazie per il lavoro che svolgete ogni giorno. Grazie per portare speranza > nelle vostre comunità. Grazie per dare vita allo ‘spirito’ di Terra Madre… > “cibo buono, sano ed equo per tutti“.   Redazione Italia
September 24, 2026
Pressenza
Nel 2025 le banche alimentari hanno evitato lo spreco di mezzo miliardo di kg di cibo
Nel 2025 le banche alimentari aderenti al Global FoodBanking Network hanno raggiunto 40,5 milioni di persone in 47 Paesi, 2,5 milioni in più rispetto all’anno precedente. In totale hanno distribuito alimenti per l’equivalente di circa due miliardi di pasti. Una parte consistente di questo cibo, pari a 534 milioni di chilogrammi, è stata recuperata prima che venisse scartata o destinata alla discarica.  Il Global FoodBanking Network mette in rete banche alimentari attive in diversi Paesi, coordinando il recupero delle eccedenze e la loro redistribuzione alle persone in difficoltà. Nel 2025 ha r... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. Username Password Ricordami     Password dimenticata The post Nel 2025 le banche alimentari hanno evitato lo spreco di mezzo miliardo di kg di cibo appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 18, 2026
L'INDIPENDENTE
Alimentare il futuro
di Clelia Farris Nel mio primo romanzo pubblicato compariva un polpo. Un polpo di nome Stanislaw, una chimera genetica che parlava come un essere umano e viveva in una società del futuro in cui la separazione tra umano e animale era data dal registro in cui ti iscrivevi. Non c’era una percentuale limite; ognuno poteva scegliere liberamente dove collocarsi. Lui
L’invasione delle banlieues con le tagliatelle
-------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- La questione che caratterizza le mie ricerche negli ultimi anni è quella dell’uguaglianza. Gli strumenti messi in atto dalla politica affinché tutti abbiano le stesse opportunità. Questa ricerca parte da una constatazione: non esiste parità di trattamento tra le persone che nascono e crescono in un quartiere svantaggiato e quelle che vivono in un quartiere centrale di una città. Ho cercato di comprendere i problemi incontrati dagli abitanti e le risposte fornite o tentate dalle istituzioni. Ho seguito in Francia la Compagnie Royal de Luxe, che ha lavorato per cinque anni nella periferia di Bellevue a Nantes per presentare le sue opere agli abitanti. In Italia ho lavorato a un progetto di cinema di periferia che mi ha permesso di entrare in contatto con decine di associazioni in diversi quartieri di Roma. Ho lavorato nelle periferie del Mirail a Tolosa e del Buisson a Parigi per incontrare donne e attiviste del quartiere. Se da un lato si constata una mancanza strutturale di interventi volti ad aiutare le persone ad accedere ai diritti minimi (scuola, trasporti, salute, arte), dall’altro c’era sempre una grande vitalità associativa, una forte solidarietà, un tessuto fatto di persone, di sport, di scuole che, insieme, cercano di colmare queste lacune. I miei laboratori di pasta con i bambini e i giovani dei quartieri, i miei incontri con gli anziani dei centri sociali, con gli attivisti e i volontari che si interrogano sull’accesso a un’alimentazione sana e di qualità nelle periferie, così come le mie conversazioni con gli abitanti, si inseriscono in questa riflessione. Le domande che mi pongo come artista e ricercatore sono: quali sono gli strumenti affinché le persone abbandonate a se stesse, che finora sono state così deluse dallo Stato, possano avere fiducia nelle istituzioni? Questa missione, spesso difficile, a volte disperata, che unisce il percorso di cittadini, politici, artisti, attori sociali e associazioni, è a mio avviso un punto di vista necessario per comprendere come rispettare uno dei presunti pilastri della nostra società: l’uguaglianza. -------------------------------------------------------------------------------- donpasta. L’invasione delle Banlieues con le tagliatelle In collaborazione con Jardins du Muséum, Comune di Tolosa e Théâtre Garonne: donpasta invade i quartieri di Izards, dei Trois-Cocus e Borderouge con tonnellate di tagliatelle, focacce e vinili. 17 giugno – Giardini dell’Associazione Pousses ô abris Racconta collettiva di verdura,  laboratorio di preparazione della focaccia, cotta sul posto nel forno per pizza dell’associazione; Discussione sull’accesso al cibo in periferia 18 giugno  al ristorante associativo Si ma cantine m’était contée: – incontro con le nonne del quartiere in cucina; – laboratorio di pasta per i giovani del quartiere,   – pranzo condiviso con un momento di discussione. 19 giugno – Centro Anziani Izards: laboratorio di produzione di pasta e pranzo condiviso; 20 giugno – Jardins du Muséum  – incontro con donpasta e gli attori del quartiere – Cooking dj set -------------------------------------------------------------------------------- .. . -------------------------------------------------------------------------------- Questo articolo è stato qui pubblicato anche in relazione al progetto CORE . . -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo L’invasione delle banlieues con le tagliatelle proviene da Comune-info.
June 6, 2026
Comune-info
Che i genitori fuggano con le mani piene di ciliegie e noci
-------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Carlo Petrini è stato un visionario. Di quelli che vedono quello che non c’è e stanno dove serve. Da pediatra posso dire che niente è più necessario che conoscere le origini di quello che mangiamo, niente è più importante di questo per la salute dei bambini e quindi poi di tutti. È anche un gesto politico. Sappiamo bene che chi mangia peggio sono i non ricchi, sono loro quelli che si sfondano di cibi ultra processati, di additivi chimici, di anabolizzanti. Chi ha meno deve compensare e per farlo reagisce rispondendo presente a tutte le sollecitazioni del mercato, ingoia le promozioni commerciali come fossero promozioni individuali, si sente scelto perché convocato nell’ammasso. La lotta agli OGM, i semi originari, la differenza dei sapori, la cura dei territori, i tempi lenti del viaggio, quelli lunghi dell’incontro, la mano che raccoglie e distribuisce, sono tutti fiori dello stesso mazzo, tutti pensieri gentili dello stesso sorriso. Quando nella vita ho pensato agli svezzamenti dei miei bimbetti, caro Carlo, ho sempre pensato a te e infatti la tua creatura principe l’hai chiamata Terra Madre. Quando intorno ai sei mesi di vita si passa dal latte alle pappe i genitori arrivano davanti a una finestra, a un paesaggio nuovo, possono guardarsi intorno, scavalcare, domare la corriera commerciale che furiosa tutti travolge e diventare essere umani che scelgono. Possono in virtù dell’amore per il proprio piccolo prendere una strada nuova, decidere anche per loro stessi di affinare il tema dell’alimentazione e liberarsi dal ricatto del consumismo che banchetta sul fegato, sulla pelle, sulle arterie, che avvelena di colesterolo, zuccheri, coloranti e chimica e forma il consenso omogeneizzato. Quell’effetto Stendhal dura poche settimane. Noi pediatri dobbiamo saperlo cogliere. In quel momento per proteggere il loro bambino i genitori si fanno le domande che non si sono mai posti e lì noi possiamo evidenziare l’opportunità, farli scavalcare e lasciare che fuggano con le mani piene di ciliegie, di fragole, di noci, di mele verso i campi verdi di scelte buone e apprezzare una alimentazione sana, variata, ricca di fibre, di gusti, di cultura, di storia degli altri che sa di scambio e saperi, dove anche il sapore è un gesto d’amore e il tempo per prepararsi alla festa vale il gioco. Lì noi pediatri possiamo, noi artisti vediamo il disegno e l’architettura del brano, noi uomini dobbiamo compiere un gesto di rivoluzione dei costumi, nel quotidiano, la rivoluzione non violenta e radicale di ogni giorno, l’unica che può sopravvivere alla bulimia della rete. Conta quel che resta. -------------------------------------------------------------------------------- Saremo a Pollenzo in provincia di Cuneo all’Università della Gastronomia con le Mamme Narranti il 7 luglio, nel viaggio della “Transumanza Favolosa”, ci arriveremo in bicicletta, mille chilometri a pedalare. Saremo a Terra Madre il 26 e 27 settembre invitati da Barbara Nappini, la presidente di Slow Food, che ha intuito il regalo di Carlo. -------------------------------------------------------------------------------- Nel gennaio 2013 su Repubblica, Carlo Petrini, fondatore di Slow food, scrisse un editoriale dal titolo “I ragazzi contadini che trasformano la terra in oro” in cui ragionava dell’agricoltura come spazio per trovare e ripensare il lavoro, segnalando alcuni «esempi virtuosi» e i loro effetti positivi su società e ambiente. Petrini concluse scrivendo: «La società civile ha capito bene che, come giustamente titolava un sito di “settore” qualche giorno fa, è ora di “salire in agricoltura”…». Quel sito era Comune (on line da pochi mesi), l’articolo in questione si intitolava “Saliamo in agricoltura per cambiare il mondo” -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Che i genitori fuggano con le mani piene di ciliegie e noci proviene da Comune-info.
May 24, 2026
Comune-info
Grumello del Monte (BG), torna Partygiana 2026, Festa dell’ANPI Provinciale di Bergamo
Dal 20 al 24 maggio 2026 torna «Partygiana», Festa dell’ANPI Provinciale di Bergamo, organizzata in collaborazione con Arci di Grumello del Monte (BG). Cinque giorni di iniziative con dodici appuntamenti tra dibattiti, presentazioni editoriali, concerti e buon cibo. Da mercoledì a domenica, il Palafeste di Grumello del Monte (via Fratelli Kennedy, 70) sarà animato da un programma che intreccia riflessione, musica e momenti di socialità, con l’obiettivo di offrire uno spazio aperto di confronto sui temi dell’attualità e della memoria, con particolare attenzione a Donne, giovani e pace. PROGRAMMA * Mercoledì 20 maggio 20.45 Inaugurazione di Partygiana Intervento introduttivo di Mauro Magistrati, Presidente ANPI Provinciale di Bergamo Presentazione di Donne manifeste. Visioni, progetti, lotte per i diritti delle donne nei manifesti dell’UDI a cura di UDI “Velia Sacchi” di Bergamo 21.30 Concerto Robi Zonca and his band * Giovedì 21 maggio 20.45 Dibattito Giovani in movimento 21.30 Concerto Piccola Orchestra Karasciò * Venerdì 22 maggio 20.45 L’industria della difesa europea ai tempi della guerra (Futura editrice, 2025). Incontro con Roberto Antonio Romano e Paolo Maranzano, ricercatori 22.00 Concerto I Fratelli Sana * Sabato 23 maggio 20.45 Dibattito La libertà passa dal consenso: resistere alla violenza patriarcale oggi 22.00 Concerto dei Gang * Domenica 24 maggio 21.00 Estrazione sottoscrizione a premi 21.30 Concerto La Malaleche > PARTYGIANA 2026 | 20-24 maggio 2026, Palafeste di Grumello del Monte Redazione Sebino Franciacorta
May 21, 2026
Pressenza
[2026-04-11] La terra pane e rose dà - Ortaggi Resistenti @ campetto Pigneto Team
LA TERRA PANE E ROSE DÀ - ORTAGGI RESISTENTI campetto Pigneto Team - via ettore giovenale 74 (sabato, 11 aprile 11:00) GIORNI DI LIBERAZIONE Programma di avvicinamento al 25 Aprile del Pigneto a cura di Quell@ del 25 Aprile Sabato 11 aprile - dalle 11:00 alle 15:00 LA TERRA PANE E ROSE DÀ – Ortaggi Resistenti Un brunch di resistenza alimentare APS ASD Pigneto Team – Via Ettore Giovenale 67, Roma Le scelte alimentari sono atti politici quotidiani. Scegliere cosa e come mangiare è un gesto concreto di autodeterminazione. In questo brunch vogliamo costruire un luogo di confronto e pratica per acquisire consapevolezza critica sul cibo e sul sistema che lo produce e distribuisce. Parleremo di: — consumo consapevole e responsabilità — biodiversità e qualità del cibo — condizioni di lavoro e filiere — alternative alla grande distribuzione organizzata Lo faremo insieme a due esperienze diverse ma convergenti nella resistenza:  Azienda Agricola 2Soli Realtà familiare biologica in Sabina (Fara Sabina – Rieti), parte del movimento Genuino Clandestino e del collettivo Terra/Terra.  Centro di Giornalismo Permanente Condividerà una restituzione del proprio lavoro di inchiesta sulle criticità della GDO e sui suoi impatti su ambiente, lavoro ed ecosistemi.  Durante l’incontro sarà servito un brunch con prodotti genuini e resistenti.  L’evento fa parte del calendario di iniziative del quartiere Pigneto verso il 25 aprile.
April 8, 2026
Gancio de Roma