[2026-07-30] Da qui non se ne va nessunə! ACCORRETE TUTT3! @ Spin Time Labs
DA QUI NON SE NE VA NESSUNƏ! ACCORRETE TUTT3! Spin Time Labs - Via di S. Croce in Gerusalemme, 55 (giovedì, 30 luglio 17:00) Da ora siamo un presidio permanente. Ore 17 fuori Spin Time Questa notte, intorno alle 22, si è sviluppato un principio d’incendio nel palazzo di Spin Time, a quanto pare circoscritto a un locale tecnico affacciato sul cortile interno. La comunità residente ha reagito con tempestività spegnendo l’incendio: l’edificio è stato evacuato autonomamente e in piena sicurezza nel giro di pochi minuti, consentendo ai Vigili del Fuoco, intervenuti prontamente, di accedere senza ostacoli e svolgere tutte le verifiche necessarie. Al momento non si registrano danni alle persone né all’edificio. Nonostante questo, gli abitanti sono ancora in strada e non è loro consentito rientrare nelle proprie case, se non uno alla volta e scortati dalle forze dell’ordine, esclusivamente per recuperare medicinali e beni di prima necessità. Le porte degli appartamenti sono state forzate e gli alloggi messi sottosopra, nonostante avessimo messo a disposizione tutte le chiavi necessarie, per ragioni di sicurezza che però nessuno ci ha ancora chiarito. A quest'ora non ci è stato ancora comunicato in quale condizione si trovi lo stabile: restiamo in attesa di risposte ufficiali. Apprendiamo da Ansa che i Vigili del Fuoco hanno dichiarato una presunta inagibilità del palazzo della quale non ci sono evidenze. Di fatto, centinaia di persone sono in strada dalla notte scorsa. Molte sono uscite di casa scalze o in pigiama e si stanno alternando sulle brandine messe a disposizione dalla Protezione Civile a partire dalle 6 di stamattina. Nonostante per oggi siano previste temperature da bollino rosso. Ora è il momento di stringersi attorno a Spin Time con la stessa solidarietà che abbiamo conosciuto in passato: dal distacco della corrente nel 2019 all’agorà dello scorso gennaio. Convochiamo quindi un’assemblea pubblica cittadina oggi alle ore 17. Nel frattempo, siamo qui in presidio permanente e abbiamo bisogno subito della solidarietà di tutt3.
July 30, 2026
Gancio de Roma
In 25 anni le vittime della strada sono diminuite del 21% in tutto il mondo
Sulle strade del mondo circolano oggi oltre un miliardo di veicoli in più rispetto al 2011, ma il numero delle vittime continua a diminuire. Tra il 2011 e il 2025 il tasso globale dei decessi causati dagli incidenti stradali è sceso del 21%, secondo i nuovi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. A incidere sono stati soprattutto strade progettate meglio, controlli più efficaci, limiti di velocità più rigorosi e veicoli dotati di sistemi di sicurezza sempre più avanzati. Negli ultimi anni la mobilità è cambiata profondamente. Sono aumentate le automobili, si sono diffuse nuove forme di... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. Username Password Ricordami     Password dimenticata The post In 25 anni le vittime della strada sono diminuite del 21% in tutto il mondo appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 10, 2026
L'INDIPENDENTE
25 anni fa i No Global “vedevano” il futuro
Il professore di economia ed ex direttore di un dipartimento del Fondo Monetario Internazionale Carlo Cottarelli in un’intervista rilasciata nel luglio 2021 ammetteva che: “I No Global guardavano avanti, i problemi persistono”. Proprio perchè “avevamo ragione” riporto quanto diffondemmo con il titolo: “Ciò che chiediamo” nel luglio del 2001 rispetto alle questioni di cui si parlava. Ognuno tragga le sue considerazioni. La globalizzazione e i fenomeni ad essa connessi non li hanno inventati i vertici dei G8, né la scadenza del 21 luglio a Genova. Vi sono stati lunghi processi, accelerati notevolmente nell’ultimo decennio, di sviluppo tecnologico e di innovazione nel campo dei trasporti e delle telecomunicazioni che hanno favorito un’impetuosa crescita dell’economia e degli scambi finanziari. Se a ciò si somma la caduta del Muro di Berlino e dei regimi comunisti dei Paesi dell’Est Europa con quello che ha comportato in termini di crisi dell’ideologia marxista e di presunta vittoria del modello capitalista, si può ben capire come in questi ultimi anni l’economia ha preso il sopravvento sulla politica. I temi in discussione saranno quelli relativi alla globalizzazione e al pensiero unico dominante legato ad un’idea di finanziarizzazione dell’economia e di massimo profitto ottenibile, dove l’idea della persona umana entra solo come “strumento”  della realizzazione di questi obiettivi. Eduardo Galeano, scrittore uruguayano, al Forum Sociale svoltosi a Porto Alegre (Brasile) nel gennaio 2001 ha apostrofato la globalizzazione con queste parole: “Mai come oggi il mondo ha creato tanta ineguaglianza nella distribuzione della ricchezza, rendendosi al tempo stesso tutti simili, oggetto di un unico catechismo della violenza e del consumo”. E’ evidente che noi siamo dentro la globalizzazione. La globalizzazione produce ricchezza, ma la sua distribuzione avvantaggia sempre di più i ricchi a discapito dei poveri. Circa 1,3 miliardi di persone vive con meno di 2.000 lire al giorno, 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione. Non ci muove solo un senso di giustizia, è che prima o poi i problemi legati all’immigrazione, alla desertificazione, alla scarsità di acqua e all’innalzamento della temperatura ricadranno su di noi con tutta la loro pesantezza. Senza voler demonizzare il fenomeno della globalizzazione, proponiamo che si rincominci a ridefinire le regole legate all’economia, riportando le scelte al primato della politica, a partire dai livelli istituzionali più alti. In particolar modo chiediamo: a) che i piani di ristrutturazione del FMI e della Banca Mondiale non siano discussi più solo con il Governo del Paese che chiede un prestito, ma con le realtà dei suoi gruppi intermedi (sindacati, associazioni, Organizzazioni Non-Governative, ecc.); b) la democratizzazione delle Istituzioni Internazionali, a partire dall’ONU; c) l’istituzione di forme di tassazione delle transazioni finanziarie internazionali di carattere speculativo. Si propone che i proventi siano destinati a progetti di sviluppo e crescita portati avanti anche dalle realtà locali dei Paesi coinvolti e dalle ONG; d) la cancellazione del debito dei Paesi poveri in cambio del rispetto dei diritti umani e della riduzione significativa delle spese militari; e) la lotta alla privatizzazione dei servizi sociali e dei beni essenziali (acqua, luce, gas); f) che ci si batta per la sottoscrizione di codici di condotta tra imprese e organizzazioni sindacali che favoriscano le libertà di organizzazione sindacale e di contrattazione e impediscano lo sfruttamento minorile e il lavoro forzato; g) il sostegno al Commercio Equo e Solidale e alla Finanza Etica; h) la sperimentazione delle biotecnologie alimentari e non, limitata e rigorosamente verificata prima di estenderne i suoi risultati in campo agricolo ed alimentare; i) il sostegno alle economie locali, contrapposto alla volontà delle multinazionali di ottenere l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti (M.A.I.); l) la riduzione delle spese militari e il finanziamento di studi, ricerche e sperimentazione di forme di risoluzione nonviolenta dei conflitti (Corpi Civili di Pace per interventi umanitari non armati in zone di conflitto); m) l’accettazione del protocollo di Kyoto e l’avvio di rigorose politiche verso la riconversione ecologica dei Paesi Industrializzati. n) l’abolizione dei brevetti sui medicinali salvavita. La salute non è un bene che può essere sottoposto agli interessi del profitto (vedi il caso del Sudafrica e dei medicinali per la cura dei contagiati da Aids). Brevetti e scoperte scientifiche devono essere a disposizione dell’umanità intera. I valori della democrazia, della libertà, della pace e il rispetto della dignità e della vita della controparte ci motivano ad una protesta e, soprattutto, ad una proposta rigorosamente nonviolenta. Rifuggiamo da chi usa la violenza, anche solo con il pretesto della “difesa personale”, nella partecipazione a queste iniziative. Forlì, 14 luglio 2001, Gruppo Alon-Gan FC, Centro per la Pace Forlì (Raffaele Barbiero) Redazione Romagna
August 10, 2026
Pressenza
Il fiume Rabbi è di tutti
Il fiume è di tutti e ci battiamo in sua difesa perché non gli venga rubata l’acqua, riducendolo a un rigagnolo in cui la natura muore. Siamo contenti perché sempre più cittadini di ogni estrazione e convincimento culturale o politico cominciano a interessarsi del problema che abbiamo evidenziato e ci affiancano in una battaglia che vede in campo grandi interessi e potentati economici. Non intendiamo arretrare di un metro anche se può sembrare che tutto sia ormai deciso a causa della singolare unità di tante forze politiche di ogni estrazione che operano a braccetto per favorire gli obiettivi di Romagna Acque. Se andasse in porto la grande derivazione significherebbero la morte del fiume e di quel po’ che resta della economia della valle dell’alto Rabbi. Per questo accogliamo con favore il sostegno alla nostra battaglia da qualunque parte provenga e chiediamo che questo si esprima con metodo democratico perché siamo convinti che la ragione ancora una volta prevarrà, come 40 anni fa, sapendo che i nostri avversari, i veri nemici del fiume, non lasceranno nulla di intentato pur di far prevalere i loro piani. Mas 2 e Associazione Alex Langer Romagna     Redazione Romagna
August 9, 2026
Pressenza
Renoize26 – 5 Settembre Corteo + Concerto @ Schuster
Ore 11:00 ASSEMBLEA NAZIONALE — CAMPAGNA FREE ALL ANTIFAS TAVOLI DI LAVORO Ore 17:00 — Piramide CORTEO ANTIFA Ore 20:00 — Parco Schuster CONCERTI Zerocalcare & Giancane — acoustic trio Jungla — 20:40–21:10Signork — 21:20–21:50Fucksia — 22:00–23:00Assalti Frontali — 23:10–00:10 DJ SET Miss LoonyMissuan Renoize26 – 5 Settembre Corteo + Concerto @ Schuster ©, .
August 9, 2026
Io Non Dimentico
Renoize26 – 5 Settembre Corteo Antifascista
CONTRO GUERRA, DISUMANITÀ E RIARMO. COSTRUIAMO COMUNITÀ RESISTENTI «Mi chiamo Renato Biagetti e a me i fascisti non hanno mai fatto paura. Nemmeno quando mi hanno ucciso. Quelli che mi fanno paura sono quelli che non dicono nulla, non vedono nulla, non sanno nulla.» Sono passati 20 anni dall’omicidio di Renato, per questo sabato 5 […]
August 9, 2026
Io Non Dimentico
Renoize26 – 4 Settembre @ Acrobax
PROGRAMMA IN VIA DI DEFINIZIONE DALLE 16:00 — VILLAGGIO DELLE SUMUD MOSTRE LABORATORI PROIEZIONI Seguirà programma specifico. PRESENTAZIONE LIBRO Ore 17:00 Voci e narrazioni dalla Palestina. Le madri raccontanoa cura di Comitato Madri per Roma Città Aperta PERFORMANCE E INSTALLAZIONI ORE 17:00 — AREA PLAYGROUND / PALESTRA Torneo di basket Ore 18:00 — Dimostrazione di […]
August 9, 2026
Io Non Dimentico
Renoize26 – 3 Settembre @ Acrobax
PROGRAMMA IN VIA DI DEFINIZIONE DALLE 16:00 — VILLAGGIO DELLE SUMUD MOSTRE LABORATORI PROIEZIONI Seguirà programma specifico. PRESENTAZIONE LIBRO Ore 17:00 Foglie di Gelsodi Aysar Al Saifi — Prospero Edizioni Una raccolta di racconti di palestinesi sull’esperienza della prigionia. PERFORMANCE E INSTALLAZIONI Ore 19:00 — Spettacolo teatrale ENTANGLED Regia di Alessandra FlaminiCon Mauro Fanoni e […]
August 9, 2026
Io Non Dimentico
Perù: le comunità indigene seguono un corso di formazione su “Governance comunitaria e difensori dei diritti”
Costruire una buona governance. La comunità indigena dei Kirikiari, situata nella parte alta del fiume Ene, nella foresta centrale del Paese, ha ospitato il terzo modulo del corso di formazione “Governance comunitaria e difensori”, un’iniziativa volta a rafforzare le capacità di giovani, donne, leader e autorità comunitarie nella difesa dei propri diritti e territori. In un contesto caratterizzato da crescenti pressioni sui territori indigeni, tra cui l’avanzata delle economie illecite, la formazione mira a rafforzare la leadership comunitaria, l’organizzazione e la governance, affinché le comunità possano affrontare queste sfide attraverso l’esercizio dei propri diritti collettivi. Durante questa giornata, i partecipanti hanno approfondito le proprie conoscenze nella redazione di documenti comunitari, quali i verbali delle assemblee, tra gli altri. Hanno inoltre partecipato a un corso pratico sull’uso dei droni per il monitoraggio e la sorveglianza del territorio. È stato inoltre approfondito il tema “Incidenza verso lo Stato”, affrontando le principali sfide per la difesa dei diritti collettivi, la definizione di programmi di incidenza e l’identificazione di alleati strategici per rafforzare l’azione comunitaria. Questo percorso formativo fa parte della Sfida n. 10 della Strategia CARE al 2030, volta a rafforzare la governance nelle 45 comunità dell’Ene e a promuovere una gestione comunitaria basata sul kametsa asaike, il «buon vivere» asháninka. Va sottolineato che il corso si sviluppa all’interno del  Proyecto Defensores, con  l’appoggio della UE e di DAR Perú.     Redacción Perú
August 9, 2026
Pressenza
L’avvocato Mahmut Şakar: Il progetto di legge nella sua forma attuale è limitato, ma seguiranno ulteriori provvedimenti legislativi
ANKARA – Mahmur Şakar, uno degli avvocati di Abdullah Öcalan, ha affermato che il progetto di legge presentato al parlamento rappresenta un primo passo importante nell’ambito del Processo di pace e società democratica, ma che da solo non sarà sufficiente a risolvere la questione curda. Mahurt Şakar ha dichiarato: “La legge nella sua forma attuale è limitata. A quanto ci risulta non si tratterà di una singola legge, bensì di un processo legislativo. Questo processo richiederà ulteriori provvedimenti legislativi”. Il Processo di pace e società democratica, iniziato con l’Appello del 27 febbraio del Leuder del popolo curdo Abdullah Öcalan è entrato nella fase legislativa con la presentazione all’ufficio del presidente del parlamento del progetto di legge intitolato “Rafforzamento della solidarietà nazionale e dell’integrazione sociale”. Questa fase cruciale è considerata un passo storico per spostare la questione curda da un quadro basato sul conflitto a uno giuridico. Mahmut Şakar, uno degli avvocati di Abdullah Öcalan, ha affermato che il progetto di legge dovrebbe essere valutato sia dal punto di vista politico che giuridico. Ha dichiarato che la proposta riveste un significato politico nel quadro del “Processo per la pace e la società democratica”, ma che è necessario esaminarne anche il contenuto giuridico e le eventuali lacune. Ha affermato: “Il Processo per la pace e la società democratica è in corso da quasi due anni, in particolare grazie all’impegno profuso dal signor Öcalan. È stato inoltre condotto un intenso processo negoziale per spostare questa questione storica da un terreno di conflitto alla sfera giuridica e politica. Il processo di conflitto è stato in gran parte superato. D’ora in poi vediamo un processo in cui possiamo discutere la questione in un quadro democratico e creare le basi per la sua risoluzione”. Non dimenticare che questo è un primo passo Sottolineando l’importanza del progetto di legge in quanto primo risultato giuridico del processo, Mahmut Şakar ha affermato: «Nel discuterne non dobbiamo dimenticare, come ha affermato il signor Öcalan nel suo ultimo incontro, che questo è un primo passo. Pertanto è importante sottolineare che la legge non è tutto, che questa prima normativa non può soddisfare tutte le esigenze del processo nel suo complesso e che non rappresenta la sua totalità. Il fatto stesso che sia stato compiuto un passo del genere è storico e va valorizzato. Credo che anche il signor Öcalan la veda in questa prospettiva». Processo legislativo Mahmut Şakar ha affermato che il progetto di legge non soddisfa tutte le esigenze del processo di pace e società democratica, ma può essere visto come l’inizio di una soluzione più completa. Ha proseguito: “Fin dall’inizio, come espresso dal signor Öcalan, c’era l’aspettativa di una legge completa. Una ‘Legge sulla Pace’ in grado di affrontare questo periodo di conflitto e le sue conseguenze nella loro interezza era un’esigenza fondamentale. Considerando le aspettative più ampie, la legge nella sua forma attuale è certamente limitata. Per quanto ne sappiamo, non si tratterà di una singola legge, ma piuttosto di un processo legislativo. Questo processo richiederà ulteriori leggi.” E’ preoccupante che l’iniziativa sia in carica al consiglio di sicurezza nazionale Sottolineando che il progetto di legge non equivale a una “Legge sulla Pace”, Mahmut Şakar ha affermato: «Affinché questa legge diventi effettivamente legge ed entri in vigore, è necessaria l’approvazione del Consiglio di Sicurezza Nazionale (MGK). C’è anche la questione della verifica e della conferma. Nel contesto della questione curda, prima che siano state stabilite garanzie legali, rendere il processo dipendente dalla verifica e dalla conferma e affidare l’iniziativa al Consiglio di Sicurezza Nazionale è motivo di preoccupazione. Ciò potrebbe anche prolungare il processo». La mancata inclusione del sig Öcalan dall’ambito di applicazione della legge è una lacune fondamentale Mahmut ha affermato che la mancanza di inclusività nella bozza di legge rappresenta una delle sue principali lacune e ha aggiunto: “Il fatto che il signor Öcalan non sia stato incluso nell’ambito di applicazione di questa legge e che non sia stata presa alcuna decisione in merito al suo status dovrebbe essere tra i principali punti di critica al provvedimento. Questa critica deve essere espressa. Il signor Öcalan ha portato avanti questo processo con grande impegno, contribuendo a trovare soluzioni nei momenti più critici. Tuttavia, nonostante i diversi approcci del governo e la diffidenza diffusa nella società curda, il processo di pace e società democratica ha ottenuto un certo grado di accettazione grazie alla fiducia riposta nel signor Öcalan. Pertanto, la posizione del signor Öcalan riveste un’importanza strategica per accrescere la fiducia nel processo e garantire che possa effettivamente progredire.” Il diritto alla speranza può essere attuato senza bisogno di una nuova normativa Riferendosi alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) del 2014 sulla violazione del divieto di tortura in relazione all’ergastolo aggravato,ha affermato che la Turchia potrebbe attuare la sentenza sul “diritto alla speranza” senza bisogno di una nuova modifica legislativa. Mahmu ha dichiarato: “Con una sentenza internazionale di questo tipo in vigore, la Turchia ha ampi margini di manovra per attuarla. Se avesse voluto, avrebbe potuto facilmente includerla anche nell’ambito di applicazione di questa legge. Da questo punto di vista, la posizione del signor Öcalan avrebbe dovuto essere sottolineata più chiaramente e il suo status in relazione al processo di pace avrebbe dovuto essere chiarito”. I suoi punti deboli non ne diminuiscono l’importanza Mahmut Şakar ha affermato di considerare il regolamento come il primo passo di un processo storico aggiungendo: “Questo è il primo passo di un processo storico molto importante. Sebbene presenti delle debolezze, ciò non diminuisce l’importanza di questo primo passo. Naturalmente, avremmo preferito un regolamento più solido e completo. Tuttavia, credo che nella sua forma attuale, rappresenti comunque un quadro giuridico e una bozza che può essere migliorata”. Ha sottolineato che la risoluzione della questione curda non sarebbe possibile attraverso una singola legge, affermando che richiede anche una lotta democratica. Indicando i passi che possono essere compiuti nell’ambito del quadro giuridico esistente, ha dichiarato: “Non c’è bisogno di una nuova legge per attuare le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo o della Corte costituzionale. È chiaro che si possono compiere passi in grado di infondere speranza nella società attraverso l’attuazione di queste sentenze. Esistono già sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo sia sulla questione del ‘diritto alla speranza’ del signor Öcalan, sia sui numerosi politici curdi attualmente incarcerati. Non c’è bisogno di una legge separata per questo; si tratta di sentenze già vincolanti nell’ambito del quadro giuridico vigente. Pertanto, questi erano passi concreti che avrebbero potuto essere compiuti anche al di fuori dell’ambito di questa legge. Oltre a ciò, è necessario introdurre normative riguardanti i diritti fondamentali della società curda e rimuovere gli ostacoli esistenti. Possiamo definire tutto ciò come qualcosa che richiede sia una lotta politica che legale”. Aumenteranno le opportunità di lotta Mahmut Shakar ha affermato che, se la proposta di legge verrà attuata, le opportunità per la politica democratica si amplieranno e che una maggiore partecipazione alla vita politica democratica creerà anche maggiori opportunità per promuovere riforme politiche e legali volte a risolvere la questione curda. Ha proseguito: “Con questa legge, l’ampliamento delle opportunità di partecipazione alla politica democratica, il rilascio dei detenuti e la creazione di un ambiente in cui le persone che vivono in esilio in diversi paesi possano tornare, credo, creeranno condizioni più adatte e favorevoli per le lotte relative ai diritti fondamentali del popolo curdo. Maggiori opportunità di partecipazione alla politica democratica, che essenzialmente significano maggiori opportunità di azione politica, aumenteranno anche le possibilità che queste richieste vengano espresse con maggiore forza e accolte”. MA / Sema Bingöl               L'articolo L’avvocato Mahmut Şakar: Il progetto di legge nella sua forma attuale è limitato, ma seguiranno ulteriori provvedimenti legislativi proviene da Retekurdistan.it.
August 9, 2026
Retekurdistan.it

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