NEGAZIONE DEL DIRITTO DI CRONACA E GIORNALISMO EMBEDDED. SUL RIARMO INFORMAZIONE FILTRATA
“Ci hanno impedito il nostro lavoro e ci hanno discriminato perché hanno fatto entrare alcuni giornali e non altri; visto che questi giornali erano invitati supponiamo che le domande fossero state concordate, anche perché a noi avevano detto che non era possibile neanche fare interviste; questa non è una buona cosa per la libertà di stampa perché soprattutto su temi così delicati come il riarmo è bene che ci sia una pluralità di giornali e non solo quelli invitati che dicono quello che Confindustria vuole che si dica.“ Linda Maggiori giornalista free lance e collaboratrice di diverse testate come “Altraeconomia” e “L’indipendente” racconta a Radio Onda d’Urto il significato di quanto è accaduto a lei e al collega Mario Novara a Reggio Emilia il 12 giugno durante un incontro organizzato dalla locale Confindustria su “Aeronautica, Difesa, Aerospace: perimetro e regole del gioco”, in cui quindi si discuteva della conversione dell’industria civile al militare. La giornalista, in questo caso per conto de L’indipendente, si era regolarmente registrata nei giorni precedenti all’evento presentato sul web come “a partecipazione libera su invito “ed aveva ottenuto la mail di conferma. Entrata nella sala dell’evento con l’accredito, insieme al collega Novara, si era già seduta quando un addetto stampa ha chiesto loro se fossero associati a Confindustria e se avessero l’invito. Poi è stato chiesto loro di alzarsi ed andarsene. Il direttore di Confindustria, alla loro richiesta di spiegazioni, rispondeva in modo gentile che l’incontro era privato. Altri giornalisti però entravano tranquillamente e il giorno successivo su alcune testate venivano pubblicate interviste con alcuni esponenti di  Leonardo e altre aziende. Ora i due giornalisti espulsi dalla sala hanno presentato un “esposto per discriminazione, violazione del diritto di cronaca e impedimento dell’esercizio della professione giornalistica”  all’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna: “Chiediamo che l’Ordine, che deve tutelare la libertà di stampa ma anche pari trattamento tra tutti i giornalisti, prenda posizione e che queste cose non succedano più, perché il tessuto produttivo si sta spingendo sempre più verso la conversione al militare, dall’altra parte c’è sempre meno trasparenza e sempre più pressione sulle testate giornalistiche affinché scrivano soltanto ciò che si vuole venga scritto. Questo è un problema per tutta la società civile che non può avere una informazione trasparente e avrà sempre più un’informazione pilotata e filtrata.“ L’intervista a Linda Maggiori giornalista free lance e collaboratrice di diverse testate come “Altraeconomia” e “L’indipendente” Ascolta o scarica
June 18, 2026
Radio Onda d`Urto
Milano, 23 giugno. Presentazione del libro “All’ombra della Shoah” di Micol Meghnagi
Il Memoriale della Shoah di Milano ospita, martedì 23 giugno 2026 alle ore 18.00, la presentazione del volume All’ombra della Shoah. Decolonizzazione e politiche della memoria di Micol Meghnagi (ed. Fandango libri). A dialogare con l’autrice David Bidussa; coordina i lavori Gadi Luzzatto Voghera (Direttore Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea – CDEC). Il saggio si confronta con uno dei nodi più urgenti e controversi del dibattito culturale contemporaneo: il rapporto tra memoria, identità e conflitto politico nello spazio pubblico occidentale. Negli ultimi trent’anni la memoria della Shoah ha assunto un ruolo centrale nella costruzione della coscienza collettiva europea, affermandosi come paradigma morale di riferimento attraverso cui interpretare la violenza e il razzismo. Parallelamente, altre memorie storiche, in primo luogo quelle legate alle violenze coloniali, hanno cominciato a interrogare quello stesso paradigma, mettendone in discussione la capacità di rappresentare un orizzonte davvero condiviso. In All’ombra della Shoah, Micol Meghnagi analizza con rigore le tensioni generate da questo confronto, mostrando come il dibattito pubblico sia oggi percorso da gerarchie della sofferenza, conflitti identitari e dinamiche di competizione tra memorie, in cui il riconoscimento del trauma sembra seguire una logica a somma zero. A partire dagli eventi del 7 ottobre 2023, l’autrice intreccia riflessione teorica ed esperienza personale per indagare gli usi politici della memoria e proporre una prospettiva alternativa: una memoria capace di riconoscere le ferite della storia senza trasformarle in strumenti di divisione e contrapposizione. La scelta del Memoriale della Shoah di Milano conferisce all’evento un significato profondamente simbolico. Il Memoriale sorge negli spazi sottostanti la Stazione Centrale di Milano, da cui tra il 1943 e il 1945 partirono i convogli diretti ai campi di sterminio e di concentramento nazisti. Quegli spazi, rimasti intatti per decenni, sono stati restituiti alla città e trasformati in uno dei più importanti centri europei dedicati alla memoria, alla ricerca storica e al confronto civile. L’evento si inserisce al cuore di una delle discussioni culturali e politiche più urgenti del presente, offrendo al pubblico strumenti critici per comprendere il tempo che attraversiamo e per ripensare il ruolo della memoria come possibilità di dialogo, responsabilità condivisa e ricerca di giustizia. Entrata libera fino ad esaurimento posti, si consiglia di prenotare scrivendo a eventi@memorialeshoah.it https://www.memorialeshoah.it/notizia/quale-ruolo-per-la-memoria-della-shoah-oggi-presentazione-di-allombra-della-shoah/
June 18, 2026
Assopace Palestina
Bolivia: Sei mesi di neoliberalismo
Le organizzazioni contadine della provincia di Los Andes, nel dipartimento di La Paz, hanno deciso di radicalizzare le mobilitazioni e hanno minacciato un possibile blocco dei servizi di base alla sede del governo boliviano. La decisione avviene quando la sollevazione sociale compie sette settimane di blocchi stradali, che hanno peggiorato il deterioramento economico e la […]
“PALESTINA ANIMA MUNDI”: OLTRE 150 I PRESIDI COLLEGATI CON FRANCESCA ALBANESE VENERDÌ 19 GIUGNO
Continua a crescere il numero delle piazze e delle sale pubbliche che la sera di venerdì 19 giugno hanno aderito all’iniziativa “Palestina Anima Mundi”. La mappa riportata nel link qui sotto sotto permette di vedere dove saranno le sale in cui si proietterà l’incontro. Questa volta Francesca Albanese non parlerà in una rete televisiva, in una sala o in una piazza: per presentare il suo nuovo libro “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero”, avrà davanti a sé oltre 150 gruppi piccoli e grandi i quali, grazie a questa occasione, si sono messi in rete. “Tutte queste realtà in città piccole o grandi, in piccoli paesi, in montagna, al mare e in riva a un lago ora sanno di non essere sole. Lo si immaginava già, ma ora sappiamo che siamo tanti e tante a manifestare per Gaza. Saremo più forti di prima. Spingeremo insieme per mandare a casa i soldati israeliani e aprire le carceri che traboccano di prigionieri politici”. Andrea De Lotto animatore del Presidio per la Palestina di Milano che questa settimana ha scavallato l’anno e nostro collaboratore Ascolta o scarica  https://www.pressenza.com/it/2026/06/ecco-le-sale-per-lincontro-con-francesca-albanese-venerdi-19-giugno/  
June 18, 2026
Radio Onda d`Urto
Collaboratori Scolastici: assistenza agli alunni/e e inclusione, più organico e stipendi adeguati.
L’orientamento ARAN del novembre 2024 ha riportato al centro dell’attenzione una questione che da anni interessa migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola: l’assistenza agli alunni nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Il chiarimento richiama quanto previsto dall’Allegato A del CCNL Istruzione e Ricerca sottoscritto il 18 gennaio 2024, che definisce le specifiche professionali del personale ATA e, in particolare, dei collaboratori scolastici. Secondo l’ARAN, tra i compiti propri del collaboratore scolastico rientrano la vigilanza sugli alunni, l’assistenza durante il servizio mensa e, nelle scuole dell’infanzia e primaria, il supporto necessario nell’utilizzo dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Per gli alunni con disabilità, inoltre, il contratto prevede l’ausilio materiale non specialistico finalizzato a garantire concretamente il diritto all’inclusione scolastica, comprendendo l’accesso agli edifici, gli spostamenti all’interno della scuola, l’uscita dai locali scolastici e l’assistenza legata all’igiene personale. L’ARAN sostiene che tale previsione non rappresenti una novità introdotta dal contratto del 2024, ma una conferma di attività già presenti nei precedenti ordinamenti professionali del personale ATA. Viene quindi ribadita la continuità di una funzione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, fa parte integrante del profilo professionale del collaboratore scolastico. Come Organizzazione Sindacale riteniamo tuttavia che il problema non sia esclusivamente interpretativo. Il vero nodo riguarda le condizioni nelle quali questi compiti vengono svolti ogni giorno nelle scuole italiane. Nessuno mette in discussione il diritto degli alunni, in particolare di quelli più piccoli e degli studenti con disabilità, a ricevere tutta l’assistenza necessaria per frequentare la scuola in condizioni di dignità, sicurezza e inclusione. Al contrario, proprio perché questo diritto è fondamentale, esso deve essere garantito attraverso un’organizzazione del lavoro adeguata, personale sufficiente e risorse realmente disponibili. Da anni denunciamo una situazione di cronica carenza degli organici ATA. Nel prossimo anno scolastico ci saranno 2.174 Collaboratori Scolastici in meno. Le scuole sono chiamate a garantire servizi sempre più complessi, mentre il numero del personale Collaboratore Scolastico continua a risultare sempre più insufficiente rispetto alle esigenze reali dei territori. A ciò si aggiungono l’aumento delle responsabilità e la crescita degli adempimenti richiesti. I numeri parlano chiaro. Con circa 128.969 collaboratori scolastici distribuiti su oltre 45.500 plessi scolastici, la media è di circa 2,8 collaboratori per sede. Una situazione che rende estremamente difficile garantire contemporaneamente sorveglianza, accoglienza, pulizia, supporto agli uffici, apertura e chiusura dei locali, assistenza agli alunni e tutte le altre attività previste dal profilo professionale. In tutti i casi il personale è costretto a operare in condizioni di evidente sottodimensionamento, con carichi di lavoro sempre più pesanti e margini organizzativi ridotti al minimo. A tutto questo si aggiunge il fenomeno degli accorpamenti scolastici, che sta determinando Istituti Scolatici sempre più grandi e complessi da gestire. Mentre aumentano il numero degli studenti, delle sedi e delle esigenze organizzative, il personale ATA continua a essere insufficiente e spesso lasciato solo ad affrontare problematiche che richiederebbero un organico adeguato. Non possiamo ignorare, inoltre, il dato del precariato, che continua a interessare una quota rilevante del personale ATA. Migliaia di lavoratrici e lavoratori garantiscono ogni anno il funzionamento delle scuole senza la stabilità occupazionale che meritano. Una situazione che penalizza non soltanto il personale, ma anche il diritto allo studio degli alunni. Come Organizzazione Sindacale respingiamo una visione che considera il personale ATA una componente marginale della comunità scolastica. Senza il personale ATA la scuola non può aprire e funzionare. I Collaboratori Scolastici, gli Assistenti Amministrativi, gli Assistenti Tecnici e tutte le altre figure professionali rappresentano una parte essenziale del sistema dell’istruzione pubblica. Eppure continuano a essere tra i lavoratori meno valorizzati, con retribuzioni che non rispecchiano le responsabilità effettivamente svolte e con condizioni di lavoro che richiedono da tempo interventi concreti. Per questo chiediamo con forza un piano straordinario di incremento degli organici ATA, la riduzione del precariato, maggiori investimenti sulla formazione e il pieno riconoscimento professionale ed economico di tutto il personale. I diritti degli alunni e quelli dei lavoratori non sono in contrapposizione. Al contrario, una Scuola realmente inclusiva si costruisce garantendo entrambe le cose. Solo attraverso la partecipazione e la mobilitazione collettiva sarà possibile ottenere risposte concrete per il personale ATA e la scuola pubblica. Alessandro Pieretti   Esecutivo nazionale COBAS Scuola
June 18, 2026
Cobas Scuola
Depressione social
https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/stili_di_vita/2026/06/12/adolescenti-con-2-ore-di-social-al-giorno-rischio-sintomi-depressivi-e-malessere_a1c885ee-eb1f-4128-82e8-ba98d67788c1.html
June 18, 2026
il Rovescio
BOLIVIA: “NO ALLA REPRESSIONE DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE”. UNA TESTIMONIANZA DA CHOCHABAMBA
Da oltre 50 giorni la Bolivia è attraversata da proteste, scioperi e blocchi stradali. Le manifestazioni, iniziate per chiedere aumenti salariali e misure contro il caro vita, si sono progressivamente trasformate in una mobilitazione nazionale contro il presidente Rodrigo Paz. Gli scontri con la polizia, la carenza di carburante, cibo e medicinali e il blocco delle principali vie di comunicazione stanno mettendo in difficolta’ il governo. La tensione si è alzata negli ultimi giorni. Martedi scorso migliaia di manifestanti affiliati alla Centrale Operaia Boliviana (COB), la federazione Tupac Katari, della FEJUVE El Alto e altri settori sociali sono scesi dalla città di El Alto fino a La Paz in una marcia per richiedere le dimissioni del presidente Rodrigo Paz. Il giorno dopo il dirigente sindacale Vicente Salazar è stato arrestato con violenza da agenti di polizia mentre guidava la marcia della Centrale Operaia Boliviana (COB) nelle vicinanze di plaza Murillo, nella città di La Paz. Secondo le notizie, contro Salazar c’era un ordine di cattura ed è stato trasferito nella sede della Forza Speciale di Lotta Contro il Crimine (FELCC). Nelle immagini diffuse nelle reti sociali si osserva il momento in cui il dirigente è entrato negli uffici di polizia. Nelle ultime ore è stata registrata la detenzione di numerosi dirigenti delle principali organizzazioni coinvolte nella rivolta, tra cui cinque appartenenti alla COB, per un totale di circa 400 arrestati fino a oggi.   Sotto lo slogan “No alla repressione della ribellione popolare”, colonne di contadini, minatori e centinaia di cittadini boliviani hanno occupato le principali arterie di El Alto e di La Paz, nonché di altri quartieri periferici della capitale. I primi blocchi stradali con mezzi pesanti si sono verificati a El Alto e a La Paz e si sono rapidamente estesi a dipartimenti come Cochabamba, Santa Cruz, Potosí e Chuquisaca. Da Cochabamba la testimonianza di un giovane bresciano del Sevizio Civile Universale che lavora per la Ong Progetto Mondo Ascolta o scarica   
June 18, 2026
Radio Onda d`Urto
Regolamento rimpatri: l’Europa di Ursula von der Leyen è vannacciana
L’alleanza trasversale di centristi e estreme destre che ha approvato nel Parlamento Europeo il nuovo ‘Regolamento rimpatri’ conferma che non è Ursula von der Leyen l’alternativa al pericolo fascista e autoritario come raccontano da troppo tempo in Italia gli europeisti acritici. Si profila lo sdoganamento dell’estrema destra in tutta l’UE sulla scia dell’Italia. Con 418 voti favorevoli, 218 contrari e 30 astensioni, il Parlamento Europeo ha approvato ieri un Regolamento vergognoso e ingiusto contro migranti e richiedenti asilo. Un atto di una gravità mai raggiunta finora. Il testo permette perquisizioni domestiche nelle case di “presunti irregolari”, aumenta il tempo massimo di detenzione per chi è in procinto di essere rimpatriato, autorizza la costruzione di “return hubs” anche in paesi al di fuori dell’UE. Le perquisizioni, non solo nelle case, rappresentano la versione europea dell’ICE statunitense. Chi finisce nei CPR, potrà essere detenuto per due anni, prorogabili di altri sei mesi, un periodo che può divenire illimitato per le persone considerate come un rischio per la sicurezza. Chi è espulso si vedrà raddoppiati i tempi di divieto di reingresso a dieci anni. Per chi è considerato un pericolo, il bando sarà a vita. Diminuiranno le garanzie del diritto di difesa. Oggi in caso di ricorso c’è una sospensione dell’espulsione, con l’applicazione del nuovo testo saranno i tribunali a decidere su ogni singolo caso. La parte più inquietante riguarda i “return hubs”, strutture di transito, in attesa di deportazione nel Paese d’origine in cui potenzialmente si potrà essere trattenuti a tempo indeterminato. Luoghi in cui non entreranno i minori non accompagnati, ma in cui sarà permesso tenere le famiglie con bambini. I parlamentari delle destre hanno gridato “Send them back” (Mandiamoli indietro), che tanto richiama alla remigrazione proposta dai gruppi neofascisti. Quella annunciata da inaccettabili proposte di legge o da europarlamentari in divisa da generale diventerà pratica possibile in forma più “elegante” e funzionale al mercato del lavoro. Come Rifondazione Comunista ci riconosciamo in coloro che nell’aula hanno invece urlato “Shame on you!” (Vergognatevi!) e saremo in prima fila nella mobilitazione perché tali azioni xenofobe non vengano realizzate, utilizzando il diritto e le azioni legali. Non è questa l’Europa in cui vogliamo vivere. E come in Europa anche in Italia, il nuovo regolamento non traccia solo un confine fra “utili” e “da cacciare”, ma anche uno, più profondo, fra chi è disponibile a operare dei distinguo e chi, come noi, si schiera per un Paese accogliente in cui gli unici confini da abbattere sono quelli di classe. L’Europa di Ursula è vannacciana. Maurizio Acerbo, segretario nazionale Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea   Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
June 18, 2026
Pressenza

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