Un’assessora all’Ambiente che tutela i tavolini e non gli alberi
Ancora sulla sciagurata Proposta dell’Assessora Alfonsi per consentire agli
esercenti della somministrazione di mettere tavolini e ombrelloni a ridosso
degli alberi.
Riprendiamo il discorso sulla Proposta di Deliberazione dell’Assessora
all’Ambiente Sabrina Alfonsi approvata dalla giunta il 29 settembre 2026 :
“Modifica dell’Allegato n. 15 al Regolamento del Verde pubblico e privato e del
paesaggio urbano di Roma Capitale di cui alla Deliberazione dell’Assemblea
Capitolina n. 17 del12/03/2021” che introduce una deroga a quanto stabilito dal
Regolamento – lasciare uno spazio libero di 2,00 m a raggio dal tronco degli
alberi – riguardo il posizionamento degli arredi per le attività di
somministrazione: ombrelloni, sedie, tavolini, stuoie eccetera, proposta che
abbiamo già analizzato in un precedente articolo, con obiezioni tecniche e
“politiche”, visto che nella Proposta si deformano la Costituzione e le sentenze
della Consulta nella gerarchia degli interessi, mettendo sullo stesso piano
quelli tutelati dall’Art. 9, che fa parte dei principi fondamentali, tutela
dell’ambiente e dell’ecosistema e quelli di “continuità produttiva, il lavoro e
lo sviluppo sociale“, precisando che bisogna evitare che “la tutela
dell’ambiente annulli la libertà d’impresa e viceversa“. Se potevamo sperare in
uno scivolone di qualche solerte funzionario, seguendo la riunione della
Commissione Ambiente che si è svolta il 12 ottobre scorso abbiamo ascoltato
dalla viva voce dell’Assessora – in calce la trascrizione del suo intervento –
la conferma di questa incredibile interpretazione costituzionale, che preoccupa
particolarmente, se si pensa che è pronunciata da un’esponente della Giunta del
Sindaco Gualtieri, lo stesso che si è schierato con grande nettezza in difesa
della Carta, sia in occasione del referendum sulla riforma della magistratura,
sia della riforma delle legge elettorale.
A questo punto riteniamo che il Sindaco debba chiarire se condivide tale
interpretazione, che qualsiasi costituzionalista definirebbe priva di qualsiasi
fondamento giuridico, o se invece la farà ufficialmente propria quando le norme
a tutela dell’ambiente e del Paesaggio (sempre Art. 9 Cost.) dovranno essere
“contemperate” con la libertà di impresa. Quella dei grandi fondi immobiliari,
dei costruttori, dei grandi spazi commerciali e così via.
E forse il ridimensionamento delle tutele degli alberi per favorire gli
esercenti della somministrazione sarebbe stato meglio che fosse avanzato
dall’Assessora al Commercio, visto che stride un po’ come proposta di
un’Assessora all’Ambiente: è come se l’assessore alla mobilità proponesse di
diminuire i mezzi pubblici o quello alla cultura di chiudere biblioteche.
Considerando le argomentate motivazioni tecniche alla base delle regole sulle
distanze prescritte dal Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano, che
abbiamo approfondito nel precedente articolo, si tratta di una gigantesca
contraddizione anche con gli sbandierati obiettivi della Strategia di
adattamento climatico e il Piano di forestazione urbana di Roma Capitale.
Come Carteinregola abbiamo sempre mosso le nostre circostanziate critiche
all’Assessora in relazione alla inadeguata applicazione del Regolamento del
Verde e del Paesaggio urbano, alla cui stesura abbiamo contribuito, in
particolare per quanto riguarda l’informazione e la partecipazione dei
cittadini, senza mai scadere nell’attacco personale o nelle polemiche gratuite.
Tuttavia questo episodio ci spinge a interrogarci sul suo ruolo, che a nostro
avviso richiederebbe ben altra postura istituzionale.
Così come ci interroghiamo sulle istituzioni municipali che hanno espresso o
esprimeranno parere positivo a tale proposta, nonostante le consistenti e
argomentate obiezioni, forse senza rendersi conto di quanto appaia stonata agli
occhi dei cittadini la difesa di un provvedimento completamente sbilanciato
sull’interesse privato. Apprezziamo gli sforzi di quei consiglieri municipali e
capitolini che hanno tentato e tenteranno di “aggiustare” la deroga,
contrattando la distanza dagli alberi e aggiungendo qualche limite in più (1).
Ma Carteinregola respinge in toto la proposta, che, soprattutto in questa
campagna elettorale ormai iniziata – se si è mai interrotta – rivela tutta
l’ambiguità delle promesse che sono state e saranno pronunciate dai candidati
alla (ri)elezione in nome della difesa dell’ambiente, dell’emergenza climatica,
del benessere dei cittadini.
Una delle tante cartine di tornasole che, purtroppo, spingeranno tanti cittadini
a disertare le urne.
Carteinregola – ODV
Post scriptum, due pesi due misure: Alfonsi dichiara che [la distanza prescritta
dei due metri dal tronco è] “un parametro che in realtà già in altri casi è
stato stigmatizzato negativamente dalla giurisprudenza amministrativa, perché
la misura fissa è sempre una misura che non tiene conto della realtà del
contesto“. Però la stessa Giunta Gualtieri pochi mesi fa ha approvato il nuovo
Regolamento dell’Occupazione di Suolo pubblico per i locali di somministrazione,
che anzichè “tenere conto della realtà del contesto”, cioè di quanti tavolini
possano contenere gli spazi pubblici – piazze, marciapiedi anche nei quartieri
più storici – si limita a fissare degli indici per la superficie occupabile che
si applicano in proporzione allo spazio interno di bar e ristoranti (per il
centro storico il 30% della superficie, compreso cucine e gabinetti) (2)
28 ottobre 2026
Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com
L’INTERVENTO DELL’ASSESSORA ALFONSI ALLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL 12 OTTOBRE
2026 (3)
(evidenziazioni di Carteinregola)
> Vai alla registrazione della Commissione 2′ 30″ ca da inizio l’intervento
dell’Assessora Alfonsi a 16′ ca secondo intervento Alfonsi – non trascritto)
Assessora Alfonsi: (2’30”) Questa Delibera arriva a voi per una serie di
ragionamenti fatti insieme alla Giunta su vari aspetti: il primo aspetto è
quello di un Regolamento nuovo che l’Assemblea Capitolina ha deliberato sulle
Occupazioni di Suolo Pubblico; secondo punto sul fatto che c’è una scadenza di
una normativa temporanea che poi è stato un temporaneo molto a lungo, cioè la
normativa COVID; e il terzo è un ragionamento rispetto ad un regolamento che in
realtà quando è stato è stato scritto in questo suo specifico articolo non è mai
davvero entrato in vigore, proprio perché c’era le regolamentazioni delle OSP
COVID e quindi non c’è stata neanche una necessità di verificarne la fattibilità
e la giustezza, perché appunto non c’era questo tipo di esigenze.
Partendo dalla prima, il ragionamento che è stato fatto è che, visto anche il
caldo che fa in città, le temperature e le occupazioni di suolo pubblico che,
come dite voi, nell’altra delibera, sono diventate anche dei momenti di
aggregazione eccetera; noi dobbiamo in realtà tutelare molto i nostri alberi,
ma tutelare anche la possibilità di fruire del loro beneficio, quindi delle
loro ombre, del loro spazio eccetera, ma soprattutto tutelare, non in
contrapposizione, i diversi interessi, l’interesse pubblico e l’interesse
privato. È chiaro che l’occupazione di suolo pubblico in questi ultimi anni
all’interno della città ha visto una normativa semplificata e di possibilità di
espansione, perché doveva garantire il distanziamento delle persone per le
regole che c’erano rispetto al COVID e, come è stato è già più volte segnalato
da diverse autorità compreso il Tar, noi abbiamo ancora una presenza di queste
occupazioni di suolo pubblico molto forte all’interno della città, e quello che
questa Giunta vuole – infatti ha imposto il rientro nelle regole normali, a
differenza per esempio del livello nazionale – quello che noi vorremmo è
ristabilire un rapporto corretto delle occupazioni di suolo pubblico
all’interno degli spazi, nella tutela, sicuramente di un interesse privato
commerciale, ma nella tutela invece degli spazi pubblici delle persone,
soprattutto dell’ambiente, che è il tema che ci riguarda; l’ambiente aveva come
unico momento di richiamo, all’interno del regolamento dell’occupazione di
suolo pubblico, questo articolo che riguarda la distanza dall’albero –
distanza dall’albero che già un anno e mezzo fa era stata, attraverso una
circolare, ribadito il fatto che si trattava di una distanza dal tronco e non
dalla chioma perché evidentemente c’era stata una diversità di applicazione
all’interno dei diversi municipi, un parametro che in realtà già in altri casi
è stato stigmatizzato negativamente dalla giurisprudenza amministrativa, perché
la misura fissa è sempre una misura che non tiene conto della realtà del
contesto e quindi questa modifica che noi andiamo a fare in realtà è una
modifica dove può essere inferiore ai 2 metri, laddove per di più si specifica
vengano messe soltanto delle strutture non solo amovibili ma leggere, quindi
veramente una possibilità di utilizzo dell’ombra, ma in realtà potrebbe essere
anche maggiore, nel senso che noi siamo in una situazione dove chi può
determinare qual è la distanza giusta, deve essere una relazione tecnica
agronomica verificata dall’Amministrazione per vedere come si può utilizzare il
suolo pubblico sotto o nelle vicinanze di una pianta; non vi dico nulla di
nuovo se vi dico che noi diciamo due metri, ma se fosse un albero monumentale in
realtà vengono richieste molti di più, come abbiamo fatto per la prima volta
applicare per esempio sulle manifestazioni estive a Caracalla e non solo, e
quindi un’analisi più dettagliata secondo noi è la giusta misura che contempla
tutti gli interessi, a partire ovviamente dall’interesse dell’ambiente.
Voglio
specificare che comunque nella nostra Costituzione all’articolo 41 comma 2 è
proprio diciamo determinato non è che ce lo inventiamo noi che l’iniziativa
economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo
da recare danno alla salute all’ambiente alla sicurezza alla libertà alla
dignità umana e così via quindi è chiaro che noi non diamo uno spazio più ampio
all’iniziativa privata, ma cerchiamo, questo sì, di contemperare tutti gli
interessi che sono in campo; anche interessi legati proprio al nuovo modo di
vivere gli spazi pubblici all’interno della città, in un contesto di un clima
che è cambiato. (…) Io mi fermerei qui, so che presidente se c’era una proposta…
Vedi anche: Commissione congiunta Commercio e Politiche della sostenibilità
ambientale del I municipio del 27 ottobre 2026 con l’intervento di Carteinregola
da 38′ a 43′ dall’inizio
(1) Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’ODG presentato da Roma Futura e
approvato nel IV municipio il 26 ottobre 2026
Al presidente del consiglio municipale Del municipio Roma V David di Cosmo
ORDINE DEL GIORNO
ai sensi dell’art. 60 del Regolamento del Municipio Roma V, collegato al parere
del Consiglio sulla Proposta di deliberazione n. 150/2026
Oggetto: Tavolini e alberi. Sostenere le attività di quartiere senza indebolire
la tutela del verde urbano.
nel corso dell’esame della Proposta di deliberazione n. 150/2026, che introduce
una deroga alla. distanza minima di due metri dalle alberature per le
occupazioni di suolo pubblico dei pubblici esercizi,
riconosce che il problema esiste. Nelle strade alberate dei nostri quartieri il
vincolo dei due metri attorno al tronco impedisce a molti bar e piccoli esercizi
di mettere fuori anche solo pochi tavolini. Con la fine del regime straordinario
delle OSP legato all’emergenza COVID, prevista per giugno 2027, il problema
toccherà un numero rilevante di attività che fanno vivere le strade e i
quartieri del Municipio.
ritiene però che una deroga concessa caso per caso, senza criteri oggettivi, non
sia la risposta giusta. Rischia di affidare la tutela degli alberi alla
discrezionalità e di produrre disparità tra esercenti. Le alberature stradali
sono un patrimonio comune, sempre più prezioso per l’adattamento climatico della
città. La loro tutela discende dall’art. 9 della Costituzione, che il testo
dovrebbe richiamare accanto all’art. 41 sulla libertà d’iniziativa economica.
considera possibile tenere insieme le due esigenze, il lavoro delle attività di
quartiere e la salute degli alberi. Servono regole chiare, proporzionate e
verificabili, uguali per tutti.
impegna il Presidente del Municipio e la Giunta a farsi portavoce presso il
Sindaco, la Giunta Capitolina e l’Assemblea Capitolina affinché il testo della
Proposta venga modificato secondo questi indirizzi:
* Una deroga proporzionata. Deve valere solo per chi ne ha realmente bisogno:
per chi il vincolo dei due metri riduce in modo significativo lo spazio
ottenibile, oltre il 20%, o per chi resterebbe con meno di 10 metri quadri.
Il bisogno va dimostrato con una planimetria quotata.
* Distanze ragionevoli sui marciapiedi. La distanza si misura dal bordo della
tazzadell’albero, con un minimo di un metro dal tronco in ogni caso. Nel
verde vero, cioè parchi, ville, giardini e prati, il limite dei due metri
resta intatto.
* Arredi leggeri e divieti chiari. Vicino agli alberi sono ammessi solo sedie,
tavolini e ombrelloni zavorrati. Restano esclusi pedane, fioriere, ancoraggi,
riscaldatori e luci, e nulla può stare nella tazza o a contatto con il
tronco. Nella tazza non si versano acque di lavaggio, detergenti o oli.
* Tutele rafforzate per gli alberi più fragili e di pregio. Monumentali, filari
storici o vincolati, alberi instabili e pini con radici affioranti mantengono
sempre i due metri. Edicole, chioschi e posteggi mercatali esistenti restano
sul loro sedime, senza ampliamenti né nuovi scavi.
* Controlli pubblici e trasparenza. Le valutazioni tecniche le firmano agronomi
o forestali scelti dal Comune a rotazione, con sopralluogo e senza
silenzio-assenso. Le autorizzazioni durano un anno, sono revocabili e
confluiscono in un registro pubblico online, con una relazione annuale in
Commissione.
* Sicurezza e manutenzione prima di tutto. Con l’allerta vento i tavolini sotto
gli alberi si rimuovono. L’area si libera senza indennizzo quando servono
potature e cure. Chi occupa sotto la chioma ha una polizza di responsabilità
civile.
* Un incentivo a fare meglio. Chi allarga la tazza a proprie spese con
grigliati calpestabili non perde i suoi tavoli, e la Giunta valuti una
riduzione del canone per chi lo fa.
* Dati e chiarezza prima del voto. Prima dell’approvazione vanno resi
disponibili i numeri delle occupazioni, degli alberi e delle strutture
coinvolte, Municipio per Municipio. Va chiarito il parere di regolarità
contabile, che negli atti risulta modificato rispetto alla formulazione
iniziale.
auspica che la Proposta, così modificata, possa diventare un buon punto di
equilibrio tra leesigenze del commercio di prossimità e la tutela del verde
urbano, nell’interesse dell’interacomunità.
Filippo Riniolo
(2) vedi Regolamento tavolini: una delle pagine peggiori dall’insediamento di
Gualtieri 6 marzo 2025