La campagna Fz3a – Italia
Fz3a – Italia è l’articolazione italiana della campagna  Faz3a, internazionalmente presentata con questo logo:  Si pronuncia faz’a, é un termine colloquiale palestinese che fa riferimento all’offrire rinforzi e aiuto diretto nel momento del bisogno Faz3a è un’iniziativa fondata e diretta dal comitato di coordinamento della lotta popolare palestinese fin dal 2006. Inizialmente la campagna era finalizzata ad aiutare i palestinesi nel periodo della raccolta delle olive, nei mesi di ottobre – novembre. Dal 9 luglio 2024, il Coordinamento dei Comitati popolari ha lanciato la campagna Faz3a per proteggere la popolazione civile stabilmente, considerata la crescente impossibilità per i palestinesi di soddisfare in sicurezza le più elementari esigenze della vita civile (viaggiare, raccogliere i frutti del proprio lavoro in agricoltura, accompagnare le greggi al pascolo, ecc.). Faz3a è un’iniziativa basata e sostenuta dalla società civile palestinese in Cisgiordania, proveniente da ogni spettro politico. Questa campagna è organizzata da varie associazioni e organizzazioni italiane. Puoi trovarle qui. GLI OBIETTIVI DELLA CAMPAGNA Presenza protettiva Mentre è in corso un genocidio a Gaza, i palestinesi in Cisgiordania stanno vivendo un picco senza precedenti di attacchi violenti e abusi perpetrati sia dai coloni israeliani che dalla polizia e dall’esercito, che spesso operano insieme. In risposta alla violenta pulizia etnica, organizziamo turni di presenza solidale 24 ore su 24 nelle comunità palestinesi. La presenza di attiviste ed attivisti internazionali può contribuire a limitare la violenza, a raccogliere testimonianze, e a diffondere una corretta informazione sulla realtà dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi. Inoltre, permette alla società palestinese di rompere l’isolamento che le è imposto dall’occupazione israeliana e di costruire una rete di contatti e di solidarietà internazionale. Agli/alle attivisti/e è chiesto di accompagnare i palestinesi nella sorveglianza diurna e notturna dei villaggi e nelle loro attività quotidiane: coltivare i campi, accompagnare i bambini a scuola, portare le greggi al pascolo. Durante la raccolta delle olive, tra ottobre e novembre, è particolarmente richiesta la presenza internazionale negli oliveti per proteggere le famiglie durante la raccolta.  Le modalità di azione sono quelle della resistenza nonviolenta e della de-escalation. Partecipa MANIFESTO I nostri valori * L’occupazione e la pulizia etnica nei territori palestinesi, l’apartheid nelle città israeliane, il genocidio di Gaza, sono tutti elementi del medesimo disegno, radicato nel colonialismo di insediamento sionista. Ci opponiamo alla narrazione propagandistica della guerra tra due popoli, sosteniamo la resistenza degli oppressi. * Rispondiamo alla chiamata dei Palestinesi sul campo. Chi partecipa a questa campagna (a prescindere dalla propria formazione culturale e politica) aderisce al principio di base che essa è guidata dai comitati popolari palestinesi. Essi hanno la migliore percezione e consapevolezza delle forme, dei metodi e degli strumenti migliori di resistenza. * Operiamo al fianco delle attiviste e degli attivisti israeliani contro l’occupazione. * Le modalità di azione sono quelle della resistenza nonviolenta e della de-escalation. * Tutti possono contribuire, non servono eroi. La nostra forza è nell’agire collettivo e per piccoli passi, nel tenere la posizione. Sumud ( صمود ) è il termine utilizzato dai palestinesi per esprimere questa fermezza, perseveranza e resistenza.  * Elemento fondamentale della campagna è la dimensione pubblica e visibile. Portiamo il dibattito e la partecipazione nelle nostre città, alla luce del sole. Testimonianze LA RETE Chi siamo Questa campagna è organizzata da varie associazioni e organizzazioni italiane. Lo scopo è supportare la campagna Faz3a in Italia e gli/le attivisti/e che decidono di partecipare. Le associazioni coinvolte in questa iniziativa sono le seguenti: * Assopace Palestina * Un Ponte Per * Rete Italiana ISM * Pax Christi * Operazione Colomba * Palestina Cultura e libertá * Mediterranea * COSPE
April 28, 2026
Assopace Palestina
Macerie su Macerie – PODCAST 27/04/26 Di Liberazione, Resistenza e guerra civile
A due giorni dalla Festa della Liberazione, questa puntata di Macerie su Macerie entra nelle crepe della memoria ufficiale per far emergere una parte della complessità simbolica della Liberazione. Prendendo avvio dal caso di Torino, dove l’insurrezione contro l’occupazione si sviluppò tra il 26 e il 28 aprile 1945, il racconto si allontana dalla retorica della data catartica per accennare al ritmo reale degli eventi, fatto di combattimenti urbani, decisioni collettive e di una varietà di tensioni sociali legate alla lotta contro il nazifascismo, che si riveleranno inconciliabili poco dopo la guerra. A guidare questa lettura è il lavoro del partigiano e storico Claudio Pavone (1920-2016), con il suo libro Una guerra civile, che interpreta la Resistenza come un intreccio di guerre, patriottica, civile e di classe, offrendo uno sguardo più profondo sulle tensioni che attraversavano l’Italia di allora e che permangono tutt’oggi. Tra vuoti di potere, incertezza istituzionale e nascita di nuove forme di legittimità, il quadro del biennio 1943-1945 descritto da Pavone appare umano e morale più che politico e storico.
April 28, 2026
Radio Blackout - Info
Milano, 5 maggio: Stop al riarmo
MARTEDÌ 5 MAGGIO ORE 18, PASTICCERIA HOPPIPOLLA VIA VARANINI 26 – MILANO L’Officina culturale Fratelli Cervi ravvisa l’urgenza di diffondere nella società civile la consapevolezza del grave e pericoloso processo di riarmo che sta caratterizzando il continente europeo (grazie al programma noto come ReArm Europe) e, quindi, il nostro Paese. In una fase storica in cui i conflitti armati si stanno espandendo a macchia d’olio e costituiscono oramai il principale strumento di relazione internazionale, occorre reagire a questo processo con una cultura di pace e di valorizzazione del diritto. Bisogna inoltre opporsi alle politiche belliciste anche per l’immediato riflesso che esse determinano nella nostra società a livello materiale, con lo storno di importanti risorse dai capitoli di spesa di sanità, assistenza, istruzione e cultura, per convogliarle verso la spesa militare. Per questo motivo abbiamo pensato di organizzare un dibattito in cui invitare, oltre a soggetti che si stanno impegnando contro questo processo di riarmo, la cittadinanza che voglia confrontarsi su questo tema essenziale. Officina culturale Fratelli Cervi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
CyberCultura: Liberiamo le scuole dalle Big Tech
Abbiamo appena festeggiato il 25 aprile con la liberazione dal nazifascismo. La Resistenza non è finita: oggi dobbiamo liberarci dagli strumenti e dai servizi forniti dalle Big Tech per diventare autonomi dalle multinazionali e acquisire una nostra sovranità digitale, soprattutto nelle scuole.
April 28, 2026
PeaceLink
Per una transizione energetica giusta! Action Days contro EPH in Sardegna
In occasione di Sa Die de sa Sardigna invitiamo individualità, gruppi, associazioni che si impegnano per una transizione energetica giusta e sostenibile in Sardegna a partecipare a due giornate di azione. Il 28 aprile dalle ore 9:00, nei pressi della centrale elettrica di Fiume Santo Sassari/Porto Torres, nel piazzale a circa 1,5 km dallo svincolo SP57 (40.8508948, 8.2920535) https://maps.app.goo.gl/hKtSKzhErAbmKudM7?g_st=isi , si terranno un sit-in e una conferenza stampa . Il 29 di aprile alle ore 18:30 a Sassari presso il Centro Culturale Arci Tom Benetollo in Piazza Castello 11 piano A, si svolgerà un incontro-dibattito con l’associazione Re.Common. L’iniziativa si inserisce negli Action Days contro EPH, giornate di mobilitazione internazionale promosse dalla rete Stop EPH dal 27 al 29 aprile, con azioni coordinate in diversi Paesi europei per denunciare il ruolo della multinazionale nell’espansione delle infrastrutture fossili, anche in Sardegna, dove opera tramite la controllata EP Produzione. Da tempo la Sardegna è al centro di pratiche estrattiviste che passano attraverso il dominio della produzione e della distribuzione dell’energia. Se in questi anni l’attenzione pubblica si è concentrata sulle gravi speculazioni legate alle fonti rinnovabili, i processi anche più feroci legati alle fonti fossili sono invece rimasti nell’ombra. La concentrazione di capitali e di potere che presiede alla costruzione delle megacentrali rinnovabili, infatti, non fa che seguire lo stesso modello di distribuzione centralizzata dell’energia tipico delle fonti di energia fossili. Se le fonti rinnovabili possono essere sviluppate anche secondo modelli che prevedono la partecipazione delle comunità locali e il rispetto del territorio, le fonti fossili per loro natura si fondano invece su meccanismi di sfruttamento che legano la dipendenza dei consumatori alla sottomissione violenta dei luoghi di produzione. La devastazione ambientale dei territori e il riscaldamento climatico globale sono conseguenze inevitabili di questo modello estrattivista. La cosiddetta “sicurezza energetica” delle fonti fossili si fonda su logiche di sfruttamento e sterminio, simili a quelle dispiegate in Palestina. Non è un caso che i maggiori sostenitori delle fonti fossili nel mondo siano anche tra i maggiori nemici della democrazia e dei diritti umani. In questo quadro la Sardegna continua a essere territorio di sacrificio, privo di voce e di dignità, a uso e consumo degli investimenti delle aziende energetiche. Ciò emerge chiaramente nel progetto di metanizzazione, nella presenza di centrali a carbone come Fiumesanto e Portovesme e nel peso crescente degli interessi multinazionali in tutta la filiera dell’energia, comprese le rinnovabili. Multinazionali come EP Produzione e Snam continuano a investire nel carbone e nel gas con il sostegno di risorse pubbliche, rimanendo poco visibili nel dibattito pubblico. Il gas destinato alla Sardegna è il gas naturale liquefatto (GNL). La chiusura dello stretto di Hormuz, conseguenza della guerra imperialista lanciata da USA e da Israele contro l’Iran, sta provocando una crisi energetica gravissima proprio sul GNL. La risposta a questa crisi energetica (la seconda nel giro di pochi anni) è il GNL statunitense, una falsa soluzione che non supera il modello fossile ma lo rafforza. La volontà degli USA di sfruttare il GNL per sottomettere i paesi dipendenti da esso è più chiara che mai. L’altra “soluzione” prevista dal governo italiano, il prolungamento della vita degli impianti a carbone fino al 2038, è l’ennesima scelta miope che verrà pagata dal territorio con inquinamento, precarietà occupazionale e costi elevati dell’energia. La narrazione sul gas lega queste scelte a occupazione e competitività, ma non mette in discussione il modello industriale che le produce, nonostante le macerie lasciate dalla sua crisi siano sotto gli occhi di tutti: siti inquinati non bonificati, malattie, ricatto occupazionale e mancanza di prospettive economiche autonome per la Sardegna. L’incontro del 28-29 di aprile vuole mettere in relazione tutti questi elementi che caratterizzano le recenti politiche energetiche sarde e riconoscerli come una forma di estrattivismo che pregiudica il futuro del territorio. Occorre unirsi e ragionare insieme su come contrastare queste pratiche per elaborare un modello alternativo che favorisca una transizione energetica giusta, democratica, fondata sul rispetto degli ecosistemi, dei territori e di chi li vive. – Sit-in del 28 aprile a Fiumesanto, ore 9:00: https://ggl.link/vR3V8Uu – Mentre il 29, ore 18:30, ci vedremo presso il Centro Culturale ARCI Tom Benetollo in piazza Castello 11, piano A, a Sassari. Comitati e gruppi per una transizione energetica giusta Redazione Sardigna
April 28, 2026
Pressenza
Puntata speciale sul libro “Criminalità immaginate”
In questa puntata abbiamo voluto fare uno speciale approfondimento sul tema della mafia, grazie al libro “Criminalitá immaginate – Ripoliticizzare la questione mafiosa” di Antonio Vesco, edito da Tamu/Tangerin. Antonio Vesco (Alcamo 1983) è stato ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Antropologia, Etnologia, Studi Culturali all’Università di Siena e in Science Politique all’Université Paris 1 Sorbonne, presso il Centre Européen de Sociologie et de Science Politique (CESSP-CNRS). È stato assegnista di ricerca e docente a contratto presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino. Dal 2017 al 2021 è stato post-doctoral research fellow presso la Aristotle University di Thessaloniki nell’ambito del progetto ERC Heteropolitics. Refiguring the common and the political. Precedentemente è stato titolare di un assegno di ricerca presso l’Università di Ferrara nell’ambito del progetto Mafia, legalità, lavoro. Tra il 2010 e il 2017 ha preso parte a tre progetti di ricerca promossi dalla Fondazione RES di Palermo: Mafie ed economia(2010-2011), Le mafie nelle aree non tradizionali (2013-2014), Politica e corruzione (2016-2017). I suoi interessi di ricerca ruotano intorno ai seguenti temi: la costruzione delle soggettività politiche in ambito democratico; i partiti politici e i processi di costruzione del consenso; la mafia come questione politica; la corruzione politica; le pratiche di commoning tra movimenti sociali e istituzioni; le immagini e le rappresentazioni del Sud e del Nordest d’Italia. È tra i promotori del Laboratorio di analisi e ricerca sulla criminalità organizzata (Università di Torino) e del Centro di documentazione e inchiesta sulla criminalità organizzata in Veneto. È co-direttore della collana Politica e comunità delle Edizioni Museo Pasqualino e redattore di Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali (Viella) e della Rivista di Antropologia Contemporanea (il Mulino) https://tangerin.it/tproduct/467310025-812243283202-criminalit-immaginate Abbiamo pensato fosse importante parlare di mafia siciliana spogliandola da tutti quegli elementi stereotipanti e che servono a considerarla solo da un punto di vista di fenomeno criminale, per coglierne invece gli aspetti che possono essere utili ad inquadrare dei meccanismi sociali, politici ed economici interni alle classi dirigenti istituzionali e imprenditoriali che si vogliono raccontare totalmente esterni al mondo criminale quando in realtà non lo sono. Potete trovare il libro in vendita presso la sede della nostra Radio in via Cecchi 21/a. Buon ascolto
April 28, 2026
Radio Blackout - Info
La #pace promessa dopo il 1989? #Sigonella, droni e atomiche: il lato oscuro della #guerra che non confessano #nucleare Dal dopo Guerra fredda alla nuova soglia nucleare: l’intervista ad Antonio Mazzeo e S. Cuda riapre il nodo delle basi militari in Sicilia, dell’intelligence e del ruolo dell’Italia nei conflitti contemporanei. https://wordnews.it/2026/04/27/la-pace-promessa-dopo-il-1989-sigonella-droni-e-atomiche-il-lato-oscuro-della-guerra-che-non-confessano/
April 28, 2026
Antonio Mazzeo
LEVANTE: “CONSEGNO PACCHI A PECHINO”, LE CONDIZIONI DEI RIDER IN CINA NEL LIBRO DI HU ANYAN ORA TRADOTTO IN ITALIANO.
“Consegno pacchi a Pechino” di Hu AnYan, tradotto in italiano per Laterza da Federico Picerni. E’ il libro al centro della puntata di aprile 2026 di Levante, approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto dedicato all’Asia orientale, tra Cina e dintorni, con il nostro collaboratore Dario Di Conzo – co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’Orientale di Napoli. Ospite della puntata è proprio Federico Picerni, traduttore del libro, oltre che ricercatore in tenure track di letteratura cinese all’Università di Bologna. Nello specifico, Picerni si occupa di scrittori e poeti operai in Cina, amatorialità letteraria, studi (trans)culturali. La sua monografia, “Chinese Worker Writers: The Social and Textual Practice of Picun Literature Group”, è in preparazione per Routledge. “Consegno pacchi a Pechino” di Hu Anyan è “il racconto personale e senza epica della condizione del rider nel gigante asiatico e un resoconto di fasi diverse dello sviluppo cinese attraverso lo sguardo di un uomo non preparato alla competizione sfrenata necessaria per emergere”, si legge nella recensione, pubblicata su Sbilanciamoci.info, realizzata da Dario Di Conzo, co-curatore di Levante, che dialoga nella puntata di aprile 2026 con il traduttore in italiano, Picerni. La puntata di aprile 2026 di “Levante” su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
April 28, 2026
Radio Onda d`Urto
PROGETTO LAND – Spring School
CINEMA in VERDE e ACS ONG prestano: PROGETTO LAND – Spring School In Conferenza stampa, domani mercoledì 29 aprile 2026, ore 12:30 Sala del Carroccio – Campidoglio, Roma PROGETTO LAND è un progetto di formazione audiovisiva e cinematografica per giovani palestinesi. Un programma di due mesi con lezioni teoriche, workshop e momenti di produzione, con l’obiettivo di accompagnare i partecipanti nella realizzazione di cortometraggi che saranno presentati nella prossima edizione del festival, a settembre. LAND è la Spring School gratuita dedicata a tredici giovani aspiranti filmmakers provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza, un progetto nato dalla convinzione che il cinema possa essere uno strumento concreto di solidarietà, opportunità professionale, dialogo e denuncia. Nato all’interno del Festival Cinema In Verde, reso possibile da una campagna di crowdfunding – che ha coperto i costi di viaggio, assicurazioni e procedure di ingresso in Italia – e da una rete spontanea di famiglie romane che ha offerto ospitalità per l’intera durata della spring school, LAND offre due mesi di formazione, laboratori, masterclass e produzione audiovisiva. L’obiettivo è la realizzazione di cortometraggi autoriali che saranno presentati a settembre durante la quarta edizione di Cinema In Verde, la prima rassegna cinematografica romana dedicata all’ambiente e alle connessioni con il sociale. Alla conferenza di mercoledì intervengono: •⁠ ⁠Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma •⁠ ⁠Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura – Comune di Roma •⁠ ⁠Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti – Comune di Roma •⁠ ⁠Antonella Polimeni, Rettrice Sapienza Università di Roma •⁠ ⁠Simonetta Lombardo, CEO Silverback – Cinema In Verde •⁠ ⁠Meri Calvelli, Responsabile Paese Palestina di ACS ONG, insieme agli studenti e alle studentesse di LAND •⁠ ⁠Laura Negrini, Direttrice IED Roma •⁠ ⁠Matteo Rovere, CEO di Groenlandia – società del Gruppo Banijay •⁠ ⁠Fabio Attorre, Direttore dell’Orto Botanico e professore – Sapienza Università di Roma Si ringraziano Zen2030, NaturaSì e Intercultura per il sostegno al progetto.
April 28, 2026
ACS italia
Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@0
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
Radio Blackout - Info
Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@2
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
Radio Blackout - Info

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