Riprendiamoci la moneta, riprendiamoci il futuro
Nel mondo che ci tocca in sorte, che corre veloce verso l’abisso, la moneta è trattata come faccenda tecnica. La sua smaterializzazione, l’ha resa tema massimamente religioso, sacerdotale. Non casualmente, il più importante capitalista americano del momento, Peter Thiel, assieme a Musk ha fatto fortuna con PayPal, ma soprattutto parla attraverso Paolo di Tarso e la sua lettera ai Tessalonicesi. Il Papa, giustamente, si incazza, ma quello non si placa e sostiene che l’anticristo, ovvero la Cina, sia grande alleato del Papa stesso. Mondo in corsa verso l’abisso, appunto. La moneta legale è emessa dalle banche centrali. In un bel libro di qualche anno fa, Alberto Orioli definisce quelli del banchiere centrale enunciati oracolari. Trattasi dunque di rivelazione divina, a mezzo di profeti non particolarmente eroici, ma felpati, austeri, quasi sommessi nell’eloquio, con vasta cultura (anche umanistica). Più la politica si fa sguaiata, più non tocca palla quando si parla di moneta. Le banche le nomina per gli extraprofitti, senza però capire precisamente cosa sono, come si fanno, gli extraprofitti delle banche commerciali. > Ora, nel mondo è in corso un conflitto epocale. Si tratta di una guerra, ma > monetaria. Combinata con le guerre che insanguinano l’Europa orientale e il > Medio Oriente, senz’altro. Ma relativa, più specificatamente, al futuro della > moneta. Dal 1971 in maniera definitiva, tra moneta e oro non vi è più connessione sostanziale. L’oro rimane un bene rifugio, sempre più rilevante nella fase attuale segnata dal declino del dollaro, ma l’emissione di moneta non è più incatenata ai lingotti d’oro nei caveau. Basta un click della banca centrale, che scambia titoli di Stato con riserve, e le riserve, composte di moneta di banca centrale, garantiscono liquidità alle banche commerciali e queste dovrebbero garantire credito alle imprese, quelle dinamiche e innovative – ma assai spesso non lo fanno. E poi ci sono i depositi bancari, che creano moneta bancaria (quindi privata, ma convertibile in legale) ex nihilo, sempre attraverso un click. Capite? Trattasi di Spirito. Ma il successo dell’oro era legato alla sterlina, dopo la sterlina al dollaro. Il dollaro si è fatto «denaro mondiale», con l’incedere della finanziarizzazione e l’implodere del blocco sovietico. Poi, dalla crisi delle dotcom del 2000, dall’11 settembre del 2001, ma soprattutto dal crack del 2007-2008, il sogno imperiale si è infranto. Quindi il dollaro, che declina ma non muore, si è fatto strumento militare. Tra i più efficaci, tra l’altro. Tanto gli Stati Uniti perdono tutte le guerre sul terreno, dall’Iraq all’Afghanistan, tanto il dollaro colpisce duro, rende solidi gli ordini esecutivi e le sanzioni che chiudono conti correnti e congelano asset. La Cina, che ha capito di essere il prossimo bersaglio, una volta che la destabilizzazione europea e mediorientale avrà fatto il suo corso, si è organizzata: la sua banca centrale ha cominciato a emettere renminbi digitale, ovvero moneta digitale pubblica, equivalente al contante; ha creato CIPS (Cross-border Interbank Payment System), circuito alternativo a SWIFT, per favorire pagamenti transfrontalieri senza coinvolgere il dollaro; ha egemonizzato mBridge, progetto della Bank of International Settlements che consente alle banche centrali di regolare transazioni transfrontaliere in valute digitali sovrane, attraverso un registro distribuito permissioned. Di tutta risposta, Trump, che un tempo era ostile alle criptovalute, ora, col suo Genius Act, ha regolamentato le stablecoin, valute digitali ancorate al dollaro emesse da società private non bancarie. Per ancorare le stablecoin, guarda caso, le società in questione acquistano a man bassa titoli di Stato a stelle e strisce. Una manna dal cielo, visto che il debito pubblico americano non se lo vuole accattare più nessuno, avendo superato i 40 mila miliardi di dollari. Se le stablecoin si diffondono, garantendo esse pagamenti transfrontalieri e all’ingrosso programmabili, 24/7 e 365 giorni l’anno, il gioco è fatto: il mondo ricomincerà a finanziare il bilancio pubblico statunitense, Pentagono in primo luogo. E non si è fermato, Trump: ha ordinato che la Fed interrompa ogni progetto di dollaro digitale. > Una guerra è in corso: tra moneta pubblica e moneta privata. E l’Europa? La BCE, che certo non brilla per complicità col proletariato, si sta attrezzando. E lo sta facendo al meglio. Se tutto va come deve, entro il 2026 sarà ratificato l’euro digitale. Moneta pubblica, dunque, che dopo un paio d’anni di sperimentazione, sarà finalmente emessa e diffusa (2029). Con un e-wallet, sarà utilizzabile anche offline. Di più, con Pontes prima e Appia a seguire, la BCE procede verso la tokenizzazione della moneta di banca centrale, per rendere autonomi dai circuiti internazionali anche i pagamenti all’ingrosso (interbancari), e non solo quelli al dettaglio (che avverranno con euro digitale e contanti). Di tutto ciò la politica – anche di sinistra – non parla, trattandosi a suo avviso di temi da lasciare ai banchieri centrali. È in controtendenza, allora, la conferenza organizzata dalla For the People Foundation, che si svolgerà oggi a Roma (presso Industrie fluviali), dalle ore 10 alle 19. For the People, infatti, è la fondazione affiliata a ELA – European Left Alliance, la formazione politica eco-socialista che vede insieme un importante numero di partiti europei e, tra questi, Sinistra Italiana. Controtendenza urgente, visto che non è proprio vero che la politica europea tutta non si stia occupando di euro digitale. Lo fa per esempio una forza politica tedesca, di nome AfD, e con un obiettivo chiaro: distruggerlo. Un motivo in più, per sapere da che parte stare. Segui la diretta streaming dell’evento Immagine di copertina di Atlantic Ambience L'articolo Riprendiamoci la moneta, riprendiamoci il futuro proviene da DINAMOpress.
October 24, 2026
DINAMOpress
Cisgiordania, decine di palestinesi arrestati dall’IDF
Le forze israeliane hanno fatto irruzione in almeno 15 località nel nord della Cisgiordania, tra cui Nablus e Jenin, arrestando decine di palestinesi. Lo riferisce Al Jazeera, citando i propri corrispondenti sul posto. I blitz sono scattati dopo che il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato il blocco totale del territorio in seguito a un attacco a Hebron in cui sono stati uccisi due soldati israeliani. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, 15 persone sono state arrestate nel governatorato di Nablus e altre due in quello di Betlemme. A Hebron, centinaia di famiglie palestinesi hanno ricevuto l’ordine di evacuare forzatamente le proprie abitazioni. The post Cisgiordania, decine di palestinesi arrestati dall’IDF appeared first on L'Indipendente.
October 24, 2026
L'INDIPENDENTE
Fronte del Porto
IL governo ci mette una pezza sul versante fiscale e prepara i lacrimogeni per la piazza. Perché se da un lato si prepara ad alzare a 60.000 euro lo scalone del 33%, con le misure negoziate sul fronte degli autotrasportatori e di una parte (quella dei senza parte) di piccole e piccolissime imprese la faccenda si complica. Per ora ha rotto lo schieramento, il fronte unito della protesta, incassando alcuni importanti consensi. Ma… Vediamo intanto cosa è passato. Crediti d’imposta e altri incentivi ad acquistare nuovi veicoli a chi non ha mezzi euri 5, 6, 7, questo è sicuro. Ma proprio questo divide nettamente Confindustria e Associazioni di categoria per trasporti, logistica e turismo, mettendo su fronti contrapposti grandi e piccoli. Me lo spiego meglio. Il tema dell’esclusione (o delle fortissime difficoltà di accesso) di molte piccole e medie imprese (PMI) dai crediti d’imposta sul “caro gas” e “caro energia” non dipende dalla natura giuridica dell’impresa. Sono tutti autonomi a partita d’IVA, ma la dimensione aziendale fa la differenza soprattutto in relazione alle soglie e condizioni operative stabilite dai decreti governativi. Sono queste a determinare l’esclusione delle aziende medio-piccole dai benefici fin qui messi in atto. Innanzitutto i crediti d’imposta più cospicui (spesso fino al 40%-45%) sono stati destinati in via prioritaria alle cosiddette imprese gasivore. Per rientrare negli elenchi ufficiali (gestiti dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali – CSEA), un’azienda deve superare volumi di consumo di gas estremamente elevati (spesso nell’ordine di decine o centinaia di migliaia di Smc all’anno). Le piccole e medie imprese (come ristoranti, piccoli laboratori, officine o studi), pur avendo consumi proporzionalmente molto impattanti sul proprio bilancio, non raggiungono le soglie fisiche richieste e sono quindi escluse da queste aliquote privilegiate. Anche per i crediti dedicati alle imprese “non gasivore”, la normativa ha previsto un requisito stringente: per poter richiedere il credito d’imposta, l’azienda deve dimostrare che il prezzo di riferimento del gas nel periodo considerato abbia subito un incremento percentuale minimo (spesso superiore al 30%) rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. Per le piccole imprese che avevano stipulato contratti di fornitura a prezzo fisso in precedenza (o che avevano clausole particolari con i propri fornitori), questo incremento calcolato secondo i parametri rigidi del ministero spesso risultava inferiore alla soglia per una manciata di punti percentuali, tagliandole fuori dal beneficio. La soglia minima sui contatori o sui consumi è poi stata posta molto in alto. Nel caso delle misure sull’energia elettrica e sul gas, lo Stato ha spesso fissato limiti tecnici di accesso che hanno ridotto di molto la platea. Per l’energia elettrica venivano ammesse solo le aziende con un contatore di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW (poi ridotto in alcuni decreti a 4,5 kW). Per il gas, venivano richiesti consumi minimi stimati che molte micro-imprese del settore terziario o commerciale non riescono ad attestare. Infine c’è un costo legato alla burocrazia e ai costi di perizia/certificazione. Perché per accedere a diversi crediti d’imposta di ultima generazione (come i piani legati all’efficienza energetica o alle certificazioni ex-ante/ex-post), le imprese devono avvalersi di diagnosi energetiche certificate, perizie asseverate da parte di ingegneri o tecnici abilitati, certificazioni contabili dei revisori. In sintesi le PMI sono state penalizzate dal fatto che i sostegni sul caro-gas sono stati strutturati principalmente per tutelare i grandi distretti industriali ad alto consumo energetico (acciaierie, ceramiche, vetrerie, cartiere), lasciando al tessuto di micro e piccole imprese tutele residuali e spesso troppo complesse o onerose da richiedere. Ma la vera e ulteriore contraddizione, in vista dei comportamenti di piazza, è tra chi può godere di un vantaggio fiscale dichiarando più del giusto e chi invece conta sul nero per restare sul mercato. Questo è un popolo che finora ha avuto nelle destre il proprio referente di ultima istanza. Ma lì il populismo sconta un limite oggettivo: per rappresentarlo politicamente non può governarlo in chiaro. Questo è un problema per la Meloni ma lo è anche per Trump e quanti hanno fino ad oggi cavalcato la tigre. Quindi in un certo senso con le misure prese il governo sta segando il ramo su cui si era seduto, con questi crediti d’imposta che non vanno a gratificare una parte numericamente consistente della base elettorale che lo vota. Va ricordato a tal proposito che il tessuto economico italiano è composto per oltre il 95% da micro, piccole e medie imprese (commercianti, artigiani, piccole officine, ristoratori). Ed è in quel serbatoio che oggi si vede una spaccatura. Usando un lessico maoista mi verrebbe da dire che fin qui, da Berlusconi a Meloni, questa è stata una “contraddizione in seno al popolo”, ma per rimanere tale – secondo quella lezione – non si devono usare forza e coercizioni. Quella lezione Mao la traeva dalla rivolta anti-sovietica in Ungheria che mostrò cosa succede quando un regime ignora i malumori del popolo. Mao capì che se i governanti comunisti avessero trattato le critiche popolari con repressione (trattando il popolo come “nemico”), avrebbero trasformato una contraddizione non antagonistico-popolare in una vera e propria rivolta antagonistica contro lo Stato. Quel che resta da vedere quindi è sé questa volta il fronte di classe si ricompatterà o se la contraddizione si muterà da conflitto in antagonismo (un tempo si sarebbe detto lotta di classe). Ovviamente nel nostro caso c’è un piccolo problemino: non c’è il Partito della classe operaia a fare da guida e interprete della contraddizione, mentre c’è una notevole presenza di soggetti che ne possono a giusto titolo diventare il bersaglio. Perché le masse possono avere un ruolo e persino ridefinire il popolo, senza che una sintesi stabile sia pensata a priori o necessaria. Perché il popolo si può dividere mentre lo Stato resta del Capitale. Michele Ambrogio
October 24, 2026
Pressenza
HubForDefenders: team legale per assistere i manifestanti
Dopo i fatti di Milano, HubForDefenders ha ricevuto decine di segnalazioni e richieste di assistenza, prevalentemente da genitori di persone minorenni fermate durante le manifestazioni. Per questo l’Hub ha attivato un team legale per offrire supporto, seguire le situazioni segnalate e verificare il rispetto dei diritti e delle garanzie previste dalla legge. LE PROTESTE A MILANO E LE SEGNALAZIONI RICEVUTE Solo in queste ore sono 23 le segnalazioni ricevute, riguardanti in molti casi persone minorenni e razzializzate, che, secondo quanto riferito, sarebbero state trattenute fino a 12 ore in questura senza che i genitori fossero informati. Tra le denunce giunte al centralino figurano anche la privazione di cibo e acqua, l’impossibilità di effettuare una telefonata e il trattenimento senza che ne fossero comunicate le motivazioni. HubForDefenders è uno strumento nazionale di protezione dello spazio civico e delle libertà fondamentali, promosso da una rete di associazioni della società civile tra cui ARCI, A SUD, Un Ponte Per, Amnesty International Italia, Giuristi Democratici, Legal Team Italia. Attraverso il coinvolgimento di professionisti offre assistenza legale, monitora possibili violazioni e mette a disposizione strumenti di protezione per persone, attivisti e organizzazioni, in situazioni di particolare esposizione e vulnerabilità. L’ATTIVAZIONE DI UN TEAM LEGALE A MILANO L’attivazione a Milano di un team legale è una risposta concreta a un bisogno di tutela emerso in queste ore: le decine di segnalazioni e le richieste di assistenza per le persone minorenni fermate durante le manifestazioni. Quando sono coinvolte persone minorenni è richiesta una particolare attenzione. Devono essere pienamente rispettate le specifiche garanzie previste dall’ordinamento, anche rispetto alle procedure, all’assistenza legale e al coinvolgimento dei familiari. L’Hub sta raccogliendo informazioni e verificando eventuali criticità. Il monitoraggio delle possibili violazioni dei diritti fondamentali è parte integrante del lavoro di HubForDefenders. L’Hub non interviene nel merito politico delle manifestazioni né esprime giudizi sulle responsabilità individuali, il cui accertamento spetta alla magistratura. Questo non significa essere neutrali rispetto alla tutela dello spazio civico. L’Hub ha infatti una posizione precisa: il diritto di manifestare, di esprimere dissenso e di partecipare alla vita democratica deve essere protetto. Le garanzie dello Stato di diritto devono essere rispettate sempre, anche nelle situazioni più conflittuali.   CONTATTI DI HUBFORDEFENDERS: telefono: +39 353 495 3606 mail: hub4defenders@proton.me Amnesty International
October 24, 2026
Pressenza
#michiamohandalino Antonio Mazzeo debutta con il suo sogno: ”LA FIABA CHE AVREI VOLUTO RACCONTARE AI BIMBI DI #GAZA”: TRA TEATRO CIVILE E SOLIDARIETÀ. #stopthegenocideingaza🇵🇸 Il teatro può essere luogo ricreativo, di grande cultura, di spessore artistico… ma quando il teatro civile si incontra con la solidarietà ecco che nasce un messaggio che solo chi ha sviluppato una forte sensibilità sulla tematica può trasmettere facendo vibrare le corde del cuore. https://siciliatabloid.it/antonio-mazzeo-debutta-con-il-suo-sogno-la-fiaba-che-avrei-voluto-raccontare-ai-bimbi-di-gaza-tra-teatro-civile-e-solidarieta/?fbclid=IwY2xjawVJLrZleHRuA2FlbQIxMQBwZG9mBXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR61DB5DDuYkKn5TizkcGSOs6pwgTQbHhRfWQPERQVXtlrPVPHhyWwNTv96K2A_aem_P9sLCv3Qo-POs6pUb_kJCQ
October 24, 2026
Antonio Mazzeo
Colonialismo, Postcolinialismo, Decolonialità. Interviste a Rachele Borghi e a Gennaro Avallone
Conduce Radio Quar. Al centro della puntata c’è il colonialismo inteso come un sistema di rapporti di potere, gerarchie e disuguaglianze che continua a produrre effetti sulle società contemporanee e sulle economie. Ne parliamo prima con Rachele Borghi con la quale entreremo nel campo della decolonialità, daremo uno sguardo critico sulle eredità coloniali, sui saperi dominanti e sulle possibilità di mettere in discussione le strutture attraverso cui interpretiamo la realtà. E poi con Gennaro Avallone, invece, allargheremo lo sguardo alla dimensione socioeconomica del colonialismo e del neocolonialismo.
October 24, 2026
Radio Blackout - Info
I peggiori, come al solito, sono i liberali italiani
I liberali italiani sono quelli che tendono a produrre paragoni infamanti tra una AVS e Vannacci, fornendo a supporto il fatto che siano entrambi per lo stop al riarmo. Tutto il resto sembra sospeso, ed è sospeso perché, corsi e ricorsi storici, la convergenza strutturale è quella tra loro stessi […] L'articolo I peggiori, come al solito, sono i liberali italiani su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano
Bolivia. Luisa Gonzales arrestata dal narco-governo di Noboa
La destra narco-dittatura sostenuta dagli Stati Uniti in Ecuador ha arrestato la candidata presidenziale Luisa González, del movimento correista di sinistra, con accuse fabbricate ad arte. Questo è avvenuto dopo che il regime narco dell’Ecuador ha bandito il principale partito di opposizione di sinistra. L’Ecuador è governato dal dittatore Daniel […] L'articolo Bolivia. Luisa Gonzales arrestata dal narco-governo di Noboa su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano
Siamo sulla strada di un’intifada globale contro l’impero
Questa settimana, uno studente, un ex marine statunitense, mi si è avvicinato alla fine di una lezione per chiedermi: “Ma non pensa che l’Iran, la Russia o la Cina potrebbero invaderci?“ “No“, ho risposto. “È un’altra paura instillata dai mercanti di morte. Sono gli imperi che invadono; tutti gli altri […] L'articolo Siamo sulla strada di un’intifada globale contro l’impero su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano
Palestina. Incursione militare palestinese. Morti e feriti tra i soldati israeliani. Cisgiordania sotto assedio
L’esercito israeliano ha annunciato ieri che due soldati sono stati uccisi nella giornata di venerdi in una sparatoria ad Al Khalil, vicino a Hebron aggiornando i precedenti resoconti che riportavano che i soldati erano rimasti solo feriti durante lo scontro. Altri tre soldati sono rimasti gravemente feriti e tre moderatamente […] L'articolo Palestina. Incursione militare palestinese. Morti e feriti tra i soldati israeliani. Cisgiordania sotto assedio su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano
Esplode la protesta studentesca anche in Austria
Giovedì 22 ottobre, circa 50 mila persone, tra studenti, docenti, ricercatori e personale accademico, hanno sfilato per le vie centrali di Vienna per manifestare contro i previsti tagli ai fondi destinati all’istruzione superiore e alla ricerca scientifica. La mobilitazione, sotto lo slogan “Allarme Rosso – #SaveTheUniversities!”, è partita nel pomeriggio […] L'articolo Esplode la protesta studentesca anche in Austria su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano

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