Crescono i comuni “rifiuti free”. I dati dell’edizione 2026 di Comuni Ricicloni di LegambienteIn Italia nel 2026 tornano a crescere i Comuni rifiuti free che salgono quota
675 (contro i 663 del 2025) su un totale di 7.894 comuni italiani. Un dato che
fa ben sperare dopo il lieve calo del 5% registrato lo scorso anno. Il merito di
questi Comuni è quello di mantenere la produzione pro capite di rifiuto
indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 kg/ab/anno. È quanto
emerge in estrema sintesi dalla 33esima edizione di “Comuni Ricicloni” di
Legambiente.
Comuni Ricicloni compie 33 anni. Un’iniziativa, quella di Legambiente, che dal
1994 monitora la gestione dei rifiuti nei Comuni italiani, grazie all’invio dei
dati di produzione da parte dei Comuni, dei Consorzi, delle Comunità montane e
dei gestori dei servizi di igiene urbana in forma volontaria.
Il Nord si conferma l’area del Paese con più comuni virtuosi, il 60,3% del
totale si concentra qui, anche se registra una contrazione rispetto allo scorso
anno (-16 comuni); contro il 32,8% del Sud e delle isole (in crescita rispetto
al 2025 con 16 comuni in più); e il 6,8% del Centro. Quest’ultimo registra, dopo
anni di immobilismo, una crescita importante con 16 comuni in più rispetto al
2025 arrivando a quota 46.
Altro dato interessante è il numero complessivo di cittadini residenti in Comuni
Rifiuti Free, che passa da 3.715.010 dello scorso anno agli attuali 4.086.781,
nonostante il numero complessivo dei Comuni Rifiuti Free sia aumentato di sole
12 unità. A livello regionale, il Veneto si conferma leader assoluto per numero
di comuni rifiuti free (165), seguito da Lombardia (104) e Campania (73).
Quest’ultima è la prima regione del Sud per comuni rifiuti free.
Per quanto riguarda i Comuni capoluogo di provincia, su 54 che hanno partecipato
al concorso di Legambiente e che sono stati presi quest’anno in esame, 35 (il
65% del campione e il 33% del totale) hanno raggiunto e superato l’obiettivo del
65% e 5 sono Rifiuti Free, mantenendo la produzione di rifiuto indifferenziato
al di sotto di 75 kg pro-capite all’anno. Ad aggiudicarsi questo doppio
riconoscimento sono Pordenone, Belluno, Nuoro, Trento e Treviso. In particolare,
Nuoro, entrata in classifica lo scorso anno, conferma la sua posizione e il suo
impegno in questo settore.
La gestione virtuosa dei rifiuti rappresenta, si legge nel dossier, una sfida
fondamentale per tutti i comuni italiani, ma assume un’importanza ancora
maggiore nei capoluoghi di provincia e di regione. Proprio per questo motivo in
questa edizione abbiamo voluto fare un focus su di essi: queste città
concentrano infatti una popolazione più numerosa e producono quantità di rifiuti
significativamente superiori rispetto ai comuni più piccoli. Una raccolta
differenziata efficiente consente di ridurre l’impatto ambientale, limitare il
ricorso alle discariche e favorire il recupero di materie prime. La normativa
italiana, in particolare il Decreto Legislativo n. 152 del 2006 (Testo Unico
Ambientale), ha fissato obiettivi precisi in materia di raccolta differenziata.
Tra questi, il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 31
dicembre 2012 da parte di tutti i comuni italiani. I capoluoghi, per il loro
ruolo strategico e la loro capacità organizzativa, dovrebbero fungere da modello
per gli altri enti locali”.
Per quanto riguarda i comuni sotto i 5.000 abitanti, i Comuni che primeggiano
sono: Borrello (CH), Ripacandida (PZ), Morano Calabro (CS), Domicella (AV),
Mordano (BO), Valvasone Arzene (PN), Rocca Santo Stefano (RM), Pieve Ligure
(GE), Foresto Sparso (BG), Monteleone di Fermo (FM), Montefalcone nel Sannio
(CB), Barone Canavese (TO), Atzara (NU), Castel di Lucio (ME), Terre d’Adige
(TN), Calvi dell’Umbria (TR), Verrayes (AO) e Sospirolo (BL). Nella categoria
dei Comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti ci sono: Pratola Peligna (AQ), Casali del
Manco (CS), Cimitile (NA), San Prospero (MO), Chions (PN), Sacrofano (RM), Luni
(SP), Villongo (BG), Venafro (IS), Sammichele di Bari (BA), Sennori (SS), San
Giuseppe Jato (PA), Serravalle Pistoiese (PT), Altopiano della Vigolana (TN),
Loria (TV). Infine, tra i Comuni sopra i 15.000 abitanti troviamo: Siderno (RC),
Bacoli (NA), Nonantola (MO), Azzano Decimo (PN), Fonte Nuova (RM), Carugate
(MI), Monserrato (CA), Ribera (AG), Monsummano Terme (PT), Pergine Valsugana
(TN), Vedelago (TV).
“I dati in crescita dei comuni rifiuti free, ha sottolineato Giorgio Zampetti,
direttore generale di Legambiente, sono un segnale importante ma il Paese, a
partire dalle grandi città, non deve abbassare l’attenzione perché può e deve
fare molto di più in fatto di gestione virtuosa dei rifiuti. L’economia
circolare rappresenta una leva strategica per l’Italia che va sostenuta con
politiche e interventi concreti a livello europeo e nazionale.
Ma tutto parte da una buona qualità della raccolta differenziata e da un
efficace e concreto avvio al riciclo, riducendo al minimo l’indifferenziato
avviato a smaltimento o ai termovalorizzatori. Per questo continuiamo con forza
il nostro concorso nazionale, premiando le migliori pratiche di gestione e
prevenzione dei rifiuti, con l’obiettivo di trasformarle in una politica
unitaria e virtuosa su tutto il territorio nazionale. Fino ad oggi l’Italia ha
detenuto un primato su raccolta differenziata e riciclo, serve un impegno comune
per mantenerlo anche in futuro.”
Qui il dossier:
https://ricicloni.it/media/dossier/pdf/RO-2026-ComuniRicicloni_web1621258235.pdf.
Giovanni Caprio