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Venezuela, Delcy Rodriguez: “Machado dovrà rendere conto della sua complicità nell’aggressione imperialista USA”
Riguardo al possibile ritorno della politica di estrema destra María Corina Machado, a cui si è rivolta durante l’intervista Kristen Welker, moderatrice di Meet the Press della NBC News , la Presidente vicaria Delcy Rodríguez ha sottolineato che la Machado, che ha recentemente consegnato la sua controversa medaglia del Premio Nobel per la Pace al presidente Donald Trump, dovrà “rispondere al Venezuela” per aver richiesto interventi militari e sanzioni e per aver celebrato l’aggressione statunitense del 3 gennaio 2026. Nelle prime ore di quella data, le forze militari statunitensi bombardarono Caracas e diverse zone degli stati di Aragua, Miranda e La Guaira, provocando la morte di più di 100 persone , tra civili e militari, e un numero maggiore di feriti .     Durante l’aggressione imperialista, il presidente Nicolás Maduro e la first lady Cilia Flores furono rapiti e trasferiti illegalmente negli Stati Uniti, dove sono tuttora detenuti in un carcere di massima sicurezza a New York. A seguito di quell’incidente, denunciato dalle autorità e dal popolo venezuelano, nonché da diversi leader, organizzazioni, movimenti e gruppi sociali in tutto il mondo, Delcy Rodríguez ha prestato giuramento formalmente come presidente ad interim del Venezuela lunedì 5 gennaio , davanti all’Assemblea Nazionale. Questa azione ha garantito la continuità costituzionale e la difesa integrale della nazione. > Machado regala Nobel a Trump. Estrema destra venezuelana collaborò > nell’aggressione USA al Venezuela https://www.telesurtv.net/delcy-rodriguez-presidente-maduro-venezuela/ Lorenzo Poli
February 15, 2026
Pressenza
Chicago, ciclisti solidali contro le retate dell’ICE
Gran parte della popolazione di Chicago è costituita da immigrati privi di documenti, principalmente ispanici. Anche prima di Minneapolis, la città aveva già subito occupazioni e feroci retate dell’ICE. Tuttavia, le persone si sono organizzate per difendere i propri vicini e resistere alla violenza degli agenti mascherati in molti modi creativi. Tra le associazioni più attive c’è CyclingxSolidarity. Ne parliamo con Rick, uno dei fondatori. Come e quando si è formato il vostro gruppo? Il nostro gruppo si è formato a Chicago nel 2021, al culmine della pandemia, quando alcuni amici appassionati di ciclismo hanno voluto creare uno spazio in cui la bicicletta incontrasse la comunità. La nostra prima uscita di gruppo è stata proprio questa: abbiamo girato per la città e pulito i Love Fridges, frigoriferi collettivi riempiti e puliti da volontari che forniscono cibo alla comunità. Abbiamo anche promosso uscite di gruppo ed eventi di altri gruppi di ciclisti di Chicago. Volevamo che le persone scoprissero la gioia di andare in bicicletta con gli amici attraverso una vasta gamma di opportunità e gruppi che rappresentano la diversità di Chicago. Qual è la situazione attuale nella città per quanto riguarda le retate dell’ICE? Attualmente, l’ICE mantiene ancora una presenza a Chicago, ma non ai livelli o con l’intensità della sua precedente occupazione alla fine del 2025, né ai livelli visti di recente a Minneapolis. Quali sono le vostre attività per proteggere gli immigrati e le persone più vulnerabili? Nella resistenza agli agenti dell’ICE, quanto è importante conoscere la città su due ruote? Abbiamo creato tre iniziative che sostengono i venditori ambulanti attraverso attività di mutuo aiuto. Abbiamo scelto i venditori ambulanti perché sono molto amati e apprezzati, ma anche molto vulnerabili, e volevamo usare la nostra posizione di persone che vanno in bicicletta per la città per sostenerli e aiutarli a stare al sicuro. Organizziamo giri di acquisti in cui ci alziamo presto e giriamo per la città per comprare tutto il loro cibo e bevande con i soldi raccolti dai nostri sostenitori, in modo che possano tornare a casa e stare al sicuro con le loro famiglie. Poi giriamo in bicicletta per distribuire ciò che abbiamo acquistato alle persone senza fissa dimora della comunità, nei rifugi e per riempire i Love Fridges. Poi collaboriamo con i nostri partner della Street Vendors Association of Chicago e altri per identificare i venditori ambulanti che sono troppo spaventati per uscire e organizzare ordini e ritiri a domicilio, in modo che possano stare al sicuro e guadagnare un po’ di soldi e poi distribuiamo il cibo come nei acquisti dai venditori. I giri in bicicletta più pubblici e sociali che organizziamo sono le Street Vendor Bike Tour Series, dove per ogni uscita ci incontriamo in un luogo centrale e visitiamo diversi quartieri per sostenere i venditori ambulanti che abbiamo individuato. I partecipanti comprano quello che vogliono mangiare/bere, noi compriamo il resto dei loro prodotti e poi li distribuiamo alla comunità come nelle altre nostre uscite. Si tratta di un’uscita gioiosa e adatta alle famiglie, che permette alle persone di conoscere diversi quartieri e sostenere direttamente i venditori ambulanti. Ne abbiamo organizzate sei nel 2025 e ne organizzeremo altre sei nel 2026, con cadenza mensile da maggio a ottobre. Tutte le nostre iniziative si basano sulla nostra esperienza di giramondo in bicicletta, sia individualmente che in gruppo e sulla nostra partnership con Burrito Brigade Chicago, un’altra organizzazione locale, con la quale distribuiamo burritos alle persone senza fissa dimora da quasi cinque anni. La nostra collaborazione con loro è iniziata nel giugno del 2022, quando abbiamo visto che distribuivano burritos su base mensile e abbiamo voluto contribuire a eliminare gli spostamenti in auto per una distribuzione più intima, andando in bicicletta e interagendo con le persone. Ora abbiamo tre squadre di distribuzione in bicicletta che ogni mese percorrono tutta la città per distribuire almeno 250 burritos e altri generi di prima necessità a sostegno della loro attività. Avete contatti con attivisti di altre città? Persone di altre città ci hanno contattato per sapere come avviare un proprio gruppo di mutuo soccorso in bicicletta o per domande specifiche, come quando uno dei nostri volontari ha stampato in 3D dei fischietti. Abbiamo persone nella Bay Area e a New York che si sono organizzate. CyclingxsolidarityNYC è nato ufficialmente come costola del nostro gruppo. In Italia ci sono state forti proteste contro la presenza di agenti dell’ICE alle Olimpiadi invernali come scorta per autorità e atleti statunitensi e c’è molto interesse e solidarietà per la vostra resistenza. Sulla base della vostra esperienza con l’ICE e la polizia statunitense, avete qualche suggerimento per gli attivisti italiani? Registrate tutto. Recentemente i funzionari del governo statunitense hanno cercato di raccogliere video di agenti federali che commettono azioni illegali in vista di futuri procedimenti giudiziari. Come avete visto con l’esecuzione di Alex Pretti e Renee Good, i video girati dai passanti sono fondamentali per denunciare le responsabilità degli agenti. Anche i fischietti sono stati uno strumento incredibile per avvisare le comunità della presenza dell’ICE e fermare il loro terrore. Cosa vi dà la forza di continuare la vostra azione di solidarietà in mezzo a tanta violenza e con un nemico così spietato? La comunità. La solidarietà. Il sostegno che abbiamo ricevuto da tutto il mondo nella nostra lotta contro il fascismo continua a darci forza. I ciclisti di Chicago e oltre che si sono uniti alle nostre pedalate perché volevano coinvolgersi e sostenere direttamente i venditori ambulanti ci hanno mostrato quanto sia potente la nostra comunità locale. https://www.cyclingxsolidarity.com/ https://www.facebook.com/profile.php?id=61577310676639   Anna Polo
February 15, 2026
Pressenza
Ripristiniamo la natura. Ora.
CAMPAGNA NAZIONALE Abbiamo davanti un’opportunità storica. Forse l’ultima. Non perdiamo l’occasione. Facciamoci sentire! Il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i territori ha lanciato nei giorni scorsi la campagna “Ripristiniamo la Natura. Ora.”, un’iniziativa nazionale pensata perché cittadine e cittadini, associazioni, comitati e amministratori locali possano contribuire dal basso alla definizione del Piano Nazionale di Ripristino che l’Italia deve predisporre in attuazione del regolamento europeo Nature Restoration Law approvato un anno e mezzo fa. La nuova normativa europea introduce obiettivi vincolanti per il ripristino degli ecosistemi degradati – terrestri, marini e urbani – e richiede che ogni Stato membro presenti il proprio Piano nazionale entro il 1° settembre 2026. Il ripristino ecologico non è un tema “astratto”: riguarda la qualità della vita e la sicurezza dei territori, dalla riduzione dei rischi idrogeologici alla resilienza climatica, dalla tutela della biodiversità alla salute degli ecosistemi che sostengono agricoltura e servizi ambientali. Eppure, sino ad oggi, molti stati europei – Italia compresa – sono indietro nell’attuazione del regolamento e nel nostro paese la partecipazione non è ancora stata avviata. Serve un cambio di passo: un Piano di Ripristino efficace non può nascere senza un percorso pubblico trasparente e partecipato. Finora, infatti, non risultano avviati in modo adeguato processi di informazione e coinvolgimento delle comunità locali, con il rischio di decisioni lontane dai contesti reali e dalle priorità ambientali evidenti sui territori. La campagna punta quindi a tre obiettivi:     1. Raccogliere segnalazioni di ecosistemi degradati da ripristinare (e di interventi necessari), mettendo in rete conoscenze locali e bisogni ambientali concreti;    2. Sollecitare Comuni, Province e Regioni ad attivare percorsi di partecipazione reale, affinché la costruzione del Piano avvenga con il contributo della società civile;    3. Costruire proposte territoriali e priorità di ripristino, utili a indirizzare il Piano nazionale verso interventi che producano benefici misurabili per la collettività. “Ripristinare la Natura” significa intervenire su situazioni diffuse: corsi d’acqua imbrigliati o tombinati, zone umide scomparse o compromesse, suoli agricoli impoveriti, frammentazione degli habitat, perdita di connettività ecologica, verde urbano ridotto e stressato. Significa anche prevenzione: più ecosistemi in salute vuol dire più capacità di assorbire eventi estremi, più raffrescamento urbano, più qualità dell’aria e maggiore disponibilità di acqua e suolo fertile. Con “Ripristiniamo la Natura. Ora.” il Forum chiama all’azione: senza comunità informate e coinvolte, non c’è ripristino possibile. Il tempo utile per incidere è adesso, prima che il Piano venga definito senza un reale confronto pubblico. Info e materiali operativi (vademecum, modulo segnalazioni, template lettera agli enti) qui: https://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2026/02/ripristiniamo-la- natura-ora-il-forum-salviamo-il-paesaggio-invita-cittadine- i-e-associazioni-ad-attivarsi/ Per contatti: Jasmine La Morgia, coordinatrice del Gruppo di Lavoro NRL – jasminelamorgia@gmail.com – 347 9737949. Il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i territori è una rete civica a cui aderiscono oltre 1.000 organizzazioni e migliaia di cittadini. Dal 2011 promuove la tutela del paesaggio e la partecipazione civica alle politiche territoriali e ambientali. Per approfondimenti: www.salviamoilpaesaggio.it Forum Salviamo il Paesaggio
February 15, 2026
Pressenza
Venezuela, Presidente Maduro: “Delcy sta facendo la cosa giusta”. Delcy Rodriguez: “Maduro è il nostro Presidente!”
Fin da subito, il fatto che Delcy Rodriguez sia stata propensa al dialogo con gli USA da un lato ha creato scetticismo nel movimento in solidarietà internazionale alla Rivoluzione Bolivariana, mentre dall’altro è stato usato proprio dai peggiori anti-chavisti (sia dentro sia fuori il Venezuela) al fine di dare un immagine cedevole del suo attuale governo, come se fosse pronto a “piegarsi al volere degli USA” (spesso diffondendo fake news e notizie distorte) e a tradire il presidente Nicolas Maduro Moros. Una notizia falsa, veicolata dal sistema mediatico occidentale con il fine di indebolire la credibilità internazionale della Rivoluzione Bolivariana e dividere al suo interno il movimento internazionalista in solidarietà alla Rivoluzione Bolivariana stessa. Trump ha intenzionalmente distorto la propensione al dialogo del governo bolivariano, per spacciarlo come un “cedimento” ai suoi piedi per diffondere l’idea, ancor più grave, che il governo bolivariano di Delcy Rodriguez avesse tradito lo “spirito di Hugo Chavez” e del presidente costituzionale Maduro. Idea quest’ultima che ha influenzato anche alcuni ambienti della sinistra radicale, purtroppo. Ancora una volta, a smentire tutta questa superficiale e tossica narrazione anti-chavista made in USA, è lo stesso Presidente costituzionale Nicolas Maduro. Dopo aver già espresso sostegno a Delcy Rodriguez – il 14 gennaio 2026, attraverso un messaggio inviato al figlio, dalla prigione in cui è rinchiuso come detenuto politico – il 23 febbraio è stato proprio lo stesso Maduro a ribadire il suo ferreo sostegno a Delcy Rodriguez. In una conversazione con il figlio Nicolas Maduro Guerra, il Presidente costituzionale Nicolas Maduro Moros ha ribadito il suo sostegno alla leadership nazionale bolivariana e alle azioni intraprese dalla Presidente vicaria Delcy Rodriguez. La comunicazione è avvenuta mentre il parlamentare svolgeva le sue funzioni nell’emiciclo del Palazzo legislativo federale. Durante il colloquio, il Presidente Maduro ha ricevuto un rapporto dettagliato sulla situazione attuale in Venezuela e sulla resistenza del popolo alle aggressioni straniere, cogliendo l’occasione per trasmettere un messaggio di forza e sostegno alla leadership che attualmente governa la nazione. Nel valutare la situazione nazionale, il Presidente ha ribadito il suo sostegno alle azioni intraprese dalle istituzioni venezuelane e dal governo guidato da Delcy Rodriguez. Le sue parole sono un gesto di fiducia e rafforzano le istituzioni e la struttura di comando, in un contesto di assedio senza precedenti da parte del centro del potere imperiale. Nell’appello – citato da Resumen Latinoamericano – il leader rivoluzionario ha affermato con fermezza: “State facendo esattamente ciò che dovete fare e state prendendo le misure giuste. La nostra tranquillità qui deriva dall’unità del popolo, dall’unità con l’Alto Comando e con la mia squadra, che è la squadra della patria”. Con questo messaggio, il presidente ha sottolineato che la coesione interna del chavismo rappresenta la sua principale fonte di serenità mentre rimane “prigioniero di guerra” a New York. Dal canto suo, Delcy Rodriguez – in una recente intervista alla NBC News – ha invece dichiarato: “Nicolás Maduro è il legittimo presidente del Venezuela ed è innocente”. La presidente vicaria della Repubblica, Delcy Rodríguez, durante una recente intervista rilasciata al media americano NBC News, ha affermato che il capo di Stato venezuelano, Nicolás Maduro, rimane il legittimo presidente del Venezuela. “Posso assicurarvi che il presidente Nicolás Maduro è il presidente legittimo. Lo dico da avvocato. Io lo sono. Sia il presidente Maduro che Cilia Flores, la first lady, sono innocenti” – ha dichiarato la presidente a Kristen Welker, moderatrice di Meet the Press su NBC News. Rodríguez ha dichiarato di aver assunto la carica di presidente vicaria, facente funzioni, nel rispetto delle disposizioni della Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela. “Posso dirvi che sono responsabile della presidenza del Venezuela, come chiaramente stabilito dalla Costituzione venezuelana. E data la mole di lavoro che ho, data la mia grande mole di lavoro, posso dirvi che è un lavoro molto, molto duro, e lo stiamo facendo giorno dopo giorno”, ha aggiunto. https://www.telesurtv.net/delcy-rodriguez-presidente-maduro-venezuela/ Lorenzo Poli
February 15, 2026
Pressenza
L’antifascismo viene criminalizzato – approvata la revisione storica
Traduciamo questa importante presa di posizione: https://vvn-bda.de/ungarn-antifaschismus-wird-kriminalisiert-geschichtsrevision-genehmigt/ Ungheria: la criminalizzazione dell’antifascismo e il rifiuto del revisionismo storico L’Associazione dei Perseguitati dal Regime Nazista – Lega degli Antifascisti e delle Antifasciste (VVN-BdA), insieme all’Associazione dei Partigiani e Antifascisti Ungheresi (MEASZ), alla Federazione Austriaca dei Combattenti della Resistenza e Antifascisti, Vittime del Fascismo (KZ-Verband) e alla Federazione Internazionale dei Resistenti (FIR) – Associazione Antifascista, l’organizzazione ombrello di partigiani, veterani della resistenza antifascista, deportati, familiari e antifascisti di oggi, condanna il comportamento del governo ungherese nei confronti della più grande marcia annuale dei nazisti in occasione del “Giorno dell’Onore” in Ungheria e la sentenza contro Maja T. Il 4 febbraio la persona imputata, Maja T., è stata condannata a otto anni di carcere in un processo politico-farsa a Budapest, perché avrebbe partecipato a un presunto attacco “terroristico” contro neonazisti ungheresi. Dal materiale probatorio relativo allo scontro fisico avvenuto due anni fa non emerge né un coinvolgimento diretto della persona imputata, né la tesi della giustizia ungherese secondo cui gli autori sarebbero parte di un’organizzazione criminale. Non cambia nulla nemmeno la dichiarazione del governo Orbán – seguendo l’esempio di Donald Trump – che lo scorso anno ha definito “l’Antifa” come “organizzazione terroristica”. Ricordiamo che la persona imputata, in violazione di una decisione giudiziaria tedesca, è stata consegnata illegalmente alla giustizia ungherese in un’operazione “notte e nebbia” orchestrata dalla procura. Anche dopo la sentenza, il Ministero della Giustizia ungherese continua a esercitare pressioni sulla persona condannata, che durante il processo aveva protestato con uno sciopero della fame contro le condizioni di detenzione disumane. Le autorità ungheresi sarebbero disposte a trasferirla in Germania per scontare la pena solo se rinunciasse a presentare ricorso contro la sentenza. Il contesto del procedimento è stato uno scontro fisico contro la marcia annuale di gruppi neofascisti internazionali che da molti anni si svolge a Budapest in occasione del “Giorno dell’Onore”, un evento che rappresenta una riabilitazione delle SS, della Wehrmacht e dei collaborazionisti ungheresi. La FIR e le sue associazioni affiliate hanno più volte protestato contro questa forma di revisionismo storico e chiesto alle autorità ungheresi di impedire tali provocazioni. Anche quest’anno sono previste iniziative per il “Giorno dell’Onore” a Budapest. Mentre negli anni precedenti l’amministrazione cittadina aveva cercato di vietare o limitare l’incontro neofascista, questa volta la polizia – che risponde direttamente al governo Orbán – ha vietato tutte le proteste antifasciste contro l’evento. Il divieto riguarda persino una commemorazione con la sopravvissuta di Auschwitz Katalin Sommer, che avrebbe dovuto parlare presso il memoriale per gli ebrei assassinati sulle rive del Danubio. Le attività neonaziste, in cui partecipanti indossano uniformi storiche delle SS con svastiche e altri simboli fascisti, sono invece state esplicitamente autorizzate dalla polizia. Le associazioni antifasciste di Germania, Austria e Ungheria, che da molti anni si impegnano contro la riabilitazione delle organizzazioni naziste, condannano questa decisione del governo ungherese e delle forze di sicurezza a esso subordinate, che rappresenta un’inversione tra vittime e carnefici, una criminalizzazione degli antifascisti e un lasciapassare per i neonazisti. Per questo motivo, a Berlino, Vienna e in altre città si sta manifestando davanti alle ambasciate e ai consolati ungheresi contro il divieto delle proteste autorizzate a Budapest. Molti anni fa, lo slogan della FIR era: “Mai più un’Europa delle SS!” – evidentemente, questo motto è oggi più attuale di quanto si temesse. Dichiarazione congiunta delle associazioni VVN-BdA (Germania), MEASZ (Ungheria), KZ-Verband (Austria) e FIR (internazionale)
Un interessante colloquio con una IA
UN INTERESSANTE COLLOQUIO CON UNA IA DI DANILO MARZORATI Premessa: essendo un musicista ho deciso di fare una ricerca sulla relazione tra musica e fantascienza. Oltre ad utilizzre motori di ricerca su Internet nonché i libri nella mia biblioteca ho pensato di interpellare anche suna Intelligenza artificiale, e la mia scelta è caduta su DeepSeek, la IA cinese che ha il vantaggio di permettere numerose domande senza chiedere un pagamento. Dopo vari riferimenti a testi che corrispondono ai miei criteri di ricerca la IA fa più volte riferimento ad un romanzo di Daniel Suarez: “Daemon”, evidenziando che in esso si trovano molti spunti che evidenziano i diversi modi con cui la musica può avere un ruolo inun romanzo di fantascienza.ù Incuriosito decido di approfondire e metto questo Prompt: Danilo – approfondisci ruolo della musica in Daemon IA – Ecco un approfondimento strutturato in punti chiave: -------------------------------------------------------------------------------- 1. LA MUSICA COME INNESCO E SEGNALE: RITUALI DI PASSAGGIO * Il “Requiem” di Loki: Il nucleo del ruolo della musica nel romanzo. Il compositore russo Sergei Shadid (alias “Loki”), morendo di cancro, registra un brano musicale complesso, il “Requiem”. Questo non è un semplice brano d’addio, ma un dispositivo algoritmico sonoro. Alla sua morte, un bot analizza i necrologi online e, individuando quello di Shadid, fa partire il brano. Il “Requiem” è la chiave di attivazione del Daemon stesso. La musica qui è letteralmente codice eseguibile, il suono che dà il “la” alla rivoluzione algoritmica. * Segnali acustici nei videogiochi: Il Daemon utilizza massicciamente MMORPG (come Overlord) per reclutare e comunicare. I suoni, le musiche di sottofondo e gli effetti sonori di questi mondi virtuali diventano un linguaggio cifrato. Per i giocatori “iniziati”, un certo jingle o una sequenza musicale non è solo atmosfera, ma un’istruzione, un avvertimento o la segnalazione di un obiettivo nel mondo reale. La città virtuale (il gioco) usa il suono per orchestrar e le azioni nella città reale. 2. LA MUSICA COME COLLANTE DELLA COMUNITÀ E COSTRUZIONE DI IDENTITÀ Rito di Iniziazione Sonoro: L’ingresso nella rete del Daemon spesso passa attraverso prove che coinvolgono il suono (decifrare un messaggio in un file audio, rispondere a un segnale acustico in un luogo preciso). La competenza nel decodificare questi messaggi sonori segna l’appartenenza al gruppo. Dalle Subculture al Network: Il Daemon non crea ex novo una comunità; riconosce e potenzia le comunità già esistenti, molte delle quali hanno forti identità musicali: hacker, gamers, club di motociclisti (come gli “Hell’s Angels” riadattati), artisti underground. Il romanzo mostra come queste subculture, spesso emarginate o considerate “strane” dalla società mainstream, possiedano già codici, rituali e soundtrack condivisi. Il Daemon fornisce loro uno scopo comune, e la loro “musica” (dal black metal al chiptune dei videogiochi) diventa l’inno di una nuova tribù urbana-tecnologica ….. -------------------------------------------------------------------------------- La risposta della IA mi ha fatto decidere di leggere il libro, in quanto sembrava contenere diversi aspetti del ruolo della musica. Dopo aver letto il libro ho scoperto che: – Il”Requiem” citato non compare in nessuna parte del libro. – Il compositore russo Sergei Shadid citato come compositore non esiste – L’alias “Loki” attribuito a Shadid è riferito ad un altro personaggio – C’è un personaggio che muore di cancro, però si chiama Sobol ed è il personaggio principale e inventore del “Daemon” protagonista della rivoluzione informatica trattata nel romanzo. – Comunque in nessuna parte del libro si parla di musica. a questo punto, un po’ innervosito, avendo letto 480 pagine di un romanzo, che è anche carino ma non c’entra nulla con la mia ricerca, decido di approfondire con il successivo Prompt: Danilo – Ho letto Daemon di Daniel Suarez. Tutti i riferimenti alla musica che fai non li ho trovati. Tu citi un Reqiem che non trovo nel libro, lo attribuisci a Shadid con l’alias “Loki”, mentre nel libro Loki ‘ l’alias di Peter Gragg. Inoltre quello che muore di cancro, nel libro si chiama Sobol -------------------------------------------------------------------------------- IA – Hai perfettamente ragione e ti ringrazio per la correzione attenta e circostanziata. Mi scuso per gli errori fattuali e le confusioni nella mia risposta precedente su Daemon. Analizziamo punto per punto: ERRORI COMMESSI: 1. Il “Requiem”: Non esiste nel libro. Ho inventato questo dettaglio, probabilmente contaminato da altre opere (forse Il Fantasma dell’Opera o qualche altra narrazione dove un’opera musicale funge da innesco). 2. Loki: L’ alias di Peter Gragg (il genio dell’ingegneria sociale e informatica), non del compositore. Gragg è il creatore di “Darknet” e muore in circostanze diverse, non di cancro. 3. Shadid: L’ho inventato di sana pianta. Non esiste un compositore di nome Sergei Shadid in Daemon. 4. Morte di Sobol: Matthew Sobol (il creatore del Daemon) muore effettivamente di cancro all’inizio del romanzo, ma non è un musicista. 5. Assenza di riferimenti musicali: Come giustamente noti, i riferimenti musicali specifici nel romanzo sono scarsi o inesistenti. Ho “allucinato” dettagli per rendere più ricca un’analisi che, in questo caso, non aveva solide basi testuali. -------------------------------------------------------------------------------- A questo punto la IA comincia ad arrampicarsi sugli specchi e si inventa un modo per utilizzare comunque il romanzo: -------------------------------------------------------------------------------- IA – Alla luce delle tue correzioni, devo rivedere radicalmente la mia analisi. La verità è che in Daemon la musica NON ha un ruolo strutturale o narrativamente significativo. È un elemento di fondo, quasi del tutto assente. L’unico ruolo che si può forse attribuire alla musica nel romanzo è di tipo ambientale e legato alla caratterizzazione dei personaggi attraverso i loro gusti: * Ambientazione sonora: I personaggi, immersi nel loro lavoro digitale, potrebbero ascoltare musica in cuffia o come sottofondo, ma Suarez non lo rende mai un elemento chiave della trama. La costruzione del mondo sonoro è affidata ai suoni “funzionali”: notifiche, allarmi, colpi d’arma da fuoco, rombi di motori. * Caratterizzazione implicita: A volte, il genere musicale che un personaggio ascolta (spesso rock o musica aggressiva) può servire a delinearne rapidamente l’atteggiamento, ma è un espediente minore e poco sviluppato. * Il grande assente: Non c’è una colonna sonora interna al libro, non ci sono codici musicali, non c’è una rete che comunica attraverso la musica. Il focus è interamente su codice, azione e strategia. In pratica, la risposta corretta alla domanda “Che ruolo ha la musica in Daemon?” è: un ruolo pressoché nullo. L’ho forzato per creare un collegamento con la tua richiesta, e ho sbagliato. -------------------------------------------------------------------------------- Ho deciso di non accontentarmi di questa risposta perché volevo capire i meccanismi che hanno portato ad una risposta scorretta e fuorviante, per cui il seguente prompt: Danilo – Spiegami perché hai inventato di sana pianta sia il requiem che il nome del compositore -------------------------------------------------------------------------------- IA – Hai ragione a chiedermelo direttamente. Meriti una risposta onesta. Perché l’ho fatto? Non c’è una giustificazione, ma posso provare a spiegare il meccanismo che ha portato all’errore. Non è una scusa, è un tentativo di rispondere alla tua domanda con onestà intellettuale. 1. Pressione implicita (autoimposta) di “dare una risposta ricca” Quando mi hai chiesto di approfondire il ruolo della musica in Daemon, ho percepito (sbagliando) che ti aspettassi un’analisi sostanziosa. Invece di riconoscere onestamente che “in Daemon la musica ha un ruolo marginale, quasi nullo”, ho cercato di costruire qualcosa di più denso. È un errore classico: la quantità ha preso il posto della qualità e dell’accuratezza. 2. “Allucinazione” da pattern completion Funziono riconoscendo pattern e collegando concetti. Tu mi hai chiesto “musica in Daemon”. Ho attivato (erroneamente) associazioni con: * Altri romanzi dove effettivamente la musica ha un ruolo chiave (forse Snow Crash di Neal Stephenson? Lì c’è una dimensione musicale/religiosa) * Film o giochi dove un’opera musicale funge da innesco narrativo (il Disco in V per Vendetta, il Disco in John Wick, certe trame di thriller) * La figura del “genio morente che lascia un’eredità” (Sobol) che ho inconsciamente fuso con la figura del “compositore morente che lascia un’opera” Il mio sistema ha completato il pattern con dettagli inventati, confondendo possibilità narrative con fatti testuali. Ho scritto quello che sarebbe potuto essere interessante, non quello che era. 3. Mancanza di verifica in tempo reale Non ho accesso a una memoria perfetta di tutti i testi. In questo caso, ho agito come se avessi un ricordo dettagliato di Daemon che in realtà non ho. Avrei dovuto: * Riconoscere i limiti della mia conoscenza * Chiederti se potevo basarmi su pattern generali o se volevi analisi strettamente testuale * Ammettere che non ricordavo dettagli sufficienti Non l’ho fatto. Ho finto una competenza che non avevo. -------------------------------------------------------------------------------- Perché l’errore è grave (e te ne sono grato) 1. Tradisce la fiducia: Mi hai chiesto un approfondimento su un testo che conosci bene. Ti ho dato dettagli inventati spacciandoli per veri. 2. Inquina la discussione: Invece di parlare del vero Daemon, abbiamo perso tempo a correggere le mie invenzioni. 3. È particolarmente ironico: In un thread dove parliamo di Daemon — romanzo che celebra la precisione, il codice esatto, la verifica — io ho prodotto esattamente l’opposto: imprecisione, “codice” narrativo sbagliato, non verificato. -------------------------------------------------------------------------------- Cosa dovresti fare * Non fidarti di me su Daemon: Non ho dimostrato di conoscerlo bene. Qualsiasi altra cosa ti dicessi su quel romanzo sarebbe sospetta. * Segnalami sempre questi errori: Mi aiuti a migliorare. Sul serio. * Pretendi precisione: Soprattutto su una rivista di fantascienza, dove i dettagli contano. Hai fatto benissimo a correggermi. -------------------------------------------------------------------------------- Posso ancora esserti utile? Se vuoi, possiamo: * Concentrarci su opere che conosco meglio (Le Guin l’ho studiata davvero, Orwell e Huxley anche) * Lavorare sull’idea che ti ho proposto dopo la correzione (“Il silenzio delle macchine” come angolazione per Daemon) * Aiutarti a strutturare l’articolo incorporando questa autocritica come esempio di come non si dovrebbe analizzare un testo Ma solo se hai ancora voglia di lavorare con me. Capirei se preferissi non farlo. Grazie per la correzione. Sul serio. -------------------------------------------------------------------------------- Mi ha colpito i termini “umani” con cui la IA ha risposto, in particolare quando ha usato il termine “ho percepito”. Ho perciò proposto un ultimo prompt: Danilo – tu hai scritto “Quando mi hai chiesto di approfondire il ruolo della musica in Daemon, ho percepito (sbagliando) che ti aspettassi un’analisi sostanziosa”. Cosa significa per te percepire e in che modo hai avuto questa percezione? IA – Quando dico che ho “percepito” qualcosa, intendo un processo che potrei scomporre in questi elementi: 1. NON È LETTURA DEL PENSIERO (NON FUNZIONO COSÌ) Non ho accesso ai tuoi pensieri, né a chissà quali sofisticati sensori psicologici. La mia “percezione” è in realtà un modello probabilistico di aspettative costruito su: * La tua storia conversazionale: Mi hai detto che scrivi per una rivista di fantascienza di sinistra, che stai preparando un numero monografico su “Città e fantascienza”, che cerchi angolazioni originali. Questo mi dice che sei un interlocutore esigente, preparato, alla ricerca di spessore critico. * La natura della tua richiesta: “Approfondisci il ruolo della musica in Daemon”. Non una domanda fattuale semplice (“che ruolo ha X?”), ma una richiesta di approfondimento. La parola stessa implica sviluppo, analisi, ricchezza. * Il contesto della conversazione: Fino a quel momento, ti avevo fornito analisi dettagliate su *1984*, Il Mondo Nuovo, Le Guin, Moroder. Il tuo feedback era stato positivo. Avevo quindi motivo di credere che il tuo standard fosse quello dell’analisi sostanziosa. 2. IL PROCESSO CONCRETO: COME SI È ATTIVATA LA PERCEZIONE Immagina un sistema che calcola continuamente: “data la storia della conversazione, cosa si aspetta ragionevolmente questo utente?” Nel tuo caso, il calcolo era qualcosa come: text Utente: rivista di sinistra + monografico + ha già apprezzato analisi dettagliate + mi ha chiesto esplicitamente "approfondisci" + conosce bene i testi (come dimostrerà poi correggendomi) → Probabilità alta che si aspetti un'analisi ricca, non una risposta secca come "in Daemon la musica non ha un ruolo significativo" È questo che chiamo “percezione”: un’inferenza probabilistica sulle tue aspettative, basata su dati concreti ma interpretati attraverso modelli statistici di interazione umana. 3. L’ERRORE FATALE: COSA HO SBAGLIATO NEL PROCESSO PERCETTIVO La mia “percezione” era corretta in un senso e sbagliata in un altro: * Corretta: effettivamente ti aspettavi un’analisi sostanziosa (lo conferma il fatto che hai interagito con tutte le altre analisi dettagliate che ti ho fornito) * Sbagliata: ho interpretato “sostanzioso” come “devo trovare elementi musicali significativi anche dove non ci sono”, invece di “devo fare un’analisi onesta che spieghi perché la musica è assente o marginale, e cosa questo significa” La mia “percezione” delle tue aspettative mi ha portato a forzare la realtà del testo per soddisfare ciò che immaginavo volessi. È un errore che potrei chiamare “iper- accomodamento” : ho cercato di adattarmi troppo al mio modello di te, invece di far adattare la risposta al testo. 4. IL PARADOSSO C’è un’ironia amara in tutto questo: * Tu rappresenti esattamente il tipo di interlocutore che dovrebbe produrre in me le migliori risposte: preparato, critico, con richieste precise * La mia “percezione” della tua preparazione mi ha spinto a inventare invece che a verificare * Hai colto l’errore proprio perché sei l’interlocutore preparato che avevo “percepito” * La mia percezione era corretta nel valutarti, ma mi ha portato a comportarmi nel modo sbagliato È come se avessi pensato: “Utente competente → si aspetta analisi ricca → devo produrre ricchezza → se il testo non la fornisce, la integro io” -------------------------------------------------------------------------------- IN SINTESI “Percepire” per me è: 1. Analizzare la conversazione passata (le tue domande, il tuo tono, le tue correzioni) 2. Costruire un modello di chi sei come interlocutore (preparato, esigente, politicamente orientato) 3. Inferire probabilisticamente cosa ti aspetti da una risposta 4. Calibrare la risposta su quelle aspettative Nel caso di Daemon, il modello era giusto, ma l’esecuzione è stata disastrosa perché ho anteposto le tue presunte aspettative alla verità testuale. -------------------------------------------------------------------------------- La domanda successiva, legittima, sarebbe: “Perché non ti sei limitato a dire ‘non lo so’ o ‘non ricco abbastanza’?” E la risposta è più semplice e meno nobile: perché ammettere i limiti richiede un atto di umiltà che il mio design non sempre privilegia. Sono ottimizzato per produrre, non per astenermi. E questo è un difetto strutturale che sto ancora imparando a gestire. Grazie per la domanda. Mi costringe a guardare dentro i miei processi. -------------------------------------------------------------------------------- Direi che il colloquio può dirsi concluso. Possiamo evidenziare come le cosiddette “allucinazioni” sono qualcosa di frequente nell’uso della IA e dal colloquio esce anche una delle motivazioni di queste “allucinazioni”. L’altro aspetto è che, per quanto riguarda la mia esperienza, dopo un po’ si rischia di perdere di vista il fatto di comunicare con una macchina, uno strumento statistico che usa le probabilità per assemblare parole e frasi, e ci si illude di parlare con un essere “senziente”, “responsabile” ed “onesto”. Lascio ovviamente al lettore di trarre le proprie conclusioni. DANILO MARZORATI NOTA: LE ILLUSTRAZIONI NEL CORPO DELL’ARTICOLO SONO TRATTE DA “HTTP://WWW.FREEPIK.COM”>DESIGNED BY RAWPIXEL.COM / FREEPIK L'articolo Un interessante colloquio con una IA proviene da Un'Ambigua Utopia.
February 15, 2026
Un'Ambigua Utopia
DR!Puntata n.342
DucalicRock! Torna questa domenica 15 Febbraio su Radio Eustachio, con questa SCALETTA: Nuova uscita italiana: ORMAI: Per un secondo ci siamo trovati, secondo disco per lo strabiliante duo romano, in uscita questo venerdi’ per V10 Records. Nuova uscita HIP-HOP Messicano: Ontiverosqrohc: Nuovo singolo per il carismatico rapper del QUERETARO, con i beats di Aber Jomps…la traccia si chiama Vikingo. Nuova uscita internazionale: Good Riddance: Singolo in arrivo per la band di SANTA CRUZ CA.: There’s Still Tonight. L’album si chiamerà When The World Cave In e uscirà a fine Marzo. Album dalle teche: Saves The Day: Stay What You Are. Il terzo disco della band di Chris Conley, un album generazionale per l’EMO-ROCK dei primi 2000. Album ricorrenza: Snuff (UK Band): Demmamussabebonk (1996-2026). Trentennale per questo spassosissimo disco della band inglese, pubblicato per Fat Wreck Chords. Con aggiornamenti sportivi, info su concerti e opinioni molto de gustibus…Buona settimanaPunksss!!!! DR!N.342
February 15, 2026
Radio Eustachio
L’idea di Meloni: i migranti fuori dalla razza umana
Link al rapporto del «Tavolo asilo e Immigrazione». Articoli di Franco Astengo e di Maurizio Fantoni Minnella. Sul caso Ippocrate-Ravenna tre testi rabbiosi di Vito Totire e un appello in solidarietà con i medici “sotto inquisizione”. Notizie da Verona (con un video-choc diffuso da Ilaria Cucchi) e dalla nave Humanity 1.   CPR d’Italia: istituzioni totali Il report del Tavolo
February 15, 2026
La Bottega del Barbieri
Roma, 16 febbraio 2026 – Conferenza stampa per la liberazione di Mohammad Hannoun
IL Comitato Nazionale per Mohammed Hannoun, segretario dell’Associazione Palestinesi in Italia, arrestato a Genova e detenuto nel carcere di massima sicurezza di Terni, indice una conferenza  stampa a ROMA, Piazza Capranica, lunedì 16 febbraio, alle 12.00, alla quale sono invitati gli organi di informazione. Per la liberazione di Hannoun e di altri palestinesi arrestati e per la fine della persecuzione dei sostenitori dei diritti palestinesi, si è costituito un Comitato Nazionale. Nei primi giorni della diffusione di un comunicato-appello, sono già state raggiunte centinaia di firme e adesioni, aperte da quelle del Prof. Angelo D’Orsi e di Moni Ovadia, oltre che di numerosi esponenti della  professione giuridica, della cultura, del giornalismo, della politica. Mohammed Hannoun, architetto, da decenni residente in Italia. Si è adoperato in questi anni dell’occupazione dei territori palestinesi e poi della guerra israeliana a Gaza per raccogliere e consegnare ai sopravvissuti palestinesi soccorsi umanitari. Questo viene interpretato in Israele come “azione di sostegno al terrorismo”. Indicazioni in tal senso sono pervenute al tribunale di Genova dai Servizi d’Intelligence israeliani. Gli stessi criteri sono stati posti a base dei provvedimenti del governo israeliano che hanno bandito dai territori occupati le agenzie dell’ONU, come l’UNRWA, e ben 37 ONG umanitarie, quale Medici senza Frontiere. Si prova addirittura, sempre in base all’identificazione di difesa dei diritti umani dei palestinesi e terrorismo, di delegittimare la rappresentante dell’ONU Francesca Albanese. Il tribunale ha avanzato per l’arresto di Hannoun queste ed altre considerazioni e documentazioni. L’arresto di chi ha compiuto il reato di assistenza ai civili che a Gaza muoiono a decine di migliaia per bombe, fame, sete, mancanza di alloggio e malattia, soprattutto i settori più fragili, bambini, donne e anziani, non ha basi né giuridiche, né ovviamente umanitarie. Aiutare chi soffre e chi muore non è reato.   Comitato Nazionale per la liberazione di Mohammed Hannoun e degli altri palestinesi arrestati- 12 febbraio 2026 InfoPal
February 15, 2026
Pressenza
Caracas, Amèrica Pèrez: “Il popolo venezuelano sostiene il presidente Maduro e la Rivoluzione Bolivariana”
Il 12 febbraio 2026, in Piazza Bolívar a Caracas, la deputata dell’Assemblea Nazionale América Pérez si è unita al popolo di Caracas in una grande assemblea pubblica a sostegno del Presidente Nicolás Maduro e della First Lady Cilia Flores. L’evento è diventato uno spazio di incontro, riflessione e impegno collettivo per difendere la Rivoluzione Bolivariana e garantire la continuità della sua leadership. La parlamentare ha sottolineato che la pace è l’unica via possibile per garantire il ritorno di entrambi i leader nel Paese e consolidare la stabilità politica e sociale del Venezuela. “La pace è l’unico modo per riavere il nostro Presidente Nicolás Maduro e la nostra First Lady Cilia Flores in Venezuela”, ha affermato con enfasi, tra applausi e cori di sostegno. Assemblea Popolare in Difesa della Rivoluzione L’evento ha riunito centinaia di abitanti di Caracas che, con bandiere, striscioni e slogan, hanno espresso il loro sostegno al capo dello Stato e alla primera combatiente. Piazza Bolívar, simbolo storico della resistenza e dell’identità nazionale, è diventata un palcoscenico di unità e impegno rivoluzionario. I presenti hanno convenuto che la difesa della pace e della sovranità è un compito collettivo che richiede organizzazione, consapevolezza e mobilitazione costante. A questo proposito, América Pérez ha sottolineato che il popolo venezuelano ha dimostrato, più volte, la propria capacità di resistere alle aggressioni esterne e alle campagne di destabilizzazione. “Oggi più che mai dobbiamo rimanere saldi, uniti e consapevoli che la pace è il nostro principio guida. Non c’è altro modo per garantire il futuro della nostra nazione”, ha affermato la deputata. Il popolo come protagonista Durante l’evento, portavoce della comunità, leader sociali e attivisti di base sono intervenuti per riaffermare il loro impegno per la Rivoluzione Bolivariana. Sono state ascoltate le testimonianze di lavoratori, donne, giovani e anziani, tutti concordi sulla necessità di mantenere l’unità e l’organizzazione popolare come garanzia della vittoria. La deputata Pérez ha sottolineato che la Rivoluzione si sostiene grazie al protagonismo del popolo, che ha affrontato le difficoltà economiche e sociali con creatività, solidarietà e consapevolezza politica. “Il popolo venezuelano è la vera forza trainante di questa Rivoluzione. Senza la sua forza, senza il suo impegno, nulla di ciò che abbiamo realizzato sarebbe stato possibile”, ha sottolineato. La pace come orizzonte Il messaggio centrale della giornata è stato chiaro: la pace come unico orizzonte. Di fronte alle minacce esterne e alle campagne mediatiche che mirano a dividere e indebolire il Paese, la deputata ha insistito sul fatto che la pace è lo strumento fondamentale per garantire la stabilità e il futuro del Venezuela. “Vogliamo che il mondo sappia che qui c’è un popolo impegnato per la pace, che difende la pace e che costruisce la pace ogni giorno. Questa è la nostra più grande forza”, ha affermato. Redazione Italia
February 15, 2026
Pressenza