Riforma Roma Capitale, primo sì della Camera alla controversa riforma costituzionale(E I CITTADINI NON SONO STATI COINVOLTI)
E’ stato approvato ieri 29 aprile in prima lettura alla Camera il Disegno di
Legge Costituzionale Modifica dell’articolo 114 della Costituzione in materia di
Roma Capitale [1] presentato dal Presidente del Consiglio Meloni e dal Ministro
per le Riforme Istituzionali Alberti Casellati di concerto con il Ministro per
gli Affari Regionali e le Autonomie Calderoli; 159 i voti favorevoli, 33 i
contrari e 55 gli astenuti. Il Partito Democratico si è astenuto, come Italia
Viva, mentre Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle hanno dato voto
contrario; favorevoli i partiti di maggioranza e Azione.
Sono stati ignorati i numerosi appelli lanciati da anni da Carteinregola,
l’ultimo insieme a decine di associazioni e di autorevoli esponenti della
società civile [2], affinché le cittadine e i cittadini, in particolare romani,
fossero informati di quanto si stava apparecchiando con una riforma
costituzionale che prevede di conferire poteri legislativi al Comune di Roma su
11 materie [3], con la definitiva archiviazione di una governance estesa
all’area vasta della città metropolitana e ed escludendo di fatto quei romani
espulsi fuori dai confini comunali per l’alto costo delle abitazioni, che
continuano però a vivere e lavorare nella Capitale.
L’astensione del PD ha colto la maggioranza governativa di sorpresa, visto che
la riforma era stata portata avanti da Governo e Regione Lazio di centrodestra
insieme al Sindaco di Roma Gualtieri, del PD. La premier Meloni ha diffuso
comunicati nei quali esprime “amarezza e stupore” annunciando che “il Pd e il
sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai
cittadini”. In realtà il Sindaco, da sempre favorevole alla riforma
costituzionale, anche nella versione precedente presentata dal senatore PD
Morassut (a nostro avviso persino peggiore rispetto a quella governativa ora
approvata dalla Camera), ha sempre ritenuto prioritario procedere
tempestivamente all’approvazione di una legge ordinaria che permettesse di
ottenere maggiori competenze amministrative e soprattutto più fondi, senza dover
attendere i tempi più lunghi di una riforma costituzionale. E su questa linea
si pone ufficialmente l’astensione del PD, che lo stesso Morassut definisce [4]
“Un voto di astensione costruttiva che potrà anche trasformarsi in un voto
positivo“, motivato “dall’assenza, al momento, della legge ordinaria necessaria
per rendere operativi i nuovi poteri: Il ddl prevede una parallela e contestuale
approvazione di una legge ordinaria, entro la quarta lettura parlamentare”, ma
questa legge “al momento non è all’attenzione del Parlamento”.
Noi però riteniamo che la situazione non sia così semplice, vista anche la
ferma contrarietà alla riforma costituzionale delle altre forze politiche di
centro sinistra, AVS e M5S, e sicuramente anche di una parte del PD che,
soprattutto dopo l’incredibile e inaspettata vittoria popolare del NO alla
riforma costituzionale della magistratura, si chiede se sia il caso di proporre
un’altra legge per modificare la Costituzione. Una legge che la stragrande
maggioranza della cittadinanza non conosce, e che sotto la retorica degli slogan
“restituire alla Capitale d’Italia il ruolo che le spetta” e “dare alla
Capitale i poteri che hanno le altre capitali europee” nasconde il passaggio
all’Assemblea capitolina di poteri legislativi di livello regionale su materie
fondamentali come urbanistica, trasporto pubblico locale, commercio, turismo,
edilizia residenziale pubblica e altre[3].
Le nostre fondate ragioni di contrarietà le abbiamo espresse in più occasioni,
compresa un’audizione alla Commissioni Affari Istituzionali [5], ma al di là del
merito, continuiamo a trovare inaccettabile il metodo, la mancata informazione
alle cittadine e ai cittadini e l’assenza di un qualsiasi dibattito pubblico,
con la cittadinanza e con le altre istituzioni interessate, i Municipi e i
Comuni dell’area metropolitana.
L’ennesimo capitolo di un sistema che cala dall’alto le scelte di un asse
Governo- Regione Lazio del Presidente Rocca – Comune del Sindaco Gualtieri, come
già per i poteri speciali per il Giubileo della Chiesa Cattolica attribuiti al
Sindaco Commissario. Un’operazione che riteniamo poco democratica sotto vari
aspetti e che per questo speriamo non veda allinearsi su questo disegno di legge
il Partito Democratico.
Ed è preoccupante il rientro dalla finestra, con un Ordine del giorno approvato
dalla Camera, di una richiesta della Lega che sembrava essere stata
definitivamente scartata, quella dell’estensione dei poteri attribuiti alla
Capitale ad altre città come Milano e Napoli conferendo “ai Comuni capoluogo
delle Città metropolitane ulteriori e specifiche funzioni amministrative”.
Sembra il mondo alla rovescia, che proprio un governo della destra, da sempre
paladina di un’Italia unita e indivisibile, sia il promotore del dissolvimento
dell’unità nazionale, dall’autonomia regionale differenziata a questa riforma .
(AMBM)
vedi Roma Capitale, Roma Città Metropolitana, Decentramento Municipi cronologia
e materiali
(AMBM)
30 aprile 2026
Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
vedi anche
Roma Today 29 aprile 2026 Poteri speciali per Roma, via libera alla Camera senza
i voti del Partito democratico Il testo, in prima lettura, è stato votato
favorevolmente dal centrodestra e da Azione. Avs e M5s contrari, Pd e Iv
astenuti.
RomaToday 30 aprile 2026 Riforma dei poteri, Meloni contro il Pd fa imbarazzare
Gualtieri. Cosa succede all’asse per Roma La premier attacca il partito di
Schlein e definisce un quadro a tinte fosche per il futuro della riforma
costituzionale. Dal Nazareno chiariscono: “Non c’è ancora legge ordinaria,
servono risorse”
NOTE
[1] scarica il DDl dal sito della Camera Vai alla pagina sul sito del Senato
con iter e atti di Atto Camera n. 2564
[2] L’ultimo del 20 gennaio 2026: L’Appello: Poteri di Roma Capitale, l’altra
riforma costituzionale che avanza senza nessun coinvolgimento dei cittadini
[3]Un disegno di legge che conferisce all’Assemblea capitolina i poteri
legislativi su alcune materie attualmente concorrenti Stato/Regione che
diventerebbero concorrenti Stato/Roma Capitale (governo del territorio;
valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di
attività culturali) e su alcune delle cosiddette “materie residuali”, allo stato
attuale di esclusiva competenza legislativa della Regione, che diventerebbero
di esclusiva competenza di Roma Capitale (trasporto pubblico locale; polizia
amministrativa locale; commercio; turismo; artigianato; servizi e politiche
sociali; edilizia residenziale pubblica; organizzazione amministrativa di Roma
Capitale). Prerogative che verrebbero esercitate all’interno del solo perimetro
comunale.
4] vedi tra gli altri L’Espresso Roma Capitale, la riforma si arena già al primo
voto: Meloni attacca il Pd per la sua “astensione costruttiva“
[5] vedi 30 ottobre 2025 sono auditi dalla Commissione la Presidente di
Carteinregola Anna Maria Bianchi e il vice Presidente Giancarlo Storto, e il
Sindaco Roberto Gualtieri. Vai alla registrazione delle audizioni del 30 ottobre
2025:
5 marzo 2025 Carteinregola invia alla Commissione Le osservazioni sulle Proposte
di modifica costituzionale in materia di ordinamento e poteri di Roma capitale,
vai alle osservazioni