Usb: piena solidarietà ai medici indagati, la cura non è reato
Violenze, aggressioni, persecuzioni, sfruttamento lavorativo contro i lavoratori migranti in Italia. A questo si aggiunge un’altra indagine amministrativa, che cerca di mettere sotto accusa i contributi erogati dall’INPS a cittadini stranieri licenziati o appartenenti a fasce economicamente deboli. La propaganda politica, sull’onda della proposta di remigrazione si sta trasformando in […] L'articolo Usb: piena solidarietà ai medici indagati, la cura non è reato su Contropiano.
September 19, 2026
Contropiano
Nel segno di Basaglia e di Nagasaki
A Trieste il 21 settembre la Peace Walk: pace, disarmo nucleare e solidarietà ai migranti. Dalla memoria di Nagasaki al sostegno a chi fugge dalle guerre: nel Giorno internazionale della Pace un percorso nel segno della nonviolenza, con un collegamento internazionale con Israele e Palestina Trieste si prepara a vivere il 21 settembre, Giornata internazionale della Pace, con una mobilitazione che unisce il rifiuto della guerra, la richiesta di disarmo nucleare, la solidarietà alle persone migranti e il dialogo tra popoli. L’iniziativa si inserisce nel percorso della Peace Walk to Jerusalem e della 4a Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, proponendo una giornata nella quale la pace non venga soltanto celebrata come ideale, ma vissuta come impegno concreto nella città. La data non è casuale. Il 21 settembre è stato istituito dalle Nazioni Unite come Giornata internazionale della Pace e dal 2001 è indicato dall’Assemblea generale anche come giornata dedicata alla nonviolenza e al cessate il fuoco. Per il 2026 l’ONU ha scelto il tema “Invest in Peace – For Everyone, Everywhere, Every Day”, invitando a considerare la costruzione della pace come un investimento quotidiano nelle persone, nel dialogo, nella dignità e nella cooperazione. Dal Parco di San Giovanni, nel segno di Basaglia e di Nagasaki Il programma triestino prenderà il via alle 17.30 al Kaco di Nagasaki, presso lo studio che fu di Franco Basaglia, in via Costantinides 2, nel Parco di San Giovanni. Qui il primo momento di riflessione sarà dedicato a un tema particolarmente significativo per una città che vive il rapporto con il mare, i confini e l’Europa: “Il Golfo di Trieste e il Trattato per la proibizione delle armi nucleari”. La scelta del luogo collega così due simboli potenti: da una parte l’esperienza di Basaglia, che a Trieste trasformò radicalmente il modo di guardare alla persona e alla sofferenza, dall’altra la memoria di Nagasaki, città devastata dalla bomba atomica. La pace viene dunque proposta anche come superamento della cultura della guerra e della logica secondo cui la sicurezza possa essere affidata alla minaccia permanente della distruzione. Il tema del disarmo acquista particolare rilievo in una fase internazionale nella quale il rischio nucleare continua a essere una delle grandi questioni della sicurezza globale. Non a caso, nel calendario delle Nazioni Unite il 26 settembre è dedicato alla Giornata internazionale per la totale eliminazione delle armi nucleari. Una marcia che attraversa la città Dopo il momento iniziale nel Parco di San Giovanni, la Peace Walk proseguirà a piedi verso il centro di Trieste. È prevista una sosta in Largo Bonifacio, all’inizio di viale XX Settembre, con un momento di volantinaggio rivolto ai cittadini. L’idea è quella di trasformare la marcia in un’occasione di incontro con la città, portando il messaggio della nonviolenza fuori dai luoghi tradizionali della discussione politica e culturale. Camminare insieme diventa così un gesto semplice ma simbolico: attraversare lo spazio urbano per affermare che la pace riguarda tutti e non può essere delegata soltanto alle istituzioni o ai governi. È, del resto, lo stesso principio sottolineato quest’anno dalle Nazioni Unite, che indicano nei cittadini, nelle associazioni, nei volontari e nelle comunità locali quelli che vengono definiti gli “architetti quotidiani della pace”. La costruzione della pace, ricorda l’ONU, passa anche dai quartieri, dalle scuole e dagli spazi della vita quotidiana. Dalla guerra alle migrazioni: “I nostri migranti vengono da Paesi distrutti dalle guerre” La marcia raggiungerà quindi piazza del Mondo, nella zona di Libertà e della Stazione. Qui il messaggio della giornata si intreccerà con quello della solidarietà ai migranti, attraverso un appello a sostenere Linea d’Ombra, realtà impegnata nell’accoglienza e nell’aiuto alle persone migranti che transitano da Trieste. Il collegamento tra guerre e migrazioni sarà uno dei fili conduttori dell’iniziativa. “I nostri migranti vengono da Paesi distrutti dalle guerre” è il messaggio scelto per richiamare l’attenzione su una realtà spesso rimossa dal dibattito pubblico: dietro molti percorsi migratori vi sono conflitti armati, instabilità, povertà e distruzioni che costringono milioni di persone a lasciare le proprie case. La pace, dunque, non viene considerata soltanto come assenza di combattimenti, ma come condizione necessaria per garantire sicurezza, dignità e futuro. È una prospettiva coerente con quella delle Nazioni Unite, che nel 2026 sottolineano come la pace sia inseparabile dalla dignità, dai diritti umani, dalla cooperazione e dalla costruzione di comunità inclusive. Un dolce da condividere e un aiuto concreto A piazza del Mondo la partecipazione assumerà anche una dimensione conviviale e concreta. Ai partecipanti viene chiesto di portare un dolce da condividere e un contributo da consegnare, trasformando la manifestazione in un momento di socialità e solidarietà. È un altro modo per sottolineare che la cultura della pace non nasce soltanto dalle grandi dichiarazioni internazionali, ma anche da gesti elementari di condivisione. La pace si costruisce infatti creando relazioni, riconoscendo l’altro e mettendo a disposizione qualcosa di proprio. Alle 20.15 il ponte con Israele e Palestina La giornata si concluderà alle 20.15 con una diretta internazionale che permetterà di collegare Trieste con esperienze di pace maturate direttamente nel contesto israelo-palestinese. Parteciperanno Standing Together, Combatants for Peace, Israelis & Palestinians for Peace e la Waldorf School, realtà accomunate dall’impegno per il dialogo, la convivenza e la ricerca di alternative alla logica della contrapposizione armata. Il collegamento assume un significato particolare proprio perché porta dentro la Giornata Internazionale della Pace le voci di persone che vivono direttamente le conseguenze del conflitto e che, nonostante le divisioni, continuano a lavorare per costruire spazi di incontro. Trieste diventa così, per una sera, un punto di collegamento tra il Mediterraneo, l’Europa e Gerusalemme: una città di confine che sceglie di interrogarsi sul significato dei confini, delle guerre e delle possibilità di convivenza. La Peace Walk del 21 settembre propone quindi un itinerario che parte dalla memoria di Nagasaki, passa attraverso la storia di Basaglia, arriva alla solidarietà con i migranti e si apre infine al dialogo con Israele e Palestina. Una sequenza che restituisce alla parola “pace” il suo significato più concreto: disarmo, nonviolenza, accoglienza, dialogo e responsabilità. In un mondo nel quale, come osserva l’ONU, i conflitti continuano ad allargarsi e il dialogo appare sempre più difficile, l’invito della giornata è a non considerare la pace come un’attesa passiva. La pace, afferma il messaggio delle Nazioni Unite per il 2026, richiede azione, diplomazia, dialogo e partecipazione dal basso. Ed è proprio questo il senso della marcia triestina: camminare per la pace, ma soprattutto camminare insieme, trasformando una giornata internazionale in un appuntamento concreto di cittadinanza, memoria e solidarietà.   Laura Tussi
September 19, 2026
Pressenza
Trump e Danimarca annunciano l’accordo per il controllo USA sulla Groenlandia
«Su mia indicazione, abbiamo collaborato con i rappresentanti della Danimarca e della Groenlandia per garantire che gli Stati Uniti abbiano PER SEMPRE la piena facoltà di fare tutto ciò che è necessario in Groenlandia al fine di garantire e difendere la sicurezza della Groenlandia e degli Stati Uniti d’America». È lo stesso Trump a dare l’annuncio attraverso il suo social media Truth, l’omai consueto mezzo di comunicazione istituzionale del presidente USA. Poche ore doppo è giunta la conferma del governo danese, il quale riferisce che l’accordo sarà firmato la prossima settimana. Secondo quanto riferito da Trump, l’intesa tra le tre parti – Washington, Nuuk e Copenaghen – conferisce agli USA il controllo permanente «sulla sicurezza e su tutte le altre esigenze» della Groenlandia. In base ai termini previsti (dice Trump), nessun Paese «avversario» degli USA potrà avere presenza militare sull’isola o sfruttarne le risorse. Il comunicato del governo danese, tuttavia, è molto più parco di informazioni. Il governo conferma che l’accordo dovrebbe essere firmato la prossima settimana, in occasione dell’Assemblea generale ONU, ma che prima che questo entri in vigore sarà necessario concludere le procedure parlamentari. Il primo ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, ha dichiarato che l’accordo «riconosce gli interessi della Groenlandia e il nostro ruolo nella cooperazione internazionale» e pure la prima ministra danese, Mette Frederiksen, si è detta soddisfatta. L’accordo è l’esito di lunghi mesi di trattative tra le parti, iniziate dopo che Trump aveva espresso le proprie velleità di annessione coatta dell’isola agli USA. Recentemente, gli USA avevano firmato con Nuuk accordi economici che ne hanno di fatto rafforzato il controllo sull’isola, come quello siglato dalla società statunitense quotata in borsa Critical Metals. Quest’ultima ha infatti ottenuto il controllo su una grandissima parte di 60° North ApS, società che fornisce servizi di logistica a supporto delle operazioni minerarie, accelerando così lo sviluppo del progetto del giacimento di Tanbreez, un’importante riserva che comprende 4,7 miliardi di terre rare. Secondo le stime, infatti, la Groenlandia deterrebbe 36 milioni di tonnellate di terre rare, anche se solo 1,5 sono attualmente considerate riserve comprovate ed economicamente sfruttabili. Una tale disponibilità permetterebbe agli USA di emanciparsi dalla dipendenza cinese da queste risorse e indebolirebbe l’UE, la grande sconfitta nella corsa all’accaparramento di queste risorse essenziali. L’interesse di Trump per la Groenlandia è di lungo corso, ma si è concretizzato nei fatti solamente durante il suo secondo mandato. A metà gennaio di quest’anno è stato depositato al Congresso il Greenland Annexiation and Statehood Act, il quale autorizza il presidente a prendere tutte le decisioni necessarie per annettere o acquisire la Groenlandia come territorio USA – comprese eventuali modifiche alle leggi federali statunitensi. Fino ad ora la Danimarca (che detiene il controllo sull’isola dal 1814, nonostante questa goda di un ampio autogoverno dal 1979) ha respinto categoricamente ogni proposta di vendita, ma ha dovuto far fronte a forti pressioni. Lo sfruttamento minerario massiccio potrebbe garantire l’indipendenza economica della Groenlandia, ma la popolazione ha espresso il timore che un passaggio dal controllo danese a quello USA comporterebbe solamente un «cambio di padrone», trasformando l’isola in una base militare permanente sotto il controllo diretto del Pentagono, specialmente considerando l’importanza della base di Pituffik. L’acquisizione della Groenlandia e il suo controllo diretto e totale permetterebbero inoltre di allargare lo spazio in cui agisce il NORAD (Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America), organizzazione congiunta tra Canada e Stati Uniti per il controllo aerospaziale del Nord America, avvicinando le difese USA a Cina e Russia diminuendo i tempi di risposta in caso di possibile attacco. The post Trump e Danimarca annunciano l’accordo per il controllo USA sulla Groenlandia appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 19, 2026
L'INDIPENDENTE
BASTA REPRESSIONE IN TURCHIA:
18 settembre 2026 Presidio in piazzale Porta Pia contro la repressione in Turchia Dal 12 settembre persone della comunità LGTBQIPAK+ sono vittime di retate, persecuzioni, arresti, fermi e blocco della possibilità di comunicare ed esprimersi via social. Quello che alcune persone che si stanno promuobendo come paladini della morale vorrebbero fare anche qui. L’operazione strumentalizza e utilizza ancora una volta lo slogan “La mia famiglia è al sicuro” mostrando quello che noi sosteniamo da sempre. La famiglia come mito di sicurezza e serenità quando invece troppo spesso è luogo di controllo e di repressione più vicino, luogo lontano dall’essere sicuro visto le tante violenze, tensioni, dipendenze e tossicità attraversano questo luogo. Non si fa riferimento quindi alle relazioni che possono essere positive basi di convivenza e di condivisione ma a quella “famiglia” che rivendica il ruolo di guardiana del sistema, un sistema da riprodurre e rigenerare fedele a se stesso. 162 persone sottoposte a indagine 9 associazioni e 13 attività coinvolte tra cui associazioni di assistenza a persone con HIV 180 account social e numerosi siti oscurati 81 persone in custodia cautelare Censura, odio di stato, repressione, marginalizzazione e criminalizzazione di genere! Questo quello che sta succedendo in Turchia e non solo Questo quello che vediamo arrivare anche qui nelle parole di questa destra fascista che governa e che pretende di farlo anche nel futuro, ma che sentiamo anche nelle aggressioni e nelle violenze quotidiane. Stare nelle piazze, riprendere i megafoni come abbiamo fatto ieri a Roma e in moltissime altre piazze è fondamentale per non lasciare che questo odio dilaghi e che si diventi noi, le comunità povere, marginalizzate, disabilizzate, LGTBQIPAK+  quelle indicate come responsabili della crisi di un sistema che continua a distruggere la vita delle persone di ogni specie e del pianeta stesso. #Actnow #Turkey
September 19, 2026
RadioSonar.Net
Golem e IA
Fred Petrossian per Global Voices ci guida tra mitologia e fumetto Il Golem: protettore mitologico e ispirazione per i fumetti americani, ma anche una metafora dell’IA Il golem è spesso considerato come il primo e vero supereroe scritto da Fred Petrossian tradotto (Italiano) da Matilda Rotta Immagine raffigurante il rabbino Loew e il Golem al museo delle cere di Madame
September 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Tavolo Asilo e Immigrazione: solidarietà ai medici sottoposti a perquisizioni
Il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) esprime piena e completa solidarietà ai medici (in visita a un CPR, ndR) che sono stati sottoposti a perquisizioni personali e domiciliari e costretti a consegnare cellulari e computer personali, fino ad essere, al momento in un solo caso, formalmente indagati. Come ha giustamente ribadito il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Filippo Anelli, i sanitari non sono ausiliari delle politiche di sicurezza: il loro dovere è tutelare la salute delle persone in qualunque contesto, come prevede il codice deontologico. La segnalazione del Ministero dell’Interno, in particolare del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, che ha dato il via all’indagine di Ravenna e la contestuale campagna politico mediatica sembrano puntare invece all’intimidazione dei medici professionisti che, semplicemente esercitando le loro funzioni, risultano un ostacolo per le politiche del governo. Il Tavolo Asilo Immigrazione ribadisce l’incompatibilità dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) con i principi sanciti costituzionalmente, in particolare gli artt.13 e 32, in quanto luoghi patogeni di violazione costante e quotidiana dei diritti fondamentali. Nel gennaio 2026 il secondo rapporto di monitoraggio sui CPR del TAI ha focalizzato l’attenzione sulla condizione di salute delle persone e dei luoghi di detenzione. Dal monitoraggio è emerso un quadro di violazioni gravi e sistematiche dei diritti fondamentali e della dignità delle persone allarmante e intollerabile, proprio di istituzioni totali, incompatibili con lo stato di diritto. Le stesse conclusioni raggiunte lo scorso anno dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d’Europa, che ha condotto visite ispettive approfondite. A ribadirlo, a ottobre 2025, anche il Consiglio di Stato che ha stabilito il parziale annullamento dello schema di capitolato dei CPR per carenze relative alla tutela della salute e della prevenzione del rischio suicidario e ha imposto al Ministero dell’Interno di introdurre modifiche significative in materia. Il Viminale non ha, allo stato, ottemperato e a luglio 2026 il Consiglio di Stato ha imposto il termine di 6 mesi per la piena esecuzione della sentenza, con il necessario coinvolgimento di soggetti come il Ministero della Salute e il Garante nazionale delle persone private della libertà personale, cui compete il dovere istituzionale di rilevare e segnalare le criticità presenti nei centri. La letteratura scientifica e medico-sanitaria italiana ed internazionale, e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno evidenziato la dimensione patogena della detenzione amministrativa. In particolare, sono stati documentati il deterioramento della salute mentale, il rischio di ritraumatizzazione delle persone con precedenti esperienze traumatiche, le criticità dell’accesso alle cure e i rischi connessi all’uso improprio, nonché l’abuso, di psicofarmaci. La detenzione può dunque costituire un fattore autonomo di aggravamento delle condizioni psicofisiche delle persone trattenute. Il Tavolo Asilo e Immigrazione, ribadisce la necessità di riformare in profondità il sistema delle espulsioni, abbandonando la fallimentare strada della detenzione amministrativa e chiudendo il prima possibile la stagione della legislazione speciale per gli stranieri. Per il Tavolo Asilo e Immigrazione: A Buon Diritto, ACLI, ActionAid Italia, Amnesty International Italia, ARCI, Ascs, Asgi, CGIL, CIR, CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti), CoNNGI, Emergency, Europasilo, Forum per cambiare l’ordine delle cose, Italiani senza cittadinanza, Medici Senza Frontiere, MEDU, Oxfam Italia, ReCoSol, RED Nova, Refugees Welcome Italia, SIMM, SOS MEDITERRANEE Italia, UNIRE-APS.   Redazione Italia
September 19, 2026
Pressenza
BUDAPEST: APERTO IL PROCESSO D’APPELLO PER MAJA, GABRI E ANNA. LE MOBILITAZIONI IN ITALIA
  Si è aperto venerdì 18 settembre il processo d’appello per Maja T., Gabri e Anna, tre delle persone antifasciste finite nel mirino della repressione del governo ungherese di Orban per aver partecipato – nel febbraio 2023 – alle manifestazioni contro il raduno neonazista del cosiddetto “Giorno dell’onore”. Maja, persona non binaria di nazionalità tedesca, è stata condannata a 8 anni e si trova nelle famigerate carceri ungheresi, dopo essere stata estradata a giugno 2024 in un’operazione illegale. Gabri e Anna sono stati condannati a 7 e 2 anni ma si trovano in Italia e in Germania. La sentenza potrebbe arrivare il 30 settembre, lo stesso giorno in cui è attesa la decisione dalla Francia sull’estradizione di Gino verso la Germania per la stessa vicenda di antifascismo. Da qui al 30 settembre, e in particolare il 30 settembre con un corteo alle 18 a Milano dal consolato ungherese a quello francese, ci sono diverse iniziative di solidarietà contro la repressione. Ne parliamo con Nic del comitato contro la repressione di Milano.Ascolta o scarica
September 19, 2026
Radio Onda d`Urto
Democrazia o dominio? Il presidio di donne per la pace di Palermo
DEMOCRAZIA O DOMINIO? Contro la guerra, il patriarcato e la politica della forza. Possiamo fare di più e meglio contro la violenza cieca, disumana di una politica che, crollato il diritto internazionale, usa esclusivamente la forza, seminando morte e istruzione, mettendo a rischio perfino la sopravvivenza sul pianeta? Ci sono guerre in tutto il mondo ma ce n’è una, non dichiarata e non riconosciuta come tale, a bassa intensità, che gli uomini mettono in atto contro le donne per imporre, mantenere il loro controllo sui corpi e sulle vite femminili. Le modalità, più o meno brutali, differiscono in base alla storia, alla cultura, al sistema politico dei singoli Stati. Sono attualmente gravissime in Afghanistan. Il ritorno nel 2021 del regime dei Talebani, con il beneplacito degli Stati Uniti e di tutto l’occidente, ha di fatto significato la morte civile, sociale e perfino fisica delle donne, costrette a pesanti e umilianti proibizioni e a subire violenze di ogni tipo. Nonostante tutto, non si arrendono e continuano coraggiosamente a lottare. In Iran la repressione è altrettanto feroce: quest’estate sei donne sono state condannate a morte e impiccate per la loro attività contro la repubblica islamica. La guerra, scatenata dagli Stati Uniti, ha ulteriormente aggravato condizioni già drammatiche. E in tutte le aree di conflitto, dove la violenza colpisce sempre più duramente le popolazioni civili, sono soprattutto le donne a pagarne il prezzo più alto. Tra paura, disperazione, morte e distruzione, sono loro a sostenere il peso della sopravvivenza quotidiana, a garantire la cura delle famiglie e a tenere insieme comunità devastate. In Italia nel mese di agosto otto femminicidi. Otto donne sono state massacrate perché hanno detto no a chi pretendeva di averle in suo possesso. Il dominio sulle donne unito al dominio sulla natura è all’origine del sistema patriarcale. Violenza contro le donne e guerra sono manifestazioni della stessa logica di dominio, appropriazione, sopraffazione. Le donne quindi possono fare di più perché conoscono direttamente sui loro corpi la violenza maschile e sono state fuori dai meccanismi di potere. Dobbiamo «rompere con l ‘orizzonte simbolico maschile e con il linguaggio della forza». A differenza delle donne che oggi occupano posti di potere, usando il linguaggio tradizionale maschile, dobbiamo saper «approfittare dell’assenza» (Carla Lonzi) delle donne da millenni di storia per attingere all’esperienza storica femminile di cura e responsabilità verso la vita. Dobbiamo sforzarci di pensare, fuori dai binari consueti, di agire per invertire la rotta e fermare la corsa dissennata alla catastrofe. Dobbiamo smettere di accodarci «al corteo degli uomini colti» (Virginia Woolf), perché quel corteo, di qualunque posizione politica, ideale, siano gli uomini colti, perpetua i valori del patriarcato e della guerra. Possiamo e dobbiamo fare di più prima che sia troppo tardi! Giovedì 24 settembre il Presidio è in piazza Verdi dalle 18.00 alle 20.00 UDIPALERMO – Le Rose Bianche – Donne CGIL Palermo – Coordinamento Donne ANPI Emily – Governo di Lei – CIF – Le Onde – Arcilesbica – Donne della Comunità dell’Arca – Donne del Movimento nonviolento – Donne del Circolo Laudato si’ https://www.facebook.com/people/Presidio-donne-per-la-pace-Palermo/61575679581058/?_rdr https://www.instagram.com/presidiodonne_palermo Redazione Palermo
September 19, 2026
Pressenza
La Festa in Rosso è partita alla grande!
Giovedì sera buon successo a Torino per il debutto della festa provinciale di Rifondazione Comunista al Circolo “Sa Lolla” (Corso Umbria 28)! Il dibattito di apertura su Berlinguer negli anni ’80 ha emozionato e fatto riflettere, vedendo una straordinaria partecipazione anche di ex iscritti del PCI e cittadini uniti per l’alternativa. Tutto esaurito anche per la nostra Gran Grigliata e per la serata di canzoni di lotta, tra musica, socialità e tanta passione politica! Non mancare ai prossimi dibattiti Il programma completo è disponibile qui Segreteria Provinciale Torino Rifondazione Comunista Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
September 19, 2026
Pressenza
USA, Trump firma legge che impone nuove sanzioni alla Russia
Donald Trump ha firmato una legge che introduce nuove sanzioni contro la Russia, colpendo Vladimir Putin, membri del governo, oligarchi, banche e istituzioni finanziarie russe. Il provvedimento, approvato con sostegno bipartisan dal Congresso, autorizza inoltre il presidente statunitense a imporre dazi fino al 100% sui cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russo. La misura potrebbe avere un impatto soprattutto Cina e India, principali importatori di greggio da Mosca. La legge porta il nome del senatore repubblicano Lindsey Graham, fervente sostenitore dell’Ucraina morto a luglio, ed estende le sanzioni anche ai settori energetico e militare dell’Iran. The post USA, Trump firma legge che impone nuove sanzioni alla Russia appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 19, 2026
L'INDIPENDENTE
Erickson.it: Se la scuola va alla guerra, chi educa alla pace?
DI ANTONIO MAZZEO SU ERICKSON DEL 16 SETTEMBRE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Antonio Mazzeo, pubblicato sul sito Erickson il 16 settembre 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Più recentemente si è costituito un gruppo di lavoro composto da insegnanti e giovani ricercatori universitari che ha lanciato l’appello I.A. Basta! contro le collusioni dei colossi transnazionali Big Tech (Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft) – sempre più invasivi in ambito scolastico e universitario – con il settore militare, primo fra tutti il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti d’America. A inizio anno scolastico 2026-27, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Docenti per Gaza e la Scuola per la Pace di Torino hanno promosso una mobilitazione nelle scuole d’Italia, Non dimentichiamoci di Gaza, contro il genocidio israeliano del popolo palestinese ed ogni forma di connivenza e collaborazione da parte dei governi e delle aziende internazionali. Gli insegnanti sono stati invitati a tenere una lezione durante i primi giorni di scuola su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza e, ormai, in tutta l’area mediorientale e dell’africa nord-orientale.…continua a leggere su www.erickson.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente

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