L'aggregatore di movimento. raccordo.info aggrega in maniera automatica contenuti da siti selezionati. Ci si trovano notizie, informazioni, analisi, comunicati, iniziative, provenienti da siti di "movimento" o vicini al movimento. Un occhio particolare è riservato alla comunicazione Romana, perché facciamo base principalmente a Roma.

FRANCIA: ALLE ELEZIONI MUNICIPALI IMPORTANTI CONSENSI PER LA FRANCE INSOUMISE. L’ESTREMA DESTRA VINCE SULLA COSTA NEL SUD
Le liste de La France Insoumise (LFI) o quelle unitarie di sinistra dove era presente hanno ottenuto un buon risultato nel primo turno delle elezioni amministrative nonostante la campagna mediatica e gli attacchi della destra contro la formazione politica di gauche, anche a seguito della morte di un neofascista a Lione.  A Saint Denis, cittadina di 150 mila abitanti dell’hinterland di Parigi è stato eletto un sindaco sostenuto da la France Insoumise, a Lille andrà al ballottaggio con il partito socialista, a Roubaix  città di 98mila abitanti del nord verso il Belgio il suo candidato è in testa con il 46% dei voti, seconda posizione a Tolosa, quarta città più popolosa del paese.  Buoni risultati sono stati comunque ottenuti anche in tanti altri comuni e nei quartieri popolari delle banlieu di Parigi e di Lione. Tra i punti principali del programma de LFI per queste elezioni municipali la proposta di aumentare le case popolari per far fronte alla crisi abitativa, il potenziamento dei servizi e dei trasporti pubblici gratuiti e la democrazia locale e la partecipazione attiva. Ora fervono le trattative e si moltiplicano accordi e strappi in vista del ballottaggio di domenica prossima per le municipali francesi. A Parigi, Bordeaux e a Marsiglia, dove la sinistra riformista è in testa, la proposta di  alleanza per contrastare una rimonta delle destre da parte de La France Insoumise è stata respinta, mentre a Tolosa, a Lione, Nantes, Rennes e in tanti altri centri ci sarà un accordo tra le forze della sinistra radicale con il centrosinistra. L’estrema destra si afferma invece soprattuto nei comuni della costa mediterranea verso l’Italia. Da Parigi la valutazione del voto di Marco Assennato ricercatore universitario e del Collettivo euronomade Ascolta o scarica Da Lille l’analisi di Valdimir Nieddu del Movimento popolare per la salute e de LFI Ascolta o scarica Da Saint Denis la corrispondenza di Alice Ferraglio militante de LFI,  candidata nella lista vincente Ascolta o scarica Nella fotografia attiviste e attivisti de La France Insoumise festeggiano nel municipio di Saint Denis dopo la vittoria
March 16, 2026
Radio Onda d`Urto
“Oscar dell’Ecoturismo – Lombardia” di Legambiente all’EcoOstello Interflumina
Il resort sito a Casalmeggiore, in provincia di Cremona, è stato insignito del riconoscimento all’evento svolto sabato 14 marzo nello stand di PEFC Italia alla 22esima edizione della fiera Fà la cosa giusta. L’Oscar dell’Ecoturismo assegnato da Legambiente premia “la sua straordinaria capacità di coniugare le esigenze di un turismo responsabile e sostenibile con proposte dedicate ai mondi della scuola, dello sport, dell’arte, della natura e della cultura, coinvolgendo famiglie, associazioni e istituzioni”. Sulla rotta della ciclovia VENTO che collega Venezia e Torino, nel triangolo della Pianura Padana che si interseca con le province di Cremona, Mantova e Parma e racchiuso tra i fiumi Po e Oglio, l’EcoOstello Interflumina – Cascina Sereni offre numerose opportunità per escursioni nel Bosco di Santa Maria e nel Parco Golena del Po e lungo gli itinerari del nascente Cammino del Po, un nuovo percorso naturalistico che, partendo da Casalmaggiore, attualmente si estende fino ai territori piacentini. La sua storia è cominciata con l’attuazione del progetto “Sport&Inclusion: Cascina Sereni in Santa Maria dell’Argine” finanziato dalla Fondazione Cariplo e sviluppata grazie al contributo di un privato, il signor Sergio Sereni, e al supporto di un esperto in pedagogia, il professor Amilcare Acerbi. La donazione di una cascina agricola dismessa infatti ha permesso di realizzare il “sogno coltivato” dall’ASD ATLETICA INTERFLUMINA è più Pomì affiliata alla FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera olimpica e paralimpica) e alla FISO (Federazione Italiana Sport Orientamento). La struttura offre a giovani atleti e studenti l’opportunità di vivere esperienze formative, emozionali e inclusive in immersione nella natura e nella cultura del territorio. L’EcoOstello si distingue per il suo approccio educativo innovativo, che integra sport, salute e inclusione con l’obiettivo di favorire la rigenerazione attraverso il contatto con la natura e attività pedagogico-didattiche basate su metodologie cooperative ispirate da Freinet e Don Milani e strumenti come il Circle-Time e il Diario di Bordo. Dai referenti di Legambiente – Sebastiano Venneri, responsabile dell’area Territorio e Innovazione, Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette, e Paola Fagioli, direttrice della sezione Emilia-Romagna – il riconoscimento è stato consegnato ai rappresentanti di Interflumina è più Pomì – il presidente Carlo Stassano, la vicepresidente Linda Baroni insieme alla figlia Francesca e i consiglieri Calogero Tascarella e Monette Taillefer – accompagnati dal sociologo Mauro Ferrari e dal presidente di Legambiente Cremona, Gigi Rizzi. Maddalena Brunasti
March 16, 2026
Pressenza
IRAN: LA RIVOLTA E LA GUERRA
(english below) Un documento e una raccolta di materiali iraniani  Un documento per riflettere sulla rivolta in Iran e sulla guerra scatenata da Trump e Netanyahu Contro la guerra reazionaria di USA e Israele. Dalla parte dei rivoltosi iraniani, contro lo Shah Una guerra reazionaria L’attacco di Usa e Israele iniziato il 28-2-2026 è una […]
Pia Pera. Scrivere il giardino per (ri)scrivere il mondo
In una lunga recensione a L’arcipelago di Longo Maï (Baldini & Castoldi, 2000), Goffredo Fofi definisce Pia Pera uno «strano personaggio delle nostre lettere» (“Lo straniero”, 13/14, 2001, p.2 6). Traduttrice dell’Onegin di Puskin (Venezia, Marsilio, 1996) e di … Leggi tutto L'articolo Pia Pera. Scrivere il giardino per (ri)scrivere il mondo sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Ravenna: se i medici non fanno i carcerieri
di Vito Totire (*). Con due immagini del mix odio-bugie contro chi disobbedisce al razzismo di Stato. Basta “caccia alle streghe”… La storia si ripete: pare che il tribunale di Ravenna abbia ritenuto giusto sanzionare i medici dell’ospedale accusati di quello che sappiamo, cioè di aver fatto i medici (primum non nocere), Andiamo per gradi: • Le sanzioni proposte dai
Non è mai troppo presto… febbraio-marzo 2026
Non è mai troppo presto… 10 libri, 10 storie, 10 laboratori Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto “Una Biblioteca sociale del territorio” per la promozione della lettura e conoscenza diffusione del patrimonio della biblioteca rivolta in particolare ai “più giovani”. Ingresso gratuito PROGRAMMA Febbraio-Marzo 2026 sabato 7 febbraio ore 11,00 Laboratorio di avvicinamento alla lettura: Una … Leggi tutto "Non è mai troppo presto… febbraio-marzo 2026"
March 16, 2026
Casale Podere Rosa
Peter Thiel a Roma: flashmob degli attivisti No Kings davanti al Ministero della Difesa
Da domenica 15 fino a mercoledì 18 marzo nella capitale soggiorna il primo investitore esterno dell’impresa di gestione di Facebook, con Elon Musk cofondatore del servizio di pagamento online PayPal, un’azienda di cui è stato amministratore delegato fino al 2002, poi con altri partner ‘genitore’ di Mithril Capital Management, Valar Ventures – di cui è anche CEO – e nel 2003 di Palantir Technologies, la società statunitense specializzata nella produzione di software per l’analisi dei big data e sistemi di IA. A Roma in queste giornate Peter Thiel è l’ospite d’onore di una serie degli incontri ‘a porte chiuse’, cui partecipano soltanto gli invitati, a cui è stato invitato per intervenire su vari argomenti attinenti ai nessi e alle relazioni tra religione e Intelligenza Artificiale. Negli eventi di cui è protagonista, che vengono organizzati negli Stati Uniti e in Europa dal settembre scorso, l’eccentrico 59enne tycoon tedesco naturalizzato statunitense e neozelandese intrattiene il pubblico con orazioni in cui, mescolando passaggi biblici a citazioni del Signore degli Anelli di JRR Tolkien e facendo riferirimenti alla storia, alla filosofia e a videogiochi e programmi televisivi, espone la propria teoria sull’identità dell’Anticristo e sull’arrivo dell’Armageddon. Un gruppo di attivisti aggregati al movimento No Kings ha protestato, contestando che la sua figura di “oligarca con le mani sporche di sangue, complice del genocidio a Gaza e delle guerre” venga accolta come un messia: > Oggi siamo andati davanti al Ministero della Difesa per denunciare la presenza > di Peter Thiel a Roma, le sue responsabilità e i rapporti opachi del nostro > governo con Palantir. > > Thiel è venuto nella nostra città per propagandare la sua visione del mondo > radicalmente antidemocratica e suprematista, mentre con la sua azienda > Palantir è complice del genocidio a Gaza, della caccia ai migranti scatenata > dall’ICE negli Usa e delle guerre che si stanno scatenando nel mondo. > > Un tecnoligarca con le mani sporche di sangue con cui il governo Meloni > intrattiene rapporti di affari tramite il ministero della Difesa tenendoli > nascosti ai cittadini e allo stesso dibattito parlamentare. > > Nonostante questa ambiguità la destra più becera ha pensato bene di omaggiare > l’arrivo di Thiel con uno striscione al Colosseo, svelando finalmente il vero > volto e i veri riferimenti di questi format di informazione posticcia. > > Contro i re le loro guerre la mobilitazione del movimento No Kings prosegue, > nelle città che si stanno opponendo alla guerra e al riarmo fino alla grande > mobilitazione nazionale del 28 marzo a Roma. Una manifestazione che avverrà in > contemporanea agli Stati Uniti e Londra. La fotografia che documenta l’affssione dello striscione, nella notte apposto su un ponte della città eterna capitale, oltre che della nazione italiana, del mondo cattolico, e in mattinata rimosso dagli agenti della Polizia di Stato, con scritto “Vedo satana cadere come la folgore. Welcome Peter Thiel!” e la sigla ‘Welcome to favelas’ è online sul portale dell’ANSA, che l’ha estrapolata da una pagina Facebook e divulgata precisando che, però, l’immagine non può venire pubblicata senza previa autorizzazione del sito web di notizie e media che ‘Fa ridere ma fa anche riflettere’. Redazione Italia
March 16, 2026
Pressenza
Torino, 17-18 aprile 2026, Convegno e Assemblea Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
IL TRAUMA DELLA GUERRA TRA STORIA, ECONOMIA, DIRITTO ED EDUCAZIONE DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE AD OGGI CONVEGNO NAZIONALE, TORINO 17 APRILE 2026 FABBRICA DELLE “E”- CORSO TRAPANI 91/B ASSEMBLEA NAZIONALE, TORINO 18 APRILE 2026  CASA DELLE DONNE, VIA VANCHIGLIA 3 (IN CENTRO VICINO A PIAZZA VITTORIO) ORE 9.00-18.00 Dopo l’esperienza positiva degli ultimi due anni (clicca qui per il 2024 e qui per il 2025), l’Associazione ” Scuola e Società“, (soggetto accreditato alla formazione Decreto MIUR 5.7.2013 Elenco Enti Accreditati/Qualificati 23.11.2016) ha organizzato, in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, a Torino per il 17 aprile 2026 un Convegno nazionale in presenza e online sul processo di militarizzazione dei luoghi della formazione e sul trauma rappresentato dalla guerra, nella quale ci troviamo sempre più coinvolti e coinvolte. Si cercherà, infatti, di analizzare da un punto di vista storico, economico, giuridico e pedagogico tutte le implicazioni negative che un orizzonte di guerra porta con sé, anche e soprattutto, in vista di una massiccia ripresa in tutta Europa della leva obbligatoria. Il corso, aperto a tutta la cittadinanza e gratuito, rientra nell’ambito della Formazione docente; tutto il personale scolastico è esonerato per tutta la giornata dal servizio, ai sensi del CCNL vigente. Per iscrizione del personale a tempo indeterminato Codice SOFIA 104005 (clicca qui per aprire la piattaforma SOFIA, accedi con SPID e cerca il corso con il codice 104005). Al convegno si potrà partecipare anche da remoto su piattaforma ZOOM per chi è residente fuori dalla provincia di Torino. Per iscrizioni del personale a tempo determinato o in alternativa a SOFIA scrivere a: info.scuola.societa@gmail.com. Il link per il collegamento sarà inviato alle/agli iscritte/i alla mail comunicata all’atto dell’iscrizione. Prenotazioni fino ad esaurimento posti. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da tempo abbiamo attenzionato la questione del ritorno della leva in Europa e in Italia e pensiamo che la questione della militarizzazione delle scuole e delle università sia legata a doppio filo con l’obiettivo strategico dei guerrafondai europei: riportare i/le nostri/e giovani al servizio militare obbligatorio. Siamo di fronte ad un apparato estremamente compatto, intelligente, capace e proprio per questo le modalità con cui cercano di arrivare al loro obiettivo non sono né stupide né semplici; a questo proposito è estremamente istruttivo studiare ciò che si sta muovendo in Europa (dai paesi scandinavi a quelli baltici passando per Germania e Polonia) perché saranno queste le modalità che verranno messe in atto anche nel nostro Paese. Per questo ci mettiamo a disposizione per costruire momenti di incontro, formazione, scambio (preferibilmente in presenza) nelle vostre città in cui presentare ciò che sta succedendo in Europa perché altri Paesi sono il laboratorio di quanto accadrà anche da noi in merito alla leva che non sarà proposta né nei termini classici né come i guerrafondai nostrani la stanno presentando. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vuole contribuire alla circolazione delle analisi e delle informazioni e mettersi a disposizione delle organizzazioni studentesche e giovanili affinché esse stesse, nella loro autonomia, sviluppino percorsi di lotta su un tema che diventerà sempre più centrale nei prossimi mesi. PROGRAMMA 17 APRILE MATTINO (8:30-13:00) 8.30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti Introduce Natale Alfonso, Responsabile dell’Associazione Scuola e Società Coordina Roberta Leoni, Presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Presentazione del volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra La diserzione nella Prima Guerra Mondiale Bruna Bianchi, Università Ca’ Foscari, Venezia Guerra alla guerra. La Resistenza internazionale ai fascismi Carlo Greppi, storico e scrittore Pausa caffè Il cronico trauma della guerra Maurizio Bonati, Già responsabile Dipartimento Salute Pubblica, Istituto Mario Negri, Milano Testimonianze da Gaza don Nandino Capovilla, Campagna Ponti e non muri, Pax Christi POMERIGGIO (14.30-18.00) Introduce e coordina Michele Lucivero Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Il ritorno della leva in Europa e in Italia Serena Tusini, Docente, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Economia di guerra e diritto alla pace Francesco Schettino, Università della Campania L. Vanvitelli Diritto internazionale e guerra Luigi Daniele, Università degli Studi del Molise Previsto intervento di rappresentanti di associazioni studentesche e dibattito PROGRAMMA 18 APRILE 2026 Assemblea Nazionale Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per il rinnovo delle cariche e bilancio del secondo anno associativo. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Giorgio Rossetto, aggravata la detenzione
Nuovo provvedimento della Procura della Repubblica contro Giorgio, compagno autonomo e attivista No Tav. Il 14 marzo avrebbe finito di scontare un periodo di detenzione domiciliare iniziato a gennaio 2025 […] The post Giorgio Rossetto, aggravata la detenzione first appeared on notav.info.
March 16, 2026
notav.info
Stranieri nella propria terra. Il Kosovo e la “legge sugli stranieri”
È in vigore una delle leggi più controverse tra quelle approvate dalle autorità albanesi a Prishtina, in Kosovo, la cosiddetta legge sugli stranieri e i veicoli, in base alla quale tutti coloro che non sono in possesso di documenti rilasciati dalle autorità dell’autogoverno di Prishtina saranno considerati, di fatto, come stranieri e tenuti, di conseguenza, a richiedere un permesso di soggiorno. In procinto, con l’entrata in vigore domenica 15 marzo, di essere considerati, letteralmente, stranieri nel proprio paese, vi sono ovviamente non pochi serbi del Kosovo, il che alimenta, di per sé, interrogativi circa i propositi e le intenzioni della legge. Come ha osservato il Consiglio Socioeconomico della Serbia (SES), grande è la preoccupazione, specie presso la comunità serba kosovara, per l’entrata in vigore della norma, che potrebbe avere conseguenze di vasta portata per i serbi del Kosovo. In sostanza, “l’applicazione di queste norme discriminatorie metterebbe in discussione la sopravvivenza di decine di migliaia di serbi e delle loro famiglie, che vivono e lavorano in Kosovo”, privando a tutti gli effetti dei diritti di cittadinanza e costringendo a richiedere un permesso di soggiorno tutti i serbi che, legittimamente, hanno documenti serbi e, per vari motivi, non sono in possesso di documenti kosovari.  La condizione di legittimità di questa posizione discende dallo status internazionale del Kosovo, che, sebbene abbia proclamato la propria indipendenza e sancito di fatto la nascita della propria repubblica il 17 febbraio 2008, non è riconosciuto dalla comunità internazionale nel suo complesso, non ha seggio in Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e la sua posizione è regolata dalla Risoluzione 1244 del 1999 del Consiglio di Sicurezza, che ribadisce l’integrità territoriale della Repubblica Federale Jugoslava, oggi Serbia, e prescrive per il Kosovo non l’indipendenza, ma «sostanziale autonomia e significativa auto-amministrazione». Considerare i serbi del Kosovo stranieri e non cittadini comporta, evidentemente, una minaccia ai diritti umani fondamentali, in relazione, in particolare, ai diritti al lavoro, alla libertà di movimento, alla vita familiare, alla salute e all’istruzione. Questi ultimi ambiti sono particolarmente delicati. Lo scorso mercoledì 11 marzo, circa cinquanta studenti e docenti dell’Università di Prishtina con sede temporanea a K. Mitrovica (l’Università del settore serbo di Mitrovica) sono scesi in piazza per richiamare l’attenzione sull’incerto futuro che attende l’Università e sui contenuti della petizione, che ha già raccolto oltre quattromila firme, per chiedere che l’Università rimanga all’interno del sistema educativo serbo, e non sia né trasferita, né ricondotta sotto il ben diverso sistema kosovaro, né smantellata.  Analoga preoccupazione circonda il sistema sanitario. Lavoratori e lavoratrici della salute dell’Ospedale regionale di Kosovska Mitrovica hanno espresso grave preoccupazione intorno al fatto che la nuova legge possa mettere a repentaglio il funzionamento del sistema sanitario e ricordato che, in base alla legge sui veicoli, che proibisce l’uso di veicoli immatricolati in Serbia in tutto il territorio del Kosovo, è messa a rischio anche la continuità del servizio di assistenza sanitaria. Come ha ricordato Aleksandar Božović, medico e docente presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Prishtina a K. Mitrovica, “le nostre ambulanze sono immatricolate a Raška o Belgrado perché non è stato possibile registrarle correttamente nel sistema delle istituzioni provvisorie del Kosovo. La preoccupazione è enorme perché si pone la questione di come potrà funzionare il sistema sanitario H 24”. La legge interessa la vita quotidiana di un numero non piccolo di persone, in continuità con misure precedenti, tra cui la chiusura forzata, da parte delle autorità di Prishtina, delle istituzioni e degli uffici dei serbi del Kosovo, uffici postali, sportelli bancari e, perfino, la Biblioteca “Vuk Karadžić” di Kosovska Mitrovica, chiusa d’autorità il 21 maggio 2025. È solo l’ultima in ordine di tempo, dal momento che, secondo i dati disponibili, dal 2012 sono state chiuse almeno 73 istituzioni serbe nelle aree del Kosovo a maggioranza serba, non solo le province del Nord (K. Mitrovica, Leposavić, Zvečan, Zubin Potok) ma anche i centri a maggioranza serba del Kosovo interno (Gračanica, Štrpce, Parteš, Ranilug e altri).  È per questo che da più parti si è paventato il rischio di una strisciante pulizia etnica dei serbi del Kosovo, se è vero che per «pulizia etnica» si intende «una politica deliberata volta ad eliminare, tramite l’uso dell’intimidazione, della violenza e/o del terrore, le popolazioni civili appartenenti a una diversa comunità etnica o religiosa da determinate aree geografiche». Nel silenzio e nella complicità delle potenze occidentali, nel cuore d’Europa si consumano così gravi e durature violazioni e ingiustizie. D’altra parte, secondo le autorità albanesi kosovare, la legge non è altro che uno strumento per garantire che tutti i residenti abbiano i documenti in regola. “Quanti risiedono in Kosovo devono semplicemente regolarizzare la propria posizione, come avviene in qualsiasi Paese europeo”, ha dichiarato il Ministro dell’Interno Xhelal Svecla. Che non si tratti solo di una questione “formale” lo dimostra il fatto che, dopo l’incontro tra premier kosovaro albanese, Albin Kurti, e il rappresentante speciale della Ue per il dialogo Serbia-Kosovo, Peter Sorensen, lo scorso 14 marzo, sono state introdotte misure di “mitigazione”, che prevedono il rilascio di permessi di soggiorno temporanei della durata massima di dodici mesi ai membri della comunità serba sprovvisti di documenti kosovari. Il tutto avviene in un contesto internazionale che non può lasciare indifferenti. Nel 2018 il parlamento kosovaro ha approvato una legge per la trasformazione delle Forze di Sicurezza del Kosovo (KSF) in un vero e proprio esercito, destinato a diventare pienamente operativo entro il 2028, con un aumento del personale a 5000 unità. Solo negli ultimi anni, il bilancio militare del Kosovo è triplicato, passando da 65 milioni di euro nel 2021 a 208 milioni di euro nel 2025, e prevedendo un investimento in difesa di un miliardo di euro in quattro anni (2025-2029). Un investimento sproporzionato, se consideriamo che il PIL (a prezzi correnti) del Kosovo ammonta a circa undici miliardi di euro, e lo stipendio medio lordo si aggira intorno ai 600 euro. Un paese non riconosciuto, dunque, che spende circa il 2% del proprio prodotto lordo in spese per la guerra.  Non è più il tempo di appelli retorici o vane proclamazioni di intenti; sempre più urgentemente si impone la necessità, per tutti e tutte, di evitare abusi e violazioni e ripristinare le condizioni per la giustizia e la pace.   Riferimenti Serbs in Kosovo concerned about the Law on Foreigners, Serbian Monitor, OK Radio, 10.03.2026: www.serbianmonitor.com/en/serbs-in-kosovo-concerned-about-the-law-on-foreigners-the-right-to-healthcare-and-education-at-risk/ Protest held in North Mitrovica, KoSSev, 11.03.2026: kossev.info/protest-held-in-north-mitrovica-professor-reljic-urges-serbia-to-stand-behind-the-university-it-founded/ Decision enters into force today, Kosovo issues 12-month residence permits for Serbs, BalkanWeb, 15.03.2026 www.balkanweb.com/en/Kosovo%27s-decision-to-issue-12-month-residence-permits-for-Serbs-enters-into-force-today/#gsc.tab=0  Kosovo to boost defence spending by 60%, plans drone, ammunition production, Reuters, 26.03.2025: www.reuters.com/business/aerospace-defense/kosovo-boost-defence-spending-by-60-plans-drone-ammunition-production-pm-says-2025-03-26/  Il rischio palpabile di una pulizia etnica in Kosovo, Pressenza, 07.02.2024: www.pressenza.com/it/2024/02/il-rischio-palpabile-di-una-pulizia-etnica-in-kosovo/   Gianmarco Pisa
March 16, 2026
Pressenza
Perché NO? L’appello dei Missionari Comboniani per il Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo
Pubblichiamo il comunicato diffuso dai Missionari Comboniani della Provincia italiana sul Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Come Missionari Comboniani della Provincia Italiana sentiamo il dovere di rivolgere un appello a tutta la comunità cristiana e a quanti e quante si riconoscono nei valori di dignità, giustizia, equità e solidarietà che animano il nostro impegno missionario. Andiamo a votare Il 22 e 23 marzo 2026 come cittadini e cittadine italiani/e siamo chiamati/e a esprimerci sul referendum costituzionale riguardante la riforma della magistratura. La partecipazione al voto non è un semplice diritto civile: è un dovere e un atto di responsabilità verso la comunità, un gesto concreto di cura per il bene comune. Disertare le urne significherebbe abdicare alla nostra responsabilità di cittadini e, per noi cristiani, anche di credenti impegnati nel mondo per la sua trasformazione secondo i valori del Regno. Di cosa si tratta Il referendum chiede a noi cittadini/e di confermare o respingere la riforma costituzionale — già approvata dal Parlamento — che prevede la separazione definitiva delle carriere tra magistrati giudicanti (i giudici) e magistrati requirenti (i pubblici ministeri), la divisione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti, e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare. Si tratta di modifiche strutturali profonde al sistema giudiziario, che incidono direttamente sull’equilibrio dei poteri sancito dalla nostra Costituzione. La Costituzione: un patrimonio da custodire La Costituzione della Repubblica Italiana, nata dal sacrificio e dalla visione di chi ha resistito alle dittature e ha costruito la democrazia nel dopoguerra, non è un documento burocratico. È la carta dei nostri diritti fondamentali, il patto che unisce i cittadini, la garanzia che nessuno — nessun potere politico, economico o istituzionale — possa porsi al di sopra della legge. Essa ha saputo nel tempo assorbire le tensioni della storia italiana rimanendo un punto di riferimento stabile e condiviso. Come Missionari Comboniani siamo profondamente convinti che la tutela dell’indipendenza della magistratura — nella sua unitarietà — sia un presidio fondamentale dello Stato di diritto e della tutela dei più deboli. Un sistema giudiziario equilibrato è strumento di giustizia per i poveri, per gli ultimi, per chi non ha voce. Modificare gli assetti costituzionali richiede ponderazione, ampio consenso e una chiara visione del bene comune: non può essere il frutto di contingenze politiche alimentate da un inaccettabile e continuo attacco ai magistrati quando non intervengono a favore degli interessi del governo. Il nostro orientamento Rispettando pienamente la libertà di coscienza di ciascuno, e consapevoli della complessità del dibattito in corso, come Missionari Comboniani riteniamo che, in questa fase storica, le ragioni a favore della conservazione dell’assetto costituzionale attuale siano molto più solide e convincenti di quelle a sostegno della riforma proposta. Invitiamo pertanto a votare NO perché questa riforma rischia di indebolire quei meccanismi di equilibrio e controllo che la Costituzione ha sapientemente costruito per garantire davvero la giustizia e il bene di tutti e tutte, specialmente dei più fragili. Con fraternità e speranza, continuiamo a camminare insieme, fedeli al Vangelo e impegnati a costruire un mondo più umano e più giusto. 8 Marzo 2026, La Commissione Giustizia e Pace e Integrità del Creato dei Missionari Comboniani d’Italia Redazione Italia
March 16, 2026
Pressenza