PAKISTAN: HORMUZ BLOCCATO, BLACKOUT PROGRAMMATI IN TUTTO IL PAESE
Si sono conclusi senza un accordo i colloqui con le delegazioni di Iran e Stati Uniti in Pakistan, ma Islamabad resta un attore chiave nella gestione della crisi in corso, della quale subisce le conseguenze economiche e politiche. Il governo pachistano ha annunciato che sospenderà le fornitura di elettricità per circa due ore nelle ore di punta serali, nel tentativo di contenere l’aumento dei prezzi dovuto alla guerra in Medio Oriente. In questi periodi la domanda raggiunge il picco, rendendo necessario l’utilizzo di costose centrali a petrolio combustibile per colmare la mancanza dovuta alla ridotta produzione idroelettrica. I blackout si verificheranno a rotazione tra le varie aree del paese.  L’annuncio della sospensione alternata dell’elettricità arriva con lo stretto di Hormuz ancora bloccato dagli Stati Uniti e nel giorno in cui il Forum Monetario Internazionale avverte che un’ulteriore escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e una continua interruzione dei mercati petroliferi, potrebbero spingere il mondo sull’orlo della recessione. L’Ap intanto fa sapere che Washington e Teheran avrebbero raggiunto “un accordo di principio” per prorogare il cessate il fuoco prima della scadenza del 21 aprile e dare ulteriore tempo ai negoziati. Resta intensa in questi giorni l’attività diplomatica pakistana, con il vice primo ministro e ministro degli Esteri Muhammad Ishaq Dar, che ha ricevuto mercoledì gli alti funzionari di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e ha discusso con loro dell’evoluzione della situazione regionale, sottolineando gli sforzi del Pakistan per allentare le tensioni tra Stati Uniti e Iran. Ha inoltre discusso con i rappresentanti di Egitto, Arabia Saudita e Turchia le modalità per portare avanti un processo che porti a una riduzione delle tensioni, al controllo della situazione e al ripristino della sicurezza e della stabilità nella regione. Quale ruolo sta giocando il Pakistan nella guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran? Quali sono le conseguenze politiche ed economiche dalla crisi mediorientale per Islamabad? Lo abbiamo chiesto alla docente universitaria Enrica Garzilli, esperta di Asia antica e moderna, già professoressa di storia del Pakistan all’università di Torino. Ascolta o scarica
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
“Io cambio”: il ciclo di incontri all’insegna del motto Sbellichiamoci!
Nel programma che venerdì e sabato 17-18 aprile prossimi riunirà ad Assisi alunni e studenti dai 4 ai 18 anni di 14 regioni italiane c’è anche una Marcia per la Pace in solidarietà con Papa Leone XIV e con le vittime di tutte le stragi in corso. Il Meeting Nazionale delle Scuole di Pace Sui passi di Francesco è organizzato da Rete Nazionale delle Scuole per la Pace, Sacro Convento di San Francesco di Assisi, Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Rete delle Università per la Pace (RUniPace), Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies, Centro Diritti Umani Antonio Papisca e Cattedra Unesco Diritti Umani, Democrazia e Pace dell’Università di Padova, che con il comunicato stampa spiegano le motivazioni dell’iniziativa: > Sabato 18 aprile Assisi torna a parlare al mondo. E lo fa con una Marcia per > la Pace che sarà anche una risposta netta e senza ambiguità: piena solidarietà > a Papa Leone XIV colpito da attacchi indecenti e inaccettabili. > > Quello del Presidente americano non è solo un attacco personale. È un attacco > a una delle poche voci globali che oggi hanno il coraggio di opporsi alle > guerre, alla violenza e agli stragisti. Per questo, da Assisi partirà un > messaggio chiaro: basta guerre e attacchi al Papa. > > L’appuntamento è alle ore 9.00 a Santa Maria degli Angeli. Da lì prenderà > avvio una nuova Marcia per la Pace che vedrà migliaia di studenti e insegnanti > muoversi all’insegna del motto Sbellichiamoci! per trovare la strada del > cambiamento e mettere fine agli orrori che stanno devastando noi e l’intera > umanità. > > La Marcia per la Pace di Assisi si concluderà in piazza San Francesco, ad un > passo dalla tomba del Santo Patrono d’Italia, da dove verrà lanciato un nuovo > pressante grido per estendere l’impegno concreto e fattivo per la pace. > > UN SOLO GRIDO: BASTA GUERRE E ATTACCHI AL PAPA > > La Marcia segnerà il culmine del Meeting Nazionale delle Scuole di Pace Sui > passi di Francesco intitolato “IO CAMBIO” che è parte di un programma > educativo avviato nel 2013 dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace in > collaborazione con i Francescani del Sacro Convento con tre obiettivi > pedagogici: > > 1. conoscere Francesco, > 2. fare esperienza di Francesco, > 3. assumersi la responsabilità di “muoversi sui passi di Francesco”. Promosso da Rete Nazionale delle Scuole per la Pace, Sacro Convento di San Francesco di Assisi, Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Rete delle Università per la Pace (RUniPace), Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies, Centro Diritti Umani Antonio Papisca e Cattedra Unesco Diritti Umani, Democrazia e Pace dell’Università di Padova, il Meeting Nazionale delle Scuole di Pace Sui passi di Francesco nel 2026 è realizzato in collaborazione con Provincia di Perugia, Comune di Assisi, Comune di Perugia, Comune di Bastia Umbra, Regione Umbria, Articolo 21 e Teatro Laboratorio Isola di Confine (Marsciano, PG), con la cooperazione di Myriam Barba, Villelma Battistoni, Elena Belia, Marianna Bonfrisco, Rosalba Ciarmela, Annamaria De Leonardis, Claudia Deboli, Francesco Fais, Emanuela Ferracane, Giuseppina Gianfranceschi, Nadia Gianfranceschi, Thomas Guzzo, Daniela La Macchia, Franco Modestini, Helena Susta, Emanuela Taffini, Valeriano Tascini, Alessandro Ventura e Marco Zucchetta e con patrocinio del Comitato Nazionale per la Celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. PROGRAMMA Venerdì 17 aprile 2026 Ore 10.00 – 10.45 / Piazza San Francesco : L’alfabeto colorato di Francesco, con la partecipazione delle scuole dell’Infanzia, delle Scuole Primarie e delle Scuole Secondarie di I grado e interventi di * Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi * Valter Stoppini, Sindaco di Assisi * Fabiana Cruciani e Aluisi Tosolini, Coordinatori della Rete Nazionale delle Scuole di Pace * Franco Lorenzoni, Maestro elementare e fondatore della Casa-Laboratorio Cenci * Lucia Maddoli, Consigliera delegata alla pace del Comune di Perugia * Valerio Apice, Direttore Teatro Laboratorio Isola di Confine * Josè Carlos Araoz, Artista dell’Associazione Fiorivano le viole * Randa Harb, Direttrice Rete nazionale delle Scuole di Pace * Flavio Lotti, Coordinatore del Meeting delle Scuole di Pace * bambini e delle bambine di Scuole dell’Infanzia del Comune di Perugia, Istituto Comprensivo A. Manzoni di Roma, Istituto Comprensivo Oberdan – Pertini di Andria (BT), Direzione Didattica Don Bosco di Bastia Umbra (PG) e Direzione Didattica 2 A. Moro di Gubbio (PG) Ore 11.00 – 12.30 / Sala Cimabue, Colle del Paradiso, Piazza San Francesco – Io cambio! Assemblea plenaria delle Scuole Secondarie di I grado, con interventi degli alunni e alunne delle scuole partecipanti e di * Fra Felice Autieri, Storico del Francescanesimo, OFMconv * Fra Fabrizio De Lellis, Sacro Convento di San Francesco d’Assisi * Erica Boschiero, Cantautrice * Flavio Lotti, Coordinatore del Meeting delle Scuole di Pace Ore 11.00 – 12.30 / Sala Pietro Lorenzetti, Piazza San Francesco – I valori di Francesco, con la partecipazione degli alunni delle scuole primarie Ore 11.00 – 12.30 e  14.30 – 16.00 / Sala Simone Martini, Piazza San Francesco – Io cambio – Francesco parla ai bambini, registrazione programma TV con alunni e alunne della scuola primaria in collaborazione con il Gruppo Icaro Ore 10.00 – 12.00 / San Damiano – Facciamo pace con l’ambiente e tutte le creature, per studenti e studentesse della Scuola Secondaria di II grado con la partecipazione di * Fra Giovanni Pinna, OFM del Convento di San Damiano * Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani Antonio Papisca dell’Università di Padova * Tancredi Marini, Dottorando in Peace Studies Ore 10.00 – 12.00 / Sala della Spogliazione, Vescovado di Assisi – Finalmente libero! Il cambiamento. La ricchezza e la povertà. Quali sono i veri valori della vita?, per studenti e studentesse della Scuola Secondaria di II grado Ore 10.00 – 12.00 e 15.00 – 17.00 / Il Tugurio di Rivotorto – Chiesa di Santa Maria Maddalena – Riscopriamo la nostra umanità. La periferia, l’amicizia, l’incontro e l’abbraccio, per studenti e studentesse della Scuola Secondaria di II grado Ore 10.00 – 12.00 / Sala del Consiglio Comunale di Assisi – Disarmiamo le parole. La Carta di Assisi sui passi di Francesco, per studenti e studentesse della Scuola Secondaria di II grado in collaborazione con Articolo 21 * Scilla Cavanna, Assessore alla Scuola e alle Politiche Educative di Assisi * Giuseppe Giulietti, Giornalista, Fondatore di Articolo 21 * Fra Enzo Fortunato, Francescano, giornalista e scrittore * Roberto Natale, Giornalista, Membro del CDA della Rai * Iside Castagnola, Avvocato, Esperta in tutela dei minori Ore 10.00 – 13.00 / Casa “Papa Francesco”, Santa Maria degli Angeli – Francesco, il servizio e la condivisione, per studenti e studentesse della Scuola Secondaria di II grado in collaborazione con la Comunità della Casa Caritas “Papa Francesco” Ore 11.00 – 13.00 / visita al  Museo Missionario Indios dell’Amazzonia – per scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado, in collaborazione con i Frati Cappuccini in Amazzonia e con le Edizioni Frate Indovino Ore 11.00 – 13.00 / visita a Tomba e Basilica di San Francesco, per scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado 12.15 – 13.15 / Sala Stampa Sacro Convento) – CONVEGNO : La scuola e l’università italiana “sui passi di Francesco”, con interventi di * Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi * Valter Stoppini, Sindaco di Assisi * Massimiliano Presciutti, Presidente del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace, Presidente della Provincia di Perugia * Fabiana Cruciani e Aluisi Tosolini, Coordinatori della Rete Nazionale delle Scuole di Pace * Marco Mascia, Coordinatore nazionale della Rete delle Università per la Pace * Alessandro Saggioro, Coordinatore del Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies * Valerio De Cesaris, Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia * Daniele Parbuono, Delegato rettorale per il settore “Politiche per la Pace” dell’Università degli Studi di Perugia * Simona Zoncheddu, USR Umbria * Franco Lorenzoni, Maestro elementare e fondatore della Casa-Laboratorio Cenci * Giuseppe Giulietti, Giornalista, Fondatore di Articolo 21 * Fra Enzo Fortunato, francescano, giornalista e scrittore * Fra Felice Autieri, Storico del Francescanesimo, OFMconv * Randa Harb, Direttrice Rete nazionale delle Scuole di Pace * Flavio Lotti, Coordinatore del Meeting delle Scuole di Pace Ore 15.00 / Visita al Bosco di San Francesco – FAI, con gli alunni e le alunne della scuola primaria Ore 15.00 – 17.00 / Sala Cimabue – Io cambio! Assemblea plenaria delle Scuole Secondarie di II grado, con interventi di studenti e studentesse delle scuole partecipanti e di: * Fra Felice Autieri, Storico del Francescanesimo, OFMconv * Fra Fabrizio De Lellis, Sacro Convento di San Francesco d’Assisi * Aluisi Tosolini, Coordinatore della Rete Nazionale delle Scuole di Pace * Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova * Alessandro Saggioro, Professore di Storia delle Religioni Sapienza Università di Roma * Gabriella Stramaccioni, Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace * Francesco Demasi, ex detenuto, attore e scrittore * Erica Boschiero, cantautrice Ore 15.00 – 17.00 / Sala della Spogliazione, Vescovado – Finalmente libero! Il cambiamento. La ricchezza e la povertà. Quali sono i veri valori della vita?, per studenti e studentesse della Scuola Secondaria di I grado Ore 15.00 – 17.00 / Sala dell’oratorio, Parrocchia di Santa Maria Maggiore – Francesco cambia tutto, per  studenti e studentesse della Scuola Secondaria di I grado Ore 15.00 – 17.00 / Sala del Consiglio Comunale di Assisi – I valori di Francesco, per studenti e studentesse della Scuola Secondaria di I grado Ore 16.30 – 18.00 / Sala Simone Martini – Io cambio – Francesco parla ai giovani, registrazione programma TV con alunni e alunne della Scuola Secondaria di II grado in collaborazione con il Gruppo Icaro  Ore 17.00 – 18.00 / Incontri al Museo Missionario degli Indios dell’Amazzonia per ccuole secondarie di II grado, in collaborazione con i Frati Cappuccini in Amazzonia e con le Edizioni Frate Indovino Ore 17.00 – 18.00 / visita a  Tomba e Basilica di San Francesco, per scuola secondaria di II grado Ore 18.00 – 20.00 / Casa “Papa Francesco”, Santa Maria degli Angeli – Francesco, il servizio e la condivisione, per studenti e studentesse della Scuola Secondaria di II grado in collaborazione con la Comunità della Casa Caritas “Papa Francesco” Sabato 18 aprile 2026 Ore 9.00 – Accoglienza e concentramento dei partecipanti a Santa Maria degli Angeli Ore 9.30 – Marcia per la pace Ore 11.00 – Assemblea plenaria del Meeting in Piazza San Francesco, con interventi delle scuole partecipanti e di * Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo delle Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno * Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi * Valter Stoppini, Sindaco di Assisi * Massimiliano Presciutti, Presidente della Provincia Perugia * Stefania Proietti, Presidente Regione Umbria * Erigo Pecci, Sindaco di Bastia Umbra * Fabiana Cruciani e Aluisi Tosolini, Coordinatori della Rete Nazionale delle Scuole di Pace * Marco Mascia, Coordinatore nazionale della Rete delle Università per la Pace (RUniPace) * Alessandro Saggioro, Coordinatore del Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies * Fra Enzo Fortunato, Francescano, giornalista e scrittore * Erica Boschiero, Cantautrice * Valerio Apice, Direttore Teatro Laboratorio Isola di Confine * Flavio Lotti, Coordinatore del Meeting delle Scuole di Pace Ore 13.00: Conclusione del Meeting Maddalena Brunasti
April 15, 2026
Pressenza
I MAGA provano a prendersi l’America Latina con…
… con lo “scudo” di Trump. La presunta lotta al narcotraffico e l’asse con i governi ultraconservatori servono solo a mascherare la militarizzazione statunitense. di Giorgio Trucchi (*) Il 7 marzo scorso, il presidente statunitense Donald Trump e dodici capi di Stato latinoamericani e caraibici si sono riuniti a Doral, comune della Contea di Miami-Dade in Florida, dando vita a
La conferenza di Santa Marta per l’uscita dall’economia dei fossili si avvicina
Mancano nove giorni all’inizio della prima Conferenza Internazionale per l’eliminazione dei combustibili fossili convocata dal governo colombiano e da quello olandese, che si terrà a Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile. Un percorso inedito in cui popoli indigeni, afrodiscendenti, contadini, collettivi in prima linea, giovani, donne, movimenti sociali, ONG, mondo accademico, governi subnazionali, Paesi, sindacati, parlamentari e settore privato si troveranno insieme con l’obiettivo di costruire azioni concrete per un’uscita rapida, giusta ed equa dall’economia dei fossili. Da febbraio questi soggetti hanno seguito un calendario di lavoro molto fitto su tre assi tematici: 1) superare la dipendenza economica dai combustibili fossili; 2) trasformare domanda e offerta; 3) promuovere la cooperazione internazionale e la diplomazia climatica. Questo ha portato alla produzione di documenti di analisi condivisa del contesto globale, individuazione di barriere e soluzioni comuni per la riconversione, proposte tecniche e politiche concrete e, infine, tabelle di marcia per realizzarle. Un dialogo innovativo, orizzontale e in divenire che rimette al centro la cooperazione internazionale in un momento storico drammatico in cui multilateralismo e diritto internazionale rischiano di essere seppelliti dalle bombe e dalle guerre di un’oligarchia che non vuole rispettare nessuna regola e nessun limite. Con questo percorso si vuole rilanciare un’azione internazionale che mette insieme le questioni del lavoro, della salute e della pace per migliorare le condizioni di vita di tutta l’umanità. L’abbandono dei fossili può avvenire solo attraverso un processo di regolamentazione che possa limitare l’estrazione, con impegni e tempistiche precise, rimuovendo i sussidi alle fonti inquinanti, smantellando le infrastrutture non necessarie, difendendo i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità colpite, investendo sulle alternative e sulle energie rinnovabili. Di questo si parlerà alla conferenza stampa che si terrà il 20 aprile presso la sala ISMA del Senato della Repubblica in Piazza Capranica 72 Roma alle ore 11:00, con le rappresentanti e i rappresentanti delle forze politiche e delle realtà sociali che hanno sottoscritto la campagna per il Trattato in Italia e saranno a Santa Marta. Interverranno: Angelo Bonelli, AVS; Giuseppe De Marzo, Fossil Free Rising Italia; Elisa Sermarini, Gea; Alex Zanotelli, Comboniani Italiani. Saranno presenti alcune delle realtà che hanno sottoscritto la campagna, tra cui: LAV Italia, Stop ReArme Europe – Italia, Rete dei Numeri Pari, Salviamo la Costituzione, Comitato Piazza Carlo Giuliani e Unione Inquilini. Per partecipare è necessario accreditarsi scrivendo a: geascuola.comunicazione@gmail.com   Elisa Sermarini
April 15, 2026
Pressenza
AHMED SHIHAD-ELDIN E LA STRETTA AUTORITARIA NEL GOLFO. DOCENTE A BARI, DA OLTRE UN MESE DETENUTO IN KUWAIT
Da oltre un mese il reporter e documentarista di origini palestinesi Ahmed Shihab-Eldin, 41 anni, è detenuto in Kuwait con accuse a dir poco vaghe e pretestuose. Ahmed è una figura ben nota nel panorama mediatico anglosassone: con oltre un milione di follower su Instagram, ha lavorato per importanti emittenti come Al Jazeera, CNN e BBC, negli ultimi mesi aveva però scelto una strada più indipendente, dedicandosi in particolare alla sensibilizzazione sulla causa palestinese. Oggi docente all’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, il pluripremiato giornalista è stato arrestato il 3 marzo mentre si trovava nel Paese per fare visita alla famiglia. Secondo le poche informazioni disponibili, Ahmed sarebbe stato fermato con accuse vaghe: una presunta diffusione di “informazioni malevole” e una altrettanto presunta minaccia alla sicurezza nazionale. Un copione già visto nella regione del Golfo, dove negli ultimi mesi diversi paesi hanno intensificato controlli e repressione sui contenuti diffusi online. In molti casi, le accuse si basano sulla semplice condivisione di video o immagini legati ai conflitti in corso. In Italia, la notizia dell’arresto ha suscitato una prima mobilitazione istituzionale: “Un’accusa falsa e pretestuosa, usata dal regime per mettere a tacere giornalisti e dissidenti” ha denunciato oggi Nicola Fratoianni di AVS. A chiederne la liberazione, sempre oggi, anche l’Università di Bari, seguita dal Comune e dalla Regione Puglia. Parallelamente, si sta formando una rete di sostegno tra colleghi, studenti e attivisti. Ne parla ai nostri microfoni il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino. Ascolta o scarica.
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
TATTOO FEST presenta: NERORGASMO in concerto
SAB 16 MAGGIO 2026 TATTOO FEST presenta: NERORGASMO in concerto per la loro unica data italiana (In apertura) MALA MOVIDA All’interno della due giorni tra tattoo, performance, presentazioni, musica e banchetti, in concerto per la loro unica data italiana saliranno sul palco i NERORGASMO preceduti in apertura dai MALA MOVIDA. Benefit for Sare Ngai agricultural community project (GAMBIA)
Corteo per la Palestina e il Libano
Il 17 aprile, giornata dei prigionieri palestinesi, rappresenta un momento fondamentale di denuncia e mobilitazione. In questa data ricordiamo gli oltre 10mila palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, molti dei quali senza accuse né processo, sottoposti alla detenzione amministrativa. E' proprio in questo contesto che si inserisce un ulteriore, gravissimo passaggio: l'approvazione della pena di morte per i palestinesi. Questa decisione non rappresenta una rottura, ma l'ennesima conferma di ciò che Israele è e persegue, e un'ulteriore escalation del piano genocidiario di israele. Non cade una maschera, ma viene ribadita una verità già evidente: quella di uno Stato che si presenta come "l'unica democrazia del Medio Oriente" mentre costruisce un sistema fondato sulla negazione dei diritti fondamentali e sull'eliminazione di un popolo. L'approvazione della pena di morte mette nero su bianco ciò che da sempre viene praticato: Israele sta istituzionalizzando la morte del popolo palestinese. Quella che per anni è stata violenza sistematica attraverso uccisioni, torture, negligenza medica nelle carceri, incursioni militari  diventa oggi norma dichiarata, riconosciuta e legittimata. In questo quadro, la Palestina non è solo un territorio occupato, ma un vero e proprio laboratorio, in cui si sperimentano sulla pelle del popolo palestinese sistemi di sorveglianza, controllo e repressione. Tecnologie e pratiche che non restano confinate lì, ma vengono esportate e rischiano di essere applicate anche altrove. Per questo la lotta del popolo palestinese riguarda tutte e tutti: ciò che accade in Palestina parla anche del futuro delle nostre società. Il genocidio in Palestina continua sotto gli occhi del mondo. Continua nei bombardamenti su Gaza, nelle demolizioni di case e comunità in Cisgiordania, negli sfollamenti forzati e nell'annessione progressiva dei territori. A oggi sraele sta tentando di allargare lo strumento del genocidio anche in Libano, dove ha portato avanti bombardamenti intensivi mirati ai centri abitati e alle infrastrutture fondamentali di numerose aree, causando oltre un milione di sfollati, centinaia di morti e migliaia di feriti. Nella sua lotta per la sopravvivenza, Israele, insieme agli Stati Uniti, sta allargando la guerra su più fronti, cercando di trascinare il mondo intero in una guerra generale, che non rappresenta un pericolo solo per la regione, ma per il mondo intero. Di fronte a questo scenario, è necessario opporsi fermamente ai piani di guerra e di riarmo dei nostri paesi, anche in Italia. L'economia di guerra sottrae risorse alla scuola, alla sanità, al welfare, per investirle nella distruzione e nella morte. La giustizia sociale e la giustizia per i popoli oppressi sono inseparabili: non può esserci una senza l'altra. L'industria bellica e il governo italiano, infatti, come dimostrato da numerose inchieste e dalla mobilitazione dei lavoratori nei porti e sui posti di lavoro, stanno lucrando sul genocidio, vendendo armi a Israele, le stesse usate per massacrare il popolo palestinese e libanese. E' anche per questo motivo che è nostro compito opporci con forza al piano di riarmo e alle politiche di guerra messe in campo dall'Italia. Ma la complicità non si ferma qui: nelle carceri italiane sono a oggi imprigionati i palestinesi accusati e processati per aver sostenuto il popolo palestinese e la sua resistenza, accusati di terrorismo per aver lottato per la liberazione della Palestina. Anan, Ahmed, Hannoun, Rawed, Yaser e Ryad sono prigionieri politici per la Palestina in Italia, e ne chiediamo l'immediata liberazione. Per questo il 19 aprile torniamo in piazza: per rompere questo silenzio, per costruire una risposta collettiva e per unire le lotte contro la guerra imperialista e la sua mano che reprime. Appuntamento il 19 aprile 2026, ore 15:00 - Roma, Bocca della Verità  
April 15, 2026
Radio Onda Rossa
Documenti declassificati rivelano i contatti della milizia clandestina ebraica pre-statale con la Germania nazista
di Ofer Aderet,  Haaretz, 14 aprile 2026.   La scommessa nazista di Stern: documenti appena declassificati rivelano la strategia del leader del Lehi Avraham “Yair” Stern per coinvolgere la Germania contro la Gran Bretagna e le attività di intelligence che ne seguirono. In alto, da sinistra a destra: Natan Yellin-Mor, Naftali Lubenchik. In basso: Avraham “Yair” Stern, leader del Lehi, e i documenti recentemente declassificati. Archivi di Stato, Izkor online, David Eldan / Biblioteca Nazionale. Fotoritocco: Masha Zur Gluzman Nel maggio 1941, Eliyahu Golomb, fondatore e comandante de facto della Haganah, l’esercito pre-indipendenza degli ebrei nell’allora Palestina sotto Mandato Britannico, parlò in un piccolo forum: “Ho informazioni… su sospetti riguardanti un gruppo di ebrei che hanno legami con il nemico”, disse. All’epoca, durante la Seconda Guerra Mondiale, il nemico a cui si riferiva erano i tedeschi. «Secondo le informazioni, c’è un uomo che ha contattato i tedeschi. Quest’uomo è noto; il suo nome è S», aggiunse. «S» era Avraham “Yair” Stern, leader del Lehi, la milizia clandestina pre-statale nota anche come Banda Stern. Si era separato dall’Irgun perché riteneva che la lotta contro gli inglesi dovesse continuare anche durante la guerra. «La polizia sta già parlando di una “quinta colonna” ebraica», aggiunse Golomb, riferendosi alla polizia britannica. Le osservazioni di Golomb sono state registrate in tempo reale in un documento dell’intelligence dell’Haganah archiviato sotto la voce “Contatti con l’Asse”. Il fascicolo è stato conservato negli archivi dell’IDF e successivamente trasferito agli Archivi di Stato. Circa tre anni fa, Haaretz ne ha richiesto la declassificazione. Recentemente è stato digitalizzato e caricato online. L’esame del fascicolo fornisce informazioni sul materiale raccolto dalla Haganah, e successivamente dallo Shin Bet e dall’IDF, riguardo ai tentativi del Lehi di stabilire legami con le potenze dell’Asse, Italia e Germania. L’idea di reclutare la Germania nazista per aiutare a liberare la Palestina dal dominio britannico fu concepita da Stern, che sosteneva una resistenza violenta e senza compromessi contro i britannici. La sua posizione era in contrasto con quella della maggior parte della comunità ebraica, che aveva sospeso la lotta contro la Gran Bretagna per concentrarsi sulla lotta contro la Germania. Combattenti della Haganah, l’esercito pre-indipendenza degli ebrei nell’allora Palestina sotto Mandato Britannico, durante una pattuglia. “La polizia sta già parlando di una ‘quinta colonna’ ebraica”, disse Eliyahu Golomb, fondatore e comandante de facto della Haganah, riferendosi alla polizia britannica. Zoltan Kluger / GPO Un documento descrive l’ideologia di Stern come segue: “Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale… Stern sosteneva che non ci fosse momento migliore per una guerra d’indipendenza che durante il periodo bellico. Le forze britanniche sono impegnate altrove… e sarebbe possibile sconfiggerle. La questione dell’orientamento gli sembrava semplice.” “Gli ebrei sono una parte in guerra e quindi non possono essere neutrali. La Gran Bretagna ha tradito il popolo ebraico e non permetterà mai la creazione di uno stato ebraico. D’altra parte, la Germania non ha alcun interesse particolare in Palestina, e poiché i nazisti vogliono ripulire l’Europa dagli ebrei, nulla è più semplice che trasferirli nel loro stato.” Il documento afferma inoltre che Stern riteneva «possibile raggiungere un accordo pratico con i tedeschi… si dovrebbero avviare negoziati e gli ebrei d’Europa dovrebbero essere reclutati in un esercito speciale che si farebbe strada combattendo verso la Palestina e la conquisterebbe ai britannici. I tedeschi, sosteneva, acconsentirebbero perché ciò li libererebbe dagli ebrei e allo stesso tempo allontanerebbe i britannici dal Vicino Oriente». Un altro documento nota che Stern riteneva che nella Germania nazista esistessero due scuole di pensiero riguardo alla comunità ebraica in Palestina. Una sosteneva la vicinanza agli arabi e appoggiava la leadership del Muftì di Gerusalemme, Hajj Amin al-Husseini, poiché considerava la comunità ebraica locale «più pericolosa di qualsiasi altra comunità ebraica, dato che era dotata di qualità aggressive e di un desiderio di libertà». Avraham “Yair” Stern. “La Germania non ha alcun interesse particolare in Palestina e, dato che i nazisti vogliono ripulire l’Europa dagli ebrei, nulla è più semplice che trasferirli nel loro stato”. Dai documenti resi pubblici Tel Aviv durante un coprifuoco imposto dal Mandato Britannico a causa delle attività del Lehi e dell’Etzel, nel 1947. Foto: Zoltan Kluger / GPO, GPO L’altra scuola di pensiero, secondo Stern, sosteneva il rafforzamento dell’insediamento ebraico portando ebrei dall’Europa, ritenendo che sarebbero stati grati e avrebbero aiutato la Germania. Il fascicolo che traccia i contatti del Lehi con le potenze dell’Asse include anche un documento scritto nel 1949. Il suo autore anonimo afferma di aver chiarito con Stern, in tempo reale, il “fondamento ideologico” della sua posizione. Secondo l’autore, Stern disse: “Ce la caveremo in qualche modo con i tedeschi dopo che avranno conquistato il territorio, proprio come i sovietici se la cavarono con loro quando fu necessario.” Altri documenti affermano che Stern aspirava “a prendere il controllo di tutta Eretz Yisrael con la forza con l’aiuto di una potenza straniera” e che “è chiaro che considerò seriamente l’idea di diventare un ‘Quisling ebreo’, con l’aiuto di una potenza straniera.” Il riferimento è al primo ministro norvegese che collaborò con i nazisti e il cui nome divenne sinonimo di tradimento. Naftali Lubenchik. Lubenchik cercò «di dimostrare ai responsabili politici dell’Asse che sarebbe valsa la pena designare Eretz Yisrael come luogo di concentramento, guadagnandosi così l’amicizia del popolo ebraico, che si sarebbe arruolato a questo scopo nella guerra contro l’Inghilterra». Dagli archivi declassificati Benito Mussolini, in prima fila il secondo da sinistra, accanto ad Adolf Hitler, durante la sua visita in Italia nel 1938. Foto: Izkor online, Farabola / leemage via AFP Questi piani non erano meramente teorici. La ricerca storica documenta diversi tentativi da parte di inviati del Lehi di contattare funzionari tedeschi. Uno di questi portò a un documento che proponeva una “partnership attiva” con la Germania nella guerra, basata su “interessi condivisi tra la politica tedesca e le aspirazioni nazionali ebraiche”. Suggeriva inoltre che uno stato ebraico avrebbe stretto un’alleanza con il Reich tedesco. Questi contatti non ebbero successo, ma la Haganah li monitorò da vicino. Il fascicolo riporta anche ulteriori osservazioni di Golomb del 1941 in due forum riservati: “Non c’è dubbio che ci sia stato un tentativo di contattare i tedeschi, ed è possibile che abbiano promesso qualcosa, forse una forza di polizia ebraica interna”. Aggiunse che il governo britannico aveva ottenuto materiale che poteva essere usato politicamente contro la comunità ebraica. “Diversi ebrei sono stati arrestati, sospettati di legami o tentativi di entrare in contatto con italiani o tedeschi, molto probabilmente con i tedeschi.” Golomb fece riferimento anche a un opuscolo interno del Lehi che spiegava l’ideologia: “La Gran Bretagna è un traditore. Chi ha deciso che la parte avversaria debba necessariamente essere contro gli ebrei? In ogni caso, gli ebrei devono condurre una politica indipendente e allearsi con chiunque valga la pena». Alla stessa riunione era presente anche Zalman Shazar, che in seguito sarebbe diventato Ministro dell’Istruzione e Presidente dello stato. «Ho parlato con qualcuno che aveva letto quell’opuscolo e mi ha riferito il contenuto», ha raccontato. «I nazisti sono effettivamente contro gli ebrei, ma il loro odio è diretto verso gli ebrei della diaspora. Nel programma nazista non c’è opposizione a uno Judenstaat (uno stato ebraico).“ Il fascicolo menziona anche Naftali Lubenchik, un membro del Lehi che fu inviato a incontrare i rappresentanti tedeschi. Un documento scritto nel 1951 afferma che egli riteneva che ”l’Asse non mirava alla distruzione fisica del popolo ebraico, ma piuttosto alla sua espulsione dall’Europa e alla sua concentrazione in un unico luogo…” Si afferma inoltre che egli cercò “di dimostrare ai responsabili politici dell’Asse che sarebbe valsa la pena designare Eretz Yisrael come luogo di concentrazione, guadagnandosi così l’amicizia del popolo ebraico, che si sarebbe arruolato a questo scopo nella guerra contro l’Inghilterra”. Lubenchik morì nel 1946 in Eritrea, dove era stato esiliato dagli inglesi. È commemorato nel sito commemorativo Yizkor come uno dei caduti di Israele. Il sito sottolinea che i suoi contatti con i tedeschi avevano lo scopo di “salvare gli ebrei d’Europa e concentrarli territorialmente nella Terra d’Israele”. *** Il fascicolo include anche dichiarazioni di due leader del Lehi a sostegno dei tentativi di stabilire legami con i nazisti. Natan Friedman, in seguito noto come Natan Yellin-Mor e futuro membro della Knesset, scrisse nel 1943: “La Germania non è ancora stata sconfitta e potrebbe ancora diventare nostra alleata.” Israel Eldad, che secondo il sito commemorativo del Lehi era “un membro del comitato centrale del Lehi e il suo principale ideologo e intellettuale pubblico”, fu citato nel 1949 mentre affermava: «Yair ha agito correttamente, ed era giustificato nel farlo alla ricerca di un alleato contro la Gran Bretagna, proprio come l’Unione Sovietica ha agito nel proprio interesse quando si è alleata con la Germania nazista per non essere abbandonata dalla Gran Bretagna.» I contatti del Lehi con i nazisti alla fine non portarono a nulla. Lo stesso Stern fu ucciso dagli inglesi nel 1942 e, alla fine, come afferma uno dei documenti nel fascicolo, «non ne venne fuori nulla». https://www.haaretz.com/jewish/2026-04-14/ty-article-magazine/.premium/declassified-files-expose-jewish-pre-state-militias-contacts-with-the-nazis/0000019d-86bb -d3ef-affd-86ffb74d0000?utm_source=mailchimp&utm_medium=Content&utm_campaign=daily-brief&utm_content=7026bee28c Traduzione a cura di AssopacePalestina Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.
April 15, 2026
Assopace Palestina
Disarmiamo i re. I No Kings arrivano in Ciociaria
Ad Anagni, in provincia di Frosinone, c'è un posto dove i proiettili inesplosi vanno a morire. E' l'ex Winchester, stabilimento della Knds, il colosso degli armamenti che ora vuole trasformare la fabbrica in un sito bellico in cui produrre nitrogelatina, una molecola altamente esplosiva. In piena zona contaminata, a due passi dall'autostrada del Sole e da un quartiere residenziale, i signori della guerra pensano di poter costruire un loro arsenale senza fare i conti con chi lì ci vive e lavora, con le realtà sociali e con i @nokings Italy. Perchè quella forza collettiva che ha travolto Roma la scorsa settimana non si è di certo esaurita! Si rinnova nei territori e nelle lotte per il diritto alla casa, alla salute e per un lavoro degno! Quella forza ora arriva ad Anagni per togliere la riconversione dal vocabolario dell'industria bellica! Per questo vogliamo disarmare i re, vogliamo sabotare i loro piani e i loro tentativi di appropriarsi di soldi pubblici che potrebbero servire per la transizione energetica e per riconversione ecologica, per la sanità e per le politiche attive del lavoro. Lo faremo davanti i cancelli dell'Ex Winchester, occupando il piazzale con musica, voci e idee per uscire da questi tempi di guerra. Presidio davanti l'Ex Winchester domenica 19 aprile ore 15 con Disarmiamoli Valle del Sacco e assemblea No War Ne parliamo con un compagno della Valle del Sacco
April 15, 2026
Radio Onda Rossa
[radio africa] Radio Africa: Benin, Gibuti, Sudan
Benin: il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Romuald Wadagni, candidato di maggioranza e grande favorito alle elezioni, è stato eletto presidente con il 94,05% dei voti. Romuald Wadagni succede a Patrice Talon, che si dimette dopo due mandati quinquennali, in conformità con la Costituzione. Durante il suo mandato, il Benin ha vissuto un boom economico, ma anche un aumento dell’insorgenza jihadista nel nord e una stretta sulle libertà civili. La maggioranza della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e la crescita economica non è stata accompagnata da una redistribuzione del reddito. Gibuti: Il presidente di Gibuti, Ismail Omar Guelleh, è stato rieletto, come prevedibile, con il 97,81% dei voti per un sesto mandato, dopo oltre 25 anni al potere, il capo dello Stato è stato riconfermato. Alla guida del Paese dal 1999, Guelleh ha saputo sfruttare con successo la sua posizione geografica strategica – affacciata sullo Stretto di Bab el-Mandeb, attraverso il quale transita gran parte degli scambi commerciali tra Asia e Occidente – in un Corno d'Africa altrimenti travagliato e teatro di lotte per l'influenza straniera. Sudan: il 15 aprile ricorre l’anniversario dell’inizio della guerra in Sudan che entra nel quarto anno, una guerra controrivoluzionaria, una guerra per il potere, una guerra che s’inserisce in un quadro regionale di instabilità crescente che alimenta il conflitto. Dopo tre anni lo scenario più probabile è quello di una guerra di logoramento senza vincitori, con la progressiva stabilizzazione di due entità parallele. Il conflitto sudanese è ormai strettamente intrecciato con le dinamiche geopolitiche del Mar Rosso e del Corno d’Africa, in questi tre anni la guerra ha provocato una catastrofe con un numero imprecisato di morti, tra i 150.000 e i 200.000, secondo le stime più accreditate. 
April 15, 2026
Radio Onda Rossa
‘Thousand Madleens to Gaza’ da Marsiglia a Cetraro: il Mediterraneo si unisce per la Palestina
“Free Gaza” è la scritta comparsa domenica 12 aprile sul forte delle Salettes, la fortezza eretta all’inizio del diciottesimo secolo a 1538 metri sopra l’abitato della città francese di Briançon, a difesa del confine francese con l’Italia. Nonostante ci si … Leggi tutto L'articolo ‘Thousand Madleens to Gaza’ da Marsiglia a Cetraro: il Mediterraneo si unisce per la Palestina sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.

L'aggregatore di movimento. raccordo.info aggrega in maniera automatica contenuti da siti selezionati. Ci si trovano notizie, informazioni, analisi, comunicati, iniziative, provenienti da siti di "movimento" o vicini al movimento. Un occhio particolare è riservato alla comunicazione Romana, perché facciamo base principalmente a Roma.