Zelensky nomina “Eroe dell’Ucraina” il fondatore del Battaglione AzovIl 24 agosto 2026, con il Decreto n° 813/2026, il Presidente dell’Ucraina
Zelensky ha nominato Andrіj Bіlec’kyj come “Eroe dell’Ucraina”. Di seguito il
contenuto del Decreto:
“Per il coraggio personale e l’eroismo dimostrati nella difesa della sovranità
statale e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, e per il servizio
disinteressato reso al popolo ucraino, decreto:
Conferire il titolo di Eroe dell’Ucraina con l’onorificenza dell’Ordine della
Stella d’Oro al Generale di Brigata Andriy Yevgeniyovych BILETSKY.
Il presidente dell’Ucraina V. ZELENSKYI”
Ma chi è Andrіj Bіlec’kyj? Noto con il soprannome di “Führer bianco”, è stato
nel 2008 cofondatore del movimento Assemblea Social-Nazionale (SNA) e nel 2014
fondatore e primo comandante della formazione paramilitare
ucraina neonazista chiamata Battaglione Azov; mentre attualmente è leader del
partito politico Corpo Nazionale e contemporaneamente il comandante del 3º Corpo
d’Armata dell’Esercito Ucraino, dalla sua costituzione nel marzo 2025.
La sua carriera politica nasce quando nel 1990 rifiuta di essere iscritto
all’Organizzazione dei Pionieri di tutta l’Unione “Vladimir Il’ič Lenin” (1),
durante l’Unione Sovietica. Bіlec’kyj, insieme ad alcuni compagni di scuole,
avrebbe sollevato la bandiera ucraina sull’edificio dell’Istituto Superiore.
Nel 2002 Bіlec’kyj diventa leader dell’organizzazione politica Tryzub nella
città di Charkiv e nel 2003 collabora con il Partito Social-Nazionale
dell’Ucraina (SNPU) (2), organizzazione di stampo neonazista fondata il 13
ottobre 1991 e registrata ufficialmente il 16 ottobre 1995 dai noti neonazisti
ucraini Andrij Parubij, Oleh Tjahnybok, Yaroslav Andruškin e Jurij Kryvoručko.
Dopo che nel 2004 Oleh Tjahnybok venne eletto presidente del partito, ci fu un
tentativo di ripulitura dei ranghi e dell’immagine del partito, espellendo
elementi neonazisti e ribattezzando il partito in Unione Pan-ucraina “Libertà”
(0vver0 Svoboda)(3) e sostituendo il simbolo “Idea della Nazione” con il simbolo
di una mano che mostra tre dita (stilizzando il Tryzub, stemma nazista simbolo
nazionale dell’Ucraina); venne inoltre sciolto il movimento giovanile Patriota
dell’Ucraina (4), considerato troppo estremista.
Bіlec’kyj si oppose alla trasformazione del Partito in Svoboda e alla
liquidazione dell’originale Patrioti dell’Ucraina, così nel 2005 avvia la
rinascita di un’organizzazione di stampo paramilitare con lo stesso nome (5).
Nelle elezioni del 2006, Bіlec’kyj si candida senza successo al Parlamento
ucraino (6). Nel 2008 è tra i fondatori dell’Assemblea Sociale-Nazionale (SNA)
(7), un insieme di organizzazioni radicali ultranazionaliste ucraine scioltasi
nel 2015, che tra i suoi obiettivi aveva “la protezione della razza bianca
creando un sistema di “nazionecrazia” antidemocratico e anticapitalista” e
l’eradicazione di “capitale speculativo sionista internazionale” (8).
Lo stesso Bіlec’kyj ha più volte sostenute posizioni vicine al suprematismo
bianco, al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e all’omofobia. Nel 2010,
Bіlec’kyj disse che la missione della nazione ucraina era quella di “guidare le
razze bianche del mondo in una crociata finale… contro gli Untermenschen guidati
dai semiti” (9).
Nell’agosto 2011, membri di Patrioti dell’Ucraina e SNA vengono arrestati in
relazione al “caso dei terroristi Vasylkiv”. Allo stesso tempo, viene condotto
un assalto armato al quartier generale di Patrioti dell’Ucraina a Charkiv
durante il quale due membri dell’organizzazione e l’attentatore rimangono
feriti. L’11 settembre 2011, i membri di Patrioti dell’Ucraina vengono arrestati
e accusati di tentato omicidio. Il 19 novembre 2011, si verifica un attentato
alla vita di Bіlec’kyj a Charkiv, con due ferite da arma da fuoco. Bіlec’kyj
riesce a raggiungere l’ospedale della città dove viene operato. Le forze
dell’ordine locali classificano l’evento come teppismo. Il 27 dicembre 2011,
Bіlec’kyj, insieme ad altri membri di Patrioti dell’Ucraina, viene arrestato con
le stesse accuse e detenuto nel carcere investigativo di Charkiv, in custodia
cautelare, per 28 mesi.
Il 28 novembre 2013, durante le manifestazioni di Euromaidan, i membri di
Patrioti dell’Ucraina sono tra i fondatori del movimento Pravyj Sektor,
collettivo paramilitare di organizzazioni d’estrema destra ucraine di stampo
ultranazionalista e neonazista che nasce come alleanza di diversi gruppi
nazionalisti ucraini e dell’Assemblea Nazionale Ucraina – Auto Difesa Nazionale
Ucraina (UNA-UNSO). Il 24 febbraio 2014, dopo il colpo di Stato di stampo
neonazista che ha visto la cacciata del legittimo presidente ucraino Viktor
Janukovyč, la Verchovna Rada (il parlamento ucraino) adotta un emendamento sulla
libertà per i prigionieri politici. Il giorno successivo, Bіlec’kyj e altri
prigionieri vengono completamente assolti da tutte le accuse e messi in libertà.
Il 12 marzo 2014, Bіlec’kyj diviene un dei leader di Pravyj Sektor – Est nelle
operazioni speciali, che comprendeva oblast’ come
Poltava, Charkiv, Donec’k e Luhans’k.
Il 5 maggio 2014, a Berdjans’k, Bіlec’kyj fonda e diventa primo comandante
del Battaglione Azov, movimento politico e militare ultranazionalista e
neonazista di estrema destra ucraino, sorto a seguito dell’occupazione russa
della Crimea e della conseguente guerra in Donbass. Costituito da una serie di
organizzazioni civili, politiche, militari e paramilitari, il Battaglione Azov è
inizialmente composto da membri di Patrioti dell’Ucraina, SNA, tifosi (in
particolare i sostenitori della Futbol’nyj Klub Dynamo Kyïv) e del movimento
AutoMaidan. La formazione paramilitare è nota come “Omini neri”, in opposizione
alla formazione speciale russa “Omini verdi“.
Il 13 giugno 2014, Bіlec’kyj guida il suo distaccamento alla conquista della
città di Mariupol, in mano ai ribelli filo-russi. Per le sue gesta, il 2 agosto
2014, Bіlec’kyj, è insignito dell’Ordine per il Coraggio (III grado) e il 15
agosto 2014 promosso tenente colonnello di polizia.
Durante il conflitto del 2014, il Battaglione Azov ha compiuto torture, stupri,
saccheggi ed esecuzioni sommarie, tanto sui prigionieri quanto sui semplici
cittadini russofoni delle città riconquistate da Kiev. Esiste un rapporto Ocse
del 2016 che accusa alcuni membri di uccisione di massa di prigionieri,
occultamento di cadaveri nelle fosse comuni e uso sistematico di tecniche di
tortura fisica e psicologica. Amnesty International ne chiese lo scioglimento al
governo ucraino, ma rimase inascoltata. Le sue nefandezze sono state
riconosciute ed elencate in una serie di report pubblicati dall’Ufficio
dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. Nonostante ciò,
il Battaglione Azov, durante il conflitto e negli anni successivi alla guerra
del Donbass, è diventato una sorta di mito per i militanti neonazisti e della
destra radicale, ricevendo affiliazioni da mezza Europa, Italia inclusa. Azov
sostiene il diritto dei privati cittadini ad essere armati così come vedrebbe di
buon occhio la reintroduzione della pena di morte per i traditori e per chi si
appropria di beni statali.
Il 10 settembre 2014, Bіlec’kyj è ammesso al consiglio militare del Fronte
Popolare (10) ma non diventa membro del partito. Il 27 settembre 2014 si candida
da indipendente nel 217º distretto elettorale di Kiev, per le elezioni
parlamentari ucraine del 2014, vincendo con 31.445 voti (33,75%).
Andrіj Bіlec’kyj, dal novembre 2014 al luglio 2019, è stato membro del
Parlamento ucraino per l’Unione Ucraina di Patrioti – UKROP, continua a
mantenere incarichi militari.
Nell’ottobre 2014 Bіlec’kyj lascia il comando del Battaglione Azov e il 20
novembre 2014 succede qualcosa di inusuale: il Battaglione Azov, che da
battaglione paramilitare di estrazione neonazista era stato inquadrato
inizialmente nella polizia di Stato ucraina con una certa benevolenza del
governo ucraino, entra ufficialmente nelle forze militari della Difesa (dopo le
battaglie con i russofoni) diventando a tutti gli effetti un reggimento legale.
Nel 2015, dopo gli Accordi di Minsk II, Azov, che era passato da 800 miliziani a
quasi 2.000, viene integrato ufficialmente nella Guardia Nazionale Ucraina
diventando Reggimento Operazioni Speciali Azov: un qualcosa di impensabile in
uno Stato democratico.
Nell’ottobre 2016 Bіlec’kyj lascia l’esercito ucraino perché ai funzionari
eletti è stato impedito di prestare servizio nelle forze armate; ma ha promesso
di continuare la sua carriera militare “senza titoli”.
Andrij Bіlec’kyj durante i suoi primi 3 anni di lavoro in parlamento partecipa
solo al 2,09% delle votazioni, per un totale di 229, classificandosi al quinto
posto nella graduatoria dei deputati con il minor numero di votazioni e saltando
328 sedute del parlamento ucraino. Inoltre ha ignorato tutte le sedute della
Verchovna Rada nel 2016 e non è comparso in parlamento a marzo 2017. Secondo una
ricerca del Comitato degli elettori dell’Ucraina, pubblicata nell’agosto 2017,
Andrij Bіlec’kyj non è riuscito a scrivere alcuna legge adottata nella Verchovna
Rada. Con 30 progetti, è al primo posto tra i deputati che hanno presentato il
maggior numero di progetti di legge infruttuosi.
Il fatto che abbia ricevuto uno stipendio da parlamentare pagato con soldi
pubblici pur esercitando assenteismo e inadempienza, ha dato i suoi frutti e,
per quanto Bilec’kyi nelle elezioni parlamentari ucraine del 2019 sia stato
classificato al 2º posto nella lista congiunta di Svoboda e Corpo Nazionale
– l’iniziativa governativa di Jaroš e Pravyj Sektor -, non è stato eletto in
quanto il partito non ha ottenuto voti sufficienti per superare la soglia
elettorale del 5%.
Nonostante ciò continua ad avere una certa popolarità e nel maggio 2024 è stato
nominato come secondo tra i “100 ucraini che dal 2014 hanno definito la vita nel
paese e l’hanno portata avanti” dal giornale The New Voice of Ukraine.
nonostante l’assenteismo e l’aver comunque incassato soldi pubblici. Il 30
settembre 2025 è stato promosso a brigadiere generale delle Forze terrestri
ucraine e, appunto, il 24 agosto 2026 Zelensky lo ha premiato conferendogli il
titolo di Eroe dell’Ucraina, la massima onorificenza del paese, per i successi
conseguiti al comando del 3º Corpo d’armata.
Ora, oltre a guidare il partito politico d’estrema destra Corpo Nazionale (di
stampo neo-nazista fondato nel 2016 da lui stesso), continua ad essere il
comandante del 3º Corpo d’Armata dell’Esercito Ucraino: tutto questo senza
destare preoccupazione in uno Stato europeo guidato da un governo che i media
mainstream occidentali continuano a definire “democratico”.
(1) fu, in Unione Sovietica, un’organizzazione giovanile di massa riservata ai
bambini di età compresa tra i 9 e i 14 anni. L’attività dell’organizzazione, su
mandato del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), era curata
dall’Unione Comunista della Gioventù (Komsomol), la struttura giovanile del
partito.
(2) Il nome “Social Nazionalista” era un riferimento intenzionale al partito
nazionalsocialista di Adolf Hitler. Il partito adottò anche un emblema che molti
definiscono simile al Wolfsangel, noto simbolo della Germania nazista, sebbene
il PSNU affermasse che tale simbolo significasse “Idea Nazionale”.
https://www.spiegel.de/international/europe/ukraine-sliding-towards-civil-war-in-wake-of-tough-new-laws-a-945742.html
(3) Svoboda, partito d’estrema destra ucraino di stampo neonazista che ebbe
ruoli di spicco nelle manifestazioni di Euromaidan e del golpe neonazista del 24
febbraio 2014.
(4) Nel 1999 il PSNU istituì il movimento Patrioti dell’Ucraina, che divenne
l’ala giovanile del partito.
https://www.osw.waw.pl/en/publikacje/osw-commentary/2011-07-05/svoboda-party-new-phenomenon-ukrainian-right-wing-scene
(5)
https://hromadske.ua/posts/my-namahaiemosia-pryity-do-vlady-cherez-vybory-khocha-maiemo-vsiaki-mozhlyvosti-iak-azov-staie-partiieiu
(6)
https://nv.ua/publications/andrey-bileckiy-kak-voyna-prevratila-polituznika-v-komandira-batalona-azov-17031.html
(7) Anton Shekhovstov, The Creeping Resurgence of the Ukrainian Radical Right?
The Case of the Freedom Party., in Europe-Asia Studies, vol. 63, n. 2, marzo
2011, pp. 203-228, https://archive.org/details/rightwingpopulis0000woda; Anton
Shekhovstov, The Creeping Resurgence of the Ukrainian Radical Right? The Case of
the Freedom Party., in Europe-Asia Studies, vol. 63, n. 2, marzo 2011,
pp. 203-228,
https://archive.org/details/sim_europe-asia-studies_2011-03_63_2/page/202/mode/2up;
Andreas Umland, Ukraine’s Radical Right, in Journal of Democracy 25(3), pp.
58-63., 1º luglio 2014,
https://www.academia.edu/7615988/Ukraines_Radical_Right; Volodymyr
Ishchenko, Fighting Fences vs Fighting Monuments: Politics of Memory and Protest
Mobilization in Ukraine, in Debatte: Journal of Contemporary Central and Eastern
Europe, vol. 19, 1–2, 2011; Mridula Ghosh, The Extreme Right in Ukraine’s
Political Mainstream: What Lies Ahead?, a cura di Ralf Melzer, Friedrich Ebert
Stiftung, 2013.
(8) Laddove il termine “sionista” è qui usato come sinonimo di “ebreo” in linea
con quella narrazione centrale in alcuni settori dell’estrema destra neonazista
che credono nel mito del “giudeo-bolscevismo”, ovvero in un “complotto mondiale
giudeo-moscovita” che vuole impossessarsi del mondo: un mito analizzato molto
bene nel libro Uno spettro si aggira per l’Europa. Il mito del bolscevismo
giudaico dello storico Paul Hanebrink.
https://web.archive.org/web/20210622074335/https://www.bbc.com/russian/international/2014/07/140716_ukraine_swedish_sniper
(9) Untermenschen, che significa sub-umano, è un termine
dell’ideologia razzista nazista utilizzato per descrivere specialmente
gli ebrei, i Popoli Romanì, gli slavi e ogni altra persona che non fosse di
“razza ariana”, secondo la terminologia nazista del tempo.
https://www.theguardian.com/world/2018/mar/13/ukraine-far-right-national-militia-takes-law-into-own-hands-neo-nazi-links
(10) Fronte Popolare – un partito politico ucraino di destra
liberalconservatore fondato nel 2014 da Arsenij Jacenjuk e Oleksandr Turčynov,
insieme ad altri fuoriusciti dal partito Patria dell’imprenditrice ucraina
Julija Tymošenko.
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Lorenzo Poli