[2026-07-13] LABORATORIO DI AUTODIFESA ABITATIVA @ CSOAT Auro e Marco
LABORATORIO DI AUTODIFESA ABITATIVA CSOAT Auro e Marco - Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 270 (lunedì, 13 luglio 18:30) Sarà un momento per incontrarci e confrontarci su tutto ciò che ruota intorno all’abitare (una casa, un quartiere e una città) partendo dalle nostre esperienze e bisogni, cercando risposte e soluzioni nel mutuo appoggio e nella solidarietà. Se hai problemi col tuo proprietario, se hai subito una minaccia di sfratto, se pensi che la casa sia prima di tutto un diritto per tuttə, ci vediamo ogni lunedì alle 18:30 al CSOAT AURO E MARCO in Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 268.
July 6, 2026
Gancio de Roma
Il prigioniero Gürkan Türkoğlu muore dopo 268 giorni di sciopero della fame
Gürkan Türkoğlu, un detenuto ricoverato in ospedale dopo uno sciopero della fame durato 268 giorni per chiedere la chiusura delle cosiddette prigioni “a fossa”, è deceduto. Gürkan Türkoğlu era detenuto nel carcere di massima sicurezza di Antalya Döşemealtı. Era in sciopero della fame da 268 giorni, durante i quali chiedeva la chiusura delle carceri di tipo Y, di tipo S e di massima sicurezza, collettivamente noti come carceri “a fossa”, e il suo trasferimento in un altro istituto penitenziario. A causa del peggioramento delle sue condizioni di salute, Gürkan e altri detenuti sono stati trasferiti all’ospedale cittadino di Antalya il 10 aprile. Il 20 aprile, secondo quanto riferito, è stato sottoposto a un intervento medico forzato ed è stato ricoverato in terapia intensiva. Era attaccato a un respiratore dal 30 aprile e ora è stata annunciata la sua morte. L’Associazione degli avvocati contemporanei (ÇHD) ha dichiarato: “Abbiamo perso il prigioniero politico Gürkan Türkoğlu che aveva intrapreso uno sciopero della fame per chiedere la chiusura delle prigioni a fossa ed era stato ricoverato in ospedale, dove è stato sottoposto a interventi medici forzati ed è rimasto in terapia intensiva negli ultimi tre mesi. Continueremo la lotta per la chiusura delle prigioni a fossa”. L'articolo Il prigioniero Gürkan Türkoğlu muore dopo 268 giorni di sciopero della fame proviene da Retekurdistan.it.
July 6, 2026
Retekurdistan.it
PALESTINA: “MI HANNO PORTATO QUI PER UCCIDERMI”, L’APPELLO DI HUSSAM ABU SAFIYA DALLE CARCERI ISRAELIANE
“Mi hanno portato qui per uccidermi”, è l’appello disperato del medico palestinese Hussam Abu Safiya, rapito dall’esercito israeliano a Gaza nel dicembre 2024, dal carcere israeliano di Nitzan, dove l’accusa ha chiesto che venga trattenuto per un altro anno in detenzione amministrativa, cioè senza che sia mai stata formulata un’accusa nei suoi confronti. Le autorità israeliane sostengono di aver bisogno di un altro anno di tempo per degnarsi di presentare delle prove di presunte “attività terroristiche” del pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza. Come accade per altre migliaia di prigionieri palestinesi, queste prove, ovviamente, non ci sono. Oltre all’appello del suo assistito, l’avvocato di Hussam Abu Safiya ha riferito anche delle gravi condizioni in cui versa il medico, analoghe a quelle di più di diecimila detenuti palestinesi nelle carceri italiane, il 35% dei quali tenuti in galera tramite la detenzione amministrativa. “Il dottor Abu Safiya ha dichiarato che subisce torture ogni giorno. Il suo avvocato ha dichiarato di averlo visto molto provato e ha riferito che il corpo del detenuto mostra evidenti segni di tortura sul visto, intorno agli occhi, e che il suo stato di salute, fisica e psicologica, è peggiorato“, spiega su Radio Onda d’Urto il medico palestinese Muhannad Abu Hilal, dei Sanitari per Gaza e del Coordinamento Palestina di Brescia. “Oltre a lui – prosegue Abu Hilal – ci sono altri 14 medici palestinesi e 100 operatori sanitari rinchiusi nelle carceri israeliane“. “La Croce Rossa Internazionale ha chiesto alle autorità israeliane di poter verificare, con urgenza, le condizioni di salute del dottor Abu Safiya e di un altro suo collega, il dottor Marwan al-Hams, anche lui detenuto in condizioni simili. Le autorità israeliane, però, non hanno ancora concesso alla CRI queste visite”, aggiunge Muhannad Abu Hilal. “Se non intervengono le associazione internazionali umanitarie e dei diritti umani, il dottor Abu Safiya purtroppo rischia la sua vita nelle carceri israeliane“, conclude il medico palestinese intervistato dalla nostra emittente. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Muhannad Abu Hilal, medico palestinese dei Sanitari per Gaza e del Coordinamento Palestina di Brescia. Ascolta o scarica.  
July 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Cala Finanza ,proteste contro il resort di lusso
Nelle scorse settimane Cala Finanza, un tratto di costa della Gallura di fronte all’isola di Tavolara in Sardegna, è stata al centro della mobilitazione del basso che si è opposta al progetto cosiddetto “Tavolara Bay”. Un progetto promosso dalla società italo-brasiliana Tavolara Bay srl, che prevedeva la realizzazione di un glamping/mega resort di lusso all’interno di un’area naturale protetta. Il progetto aveva inizialmente ottenuto il via libera attraverso la procedura straordinaria della detta ZES Unica, una procedura accelerata che consente di scavalcare gli strumenti di tutela ambientale e paesaggistica. Da qui è nata una mobilitazione molto ampia ed eterogenea culminata nella mobilitazione del primo luglio proprio a Cala Finanza. Pochi giorni fa poi, il Consiglio comunale di Porto San Paolo ha revocato la delibera che aveva aperto la strada al progetto ed è stata ritirata l’Autorizzazione Unica. Ne parliamo con una compagna da Cagliari che ha attraversato la mobilitazione.
D.A.M.S. Rassegna cortometraggi e incontro con autori e autrici, venerdì 10 e sabato 11 luglio 2026
Al via la rassegna di cortometraggi realizzati da studenti ed ex studenti del Dams. L’appuntamento è alle ore 21 con la visione dell’opera in programma e confronto con gli autori. Questa settimana: venerdì 10 luglio Fronte comune (Enrico Rovati, Italia 2026) 11′ Adattamento del racconto “In fronte” scritto di Primo Levi. Opera realizzata dai ragazzi … Leggi tutto "D.A.M.S. Rassegna cortometraggi e incontro con autori e autrici, venerdì 10 e sabato 11 luglio 2026"
July 6, 2026
Casale Podere Rosa
Cagliari: attivazione dei nuovi reparti RWM? Ancora NO dalle associazioni pacifiste
Il 27 maggio 2026 davanti al TAR Sardegna in piazza del Carmine a Cagliari, c’è stato un folto e variegato sit in occasione della Camera di consiglio che doveva pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva presentata da varie associazioni ambientaliste, sindacali, pacifiste contro l’apertura dei nuovi reparti RWM (fabbrica di materiale bellico nel Sulcis Iglesiente) stabilita per decreto dal commissario ad acta Orsola Reillo, di nomina governativa. Il TAR ha affermato la validità del ricorso delle associazioni, patrocinato dallo studio legale Pubusa, ma il pronunciamento sulla sospensiva non c’è stato perché si è stabilito che comunque mancano, per l’apertura dei nuovi reparti, alcuni indispensabili elementi, tra cui l’attestazione dei vigili del fuoco, il parere della Soprintendenza, e vari permessi edilizi a carico delle amministrazioni comunali. Il TAR andrà pertanto direttamente al pronunciamento sul merito della legittimità dell’apertura dei nuovi reparti nella seduta del 14 gennaio 2027. La Regione, che si era fatta commissariare per aver lasciato scadere i termini entro cui doveva pronunciarsi, adducendo il motivo di dover approfondire alcune questioni di carattere ambientale, in occasione di questo ricorso, tramite la sua avvocatura, si è schierata nettamente contro le associazioni che hanno chiesto la sospensiva, posizionandosi in favore della RWM e del suo studio di VIA (Valutazione di impatto ambientale), relativo ai soli nuovi reparti di produzione e al campo prove, poligono per testare esplosivi – anziché a tutte le strutture edilizie realizzate e al complesso dell’impianto industriale. Per le associazioni ambientaliste e antimilitariste, in primis Italia Nostra Sardegna, continua la battaglia civile e legale contro l’ampliamento della fabbrica di bombe RWM che triplicherebbe la produzione di ordigni di morte – tra cui le bombe MK e i droni killer su progetto dell’israeliana U-Vision, e trascinerebbe la boccheggiante realtà industriale del Sulcis Iglesiente verso il settore bellico. Il partecipato presidio davanti al TAR rivela ancora una volta che la preoccupazione non coinvolge solo le associazioni firmatarie del ricorso (Italia Nostra, A Foras, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, MovimentoNonviolentoSardegna), di cui alleghiamo il comunicato stampa, ma un vasto schieramento di gruppi e comitati di tutta la società civile: Cagliari Socialforum, Campagna Stop RWM, Cobas scuola Cagliari, Emergency, Warfree – Liberu dae sa gherra, Comitato nazionale sardo per la pace, Rifondazione comunista e altri, a cui si aggiunge l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Com.Stampa_CameraDiConsiglio_TAR-RWM_27-5-2026_SitInDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
July 6, 2026
Pressenza
“Un’altra difesa è possibile”: accelera la raccolta verso l’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per il deposito del testo di legge
Volti noti, società civile e mondo della cultura a sostegno della proposta di legge per la difesa civile nonviolenta: ribadito oggi in Senato l’impegno di Reti e associazioni. Si è svolta oggi, lunedì 6 luglio 2026, nella Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica a Piazza Madama, la conferenza stampa della campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (CNESC e Sbilanciamoci!, su iniziativa della Senatrice Aurora Floridia  (Verdi Alto Adige). L’iniziativa giunge in una fase di forte accelerazione della campagna: sono ormai 14.000 le firme già raccolte sulla proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta — già oltre il 25% delle 50.000 necessarie per la presentazione in Parlamento. La proposta La legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta” prevede quattro pilastri concreti: il potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa civile della Patria in attuazione degli articoli 11 e 52 della Costituzione; l’istituzione dei Corpi civili di pace, formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare; il rafforzamento della Protezione civile come strumento di difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica; la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo. Il tutto finanziato da un fondo pluriennale stabile e dalla possibilità per i cittadini di destinare il 6 per mille dell’IRPEF a queste attività. Le voci dalla Conferenza Stampa «La Campagna “Un’altra difesa è possibile” è il programma politico unificante delle molte associazioni nonviolente, pacifiste, culturali, per il disarmo, la solidarietà, la cooperazione. Rappresenta la continuità ideale di quel lungo cammino, iniziato da Aldo Capitini e Pietro Pinna, a sostegno dell’obiezione di coscienza come alternativa al servizio militare. Dopo oltre mezzo secolo, i tempi sono maturi affinché le istituzioni facciano propria la visione di don Lorenzo Milani: “Le uniche armi che io approvo sono nobili e incruente”. «L’obiettivo comune è la piena attuazione dell’articolo 52 della Costituzione in tema di difesa, alla luce dell’articolo 11 che ripudia la guerra: difendersi preparando la pace» evidenza Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento. «La situazione internazionale è talmente grave che servono strumenti concreti per intervenire prima che i conflitti degenerino. Più firme raccogliamo e più la nostra proposta acquisterà forza. I partiti dovranno prendere una posizione, la società civile dovrà esprimersi e gli italiani dovranno decidere se preferiscono pagare per la guerra o per la pace.» «L’introduzione della difesa civile nell’ordinamento italiano – hanno sottolineato nel corso dell’incontro Giulio Marcon di Sbilanciamoci! e Rossano Salvatore della CNESC – aprirebbe nuovi scenari nella concezione della sicurezza, rifiutando il modello basato in modo esclusivo sul possesso e sull’impiego delle armi. L’alternativa si fonda su tre direttrici:  prevenzione dei conflitti, agendo sulle cause strutturali delle tensioni;  gestione nonviolenta attraverso mediazione e diplomazia dal basso;  risoluzione e ricostruzione delle relazioni nelle comunità colpite.» Come ha ricordato Papa Leone, denunciando la crescente spesa militare globale, non si può «spacciare il riarmo per difesa della patria»: il riarmo sottrae risorse alla sanità, ai servizi sociali e pubblici, favorendo interessi di poche élite a scapito del bene comune. I volti noti che hanno già firmato Alla campagna hanno voluto esplicitamente segnalare il proprio sostegno e la propria sottoscrizione numerose personalità della cultura, dell’informazione, dell’arte e dell’impegno civile. La filosofa Donatella Di Cesare e l’attore Ascanio Celestini erano presenti oggi al Senato anche in rappresentanza delle altre personalità che hanno firmato la legge: tra i giornalisti e i comunicatori Gad Lerner, Marco Damilano, Giulia Innocenzi, Nico Piro, Vittoria Iacovella; tra gli intellettuali e i pensatori Carlo Rovelli; tra gli artisti, gli attori e i musicisti Alessandro Bergonzoni, Giulio Cavalli, Vinicio Capossela, Maria Pia De Vito, Franco Bassi e il vignettista Mauro Biani; tra le figure dell’impegno civile, umanitario e religioso Cecilia Strada e don Luigi Ciotti. Come firmare Le firme possono essere apposte online sulla piattaforma istituzionale del Ministero della Giustizia, con SPID o CIE, accedendo da difesacivilenonviolenta.org o direttamente da firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 Le firme devono essere raccolte entro il 15 settembre 2026. Una volta raggiunta la soglia delle 50.000 sottoscrizioni, la proposta verrà incardinata al Senato e affidata alle Commissioni Affari istituzionali e Affari esteri e Difesa, dove i promotori saranno invitati alla presentazione ad apertura della discussione.  La campagna è promossa e coordinata da: Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile – Rete Italiana Pace Disarmo – Sbilanciamoci! Rete Italiana Pace e Disarmo
July 6, 2026
Pressenza
Per salvarci dall’annientamento delle coscienze
-------------------------------------------------------------------------------- Lieta di sapere che non sono sola nelle scelte quotidiane di vita… Facciamo sempre più rete, inclusione, conoscenze condivise. Solo questo ci salverà dall’annientamento delle coscienze. Buon lavoro [Mirella De Gregorio] -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Per salvarci dall’annientamento delle coscienze proviene da Comune-info.
July 6, 2026
Comune-info
TORINO: NUOVA UDIENZA DEL PROCESSO “SOVRANO” CONTRO ATTIVISTE/I DI ASKATASUNA, NERUDA E MOVIMENTO NO TAV
È ripreso oggi, lunedì 6 luglio 2026, al Tribunale di Torino, il dibattimento del processo d’appello a carico di 16 attiviste e attivisti del Movimento No Tav, del centro sociale Askatasuna e dello Spazio Popolare Neruda accusati – nell’ambito dell’operazione “Sovrano” – di associazione a delinquere per aver partecipato alle lotte sociali e ambientali tra il capoluogo piemontese e la Val di Susa. Durante la lunga udienza di oggi, l’ultima prima della pausa estiva, sono stati ascoltati alcuni testimoni della difesa. Movimento No Tav, centro sociale Askatasuna e Spazio Popolare Neruda, hanno fatto appello alla solidarietà, rilanciando la campagna “Associazione a resistere” e invitando chi può a portare all’interno dell’aula il proprio sostegno a imputate e imputati. All’udienza, infatti, era presente una delegazione di No Tav della Val di Susa oltre a un gruppo di giovani attiviste e attivisti. “Fa specie constatare che c’è uno sguardo molto chiuso, riduzionista, tecnicista, strettamente formale su dinamiche di questo tipo, che oggi è molto diffuso in buona parte della magistratura”, commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Gian Luca Pittavino, militante del centro sociale Askatasuna, tra i testimoni sentiti oggi in aula. “Per esempio, oggi in aula si è parlato di abitudine alla prevaricazione in riferimento alla possibilità di fischiare o contestare altre forze politiche in piazza – prosegue Pittavino – questo ci dà un po’ il quadro del clima in cui si svolge questo processo, con intorno il battage mediatico che viene condotto da anni e che è stato funzionale anche a portare allo sgombero del centro sociale nel dicembre scorso”. L’intervento su Radio Onda d’Urto di Gian Luca Pittavino, militante del centro sociale Askatasuna di Torino e tra i testimoni sentiti in aula durante l’udienza. Ascolta o scarica.
July 6, 2026
Radio Onda d`Urto
BiblioSocialArena (quinta settimana) 10-11 luglio 2026
Quinta settimana di programmazione estiva per la 33esima estate re-esistente, cultura – socialità – ambiente. A luglio proponiamo la BiblioSocialArena (03 luglio – 01 agosto) nell’ambito del progetto “La biblioteca sociale …oltre il giardino !” con una rassegna di film e libri tematici. Questa settimana prevede la proiezione dello stesso film con un doppio appuntamento … Leggi tutto "BiblioSocialArena (quinta settimana) 10-11 luglio 2026"
July 6, 2026
Casale Podere Rosa

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