La Local March mercoledì 30 settembre a Casalecchio di Reno
L’ASSOCIAZIONE PERCORSI DI PACE ODV PROMUOVE L’INIZIATIVA ORGANIZZATA IN OCCASIONE DELLA MARCIA MONDIALE PER LA PACE. > PER LA PACE, PER LA DIGNITÀ UMANA PER IL RISPETTO DEI DIRITTI  > > Unisciti alla comunità locale per una camminata pacifica in solidarietà con la > popolazione di Gaza e della Cisgiordania. > Questa mobilitazione è organizzata in occasione della Marcia Mondiale per la > Pace e si propone di: > * dare un aiuto concreto per Gaza (sarà organizzata una raccolta fondi) > * coinvolgere l’Amministrazione comunale ad avviare un gemellaggio con il > paese della Cisgiordania Al Mazara > * sostenere la proposta “Premio Nobel per la Pace ai Bambini palestinesi” > > Sarà esposta la mostra BE MY VOICE – Un diario per Gaza > > Evento aperto a tutte e a tutti. > Casalecchio Di Reno – quartiere Croce mercoledì 30 settembre 2026 alle 17:30 Maddalena Brunasti
September 29, 2026
Pressenza
L’istruzione è un diritto sancito dalla Costituzione: “Fermiamo quel decreto!”
DA UNO DEI QUARTIERI PIÙ INTERCULTURALI D’EUROPA, L’ESQUILINO DI ROMA, DOVE DA OLTRE VENT’ANNI HA PRESO FORMA UNA STRAORDINARIA ESPERIENZA DI SCUOLA APERTA PARTECIPATA, NASCE UN APPELLO DOPO L’APPROVAZIONE DEL DECRETO SCUOLA. Si rivolge al presidente della Repubblica e ai parlamentari e alle parlamentari per chiedere un attento esame delle nuove disposizioni “alla luce dei principi costituzionali di pari dignità, uguaglianza e diritto all’istruzione… Siamo di fronte, ai nostri occhi, a una versione contemporanea della logica delle leggi razziali…”. Come redazione di Comune-info/Territori Educativi invitiamo altri istituti comprensivi, comitati genitori e associazioni genitori a farlo circolare il più possibile e ad aderire. Quanto raccolto sarà messo a disposizione del Comitato Genitori dell’Istituto comprensivo Daniele Manin e dell’Associazione Genitori Di Donato. > Care comunità scolastiche, > > come Comitato Genitori dell’Istituto comprensivo Daniele Manin di Roma e > Associazione Genitori Di Donato, vi invitiamo ad aderire all’appello rivolto > al Presidente della Repubblica e al Parlamento contro le disposizioni del > decreto-legge sulla scuola che limitano la presenza nelle classi di una parte > degli alunni con cittadinanza non italiana. > > Chiediamo una scuola aperta a tutte e tutti, con risorse adeguate ai bisogni > reali: insegnanti, sostegno linguistico, tempo pieno, edifici sicuri e > continuità didattica. Vogliamo far sentire insieme la voce di chi vive la > scuola ogni giorno e rifiuta che bambine e bambini siano divisi in base alla > cittadinanza. > > Vi chiediamo di condividere l’appello nelle vostre scuole e di comunicarci > l’adesione scrivendo a comitato.genitori.didonato.manin@gmail.com, indicando > il nome del comitato, dell’associazione, dell’organismo o del gruppo aderente, > la scuola, la città e un recapito. > > Un caro saluto, > > Comitato Genitori dell’Istituto comprensivo Daniele Manin – Roma > > Associazione Genitori Di Donato Appello al Presidente della Repubblica e al Parlamento contro il decreto legge sulla scuola Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella Alle Deputate e ai Deputati e alle Senatrici e ai Senatori della Repubblica Siamo mamme e papà di bambine e bambini che frequentano l’istituto comprensivo Daniele Manin, a Roma, che comprende la scuola dell’infanzia e primaria Di Donato. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto-legge sulla scuola, sentiamo il dovere di rivolgerci a voi e di prendere pubblicamente posizione. La soglia del 30 % prevista per una parte degli alunni con cittadinanza non italiana introduce una distinzione tra bambini nell’organizzazione della scuola pubblica. Nelle parole con cui la Presidente del Consiglio ha annunciato la misura, questa distinzione è ancora più esplicita: i bambini italiani non dovrebbero diventare «minoranza» nella propria classe. Si indica così la presenza di altri bambini come qualcosa da contenere perché i primi possano continuare a sentirsi maggioranza. Siamo di fronte, ai nostri occhi, a una versione contemporanea della logica delle leggi razziali: l’autorità pubblica traccia una linea tra persone, attribuisce loro un’appartenenza e fa discendere da quella classificazione un diverso trattamento. Proprio la memoria di quella storia ci impone di riconoscere il momento in cui una distinzione del tutto arbitraria e mortificante della dignità e dell’identità dei bambini viene rappresentata al contrario come una ragionevole e ottimale gestione della vita comune. Ci si è sempre domandati come sia stato possibile arrivare alle leggi razziali in Italia. Eppure ci sembra purtroppo di assistere in questi giorni a una replica di quella deriva nefasta. E c’è una storia ancora più vicina, che riguarda le nostre famiglie. Nel secolo scorso i figli degli emigrati italiani venivano esclusi dalle scuole per bianchi nel Sud degli Stati Uniti; in Svizzera i figli dei lavoratori stagionali vivevano nascosti o finivano nelle classi speciali; in Germania sono stati a lungo relegati nelle scuole differenziali perché non parlavano ancora il tedesco. Oggi l’Italia rischia di riservare ai figli di altri lo stesso trattamento subito dai figli dei nostri nonni. Nella nostra scuola i bambini e le bambine non sono quote da distribuire. Alcuni hanno la cittadinanza italiana, altri no; alcuni sono nati qui, altri sono arrivati dopo; molte famiglie hanno storie che attraversano più paesi e più lingue. Una classificazione giuridica non dice quanto una bambina conosca l’italiano, quali sostegni le servano, quali legami abbia costruito con i compagni. La cittadinanza non impedisce che un nome, un’origine familiare o il colore della pelle espongano un bambino allo sguardo di chi continua a considerarlo straniero. Il Governo sostiene che la norma riguardi la lingua. Ma il decreto non misura la conoscenza dell’italiano: conta i passaporti. Un bambino con cittadinanza straniera nato a Roma, che parla italiano da sempre, rientra nel tetto se non ha frequentato due anni di scuola dell’infanzia, che non è obbligatoria; un bambino con cittadinanza italiana che non parla italiano, invece, no. Se il problema fosse davvero la lingua, si investirebbe nell’insegnamento dell’italiano, non si fisserebbero quote in base alla cittadinanza. Sappiamo che le scuole hanno bisogno di strumenti per insegnare l’italiano a chi arriva senza conoscerlo. Sappiamo anche che la povertà, la segregazione abitativa e la diseguale distribuzione delle risorse pesano sulla vita scolastica. Queste sono però responsabilità della politica: richiedono insegnanti, mediazione linguistica, tempo pieno, servizi e investimenti per restituire sostanza ai diritti sociali. Se alcune scuole, più di altre, si trovano a dover affrontare una maggiore complessità linguistica, sociale e abitativa, la domanda dovrebbe essere un’altra: quali risorse servono a quelle scuole per garantire a tutti un’istruzione di qualità? Chiediamo dunque che alle scuole vengano assegnate risorse in base ai bisogni effettivamente rilevati e non alla cittadinanza degli alunni. La scuola è aperta a tutti e la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo delle persone. È proprio a scuola che bambini e bambine possono costruire relazioni oltre le divisioni che la politica vorrebbe imporre loro. Colpisce anche che, sotto il titolo dell’«integrazione», un articolo del decreto metta insieme la segnalazione ai servizi sociali delle famiglie in cui i genitori non conoscono abbastanza l’italiano, l’obbligo per loro di conseguire una certificazione linguistica e il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto, punito con sanzioni anche ai genitori: una logica di controllo e sanzione, non di sostegno. Ed è una logica contraddittoria. Il decreto-legge n. 20 del 2023, il cosiddetto decreto Cutro, ha eliminato i corsi di italiano dai centri di accoglienza per chi chiede protezione; ora si pretende che i genitori imparino la lingua in fretta, con percorsi da realizzare «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Rifiutiamo inoltre che, nello stesso discorso politico, la composizione delle classi venga accostata alla libertà delle bambine e delle ragazze, come se una soglia per gli alunni con cittadinanza non italiana e un divieto del volto coperto potessero, di per sé, garantire quella libertà. La libertà di tutte le bambine e i bambini richiede politiche pubbliche capaci, anche attraverso la scuola, di contrastare ogni pratica sessista e razzista con ascolto, sostegno e spazi di autodeterminazione, quali che siano la religione e le tradizioni delle loro famiglie. Il decreto interviene sul volto coperto; il dibattito politico che lo accompagna è un tema che non può essere affrontato con la decretazione d’urgenza, poiché merita una discussione pubblica ampia, con tempi e prospettive che partano dalla voce delle donne, delle bambine e delle ragazze e dall’esperienza di chi lavora nelle scuole e per la libertà e i diritti di tutte le donne. Le urgenze della nostra scuola sono altre. Partendo dal nostro piccolo esempio: da quattro anni l’edificio della scuola Di Donato, a Roma, è interessato da lavori di adeguamento sismico che non si concludono, con disagi quotidiani per bambine, bambini e insegnanti; la scuola dell’infanzia attende ancora di riavere i propri spazi e il proprio cortile. Molti dei nostri docenti arrivano da altre regioni e scelgono la nostra scuola per la vicinanza alla stazione Termini: vivono da pendolari, perché a Roma non trovano una casa che possano permettersi e dopo un anno molti rinunciano. Ci servono un edificio finito e sicuro e un corpo docente stabile, non un tetto alla presenza di alcuni bambini nelle classi. E non siamo un’eccezione. In Italia solo due scuole su cinque sono accessibili alle bambine e ai bambini con disabilità motoria; più di nove edifici su dieci non hanno sistemi di raffrescamento e anche quest’anno, in molte città, il rientro in classe è stato rinviato o ridotto per il caldo; l’anno scolastico si regge su circa 118 mila supplenze; la dispersione scolastica, pur in calo, resta molto alta in alcune aree del Paese. Eppure, lo stesso decreto, quando si occupa di edilizia scolastica, si limita a prorogare le procedure per i cantieri del PNRR, senza stanziare nuove risorse. Per questo riteniamo che le norme sulla composizione delle classi rispondano a un intento propagandistico, più che a un’esigenza reale della scuola. Si ricorre alla decretazione d’urgenza ad anno scolastico iniziato per una misura che si applicherà alle classi prime solo dal 2027/28. Si dichiara di voler intervenire sulla lingua, ma si usa come criterio la cittadinanza. E il Governo non ha reso pubblico alcun dato: in quante scuole queste norme avrebbero effetto, e quante lo hanno chiesto? Quanti docenti rinunciano ogni anno a un incarico fuori regione perché non trovano un alloggio? Quanti edifici scolastici sono oggi a norma? Siamo dinanzi a un’emergenza costituzionale perché vengono messi in discussione la pari dignità delle persone, l’uguaglianza sostanziale e il principio secondo cui la scuola è aperta a tutti. Per questi motivi, chiediamo al Presidente della Repubblica di esercitare le proprie prerogative di garanzia nell’esame del decreto-legge, valutando con particolare rigore la compatibilità delle disposizioni sulla composizione delle classi con * l’articolo 3 della Costituzione, che afferma la pari dignità e affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli all’uguaglianza, * con l’articolo 34, secondo cui «la scuola è aperta a tutti». Chiediamo che sia valutata anche la sussistenza dei presupposti straordinari di necessità e urgenza richiesti dall’articolo 77. Qualora il Parlamento dovesse approvare una legge di conversione con le disposizioni proposte dal Governo, chiediamo al Presidente di considerare l’esercizio del potere di rinvio motivato alle Camere previsto dall’articolo 74 della Costituzione. Chiediamo alle Deputate e ai Deputati, alle Senatrici e ai Senatori di non convertire norme che distinguono gli alunni in base alla cittadinanza e al loro percorso precedente. Chiediamo di ascoltare le comunità scolastiche e di sopprimere le disposizioni che fissano una soglia per la presenza di alcuni bambini nelle classi. Gli articoli 3 e 34 indicano un’altra direzione: garantire a ciascuno e ciascuna il diritto di frequentare la scuola e investire le risorse necessarie perché quel diritto sia effettivo. Non accetteremo che nella scuola della Repubblica un bambino debba domandarsi da quale parte della linea sarà contato. Roma, 25 settembre 2026   Comune-info
September 29, 2026
Pressenza
Trauma infinito: Una psichiatra palestinese racconta
«Nei villaggi palestinesi alcuni abitanti non mi chiamano mai “dottoressa”. Mi chiamano hakimah, donna saggia, e devo ammettere che quell’appellativo mi fa più piacere di qualsiasi titolo o qualifica medica io abbia mai ricevuto». A parlare è la psichiatra e … Leggi tutto L'articolo Trauma infinito: Una psichiatra palestinese racconta sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Francesca Albanese a Lampedusa per la XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza
DAL 30 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE 2026  “VOCI DEL MEDITERRANEO” ORGANIZZATO DAL COMITATO 3 OTTOBRE RIUNISCE OLTRE 650 STUDENTI, DOCENTI E ACCOMPAGNATORI DA ITALIA ED EUROPA. IL 2 OTTOBRE L’INTERVENTO DELLA RELATRICE SPECIALE DELLE NAZIONI UNITE E IL DIALOGO ISTITUZIONALE CON UNHCR, IOM E UNICEF. Francesca Albanese sarà a Lampedusa venerdì 2 ottobre per la XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Alle 18.30 la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato terrà un intervento pubblico nel programma di Voci del Mediterraneo, la manifestazione promossa dal Comitato 3 ottobre che, dal 30 settembre al 3 ottobre, porterà sull’isola studenti, persone sopravvissute ai naufragi, familiari delle vittime, organizzazioni umanitarie e rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite. L’edizione 2026 è dedicata all’eredità del naufragio del 3 ottobre 2013: il diritto delle vittime a essere identificate, il diritto delle famiglie a conoscere la sorte dei propri cari e la responsabilità delle istituzioni nel garantire memoria e giustizia. Il Mediterraneo viene così affrontato come spazio di vite, relazioni e diritti, oltre la rappresentazione delle sole emergenze. «Il 3 ottobre non può essere soltanto una data commemorativa. A Lampedusa riuniamo studenti, persone sopravvissute, familiari e istituzioni perché la memoria produca responsabilità pubblica. Identificare le vittime e restituire risposte alle famiglie è un dovere, così come offrire ai più giovani strumenti per leggere le migrazioni oltre paure e stereotipi» dichiara Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre. I NUMERI DELL’EDIZIONE 2026 Il programma coinvolge 50 istituti scolastici: 40 scuole italiane, 9 scuole europee provenienti da Francia, Germania, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna e Regno Unito, e l’Università degli Studi di Palermo. Sono attesi 331 studenti da Italia ed Europa, ai quali si aggiungono 226 studenti dell’Istituto Majorana dell’IC Pirandello di Lampedusa. Con loro parteciperanno 96 insegnanti e accompagnatori, per un totale di 655 presenze della comunità educativa. Nelle giornate dell’1 e 2 ottobre il programma offre 30 proposte formative presentate da formatori, associazioni e ONG, con oltre 55 formatori presenti e oltre 75 sessioni di laboratorio. I laboratori affronteranno diritti, rotte migratorie, salute, informazione, contrasto agli stereotipi, accoglienza, memoria e identificazione delle vittime. IL PROGRAMMA DAL 30 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE Voci del Mediterraneo si apre mercoledì 30 settembre in Piazza Castello con i saluti delle autorità, il benvenuto degli studenti di Lampedusa e un incontro tra arte e memoria con Gabriel Seroussi. La serata prosegue con Unchilded – Giocare alla guerra, lo spettacolo scritto da Alessandro Ienzi e interpretato da William Cochart dedicato all’infanzia interrotta dai conflitti. Giovedì 1 ottobre l’Istituto L. Pirandello ospita le prime due sessioni di workshop. Nel pomeriggio studenti e formatori presenteranno i lavori realizzati e i progetti futuri di Semi di Lampedusa 2027. La giornata si conclude in Piazza Castello con il dibattito One Day One Day e con Sotto lo stesso cielo, musical delle studentesse e degli studenti del Liceo G. Marconi di Pesaro. Venerdì 2 ottobre si apre con Oltre i naufragi: storie di vita e di ricerca, incontro tra studenti, persone sopravvissute e familiari delle persone scomparse, con gli interventi di Tareke Brhane e Pietro Bartolo. Dopo i workshop e il percorso alla scoperta dell’isola, alle 18.30 è previsto l’intervento di Francesca Albanese. Alle 21.00 Piazza Castello ospita Lampedusa, crocevia di dialogo multilaterale, confronto sulla cooperazione e la tutela dei diritti nel Mediterraneo. Con Francesca Albanese interverranno Francesca Bonelli, rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino; Pietro Bartolo, già europarlamentare e fondatore di Rete Lampedusa; Salvatore Sortino, capo missione IOM per Italia e Malta e rappresentante presso la Santa Sede; Nicola Dell’Arciprete, coordinatore della risposta per rifugiati e migranti dell’UNICEF in Italia. Modera la giornalista Eleonora Camilli. Seguirà la proiezione di 23mila vite. Sabato 3 ottobre la commemorazione si apre alle 8.00 in Piazza Castello con il coro Le voci del mare dell’Istituto Omnicomprensivo L. Pirandello e i saluti delle autorità, con il cardinale Matteo Maria Zuppi in collegamento. Seguirà marcia verso la Porta d’Europa. Alle 9.30 persone sopravvissute ai naufragi, studenti, docenti, istituzioni e comunità locale osserveranno un momento di raccoglimento; alle 10.30 sarà deposta in mare una corona di fiori. La partecipazione dell’Istituto alle giornate dell’1 e 2 ottobre si inserisce nel percorso educativo e nel confronto istituzionale del progetto, con particolare attenzione alla cultura dei diritti umani, al dialogo e alla responsabilità individuale. Il progetto Voci del Mediterraneo è sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Redazione Sicilia
September 29, 2026
Pressenza
Puntata del 29/09/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello dell’istruzione, infatti in compagnia telefonica di Marco Meotto di USB scuola, abbiamo voluto ripercorrere svariati aspetti del nuovo ddl scuola voluto dal presente governo Meloni. Tra aspetti che giustamente fanno scalpore e indignano, e dettagli meno discussi, abbiamo fatto un’ampia panoramica sugli effetti che questo ddl avrà nel sistema scolastico e le implicazioni socio-politche che ne conseguono. Questa misura si dimostra evidentemente propagandistica, data l’insistenza su concetti razzisti che restano nelle proposte ma sono poi irrealizzabili a fatti, nonostante ciò è importante diuscuterne tra chi lavora nella scuola e chi usufruisce di questo servizio pubblico. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Maria Nanni dell’Assemblea 29 Giugno, comitato nato a Viareggio in seguito alla strage ferroviaria del 29 giugno 2009, in cui 32 persone persero la vita a causa del deragliamento di un treno merci carico di GPL, sul presidio che si terrà mercoledì 30 settembre 2026 al tribunale di Ivrea dove inizia il processo per la strage di Brandizzo che causò la morte di 5 operai. Qui di seguito il comunicato: “Notte 30/31 agosto 2023, Brandizzo: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa, 5 operai travolti dal treno mentre eseguono lavori di manutenzione. 30 agosto 2024, 2025, 2026: 3 anniversari della strage operaia. 30 settembre 2026 al Tribunale di Ivrea: udienza preliminare di fronte a una strage conoscibile, prevedibile ed evitabile. Un percorso che ha un inizio, il 30 agosto 2023, ma si intreccia con i percorsi di tutte le stragi già avvenute e con lo stillicidio di lavoratori e lavoratrici sistematico e quotidiano che purtroppo conosciamo. Un percorso per la verità, la giustizia e la sicurezza doloroso e accidentato che ha bisogno di solidarietà, unità e lotta fuori e dentro al Tribunale. Continuiamo a non dimenticare la strage di Brandizzo – con la nostra presenza davanti al Tribunale di Ivrea; – con l’informazione su quanto avvenuto, avviene e avverrà sulla strage operaia (nei luoghi di lavoro, nelle assemblee e nelle iniziative, nei quartieri, dovunque sib sviluppi la mobilitazione); – con un’adeguata controinformazione che smascheri ogni tentativo di farla pagare alla cosiddetta “ultima ruota del carro” al posto dei VERI RESPONSABILI. La strage di Brandizzo poteva avvenire ovunque! indifferenza, passività e rassegnazione non ci appartengono. Facciamo sentire la nostra vicinanza e solidarietà ai familiari: presidio davanti al Tribunale di Ivrea dalle ore 10.00 “Ferrovieri per la sicurezza”, Assemblea PdM/PdB, Associazione familiari Viareggio “Il mondo che vorrei”, Assemblea 29 giugno, Ferrovieri contro la guerra, Cassa di solidarietà tra ferrovieri, rivista CubRail, Coordinamento 12 ottobre per la salute e la sicurezza/contro la repressione, Cub Trasporti, SGB, SOL Cobas.. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento di oggi lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo del Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) sulle prossime iniziative politiche /sindacali: • Assemblea Generale Operativa• Data e Orario: 3 ottobre 2026 a Genova: Un incontro organizzativo promosso insieme a USB e a rappresentanze sindacali per costruire la mobilitazione internazionale del 30 ottobre, discutere del blocco dei container diretti verso Israele e inaugurare il primo “Osservatorio sui traffici d’armi nel porto di Genova”. • Giornata Internazionale di Lotta e Sciopero dei Portuali – 30 ottobre 2026. Al Porto di Genova e porti internazionali aderenti. Seconda giornata di mobilitazione globale contro la militarizzazione e la guerra (dopo quella del 6 febbraio), con l’adesione di svariati sindacati in diversi porti europei e del Nord Africa per contestare il traffico di armi e le rotte belliche. Buon ascolto
September 29, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 29/09/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello dell’istruzione, infatti in compagnia telefonica di Marco Meotto di USB scuola, abbiamo voluto ripercorrere svariati aspetti del nuovo ddl scuola voluto dal presente governo Meloni. Tra aspetti che giustamente fanno scalpore e indignano, e dettagli meno discussi, abbiamo fatto un’ampia panoramica sugli effetti che questo ddl avrà nel sistema scolastico e le implicazioni socio-politche che ne conseguono. Questa misura si dimostra evidentemente propagandistica, data l’insistenza su concetti razzisti che restano nelle proposte ma sono poi irrealizzabili a fatti, nonostante ciò è importante diuscuterne tra chi lavora nella scuola e chi usufruisce di questo servizio pubblico. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Maria Nanni dell’Assemblea 29 Giugno, comitato nato a Viareggio in seguito alla strage ferroviaria del 29 giugno 2009, in cui 32 persone persero la vita a causa del deragliamento di un treno merci carico di GPL, sul presidio che si terrà mercoledì 30 settembre 2026 al tribunale di Ivrea dove inizia il processo per la strage di Brandizzo che causò la morte di 5 operai. Qui di seguito il comunicato: “Notte 30/31 agosto 2023, Brandizzo: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa, 5 operai travolti dal treno mentre eseguono lavori di manutenzione. 30 agosto 2024, 2025, 2026: 3 anniversari della strage operaia. 30 settembre 2026 al Tribunale di Ivrea: udienza preliminare di fronte a una strage conoscibile, prevedibile ed evitabile. Un percorso che ha un inizio, il 30 agosto 2023, ma si intreccia con i percorsi di tutte le stragi già avvenute e con lo stillicidio di lavoratori e lavoratrici sistematico e quotidiano che purtroppo conosciamo. Un percorso per la verità, la giustizia e la sicurezza doloroso e accidentato che ha bisogno di solidarietà, unità e lotta fuori e dentro al Tribunale. Continuiamo a non dimenticare la strage di Brandizzo – con la nostra presenza davanti al Tribunale di Ivrea; – con l’informazione su quanto avvenuto, avviene e avverrà sulla strage operaia (nei luoghi di lavoro, nelle assemblee e nelle iniziative, nei quartieri, dovunque sib sviluppi la mobilitazione); – con un’adeguata controinformazione che smascheri ogni tentativo di farla pagare alla cosiddetta “ultima ruota del carro” al posto dei VERI RESPONSABILI. La strage di Brandizzo poteva avvenire ovunque! indifferenza, passività e rassegnazione non ci appartengono. Facciamo sentire la nostra vicinanza e solidarietà ai familiari: presidio davanti al Tribunale di Ivrea dalle ore 10.00 “Ferrovieri per la sicurezza”, Assemblea PdM/PdB, Associazione familiari Viareggio “Il mondo che vorrei”, Assemblea 29 giugno, Ferrovieri contro la guerra, Cassa di solidarietà tra ferrovieri, rivista CubRail, Coordinamento 12 ottobre per la salute e la sicurezza/contro la repressione, Cub Trasporti, SGB, SOL Cobas.. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento di oggi lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo del Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) sulle prossime iniziative politiche /sindacali: • Assemblea Generale Operativa• Data e Orario: 3 ottobre 2026 a Genova: Un incontro organizzativo promosso insieme a USB e a rappresentanze sindacali per costruire la mobilitazione internazionale del 30 ottobre, discutere del blocco dei container diretti verso Israele e inaugurare il primo “Osservatorio sui traffici d’armi nel porto di Genova”. • Giornata Internazionale di Lotta e Sciopero dei Portuali – 30 ottobre 2026. Al Porto di Genova e porti internazionali aderenti. Seconda giornata di mobilitazione globale contro la militarizzazione e la guerra (dopo quella del 6 febbraio), con l’adesione di svariati sindacati in diversi porti europei e del Nord Africa per contestare il traffico di armi e le rotte belliche. Buon ascolto
September 29, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 29/09/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello dell’istruzione, infatti in compagnia telefonica di Marco Meotto di USB scuola, abbiamo voluto ripercorrere svariati aspetti del nuovo ddl scuola voluto dal presente governo Meloni. Tra aspetti che giustamente fanno scalpore e indignano, e dettagli meno discussi, abbiamo fatto un’ampia panoramica sugli effetti che questo ddl avrà nel sistema scolastico e le implicazioni socio-politche che ne conseguono. Questa misura si dimostra evidentemente propagandistica, data l’insistenza su concetti razzisti che restano nelle proposte ma sono poi irrealizzabili a fatti, nonostante ciò è importante diuscuterne tra chi lavora nella scuola e chi usufruisce di questo servizio pubblico. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Maria Nanni dell’Assemblea 29 Giugno, comitato nato a Viareggio in seguito alla strage ferroviaria del 29 giugno 2009, in cui 32 persone persero la vita a causa del deragliamento di un treno merci carico di GPL, sul presidio che si terrà mercoledì 30 settembre 2026 al tribunale di Ivrea dove inizia il processo per la strage di Brandizzo che causò la morte di 5 operai. Qui di seguito il comunicato: “Notte 30/31 agosto 2023, Brandizzo: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa, 5 operai travolti dal treno mentre eseguono lavori di manutenzione. 30 agosto 2024, 2025, 2026: 3 anniversari della strage operaia. 30 settembre 2026 al Tribunale di Ivrea: udienza preliminare di fronte a una strage conoscibile, prevedibile ed evitabile. Un percorso che ha un inizio, il 30 agosto 2023, ma si intreccia con i percorsi di tutte le stragi già avvenute e con lo stillicidio di lavoratori e lavoratrici sistematico e quotidiano che purtroppo conosciamo. Un percorso per la verità, la giustizia e la sicurezza doloroso e accidentato che ha bisogno di solidarietà, unità e lotta fuori e dentro al Tribunale. Continuiamo a non dimenticare la strage di Brandizzo – con la nostra presenza davanti al Tribunale di Ivrea; – con l’informazione su quanto avvenuto, avviene e avverrà sulla strage operaia (nei luoghi di lavoro, nelle assemblee e nelle iniziative, nei quartieri, dovunque sib sviluppi la mobilitazione); – con un’adeguata controinformazione che smascheri ogni tentativo di farla pagare alla cosiddetta “ultima ruota del carro” al posto dei VERI RESPONSABILI. La strage di Brandizzo poteva avvenire ovunque! indifferenza, passività e rassegnazione non ci appartengono. Facciamo sentire la nostra vicinanza e solidarietà ai familiari: presidio davanti al Tribunale di Ivrea dalle ore 10.00 “Ferrovieri per la sicurezza”, Assemblea PdM/PdB, Associazione familiari Viareggio “Il mondo che vorrei”, Assemblea 29 giugno, Ferrovieri contro la guerra, Cassa di solidarietà tra ferrovieri, rivista CubRail, Coordinamento 12 ottobre per la salute e la sicurezza/contro la repressione, Cub Trasporti, SGB, SOL Cobas.. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento di oggi lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo del Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) sulle prossime iniziative politiche /sindacali: • Assemblea Generale Operativa• Data e Orario: 3 ottobre 2026 a Genova: Un incontro organizzativo promosso insieme a USB e a rappresentanze sindacali per costruire la mobilitazione internazionale del 30 ottobre, discutere del blocco dei container diretti verso Israele e inaugurare il primo “Osservatorio sui traffici d’armi nel porto di Genova”. • Giornata Internazionale di Lotta e Sciopero dei Portuali – 30 ottobre 2026. Al Porto di Genova e porti internazionali aderenti. Seconda giornata di mobilitazione globale contro la militarizzazione e la guerra (dopo quella del 6 febbraio), con l’adesione di svariati sindacati in diversi porti europei e del Nord Africa per contestare il traffico di armi e le rotte belliche. Buon ascolto
September 29, 2026
Radio Blackout - Info
Decreto scuola: un passato coloniale con cui fare i conti
Il 22 settembre negli studi Rai, alla presenza accondiscendente di Bruno Vespa, la premier Meloni presenta il decreto del tetto al 30% nelle aule di studenti stranieri che non parlano italiano, citando persino il Presidente Mattarella che, da ministro della … Leggi tutto L'articolo Decreto scuola: un passato coloniale con cui fare i conti sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
La socializzazione di 220mila alloggi dei fondi immobiliari a Berlino: una storia di continuo ostruzionismo
Con la vittoria della Linke a Berlino, torna nel dibattito un vecchio referendum sull’esproprio di circa 220mila abitazioni in mano alle grandi compagnie immobiliari. Ripercorriamo la storia della consultazione e dei suoi sviluppi, spiegando le peculiarità del sistema tedesco in … Leggi tutto L'articolo La socializzazione di 220mila alloggi dei fondi immobiliari a Berlino: una storia di continuo ostruzionismo sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
IV Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza – 1 e 2 ottobre a Opicina e Monfalcone
Gli organizzatori degli eventi correlati alla IV MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NON VIOLENZA di Trieste e Fiumicello – Villa Vicentina hanno il piacere di invitarVi alle iniziative che avranno luogo l’1 e il 2 di Ottobre, rispettivamente a Opicina (Trieste) e Monfalcone in Friuli Venezia Giulia. Giovedì 1° ottobre alle ore 20:30 l’associazione Tabor, in collaborazione col Fondo Mitja Čuk e le giornaliste Azra Nuhefendić ed Eva Ciuk, invita alla proiezione del documentario Sarajevo Safari (Slovenia 2022) per la regia di Miran Zupanič, film in versione originale con sottotitoli in italiano. L’evento si inserisce nel calendario di iniziative della 4a Marcia mondiale per la pace e la non violenza in programma dal 21 settembre al 4 ottobre 2026 e costituisce un’occasione di riflessione a trent’anni di distanza dalla guerra, sulla necessità di una definitiva riconciliazione tra le parti che si sono combattute nell’ex Jugoslavia. L’iniziativa precede di pochi giorni l’incontro della IV Marica Mondiale col PEACE WALK TO JERUSALEM, giunto attualmente in Bosnia Erzegovina dove i camminanti europei si riuniranno, a Sarajevo. Il 2 ottobre la Marcia Mondiale in collaborazione con AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) fa tappa alle 20 al Kinemax di Monfalcone, per la proiezione del documentario d’inchiesta How to Feed the Planet del regista Francesco De Augustinis, che attraverso il Sud Italia, il bacino del fiume Congo, l’Ucraina e l’Argentina svela le logiche industriali delle multinazionali e in quali modi i conflitti siano collegati all’accaparramento di terre e risorse alimentari. AIAB e Marcia Mondiale uniscono le forze per chiedere un cambiamento radicale basato su quattro pilastri: * Stop alle guerre per le risorse: Disarmo proporzionale e stop alla violenza bellica per il controllo delle filiere alimentari. * Sostenibilità e benessere: Integrazione di sistemi socioeconomici locali per azzerare la fame nel mondo entro 10 anni. * Nuova governance globale: Rifondazione delle Nazioni Unite con l’istituzione di Consigli di Sicurezza Ambientale e Socio-Economica.  * Nonviolenza attiva: Adozione di pratiche agricole e modelli economici rispettosi della Terra. L’iniziativa dimostra come la transizione verso un’agricoltura sostenibile e la lotta per la Pace siano due facce della stessa medaglia. La IV Marcia Mondiale per la Pace e la Non Violenza per questa edizione denominata “nella mia città” vede l’adesione di circa 230 località a livello mondiale di cui una trentina in Italia, come risulta dalla piantina qui allegata assieme ai volantini delle iniziative. Due delle quali hanno luogo in località estere con Comunità autoctone Italiane In Svizzera (Canton Ticino) e Croazia (Rijeka-Fiume). INFO: www.theworldmarch.org Redazione Friuli Venezia Giulia
September 29, 2026
Pressenza

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