L'aggregatore di movimento. raccordo.info aggrega in maniera automatica contenuti da siti selezionati. Ci si trovano notizie, informazioni, analisi, comunicati, iniziative, provenienti da siti di "movimento" o vicini al movimento. Un occhio particolare è riservato alla comunicazione Romana, perché facciamo base principalmente a Roma.

4 marzo 1943: nasce Lucio Dalla
di Bruno Lai. Mi piace ricordarlo con il grande murale che gli ha dedicato l’artista Jorit a Sorrento. Prima di dipingere il volto, Jorit ha ricoperto l’intera parete (circa 70 metri quadrati) scrivendo i testi di Se io fossi un angelo e Futura, che ora rimangono “nascosti” sotto lo strato finale del ritratto come un’anima invisibile dell’opera. Io ho sovrapposto
4 marzo 1941: muore Ludwig Quidde
di Bruno Lai. Storico e politico tedesco, fu Premio Nobel per la pace nel 1927, insieme a Ferdinand Buisson. Ha scritto su di lui lo storico Carlo Greppi: Ludwig Quidde «Storico di formazione […] si batte contro la politica estera aggressiva del Kaiser e, più in generale, per la pace tra le nazioni. Non è certo l’unico, intesi: mentre infuriano
Cagliari sotto controllo: chi decide chi può stare in città? Prorogata la zona rossa
Pubblichiamo il comunicato di Potere al Popolo – Cagliari sulla proroga  fino al 30 settembre della zona rossa da parte della prefetta di Cagliari. Mentre nei giorni scorsi Sanremo catturava l’attenzione del Popolo della rete, in sordina a Cagliari la prefetta Paola Dessì, con grande soddisfazione dell’attuale primo cittadino, ha prorogato la zona rossa fino al 30 settembre per salvaguardare l’ordine pubblico e, soprattutto tutelare, visto l’inizio della primavera, le serate tranquille di turisti e turiste e gli introiti delle esercenti e degli esercenti. A stabilire chi possa attraversare o stazionare nelle aree del centro storico allargato saranno le forze di polizia sempre pronte, che già da mesi, seguendo la linea del colore attraverso lo strumento della profilazione razziale, tentano di arginare le presenze considerate sgradite e moleste. Fino a dieci anni fa, una scelta di questo genere avrebbe suscitato un dibattito acceso, ma la sinistra di buoni sentimenti che governa la città, sempre generosa di chiacchiere di facciata per dichiarare il proprio antifascismo e antirazzismo, quando si tratta di scegliere tra la tutela di diritti fondamentali e quella del portafoglio dei propri potenziali elettori e elettrici non ha mai dubbi. Via quindi chi non consuma e chi non produce, meno problemi per chi invece sarà dispostə a spezzarsi la schiena nei ristoranti e locali del centro storico, sottopagatə, dispostə a turni di lavoro massacranti e privi di previdenza sociale, come coloro che lavorano come rider di Glovo e Deliveroo, spesso giovani e razzializzatə, che si affannano in mezzo al traffico: tolleratə finché producono valore e garantiscono i consumi, invisibilizzatə quando rivendicano diritti. Poco importa inoltre se le persone scacciate, spesso soggetti fragili, senza un tetto sopra la testa, che vivono in condizioni quotidiane di marginalità e disagio vengono spostate in periferia, dove la città non le vede e tutto resta “pulito” agli occhi di chi decide chi può attraversarla e chi no. Non è la prima volta che con la scusa di una qualche emergenza ci vengono fatte digerire delle misure di restrizione della libertà che poi diventano permanenti, per questo è necessario contrastarle subito. Nella Cagliari da cartolina, costruita per turisti e profitto ci rifiutiamo, come cittadini e cittadine, di fare le comparse. Redazione Cagliari
March 3, 2026
Pressenza
Il nuovo ‘Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo’
La XIV edizione del repertorio verrà presentata mercoledì 11 marzo a Firenze in due occasioni. Sarà illustrata all’incontro organizzato da Regione Toscana e Associazione 46° Parallelo nella sala delle Esposizioni (piazza Duomo 10) a cui partecipano * Raffaele CROCCO – direttore Atlante delle Guerre * Eugenio GIANI – presidente Regione Toscana * Mia DIOP – vicepresidente Regione Toscana e intervengono: * Riccardo NOURY – portavoce Amnesty International * Giovanni SCOTTO – professore Università di Firenze * Simone SILIANI – direttore Fondazione Finanza Etica * Laura GRECO – presidente A Sud * Alessio MANTELLASSI – sindaco del Comune di Empoli * Enrica CAPUSSOTTI – coordinatrice Editoriale Terran * Brenda BARNINI – consigliera regionale della Toscana Successivamente sarà protagonista del seminario svolto nell’ambito della fiera della didattica Didacta, intitolato La geografia dei diritti umani attraverso l’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo: educare alla pace in classe, a cui partecipa * Mia Diop, vicepresidente Regione Toscana e intervengono: * Raffaele Crocco, presidente dell’associazione 46°Parallelo e ideatore dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo * Giovanni Scotto, professore associato al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze * Enrica Capussotti, coordinatrice editoriale di Terra Nuova * Laura Greco, presidente dell’Associazione A Sud Uno strumento unico per conoscere tutti i conflitti in corso e comprenderne le cause, le declinazioni, le derive, gli impatti sulle popolazioni, sull’ambiente, sui diritti e sugli equilibri internazionali, elaborato a cura dell’Associazione 46° Parallelo e di Unimondo, di cui PRESSENZA è partner, con la direzione di Raffaele Crocco, l’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo è pubblicato da Terra Nuova edizioni. Maddalena Brunasti
March 3, 2026
Pressenza
COMUNICATO 2 marzo 2026 – Roma Capitale
Il governo Meloni, un governo di destra, ha deciso, con l’appoggio del PD, la presentazione alle Camere di un ddl di revisione dell’art. 114 della Costituzione per dare poteri legislativi al Comune di Roma, elevata tra gli enti costitutivi della Repubblica. Sarà attribuita all’Assemblea capitolina potestà legislativa concorrente sulle seguenti materie: ‘trasporto pubblico locale, polizia amministrativa locale; governo del territorio; commercio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali; turismo; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; organizzazione amministrativa’.  Da tempo – grazie anche alla vigilanza che l’associazione Carte in Regola ha esercitato su questo ennesimo affronto alla Carta – sottolineiamo come Roma capitale sarà il primo ente istituzionale a fruire dell’autonomia differenziata. Il ddl di revisione dell’art. 114 Cost. ha, dunque, a nostro avviso, anche una finalità tutta politica: aprire il varco all’autonomia differenziata su scala nazionale. Alla fine di luglio, il via libera del Consiglio dei Ministri al ddl, suggerì al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, di parlare di una “riforma storica” e di appellarsi ad un “atteggiamento bipartisan”. Detto fatto; come le ciliegie, una tira l’altra. E quindi – mentre il centro destra ratifica le preintese con Veneto, Liguria, Piemonte e Lombardia su 4 materie “non Lep”; mentre il testo del cosiddetto ddl Calderoli sulla determinazione dei Lep AS1623 continua il suo iter al Senato – il fuoco presunto “amico” sferra un ulteriore attacco. Dopo una serie di incontri tra Giorgia Meloni, Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio e Roberto Gualtieri è stato raggiunto l’accordo per emendare il testo su “Roma capitale”. Nella serata del 27 febbraio è stata definitivamente approvata la formulazione al ddl di riforma costituzionale (l’ennesima!) dell’art. 114, inserendo il seguente emendamento: “la legge dello Stato può attribuire ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane specifiche e ulteriori funzioni amministrative sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”. Per ricapitolare, il centro destra – anche in violazione, come abbiamo più volte ripetuto, della sentenza 192/24 della Corte Costituzionale – porta avanti l’autonomia differenziata; non basta: il centro destra, con il consenso del PD, differenzia a sua volta Roma città metropolitana; non basta ancora: le grandi città metropolitane (i capoluoghi di quelle regioni che hanno maggiormente spinto per l’autonomia differenziata e che ambiscono a rimanere attaccate alla “locomotiva europea”, ma non solo), pretendono di rimanere al passo con la Capitale (che un po’ ladrona pur sempre è…) e quindi non rinunciano (sempre con l’assenso del PD) a esigere a loro volta poteri amministrativi differenziati rispetto al resto del territorio, contrattando con lo Stato poteri amministrativi di competenza statale. Un mosaico indecente, una frammentazione addirittura a tre livelli differenti (ma chi sa ancora dove saranno in grado di arrivare), che sottolinea un unico esplicito punto di convergenza e di interesse, comune, ahimè, ai partiti della maggioranza ma, a quanto pare, non solo a loro: gestire potere. Zaia sogna Venezia Città-Stato, Sala vuole che Milano sia sempre più città globale e tutte le città metropolitane mirano a divenire metropoli inserite nei circuiti economici mondiali, dove si concentreranno ricchezza e potere, esasperando ancor più squilibri territoriali e disuguaglianze sociali. Questa frenesia appropriativa viaggia a marce forzate e rapidissime, secondo il progetto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: concludere l’ennesima procedura di revisione costituzionale entro la fine del mandato governativo, confidando nell’approvazione per via parlamentare. La decentralizzazione del potere va incontro alle esigenze dei cacicchi locali, i sedicenti “governatori” (sia regionali, che comunali) che – in ossequio a tali esigenze, stanno letteralmente distruggendo le istituzioni della Repubblica – e, con esse, l’uguaglianza dei diritti sociali, politici e civili. Chiediamo quindi alla segretaria del maggior partito dell’opposizione: dobbiamo fidarci delle parole o dobbiamo guardare ai fatti? Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e Tavolo NO AD
Attacchi dei coloni si intensificano in Cisgiordania, Gerusalemme
Cisgiordania – PIC. Diverse governatorati in tutta la Cisgiordania e Gerusalemme Occupata hanno assistito a una nuova, coordinata, ondata di attacchi dei coloni contro civili palestinesi e le loro proprietà, in particolare nella Valle del Giordano settentrionale, Masafer Yatta e nelle aree a est di Ramallah e Nablus. Fonti locali hanno riferito che i coloni hanno aggredito i residenti di Khirbet al-Hadidiya nella Valle del Giordano settentrionale, dove gruppi estremisti hanno attaccato le famiglie e le hanno aggredite fisicamente. Gli attacchi sono avvenuti in presenza delle forze israeliane, che avrebbero fornito protezione agli assalitori e impedito ai residenti di difendersi. Le aggressioni si sono estese includendo Khirbet al-Farisiya e Hammamat al-Malih, dove i coloni hanno usato spray al peperoncino e pietre contro le famiglie, ferendo un giovane al piede e causando danni parziali alle abitazioni e alle proprietà dei pastori. Nel sud di al-Khalil/Hebron, in particolare nell’area di al-Khaldiya vicino al villaggio di Susiya, i coloni hanno compiuto un violento attacco contro le abitazioni palestinesi. L’attivista dei media Osama Makhamra ha dichiarato che i coloni hanno aperto il fuoco con munizioni vere contro i residenti e li hanno picchiati brutalmente. In seguito all’attacco, le forze israeliane hanno arrestato quattro membri della famiglia al-Nawaj’ah. Nel governatorato di Ramallah, un palestinese ha riportato ferite e contusioni dopo essere stato aggredito dai coloni nel villaggio di Rammun. I residenti hanno inoltre riferito che i coloni hanno sequestrato bestiame, che gli abitanti del villaggio sono poi riusciti a recuperare dopo scontri nell’area di Wadi al-Ain. A Duma, a sud di Nablus, i coloni hanno compiuto un attacco che ha ferito Ali Zawahreh, mentre le forze israeliane hanno trattenuto altri quattro giovani e impedito alle squadre mediche di raggiungere il ferito. Nel frattempo, all’interno e nei dintorni della Moschea di al-Aqsa e della Città Vecchia di Gerusalemme Occupata, le autorità israeliane hanno continuato a imporre un blocco militare per facilitare le incursioni dei coloni. A Betlemme, i coloni hanno fatto irruzione nella città di Za’tara a est della città e hanno issato bandiere israeliane sulle barriere di cemento nell’area di al-Malha, in quello che i residenti hanno descritto come un atto provocatorio.
March 3, 2026
InfoPal
Iraqi women’s rights activist Yanar Mohammed has been assassinated in Baghdad
On 2 March 2026, Iraqi women’s rights activist Yanar Mohammed was assassinated outside her home in Baghdad. This is not an isolated incident. Time and again, women who play a leading role in society are targeted and murdered. Examples include Rosa Luxemburg, Nagihan Arkasel, Jiyan Tolhildan, Sakine Canzis and Berta Caceres, who represent thousands of women. These are not attacks against individual women, but rather attacks against the goals of freedom, equality and the vision that another world is possible. A vision and a struggle that is particularly significant in these days, when the attempt to create a new Middle East is no less important.   Yanar Mohammed, who was born in Baghdad in 1960 and lived in Toronto for several years, was an architect, human rights activist and one of Iraq’s most prominent feminist voices. She was a co-founder of the Organisation Women’s Freedom in Iraq (OWFI) and campaigned for democracy, women’s rights and social justice for many years. She was particularly committed to helping women who were victims of violence, forced marriage and human trafficking. With her help, shelters were set up where hundreds of women found refuge. Despite repeated threats and public incitement, she continued her work unabated. We remember her and we know that her path will be continued by thousands. The spirit and struggle of free women cannot be killed.
March 3, 2026
YPJ Information
Ilva: morire per 1300 euro lordi
redazione «Diogene-Lotta alla povertà». A seguire una breve precisazione della “bottega” sui tragici numeri del lavoricidio in Italia e sul prezioso lavoro di Carlo Soricelli. Ilva: morire per 1300 euro lordi. Sono 11 le vittime dal 2012 All’ex Ilva di Taranto si muore ancora così: un grigliato che cede, un passo nel vuoto, una caduta di molti metri mentre si
MSF: in Sud Sudan violenti scontri ad Abiemnhom
Domenica 1° marzo all’ospedale di Abyei sono state ricoverate 80 persone colpite da armi da fuoco, tra cui donne e bambini. Alcuni feriti sono deceduti, tra cui una donna incinta. Erano arrivati al centro supportato da Medici Senza Frontiere (MSF) dopo violenti scontri su larga scala avvenuti nella città di Abiemnhom, situata a nord-ovest dell’area amministrativa di Ruweng, in Sud Sudan. Le équipe di MSF, che assistitono gli abitanti di quest’area che da anni è teatro di violenze tra le comunità, segnalano che il numero delle vittime di questo incidente è particolarmente allarmante. “È stato difficile gestire il gran numero di feriti, ma molti membri dello staff di MSF e del ministero della salute sono venuti a fornire assistenza da altre strutture sanitarie – ha dichiarato Abraham Deng Lual Wek, responsabile del team infermieristico di MSF ad Abyei – Per l’équipe chirurgica è stata una sfida gestire, con solo 2 sale operatorie, tutti i casi di emergenza. La nostra area di triage, il pronto soccorso e i reparti erano gremiti di pazienti e così abbiamo ampliato la capacità di accoglienza utilizzando tende e una sala riunioni, che si sono riempite rapidamente”. Il team di MSF nella vicina contea di Twic ha anche donato forniture all’ospedale Madre Teresa di Turalei. Questa ondata di scontri intercomunitari riflette la fragilità della situazione in alcune zone del Sud Sudan, dove i cicli di violenza continuano ad avere un impatto significativo sulle comunità e a sovraccaricare un sistema sanitario già indebolito. Redazione Italia
March 3, 2026
Pressenza
COSA SIGNIFICA OGGI FOTOGRAFARE I CONTESTI DI LOTTA? UN SONDAGGIO PROVA A FARE IL PUNTO
Chi sono le persone che fotografano oggi le piazze? Che ruolo hanno le immagini che producono? E come vengono visti da chi quelle piazze le organizza? In altre parole, qual è oggi il ruolo della fotografia nei contesti di lotta, militanza e mobilitazione? Per provare a rispondere a tutte queste domande, e non solo, un gruppo di fotografx attivistx e militantx – entrati in contatto durante le manifestazione che hanno attraversato la Penisola da settembre a oggi – hanno lanciato un sondaggio per tastare il polso della situazione, capire meglio con quale realtà si scontra chi cerca di produrre informazione indipendente attraverso le immagini, e provare a far rete. “Chi fa foto in piazza, durante le manifestazioni, spesso lo fa in solitaria e si muove come canx scioltx in contesti pericolosi e complessi. Abbiamo creato un sondaggio per capire perché, e forse anche per organizzarci e unirci – si legge nel comunicato di lancio del sondaggio – Per fare questo è necessario prima mappare le pratiche già in atto, capire chi sono lx fotografx che attraversano le piazze, quali problemi affrontano, che esigenze hanno. Spesso abbiamo storie simili e ci facciamo le stesse domande, ma non lo sappiamo e non siamo organizzatx.” Al momento, al sondaggio hanno risposto in  391 da tutta Italia. Da questi primi risultati parziali (disponibili qui) emergono però già dati interessanti: l’82% dellx fotografx che hanno risposto al sondaggio si ritiene infatti parte della manifestazione, non un osservatore esterno;  il 62% di loro non ha un contatto diretto con le realtà organizzatrici; 1 su 3 è stato identificato almeno una volta dalle forze dell’ordine, ma solo 1 su 8 si ritiene preparato sui propri diritti in quel contesto. Siamo entrati nel merito del tema, e dei risultati del sondaggio, con Andrea Bellaroto, fotografo di base a Bologna parte di questo gruppo informale che ha lanciato l’iniziativa Ascolta e scarica
March 3, 2026
Radio Onda d`Urto