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Al via il Corso per Volontari di Energia per i Diritti Umani
In un mondo attraversato da conflitti e disuguaglianze crescenti, la formazione alla solidarietà e alla nonviolenza diventa un atto politico e sociale necessario. Con questo spirito, Energia per i Diritti Umani APS annuncia una nuova edizione del suo storico corso di formazione per volontari e volontarie. Il percorso è pensato per chiunque senta l’urgenza di approfondire i temi dei diritti umani, dello sviluppo sostenibile e della cooperazione internazionale, non solo come concetti teorici, ma come strumenti di trasformazione della realtà. Un programma tra teoria e azione nonviolenta Il corso propone una riflessione profonda sull’idea di una Nazione Umana Universale, affrontando le sfide della contemporaneità attraverso lenti critiche e costruttive. Durante gli incontri verranno analizzati temi centrali come: * Cooperazione internazionale * Colonialismo, culture africane e indiane, migrazioni * Diritti di genere tra nord e sud del mondo * Tutela e sostegno dell’infanzia * Nascita e sviluppo di un progetto di cooperazione * Metodologia dell’azione nonviolenta * Sostenibilità ambientale, salute e sicurezza alimentare * Educazione alla solidarietà e alla multiculturalità L’obiettivo è formare volontari capaci di agire con responsabilità e consapevolezza, pronti a promuovere una cultura della pace che parta dal basso. Calendario e modalità di partecipazione Il corso si svilupperà attraverso quattro incontri serali e un workshop residenziale conclusivo, un momento fondamentale per consolidare il gruppo e le competenze acquisite: * Presentazione pubblica: lunedì 24 febbraio (ore 19:00 – 21:00); * Incontri in aula: martedì 3, 10, 17 e 24 marzo (ore 19:00 – 21:30); * Workshop finale: 28 e 29 marzo in Umbria. La sede degli incontri romani è lo storico quartiere di San Lorenzo, in Via dei Latini 12. Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di partecipazione a tuttǝ ǝ iscrittǝ. C’è la possibilità di partecipare agli incontri anche online. Come iscriversi: Per ricevere maggiori informazioni sul programma completo e sulle modalità di iscrizione, è possibile contattare l’associazione: * Email: corso-volontari@energiaperidirittiumani.it * Telefono: +39 06 89479213 * Sito web: https://energiaperidirittiumani.it Per partecipare è possibile iscriversi compilando il seguente modulo: * Form per iscriversi: https://forms.gle/EpMFY6e29kumB1dVA    Energia per i Diritti Umani APS Promuovere la cultura della pace, della nonviolenza e della solidarietà internazionale, formando volontari capaci di agire con responsabilità e consapevolezza nel mondo. Energia per i Diritti Umani
February 6, 2026
Pressenza
Carceri. A Torino condanne per tortura. Antigone: “il carcere non deve essere luogo di sopraffazione”
Oggi il Tribunale di Torino – al termine del dibattimento – ha condannato una ventina di persone imputate, tutte agenti di polizia penitenziaria, riconoscendo la loro responsabilità per diverse ipotesi di reato e, per alcuni di essi, contestando il delitto di tortura. I fatti riconosciuti oggi si sono svolti tra il 2018 e il 2019 nel carcere del capoluogo piemontese. “Antigone, venuta a conoscenza nell’ottobre 2019 di una indagine in corso presso la Procura del Tribunale di Torino, aveva presentato un proprio esposto, costituendosi poi parte civile nel processo che era scaturito dalle indagini effettuate” sottolinea l’avvocato Simona Filippi, responsabile del contenzioso di Antigone. “Si è trattato di un processo molto lungo è faticoso, come lo sono sempre quelli per tortura, che devono fare i conti con difficoltà enormi per l’accertamento dei fatti, che avvengono in luoghi chiusi come le carceri, spesso in ambienti isolati, con pochi testimoni e con un clima di omertà che non sempre è facile scalfire”, spiega ancora l’avvocato Filippi. Durante il processo erano emerse alcune condotte. In particolare una vittima era stata condotta in una stanza e colpita violentemente con schiaffi al volto e al collo e pugni sulla schiena. Poi costretto ad alta voce ad insultarsi e messo faccia al muro per circa 40 minuti, mentre a loro volta gli agenti lo insultavano. “Si tratta della seconda sentenza di questo genere che arriva in pochi giorni, dopo quella decisa dal Tribunale di Firenze – sottolinea Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. Come già detto in quel caso, non siamo felici di fronte a queste condanne, perché in carcere non dovrebbe esserci posto per episodi di sopraffazione. Abbiamo però voluto con forza il delitto di tortura, perché crediamo che questo serva in particolar modo alle forze dell’ordine, per riconoscere e isolare chi abusa del proprio ruolo e della divisa che indossa, delegittimando una categoria di operatori che giorno dopo giorno, nonostante le difficoltà e le politiche governative, che scaricano su di loro approcci penal-populistici, provano a restituire alla pena il suo senso costituzionale”. Redazione Torino
February 6, 2026
Pressenza
La Global Sumud Flotilla annuncia le prossime iniziative
L’annuncio fatto questa settimana dalla Global Sumud Flotilla segna una svolta nella risposta civile internazionale alla distruzione sistematica di Gaza, definita genocidio dalla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. La coalizione ha confermato l’avvio della più grande operazione umanitaria coordinata a favore della Palestina mai realizzata fino ad oggi, che combina una flotta marittima e un convoglio terrestre che partiranno simultaneamente il 29 marzo 2026. L’iniziativa mobilita migliaia di persone provenienti da oltre cento paesi e si definisce esplicitamente come una risposta nonviolenta al genocidio in corso, al prolungato assedio, alla fame di massa e alla deliberata devastazione delle infrastrutture civili e della vita quotidiana a Gaza. Non si tratta di un’operazione simbolica né di un gesto testimoniale, ma di un’azione organizzata che cerca di rompere l’isolamento imposto al territorio palestinese e di restituire la centralità del diritto internazionale umanitario laddove è stato sistematicamente violato. L’annuncio è stato dato il 5 febbraio presso la sede della Fondazione Nelson Mandela a Johannesburg, un luogo carico di significato politico. La scelta del luogo radica l’iniziativa nella tradizione storica della resistenza civile globale contro i sistemi di oppressione strutturale e rafforza il parallelismo tra l’apartheid sudafricano e il regime di blocco, punizione collettiva e disumanizzazione imposto su Gaza. Secondo le informazioni diffuse dall’organizzazione, la missione riunisce più di mille professionisti della salute, insieme a educatori, ingegneri, squadre di ricostruzione e specialisti nella ricerca sui crimini di guerra e l’ecocidio. La composizione del contingente rivela una strategia deliberata: non solo alleviare le sofferenze immediate, ma anche documentare, ricostruire e lasciare una traccia giuridica della distruzione sistematica di un territorio civile. Le parole di Saif Abukeshek, membro del comitato direttivo della flottiglia, sintetizzano il quadro politico dell’azione: l’avversario non è una persona o un popolo, ma un modo di vivere basato sulla disumanizzazione, la punizione collettiva e la normalizzazione della violenza estrema come strumento di dominio. In questo senso, la flottiglia si presenta come una sfida diretta a un ordine internazionale che ha tollerato, se non addirittura facilitato, la commissione di crimini contro l’umanità e atti costituenti genocidio. Claudia Aranda
February 6, 2026
Pressenza
[Ponte Radio] L'ICE e Trump
Con Silvia Baraldini e un'intervista allo storico Mark Bray parliamo della storia dell'ICE e di come questo corpo federale stia lavorando per Trump e e la reimigrazione. Sono state già espulse 500mila persone non solo nei loro paesi d'origine ma in dodici paesi che hanno deciso per volontà e per ricatto di accogliere queste persone. Arriviamo anche a parlare di Epstein e dei file che vedono un gruppo di maschi potenti gestire il potere, l'economia, la politica e il corpo di ragazzine. Siamo governate da un mondo di pedofili che si riunivano nell'isola di Epstein. 
February 6, 2026
Radio Onda Rossa
Torino: appello per le donne nelle carceri
Riprendiamo e rilanciamo l’appello del Coordinamento Transfemminista contro il carcere (*) COORDINAMENTO TRANSFEMMINISTA CONTRO IL CARCERE APPELLO PER LA DIGNITA’ E I DIRITTI DELLE DONNE DELLE SEZIONI FEMMINILI DEL CARCERE LORUSSO E CUTUGNO DI TORINO Da anni, come associazioni, movimenti e Coordinamento transfemminista contro il carcere seguiamo la situazione delle sezioni femminili del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, per
February 6, 2026
La Bottega del Barbieri
la Strategia di Sicurezza Nazionale di Donald Trump
Proprio nei giorni in cui l’attenzione dell’America e del mondo era concentrata sui misfatti di Minneapolis, il cosiddetto Dipartimento della Guerra statunitense pubblicava quasi in sordina il suo documento di “Strategia di Difesa Nazionale” a firma del ministro Pete Hegseth, che andava ad integrare e completare la National Security Strategy uscita nel novembre 2025 a firma di Donald Trump. La somma dei due documenti delinea un progetto altamente inquietante che, nell’insieme, non è stato adeguatamente compreso e interpretato. Molti vi hanno voluto vedere soltanto il manifesto di una rinnovata “dottrina Monroe”: gli Stati Uniti intenderebbero riaffermare il proprio dominio sull’emisfero occidentale, escludendo da questo ogni altra potenza, ma riconoscendo in cambio le sfere d’interesse altrui senza pretendere di sopraffarle. Si è parlato di una nuova “età degli imperi”. Sarebbe il progetto della spartizione del pianeta in un sistema di sfere d’influenza delle grandi potenze, con le quali gli Stati Uniti sarebbero pronti a convivere senza schiacciarle. Ma non è affatto questo il disegno. Non si progetta nessun ripiego. Al contrario, si prospetta un riarmo generale, spalmato su tutti i continenti. Quel che emerge con grande evidenza dall’analisi dei due documenti è l’intenzione degli Stati Uniti di difendere con le unghie e coi denti la loro posizione di predominio per tutto il pianeta. Non è esagerato definirli il vero e proprio Manifesto di una Dittatura Planetaria. Il richiamo esplicito alla dottrina Monroe è soltanto una componente del complessivo disegno globale, un disegno che discende evidentemente dalla malaugurata dottrina sullo “scontro di civiltà” propugnata da Samuel Huntington dopo la fine della guerra fredda, forse dimenticata in Europa, ma non certo in America. Delle nove “civiltà” immaginate da Huntington, tre erano indicate come potenziali avversari: quella islamica, quella “ortodossa” (la Russia), quella cinese. Sono esattamente questi gli “avversari” che emergono nei documenti della strategia trumpiana. Dalla National Defense Strategy si ricava un’indicazione molto chiara sul versante militare del confronto con questi avversari. Gli Stati Uniti riservano a se stessi il controllo dell’Emisfero Occidentale e quello dell’Indo-Pacifico, ossia il confronto con la Cina, mentre il resto è delegato alle forza alleate: all’Europa il contrasto alla Russia, a Israele il controllo sul Medio Oriente, alla Corea del Sud il confronto “convenzionale” con la Corea del Nord, mentre è scontato che il nucleare rimane responsabilità americana. A chi favoleggiava di un ripiego americano, dovrebbe bastare una frase: “le alleanze dell’America formano un perimetro difensivo attorno all’Eurasia […] una rete di gran lunga più ricca di tutti i nostri potenziali avversari messi insieme”. Russia e Cina sono strette in un assedio permanente, ma si chiama “perimetro difensivo”. Sostenere che dobbiamo difenderci da Russia o Cina che ci minacciano, quando siamo noi che li stiamo assediando è per lo meno ardito: ma questa è la orwelliana neolingua che si addice all’infantile bellicosità americana. Questo per quanto riguarda il versante militare: il quale però è solo uno degli apparati di portata planetaria su cui contano gli Stati Uniti. Ce ne sono almeno altri tre non meno poderosi. Innanzitutto l’ultimo arrivato, il colossale sistema informatico di produzione e trasmissione dei dati attraverso il quale si possono condizionare (e spiare) istituzioni e infrastrutture per il mondo intero; poi il grande apparato dei mercati finanziari, che la National Security Strategy apertamente rivendica come formidabile strumento di potere; e infine il più anziano, il sistema mondiale dei media sui quali l’influenza americana, occulta o meno, incombe dai tempi della guerra fredda. Ce n’è quanto basta per poter aspirare a tenere in pugno il pianeta. Soprattutto se si decide, come si è deciso, di scrollarsi di dosso l’ingombrante edificio del diritto internazionale a cui, dopo l’ultima guerra mondiale, tutti i governi del mondo avevano convenuto di affidarsi per bandire la guerra dalla storia e scongiurare il sopruso dei più forti. L’attacco frontale al diritto internazionale apertamente proclamato nei due documenti e forse l’aspetto più clamoroso di questo inquietante Manifesto. Il motto è peace through strength, pace attraverso la forza: che non è che un altro limpido esempio di neolingua per alludere alla legge babbuina del più forte, dalla quale la specie umana ha osato tentare di affrancarsi fin dagli albori della sua vicenda terrestre. L’America, sta scritto, vuole guidare il mondo con la “deterrenza”, ovvero mettendo paura. Dicesi dittatura una situazione politica in cui un soggetto pretende di imporre le sue decisioni ad una collettività dalla quale non è stato scelto e che non è in grado di rimuoverlo se fa cattivo uso del potere, un soggetto che per mantenere il suo predominio può fare affidamento su un ventaglio di mezzi, dalla manipolazione del consenso, all’illusione finanziaria, alla sorveglianza occulta, alla predoneria mascherata, ma in ultima istanza si affida soprattutto alla minaccia dell’uso della forza per imporre il suo potere. Se quella collettività è data dagli stati e dalle nazioni del mondo, oggi quel soggetto si incarna negli Stati Uniti d’America: e i documenti in questione sono il progetto, fortunatamente incompiuto, di edificare quella dittatura. Qui non c’è da accusare il capitalismo, non c’entra l’economia di mercato. Peggio: c’entra soltanto quella fame di potere che dalla notte dei tempi incombe su ogni forma di convivenza umana e che ha generato tutte le tirannidi, tutte le autocrazie, gli assolutismi, le dittature. Con una straordinaria aggravante: che ben pochi dittatori hanno osato proclamare apertamente l’intento di esercitare il potere nel proprio esclusivo interesse. Questo invece fanno gli Stati Uniti di Donald Trump. Dev’essere per questo che una delle parole più ricorrenti è unapologetically, “senza chiedere scusa”. Un’espressione che tradisce la consapevolezza che ci sarebbe da chiedere perdono, perché c’è da vergognarsi. L’America non si merita Donald Trump, è un paese capace di grande intelligenza e grande cuore. Proprio mentre Hegseth pubblicava i suoi deliri, la città di Minneapolis si ribellava al sopruso del potere scatenato dai bruti di ICE per le sue strade e Bruce Springsteen componeva un capolavoro come Streets of Minneapolis. Non è stato e non sarà l’unico canto. L’America si vergognerà di Donald Trump.  Non c’è bisogno di essere profeti per fidare che la Dittatura Planetaria americana non cadrà sotto il fuoco dei nemici immaginari paventati con l’inganno in queste pagine. E’ più facile che cada sotto il chiasso di quei canti, sotto il peso di questa vergogna. Un’analisi dettagliata dei due documenti è ora disponibile in dieci brevi puntate sul mio blog “Politics, Poetry and Peace” 1 – Un progetto altamente inquietante 2 – La colpa più grave fu non essere abbastanza cattivi 3 – Vogliamo essere i primi del mondo 4 – Ci interessano i nostri interessi 5 – Comandare mettendo paura 6 – Poteri spaventosi e segni di idiozia 7 – Signoria sull’emisfero americano 8 – Indo-Pacifico: patetiche prove di forza 9 – Europa e Russia, Medio Oriente, Africa: uno strano, incoerente balbettio 10 – Conclusione: il peso di questa vergogna Alberto Cacopardo
February 6, 2026
Pressenza
Da domani spazio informativo progetto Tav Avigliana – Orbassano
Oltre un milione di metri quadrati di devastazione, quasi un decennio di cantieri e disagi, per un’opera vecchia e inutile. Il progetto della nuova ferrovia tra Avigliana e lo Scalo […] The post Da domani spazio informativo progetto Tav Avigliana - Orbassano first appeared on notav.info.
February 6, 2026
notav.info
SPECIALE OLIMPIADI MILANO CORTINA 2026: ANALISI CRITICA CON L’ECONOMISTA ANDREA FUMAGALLI.
Oggi, 6 febbraio, è il giorno della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, alle ore 20 in uno stadio San Siro che, fino all’ultimo, non si sa nemmeno se sarà sold out, visti biglietti da prezzi monstre, dai 200 ai 200 euro. Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono organizzate da una Fondazione ad hoc, presieduta da Giovanni Malagò. Il comitato organizzatore, nato nel 2019, ha poi demandato la realizzazione delle opere alla Società Infrastrutture Milano Cortina 2020–2026, chiamata anche Simico. Coinvolti quindi Comitato Olimpico Internazionale, Comitato Olimpico Nazionale Italiano, rappresentanti del governo, delle regioni Lombardia e Veneto, delle province autonome di Trento e Bolzano e dei comuni di Milano e Cortina d’Ampezzo. Secondo gli organizzatori, le Olimpiadi saranno “non solo come rilievo assoluto per il panorama sportivo globale, ma pure un volano capace di generare effetti importanti sul PIL, sul lavoro e sul turismo del nostro Paese”. Secondo le stime governative, l’evento dovrebbe generare un impatto diretto e indiretto sul PIL nazionale di circa 5,3 miliardi di euro. Questo valore si compone di investimenti infrastrutturali, crescita della domanda turistica, indotto per attività commerciali e servizi, e aumento di visibilità internazionale, con importanti ricadute, dicono sempre gli organizzatori, sull’occupazionale con migliaia di nuovi posti di lavoro. Per il Centrostudi di Unimpresa, “l’impatto economico sarà così positivo da mettere in secondo piano i disagi che inevitabilmente comporterà”, parlando addirittura di impatto economico complessivo di 6,1 miliardi di euro, con effetti distribuiti nel tempo e sul territorio ben oltre la durata dell’evento sportivo”. La stima considera non solo la spesa diretta legata ai Giochi, ma anche il turismo indotto, la valorizzazione delle infrastrutture permanenti e gli effetti moltiplicativi sull’economia. Questi i numeri forniti dagli organizzatori e da Centro Studi che possiamo tranquillamente definire “amici” di Governo e dintorni. Come vengono ricavati? Ma soprattutto…è davvero tutto oro (dalle medaglie ai vantaggi per il Nord Italia) quello che si vorrebbe  luccicasse?  Ce ne parla nella consueta rubrica settimanale di analisi critica dei fatti economici Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia.Ascolta o scarica
February 6, 2026
Radio Onda d`Urto
IL Mercato terra/TERRA di Febbraio 2026
DOMENICA 15 FEBBRAIO 2026 Vi aspettiamo al Mercato terra/TERRA dalla mattina al tramonto, come ogni terza domenica del mese! Per un'agricoltura a ciclo corto, l'unica che può garantire freschezza, genuinità e rispetto del patrimonio di varietà alimentari e di biodiversità! Vi aspettiamo dalla mattina al tramonto! DALLE 18:30 IN SALACONCERTI: SONAXGAZA! A SOSTEGNO DEL 100X110 GAZA  https://www.100x100gaza.it//
TURCHIA: INSEGNANTI TURCHI NEI LICEI ITALIANI IN SCIOPERO PER CHIEDERE LO STESSO TRATTAMENTO DEI COLLEGHI ITALIANI
Quinto giorno di sciopero per gli insegnanti turchi che lavorano presso il liceo Italiano Imi che opera in Turchia con lo status di scuola italiana. Sostenuti dal sindacato turco Tez Koop-İş  denunciano un carico di lavoro didattico più elevato rispetto ai colleghi italiani:  lavorano con uno status inferiore e percepiscono salari più bassi. Chiedono quindi di essere equiparati e la fine di questa diseguaglianza.  In assenza di progressi nelle trattative per il contratto collettivo, il sindacato ha iniziato lo sciopero. Ce ne parla Firat, uno degli insegnanti in lotta. Ascolta o scarica
February 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Referendum sulla riforma della magistratura, Carteinregola organizza un incontro on line per rispondere alle domande
Mercoledì 25 febbraio alle 18 sulla pagina FB di Carteinregola un incontro con esperti per rispondere a dubbi e domande sul referendum della riforma costituzionale della magistratura. Stiamo prendendo molto a cuore il referendum sulla riforma della magistratura, perchè siamo convinti che la vittoria del SI avrebbe pesanti ripercussioni sul Paese e sulle nostre vite. Non solo perchè l’autonomia della magistratura riguarda soprattutto i cittadini, e i cittadini più deboli, ma anche perché questa riforma si aggiunge ad altri provvedimenti che intaccano profondamente la nostra Costituzione e i diritti delle persone, come l’Autonomia regionale differenziata e il cosiddetto premierato, ma anche il decreto sicurezza, che incide sulla nostra possibilità di manifestare liberamente, la riforma della Corte dei conti, che riduce la possibilità per i magistrati contabili di tutelare l’interesse pubblico. Sono in gioco persino  la libertà di stampa e la libertà di opinione, basti l’esempio del prof. Barbero, accusato di false informazioni e silenziato da Facebook, mentre nelle tv, sui social e nelle strade imperversa  la propaganda a favore di una riforma che viene falsamente definita “della giustizia” e “per la separazione delle carriere”. Su questi e su altri slogan fuorvianti Carteinregola ha lanciato una serie di video, Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli, dove vengono spiegati i veri contenuti della riforma.  Tuttavia,  poichè è importante che chi deve decidere come votare al referendum possa anche interrogare persone competenti sugli aspetti della riforma che gli sono meno chiari, Carteinregola organizza una riunione on line trasmessa in diretta sulla pagina Facebook, a cui partecipano i magistrati Giuseppe Cascini e Marco Patarnello, che risponderanno alle domande dei soci di Carteinregola e dei membri dei Comitati della nostra rete che partecipano al webinar, ma anche a quelle di chi vorrà inviarci prima una email (a laboratoriocarteinregola@gmail.com con OGGETTO WEBINAR REFERENDUM) o scrivendo direttamente le domande nei commenti su FB.  La nostra Costituzione è uno dei tesori più preziosi che ci hanno lasciato le donne e gli uomini del passato, a noi il compito e la responsabilità di tramandarne i valori e i principi alle generazioni future. Vi aspettiamo! Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com 6 febbraio 2026
February 6, 2026
carteinregola