Rifondazione Comunista per la ripubblicizzazione dell’acqua
Lo scontro politico in atto nel Comune di Trieste sul rinnovo della gestione del servizio idrico ci porta ad alcune considerazioni di principio e di merito. Se l’acqua è un bene comune dell’umanità, il diritto all’acqua è un diritto inalienabile e non può essere proprietà di nessuno. Il referendum del 2011 lo ha chiaramente sancito, per l’Italia, mentre le brutali “guerre per l’acqua” in molte zone del mondo stanno a dimostrarne l’importanza strategica. Per tutto questo Rifondazione Comunista crede che sia possibile e doveroso, a Trieste nel caso specifico, sospendere i bandi sul rinnovo della gestione del servizio idrico così da farlo tornare ad essere una società interamente pubblica, magari con affidamento a società anche queste interamente pubbliche e non quotate in borsa. Esempi recenti (vedi i Comuni toscani di Firenze, Prato, Arezzo e Pistoia –novembre 2025- e altre città europee, come Parigi, Berlino e Oxford) stanno lì a dimostrare che la ripubblicizzazione dell’acqua è possibile e auspicabile. L’acqua, insieme altri “beni comuni”, non deve avere rilevanza economica: fuori dal mercato c’è un’alternativa chiara allo sfruttamento dei beni primari e alla violenza che questo produce, e tale alternativa è economicamente ed ecologicamente valida, legata come è a un irrinviabile risparmio delle risorse, alla lotta agli sprechi (ora circa il 40% della portata) e all’educazione dei cittadini ma, soprattutto, delle imprese perché ne facciano un uso consapevole. Gianluca Paciucci PRC-Federazione di Trieste Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
May 16, 2026
Pressenza
Vogliamo sapere quello che mangiamo!
I nuovi Ogm che l’Unione Europea sta promuovendo sono l’ennesima dimostrazione della volontà dei grandi gruppi economici di dominare ogni aspetto della vita umana, al punto che si sta facendo passare una normativa che ne esclude l’indicazione in etichetta. Sabato 16 maggio, alle 10.00, in Largo Barriera a Trieste, svolgeremo un volantinaggio per denunciare questo ennesimo attacco alle condizioni di salute e di vita dei popoli europei. Chi volesse darci una mano è benvenuto! In allegato il volantino che distribuiremo Coordinamento No Green Pass e Oltre Redazione Friuli Venezia Giulia
May 16, 2026
Pressenza
Incontro con Pino Casamassima
Sabato 16 maggio ore 18.15 presso la sede dell’Associazione culturale Tina Modotti (Casa del popolo “Antonio Gramsci”, via Ponziana 14 1° piano – Trieste) si svolgerà l’incontro DALLA STRATEGIA DELLA TENSIONE AGLI EPSTEIN FILES con Pino Casamassima a partire dai suoi testi Le ceneri della repubblica. Un romanzo italiano e Nella rete di Epstein. Il caso che sta facendo tremare governi, imperi finanziari e reputazioni. L’autore ne parlerà con Giuseppe Vergara.  Pino Casamassima è giornalista professionista, scrittore. Diverse le sue pubblicazioni sulla storia d’Italia: dal brigantaggio al fascismo, alla Prima Repubblica, al terrorismo. È autore di una sessantina di libri (saggi, narrativa, testi teatrali).  Oltre che di storia politica, si è occupato di musica italiana e rock‘n’roll.  “C’è molto da fare e, quindi, molto da studiare”   Rosa Luxemburg   ASSOCIAZIONE CULTURALE TINA MODOTTI – APS Via Ponziana 14 – 34137 Trieste Redazione Friuli Venezia Giulia
May 16, 2026
Pressenza
Inceneritore Roma: la prima pietra a S.Palomba sarà la pietra tombale di Gualtieri
La messa in scena di Gualtieri con pala e caschetto che scava la buchetta impunemente contrabbandata per prima pietra dove non c’è niente rimarrà tra le immagini più ridicole nella storia dell’amministrazione capitolina. Pompato dai media come grande traguardo in realtà non ha nulla in mano se non la prospettiva di un imminente raffica di … Leggi tutto "Inceneritore Roma: la prima pietra a S.Palomba sarà la pietra tombale di Gualtieri"
Carteinregola comunicazione
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May 15, 2026
carteinregola
La Knesset porta avanti un disegno di legge che conferisce a Israele un controllo totale sui siti archeologici della Cisgiordania
di Noa Shpigel,  Haaretz, 12 maggio 2026.     Un disegno di legge, sostenuto dal Likud, conferirebbe a un nuovo ente governativo il potere di acquistare ed espropriare terreni in Cisgiordania, con l’intenzione dichiarata di estendere potenzialmente la propria autorità anche a Gaza. Gli archeologi avvertono che ciò consentirebbe di utilizzare i siti del patrimonio culturale per favorire l’annessione. Il teatro romano di Sebastia, nel 2021. Crediti: Tomer Appelbaum Nella notte di martedì 12 maggio, la Knesset ha approvato un disegno di legge che amplierebbe in modo significativo il controllo del governo sulle antichità, sui siti del patrimonio culturale e sull’archeologia in Cisgiordania. In base alla proposta, presentata dal deputato del Likud Amit Halevi, verrebbe istituito un nuovo ente indipendente denominato “Autorità per il Patrimonio della Giudea e della Samaria” – utilizzando il termine biblico per indicare la Cisgiordania – sotto l’autorità del ministro del patrimonio, con il potere di acquistare ed espropriare terreni. Il disegno di legge ha superato la lettura preliminare con 23 voti a favore e 14 contrari e tornerà alla Commissione Istruzione, Cultura e Sport della Knesset per un’ulteriore discussione. Il Ministro del Patrimonio che supervisionerebbe il nuovo organismo è Amichai Eliyahu, un esponente di estrema destra di Otzma Yehudit guidato da Itamar Ben-Gvir, che ha ripetutamente invocato l’annessione della Cisgiordania. A febbraio, Eliyahu ha issato per la prima volta un’enorme bandiera israeliana in cima al sito archeologico di Sartaba, dichiarando: “Ci stiamo riprendendo ciò che è nostro”. Il ministro del Patrimonio di estrema destra Amichai Eliyahu issa una bandiera israeliana nella Valle del Giordano, in febbraio. Secondo la proposta, la nuova autorità «avrà la responsabilità esclusiva di tutte le questioni relative al patrimonio, alle antichità e all’archeologia dell’area». I suoi poteri includerebbero lo scavo e la gestione dei siti, la supervisione degli scavi archeologici e l’applicazione della legge. Le competenze attualmente detenute dal funzionario addetto all’archeologia nell’Amministrazione Civile – il funzionario nominato dall’IDF che sovrintende alle antichità in Cisgiordania – verrebbero trasferite al nuovo organismo. Di conseguenza, la giurisdizione della nuova autorità si estenderebbe all’Area B, che, in base agli Accordi di Oslo, è sotto il controllo civile dell’Autorità Palestinese, e non solo all’Area C, che rimane sotto il pieno controllo civile e di sicurezza israeliano. Uno scavo archeologico nei pressi del villaggio di Nabi Samwil in Cisgiordania. Crediti: Emil Salman Durante le discussioni in commissione a febbraio, è stato anche osservato che Halevi ha cercato di autorizzare l’ente ad operare nella Striscia di Gaza e di rinominarlo “Autorità per il Patrimonio di Yesha”, utilizzando l’acronimo ebraico che si riferisce alla Cisgiordania, a Gaza e agli ex insediamenti israeliani presenti in quella zona. Una clausola della proposta stabilisce che la gestione e la manutenzione delle riserve naturali continuerebbero ad essere regolate dall’attuale quadro giuridico militare. Tuttavia, in caso di controversia con altre autorità, prevarrebbe l’autorità del nuovo organismo. Il disegno di legge stabilisce inoltre che le controversie relative alla conservazione e alla gestione dei siti sacri sarebbero deferite a un comitato composto dal capo dell’autorità per il patrimonio, dal capo dell’organismo investito di poteri ai sensi della normativa israeliana sui siti sacri e da un membro aggiuntivo selezionato da un comitato ministeriale ai sensi della Legge sulle Antichità. La proposta prevede anche l’istituzione di un consiglio pubblico per l’autorità per il patrimonio, i cui membri sarebbero nominati dal ministro del patrimonio. L’autorità potrebbe inoltre delegare poteri in siti specifici alle autorità locali o alle società, previa approvazione del consiglio. In risposta, l’organizzazione di archeologi Emek Shaveh ha dichiarato che il disegno di legge «non tutela le antichità. Trasforma le antichità e il patrimonio in uno strumento politico che opera contro la popolazione locale e serve a promuovere l’annessione della Cisgiordania. Se il governo intende promuovere la sovranità israeliana, dovrebbe dirlo esplicitamente». I coloni salgono sul Monte Ebal nell’Area B, che è sotto il controllo civile palestinese e richiede una scorta militare per essere visitata dagli israeliani. Crediti: Hadas Parush Secondo il gruppo, «chiunque voglia davvero proteggere le antichità dovrebbe investire nella prevenzione dei saccheggi, nella cooperazione con le comunità locali e le istituzioni professionali, e nella misura più efficace in assoluto per ridurre la distruzione: un divieto totale del commercio di antichità e l’eliminazione dell’incentivo economico che lo alimenta». In un documento programmatico presentato alla Commissione Istruzione della Knesset a febbraio, il gruppo ha avvertito che la proposta metteva a rischio la ricerca archeologica e avrebbe potuto aggravare l’isolamento professionale di Israele a livello internazionale. I ricercatori hanno anche messo in guardia dall’impatto che la proposta potrebbe avere sulle comunità che vivono vicino ai siti archeologici, affermando che «si può presumere che quasi ogni villaggio o comunità contenga resti archeologici e storici di varia portata che richiedono una supervisione archeologica». Hanno aggiunto che «l’espansione della supervisione crea ampie aperture per promuovere politiche razziste e distruttive». Il documento di opinione concludeva che la proposta è “un’iniziativa viziata che contraddice il diritto internazionale, gli accordi diplomatici firmati da Israele e le regole dell’etica professionale. Si tratta di un palese tentativo di utilizzare l’archeologia come copertura per misure di annessione e di apartheid, danneggiando gravemente l’indipendenza scientifica e la reputazione internazionale di Israele”. https://www.haaretz.com/israel-news/israel-politics/ 2026-05-12/ty-article/.premium/israel-advances-bill-granting-sweeping-control-over-west-bank-archaeology-sites/0000019e-1ca8-d1bd-a1bf-3dac88050000? utm_source=mailchimp&utm_medium=Content&utm_campaign=israel-at-war&utm_content=faab755e55 Traduzione a cura di AssopacePalestina Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.
May 15, 2026
Assopace Palestina
Gay People: orgoglio no, orgoglio sì
La giornata internazionale contro l’omofobia: poche righe e molti link. Amarsi è un diritto naturale ma che fatica… soprattutto se si mettono in mezzo le religioni organizzate e gli Stati che si credono etici (infati accettano ogni guerra). Dal punto di vista anagrafico la “bottega” (come progetto collettivo) è adolescente, perciò – così il luogo comune – con gli ormoni
Manifestazione nazionale del 16 maggio a Milano e commento sull’ondata di misure per la manifestazione propal del 22 settembre
Con un compagno di Milano approfondiamo i temi principali della grande manifestazione nazionale per la Palestina di sabato 16 maggio, in previsione dello sciopero generale del 29 maggio e in ricordo della Nakba del 15 maggio 1948. APPUNTAMENTO ORE 14.30 IN PIAZZA XXIV MAGGIO Inoltre, diamo conto dell’operazione repressiva che ha colpito per la seconda volta con una ondata di misure cautelari giovan* e compagn* per i fatti avvenuti nella grande manifestazione del 22 settembre a Milano, quando un ingente corteo ha tentato di bloccare la stazione di Milano Centrale ed è stato respinto violentemente dalla polizia, dando inizio ad una giornata di scontri protratta per diverse ore nelle strade adiacenti alla stazione centrale. In questa seconda tornata, Il bilancio è di 7 persone agli arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora con duplice firma quotidiana presso la polizia giudiziaria e 10 persone denunciate a piede libero.
A MACOMER PROSEGUE LA RAPPRESAGLIA DELLO STATO CONTRO LA RESISTENZA DEI PRIGIONIERI
Dopo la rivolta che ha portato alla distruzione completa di un blocco del CPR e a distruggerne quasi completamente un altro, trascorsi alcuni giorni di smarrimento gli sbirri e i loro servi sono riusciti a riprendere il controllo del centro e iniziare le operazioni di ritorsione. I prigionieri malati non vengono curati; è notizia di … Leggi tutto "A MACOMER PROSEGUE LA RAPPRESAGLIA DELLO STATO CONTRO LA RESISTENZA DEI PRIGIONIERI"
May 15, 2026
Rifiuti

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