Il governo reprime anche i camionisti: 1.339 identificati, 71 denunceSoltanto due giorni fa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni elogiava la
protesta di agricoltori e autotrasportatori, distinguendo tra manifestazioni
pacifiche e violente. Nemmeno 24 ore dopo, il Viminale ha fatto sapere di avere
identificato oltre 1.300 persone impegnate nei blocchi stradali, denunciandone
più di 70 e sanzionandone più di 200. D’altronde è stato proprio il governo
Meloni a criminalizzare il blocco stradale, nel decreto sicurezza varato
nell’aprile 2025. Un dettaglio forse sfuggito a Giorgia Meloni nel discorso
pubblicato sui social. Così alla carota offerta da Matteo Salvini si affianca il
bastone dell’intero esecutivo. Da un momento all’altro si è ribaltata la
percezione della protesta, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha
addirittura convocato prefetti e questori delle province interessate,
sollecitando attenzione su possibili «infiltrazioni criminali». La repressione
del governo ha sortito i primi effetti, ma parte dei lavoratori è intenzionata a
continuare la protesta in tutto il Mezzogiorno, mentre i disagi dei blocchi
arrivano anche al Nord.
Alla fine, contrariamente a quanto suggerivano le dichiarazioni di Meloni, il
governo ha scelto la linea dura. La decisione dell’esecutivo è arrivata al
termine di una riunione a Palazzo Chigi dedicata proprio ai temi del trasporto e
dei blocchi stradali. La stretta ha portato all’identificazione di 1.339
persone, alla denuncia di 71 manifestanti e all’irrogazione di 242 sanzioni
amministrative. L’esecutivo ha inoltre evocato possibili infiltrazioni della
criminalità organizzata, puntando l’attenzione sui trasportatori e sugli
agricoltori impegnati nei blocchi. Non è chiaro su quali elementi si fondi
l’ipotesi di un coinvolgimento mafioso. Ciò che emerge con evidenza è invece il
rapido cambiamento di approccio nei confronti dei manifestanti, inizialmente
descritti come protagonisti di una protesta legittima e pacifica, poi trattati
come potenziali criminali.
Dopo l’annuncio arrivato dal Viminale, Fedralog Calabria, l’associazione di
categoria degli autotrasportatori, ha comunicato la sospensione dei blocchi:
«Confidiamo che nell’incontro fissato per il prossimo 27 ottobre con il ministro
Matteo Salvini arrivino finalmente le soluzioni concrete e tanto attese», si
legge in una nota dell’associazione ripresa dai media. «Se così non dovesse
essere, la nostra mobilitazione riprenderà con ancora più fermezza». Un annuncio
analogo è arrivato dall’Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani, al
termine di un incontro in prefettura a Catania: «Abbiamo deciso di revocare il
blocco dei tir poiché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del
prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema
dell’autotrasporto». Nonostante i primi annunci di sospensione delle proteste,
la situazione sulle strade resta confusa. I principali portali di informazione e
monitoraggio del traffico segnalano diversi blocchi avviati nella serata di
ieri, anche dopo l’annuncio dell’esecutivo. Tra le aree interessate figurano
alcuni snodi del Lazio centrale, ma soprattutto diversi incroci in Campania.
Anche in Calabria le proteste non sono del tutto rientrate, soprattutto per
quanto riguarda la mobilitazione degli agricoltori.
Nel frattempo, da Palazzo Chigi arriva l’annuncio che il Viminale si impegnerà a
garantire i rifornimenti dei beni di prima necessità e la regolarità dei
trasporti. «Le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Un
servizio che sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta per poter continuare
a lavorare in sicurezza», avrebbero riferito fonti dell’esecutivo. Ieri, le
amministrazioni di Napoli e Bari hanno lanciato un allarme sulle scorte,
segnalando scaffali vuoti nei supermercati e crescenti difficoltà nei
rifornimenti presso le stazioni di servizio. Le ripercussioni hanno raggiunto
anche il Nord, in particolare il Veneto, dove le «forniture di ortofrutta
arrivano un po’ a singhiozzo», ha dichiarato Patrizio Bertin, presidente
regionale di Confcommercio. Per oggi è prevista una riunione del Consiglio dei
ministri dedicata alla questione. Tra le ipotesi sul tavolo figura l’aggiunta di
105,2 milioni di euro ai 480 milioni già annunciati da Salvini, di cui 60
milioni destinati a finanziare rimborsi sul gasolio acquistato tra il 1°
settembre e il 5 ottobre. Tra le altre misure allo studio figurano compensazioni
per le fatture e interventi a sostegno delle piccole imprese. Il prossimo
appuntamento rilevante è fissato per il 27 ottobre, quando il ministro dei
Trasporti Matteo Salvini incontrerà i rappresentanti delle associazioni di
categoria degli autotrasportatori.
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