UCRAINA: “LA CRISI UMANITARIA COINVOLGE 13 MILIONI DI PERSONE”, MENTRE RUSSIA-UNGHERIA SIGLANO UN ACCORDO DI COOPERAZIONE
Prosegue la guerra con le sue conseguenze umanitarie in Ucraina, mentre Ungheria e Russia hanno siglato un accordo di cooperazione in 12 punti per rafforzare i legami economici, energetici e culturali. In risposta, Kiev esorta gli Stati Uniti a riportare l’attenzione sulla guerra alle porte dell’Europa. “Riteniamo che sia giunto il momento di una risolutezza sufficiente a costringere Mosca a cessare il fuoco e a porre fine alla guerra contro l’Ucraina”, ha scritto il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova giudica una “schiacciante sconfitta” l’approccio degli Usa e Israele di un ‘attacco non provocato’ contro l’Iran. Ma qual è la situazione umanitaria sul campo dopo oltre 4 anni di guerra? Lo abbiamo chiesto a Luca Rifiorati, coordinatore del programma di Emergency in Ucraina. Ascolta o scarica Per approfondire le cause del conflitto e la situazione sul campo di battaglia, Emergency organizza un incontro a Milano per presentare il libro della giornalista Marta Serafini intitolato “Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina”. L’appuntamento è per giovedì 9 aprile alle ore 19 presso Casa Emergency in via Santa Croce 19.  “Il libro ripercorre le origini e lo sviluppo del conflitto tra Russia e Ucraina, dalle proteste di Maidan del 2013-2014 fino alla guerra su larga scala iniziata nel 2022, offrendo un inquadramento storico e geopolitico degli eventi. Attraverso analisi e testimonianze dirette dal campo, vengono esplorate le recenti evoluzioni e le conseguenze del conflitto. L’incontro sarà inoltre occasione per confrontarsi sul recente report di Emergency “Care and Community in Wartime” insieme a un medico di Emergency collegato dall’Ucraina. L’obiettivo è comprendere come la guerra abbia trasformato vite, città e memoria collettiva, mettendo in luce il legame tra la resistenza ucraina e il destino dell’Europa”.
April 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Lecco, 14 aprile: Presentazione della fanzine “Sbilancio”, parole e immagini della lotta ancora da finire contro 41bis ed ergastolo
Riceviamo e diffondiamo: Martedì 14 aprile 2026 PRESENTAZIONE DELLA FANZINE “SBILANCIO” parole e immagini della lotta ancora da finire contro il 41 bis e l’ergastolo dalle 19 cena benefit per l’Operazione City a Torino alle 20:30 presentazione della fanzine PRESSO IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE ANARCHICO L’ARROTINO, VIA PRIMO MAGGIO 24C A LECCO Dopo 4 anni di 41 bis Alfredo Cospito vedrà a maggio se lo stato gli rinnoverà questo regime carcerario. La nostra memoria corre a 3 anni fa, quando lo sciopero della fame che intraprese contro ergastolo e 41 bis, durato oltre 6 mesi, scatenò lotte e proteste in tutto il mondo. Per questo vogliamo presentare questa fanzine che ripercorre quel periodo che ebbe la forza di scalfire le mura del silenzio intorno a questo regime di tortura. Sempre al fianco di Alfredo. No 41 bis! “Questa fanzine è un modo per continuare ad esprimere solidarietà e complicità con Alfredo e la lotta contro il 41bis e l’ergastolo, con il popolo palestinese e chiunque quotidianamente sceglie di lottare contro le miserie di questo mondo. Che le piazze per una Palestina libera siano un fiume e che a confronto quelle per Alfredo fossero solo un ruscello, poco importa. Qualsiasi gesto può seminare coraggio, consapevolezza e nuove complicità, elementi preziosi di cui prendersi cura. Le pagine che precedono queste righe non sono solo testimonianza del fatto che anche se ci sentiamo piccolx di fronte a ostacoli insormontabili, volontà, fantasia, immaginazione e cuori che ardono rimangono una risorsa inestimabile, ma anche e soprattutto che i fiumi sono il risultato di tanti ruscelli. Che la nostra tenacia rimanga a sorreggerci e a farci da bussola.”
April 8, 2026
il Rovescio
Bombardamenti pesantissimi sul Libano dall'inizio della "tregua"
Intorno alle 13 di oggi Israele ha rovesciato su tutto il Libano più di cento raid che hanno provocato ingenti distruzioni, morti, feriti, panico. L'attacco è continuato anche nel pomeriggio con missili su Beirut. Il Ministero della salute ha dichiarato che hanno già confermato 132 morti e 837 feriti ma sono cifre molto a ribasso perché c'è da scavare sotto le macerie. L'Iran nel frattempo ha nuovamente chiuso lo stretto di Hormuz per la rottura degli accordi mentre Trump ha dichiarato nuovamente il falso ossia che non era previsto il cessate il fuco in Libano. 
April 8, 2026
Radio Onda Rossa
San Siro: stadio regalato a privati
L’inchiesta sulla svendita dell’impianto milanese alle misteriose entità finanziarie dietro Milan e Inter dimostra che l’operazione andava fermata prima. di Luca Pisapia (*) La vendita di San Siro è stata confezionata su misura per le proprietà finanziarie di Milan e Inter. Ai fondi d’investimento che controllano le due squadre milanesi sarebbero state rivelate negli anni informazioni riservate per favorire l’acquisto dei
Prima Napoli, poi Cetraro: la flottiglia “Thousand Madleens to Gaza” arriva nel sud Italia
Partite da Marsiglia il 4 aprile, le imbarcazioni di Thousand Madleens to Gaza e della Freedom Flotilla Coalition si apprestano a raggiungere le coste italiane. Questa missione internazionale, organizzata per sfidare il blocco e fornire solidarietà concreta al popolo palestinese, farà tappa a Napoli e Cetraro prima di fare rotta verso Gaza. Programma della Flottiglia e porti di scalo * 10–12 Aprile | NAPOLI: Il primo approdo pubblico in Italia. Tre giorni di impegno con le istituzioni locali, le reti sociali e la cittadinanza per ribadire il ruolo dei porti del Mediterraneo come spazi di pace. * Dopo Napoli | CETRARO (Calabria): Cetraro è stata scelta per la sua storia di solidarietà e come posizione di contrasto all’uso delle infrastrutture regionali per la logistica militare. Carico di Solidarietà: Ricostruire la Vita Quotidiana Mentre le rotte commerciali globali continuano a facilitare il transito di armamenti e merci “dual-use” (a doppio uso), le 20 imbarcazioni della flotta di “Thousand Madleens to Gaza” trasportano forniture civili essenziali richieste dalla popolazione palestinese per ricostruire ciò che è stato distrutto: * Sostentamento: Barche da pesca, sementi agricole e sistemi di irrigazione. * Istruzione e cultura: Materiale scolastico, materiali artistici e kit per il ricamo tradizionale. * Salute: Prodotti igienico-sanitari essenziali. Tutto ciò che si trova a bordo è il risultato di campagne internazionali di raccolta fondi e di solidarietà dal basso. “Mentre l’attenzione internazionale si sposta verso le escalation geopolitiche e l’economia di guerra globale e mentre il blocco continua a spingere Gaza sempre più a fondo nella devastazione, noi scegliamo di moltiplicare le rotte della solidarietà. Gaza non può più essere ignorata.” Una scelta politica: Napoli e la Calabria Napoli sarà la prima tappa pubblica della missione in Italia — una città che storicamente si schiera contro l’oppressione. La scelta di Cetraro parla a tutto il Sud Italia: in una regione segnata da anni di tagli ai servizi pubblici, la trasformazione di un porto pubblico in un centro per la solidarietà internazionale funge da rifiuto dell’ “economia di guerra” a favore degli investimenti sociali e dei diritti umani. Redazione Italia
April 8, 2026
Pressenza
LIBANO: L’ACCORDO DI TREGUA NON FERMA ISRAELE, BOMBE SU TUTTO IL PAESE. ALMENO 112 UCCISI E OLTRE 700 I FERITI
Nel giorno in cui la popolazione sperava che la tregua potesse toccare anche il Libano, l’esercito di occupazione israeliano ha dichiarato di aver sganciato circa 160 bombe su 100 obiettivi in soli 10 minuti. L’episodio avvenuto verso le 12.00 italiane avrebbe causato almeno 112 morti e più di 700 i feriti, come ha denunciato il ministro della salute libanese. I medici degli ospedali fanno sapere di essere sopraffatti dalla quantità di feriti, mentre fonti mediatiche israeliane avvertono che potranno esserci attacchi per ore e senza alcun preavviso. Finora, i raid aerei israeliani hanno colpito 55 aree e sarebbero molte le persone intrappolate sotto le macerie. Gli attacchi, che stanno proseguendo, sul Libano mettono a dura prova l’accordo di tregua: il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è nuovamente interrotto proprio a causa dell’aggressione continua israeliana. “Israele continua a espandere la sua aggressione prendendo di mira aree residenziali densamente popolate e togliendo la vita a civili disarmati in varie parti del Libano, inclusa, in particolare, la capitale Beirut”, ha detto il premier libanese Nawaf Salam, in una drammatica dichiarazione ripresa con evidenza dalla Bbc britannica. In mezzo a questi bombardamenti una colonna italiana dell’Unifil che portava elementi presso la capitale libanese per il rimpatrio è stata bloccata dall’Idf. “I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo, per fortuna nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare”; lo ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il Question Time alla Camera. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Mauro Pompili, giornalista che da anni vive nella capitale libanese. Ascolta o scarica.
April 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Naufragio Cutro, consulente Procura: ritardi nei soccorsi ed errori sui radar
Emergenze sottovalutate, radar gestiti in modo inadeguato e un fatale ritardo nelle operazioni di mare. È un quadro drammatico quello tracciato dall’ammiraglio Salvatore Carannante. “Anche se era un’operazione di polizia, la Guardia di Finanza poteva chiedere la collaborazione della Capitaneria, che aveva i mezzi per portare a termine l’attività di law enforcement, che sarebbe stata comunque coordinata dalla Guardia di Finanza”. È questo uno dei passaggi della lunga testimonianza dell’ammiraglio Salvatore Carannante, consulente della Procura della Repubblica di Crotone nel processo legato al naufragio di Cutro sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love il cui naufragio, il 26 febbraio 2023, causò 94 morti tra i migranti partiti dalla Turchia. Sul banco degli imputati del processo ci sono quattro militari della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera, accusati di omicidio e naufragio colposo. Dopo una fase procedurale per l’acquisizione di documenti, l’ottava udienza del processo è iniziata con la segnalazione, da parte dell’avvocato Marilena Bonfiglio, difensore di Francesca Perfido, ufficiale della Guardia Costiera in servizio presso l’IMRCC di Roma, della presenza in aula del capitano della Guardia di Finanza Gaetano Barbera che, in qualità di comandante all’epoca della Sezione operativa navale di Crotone, è anche nell’elenco dei testimoni della Procura e quindi non poteva assistere all’udienza per non inficiare la genuinità della sua futura testimonianza. Il presidente del Tribunale, Alfonso Scibona, lo ha pregato di lasciare l’aula dalla quale continuano, invece, a restare fuori le telecamere delle tv che minerebbero la genuinità della prova. Naufragio Cutro: analisi tecnica sulle motovedette Quindi il pm Matteo Staccini ha iniziato l’esame del consulente tecnico Carannante, che ha esaminato lo scenario di quella notte tra il 25 e il 26 febbraio partendo dalla rotta del caicco affondato fino alle attività svolte da Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto. Le domande del pubblico ministero si sono incentrate subito sulle due unità della Guardia di Finanza: la motovedetta V5006 e il pattugliatore veloce Barbarisi. Due unità che, dopo la segnalazione da parte di Frontex di una barca con “possibili migranti a bordo” la sera del 25 febbraio, levarono l’ancora dal porto di Crotone alle 2.30 del 26 febbraio per intercettare l’imbarcazione poi naufragata, in quella che era un’operazione di polizia, ma tornarono indietro per le brutte condizioni meteo. Dalle relazioni si apprende che quella notte il mare era forza 4 con vento forza 5: “In queste condizioni – ha detto Carannante – le onde diventano lunghe; sono valori che possono rendere difficile la navigazione, ma non pericolosa”. Il consulente, in base all’esame delle schede tecniche delle due unità, ha detto: “La motovedetta V5006 della Guardia di Finanza, con le condizioni di quella sera, poteva sostenere in sicurezza una velocità massima di circa 30 nodi. Quindi non è stato coerente aver dichiarato il rientro in porto per condizioni meteomarine avverse, a meno che il comandante dell’unità non avesse altre problematiche per cui riteneva che l’imbarcazione non potesse andare. Questa è una condizione che noi non conosciamo”. Diversa la situazione per il pattugliatore d’altura Barbarisi. “Poteva navigare al limite, ma a circa 15 nodi con mare forza 4. Può darsi che Il comandante del Barbarisi abbia valutato il mare superiore a forza 4 e deciso di tornare indietro, valutazione su cui non posso entrare nel merito. Io sarei andato avanti. Il Barbarisi era al limite perché la scheda tecnica prevede come massimo stato di navigazione mare 4. C’era una sorta di rischio. Il comandante non se l’è sentita. Le motovedette della Guardia Costiera, Cp 321 e 326, invece, erano in grado di affrontare il mare. Sono motovedette ognitempo, possono andare in mare in qualsiasi condizione”. Il nodo dei radar nel disastro del naufragio di Cutro L’ammiraglio Carannante è stato chiamato a spiegare al Tribunale anche la situazione dei radar del Roan della Guardia di Finanza sul versante ionico (Campolongo, Brancaleone e Punta Stilo). La situazione descritta dal consulente della Procura è stata drammatica: “Il radarista – ha detto – non ha operato per cambiare la scala di portata. Certo, più è lunga la portata meno precisa è la risposta, soprattutto se ci sono condizioni meteo avverse. Però, sapendo che ho un bersaglio segnalato da Frontex, dovevo scoprire quello che c’era con ogni mezzo. Il monitoraggio del bersaglio doveva dirigerlo l’OTC. L’operatore avrebbe dovuto eseguire l’ordine dell’OTC e cercare con ogni mezzo, operando sul radar, per individuare il bersaglio. Il radarista, al momento dell’escussione sul sito, ha detto che non era in grado di fare nulla, era un osservatore che guardava lo schermo. Non era in grado di fare monitoraggio e poi quel radar era impostato su una portata fino a 12 miglia, anche se aveva potenzialità più alta. Se non è in grado di manovrare il radar, non siamo capaci di scoprire il bersaglio, che non spunta come un fungo, bisogna cercarlo. La bravura sta nel superare le difficoltà delle condizioni meteo. Si fa operando sulle manopole di controllo del radar. Qualunque radarista ha competenze e conoscenze per ricercare e scoprire bersagli. Quella sera si poteva scoprire il bersaglio. La strumentazione del radar per eliminare gli eventi meteo, se io la vado ad attivare li esclude, ma se io non lo so fare, che ci sia o no questa strumentazione, per l’operatore non ha significato. L’apparizione del target sul radar è stata fortuita e non ricercata. Il bersaglio è uscito fuori all’improvviso”. La questione del radar ha aperto anche il tema sul monitoraggio occulto del caicco fino alle acque territoriali: “Si poteva fare con il radar, che era l’unico modo visto che le motovedette non sono andate, ma il radar non era settato oltre 12 miglia e la telecamera termica della Finanza al radar di Campolongo non funzionava. Al momento della segnalazione di Frontex non c’erano le condizioni per fare il monitoraggio occulto”. Le rotte e i ritardi fatali Carannante è stato poi interrogato sulla rotta del caicco ed ha spiegato che “i dati forniti da Frontex erano fuorvianti ed inattendibili perché, in base alla segnalazione ricevuta, i miei calcoli davano un punto di arrivo diverso da quello di approdo indicato da Frontex: loro dicevano Copanello, dai miei calcoli era Le Castella, poco distante da dove è avvenuto l’evento”. Il consulente ha riconosciuto che il Gruppo aeronavale di Taranto aveva ricalcolato la rotta, come si evince anche dalle conversazioni WhatsApp tra ufficiali. “La rotta stimata da Frontex non ha comunque influenzato l’intervento, perché la Finanza si è attardata a uscire visto che sapevano che il caicco sarebbe arrivato nei pressi di Le Castella”. Il pm ha poi chiesto al consulente se ritenesse che l’intervento da attivare fosse di law enforcement o SAR: “Era law enforcement perché l’imbarcazione, come descritta da Frontex, stava navigando in tranquillità. Stava navigando con mare di poppa, il che vuol dire che il timoniere era esperto perché navigava dritta. Aveva il pieno controllo. Insomma, la Guardia di Finanza era pienamente titolata a intervenire”. Il ritardo nella partenza delle unità della Finanza dal porto, secondo il consulente, è stato decisivo: “Se fossero partiti alle 00.17 come chiedeva Lippolis, sollecitando la partenza del Barbarisi, lo avrebbero intercettato a 6 miglia dal punto di arrivo, quindi prima della tragedia. Invece, quando sono usciti alle ore 2.30, anche proseguendo a una velocità di 10 nodi non sarebbero riusciti ad arrivare in tempo per evitare lo spiaggiamento”. L’esame di Carannante ha riguardato anche il ruolo della Capitaneria di Porto: “Le motovedette della Guardia Costiera non dovevano uscire se il caicco stava navigando. La centrale operativa di Reggio Calabria, dopo aver saputo che l’operazione la gestiva la Finanza in mare, non si è più interfacciata con il Roan per sapere se erano uscite le loro unità. Nania (in servizio al V MRSC della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria) prima di andare a dormire doveva chiedere se la GdF era uscita”. Stufette o migranti? Era una barca con migranti Nel corso della sua testimonianza, Carannante ha anche parlato delle valutazioni sull’origine del caicco fatte da Frontex: “La situazione era da investigare, il dubbio dei migranti ci stava anche per la telefonata verso la Turchia. C’era un rilievo termico dal boccaportello di prua, ma poteva essere qualche stufa. Però era un sospetto”. Sul punto l’avvocato di parte civile, Francesco Verri, riferendosi a un’annotazione della centrale operativa nazionale della Finanza che riportava sul giornale ‘barca con migranti alle 23.20’, ha chiesto a Carannante: “Il documento di Frontex è interpretato dalla GdF come barca con stufette o barca con migranti?”. “Barca con migranti”, ha risposto Carannante, che ha anche spiegato che dopo il rientro in porto delle unità navali “non ha chiesto l’intervento di un’altra forza o di altre navi nella zona”.   Redazione Italia
April 8, 2026
Pressenza
Due membri della Camera dei Rappresentanti USA visitano Cuba
I membri della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti Pramila Jayapal e Jonathan Jackson del Partito Democratico hanno visitato Cuba e sono stati ricevuti dal presidente Miguel Diaz Canel. Jayapal è la prima donna indo-americana a essere eletta alla Camera dei Rappresentanti per il settimo distretto di Washington, ha presieduto il Caucus Progressista del Congresso tra il 2021 e il 2025 e fa parte dei comitati giudiziari e di bilancio. Jackson, rappresentante del primo distretto dell’Illinois dal 2023, è figlio del defunto reverendo Jesse Jackson ed è stato portavoce nazionale della Rainbow/PUSH Coalition, un’organizzazione fondata da suo padre in difesa della giustizia sociale e dei diritti civili. Durante l’incontro il presidente cubano ha denunciato l’impatto del blocco economico imposto dagli Stati Uniti, in particolare l’assedio energetico decretato dall’amministrazione di Donald Trump. Jonathan Jackson con il presidente cubano Díaz Canel ha definito queste misure un “danno criminale”, ha messo in guardia sulle minacce di azioni ancora più aggressive da parte del governo degli Stati Uniti ed ha ribadito  la volontà del suo governo di mantenere un dialogo bilaterale serio e responsabile, con l’obiettivo di trovare soluzioni alle differenze esistenti tra i due Paesi. “Questo incontro riflette la volontà di Cuba di avanzare verso una comprensione reciproca, nonostante le tensioni storiche e le politiche restrittive in vigore”, ha dichiarato. I due politici sono stati ricevuti anche dal Ministro degli Esteri di Cuba Bruno Rodríguez Parrilla che ha scritto su X: “Ho incontrato i membri della Camera dei Rappresentanti Pramila Jayapal e Jonathan L. Jackson. Ho spiegato l’aggressione multidimensionale che Cuba deve affrontare da parte del governo degli Stati Uniti, con un grande impatto sulla popolazione cubana, la cui situazione si è aggravata con l’attuale assedio energetico, con la continua minaccia di azioni ancora più aggressive e la costante e ostile campagna di discredito con tutti i mezzi possibili”, riporta Cubadebate. Al termine della loro visita sull’isola, durata cinque giorni, i due membri della Camera dei Rappresentanti hanno emesso una nota: “Il blocco illegale alla fornitura di carburante a Cuba, a 145 chilometri a sud degli Stati Uniti, si aggiunge all’embargo più lungo della storia e sta causando una sofferenza incalcolabile al popolo cubano. Gli Stati Uniti hanno impedito l’ingresso di una sola goccia di petrolio a Cuba per più di tre mesi. Si tratta di una crudele punizione collettiva, in pratica di un bombardamento economico delle infrastrutture del Paese, che ha causato danni irreparabili e deve cessare immediatamente. Abbiamo visto bambini prematuri in incubatrici, che pesavano appena un chilo, e che corrono un rischio tremendo perché i loro respiratori e incubatrici non possono funzionare senza elettricità. I bambini non possono andare a scuola perché non c’è carburante per loro e i loro insegnanti per spostarsi. I malati di cancro non possono ricevere trattamenti salvavita a causa della mancanza di farmaci. C’è carenza d’acqua perché c’è poca elettricità per pomparla. I negozi hanno chiuso. Le famiglie non possono mantenere il cibo refrigerato e la produzione alimentare sull’isola è scesa solo al 10% del fabbisogno della popolazione. Abbiamo ascoltato un’ampia varietà di voci: famiglie, leader religiosi, uomini d’affari, organizzazioni della società civile, governo cubano, ambasciatori latinoamericani e africani, organizzazioni umanitarie e cubani di tutto lo spettro politico, compresi i dissidenti. In tutti i settori c’è consenso: questo blocco illegale deve finire immediatamente. Non crediamo che la maggior parte degli statunitensi desideri che questo tipo di crudeltà e disumanità continui a nostro nome. Il governo cubano ha dato molti segnali che questo è un nuovo momento per il Paese. Durante la nostra visita, il presidente Díaz-Canel ha rilasciato più di 2.000 prigionieri. Il governo cubano ha iniziato a liberalizzare la sua economia con riforme significative, tra cui l’autorizzazione agli imprenditori cubano-americani a investire in aziende private a Cuba. Lo spirito imprenditoriale è cresciuto in modo sostanziale e le piccole e medie imprese private rappresentano ora una parte importante dell’economia. Il governo cubano ha invitato l’FBI a condurre un’indagine indipendente su una sparatoria mortale con un motoscafo. Gli ostacoli rimanenti al progresso a Cuba ora stanno nel fatto che gli Stati Uniti cambino la loro politica obsoleta, tipica della Guerra Fredda, di misure economiche coercitive e pressioni militari contro Cuba. La vera riforma si otterrà solo tracciando un nuovo corso. Gli Stati Uniti e Cuba devono avviare immediatamente negoziati reali che garantiscano la dignità e la libertà del popolo cubano, nonché gli enormi benefici che il popolo statunitense otterrà da una genuina collaborazione tra i nostri due Paesi”. (Tratto dal sito ufficiale di Pramila Jayapal). Andrea Puccio
April 8, 2026
Pressenza
Roma 10 aprile: “Non dimenticare un solo nome – il sudario in cammino per la pace e la giustizia”
10 aprile Ore 17.00 – Dai Giardini di Piazza Vittorio (entrata da Via Carlo Alberto) a Piazzale del Verano: Un sudario che percorre l’Italia  Lungo 25 metri e largo 7, con scritti i nomi, uno per uno, di 18.457 bambine e bambini uccisi a Gaza dai bombardamenti e dai droni israeliani. Dopo Udine, Padova, Bologna, Firenze sarà a Roma venerdì 10 Aprile, accompagnato dal collettivo “Carnia per la Pace”, che lo ha realizzato. AssopacePalestina ha aderito all’ iniziativa.
April 8, 2026
Assopace Palestina
Ricordando Bernardo
di Enzo Scandurra Lascio ad altri, più competenti, di illustrare la figura di architetto e urbanista di Bernardo; io preferisco ricordarlo come un amico. Con Bernardo ci conoscemmo per caso a Trapani, nel ’94, entrambi direttori di dipartimento, fummo nominati (in quanto fuori dal mondo siciliano) periti consulenti del Gip del Tribunale. Quel giorno, a Trapani, ci salutammo per la prima volta, poi lui partì per Roma, io rimasi a fare un giro in Sicilia. Io allora ero sempre un po’ diffidente degli architetti; lui, invece, sempre cordiale e disponibile. Facemmo conoscenza più intima, anche con la moglie Gaia, nei seminari estivi organizzati da Enzo Tiezzi a Ingurtosu. Erano i tempi della scoperta dell’ecologia, con Marcello Cini, Enzo Tiezzi, lo scultore Cascella e Pino Longo. In seguito ci vedevamo con frequenza nella sua casa di Civita di Bagnoregio. Lì una volta organizzammo un seminario sull’ecologia che durò due giorni, insieme a Giovanna Ricoveri, Carla Ravaioli, Marcello, Enzo, Magnaghi e un funzionario dell’Enea di cui non ricordo più il nome. A quel momento misi definitivamente a fuoco l’immagine di Bernardo: sembrava un nobile caduto dal cielo in mezzo a degli umani litigiosi, in eterno conflitto. Lui aveva sempre una postura apparentemente distaccata: sobrio, mai polemico, riservato, sempre pronto a stemperare i conflitti. Anche quando indossava i vestiti che sarebbero stati assai meglio a un ragazzo, appariva comunque elegante, un vero signore! Poi conobbi il suo dolore e quello di Gaia in occasione della morte della figlia. Anche in quella tragica vicenda riusciva a contenere il suo dolore mascherandolo con ironia e una finta rassegnazione. Era facile diventare suo amico: era sempre aperto alle novità (ricordo una volta che, emozionato, mi lesse, per telefono, un intero articolo sul “pensiero unico” di Ignacio Ramonet, su Le Monde Diplomatique), non si tirava mai indietro di fronte a qualsiasi avventura politica e non. A suo modo, un modo un po’ timido, era anche romantico e passionale sebbene la sua (presumo io) rigida educazione (un po’ svizzera, un po’ inglese) lo frenava dall’esibire i suoi sentimenti. Era capace di scacciare la tristezza e affrontare le contraddizioni del presente con ironia e fiducia. Come ben disse Cacciari, in ricordo della morte di Asor Rosa, gli amici si appartengono e passano, attraverso tale legame, a contribuire a cambiare il Paese. Con Bernardo ci siamo appartenuti, forse per troppo poco tempo. Enzo Scandurra Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
April 8, 2026
carteinregola

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