Extinction Rebellion “questo caldo è una scelta politica” e ridipinge un toret
Nuova iniziativa di Extinction Rebellion a Torino: un Toret del centro città, in piazza Arbarello, – che versava in condizioni di degrado – è stato ridipinto di verde fluo per richiamare l’attenzione sulle ondate di calore estremo e sulle conseguenze della siccità che ha colpito il territorio negli ultimi mesi. Una protesta artistica dal forte impatto visivo, realizzata su uno dei simboli dell’acqua potabile pubblica torinese: un bene comune gratuito e indispensabile, soprattutto nelle giornate di caldo record di questa estate, segnata da temperature mai raggiunte prima. La fontana di piazza Arbarello, infatti, è stata abbellita con vasi di fiori e bicchieri a disposizione di tutti per abbeverarsi, e una scritta che recita “Caldo e siccità: chi governa ti lascia a secco”, perché l’ondata di caldo di questi mesi sta provocando morti, incendi, danni alle infrastrutture e aggravando la grave siccità degli ultimi anni.“Il Po è in secca. I ghiacciai stanno fondendo. Di fronte alla spaventosa cecità della Regione Piemonte e del Governo, e a decisioni politiche che vanno in direzione contraria alla tutela della salute dei cittadini e del bene comune, dipingiamo di verde fluo un Toret del centro città perché ricordi a ognuno di noi – in queste giornate di calore estremo – che questo caldo è una scelta politica”, afferma Extinction Rebellion. Anche il colore non è stato scelto a caso: il verde fluo, tonalità immediatamente riconoscibile e associata all’allarme e alla contaminazione, è diventato negli anni uno dei codici visivi del movimento. È stato già utilizzato in diverse proteste, tra cui le azioni simboliche che hanno visto alcune acque di fiumi italiani tingersi di verde e la campagna di affissioni “Ecovandali”, avviata dal movimento lo scorso anno: manifesti raffiguranti politici nazionali e locali e aziende accusate di attività dannose per l’ambiente, come Leonardo Spa, vengono “colpiti” da una pennellata di verde acido, ribaltando l’accusa di “ecovandalismo” spesso rivolta ai movimenti che si battono per la giustizia climatica. Tra i responsabili dell’aggravarsi della crisi idrica, Extinction Rebellion, ancora una volta, ricorda le responsabilità della Regione Piemonte e del Governo. In un periodo storico segnato da siccità sempre più frequenti e da una crescente pressione sulle risorse idriche, la Cabina di Regia per la Crisi Idrica, istituita presso il Ministero delle Infrastrutture di Matteo Salvini durante la terribile siccità del 2022, si è riunita, dopo un’anno dall’ultima riunione, solo il 9 luglio. Sono stati stanziati 1,7 miliardi di fondi emergenziali, una misura ritenuta insufficiente dall’Associazione Nazionale dei consorzi irrigui, di fronte al cronicizzarsi della crisi. La Giunta Cirio, nell’estate 2025, proponeva una disposizione di legge (Lg. 9/2025 Art. 34 su deflusso ecologico e Art. 50 su aree protette) che consentiva un aumento dei prelievi di acqua dai fiumi fino al 70% della portata nei periodi di magra, andando di fatto a raggirare la Direttiva Europea 2000/60/CE. La legge, infatti, è stata bocciata dalla Corte Costituzionale nell’aprile 2026 risultando in contrasto con la normativa europea e nazionale nonché priva di fondamenta tecnico scientifiche e valutazioni specialistiche circa il deflusso ecologico. “Una storia che evidenzia la mancanza di visione del Governo e di questa Giunta nei confronti dei temi legati alla salvaguardia degli ecosistemi e del clima, confermata dalla comunicazione dell’ufficio stampa di Forza Italia contro i manifesti attaccati negli scorsi giorni in giro per Torino” commenta Extinction Rebellion, riferendosi al comunicato stampa inviato da Marco Fontana di Forza Italia. “Ancora una volta, nonostante l’evidenza dei dati, si nega il contributo alle emissioni globali dell’Italia e dell’Europa, attribuendo colpe e responsabilità ad altri, e riducendosi a gestire come emergenza una situazione ormai cronica e strutturale”. Extinction Rebellion Extinction Rebellion
July 17, 2026
Pressenza
“Portentosa Cura Intergalattica”: quando la politica abbraccia la poesia
Carlotta Muston e Chloé Bertini raccontano il sogno di un’ecologia dei movimenti contro la frammentazione della sinistra italiana. PCI — no, non parliamo con nostalgia del Partito Comunista Italiano, ma della “Portentosa Cura Intergalattica”. Il nome stesso suona strano, fuori dagli schemi, impossibile da inscatolare negli slogan del panorama di opposizione politica che conosciamo. Eppure, dietro a queste tre parole si nasconde una visione radicale e un progetto politico concreto che sta riunendo decine di realtà attiviste attorno a una domanda semplice, ma mai veramente affrontata: come costruiamo davvero il cambiamento? Come lo facciamo insieme? Quando il nome diventa manifesto politico Carlotta Muston e Chloé Bertini sono due delle fondatrici della PCI. Si sono incontrate nei movimenti di Extinction Rebellion e Ultima Generazione, dentro quei movimenti che negli ultimi anni hanno messo il corpo sulla strada, ma è stato in momenti di sosta dalla militanza che hanno iniziato a farsi le domande davvero difficili. “Eravamo tra il portone di casa di Sofia, che ha dato vita al progetto insieme a noi, e la fermata del tram davanti a casa sua. Sofia è molto comunista e insisteva che avremmo dovuto chiamarci PCI. Giocando con queste tre lettere e reinventandole, abbiamo capito che l’emozione che sentivamo era il bisogno di un nome grande, esplosivo, espansivo, pieno di amore, luce, colore e gioia. Ed è importante per noi che la dimensione della cura sia proprio al centro del nome, perché rende la dimensione transfemminista del nostro progetto fondamentale , ed è proprio quello che nella sinistra italiana  abbiamo invece visto mancare da quando siamo bambine.” — Carlotta Chloé aggiunge un’altra sfaccettatura: “Quello che mi piace è l’inafferrabilità che porta con sé questo nome. Perché da un lato deve essere grande per affrontare una sfida globale e sistemica che richiede ambizione. Dall’altro, ci sono tante altre parole che usiamo per comporre e scomporre questa sigla, per esempio “Piccole Creature Invertebrate”, perché vogliamo avanzare in modo organico e riconnetterci alla vita. Dentro il nostro gruppo cambiamo le parole dell’acronimo ogni volta che vogliamo, per esprimere concetti diversi. Questo mi piace perché mantiene sia la dimensione ambiziosa della sigla che quella di gioco e creatività.”. “Portentosa cura intergalattica è un nome che può far ridere“, aggiunge Carlotta. “Ma è per dire: possiamo avere un orizzonte molto alto e ambizioso e fare piccoli passi, continuare a prenderci sul serio e anche prenderci in giro. Penso che la sinistra abbia bisogno di questa ironia.” Il weekend che ha cambiato tutto La genesi della PCI arriva da una frustrazione condivisa. Molte di loro vengono da anni di lotta climatica con  Extinction Rebellion, Ultima Generazione. Anni di corpo sulla strada, di urgenza, di consapevolezza che la crisi climatica e sociale non è rimandabile. Ma c’era qualcosa che mancava. “C’era una spinta, un’energia, una volontà di dare tutto al servizio di un cambiamento radicale, ma non erano ancorate a un’intenzione che poteva essere formulata con chiarezza. Non ci eravamo mai chiesti davvero: come lo facciamo? Come realmente sovvertiamo questo sistema omicida, genocida, ecocida?” — Chloé E da lì il gesto semplice: un fine settimana a casa di Chloé. “Da brave amiche e compagne abbiamo passato il weekend a cercare di pianificare la rivoluzione, o almeno, a rispondere ad alcune domande“, racconta Carlotta. Un ecosistema, non una battaglia Quello che emerge è l’intuizione che un’ecologia dei movimenti è urgente. Carlotta spiega: “Se vogliamo abbattere capitalismo, patriarcato e colonialismo che sono la matrice del sistema in cui viviamo, dobbiamo scardinare dentro di noi stesse le strutture culturali di oppressione che abbiamo interiorizzato. Non abbiamo una risposta a come costruire un’ecologia di movimento. Ma l’intuizione è quella di un’ottica permaculturale, dove le diverse realtà entrano sinergicamente in relazione e permettono di produrre ancora più biodiversità e meraviglia.” Ritiro gruppo operativo, maggio 2026 Come il potere frammenta i movimenti La frammentazione dei movimenti non è un incidente, è un effetto del potere. “Vedo un potere che tende all’atomizzazione dell’individuo concentrato sul successo di sé stesso. Un meccanismo di competizione che si irradia a tutte le sfere. Ma se mettiamo in condivisione le competenze, unirci ci permette di generare più spazio contro l’ottica di scarsità che viene raccontata e ricercare quel movimento espansivo che abbiamo incastonato nel nostro nome” — Carlotta Chloé individua un meccanismo cruciale: “La frammentazione viene da dentro i movimenti. Quando attraversiamo conflitti interni e sentiamo di non guardare nella stessa direzione, lo si vive spesso personalmente come un tradimento. E questo porta a maturare la credenza di non poter lavorare con qualcuno che non vediamo come portatore di un lavoro di trasformazione radicale. Dobbiamo anche fare i conti con una scala di prossimità al potere che ci frammenta: più si è vicine al potere, più è difficile empatizzare con chi è ai margini e più i margini sono lontani meno si sentono compresi.” Facilitazione sistemica e conflitto trasformativo “La facilitazione sistemica affronta i gruppi come sistema ed è uno strumento fondamentale e politico perché le strutture di potere che viviamo nel mondo si ripercuotono nei nostri spazi: i maschi, le persone bianche, le persone abili prendono più spazio. La facilitazione ci permette di scardinare attivamente queste strutture.”  — Carlotta Carlotta mette in luce la necessità di un nuovo modo di vivere e camminare nel confronto. Durante un conflitto, stare sui contenuti e stare sul processo sono modalità completamente diverse di vivere ciò che accade. Il processo stesso è cura e apprendimento e la facilitazione aiuta a navigare il dialogo mentre lo si vive. “Siamo esposti a una gestione del conflitto secondo la metafora della guerra, non della trasformazione. Una sfida fondamentale di evoluzione è permettere alle persone di avere un’esperienza incarnata di cosa significa stare nel conflitto e non uscirne massacrati, ma trasformati.” – Carlotta “L’emotività è parte del processo”, sottolinea Carlotta, che fa la facilitatrice sistemica di professione. “Il dolore di fronte alla terra che brucia, il dolore quando non riusciamo a stare insieme, è informazione data al lavoro di connessione reciproca“. Per questo è importante e non secondaria la scelta dei luoghi in cui la PCI decide di portare avanti il processo: spazi naturali, vicino a fonti d’acqua, con la luna piena ad illuminare gli incontri. I valori che permeano il progetto sono quindi : eco-transfemminismo, nonviolenza (ecologica e indigena), ciclicità, facilitazione, affiancati da una volontà crescente di approcciarsi in maniera pratica al mondo con un ‘ottica decoloniale. L’urgenza: “When despair ends, tactics begin” “La mia terra sta bruciando. La superficie vivibile della Terra si sta riducendo. Questa estate in Italia sentiamo temperature assurde. Le circostanze ci mettono davanti a una scelta: o perdiamo la nostra umanità, o abbattiamo tutto quello che la ostacola.” — Chloé “Uno degli ostacoli più grandi a cui ci troviamo di fronte è il cinismo e la disperazione. Le persone vedono ciò che accade e ne rimangono incredule, ma continuano a vivere la propria vita come se nulla fosse. Non si rendono conto del potere che abbiamo” continua l’attivista. “When despair ends, tactics begin. Possiamo e dobbiamo continuare a elaborare il lutto e il dolore per la Terra che muore e per il fatto di non riuscire a stare insieme come vorremmo, ma adesso è il momento di iniziare a mettere in atto  e a costruire veramente le tattiche comuni per uscire da tutto questo. L’urgenza di riconoscerci come ecosistema di movimenti nasce per noi dalla crisi climatica, che è qui e ora. Per questo il progetto diventa urgente, non rimandabile e un imperativo. L’alternativa che cerchiamo non può essere dentro questo sistema, perché è quello che ha prodotto il disastro.” — Carlotta. Un incontro per tessere il potere collettivo Tutto questo prende forma concreta per il secondo anno consecutivo in un incontro a fine agosto a cui sono state invitate 50 realtà diverse, dall’ambientalismo al transfemminismo, dai diritti dei migranti alla solidarietà palestinese, dalle comunità alternative ai sindacati di base. Cinque giorni dove le diverse lotte proveranno a vedersi, parlarsi, tessere una trama nuova. Quando si parla di risultati però è bene riconoscere che il processo durerà anni e quindi per il momento si procede con calma e cura. Chloé: “C’è tanto amore dentro il nostro gruppo. Nel primo incontro “beta” questa energia si è estesa a tutto il campeggio e credo che succederà nuovamente quest’anno.” Anzio, agosto 2025, Primo ritiro rivoluzionario Carlotta non vuole parlare di aspettative, ma di desiderio che, ci ricorda, letteralmente vuol dire: “Andare verso le stelle. È strano portare la dimensione energetica e spirituale in ambienti politici, non lo è per noi, ma è una cosa nuova per chi lo vede fare e lo vive nei nostri incontri. Personalmente, comunque, vorrei che le persone presenti al ritiro se ne andassero con il cuore più aperto e più capaci di comunicare con gli altri, senza la paura di essere vulnerabili.” Forse è qui, nello spazio tra la visione globale e l’intimità del legame, che la Portentosa Cura Intergalattica sta facendo qualcosa di radicale: non sconfiggere il nemico, ma imparare a stare insieme, veramente insieme, nella costruzione di un mondo diverso. Per saperne di più scrivere a info@portentosacuraintergalattica.com   Erica Cardin
July 17, 2026
Pressenza
AGGIORNAMENTO OPERAZIONE IPOGEO: BAK E LUIGI SONO FUORI DAL CARCERE
Diffondiamo: Dopo il rinvio a giudizio al 15 settembre deciso dal giudice, gli avvocati hanno richiesto istanza di scarcerazione per i nostrx compagnx, siamo felici di comunicare che Bak e Luigi sono statx scarceratx, con obbligo di firma, di dimora e restrizioni notturne. Ad Alessio, è stata revocata la misura dei domiciliari con obbligo di … Leggi tutto "AGGIORNAMENTO OPERAZIONE IPOGEO: BAK E LUIGI SONO FUORI DAL CARCERE"
July 17, 2026
Brughiere
Gaza e le api di Monza
Eleonora ci scrive questa sua testimonianza, ma per completarla ci invia anche il racconto del suo amico Mattia. Entrambe meritano la lettura. La vita ci regala spesso incontri inaspettati! Grazie alla frequentazione del Presidio quotidiano in Piazza Duomo ho conosciuto un gruppo di persone, tra cui Nuni, Loredana, Claudio e Gianluca, che sono in contatto con alcuni studenti palestinesi arrivati a Milano grazie a delle borse di studio. Mi hanno coinvolto nel proposito di creare per loro qualche momento di socialità e spensieratezza. E mi sono chiesta: “Io cosa posso fare?” Sono un’apicoltrice amatoriale e assieme al mio amico Gianpiero (il vero esperto) ho proposto una visita al nostro apiario didattico che si trova a Monza ed è gestito dall’associazione Apicittadine, guidata dall’instancabile Mattia. Abbiamo coinvolto familiari e amici per gestire gli spostamenti dei ragazzi, allestito i luoghi esponendo la bandiera palestinese e preparando alcuni cartelli con descrizioni in lingua araba, ci siamo divisi i compiti per fare acquisti e preparare il cibo. Ci siamo dati da fare per creare un’atmosfera il più accogliente possibile. Il risultato è andato oltre ogni aspettativa! I ragazzi erano a loro agio, hanno raccolto alcuni prodotti dell’orto, hanno osservato da vicino la meraviglia delle api con lo stesso stupore dei bambini che spesso vengono a farci visita. Un momento semplice e conviviale vissuto in serenità. Allo stesso tempo pensavo che molti di loro fino a pochi mesi fa erano ancora a Gaza. I loro familiari sono ancora in quell’inferno… Se per un attimo hanno sentito il calore familiare che volevamo trasmettere è già molto, ma non basta. Dobbiamo batterci ogni giorno per far sì che ogni studente, ogni bambino, ogni persona palestinese possa vivere in pace nella sua terra, dove poter tenere in tasca le chiavi e dire…: “Andiamo a casa”. E ora il racconto di Mattia che li ha accolti: Domenica scorsa, il 12 luglio, il nostro Giardino della Biodiversità e della Legalità a Monza si è riempito di sguardi, storie e parole che difficilmente dimenticheremo. Abbiamo trascorso il pomeriggio insieme a un gruppo di studenti palestinesi venuti a trovarci e l’emozione che abbiamo vissuto è difficile da racchiudere in poche righe. È stato un momento di condivisione pura. Da un lato, noi soci di Apicittadine abbiamo raccontato la nostra quotidianità, il legame profondo con il territorio e la cura delle nostre api; dall’altro, i ragazzi ci hanno regalato i loro ricordi d’infanzia, quando in Palestina passavano le giornate nei campi coltivati insieme a genitori e nonni. Due mondi apparentemente lontani che si sono scoperti incredibilmente vicini, uniti dallo stesso rispetto per la terra. Questo incontro ha toccato il cuore di ciò che Apicittadine vuole essere: una realtà che usa l’apicoltura e l’agricoltura urbana come strumenti di integrazione culturale e sociale. Nel nostro giardino lavorano persone che oggi vivono a Monza, ma provengono da diverse parti del mondo, portando con sé la propria cultura e letteralmente i propri semi. Vedere questi ragazzi nel nostro spazio ci ha ricordato che l’integrazione non è un concetto astratto. Mangiare una zucchina del Bangladesh o sorseggiare un tè con la menta del Marocco, entrambi coltivati qui a Monza, sono gesti semplici ma potentissimi. Sono i frutti e i semi di un’integrazione reale, visibile e possibile. Grazie di cuore a questi giovani per aver condiviso un pezzo della loro storia con noi. Mattia Cappello, responsabile del progetto www.apicittadine.it Foto di Simona Gangi, Laura Quattrocchi, Mattia Cappello ed Eleonora Bortolamei Redazione Italia
July 17, 2026
Pressenza
È IL GIORNO PIÙ CALDO DELL’ESTATE. NON PUOI FARE NIENTE, PUOI FARE QUALCOSA O PUOI FARE LA COSA GIUSTA
I prigionieri del CPR di Macomer ci informano che, a seguito delle rivolte lo spazio a disposizione si riduce sempre più; sono in tutto poco più di venti trattenuti di cui almeno 8 dormono nella sala mensa e gli altri nell’unico blocco che resta. In altre parole, due blocchi sono inutilizzabili, auspichiamo che presto lo … Leggi tutto "È IL GIORNO PIÙ CALDO DELL’ESTATE. NON PUOI FARE NIENTE, PUOI FARE QUALCOSA O PUOI FARE LA COSA GIUSTA"
July 17, 2026
Rifiuti
Il KNK condanna l’attacco iraniano a Komala e invita i partiti curdi ad agire in unità
Il KNK ha condannato il sanguinoso attacco a Komala a Sulaymaniyah definendolo una continuazione della politica di violenza dell’Iran contro il Kurdistan e invitando le forze curde a rafforzare la propria unità. La Commissione esecutiva del Congresso nazionale del Kurdistan (KNK) ha rilasciato una dichiarazione scritta in cui condanna l’attacco al Partito Komala dei lavoratori del Kurdistan-Iran, avvenuto oggi a Sulaymaniyah, in cui sono rimasti uccisi nove combattenti Peshmerga. Il KNK ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime, ai loro compagni di lotta e al Partito Komala, augurando una pronta guarigione ai feriti. La dichiarazione afferma: “Questo attacco dimostra ancora una volta che il regime della Repubblica Islamica dell’Iran intende proseguire i suoi attacchi contro il Kurdistan e la politica regionale ricorrendo alla forza e alla violenza. L’attacco viola i diritti umani, il diritto internazionale e i principi fondamentali volti a proteggere la vita dei civili. Tali metodi non possono essere utilizzati per risolvere i problemi”. Il KNK ha inoltre ricordato che, in seguito allo scoppio della guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran, le forze politiche nella Regione del Kurdistan e nel Kurdistan orientale (Rojhilat) avevano chiaramente dichiarato che non avrebbero preso parte al conflitto né alle crescenti tensioni regionali. Nonostante tali dichiarazioni l’Iran ha continuato i suoi attacchi, ha affermato il KNK, invitando tutte le forze politiche curde ad adottare una posizione unitaria. Il comunicato prosegue: “Come KNK, invitiamo tutte le forze e i partiti politici curdi ad agire in unità durante questo periodo delicato e ad adottare una posizione nazionale comune. Opporsi alle politiche belliche, alla violenza, ai piani ostili e ai tentativi di occupazione. Non permettere che tali attacchi creino tensione e divisione tra le diverse componenti della popolazione del Kurdistan”.  
July 17, 2026
UIKI ONLUS
17 LUGLIO 1936: SCOPPIA LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA, “L’INIZIO DI UNA RIVOLUZIONE SOCIALE IN DIVERSE AREE DEL PAESE”
Il 17 luglio 1936 segna l’inizio della Guerra civile spagnola. Le forze reazionarie spagnole, guidate da alcuni generali tra i quali il futuro dittatore Francisco Franco, tentano il colpo di stato convinte di conquistare il potere in breve tempo. In realtà, una rivolta di massa delle classi lavoratrici, che in diverse aree si traduce in un tentativo di rivoluzione sociale, impedisce alle forze nazionaliste di affermarsi in maniera relativamente rapida. I nazionalisti riusciranno a prevalere militarmente soltanto dopo tre anni di guerra civile, duri scontri e massacri ai danni degli insorti repubblicani. “Quando scoppia il colpo di stato, i lavoratori, i proletari, scendono in piazza, si armano, nonostante i delegati governativi nelle varie città all’inizio si rifiutino di fornire loro armi, e trasformano la risposta puramente militare in una vera e propria rivoluzione“, spiega Flavio Guidi, già ricercatore e storico all’Università di Barcellona, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “Questo non avviene dappertutto nello stesso modo: a Barcellona, e in generale in Catalunya, avviene; avviene in Aragona e parzialmente a Valencia. A Madrid e in altre città della Spagna che non cadono subito in mano ai franchisti (cioè la maggioranza) c’è una risposta militare forte, i lavoratori si organizzano, collaborano in alcuni casi anche con settori delle forze dell’ordine fedeli alla Repubblica, come la Guardia de asalto e piccoli settori della Guardia Civil che non aderiscono al golpe, e riescono a sconfiggere i militari”. “In alcune zone, come la Catalunya o l’Aragona, non ci si limita però alla sconfitta militare dei franchisti. In queste aree lo scontro si trasforma anche in una rivoluzione sociale: vengono espropriate le fabbriche, sotto il controllo dei lavoratori viene nazionalizzato praticamente tutto“, continua Guidi sulla nostra emittente. “In breve tempo, già entro la fine di agosto – aggiunge lo storico – si chiarisce che all’interno del fronte repubblicano ci sono due posizioni principali, pur con sfumature interne: da un lato chi pensa sia necessario unire la lotta contro i militari golpisti alla rivoluzione sociale, e questi sono soprattutto gli anarchici della CNT (Confederación Nacional del Trabajo) e il POUM (Partido Obrero de Unificación Marxista); dall’altro chi pensa, invece, che il tema fondamentale è vincere la guerra civile e poi si penserà al futuro, e questi sono soprattutto il Partito Comunista ufficiale, la destra socialista e le varie formazioni repubblicane, oltre all’unico partito di destra che aderisce al fronte repubblicano, il Partito Nazionalista Basco“. A fine luglio, cioè a un paio di settimane di distanze dal tentativo golpista dei militari, i tre quarti dello stato spagnolo sono ancora nelle mani delle forze antifasciste e repubblicane, dalla Catalunya ai Paesi Baschi e fino a Madrid. In un primo momento, dunque, il tentativo di prendere il potere da parte delle forze reazionarie fallisce. Nei tre anni di guerra civile successivi, tuttavia, sul piano militare prevarranno le forze golpiste reazionarie, anche tramite l’intervento dell’Italia fascista e della Germania nazista. L’Unione Sovietica, invece, a partire dall’ottobre del 1936 sosterrà il fronte repubblicano con l’invio di armi. L’unico altro stato a sostenere la Repubblica fu il Messico. Tuttavia, con l’appoggio aereo di fascisti e nazisti le forze reazionarie riusciranno a sbarcare in Andalusìa, a conquistarla nel giro di un anno, avanzare verso Madrid e, alla fine, anche verso Barcellona. A novant’anni dal 17 luglio 1936, Radio Onda d’Urto ha intervistato Flavio Guidi, militante di Sinistra Anticapitalista di Brescia che ha vissuto a lungo in Catalunya, dove ha lavorato come ricercatore all’Università di Barcellona sul rapporto tra Spagna e Italia nel Novecento, in particolare durante la Guerra civile e la transizione. Ascolta o scarica.
July 17, 2026
Radio Onda d`Urto
AMNISTIA CLIMATICA – USA: SUMMIT REPRESSIONE REAZIONARIA – LEONARDO SIGNAL TRACE – DATA CENTERS E OBELISCHI@0
Estratti dalla puntata del 13 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AMNISTIA CLIMATICA La relazione tra carcere e crisi climatica può essere letale, come dimostrano altri due morti per le temperature estreme nel carcere di Sollicciano (FI). Può avere senso pensare a una lotta per l’amnistia climatica? REPRESSIONE ANTI-ANARCHICA Giovedì 9 luglio 2026 è arrivata la notizia della revoca delle misure cautelari (sia in carcere sia ai domiciliari) per compagne/i arrestate/i durante l’operazione repressiva del 16 giugno: un’inchiesta evidentemente imbastita per interferire con il ricorso contro il rinnovo del 41bis per il prigioniero anarchico Alfredo Cospito. Mentre affrontiamo questi argomenti si stanno concludendo le operazioni di sgombero del Bencivenga, appena rioccupato a Roma: SUMMIT USA CONTRO CONFLITTUALITÀ “ANTIFA” Nelle giornate del 15-16 Luglio 2026, è stato convocato a Washington un incontro internazionale per organizzare la repressione contro i movimenti conflittuali di sinistra e anarchici. Si parlerà anche di opposizione ai data centers e all’AI? Quali funzioni simboliche e funzioni politiche incarna questo incontro? Sicuramente, per poterlo attaccare con tutto il suo arsenale antiterrorismo, l’amministrazione Trump ha bisogno di rappresentare il “metamovimento Antifa” come un network globale, con flussi di denaro e reti relazionali transnazionali: Aggiornamento da Adnkronos del 17 luglio 2026: “Per quanto riguarda l’Italia, alla riunione ha partecipato Emanuele Prisco, sottosegretario agli Interni di Fdi. Da quanto appurato da Adnkronos, la presenza italiana è servita a prendere nota, in particolare, dei criteri che hanno portato gli Stati Uniti a inserire alcune organizzazioni straniere nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, tra cui l’italiana Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale di Alfredo Cospito. ” Apprendiamo che altri gruppi inseriti sono Antifa Ost in Germania, Giustizia Proletaria Armata e Autodifesa Rivoluzionaria di Classe in Grecia. DATA CENTER E OBELISCHI Possiamo riconoscere diverse funzioni dei data centers: gangli di potere computazionale e di immagazzinamento dati, strutture intermedia di sorveglianza digitale, ma anche simboli di potere dei nuovi imperi: LEONARDO ELSAG SIGNAL TRACE Gli strumenti di tracciamento dei veicoli basati sulla lettura delle targhe, come le telecamere Flock Safety, potranno essere accoppiati a una nuova tecnologia: Signal Trace di Leonardo US Cyber and Security Solutions – Elsag. Si tratta di un sistema di sensori per catturare l’impronta elettromagnetica dei dispositivi a bordo di un veicolo (telefoni, pc, fitwatch, cuffie, chip RFID del cane, …), monitorarne ricorrenze accoppiata alla targa e seguirne gli spostamenti. Una tecnologia del colosso bellico Leonardo che punta alla sorveglianza urbana, ma con un evidente profilo dual-use:
AMNISTIA CLIMATICA – USA: SUMMIT REPRESSIONE REAZIONARIA – LEONARDO SIGNAL TRACE – DATA CENTERS E OBELISCHI@1
Estratti dalla puntata del 13 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AMNISTIA CLIMATICA La relazione tra carcere e crisi climatica può essere letale, come dimostrano altri due morti per le temperature estreme nel carcere di Sollicciano (FI). Può avere senso pensare a una lotta per l’amnistia climatica? REPRESSIONE ANTI-ANARCHICA Giovedì 9 luglio 2026 è arrivata la notizia della revoca delle misure cautelari (sia in carcere sia ai domiciliari) per compagne/i arrestate/i durante l’operazione repressiva del 16 giugno: un’inchiesta evidentemente imbastita per interferire con il ricorso contro il rinnovo del 41bis per il prigioniero anarchico Alfredo Cospito. Mentre affrontiamo questi argomenti si stanno concludendo le operazioni di sgombero del Bencivenga, appena rioccupato a Roma: SUMMIT USA CONTRO CONFLITTUALITÀ “ANTIFA” Nelle giornate del 15-16 Luglio 2026, è stato convocato a Washington un incontro internazionale per organizzare la repressione contro i movimenti conflittuali di sinistra e anarchici. Si parlerà anche di opposizione ai data centers e all’AI? Quali funzioni simboliche e funzioni politiche incarna questo incontro? Sicuramente, per poterlo attaccare con tutto il suo arsenale antiterrorismo, l’amministrazione Trump ha bisogno di rappresentare il “metamovimento Antifa” come un network globale, con flussi di denaro e reti relazionali transnazionali: Aggiornamento da Adnkronos del 17 luglio 2026: “Per quanto riguarda l’Italia, alla riunione ha partecipato Emanuele Prisco, sottosegretario agli Interni di Fdi. Da quanto appurato da Adnkronos, la presenza italiana è servita a prendere nota, in particolare, dei criteri che hanno portato gli Stati Uniti a inserire alcune organizzazioni straniere nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, tra cui l’italiana Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale di Alfredo Cospito. ” Apprendiamo che altri gruppi inseriti sono Antifa Ost in Germania, Giustizia Proletaria Armata e Autodifesa Rivoluzionaria di Classe in Grecia. DATA CENTER E OBELISCHI Possiamo riconoscere diverse funzioni dei data centers: gangli di potere computazionale e di immagazzinamento dati, strutture intermedia di sorveglianza digitale, ma anche simboli di potere dei nuovi imperi: LEONARDO ELSAG SIGNAL TRACE Gli strumenti di tracciamento dei veicoli basati sulla lettura delle targhe, come le telecamere Flock Safety, potranno essere accoppiati a una nuova tecnologia: Signal Trace di Leonardo US Cyber and Security Solutions – Elsag. Si tratta di un sistema di sensori per catturare l’impronta elettromagnetica dei dispositivi a bordo di un veicolo (telefoni, pc, fitwatch, cuffie, chip RFID del cane, …), monitorarne ricorrenze accoppiata alla targa e seguirne gli spostamenti. Una tecnologia del colosso bellico Leonardo che punta alla sorveglianza urbana, ma con un evidente profilo dual-use:
AMNISTIA CLIMATICA – USA: SUMMIT REPRESSIONE REAZIONARIA – LEONARDO SIGNAL TRACE – DATA CENTERS E OBELISCHI@2
Estratti dalla puntata del 13 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AMNISTIA CLIMATICA La relazione tra carcere e crisi climatica può essere letale, come dimostrano altri due morti per le temperature estreme nel carcere di Sollicciano (FI). Può avere senso pensare a una lotta per l’amnistia climatica? REPRESSIONE ANTI-ANARCHICA Giovedì 9 luglio 2026 è arrivata la notizia della revoca delle misure cautelari (sia in carcere sia ai domiciliari) per compagne/i arrestate/i durante l’operazione repressiva del 16 giugno: un’inchiesta evidentemente imbastita per interferire con il ricorso contro il rinnovo del 41bis per il prigioniero anarchico Alfredo Cospito. Mentre affrontiamo questi argomenti si stanno concludendo le operazioni di sgombero del Bencivenga, appena rioccupato a Roma: SUMMIT USA CONTRO CONFLITTUALITÀ “ANTIFA” Nelle giornate del 15-16 Luglio 2026, è stato convocato a Washington un incontro internazionale per organizzare la repressione contro i movimenti conflittuali di sinistra e anarchici. Si parlerà anche di opposizione ai data centers e all’AI? Quali funzioni simboliche e funzioni politiche incarna questo incontro? Sicuramente, per poterlo attaccare con tutto il suo arsenale antiterrorismo, l’amministrazione Trump ha bisogno di rappresentare il “metamovimento Antifa” come un network globale, con flussi di denaro e reti relazionali transnazionali: Aggiornamento da Adnkronos del 17 luglio 2026: “Per quanto riguarda l’Italia, alla riunione ha partecipato Emanuele Prisco, sottosegretario agli Interni di Fdi. Da quanto appurato da Adnkronos, la presenza italiana è servita a prendere nota, in particolare, dei criteri che hanno portato gli Stati Uniti a inserire alcune organizzazioni straniere nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, tra cui l’italiana Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale di Alfredo Cospito. ” Apprendiamo che altri gruppi inseriti sono Antifa Ost in Germania, Giustizia Proletaria Armata e Autodifesa Rivoluzionaria di Classe in Grecia. DATA CENTER E OBELISCHI Possiamo riconoscere diverse funzioni dei data centers: gangli di potere computazionale e di immagazzinamento dati, strutture intermedia di sorveglianza digitale, ma anche simboli di potere dei nuovi imperi: LEONARDO ELSAG SIGNAL TRACE Gli strumenti di tracciamento dei veicoli basati sulla lettura delle targhe, come le telecamere Flock Safety, potranno essere accoppiati a una nuova tecnologia: Signal Trace di Leonardo US Cyber and Security Solutions – Elsag. Si tratta di un sistema di sensori per catturare l’impronta elettromagnetica dei dispositivi a bordo di un veicolo (telefoni, pc, fitwatch, cuffie, chip RFID del cane, …), monitorarne ricorrenze accoppiata alla targa e seguirne gli spostamenti. Una tecnologia del colosso bellico Leonardo che punta alla sorveglianza urbana, ma con un evidente profilo dual-use:
AMNISTIA CLIMATICA – USA: SUMMIT REPRESSIONE REAZIONARIA – LEONARDO SIGNAL TRACE – DATA CENTERS E OBELISCHI@3
Estratti dalla puntata del 13 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AMNISTIA CLIMATICA La relazione tra carcere e crisi climatica può essere letale, come dimostrano altri due morti per le temperature estreme nel carcere di Sollicciano (FI). Può avere senso pensare a una lotta per l’amnistia climatica? REPRESSIONE ANTI-ANARCHICA Giovedì 9 luglio 2026 è arrivata la notizia della revoca delle misure cautelari (sia in carcere sia ai domiciliari) per compagne/i arrestate/i durante l’operazione repressiva del 16 giugno: un’inchiesta evidentemente imbastita per interferire con il ricorso contro il rinnovo del 41bis per il prigioniero anarchico Alfredo Cospito. Mentre affrontiamo questi argomenti si stanno concludendo le operazioni di sgombero del Bencivenga, appena rioccupato a Roma: SUMMIT USA CONTRO CONFLITTUALITÀ “ANTIFA” Nelle giornate del 15-16 Luglio 2026, è stato convocato a Washington un incontro internazionale per organizzare la repressione contro i movimenti conflittuali di sinistra e anarchici. Si parlerà anche di opposizione ai data centers e all’AI? Quali funzioni simboliche e funzioni politiche incarna questo incontro? Sicuramente, per poterlo attaccare con tutto il suo arsenale antiterrorismo, l’amministrazione Trump ha bisogno di rappresentare il “metamovimento Antifa” come un network globale, con flussi di denaro e reti relazionali transnazionali: Aggiornamento da Adnkronos del 17 luglio 2026: “Per quanto riguarda l’Italia, alla riunione ha partecipato Emanuele Prisco, sottosegretario agli Interni di Fdi. Da quanto appurato da Adnkronos, la presenza italiana è servita a prendere nota, in particolare, dei criteri che hanno portato gli Stati Uniti a inserire alcune organizzazioni straniere nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, tra cui l’italiana Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale di Alfredo Cospito. ” Apprendiamo che altri gruppi inseriti sono Antifa Ost in Germania, Giustizia Proletaria Armata e Autodifesa Rivoluzionaria di Classe in Grecia. DATA CENTER E OBELISCHI Possiamo riconoscere diverse funzioni dei data centers: gangli di potere computazionale e di immagazzinamento dati, strutture intermedia di sorveglianza digitale, ma anche simboli di potere dei nuovi imperi: LEONARDO ELSAG SIGNAL TRACE Gli strumenti di tracciamento dei veicoli basati sulla lettura delle targhe, come le telecamere Flock Safety, potranno essere accoppiati a una nuova tecnologia: Signal Trace di Leonardo US Cyber and Security Solutions – Elsag. Si tratta di un sistema di sensori per catturare l’impronta elettromagnetica dei dispositivi a bordo di un veicolo (telefoni, pc, fitwatch, cuffie, chip RFID del cane, …), monitorarne ricorrenze accoppiata alla targa e seguirne gli spostamenti. Una tecnologia del colosso bellico Leonardo che punta alla sorveglianza urbana, ma con un evidente profilo dual-use:

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