Una flotilla partirà per Cuba per rompere l’embargo USASi chiama “Nuestra América Flotilla” la coalizione di navi che tra un mese
salperà verso Cuba per rompere l’assedio statunitense. «L’amministrazione Trump
— si legge nel primo comunicato ufficiale dell’iniziativa umanitaria — sta
strangolando l’isola, interrompendo il rifornimento di carburante, i voli e le
forniture di beni di prima necessità». Seguendo l’esempio della Global Sumud
Flotilla, che proprio in questi giorni sta preparando una nuova spedizione a
Gaza, una rete internazionale di associazioni e movimenti ha deciso di «navigare
verso Cuba per portare aiuti umanitari vitali al suo popolo». Si tratta
della risposta dal basso della società civile all’embargo statunitense e alle
strette disposte dall’amministrazione Trump, che minaccia pesanti ritorsioni
verso gli Stati intenzionati a violare commercialmente l’assedio.
Da settimane il carburante non entra a Cuba, su decisione di Donald Trump. Il
presidente USA, dopo aver fatto catturare l’omologo venezuelano Nicolás Maduro,
principale alleato commerciale dell’Avana, ha rafforzato le sanzioni verso
l’isola con l’obiettivo di causare un’implosione senza intervento militare. Il
governo cubano ha risposto con un piano emergenziale — di razionamento
energetico, sviluppo delle rinnovabili e decentralizzazione — facendo appello
anche alla solidarietà internazionale. Quella messa in moto dagli Stati appare
ancora timida, influenzata dalle minacce americane. Il Messico ha inviato delle
scorte umanitarie e si è proposto come mediatore ai tavoli diplomatici tra le
parti, ma a quanto pare ha fermato le spedizioni di carburante; Russia e Cina
non si sbilanciano e oltre a condannare Washington dicono di star facendo “tutto
il possibile” per aiutare Cuba.
Nel frattempo la risposta popolare alza il tiro, schierandosi in prima linea.
Così è nata la Nuestra América Flotilla, pronta a salpare da più punti del Mar
dei Caraibi per portare aiuti umanitari a Cuba e forzare l’embargo USA,
implementando quella revoca che le Nazioni Unite invocano da anni (l’ultima
richiesta dell’Assemblea Generale risale all’ottobre 2025). Diversi esperti
dell’ONU hanno denunciato le nuove sanzioni statunitensi, definendole una
«violazione del diritto internazionale nonché una grave minaccia per un ordine
internazionale basato sull’uguaglianza e sulla democrazia».
A lanciare la Nuestra América Flotilla sono associazioni, movimenti sociali,
organizzazioni sindacali e Ong provenienti da tutto il mondo, che
ora chiedono sostegno e partecipazione: «Insieme possiamo rompere l’assedio,
salvare vite e difendere il diritto all’autodeterminazione del popolo cubano».
L’inasprimento delle sanzioni americane ha peggiorato notevolmente la crisi
economica che attraversa Cuba. Oltre la metà dell’approvvigionamento energetico
proviene dalle importazioni e con le riserve di carburante quasi esaurite anche
i diritti basilari risultano in pericolo. «Ci prepariamo a navigare verso Cuba
per lo stesso motivo con cui abbiamo viaggiato nella Sumud Global Flotilla a
Gaza: rompere l’assedio, portare cibo e medicine e dimostrare che la solidarietà
può attraversare qualsiasi confine o mare», ha detto lo statunitense David
Adler, dell’Internazionale Progressista, tra i promotori dell’iniziativa
umanitaria per Gaza e ora della Nuestra América Flotilla.
L'Indipendente