Anarchic*: arresti, sgombero bencivenga e presidio
È in corso da questa mattina un'operazione coordinata dalla digos di Roma nei confronti di compagni e compagne anarchiche. Vengono dichiarate 5 arresti e 2 misure cautelari con accusa di associazione con finalità di terrorismo ed eversione. Le perquisizioni sono avvenute a Roma, Napoli, Bologna, Val di Susa e Milano.  Sentiamo la voce di una compagna che ci restituisce degli ultimi aggiornamenti.  Sono in corso alcuni presidi, uno nei pressi di via genova e l'altro nei pressi del Bencivenga occupato. 
June 16, 2026
Radio Onda Rossa
TREVISO: CARICHE DI POLIZIA PER SFRATTARE 5 FAMIGLIE. I TRE IMMOBILI COMPRATI DA UN FONDO SPECULATIVO
Cariche della polizia per sfrattare 5 famiglie di lavoratori e lavoratrici con oltre dieci minori a carico questa mattina, martedì 16 giugno, in via Pisa a Treviso. La polizia in tenuta antisommossa ha caricato inquilini e attivisti del centro sociale Django e dell’Associazione Caminantes, che avevano raggiunto lo stabile per sostenere le famiglie sotto sgombero. Il bilancio è di due feriti tra i solidali. Una delle famiglie si trova ancora dentro lo stabile e non ha intenzione di abbandonare la propria casa. Le altre sono state buttate fuori di casa. Assenti i servizi sociali del Comune di Treviso nonostante la presenza di diversi minori. Attiviste e attivisti hanno lanciato un’assemblea pubblica per stasera sotto i palazzi dove sono avvenuti gli sgomberi. Lavoratori e lavoratrici, insieme alle loro famiglie, non hanno ricevuto l’avviso di sfratto per morosità incolpevole o per finita locazione. Fino al 2022, infatti, gli immobili di via Pisa erano di proprietà di un’impresa che è stata indagata per mafia. I tre condomini, dunque, sono stati messi all’asta e sono stati acquistati, per un 1.8 milioni di euro, dal fondo Dora RE Srl, riconducibile a “un’azienda fantasma con sede ad Amsterdam”, denuncia l’Associazione Caminantes. Non solo, Dora RE Srl è legata a Dora Spv e a Banca Finint, dietro la quale c’è l’imprenditore veneto Enrico Marchi, proprietario dell’aeroporto di Treviso e dei giornali dell’ex gruppo Gedi. Su Radio Onda d’Urto è intervenuta Gaia Righetto, attivista dell’Associazione Caminantes di Treviso. Ascolta o scarica.  
June 16, 2026
Radio Onda d`Urto
2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: Avevamo ragione su tutto! E ora?
Andando verso il venticinquennale del G8 di Genova, e manca poco più di un mese, saranno davvero tantissimi gli appuntamenti, comunicazioni, eventi, iniziative “nel segno” di quelle tragiche giornate e non mancheremo di darne segnalazione su questo sito. Perché non si tratterà solo di commemorazione. Come ben spiega un comunicato diffuso qualche giorno fa dal Comitato Piazza Carlo Giuliani, quel movimento “che fece così paura ai potenti del mondo da provocare una repressione sanguinaria, culminata in una delle pagine più nere della storia della Repubblica italiana” non può considerarsi esaurito; mentre “la repressione del dissenso che si è espressa in modo plateale 25 anni fa a Genova, città specchio del mondo neoliberista globalizzato, è divenuta una costante, normalizzata e quotidiana: per questo sentiamo una connessione profonda tra il presente e quei caldi giorni di luglio”. E dunque convegni, mostre, presentazioni di libri, spettacoli teatrali: saranno tantissime le iniziative che da qui al prossimo 20 luglio concorreranno a questo ricco Calendario del venticinquennale che si sta delineando man mano che passano i giorni, e che ha avuto una degna inaugurazione proprio lo scorso sabato in quel di Barcellona!  Organizzata dall’Associazione AltraItalia e presentata da Marcello Belotti, l’iniziativa si è svolta all’Ateneu del Clot con un dibattito che ha previsto gli interventi in presenza di Ada Colau (ex sindaco di Barcellona fino al 2023 e l’anno scorso partecipe della Global Sumud Flotilla) e di Maria Luisa D’Addabbo (Avvocata che ha fatto parte del Genova Legal Forum, oltre che affiliata dell’Associazione AltraItalia); mentre da remoto sono intervenute Elena e Haidi Giuliani insieme a Ilaria Bracaglia del Comitato Piazza Carlo Giuliani; oltre a Raffaella Bolini (ARCI Italia), Luca Casarini (Mediterranea Saving Humans), Pablo Iglesias (Podemos), Jaume Asens (Europarlamentare). La serata si è poi conclusa con il monologo Ragazzo di Lali Alvarez e musica dal vivo delle band Guay in Vista e Assalti Frontali in trasferta da Roma (il tutto si può rivedere alla pagina Instagram dell’associazione). Dal teatro al cinema: come evento speciale nelle date di oggi, domani e dopodomani (15, 16 e 17 giugno 2026) la Fandango riporta nelle sale cinematografiche Diaz – Don’t Clean Up This Blood di Daniele Vicari, considerato unanimemente uno dei film più importanti del cinema civile e di denuncia italiano. Premiato con quattro David di Donatello, tre Nastri d’Argento oltre che vincitore del Premio del Pubblico alla Berlinale del 2012, il film documenta, oltre all’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del luglio 2001, la sistematica sospensione dei diritti che caratterizzò quelle giornate segnando un momento di non ritorno nella storia della repubblica italiana. Particolare non secondario: quando il film nel 2012 uscì nelle sale, i processi circa i fatti di Genova erano ancora in corso o si stavano concludendo: decine di appartenenti alle forze dell’ordine erano soggetti a scrutinio giudiziario, come responsabili di violenze, falsificazioni di prove, arresti illegali e violazioni dei più fondamentali diritti. La Diaz, Bolzaneto, l’uccisione di Carlo Giuliani erano in qualche modo percepite come un’anomalia all’interno di un sistema democratico in grado di assorbire se non addirittura correggere quel momento. Oggi, in tempo di guerre permanenti, stati di emergenza che sembrano non avere fine, tecnologie di controllo sempre più invasive, attuazione di logiche sicuritarie spacciate per necessarie e normali, progressiva riduzione degli spazi di dissenso, sappiamo che Genova 2001 è stata il momento inaugurale di una trasformazione, di una sospensione sempre più sistematica dello Stato di Diritto, che ha profondamente segnato il nostro presente. Lo Stato di Emergenza è diventato Sistema di Governo: zone rosse, sorveglianza, misure preventive, limitazioni del diritto di manifestare, sono diventate le condizioni che strutturano, regolamentano, opprimono il presente. La riproposta di questo film in questo momento, è dunque un’occasione per riflettere su quel che resta della democrazia a distanza di 25 anni dai “fatti di Genova”.  E per tornare a Genova, già dai primi di giugno i Giovani Comunisti insieme Rifondazione Comunista si sono attivati con quattro incontri di livello nazionale, con l’obiettivo di analizzare i mutamenti economici, sociali e politici di questi ultimi 25 anni. Il ciclo è iniziato mercoledì 3 giugno al Circolo Bianchini (Piazza Romagnosi 3) con Alessandro Volpi (Università di Pisa) e Marco Bertorello (saggista, corrispondente della rivista Jacobin) in tema di “Globalizzazione ed economia di guerra: finanza, profitti, diseguaglianze”; è proseguito lo scorso giovedì 11 giugno al Circolo Autorità Portuale (via Albertazzi 3) con un secondo appuntamento con Angelo D’Orsi (storico, politologo e saggista) che ha parlato de La fine del diritto internazionale. Continuerà di nuovo martedì 16 giugno, ore 20.45, al circolo Bianchini (piazza Romagnosi 3) con un confronto di Eliana Como (FIOM-GGIL, portavoce area programmatica interna alla CGIL Le radici del sindacato) e Maurizio Rimassa (coordinatore regionale ligure USB) sulla parabola in atto nel mondo del lavoro, “dalla precarizzazione e dal lavoro povero, alle produzioni senza manodopera”; e si conclude infine martedì 23 giugno (sempre al circolo Bianchini) con un contributo di Renato Di Nicola (portavoce campagna Per il clima Fuori dal fossile e membro della delegazione italiana alla Conferenza di Santa Marta 2026) su “l’assalto alle risorse naturali e il boicottaggio della riconversione ecologica”. A 25 anni dal Social Forum di Genova cosa è cambiato? Cosa dobbiamo fare? (1 – continua) Centro Sereno Regis
June 16, 2026
Pressenza
26 scienziati africani al workshop TWAS sul rafforzamento delle competenze
Da oggi, 16 giugno, fino al 18 ad Accra, in Ghana, è in svolgimento il workshop organizzato dall’Accademia Mondiale delle Scienze per il progresso scientifico nei paesi in via di sviluppo (TWAS) che riunisce 26 giovani scienziati sostenuti dal programma Seed Grant for New African Principal Investigators (SG-NAPI). Il workshop, che costituisce una delle componenti del programma SG-NAPI ed è sostenuto dal Ministero Federale della Ricerca, Tecnologia e Spazio della Germania (BMFTR), ha l’obiettivo di rafforzare le capacità di ricerca e a promuovere la collaborazione scientifica nel continente africano. I partecipanti provengono da 13 Paesi: Benin, Botswana, Capo Verde, Etiopia, Ghana, Kenya, Malawi, Mali, Mauritania, Nigeria, Ruanda, Tanzania e Uganda. Nel corso delle tre giornate, i partecipanti prenderanno parte a sessioni condotte da esperti su scrittura scientifica, uso responsabile dell’intelligenza artificiale nella scienza, la comunicazione della scienza, l’importanza del mentoring e la ricerca transdisciplinare per lo sviluppo sostenibile in Africa. Il programma include anche attività di networking pensate per stimolare nuove collaborazioni e gettare le basi per progetti congiunti, oltre a una lectio magistralis del professor Nii Narku Quaynor. Considerato il ‘padre di Internet in Africa’, nel 1994 fondò il primo provider di servizi Internet in Ghana e nell’Africa occidentale, svolgendo un ruolo determinante nella diffusione della nuova tecnologia in tutta l’Africa subsahariana.   “Questo workshop riflette l’impegno della TWAS nel rafforzare non solo i singoli ricercatori, ma anche i sistemi più ampi che sostengono la scienza e l’istruzione in Africa – ha dichiarato la Presidente della TWAS, Quarraisha Abdool Karim – L’attuale epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e l’assenza di strumenti diagnostici, trattamenti e vaccini efficaci sottolineano l’importanza di investire nelle competenze, nella collaborazione e nel rafforzamento delle capacità, per contribuire a creare le condizioni per un impatto duraturo” SG-NAPI è un programma della TWAS lanciato nel 2021. Sostiene giovani ricercatori che hanno conseguito il dottorato all’estero e sono recentemente rientrati in Africa, o che stanno per assumere un incarico accademico nel loro Paese d’origine. I finanziamenti, fino a 67.700 USD, sono destinati a progetti di ricerca promettenti e di alto livello in agricoltura, biologia, chimica, fisica, ingegneria, matematica, scienze mediche, scienze della Terra, e tecnologia dell’informazione, condotti in Paesi africani che la TWAS ha individuato come maggiormente bisognosi di supporto per lo sviluppo scientifico e tecnologico. I progetti finanziati hanno un potenziale trasformativo significativo e vengono realizzati in uno dei Paesi che soddisfano i requisiti. A oggi, il programma ha lanciato cinque bandi e assegnato 124 finanziamenti. Da oltre 40 anni, l’Accademia mondiale delle scienze per il progresso scientifico nei paesi in via di sviluppo (TWAS) è una forza trainante nello sviluppo delle capacità scientifiche nel Sud globale. Fondata nel 1983 a Trieste, Italia, la TWAS promuove una prosperità sostenibile attraverso ricerca, istruzione, politiche e diplomazia. In collaborazione con i suoi partner, la TWAS ha formato oltre 1.300 dottori di ricerca e assegnato più di 2.300 borse post-dottorato a scienziati dei Paesi in via di sviluppo. L’Accademia ha inoltre conferito oltre 1.200 premi, finanziato più di 2.870 progetti di ricerca, formato oltre 750 persone nella diplomazia scientifica e sostenuto più di 1.400 scambi accademici. La TWAS è un’unità di programma dell’UNESCO. Redazione Italia
June 16, 2026
Pressenza
EX ILVA: IL GOVERNO NON STANZIERÀ ULTERIORI RISORSE. IN AUTUNNO IL RISCHIO È L’ASSENZA DI LIQUIDITÀ
Caso dell’ex Ilva: il ministro Urso ha comunicato che il Governo non stanzierà ulteriori risorse, paventando il rischio aiuti di Stato da parte Ue. Il prestito ponte autorizzato dalla Ue (350 milioni di euro) è quindi agli sgoccioli. In autunno, il rischio concreto è l’assenza di liquidità, con conseguenze gravissime per i lavoratori, in particolare quelli di Taranto. Qui, da inizio anno, hanno già perso il lavoro 400 dipendenti posti nell’indotto, e altri 200 sono in scadenza a luglio. Da qui la richiesta di Usb, reiterata al governo, ossia la nazionalizzazione. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Enzo Mercurio, coordinatore provinciale Usb Taranto. Ascolta o scarica.
June 16, 2026
Radio Onda d`Urto
UNICEF: quasi la metà dei bambini del mondo è esposta ad almeno tre pericoli climatici concomitanti
Il Rapporto sui rischi climatici per l’infanzia 2026 pubblicato oggi mostra che i rischi minacciano salute, istruzione e sopravvivenza di 1,1 miliardi di bambini, quasi ogni bambino nel mondo è esposto ad almeno un pericolo climatico, oltre 4 milioni a fino a sei pericoli sovrapposti e in Italia oltre 6 milioni sono esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità e il 91,98% è esposto all’inquinamento atmosferico (PM. 2.5). Il rapporto utilizza i dati disponibili più recenti per mappare l’esposizione dei bambini alle otto minacce climatiche più frequenti, tra cui inondazioni costiere, siccità, calore estremo, incendi, ondate di calore, inondazioni fluviali, tempeste di sabbia e polvere e tempeste tropicali. Per la prima volta, il rapporto rivela esattamente dove – e con quale intensità – le minacce climatiche multiple e sovrapposte stanno colpendo i bambini e i servizi sociali essenziali da cui dipendono, e come i governi possono intraprendere azioni concrete per rispondere. La siccità, il caldo estremo e le ondate di calore sono la combinazione più diffusa di pericoli climatici, con oltre 296 milioni di bambini che vivono in aree esposte a tutte e tre le condizioni, secondo i risultati. La seconda combinazione più comune – siccità, caldo estremo e tempeste tropicali – espone oltre 115 milioni di bambini in tutto il mondo a queste minacce sovrapposte. I paesi ad alto reddito non sono immuni da shock climatici concomitanti. In Italia, ad esempio, i dati mostrano che oltre 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità. Tuttavia, il paese dimostra come gli investimenti nell’adattamento ai cambiamenti climatici possano mitigare alcuni dei rischi che i bambini devono affrontare, sottolineando al contempo la necessità di ulteriori interventi man mano che la crisi climatica si intensifica. Nella regione africana del Sahel, una delle più colpite, oltre 4 milioni di bambini affrontano la triplice minaccia di ondate di calore, caldo estremo e tempeste di sabbia e polvere, mentre in paesi dell’Asia, come ad esempio Bangladesh, Myanmar e Pakistan, i bambini sono esposti a più pericoli climatici contemporaneamente e con un’intensità maggiore rispetto a qualsiasi altra parte del mondo. «La vite dei bambini continuano a essere sconvolte dall’impatto di ondate di calore, incendi boschivi, siccità e inondazioni – ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF – La metà dei bambini del mondo vive oggi con almeno tre minacce climatiche sovrapposte che influenzano la loro vita quotidiana». Oltre agli otto pericoli climatici più frequenti, il rapporto analizza l’esposizione dei bambini all’inquinamento atmosferico e alla malaria, due rischi altamente sensibili agli effetti dei cambiamenti climatici. I dati mostrano che l’inquinamento atmosferico – a cui in Italia è esposto il 91,98% dei bambini – colpisce quasi tutti i bambini a livello globale, mentre 1 miliardo di bambini è esposto alla malaria, aggiungendo un ulteriore livello di pericolo per i bambini che già affrontano molteplici pericoli climatici. Il rapporto presenta inoltreun quadro di riferimento per analizzare i diversi tipi di rischi che i bambini devono affrontare, in base alla loro esposizione agli shock climatici e alla loro vulnerabilità, determinata dall’accesso a servizi sociali essenziali quali l’assistenza sanitaria, l’acqua potabile, l’istruzione e altro ancora. L’approccio può essere applicato in diversi modi, dall’analisi dei rischi legati a pericoli climatici singoli o multipli all’esame dei rischi trasversali ai vari settori, mettendo in luce le minacce che i bambini devono affrontare in contesti diversi. Ad esempio, se si considerano congiuntamente i molteplici rischi e le vulnerabilità, i bambini dei paesi senza sbocco sul mare e fragili come la Repubblica Centrafricana o il Ciad devono affrontare rischi climatici che si sovrappongono, non avendo allo stesso tempo accesso ai servizi di base, il che rende molto più difficile per loro far fronte alla situazione e riprendersi. Nel rapporto si osserva inoltre che tutti i bambini dei 24 piccoli Stati insulari in via di sviluppo, da Haiti a Vanuatu, sono esposti a tempeste tropicali, che possono mettere in ginocchio intere isole in un colpo solo e sovraccaricare i servizi essenziali. Senza sforzi urgenti per ridurre le emissioni di gas serra, i rischi climatici diventeranno più frequenti e gravi, mettendo a dura prova i bilanci e i sistemi governativi e minacciando il benessere dei bambini, avverte il rapporto. Per proteggere i diritti dei bambini dalle minacce climatiche e adattarsi ai crescenti cambiamenti ambientali, l’UNICEF invita i governi, le imprese e gli attori coinvolti a: * Ridurre le emissioni e intraprendere azioni ambiziose per adempiere agli impegni internazionali esistenti, sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, compresa l’eliminazione graduale e urgente dei combustibili fossili e una transizione equa verso le energie rinnovabili. * Proteggere i bambini attraverso misure inclusive di adattamento ai cambiamenti climatici, di riduzione del rischio di catastrofi e di risposta a perdite e danni che diano priorità alla resilienza dei servizi sociali, garantendo che i bambini e i servizi essenziali per loro siano inclusi nei piani nazionali di adattamento e nelle strategie settoriali, nella governance del rischio di catastrofi, nonché nei piani di preparazione e risposta. Ciò include, ad esempio, lo sviluppo di strutture scolastiche sicure ed ecologiche e di strutture sanitarie resilienti al clima, la garanzia della sicurezza alimentare dei bambini, l’efficacia dei sistemi di allerta precoce multirischio per i bambini e la loro accessibilità ai servizi da cui dipendono, nonché il rafforzamento dell’efficienza dei servizi idrici e igienico-sanitari e dei sistemi di protezione sociale in grado di rispondere agli shock. * Consentire ai bambini e ai giovani di partecipare in modo significativo all’azione per il clima investendo nell’istruzione, nelle conoscenze e nelle competenze in materia di clima e rafforzando la capacità dei decisori e degli esperti di rispettare i diritti dei bambini di essere ascoltati, la libertà di espressione e la partecipazione alle decisioni che incidono sulle loro vite. «Questa analisi può aiutare i governi e i responsabili politici a pianificare meglio e a investire in modo più efficace in servizi resilienti – ha concluso Russell – Quando rafforziamo i sistemi sanitari e scolastici e miglioriamo le infrastrutture tenendo conto dei bambini, li proteggiamo dalle minacce climatiche odierne e contribuiamo a garantire il loro futuro». Children’s Climate Risk Report (2026) – https://data.unicef.org/resources/childrens-climate-risk-report-2026/ UNICEF
June 16, 2026
Pressenza
[Ora di buco] Chi indottrina chi? (1/3: trasmissione integrale)
Nella prima parte della trasmissione, Mario Sanguinetti, consulente sindacale del Sindacato Sociale di base fa una panoramica del clima sempre più autoritario che si respira nelle scuole con sanzioni, ispezioni, visite collegiali sempre più frequenti, talvolta surreali ,che colpiscono il personale docente e non. In merito vi invitiamo a segnalare casi che hanno colpito voi, la vostra scuola o contesti lavorativi che conoscete a oradibuco@ondarossa.info. Rimanendo in tema parliamo poi con Rachele Borghi, ricercatrice alla Sorbona e attivista di Urgence Palestine, di Sophie Djigo, docente di filosofia in un liceo del nord della Francia e autrice di  "La solidarité n'est pas un crime" accusata di indottrinare l* studenti per aver organizzato un'uscita di ricercazione a Calais, riguardo alla situazione delle persone migranti, attaccata dalla destra fascista da Eric Zemmour, Rassemblement National e altre organizzazioni.  Infine uno studente di Tor vergata lancia il presidio che si svolgerà domani, 17 giugno alle ore 15, davanti al rettorato dell'ateneo per protestare contro il silenzio dell'Università davanti al "rapimento" di Mahmoud Al-Najjar, ricercatore palestinese, che il 1 giugno è stato arrestato in Israele mentre stava per partire per Roma, dopo aver ottenuto tutte le carte necessarie, per frequentare il master in economia dello sviluppo e cooperazione internazionale a Roma 2.    
June 16, 2026
Radio Onda Rossa
Report Assemblea annuale No Triv
Con la proposta di una tre giorni in Basilicata a metà luglio. Venerdì 29 maggio 2026 si è tenuta, come stabilito, l’assemblea annuale dei soci del CNNT (Coordinamento nazionale No Triv). L’assemblea, tenutasi in modalità on-line, aperta anche a soggetti non iscritti all’associazione, è iniziata alle ore 18,30, per poter trattare e deliberare sui seguenti punti all’o.d.g.: 1)   Approvazione relazioni attività,
Accademia delle Abilità: come trasformare formazione e inclusione in valore sociale
Celebrare le abilità. È con questo obiettivo che lo studio AndPartners ha ospitato, nella sede di Roma in via Adelaide Ristori 38, una cena allestita dalle ragazze e dai ragazzi dell’Accademia delle Abilità, il centro di formazione che accompagna i giovani con diverse abilità nel delicato passaggio dall’età scolare all’età adulta, trasformando il loro potenziale in professionalità e rendendo l’autonomia una pratica quotidiana. “Ogni persona – è il motto dell’Accademia – possiede un insieme unico di talenti, competenze e attitudini: il nostro compito è aiutarli a scoprirli, coltivarli ed accompagnarli nel mondo del lavoro”. È stato Pietro Bracco, socio di AndPartners, a fare gli onori di casa: «Una serata per stare insieme ai ragazzi, alla loro ottima cucina, insieme a quella del nostro chef Federico Mariottini, scambiare le nostre idee e imparare dalle loro abilità. Si tratta di una iniziativa che risponde perfettamente al nostro DNA, perché per noi è fondamentale condividere». Per Silvia De Mari, socia fondatrice dell’Accademia delle Abilità «i nostri ragazzi hanno dimostrato la loro grande capacità e competenza acquisita nel mondo della ristorazione ed è stata una serata bellissima vissuta in un luogo speciale come quello di AndPartners, una realtà ormai consolidata nel panorama delle “tax and law firm”, un punto di riferimento nel settore tributario e oltre. Un grazie speciale va rivolto ai nostri ragazzi: Patrizio Bonanni, Tommaso Filippini, Alessio Festa, Lorenzo Iannuzzi, Leonardo Fois, Valerio Micozzi, Burchielli Aisha, Andrea Di Luzio, Cammilli Stefania e al nostro chef Antonio Bruno, che ha saputo trasmettere la passione per la cucina ai nostri giovani. Abbiamo dato concretezza ad un sogno grazie al contributo di tutti i soci fondatori dell’Accademia: Giuseppe Iannuzzi, Elio Urbinati, Carolina Cabiati e Bruno Paonessa». «L’Accademia delle Abilità ha come obiettivo offrire indipendenza lavorativa, dignità sociale e inclusione produttiva nei settori della ristorazione, dell’hotellerie e dell’accoglienza. Le aziende con più di 35 dipendenti, come noto, sono soggette alle quote d’obbligo previste dalla Legge 68/99, ma spesso l’inserimento rappresenta una sfida logistica e formativa per l’imprenditore. Per le aziende e le istituzioni presenti, i nostri ragazzi non devono rappresentare solo un adempimento burocratico alla Legge 68/99. Sono risorse attive. Supportare i nostri progetti significa investire in futuri cittadini capaci di generare valore e non essere considerati peso sociale per la comunità», dice Giuseppe Iannuzzi, uno dei soci fondatori dell’Accademia. «Il lavoro è iniziato circa due anni fa e questo è il primo anno che, con iniziative come quella di questa sera, possiamo vedere i ragazzi all’opera. Hanno organizzato la Cena di Natale per la Lega del Filodoro, in diverse ambasciate e preparato cene aziendali. Si applicano con dedizione, attenzione e soprattutto molta motivazione. Esistono già delle intese, dei protocolli con diverse associazioni, con diverse aziende, per far sì che al termine del loro periodo di formazione possano essere inseriti nel mondo del lavoro e soprattutto essere considerati parte produttiva e non costo sociale, visto che purtroppo questa resta ancora oggi una mentalità difficile da eradicare. Il sentimento è di grande soddisfazione, di grande motivazione anche per noi. E quello che riceviamo in cambio dai ragazzi diventa anche per noi una spinta in più per andare avanti». A proposito di associazioni partner, Roberta Pepi, presidente di Roma più Bella, sostiene e accompagna l’Accademia delle Abilità: «Ci occupiamo dei locali del centro storico cercando da sempre di trovare dei punti di incontro sulla gestione del personale. Eventi come questo ci ricordano come l’inclusività sia un tema fondamentale per chi opera sul territorio. La formazione è fondamentale, anche perché il mondo del lavoro è spesso ostile. Invece questo meccanismo permette di aiutare le persone a uscire di casa, a mettersi in discussione e soprattutto non isolare dei ragazzi che poi mettono in campo le loro potenzialità». L’onorevole Maurizio Casasco, da politico e da medico, presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, è ben consapevole dei vantaggi che un’operazione del genere può portare: «È un tema molto interessante, perché anche qui parliamo soprattutto di formazione e inclusione, che si trasformano in un importante valore sociale, un indubbio guadagno per i ragazzi e per la nostra società». Serata che si è arricchita anche della presenza di molti politici, ai quali spetta da un lato il compito di legiferare, ma dall’altro anche quello di monitorare l’efficacia dei provvedimenti. Come nel caso di Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona della Regione Lazio. «Gli obiettivi prioritari per una persona che ha una difficoltà – dice Maselli – sono due: indipendenza abitativa e lavorativa. Perché altrimenti non esiste piena inclusione sociale. Si tratta, quindi, di un percorso importante che deve prevedere un’adeguata formazione per poi arrivare all’inclusione lavorativa. Non a caso abbiamo pubblicato una graduatoria importantissima per la realizzazione di dieci centri polivalenti, innovativi, che non solo accolgono e assistono le persone, ma le formano per guidarle verso una occupazione e quindi verso una vera inclusione sociale». E all’onorevole Luciano Ciocchetti il compito di tirare le somme della serata: «Iniziative come quella di oggi offrono un importante riconoscimento a questa operazione. E come dice il suo stesso nome, l’Accademia delle Abilità è il mezzo attraverso il quale si può completare un reale percorso di inclusione per le persone con disabilità. Nonché consente l’applicazione di una legge nazionale che non sempre viene rispettata al 100%. Avere pensato di creare un’accademia che è in grado di formare nuove abilità e personale che garantisca al mondo del lavoro competenze, capacità e abilità, è assolutamente da apprezzare e da valorizzare». Alla serata erano presenti anche Caterina Belletti (presidente APT Gorizia e neo presidente di FS International), Stella Coppi Fratini (presidente della Fondazione Ingenio), Giuseppe Inchingolo (Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer), Nicola Maione (presidente uscente di MPS e ora membro del CdA), Franco Massi (segretario generale della Corte dei Conti), Tommaso Tanzilli (Presidente di FS), Francesco Ruben Crivella (dirigente USR Lazio) e Gerardina Fasano (dirigente scolastico IC Francesco Cilea). Testo e fotografia inviati alla Redazione da Matteo Spinelli Redazione Italia
June 16, 2026
Pressenza
Una proposta di guerra
Riceviamo e pubblichiamo questo importante documento di rivendicazione, riflessione e proposta. Le questioni che solleva richiedono senz’altro un confronto, nei tempi e negli spazi più opportuni: Una proposta di guerra
June 16, 2026
il Rovescio
La tormenta sarà lunga. Solo la solidarietà e l’amicizia ci possono permettere di vivere
-------------------------------------------------------------------------------- Molti segnali ci inducono a pensare che la tormenta sarà lunga, e non possiamo sapere come ne usciremo e neppure se ne usciremo. Ma intanto siamo qui, e sappiamo che solo la solidarietà e l’amicizia ci possono permettere di vivere e di conoscere un po’ di allegria. Mentre l’onda nera del rancore e della violenza sta sommergendo la terra, la solidarietà costruisce spazi protetti nei quali sopravvivere negli anni di tempesta, e l’amicizia rende possibile la creazione di mondi condivisi nei quali sfuggire al razzismo e all’idiozia. [franco berardi bifo] -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo La tormenta sarà lunga. Solo la solidarietà e l’amicizia ci possono permettere di vivere proviene da Comune-info.
June 16, 2026
Comune-info

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