II Edizione Tecnica@mente IIS “da Vinci – Fascetti” di Pisa con Carabinieri, Guardia di Finanza e Marina Militare
Grazie a una segnalazione arrivata al nostro indirizzo ufficiale siamo venute e venuti a sapere che l’11 aprile scorso, alla II edizione di Tecnica@mente organizzata all’Istituto “Da Vinci – Fascetti” di Pisa, tra le aziende e gli enti del territorio erano presenti anche il 4° Nucleo Elicotteri Carabinieri, Sezione Aerea Guardia di Finanza e il Comando Interregionale Marittimo Nord della Marina Militare. Questa segnalazione ci permette di mostrare come sia semplice per le Forze Armate accedere alle attività scolastiche e partecipare al fianco delle imprese e delle università, in coerenza con il Programma di Comunicazione della Difesa che a pagina 17 riporta: «si dovrà creare una mutua contaminazione reciprocamente vantaggiosa con il mondo civile, attraverso un sistema dinamico di relazioni con i principali attori istituzionali, con la società e con il mondo del lavoro. Per arrivare a ciò occorre divulgare la consapevolezza che gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore risultano fecondi non solo per la Difesa sotto il duplice profilo dell’operatività dello strumento militare e dello sviluppo industriale, ma anche per il sistema paese in termini di incremento dei livelli occupazionali, di sviluppo complessivo del sistema industriale, di leadership tecnologica, di incremento della crescita e dunque delle entrate». L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ravvisa una incompatibilità sostanziale tra sistema di guerra e sistema democratico, per questo chiede agli organi collegiali della scuola e ai/alle dirigenti scolastici di opporsi tassativamente alla militarizzazione escludendo le Forze Armate e di Polizia sia dalle iniziative didattiche che da quelle di orientamento. Crediamo, inoltre, che la scuola debba informare gli studenti e le studentesse sui risvolti etici delle competenze tecnologiche che stanno apprendendo, affinché siano periti informatici, elettronici, meccanici, biotecnici consapevoli, capaci di distinguere quali aziende del territorio non sono collegate al sistema di guerra e quindi quali aziende preferire quando cercheranno lavoro. Maggiori investimenti nella Difesa non ci stanno assicurando maggiore sicurezza e prosperità, al contrario. Procedendo senza accordarsi al diritto internazionale stanno preparando un futuro più povero e instabile, con minori libertà, per tutti. Per resistere alla deriva militarista e approfondire il lavoro svolto fino ad ora dal nostro Osservatorio suggeriamo la lettura dei libri: La scuola laboratorio di pace vol. I e vol. II (2023), Comprendere i conflitti. Educare alla pace (2024), Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra (2025).  Continua a visitare il nostro sito e per segnalazioni scrivici a osservatorionomili@gmail.com  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Napoli, piazza Garibaldi cambia volto: sei chioschi per inclusione, cultura e servizi
Aperti i sei chioschi dell’area nord della piazza. Completato il sistema degli otto presidi previsti dal progetto Bella Piazza, tra inclusione sociale, cultura, servizi e sostegno ai cittadini. Napoli compie un nuovo passo nel percorso di riqualificazione di piazza Garibaldi. Sono stati inaugurati questa mattina i sei chioschi situati nell’area nord della piazza, nell’ambito del progetto “Bella Piazza”, iniziativa di rigenerazione urbana e sociale promossa attraverso la collaborazione tra enti del terzo settore, istituzioni e realtà del territorio. All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il presidente della Fondazione Con il Sud, Stefano Consiglio, e la coordinatrice del progetto Bella Piazza, Elena De Filippo della Dedalus Cooperativa Sociale. Con l’apertura dei nuovi spazi si completa il sistema degli otto presidi previsti per la piazza, che comprende anche la Portineria Garibaldi e il presidio delle forze dell’ordine. L’obiettivo è trasformare l’area in un luogo vissuto, sicuro e capace di offrire servizi, occasioni di incontro e attività culturali e sociali. I sei chioschi ospiteranno iniziative dedicate alla promozione di filiere etiche, al contrasto della violenza di genere, all’inserimento lavorativo di persone fragili, alla mediazione sociale, alla cultura e al supporto dei flussi turistici. Le attività saranno operative sei giorni alla settimana per otto ore al giorno. Tra le realtà coinvolte figurano Dedalus Cooperativa Sociale, Cooperativa Sociale EVA, Bottega Sociale Terre Future, Fondazione RUT, NEST Napoli Est Teatro – Est(ra)Moenia e Temi S.p.A. con il servizio logistico Comebag. Dedalus ha attivato uno spazio dedicato allo street food, accompagnato da laboratori per bambini, attività scolastiche e una biblioteca sui cibi e le culture del mondo. La Cooperativa EVA promuoverà prodotti artigianali a valenza sociale e iniziative sui diritti delle donne. Terre Future offrirà prodotti provenienti da cooperative sociali e beni confiscati alle mafie. Fondazione RUT curerà attività culturali e di promozione della lettura, mentre NEST Napoli Est Teatro realizzerà incontri e spettacoli aperti alla cittadinanza. Infine, Temi S.p.A. porterà in piazza il servizio Comebag per la gestione dei bagagli e il supporto ai turisti. Per il sindaco Gaetano Manfredi, l’apertura dei chioschi rappresenta «un risultato importante» nel processo di riqualificazione della piazza. Secondo il primo cittadino, la presenza di attività sociali e servizi contribuirà a rendere l’area più sicura e vivibile, favorendo una maggiore partecipazione dei cittadini. Tra i prossimi obiettivi dell’amministrazione vi è anche la programmazione di attività serali nella cavea della piazza, con l’intento di animare l’area durante tutto l’arco della giornata. Il progetto Bella Piazza nasce da un percorso di confronto tra associazioni, organizzazioni del territorio, comitati di quartiere e imprenditori interessati a investire sull’area orientale di Napoli. Un lavoro avviato diversi anni fa e culminato con un accordo di gestione condivisa dello spazio pubblico tra soggetti pubblici e privati. «Tre anni fa sembrava un progetto impossibile», ha dichiarato Stefano Consiglio, presidente della Fondazione Con il Sud, sottolineando il valore della collaborazione tra terzo settore, imprenditoria e istituzioni locali. Elena De Filippo ha invece evidenziato come oggi siano oltre cinquanta le organizzazioni coinvolte nel percorso, con l’obiettivo di restituire piazza Garibaldi ai residenti, ai commercianti, ai viaggiatori e ai turisti attraverso un innovativo modello di co-gestione pubblico-privata. Redazione Napoli
May 29, 2026
Pressenza
Nasce “Difesa Channel”: un nuovo canale dedicato alla “Cultura della Difesa” e alla propaganda bellica
Difesa Channel sta per nascere, ne danno notizia alcuni siti e giornali (ad esempio Il Fatto Quotidiano), un canale analogo a Netflix interamente dedicato alle forze armate e artefice di questo progetto sarà la società in house legata al Ministero della Difesa ossia Difesa Servizi. Il bando, in scadenza il prossimo 4 giugno, è scaricabile dal sito della società in questione al seguente link: https://www.difesaservizi.it/avviso-esplorativo-zona-militare-club-piattaforma-tv-ott E da questa pagina traiamo alcune informazioni sul progetto: «Difesa Servizi S.p.A., Società in house del Ministero della Difesa, intende procedere ad un’indagine esplorativa per l’acquisizione di “domande di partecipazione” (FASE I) inerenti alla partecipazione  ad una successiva procedura competitiva (FASE II) finalizzata all’affidamento, mediante contratto attivo, della concessione in licenza, in regime di esclusiva, del Brand “Zona Militare Club” per la classe merceologica 38, nonché in regime non di esclusiva per la classe merceologica 35, ai fini della  realizzazione, messa in esercizio, gestione, sviluppo editoriale, tecnologico e commerciale di una  Piattaforma televisiva OTT dedicata al mondo della Difesa, identificata con il segno “ZMC+”. Difesa Servizi ha appena fis­sato al 4 giu­gno il ter­mine per raccogliere le manifestazioni di interesse all’affidamento della licenza d’uso e di sfruttamento commerciale del brand “Zona Militare Club” per i servizi legati alle telecomunicazioni e per pubblicità e marketing “ai fini della realizzazione, messa in esercizio, gestione, svi­luppo edi­to­riale, tecnologico e commerciale di una Piat­ta­forma televisiva dedicata al mondo della Difesa». Siamo davanti a un progetto ideologico e commerciale che scaturisce dalla necessità di promuovere non solo la cosiddetta cultura della Difesa, ma anche di vendere nel mondo il brand della difesa, infatti la società in house viene incaricata di gestire questo progetto vigilando sullo stesso come una normale stazione appaltante. Un’operazione di business e di mera propaganda per dotare il Ministero della difesa di uno strumento propagandistico bello e buono e con soldi pubblici. Siamo davanti ad un progetto ambizioso, cioè quello di dotarsi di un vero e proprio canale monotematico di promozione della cultura della difesa, una piattaforma alla quale accedere con estrema facilità per favorire la diffusione dei messaggi con una serie di contenuti che spazieranno da documentari a interviste, da film a iniziative di semplice propaganda, innumerevoli servizi, digitali e non, funzionali magari al ripristino della leva, alla diffusione di culture favorevoli ad accrescere le spese militari, un canale che si avvarrà di  abbonamenti, pubblicità, sponsorizzazioni «nel rispetto dei valori, dell’immagine e delle esigenze istituzionali della Difesa». Una propaganda bellica di cui non c’era assolutamente bisogno in un momento storico che vede aperti più fronti di guerra dal Mediterraneo all’Europa dell’est. E, soprattutto, una propaganda indirizzata alla normalizzazione della guerra, alla diffusione della cultura della difesa che viene effettuata con i soldi pubblici sottratti alla sanità e alla istruzione. Ricordiamoci di questo scempio quando una scuola chiuderà per mancata ristrutturazione, quando non basteranno sei mesi per una visita specialistica, quando saranno cancellati voli per il caro carburanti. BASTA CON LA PROPAGANDA DI GUERRA! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Napoli celebra la Giornata Mondiale del Gioco: il 30 maggio alla Mostra d’Oltremare una città più inclusiva, partecipata e a misura di bambini
In occasione della Giornata Mondiale del Gioco, il Comune di Napoli – Assessorato alle Politiche Sociali promuove per il 30 maggio, dalle 10.30 alle 19.00, una grande iniziativa pubblica dedicata al valore educativo, sociale e culturale del gioco. L’evento, realizzato con il contributo educativo e operativo della Ludoteca Cittadina comunale gestita dalla Cooperativa sociale Progetto Uomo Onlus, si svolgerà negli spazi della Mostra d’Oltremare, con ingresso da Viale Kennedy, e sarà aperto a bambini, famiglie e cittadini di tutte le età. La giornata rappresenta un’importante occasione per ribadire il valore del gioco quale leva fondamentale di crescita, inclusione, partecipazione e cura delle relazioni. Attraverso un ricco programma di attività ludiche, laboratori e momenti di incontro, l’iniziativa valorizza il gioco come linguaggio universale, capace di costruire comunità e rafforzare il senso di appartenenza. Con il coinvolgimento di numerose realtà associative e culturali del territorio, l’evento si arricchisce di proposte diversificate: saranno presenti il Ludobus Artingioco, il Circobus, I Brickanti, l’A.D. Scacchistica Partenopea, gli atelier di Raffaella Lavanga, i laboratori di musica popolare di Sara Volpe, Francesco Paolo Manna e la Scalzabandina, la Federazione Nazionale Othello, Magma Ludens – collettivo autori di giochi, Quinta Dimensione – boardgames e GDR, CCT Napoli Eagles – calcio da tavolo, Club Napoli Scrabble, Marco Tramontano con giochi di ruolo per famiglie, e molti altri. Attraverso questa iniziativa, il Comune di Napoli ribadisce una visione della città come comunità educativa: più giusta quando permette ai bambini di vivere lo spazio pubblico, più inclusiva quando accoglie differenze di età, provenienza e abilità, più viva quando riconosce il gioco come esperienza capace di generare fiducia, responsabilità e relazioni. Una giornata per celebrare, insieme, il diritto al gioco e restituire al gioco il suo valore centrale nella vita di tutti. L’Assessora alle Politiche Sociali Chiara Marciani dichiara: «La Giornata Mondiale del Gioco rappresenta per Napoli un momento insieme simbolico e concreto. Con questa iniziativa intendiamo ribadire che il gioco è un diritto di tutti, oltre che uno strumento fondamentale di crescita, inclusione e costruzione di comunità, capace di superare barriere sociali, culturali e generazionali. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Mostra d’Oltremare e al suo Presidente, Remo Minopoli, per l’accoglienza e la disponibilità dimostrate nel sostenere questa iniziativa, contribuendo in modo tangibile alla costruzione di una città più aperta e partecipata. Grazie al prezioso lavoro della Cooperativa Progetto Uomo e al coinvolgimento di tante realtà del territorio, questa giornata dimostra come una città sia davvero più giusta quando investe nella qualità delle relazioni. Napoli intende rafforzare sempre più il proprio ruolo di comunità educativa, inclusiva e vitale.» Redazione Napoli
May 29, 2026
Pressenza
Casino online – βήματα και μέθοδοι
ΟΔΗΓΌΣ ΓΙΑ ΤΟ CASINO ONLINE ΣΤΗΝ ΕΛΛΆΔΑ – ΠΡΑΚΤΙΚΈΣ ΣΥΜΒΟΥΛΈΣ Ο κόσμος του casino online εξελίσσεται ραγδαία και οι Έλληνες παίκτες έχουν περισσότερες επιλογές από ποτέ. Είτε είστε αρχάριος που θέλει να δοκιμάσει το πρώτο του παιχνίδι, είτε έμπειρος τζογαδόρος που ψάχνει για το πιο αποδοτικό μπόνους, το άρθρο αυτό θα σας βοηθήσει να πάρτε σωστές αποφάσεις. Για να ξεκινήσετε, επισκεφθείτε την ιστοσελίδα μας: online casino 2026. 1. Τι είναι το casino online και γιατί κερδίζει δημοτικότητα 2. Πώς να εγγραφείτε σωστά – βήμα‑βήμα διαδικασία 3. Τα πιο συνηθισμένα bonus και πώς να τα αξιοποιήσετε 1. Welcome bonus, κωδικοί προσφοράς και wagering requirements 4. Μέθοδοι πληρωμής – κατάθεση & ανάληψη 1. Ταχύτητα ανάληψης, ασφάλεια, προτιμώμενα μέσα 5. Πλατφόρμες για κινητά – εφαρμογές και mobile experience 6. Live casino και άλλες λειτουργίες που πρέπει να γνωρίζετε 7. Ασφάλεια, άδειες και υπεύθυνο τζόγο 1. Πιστοποίηση, KYC, support 8. Σύγκριση κορυφαίων casino online 9. Τελικές συμβουλές για αρχάριους παίκτες ΤΙ ΕΊΝΑΙ ΤΟ CASINO ONLINE ΚΑΙ ΓΙΑΤΊ ΚΕΡΔΊΖΕΙ ΔΗΜΟΤΙΚΌΤΗΤΑ Το casino online είναι μια ψηφιακή πλατφόρμα που προσφέρει τα κλασικά παιχνίδια τυχερών παιχνιδιών – ρουλέτα, μπλακτζακ, κουλοχέρηδες και live dealer – μέσω διαδικτύου. Η ευκολία πρόσβασης από οποιαδήποτε συσκευή, η δυνατότητα να παίξετε 24/7 και οι ελκυστικές προσφορές κάνουν αυτή τη μορφή τζόγου εξαιρετικά ελκυστική για το ελληνικό κοινό. Επιπλέον, οι κανονισμοί που ισχύουν στην Ελλάδα (Άδεια ΑΜΚ) παρέχουν ένα πλαίσιο ασφαλείας για τους παίκτες, εξασφαλίζοντας ότι τα παιχνίδια είναι δίκαια και οι πληρωμές αξιόπιστες. Η συνδυασμένη επίδραση αυτών των παραγόντων έχει δημιουργήσει μια ενεργή κοινότητα που αναζητά τα καλύτερα casino online. ΠΏΣ ΝΑ ΕΓΓΡΑΦΕΊΤΕ ΣΩΣΤΆ – ΒΉΜΑ‑ΒΉΜΑ ΔΙΑΔΙΚΑΣΊΑ Η εγγραφή σε ένα casino online δεν χρειάζεται να είναι πολύπλοκη. Ακολουθήστε τα εξής βήματα για να δημιουργήσετε λογαριασμό χωρίς προβλήματα: * Επιλέξτε έναν αξιόπιστο ιστότοπο με έγκυρη ελληνική άδεια. * Κάντε κλικ στην επιλογή «Εγγραφή» ή «Δημιουργία λογαριασμού». * Συμπληρώστε τα προσωπικά σας στοιχεία (όνομα, email, τηλέφωνο, διεύθυνση). * Δημιουργήστε έναν ισχυρό κωδικό πρόσβασης και αποδεχθείτε τους όρους χρήσης. * Επιβεβαιώστε τη διεύθυνση email μέσω του συνδέσμου που θα λάβετε. Μετά την επιβεβαίωση, θα πρέπει να περάσετε από τη διαδικασία KYC (Know Your Customer). Αυτό σημαίνει ότι θα χρειαστεί να ανεβάσετε έγγραφα ταυτοποίησης, όπως ταυτότητα ή διαβατήριο, για να ξεκλειδώσετε τα όρια ανάληψης. ΤΑ ΠΙΟ ΣΥΝΗΘΙΣΜΈΝΑ BONUS ΚΑΙ ΠΏΣ ΝΑ ΤΑ ΑΞΙΟΠΟΙΉΣΕΤΕ Τα bonus αποτελούν το «μαγνήτη» για πολλούς παίκτες. Από το welcome bonus μέχρι τις προωθητικές προσφορές, κάθε τύπος έχει τα δικά του χαρακτηριστικά. WELCOME BONUS, ΚΩΔΙΚΟΊ ΠΡΟΣΦΟΡΆΣ ΚΑΙ WAGERING REQUIREMENTS Το welcome bonus είναι συνήθως ένας συνδυασμός ποσοστού κατάθεσης (π.χ. 100% έως 200€) και δωρεάν περιστροφών. Προσέξτε όμως τις απαιτήσεις στοιχηματισμού (wagering requirements) – συνήθως 30x ή 40x του ποσού του bonus – γιατί χωρίς την εκπλήρωση τους δεν θα μπορέσετε να αποσύρετε τα κέρδη. Οι κωδικοί προσφοράς (promo codes) μπορούν να δώσουν πρόσθετο πλεονέκτημα, όπως επιπλέον δωρεάν περιστροφές ή cash‑back. Διαβάστε πάντα τους όρους ώστε να γνωρίζετε πόσες φορές πρέπει να παίξετε και ποια παιχνίδια συμμετέχουν στο wagering. ΜΈΘΟΔΟΙ ΠΛΗΡΩΜΉΣ – ΚΑΤΆΘΕΣΗ & ΑΝΆΛΗΨΗ Η επιλογή κατάλληλων μεθόδων πληρωμής επηρεάζει τόσο την ευκολία όσο και την ταχύτητα των συναλλαγών. Στην Ελλάδα, οι πιο δημοφιλείς επιλογές περιλαμβάνουν πιστωτικές/χρεωστικές κάρτες, e‑wallets όπως Skrill και Neteller, και τραπεζικές μεταφορές. ΤΑΧΎΤΗΤΑ ΑΝΆΛΗΨΗΣ, ΑΣΦΆΛΕΙΑ, ΠΡΟΤΙΜΏΜΕΝΑ ΜΈΣΑ Οι περισσότερες πλατφόρμες προσφέρουν «instant payouts» για e‑wallets – τα χρήματα εμφανίζονται στον λογαριασμό σας μέσα σε λίγα λεπτά. Για τραπεζικές μεταφορές, η διαδικασία μπορεί να διαρκέσει 2–5 εργάσιμες ημέρες. Επιλέξτε πάντα μια μέθοδο που υποστηρίζεται από το casino και είναι ασφαλής, ώστε να προστατεύετε τα προσωπικά σας δεδομένα. Μην ξεχνάτε να ελέγξετε τυχόν τέλη ανάληψης· κάποια καζίνα χρεώνουν μικρό ποσοστό, ενώ άλλα προσφέρουν δωρεάν ανάληψη για συγκεκριμένα ποσά. ΠΛΑΤΦΌΡΜΕΣ ΓΙΑ ΚΙΝΗΤΆ – ΕΦΑΡΜΟΓΈΣ ΚΑΙ MOBILE EXPERIENCE Οι σύγχρονοι παίκτες προτιμούν να παίζουν από το κινητό τους. Τα καλύτερα casino online προσφέρουν responsive ιστοσελίδες ή αφιερωμένες εφαρμογές για Android και iOS, οι οποίες διασφαλίζουν ομαλή εμπειρία παιχνιδιού. Η εφαρμογή επιτρέπει ταχύτερη πρόσβαση στα αγαπημένα σας παιχνίδια, ειδοποιήσεις για προσφορές και άμεση επεξεργασία καταθέσεων. Επιπλέον, η χρήση του κινητού είναι χρήσιμη όταν βρίσκεστε σε κίνηση ή θέλετε να ελέγξετε το λογαριασμό σας χωρίς να ανοίξετε έναν υπολογιστή. LIVE CASINO ΚΑΙ ΆΛΛΕΣ ΛΕΙΤΟΥΡΓΊΕΣ ΠΟΥ ΠΡΈΠΕΙ ΝΑ ΓΝΩΡΊΖΕΤΕ Το live casino φέρνει το φυσικό καζίνο στο σπίτι σας με πραγματικούς dealer σε πραγματικό χρόνο. Οι δημοφιλείς επιλογές περιλαμβάνουν live roulette, live blackjack και live baccarat. Η ποιότητα της ροής βίντεο εξαρτάται από την ταχύτητα της σύνδεσής σας, αλλά πολλά καζίνα προσφέρουν επιλογές σε 720p ή 1080p. Άλλες λειτουργίες που αξίζει να εξετάσετε είναι τα παιχνίδια με υψηλή μεταβλητότητα (high volatility) για μεγάλες νίκες, καθώς και τα slots με υψηλό RTP (Return to Player), τα οποία προσφέρουν καλύτερη επιστροφή στο μακροπρόθεσμο. ΑΣΦΆΛΕΙΑ, ΆΔΕΙΕΣ ΚΑΙ ΥΠΕΎΘΥΝΟ ΤΖΌΓΟ Η ασφάλεια είναι πρωταρχική προτεραιότητα. Επιλέξτε καζίνα που διαθέτουν έγκυρη ελληνική άδεια (Α.Μ.Κ.) και τεχνολογία κρυπτογράφησης SSL για προστασία των προσωπικών και οικονομικών σας στοιχείων. ΠΙΣΤΟΠΟΊΗΣΗ, KYC, SUPPORT Κατά τη διαδικασία KYC, θα σας ζητηθεί να ανεβάσετε έγγραφα ταυτοποίησης και αποδεικτικό διεύθυνσης. Η επαλήθευση αυτή διασφαλίζει ότι ο λογαριασμός σας είναι ασφαλής και αποτρέπει την απάτη. Η εξυπηρέτηση πελατών (support) πρέπει να είναι διαθέσιμη 24/7 μέσω live chat, email ή τηλεφώνου, ώστε να λύνει τυχόν προβλήματα γρήγορα. Τέλος, η υπεύθυνη παιγνίδια είναι απαραίτητη: θέστε όρια καταθέσεων, παρακολουθείτε το χρόνο που αφιερώνετε στο παιχνίδι και χρησιμοποιήστε εργαλεία αυτο-αποκλεισμού όταν χρειάζεται. ΣΎΓΚΡΙΣΗ ΚΟΡΥΦΑΊΩΝ CASINO ONLINE Κατάστημα Welcome Bonus Μέσο RTP Ταχύτητα Ανάληψης Casino A 100% μέχρι 200€ + 50 δωρεάν περιστροφές 96,5% E‑wallet 10 λεπτά Casino B 200% μέχρι 300€ + 100 δωρεάν περιστροφές 97,2% Τραπεζική μεταφορά 3–5 ημέρες Casino C 150% μέχρι 250€ χωρίς δωρεάν περιστροφές 95,8% E‑wallet 15 λεπτά Ο πίνακας δείχνει τρία από τα πιο δημοφιλή casino online στην Ελλάδα, με έμφαση στα bonus, το RTP και την ταχύτητα ανάληψης. Η επιλογή εξαρτάται από τις προσωπικές σας προτεραιότητες – αν προτιμάτε υψηλό RTP ή γρήγορες ανάληψεις. ΤΕΛΙΚΈΣ ΣΥΜΒΟΥΛΈΣ ΓΙΑ ΑΡΧΆΡΙΟΥΣ ΠΑΊΚΤΕΣ Ξεκινήστε με μικρές καταθέσεις και επιλέξτε ένα casino που προσφέρει δωρεάν παιχνίδια (demo) ώστε να εξοικειωθείτε με τους κανόνες. Διαβάστε πάντα τους όρους του bonus πριν τον αποδεχτείτε και προγραμματίστε το bankroll σας ώστε να αποφύγετε απρόσμενες απώλειες. Τελικά, η επιτυχία στο casino online εξαρτάται από την ενημέρωσή σας, την προσεκτική επιλογή πλατφόρμας και τη δέσμευση για υπεύθυνο τζόγο. Καλή διασκέδαση και καλή τύχη!
May 29, 2026
nomortilavoro
Il tribunale di Chieti annulla la detenzione e la sanzione all’Ocean Viking di SOS Mediterranee
Il tribunale di Chieti ha annullato integralmente la detenzione amministrativa di 20 giorni imposta all’Ocean Viking di SOS Mediterranee nel novembre 2023, insieme all’ammenda associata e a tutte le altre misure sanzionatorie. La decisione rappresenta un’altra vittoria significativa contro il governo italiano e il cosiddetto decreto Piantedosi, nonché una conferma del principio del soccorso in mare. Il 15 novembre 2023 le autorità italiane avevano bloccato la nave nel porto di Ortona e inflitto una sanzione finanziaria in base al decreto-legge n. 1/2023, noto appunto come decreto Piantedosi. La vicenda riguarda un’operazione di soccorso condotta l’11 novembre 2023 nella zona SAR libica, durante la quale l’Ocean Viking aveva tratto in salvo 34 persone a bordo di un’imbarcazione in difficoltà, dopo ripetuti tentativi falliti di ottenere un coordinamento efficace dalle autorità marittime libiche. Nella sentenza di primo grado, il tribunale ha chiaramente confermato la legalità dell’operazione di soccorso, riconoscendo che il comandante “si trovava di fronte alla necessità di intervenire senza indugio“»” per proteggere vite umane. I giudici hanno inoltre sottolineato l’assenza di coordinamento effettivo da parte delle autorità libiche, riconoscendo che l’Ocean Viking era “l’unica nave intervenuta per adempiere all’obbligo di soccorso in mare“. La sentenza ribadisce che gli obblighi internazionali in materia marittima derivanti dalle convenzioni UNCLOS, SOLAS e SAR prevalgono quando sono in pericolo vite umane, e che non possono essere imposte sanzioni in assenza di coordinamento da parte degli Stati o quando tale coordinamento sia insufficiente. Il giudizio richiama inoltre la sentenza n. 101/2025 della Corte costituzionale italiana, che ha confermato come le leggi nazionali in materia di soccorso in mare debbano essere conformi al diritto internazionale: nessuna norma interna può contraddire il dovere di salvare vite in mare. «Questa decisione conferma ciò che sosteniamo dal novembre 2023: l’Ocean Viking ha agito in piena conformità con il diritto marittimo internazionale e nel rigoroso rispetto dei propri obblighi», ha dichiarato Soazic Dupuy, direttrice delle operazioni di SOS Mediterranee. «Le organizzazioni di soccorso umanitario non devono mai essere sanzionate per aver fatto ciò che le autorità non hanno fatto: garantire un soccorso rapido ed efficace alle persone in pericolo». La pronuncia arriva in un momento particolarmente grave. Il 2026 si profila già come uno degli anni più letali dell’ultimo decennio nel Mediterraneo, mentre il governo italiano intensifica gli ostacoli per impedire alle ONG di ricerca e soccorso di operare. Il Senato ha infatti avviato l’esame di un nuovo pacchetto legislativo sull’immigrazione che include nuove disposizioni volte a impedire alle ONG di entrare nelle acque italiane – propagandate dalla Presidente del Consiglio Meloni come “blocco navale” – in quello che si configura come un ulteriore tentativo di ostacolare le operazioni di salvataggio. SOS Mediterranee ricorda nel suo comunicato stampa che sabato 16 maggio il comandante della Sea-Watch 5 è stato addirittura accusato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare 1 dopo aver condotto un’operazione di soccorso nel corso della quale i guardacoste libici hanno aperto il fuoco. Notizie/In mare SPARI CONTRO LA SEA-WATCH 5: L’ENNESIMO ATTO DI PIRATERIA NEL MEDITERRANEO «Il Mediterraneo è ormai diventato un parco giochi per criminali sostenuti dagli interessi complici UE» Redazione 15 Maggio 2026 Nonostante le ripetute decisioni dei tribunali che confermano la legalità delle operazioni di soccorso civile nel Mediterraneo, le ONG continuano a subire molteplici forme di criminalizzazione e attacchi, tra cui atti amministrati del tutto illegittimi. «Le persone in pericolo – conclude amaramente l’Ong – non possono attendere che sia resa giustizia mentre l’assistenza vitale viene ostacolata per ragioni politiche». 1. Nuovo attacco alla solidarietà in mare: dopo le raffiche di spari delle milizie libiche contro Sea-Watch 5, lo Stato italiano risponde avviando un’indagine penale contro il capitano: comunicato di Sea-Watch ↩︎
UNICA e la filiera del genocidio: fondi europei e dati sardi per “Israele”
Il dossier recentemente compilato da numerose attiviste sarde mostra che l’Università degli studi di Cagliari è coinvolta in ben quattro progetti di ricerca europei in collaborazione con atenei israeliani: PlatinuMS con l’università di “Tel Aviv”, Better4u con il Weizmann Institute of Science, NPP-SOL e Impactive con il Technion. Le facoltà e i dipartimenti di Unica coinvolti sono tante: Facoltà di Ingegneria Biomedica, Dipartimento Scienze Biomediche e Chirurgiche, Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, Facoltà di Ingegneria chimica e dei materiali, Dipartimento di Fisica e Meccanica. Tutte le collaborazioni sono finanziate dal progetto Horizon dell’Unione Europea, il quale facilita attivamente la collaborazione con istituzioni israeliane, comprese quelle complici dell’apartheid e del genocidio. Nonostante le dichiarazioni da parte del rettore Francesco Mola e del senato accademico, UniCa e i suoi docenti compaiono ancora nei siti ufficiali dei progetti, al punto che la ricerca NPP-SOL figura perfino sul sito dell’Arborea. Nel frattempo, l’entità sionista continua a perpetrare le sue politiche genocide in Palestina e le estende al Libano. PlatinuMS, il progetto con maggior coinvolgimento di UniCa, è una collaborazione con l’Università di ‘Tel Aviv’, costruita su un villaggio palestinese raso al suolo durante la Nakba. La tecnologia AI utilizzata è dell’israeliana Evolution Inc., che annovera le Forze di Occupazione Israeliane tra i suoi clienti. Possiamo davvero escludere che i dati dei pazienti sardi finiscano in mani sporche di sangue? Il Technion, altro partner di UniCa, è l’università più collusa con il complesso militare-industriale sionista: ha prodotto l’Iron Dome (sistema missilistico usato contro i palestinesi dal 2014), il bulldozer D9 (usato per demolire le case dei palestinesi) e l’arma acustica Scream (usato per disperdere le manifestazioni pacifiche dei palestinesi). L’Università di Cagliari sostiene all’articolo 4 del proprio codice etico di ripudiare la guerra. Eppure, a quasi tre anni dal 7 ottobre 2023, questi quattro accordi sono ancora in vigore nonostante i crimini contro l’umanità che vengono perpetrati dall’entità sionista ogni giorno. Come studenti, docenti, ricercatori e lavoratori, esigiamo: l’interruzione immediata di ogni collaborazione con lo Stato israeliano; un Decreto Rettorale che renda effettiva la rescissione a effetto immediato; la modifica del regolamento per impedire la partecipazione a bandi congiunti Italia-Israele; corridoi accademici e umanitari per studenti e ricercatori palestinesi; una presa di posizione netta dell’Ateneo contro il genocidio. Cosa puoi fare? LEGGI E CONDIVIDI IL DOSSIER. https://drive.google.com/file/d/1Euq72Xojk-SBUOTAwm-pMJZChqNFl0ZJ Partecipa alla mobilitazione. PALESTINA LIBERA FUORI IL SIONISMO DALL’UNIVERSITÀ filiera genocidio -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Da invasori a invasi
-------------------------------------------------------------------------------- Foto Pozol Chiapas, che ringraziamo -------------------------------------------------------------------------------- Nel 1971, tre accademici studiarono e analizzarono il ruolo delle “istituzioni caritatevoli” nelle baraccopoli (formatesi a seguito delle occupazioni abusive) di Lima, pubblicando un’opera profonda e rigorosa intitolata “Dagli invasori agli invasi”, diffusa su Cuadernos de DESCO*. L’opera si concentra sugli effetti che l’intervento dei “benefattori” (oggi diciamo ONG) ha sugli abitanti. Dopo aver documentato l’enorme espansione delle baraccopoli conseguenti alle occupazioni (“invasioni”, come le chiamano i media), in cui milioni di persone si concentrano nelle periferie della capitale, sottolineano come le istituzioni caritatevoli cerchino la “smobilitazione politica degli abitanti”. Esse rappresentano l’imperialismo, la “borghesia nazionale” e gli imprenditori che, “aiutando” gli abitanti, riescono a “neutralizzare politicamente ampi settori urbani che non possono organizzarsi altrove se non all’interno delle baraccopoli”. Aggiungono che i “benefattori” mirano anche a organizzare i consumi dei residenti, e il loro successo è in gran parte dovuto alla defezione della sinistra, che non è stata in grado di unire questo ampio settore urbano. Un secondo tema che affrontano è l’atteggiamento degli “scienziati sociali”, in particolare americani, che hanno condotto studi nelle baraccopoli. Citano il sociologo tedesco Martin Nicolaus: “Gli occhi professionali del sociologo sono fissi sulle classi inferiori, mentre i palmi delle mani sono rivolti verso le classi dominanti”. Sottolineano come il lavoro sul campo di questi professionisti sia stato “di grande utilità per il Peace Corps, l’USAID, altri benefattori, il loro prestigio accademico, le fondazioni che finanziano i loro studi, le loro tesi di dottorato, la gioia degli americanisti, ecc., ma con poche eccezioni per gli abitanti delle baraccopoli”. Il terzo punto affronta l’analisi del modus operandi dei “benefattori” che, avvicinandosi ai settori più attivi delle baraccopoli, “creano clientelismo tra i leader delle associazioni di residenti, i quali, per mantenere la loro leadership, devono rispondere alle richieste degli abitanti”. Inoltre, diffondono l’idea che non esista una classe dominante e che la povertà sia colpa dei poveri, non un problema strutturale. Infine, sebbene ci sia molto altro da dire, i tre autori dicono di non essere interessati a presentare uno studio accademico, bensì a smascherare le istituzioni che “sono solo strumenti di demobilitazione popolare e di trasmissione dell’ideologia dei settori nazionali e stranieri dominanti”. Vogliono che il loro lavoro aiuti le persone a conoscere meglio i loro “benefattori”. Basandomi su questo breve glossario di un’opera eccellente, vorrei ricordare a tutti che i programmi sociali esistono nel nostro continente da oltre mezzo secolo, lo stesso lasso di tempo di coloro che li denunciano senza che le loro indagini vengano prese in considerazione. Certamente, ci sono stati cambiamenti nei metodi e negli stili della cooperazione internazionale per lo sviluppo e la promozione, ma gli elementi essenziali erano già presenti più di mezzo secolo fa. Questo solleva alcuni interrogativi. Perché le organizzazioni di sinistra e i movimenti di base continuano ad accettare questi programmi che, da mezzo secolo, sappiamo essere contrari agli interessi del popolo e dei settori popolari? Perché migliaia e migliaia di accademici e sociologi si lasciano strumentalizzare da chi detiene il potere, quando, con le loro qualifiche, avrebbero altre opzioni e potrebbero lavorare in altri campi? Credo che questi atteggiamenti non possano essere compresi senza considerare che il trionfo del capitalismo, seppur temporaneo, ha convinto molte persone e partiti politici che opporsi al sistema sia pericoloso. Non sto dicendo che le loro vite siano in pericolo, perché non vivono a Gaza, né in quartieri operai o comunità indigene. Il pericolo che percepiscono riguarda le loro carriere professionali, il successo individuale e, soprattutto, la sicurezza economica e lavorativa. Se osserviamo attentamente, sia i partiti di sinistra che gran parte delle dirigenze dei movimenti, sono attualmente composti da persone con titoli accademici, in possesso di qualifiche che fungono da lasciapassare per l’ascesa sociale, e che appartengono a quella che Emmanuel Todd, non senza un pizzico di malizia ma con notevole perspicacia, definisce “oligarchia di massa”. Ciò riflette l’enorme mutamento del sistema, che ha integrato i vertici dei settori popolari, indicando al resto la via per il successo individuale. In particolare, è riuscito a cooptare i leader (o a “clientelizzarli”, come afferma l’opera di cui sto parlando). Questi leader sono fondamentali per stabilizzare il sistema di dominio. Pertanto, l’impegno degli zapatisti a non arrendersi, a non cedere e a non svendersi rimane un punto di riferimento etico imprescindibile, soprattutto in questi tempi di sconvolgimento sistemico. . *Gli autori sono Alfredo Rodríguez, Gustavo Riofrío e Eileen Welsh. L’opera è disponibile online. -------------------------------------------------------------------------------- Pubblicato anche su La Jornada -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Da invasori a invasi proviene da Comune-info.
May 29, 2026
Comune-info
𝐋𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐂𝐈 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐀𝐂𝐈 𝐈𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚
Egregio Presidente Avv. La Russa Facciamo seguito ai nostri incontri del 5/11/25 e del 10/3/26, nei quali ha manifestato l’intenzione di garantire le prospettive future delle lavoratrici e dei lavoratori di ACI Informatica e in generale di tutti i dipendenti delle società del gruppo ACI insieme alla più ampia disponibilità al confronto sindacale senza pregiudizio. Purtroppo, gli incontri conseguenti alle dichiarazioni di principio espresse allora, avvenuti con il management di ACI Informatica e di ACI Mobility, hanno rappresentato una realtà ben diversa, foriera di un’aspra vertenza che ha costretto le lavoratrici e i lavoratori di ACI Informatica ad una forte mobilitazione, con scioperi in corso da tre mesi. Il 4/6 p.v. avremo un nuovo incontro sull’annunciata volontà di trasferimento della direzione DTNA presso ACI Mobility (di cui abbiamo avuto modo di dimostrarne l’illegittimità), mentre la trattativa sul contratto integrativo e le prospettive future di ACI Informatica è ferma alle intransigenti posizioni espresse dal management di ACI Informatica. Questa precipitazione della vertenza impone la massima chiarezza, al fine di definire ogni conseguente responsabilità nell’evoluzione della trattativa. Le rappresentiamo, innanzi tutto, che la Direzione di ACI Informatica ha operato un gravissimo tentativo di repressione dell’attività e libertà sindacale, comminando tre provvedimenti disciplinari a una lavoratrice, un lavoratore e un delegato sindacale, attraverso una maldestra operazione di controllo dell’assemblea sindacale. Un atto già grave per qualunque azienda, ulteriormente aggravato dalla natura pubblica di una società in house dell’ACI, che è chiamata a rispondere delle azioni commesse dal management delle proprie aziende. Le rappresentiamo inoltre che, nel corso di un infruttuoso tentativo di incontro sul piano industriale di ACI Informatica, è stato affermato dal D.G. Minenna che l’attuale piano industriale “è utile solo per giocare al lotto”. Un’affermazione che evidenzia l’assoluta indeterminatezza delle prospettive di tutela e valorizzazione del patrimonio pubblico ACI Informatica. Le rappresentiamo, ancora, che nel corso degli incontri avvenuti finora sull’annunciata volontà di trasferimento della Direzione DTNA ad ACI Mobility, è stata rifiutata ogni informazione utile a comprenderne gli impatti e le conseguenze, nonostante le nostre chiare richieste scritte, così come è stata negata ogni risposta di merito alle nostre evidenze sull’illegittimità della tentata operazione, negando così qualunque reale e concreto confronto sul tema e vanificando in questo modo qualunque tavolo di trattativa, in barba persino alle più elementari norme in materia. Siamo sicuri che può comprendere le conseguenze di qualunque atto che dovesse essere accertato come illegittimo in un’amministrazione pubblica. Le rappresentiamo infine, a margine, che queste attività vengono realizzate attraverso l’utilizzo della consulenza di uno studio legale famoso per i proprio onorari, onorari pagati con i soldi della collettività per la quale opera l’Ente Pubblico non Economico ACI. Ad aggravare la situazione di oggettiva crisi in corso causata dal management di ACI Informatica, ci sembra opportuno segnalarle che nel tentativo di arginare gli effetti degli scioperi, vengono poste in atto iniziative che possono realizzare nocumento all’integrità del servizio pubblico fornito dall’Ente. Ci riferiamo, ad esempio, a esternalizzazioni di attività che possono essere svolte dalle professionalità esistenti (con inutile aggravio dei costi), all’attivazione di processi estranei ai consolidati processi aziendali (che possono contraddire le certificazioni aziendali e creare un pesante fardello operativo per il futuro), ad interventi effettuati senza rispettare adeguate misure di sicurezza (che potrebbero generare perdita dati, come parrebbe sia avvenuto per il sistema NSTAR), etc. Tutte iniziative, e relative conseguenze, delle quali vogliamo che siano chiare le responsabilità esclusivamente in capo al management aziendale. Egregio Presidente Avv. La Russa Riteniamo di aver evidenziato con la chiarezza che sempre ci contraddistingue lo stato della vertenza in atto, le cause e le responsabilità. Una chiarezza necessaria anche nei confronti di tutto il personale dell’Ente che potrebbe stare vivendo dei disagi nelle proprie attività a causa delle mobilitazioni in corso a cui ci hanno costretto le posizioni estremiste, illegittime, persecutorie e incomprensibili del management di ACI Informatica. Siamo come sempre disponibili a rappresentare le nostre ragioni in ogni sede, così come siamo determinati a supportare le nostre ragioni con ogni mobilitazione necessaria. Egregio Presidente Avv. La Russa, abbiamo voluto informarla dello stato della vertenza perché in virtù del suo ruolo è responsabile di qualunque azione attuata dal management delle Società dell’Ente, consapevoli che in assenza di una Sua presa di posizione diversa tali azioni vanno considerate frutto anche del Suo informato consenso quando non addirittura di una Sua deliberata decisione. RSU ACI INFORMATICA 29/05/2026 The post 𝐋𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐂𝐈 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐀𝐂𝐈 𝐈𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 first appeared on Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica.
29 MAGGIO: TRENTATRE ANNI FA L’ECCIDIO DI GORNJI VAKUF CON L’UCCISIONE DI GUIDO, SERGIO E FABIO
  Il 29 maggio 1993 una missione umanitaria bresciana diretta nella città di Zavidovici terminò con l’eccidio di tre pacifisti: Guido Puletti, Fabio Moreni e Sergio Lana, uccisi da una banda paramilitare bosniaca guidata da Hanefija Prijić, detto “Paraga”. Su richiesta del sindaco di Zavidovici “eravamo partiti per aprire un corridoio umanitario e portare a Brescia alcune decine di donne e bambini che erano al centro della guerra nella Bosnia centrale”, ricorda ai microfoni di Radio Onda d’Urto Agostino Zanotti, sopravvissuto insieme a Christian Penocchio a quella strage. “A Brescia tutto era già pronto per accoglierli, ma quel viaggio si interruppe bruscamente alle cinque del pomeriggio in un bosco vicino a Gornji Vakuf”. Il gruppo fu circondato da soldati appartenenti a una banda paramilitare inserita nell’esercito bosniaco, comandata da Prijić. Nonostante i processi, tra cui quello svoltosi a Brescia nel 2017, Prijić non ha mai ammesso la responsabilità né spiegato il motivo di quell’esecuzione sommaria. Zanotti ricorda ancora una volta l’istante prima degli spari: “Fabio Moreni un attimo prima che iniziasse a sparare aveva detto proprio: “Perché?”. Ecco questo “perché” riecheggia ancora nel bosco di Gornji Vakuf, ma è riecheggiato anche nei tribunali e riecheggia ancora nelle menti mia e di Christian”. Le testimonianze emerse negli ultimi anni relativamente alla guerra in ex Jugoslavia, come quelle raccontate nel documentario Sarajevo Safari e nel libro I cecchini del Weekend, mostrano che sono ancora molte le cose da chiarire rispetto a quanto avvenuto in quel periodo. Zanotti ci tiene anche a ricordare che “i resti di Guido Puletti riposano nel cimitero di Brescia accanto alle vittime di Piazza della Loggia e ai partigiani, a testimonianza di un filo rosso che unisce la storia della resistenza e del pacifismo bresciano”. Ascolta l’intervista completa ad Agostino Zanotti nel 33esimo anniversario della strage di Gornji Vakuf Ascolta o scarica  
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto
Presentazione di 181 giorni contro il 41bis
In questa corrispondenza presentiamo il documentario "181 giorni contro il 41bis. Lo sciopero della fame di Alfredo Cospito". Un documentario che parla della mobilitazione al fianco di Alfredo Cospito contro il 41bis e l'ergastolo ostativo.  In questa corrispondenza commentiamo anche la nuova uscita del documentario "Silenzio stampa" di cui alleghiamo il link dove potete trovare il video. 
May 29, 2026
Radio Onda Rossa
Cappellani militari alla parata? Ma anche no!
Mosaico di pace L’opinione di Tonio Dell’Olio Cappellani militari alla parata? Ma anche no! Nel Mosaico dei giorni del 22 maggio scorso avevamo riproposto – come facciamo ormai ogni anno – l’idea che la “parata” del 2 giugno venisse smilitarizzata. La Festa della Repubblica, infatti, celebra una Costituzione fondata sul lavoro, non sulle armi. Ma quest’anno quella richiesta aveva un motivo ulteriore e più urgente: l’appello lanciato dalle pagine di Avvenire da un gruppo di amici provenienti da culture ed esperienze diverse, uniti dall’idea che la pace non possa essere evocata mentre si esibiscono strumenti di guerra. Avevamo anche suggerito che ad aprire simbolicamente una parata civile fossero gli italiani della Global Sumud Flotilla: uomini e donne che rappresentano oggi una delle esperienze più avanzate di presenza nonviolenta nei conflitti, nel Mediterraneo e accanto ai popoli feriti dalla guerra. Per tutta risposta apprendiamo oggi, da un articolo di Luca Kocci sul Manifesto, che per la prima volta alla parata militare sfilerà anche un drappello di cappellani militari. Una scelta improvvida e profondamente antievangelica. Non solo perché contraddice il richiamo di Papa Leone XIV a una pace “disarmata e disarmante”, ma anche perché ignora il percorso avviato dalla Chiesa italiana per ripensare radicalmente il ruolo dell’assistenza spirituale nelle Forze armate. È scritto nero su bianco nel Documento di sintesi del Sinodo delle Chiese italiane (24, c) e nella Nota pastorale firmata dai vescovi italiani “Educare a una pace disarmata e disarmante” (3, e). La partecipazione dei cappellani alla parata segna, invece, un’integrazione ancora più marcata dei preti dentro l’apparato militare, nella sua logica e nella sua mentalità. E tutto questo con ingenti risorse pubbliche. È un segnale preoccupante, che occorre invertire con urgenza se vogliamo restare credibili nell’annuncio evangelico della pace: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14,27). Mosaico di pace
May 29, 2026
Pressenza

L'aggregatore di movimento. raccordo.info aggrega in maniera automatica contenuti da siti selezionati. Ci si trovano notizie, informazioni, analisi, comunicati, iniziative, provenienti da siti di "movimento" o vicini al movimento. Un occhio particolare è riservato alla comunicazione Romana, perché facciamo base principalmente a Roma.