[2026-07-30] Da qui non se ne va nessunə! ACCORRETE TUTT3! @ Spin Time Labs
DA QUI NON SE NE VA NESSUNƏ! ACCORRETE TUTT3! Spin Time Labs - Via di S. Croce in Gerusalemme, 55 (giovedì, 30 luglio 17:00) Da ora siamo un presidio permanente. Ore 17 fuori Spin Time Questa notte, intorno alle 22, si è sviluppato un principio d’incendio nel palazzo di Spin Time, a quanto pare circoscritto a un locale tecnico affacciato sul cortile interno. La comunità residente ha reagito con tempestività spegnendo l’incendio: l’edificio è stato evacuato autonomamente e in piena sicurezza nel giro di pochi minuti, consentendo ai Vigili del Fuoco, intervenuti prontamente, di accedere senza ostacoli e svolgere tutte le verifiche necessarie. Al momento non si registrano danni alle persone né all’edificio. Nonostante questo, gli abitanti sono ancora in strada e non è loro consentito rientrare nelle proprie case, se non uno alla volta e scortati dalle forze dell’ordine, esclusivamente per recuperare medicinali e beni di prima necessità. Le porte degli appartamenti sono state forzate e gli alloggi messi sottosopra, nonostante avessimo messo a disposizione tutte le chiavi necessarie, per ragioni di sicurezza che però nessuno ci ha ancora chiarito. A quest'ora non ci è stato ancora comunicato in quale condizione si trovi lo stabile: restiamo in attesa di risposte ufficiali. Apprendiamo da Ansa che i Vigili del Fuoco hanno dichiarato una presunta inagibilità del palazzo della quale non ci sono evidenze. Di fatto, centinaia di persone sono in strada dalla notte scorsa. Molte sono uscite di casa scalze o in pigiama e si stanno alternando sulle brandine messe a disposizione dalla Protezione Civile a partire dalle 6 di stamattina. Nonostante per oggi siano previste temperature da bollino rosso. Ora è il momento di stringersi attorno a Spin Time con la stessa solidarietà che abbiamo conosciuto in passato: dal distacco della corrente nel 2019 all’agorà dello scorso gennaio. Convochiamo quindi un’assemblea pubblica cittadina oggi alle ore 17. Nel frattempo, siamo qui in presidio permanente e abbiamo bisogno subito della solidarietà di tutt3.
July 30, 2026
Gancio de Roma
Chi ricostruisce Gaza? Ricostruizone e resistenza indigena
Dopo il recente annuncio di Hamas di voler cedere il governo di Gaza al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza, sono riemerse con urgenza domande su chi plasmerà il futuro di Gaza e a quali condizioni. Fonte Di Nour Joudah e Dena Qaddumi – 23 luglio 2026 Cosa significa comprendere Gazac ome una Terra indigena … Leggi tutto "Chi ricostruisce Gaza? Ricostruizone e resistenza indigena" L'articolo Chi ricostruisce Gaza? Ricostruizone e resistenza indigena proviene da Invictapalestina.
August 12, 2026
Invictapalestina
Catania, sospesi voli fino alle 18 di oggi
L’eruzione dell’Etna continua a causare disagi all’aeroporto di Catania, dove i voli in partenza e in arrivo sono sospesi fino alle 18 di oggi, mercoledì 12 agosto. L’attività del vulcano continua ormai da cinque giorni e sono già migliaia i passeggeri che sono stati dirottati sugli aeroporti di Palermo o di Comiso. Il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha colto l’occasione per sottolineare la necessità di potenziare gli altri aeroporti sull’isola, proprio in vista di tali emergenze. The post Catania, sospesi voli fino alle 18 di oggi appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 12, 2026
L'INDIPENDENTE
In Russia è stato messo al bando l’ultimo partito che si oppone alla guerra
La Corte Suprema russa ha annullato la registrazione del partito Yabloko alle elezioni parlamentari previste per il prossimo settembre. La formazione politica era l’unico partito ammesso alle elezioni a opporsi alla guerra in Ucraina. Con la sua decisione, la Corte ha accolto un ricorso del partito Rodina, di stampo nazionalista e filogovernativo. L’annuncio arriva pochi giorni dopo l’ammissione ufficiale di Yabloko alle elezioni; il partito ha già annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza. Yabloko è una storica formazione russa di orientamento liberale, fondata nel 1993. Dallo scoppio della guerra in Ucraina, il partito ha assunto una posizione contraria al conflitto e, negli ultimi mesi, ha chiesto un cessate il fuoco e l’avvio di negoziati diplomatici con Kiev. «Il nostro è un programma breve, semplice e assolutamente chiaro» riporta un comunicato del partito, che sul proprio sito riferisce di difendere «un’economia di mercato orientata al sociale, alla parità di opportunità iniziali, all’inviolabilità della proprietà privata, alla concorrenza in politica e nell’economia, al rafforzamento delle istituzioni democratiche, allo Stato di diritto, a uno Stato governato dalla legge e al controllo dei cittadini sul governo». Rodina accusava Jakoblo di ricevere finanziamenti dall’estero e di promuovere l’«estremismo» ma, secondo quanto riportano i giornali locali, alla fine la decisione della Corte si sarebbe basata su presunte «violazioni del diritto d’autore durante l’attività». Yakoblo avrebbe infatti fatto uso di «proprietà intellettuale protetta» senza le adeguate autorizzazioni – tra queste, testi di canzoni, fotografie e immagini generate da ChatGPT. Il partito ha già assicurato che farà ricorso. The post In Russia è stato messo al bando l’ultimo partito che si oppone alla guerra appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 12, 2026
L'INDIPENDENTE
La vera faccia dell’intelligenza artificiale: il motore del riarmo. Prima parte
Nella corsa al riarmo, il settore defence-tech è salito sul podio nella competizione tecnologica globale degli ultimi anni. Dal 2022 ad oggi, gli investimenti di venture capital nel settore defence-tech hanno raggiunto oltre 32 miliardi di dollari complessivi (Forbes, 2026), con un’accelerazione significativa nel 2026 che ha già visto dall’inizio dell’anno circa 12,3 miliardi di dollari investiti in startup attive in difesa, aerospace e spacetech. Questa tendenza è confermata dalla proliferazione di nuove startup private del settore che raggiungono la valutazione oltre il miliardo di dollari, come dimostra un’analisi di BestBrokers (2026), la quale evidenzia la nascita di ben 9 nuovi unicorni (termine coniato nel 2013 quando startup da oltre un miliardo erano così rare da sembrare mitologiche — circostanza oggi venuta meno), nell’Aerospace & SpaceTech, solamente nei primi mesi del 2026. All’interno di questa cornice, il mercato specifico dell’IA militare valeva circa 12,5 miliardi di dollari nel 2024 con proiezioni di crescita fino ai 25,58 miliardi di dollari nel 2030 — cifra che rischia di sottostimare la realtà, considerato che solamente gli Stati Uniti investiranno circa il 2% del proprio PIL in intelligenza artificiale e infrastrutture dati nel 2026, pari a circa 640 miliardi di dollari (Forbes, 2026). L’Europa e l’Italia non sono da meno: il piano ReArm Europe prevede che dal 2026 dovranno essere definite aree strategiche su IA e sistemi informativi, mentre l’Italia pianifica la nascita in Lombardia del polo quantistico più potente al mondo, investendo 230 milioni di euro dai fondi Pnrr, con una previsione di spesa di un miliardo nei prossimi 5 anni (La Riscossa, 2026). Ma a prescindere dalle cifre, ciò che facilita il ruolo dell’IA come motore del riarmo non è quanto si investe in essa, bensì il fatto che questa nuova tecnologia sia stata distribuita gratuitamente, su scala di massa, ancora prima che si sapesse fino a che punto sarebbe diventata infrastruttura militare. L’IA è entrata nella vita quotidiana di miliardi di persone come strumento apparentemente neutro, rendendo ogni obiezione al suo uso militare superata rispetto a un’infrastruttura civile a cui nessuno è più disposto a rinunciare. Il defence-tech non sta quindi semplicemente adottando l’IA, ma ne sta ereditando l’ecosistema, la cui diffusione capillare ha già reso il processo irreversibile. E questo processo si muove su quattro direttrici che si potenziano reciprocamente e alimentano il riarmo: una economico-industriale, una geopolitica, una ambientale e una politica. Direttrice economico-industriale: i quattro moltiplicatori del defence-tech La direttrice economica-industriale rivela come l’IA acceleri strutturalmente il riarmo, attraverso quattro meccanismi reciprocamente alimentati: 1. Dual-use come cavallo di Troia: l’adattamento di una quota sempre crescente di applicazioni di IA, dal settore civile all’uso militare, rende automaticamente capacità militare ogni avanzamento nei modelli generalisti, senza bisogno di un lavoro di ricerca dedicato. Un esempio di questo meccanismo in azione è dato dai sistemi di visione e riconoscimento automatico sviluppati da Anduril per i droni civili che sono stati immediatamente riproposti per la sorveglianza di confine e la ricognizione tattica. 2. Venture Capital applicato alla guerra: le startup tech non sono come i contractor tradizionali che si reggono su margini stabili nel tempo; un’impresa come Anduril deve mostrare crescita esponenziale, o i finanziamenti si fermano seguendo una spirale a rinforzo continuo: un contratto pubblico fa salire la valutazione, la valutazione più alta attira un nuovo round di venture capital, e quel round richiede — per essere ripagato — un contratto ancora più grande. Ogni fase alimenta la successiva e un taglio alla spesa militare non è più solo una decisione politica ma soprattutto una decisione economica, diventando una minaccia diretta per gli investitori. 3. Lock-in dei sistemi: per un esercito che ha costruito la propria architettura di comando e controllo grazie a determinati sistemi, diventa costosissimo sostituirli e questo crea una dipendenza tecnica pluriennale che rende il riarmo auto-rinforzante. Nel caso del Pentagono, per esempio, il sistema Maven di Palantir è diventato parte integrante dell’infrastruttura operativa. e sostituirlo richiederebbe la riconversione completa dei processi operativi, la formazione di migliaia di operatori, e la migrazione di decenni di dati. Questo rende qualsiasi alternativa tecnicamente ed economicamente impraticabile. 4. Constituency economica: aziende defence-tech come Anduril e Palantir hanno trasformato il complesso militare-industriale in un ecosistema finanziario diffuso, finanziando la loro crescita con lobbying e assunzioni incrociate di persone che escono dal governo ed entrano nelle aziende, e viceversa. Da un lato, migliaia di dipendenti possiedono azioni il cui valore raddoppia a ogni nuovo stanziamento pubblico, creando una constituency economica il cui patrimonio personale dipende direttamente dall’espansione del bilancio militare; dall’altro, questo meccanismo è alimentato da un aumento sistematico dell’influenza politica: per fare un esempio, tra il 2022 e il 2024, nove aziende IA di punta e i loro dipendenti hanno incrementato del 60% i contributi alle campagne elettorali dei membri del Congresso statunitense che controllano le politiche del Pentagono (Bulletin of the Atomic Scientists, 2026). Il risultato è un sistema in cui il denaro privato influenza sempre più le decisioni politiche su quanto e come armarsi, poiché l’incentivo a spingere per più spesa militare riguarda un numero sempre crescente di persone il cui patrimonio personale dipende direttamente dall’espansione del bilancio pubblico della difesa. 4. Direttrice geopolitica: il potere senza accountability democratica I dati sugli investimenti in IA descrivono una doppia deformazione: quella dell’architettura di sicurezza internazionale e quella delle istituzioni democratiche chiamate a garantirla. Chi controlla capitali privati di centinaia di miliardi ha accesso a infrastrutture militari, politiche ed economiche paragonabili a quelle di uno Stato, ma senza la stessa responsabilità democratica. L’episodio di Musk che ha velatamente minacciato di spegnere Starlink in Ucraina è l’illustrazione più chiara di questo squilibrio: un privato cittadino con il potere di condizionare un conflitto armato, senza alcun mandato elettorale. All’interno di questa cornice si trova anche la porta girevole tra industria e apparato militare. Il generale Randy George ha impartito il giuramento a quattro dirigenti tech — provenienti da Meta, OpenAI e Palantir — entrati in ruoli militari (Bulletin of the Atomic Scientists, 2026); funzionari del Pentagono che avevano contribuito a scrivere i requisiti IA dell’esercito sarebbero poi passati a lavorare per le stesse aziende che hanno vinto quei contratti (Defensescoop, 2026). Quando chi scrive le regole e chi le soddisfa finiscono per scambiarsi i ruoli, i canali di influenza tra potere economico e potere politico smettono di essere l’eccezione e diventano la norma strutturale. La fitta rete di relazioni tra figure potenti e personaggi politici mostra l’esistenza di canali di influenza che alterano completamente i rapporti di forza tra i cittadini e i loro rappresentanti politici: i governi non temono più le conseguenze elettorali perché la concentrazione patrimoniale ha spostato il centro di gravità decisionale verso lobby, media acquistabili e nomine incrociate tra industria e difesa. Direttrice ambientale: la competizione per le risorse primarie Il collegamento tra intelligenza artificiale e riarmo si completa quando osserviamo la dimensione materiale: l’IA necessita di infrastrutture energetiche che competono con gli Stati per le risorse primarie mentre vengono finanziate da un settore privato il cui profitto dipende dalla continuazione della tensione geopolitica che quegli stessi sprechi di risorse comportano. Secondo il report dell’Istituto per l’Acqua, l’Ambiente e la Salute dell’Università delle Nazioni Unite (2026),  nel 2025 i data center globali hanno consumato 448 TWh di elettricità, sufficiente a rifornire i bisogni annui di tutta la popolazione dell’Africa sub-sahariana – 1,3 miliardi di persone – per oltre due anni e mezzo. Se fosse un Paese, questo consumo si posizionerebbe all’11º posto nella classifica globale davanti all’Arabia Saudita, con una carbon footprint di 189 milioni di tonnellate di CO₂e e un impatto idrico di 4,5 trilioni di litri, pari ai bisogni domestici minimi di 620 milioni di persone. L’Intelligenza Artificiale rappresenta una parte consistente di questo consumo: nel 2025 i carichi di lavoro dell’IA da soli hanno rappresentato oltre il 20% dell’elettricità usata nei data center, circa 93 TWh, equivalenti ai bisogni residenziali di 715 milioni di africani subsahariani. Ciò equivale a 40 milioni di tonnellate di CO₂e (CO₂e è la misura che riassume in un solo numero l’impatto di tutti i gas serra coinvolti, non solo la CO₂ pura) – quanto assorbito da 661 milioni di piantine urbane in 10 anni. A questo si aggiungono 900 miliardi di litri d’acqua – l’equivalente di 365.000 piscine olimpioniche – e l’utilizzo di 1.400 km² di terreno – un’area pari a 195.000 campi da calcio. Questa energia elettrica potrebbe soddisfare l’intero fabbisogno energetico di un Paese come la Nigeria, la sesta nazione più popolosa al mondo, per oltre due anni. Le proiezioni per il futuro prevedono il raddoppiamento di questi consumi nei prossimi quattro anni. Questa crescita, inserita in un contesto più ampio di scarsità e crisi climatica, non è neutrale: la competizione per le risorse primarie che innesca l’IA nutre la stessa tensione geopolitica che finanzia la sua espansione, in un circolo vizioso che tende a moltiplicare il conflitto.   Redazione Italia
August 12, 2026
Pressenza
Il gioco del demone al Cabudanne de Sos Poetas
CIRCE è lieta di partecipare al CABUDANNE DE SOS POETAS·XXII EDIZIONE SGUARDI MERIDIANI. L'evento si terrà dal 25 agosto al 6 settembre presso Seneghe (Oristano). Il nostro contributo sarà il Gioco del demone: laboratorio per ascoltare la voce dei demoni che abitano i nostri dispositivi digitali. Il Cabudanne de Sos Poetas si svolge dall’alba e al tramonto a Seneghe, piccolo villaggio nell'entroterra dell'oristanese. Palchi circolari in piazze, case, frantoi, bar; niente backstage separati, niente gerarchie rigide, passeggiate poetiche lungo le coste, veglie di versi, laboratori di traduzione reciproca tra le lingue del Mediterraneo e non solo, botteghe di poesia orale e musica, micro-residenze con restituzioni pubbliche. Ecco alcuni concetti essenziali che caratterizzeranno il festival: Lentezza e misura: la poesia privilegia ritmo, pausa, ascolto; è esercizio di “misura” contro la velocità produttivista. Etica del limite: forma breve, attenzione al dettaglio e al finito; un dire che non colonizza, ma accoglie. Mediterraneo come ponte: la poesia è passaggio e dialogo tra sponde, memorie e lingue; pratica di traduzione e ospitalità. Confine come luogo di scambio: il verso abita soglie (io/altro, terra/mare), trasformandole in spazi relazionali. Pluralità delle modernità: molte voci e idiomi; la poesia legittima periferie, dialetti, minoranze. Convivialità e prossimità: oralità, letture condivise, ascolto reciproco; la parola come bene comune. Ecologia dell’attenzione: contro il rumore, cura del silenzio e del paesaggio; centralità dei luoghi. Memoria e futuro: custodisce tradizioni mediterranee (miti, lavoro del mare) e le re-immagina in chiave contemporanea. Politica dell’ascolto e della lettura: poesia come pratica civile che riorienta lo sguardo sul sud del mondo e su nuove forme di crescita insieme. Scopri di più sui temi del Cabudanne. Il 29 agosto 2026, alle ore 21:30 presso la Domo de sa Poesia, CIRCE condurrà il laboratorio "Il gioco del Demone" per conoscere o il carattere dei dispositivi digitali. Guarda il programma completo
August 12, 2026
Notizie da C.I.R.C.E.
Perù: perché l’arte non si controlla: abrogazione della Legge N° 32645
Oggi finalmente, i gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, Ahora Nación (AN) e Juntos por el Perú (JP), hanno presentato la proposta di legge che abroga la Legge N° 32645 che istituisce il Collegio Professionale degli Artisti del Perù (CPAP). Il progetto mira ad abrogarla “perché attenterebbe al diritto alla libertà di creazione culturale e trasgredirebbe il principio di uguaglianza, in quanto promuove l’esclusione degli artisti che non possiedono un titolo universitario e svolgono le loro attività in modo autodidatta o attraverso saperi ancestrali” (Art. Unico). Dalla sua promulgazione, la Legge N° 32645 ha ottenuto il rifiuto massiccio di istituzioni e collettivi del settore, poiché escludeva migliaia di artisti autodidatti e portatori di saperi ancestrali e popolari che creano e mantengono una cultura viva nel Paese, avrebbe compromesso la libertà di creazione e di lavoro; e inoltre perché disponeva che gli inabilitati a esercitare una funzione pubblica non possono far parte dei collegi professionali, in chiaro riferimento alla carica ricoperta dall’attuale decana del CAL, Delia Espinoza. Va segnalato che, lo scorso 7 agosto, la deputata Rossana Alayza Maccera insieme ai deputati coautori del gruppo Buen Gobierno (BN), ha presentato anch’essa il Progetto di Legge N° 00012-2026-2031-CD con lo stesso obiettivo: abrogare la Legge N° 32645, evidenziando la domanda sociale e la sua tempestiva rappresentanza da parte dei deputati di opposizione. “ANCHE L’ARTE SI ORGANIZZA” D’altro canto, parallelamente alla presentazione dei progetti di legge per abrogare la Legge N° 32645, la popolazione si sta organizzando “per i diritti culturali della popolazione peruviana” affermano alcuni collettivi. Così, questo mercoledì 12 agosto alle 6 p.m., nel café bar del Museo del Giocattolo, nella città di Trujillo, dipartimento di La Libertad nel nord del Paese, si terrà un Incontro in presenza denominato “Chi decide chi è artista?”, in uno spazio di dialogo in cui confluiranno artisti, collettivi, operatori culturali, docenti e studenti; così come lavoratori dell’arte e popolazione in generale. Inoltre, domenica 16 agosto prossimo, a Lima Sur, si organizzerà una Giornata Creativa & Conversatorio a Lima Sur, “uno spazio per condividere le nostre esperienze, esprimere le nostre preoccupazioni e pensare insieme a come difendere la libertà di creazione e il diritto a fare arte”. Ciò di fronte alle “proposte che cercano di regolamentare l’esercizio artistico e che hanno generato preoccupazione tra artisti e collettivi culturali. Ci incontriamo per creare, informarci e conversare su ciò che è in gioco” indicano gli organizzatori. “Perché l’arte non si controlla: si vive, si crea e ci si organizza!” hanno aggiunto. Redacción Perú
August 12, 2026
Pressenza
Nel nord Italia scoperte acque potabili e pozzi contaminati da PFAS: i comuni interessati
Lo scorso 13 luglio è entrata in vigore anche in Italia la normativa che impone limiti di legge severi per la presenza di PFAS tollerata nell’acqua potabile – sei mesi in ritardo rispetto al resto della UE, per una deroga introdotta dal governo nell’ultima legge di Bilancio. I primi controlli effettuati dopo l’entrata in vigore dei nuovi limiti, che impongono che la concentrazione di tali sostanze non sia superiore a 20 nanogrammi per litro, stanno mettendo in luce come in molti pozzi del nord Italia le concentrazioni di sostanze polifluoroalchiliche (i cosiddetti “inquinanti eterni”) siano estremamente elevate, richiedendo così un intervento da parte delle amministrazioni. Già nei primi giorni dopo l’entrata in vigore della nuova normativa, in Veneto era scattato l’allarme perchè la contaminazione da PFAS era arrivata alla filiera alimentare. A Carpaneda, nella periferia di Vicenza (nell’area soggetta alla contaminazione della Miteni di Trissino), le uova deposte da galline abbeverate sempre con acqua di acquedotto (mai di pozzo) avevano restituito una concentrazione di PFAS superiori di circa otto volte ai limiti consentiti. In Friuli, invece, nella provincia di Pordenone, risultano coinvolti quattro Comuni: Porcia, Fontanafredda, Roveredo e Aviano. Si tratta, fino ad ora, del contesto più critico, dal momento che nei pozzi esaminati la presenza di PFAS ha superato fino a 20 volte i limiti di legge. L’ARPA ritenuto che la contaminazione potrebbe dipendere dalle schiume estinguenti usate in ambito aeronautico o da pericolati di discarica, ovvero i liquidi che si formano quando l’acqua piovana si infila tra i rifiuti o quando questi si decompongono. Intanto, i sindaci hanno invitato i cittadini ad abbeverarsi, in via precauzionale, solo dall’acquedotto pubblico, evitando pozzi artesiani. Un nuovo dato è stato più recentemente diramato da Greenpeace, che riporta come a Storo, in provincia di Trento, la concentrazione di PFOS (considerato “possibile cancerogeno”) risulta essere fino a 30 nanogrammi per litro. Il sindaco ha ipotizzato un biomonitoraggio della popolazione per verificare se vi siano accumuli di sostanze negli organismi dei cittadini. Nella provincia di Vicenza, invece, sono stati superati i limiti in 9 pozzi privati. Si trovano tra Sandrigo e Bressavindo e sono in media tre volte superiori ai limiti. Viacqua ha dichiarato che, al momento, l’estensione del fenomeno sul territorio non è ancora valutabile in maniera definitiva, ma assicurato che l’acqua distribuita dall’acquedotto pubblico e conforme ai parametri di legge, invitando i cittadini a usare questa. In Lombardia, dai controlli sono emersi limiti superiori alla norma nei Comuni di Credaro, Brembate di Sopra, Castelli, Calepio e Cologno al Serio. Nel frattempo, la UE si muove anche per introdurre norme più stringenti sulla presenza di PFAS negli imballaggi a contatto con gli alimenti. Da oggi, 12 agosto 2026, entra infatti in vigore l’applicazione effettiva del regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio che, da qui al 2030, attiverà una serie di iniziative per ridurre i rifiuti prodotti dagli Stati dell’Unione e controllare il quantitativo di sostanze tossiche – gli PFAS, per l’appunto – a contatto con gli alimenti. «Per quanto riguarda il volume delle PFAS, i materiali a contatto con gli alimenti e gli imballaggi rappresentano uno dei settori più rilevanti», sottolinea il testo della normativa, che ritiene «inaccettabile» l’elevato rischio che ne deriva per la salute umana. The post Nel nord Italia scoperte acque potabili e pozzi contaminati da PFAS: i comuni interessati appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 12, 2026
L'INDIPENDENTE
Terremoto in Colombia, i morti salgono a 240
Secondo dati delle autorità locali, sono almeno 240 i morti nel sisma di magnitudo 7.4 che ha scosso la Colombia nella giornata di lunedì 10 agosto. I feriti sono circa un migliaio, mentre sono oltre 1500 gli edifici danneggiati, 61 dei quali sono crollati. Le autorità sono all’opera per la ricerca di eventuali sopravvissuti sotto le macerie. The post Terremoto in Colombia, i morti salgono a 240 appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 12, 2026
L'INDIPENDENTE
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #castelbuono La nota esposizione FALASTIN HURRA (“#Palestina Libera”, in lingua araba), curata da alino e Giansandro Morelli, nella sua versione 2.0 - “From Strip to Motion”, così concepita a Torino nell’ottobre 2025, arriva a Castelbuono.
August 12, 2026
Antonio Mazzeo
I neocon di fronte al fallimento Usa. Robert Kagan
Quando un progetto fallisce normalmente gli “architetti” che lo hanno partorito tacciono, si nascondono, farfugliano qualcosa assumendo una postura dimessa. Il fallimento di un progetto iper-ambizioso come Project for the New American Century, dunque, avrebbe dovuto sancire la scomparsa dei protagonisti, o quanto meno una loro radicale “autocritica” per le […] L'articolo I neocon di fronte al fallimento Usa. Robert Kagan su Contropiano.
August 12, 2026
Contropiano

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