Urago Mella, Radici e Giardini: due weekend per tornare a guardare il territorio, la natura e la comunità
Dal 16 al 18 e dal 23 al 25 ottobre alla Pieve di Urago Mella una rassegna tra
teatro, musica, incontri, libri, arte e memoria. Al centro il rapporto con i
luoghi che abitiamo e con le comunità che li rendono vivi.
«Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli,
semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a
colpire l’attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle
sabbie del deserto. Invece una foglia ingiallita d’un ramo di ficus che sporgeva
da un’inferriata, un gatto che si scaldava su un marciapiede, un tordo che
s’innalzava sulle tegole, non gli sfuggivano mai.»
Così scriveva Italo Calvino in Marcovaldo ovvero le stagioni in città. Ed è
proprio da questo sguardo, capace di accorgersi di ciò che normalmente
attraversiamo senza vedere, che prende forma Radici e Giardini, la rassegna
organizzata da SomebodyTeatro alla Pieve di Urago Mella.
Due weekend, dal 16 al 18 ottobre e dal 23 al 25 ottobre, dedicati alla natura,
alla memoria, al territorio e alle persone che lo abitano. Un programma che
attraversa teatro, musica, letteratura, fotografia, incontri e arte, ma che
prima ancora vuole essere un invito a fermarsi e guardare più da vicino il luogo
in cui viviamo.
Perché abitare un quartiere non significa soltanto risiedervi. Significa
riconoscerne le storie, le trasformazioni, le persone, gli alberi, gli spazi
condivisi, le tracce del passato e le possibilità del futuro.
È questo il senso profondo della rassegna: mettere in relazione le radici di un
territorio con ciò che quel territorio può ancora diventare.
UN QUARTIERE COME UN LIBRO DA LEGGERE
Urago Mella, nella zona nord-occidentale di Brescia, è un quartiere dalla forte
identità popolare e comunitaria, caratterizzato da una vivace rete associativa e
da un rapporto particolare con l’ambiente naturale. Il fiume Mella, il Parco
delle Colline, i campi, gli orti, i parchi e i giardini costituiscono una
presenza concreta, quotidiana, che racconta un rapporto antico tra la città e la
natura.
È proprio questa identità che SomebodyTeatro ha scelto di ascoltare e
attraversare.
La Pieve diventa così un luogo di incontro e di riflessione, dove la memoria del
quartiere incontra il presente e prova a interrogare il futuro. Non una rassegna
calata dall’alto, ma un progetto che nasce dentro il territorio e che al
territorio vuole restituire occasioni di partecipazione, confronto e
immaginazione.
Un quartiere può essere letto come un libro: ci sono pagine già scritte, altre
che rischiano di andare perdute e altre ancora tutte da inventare. Le iniziative
di Radici e Giardini provano a sfogliarle insieme.
LE RADICI: MEMORIA, TERRITORIO, PERSONE
Il primo fine settimana, Radici – abitare un luogo, conservare la memoria, sarà
dedicato al rapporto con i luoghi, alle storie che custodiscono e alle relazioni
che li attraversano.
Si parte venerdì 16 ottobre alle 20.30 con la presentazione di Radici – Il
cammino di Vavilov, il romanzo d’esordio di Simona Duci, che dialogherà con
Tiberio Faedi.
Il libro è un romanzo d’avventura ambientato in un mondo vicino al collasso
ambientale. La storia segue quattro esploratori che attraversano terre selvagge
e città blindate per decifrare un enigma legato alla sopravvivenza del pianeta,
sfidando il potere di un oscuro antagonista. Narrativa, ecologia e mistero si
intrecciano in un’avventura ispirata alla figura del grande botanico e genetista
russo Nikolaj Vavilov, pioniere dello studio della biodiversità agricola e della
conservazione dei semi, e a una spedizione scientifica in Kirghizistan alla
quale l’autrice ha partecipato in prima persona.
La serata sarà accompagnata dalla performance musicale del duo Molom, con Milena
Berta e Alessandro Pedretti.
Per tutta la durata della rassegna sarà inoltre visitabile alla Pieve la mostra
fotografica Eden Forever. Racconto di viaggio, realizzata da Simona Duci,
reportage della spedizione scientifica del 2022 in Kirghizistan, organizzata da
UNIBS, Orti Botanici di Ome e Kaki Tree Project, alla ricerca del Malus
sieversii, il melo selvatico all’origine del melo domestico. Duci ha partecipato
alla missione come giornalista e documentarista, raccontandone il viaggio e la
ricerca.
Il tema della memoria e delle persone tornerà sabato 17 ottobre alle 20.30 con
Pictures of You – Le storie, performance live con immagini fotografiche dedicate
agli abitanti di Urago Mella, realizzata da SomebodyTeatro in collaborazione con
il CDQ Urago Mella, con improvvisazioni musicali di Alessandro Adelio Rossi.
Domenica 18 ottobre alle 18.00 sarà invece dedicata al rapporto tra città,
mobilità e trasformazioni urbane, con un prologo affidato a Dario Balotta,
ambientalista ed esperto di trasporti e infrastrutture, seguito da Attaccati al
tram, azione di lettura collettiva curata da SomebodyTeatro e dal gruppo
AltaVoce, a partire da Esercizi di stile di Raymond Queneau, nella traduzione di
Umberto Eco.
Durante il weekend, la Pieve ospiterà inoltre Il Salotto della Pieve, market di
handmade e artigianato creativo, e momenti conviviali al Bar della Pieve.
I GIARDINI: LA NATURA COME CURA
Il secondo fine settimana, Giardini – la natura come cura, sposterà lo sguardo
dalla memoria alla relazione con il mondo naturale.
Venerdì 23 ottobre alle 19.30, Mani e canti proporrà una riflessione sul
rapporto concreto e quotidiano con la terra: da una parte il lavoro e la cura
del giardino con il giardiniere Alberto Gilberti, dall’altra la musica come
possibilità di immaginare un mondo verde attraverso i tre album narrati da
Giancarlo Turra, scrittore. Modera Tiberio Faedi.
Sabato 24 ottobre alle 18.00, il professore Antonio Di Matola, curatore degli
Orti Botanici di Ome, terrà la lectio La conoscenza della botanica come atto
primario per un’etica profonda della natura: un invito a conoscere il mondo
vegetale non come semplice sfondo della nostra vita, ma come parte fondamentale
dell’ecosistema di cui siamo parte.
Alle 20.30, Giardini, la cura dell’anima porterà invece il pubblico dentro la
letteratura, da Omero alla poesia contemporanea, attraverso la lettura scenica
di Beatrice Faedi e le tessiture sonore dei Minor Res, Bianca M. Sciarra e Diego
Rinaldi.
La rassegna si chiuderà domenica 25 ottobre alle 18.00 con Cenere, spettacolo
teatrale prodotto da Spazio H.Vox Brescia, con la regia di Fabio Venturelli.
Liberamente ispirato a Le Troiane di Euripide, lo spettacolo mette in relazione
un testo antico più di duemila anni con la brutalità delle guerre contemporanee
e con la condizione di chi, dopo la distruzione, si trova a dover ricostruire la
propria vita.
Anche in questo caso, dunque, il giardino non è soltanto un luogo fisico: è
metafora di ciò che può essere distrutto, curato, ricostruito e fatto nuovamente
crescere.
UNA RASSEGNA CHE NASCE DAL TERRITORIO E TORNA ALLA COMUNITÀ
A completare entrambe le giornate del secondo weekend ci sarà il Brocantage,
dedicato al recupero, al riciclo e al riuso di abiti, oggetti e accessori,
insieme agli appuntamenti conviviali al Bar della Pieve.
La varietà delle proposte è parte integrante del progetto: non esiste un unico
modo di entrare in relazione con un luogo. Lo si può fare attraverso un libro,
una fotografia, una pianta, una canzone, uno spettacolo, una conversazione o
semplicemente incontrando altre persone.
«Ed è forse proprio qui – commenta la presidente di Someboby, Beatrice Faedi –
che Radici e Giardini trova il suo significato più autentico: nel tentativo di
ricostruire, attraverso l’arte e la cultura, una relazione più consapevole con i
luoghi che abitiamo e con le persone con cui li condividiamo. Gli alberi possono
essere una metafora potente di questo rapporto: hanno radici profonde, che li
tengono legati alla terra e alla loro storia, ma crescono verso l’alto, cercando
luce e spazio.
Così anche una comunità: ha bisogno di conoscere le proprie radici per poter
immaginare il proprio futuro. Radici e Giardini vuole essere, prima di tutto,
questo: un’occasione per tornare a guardare. E per scoprire che, anche dentro un
quartiere, ci sono ancora molte cose da vedere, da ascoltare e da raccontare».
SOMEBODYTEATRO
Beatrice Faedi, coordinamento artistico
Elisa Lancini, organizzazione
Francesca Lancelotti, Anna Tenchini, segreteria
Tiberio Faedi, grafica e comunicazione
Simona Duci, collaborazione e consulenza
Andrea Pasotti, Stefania Vanoni, collaborazione progetto Pictures of You
Per informazioni: hello@somebodyteatro.it – 339 3818207
Redazione Sebino Franciacorta