Gli Stati Uniti commettono pirateria marittima, attaccando una nave mercantile iraniana in violazione del cessate il fuoco
Tehran. Domenica, gli Stati Uniti hanno compiuto un flagrante atto di aggressione contro una nave mercantile iraniana nelle acque del Mar dell’Oman, schierando i propri marines sul ponte della nave e disabilitandone i sistemi di navigazione. Domenica sera, il portavoce del Comando Centrale Khatam al-Anbiya ha condannato l’operazione criminale della Marina statunitense. “Gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato il cessate il fuoco e un commesso pirateria marittima aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nelle acque del Mar d’Oman e schierando alcuni dei propri marines terroristi sul ponte della nave, disabilitandone i sistemi di navigazione”, ha dichiarato il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari. “Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran risponderanno presto a questa pirateria armata e alla rappresaglia dell’esercito statunitense”, ha aggiunto. Le truppe statunitensi hanno lanciato l’attacco non provocato contro la nave portacontainer iraniana Toska, che stava navigando pacificamente dalla Cina all’Iran attraverso il Golfo d’Oman. In risposta immediata, le forze iraniane hanno contrattaccato, prendendo di mira diverse navi militari USA nella zona con attacchi di droni. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è vantato del sequestro della nave iraniana da parte delle forze americane, definendo l’esercito statunitense “la più grande forza militare del mondo”, che si è così smascherato ancora una volta come il principale pirata nelle acque internazionali. L’Iran aveva già dichiarato che avrebbe reagito con decisione a qualsiasi azione ostile da parte degli Stati Uniti. Contemporaneamente all’annuncio da parte di Washington del blocco navale illegale contro l’Iran, la Repubblica Islamica ha chiuso completamente lo Stretto di Hormuz: “Qualsiasi nave o petroliera che tenti di attraversare questa strategica via d’acqua senza il permesso iraniano sarà trattata con fermezza dalle forze iraniane. “L’ultimo atto criminale del regime statunitense dimostra ancora una volta che Washington rimane la principale fonte di terrorismo e instabilità in tutto il Medio Oriente. “L’Iran è pienamente preparato a difendere la propria sovranità e i propri interessi nazionali e non esiterà a dare una risposta schiacciante a qualsiasi atto di aggressione o pirateria marittima”, si legge nel sito di PressTV. Le forze armate iraniane respingono due petroliere nello Stretto di Hormuz: secondo quanto riportato, le forze armate iraniane hanno intercettato due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, costringendole a cambiare rotta e a ritirarsi dalla zona. Venerdì, l’Iran aveva dichiarato lo Stretto aperto alla navigazione commerciale, settimane dopo la sua chiusura alle navi associate agli Stati Uniti e ai suoi alleati, a seguito dell’inizio di una guerra di aggressione non provocata contro la Repubblica Islamica il 28 febbraio. Il 7 aprile, dopo 40 giorni di intensi combattimenti che hanno interessato l’intera regione, Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane, accettando la proposta in dieci punti dell’Iran come base per i negoziati volti a porre fine definitivamente alla guerra. Ciononostante, ha autorizzato il mantenimento del blocco navale da lui ordinato contro la Repubblica Islamica, oltre a rilasciare numerose dichiarazioni controverse riguardanti lo stretto, tutte categoricamente smentite dalle autorità iraniane. Durante i lunghi colloqui tenutisi a Islamabad, all’inizio di questo mese, la questione della chiusura dello Stretto di Hormuz ha dominato le discussioni, secondo alcune fonti, con l’Iran che ha chiarito in modo inequivocabile che la via navigabile sarà completamente riaperta una volta accettate tutte le sue condizioni per la fine della guerra. (Fonte: PressTV).
April 20, 2026
InfoPal
Istituto Superiore di Sanità: nel 2024 8 milioni e 200mila consumatori a rischio in Italia
Da qualche giorno ha chiuso i battenti un’altra edizione del Vinitaly, la fiera internazionale dedicata al mondo del vino e dei distillati, tra tante presenze governative e non poche euforie. Chissà se qualcuno dei tanti che sono accorsi a Verona ha avuto la possibilità di leggere che in Italia nel 2024 8 milioni e 200mila persone sono consumatori di alcol a rischio, 4 milioni e 450mila ricorrono all’“abbuffata alcolica” (binge drinker), 730mila sono consumatori “dannosi” con necessità di un trattamento clinico e tra questi, solo l’8,3% sono intercettati dal SSN e in carico ai servizi. È quanto riportano i dati dell’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) dell’Istituto Superiore di Sanità – ISS, presentati il 16 aprile scorso in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2026 (APD). Secondo il Rapporto 2026 “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni”, a cura di E. Scafato, S. Ghirini, C. Gandin, A. Matone, V. Manno e il Gruppo di Lavoro CSDA (Centro Servizi Documentazione Alcol), l’Italia costituisce un’eccezione nel panorama europeo, risultando l’unico grande Paese produttore di vino a mostrare un incremento significativo del consumo complessivo pro-capite negli ultimi 6 anni. Inoltre negli ultimi 10 anni si conferma una tendenza in crescita del consumo di alcol tra i maschi minorenni, +6,4% rispetto al 2014. “Sebbene l’Italia sia un Paese in cui è tradizionalmente abitudine il consumo di bevande alcoliche durante i pasti, soprattutto del vino, da molti anni ormai è avvenuto, si legge nel Rapporto, un graduale cambiamento delle abitudini di consumo alcolico, che ha portato alla diffusione di comportamenti a rischio come il bere a stomaco vuoto. Numerose evidenze mostrano che il consumo fuori pasto è correlato a esiti negativi per la salute, indipendentemente dalla quantità consumata, tra cui la mortalità per tutte le cause, per malattie cardiovascolari e per cancro. Inoltre, cominciano ad accumularsi evidenze sul consumo fuori pasto e l’aumentato rischio di cancro del tratto aero-digestivo superiore, l’epatocarcinoma e ancor più recentemente il cancro gastrico e il cancro del retto”. Nel 2024 i consumatori di vino o alcolici fuori pasto in Italia sono stati il 42,1% degli uomini e il 24,6% delle donne, pari a 17 milioni e 800 mila persone di età superiore a 11 anni, di cui 11 milioni uomini e 6 milioni e 800 mila donne. L’analisi per classi di età mostra che la prevalenza aumenta dalla classe di età 11-15 anni (M=2,2%; F=1,9%) fino a raggiungere i valori massimi tra gli uomini nella fascia di età 25-44 anni, con il 57,4% degli uomini che dichiara di consumare bevande alcoliche lontano dai pasti e tra le donne nella fascia di età 18-44 anni, con oltre il 40% delle consumatrici fuori pasto; oltre tali fasce d’età, per entrambi i sessi, le percentuali diminuiscono nuovamente arrivando tra gli ultra 75enni al 25,1% degli anziani e all’8,1% delle anziane. La prevalenza dei bevitori fuori pasto di sesso maschile è sempre superiore rispetto alle femmine tranne per i giovani di 16-17 anni, in cui non si osservano differenze significative fra i sessi. Il “consumo abituale eccedentario” si riferisce a un’assunzione di bevande alcoliche che supera, sia in termini di frequenza che di quantità, i limiti di consumo stabiliti oltre i quali si può incorrere in rischi per la salute, tenendo conto del sesso e dell’età dell’individuo. Nel 2024 l’11,9% degli uomini e il 5,2% delle donne di età superiore a 11 anni hanno dichiarato di aver abitualmente ecceduto nel consumare bevande alcoliche per un totale di circa 4.500.000 persone (3.100.000 uomini, 1.400.000 donne). Tra gli adolescenti di 16-17 anni si osserva la percentuale più elevata di consumatori abituali eccedentari (M=34,5%; F=29,7%) seguita dagli anziani con più di 65anni. La percentuale più bassa si registra invece nella fascia di età 18-24 anni (M=2,0%; F=1,6%) e anche per l’anno 2024 si conferma nella popolazione di età superiore ai 25 anni, una differenza di sesso statisticamente significativa. “Nel 2024 la prevalenza dei consumatori a rischio, si legge nel Rapporto, è stata del 21,8% per i maschi e del 9,1% per le femmine di età superiore agli 11 anni, pari ad oltre 8 milioni di persone (M=5.700.000, F=2.500.000) che non si sono attenute alle raccomandazioni di salute pubblica. L’analisi per classi di età mostra che anche per questo anno la fascia di popolazione più a rischio è quella dei 16-17enni per entrambi i sessi (M=34,5%; F=29,7%) seguita dagli anziani ultra 65enni per i maschi (65-74 anni=29,4%; 75+ anni= 29,2%) e dalle 18-24enni per le femmine (12,9%). Nei minorenni non vi è una differenza statisticamente significativa fra maschi e femmine nella prevalenza dei consumatori a rischio, mentre per tutte le altre fasce d’età il consumo a rischio è sempre più elevato nei maschi”. Il Rapporto evidenzia anche la mortalità totalmente alcol-attribuibile per età e genere: nell’anno 2022 il numero di decessi tra i residenti in Italia di 15 anni e più per patologie totalmente alcol-attribuibili è stato pari a 1.306, di cui l’82,5% maschi e il 17,5% femmine, che corrispondono a circa 43 decessi per milione di abitanti tra i maschi e circa 9 decessi per milione tra le femmine. Le due patologie che causano il numero maggiore di decessi, sia tra gli uomini che tra le donne, sono le epatopatie alcoliche (M=765; F=172) e i disturbi psichici e comportamentali dovuti all’uso di alcol (M=247; F=43) che, sommate, causano il 94,0% dei decessi alcol-attribuibili tra i maschi e il 94,0% tra le femmine. Qui il Rapporto completo: https://www.epicentro.iss.it/alcol/apd2026/26-4%20web%20FINALE.pdf.   Giovanni Caprio
April 20, 2026
Pressenza
MIGRANTI: NEL DL SICUREZZA IL “BONUS” PER QUEI LEGALI CHE “CONSIGLIANO” IL RIMPATRIO AI PROPRI ASSISTITI
Il cosiddetto dl sicurezza introduce un “bonus” per avvocate e avvocati che contribuiscono a rimpatriare – “volontariamente” – i migranti. 615 euro la somma prevista dall’articolo 30 bis del testo, approvato dal Senato e domani, martedì 21 aprile, in arrivo alla Camera, dove deve essere approvato entro il 25 aprile, pena la decadenza. Nel passaggio a palazzo Madama il testo, se possibile, è ulteriormente peggiorato: prima con un emendamento che introduce una visione ancor più proibizionista sul fronte delle sostanze e ora con l’articolo 30bis, che trasferisce dal Governo al Consiglio nazionale forense “246.000 euro per il 2026 e 492.000 euro per i due anni successivi”, per dare 615 euro a quei legali che “consiglieranno” ai propri clienti migranti di “accettare” il rimpatrio assistito. Una norma che, oltre a entrare in palese contrasto con più di un principio costituzionale, trasforma il legale da attore che opera solo ed esclusivamente nell’interesse del cliente al braccio politico dell’esecutivo, oltre che di chi – Questure in particolare – dispone il rimpatrio. Su Radio Onda d’Urto Federica Resta, avvocata e ricercatrice in diritto penale, coautrice tra gli altri dei libri Abolire il carcere (Chiarelettere, 2015) e Non sono razzista ma. La xenofobia degli italiani e gli imprenditori politici della paura (Feltrinelli, 2017). Ascolta o scarica  
April 20, 2026
Radio Onda d`Urto
PRATO: TERZO GIORNO DI STRIKE DAYS E 22 ACCORDI GIÀ RAGGIUNTI. SUDD COBAS: “LA FORZA DI QUESTI SCIOPERI È LA SOLIDARIETÀ”
Terzo giorno di Strike Days nel distretto industriale tessile di Prato e già si vedono i primi importanti traguardi. 22 gli accordi già raggiunti a fronte dei 27 scioperi iniziati in altrettante aziende del distretto della moda pratese. Gli Strike Days sono una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare, e combattere, lo sfruttamento e le condizioni di totale insicurezza di lavoratori e lavoratrici in subappalto in una delle filiere del pronto moda più grandi d’Europa. Partita venerdì 17 aprile – e giunta alla sua quarta edizione – l’iniziativa ha visto, ancora una volta, lavoratrici e lavoratori unirsi e lottare insieme contro sfruttamento, turni disumani e lavoro nero, incrociando le braccia e allestendo picchetti davanti ai cancelli delle aziende con l’intenzione di proseguire l’agitazione ad oltranza. Le mobilitazioni proseguono ora in cinque fabbriche tessili e pronto moda tra il Macrolotto 1, Seano e Montemurlo, dove restano aperte le vertenze, ma i risultati ottenuti fino ad oggi fanno sperare in altrettanti accordi e regolarizzazioni. “Siamo di fronte a un effetto valanga – hanno dichiarato i Sudd Cobas in un comunicato – Solo nelle ultime 48 ore sono tanti i lavoratori che stanno contattando il sindacato per unirsi agli StrikeDays anche dalla propria fabbrica. Anche stavolta agli scioperi degli operai sfruttati si sono affiancati gli scioperi di solidarietà di quei lavoratori che in questi anni, con gli scioperi, hanno già conquistato contratti regolari, turni umani e diritti”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Elena dei Sudd Cobas, in collegamento con noi da uno dei picchetti Ascolta o scarica
April 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Soldato israeliano distrugge statua di Gesù nel Libano meridionale. Cosa ne pensano i cristiani sionisti?
Beirtu. Una fotografia che ritrae un soldato israeliano mentre distrugge una statua di Gesù Cristo con una mazza durante un’offensiva nel Libano meridionale ha suscitato indignazione pubblica. L’esercito israeliano, in una dichiarazione rilasciata lunedì, ha confermato l’autenticità della controversa immagine, diventata virale e che ha totalizzato oltre 5 milioni di visualizzazioni sulla piattaforma social X. Ha affermato che, a seguito di una prima verifica, è stato stabilito che la foto ritrae un soldato israeliano “in azione nel Libano meridionale”. L’esercito israeliano ha lanciato un’invasione di terra e attacchi aerei nelle regioni meridionali del Libano il mese scorso. L’offensiva è avvenuta nel contesto della guerra di aggressione su larga scala e non provocata che il regime di Tel Aviv ha intrapreso congiuntamente con gli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver avviato un’indagine e che “saranno presi provvedimenti adeguati contro i responsabili in base ai risultati”. Ayman Odeh, un membro arabo della Knesset (il parlamento israeliano), ha commentato in modo pungente sui social media: “Aspettiamo di sentire il portavoce della polizia affermare che ‘il soldato si è sentito minacciato da Gesù'”. Ahmad Tibi, un altro parlamentare arabo della Knesset, ha scritto su Facebook che coloro che fanno saltare in aria moschee e chiese a Gaza e sputano sul clero cristiano nella Gerusalemme occupata senza subire conseguenze non hanno paura di distruggere una statua di Gesù Cristo e di pubblicare le foto. “Forse questi razzisti hanno imparato da Donald Trump anche a insultare Gesù Cristo e Papa Leone?”, ha chiesto, riferendosi alle recenti controversie che hanno coinvolto il presidente USA, tra cui la sua immagine, ora cancellata, generata dall’intelligenza artificiale, che lo ritraeva come una figura simile a Gesù, e la sua faida con il capo della Chiesa cattolica romana, che ha criticato Washington per la guerra di aggressione contro l’Iran. Diversi attivisti, accademici e scrittori hanno condannato la profanazione della statua, situata alla periferia del villaggio di Debl, nel Libano meridionale, vicino al confine con i territori occupati da Israele. Gli utenti dei social media hanno inoltre denunciato il silenzio internazionale in seguito agli attacchi perpetrati da soldati israeliani e coloni illegali estremisti contro luoghi e simboli religiosi. “Quando il mondo occidentale tace, i razzisti si spingono oltre”, ha sottolineato Tibi. Le forze israeliane hanno ripetutamente attaccato luoghi di culto, tra cui moschee e chiese, durante la guerra genocida contro Gaza. In Cisgiordania, invece, i coloni hanno vandalizzato o attaccato 45 moschee lo scorso anno, secondo il Ministero degli Affari Religiosi palestinese. La maggior parte di questi episodi, che includevano diverse forme di aggressione, tra cui sputi, insulti, vandalismo e aggressioni, si sono verificati nella Città Vecchia di Gerusalemme. Sarebbe interessante sentire cosa ne pensano gli Evangeli sionisti sul fatto che i loro amici sionisti attaccano la figura del Cristo… (Fonti: PressTV, Quds News, Telegram, agenzie).
April 20, 2026
InfoPal
Prossimo futuro n. 271 20 – 26 aprile
 Bollettino di informazione della redazione di Pressenza sugli eventi della prossima settimana. Inviare le notizie a redazioneitalia@pressenza.com entro la domenica prima dell’evento. Mappa dei presidi, incontri e cortei periodici per la pace https://shorturl.at/pWPkJ   Per segnalare il proprio presidio o gruppo: https://forms.gle/vXBn83i8vgY1rgYf8   Proiezioni locali in Italia della XXI Cerimonia Commemorativa Congiunta Il gruppo Italian Friends of Combatants for Peace   promuove, lunedì 20 Aprile l’organizzazione di eventi di comunità locali per la proiezione della Cerimonia Commemorativa Congiunta organizzata da Combatants for Peace e Parents Circle – Families Forum.  Cambiano 20 Aprile 2026丨19:00 Biblioteca civica di Cambiano, vicino Torino, via Lagrange n 1, Organizzato da Cambiano per Gaza, Le Storie di Carola e Luciana, Emergency-Santena, Sarte e Cuoche Ribelli, Munlab, Sereno Regis, Give Peace a Screen Rami Elhanan e Bassam Aramin del Parents Circle – Families Forum parteciperanno a una conversazione online dopo la cerimonia. Padova Ospitato da Arnon Naim Via San Massimo, 121, PADOVA 22 Aprile 2026丨19:00 Anagni Organizzato da Italian Friends of Combatants for Peace Biblioteca Comunale A. Labriola, Via Garibaldi 21, 03012 ANAGNI 20 Aprile 2026丨19:00 Milano Organizzato da CLN Resistenza Milano Spazio Pontano 35 – MILANO – via G. Pontano, 3 20 Aprile 2026丨19:15 Organizzato da Centro Filippo Buonarroti Centro Filippo Buonarroti, Via Rovigno 26 20 Aprile 丨19:00 Chiavenna (SO), ItaliaCombatants for Peace Organizzato da Luci per il Dialogo C/o Saletta Società Operaia, Via Chiarelli 20 Aprile 丨19:00 Livorno Organizzato da Italian Friends of Combatants for Peace Centro  olistico “Abitare le soglie” via Micali 22 Livorno (Italy) Prima della proiezione: la coreografia “La pace, la vera cura” di un gruppo di danza integrato 20 Aprile 2026 丨19:00 Barberino di Mugello circolo Arci Bruno Baldini di Barberino (FI) Corso Bartolomeo Corsini 59 20 Aprile 2026 丨19:30    Arte, pace e nonviolenza lunedì 20 aprile a Palermo alle ore 17,15 nei locali della Fondazione Parrino (Via Brigata Aosta, 15) Maria Antonietta Malleo, docente dell’Accademia di Belle Arti e rappresentante IFOR presso Unesco parlerà di “Arte e nonviolenza nella Primavera Araba”; Gianmarco Pisa, formatore e peace keeper civile, parlerà di “Patrimoni culturali e corpi civili di pace in contesti di crisi e di conflitto”; Delia Russo, artista, arteterapeuta e docente presso Milano Bicocca, parlerà su “gentilgesto, l’arte si fa nella relazione”. Iniziativa della Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto, Fondazione Emanuele Parrino, Officina Siciliana di Nonviolenza. La scheda del libro è al link: https://www.multimage.org/libri/piu-eterno-del-bronzo-educazione-alla-cultura-e-semantica-del-monumento    Circuiti di carta. Il fascismo e la diffusione della cultura in tredici libri Lunedì 20 e martedì 21 aprile a Palermo nel Complesso Monumentale dello Steri, Sala delle Capriate (Piazza Marina, 61) si svolgerà un convegno internazionale promosso dall’Istituto Gramsci Siciliano. Relatori e relatrici, partendo dall’analisi di un singolo libro, si interrogheranno sulla circolazione del sapere nel ventennio fascista (traduzioni, circuiti accademici, legami con le istituzioni, etc.). Link al programma dei lavori: https://www.fondazionemariorubino.org/2026/04/08/20-21-04-2026/   Educazione che libera 21 aprile ore 18:30 via Giulio Petroni 101, Bari L’educazione come ponte verso la libertà: riscoprire il valore dell’inclusione per accogliere le fragilità e ridurre le distanze che dividono la società Relatori: Nicola Calace – Comunità Sant’Egidio Bari don Luca De Muro – Salesiani Bari don Angelo Garofalo – Ufficio Scuola Arcidiocesi Bari-Bitonto Tina Gesmundo – Liceo Scientifico “Salvemini” Bari suor Francesca Palamà – Istituto “Preziosissimo Sangue” Bari Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/photo/?fbid=1353734250124664&set=a.462406715924093 Missionari Comboniani Bari combobari@yahoo.it GUERRE, ARMI E AMBIENTE. DIFENDERE LA PACE, SALVARE IL PIANETA mercoledì 22 Aprile | ore 14.30 – 17.30 Sala di lettura della Fondazione Luigi Micheletti via Cairoli, 9, Brescia, Italia  Per gli studenti delle superiori di Brescia è prevista una conferenza: “Vogliamo pannelli solari non bombe” di Luca Mercalli   Scenari di Nonviolenza e Pace per il XXI Secolo. Ascoltare il monito di Günther Anders Mercoledì 22 aprile, Ore 17:15, Aula 3 piano terra del corpo centrale FACOLTA’ DI STUDI UMANISTICI, Via Is Mirrionis, 1. Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia – Comitato Riconversione RWM – WarFree-LIBERU DAE SA GHERRA Intervengono: Salvatore Deiana, ricercatore di Pedagogia generale e sociale, UNICA La nonviolenza di Gandhi e Galtung per il XXI secolo Gabriella Baptist, professoressa associata di Filosofia morale, UNICA Piangere il futuro Arnaldo Scarpa, autore del libro, Con Günther Anders. Per agire prima che sia troppo tardi, Sassari, Catartica Edizioni, 2026 PIANETA, AMBIENTE E PACE – UNO SGUARDO FEMMINILE mercoledì 22 Aprile | ore 17.00 – 19.00 ZAC! Zone Attive di Cittadinanza – Movicentro via Dora Baltea, 40b, Ivrea  All’incontro interviene Elena Camino, del Centro Studi Sereno Regis di Torino, già docente di Fondamenti di Sostenibilità e ricercatrice in Didattica delle Scienze Naturali all’Università di Torino, oltre che membro del comitato di redazione della rivista Visions for Sustainability. Tra le sue pubblicazioni: Discordie in gioco – Capire e affrontare i conflitti ambientali (ed. Meridiana). Introduce Norberto Patrignani. L’incontro si inserisce nel percorso avviato dalle molte organizzazioni e persone che partecipano ogni sabato mattina e da oltre quattro anni, al Presidio per la pace in Piazza Ferruccio Nazionale a Ivrea, di fronte al Municipio.   Naturalandia GIOVEDI’ 23 APRILE – ORE 18 Cagliari – Teatro Sant’Eulalia, via del collegio 2   Multimage – Theandric – Love Sharing Presentazione del libro di Carlo Bellisai, NATURALANDIA, Multimage 2026. Dialogherà con l’autore Pierpaolo Loi Letture di Virginia Siriu Intervento musicale di Anna Pau Questo libro si propone nella doppia veste di libro di poesie per bambini e di piccolo manuale sull’uso educativo della poesia stessa, corredato da proposte di attività e giochi di gruppo. Quindi utile non solo in famiglia, ma anche nei contesti formativi più ampi, come scuole, biblioteche, ludoteche.   Kit per l’arrivo a Scuola dell’Intelligenza Artificiale e formazione Giovedì 23 aprile, ore 18.00-19.30 on line  A seguito della pubblicazione delle Linee Guida per l’introduzione dell’I.A. nelle scuole, il MIM ha diffuso un Avviso Pubblico per la formazione del personale, che prevede anche il coinvolgimento di studenti/esse e famiglie. Per questo motivo i Cobas hanno ritenuto urgente proporre un brevissimo “kit in-formativo”. Il kit sarà presentato on line. per iscriversi: https://cloud.cubsur.it/index.php/apps/forms/s/CxZoyHHLKtJ4ezZTpAKYiknj   Presidio donne per pace Venerdì 24 aprile a Palermo, a Piazza Verdi dalle 17 alle 19, si rinnova l’appuntamento periodico e regolare, avviato dallo scoppio della guerra in Ucraina, delle donne per la pace che invitano la cittadinanza ad essere presente contro tutte le guerre e i genocidi, per il disarmo, la nonviolenza e la giustizia sociale e climatica.    Festa della Liberazione Sabato 25 aprile a Palermo, dopo il consueto corteo dell’ANPI, dal cippo di Cefalonia, al Giardino Inglese, sino alla scalinata del Teatro Massimo, dove si susseguiranno interventi e il concerto della banda municipale, dal primo pomeriggio, come lo scorso anno, realtà del mondo del volontariato, circoli Arci e centri sociali si daranno appuntamento a Piazza Casa Professa con i propri stand, per concludere con il concerto serale. Centro ASCE Strada Statale 387, Selargius (CA) – 25 APRILE  Ore 16:00 – 19:00 COLORI DI TERRA Laboratorio di tintura naturale con Mohammed Hida – Biishoss, artista e fashion designer palestinese, che esplora il potenziale artisitico e politico della tintura naturale e della eco-stampa botanica. PRENOTAZIONE entro il 23/4/2026   Pratiche di pace, musica meditazione e comunicazione nonviolenta Domenica 26 aprile ore 15,00 VILLA STROZZI FIRENZE 28 ammivrsario di Cori Ensemble;  Direzione Artistica Fiorella Buono . Programma ORE 15.00 “La Pace è ogni passo” Ritrovo nel parco, meditazione camminata guidata aperta a tutti, a cura di Queer Sangha Firenze Gruppo Arcobaleno di Pratica Zen nella tradizione di THICH NHAT HANH – Plum Village. Ore 15.30 “Buon Compleanno” Cori Ensemble Direzione Maestra Fiorella Buono Ore 16.00 “Nonviolenza in azione” a cura di Piccola Scuola di Pace “Gigi Ontanetti”  Proiezione di: “Chi sono i combattenti per la pace” Pratica guidata da: Irene Labate e Olivier Turquet Piccola Scuola di Pace Isolotto Ore 16.30 “A far la guardia alla libertà” Selezione di canti. Coro “Le Musiquorum” Direzione Maestra Maria Grazia Campus Ore 17.00 CNV – Comunicazione Nonviolenta a cura di Claudia Baietta e Shadir Gabriele Ciavarra; Presentazione metodo e video sull’ideatore Marshall Rosemberg Dimostrazione pratica interagente con il pubblico Ore 17.30 “… E la Pace ci sarà” con Enzo Carro ORE 18.00 “Corale Quarta Eccedente” Direzione Maestro Fabio Cavaciocci   Sono presenti stand di Emergency Firenze – CNV – Piccola Scuola di Pace Gigi Ontanetti – Queer Sangha Firenze Giornate Globali di azione contro le spese militari LE GIORNATE GLOBALI DI AZIONE CONTRO LE SPESE MILITARI 2026 SI SVOLGERANNO DAL 10 APRILE AL 9 MAGGIO La guerra e i conflitti si diffondono come un incendio sotto questa (non così nuova) legge del più forte imposta da Paesi come gli Stati Uniti o Israele. In risposta, molti governi nel mondo sembrano allinearsi a questa tendenza, scegliendo di aumentare le proprie spese militari anziché percorrere strade alternative. Dal 10 aprile al 9 maggio si svolgerà la 15ª edizione delle Giornate Globali di Azione contro le Spese Militari (GDAMS), che potrebbe rivelarsi l’edizione più importante di sempre. Se sei contrario alla guerra e alla militarizzazione e credi in alternative fondate sulla pace e la giustizia, unisciti a noi in queste #GDAMS e chiedi tagli sostanziali alle spese militari! Puoi partecipare organizzando una tua iniziativa o supportando le azioni che si svolgeranno in tutto il mondo. Restate sintonizzati, condividete con altri e seguite il nostro profilo per gli ultimi aggiornamenti! Le GDAMS 2026 includeranno: * 10 aprile: Evento di lancio delle GDAMS * 15 aprile: Tax Day negli USA (Giorno delle tasse) * 22 aprile: Giornata della Terra * 27 aprile: Pubblicazione dei nuovi dati SIPRI sulle spese militari (dati relativi al 2025) * 9 maggio: Giornata europea della pace Il nostro Appello 2026 è aperto alle adesioni (solo per organizzazioni) Puoi firmarlo qui   Mostra esperienziale polvere di guerra  24 febbraio 2026 ore 11:00 via G. Mameli, 10, Casale Monferrato (AL) Mostra esperienziale polvere di guerra dalle macerie alla costruzione di pace progettata da CARITAS DIOCESIANA PIACENZA-BOBBIO insieme ad AMNESTY INTERNATIONAL ed EMERGENCY di Piacenza e realizzata in cooperazione con docenti e studenti del corso di grafica dell’Endofap Don Orione e del Liceo Artistico Cassinari di Piacenza. Ogni suo allestimento offre ai visitatori l’occasione di sperimentare la peculiare esperienza vissuta all’interno delle suggestive ambientazioni create con opere artistiche, fotografie, infografiche, docufilm e oggetti e svolgendo le attività ludo-didattiche condotte nel percorso espositivo. La sua esposizione a Casale Monferrato coinvolge numerosi volontari, è coordinata dal gruppo di praticanti la settimanale MEZZ’ORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE in collaborazione con l’Associazione E-FORUM di Casale Monferrato e la Cooperativa sociale CRESCERE INSIEME e viene realizzata con sostegno della Fondazione SOCIAL e patrocinio della CITTÀ DI CASALE MONFERRATO. Alla sua promozione collaborano anche la sede a Casale Monferrato di Società cooperativa EQUAZIONE ONLUS, il CSVAA / CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO ASTI ALESSANDRIA, il gruppo volontari EMERGENCY di Alessandria e la circoscrizione Piemonte – Valle d’Aosta di AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA.   Mostra interattiva pace e nonviolenza attiva ora! Un’iniziativa dedicata alla promozione della nonviolenza attiva e della cultura di pace nella nostra comunità. Biblioteca Comunale Gallicano – locali CIAF La mostra sarà  visitabile fino a fine maggio 2026. La mostra è organizzata da  Il Team Organizzativo COPEUU Italia  Corrente Pedagogica Umanista Universalista con la collaborazione di: La Comunità, Centro Estudios Humanistas Nuevo Civilizacion. Con il Patrocinio del Comune di Gallicano Redazione Italia
April 20, 2026
Pressenza
Israele ha rapito oltre 23.000 palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme dall’inizio del genocidio di Gaza
Palestina occupata. Secondo il Club dei prigionieri palestinesi, le forze israeliane hanno arrestato e rapito oltre 23.000 palestinesi nella Cisgiordania occupata e nella parte orientale di Gerusalemme, dall’inizio del genocidio. L’organizzazione mette in guardia contro l’escalation degli abusi, gli arresti di massa di donne e bambini e le migliaia di persone detenute in regime di sparizione forzata. Il Club dei prigionieri ha affermato che le forze israeliane hanno eseguito oltre 23.000 rapimenti nella Cisgiordania occupata e nella parte orientale di Gerusalemme, dall’inizio del genocidio nella Striscia di Gaza. Il gruppo ha diffuso i dati in una nota che evidenzia un netto aumento delle campagne di detenzione. L’organizzazione ha sottolineato che queste cifre non includono i rapimenti avvenuti a Gaza. Ha affermato che le forze israeliane hanno rapito migliaia di persone anche lì, molte delle quali sono sparite, senza alcuna informazione chiara sul loro destino o sulla loro ubicazione. I dati comprendono tutti i palestinesi rapiti, inclusi coloro che sono ancora detenuti e coloro che sono stati successivamente rilasciati. Le forze israeliane hanno rapito persone dalle loro case, ai posti di blocco militari o dopo averle costrette ad arrendersi sotto pressione. In alcuni casi, le forze hanno tenuto individui in ostaggio e li hanno usati come scudi umani durante gli attacchi. Donne e bambini sono stati vittime di un numero significativo di questi rapimenti. L’organizzazione ha documentato oltre 700 casi di rapimento di donne palestinesi, provenienti da aree all’interno di Israele, così come da Gaza e dalla Cisgiordania. Le autorità hanno anche rapito circa 1.800 bambini nello stesso periodo. Anche i giornalisti sono stati presi di mira direttamente. L’organizzazione ha registrato oltre 240 rapimenti di operatori dei media, dall’inizio del genocidio. Le autorità israeliane continuano a detenere 43 giornalisti, tra cui tre donne. Un giornalista, Marwan Harzallah di Nablus, è morto in custodia israeliana, sollevando ulteriori preoccupazioni sulle condizioni di detenzione. Il Club ha affermato che le campagne di rapimento si sono intensificate parallelamente alle operazioni militari su larga scala. Queste campagne spesso comportano gravi percosse, minacce contro gli ostaggi e le loro famiglie e la distruzione diffusa di abitazioni. Durante gli attacchi, le forze israeliane hanno anche sequestrato veicoli, denaro contante e oro. Il rapporto evidenzia ingenti danni alle infrastrutture, soprattutto nei campi profughi di Jenin e Tulkarm. Il gruppo ha aggiunto che, durante alcune operazioni, le forze israeliane hanno effettuato esecuzioni sul campo. In alcuni casi, queste uccisioni hanno preso di mira i familiari degli ostaggi. Allo stesso tempo, le forze hanno intensificato gli interrogatori, coinvolgendo migliaia di persone in Cisgiordania e a Gaza. Secondo gli ultimi dati diffusi all’inizio di aprile, le autorità israeliane detengono attualmente oltre 9.600 ostaggi palestinesi. Tra questi, 86 donne e circa 350 bambini. La cifra rappresenta un aumento dell’83% rispetto ai livelli pre-genocidio, quando i palestinesi in carcere erano circa 5.250. Le organizzazioni per i diritti umani avvertono che il forte aumento dei rapimenti riflette una più ampia politica di punizione collettiva. Affermano che la portata e le modalità dei rapimenti continuano a sollevare serie preoccupazioni di natura legale e umanitaria. (Fonti: Quds Press, agenzie).
April 20, 2026
InfoPal
IRAN: USA SEQUESTRANO NAVE CARGO IRANIANA E TEHRAN PROMETTE UNA RISPOSTA. A RISCHIO IL SECONDO ROUND NEGOZIALE
L’esercito degli Stati Uniti ha colpito e sequestrato una nave cargo iraniana intercettata nel Golfo dell’Oman, assumendone il controllo. Immediata la reazione di Teheran, che accusa Washington di aver violato il cessate il fuoco e promette una risposta: «Reagiremo presto a questo atto di pirateria». Il sequestro del mercantile, battente bandiera iraniana Touska, aumenta la pressione su una tregua già fragile tra Stati Uniti e Iran. Secondo Teheran, le forze statunitensi avrebbero aperto il fuoco contro l’imbarcazione in un’azione in aperta violazione degli accordi. L’episodio si inserisce in un momento particolarmente delicato, alla vigilia dei colloqui previsti a Islamabad: Donald Trump ha annunciato l’arrivo di una delegazione statunitense lunedì 20 aprile, guidata dal vicepresidente JD Vance. Resta invece incerta la partecipazione iraniana al nuovo ciclo negoziale, secondo Axios i funzionari iraniani sospettano essere una trappola per un attacco a sorpresa degli Stati Uniti. Nel frattempo, il Pakistan ha messo in guardia Washington: un eventuale blocco navale nello Stretto di Hormuz potrebbe compromettere seriamente i negoziati. Nonostante i colloqui, entrambe le parti sembrano prepararsi a una possibile escalation: secondo stime statunitensi, Teheran disporrebbe ancora di circa il 40% dei droni e del 60% dei sistemi lanciamissili, oltre a numerosi barchini d’assalto armati, considerati particolarmente efficaci contro petroliere e mercantili. Parallelamente, Washington ha rafforzato la propria presenza militare nella regione, schierando portaerei, caccia e truppe aggiuntive. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Martino Mazzonis, giornalista e americanista. Ascolta o scarica.
April 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Per Calenda, se a fare terrorismo contro la UE è l’Ucraina, va tutto bene…
Un recente post domenicale di Calenda su X ha rivelato con chiarezza la visione di politica estera del politico italiano. Lasciamo da parte tutte le sottigliezze e le necessarie specifiche del caso e seguiamo la logica del leader di Azione. La Russia di Putin “attacca” i paesi UE, e dunque […] L'articolo Per Calenda, se a fare terrorismo contro la UE è l’Ucraina, va tutto bene… su Contropiano.
April 20, 2026
Contropiano
“LIVORNO NON È COMPLICE DELLA VOSTRA GUERRA” LUNEDÌ 20 APRILE PRESIDIO CONTRO IL TRANSITO DI ARMI
Dopo i fatti di sabato 18 aprile, quando all’alba i lavoratori del porto di Livorno hanno tentato di bloccare il transito di una nave cargo carica di armamenti statunitensi diretti alla base militare di Camp Derby, la mobilitazione non si è fermata. L’iniziativa di sabato, promossa dal sindacato di base USB insieme al GAP – Gruppo Autonomo Portuali e l’Ex Caserma Occupata, è stata rapidamente interrotta dall’intervento delle forze dell’ordine. Nel giro di pochi minuti, la Polizia è intervenuta con i reparti della celere per sgomberare il presidio di lavoratori, compagne e compagni livornesi. Proprio per denunciare quanto accaduto e per rilanciare la mobilitazione contro il transito di armi, è stato convocato un nuovo presidio per lunedì 20 aprile alle ore 18:00 in Piazza Grande, con lo slogan “Livorno non è complice della vostra guerra”. Un appuntamento che si pone un duplice obiettivo: da un lato, portare all’attenzione pubblica lo sgombero di sabato; dall’altro, rafforzare una lotta che, come sottolineano gli organizzatori, va avanti da tempo e che continuerà anche nelle prossime settimane. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Giovanni Ceraolo dell’Unione Sindacale di Base. Ascolta o scarica.
April 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Rapporto ONU: 38.000 donne e ragazze uccise da Israele a Gaza, mentre le violazioni persistono nonostante il cessate il fuoco
Gaza-Quds News. Oltre 38.000 donne e ragazze sono state uccise da Israele nella Striscia di Gaza, mentre un rapporto di UN-Women avverte che le violazioni israeliane continuano e il cessate il fuoco non è riuscito a fermare il continuo tributo di vittime civili. Un nuovo rapporto di UN Women rivela che oltre 38.000 donne e ragazze sono state uccise a Gaza da Israele, tra l’ottobre 2023 e il dicembre 2025, evidenziando l’impatto devastante e persistente delle violazioni israeliane del cessate il fuoco di Trump. Il rapporto mostra che almeno 22.000 donne e 16.000 ragazze hanno perso la vita in questo periodo. Questa cifra riflette una media di almeno 47 donne e ragazze uccise ogni giorno. I risultati indicano un modello di violenza persistente che ha continuato a colpire i civili ben oltre il cessate il fuoco annunciato nell’ottobre 2025. Secondo il rapporto, le uccisioni di donne e ragazze non si sono completamente fermate negli ultimi mesi. Questa tendenza indica che i rischi rimangono elevati e che le condizioni di sicurezza sul campo non si sono stabilizzate. Il rapporto, intitolato “Il costo della guerra a Gaza per donne e ragazze”, documenta anche un numero diffuso di feriti. Quasi 11.000 donne e ragazze hanno riportato ferite che hanno causato disabilità permanenti, aggravando il peso umanitario a lungo termine. UN Women avverte che il numero reale di vittime causate da Israele è probabilmente superiore. Molte vittime rimangono intrappolate sotto le macerie e il collasso dei sistemi informativi sanitari, dovuto al blocco israeliano in corso, ha reso difficile registrare con precisione decessi e feriti. Moez Doraid ha affermato che la guerra ha profondamente trasformato la società palestinese. Ha osservato che decine di migliaia di famiglie sono ora guidate da donne, molte delle quali affrontano crescenti pressioni economiche, pur dovendo farsi carico dell’intera responsabilità della cura e della sopravvivenza. “L’impatto della guerra su donne e ragazze è stato devastante”, ha dichiarato Doraid, sottolineando che la crisi umanitaria continua anche dopo il cessate il fuoco. Ha chiesto la piena attuazione del cessate il fuoco e il rispetto del diritto internazionale. Ha inoltre sollecitato misure di responsabilità più rigorose e la protezione delle donne e delle ragazze, unitamente alla fornitura di aiuti umanitari su larga scala senza restrizioni.
April 20, 2026
InfoPal

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