Non dire gatto?
Proposto da Carlo Ottone. E’ il numero 4 di «Quisquiglie & Pinzillacchere» (*) LA CREAZIONE POETICA DEL GATTO FELIX   Noi siamo il gatto che è in noi. Siamo i gatti che non possono camminare da soli, e per noi c’è un posto soltanto. William S. Burroughs, Il gatto in noi. “Le testimonianze indicano che i gatti furono addomesticati dapprima
“Primetime”: audience, spettacolarizzazione e morte in uno storico reality
“Primetime” è il felice esordio nella fiction del documentarista Lance Oppenheim, narratore originale, capace di fluidità e chiarezza attraverso un ritmo incalzante. Il film è la ricostruzione del Reality To Catch a Predator (Catturare un predatore) in onda negli USA sulla NBC dal 2004 al 2007. Nel programma furono usati degli attori esca i quali, fingendosi minorenni, in un appartamento che nascondeva un set,  attiravano i pedofili e li smascheravano in pubblico. Una candid camera, in un’escalation di sensazionalismo cannibale al quale i mezzi di comunicazione aspirano per aumentare potere, offre allo spettatore pedofili e predatori sessuali intrappolati e consegnati alle forze dell’ordine davanti a milioni di persone. To Catch a Predator diventa esempio del bisogno di mettere alla gogna a qualunque costo, rincorrendo la fama, esseri umani pericolosi, con effetti collaterali altrettanto distruttivi, i quali non risparmiano il suo stesso deus ex machina: Chris Hansen, conduttore del controverso programma televisivo incarnato da Robert Pattinson. Ascoltiamo ciò che lo stesso regista Lance Oppenheim ha dichiarato alla Mostra di Venezia 2026, dove il film è entrato in concorso: “Gran parte dei reality show è scabrosa per natura, ma pochi programmi hanno saputo mantenere una presa così salda sulla cultura di massa – e sulla mia stessa immaginazione – come ha fatto la rubrica To Catch a Predator di Dateline nei vent’anni trascorsi dalla sua prima messa in onda. Il suo conduttore, Chris Hansen, ha inaugurato uno spettacolo della punizione: il momento in cui l’indignazione morale si è trasformata in un appuntamento televisivo irrinunciabile: con Primetime, mi sono proposto di realizzare un ritratto istituzionale di To Catch a Predator al culmine del suo successo. Volevo ripercorrere le disparate ambizioni delle persone che si muovevano all’interno di questo apparato – un crociato del giornalismo, un cinico produttore televisivo e un sognatore di Hollywood di belle speranze — mentre convergevano in un momento di crisi.” “Primetime” sarà nelle nostre sale a partire dal 15 ottobre Un film di Lance Oppenheim con Robert Pattinson, Skyler Gisondo, Anna Faris, Merritt Wever, Bokeem Woodbine Genere: Drammatico Durata: 110 minuti. Produzione USA 2026. Uscita nelle sale: 15/10/2026  Trailer ufficiale italiano di Primetime Bruna Alasia
October 6, 2026
Pressenza
UE: l’obiettivo per un oceano sano entro il 2030 è lontano
L’Unione Europea non sta procedendo abbastanza rapidamente per garantire oceani sani entro il 2030. Secondo il rapporto Blue Manifesto 2026 della Blue NGO coalition, oltre il 90% delle aree marine è sotto pressione per le attività umane, mentre pesca a strascico, inquinamento e pesca eccessiva continuano a danneggiare gli ecosistemi. L’UE ottiene buoni risultati per la leadership internazionale, ma mostra scarsi risultati nell’attuazione nazionale delle norme ambientali. La coalizione chiede di applicare pienamente la legislazione vigente, vietare pratiche distruttive, proteggere il 30% dei mari entro il 2030 e rafforzare i finanziamenti per la tutela marina. The post UE: l’obiettivo per un oceano sano entro il 2030 è lontano appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 6, 2026
L'INDIPENDENTE
BERGAMO: GIOVEDÌ 8 OTTOBRE PRESIDIO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE E “LA COMPLICITÀ DI GOVERNO E ISTITUZIONI”
La Rete bergamasca contro la violenza di genere torna in piazza giovedì 8 ottobre con un presidio contro la violenza di genere e l’inerzia di governo e istituzioni a fronte di un tema che coinvolge più della metà della popolazione del Paese. Parole d’ordine dell’iniziativa – in programma alle 18,30 in largo Rezzara a Bergamo –  “Prevenzione zero, educazione zero, femminicidi 69. Governo e istituzioni complici di una strage che non si ferma”. Al centro del discorso i femminicidi, ma anche le violenze fisiche, sessuali, psicologiche ed economiche con cui molte donne e soggettività femminilizzate sono costrette a fare i conti quotidianamente. Anche giovanissime. Secondo gli ultimi dati Istat, sono circa 3 milioni (circa il 15% della popolazione) le persone che in Italia hanno subito violenze fisiche o sessuali prima del sedicesimo anno d’età. A tutto questo, si aggiungeranno anche diversi riferimenti a una serie di episodi che dimostrano quanto la cultura patriarcale pervada le istituzioni e l’attuale governo: “Un Ministro che proclama l’importanza di scegliere donne che abbiano “le gonne più lunghe”, o un Generale a capo di un partito che diffonde un’immagine provocante falsificata con l’Intelligenza Artificiale di una deputata del nostro Parlamento – atto che potrebbe essere punibile secondo il codice penale, peraltro – non sono un caso: sono il sintomo di un problema da affrontare. – scrive la Rete nel comunicato di lancio del presidio – Non c’è da stupirsi che queste stesse persone vogliano vietare di intraprendere fin dalla più tenera età una strada che può consentire di cambiare le cose, ovvero l’educazione al rispetto di ogni persona -a prescindere dall’identità, dall’espressione di genere e dall’orientamento affettivo.” Ai nostri di Radio Onda d’Urto, Caterina della Rete bergamasca contro la violenza di genere Ascolta o scarica
October 6, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: “SENZA ASCOLTARE I GIOVANI, IL PAESE È NEI GUAI”, 100 MILA IN PIAZZA A PARIGI, LE CORRISPONDENZE DAL CORTEO
Terza giornata nazionale di mobilitazione studentesca in Francia. Sono almeno 256.000 le persone che hanno manifestato in Francia nel quadro del cosiddetto ‘atto 3’ della mobilitazione studentesca, di cui 56.000 a Parigi, secondo il ministero dell’Interno. I sindacati annunciano invece 500 mila manifestanti in tutto il Paese, di cui 100.000 a Parigi. 1.800 licei bloccati su 3.700 in tutta la Francia, “un nuovo record”, secondo le cifre dell’Union syndicale lycéenne. Il movimento, nato a settembre nella regione parigina, si è rapidamente esteso a tutto il Paese. Una mobilitazione che mette al centro non soltanto la scuola, ma il modello sociale francese: risorse pubbliche, precarietà, disuguaglianze e diritto allo studio. Ma insieme alla mobilitazione cresce anche la repressione. Dal 28 settembre sono state effettuate 6.059 fermi. Il governo riferisce inoltre di 215 studenti feriti. Sono dieci le indagini aperte dall’IGPN, l’ispettorato che controlla l’operato della polizia. Una risposta repressiva che ha già provocato feriti gravi. A Lens, un quindicenne ha perso una mano in seguito all’esplosione di una granata davanti a un istituto; un’altra studentessa o studente, nei giorni scorsi, ha riportato gravi lesioni a un occhio. Alla mobilitazione studentesca si stanno affiancando sindacati e organizzazioni sociali. La CGT ha sostenuto la protesta, mentre la Confédération Paysanne ha invitato gli agricoltori a far convergere le proprie rivendicazioni con quelle degli studenti, anche attraverso la partecipazione con i trattori. All’inizio del corteo parigino, intorno alle ore 15, ci siamo collegati da Place de la République con Massimo Meloni che vive a Parigi da oltre 40 anni e che fa parte di un collettivo di Gilet Jeunes del quartiere Belleville. Ascolta o scarica Gli aggiornamenti delle 17.30 dal corteo parigino con il giornalista e nostro collaboratore Cesare Piccolo. Ascolta o scarica Alle 17.45 ci siamo collegati per le prime valutazioni a caldo della giornata con Andrea Di Gesu, compagno italiano attivo in diversi movimenti francesi e docente di filosofia politica a Sciences Po Paris. Ascolta o scarica
October 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Ebrei e palestinesi: quale convivenza è possibile? Incontro al Teatro Elfo Puccini a Milano
Non si tratta di capire da che parte stare: se ciascuna parte mette avanti solo ed esclusivamente le proprie ragioni si perde di vista l’intero, che comporta anche il farsi carico delle ragioni (non intese come diritti, ma come motivazioni) dell’altra parte. Occorre, insomma, fare un’operazione di conciliazione. È questo il sottofondo di tutti gli interventi che si sono svolti ieri al Teatro Elfo Puccini a Milano, che ha visto sul palco relatori ebrei e palestinesi insieme, in una serata a cui è stato dato il titolo di “Tra il fiume e il mare. Per una terra condivisa”. Non, come spesso si declama dall’una e dall’altra parte “DAL fiume al mare”, formulazione che implica che in quello spazio sia possibile l’esistenza di un solo popolo, come dire che – siano ebrei o palestinesi – una parte piglia tutto. Una sorta di AUT AUT. Qui si tratta di optare per un ET ET, cioè di includere, non di escludere. Del resto a lungo la convivenza è stata una situazione normale in quel territorio, in cui musulmani, ebrei e cristiani hanno convissuto pacificamente. Multiculturalismo polietnico frutto di un approccio civile alla diversità e all’altro che adesso abbiamo profondamente dimenticato. La tragedia che soprattutto dal 7 ottobre 2023 è in atto in quel territorio non riguarda solo ed esclusivamente il popolo palestinese, che pure con il genocidio ne subisce gli effetti più efferati e spietati. Riguarda anche il popolo ebraico, che non può e non vuole riconoscersi nell’attuale politica israeliana che tradisce secoli (millenni) della propria cultura. Stefano Levi della Torre enumera lucidamente una serie di tradimenti che lo offendono in quanto ebreo: tradimento della democrazia, della memoria ebraica della Shoah, dell’ebraismo come emblema di emancipazione civile e religiosa, delle alleanze democratiche, della sicurezza degli ebrei stessi. L’attuale nazionalismo dello Stato di Israele non solo offende chi è portavoce dei valori più alti dell’ebraismo, ma alimenta una vergogna profonda in chi li vede così degradati e sconfessati. Da parte palestinese, si rivendica uno spirito di tolleranza antico in una terra abitata nella stragrande maggioranza da palestinesi e solo da una netta (iniziale) minoranza ebraica. Si sottolinea come le due popolazioni siano “cugine”, in quanto discendenti da due fratelli: i palestinesi da Ismaele e gli ebrei da Isacco. Cosa ha dunque fatto scattare questo fratricidio? Walid Barakat lo dice in forma poetica, leggendo una sua composizione dal titolo “Quando il sangue si fa alba” in cui sottolinea che se un tempo tutti in quella terra si sentivano indistintamente palestinesi, qualunque fosse la religione praticata, poi questa comunità si è rotta con l’arrivo del colonialismo. Ma si dà oggi in Palestina un pensiero che non sia anche poetico? Perché la poesia va al di là del diritto legale e dei contenziosi aperti tra i popoli, per arrivare al più profondo senso dell’umano. Una voce di questa fioritura poetica è quella della giovanissima (21 anni) poetessa Batool Abu Akleen, che va al mercato alla disperata ricerca di una tregua che la sollevi da tutto questo orrore, una tregua anche usata, ma non la trova. Ma dopo tutto questo profondo sentire e parlare, il problema rimane: che cosa si può fare? È difficile essere ottimisti, visto come si è incancrenita la situazione e come sta reagendo (o meglio, non reagendo) il mondo occidentale che lascia fare a Netanyahu quello che vuole. Se non si può cambiare la situazione dall’interno, allora occorre provare a farlo dall’esterno. Ci provano alcuni ebrei che sono fuoriusciti (volontariamente) da Israele, come Hagai Agmon-Snir, per essere più libero di denunciarne l’attuale corruzione. O come fa con i suoi libri Widad Tamimi, che incarna in sé la doppia diaspora, in quanto di madre ebrea e padre palestinese, e che si prodiga per far avere borse di studio ai giovani palestinesi, toglierli dall’inferno di Gaza e fare in modo che all’estero nasca una nuova voce palestinese. Dal palco dell’Elfo Puccini, in diretta o registrazione, in questo incontro denso e complesso hanno anche parlato Gad Lerner, Amira Hass, Emad Quaisi, Najati Alrabi, Matteo Pucciarelli, Micol Meghnagi e i giovani del Laboratorio Ebraico Antirazzista LƏA, che ha organizzato l’incontro insieme a Maiindifferenti – Voci ebraiche per la pace. E la serata si è chiusa con un evento corale liberatorio: tutto il pubblico in piedi ha alzato cartelli con la scritta “SANZIONI A ISRAELE, QUANDO?”. Un auspicio, per un pubblico partecipe e numeroso. Ancora forse minoranza, ma che sta allargandosi. Foto di Marina Serina               Redazione Milano
October 6, 2026
Pressenza
[2026-10-10] PALLAVOLO DAL BASSO @ CSOA Ex-Snia
PALLAVOLO DAL BASSO CSOA Ex-Snia - Via Prenestina 173 (sabato, 10 ottobre 09:30) 🏐PALLAVOLO DAL BASSO - VOL. 3! 🏐 Ci siamo quasi!! 🔥🔥🔥 Ci vediamo questo sabato al CSOA Ex Snia per una giornata intera di sport popolare, giochi, socialità e impegno politico. Ecco il programma della giornata:  ⏰ H 09:30 – Inizio Torneo Misto Volley Popolare. ⏰ H 12:30 – PRANZO SOCIALE & PRECONCENTRAMENTO: Partecipiamo insieme al CORTEO ANTISIONISTA ✊CON LA RESISTENZA PALESTINESE ⏰ H 14:00 – Si parte tutt3 insieme per il corteo (partenza dall'Ex SNIA) ⏰ H 20:00 – Si torna a SNIA si cena e poi si balla! 🎶  💥 PER TUTTA LA GIORNATA Teqball, Minivolley, Open Volley, Ping Pong, Biliardino, Scacchi, Serigrafia live, Musichetta, Open Console e Banchetti! 🗓 QUANDO: 10 ottobre 📍 DOVE: CSOA Ex Snia – Via Prenestina 173-175, Roma
October 6, 2026
Gancio de Roma
[2026-10-07] NAZRA PALESTINE SHORT FILM FESTIVAL @ CSOA Forte Prenestino
NAZRA PALESTINE SHORT FILM FESTIVAL CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (mercoledì, 7 ottobre 21:30) 7 ottobre | Forte | ore 21 CSOA Forte Prenestino & CinemaForte presentano: NAZRA – PALESTINE SHORT FILM FESTIVAL Nazra, in arabo “sguardo”, è un festival itinerante e un archivio che usa il cinema come strumento di resistenza culturale per allargare lo sguardo sulla Palestina e dare spazio alle voci di autrici e autori palestinesi. Il 7 ottobre, al Forte, proietteremo i cortometraggi vincitori delle quattro categorie del festival: Fiction, Documentary, Experimental e Gaze on Gaza. Sarà inoltre proiettato il cortometraggio vincitore del Festival Ciné-Palestine, partner di NAZRA. Saranno con noi la regista Shayma Awawdeh, Alessandra Mecozzi e Milena Fiore. Ingresso libero Sottoscrivi per il cinema! https://nazrafilmfestival.com https://www.forteprenestino.net/attivita/cinema/3689-nazra-palestine-short-film-festival-2
October 6, 2026
Gancio de Roma
Le aziende coinvolte nei crimini israeliani a cui l’Italia affida il fotovoltaico
Dalla Toscana alla Sicilia, passando per la Sardegna, alcune delle società che stanno investendo centinaia di megawatt nel fotovoltaico italiano conducono o controllano anche attività economiche nei territori occupati da Israele: gruppi come Shikun & Binui e Doral Energy, attivi attraverso una rete di società controllate e progetti agrivoltaici già realizzati o in fase di autorizzazione. Il primo compare nella banca dati delle Nazioni Unite sulle imprese coinvolte nell'occupazione israeliana in Cisgiordania; il secondo sviluppa impianti energetici anche sulle Alture del Golan occupato. Int... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. The post Le aziende coinvolte nei crimini israeliani a cui l’Italia affida il fotovoltaico appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 6, 2026
L'INDIPENDENTE

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