In tutta Italia, 16 ottobre: sciopero per il clima
di Friday for Future Italia Il 16 ottobre scendiamo in piazza perché non ci rassegnamo. Non ci rassegnamo a un governo che ci invita ad abituarci al clima caraibico mentre annuncia di aumentare le estrazioni di gas e petrolio in Italia. Non ci rassegnamo ai titoli di giornale che raccontano che non c’è più niente da fare, perché abbiamo superato
October 12, 2026
La Bottega del Barbieri
Data center, intelligenza artificiale, nucleare e riarmo
Stiamo assistendo a un vero boom dei Data Center (DC) di pari passi con l’impetuoso sviluppo dell’Intelligenza artificiale (IA). Per capire meglio cosa sia un DC ovvero la casa fisica di Internet e dell’ IA è interessante il racconto fatto sull’ultimo numero di Rivista Studio da Federica Verona che aveva visitato a San Francisco l’Internet Archive con sede in una chiesa sconsacrata: “Ricordo bene le stanze gelide dei server: macchine nere e rumorose che contengono cavi e sono punteggiate da lucine quadrate intermittenti; due tecnici intenti a fare flessioni al freddo; le statue dei dipendenti in miniatura disposte tutte in tondo nell’aula centrale della chiesa. E poi una lunghissima scritta su carta: il numero 50 seguito da 15 zeri e, in fondo, le parole Byted Archived.” Ecco presentato il corpo fisico di Internet: migliaia di server riuniti in un edificio formano un DC. Un corpo che si sta espandendo sempre più come un gigantesco…blob. In 179 Paesi del mondo ci sono ad oggi 12.259 DC di cui quasi metà negli USA e ben 3500 in Europa. In Italia si tratta di 190 impianti operativi, più 20 in costruzione altri 30 previsti. Quelli nuovi sono molto più potenti, arrivano anche a 240 MW per impianto rispetto ai 50 MW della media attuale. Il fatturato è enorme e in crescita, destinato a raggiungere i 440 miliardi tra due anni. In Italia il centro di espansione dei DC è la fascia lombarda attorno a Milano ma sicuramente anche il Piemonte e pure il Biellese possono divenire aree appetibili. Un database elaborato da Confindustria Piemonte contiene la mappatura delle aree industriali dismesse e libere per l’attrazione di investimenti sul territorio piemontese. Investimento può essere di tutto: dal manifatturiero alla logistica, dal campus fotovoltaico fino appunto ai Data Center. In Lombardia ci sono Comuni come Pregnana attratti dagli incentivi offerti dagli investitori in DC e dalle possibilità occupazionali, ma altri come ad esempio il vicino Comune di Vanzago sede di Oasi WWF, per restare in zona, decisamente contrari. Un altro caso mette al confronto i confinanti comuni pavesi di Borgarello e di Certosa di Pavia con il primo che si oppone ai progetti di DC del secondo. Un DC è un “capannone come un altro” e che per di più contiene un’attività pulita? Non proprio, stando ai molti critici, comitati, associazioni, Comuni, si mettono in rilievo i molti aspetti negativi: speculazione edilizia, rumore, consumo energetico, consumo di acqua per il raffreddamento, infrastrutture elettriche che attraversano i territori, emissioni dai generatori di emergenza. L’IEA stima che nel 2025 a livello globale i DC abbiano consumato 485 Terawattora di energia elettrica ma entro il 2030 il consumo potrà raddoppiare superando la richiesta di elettricità dell’intero Giappone. Ovviamente i DC causano aumento considerevole del calore nelle porzioni di suolo circostanti stimabili in 2 gradi almeno ma tale riscaldamento può raggiungere picchi vicini ai 10 gradi nelle isole di calore. Evidenti quindi i nefasti effetti anche sulla resa agricola. Consideriamo poi che il governo di destra nell’intento di favorire in tutti i modi gli investimenti di Big Tech in questo settore rende agevoli le procedure con iter autorizzativi semplificati ed accelerati. Gettiamo ora uno sguardo più in là cercando di cogliere quali connessioni ci siano con due ambirti apparentemente lontani ovvero il nucleare rientrato di prepotenza di recente nella pianificazione energetica del governo di destra italiano e l’industria militare. I DC come si è visto consumano tanta energia, energia in gran parte oggi proveniente da fonti fossili, ma quand’anche arrivasse da fonti rinnovabili sarebbe comunque sottratta ad altri impieghi. Questa brama di energia evidentemente il governo pensa di colmarla coi famosi moduli da 300 MW dei reattori in “stile lego” che secondo il ministro Pichetto Fratin saranno disponibili e disseminati nella Penisola nel giro di pochi anni. E qui si innesta un’altra storia, quella del GCAP acronimo di (Global Combat Air Programme) il caccia di nuova generazione guidato dall’intelligenza artificiale in grado di dirigere una moltitudine di droni in volo. Questo “gioiello” di tecnologia bellica come spiega l’amministratore delegato di Edgewing sarà un vero “nodo iperconnesso” in grado di trasmettere volumi giganteschi di dati dialogando con terra, mare, aria, insomma con tutti gli elementi senza perdere di vista il quarto ovvero il fuoco perché è chiaro che questo nuovo geniale ritrovato dell’industria bellica è un formidabile strumento di morte anche se naturalmente spacciato come indispensabile contributo al sistema di difesa e sicurezza. Ecco quindi che dalla joint venture di Leonardo (Italia) , BAE Systems (UK) e JAIEC (Giappone), è pronta la progettazione del super caccia già finanziata con i primi 6 miliardi di euro dalle tre nazioni. La filiera operativa di GCAP sarà in Piemonte; tra Torino e gli stabilimenti di Caselle prenderà forma questo velivolo con profilo stealth del tutto invisibile ai radar nemici. Ed eccoci alla fine alla chiusura del cerchio, con l’evidenza delle connessioni di una intelligenza artificiale sempre più a servizio dell’industria militare che si deve servire di Data Center sempre più potenti e il cui profilo energivoro troverà una moltitudine di “piccole centrali nucleari pronte a sfamarlo. Giuseppe Paschetto
October 12, 2026
Pressenza
#nowar Martedì 13 ottobre, ore 18-20 - La #guerra come progetto: riarmo e dominio del complesso tecno-militare con Antonio Mazzeo (docente, peace researcher e giornalista)- Corso gratuito on line per docenti, attivisti, costruttori di pace "Disarmare le menti e disobbedire alla guerra nell'epoca del riarmo", promosso dalla Rete scuole pace e nonviolenza di #Cremona
October 12, 2026
Antonio Mazzeo
Uguali davanti alla vita
-------------------------------------------------------------------------------- Domenica 11 ottobre è stata promosso l’iniziativa “Una panchina per Giulio”, nel quartiere Quadraro di Roma. Sono intervenuti rappresentanti del Comune di Roma, Ascanio Celestini, Cgil, Articolo 21, Clara Santini di Khora spazio di resistenze, Mauro Caliste (presidente del Municipio Roma V), Maurizio Mattana (presidente della Commisione Cultura), Associazione Dottorandi e ricercatori in Italia e Comitato promotore “Una panchina gialla per Giulio Regeni al Quadraro vecchio”. Ad accompagnare la mattinata, le musiche di Daniele Mutino, Ziad Trabelsi, Pietro Barale, Pasquale Innarella e le letture di Ascanio Celestini e associazione QuadraCoro -------------------------------------------------------------------------------- Sono nato nel 1972. Enrico Berlinguer nel mese di marzo diventa segretario del Partito Comunista italiano. Due giorni dopo Gian Giacomo Feltrinelli esplode accanto a un traliccio dopo essere entrato in clandestinità. A Milano Giorgio Strehler è il direttore del Piccolo e rappresenta i suoi spettacoli in via Rovello, nel palazzo conosciuto come luogo di tortura fascista. In quei giorni viene ucciso il commissario Calabresi, ritenuto responsabile della morte dell’anarchico Pinelli. A Cannes trionfa “La classe operaia va in Paradiso” e “Il caso Mattei”. A Berlino “I racconti di Canterbury”, di Pasolini. De Sica vince il quarto Oscar con “Il Giardino dei Finzi-Contini”. Il boom è finito da un pezzo e anche il Sessantotto con l’autunno caldo. Il centrosinistra era nato quasi dieci anni prima e già aveva perso quella potenza riformatrice che aveva illuso il paese. Erano già stati organizzati due colpi di Stato e le strade stanno smantellando ogni speranza di radicare il cambiamento del paese. Sono nato nel 1972. Sono andato a scuola l’anno del sequestro Moro. Il corpo del presidente della Democrazia cristiana viene abbandonato in una Renault 4, nelle stesse ore in cui si ritrova in Sicilia quello di Peppino Impastato. Le grandi riforme, dallo Statuto dei lavoratori alle leggi sul divorzio e l’aborto, si chiudono con la Legge 180. La liberalizzazione dell’etere che aveva fatto nascere le radio libere sta dando forza alla televisione privata che con Berlusconi caratterizzerà tre splendidi decenni da Drive-in a Striscia la notizia. Karol Wojtyła viene eletto papa, Sandro Pertini presidente della Repubblica. Goldrake è trasmesso per la prima volta sulla Rete 2. Sono nato nel 1972. I feticci del Sessantotto e del Settantasette li ho vissuti di rimbalzo dieci anni dopo, quando in Europa cade il muro di Berlino e viene giustiziato Nicolai Ceaucescu. In Cina si massacrano gli studenti a piazza Tienanmen. In Giappone si vende il Game Boy. Gli americani eleggono George Bush. Va in onda la prima puntata dei Simpson. Sono nato nel 1972. La mia generazione si è mossa a casaccio nella corrente del riflusso, ha ereditato le conquiste di altri e si è trovata a difenderle con le armi di plastilina che fornivano gli anni Ottanta. Nel migliore dei casi la mia generazione ha abbozzato una lotta in trincea per non perdere libertà e diritti, per non farsi strappare valori e ideali, la difesa di qualcosa che già c’è e rischia di sparire. Ha preso il posto della lotta per un mondo possibile, futuro, evaporato in un’estate del 2001 tra gli scontri di Genova e l’attacco alle Torri Gemelle. Sono nato nel 1972 E penso che una generazione non può non ritagliarsi una propria utopia, anche se ridimensionata. Una generazione non può vivere solo delle utopie altrui. Così i sogni delle generazioni passate si sono adattati alla trasformazione del politico nel personale. Quei sogni sono usciti dal corpo sociale per entrare nei corpi di persone defunte, ma con un nome, cognome e testimoni che ne raccontano la storia, che li raccontano vivi. E nel raccontarli vivi riconoscono che nei loro corpi si è infilata l’ingiustizia che fino a qualche decennio fa combattevamo nelle strade contro un potere fatto di palazzi protetti da eserciti e leggi. La solitudine delle lotte politiche del nuovo millennio si ritrova nei corpi e nel dolore di quei corpi lasciati soli. In quei corpi vediamo, come dicono i genitori di Giulio Reggeni, tutto il male del mondo. Così, chiediamo verità per Giulio Reggeni e Mario Paciolla, andiamo in piazza, nei tribunali, per Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, prendiamo posizione contro quelli che liquidano la morte di Davide Bifolco e Ugo Russo, come un fatto di cronaca nella giungla di Napoli in mano alla camorra, contro quelli che derubricano la morte di Giuseppe Uva come uno che si era andato a cercare. Noi pensiamo che se non siamo uguali davanti alla legge possiamo almeno essere uguali davanti alla vita. -------------------------------------------------------------------------------- Testo preparato per l’iniziativa “Una panchina per Giulio”, promossa nel quartiere Quadraro di Roma l’11 ottobre. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Uguali davanti alla vita proviene da Comune-info.
October 12, 2026
Comune-info
Perquisizioni e richiesta misure cautelari per il corteo del 31 gennaio
Venerdì mattina un’altra ondata di perquisizioni domiciliari, 14 in diverse parti d’Italia, ha colpito compagne e compagni per la manifestazione nazionale del 31 gennaio contro lo sgombero di Askatasuna a Torino. Per quel corteo la procura ha chiesto 19 misure cautelari, dal carcere all’obbligo di firma, che non sono ancora in vigore: prima dovranno passare dall’interrogatorio di garanzia. Le accuse vanno dalla resistenza aggravata alle lesioni a pubblico ufficiale, fino al tentato omicidio, contestato per un fumogeno che avrebbe dato fuoco a una camionetta con una guardia a bordo. Un tentativo di punire alcuni per una giornata di rabbia popolare a cui hanno partecipato oltre 50mila persone. Intanto la procura di Torino riapre anche il processo Sovrano contro il movimento No Tav, il Neruda e Askatasuna con l’accusa di associazione a delinquere. Il 31 marzo l’ipotesi associativa era caduta, ma la procura ha fatto appello: stamattina alle 9 presenza solidale in aula per la prima udienza dopo la pausa estiva. Ne abbiamo parlato con Martina di Askatasuna
October 12, 2026
Radio Blackout - Info
A412, ruspe e gendarmi contro la resistenza nel Chablais
ripreso da Osservatorio Repressione, a partire da un reportage di Maude Jaquet Nel Chablais francese avanza il cantiere dell’autostrada Machilly-Thonon mentre sono ancora pendenti i ricorsi degli oppositori. Ettari di bosco sono già stati abbattuti, aumentano fermi e controlli e il 5 ottobre la polizia ha sgomberato uno degli avamposti della mobilitazione. Nella foresta la resistenza continua. Le ruspe avanzano
October 12, 2026
La Bottega del Barbieri
Continua la marea studentesca in Francia, verso lo sciopero generale
La mobilitazione a trazione studentesca in Francia è giunta ad una settimana decisiva. I due momenti più rilevanti sono la giornata di oggi, in cui al fianco degli studenti delle scuole medie e delle università scenderanno in piazza i lavoratori precari e disoccupati organizzati dalla CGT, nonché i lavoratori della […] L'articolo Continua la marea studentesca in Francia, verso lo sciopero generale su Contropiano.
October 12, 2026
Contropiano
Cuba, tra bloqueo e nuove sanzioni
Da gennaio Washington ha imposto un blocco petrolifero che di fatto sta cercando di strangolare l’isola, lasciandola senza carburante: in nove mesi è arrivata una sola petroliera, russa, il cui carico è bastato per un mese. La rete elettrica è al collasso, con sei blackout nazionali nel 2026 e quartieri dell’Avana senza corrente anche per ventiquattro ore di fila. Il Paese è quasi fermo, gli ospedali vanno avanti a stento e mancano farmaci e beni essenziali. Dal 30 settembre pesano anche le nuove sanzioni: le banche USA non possono più gestire pagamenti in dollari legati a Cuba, nemmeno fuori dagli Stati Uniti, e devono congelare i conti anche di privati, con effetti a catena su rimesse e commercio. Ma la crisi non colpisce tutti allo stesso modo: c’è chi riesce ad accedere ai beni, a comprarli e rivenderli sul mercato nero, e chi no, in una situazione complessa e tutt’altro che omogenea. Intanto, a ridosso delle elezioni di metà mandato del 3 novembre e dopo le sconfitte in Medio Oriente, Trump prova a rivendere le decisioni prese su Cuba come terreno di successo. Ne abbiamo parlato con Andrea Cegna, giornalista freelance ed esperto di America Latina.
October 12, 2026
Radio Blackout
Data center, intelligenza artificiale, nucleare e riarmo
Stiamo assistendo a un vero boom dei Data Center (DC) di pari passi con l’impetuoso sviluppo dell’Intelligenza artificiale (IA). Per capire meglio cosa sia un DC ovvero la casa fisica di Internet e dell’ IA è interessante il racconto fatto sull’ultimo numero di Rivista Studio da Federica Verona che aveva visitato a San Francisco l’Internet Archive con sede in una chiesa sconsacrata: “Ricordo bene le stanze gelide dei server: macchine nere e rumorose che contengono cavi e sono punteggiate da lucine quadrate intermittenti; due tecnici intenti a fare flessioni al freddo; le statue dei dipendenti in miniatura disposte tutte in tondo nell’aula centrale della chiesa. E poi una lunghissima scritta su carta: il numero 50 seguito da 15 zeri e, in fondo, le parole Byted Archived.” Ecco presentato il corpo fisico di Internet: migliaia di server riuniti in un edificio formano un DC. Un corpo che si sta espandendo sempre più come un gigantesco…blob. In 179 Paesi del mondo ci sono ad oggi 12.259 DC di cui quasi metà negli USA e ben 3500 in Europa. In Italia si tratta di 190 impianti operativi, più 20 in costruzione altri 30 previsti. Quelli nuovi sono molto più potenti, arrivano anche a 240 MW per impianto rispetto ai 50 MW della media attuale. Il fatturato è enorme e in crescita, destinato a raggiungere i 440 miliardi tra due anni. In Italia il centro di espansione dei DC è la fascia lombarda attorno a Milano ma sicuramente anche il Piemonte e pure il Biellese possono divenire aree appetibili. Un database elaborato da Confindustria Piemonte contiene la mappatura delle aree industriali dismesse e libere per l’attrazione di investimenti sul territorio piemontese. Investimento può essere di tutto: dal manifatturiero alla logistica, dal campus fotovoltaico fino appunto ai Data Center. In Lombardia ci sono Comuni come Pregnana attratti dagli incentivi offerti dagli investitori in DC e dalle possibilità occupazionali, ma altri come ad esempio il vicino Comune di Vanzago sede di Oasi WWF, per restare in zona, decisamente contrari. Un altro caso mette al confronto i confinanti comuni pavesi di Borgarello e di Certosa di Pavia con il primo che si oppone ai progetti di DC del secondo. Un DC è un “capannone come un altro” e che per di più contiene un’attività pulita? Non proprio, stando ai molti critici, comitati, associazioni, Comuni, si mettono in rilievo i molti aspetti negativi: speculazione edilizia, rumore, consumo energetico, consumo di acqua per il raffreddamento, infrastrutture elettriche che attraversano i territori, emissioni dai generatori di emergenza. L’IEA stima che nel 2025 a livello globale i DC abbiano consumato 485 Terawattora di energia elettrica ma entro il 2030 il consumo potrà raddoppiare superando la richiesta di elettricità dell’intero Giappone. Ovviamente i DC causano aumento considerevole del calore nelle porzioni di suolo circostanti stimabili in 2 gradi almeno ma tale riscaldamento può raggiungere picchi vicini ai 10 gradi nelle isole di calore. Evidenti quindi i nefasti effetti anche sulla resa agricola. Consideriamo poi che il governo di destra nell’intento di favorire in tutti i modi gli investimenti di Big Tech in questo settore rende agevoli le procedure con iter autorizzativi semplificati ed accelerati. Gettiamo ora uno sguardo più in là cercando di cogliere quali connessioni ci siano con due ambirti apparentemente lontani ovvero il nucleare rientrato di prepotenza di recente nella pianificazione energetica del governo di destra italiano e l’industria militare. I DC come si è visto consumano tanta energia, energia in gran parte oggi proveniente da fonti fossili, ma quand’anche arrivasse da fonti rinnovabili sarebbe comunque sottratta ad altri impieghi. Questa brama di energia evidentemente il governo pensa di colmarla coi famosi moduli da 300 MW dei reattori in “stile lego” che secondo il ministro Pichetto Fratin saranno disponibili e disseminati nella Penisola nel giro di pochi anni. E qui si innesta un’altra storia, quella del GCAP acronimo di (Global Combat Air Programme) il caccia di nuova generazione guidato dall’intelligenza artificiale in grado di dirigere una moltitudine di droni in volo. Questo “gioiello” di tecnologia bellica come spiega l’amministratore delegato di Edgewing sarà un vero “nodo iperconnesso” in grado di trasmettere volumi giganteschi di dati dialogando con terra, mare, aria, insomma con tutti gli elementi senza perdere di vista il quarto ovvero il fuoco perché è chiaro che questo nuovo geniale ritrovato dell’industria bellica è un formidabile strumento di morte anche se naturalmente spacciato come indispensabile contributo al sistema di difesa e sicurezza. Ecco quindi che dalla joint venture di Leonardo (Italia) , BAE Systems (UK) e JAIEC (Giappone), è pronta la progettazione del super caccia già finanziata con i primi 6 miliardi di euro dalle tre nazioni. La filiera operativa di GCAP sarà in Piemonte; tra Torino e gli stabilimenti di Caselle prenderà forma questo velivolo con profilo stealth del tutto invisibile ai radar nemici. Ed eccoci alla fine alla chiusura del cerchio, con l’evidenza delle connessioni di una intelligenza artificiale sempre più a servizio dell’industria militare che si deve servire di Data Center sempre più potenti e il cui profilo energivoro troverà una moltitudine di “piccole centrali nucleari pronte a sfamarlo. Giuseppe Paschetto
October 12, 2026
Pressenza

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