Gaza, biologia dell’assedio, tra topi, liquami e malattieDi Lavinia Marchetti. Servirono cinque uomini per stanare e uccidere il roditore
entrato nella tenda di Malek Shinbary, ad Al-Mawasi, mentre la figlia di cinque
anni lo guardava impietrita. «Era grosso come un coniglio», racconta lo
scrittore palestinese sfollato sulla costa meridionale. «Questi grossi roditori
si nutrono dei corpi sotto le macerie e si sono moltiplicati. Entrano nella
tenda e rosicchiano i vestiti».[1] Sami Abuomar, da Gaza, scrive le stesse
parole, gli animali che si infilano tra i teli e il cibo da gettare, i ratti che
le acque reflue delle fosse scavate a mano per assenza di fognatura
richiamano.[2] Le varie testimonianze ci mostrano con chiarezza che la fauna
commensale dell’uomo ha trovato cibo senza limite.
Il ratto delle chiaviche (l’esemplare nella foto), Rattus norvegicus, raggiunge
la maturità sessuale in pochi mesi, e una femmina porta a termine sei o sette
figliate l’anno, da sei a dodici piccoli per volta, e arriva a una sessantina di
nati in dodici mesi.[3] La popolazione segue la disponibilità di cibo con una
prontezza che pochi mammiferi possiedono. Quando il nutrimento abbonda e i
predatori scarseggiano, la crescita si avvicina all’andamento esponenziale.
Sotto le macerie di Gaza giacciono, secondo le stime delle Nazioni unite, più di
diecimila corpi mai recuperati,[4] e sopra le macerie si accumulano i rifiuti
non raccolti insieme ai liquami. Il roditore grosso come un coniglio descritto
dagli sfollati è un Rattus ben pasciuto, oppure il mustelide che la stessa
carogna richiama. La causa non lascia margini di dubbio.
In condizioni ordinarie un corpo torna alla terra nel volgere di una stagione. I
batteri e gli insetti necrofagi lo riducono, e l’azoto rientra nel suolo a
chiudere il ciclo.[5] Sotto il cemento crollato il processo si arresta e resta
scoperto. Israele continua a vietare l’ingresso dei mezzi pesanti, e in tutta la
Striscia opera un solo escavatore adatto allo scopo.[6] Le Nazioni unite contano
oltre sessanta milioni di tonnellate di macerie e una rimozione che
richiederebbe ventun anni.[7] A otto mesi dalla tregua molte famiglie non hanno
ancora potuto dare sepoltura ai loro morti.[8] Il divieto delle attrezzature è
la causa che Abuomar nomina per prima, prima ancora dei roditori. La
decomposizione negata diventa la mensa di una specie.
I roditori restano la parte visibile. Uno studio sul campo condotto tra marzo e
maggio 2025 da Zuhair Dardona e Samia Boussaa, uscito su Public Health
Challenges, documenta nei campi l’avanzata degli insetti.[9] Le mosche fanno da
vettori meccanici al poliovirus e al virus dell’epatite, e con loro viaggia la
dissenteria. Le pulci, soprattutto Ctenocephalides felis arrivata con gli
animali che gli sfollati hanno salvato dalla guerra, trasmettono il tifo murino
da Rickettsia typhi e, in teoria, la peste da Yersinia pestis. Le zanzare
colonizzano gli stagni di liquame tra le tende e tolgono il sonno, mentre i
pappataci endemici del Levante minacciano il ritorno della leishmaniosi
cutanea.[10] A maggio l’OCHA ha riferito che l’ottanta per cento delle stazioni
di pompaggio fognario ha smesso di funzionare, e che quarantamila metri cubi di
reflui non trattati raggiungono il mare tutti i giorni.[11]
I rifiuti, la spazzatura lasciata sotto il sole si sono trasformati in terreno
di coltura. Le discariche più grandi restano dietro le linee israeliane, e
l’OCHA chiede da mesi di poterle raggiungere, insieme all’ingresso di camion e
compattatori.[12] Nei campi i cumuli di immondizia sorgono accanto alle tende, e
una sola femmina di mosca vi depone centinaia di uova che in pochi giorni
diventano larve e poi adulti, in una progressione che l’estate accelererà.[13]
Un portavoce dell’Unicef parla di condizione ideale per la moltiplicazione dei
roditori, prodotta dalle macerie sparse dovunque e dalla mancanza di spazio dove
spostarle.[14] La causa torna sempre alla medesima porta chiusa.
L’epidemiologia conosce bene questa convergenza. Un milione e novecentomila
sfollati vivono stipati fino a ottantottomila persone per miglio quadrato nelle
cosiddette zone sicure come Al-Mawasi.[15] L’acqua pulita scarseggia e la rete
fognaria ha smesso di esistere, mentre la denutrizione abbassa le difese
immunitarie di una popolazione che ha perduto metà degli ospedali e gran parte
delle vaccinazioni. La trasmissione oro-fecale trova la via aperta. Il
poliovirus di derivazione vaccinale è riapparso nelle acque reflue di Khan
Younis e Deir al-Balah, e nell’agosto 2024 ha paralizzato un bambino, chiudendo
venticinque anni di Gaza libera dalla polio.[16] L’epatite A conta decine di
migliaia di casi e la diarrea acuta centinaia di migliaia. Scabbia e pidocchi
segnano altre decine di migliaia di persone,[17] e i morsi dei topi, riferisce
l’Unicef dopo aver visto dieci bambini morsi in un mese, si infettano in fretta
per assenza di acqua e di sapone.[18]
La storia offre un precedente vicino nel tempo. Tra il 1943 e il 1945, nella
Napoli devastata dalla guerra, l’ultima grande epidemia europea di tifo
esantematico corse tra i pidocchi del corpo, nelle cantine affollate di
sfollati, finché la disinfestazione di massa la spense.[19] Il microrganismo era
antico, mentre la condizione che lo liberò era nuova e umana. L’epidemia non
nasce solo dal germe. Viene dalle condizioni che lo liberano, e quelle
condizioni hanno un autore preciso. Gaza ripete la lezione su scala più larga,
con più strumenti disponibili per impedirla e meno volontà di adoperarli.
Voglio ricordare che l’assedio dura dal 2007,[20] e da venti mesi la distruzione
delle reti idriche e fognarie procede insieme al divieto delle pompe e dei pezzi
di ricambio che potrebbero ripararle. Israele tiene il sessanta per cento del
territorio e continua a colpire, con novecentosessanta morti dall’inizio della
tregua, più di centoventi dei quali bambini.[21] Più del novanta per cento degli
edifici residenziali è danneggiato o raso al suolo.[22] Il roditore diventa il
segno visibile di un collasso sanitario prodotto deliberatamente con ogni tipo
di divieti. Le centosettanta tonnellate di pesticida annunciate dall’organismo
militare che regola gli ingressi valgono poco contro due milioni di persone
immerse nei reflui.[23]
Un’infestazione di questa portata, ovviamente, non si combatte con la trappola e
con il veleno quando la causa è l’assenza di acqua e di scarico. Il solo
controllo praticabile passa dal ripristino della rete idrica e fognaria e dalla
rimozione dei morti da sotto le macerie. Tutto il resto allevia per qualche
settimana, ma lascia intatto il focolaio. Intanto i bambini di Al-Mawasi e di
Jabalia dormono accanto ai portatori del contagio, e un padre, a Jabalia,
racconta che i ratti sono diventati i loro figli notturni.[24] Lo dice ridendo,
per sopravvivere. La frase misura quanto è stato permesso.
[1]Heba Saleh, “They have been feeding on bodies under the rubble: Rodents are
latest scourge to hit Gaza”, The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026.
https://www.irishtimes.com/…/they-have-been-feeding-on…/
[2]Sami Abuomar, post pubblico su Facebook, giugno 2026.
[3]“Rattus norvegicus”, Animal Diversity Web, University of Michigan Museum of
Zoology (maturità sessuale, figliate e prole annua).
https://animaldiversity.org/accounts/Rattus_norvegicus/
[4]“Lack of machinery leaves thousands of Gaza’s dead still buried under
rubble”, The National, 8 maggio 2026.
https://www.thenationalnews.com/…/lack-of-machinery…/
[5]“Human cadaver decomposition islands and forensic taphonomy: gravesoil
enrichment patterns”, Forensic Sciences Research, 2025 (arricchimento di azoto
del suolo nella decomposizione).
https://academic.oup.com/fsr/article/10/4/owaf027/8286801
[6]The National, 8 maggio 2026 (cit., nota 4): un solo escavatore operativo,
divieto dei mezzi pesanti.
[7]Stime delle Nazioni unite sui detriti e sui tempi di rimozione; cfr. “Gaza
buried under millions of tonnes of rubble”, Al Jazeera, gennaio 2026.
https://www.aljazeera.com/…/gaza-buried-under-millions…
[8]“Gaza families still unable to bury dead six months into ceasefire”, Al
Jazeera, 10 aprile 2026. https://www.aljazeera.com/…/gaza-families-still-unable…
[9]Z. Dardona, S. Boussaa, “Insect and Mice Infestations in Gaza Displacement
Camps: A Field-Based Study on Vector-Borne Diseases Amid the 2023–2025 Gaza
War”, Public Health Challenges, 2025.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC12455683/
[10]Organizzazione mondiale della sanità, “Leishmaniasis” (scheda informativa):
la leishmaniosi cutanea è endemica nel Mediterraneo orientale.
https://www.who.int/news…/fact-sheets/detail/leishmaniasis
[11]OCHA, dati di maggio 2026 su stazioni di pompaggio e reflui non trattati;
cfr. nota 1 e OCHA, Humanitarian Situation Update, Gaza Strip.
https://www.ochaopt.org/…/humanitarian-situation-update…
[12]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1): discariche
dietro le linee israeliane, richiesta OCHA di accesso e di mezzi.
[13]Cfr. nota 9; D. Goulson et al., “Fly populations associated with landfill
and composting sites”, Bulletin of Entomological Research, 1999 (fecondità dei
ditteri e proliferazione presso i rifiuti).
[14]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1):
dichiarazioni del portavoce Unicef Salim Oweis.
[15]Z. Dardona, S. Boussaa, Public Health Challenges, 2025 (cit., nota 9):
densità fino a 88.000 persone per miglio quadrato ad Al-Mawasi, 1,9 milioni di
sfollati.
[16]WHO EMRO, “Polio, conflict and health implications in Gaza”, Eastern
Mediterranean Health Journal 31(2), 2025; cfr. “Evidence of polio found in Gaza
sewage samples”, The Times of Israel.
https://www.emro.who.int/…/polio-conflict-and-health…
[17]Dati WHO e UNRWA su epatite A, malattie diarroiche e infezioni cutanee; cfr.
“Polio vaccinations arrive in Gaza, but the sanitation crisis remains”, NBC
News. https://www.nbcnews.com/…/polio-vaccinations-gaza…
[18]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1): dieci
bambini con morsi di roditore visitati dall’Unicef in un mese.
[19]Cfr. nota 9; sul tifo da pulci e i focolai bellici, G. M. Anstead, “History,
Rats, Fleas, and Opossums”, Tropical Medicine and Infectious Disease, 2020.
[20]Human Rights Watch, World Report 2025: Israel and Palestine (blocco di Gaza
dal 2007). https://www.hrw.org/…/country…/israel-and-palestine
[21]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1): controllo
israeliano sul 60 per cento del territorio, 960 morti dall’inizio della tregua.
[22]Z. Dardona, S. Boussaa, Public Health Challenges, 2025 (cit., nota 9): oltre
il 90 per cento degli edifici residenziali colpiti, oltre 51.000 morti ad aprile
2025 (dati OCHA e Ministero della sanità di Gaza).
[23]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1):
dichiarazione di Cogat sulle 170 tonnellate di pesticida.
[24]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1):
testimonianza di Omran Abu Warda, Jabalia.