La guerra come risposta alla crisi di egemonia statunitense conduce alla recessione globale
L’apprezzamento momentaneo del dollaro spinto dalla domanda aggiuntiva di petrodollari occulta una fragilità strutturale dell’economia americana .Un dollaro forte penalizza le esportazioni , i prezzi dell’energia in aumento sono un moltiplicatore inflazionistico che impone il mantenimento di bassi tassi d’interesse da parte della Fed ,il debito di guerra davvero fuori controllo ( 200 miliardi di dollari aggiuntivi appena stanziati per la difesa) costituisce uno degli elementi di una crisi strutturale dell’economia americana .Altro indicatore preoccupante è Il rendimento elevato delle scadenze a breve del debito americano ben più alto di quello delle scadenze lunghe a dimostrazione di una scarsa fiducia nella sostenibilità del debito pubblico americano. La credibilità del dollaro rischia di essere messa in discussione mentre si rafforza la posizione di Pechino che ,spinta dagli eventi ,comincia ad incrementare il processo di de- dollarizzazione aumentando l’utilizzo dei petroyuan per regolare gli scambi con i paesi del Golfo e l’Iran. Nonostante la chiusura dello stretto di Hormuz e i danni agli impianti petroliferi ,il prezzo del petrolio e del gas non è aumentato in maniera proporzionale pur assestandosi intorno ai 100 dollari .Il mercato sta scontando la futura recessione che porterà ad un calo della domanda e dei consumi. I segnali ci sono tutti: tassi a breve del debito americano più alti delle scadenze lunghe,indice PMI della fiducia delle imprese sotto i 50 punti ,soglia che segnala una contrazione dell’attività economica, indice VIX 30 che misura in tempo reale la volatilità attesa del mercato azionario statunitense che indica un’elevata instabilità e un forte nervosismo tra gli investitori ,il valore dei CDS (Credit Default Swap) valore dei premi di assicurazione sul rischio d’insolvenza molto alto. Tutti segnali che indicano una recessione incombente e un atteso calo della produzione e dei consumi conseguenza degli effetti della guerra. Ne parliamo con Alessandro Volpi economista
March 23, 2026
Radio Blackout - Info
Sociale: Vittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.
March 23, 2026
PeaceLink
Iran: mentre si rafforza l’ala militare il regime chiama all’unità nazionale
L’ assassinio di Larijani fa uscire di scena una figura di potenziale mediatore anche se dal punto di vista della repressione interna è stato molto attivo, sta emergendo una leadership legata ai guardiani della rivoluzione (IRGC),si rafforza quindi l’ala militare che controllava già pezzi importanti dell’economia iraniana .Questa generazione non ha vissuto il trauma della guerra con l’Irak ma ha partecipato alla guerra in Siria ,quindi teme oltremodo la prospettiva di una guerra civile . E’ molto meno legata alla sfera religiosa e più tollerante rispetto a manifestazioni esteriori relative all’abbigliamento oppure all’hijab ,ma molto attenta a reprimere il dissenso organizzato. Il sistema delle “bonyad”(fondazioni benefiche parastatali),che gestiscono enormi patrimoni immobiliari e l’economia informale e i privilegi che hanno generato anni di sanzioni costituiscono l’impalcatura economica che sostiene il regime e parte del suo consenso. Di fronte alla minaccia dell’ aggressione nel messaggio di Mojtaba Khamenei per il Newroz,il capodanno persiano, si parla del rafforzamento dell l’unità nazionale, e si sottolinea anche il significato della coincidenza di Nowruz di quest’anno con Eid al-Fitr,la festa musulmana della fine del ramadan.La continuazione delle tradizioni agisce come una forma di resistenza culturale contro gli effetti destabilizzanti della guerra e si evoca l’identità persiana invocando l’unità nazionale. Ne parliamo con Tara Riva analista geopolitica italo iraniana
March 23, 2026
Radio Blackout - Info
Ancora in Marcia n° 1-2026
in questo numero… * L’assassinio di Alessandro Ambrosio; * Macchinista solo, il ricorso al TAR; * Esposto contro MEC3, MEC1 e MEB1; * Macchinisti toscani contro il MEC 3 ; * Le trattenute sugli scioperi; * Olimpiadi a spese dei lavoratori; * Gennaio nero per le ferrovie spagnole; * Zona Maestro, allegato tecnico di 4 pag.   > Ricorda: SOSTIENICI! > > E se credi nei valori che portiamo avanti > > COLLABORA CON NOI > > Il tuo giornale ha bisogno di te! L'articolo Ancora in Marcia n° 1-2026 proviene da Ancora in Marcia!.
March 23, 2026
Ancora in Marcia!
Sostegno alla spedizione dei computer di InfoPal in Brasile
Come sapete, il 27 dicembre 2025 un’operazione del Mossad, avallata dalle instituzioni italiane, ha trasformato InfoPal e la sua direttrice in perseguitati politici, sequestrando tutti i dispositivi elettronici (computer, cellulari, hard disk, chiavette usb, ecc.), che ora, dopo l’acquisizione di tutti i dati in essi contenuti, ci sono stati restituiti. Tuttavia, abbiamo bisogno di spedirli in Brasile, dove ci troviamo per continuare a svolgere il nostro lavoro di informazione libera e decolonizzata, e fuori dalla deriva totalitaria italiana. Per raccolta fonti: https://www.gofundme.com/f/sostegno-alla-spedizione-dei-computer-di-infopal-in-brasile
March 23, 2026
InfoPal
LUNEDÌ 30 MARZO: PRESENTAZIONE DEL LIBRO “L’ARTE DELLA LIBERTÀ” CON HAVIN GUNESER AL CSA MAGAZZINO 47 DI BRESCIA
Lunedì 30 marzo 2026, alle ore 18.30, il centro sociale Magazzino 47 (via Industriale 10, Brescia) ospiterà la presentazione del libro L’arte della libertà. Breve storia del movimento di liberazione curdo (Meltemi, 2025) di Havin Guneser. Sarà presente l’autrice, Havin Guneser, ingegnera, giornalista e cofondatrice di The Academy of Social Science, già ospite di Radio Onda d’Urto per alcune interviste rilasciate alla nostra emittente. Dialogherà con lei Anna Clara Basilicò,  traduttrice e curatrice dell’edizione italiana del libro. Lo spot per pubblicizzare l’iniziativa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto: Ascolta o scarica. Dai canali social del CSA Magazzino 47: “Lunedì 30 marzo 2026, ore 18.30 al C.S.A. Magazzino 47 – Via Industriale 10 Brescia Presentazione del libro “L’arte della libertà – Breve storia del movimento di liberazione curdo” con l’autrice Havin Guneser (Cofondatrice di Academy of Social Science) In dialogo con Anna Clara Basilicò traduttrice e curatrice del libro. IL LIBRO: Jin, jiyan, azadî: “donna, vita, libertà”. Queste tre parole risuonano nelle piazze di tutto il mondo, animando le lotte di milioni di donne, dal Medio Oriente all’Europa, dall’Iran all’Italia. Nato in una regione liminale tra quattro Stati – Iran, Iraq, Siria e Turchia – questo grido libertario è espressione di una rivoluzione femminista, ecologista e democratica che da dieci anni fiorisce in Kurdistan, tentando di riportare luce in una parte del mondo oscurata da ingiustizie e violenze. Ma cosa alimenta questa rivoluzione che sta scuotendo la società globale? Attraverso le parole di Havin Guneser conosciamo il movimento che ha ispirato decine di attivisti/e italiani/e: da Lorenzo Orsetti, caduto combattendo contro lo Stato islamico, a Maria Edgarda Marcucci, protagonista delle forze di autodifesa femminili e perseguitata in patria. Un saggio che si configura come una lettura imprescindibile per chi crede che la libertà, la democrazia e il cambiamento profondo siano ancora possibili e che, nel mondo di oggi, solo una rivoluzione che metta al centro le donne e il pianeta possa spezzare le catene del capitalismo. L’AUTRICE: Havin Guneser Ingegnera, giornalista e attivista per i diritti delle donne. Da anni è portavoce della rivoluzione in Rojava e contribuisce a diffondere il pensiero di Abdullah Öcalan, di cui ha tradotto numerosi libri. È parte attiva dell’iniziativa internazionale “Libertà per Abdullah Öcalan – Pace in Kurdistan” e fondatrice dell’Academy of Social Science. Il suo impegno per la libertà e la giustizia ha fatto di lei una figura centrale del movimento di liberazione. Durante l’iniziativa saranno disponibili le copie del libro.”
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
Il No ha vinto, festeggiamo in tutta Italia!
Ecco un elenco in continuo aggiornamento delle città in cui sono previsti festeggiamenti per la vittoria del NO al referendum sulla giustizia. La Costituzione è salva! BOLOGNA, da Via Ferrarese 2 verso Piazza del Nettuno ore 18 BRESCIA, Largo Formentone ore 18 CAGLIARI, Piazza Yenne ore 18:30 Casale Monferrato – AL, sede PD – via Saletta ore 18 CASERTA, Piazza Vanvitelli ore 18:30 CUNEO, Via Roma (lato Duomo) ore 19:00 FIRENZE, Piazza Ognissanti ore 18:00 GENOVA, Piazza Caricamento ore 18:30 GROSSETO, Piazza Rosselli (Piazza della Vasca) ore 18 MILANO, Piazzale Loreto ore 18. Piazza Duomo ore 18 NAPOLI, Largo Berlinguer ore 18 PADOVA, Via VII Febbraio (Liston) ore 19:00 PALERMO, Piazza Verdi ore 18:00 PAVIA, Piazza Vittoria ore 18:30 PERUGIA, Piazza Italia ore 19:00 PISA, Piazza XX Settembre ore 18:00 RIMINI, Piazza Cavour ore 19:00 ROMA, Piazza Ss Apostoli ore 18. Piazza Barberini ore 18:00 TORINO, Piazza Castello (di fronte alla Prefettura) ore 18:30 VERONA, Piazza Isolo dalle 18.30 LIVORNO, Piazza Grande ore 19:00   Redazione Italia
March 23, 2026
Pressenza
1RxI - Un Robot Per Insegnante
Prima assoluta della commedia teatrale '1RxI : Un Robot Per Insegnante' di Stefano Penge Lo spettacolo mette in scena in maniera comica l’arrivo dell’IA in un piccolo istituto comprensivo, con le difficoltà, i dubbi, le dinamiche interne tra docenti e con il dirigente. È ricco di informazioni su cosa sono gli LLM, come funzionano e perché a volte non funzionano, trattate con leggerezza e ad un livello adatto anche a principianti. Lo scopo non è magnificare le sorti dell’IAG e redarguire chi ancora ne ha paura, ma al contrario, permettere al pubblico di identificarsi con le paure e le attese dei personaggi: a cosa mi può servire l'IA? E ai ragazzi? Non mi toglierà il lavoro? Forse il messaggio più importante è che nessuno può obbligare un docente a far usare l’IA generativa ai suoi studenti; ma visto che lo usano comunque, è sicuramente utile cercare di capire meglio cos’è, da dove viene, dove va. In scena cinque personaggi: un insegnante, un robot, un dirigente, una collega, il padre dell’insegnante. Tra i materiali di scena ci sono canzoni, immagini, video e un altro copione, tutti (tranne le musiche) realizzati con servizi basati su LLM. Lo spettacolo è evidentemente rivolto ad una platea di insegnanti, più che di studenti. Ma chissà, può essere utile anche ad altri. * Compagnia teatrale: Primo Atto * Produzione: WinScuola * Quando: 11 Aprile 2026 alle 18 * Dove: Sala multimediale Goethe Institut di Roma in via Savoia 15 Lo spettacolo è gratuito, ma bisogna prenotare i posti. Di seguito l'intervista audio a Stefano Penge durante la puntata di Le Dita Nella Presa, trasmissione di Radio Ondarossa che tratta di tecnologia, del 22 marzo 2026. Your browser does not support the audio tag.
Da Sde Teiman è venuta alla luce la verità sul sistema israeliano di giustizia militare
di Michael Sfard,    +972 Magazine, 21 marzo 2026.   Ritirando tutte le accuse contro i soldati ripresi mentre maltrattavano un detenuto palestinese, Israele ha abbandonato tutta la farsa della responsabilità. I soldati israeliani accusati di aver maltrattato un detenuto palestinese nel centro di detenzione di Sde Teiman e i loro avvocati parlano alla stampa in seguito alle dimissioni della Procuratrice Generale Militare, Magg. Gen. Yifat Tomer-Yerushalmi, dopo che il filmato dell’incidente è trapelato alla stampa. All’esterno della Corte Suprema a Gerusalemme, il 2 novembre 2025. (Yonatan Sindel/Flash90) Il famoso astrofisico Stephen Hawking scoprì che un buco nero, l’oggetto celeste che inghiotte tutto ciò che lo circonda e dal quale, apparentemente, nulla di ciò che vi entra riesce mai a sfuggire, emette tuttavia un certo livello di radiazione elettromagnetica. Come è consuetudine nelle scienze esatte, il fenomeno prese il nome dallo scienziato che lo scoprì; in questo caso, la «radiazione di Hawking». Sde Teiman, la base militare israeliana trasformata in centro di detenzione per palestinesi, che comprende un complesso ospedaliero per i prigionieri, ha funzionato sin dall’inizio della devastante guerra di Israele contro Gaza come un buco nero morale. Ogni traccia di umanità — che si tratti dei principi morali più elementari, dell’etica medica o di qualche residuo di vergogna in Israele — è stata risucchiata al suo interno ed è completamente scomparsa. Secondo le testimonianze di ex detenuti e le indagini condotte da giornalisti e organizzazioni per i diritti umani, noi israeliani abbiamo fatto soffrire la fame, torturato e umiliato i prigionieri palestinesi in quel luogo, fornendo al contempo ai feriti e ai malati cure mediche vergognose che, in diverse occasioni, hanno portato ad amputazioni che sarebbero state evitabili se l’assistenza fosse stata adeguata. Tutti i valori sono stati risucchiati all’interno del buco nero morale che è il campo di Sde Teiman. Non si è davvero salvato nessun valore? Ebbene, a quanto pare anche Sde Teiman emette una propria radiazione di Hawking. Ma proprio come ciò che è scomparso a Sde Teiman, anche la radiazione da esso emessa non è di natura elettromagnetica, bensì etica: Sde Teiman ha diffuso la verità sulla natura, sul funzionamento e sulla missione degli organi delle forze dell’ordine incaricati di gestire le accuse di violazioni dei diritti umani commesse da Israele nei confronti dei palestinesi. La scorsa settimana, il massimo rappresentante legale delle forze armate israeliane ha ritirato tutte le accuse contro cinque soldati della «Force 100», accusati di aver picchiato un detenuto palestinese e di avergli lacerato il retto pugnalandolo con un oggetto appuntito — un atto che è stato parzialmente ripreso dalle telecamere a circuito chiuso in un filmato poi trapelato. Così facendo, ha smascherato una volta per tutte la grande menzogna israeliana sull’esistenza di un sistema investigativo e giudiziario professionale e indipendente che miri concretamente a chiamare a rispondere delle proprie azioni i soldati disonesti. Tre degli imputati nel caso di abusi di Sde Teiman durante un’udienza per stabilire chi avrà l’autorità sull’indagine relativa alla fuga di notizie, presso la Corte Suprema di Gerusalemme, l’11 novembre 2025. (Yonatan SIndel/Flash90) L’archiviazione del caso e l’annullamento dell’atto d’accusa che attribuiva agli imputati terribili abusi fisici nei confronti di un detenuto indifeso hanno liberato la verità dalle catene di menzogne in cui era stata imprigionata dall’apparato israeliano di hasbara. (Per inciso, questo è l’uso corretto della radice ebraica ḥ-l-tz, “estrarre” — non l’israeliano rimasto bloccato a Londra e riuscito a trovare un volo di ritorno verso la terra delle guerre, dell’apartheid e di un governo kahanista, ma una terribile verità imprigionata all’inferno e riportata alla luce. [si allude qui al generale israeliano Doron Almog che nel settembre2025 sarebbe stato arrestato al suo arrivo a Londra se non fosse riuscito a rimanere sull’aereo e a ritornare in Israele col volo di ritorno]) La verità è che in Israele non è mai esistito, o almeno non da diversi decenni, un sistema di applicazione della legge che si impegni sinceramente a chiamare i soldati a rispondere delle loro azioni quando uccidono, umiliano o maltrattano i palestinesi. La verità è che ciò che esiste è un sistema che di fatto garantisce l’immunità ai soldati quando le loro vittime sono palestinesi, e che addirittura persegue tale risultato. E la verità è che i rari casi di condanna che il sistema produce hanno lo scopo di nascondere questa realtà e respingere l’accusa secondo cui in Israele non vi è alcuna punizione per chi fa del male ai palestinesi. In altre parole, i sistemi di applicazione della legge in ambito militare hanno da tempo cercato di operare senza applicare effettivamente la legge, pur dando l’impressione di adempiere al proprio scopo, sacrificando alcuni casi, solitamente di minore entità, in cui sono state presentate delle accuse. Tali accuse non sono mai state intese come un’applicazione effettiva della legge, ma piuttosto come una rappresentazione simbolica di tale applicazione: un’eccezione volta a nascondere la regola. Secondo i dati ottenuti tramite richieste di accesso alle informazioni rivolte all’esercito dall’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din (per la quale ricopro il ruolo di consulente legale), tra il 2016 e il 2024 sono state segnalate alle autorità militari competenti 2.427 denunce relative a violenze commesse da soldati nei confronti di palestinesi nella Cisgiordania occupata. L’esercito ha avviato indagini solo su 552 di questi casi (il 22,7% delle denunce) e solo 23 hanno portato a rinvii a giudizio (lo 0,9%). Nella Striscia di Gaza la situazione non è molto migliore: oltre 1.500 denunce relative alla condotta dei soldati dall’ottobre 2023 hanno portato finora a sole due incriminazioni. È in questo contesto che va interpretata la decisione del Procuratore Generale Militare Itay Offir di archiviare il caso di abusi a Sde Teiman: non come l’ultimo chiodo nella bara della finta applicazione della legge, ma piuttosto come l’abbandono di tutta questa farsa. Prigionieri palestinesi provenienti da Gaza in un cortile di una prigione nel sud di Israele, 14 febbraio 2024. (Chaim Goldberg/Flash90) Un nemico in casa Lo stesso vale per le motivazioni addotte per l’archiviazione del caso, che dal punto di vista giuridico non reggono. Offir ha spiegato che, poiché il detenuto vittima di abusi era stato rilasciato e rimpatriato a Gaza, il testimone principale era andato perso. Tuttavia, la sua decisione non contiene alcun riferimento al fatto che l’ex detenuto sia stato contattato o meno per chiedergli se fosse disposto a entrare in Israele per testimoniare contro i sospettati di averlo maltrattato. Offir ha inoltre affermato che, poiché la sua predecessora, Yifat Tomer-Yerushalmi, e il suo staff avevano violato la legge divulgando il video ai media e ostacolando le indagini su tale fuga di notizie, l’equità del processo e il senso di giustizia erano stati compromessi. In qualità di ex avvocato penalista, faccio fatica a comprendere in che modo questa condotta scorretta possa alterare il quadro probatorio a carico degli imputati o la capacità di un tribunale militare di giudicare il caso senza pregiudizi. Nel bene o nel male, la fuga di notizie e il tentativo di insabbiamento non hanno modificato la credibilità né il valore probatorio delle prove del caso: il video, le perizie mediche sulle condizioni del detenuto o le testimonianze del detenuto e degli indagati. Infine, il Procuratore Generale Militare ha osservato che l’indagine sulla fuga di notizie e la conseguente ostruzione delle indagini potrebbero causare notevoli ritardi nello svolgimento del procedimento a carico degli imputati. Ciò può essere vero e potrebbe effettivamente comportare un ritardo problematico nell’amministrazione della giustizia, ma non è il primo caso giudiziario in Israele a protrarsi a lungo, e non ho mai sentito parlare di rinvii a giudizio in gravi procedimenti penali annullati semplicemente perché i procedimenti si trascinano. La verità è che la ragione per cui si sta abbandonando la facciata dell’applicazione della legge non risiede nelle difficoltà probatorie o nel pregiudizio sulla correttezza procedurale, bensì in un cambiamento nella costellazione delle pressioni esercitate sul sistema giuridico israeliano nel suo complesso. L’allora Procuratrice Generale Militare Yifat Tomer-Yerushalmi partecipa a una cerimonia in onore del giudice uscente della Corte Suprema Yosef Elron, a Gerusalemme. 18 settembre 2025. (Yonatan Sindel/Flash90) Dieci anni fa, la preoccupazione principale del Procuratore Generale Militare e del Procuratore Generale era il danno all’immagine di Israele agli occhi della comunità internazionale — qualcosa che avrebbe potuto portare a pressioni internazionali e persino a procedimenti legali dinanzi ai tribunali internazionali. Questo era il motore che determinava la necessità di rinvii a giudizio sacrificali. Oggi, tuttavia, l’ostilità della destra israeliana nei confronti del sistema giudiziario nazionale e l’uso di rari casi di applicazione della legge — come quello di Elor Azaria, un soldato israeliano ripreso a Hebron mentre giustiziava un palestinese che giaceva ferito a terra dopo aver accoltellato un altro soldato — per fomentare l’ostilità nei suoi confronti, hanno convinto il Procuratore Generale e il Procuratore Generale Militare ad abbandonare persino l’apparenza di un’applicazione della legge. Un tempo temevano il mondo; oggi temono la leadership israeliana e l’ira di politici prepotenti — come quelli che hanno fatto irruzione a Sde Teiman per impedire l’arresto dei sospetti — e si allineano a loro. Con la chiusura del caso Sde Teiman, per quanto mi risulta, rimangono solo due casi in cui sono state formulate accuse contro soldati in relazione a fatti legati alla guerra di Gaza. Uno riguarda un soldato sfortunato, che ha rubato del denaro da un’abitazione palestinese (un evento di routine in questa guerra) e, quando ha cercato di depositarlo in Israele, si è scoperto che parte di esso era contraffatto. Il secondo riguarda un riservista che ha anche aggredito dei detenuti a Sde Teiman, ma che ha stupidamente firmato un patteggiamento; col senno di poi, meriterebbe il Premio Israele per essere un uomo più sincero degli altri. La verità, nuda e cruda, è venuta alla luce da Sde Teiman. Per anni è stata tenuta imprigionata e messa a tacere dai suoi guardiani: il portavoce dell’IDF, l’apparato di hasbara del governo e il sistema giudiziario israeliano. Ma l’hanno liberata dalle sue catene non appena è diventato chiaro che tenerla imprigionata stava creando un nemico interno che sfruttava la loro stessa menzogna per fini politici. In collaborazione con LOCAL CALL Michael Sfard è un avvocato specializzato in legge dei diritti umani e diritto internazionale umanitario, nonché autore di «The Wall and The Gate: Israel, Palestine and the Legal Battle for Human Rights». https://www.972mag.com/sde-teiman-israel-military-justice-system/?utm_source=972+Magazine+Newsletter&utm_campaign=79b486ce10-EMAIL_CAMPAIGN_9_12_2022_11_20_COPY_01&utm_medium=email&utm_term=0_f1fe821d25-79b486ce10-318855705 Traduzione a cura di AssopacePalestina Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.
March 23, 2026
Assopace Palestina
NOTIZIE DAL CPR DI MACOMER
Diffondiamo: Dal CPR di Macomer arrivano informazioni che mostrano nuove forme in cui lo Stato articola razzismo e caccia al migrante. Molti degli uomini sequestrati nella struttura di Macomer vi sono stati deportati non solo dopo essere stati catturati nel corso di rastrellamenti eseguiti nelle strade della Sardegna e di varie parti d’Italia. Sempre con … Leggi tutto "NOTIZIE DAL CPR DI MACOMER"
March 23, 2026
Brughiere

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