Intervista collettiva al Comitato Varesino per la PalestinaAbbiamo intervistato alcuni componenti dello storico Comitato Varesino per la
Palestina per farci raccontare la loro esperienza da attivisti Pro Pal nella
Città Giardino. Abbiamo parlato con Filippo Bianchetti e Fiorella Gazzetta,
entrambi medici di medicina generale in pensione; Nada Urso ci ha parlato dei
progetti in corso, mentre Giulia Dragonetti e Donata Scacciotti sono attive
anche nel movimento pacifista Donne in nero.
Come nasce il Comitato Varesino per la Palestina (CVP)?
Filippo: Nel 2002 sono stato in Cisgiordania come medico e quando sono tornato
ne ho scritto e parlato; da lì si è mosso un bel gruppo di persone che non ha
mai smesso di partecipare, tenendo alta l’attenzione sulla causa palestinese. Ci
sono stati momenti in cui la partecipazione è stata più intensa e altri in cui è
diminuita, ma il Comitato è sempre stato attivo, facendo tantissime cose.
Ci puoi raccontare dei viaggi a Gaza e in Cisgiordania?
Filippo: Abbiamo fatto diversi viaggi: a cavallo tra il 2008 e il 2009, ai tempi
dell’operazione Piombo Fuso, una campagna militare israeliana contro la Striscia
di Gaza che uccise 1.400 persone, di cui 300 bambini, Fiorella ed io abbiamo
potuto andare là in veste di medici. Arrivammo una quarantina di giorni dopo il
termine del massacro tramite due associazioni: il Forum Palestina di Roma, e
Mente e Guerra di Imperia (un gruppo di psicologi e psichiatri). In quella
occasione abbiamo conosciuto Vittorio Arrigoni, con cui siamo poi sempre rimasti
in contatto, creando un intenso legame di amicizia.
A un anno da Piombo Fuso una quindicina di persone da Varese hanno partecipato
alla Gaza Freedom March , che aveva l’intento di raggiungere Gaza passando
dall’Egitto. Eravamo1500 persone di una cinquantina di nazioni, tra cui 150
italiani. Il regime di Mubarak negò il permesso per l’ingresso a Gaza,
costringendoci a manifestare al Cairo.
Nel 2012, ad aprile, a un anno dall’assassinio di Vittorio Arrigoni, una
delegazione del CVP è stata a Gaza, facendo molta fatica a entrare: siamo
riusciti a stare dentro la Striscia solo per 48 ore e abbiamo visitato i nostri
contatti, fra cui molti conoscenti di Vittorio.
In questi viaggi siamo entrati in contatto con molte persone, fra cui importanti
figure palestinesi e israeliane e con parecchi gruppi filopalestinesi italiani.
Nel 2014 Fiorella ed o siamo stati in Libano, a titolo individuale volontario,
per una breve missione sanitaria nei campi profughi palestinesi con Palmed
Italia – Associazione dei Medici Palestinesi in Italia. In quell’occasione
abbiamo conosciuto il Dr. Raed Almajdalawi, originario di Gaza ma medico
radiologo a Brescia, che in seguito è venuto diverse volte a Varese, invitato
dal CVP per incontri pubblici.
Chi sono gli attivisti del CVP?
Fiorella: Sono persone di ogni tipo. Ci sono studenti, operai, pensionati e
attivisti di altre associazioni o gruppi come ANPI, Donne in Nero, Abbasso la
Guerra di Venegono, BDS e altri.
Quali attività significative sono state svolte nel tempo?
Fiorella: Nel corso di questi anni abbiamo fatto molte cose: organizzato
manifestazioni, incontri pubblici con personalità di spicco, conferenze, mostre,
iniziative di boicottaggio, presentazione di gruppi musicali gazawi, incontri
nelle scuole.
Abbiamo fatto conoscere ai cittadini varesini personalità importanti come: Omar
Barghouti, attivista palestinese per i diritti umani, cofondatore di BDS e
vincitore del premio Gandhi per la Pace 2017; Oren Yiftachel, professore
israeliano di geografia politica, noto per il suo attivismo attento alla causa
palestinese; Mohammed al-Halabi, funzionario della municipalità di Gaza; la
famiglia Abusalama, che ci ha ospitato a Gaza e che poi abbiamo ospitato più
volte a Varese; il compianto Alfredo Tradardi, con la moglie Diana Carminati,
docente di Storia all’Università di Torino, due figure di spicco nella realtà
torinese e italiana in difesa della Palestina. Abbiamo avuto molti contatti e
collaborazioni con le realtà lombarde e piemontesi, ma anche di varie altre
regioni italiane.
Io e Filippo, essendo medici di base siamo stati tra i primi a rifiutare visite
da informatori della gigantesca multinazionale farmaceutica israeliana TEVA e a
sostenerne il boicottaggio.
A quali progetti state lavorando attualmente?
Nada: stiamo lavorando a prossime manifestazioni di piazza, a conferenze e
mostre di interesse storico-politico e a eventi artistici, come sempre.
Al momento abbiamo all’attivo, insieme al gruppo Tenda per la Palestina e contro
le armi, una Rassegna di libri intitolata Lib(E)ri tutti: il 21 febbraio abbiamo
presentato il libro “Palestina Eroica” di Umberto Lucarelli e il 27 febbraio
“Olocausto Palestinese” di Angela Lano.
Stiamo cercando uno spazio al coperto per proseguire con il progetto della
“Tenda per la Palestina e contro le armi”. Lo scorso autunno era stata
installata una vera tenda nel cortile della Biblioteca Civica di Varese e ora
vorremmo dare continuità a quel progetto insieme ad altre associazioni e realtà
interessate alla causa palestinese e al disarmo.
Filippo: Recentemente avevamo appeso uno striscione con la scritta Restiamo
Umani sulla cancellata del Comune di Varese, con tutte le autorizzazioni del
caso, ma è stato rubato da ignoti. Abbiamo fatto denuncia, ma purtroppo non ci
aspettiamo ulteriori sviluppi in merito.
Donata: da fine luglio 2025 continuiamo a fare rumore ogni sabato sera in piazza
del Garibaldino a Varese. Questa attività non è molto partecipata come nei mesi
del viaggio della Flotilla, ma c’è un gruppo di trenta, quaranta persone che
resiste e ottiene comunque visibilità e ascolto nel centro della città. Sarebbe
bello essere di più, ma noi non demordiamo.
Come vedete la situazione in merito al Board of peace (BOP)e alla partecipazione
dell’Italia come osservatore?
Filippo: Il governo italiano è stato denunciato alla Corte Internazionale di
Giustizia per complicità nel genocidio già prima della sua partecipazione al
BOP. Il BOP si configura come l’ONU privata del presidente USA Donald Trump che,
insieme a Israele, sta esautorando l’ONU, quella vera.
Come state valutando e gestendo il possibile DDL sull’antisemitismo?
Filippo: La criminalizzazione della resistenza palestinese e quella delle
legittime critiche alle politiche sioniste procedono contemporaneamente in molti
Stati occidentali che sostengono in tutti i modi quelle politiche. Sembra
proprio che i popoli di quegli stessi Paesi non siano d’accordo con i loro
governi. Questa contraddizione fondamentale non potrà durare a lungo.
Che riscontro trovate nelle persone sul territorio, sia come cittadini sia come
istituzioni? Collaborate con altre associazioni?
Fiorella: Ultimamente si è sentita molto la collaborazione delle istituzioni e
anche delle scuole, dove veniamo chiamati a parlare di Palestina.
Per ovviare al problema delle circolari ministeriali che impediscono al
personale scolastico di affrontare la questione palestinese gruppi di (alcuni)
ragazzi interessati all’argomento si organizzano come soggetto studentesco e
chiamano il CVP per incontri informativi (a partecipare al dibattito). Ad
esempio, al Liceo artistico Frattini gli studenti hanno organizzato delle
raccolte fondi, a cui hanno aderito anche alcuni professori, per Gazzella Onlus
e Amnesty International. Siamo stati invitati anche in due scuole in Piemonte.
Donata: Collaboriamo con altre realtà come il gruppo varesino del movimento
delle Donne in Nero, nato in Israele nel 1988, presente ormai in diversi Paesi
del mondo, che si caratterizza per una forte opposizione alla guerra e al
militarismo. Il loro presidio è presente un paio di volte al mese in corso
Matteotti, all’angolo con piazza Monte Grappa, con le modalità del silenzio e
del volantinaggio. Il loro motto è FUORI LA GUERRA DALLA STORIA.
Filippo: Abbiamo punti di contatto con il Collettivo da Varese a Gaza. Ci sono
diverse occasioni per incontrarsi e coordinarsi. Insieme abbiamo organizzato
varie attività e facciamo incontri periodici.
Fiorella: È sempre auspicabile una più intensa collaborazione con loro, visto
che siamo sullo stesso territorio e ci occupiamo della stessa causa. Infatti,
insieme stiamo dando supporto a due studenti universitari gazawi che stanno
frequentando l’Università dell’Insubria di Varese.
Cosa vi dà la forza per continuare nel vostro impegno per la Palestina
nonostante tutto?
Fiorella: la ricerca di giustizia.
Donata: la rabbia.
Filippo: La forza viene dall’osservazione dei palestinesi e della loro
resistenza. Sicuramente ognuno di noi ha delle motivazioni personali di tipo
etico e di coscienza. E poi ci sono tutti i motivi politici, sociali e culturali
che non possiamo ignorare. Il nostro scopo è aumentare la consapevolezza delle
persone e questo dovrebbe stimolarne la coscienza politica, nel senso più largo.
Siamo persone che hanno visto, toccato con mano e a lungo osservato quello che
succede a Gaza e in tutta la Palestina e non possiamo ignorarlo.
C’è qualcosa che vorreste aggiungere?
Filippo: Mi piacerebbe che si raccontasse di Vittorio Arrigoni, che ho ricordato
durante la spedizione della Flotilla ad agosto/settembre. Suggerisco di guardare
l’intervista molto toccante a Egidia Beretta, la sua mamma, sul canale YouTube
del CVP: https://youtu.be/snSbUTF8CIg?si=xZITgfTukaGMfH_6 che è una bellissima
testimonianza di chi è stato Vittorio.
Per contatti e iniziative:
Pagina Instagram: https://www.instagram.com/comitatovaresinoperlapalestina/
Canale YouTube: https://www.youtube.com/@comitatovaresinopalestina
Monica Perri