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Bloccare il transito di armamenti. Mobilitazioni in corso a Piombino e Livorno
Nella giornata di ieri, nel porto di Piombino una nave del Ministero della Difesa ha scaricato una enorme quantità di materiale bellico, decine di mezzi militari e container contenenti, probabilmente, esplosivo. Oltre il danno del rigassificatore, Piombino è stata trasformata in un vero e proprio HUB del traffico di armi. Questa […] L'articolo Bloccare il transito di armamenti. Mobilitazioni in corso a Piombino e Livorno su Contropiano.
March 12, 2026
Contropiano
REFERENDUM GIUSTIZIA: INTERVISTA A PAOLA PAROLARI DOCENTE DI FILOSOFIA DEL DIRITTO ALLA STATALE DI BRESCIA
Oggi la premier Meloni era al teatro Parenti di Milano, affittato per un’iniziativa referendaria, ovviamente a favore del Sì. Presidio fuori di Potere al Popolo e Cambiare Rotta, mentre dentro torna in azione la macchina di propaganda modello Berlusconi: ai presenti Fdi distribuisce la maglietta con la scritta ‘Sono una persona perbene e voto Sì’. In sala tutti i caporioni di Fdi, dai consiglieri comunali di Milano, fino ai consiglieri regionali, gli eurodeputati e i parlamentari, oltre ovviamente alla Meloni. Assente – pare perchè non voluto – Nordio, ancora alle prese con il caos scatenato dalle parole contro la magistratura della sua capo di gabinetto, Bartolozzi, che pure è un’ex magistrata. A far salire le tensioni fra i sostenitori del Sì e quelli del No negli ultimi giorni proprio quanto dichiarato da Giusi Bartolozzi che ha definito i magistrati «un plotone di esecuzione» e invitando a votare Si sul nodo delle separazione delle carriere per «toglierli di mezzo». Presentato come un voto tecnico sulla separazione delle carriere dei magistrati, il referendum sulla riforma della giustizia investe in realtà nodi centrali dello Stato di diritto. In gioco non c’è solo l’assetto dell’ordinamento giudiziario, ma l’effettiva autonomia e indipendenza della magistratura. Il referendum interviene su diversi articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107, 110) e prevede l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per quella requirente (i pubblici ministeri che sostengono l’accusa) al posto di un CSM unico per tutti i magistrati. Si vuole introdurre l’estrazione a sorte, anziche’ l’elezione, dei loro componenti con modalita’ differenti tra magistrati e membri laici e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari, togliendo quindi il potere disciplinare al CSM. E’ la prima volta che il potere esecutivo decide di limitare profondamente il ruolo del potere giudiziario. Di fatto la politica tenta di ridimensionere l’autonomia della magistratura rendendo meno efficace la sua opera di bilanciamento e controllo. Affrontiamo i nodi del referendum con Paola Parolari, docente di filosofia del diritto alla Statale di Brescia Ascolta o scarica 
March 12, 2026
Radio Onda d`Urto
Con il popolo Saharawi: solidarietà e internazionalismo.
Siamo rientrati da una settimana dal viaggio di solidarietà che Città Visibili Aps di Campi Bisenzio organizza annualmente nei campi profughi Saharawi nel deserto algerino ai confini fra Marocco e Mauritania. La questione del Sahara Occidentale , della lotta del Fonte Polisario per la autodeterminazione del popolo Saharawi va avanti da cinquanta anni senza soluzioni. Una situazione attualmente ancora più spinosa per ha scarsa attenzione della politica internazionale e che la stampa e i media tendono ad ignorare. Ne parliamo con Simone nuovo presidente di questa associazione toscana che fa parte della rete nazionale di sostegno al popolo Saharawi e che ci ha accompagnato nella visita ai campi e alle strutture di resistenza del Fronte Polisario. Ho visitato la prima volta le wilaya ( province ) in cui vivono I rifugiati sahawui e ho trovato una situazione abbastanza critica , una situazione militare e politica senza via di uscita : molti giovani hanno abbandonato i campi e cercano nuove prospettive in spagna e in altri paesi pur rimanendo in totale precarietà , quale è concretamente la situazione attuale e quali le prospettive possibili? La situazione nei campi profughi saharawi è diventata negli ultimi anni ancora più fragile e complessa. Parliamo di una popolazione che vive in esilio da cinquant’anni, in condizioni climatiche estreme e con una dipendenza quasi totale dagli aiuti internazionali. Quando questi aiuti diminuiscono, l’impatto sulla vita quotidiana è immediato. Negli ultimi anni diversi programmi umanitari hanno subito tagli o riduzioni significative, anche per effetto di scelte politiche di alcune amministrazioni occidentali e di una progressiva disattenzione internazionale verso crisi considerate “croniche”. Questo ha comportato minori forniture alimentari, meno sostegno sanitario e una crescente precarietà per le famiglie che vivono nei campi. In un contesto già difficile, tutto ciò alimenta una sensazione diffusa di stagnazione e di futuro sospeso. La conseguenza più evidente riguarda proprio i giovani. Una parte crescente di ragazzi e ragazze sceglie di lasciare i campi e tentare la strada dell’emigrazione verso la Spagna o altri paesi europei. Non si tratta di un esodo organizzato, ma di percorsi individuali spesso molto precari. Molti di loro restano in condizioni di marginalità, senza documenti stabili e con prospettive lavorative incerte. È una generazione che si trova a vivere una doppia assenza: lontana dalla propria terra e allo stesso tempo senza piena integrazione nei paesi di arrivo. Sul piano politico la situazione resta bloccata da decenni. Dopo la rottura del cessate il fuoco nel 2020, il conflitto è tornato a essere militarmente attivo, anche se a bassa intensità. Nel frattempo si moltiplicano tentativi diplomatici per riaprire il dialogo tra Marocco, Algeria, Mauritania e Fronte Polisario sotto l’egida delle Nazioni Unite. Negli ultimi mesi si sono tenuti incontri multilaterali e nuove iniziative di mediazione internazionale. Tuttavia il quadro politico internazionale è cambiato in modo significativo. Nel 2025 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato una risoluzione che considera il piano di autonomia proposto dal Marocco come base di negoziato, una scelta sostenuta da diversi paesi occidentali. Per il Fronte Polisario e per molti giuristi internazionali questo rappresenta un passo problematico, perché rischia di spostare il centro del processo politico lontano dal principio originario dell’autodeterminazione del popolo saharawi. E qui si trova il nodo della questione. Per chi, come noi, fa parte del movimento di solidarietà internazionale, la soluzione non può prescindere da un principio semplice: il futuro del Sahara Occidentale deve essere deciso dai saharawi stessi. Non può essere imposto né dalla diplomazia delle potenze né dagli equilibri geopolitici regionali. Per questo riteniamo fondamentale sostenere il Fronte Polisario non solo sul piano politico ma anche sul piano sociale e comunitario. Mantenere viva la società saharawi nei campi profughi significa difendere la capacità di un popolo di continuare a esistere come soggetto politico. Se quella comunità si disperdesse, se la diaspora diventasse irreversibile, la causa dell’autodeterminazione rischierebbe di indebolirsi profondamente. In altre parole: difendere la dignità della vita nei campi oggi significa anche difendere la possibilità di una soluzione giusta domani. Città Vivibili porta solidarietà ai Saharawi da molti anni, quali sono i progetti in corso e quale altri pensate di realizzare? L’associazione Città Visibili lavora da molti anni accanto al popolo saharawi con un’idea molto concreta di solidarietà: non limitarsi alla testimonianza, ma costruire progetti utili e replicabili che abbiano un impatto reale sulla vita quotidiana delle persone. Tra le iniziative che stiamo portando avanti ce ne sono alcune che rappresentano ormai un percorso consolidato. Il progetto “Semi di Naso Rosso nel Deserto” una rete di sostegni a distanza provenienti da famielgie italiane ed europee, grazie alla quale molte famiglie saharawi ricevono un aiuto concreto per l’istruzione, la salute e le necessità quotidiane dei propri figli. Un altro progetto fondamentale è S.O.S. – Solidarietà Odontoiatrica Saharawi, nato per affrontare un problema sanitario molto diffuso nei campi: la salute dentale dei bambini e dei giovani. In collaborazione con professionisti volontari portiamo attività di prevenzione, cura e formazione locale. Abbiamo poi aperto una Tienda Solidaria, un progetto che unisce solidarietà e autonomia economica, sostenendo piccoli circuiti di produzione e distribuzione di beni utili alla comunità dei campi. Un altro ambito su cui stiamo lavorando è lo sport inclusivo, perché lo sport nei contesti di rifugio non è solo attività fisica: è uno spazio di aggregazione, di crescita personale e di costruzione di comunità, soprattutto per i più giovani. L’ultima missione nei campi profughi ci ha però lasciato anche molte domande su come dovrà evolvere il nostro lavoro nei prossimi anni. Una cosa appare molto chiara: se vogliamo essere utili dobbiamo immaginare progetti sempre più concreti, sostenibili e direttamente collegati alle esigenze delle nuove generazioni. Una delle idee su cui stiamo riflettendo riguarda la creazione di un programma di borse di studio per giovani saharawi. Troppi ragazzi e ragazze, pur avendo capacità e motivazione, sono costretti ad abbandonare gli studi per sostenere economicamente le loro famiglie. Nei campi spesso i figli maggiori diventano rapidamente il punto di riferimento economico di fratelli, sorelle e madri rimaste senza lavoro. Consentire a questi giovani di continuare a studiare non significa soltanto aiutare singole persone. Significa investire nella futura classe dirigente di un popolo che un giorno dovrà ricostruire il proprio paese. In fondo, se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi anni, è che la solidarietà più utile non è quella che distribuisce soltanto aiuti. È quella che crea possibilità, perché ciò di cui molti giovani saharawi hanno più bisogno non è assistenza, ma la possibilità di immaginare un futuro. Riflessione finale: Viviamo in una fase storica in cui molte certezze sembrano essersi rovesciate. Il diritto internazionale, che dovrebbe rappresentare una protezione per i popoli più vulnerabili, appare sempre più spesso sostituito dal diritto della forza. Non la forza del diritto, ma il diritto del più forte. In questo scenario il Sahara Occidentale è diventato uno dei luoghi più evidenti di questa contraddizione. Un popolo riconosciuto dalle Nazioni Unite come titolare del diritto all’autodeterminazione continua a vivere da quasi mezzo secolo in esilio, mentre gli equilibri geopolitici sembrano pesare più delle norme che dovrebbero governare la comunità internazionale. Ogni volta che si torna nei campi profughi saharawi il cambiamento è visibile. E purtroppo quasi sempre in peggio. Le risorse diminuiscono, le difficoltà aumentano, e cresce la sensazione che il mondo stia lentamente voltando lo sguardo altrove. Eppure è proprio per questo che bisogna tornare: per testimoniare, per costruire legami e per impedire che una causa giusta venga cancellata dal silenzio. Continuare a credere che il mondo possa cambiare non è ingenuità. È una scelta politica, civile e umana. È l’ostinazione di chi non accetta che l’ingiustizia diventi normalità. Un’utopia, forse. Ma le utopie sono spesso il primo passo della storia. E in fondo è anche una responsabilità. Perché quei ragazzi che incontriamo nei campi non meritano di crescere nell’attesa infinita di una soluzione che non arriva mai. Meritano molto di più: meritano un futuro per un popolo che da troppo tempo vive sospeso tra esilio e promessa. Foto di Cesare Dagliana Auserd Saharawi Camp Auserd Saharawi Camp Auserd Saharawi Camp Auserd Saharawi Camp Auserd Saharawi Camp Auserd Saharawi Camp Città Visibili Saharawi Il muro di separazione Mine Antiuomo.Sahara Occ. Auserd Saharawi Camp Auserd ospedale Auserd Sahawi camp Auserd SaharawiCamp Auserd Saharawi Camp Ospedale Auserd Saharawi Camp Cesare Dagliana
March 12, 2026
Pressenza
Furundulla 311 – No rdio, Si rdio, Boh rdio?…
…brutto clima, ma NO Nordio! No P2 e NO fascisti del (M)SI di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Sirdio   Blocchi navali “La sicurezza come alibi. Se fosse un film, andrebbe sotto questo titolo la pessima trilogia che il governo
AIUTIAMO CUBA NELL’EMERGENZA
Iniziative italiane ed europee di aiuto umanitario: “Energia per la vita”, “Let Cuba Breathe” e l’European Convoy for Cuba con Nuestra América Flotilla. Durante la pandemia di Covid‑19, Cuba ha dimostrato un gesto di solidarietà concreto inviando medici e brigate sanitarie in Italia e in Europa per sostenere ospedali in difficoltà, anche nel nostro Paese. Oggi, nel 2026, quella solidarietà merita di essere ricordata – e ricambiata – di fronte a una nuova emergenza umanitaria. L’isola affronta una crisi sanitaria e sociale profonda, stretta da oltre 64 anni di blocco economico imposto dagli Stati Uniti e dal duro impatto di restrizioni recenti che hanno colpito rifornimenti essenziali come carburante, medicinali e dispositivi medici, mettendo in pericolo la vita di migliaia di persone e paralizzando servizi fondamentali come ospedali, scuole e trasporti. Il blocco economico e finanziario è stato condannato da decine di risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ma continua a impedire all’isola di acquistare liberamente beni e tecnologie mediche vitali nel mercato internazionale, tra cui i pacemaker per i pazienti cardiaci. Senza questi dispositivi, molte persone restano ricoverate o in lista d’attesa per anni. La solidarietà internazionale può salvare vite concrete, rompendo l’isolamento imposto da politiche che colpiscono direttamente popolazioni vulnerabili. In Italia e in Europa, comunità, associazioni e cittadini hanno già avviato raccolte di farmaci, beni essenziali e fondi, per arrivare con aiuti tangibili a Cuba e sostenere la popolazione nelle sue necessità più gravi. Energia per la vita: iniziativa dall’Emilia‑Romagna La campagna “Energia per la vita – Accendiamo la luce su Cuba” è stata lanciata da CGIL, ARCI, ANPI, Associazione Nazionale Amicizia Italia‑Cuba e Nexus Emilia‑Romagna ETS per sostenere il sistema elettro‑energetico cubano, gravemente compromesso dal blocco economico e dalla carenza di carburante, pannelli solari e attrezzature tecniche essenziali. I fondi raccolti saranno destinati all’acquisto di prodotti e supporti tecnici per il funzionamento di pannelli solari, fondamentali per mantenere in funzione scuole, ospedali, centri di lavoro e cultura sull’isola. Donazioni – Nexus Emilia Romagna ETS IBAN: IT58D 05018 02400 000011318730 Causale: Energia per la vita Per informazioni, adesioni e dettagli sulla campagna: www.nexusemiliaromagna.org/energia-per-la-vita/ Scarica il volantino qui IMPORTANTE: per evitare il blocco automatico dei trasferimenti da parte delle istituzioni bancarie, si raccomanda fortemente di NON includere la parola “CUBA” nella causale del pagamento. La campagna Let Cuba Breathe La mobilitazione internazionale Let Cuba Breathe nasce per rompere il silenzio sull’asfissia economica e sanitaria che affligge il popolo cubano: una crisi aggravata dal blocco economico, dalla carenza di carburante, medicinali e tecnologie mediche, nonché dalle continue difficoltà nei servizi essenziali. Questa campagna chiede il diritto alla cooperazione civile e sanitaria senza coercizioni ed è sostenuta da numerose organizzazioni, associazioni e reti civiche in Europa. La campagna promuove raccolte pubbliche di medicine e beni di prima necessità, iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi per spedire aiuti in accordo con le esigenze indicate dalle autorità cubane, compresi pacemaker e altri dispositivi medici urgenti. Per informazioni, adesioni e dettagli sulla campagna internazionale: https://letcubabreathe.org/ Contatti: info@letcubabreathe.org European Convoy for Cuba e Nuestra América Flotilla In Italia e in Europa si moltiplicano iniziative concrete per sostenere la popolazione cubana in piena emergenza umanitaria. Nell’ambito della campagna internazionale Let Cuba Breathe, è in partenza dall’Europa l’European Convoy for Cuba, una missione umanitaria coordinata da reti civiche, associazioni e partiti politici, con un volo umanitario previsto per il 17 marzo 2026 verso L’Avana, carico di medicinali e beni essenziali raccolti da gruppi italiani e internazionali. Questo convoglio si unirà al Nuestra América Convoy (precedentemente noto come “Nuestra América Flotilla”), un’iniziativa internazionale che riunisce organizzazioni, movimenti sociali e delegazioni da vari paesi per consegnare aiuti umanitari direttamente al popolo cubano. Queste iniziative sono definite dai loro promotori come un modo per “rompere l’assedio economico e politico imposto dagli Stati Uniti”, portando medicinali, attrezzature mediche e beni di prima necessità con l’obiettivo di sostenere ospedali, comunità e servizi sanitari in crisi. Altre iniziative di raccolta farmaci e materiali sanitari Diverse realtà civiche e gruppi sociali stanno organizzando raccolte di medicinali e materiale sanitario da destinare alla popolazione cubana. A Trieste, il Coordinamento No Green Pass e Oltre raccoglie farmaci ogni lunedì (via del Bosco 3) e giovedì (via del Bosco 12/C), dalle 17 alle 19, per sostenere chi è colpito dalla crisi umanitaria. Non portare medicinali che necessitano basse temperature per la conservazione; solo confezioni integre, non scadute né a scadenza breve. A Crema, il circolo Brigata Henry Reeve, in collaborazione con altri circoli dell’Associazione Nazionale Amicizia Italia-Cuba, prosegue la raccolta di farmaci da inviare tramite container in partenza dall’Italia nel prossimo giugno. Dopo quattro mesi di attività, il valore dei medicinali raccolti ha superato i 4.000 euro. La raccolta si svolge ogni mercoledì dalle 17.30 alle 19 presso la sede del circolo, in via Cremona 27 (c/o PRC) e comprende farmaci da banco, generici e prescritti con ricetta, purché non necessitino di frigorifero e siano validi per almeno altri 3-6 mesi. In un momento in cui la cooperazione internazionale non è mai stata così urgente, l’azione concreta di associazioni, cittadini e reti solidali può fare la differenza: facciamo sentire che Cuba può respirare.   Per informazioni sulla raccolta farmaci a Trieste: https://www.pressenza.com/it/2026/03/solidarieta-a-cuba/ Per informazioni sulla raccolta farmaci a Crema: > Italia-Cuba. Avanti tutta con la raccolta dei medicinali Per contatti dei vari circoli Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba: > I Circoli Per altre iniziative di solidarietà e raccolta: > Cuba non è sola: USB lancia raccolta fondi e sarà presente nel Nuestra America > Convoy Redazione Italia
March 12, 2026
Pressenza
Gaza: un ecocidio
-------------------------------------------------------------------------------- Foto di Emad El Byed su Unsplash -------------------------------------------------------------------------------- Da quasi due anni e mezzo, la Striscia di Gaza vive un inferno. I numeri sono devastanti: più di 72.000 morti di cui 21.289 bambini uccisi e 44.500 feriti. Dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 sarebbero state uccise 618 persone e ferite 1.663. Ma Gaza non è solo un luogo di vittime. È un territorio dove la vita, l’ambiente e il futuro stesso sono stati attaccati. La distruzione non colpisce solo case e strade, ma il cibo, l’acqua, l’aria pulita, le scuole e la memoria collettiva. Siamo di fronte a una strategia deliberata che colpisce il futuro stesso. Gli esperti parlano di ecocidio: una devastazione che compromette la sopravvivenza delle popolazioni attraverso tre livelli brutali. Il primo: cibo e agricoltura. A Gaza, quasi un terzo delle serre e centinaia di siti agricoli sono stati rasi al suolo. In Iran, il collasso economico e gli attacchi alle infrastrutture energetiche stanno rendendo i beni di prima necessità inaccessibili, trasformando la fame in un’arma di pressione politica. Il secondo: inabitabilità e sete. Mentre a Gaza macerie, amianto e liquami distruggono l’acqua potabile, in Iran gli attacchi ai desalinizzatori e alle infrastrutture idriche condannano intere regioni alla sete. Senza acqua e senza energia, un territorio smette di essere una casa e diventa una trappola. Sapere e speranza: scuole, università, archivi e biblioteche vengono colpiti ovunque. La violenza non distrugge solo i corpi, ma spegne le infrastrutture cognitive di una società, scoraggiando chi cercava di fare del bene e chi voleva costruire un mondo migliore. Il costo umano e morale è enorme. Questa “strategia della terra bruciata” sta diventando un modello accettato. Che cosa sarebbe altrimenti il silenzio dei governi, dei maggiori media? Il silenzio, l’indecisione o la neutralità politica hanno conseguenze concrete sulle vite delle persone. Solo la Spagna ha avuto una posizione netta e visibile. Eppure, chi guida oggi le istituzioni avrebbe la responsabilità di prendere posizione, sostenere il diritto internazionale e proteggere non solo i civili, ma le basi stesse della loro vita futura. Riconoscere l’ecocidio come crimine internazionale significa dare un nome a ciò che è inaccettabile: rendere inabitabile una terra e privare intere generazioni di un domani. Anche quando le armi taceranno, il danno rimarrà. La distruzione di Gaza e non riguarda solo il presente: riguarda il diritto di chiunque a un futuro possibile. La responsabilità di chi ha il potere di agire non può più restare in silenzio. La guerra in Iran è un altro capitolo che si è aperto. Eppure c’è chi dice di non avere elementi per prendere posizione… Per questo, dicono tanti e tante, non dobbiamo tacere anche quando ci sembra che le nostre parole servano a poco. A Gaza sono stati distrutti campi, frutteti, serre. Perfino i luoghi dove si conservavano i semi. Come se si volesse cancellare non solo il presente, ma anche la possibilità della vita futura. Allora proviamo a diventare noi, quei semi. Piccoli, forse invisibili, apparentemente insignificanti. Ma capaci di custodire la possibilità di qualcosa che ancora non si vede. Per questo vale la pena tentare. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI NAOMI KLEIN: > Abbiamo bisogno di un esodo dal sionismo -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Gaza: un ecocidio proviene da Comune-info.
March 12, 2026
Comune-info
DucalicRock!Puntata n.344
Hey PUNK ROCKERS! DR! Ritorna domenica 8 Marzo dalle 15 in streaming sulla mai doma Radio Eustachio…. SCALETTA: Novita’ italiane Good Morning Černobyl’ Nuovo singolo pubblicato per la band di PERUGIA, dal titolo: Tense Resistance; un brano incentrato sul conflitto tra individuo e sistema, affrontato dai nostri con un’attitudine PUNK viscerale. Un grande uscita per Sorry Mom! The Blackholes Vengono da Bergamo questi appassionati dello spazio e devoti al RamonesCore; la sempre attenta Mom’s Basement Records fa uscire questo venerdì il loro SPACE ANIMALS, disco SPLIT condiviso con la band dalle Georgia Manarovs, da cui ascoltiamo un paio di tracce. Novita’ SCUDERIA DUCALI Records Snatcher Album di debutto per questo terzetto da OAKLAND California. EVERYDAY IS HALLOWEEN è un disco di 12 tracce, ruvido, sfrontato…Mai completamente definito, sempre in bilico tra la voce al vetriolo della cantante KRISTI e i ruggenti riff della sua chitarra. Avem I paladini del bird-watching da HAMILTON, nello stato dell’ONTARIO in CANADA stanno preparando l’uscita di un nuovo album. Il secondo singolo estratto viene rilasciato proprio questo venerdi…Proponendoli con una forma davvero smagliante! Novità in casa Rad Girlfriend Records The Raging Nathans/Fat Heaven SPLIT L’etichetta del mitico Josh annovera tra le nuove uscite questo gustoso 7″in preorder, da cui si possono già ascoltare 2 tracce. Entrambe le band viaggiano alla grandissima, sono senza dubbio tra le più in forma del panorama PUNK ROCK attuale a Stelle e Strisce. DISCO RICORRENZA Goldfinger S’T 1996-2026 Un disco seminale, che quest’anno compie 30 anni. Parliamo di una band che ha appena pubblicato un nuovo album e macina più che mai concerti. Questo S’T è il debutto della band capitanata da John Feldmann, ce li presenta con già una grande commistione tra melodia e velocità, tema caratterizzante per questo gruppo. Con aggiornamenti sportivi, info sui prossimi concerti..Buona settimana PUNKSS!!! DR!N.344 1
March 12, 2026
Radio Eustachio
MILANO: “LUNGA VITA ALLE LIBRERIE INDIPENDENTI”. RACCOLTA FONDI STRAORDINARIA PER SALVARE LES MOTS
È di questi giorni la notizia che un altro luogo di incontro per Milano, cultura dal basso e militante, rischia la chiusura in un quartiere, quello di Isola, sempre più sottoposto a processi di gentrificazione. Completamente autogestita da compagni e compagne che la tengono aperta da 14 anni in modo volontario, è uno spazio che rappresenta una pratica di Resistenza in un quartiere dove librerie e presídi di socialità non commercializzata hanno chiuso e sono stati sostituiti da ristoranti e pub di lusso, nel mentre aumentano i costi di spazi commerciali e abitativi. “Lunga vita a Les Mots e alle librerie indipendenti, in Isola come in tutta la città” sostiene Pietro volontario della libreria che ci informa di una raccolta fondi straordinaria sul portale di produzionidalbasso. Ascolta o scarica 
March 12, 2026
Radio Onda d`Urto
Dossier mobilità: il video dell’incontro su Piano Urbano Parcheggi
L’11 marzo si è tenuto il seocndo webinar di approfondimento del Dossier di Carteinregola “Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte” (in calce il calendario dei prossimi incontri) sul tema  Parcheggi:  il P.U.P. attuale e prossimo venturo, le modifiche alle NTA (link al capitolo del dossier) Si possono inviare domande sul tema scrivendo a: laboratoriocarteinregola@gmail.com I PROSSIMI INCONTRI * mercoledì 25 marzo alle 18 Metropolitane  e Ferrovie Regionali * mercoledì 8 aprile alle 18 Tram * mercoledì 22 aprile alle 18 Nodi Intermodali  e Parcheggi di Scambio * mercoledì 6 maggio alle 18 Ciclabilità * mercoledì 20 maggio alle 18 Aree Pedonalizzate – Z 30 e Isole Ambientali * mercoledì 3 giugno 2026 alle 18 Bus Turistici 12 marzo 2026 per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 12, 2026
carteinregola
Garibaldi in campagna #3 – 20 marzo 2026
Continua la campagna di primavera per difendere la città pubblica, per difendere Casale Garibaldi! VENERDÌ 20 MARZO, terzo appuntamento con la campagna a sostegno delle spese legali relative al ricorso al TAR per la mancata assegnazione dello spazio. /// Per continuare a sottoscrivere l’appello per il Casale: https://form.jotform.com/260131835068050 Dalle 19 aperitivo & reggae selection con Fiya Pon Babylon [Oggi sono tre anni che Cristiano Rea ci ha lasciat*. Il “Garibaldi queer” – qui sapientemente rivisto da Renzo Ditalese, che ringraziamo – è uno dei suoi regali più belli! Ciao Cris, per sempre pank, per sempre con noi] L'articolo Garibaldi in campagna #3 – 20 marzo 2026 proviene da Casale Garibaldi.
March 12, 2026
Casale Garibaldi
Giornata importante contro il riarmo per il Forum per la Pace Versilia
Oggi due rappresentanti del Forum hanno incontrato il Sindaco di Camaiore Marcello Pierucci, che è anche Presidente della Provincia di Lucca. Si è conclusa così la raccolta firme per la campagna Comuni per la Pace contro il riarmo lanciata la scorsa estate da StopRearm Italia con lo scopo di sollecitare delibere comunali sulla falsariga di un odg stilato dai promotori della campagna stessa. Camaiore lo discuterà e approverà in Consiglio e i 33 Comuni della Provincia saranno invitati a fare lo stesso. Massarosa seguirà lo stesso iter, mentre Viareggio è in stallo e in attesa di rinnovare i suoi organi amministrativi fra due mesi. La firma di sindaco e vicesindaco di Camaiore dimostra una volontà politica testimoniata anche dalla delibera di due anni fa in sostegno alla campagna Basta favori ai mercanti di armi, per impedire il depotenziamento della L.185/90 sull’export di armamenti. Le firme raccolte in Versilia sono quasi duemila e potrebbero essere molte di più se si riuscisse a scalfire indifferenza,  diffidenza,  confusione e rassegnazione comunque presenti. Occorre una massa critica: se lo propone il nascente Coordinamento toscano guidato da Rete Italiana Pace e Disarmo con tre potenti iniziative già in cantiere: la giornata nazionale No Kings a Roma il 28 marzo; un referendum propositivo in partenza fra una settimana e una giornata delle Forze Disarmate appena prima del 2 giugno. La violenza della guerra ci assedia, ma sappiamo che la maggior parte dei cittadini è contraria, fosse anche solo per gli insostenibili costi del vivere che le guerre portano con sé, oltre ai fondamentali imprescindibili aspetti etici, umani, culturali e ambientali di un no alla corsa verso l’abisso.   Redazione Toscana
March 12, 2026
Pressenza
Libano: chi rimane a salvare gli animali
Quasi 800.000 libanesi cacciati dalle loro case dagli ordini di evacuazione di Israele e dalle bombe. E centinaia di animali, vittime come loro, che qualcuno ha scelto di non abbandonare. Grazia Parolari – Invictapalestina – 12 marzo 2026 C’è un uomo che guida lentamente tra le macerie del Libano del sud. Si chiama Hussein Hamza, … Leggi tutto "Libano: chi rimane a salvare gli animali" L'articolo Libano: chi rimane a salvare gli animali proviene da Invictapalestina.
March 12, 2026
Invictapalestina