VENERDÌ 24 APRILE 2026: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI.
Consueto appuntamento del venerdì, in questo 24 aprile 2026, con l’analisi
critica dei fatti economici della settimana. Su Radio Onda d’Urto Andrea
Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia e nostro storico
collaboratore.
Nell’appuntamento di oggi abbiamo affrontato diversi temi: la possibile
richiesta del governo italiano di scostamento di bilancio; il numero sempre
crescente delle vertenze industriali in Italia; i costi, impossibili, del vivere
a Milano; infine, un bilancio sulle ricadute dei dazi imposti un anno fa da
Trump.
DEBITO PUBBLICO – L’Italia non esce dalla procedura europea per deficit
eccessivo. L’Eurostat ha certificato un rapporto deficit/Pil al 3,1% per il
2025, sopra la soglia del 3%. Il governo, nel Documento di finanza pubblica
(Dfp) approvato ieri (23 aprile) dal Consiglio dei ministri, ha rivisto al
ribasso la stima di crescita per il 2026 (dallo 0,7% allo 0,6%) e ha confermato
una situazione di “eccezionale difficoltà” legata agli shock energetici
provocati dal conflitto in Medio Oriente. E proprio in tema energia la premier
chiede all’Europa ‘più coraggio’ e punta allo scorporo delle spese come per il
Safe sulla difesa (strumento finanziario approvato per sostenere l’industria
della difesa che prevede 150 miliardi di euro in prestiti a lungo termine,
finalizzati a investimenti militari). Il piano della Commissione sugli aiuti di
Stato va bene, dice, ‘ma non basta’. Quanto all’ipotesi di uno scostamento di
bilancio, ‘non escludiamo nulla’, afferma. Intanto l’Ocse abbassa ancora le
stime di crescita dell’Italia e alza quelle dell’inflazione.
DESERTO INDUSTRIALE – Le vertenze industriali, che raccontano la crisi reale nel
nostro Paese, si moltiplicano: dall’acciaio all’automotive, dalla chimica
all’energia, fino al tessile e moda. Quelle aperte al Ministero delle imprese e
del made in Italy sono 114 (+11 da febbraio) e coinvolgono 138.469 lavoratori
(+7.434 da febbraio). In un mese e mezzo si sono aggiunte 11 aziende e 7mila
lavoratori in più. L’industria italiana è sempre più vicina a una crisi
strutturale.
CARO-CASA – A Milano lo stipendio non basta più: si spende fino al 60% per
abitazione e trasporti. Con le retribuzioni medie lorde di un impiegato, che
vanno dai 1.542 euro ai 2.700 al mese. La forbice fra reddito e costo della casa
e trasporti a Milano si amplia sempre di più e per vivere a Milano uno stipendio
medio non basta più. Questo è il quadro impietoso sulla capitale economica del
Paese, messo in luce dal terzo rapporto Oca (Osservatorio casa abbordabile),
realizzato da Politecnico di Milano.
DAZI – Il problema per gli Stati Uniti e per il presidente Donald Trump non è
solo la guerra in Iran. A pesare sono anche le difficoltà dell’economia Usa e,
soprattutto, l’aumento dei prezzi nei supermercati. Una parte rilevante di
queste difficoltà è riconducibile ai dazi generalizzati imposti su quasi tutti i
partner commerciali degli Stati Uniti a partire dal 2 aprile 2025, il cosiddetto
‘Liberation Day’. Trump li aveva presentati come una terapia d’urto per
“riportare in America fabbriche, posti di lavoro e sovranità economica”. A un
anno di distanza, il risultato che appare con maggiore evidenza è però un altro:
un aggravio di costi per famiglie e imprese americane.
Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia e
collaboratore di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.