Tag - crisi climatica

Extinction Rebellion, un giorno di occupazione in Piazza dell’Esquilino a Roma
Dopo un pomeriggio con attività sui temi della giustizia climatica, l’antimilitarismo e il trans-femminismo, le persone in piazza si sono radunate attorno al missile giallo attaccandovi ed esponendo le caricature di Giorgia Meloni e Donald Trump: le stesse immagini che questa mattina sono state strappate e sequestrate dalla polizia, per ordine del Questure in quanto “avrebbero potuto configurarsi come fattispecie penale”. “Una democrazia dove non è permessa la satira e la critica a chi è in posizione di potere, è una democrazia malata. Difendere la democrazia significa difendere il diritto all’espressione del dissenso.” Poco prima, erano stati appesi dei simbolici “fogli di via dalla Terra”, indirizzati a diverse figure politiche italiane ed internazionali, intonando lo slogan “Fascisti su Marte”: da Elon Musk a Jeff Bezos, da Matteo Salvini a Antonio Tajiani, da Nethanyau a Putin, fino a Leonardo SPA e Unicredit. “Presentiamo il foglio di via a chi è realmente socialmente pericoloso, per la Terra e per chi la abita: chi finanzia guerra ed economia fossile, chi lascia la popolazione nell’insicurezza climatica.” A seguire, sul palco improvvisato della piazza, si sono approfonditi i temi di guerra, diritti umani, democrazia e crisi climatica grazie agli interventi di Emergency, Comunità Nazionale di Comunità Accoglienti, Rete Ecosocialista, Forum Droghe, Libere/i di Lottare. A Sud ha presentato il loro ultimo report “Guerra al Pianeta”, e il gruppo Libere Cittadine per la Palestina ha eseguito una performance sulle drammatiche condizioni della popolazione Palestinese a Gaza e nei Territori Occupati. Durante la serata dell’occupazione in tenda di Extinction Rebellion in piazza dell’Esquilino è comparsa la scritta “Disarmare la Terra” sulla facciata della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore che si affaccia sulla piazza. Parole che pronunciò Papa Francesco, sepolto in quella stessa basilica. Un messaggio di pace e di cura del nostro pianeta che conclude questa giornata di occupazione. Extinction Rebellion
May 31, 2026
Pressenza
“Foglio di via illegittimo”: Extinction Rebellion vince il ricorso al Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha annullato il foglio di via di un anno a un’attivista di Extinction Rebellion per aver partecipato una manifestazione al Tesla Store nel 2025. Per i giudici la misura violava il principio di proporzionalità ed era priva di elementi concreti per qualificare l’attivista come socialmente pericolosa e lesiva della libertà di movimento. Per il movimento è una “sentenza storica che mette nero su bianco l’illegittimità delle politiche repressive del governo.” Dopo oltre un anno di ricorsi, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il foglio di via della durata di un anno emesso dalla Questura di Milano nei confronti di un’attivista di Extinction Rebellion, per aver partecipato aduna manifestazione al Tesla Store. I giudici hanno inoltre condannato il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese legali. “Il Consiglio di Stato mette oggi nero su bianco, in una sentenza storica, quello che movimenti, avvocati e costituzionalisti ripetono da anni: il foglio di via è una misura illegittima e gravemente lesiva delle libertà personali” commenta Extinction Rebellion. I fatti risalgono al 7 marzo 2025, quando decine di persone avevano preso parte a un’azione con Extinction Rebellion e occupato il Tesla Store di Milano in Piazza Gae Aulenti. L’iniziativa mirava a denunciare la responsabilità dei miliardari nella crisi climatica e nell’aumento delle diseguaglianze sociali e il ruolo di Elon Musk nell’avanzata di movimenti politici di estrema destra a livello internazionale . La protesta si era conclusa con 22 persone denunciate per manifestazione non preavvisata e 10 anche per violenza privata. Nelle settimane successive, 7 di loro avevano ricevuto un foglio di via obbligatorio, una misura di prevenzione del Codice Antimafia, che consente di allontanare da un Comune per un periodo compreso tra 6 mesi e 4 anni, soggetti ritenuti “socialmente pericolosi” che non abbiano nel Comune “legami significativi”, come residenza, lavoro, studio o motivi familiari. Nonostante ciò, il foglio di via era stato notificato anche a una giovane residente in un Comune limitrofo, con grossi rapporti personali e famigliari con Milano, stravolgendo la sua vita quotidiana e isolandola dalla rete di relazioni. Nel foglio di via il Questore riportava che l’attivista avesse mostrato “una pervicace inclinazione a tenere condotte in grado di turbare l’ordine e la sicurezza pubblica”, nonostante durante la manifestazione il suo ruolo si fosse limitato a distribuire succo di frutta e biscotti alle altre persone. I legali di Extinction Rebellion avevano immediatamente presentato ricorso al TAR Lombardia, evidenziando i legami della giovane con la città, tra cui la presenza dei nonni. Il TAR aveva però respinto la richiesta di sospensione, motivando la decisione anche con il fatto che la protesta fosse avvenuta nello stesso periodo di atti vandalici contro veicoli Tesla compiuti da soggetti diversi, ritenuti idonei a generare “un clima di incertezza tra i consumatori” e un danno diretto all’azienda. Data l’assurdità di punire una persona per atti non da lei compiuti, il caso è stato portato davanti al Consiglio di Stato, che ha infatti ribaltato la decisione: i giudici hanno riconosciuto la violazione del principio di proporzionalità e l’assenza di elementi concreti per qualificare l’attivista come socialmente pericolosa. La misura è stata giudicata sproporzionata rispetto ai fatti contestati e lesiva della libertà di movimento. Nel frattempo, per mesi l’attivista non ha potuto entrare a Milano senza autorizzazione preventiva della Questura, talvolta negata, anche per esigenze legate allo studio. “Quello che mi è successo è un chiaro esempio di come funziona la macchina di violenza e intimidazione dell’apparato poliziesco statale il cui obiettivo non è proteggerci, ma punire e isolare chi esprime dissenso,” ha dichiarato l’attivista. “Io ho avuto la possibilità di difendermi, ma non tutte ce l’hanno. Da questa esperienza ho imparato che non dobbiamo farci paralizzare dalla repressione, ma portare solidarietà a chi ne è colpito e disobbedire ancora, perché quando lo facciamo insieme funziona, tanto che a seguito della concomitanza di azioni svolte da vari gruppi nei confronti di Tesla lo showroom di Milano è stato chiuso!”. Storie come questa rendono evidente il clima repressivo che si respira in Italia, destinato ad intensificarsi e normalizzarsi a causa della recente conversione in legge dell’ultimo decreto sicurezza. “Di fronte a questo clima di soffocamento delle libertà democratiche e di partecipazione alla vita politica comune” conclude l’attivista “è essenziale rafforzare le relazioni e creare reti di solidarietà che non si lascino intimorire e spezzare dalla repressione. Perché è solo insieme che è possibile difendere la Terra da chi sta traendo profitto dalla sua distruzione.” Fonti * Extinction Rebellion: https://extinctionrebellion.it/press/2025/03/07/occupata-tesla-milano/ * Oxfam: https://www.oxfamitalia.org/emissioni-super-ricchi-futuro-del-pianeta/ * La Repubblica: * https://www.repubblica.it/esteri/2024/12/21/news/elon_musk_afd_destra_uk_donazioni-423900716/   Extinction Rebellion
May 21, 2026
Pressenza
Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@0
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
Radio Blackout - Info
Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@2
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
Radio Blackout - Info
Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@1
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
Radio Blackout - Info
Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@3
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
Radio Blackout - Info
Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@4
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
Radio Blackout - Info