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Il discorso di Edward Mukiibi all’inaugurazione di Terra Madre
«NEI QUATTRO MESI TRASCORSI DALLA SCOMPARSA DI CARLO PETRINI MI SONO SPESSO RITROVATO A PENSARE ALLA PRIMA VOLTA CHE L’HO INCONTRATO», HA ESORDITO IL PRESIDENTE DI SLOW FOOD INTERNATIONAL. Edward Mukiibi ha ripercorso la propria esperienza dalla sua prima partecipazione a Terra Madre come giovane agricoltore ugandese fino ad oggi, mentre come esponente alla guida del movimento internazionale vi interveniva per invocare pace, giustizia sociale e tutela della biodiversità riaffermando l’impegno delle comunità Slow Food di tutto il mondo a costruire un sistema alimentare più equo e sostenibile: > Nel 2008 sono arrivato a Terra Madre come delegato dell’Uganda. > > Ero un giovane agricoltore, desideroso di imparare, curioso del mondo e > determinato a difendere la biodiversità nella mia comunità. > > Come molti di voi, sono arrivato qui senza sapere che quest’esperienza mi > avrebbe cambiato la vita. Qui ho incontrato persone provenienti da ogni angolo > del mondo che condividevano gli stessi valori e le stesse difficoltà. E qui ho > incontrato Carlo Petrini. > > Carlo possedeva un dono raro: riusciva a far sentire a una persona proveniente > da una piccola comunità rurale che la sua voce contava nel plasmare il futuro > del mondo. Ascoltava prima di parlare. Faceva sentire le persone comprese. E > ci ha insegnato che ogni comunità, per quanto piccola o remota, custodisce un > sapere che il mondo non può permettersi di perdere. > > Oggi, qui davanti a voi in veste di presidente di Slow Food International, mi > rendo conto che Terra Madre non è semplicemente un evento. È un luogo dove le > vite si trasformano, dove nascono amicizie, dove le comunità trovano forza e > dove le persone comuni scoprono di poter diventare agenti di cambiamento. > > Il mio percorso personale ne è la prova. > > E guardandomi intorno in questa stanza, so che ci sono molte altre storie come > la mia. > > Questa è l’eredità di Carlo. > > Non un edificio. Non un’istituzione. Una rete vivente di persone che credono > che un altro sistema alimentare, e un altro mondo, siano possibili. > > Carlo ha dedicato la sua vita alla realizzazione di questa visione: un mondo > in cui il cibo nutre le persone e il pianeta, in cui la biodiversità è > protetta e in cui la dignità appartiene a coloro che coltivano, pescano, > allevano, raccolgono e preparano il nostro cibo. > > Una delle espressioni più potenti di questa visione è Terra Madre. Una rete > globale con profonde radici locali. Un luogo dove la diversità diventa forza. > Un luogo dove le differenze si trasformano in dialogo. Un luogo dove le > comunità scoprono di non essere sole. Ecco perché ci siamo uniti. > > Non solo per partecipare a conferenze e workshop. > > Non solo per condividere culture gastronomiche e costruire relazioni. > > Siamo qui perché il mondo ha bisogno della nostra voce collettiva. > > Siamo qui per rifiutare la fame, l’ingiustizia, i nazionalismi, la guerra e la > distruzione della biodiversità. > > Siamo qui per rifiutare un sistema che distrugge il nostro futuro. > > Siamo qui per affermare una visione diversa. > > Una visione radicata nelle comunità, nella solidarietà e nella cura del nostro > unico pianeta. > > E soprattutto, siamo qui perché crediamo che il cibo possa essere una forza di > trasformazione. > > Il cambiamento richiede fiducia e unità. > > Fiducia nelle nostre comunità. Unità al di là dei confini. > > La fiducia che piccole azioni, moltiplicate per milioni di persone, possano > trasformare il mondo. Come Carlo ci ricordava spesso: chi semina utopia > raccoglie realtà. > > Il futuro che desideriamo si costruirà quando le persone riacquisteranno il > potere di produrre cibo, proteggere i semi, condividere le conoscenze e > prendersi cura della biodiversità. Questo potere appartiene alle persone, non > alle multinazionali. > > Invito tutti noi a parlare con una sola voce contro la guerra, la fame, la > crisi climatica e la perdita di biodiversità. > > Questa mattina ho avuto l’onore di incontrare il presidente della Repubblica > Italiana.  > > A nome della nostra rete globale, gli ho consegnato una lettera che racchiude > le speranze, le preoccupazioni e le aspirazioni di milioni di persone che > credono in un’alimentazione buona, pulita ed equa per tutti. > > Gli ho chiesto di contribuire a diffondere il nostro messaggio oltre questi > confini, perché le sfide che affrontiamo oggi non si fermano alle frontiere > nazionali. Affrontare le crisi odierne richiede una leadership globale, ma > questa deve iniziare ascoltando le persone più direttamente colpite da tali > problematiche. > > Signor Presidente, la ringrazio per essere stato con noi oggi. > > Insieme, ricordiamo ai leader politici di tutto il mondo che la pace, la > giustizia alimentare e la tutela della biodiversità sono scelte politiche. > > Il compito che ci attende è quello di unirci per nutrire le persone, > proteggere la biodiversità, prenderci cura del nostro pianeta e lasciare un > futuro migliore a chi verrà dopo di noi. > > Il mondo ha bisogno di comunità abbastanza coraggiose da immaginare un futuro > diverso e abbastanza determinate da renderlo realtà. > > In questi giorni a Terra Madre rinnoviamo la nostra fiducia in noi stessi e la > nostra reputazione. > > Rafforziamo la nostra unità. > > Lasciamo questo incontro pronti ad agire. > > Perché il futuro del nostro cibo non deve essere deciso da pochi. > > Deve essere plasmato dai milioni di persone nelle comunità di tutto il mondo, > che ogni giorno scelgono di prendersi cura della Terra e gli uni degli altri. > > E quando le generazioni future chiederanno cosa abbiamo fatto in questo > momento di crisi, la nostra risposta sarà semplice:  > > Abbiamo scelto la vita anziché l’indifferenza. > > Abbiamo scelto la cooperazione anziché la divisione. > > Abbiamo scelto la biodiversità anziché l’uniformità. > > Abbiamo scelto la pace anziché il conflitto. > > E insieme, attraverso il cibo, abbiamo scelto di cambiare il mondo in meglio. > > Carlo ci ha insegnato che un mondo migliore è possibile. > > Lui ha fatto la sua parte, ora tocca a me e a te portare avanti la sua > visione. Ora è il nostro turno di realizzarla. > > Grazie per il lavoro che svolgete ogni giorno. Grazie per portare speranza > nelle vostre comunità. Grazie per dare vita allo ‘spirito’ di Terra Madre… > “cibo buono, sano ed equo per tutti“.   Redazione Italia
September 24, 2026
Pressenza
Dal 24 al 27 settembre a Torino il ‘cibo buono pulito e giusto’ di Terra Madre
NELL’ARCO DI QUATTRO GIORNI, IL SALONE DEL GUSTO ORGANIZZATO DA SLOW FOOD OSPITERÀ CIRCA 1˙000 EVENTI, TRA CUI 200 CONFERENZE, DECINE DI LABORATORI DI DEGUSTAZIONE, OLTRE 60 PRANZI E CENE COMUNITARIE, E CENTINAIA DI ATTIVITÀ ORGANIZZATE DA PARTNER, ISTITUZIONI E ORGANIZZAZIONI DELLA COMUNITÀ. L’evento coincide anche con l’Assemblea dei partecipanti della Fondazione Slow Food, il più importante incontro globale del movimento in materia di governance. I delegati discuteranno di priorità, strategie e orientamenti politici per gli anni a venire. Torino diventa la capitale delle culture gastronomiche globali La dimensione internazionale di Terra Madre va ben oltre conferenze e assemblee. Per quattro giorni, il cuore storico di Torino si trasformerà in una mappa vivente delle culture alimentari del mondo: una ‘carta geografica’ tracciata dalle iniziative in svolgimento in alcuni degli spazi più iconici della città, da Piazza San Carlo a Piazza Vittorio, da Piazzetta Reale a Piazza Carlo Alberto, da Piazza C.L.N a Via Roma,… Oltre a queste location, il Salone del Gusto si diffonderà in tutta Torino, coinvolgendo cinema e teatri, auditorium, ristoranti, scuole, musei e innumerevoli altri luoghi con le proprie attività e grazie agli eventi Off. Lungo questo percorso di eventi i visitatori scopriranno storie, prodotti e tradizioni di comunità provenienti da ogni continente. Anche chi si troverà semplicemente di passaggio nel centro di Torino avrà l’opportunità di entrare in contatto con i valori e la visione di Slow Food. Al centro dell’esperienza si trova il vasto Mercato Terra Madre, che riunisce oltre 600 espositori, tra cui agricoltori, artigiani del cibo, comunità indigene, presidi Slow Food, produttori di street food e delegati internazionali. Insieme a mostre, degustazioni e installazioni immersive, il mercato offre l’opportunità di sperimentare la straordinaria ricchezza della biodiversità globale e scoprire come il cibo connetta territori, ecosistemi, culture e persone in tutto il mondo. Tra le installazioni più ambiziose spicca Terre Connesse: un percorso che esplora il cibo come forza politica e strumento di costruzione di relazioni. Attraverso le storie di colture e prodotti come riso, mais, caffè e carne, i visitatori sono invitati a ripercorrere i viaggi globali che hanno plasmato paesaggi, economie, culture e identità. Allestita in piazza Castello, l’installazione mette in luce sia le vulnerabilità create dai sistemi alimentari omogeneizzati, sia le opportunità offerte dall’agroecologia e dalla biodiversità. INFORMAZIONI: https://2026.terramadresalonedelgusto.com/date-accessi-e-location/ Le soluzioni esistono già Il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, i conflitti e le migrazioni forzate sono temi ricorrenti in tutto il programma. Le discussioni esploreranno il loro impatto sui sistemi alimentari, nonché le risposte che emergono dalle comunità stesse. Agricoltori africani, rappresentanti indigeni latinoamericani, leader del settore alimentare asiatici e organizzazioni di base europee condivideranno esperienze di adattamento e resistenza. Le loro storie ricorderanno ai partecipanti che la lotta per la biodiversità è inseparabile dalla lotta per la sovranità alimentare, per la giustizia sociale e per il diritto delle comunità a rimanere sulle proprie terre. Uno dei messaggi più forti che emerge dal programma di Terra Madre 2026 è che le soluzioni esistono già. In tutto il mondo, le comunità stanno proteggendo i semi, ripristinando gli ecosistemi, preservando le conoscenze tradizionali e sviluppando economie locali resilienti. La sfida non è scoprire nuove risposte, ma riconoscere, sostenere e ampliare il lavoro già svolto. Questa prospettiva è particolarmente evidente nell’ampio programma internazionale dedicato ai popoli indigeni e alle comunità locali. Oltre 150 delegati della Rete dei Popoli Indigeni di Slow Food parteciperanno a discussioni sulla sovranità alimentare, la conservazione della biodiversità e i diritti territoriali. La loro partecipazione riflette una crescente consapevolezza del fatto che molti dei più efficaci custodi dell’ambiente a livello mondiale continuano a essere esclusi dalle principali decisioni politiche, nonostante detengano generazioni di conoscenze sui sistemi alimentari sostenibili. L’eredità di Carlo Petrini e il futuro del movimento Sono trascorsi trent’anni dal primo Salone del Gusto e quarant’anni dalla fondazione di Slow Food a Bra. In questi decenni, gli avvertimenti del movimento sulla perdita di biodiversità, l’agricoltura industriale e le conseguenze ambientali della produzione alimentare sono passati dai margini del dibattito pubblico al centro. Preoccupazioni un tempo considerate di nicchia sono diventate priorità globali. Eppure l’opera rimane incompiuta. Quel senso di lavoro incompiuto è forse l’eredità più potente di Carlo Petrini. Nel corso del programma, relatori, attivisti e leader della comunità torneranno su una domanda centrale: cosa succederà da adesso in poi…? La storia più profonda, in definitiva, è una storia di persone: migliaia di custodi, attivisti e comunità che dimostrano che un sistema alimentare diverso non è solo auspicabile, ma che si sta già costruendo, ogni giorno, in tutto il mondo. Redazione Italia
September 23, 2026
Pressenza
In Senato il DDL che consegna ai cacciatori il destino della fauna selvatica, in contrasto con la Costituzione
“Il più grave attacco agli animali e alla natura della storia recente, che condurrà a danni alla biodiversità, caos gestionale e procedure di infrazione” [1]. “Il Governo vuole stravolgere le regole sulla caccia: più mesi per sparare, aumento delle specie cacciabili, meno aree protette, fucili anche in spiaggia e nei boschi, migliaia di uccelli catturati rinchiusi a vita in gabbia, meno libertà di vivere in natura. Una legge pericolosa che mette a rischio animali già vulnerabili e trasforma la natura in un campo di tiro“[2].  “In questi tempi di pesantissima crisi internazionale, con più fronti di guerra aperti, con difficili scenari economici e una crisi energetica galoppante, il tentativo è quello, vergognosamente fuori luogo e patetico, di approvare  quanto prima i contenuti della deregulation venatoria” [3] “Un concentrato di misure distruttive per gli animali, la natura e violazioni comunitarie e costituzionali: caccia durante il vietatissimo periodo di migrazione pre riproduttiva degli uccelli; soppressione dei pareri scientifici dell’Ispra; apertura illimitata della caccia nelle aziende faunistico-venatorie; estensione della caccia in aree interdette come parchi, demanio e spiagge; rilancio della pratica aberrante dei richiami vivi, già oggetto di procedura di infrazione europea e tanto altro ancora“.[1] “Non trasformiamo la natura in un grande luna park per poche persone, evidentemente molto potenti nei palazzi della politica. Questo disegno di legge si scontra con ciò che abbiamo il dovere di fare, cioè tutelare gli ecosistemi e la biodiversità che li abita: da questo dipende anche la nostra sopravvivenza»“. [4] Decine di associazioni ambientaliste e animaliste [5] lanciano l’allarme per un Disegno di legge approdato al Senato nei giorni scorsi che rimette mano alla legge 157/1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” introducendo modifiche che suonano come un vero ossimoro rispetto a quanto recita il primo articolo della legge vigente: “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”  “L’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole“(comma 2). > L’articolo 1 modifica il titolo della legge introducendo la nozione di > «gestione» della fauna selvatica omeoterma nel titolo della legge 11 febbraio > 1992, n.157. Questa modifica è finalizzata a chiarire che i contenuti della > legge non si esauriscono nella sola protezione della fauna selvatica, ma si > estendono a disciplinare un complesso di attività e di strategie funzionali > alla conservazione, al controllo e all’utilizzazione del patrimonio > faunistico, ai fini del raggiungimento di un punto di equilibrio tra la natura > e le attività dell’uomo. [premessa del DDL Malan 1552] Lo scorso dicembre è arrivata al governo una nota della Commissione europea [6] che contestava al disegno di legge gravi violazioni della normativa Ue sulla tutela di specie e habitat [7], nei giorni scorsi si sono tenute manifestazioni di protesta e il WWF ha lanciato la petizione Stop caccia selvaggia”[8]. Gli ambientalisti chiedono ai cittadini di usare massicciamente gli hashtag «IoMiOppongo» e «NoDdlCaccia» contattando i parlamentari.[9] Ma il DDL continua la sua marcia, nonostante l’Art. 9 della Costituzione che recita: > La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e > tecnica. > Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. > > Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse > delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di > tutela degli animali In calce il testo del DDL e i materiali (AMBM) MODIFICHE ALLA LEGGE 11 FEBBRAIO 1992, N. 157, RECANTE NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei senatori MALAN, ROMEO, GASPARRI e SALVITTI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 20 GIUGNO 2025 Natura ordinaria – Relazione tecnica richiesta il 22 luglio 2025. Presentato in data 20 giugno 2025; annunciato nella seduta n. 318 del 23 giugno 2025 SCARICA ATTO SENATO N. 1552 MODIFICHE ALLA LEGGE 11 FEBBRAIO 1992, N. 157, RECANTE NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO Vai alla Legge n. 157/1992 e s.m.i.(Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. ) che si vuole modificare Vai alla pagina del sito del Senato con i materiali e l’iter dell’Atto Senato n. 1552 Dossier di documentazione Servizio Studi 1. Dossier – n. 506 (PDF)Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio – A.S. n. 1552 2. Dossier – n. 506/1 (PDF)Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. Edizione provvisoria – A.S. 1552, 596, 1302, 1577 e 1656-A 3. Vai a testi e emendamenti [1] Appello al Ministro Pichetto Fratin del 16 giugno 2026 di ASSOCIAZIONE IO NON HO PAURA DEL LUPO, ALTRITALIA AMBIENTE, ANIMALISTI ITALIANI, ASOIM, CERM, EARTH ODV, ENPA, FEDERAZIONE PRO NATURA, FONDAZIONE CAPELLINO, GAIA ANIMALI&AMBIENTE, GREEN IMPACT, GREENPEACE, GIO, GRIG, ISDE, LAC, LAV, LIPU BIRDLIFE ITALIA, LNDC ANIMAL PROTECTION, MOUNTAIN WILDERNESS, OIPA, RETE DEI SANTUARI, SALVIAMO L’ORSO, SOI, VAS, WALDRAPPTEAM. vedi sito della LAV DDL Caccia: le associazioni al Ministro Fratin “fermi il disastro, o si dimetta” [2]LA PETIZIONE del WWF Stop caccia selvaggia – Chiedi al Governo di non consegnare la fauna ai cacciatori. Hanno firmato 207244 persone. Nome Cognome E-mail Telefono Autorizzo il trattamento dei dati ai sensi dell’art. 13 del GDPR come indicato nell’Informativa Privacy [3] Gruppo di Intervento Giuridico 18 giugno 2026 Inizia la discussione in aula del putrido disegno di legge sulla deregulation venatoria. E il Ministro dell’Ambiente che fa? [4] Comunicato di Slow food 17 6 2026 Slow Food Italia: No al Ddl Caccia, un attacco ad ambiente, biodiversità e sicurezza. La natura non è un luna park [5] Insieme alle associazioni anche i parlamentari dell’opposizione che sono scesi insieme in piazza al Pantheon il 17 giugno 2026. Sono state consegnate 400 mila firme in Parlamento per chiedere lo stop alla legge; in Senato sono stati presentati 900 emendamenti. Il Manifesto 18 giugno 2026 Ddl caccia, Fdi vuole togliere i vincoli alle doppiette – di Marinella Correggia. [6] Sul sito del WWF il 6 maggio 2026 è stata pubblicata una lettera della Commissione europea al Governo italiano che boccia duramente parti fondamentali del disegno di legge n. 1552 di stravolgimento della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica  [7] La Direttiva del Consiglio del 21 maggio 1992 Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche detta Direttiva “Habitat”, e la Direttiva Uccelli costituiscono il cuore della politica comunitaria in materia di conservazione della biodiversità e sono la base legale su cui si fonda Natura 2000. [8] Vedi la petizione del WWF Stop caccia selvaggia [9] Il Manifesto 18 giugno 2026 Ddl caccia, Fdi vuole togliere i vincoli alle doppiette – di Marinella Correggia.
June 19, 2026
carteinregola
In ricordo di Carlo Petrini
Con profonda tristezza apprendiamo della scomparsa di Carlo Petrini, amico caro, compagno di cammino e voce instancabile nella difesa della terra, del cibo e delle comunità. Per decenni abbiamo condiviso battaglie comuni per la biodiversità, per la libertà dei semi, per la dignità dei piccoli agricoltori e per un sistema alimentare fondato sulla cura, sulla giustizia e sulla relazione tra gli esseri umani e la natura. Attraverso Terra Madre, Slow Food e le tante reti internazionali che Carlo ha contribuito a costruire, milioni di persone hanno riscoperto il valore del cibo come bene comune e della diversità culturale ed ecologica come fondamento della pace e della democrazia. Carlo ha saputo unire radicamento locale e visione globale, ha dato voce ai contadini, ai custodi dei semi, ai produttori artigianali e alle comunità che proteggono la terra da un modello industriale estrattivo e distruttivo. Insieme abbiamo condiviso incontri, dialoghi, forum internazionali e momenti di mobilitazione per affermare che il futuro dell’umanità dipende dalla capacità di custodire la biodiversità e rigenerare i legami tra le persone e la Terra. Ricordo con particolare emozione la sua partecipazione alla Commissione Internazionale per il futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura promossa da Claudio Martini, presidente della Regione Toscana. E’ da questo incontro che è nato, nel 2008, il Manifesto per il Futuro del Cibo. La sua eredità vivrà nei semi della speranza che ha piantato ovunque nel mondo, nelle reti di solidarietà che ha contribuito a creare e nelle nuove generazioni che continueranno questo cammino per un cibo buono, pulito e giusto. Alla sua famiglia, alla comunità di Slow Food e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il mio abbraccio. Vandana Shiva Presidente di Navdanya International Navdanya International
May 22, 2026
Pressenza
Addio a Carlin Petrini, fondatore di Slow Food e precursore del diritto all’alimentazione sana
“Chi semina utopia, raccoglie realtà” Carlin Petrini   Il 21 maggio 2026 ci ha lascialo, ad appena 76 anni, il grande Carlo – detto Carlin – Petrini. Gastronomo, sociologo, ecologista, appassionato scrittore e divulgatore dei temi legati all’ecologia sociale, alla decrescita, all’agricoltura biologica e all’alimentazione sana, Carlin Petrini è stato sicuramente uno dei più importanti punti di riferimenti culturali e filosofici dell’ecologismo italiano, del biologico, dell’agroecologia e delle scienze gastronomiche in Italia e nel mondo. Figlio di un’ortolana e di un ferroviere, Carlin Petrini ha studiato sociologia presso l’Università degli Studi di Trento ed è stato partecipe attivamente all’attività politica, venendo eletto consigliere comunale per la lista del Partito di Unità Proletaria a Bra. Dal 1977 si occupa di enogastronomia sui principali periodici e giornali italiani, partecipando attivamente alla nascita, con Stefano Bonilli, del Gambero Rosso, inizialmente inserto mensile del manifesto. In questo periodo, tramite l’Arci, collabora con il Club Tenco ed è lo scopritore, nel 1980, delle Gemelle Nete. Fondatore della “Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo”, che diventerà nel luglio 1986 Arcigola – mantenendo forti legami col Gambero Rosso e con la rivista La Gola – è stato l’ideatore di importanti manifestazioni come Cheese, il Salone del Gusto di Torino e la manifestazione biennale “Terra Madre”, giunta nel 2018 alla ottava edizione, che si svolge a Torino in contemporanea al Salone del Gusto. Arcigola diventerà in seguito Slow Food Italia, e Petrini sarà il fondatore del Movimento Internazionale Slow Food, un’organizzazione globale sinonimo di una nuova filosofia del cibo sano e locale. Il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022. Grazie alla sua visione lungimirante, Petrini ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Slow Food, ideando e promuovendo i suoi progetti, oggi di grande visibilità internazionale. Ha curato l’edizione della Guida ai Vini del Mondo ed è stato curatore della Guida ai Vini d’Italia. Ha collaborato tra le altre testate con l’Unità e La Stampa; dal 2007 è una firma di Repubblica. Carlo Petrini è stato uno dei più convinti sostenitori in Italia di un’agricoltura maggiormente “compatibile”, individuando in essa anche una modalità di maggiori rese, combattendo quindi lo strapotere dell’industria agro-chimico-alimentare e le varie sue varie operazioni di marketing volte e rigenerarsi (greenwashing). È stato in prima linea in una battaglia contro gli allevamenti intensivi, le monocolture intensive e soprattutto contro la brevettibilità dei semi e gli stessi OGM, trovandosi spesso in disaccordo con esponenti del mondo scientifico, favorevoli alla ricerca sugli Organismi Geneticamente Modificati e al loro utilizzo poichè spesso al libro paga delle stesse multinazionali dell’agrobusiness. Nel 2008 il quotidiano inglese Guardian lo posiziona tra le “50 persone che potrebbero salvare il pianeta” e nell’agosto dello stesso anno è nominato Ashoka fellow. Tra i suoi numerosi traguardi figura la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Con l’ideazione dell’Università di Pollenzo, dopo aver assegnato al cibo valenza politica, Petrini gli ha attribuito un ruolo sempre più di rilievo all’interno del mondo accademico. Anche questo è stato un percorso visionario e pragmatico, culminato nel 2017 quando lo Stato italiano ha istituito la Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche, aprendo la strada alla legittimazione accademica — e non solo — della figura del gastronomo: un professionista che studia il cibo attraverso i suoi processi culturali, storici, socio-economici e ambientali. Dalla sua fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4000 gastronome e gastronomi provenienti da 100 Stati. Petrini è stato l’ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. Terra Madre è da allora il cuore pulsante di Slow Food, consentendo al movimento di diffondersi in oltre 160 Paesi; rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle culture alimentari. Inoltre, insieme a Mons. Domenico Pompili, attualmente Vescovo di Verona, nel 2017 ha fondato le Comunità Laudato Si’, una rete di circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco. Un esempio concreto di conversione in grado di innescare la transizione ecologica partendo dal basso. I suoi libri sono e rimarranno sempre aria fresca per chi lotta per un mondo più giusto e per chi desidera vivere in armonia con la Terra e in difesa di essa contro l’avidità e l’opulenza consumistica dell’attuale modernità. Grazie di tutto Carlin! Sarai sempre un esempio! Che la Terra ti sia lieve…   > Biografia di Carlo Petrini Lorenzo Poli
May 22, 2026
Pressenza