Addio a Carlin Petrini, fondatore di Slow Food e precursore del diritto all’alimentazione sana“Chi semina utopia, raccoglie realtà”
Carlin Petrini
Il 21 maggio 2026 ci ha lascialo, ad appena 76 anni, il grande Carlo – detto
Carlin – Petrini. Gastronomo, sociologo, ecologista, appassionato scrittore e
divulgatore dei temi legati all’ecologia sociale, alla decrescita,
all’agricoltura biologica e all’alimentazione sana, Carlin Petrini è stato
sicuramente uno dei più importanti punti di riferimenti culturali e filosofici
dell’ecologismo italiano, del biologico, dell’agroecologia e delle scienze
gastronomiche in Italia e nel mondo.
Figlio di un’ortolana e di un ferroviere, Carlin Petrini ha studiato sociologia
presso l’Università degli Studi di Trento ed è stato partecipe attivamente
all’attività politica, venendo eletto consigliere comunale per la lista del
Partito di Unità Proletaria a Bra.
Dal 1977 si occupa di enogastronomia sui principali periodici e giornali
italiani, partecipando attivamente alla nascita, con Stefano Bonilli, del
Gambero Rosso, inizialmente inserto mensile del manifesto. In questo periodo,
tramite l’Arci, collabora con il Club Tenco ed è lo scopritore, nel 1980, delle
Gemelle Nete.
Fondatore della “Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo”, che
diventerà nel luglio 1986 Arcigola – mantenendo forti legami col Gambero Rosso e
con la rivista La Gola – è stato l’ideatore di importanti manifestazioni come
Cheese, il Salone del Gusto di Torino e la manifestazione biennale “Terra
Madre”, giunta nel 2018 alla ottava edizione, che si svolge a Torino in
contemporanea al Salone del Gusto.
Arcigola diventerà in seguito Slow Food Italia, e Petrini sarà il fondatore del
Movimento Internazionale Slow Food, un’organizzazione globale sinonimo di una
nuova filosofia del cibo sano e locale.
Il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti
delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica
che ha ricoperto fino al 2022. Grazie alla sua visione lungimirante, Petrini ha
svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Slow Food, ideando e promuovendo i
suoi progetti, oggi di grande visibilità internazionale.
Ha curato l’edizione della Guida ai Vini del Mondo ed è stato curatore della
Guida ai Vini d’Italia. Ha collaborato tra le altre testate con l’Unità e La
Stampa; dal 2007 è una firma di Repubblica.
Carlo Petrini è stato uno dei più convinti sostenitori in Italia di
un’agricoltura maggiormente “compatibile”, individuando in essa anche una
modalità di maggiori rese, combattendo quindi lo strapotere dell’industria
agro-chimico-alimentare e le varie sue varie operazioni di marketing volte e
rigenerarsi (greenwashing).
È stato in prima linea in una battaglia contro gli allevamenti intensivi, le
monocolture intensive e soprattutto contro la brevettibilità dei semi e gli
stessi OGM, trovandosi spesso in disaccordo con esponenti del mondo scientifico,
favorevoli alla ricerca sugli Organismi Geneticamente Modificati e al loro
utilizzo poichè spesso al libro paga delle stesse multinazionali
dell’agrobusiness.
Nel 2008 il quotidiano inglese Guardian lo posiziona tra le “50 persone che
potrebbero salvare il pianeta” e nell’agosto dello stesso anno è nominato Ashoka
fellow.
Tra i suoi numerosi traguardi figura la creazione dell’Università di Scienze
Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a
offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da
apripista a esperienze simili in altri atenei. Con l’ideazione dell’Università
di Pollenzo, dopo aver assegnato al cibo valenza politica, Petrini gli ha
attribuito un ruolo sempre più di rilievo all’interno del mondo accademico.
Anche questo è stato un percorso visionario e pragmatico, culminato nel 2017
quando lo Stato italiano ha istituito la Classe di Laurea in Scienze
Gastronomiche, aprendo la strada alla legittimazione accademica — e non solo —
della figura del gastronomo: un professionista che studia il cibo attraverso i
suoi processi culturali, storici, socio-economici e ambientali. Dalla sua
fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4000 gastronome e gastronomi
provenienti da 100 Stati.
Petrini è stato l’ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di
comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori,
artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. Terra Madre è da allora il
cuore pulsante di Slow Food, consentendo al movimento di diffondersi in oltre
160 Paesi; rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di
arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle
culture alimentari. Inoltre, insieme a Mons. Domenico Pompili, attualmente
Vescovo di Verona, nel 2017 ha fondato le Comunità Laudato Si’, una rete di
circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate
dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio
dell’omonima Enciclica di Papa Francesco. Un esempio concreto di conversione in
grado di innescare la transizione ecologica partendo dal basso.
I suoi libri sono e rimarranno sempre aria fresca per chi lotta per un mondo più
giusto e per chi desidera vivere in armonia con la Terra e in difesa di essa
contro l’avidità e l’opulenza consumistica dell’attuale modernità.
Grazie di tutto Carlin! Sarai sempre un esempio!
Che la Terra ti sia lieve…
> Biografia di Carlo Petrini
Lorenzo Poli