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Cronaca dal Youtopic Fest di Rondine
Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa di Rondine Cittadella della Pace, 6 giugno 2026 – Che cosa significa abitare l’inquietudine senza esserne travolti? E come può il conflitto, nelle sue forme personali, sociali, geopolitiche e tecnologiche, diventare occasione di cambiamento? YouTopic Fest, il festival promosso da Rondine Cittadella della Pace, ha attraversato linguaggi, generazioni e prospettive diverse. Il filo conduttore è stato quello dell’inquietudine non come ostacolo, ma come energia da orientare. Non una parola astratta, dunque, ma una condizione concreta del nostro tempo: inquietudine davanti alle tecnologie che cambiano il modo di conoscere, davanti alle guerre che sembrano moltiplicarsi, davanti alla fragilità della democrazia internazionale, davanti alla difficoltà di educare, riparare, comprendere. La riflessione sull’intelligenza artificiale ha aperto uno dei fronti più urgenti del presente: non solo che cosa la tecnologia può fare, ma che cosa noi decidiamo di farne. A partire da una domanda provocatoria – millantare la conoscenza o organizzare la conoscenza? – Mafe de Baggis, docente, scrittrice e Digital Media Strategist, ha richiamato il rischio di mancare ancora una volta un’occasione storica. “L’inquietudine vera che nasce dall’arrivo delle intelligenze artificiali è quella di sprecare una nuova opportunità di migliorare il mondo dove viviamo, cosa che per esempio è già successa con l’avvento di internet. Dobbiamo imparare a utilizzarla per immaginare un mondo diverso, perché quello dove viviamo è un po’ andato a male. Il controllo però resta nelle nostre mani, il tempo liberato grazie all’utilizzo della AI deve essere restituito a noi stessi e al nostro benessere”. La tecnologia, dunque, non come destino, ma come scelta. Irene Funghi, giornalista di Avvenire, ha ricordato che proprio ciò che l’intelligenza artificiale tende a correggere o cancellare può diventare, nella vita reale, un principio di trasformazione: “L’errore ha una grande valenza generativa, può essere il punto di partenza per qualcosa di nuovo e positivo, come avviene a Rondine, dove i giovani cercano di dare una possibilità alle ferite che si ritrovano addosso e ritrovano speranza. Indica una strada nella quale ognuno si deve mettere in gioco”. Diletta Huyskes, ricercatrice ed esperta di etica delle tecnologie e impatto sociale dell’IA, ha infine riportato il discorso alla concretezza dei sistemi. Ha sfatato alcuni miti sull’intelligenza artificiale, ricordando che si tratta di una infrastruttura complessa e costosa, realizzata principalmente da aziende private, e che “non potrà mai avere delle emozioni vere come alcuni temono”. La AI, ha spiegato, è “uno specchio di noi stessi”: ha aumentato gli standard di performance e ha reso più evidenti crisi già aperte, dalla scuola all’insegnamento, dai criteri di assegnazione dei compiti alle modalità di valutazione, fino alla selezione del personale nel mondo del lavoro. Dalla conoscenza organizzata dalle macchine alla conoscenza custodita dalle storie, il passaggio è stato naturale. Il workshop “Raccontare l’inquietudine con Gabriella Simoni” ha proposto un percorso sul valore del racconto, soprattutto quando la realtà da raccontare è ferita dalla guerra, dal dolore e dalla distruzione. Gabriella Simoni, professionista del giornalismo che ha attraversato contesti segnati da conflitti profondi, si è soffermata su un aspetto spesso sottovalutato: gli strascichi della guerra. Ha richiamato i Balcani, Gaza, l’Irlanda del Nord, cioè luoghi in cui la violenza non finisce quando tacciono le armi, ma continua a lavorare nelle famiglie, nelle memorie, nei linguaggi, nelle comunità: “L’angoscia degli ultimi anni è la consapevolezza che pur essendoci più informazioni su ciò che accade nel mondo, la comprensione della gente di questi fatti è precipitata. Per questo urge tornare a un rapporto serio con la realtà. Dove arrivano semplificazione e strumentalizzazione politica, abbiamo finito di capire”. È uno dei passaggi centrali della giornata: in un tempo saturo di informazioni, la vera emergenza non è solo sapere di più, ma comprendere meglio. Rondine ha posto così il tema del racconto come responsabilità pubblica: non addomesticare il conflitto, non usarlo come materiale retorico, non ridurlo a slogan, ma restituirgli complessità e umanità. Il confronto sulla realtà ha trovato una sua prosecuzione nel panel “Imprese di Pace nell’era dell’inquietudine”, dove l’intervista di Lina Palmerini, giornalista e opinionista, notista politica del Sole 24 Ore, a Elisabetta Belloni, già Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e già Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, ha portato al centro le fragilità della geopolitica contemporanea. In un momento in cui l’ordine internazionale appare lacerato e si torna a parlare di “guerra giusta”, la cooperazione non è stata presentata come un ideale filosofico, ma come una dura necessità strategica per non essere messi fuori gioco. Belloni ha descritto uno scenario di crisi per l’Europa, chiamata a investire in ricerca, innovazione ed energia. “Se non si investe in ricerca, innovazione, energia, saremo sopraffatti da altri”, ha detto. E ancora: “Se il riarmo è il contributo a una difesa integrata, lo vedo come un elemento positivo, ma mi auguro porti a un aumento della capacità produttiva di tutti i Paesi europei, senza che prevalga uno Stato sull’altro”. Il punto critico, ha sottolineato Belloni, riguarda però la dimensione politica: l’Europa rischia di muoversi verso il riarmo senza rafforzare una vera governance comune. Servono politiche condivise e il superamento del sistema dei veti. “Dopo la Seconda guerra mondiale l’ordine mondiale aveva tre obiettivi: pace, democrazia, prosperità. Su questi temi però negli ultimi anni c’è stato un arretramento. Dobbiamo avviare la costruzione di un nuovo ordine mondiale, mettendo al centro i valori umani e contrastando le disuguaglianze che alimentano l’instabilità. Non dobbiamo lasciare nessuno indietro. In questo contesto la Chiesa ha un ruolo centrale: indicare che se uno Stato viene lasciato indietro, si ricreano le condizioni dello squilibrio e dell’instabilità”. Dentro questo scenario, anche il mondo dell’impresa è stato chiamato a misurarsi con il proprio ruolo. Il panel ha offerto l’occasione per valorizzare il percorso delle Imprese di Pace, nato dal Metodo Rondine e dalla collaborazione con Fondazione KON. Francesco Ferragina, della Fondazione KON, ha ricordato che sostenibilità e fiducia sono oggi i veri capitali aziendali e che le imprese non possono più permettersi di ragionare singolarmente. La pace, in questa prospettiva, non è un tema esterno all’economia, ma una condizione della sua possibilità. La riflessione sulla pace come responsabilità concreta è arrivata al cuore dell’esperienza di Rondine con l’Angolo del Conflitto di Franco Vaccari. Spesso Rondine viene considerata ininfluente rispetto alle grandi dinamiche globali di guerra e pace. Proprio da questa obiezione è partita l’intervista condotta da Lina Palmerini, che ha portato il Metodo Rondine dentro l’arena delle domande più scomode. Vaccari ha richiamato anzitutto il valore educativo dell’esperienza di Rondine. L’educazione funziona su tempi lunghi, mentre l’oggi è dominato dalla velocità. Ma se non fosse più possibile pensare nel lungo periodo, allora – ha osservato – tanto varrebbe chiudere le scuole. Il presidente e fondatore di Rondine ha insistito sulla necessità di andare controcorrente “ostinatamente”, senza assecondare la cultura del disprezzo. Anche quando si parla di identità, ha ricordato, si dimentica spesso che essa è frutto di infinite relazioni con l’altro. Rondine scommette sul passo possibile verso la pace: riconoscere il “nemico” come persona, senza paura di fallire e anzi riconoscendo il valore generativo dei fallimenti. “A noi piace la figura di san Francesco perché ha parlato con il lupo. Se non ci parliamo, lo facciamo diventare sempre più ‘lupo’. A me piace dire che un lupo sonnecchia in ognuno di noi. Per questo l’antidoto alla paura è la fiducia e non si compra al supermercato, ma nasce nelle relazioni. Nasciamo con una dotazione di base che poi viene rafforzata dall’andare avanti nei ‘nonostante’. Se si resta nelle aspettative disattese e nelle disillusioni, allora si costruisce la fiducia. Non abbiamo alcuna pretesa di salvare il mondo, ma solo di dare un piccolo contributo di valore”. È una dichiarazione che tiene insieme realismo e speranza: Rondine non promette scorciatoie, ma indica un metodo. Non rimuove il lupo, prova a parlargli. Redazione Italia
June 6, 2026
Pressenza
Presidio a Firenze per i morti di Amendolara : le Foto
Questo pomeriggio davanti alla Prefettura di Firenze, cosi come  incontemporanea in varie piazze nazionali , convocato dalla CGIL , si è tenuto un folto presidio composto da molti fiorentini e  partecipato da altrettanti giovani lavoratori provenienti dal  continente indiano per denunciare il regime di violenza  e sfruttamnto che ha portato alla morte ad Amendolara nella provincia di Cosenza  quattro  giovani lavoratori estracomunitari. Amin Fazal ,Ullah Ismat, Safi  tutti afghani e Waseem pakistano, braccianti agricoli, sono stati barbaramente bruciati vivi all’interno di un furgone  da caporali loro conterranei. Una tragedia scaturita all’interno dei rapporti di oppressione  ricatto e vessazione che sono costretti a subire i moltissimi braccianti stranieri costretti ad un lavoro senza alternative al limite della schiavitù, nelle campagne del sud ma non solo. Per coloro che partiti con la speranza e un sogno  di una vita migliore  trovano invece qui  unicamente feroce sfruttamento, è stata richiesta una vita e un lavoro dignitosa che deve essere garantita dalla istituzioni.  Davanti a targedie come questa  che vanno ripetendosi , sembra che non ci siano risposte se non vuoti impegni ad un maggiore controllo del territorio. foto di Cesare Dagliana lavoratori extracomunitari per la tragedidi di Amendolara Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Redazione Toscana
June 6, 2026
Pressenza
A Bologna nasce la Casa della Pace
Lunedì 8 giugno, alle 20,45, apre le sue porte la ‘Casa della Pace, della nonviolenza, dell’incontro e del dialogo’, presso la Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano, in Strada Maggiore 4, a Bologna (proprio accanto alle Due Torri, nel centro di Bologna. Alle ore 20,45 sotto il portico, svelamento dell’intestazione. Alle ore 21, in basilica, presentazione della Nota pastorale CEI “Educare ad una pace disarmata e disarmante” con don Bruno Bignami, direttore dell’Uffico nazionale CEI per la pastorale sociale. Introduce don Stefano Ottani, modera Mariella Paiano. Nel corso della serata verrà presentato il Manifesto dell’iniziativa “Bologna, città della nonviolenza e pace attiva” promossa dal gruppo “Onde di coscienza”. L’incontro è promosso da: Onde di Coscienza, Portico della Pace, Pax Christi, Percorsi di Pace . Redazione Bologna
June 6, 2026
Pressenza
Cuba, 200 auto elettriche per garantire il trasporto dei pazienti in emodialisi
Auto elettriche per il trasporto pazienti Nei limiti imposti dall’aggressione imperialista USA, con il conseguente blocco energetico voluti da Trump e Rubio, il governo di Cuba ha avviato la messa in funzione di una flotta di 200 auto completamente elettriche specificamente destinate al trasporto giornaliero dei pazienti sottoposti a emodialisi e ad altri servizi medici essenziali. Il ministro dei Trasporti cubano, Eduardo Rodríguez Dávila, ha recentemente annunciato in una conferenza stampa che il suo ministero sta accelerando la distribuzione di 200 auto elettriche per il trasporto di pazienti sottoposti a emodialisi e per altri servizi sanitari. I veicoli, attraverso il Ministero dei Trasporti, sono destinati a tutte le province del Paese, concentrando i lotti maggiori nelle aree con la più alta densità di pazienti in terapia.  Le auto servono a fronteggiare la crisi energetica bypassando  la grave carenza di carburante a causa dell’illegale blocco imposto da Trump (benzina e diesel). Servono a garantire le cure mediche: la priorità assoluta viene data a circa 400 pazienti oncologici e nefrologici che necessitano di trattamenti salvavita continui come la dialisi. Questo venerdì, il Ministero dei Trasporti cubano ha annunciato una nuova serie di misure, approvate dal Consiglio dei Ministri, per affrontare la grave carenza di carburante nel Paese caraibico. Il funzionario ha osservato che il dipartimento sta promuovendo azioni per contrastare le conseguenze del blocco genocida imposto dal governo degli Stati Uniti, attualmente intensificato da un embargo energetico criminale che sta colpendo duramente l’isola. Nell’ambito di un altro importante intervento del governo dell’isola, la città orientale di Holguín ha ricevuto sei ambulanze dotate di attrezzature avanzate per il supporto vitale, con l’obiettivo di rafforzare il sistema di emergenza medica. Rodríguez Dávila ha affermato che dall’inizio dell’anno i principali operatori dei trasporti sono stati costretti ad apportare modifiche ai servizi pubblici, già compromessi dalla mancanza di carburante e lubrificanti, con conseguenti ripercussioni sulla vita della popolazione cubana. > “L’obiettivo è garantire la continuità dei servizi essenziali e riorganizzare > le attività del settore in base alle priorità economiche e sociali, alla luce > del complesso scenario energetico che incide sulla mobilità di passeggeri e > merci.” I piani di lavoro mirano a consolidare l’indipendenza finanziaria, a trasformare la matrice energetica dei trasporti attraverso l’uso della scienza e dell’innovazione come strumenti, unitamente a un dialogo costante con la popolazione, al fine di concentrare le limitate risorse disponibili su ciò che è più urgente e prioritario. Tra le misure generali annunciate dal Ministro Rodríguez Dávila vi è la priorità da dare al trasporto di merci essenziali per la vita della nazione, tra cui carburanti, alimenti, medicinali, prodotti per l’esportazione, diverse materie prime e altro ancora. Analogamente, è necessario affrontare in modo differenziato le esigenze di trasporto passeggeri legate, tra l’altro, alla sanità pubblica e all’istruzione, apportando nuove modifiche al trasporto pubblico in generale. L’aiuto internazionalista della Cina I veicoli elettrici provengono dalla Cina e il finanziamento per l’acquisto di questi mezzi proviene dal Fondo per lo Sviluppo dei Trasporti, alimentato dalle recenti riforme e tasse doganali sulla commercializzazione e importazione di veicoli nell’isola. Il piano prevede l’installazione di stazioni di ricarica scollegate dalla fragile rete elettrica nazionale cubana (soggetta a continui blackout), puntando su fonti rinnovabili autonome (pannelli solari, etc.) La cooperazione energetica tra Cina e Cuba sta accelerando la trasformazione della rete elettrica dell’isola, con nuovi parchi solari, impianti eolici e sistemi di accumulo che rafforzano la sovranità energetica cubana di fronte al blocco e all’assedio petrolifero statunitense. La Cina ha messo in atto la transizione energetica più rapida del mondo, sul territorio cubano. In soli 12 mesi i cinesi hanno costruito a loro spese 75 dei 90 parchi solari previsti per l’isola, aggiungendo oltre 1.000 megawatt di capacità alla rete elettrica cubana. Addirittura, alcuni impianti sono entrati in funzione in soli 35 giorni dall’arrivo delle apparecchiature; entro il 2028 saranno costruiti 92 parchi, con una capacità di generazione di 2.000 megawatt, equivalente all’intera capacità di generazione di energia da combustibili fossili dell’isola. Oltre ai parchi solari, la Cina ha donato a Cuba 70 tonnellate di componenti per generatori elettrici, e prevede di installare 10 mila impianti fotovoltaici in case isolate e strutture sanitarie rurali. Ulteriori 5 mila kit solari, ognuno composto da pannelli, inverter e batterie di accumulo, sono stati installati nei centri sanitari di 168 comuni. Anche l’energia eolica contribuirà in misura crescente. Sempre grazie al supporto cinese, sono attualmente in costruzione 19 parchi eolici, per un totale di 415 MW di potenza installata. Stanno arrivando anche gli indispensabili sistemi di accumulo, per avere la corrente anche di notte.   Fonti: > Cuba: la Cina ha messo in atto la transizione energetica più rapida del mondo > Cuba e la crisi energetica come leva per una transizione accelerata http://www.cubadebate.cu/noticias/2026/05/18/mas-de-200-autos-electricos-trasladaran-a-pacientes-de-hemodialisis-en-cuba/ > Pinar del Río: hospital Abel Santamaría mantiene servicio de hemodiálisis (+ > Fotos) Lorenzo Poli
June 6, 2026
Pressenza
Per una pace con la terra disarmata e disarmante
PER UNA PACE CON LA TERRA DISARMATA E DISARMANTE “Di che cosa ci siamo dimenticati?” chiede lo Young Pope di Sorrentino nel primo saluto che rivolge dopo la sua elezione alla folla dei fedeli accorsi in piazza San Pietro per acclamarlo. E di che cosa si è dimenticato Leone XIV nella sua prima enciclica? Di tutto. Non nel senso di ogni cosa – ne nomina molte – ma in quello di “il Tutto”: la sintonia tra l’essere umano e il creato, il vivente, il mondo che lo sostenta; quella sintonia che Francesco aveva messo al centro dell’enciclica Laudato sì come suo filo conduttore; nel bene come nel male, a partire da quel “grido della Terra” offesa dalle opere umane che risuona accanto a quello dei poveri e dei derelitti, che sono i primi a subire le conseguenze di quelle offese, ma anche i più interessati a un riscatto che non può essere che comune. “Non si può essere sani in un mondo malato” aveva sostenuto solennemente Francesco al tempo del covid: la più icastica delle sue affermazioni; quella in cui si riassume in poche parole il senso della sua principale enciclica e di tutto il suo operato negli anni del suo pontificato. Una rivisitazione del messaggio evangelico che ne disloca il focus dal primato dell’essere umano a quello del suo contesto creaturale; dal dominio rivendicato dall’uomo sul resto del mondo e sugli altri viventi alla missione della loro custodia fondata sulla reciprocità tra ciò che la Terra dona a uomini e donne e ciò che questi e queste le devono restituire. Nell’enciclica Laudato sì tutte le vite di cui è popolata la Terra e di cui l’umanità è nominata custode ci mostrano, nella loro interdipendenza ecosistemica, la strada da seguire per correggere la traiettoria della Storia attraverso il mutuo appoggio: dio si è incarnato nel mondo creaturale per farcene apprezzare la bellezza; non per prodursi in una predicazione meramente precettistica. Le opere umane che turbano e sconvolgono quell’equilibrio del creato, dalla guerra all’inquinamento, dall’uso distorto della technoscienza alle diseguaglianze sociali, dallo sfruttamento irresponsabile delle risorse della Terra a quello delle opportunità messe a disposizione dal progresso tecnico, devono ritrovare la strada di una consonanza con i cicli del vivente. L’orizzonte dell’enciclica Magnifica Humanitas è completamente differente. Fin dal suo inizio si presenta non in una prospettiva cosmica, ma dentro un panorama interamente costruito: la Terra è diventata suolo edificabile e le polarità che definiscono le alternative a disposizione dell’agire umano sono simboleggiate da due edifici: da un lato, la torre di Babele, opera paradigmatica dell’arroganza di un’umanità che voleva scalare il cielo senza l’aiuto di dio, e fallita non tanto per la moltiplicazione delle lingue dei suoi artefici, quanto per la loro incapacità di comprendersi e accordarsi reciprocamente; dall’altro, le mura di Gerusalemme, ricostruite dal popolo di Israele dopo l’esilio babilonese per impulso di Neemia, che li spingeva a lavorare insieme aiutandosi l’un l’altro. n mezzo, a far da ponte tra questi due estremi, non c’è il richiamo di una Terra ancora popolata da una molteplicità di esseri viventi ed essa stessa vita; né, sopra di essi, un cielo che minaccia a entrambi l’imminente catastrofe climatica. A cui infatti Leone dedica ben poca attenzione (ne dedica invece molta, e giustamente, alle guerre, alle armi e alle minacce che rappresentano per tutta l’umanità). Leone ammette sì l’importanza di “quello che Papa Francesco ha definito un «antropocentrismo situato», che riconosce l’essere umano come creatura inserita in una trama di relazioni con gli altri viventi e con l’intero creato”. Ma la sua ricerca e i suoi approfondimenti volgono decisamente in un’altra direzione: quella della magnificenza dell’umanità (compendiata nella magnificenza di Maria). he va però salvaguardata dai pericoli e dalle tentazioni a cui la espongono la potenza sviluppata dal progresso tecnico-scientifico e la concentrazione della ricchezza e del potere nelle mani di pochi individui: processi che trovano oggi la loro massima manifestazione negli sviluppi del l’intelligenza artificiale. Su questo punto le osservazioni di Leone, che invita a non dimenticare il mondo reale della vita quotidiana e a non confonderlo e con la sua duplicazione o moltiplicazione digitale, sono condivisibili e di assoluto buon senso, anche se tradiscono un po’ le aspettative che avevano accompagnato l’annuncio di una “enciclica sull’intelligenza artificiale”. Va comunque a merito di questo importante documento, in ciò coerente con tutta l’attività pastorale svolta finora da Leone, il pressante e insistente richiamo alla pace; a una pace “disarmata e disarmante”; un appello che non si ritrae dalla necessità di sostenerlo con la condanna della produzione e del commercio di armi. Anche se forse la chiave per sovvertire le pericolose tendenze e pulsioni belliciste in atto andrebbe cercata, come certamente aveva intuito Francesco, ben al di là della ineludibili condanna dei conflitti tra Stati, nazioni e popoli: nella lotta senza quartiere contro l’inimicizia e le guerre che oppongono ciascuno di essi, popoli, nazioni e Stati, e tutti quanti insieme, alla salute del pianeta Terra e a tutte le forme di vita che essa ospita e che la animano. Guido Viale
June 6, 2026
Pressenza
Mancano quasi 500 pediatri di famiglia, mentre le liste di attesa restano infinite
In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra; entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale. In base alla “Riforma Schillaci”, l’assistenza pediatrica fino a 18 anni richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati. Sono alcuni dati di un recente Report della Fondazione GIMBE: https://press.gimbe.org/press/comunicato.it-IT.html?id=495. Il pediatra di libera scelta (PLS) – cd. pediatra di famiglia – è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Sino al compimento del 6° anno di età, i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un PLS; tra i 6 e i 13 anni compresi, i genitori possono invece scegliere tra il PLS e il medico di medicina generale (MMG). Al compimento del 14° anno, l’assistenza del PLS termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Secondo i dati ISTAT, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al PLS, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal PLS o dal MMG, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti. Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale libertà di scelta, la Fondazione GIMBE ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 PLS ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 PLS, con forti squilibri regionali. Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in tre sole grandi Regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in cinque Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per PLS è inferiore a 850. Anche questo dato risulta in peggioramento perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano nove. “Inevitabilmente, precisa il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane”. Inoltre, secondo i dati 2025 forniti dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe). E anche se l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), a proposito di liste d’attesa, nel presentare la nuova apposita piattaforma di monitoraggio, parla di “una diffusa tendenza al miglioramento”, in realtà nei primi 4 mesi del 2026 risultano in ritardo quasi 2 milioni di visite ed esami. Inoltre, solo il 50% delle prime visite prescritte e il 54% degli esami si traduce in prestazioni erogate, con la conseguenza che una ricetta su due va perduta. Ci sono poi alcune Regioni che segnano il passo, non evidenziando miglioramenti, come l’Abruzzo, le Province Autonome di Trento e Bolzano, il Piemonte, la Sardegna, la Sicilia e la Valle d’Aosta. “Complessivamente, sottolinea l’AGENAS, possiamo dire che le cose vanno meglio dove si è intervenuti con una serie di strumenti che agiscono contemporaneamente su più fronti, quali la centralizzazione delle agende, l’uso dei finanziamenti per pagare il lavoro aggiuntivo dei medici, l’apertura di ambulatori e servizi di diagnostica anche nei weekend, il recall dei pazienti in agenda per contrastare quel 20% che si prenota e poi non si presenta all’appuntamento, l’implementazione di software di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione delle agende con il riutilizzo dei posti rimasti disponibili, o ancora l’introduzione di app per la prenotazione integrate già con il Fascicolo Sanitario Elettronico. Certamente, però, aumentare l’offerta e rendere più efficienti le agende non è l’unica soluzione. Anzi, quando questo avviene in assenza di altre misure, si finisce per inseguire una domanda che cresce in modo esponenziale, creando un circolo vizioso da evitare. Come evidenziano le buone pratiche rilevate, serve lavorare soprattutto sull’appropriatezza prescrittiva, attraverso tavoli di confronto con i medici di medicina generale, l’integrazione nei gestionali prescrittivi dei criteri di appropriatezza espressi dal modello RAO (Raggruppamenti di Attesa Omogenea), l’analisi dei quesiti diagnostici anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale, sistemi di concordanza e confronto tra MMG e specialisti attraverso il teleconsulto”. Qui per approfondire in ordine ai dati delle liste d’attesa e alla Piattaforma di monitoraggio di AGENAS: https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/comunicazione/primo-piano/2774-presentazione-della-nuova-piattaforma-nazionale-delle-liste-di-attesa. Giovanni Caprio
June 6, 2026
Pressenza
L’occupazione di Pozzo Sella: una lotta nonviolenta
Il 5 novembre del 2000 Giampiero Pinna, approfittando di una situazione favorevole, occupò la miniera dismessa di Monteponi, nei pressi di Iglesias, per chiedere l’istituzione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. La sua protesta, forte, civile e nonviolenta, insieme a quella della comunità che gli si strinse intorno, durò un intero anno. Un anno sottoterra è il titolo del libro curato da Andrea Mattei e Daniela Palumbo (edito da LOW nel 2024), che ripercorre la storia di quella lotta, attraverso le testimonianze dirette di coloro che la realizzarono. Giampiero Pinna, morto nel novembre del 2022, viene ricordato come chi si è battuto per la realizzazione del Parco Geominerario e come padre del cammino minerario di Santa Barbara. Ma è giusto tenere a mente che per raggiungere queste conquiste sociali c’è voluta una forte spinta popolare, cui quest’uomo è riuscito a dare voce, con le sue competenze ingegneristiche e politiche e con una forza d’animo considerevole. Quella stessa che lo ha spinto, davanti ad una situazione insostenibile, a mettere il proprio corpo in gioco in un’azione nonviolenta, inizialmente individuale, ma destinata a crescere e a coinvolgere la popolazione. La storia Andando alle radici di tutto questo, troviamo l’estrazione mineraria in Sardegna, che si concentra in particolare nella zona sud-ovest, nel Sulcis-Iglesiente, fin dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, con estrazioni soprattutto di piombo e zinco. Le condizioni in cui lavoravano i minatori erano terribili e disumane, eppure la loro assoluta sottomissione durò a lungo, sino almeno al primo fiorire delle organizzazioni dei lavoratori. “Dentro la Galleria Henry di Pranu Sartu – un budello scavato nella roccia per raggiungere i meandri più remoti della scogliera, un’opera straordinaria, impresa ciclopica del 1865, un dedalo di vie dentro la falesia – si consumava l’esistenza di un esercito di schiavi.” Così Giampiero raccontava il passato, mutuato dalle memorie paterne, con un misto di rabbia e d’orgoglio. Nel settembre del 1904, a Buggerru, durante uno sciopero dei minatori, l’esercito sparò sui manifestanti, uccidendone tre e ferendone altri. Da lì il conflitto sociale si inasprì, anche se presto interrotto dallo scoppio della prima guerra mondiale. Si ripropose poi, ma venne nuovamente bloccato dall’avvento del fascismo. Voluta proprio da Mussolini, attorno alla miniera di carbone di Serbariu, nacque la città di Carbonia. Dopo la liberazione le miniere continuarono ad essere produttive, fino alla crisi degli anni Settanta-Ottanta del secolo scorso, quando cominciarono i ridimensionamenti, i licenziamenti, la cassa integrazione, le chiusure. Giampiero nasce nel 1950, vive l’infanzia nel mondo delle miniere, dove anche i bambini hanno le loro mansioni e le loro fatiche. Gli uomini sotto in galleria, le donne a far le cernitrici, ovvero separare il minerale utile dagli scarti ed i bambini ad aiutarle, o a correre a fare commissioni. Si laurea in geologia e, grazie alle sue capacità, diventa in poco tempo responsabile del Servizio Geologico. Ma nel frattempo i tempi erano cambiati e non c’erano più prospettive produttive: “mi resi conto che questa storia era finita, che la miniera nel suo buio aveva inghiottito il mondo antico (…) Se fossi andato avanti con il mio incarico, avrei dovuto fare il manager con il solo obiettivo di continuare a garantire questo andazzo, mantenere in vita artificiosamente un mondo che si sgretolava a vista d’occhio e una categoria che si rifiutava di prenderne atto, arroccata sui propri diritti acquisiti. Per me era solo sofferenza. Mi licenziai.” Era il 1986, ma il geologo non restò a lungo senza lavoro, perché pochi anni dopo venne nominato amministratore delegato della Progemisa, la società di ricerca mineraria della Regione sarda. Dieci anni dopo, grazie all’apporto e alla spinta di personalità ormai parte della storia della Sardegna, come l’archeologo Giovanni Lilliu, o la maestra di memorie Iride Peis, nacque l’idea di dar vita ad un parco geominerario sardo, che attraverso la valorizzazione della memoria storica ed umana, potesse anche diventare importante per la valorizzazione turistica del territorio, dando occupazione a tanti ex minatori ancora in età lavorativa. Si prendeva anche spunto da esperienze già attuate in altri paesi europei sull’archeologia industriale e la memoria collettiva, come volani per un turismo curioso, rispettoso e intelligente. In soli due anni di tempo il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna venne approvato dall’amministrazione regionale e perfino riconosciuto nel 1998 dall’UNESCO. Ma mancava ancora l’approvazione della legge istitutiva del parco, da parte del governo italiano. Nel 1999 Pinna venne eletto consigliere regionale, ma intanto l’approvazione della legge istitutiva veniva continuamente rinviata negli ordini del giorno del parlamento italiano e, di conseguenza, il progetto restava lettera morta. “Era quasi un dolore fisico quello che provavo”, racconta Giampiero, “amplificato dall’impotenza di non riuscire più a incidere sul corso delle cose. Fu proprio questa sensazione di impotenza, però, che mi fece risvegliare da quello stato di prostrazione, mi diede la spinta a una reazione, fece rinascere in me una grande voglia di rivolta.” In quei mesi tribolati, nacque pian piano l’idea di un’azione eclatante, simbolica, forte, che servisse a scuotere l’opinione pubblica ed a sbloccare il progetto del parco. “C’era da tornare all’antico, ripescare nella memoria le vecchie forme di lotta, fare quello che avevano fatto i nostri padre, i nostri nonni, gli avi, sempre. Occupare la miniera, scendere nel pozzo e lì fermarsi, presidiare le grotte e non uscirne finché la battaglia non sarebbe stata vinta.” Giampiero è certo, o almeno spera, che la sua azione nonviolenta individuale, si trasformerà in lotta collettiva. Ma deve mantenere la segretezza, per garantire la riuscita del gesto iniziale. Così ne parla solo alla moglie e ai due figli adolescenti, che l’appoggiano e s’impegnano ad aiutarlo. Così, il 5 novembre del 2000, in occasione di una cerimonia ufficiale per il terzo anniversario del riconoscimento dell’UNESCO, gli invitati entrarono nella dismessa miniera di Monteponi, fino a scendere alla Sala Argani di Pozzo Sella. Fu lì, nel profondo della terra, che lui fermò l’attenzione di tutti i presenti per dichiarare: “oggi ho deciso di avviare una difficile azione di protesta civile, con l’occupazione della miniera di Monteponi (…) con questa azione di protesta voglio chiedere che le istituzioni e gli organismi competenti diano seguito agli impegni assunti per ridare fiducia e speranza per il loro futuro ai tanti lavoratori precari, alle migliaia di giovani disoccupati costretti al dramma dell’emigrazione e alle loro famiglie.” Da quel giorno, Giampiero occuperà la miniera per un anno, fino alla realizzazione dell’obiettivo. Ma in questo lungo anno, sarà soprattutto la società sarda a mobilitarsi. Pinna non verrà mai lasciato solo: a turno molte altre persone gli faranno compagnia nelle profondità della miniera, ci saranno dei presidi permanenti di ex minatori all’esterno, manifestazioni studentesche, marce di solidarietà. La lotta, nata grazie all’impegno e al sacrificio individuale, diventa da subito collettiva e, man mano che va avanti, si arricchirà anche della solidarietà non solo dei sardi, ma anche di personalità dell’arte e della cultura, a livello internazionale. Lo scultore Pinuccio Sciola, artista di fama mondiale, volle portare personalmente il presepe in pietra presentato l’anno precedente in Vaticano. Ma gli occupanti di Pozzo Sella (si alternavano spesso più persone, per dare manforte a Giampiero Pinna) ricevettero la visita dell’allora vescovo di Iglesias Tarcisio Pillolla, quella di Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso dalla mafia e di altre personalità importanti, che volevano mostrare la propria solidarietà. All’inizio del 2021 arrivò anche Alberto Granado, l’amico argentino del Che Guevara, noto per il libro “I diari della motocicletta”, quindi fu la volta degli Inti Illimani, che improvvisarono un concerto in miniera. Fu Teresa Piras, storica attivista nonviolenta di Iglesias, a recapitare nella Sala Argani il messaggio audio di Alex Zanotelli: “mi viene spontaneo dare la mia totale solidarietà a questo gesto. So che non è stato facile, so che qualcuno lo potrebbe tacciare di gesto violento, ma non lo è. E’ un tipico gesto di resistenza nonviolenta attiva… ed è per questo che do la mia totale solidarietà a Pinna e a tutti voi che lo state sostenendo (…) non desistete, finché davvero s’avveri il vostro sogno.” Ma la visita per Giampiero più importante fu forse quella più umile. “Senza far torto a nessuno, la testimonianza più importante in quei mesi di battaglia venne da una piccola grande donna di quasi novant’anni. Rosina Carta era la regina delle miniere, la storica cernitrice di Monteponi, che aveva iniziato a lavorare sottoterra da bambina aiutando il papà a piazzare la dinamite in galleria e poi fece per una vita il lavoro di cernitrice.” I tanti sacrifici e sforzi, portarono all’allargamento della visibilità e del consenso, fino all’ottenimento dell’obiettivo. Il 23 ottobre del 2021, la Corte dei Conti approva finalmente il decreto istitutivo del Parco geominerario storico ambientale della Sardegna. Dopo un anno sottoterra, la lotta collettiva nonviolenta era risultata vincente.   Un’azione nonviolenta Potrebbe già bastare il riconoscimento dato da padre Zanotelli, per definire a pieno titolo l’occupazione di Pozzo Sella un’azione diretta nonviolenta. Proviamo tuttavia a ragionarci sopra. L’azione diretta nonviolenta viene definita da Enrico Euli, docente all’università di Cagliari e filosofo nonviolento, come “un’azione agita attraverso il corpo e/o le parole, in forma immediata e creativa, non delegata ad altri, ma assunta responsabilmente in prima persona. E’ importante che esprima insieme, simbolicamente sia la protesta che la proposta di cui si fa portatrice.”[1] Prolungata nel tempo e tale da assumere i connotati di una lotta collettiva e insieme di una campagna di sensibilizzazione, quella dell’occupazione è stata senz’altro un’azione simbolica e creativa, assunta responsabilmente in piena coscienza, da ciascuna persona che vi ha partecipato. Ha espresso perfettamente i chiaroscuri della lotta, in cui nella protesta c’era già la proposta disattesa. Gene Sharp, filosofo e politologo statunitense, morto nel 2018, ha compiuto molti studi e ricerche sulla nonviolenza come metodo politico e sulla disobbedienza civile. Egli sostiene che un’azione diretta nonviolenta debba innanzi tutto superare l’ostacolo della paura: “se fra coloro che sono sottoposti regna una grande paura, anche le piccole sanzioni possono produrre un grande conformismo, mentre di fronte a un elevato livello di coraggio, sanzioni anche aspre possono non garantire la sicurezza del regime. Questa differenza è essenziale per mettere in pratica dei mezzi di lotta nonviolenti di fronte ad una repressione violenta.”*[2] La violenza infatti si elimina, non cedendo ad essa, ma rimanendo saldi di fronte ad essa, come diceva già Gandhi. Infatti, come ci ricorda ancora Euli, “la strategia di trasformazione nonviolenta del conflitto passa attraverso la costruzione di azioni dirette nonviolente, che fondano la loro efficacia ed incisività proprio sulla capacità di comunicare a più persone le ragioni della propria iniziativa politica. Esse agiscono tanto sull’avversario, del quale si cerca il cambiamento, quanto su coloro che si considerano neutrali (inconsapevoli del proprio essere i servitori involontari del sistema) dei quali si cerca la simpatia, il consenso ed infine l’alleanza.”[3] L’occupazione di Pozzo Sella si identifica alla perfezione in queste parole: senza alcun uso della violenza, neppure verbale, ha contribuito a mettere il sistema alle strette e, insieme, ha tessuto un ordito di solidarietà, di simpatie e alleanze. Resta tuttavia un punto almeno apparentemente critico, quello relativo alla segretezza che precede l’azione stessa dell’occupazione. Gene Sharp esamina con attenzione il problema, nel capitolo “Azione aperta e segreto nella lotta nonviolenta.” “Segretezza, artifici e cospirazione sotterranea pongono problemi di non facile soluzione per un movimento che faccia uso dell’azione nonviolenta.”[4] Mentre più avanti specifica che “l’agire in maniera aperta, cioè l’essere sinceri nelle proprie affermazioni, franchi con l’avversario e con l’opinione pubblica sulle intenzioni e i piani del gruppo, appare come un corollario dei precedenti requisiti di libertà dalla paura e di disciplina nonviolenta. La mancanza di segretezza del movimento e addirittura la sua temerarietà nell’osar dichiarare pubblicamente le sue intenzioni, può avere un impatto molto significativo sullo stesso gruppo nonviolento, sull’avversario e su eventuali terze parti. Al contrario, il ricorso alla segretezza, alla finzione e alla cospirazione sotterranea avrà probabilmente un impatto negativo su tutti e tre i gruppi.”[5] Tuttavia, nonostante queste dichiarazioni di principio, lo stesso Sharp ammette che in determinate circostanze e per un tempo limitato, si possa celare qualcosa sulle intenzioni dell’azione, allo scopo di renderla concretamente praticabile. D’altra parte, basterebbe ricordare il boicottaggio degli autobus a Montgomery (USA) nel 1955, o i successivi ingressi non autorizzati di persone di colore nei bar riservati ai bianchi, che sconvolsero un’opinione pubblica divisa fra razzisti, antirazzisti e indecisi. Ebbene, per quanto i movimenti antirazzisti avessero annunciato la protesta, ne avevano taciuto importanti dettagli. I dettagli che, se resi pubblici, avrebbero ostacolato sul nascere lo svolgersi dell’azione stessa. Quindi la nonviolenza, che ha per principio la verità, piuttosto che il sotterfugio, ammette che si possano in certe circostanze tenere temporaneamente segreti i tempi e i modi dell’azione nonviolenta. Volendo fare un salto verso alcune azioni dirette nonviolente agite attualmente, troviamo quelle dei gruppi giovanili, come Ultima Generazione, che per mettere in atto le loro performance dimostrative hanno bisogno dell’elemento sorpresa. La segretezza appare ancor più giustificata, in tutti quei casi in cui l’azione diretta nonviolenta si svolge in un contesto dominato da un regime dittatoriale e poliziesco, o in una situazione di fatto militarizzata. D’altra parte, Jean Marie Muller, filosofo francese della nonviolenza, scriveva nel 1975: “Se l’azione nonviolenta deve svolgersi alla luce del giorno, la sua preparazione dovrà invece, il più delle volte, essere tenuta segreta. Se l’atteggiamento dei resistenti nei confronti dei Servizi d’Informazione deve essere improntato alla massima cortesia, sarebbe invece spingere quest’ultima ai limiti dell’assurdo se si permettesse loro di conoscere in anticipo tutti i preparativi di un’azione. Ciò non potrebbe che compromettere gravemente la sua efficacia e la sua riuscita. Perciò, nella fase preparatoria della campagna di Birmingham, Martin Luther King mantenne segreto il piano della sua azione e spiegò come fosse inopportuno rivelare all’avversario la data o i particolari di un futuro attacco.”[6] Da quanto esposto sembra evidente che l’azione intrapresa nel 2000 in quel sito minerario sardo, possa essere legittimata come nonviolenta, anche e malgrado il livello di segretezza che l’ha preparata. Risulta inoltre particolarmente interessante constatare che lo stesso Pinna non prenda la decisione di mantenere celata fino all’ultimo la sua azione a cuor leggero, ma ci giunga solo attraverso un tormento interiore. Si pone il problema di come l’avrebbero presa gli amici e compagni più vicini, chiede alla moglie Mimma se la sua sia una scelta giusta. Lei gli risponde che si fida che per lui sia l’unica scelta possibile. “La cosa più importante, in quella fase, era mantenere la decisione assolutamente riservata, non far trapelare la notizia della prossima occupazione di Pozzo Sella in alcun modo, perché c’era il rischio concreto di compromettere tutto.” L’occupazione, insieme alla disobbedienza civile, allo sciopero, alla marcia, al boicottaggio, alla non collaborazione, viene annoverata fra le azioni nonviolente. Quel che conta non è solo il rifiuto di utilizzare la violenza, ma anche la necessità che il progetto costruttivo sia da subito evidente, allo scopo di mostrare il perché dell’azione in senso positivo ed allargare il consenso intorno ad essa. Operazione effettuata con efficacia, per quanto riguarda la lotta di Pozzo Sella.   Tra presente e futuro L’insegnamento che può e dovrebbe restarci di questa lotta nonviolenta è quello dell’importanza delle forti azioni simboliche, se attuate in un contesto di solidarietà e partecipazione. Ma è necessario tornare al presente, per verificare se i cambiamenti auspicati siano stati effettivamente realizzati, almeno in parte. Il Parco geominerario della Sardegna esiste ed è attivo in numerosi siti, ma non ancora completato. Il cammino di Santa Barbara, che lo affianca, viene percorso da migliaia di camminatori e di pellegrini, provenienti da varie parti del mondo e sembra ben destinato. Un parziale successo, che tuttavia non basta a creare un’economia sostenibile nel Sulcis-Iglesiente. La RWM, figlia della multinazionale tedesca Rheinmetal, con i suoi impianti in parte illegali situati proprio in quest’area, ci dice purtroppo che ne siamo ancora lontani. L’economia planetaria sembra disposta a produrre soprattutto strumenti per distruggere, uccidere, o controllare. Strumenti sterili, il cui futuro è l’autodistruzione. Strumenti fatti per l’infelicità. Ma il tessuto sociale, ancora una volta non si è fatto trovare impreparato. Partita proprio da Iglesias, ma poi estesasi anche in altre zone della Sardegna, è nata da alcuni anni la Rete War Free – Liberos de sa gherra, una rete di piccole aziende che si consorziano sui principi etici e politici del no agli armamenti, allo sfruttamento sul lavoro, all’ecocidio della Madre Terra. Ricordando che dal 2010 (con uno storico anteprima nel 2001), sono stati i comitati, le associazioni, i movimenti, i sindacati di base, a promuovere manifestazioni, marce e ricorsi alla magistratura, in una lotta di lunga durata contro questa fabbrica che dà combustibile alle guerre. Le azioni nonviolente, come quella che ventisei anni fa illuminò la Sala Argani, nella miniera di Monteponi, per loro stessa natura, possono sempre rinascere. [1] Enrico Euli, Marco Forlani, Guida all’azione diretta nonviolenta – pag. 78 [2] Gene Sharp, Politica dell’azione nonviolenta – 3 la dinamica- Ed. Gruppo Abele 1998 – pag. 16 [3] Enrico Euli, op. cit. – pag. 71 [4] Gene Sharp, op. cit. – pag. 40 [5]   ‘’         ‘’    op. cit. – pag. 43 [6] Jean Marie Muller, “Strategia della nonviolenza” –Marsilio 1975, pag. 137 foto di Maria Perra Carlo Bellisai
June 6, 2026
Pressenza
Intervento di Shri Mataji durante la 4a Conferenza Mondiale sulla Donna a Pechino del 1995
Ho proposto il discorso di Shri Mataji Nirmala Devi pronunciato il 13 settembre 1995 alla 4a Conferenza Mondiale su Donna a Pechino del 1995: una performance più attuale a maggio. Shri Mataji Nirmala Devi (Chhindwara 1923 – Genova 2011) è stata un’attivista indiana per l’indipendenza dell’India, sostenitrice del femminismo gandhiano e leader del movimento Quit India. Da allora, quest’anno è passato attraverso il tempo liberato dell’ashram di Mahatma Gandhi, partecipando a tutte le attività dell’ashram. In quale periodo Gandhi apprezzò la sua saggezza al punto di consultare le sue domande spirituali (1). Come mio padre, il cuore di Mataji cambierà completamente il destino per la liberazione dell’India dal colonialismo inglese e finirà presto per pregare di partecipare al movimento pacifico degli studenti e persino dei banditi nel loro corso di studi. La Satguru di Sahaja Yoga, Shri Mataji Nirmala Devi, è una guida spirituale capace di trasformare anche la persona più piccola. Da oltre 40 anni, viaggiando in tutto il mondo, offre gratuitamente la conoscenza e l’esperienza della realtà di ogni cosa, indipendentemente da religione, credo o condizione sociale. Non solo permette a chiunque di comunicare con altre persone che hanno già avuto un’esperienza simile, ma insegna anche la tecnica di meditazione necessaria per mantenerla, nota come Sahaja Yoga. Il nostro Sahaja Yoga è praticato in oltre cento Paesi. Shri Mataji ha anche fondato un’organizzazione non governativa per bambini bisognosi, diverse scuole internazionali che insegnano un curriculum olistico, cliniche che offrono trattamenti attraverso la tecnica di meditazione da loro insegnata e un’accademia d’arte per rivitalizzare le abilità classiche di danza, musica e pittura. Fratelli e sorelle del mondo! È un grande onore per me poter parlare del problema mondiale della donna che affronta questo racconto auto-rivelato. Innanzitutto, desidero esprimere la mia profonda gratitudine al governo e al popolo del Paese che è lì, alla Repubblica Cinematografica Popolare. È dunque un privilegio poter visitare il Cinema a tempo debito ed essere un grande ammiratore della saggezza e della cultura di questa illustre nazione. Questo è – un’altra mia immaginazione – è il momento più glorioso della storia dell’umanità, in quest’epoca, siamo fortemente consapevoli del problema di questo dato. I dati, nel loro insieme, hanno certamente offerto in ogni epoca, poiché non é stata riconosciuta la loro importanza ed il loro giusto ruolo nella società. L’azienda Stessa, che fu la sua creazione, cercò di mantenere il suo proprietario o la sua proprietaria. In Oriente possiamo dire che, a causa dell’influenza fondamentalista, le donne il suo stato oggetto di forte oppressione e la loro moralità sia basata sulla paura piuttosto che sulla libertà. Nell’Occidente, esse hanno lottato per la propria libertà, tuttavia ciò che hanno ottenuto è una falsa libertà: le donne in Occidente hanno la libertà di rinunciare a tutti i valori sociali e morali. Pertanto, se si può dire che, in Oriente, la grande parte di esso dà il suo timoroso, oppresso e incapace di esprimersi, anche in Occidente se è in contrasto con la grande parte di esso dà il suo suono abbassa un simbolo sessuale. È il desiderio del proprietario del corpo di essere vero: è trasparente nella pubblicità della moda e nella popolarità della vita bassa. Questo accettano tale posizione poiché non potrebbe sopravvivere altrimenti nel caotico como western. Qui è, in Oriente, si sente come se fosse umiliante e degradante, è considerato in Occidente come una prova glorificante. Abbiamo visto questa azienda in modo profondo e completo, e abbiamo imparato a non formare una nuova cultura nel mondo orientale e occidentale, abbiamo tutto a che fare con essa e vogliamo esprimerci nel modo in cui creiamo valori morali da parte dei proprietari dell’azienda, nasce, non nasce. dell’Ovest, potrete elevarsi nella loro piena statura di dignità femminile. Devo ammettere che non é difficile raccogliere denaro per le donne povere dei Paesi in Via di Sviluppo ed aiutarle ad uscire dallo stato di povertà ma, sfortunatamente, mi risulta che il denaro che viene raccolto possa non raggiungere le donne povere ma fine nelle tasche di ministri corrotti, di burocrati e altra persona responsabile per confluire, in ultimo, la banca svizzere. No, in India, a causa delle statistiche generali, in Uttar Pradesh e Bihar, è in modo significativo da Unicef e anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Unicef ha un programma per cambiare Angan – che significa “cortile” – in secondo luogo significa che i bambini devono essere educati e creati in un formato appropriato. Questo programma non funziona per il tempo necessario al mio bambino e tutti i bambini sono occupati, invettive, la borsa della persona è danneggiata dalla responsabilità del bambino per il programma del bambino e non richiede il 2% del bambino per riceverlo. Lo stesso accade con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che invia medicinali e attrezzature all’India. Questo prodotto medicinale è venduto sul mercato ed è utilizzato interamente nel colore per cui è usato dai suoi proprietari. La ragione principale per questo è proteggere la salute dell’OMS. Poiché le persone non ricevono alcun beneficio, possono continuare a essere private. Tutto questo denaro è chiamato “denaro sporco”, la mia ricchezza nel paese svizzere. Una larga parte dei prestiti che la Banca Mondiale dà ai Paesi in Via di Sviluppo viene entresì riversata nei conti personali di funzionari corrotti, maintenuti presso le banche svizzere. Tuttavia, tutte le transazioni in Via di Sviluppo sono debitorie nei confronti della Banca Mondiale ma non sono soggette a pagamento. Risulta essere una banca svizzere. Se hai problemi con il proprietario del veicolo, hai problemi con la banca che è svizzere e più ricca quando viene restaurata per tutto il tempo che vivi lì versato da questa persona che l’ha corrosa e puoi usarla per ora per l’utenza nazista. distribuire a tutte le persone con effetto vigile. Se risulta essere una rete assai bene articolata di persone che sino corresponsabili, che siano oneste e che desiderino trarre il massimo da questo denaro autando la gente. Immoralità e corruzione sono la causa più comune di divorzio dalla nostra società. Darei la colpa alle madri di queste persone corrotte ed immorali, poiché esse hanno fallito nei loro doveri di madre. L’insegnamento amorevole della madre è la prima e più efficace influenza nel forgiare i figli in buoni cittadini. Madrid non vuole guidarvi con grande cura e amore, dove il mogli o il bambino è nel paese del paese del popolo o della cultura distruttiva, costandovi non il proprietario della vostra famiglia – nella qualità dei miei membri familiari – per rafforzare la fibra morale della vostra famiglia. È un’altra cosa importante da dire quando si tratta della cultura dei bambini in Oriente e Oriente. Se scoprite che è figli, non è sotto l’influenza della cultura fondamentalista, è sicuro dire che è vero. Questa cultura relega la donna alla vita del suo corpo inferiore, messa nelle condizioni in cui domina e dai figli. Eppure l’Occidente impara la stessa cosa. Non ho creduto a mia madre, nata su danno ascolto. Sento che, in generale, ciò avviene perché i dati occidentali spendono più tempo nel prisersi cura del proprio corpo e del proprio aspetto fisico piuttosto che nel prisersi cura dei propri figli e nell’amarli. Il legame tra madre e figlio cosi si affievolisce e si spezza. Per tale ragione multi bambini diventano ragazzi di strada. Fortunatamente, queste sono ancora numerose famiglie nell’Est ed alcune nell’Ovest che resistono tenacemente alle tendenze corruttrici di oggi e si jailo cura dei propri figli e li educano adeguatamente. Devi dire che il tuo bambino in Oriente non è lo stesso che in Occidente. Il motivo, nell’altro caso, è che in Oriente ci sono molte persone – c’è un certo numero di persone in questo paese – non c’è motivo per una cultura fondamentalista o per una cultura occidentale e forma una comunità sociale che è ricettiva e tollerante in quanto crescendo che sono straordinariamente buoni e sensibili. Tutta questa cultura ha da lungo tempo, per tradizione, ereditato, questa é profondamente irradiata nel loro animo ed essi prendono il sistema dei valori morali la cosa più elevata, più del denaro o del potere. L’Occidente è ora carico di problemi. Sebbene possieda il denaro, non possiede tuttavia la pace, nata dentro nata fuori. La verità è che è il potere della società civile e della pace. È ovvio che dà al suo creatore e preserva l’intera razza umana: che è ruolo che Dio Onnipotente ha loro assegnato. I semi non posseduti non creano nulla di proprio. E’ la Madre Terra che protegge ai fiori, ai frutti ed ad altri doni. Similmente al fatto che il bambino nasce, il bambino viene ben educato per prepararsi alla città del bambino. I dati sono quindi necessari per assumere la posizione di Madre Terra nell’opera della costruzione dell’umanità. Si prega di notare che dovresti usare il vaso muscolare per acquisire una posizione dominante sul tuo corpo dato. Non hanno riconosciuto che le donne sono compagne, complementari ed uguali, tuttavia non simili, nell’avventura umana. La società è una verità fondamentale e vera, non è un’assegnazione che le dà il suo status legale e non è una società civilizzata. Nel mio paese, è un verso sanscrito, “Yatra narya pujyante tatra ramante devata”, che significa “laddove le donne sono rispettate e rispettabili, là risiedono gli Dei del benessere”. Ci è stato dato il momento di comprendere il valore di questa grande ceramica che il Creatore ci ha donato. My che cosa si comporta? Sia in Oriente che in Occidente, non suona come se fosse in grado di dare pieno espresso della propria grandezza. Non affermiamo che questa sia l’unica ragione della nostra società se è la madre, la procreatrice e la custode dei fichi, l’altra della moglie o dell’acetosella. Il dato ha egli dirige la sua partecipazione come pari ad ogni aspetto della vita sociale, culturale, educativa, politica, economica, amministrativa e tutto il resto. Allo scopo di prepararsi sesse à questo ruolo pervasivo, esso deve avere il diretto all’educazione en tutte le branche del sapere. La mia ragione è che hai una grande responsabilità verso l’azienda. L’uomo è responsabile della politica e dell’economia del paese, la mia responsabilità per la società è data. Nella sua competizione, la donna può anche sostenere la persona e può assumere la sua competizione automaticamente, naturalmente nella sua posizione. La mia prova importante è che non è difficile per le donne manifestare un amore profondo e un amore profondo per la loro madre. Ma si trattava di un’attività virile e aggressiva, per cui la società non riusciva a preservare il proprio equilibrio. Allo tempo devo far presente che, mentre chiediamo il riconoscimento dei diritti della Donna, dobbiamo ache porre la accento sui suoi doveri fundamentali verso l’umana society. The given in the Occidente, where the color of its state education in the Occidente, its passate all’estremo opposite to assumption of reagire politici, economici or press. To compete with a man he is too ind to be selfish, egocentric and ambiziose. Is not possible to increase the quality and quality that preserves the balance. Conversely, its dominant behavior, its individual behavior is the enduring influence of the room. It’s more a concern than the owner’s physical attraction if it has a noble, sweet and dignified personality. Therefore, consciously or inconsistently, the more bass it’s, the more quickly it’s installed. All this leads to a company that is active and is figli, therefore, piange come ragazzi di strada, ladri e assassini – come si legge ogni giorno sur sul giornale. This means that the balance is due to its extreme effects. Abbiamo bisogno di donne companion uguale ma non simili all’uomo; It gives us a deep understanding of natural nature and gently helps us to achieve inner balance. Abbiamo bisogno di donne equilibrate al fine di avere una razza umana equilibrata, dotata, al proprio interno, di pace . Can you confirm that everything is excellent from the point of the theory, so what is the state of balance? How do you arrest the marea of illness, corruption, immorality and immaturity? What is current state of conflict and confusion? How to carry the pace in your body or in your heart? Assai umilmente faccio presente che esiste una risposta a questi interrogativi. Questo è un modo nuovo. Anche se questo è ancora il caso, non è necessario farlo in anticipo. Naturalmente, dovresti tenere la mente aperta su ciò che è una scienza e trattarla come un’ipotesi. Se dici a te stesso che Ipotesi può essere provata, devi accettarlo, dalla persona in cui ti trovi, poiché la vera verità è cercare di essere la tua persona benevola. E’ per la benevolenza della vostra famiglia. E’ per la benevolenza del vostro Paese e per la benevolenza del mondo intero. Sono qui parlarvi dell’ultimo passaggio della nostra evoluzione. Questo passaggio della nostra evoluzione deve avvenire con la nostra consapevolezza, in questo tempo moderno è essenziale continuare, inchiodati dagli scritti di tante professioni. Questo è il periodo chiamato “Tempo della decadenza”, menzionato per ultimo dal grande saint Vyasa -colui che crisse il Gita – ed é infatti la decadenza dell’umanità ciò che vediamo intorno a noi, in ogni forma possibile. Ora vi vorrei svelare la conoscenza segreta del nostro essere interiore, conoscenza che era già nota in India migliaia di anni fa. Per la nostra evoluzione spirituale c’è un residuo di ceramica al centro del nostro corpo, che si trova sull’osso triangolare alla base della spina dorsale. La storia del residuo è conosciuta come “Kundalini”. Sebbene la conoscenza di questo potere fou già accessibile in India migliaia di anni fa, il suo risveglio era tradizionalmente compiuto soltanto su base individuale: un guru risvegliava tale potere in un solo discepolo. Il risultato di questo risultato è che la tua Realizzazione del Seme, che conferisce laurea nel campo spirituale. In secondo luogo – quando la storia inizia a sorgere – la Kundalini vende e passa attraverso i suoi centri energetici all’interno del tuo corpo, nutrienti e integrazione. Infine, questo potere se questa linea attraversa l’area dell’osso della fontanella, chiamata Talu o Brahmarandra, e vedo la ceramica onnipervadente dell’Amore Divino, che viene anche descritta anche nella Bibbia come la “brezza fresca dello Spirito Santo”, nel Corano come “Ruh” e nella scrittura indiana come “Paramchaitanya”. Patanjali lo chiamò “Ritambara Pragya”. Quindi, qualcuno sa che è il suo nome, che è così, che tutto è pervasivo, che riguarda tutto la vita del processo vivente, dello sviluppo evolutivo. L’esistenza di questa energia non permanente non si manifesta all’inizio dell’operazione. Tuttavia, dopo la Realizzazione del Sé, si possono percepire i polpastrelli delle dita o il centro del palmo della mano o la parte superiore dell’osso della fontanella. Il processo deve essere spontaneo, “sahaja”. “Saha” significa “con” e “ja” significa “nato”. Ciò che si può dire è che è la direzione dell’unione con cui è capace di pervadere l’Amore Divino ed è la direzione della nascita di Dio che è umano. La nostra energia mentale è limitata. Il nostro limite di energia mentale – è lineare nel suo movimento e non esiste nella realtà – ha un punto, lì, se chiuso. Da quel punto ritorna, poi, a dove era partita et tutto questo movimento lineare della mente ricade su di noi, talvolta comme una punizione. Ora tuttavia abbiamo bisogno di maggior energia, di una più highta energia, di una più deepa energia e, a tal fine, la Realizzazione del Sé deve avere luogo. Bisogna dire che in Occidente, al contrario dello stesso autore della verità, sono stanchi dell’artificialità della vita Occidente. Ma non è così quando si tratta del potere della verità e vedete tanti errori quanti ne vedete: avete un falso guru che è vicino a un sacco di soldi, dovete essere in banca e siete ancora in ottime condizioni di inferiorità fisica e mentale. La cosa che dobbiamo rilevare è che il risveglio della Kundalini e, il conseguimento della Realizzazione del Sé sono processi viei dell’evoluzione, per i quali non occorre pagare alcunché. E’ come porre un seme nella Madre Terra. Germoglia poiché la Madre Terra ha il potere di farlo germogliare ed il seme ha, dentro di sé, la qualità innata di germinare. Allo stesso modo, noi deteniamo – nell’osso triangolare che i Greci chiamavano ‘sacro’ – questo vaso di germinazione. Se hai un’energia avvolta nella tua spirale e soppalco. Qui si dice che i greci sapevano che quest’osso era santo e moriva ancora con il nome di ‘sacro’. Infatti in qualsiasi persona l’osso sacro pulsa e la Kundalini si avvicina lentamente lentamente, senza sono ostruzioni e la persona è un individuo equilibrato, la Kundalini esce dall’osso sacro come uno zampillo e attraversa la zona dell’osso fontanella per immergersi. una con il potere onnipervadente. Questa Kundalini è la Madre spirituale di ogni individuo e conosce, o ha registrato, tutte le aspirazioni passate del figlio. Ha potuto partorire la seconda volta e, durante l’improvvisa ascesa, è stata nutrita dal suo centro energetico. Quando una persona non è consapevole della propria conoscenza, essa è uno strumento che non appartiene alla forza principale e non ha identità, non ha significato, non ha scopo. Se lo strumento non si unisce, deve essere incluso nello strumento originale e lo strumento deve essere avviato e premuto. Allocato il Kundalini dirty vi connette al potere onnipervadente, che é vitale, che é an oceano di beatitudine e di conoscenza. Dopo il risveglio della Kundalini, potete sperimentare numerose coincidenze che sono miracolose e contributore di grande gioia. La Kundalini è, soprattutto, oceano di perdono. Anche se c’è un errore nel passato, esso è perso e perso, come una benedizione, la Realizzazione del Sé. Il risultato della creazione della Kundalini e il risultato della Realizzazione del numero sonoro Sé. Ignora una persona che è sicuramente in contatto – non ti immergi effettivamente dall’altra parte – con il potenziale Divino Onnipervadente. Ricerca la Verità attraverso l’utilizzo della una nuova consapevolezza e, poiché la verità è una sola, tout le persone realizzate possono accertare la stessa verità. Sono entrato in conflitto, è successo, è successo. L’attività puramente mentale della Realizzazione del Se, porta a idee conflittuali e personali in guerra: tutto questo, grazie alla Realizzazione del Se, può essere evitato. Ora, vediamo se ti è successo qualcos’altro. Prima di tutto, inizia a percepire la fresca brezza dello Spirito di Santo sui polpastrelli delle dita, questi rappresentano i centri deboli di energia. In questo modo, comprendiamo la verità nel punto detto. Trascendi tutti i limiti del prezzo, della religione e delle altre idee che hai e comprendi ciò che stai facendo. Il pulsante entra successivamente in uno stato di “consapevolezza senza pensieri”. Quando guardi i tuoi pensieri, puoi vedere il futuro e il passato. Penso che questo derivi da questa domanda a causa dell’area del tempo e non credo nel grado della mia vita presente: penso sorgono e cadono, non saltiamo sulla loro cuspide. Mio, alludendo alla sporca Kundalini, essa allunga tali pensieri ed in tal modo a po’ di spazio tra questi: tale spazio è il presente, è la Realtà. Tuttavia, il passato è superato e il futuro non esiste. In quale lazo di tempo non devi pensare. In sostanza, ricordo i miei pensieri e ho cambiato il mio stato mentale in un nuovo stato, basandomi anche su ciò che ha scritto Jung. In quale momento, quando qualcosa accade, penetra profondamente nella tua memoria dove vedi ciò che è reale. Quando entri nello stato di “consapevolezza dei tuoi pensieri”, ti immergi in essi, sei lì, completamente in ritmo. Questo è ciò che segue il ritmo, emette ritmo e crea allo stesso tempo un’atmosfera di pace. Questa condizione è molto importante. Infine, non è possibile seguire il ritmo interiore, ma è vero che è una nostra idea, universale o limitata. Puoi sentire i tuoi chakra sui polpastrelli delle dita. Potete anche sentire i centri degli altri poiché sviluppate una nuova dimensione di consapevolezza chiamata “consapevolezza collettiva”. Quando il nuovo elemento rimane stabile all’interno del veicolo, ricomincia a sentirlo al centro dell’altro. Devo dirvi che questi centri sono responsabili del nostro benessere fisico, mentale, emozionale e spirituale ed, allorché sono affetti da negatività o sono in pericolo, le persone soffrono a causa di varie malattie. Poiché il grasso della Kundalini e i suoi nutrienti sono al centro, l’importante è che mostri uno stato di equilibrio interno e di buona salute. Molte malattie, persino alcune di quelle incurabili, sono state curate dal risveglio della Kundalini. Tuttavia, la base della creazione originale può essere creata dalla Realizzazione del Sé, che è il risultato della Kundalini. Di conseguenza, la persona identificata ha determinato una tendenza criminale e può allontanarsi definitivamente. Inoltre, prestate attenzione alle nostre pure immersioni. Alla luce dello Spirito, possiamo vedere le cose assai più chiaramente di quando eravamo ciechi. Per esempio, pensate a una persona che vaga con gli occhi e le orecchie di un elefante, non dimenticate un altro o un altro ancora: dovete avere un’idea diversa sull’elefante, in secondo luogo quale parte dell’animale hanno toccato è. Ma vi ho chiesto di vedere cosa state facendo, potete vedere tutta la verità – la Realtà – e non è il contrasto con cui sono nato. Una persona realizzata può percepire la conoscenza assoluta surlle pointa delle dita. Supponendo che qualcuno non creda in Dio, una persona realizzata potrebbe suggerire al non credente di porre la commanda: “Dio esiste?”. Quindi quello che ho ordinato di fare è – lo vedo – che una breve brezza è stata provata e lo pervaderà tutto ciò di cui ha bisogno. Egli può non credere in Dio, ma Dio esiste. Fortunatamente, il colore del credo in Dio è sicuro, ipocrita, rozzo, bizzarro e immorale nelle persone che hanno perso la fede in Lui. Ma, mentre coloro che rappresentano Dio possono essere immorali, Dio esiste ed esiste anche il suo potere, che noi chiamiamo il Potere Onnipervadente dell’Amore Divino. Questo è ciò che riguarda l’amore, la compassione, la non aggressione e la distruzione. Questo potere di amore e compassione, mi ha attratto da uno yogi o da una persona reale, amata in modo diverso, come un angelo. Non esiste nessuno che possa curare gli altri e curare se stesso. Queste sono ancora alcune delle malattie mentali che possono verificarsi. Nessun problema cosa. Anche coloro che sono avere, nella loro ricerca della verità, da guru disonesti hanno potuto raggiungere la stabilità spirituale dopo avere abbandonato il false maestro ed essere confluiti surul trailo della Realizzazione del Sé. Nella fase successiva – la Kundalini è stabilizzata – acquisisce lo stato d’animo e di pensiero nel suo stato originale, sebbene sia già stato utilizzato da molto tempo. Divenite assai potenti poiché potete alzare la Kundalini degli altri. Diventate molto attivi e non vi stancate facilmente. Ad esempio, Io ho settantatré anni d’età e viaggio ogni tre giorni circa, tuttavia sto perfettamente bene. Quale energia fluisce nella tua vitalità. Diventate estremamente dinamici e allo stesso tempo estremamente compassionevoli, gentili e misericordiosi. Sentite di essere protetti e pertanto siete fiduciosi ma non egoistici. La personalità intera cambia. Questa è la natura della trasformazione globale che si è verificata finora e ha una storia di rapidità che non sorprende. In effetti questa conoscenza è presente allo stesso tempo del mio contributo, se è avvenuto in qualsiasi momento, è possibile raggiungere la realizzazione della massa. E una delle ragioni di questo ritmo, la qualità della quale è stata preparata per questa trasformazione globale ha già avuto luogo. In 65 Paesi, migliaia di persone hanno ttenuto la Realizzazione del Sé atraverso Sahaja Yoga. È il potere della Kundalini ed è il potere del desiderio di guidare la tua incoronazione spirituale. Se non vuoi niente del genere, non puoi rinunciare alla libertà divina per la libertà personale. Se uno vede ed è in Paradiso, allora accadrà, la mia volontà sarà nell’Inferno, allora sarà nell’Inferno. La Realizzazione della Proprietà può essere fatta facilmente se la persona la possiede e desidera sinceramente possedere la Realizzazione. Ma è rimasto fedele ad alcune delle nostre idee, che sono statiche, la Kundalini non salirà. Non puoi aiutare qualcuno che è stupido o immaturo. Lascia che la persona che ha il suo suono saggio, il suo suono è splendidamente equilibrato, e lo mangi velocemente. Non dovresti essere informato se hai qualcuno che ha consumato alcol o qualcuno che ha commesso immoralità. Tutti i costi hanno a che fare con tutto ciò di cui hai bisogno per una pura intensità e l’intensità per farlo è costante, per raggiungere la Realizzazione del Sé. Così tante di queste persone hanno raggiunto il loro obiettivo, la Realizzazione del Sé! In un caso, ho risciacquato via tutti i farmaci e tutto l’alcol. Se sei una persona molto forte e al momento giusto, capisci che è glorificato: se inizi a comportarti in modo dignitoso e appropriato. Ecco come nasce una nuova cultura e questa nuova cultura vive, in un certo senso, con un nuovo stile di vita in cui vivi naturalmente, diciamo naturalmente, giusto. Nessuno deve dire: “Non fare questo”! e “Non fare quello”. Tutto questo è dovuto all’attenzione illuminante. Nota bene che l’illuminazione è diversa da quella della ceramica. Se hai la tua attenzione, prova a lavarla, crea spazio, crea armonia e crea anche una nuova dimensione per raccoglierla. Tuttavia, non è possibile operare in modo più indiscriminato di quanto uno qualsiasi dei tuoi errori personali possa essere stato modificato nella base dati e può essere trasferito alla vita di una personalità come è con un angelo. Con l’ascesa della Kundalini, l’ego è creato dalle condizioni dell’individuo se si dissolve e diventa una persona liberata. La libertà concessa se la vita reale è influenzata dal comportamento di tale persona cambia nel modo ordinario e acquisisce una grande fiducia in sé stessa. Diventa testimonia nell’intera rappresentazione della vita. Se ti siedi sull’acqua, puoi tenerla al sicuro, se permetti che si sporchi su una barca, puoi tenerla asciutta con l’acqua. Se perdi più sale nell’acqua e lo conservi altrove, se hai una condizione più elevata, in cucina se hai un consumo maggiore allora il consumo durerà più a lungo. Quando viene consumato, si dissolve nell’oceano dell’oceano. La gioia è assoluta. Non possiede dualità. Non é comme la felicità o l’infelicità, la gioia è una cosa singolare. Ed allorché balzate in essa, apprendista con facilità com godere di ogni cosa, sia piacevole che ridicola. Il primo caso non scorgere la bellezza, il secondo viene presentato con umorismo come la persona ridicola. La cosa significativa è che il Sahaja Yogi è un grande musicista, un grande scrittore, un grande oratore, un grande oratore. In ogni caso, si crea lentamente in questo modo, soprattutto quando si tratta dell’altro lato. Ogni persona e ogni persona è colui che è in possesso: puoi facilmente evolvere e goderti una vita vera. E’ come una candela che accende un’altra candela. La storia attraversa il processo di vedere il mondo e vivere una vita forte che può ancora essere fatto intrapersonalmente nel cinema. Prima di tutto, in qualche modo, non so come credere che la mia vita allo stesso tempo Dio mi abbia offerto l’opportunità di parlare al popolo cinese, ma l’ho trovato preciso e sensibile al grande spirito di spiritualità. No, è una coincidenza. È inevitabile che questo determinerà ciò che accade. Inoltre, la tua vita è stata notata dal numero che coincide con me, ma non so cosa sia Dio, non sono sicuro di sapere cosa Dio stia dicendo. Confucio insegnò all’umanità come migliorare le relazioni tra gli esseri umani. Tuttavia, in Cina, Lao Tze ha descritto magnificamente il Tao, che significa la Kundalini. Ed Io ho compiuto la traversata del fiume Yangtze, atraverso il quale Lao Tze é pasto molte volte. Pertanto, quando la Chiesa cerca di mostrare questo fiume, quando si tratta della Kundalini, essa scorre dall’altra parte e non bisogna lasciarsi tentare dalla natura di ciò che è. La natura intorno al fiume Yangtze è senza alcun dubbio, assai, assai meravigliosa ma si deve seguire il fiume. Se però non avete correnti, potreste aver provato pericoloses, dovete però informarvi di un buon navigatore che sappia trasportarlo attraverso la corrente, nel punto più vicino al mare. A quel punto corre come se fosse silenzioso ed estremamente lento quando scorre. Questo è lo stato dei benefici del mio crescere filosofico: dire che Lao Tze è il più grande, è allora che Lao Tze ha parlato. Tuttavia, poiché l’argomento era sottile, essa non fu tratta nella maniera così netta et precisa comme ora ve la sto illustrando. È una sciocchezza dirmi che, prima di questa augusta assemblea. Dopo aver viaggiato attraverso tutto il mondo, il mio ritorno al Cinema è uno dei miei Paesi migliori per quanto tutela la spiritualità. Che il Divino benedica voi tutti!   (1) HP Salve, Le mie memorie, Nuova Delhi, LET Books, 2000.   Discorso di Shri Mataji Nirmala Devi alla “Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne”. Pechino (Cina), 13 settembre 1995. Redazione Italia
June 6, 2026
Pressenza
Quanto conta Gaza nel mondo?
Quanto conta Gaza nel mondo? Due milioni su otto miliardi, è una parte di quarantamila. Quanto contano 500 persone che manifestano in piazza a Milano, una città di due milioni di abitanti? Una su quarantamila. La stessa proporzione. Una minima parte, ma con un enorme significato. In piazza la rappresentazione delle atrocità che l’uomo sa compiere. A Gaza non è la rappresentazione. Il simbolo di una resistenza durissima. Ieri a Milano cinquecento persone hanno aperto lo straordinario sudario che da mesi sta girando l’Italia, una grandissima stoffa dove sono scritti a mano i ventimila nomi dei bimbi palestinesi uccisi a Gaza. Ci potranno mai perdonare un giorno di non essere riusciti a fermare le mani che li uccidevano? Potremo noi mai guardare negli occhi i bimbi sopravvissuti che sono stati per anni sotto le bombe, braccati come scarafaggi da un esercito armato fino ai denti e guidato da pazzi criminali? Il tritacarne che stritola i palestinesi va avanti, lento e inesorabile, come il bulldozer che avanza, spostando detriti e cadaveri, un frullato di perfidia che solo l’essere umano tra tutti gli esseri viventi di questo pianeta sa fare. Noi guardiamo Israele dicendo: “Ma come è possibile che non fermino i loro governanti? Come possono lasciare che questo genocidio continui? Non ha anticorpi quella società? Non implode? Come fanno ad andare avanti? Come possono credersi il “popolo eletto”?” E ora pensate ad un essere vivente di questo pianeta che non faccia parte di questo genere maledetto, il nostro. Penserà esattamente le stesse cose, ma non del popolo di Israele, di tutti noi. “Cosa fanno? Perché non si fermano? Perché non fermano i loro governanti? I loro eserciti di morte? Chi credono di essere? Stanno prendendosi tutto: ammazzano, depredano, violentano, distruggono. Non ha anticorpi quella specie animale?” In Palestina vi è lo spaccato del peggio e del meglio che sa fare l’essere umano. La brutalità e la poesia, le risate volgari e le lacrime sospese. Siamo cresciuti tra fiabe e poi film dove, praticamente sempre, vinceva il bene sul male. In Palestina, nel mondo, sta vincendo il male. Il bene arranca, balbetta, cerca di farsi spazio, alza la mano, chiede la parola. Così hanno provato a fare queste 500 persone che ieri a Milano hanno sfilato in silenzio per dire: Basta! Fermatevi! Tornate a casa giovani soldati trasformati in assassini. Per quanto tempo dovrete chiedere perdono? E noi che abbiamo sfilato con i vostri nomi, bambini di Gaza volati via, anche noi vi chiediamo perdono. Non abbiamo fatto abbastanza. E a voi, bimbi di Gaza, donne e uomini schiacciati in uno spazio sempre più piccolo e vuoto, promettiamo di andare avanti, non smetteremo di spingere quella porta che vi ha chiuso dentro, quelle porte delle galere che hanno chiuso i vostri padri, fratelli, zii, nonni. Dobbiamo spingere più forte per ridare la libertà ad un intero popolo, e a tutti e tutte noi. Andrea De Lotto
June 6, 2026
Pressenza
Perù: due programmi economici, lo stesso vuoto
Dopo la chiusura della campagna elettorale dei due candidati alla presidenza della Repubblica del Perù, Keiko Fujimori e Roberto Sánchez, è indispensabile esaminare i programmi di governo per poter votare con cognizione di causa. A questo proposito, la ricercatrice principale dell’Istituto di Studi Peruviani (IEP), Roxana Barrantes, presenta un’interessante analisi di uno dei settori fondamentali per il futuro governo, che avrà un’influenza diretta sui cittadini: l’economia. CIÒ CHE NÉ FUJIMORI NÉ SÁNCHEZ DICONO AL PERÙ SULLA SUA STABILITÀ ECONOMICA C’è una domanda a cui nessuno dei due programmi di governo nel ballottaggio peruviano risponde con onestà: da dove arriveranno i soldi? Fuerza Popular promette di portare la spesa sanitaria al 7% del PIL e quella per l’istruzione al 6%, creare diverse nuove istituzioni e formalizzare un milione di MYPES. Da parte sua, Juntos por el Perú promette di estendere il programma Juntos a un milione di madri urbane, aumentare il salario minimo vitale a 1.500 soles, riattivare il Fondo di stabilizzazione dei combustibili e raddoppiare gli investimenti rurali. Sono promesse che, sommate, rappresentano un enorme onere fiscale. E nessuno dei due ha chiaro come finanziarle. Questo, in un paese che nel 2024 ha violato per il secondo anno consecutivo le proprie regole fiscali — con un deficit del 3,5% del PIL, al di sopra del limite consentito — non è un dettaglio da poco. È l’eredità più pesante che riceverà chi vincerà il 7 giugno, ed entrambi i programmi la trattano con una leggerezza che dovrebbe allarmare. La tentazione, in dibattiti come quello di questa settimana, è quella di classificare i piani in base a chi offre maggiore stabilità per gli investimenti privati. Si tratta di una domanda valida, ma incompleta. Gli investimenti privati non avvengono in una camera a tenuta stagna: necessitano di equilibrio dei poteri, di un potere giudiziario che funzioni, dello Stato di diritto. Senza quel contesto istituzionale, il tipo di investimento che si attira non è quello che trasforma un’economia: è un investimento rentista, che sottrae e non costruisce. E su questo, i due programmi presentano gravi problemi. Nel caso di Fuerza Popular, il problema più evidente non sta in ciò che dice il programma, ma in chi lo sostiene. Il Congresso che accompagnerebbe quel governo è lo stesso che, secondo i dati del piano rivale, ha promosso più di mille progetti di legge con un costo fiscale stimato in 27 miliardi di soles all’anno in esenzioni a grandi interessi economici. La pressione fiscale è scesa dal 17,5% al 14,6% del PIL in meno di quattro anni. Ogni punto perso equivale a oltre dieci miliardi di soles in meno per scuole, centri sanitari e strade. Di fronte a questo storico, la promessa di una riforma fiscale che semplifichi e formalizzi suona come una volontà senza contrappeso. Nel caso di Juntos por el Perú, il rischio più grave è l’incertezza giuridica. Il loro programma parla di rivedere il sistema delle concessioni minerarie, dare priorità alle future concessioni alle imprese che accettino condizioni di trasferimento tecnologico, costituire un fondo sovrano con i proventi minerari e decretare una moratoria in Amazzonia. Sono proposte che, prese nel loro insieme, incidono sulla sicurezza giuridica dei contratti in vigore e possono innescare arbitrati internazionali. Il Perù ha un vantaggio comparativo nel settore minerario — non è ideologia, è geografia — e la sfida non è negare tale vantaggio, ma sfruttarlo per finanziare il capitale umano e le infrastrutture che attivino una dinamica economica più diversificata. Dire che non esporteremo più rocce è uno slogan, non una politica. L’industrializzazione proposta da JP è strutturalmente corretta come orizzonte a lungo termine. Il problema è che costruire raffinerie, parchi industriali e catene del valore metallurgiche richiede decenni di investimenti sostenuti e una certezza giuridica che lo stesso programma mette a rischio con le sue altre proposte. Non c’è contraddizione più costosa di questa. Un tema che merita particolare attenzione è la proposta di Fuerza Popular di cambiare la governance della SUNAT attraverso un consiglio di amministrazione. Chi ricorda gli episodi del RUC sensibile alla fine degli anni ’90 sa che qualsiasi modifica istituzionale nell’amministrazione fiscale che non preveda protezioni esplicite contro l’ingerenza politica può trasformarsi in uno strumento di pressione sui contribuenti. La SUNAT ha bisogno di una riforma, sì, ma di una riforma che rafforzi la sua autonomia tecnica, non che la esponga a nuove influenze. Alla fine, la domanda che rimane aperta dopo aver letto entrambi i programmi non è quale dei due sia più filo-mercato o più filo-Stato. È una domanda più scomoda: quale dei due ha più probabilità di governare con sufficiente coerenza istituzionale affinché le sue promesse — qualunque esse siano — si trasformino in politiche reali e non in chiacchiere? Nessuno dei due programmi risponde a questa domanda. E in un paese che da anni governa in modalità di crisi, questa omissione è, forse, il rischio maggiore di tutti. Vedi l’articolo originale su Jugo.pe. Redacción Perú
June 6, 2026
Pressenza
Militari israeliani in Sardegna: esposto alla CPI dell’Aja
Secondo notizie di stampa e interrogazioni parlamentari, circa cento famiglie di riservisti dell’IDF (Israel Defense Forces) starebbero trascorrendo un periodo di vacanza e cosiddetta “decompressione” presso strutture di lusso in Sardegna. Tali militari provengono da un esercito attualmente impegnato in operazioni belliche che hanno causato decine di migliaia di vittime civili, distruzioni sistematiche e accuse gravissime di violazioni del diritto internazionale umanitario. La Sardegna sta diventando, per il secondo anno consecutivo, luogo di tali soggiorni senza che la Regione o le istituzioni locali abbiano ricevuto comunicazioni preventive o chiarimenti circa le procedure di sicurezza e la natura di tali accordi. È attualmente in corso un’attività d’indagine da parte della Corte Penale Internazionale riguardo a potenziali crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nei territori coinvolti dal conflitto. Per queste ragioni il Comitato Costituzione Attiva ha presentato un esposto alla Corte Penale Internazionale dell’Aja. Sassari, 5 giugno 2026 Comitato Costituzione Attiva – Sassari esposto_militari_israeliani_sardegna_con_allegati Redazione Sardigna
June 6, 2026
Pressenza
Ucraina: cessiamo il fuoco!
Non provo alcuna simpatia per il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelens’kjy, anzi…, ma, come si dice, “anche un orologio rotto due volte al giorno segna l’ora esatta” e quindi, nessuno se ne abbia a male, dico in tutta onestà che sono d’accordo con quanto scrive nella sua lettera a Putin, poichè ritengo seria e motivata la sua proposta di Pace e penso che sprecare questa occasione significherebbe condannare a morte decine di migliaia di giovani Ucraini e Russi per poi arrivare tra qualche mese, nella migliore delle ipotesi, o tra qualche anno di guerra alle stesse conclusioni che sono oggi proposte. Intendiamoci, io considero il Presidente Zelens’kjy uno dei signori della guerra, al pari di Putin, ovviamente, ma anche di Biden, di Ursula von der Leyen, di Boris Johnson, di Jens Stoltenberg, di Mark Rutte, di Olaf Scholz, di Friedrich Merz, di Emmanuel Macron, di Mario Draghi, di Giorgia Meloni e compagnia bella. La guerra in Ucraina non è iniziata peraltro nel 2022 ma nel 2014 come guerra civile per il controllo  del Donbass. Una guerra in cui l’Occidente appoggiava l’Ucraina e suoi governi mentre la Federazione Russa sosteneva le autoproclamate repubbliche popolari di Doneck e Lugansk (ora, peraltro, annesse a tutti gli effetti alla Federazione Russa, insieme alla Crimea ovvero a circa il 20% del territorio Ucraino). Il conflitto attuale, che gli Ucraini indicano come “guerra su vasta scala” e che Putin si ostina a chiamare “operazione militare speciale di denazificazione”, è iniziato il 24 febbraio del 2022 ed è la prosecuzione della guerra in Donbass, un tumore maligno che in Europa nessuno ha saputo nè voluto seriamente eradicare. Perchè ritengo che la lettera che il presidente Zelens’kjy ha inviato al suo collega Putin e che contiene una proposta di Pace sia da prendere sul serio? Zelens’kjy venne eletto al ballottaggio contro l’oligarca ed ex presidente Petro Porosenko che sosteneva e aveva praticato politiche ultranazionaliste, promuovendo la lingua Ucraina come unica lingua dello stato e mettendo di conseguenza al bando il Russo, che è la lingua madre di almeno il 30% della popolazione, sempre Porosenko aveva voluto riabilitare, quando non addirittura proclamare come eroi della patria, tutti i combattenti che si erano opposti, durante la Seconda Guerra Mondiale, all’Armata Rossa, combattendo di conseguenza, spesso e volentieri, al fianco dei nazisti tedeschi e rendendosi inoltre autori di efferate stragi contro Ebrei, Zingari e Polacchi che abitavano nei territori sotto il loro controllo. Zelens’kjy, durante la campagna elettorale, a parole, sosteneva invece il pieno rispetto della lingua e cultura Russa, dichiarando di essere lui stesso di madre lingua Russa e tenendo nelle regioni orientali comizi in Russo. Promise di operare per la Pace con la Russia, nel rispetto degli accordi di Minsk, e la lotta alla corruzione. Chi lo ha votato lo ha fatto dunque per questi motivi, che poi lui sia stato fedele a questi impegni presi con il popolo è tutt’altro paio di maniche. Il presidente Zelens’kjy sa che la sua popolarità ha avuto un tracollo per tre ragioni di fondo: le indagini contro la corruzione, che sono arrivate a lambirlo; la discriminazione verso i Russi di Ucraina, che hanno risentito pesantemente della russofobia che ha continuato a demonizzarne la loro Storia e la loro Cultura (si pensi ad esempio alla rimozione della statua della Zarina Caterina la Grande da una piazza di Odessa, città che ne deve l’esistenza)  e la guerra, che ha voluto prolungare respingendo le iniziali proposte russe di Pace, sperando che l’aiuto della Nato l’Ucraina avrebbe ottenuto la vittoria militare e quindi la riconquista dei territori persi nel 2014. Un vasto e spontaneo movimento di base, formato soprattutto di giovani autoconvocatisi attraverso i social media, nel luglio del 2025 è sceso in piazza, cosa assai inconsueta per un Paese in guerra, per protestare contro la legge che voleva mettere sotto il controllo del governo i due principali enti anticorruzione, un movimento che si è quindi schierato contro il Parlamento, il Governo e il Presidente, che furono quindi costretti ad abrogare in tutta fretta la legge in questione. Inoltre ormai la gente comune è stanca della guerra e vorrebbe il cessate il fuoco e trattative per una Pace giusta. Anche in questo secondo caso monta la protesta con le grandi mobilitazioni contro un’altra legge approvata dal Parlamento allo scopo di decretare come morti in guerra gli oltre 90 000 dispersi. I manifestanti, con cui ho parlato nei pressi di Majdan Nezaleznosti (Piazza dell’Indipendeza a Kiev), sono i famigliari dei soldati. Sarebbe più giusto dire le manifestanti poichè al 90% sono donne ossia le madri, le mogli, le sorelle e le fidanzate riunitesi dal basso contro la legge che, senza prove in mano, vuole cancellare la loro speranza di poter un  giorno riabbracciare vivi i loro cari. Queste donne coraggiose chiedono un cessate il fuoco permenenete, lo scambio dei prigionieri o delle loro salme. Voglio insomma la verità su ciò che è succcesso ai loro cari, li rivogliono indietro  vivi, ma se davvero sono morti pretendono un corpo a cui dare degna sepoltura. Si tratta anche in questo caso di un movimento che assume sempre di più connotazioni politiche di critica nei confronti del Presidente, del Governo e del Parlamento. Zelens’kjy si muove attualmente in due direzioni opposte: da un lato continua a lisciare il pelo delle forze più estremiste, neo fasciste e neonaziste riabilitando i loro eroi, a partire dal nazionalista suprematista Stepan Bandera, e dall’altro è costretto a fare credibili proposte di Pace sapendo che ne uscirebbe bene sia se fossero accolte, permettendogli di avere così un ruolo nel processo di Pace, sia se venissero respinte da Mosca, rendendo così giustificabile agli occhi della popolazione la guerra, vista come unica alternativa alla capitolazione. Zelens’kjy ha ragione quando chiede un immediato cessate il fuoco, da proseguire per tutto il tempo necessario alle trattative di pace, allo stesso tempo appare eccessiva la richiesta perentoria di Mosca di assumere il controllo dell’intero Donbass e cioè di quei territori che gli Ucraini hanno strenuamente difeso fino ad oggi, come precondizione ad ogni trattattiva. Non me ne vogliate ma in questo momento è Putin a frenare una ipotesi realistica di Pace, ossia il congelamento della guerra sull’attuale linea del fronte, d’altro canto vi sono  diverse potenze Europee come la Germania e il Regno Unito, insieme a Polonia e ai Paesi Baltici che continuano a gettar benzina sul fuoco. Nel frattempo il movimento contro la guerra in Europa e nel mondo, che ha dato origine ad imponenti manifestazioni contro il genocidio in Palestina e che si è mobilitato (a dire il vero in misura assai minore) contro l’aggressione Usa al Venezuela, contro la guerra di Israele e Stati Uniti d’America contro l’Iran ed il Libano, e al tempo stesso a sostegno delle Flottille di Mare, la Freedom e la Sumud, così come alla Carovana di aiuti via Terra, bloccata dai Libici e a ora a difesa di Cuba indipendente e socialista, sulla questione Ucraina dorme sonni profondi, malgrado noi Europei ed Italiani questa guerra la alimentiamo fornendo importanti e costosissimi aiuti militari. Ci sono persone che per mobilitarsi contro una guerra vogliono sapere chi sono i buoni ed i cattivi, ma spesso non esiste una parte buona in una guerra, basti pensare alla Prima Guerra Mondiale, ad esempio. E’ tempo quindi di scendere in piazza anche contro la guerrra in Ucraina, contro chi l’ha provocata, contro chi ha violato con una aggressione il Diritto Internazionale, contro chi l’ha alimentata e contro chi di volta in volta ha sabotato le trattative di Pace. Il movimento per la Pace è l’unico soggetto che può imporre, attraverso i propri governi, alle parti in conflitto un immediato cessate il fuoco, anzi meglio sarebbe dire “cessiamo” il fuoco poichè il nostro governo e l’Unione Europea nel suo complesso, con poche coraggiose eccezioni, sono tra quelli che questo focolaio di guerra, questa orribile ed inutile carneficina (che tuttavia è fonte di incalcolabili guadagni per una ristretta minoranza di oligarchi, capitalisti e di politici corrotti) continuano ad alimentare scherzando con il fuoco, rendendo questa guerra ogni giorno più pericolosa per tutti. Mauro Carlo Zanella
June 6, 2026
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