
Restituire valore alle biblioteche: più libri, meno propaganda di guerra
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Saturday, January 31, 2026Una biblioteca pubblica e/o privata, prima dell’attuale decadenza, soprattutto per il disinvestimento dei governi e delle amministrazioni locali in “cultura”, la concorrenza dei social e delle forme sostitutive di informazione realizzate dalla Intelligenza Artificiale, emanava un’aura particolare, di luogo protetto e affascinante. Un’atmosfera che veniva dai libri che, consultati, studiati, presi in prestito, costituivano il patrimonio a cui fare capo per capire il Mondo. La manipolazione del libro portava le tracce di coloro che già lo avevano letto, spesso sottolineando parole e frasi, annotando in margine, un segno della propria presenza di lettore anonimo, anche se era pratica non conforme alle regole d’uso.
Nel film 84 Charing Cross Road (1987), la protagonista cerca e legge solo di libri usati, ne ama i segni impressi dalla mano altrui e, dunque, il pensiero incarnato nella lingua letta. Maria Moliner, autrice del primo vocabolario di lingua spagnola a uso popolare, promosse le biblioteche circolanti nella Spagna dell’ultima Repubblica, soprattutto in Andalucía dove l’analfabetismo soprattutto femminile toccava quasi il 100%100.
Il fatto che la biblioteca in questione (nella segnalazione inviataci da Cremona) sia comunale starebbe a ricordarne gli aspetti di partecipazione attiva della cittadinanza, di luogo culturale a cui i fruitori concorrono, formandosi allo spirito critico, dubbioso, tipico del buon lettore. Il cittadino cremonese, il cives, deve invece essere grato del servizio rivolto alla collettività grazie alla partecipazione dell’esercito.
In forma apparentemente bonaria, è stata ospitata la presentazione – il 21 gennaio – del Calendario dell’Esercito 2026. Il Generale Carmine Sepe, ricordando il motto “Lo giuro”, a cui lo scorrere dei giorni si ispira, parla di lealtà, di dovere, di obbedienza alle “regole di ingaggio” che diventano norme etiche, di comportamento per tutti noi, a cui allevare infanzia e gioventù nelle scuole.
Certo, sempre per bonomia, i ricavi saranno devoluti all’Opera Nazionale di Assistenza ai figli dei morti per la Patria (e i mercenari, i contractor inviati in missioni di esportazione della pace?). Anche il calendario ha dismesso la sua aura popolare, sostituito dai dispositivi elettronici che ci ricordano ogni giorno dove e cosa siamo.
I nostri nonni, che avevano vissuto lotte e guerre di inizio Novecento, amavano il Calendario di Frate Indovino, con i suoi disegni ingenui in stile Domenica del Corriere, le ricette, gli aforismi dei santi nato nel 1946 ad opera dei Francescani, rappresentava l’augurio di un nuovo inizio, della speranza post-bellica (ancora oggi si pubblica in un formato non dissimile dall’originale).
Non sappiamo quando ci verrà presentato in un luogo pubblico, scuola o biblioteca, il Calendario dei Carabinieri, editato nel 1928, oggetto di collezionismo. Complimenti a chi dirige la Biblioteca Comunale di Cremona, al coordinatore cittadino della rete bibliotecaria: ingenuità o malafede, nella difficile navigazione a vista in questi tempi amari.
Magari in controtendenza, qualcuno potrebbe organizzare la presentazione del calendario a cura di Alessandro Portelli con le sue 22 date, fatidiche per la memoria collettiva, dalla Breccia di Porta Pia ai fatti del G8 di Genova (a cura di A. Portelli, Calendario civile. Per una memoria laica, popolare e democratica degli italiani, Donzelli, 2017).
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui:
Fai una donazione una tantum
Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!
Fai una donazioneFai una donazione mensilmente
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona mensilmenteFai una donazione annualmente
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona annualmente