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Appunti Resistenti per la libertà d’insegnamento
L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ INSIEME A DOCENTI PER GAZA HA ELABORATO UN LIBRETTO, CHIAMATO IN MANIERA EVOCATIVA APPUNTI RESISTENTI PER LA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO, CON LO SCOPO DI RICORDARE AI COLLEGHI E ALLE COLLEGHE I DIRITTI CHE POSSIAMO RIVENDICARE DAVANTI AI TENTATIVI DI CENSURA, REPRESSIONE E INTIMIDAZIONE NEL CASO DI INIZIATIVE CHE NON PIACCIONO AL GOVERNO, COME QUELLE LEGATE ALLA QUESTIONE PALESTINESE CHE ULTIMAMENTE HA VISTO ANCHE L’INTERVENTO DEGLI ISPETTORI IN ALCUNE SCUOLE. SI INVITANO I/LE DOCENTI A SCARICARE IL PDF E A FAR CIRCOLARE IL MATERIALE PER UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA DELLA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO GARANTITA DAL DETTATO COSTITUZIONALE. PARTE PRIMA – INTRODUZIONE E MOTIVAZIONI DELL’OPUSCOLO Le recenti ispezioni ministeriali che hanno interessato alcune scuole, “colpevoli” di aver invitato Francesca Albanese a parlare di Palestina, rappresentano un ulteriore salto di qualità della repressione nel nostro Paese. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza crediamo che sia molto importante reagire in modo coordinato e visibile a questo attacco alla libertà di insegnamento, anche perché niente possono gli ispettori di fronte alla normativa che ci tutela pienamente. Questo opuscolo è pensato sia come strumento politico e guida normativa che come proposta concreta sul piano della didattica: se vogliono colpire la libertà di insegnamento, come docenti abbiamo il dovere di difendere tale norma di rango costituzionale e rivendicarla all’interno del nostro lavoro quotidiano; se rinunciamo a parlare di Palestina, a scegliere autonomamente gli esperti che devono entrare nelle nostre scuole, allora avranno avuto ragione a “colpirne uno per educarne cento”. LA SITUAZIONE Contro il genocidio del popolo palestinese si è sviluppata una mobilitazione come mai nel recente passato. La scuola, in tutte le sue componenti, ha svolto un ruolo fondamentale, contribuendo a formare quel senso comune generale di condanna di fronte a una massima ingiustizia. Si è così evidenziata una enorme distanza fra il Parlamento italiano, quasi tutto schierato per la guerra e il riarmo, e la maggioranza dell’opinione pubblica che, in un’ottica antimilitarista, vuole una vera pace in Palestina e la fine del conflitto russo-ucraino. A conferma di questa enorme distanza si veda l’immediata reazione popolare rispetto alle gravissime vicende in corso in Venezuela. Le mobilitazioni popolari contro le guerre hanno fatto e fanno paura. Invece di ascoltarne le ragioni, maggioranza e buona parte dell’opposizione, appoggiate da quasi tutti i media, hanno amplificato singoli episodi, del tutto marginali rispetto al quadro generale, per iniziare un’opera di delegittimazione delle proteste e, conseguentemente, di repressione. Denunce, multe, arresti, negazione degli spazi per discutere, assalti squadristici per impedire i dibattiti: la cronaca di questi giorni testimonia della gravità della situazione. Solo chi non vuole vedere non si accorge del cosiddetto “doppio standard” messo in atto da chi ci governa (ciò che ritengo legittimo per la mia parte, diventa intollerabile se compiuto dai miei “nemici”) e non si accorge del tentativo di rendere “normale” la guerra e necessari il riarmo e la leva militare. A SCUOLA In questo quadro, ispettori ministeriali sono stati inviati nelle scuole per controllare l’operato di docenti, studentesse e studenti, in nome di un supposto diritto al contraddittorio, che dovrebbe impedire la strumentalizzazione dell’istruzione. La nota ministeriale n. 6545 del 12 dicembre 2025, paradossalmente, afferma il ruolo formativo, democratico, pluralistico della scuola, ma di fatto lo vìola, criminalizzando proprio quelle attività che sono pluralistiche, democratiche e formative, in quanto forniscono dati di informazione e studiano criticamente la situazione palestinese. Si tratta quindi di una intimidazione politica nei confronti di dirigenti scolastici, docenti, studenti e studentesse, che però non ha una base normativa. * In primo luogo, va ricordato che la Scuola pubblica statale è per sua natura “pluralistica”, in quanto il personale viene reclutato non in base a una specifica appartenenza ideologica (come avviene nelle scuole private “di tendenza”), ma attraverso una pubblica selezione, e ciò fa sì che studentesse e studenti e le stesse famiglie incontrino docenti e personale sicuramente di diversa formazione e orientamento politico e culturale. * In secondo luogo, va ricordato che esiste il Testo unico, tuttora in vigore (Decreto Legislativo n. 297/1994) che, attraverso gli organi collegiali, regola la vita democratica della scuola. Un testo che devono rispettare anche i dirigenti scolastici, visto che, secondo il Decreto Legislativo n. 165/2001, questi ultimi devono operare «nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici». * Infine, è utile ribadire quanto previsto nell’art. 33 della nostra Costituzione: «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento», concetto ribadito anche nel CCNL. Ma torniamo alle ispezioni. Si è, innanzitutto, determinato un clima di paura e di intimidazione, che ha portato dirigenti scolastici zelanti ad annullare iniziative già programmate, mentre diversi docenti hanno dovuto giustificare il loro operato, dimostrando così che l’obiettivo del ministro non era certo quello di garantire il pluralismo/contraddittorio, ma, molto più banalmente, di impedire che si discutesse del genocidio del popolo palestinese. Un intento confermato dal fatto che ciò è avvenuto unicamente sulla Palestina, mentre in passato il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, non ha mai invocato il criterio del pluralismo/contraddittorio rispetto alla presenza nelle scuole di esperti esterni. COME REGOLARSI IN QUANTO DOCENTI A nostro avviso basterebbe seguire la normativa che regola il mondo della scuola. Proviamo a ricapitolare: * ogni scuola approva un proprio PTOF. All’interno di questo documento, coerentemente con i nostri principi costituzionali, vengono esplicitati gli orientamenti generali e le priorità rispetto all’azione educativo-didattica. * tutto ciò che viene programmato coerentemente col PTOF è pienamente legittimo. Addirittura la normativa vigente prevede anche (art. 3, comma 2, d.P.R. n. 275/1999, come modificato dall’art. 1, comma 14, della l. n. 107/2015) il rispetto delle cosiddette opzioni di gruppo minoritario. * negli ultimi anni una programmazione unitaria è inoltre prevista rispetto all’Educazione Civica e all’Orientamento. Tale programmazione unitaria va articolata all’interno dei singoli Consigli di Classe. * per quanto riguarda l’Educazione Civica (l. n. 92/2019 e Linee Guida d.m. n. 183/2024) i consigli di classe possono individuare le tematiche trasversali e, per esempio, potrebbero indicare come centrale (come è avvenuto in alcune realtà) il tema della pace e della guerra. * per quanto riguarda l’Orientamento (Linee Guida d.m. n. 328/2022 e successive Note di attuazione), esso viene definito come un processo che accompagna tutto il percorso scolastico, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli, capaci di scegliere e di riprogettarsi in un mondo in rapido cambiamento. Conoscere e saper comprendere i conflitti non vi è dubbio che aiuti a formare cittadini consapevoli. QUINDI UN PROGETTO SULLA PACE E SULLA GUERRA, INDIVIDUALE E/O COLLETTIVO, È DEL TUTTO LEGITTIMO E PREVISTO DALL’ATTUALE ORDINAMENTO SCOLASTICO. LA FUNZIONE DOCENTE Spetta al/alla singolo/a docente articolare il lavoro, grazie alla propria professionalità, durante le ore di lezione e utilizzare, nei modi che ritiene più opportuni, l’eventuale contributo di esperti esterni, con l’unica condizione che questi ultimi non esprimano idee contrarie alla Costituzione. Del resto, è del tutto impossibile pensare a un “contraddittorio permanente”, modello mutuato dai talk show televisivi e orientato a generare tifoserie invece che sviluppare il pensiero critico dei discenti a partire dai processi di ricerca. Infine, per quanto riguarda gli/le esperti/e esterni eventualmente invitati/presenti nelle assemblee studentesche di istituto (scuola secondaria di secondo grado), anche in questo caso basta rispettare la normativa vigente, d.lgs. n. 297/1994 e Statuto delle studentesse e degli studenti. In particolare l’art. 13, comma 6, del d.lgs. n. 297/1994 prevede che: «Alle assemblee di istituto svolte durante l’orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio d’Istituto». Se questi passaggi normativi risultano rispettati, qualsiasi ispezione non potrà fare altro che constatare la correttezza dell’operato di quelle docenti e quei docenti che hanno ritenuto formativo ed essenziale per il loro lavoro educativo portare studenti e studentesse a conoscenza non solo degli aspetti economici, ideologici, geopolitici, etici, ma anche del coinvolgimento altissimo delle popolazioni civili – fino ad arrivare alla volontà genocida – che caratterizza le guerre a noi contemporanee. FAQ 1. Se ho deciso di invitare un/a esperto/a nelle mie ore di lezione, devo per forza passare dal Consiglio di Classe? No. Durante la propria ora di lezione in caso in cui si segua la propria programmazione disciplinare, che può essere modificata nell’effettivo percorso di insegnamento-apprendimento, possono essere invitati esterni per approfondimenti; il passaggio per il consiglio di classe può essere un’ulteriore tutela, ma non un obbligo. La comunicazione alla D.S. è d’obbligo solo per quello che riguarda la faq n. 2. * Se ho deciso di invitare un/a esperto/a nelle mie ore di lezione, devo per forza comunicarlo al dirigente? Si, ma solo se l’esperto viene in presenza per motivi di sicurezza e assicurazione; un intervento on line non ha bisogno di autorizzazione; qualora il Dirigente scolastico sollevi problemi, rivolgersi al proprio sindacato.   * Cosa devo scrivere sul registro? Ogni docente ha l’obbligo di tenere aggiornato il registro elettronico con le attività svolte (art. 41 del R.D. 30/04/1924 n. 965). È sufficiente scrivere l’argomento della lezione. * Sono obbligata/o a comunicare ai genitori preventivamente la presenza di un esperto? No, se svolto all’interno della propria programmazione e della propria ora di lezione (così come non si comunica la visione di un film, la scelta di un documento o qualsiasi approfondimento disciplinare[1] [2] [3] ); si può prevedere, tuttavia, di inserire nel registro l’eventuale incontro proprio anche al fine di sottolineare la libertà di insegnamento. Se il progetto rientra nella programmazione del consiglio di classe consigliamo di scrivere sul registro l’attività che si svolgerà. * Quali sono brevemente e precisamente i passaggi che consigliate di fare in modo da essere blindati da un punto di vista normativo? a) Nella propria ora di lezione, se si tratta un argomento inerente la disciplina insegnata e la programmazione prevista, il docente non ha alcun obbligo da rispettare, se non eventualmente quello di informare preventivamente il dirigente scolastico che nel giorno e nelle ore stabilite sarà presente nei locali della scuola un esperto esterno. b) Nella propria ora di lezione, se si tratta un argomento non inerente la disciplina insegnata, ma previsto nel PTOF o nella propria programmazione come attività di educazione civica o orientamento, il/la docente non ha alcun obbligo da rispettare, se non eventualmente quello di informare preventivamente il dirigente scolastico che nel giorno e nelle ore stabilite sarà presente nei locali della scuola un esperto esterno. * Possono gli studenti chiamare un/una esperto/a esterno/a durante l’assemblea? Si, per un totale di 4 volte l’anno (art. 13, comma 6, del d.lgs. n. 297/1994) con la delibera del Consiglio di istituto. In molte scuole i consigli di istituto, per accelerare la procedura, ad ogni inizio di anno scolastico, delegano con specifica delibera, la Giunta esecutiva o addirittura il dirigente scolastico a valutare la congruità dell’intervento esterno con le norme di legge le regole interne alla scuola e autorizzare l’intervento. Si sconsiglia di non concedere tale delega al DS in difesa del ruolo degli organi collegiali. * Anche se non sono di materie umanistiche posso affrontare argomenti di attualità storico-politica? Si, inserendoli nelle ore di orientamento e di educazione civica; se diverso da quanto previsto nella programmazione del consiglio di classe questo va coinvolto. * Quali sono brevemente e precisamente i passaggi che consigliate di fare in modo da essere blindati da un punto di vista normativo? Vedi faq n.1. TABELLA DI SINTESI PER APPROVAZIONE PROGETTI RESISTENTI A QUALUNQUE ISPEZIONE periodoorgano collegialecose da faresuggerimentiAgosto/ settembrecollegio docenti• Controllo della conformità del progetto con il PTOF  punti da attenzionare: • Obiettivi Educativi: Definisce gli obiettivi generali e specifici, in linea con le indicazioni nazionali e le esigenze locali. • Progettazione Curricolare: -Dettaglia i percorsi disciplinari, i curricoli, le metodologie didattiche e i criteri di valutazione per ogni materia e classe. • Progettazione Extracurricolare: Include attività extra, come laboratori, progetti speciali, scambi culturali, viaggi di istruzione, che arricchiscono l’offerta.  settembreDipartimenti    e poi     Collegio docenti         consiglio di classe: prime intese sulla programmazione di classe•durante  la elaborazione del PTOF o del suo aggiornamento annuale ad opera dei dipartimenti;   inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g       • inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.gessere generici (tipo “attività di interesse formativo riguardo i diritti umani”)     essere generici (tipo “attività di interesse formativo riguardo i diritti umani”)ottobre /novembreconsiglio di classe• inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g “programmazione della classe”;   • inserimento del progetto/attività in uno di questi “scatoloni”: –orientamento; -ed. civica; -FSL.Se non si ha già il progetto specifico da inserire, essere generici, e far mettere a verbale gli obiettivi educativi del PTOF che si intendono valorizzare con le proprie proposte; lo “scatolone” Orientamento è il più flessibile e modificabile nel corso dell’anno scolastico, quindi puntare su questo se si vuole avere la possibilità di inserire una attività specifica successivamente; riguardo alla Formazione Scuola Lavoro, ricordiamo che anche le scuole in quanto enti pubblici possono essere struttura ospitante.dicembre/febbraio                         fino a fine annoconsigli di classe o scrutini• inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g “ulteriore eventuali intese sulla programmazione della classe” o in alternativa segnalazione dell’attività al cdc e al Tutor per l’orientamento;   • se il progetto/attività non può essere comunicato per la breve tempistica, in un cdc: avvisare i membri del consiglio di classe, e p.c. la dirigenza tramite mail istituzionale;A.A.A. per ogni progetto/attività deliberato va data pronta comunicazione tramite la funzione “agenda” del registro elettronico. In tal modo, infatti, saranno avvisati tutti i soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, nell’attività della classe (docenti del C.d.C., alunni, genitori).     N.B.: anche nei casi in cui si è soliti comunicare tramite whatsapp et similia, dopo le comunicazioni e le adesioni mandare comunque una mail all’intero consiglio, e p.c. alla dirigenza, in cui si formalizza l’adesione al progetto, iniziando la mail con la seguente dicitura “Come anticipato e deciso per le vie brevi…” A.A.A. Se il dirigente, nonostante l’approvazione del C.d.C avesse da eccepire, rispondete allegando il verbale dove avete fatto inserire gli obiettivi educativi del PTOF a cui si rifanno le vostre proposte progettuali. A.A.A. Anche se il progetto / attività dovesse svolgersi esclusivamente nella propria ora, in caso di coinvolgimento di figure esterne alla scuola (come nel caso del webinar di Francesca Albanese), ed essendo la programmazione di classe una attività interdisciplinare, sentire comunque prima il parere del C.d.C. nello specifico per ed. civica e orientamentoTutto l’annoNessuno• attività nelle proprie ore di lezione e per le proprie discipline, come approfondimento, ad esempio, di uno specifico tema anche con la presenza di un esperto esterno;Durante la propria ora di lezione in caso in cui si segua la propria programmazione disciplinare (per esempio, sono una insegnante di storia e sto spiegando la colonizzazione spagnola in seguito alla scoperta dell’America e faccio un confronto con il colonialismo del Novecento parlando del conflitto in Palestina del 1936-39 proponendo Ilan Pappé),  possono essere invitati esterni per approfondimenti. La comunicazione alla D.S. è d’obbligo solo se l’esperto è in presenza, per motivi di sicurezza e assicurazione. SCARICA GLI APPUNTI RESISTENTI PER LA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO IN PDF. appunti resistentiDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La scuola, luogo di educazione e inclusione, non di repressione e controllo
Un ragazzo ucciso a scuola da un altro ragazzo: una di quelle notizie che non vorresti mai sentire. Così come tutte le riflessioni su quello che si sarebbe potuto fare e non si è fatto, sui limiti della scuola, sulle difficoltà a comprendere un disagio così profondo e diffuso. I limiti della scuola sono evidenti, in parte figli di un’impostazione didattico-educativa che ha subordinato lo sviluppo dello spirito critico all’addestramento; in parte determinati dalle condizioni oggettive di lavoro: classi pollaio, strutture inadeguate, tempo scuola ridotto, ruolo sociale dei docenti e del personale, che difficilmente può essere autorevole se oltre il 25% dei lavoratori continua ad essere precario. Senza dimenticare che la scuola opera all’interno di un contesto più generale complesso e articolato, nel quale violenza e ingiustizie sono puntualmente presenti. E in alcuni casi poco considerate, per esempio la recente guerriglia in autostrada fra tifosi – si fa per dire – della Fiorentina e della Roma non ha scandalizzato quasi nessuno, o, comunque, nessuno ha chiesto provvedimenti eccezionali. Come sempre, sotto la spinta dell’emozione/indignazione le prime soluzioni proposte sono tutte orientate in senso esclusivamente repressivo. I ragazzi, in generale, sono individuati come potenziali delinquenti, i migranti, con riferimento esplicito alle cosiddette seconde generazioni (Salvini), come non disponibili a integrarsi. Analisi supportate, anche, da una certa dose di razzismo, “l’uso del coltello è prevalente in certe etnie“, ha affermato il sindaco di La Spezia, dimenticando le 75 coltellate “italiane” inflitte a Giulia Cecchettin. Si chiedono pene più severe, si fa riferimento alla discussione sul nuovo “Pacchetto sicurezza”, che, come afferma il presidente di Antigone, Patrizio Gonella, “non aumenta la sicurezza dei cittadini ma riduce le garanzie, indebolisce i controlli e colpisce diritti fondamentali. È una visione della sicurezza fondata sulla repressione, non sulla legalità costituzionale“. E, soprattutto, perché un nuovo intervento sulla sicurezza a pochi mesi dalla legge n° 80/25, che avrebbe dovuto, grazie alla tanto sbandierata stretta repressiva, rendere il Paese più sicuro? Per proporre un nuovo intervento, quella legge, evidentemente, non ha funzionato. Ma se il nuovo intervento va nella stessa direzione, perché quest’ultimo dovrebbe essere efficace? Peraltro, il codice penale in vigore interviene puntualmente rispetto al possesso di armi improprie e proprie. C’è poi la soluzione specifica proposta per le scuole: l’introduzione dei metal detector. Se vogliamo spettacolarizzare il problema e non affrontarlo è la scelta migliore, come quando stai male e invece di curare la malattia ti poni esclusivamente l’obiettivo di riportare alla normalità la temperatura corporea. Dopo il covid sarebbe stato necessario, a partire dalle scuole, ricostruire ambienti che favorissero socializzazione e relazioni, supportare alunne e alunni dal punto di vista psicologico, ma sarebbero stati necessari seri investimenti, rinnovare l’edilizia scolastica, potenziare il tempo pieno, altro che blaterare di classi 4.0. Purtroppo, la scuola, per questo governo, ma anche per i precedenti, non è certo una priorità. Veramente si pensa che grazie ai metal detector non ci saranno più bullismo, violenza di genere, sopraffazione? Di più, se si ottenesse il risultato sperato, non ristabiliremmo un rapporto autorevole ma autoritario, avremmo la sconfitta della scuola della Costituzione (quella di cui parlava Calamandrei), la sua trasformazione in caserma (cosa che sembra piacere a questo governo) o prigione. Luoghi, questi ultimi, pur nella evidente e incontestabile differenza, non certo esenti dall’esercizio della violenza. Invece di ragionare su un impossibile controllo continuo e costante, storicamente fallito ogni volta che si è praticato, perché non puntare sulla capacità educativa della scuola, di una scuola aperta all’esterno, in grado di condividere le sue strutture (biblioteche, palestre, laboratori) con il territorio, costruendo legami sociali dove c’è solitudine, emarginazione, esclusione? Perché non pensare ad una scuola che, al suo interno, sviluppi le proposte didattiche con l’obiettivo di rendere autonomi alunne e alunni, autonomi perché in grado, grazie allo studio, di orientarsi nel mondo, di leggerne, e contestarne, le ingiustizie, di superare, attraverso l’educazione all’affettività, rapporti personali caratterizzati dal possesso e dalla tossicità? Infine, non è possibile un nuovo patto educativo se all’esterno della scuola si praticano “i due pesi e le due misure”, se si giudicano i fatti in base alla vicinanza, o alla lontananza, rispetto ai protagonisti, se si tace su un genocidio, o si guarda con simpatia a un leader, per ultimo Trump, per cui ciò che è giusto è stabilito dai rapporti di forza. Non servono lacrime di coccodrillo, se all’esterno è normale “urlare”, portare con sé un’arma sarà considerato altrettanto “normale”. Antonino De Cristofaro, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Rilevazione alunni palestinesi nelle scuole: a che cosa serve?
In data 08 gennaio u.s. l’Ufficio Scolastico Territoriale di Roma, su indicazione del Ministero dell’Istruzione, ha emanato una nota (“Rilevazione alunni/studenti palestinesi a.s. 2025/26”), con cui ha richiesto ai dirigenti scolastici “informazioni circa la presenza di alunni/studenti palestinesi presso le istituzioni scolastiche nel corrente anno scolastico”, senza specificare né la motivazione né lo scopo di tale rilevazione. Alle note critiche che sono state immediatamente sollevate e che rilevavano l’aspetto discriminatorio di una tale rilevazione, il Ministero ha replicato, con una nota firmata dalla Dr.ssa Palumbo, che la rilevazione sarebbe stata avviata dalla Direzione affari internazionali del Ministero “allo scopo di favorire il pieno inserimento scolastico degli studenti palestinesi nelle scuole (…) per conoscerne il numero e l’ordine scolastico di frequenza” al fine di “assicurare la migliore accoglienza e integrazione nel percorso scolastico degli studenti palestinesi”. L’attività avrebbe quindi le stesse finalità e userebbe lo stesso format utilizzato dal precedente governo per gli studenti ucraini. Ma nel testo della nota dell’USP di Roma non si parlava di azioni di accoglienza né di integrazione degli alunni/e e degli studenti/esse palestinesi, ciò che invece era stato fatto per gli studenti/esse ucraini/e espatriati/e dopo l’invasione russa dell’Ucraina, per i quali il Ministero aveva previsto specifici finanziamenti per le attività di accoglienza a scuola, organizzando un monitoraggio mirato diretto agli allievi/e ucraini/e accolti/e dopo il 24 febbraio 2022 (come è chiarito in una nota ministeriale del 9 marzo 2022). Nella nota dell’8 gennaio sugli allievi/e palestinesi non si fa riferimento all’arrivo recente di allievi/e palestinesi né si chiarisce il senso e la finalità della rilevazione. Perciò, una rilevazione che segua le indicazioni date non deve distinguere tra allievi/e palestinesi residenti in Italia da anni, e allievi/e arrivati/e di recente. Quando il Ministero avvierà concretamente le stesse azioni messe in atto per gli studenti/esse ucraini/e, la questione avrà forse un altro aspetto. Ma certamente la giustificazione data a posteriori dal Ministero, evidentemente per replicare alle critiche mosse da più parti, non appare congrua con le precedenti azioni del Governo. Sin dall’inizio dell’invasione russa, il Governo Italiano ha sostenuto l’Ucraina, assicurandole un costante sostegno economico, politico e militare, e organizzando un’accoglienza della popolazione ucraina profuga di guerra. Invece, rispetto alla situazione palestinese, lo stesso Governo non solo ha mostrato un atteggiamento di assoluta indifferenza verso il massacro subito dalla popolazione palestinese, ma ha appoggiato le posizioni del Governo Israeliano, anche quando le sue azioni sono sfociate nel genocidio; ha emanato decreti che tendono a reprimere le critiche al governo israeliano assimilandole addirittura all’antisemitismo. E perciò resta intatto il fondato timore che la rilevazione verso gli studenti/esse palestinesi abbia un senso diverso da quello conclamato, e possa essere una forma di schedatura su base etnica o nazionale, il che sarebbe un’ulteriore novità nel panorama scolastico italiano, almeno dopo il 1948. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Crescita dell’industria delle armi in Italia: speculazione e riarmo
MIRE SPECULATIVE ATTORNO AL RIARMO Oggigiorno a chi voglia investire nel mercato azionario viene vivamente consigliato un pacchetto di titoli, gran parte dei quali relativi a imprese di armi con rendimenti in crescita da almeno quattro anni. Il potenziale risultato per queste imprese sarebbe un incremento dei backlog (nuovi ordinativi), specie se proverranno dagli eserciti NATO. L’Alleanza Atlantica è infatti una garanzia di affari per i titoli azionari del comparto Difesa, sebbene nei prossimi due anni la loro crescita non dovrebbe essere uniforme: verranno premiate soprattutto le aziende che hanno investito maggiormente in tecnologie innovative e si sono specializzate in specifici settori (droni, AI, sensoristica). Ergo, a beneficiare di questa situazione potrebbero essere soprattutto imprese, anche di piccole dimensioni, che hanno optato per le specializzazioni produttive indotte dalle nuove tecniche di guerra. Specializzazioni capaci di attrarre finanziamenti pubblici e privati e tali da poter essere utilizzate anche in ambito civile, almeno in parte (non casualmente, sempre più spesso sulla stampa economica si parla della necessità di potenziare le tecnologie duali). Prendiamo come esempio il programma Golden Dome, che nel corso degli ultimi due anni ha ricevuto sempre maggiori finanziamenti: dai 25 miliardi iniziali siamo arrivati, a fine 2025, a quasi 180. Tale scudo missilistico rappresenta un sistema bellico complesso, una sorta di architettura della guerra che mette insieme radar, intercettori, software, l’intero ambito della cyber-resilience. Se le commesse aumentano, di conseguenza anche il peso specifico di queste componenti crescerà e ciò non riguarderà soltanto il settore della Difesa: i benefici in termini di fatturato saranno a vantaggio di tutte quelle aziende che, a vari livelli, partecipano alla realizzazione di questi sistemi. Per esemplificare: si va dall’informatica alle telecomunicazioni, dall’Intelligence ai satelliti, e poi alla sensoristica e a una miriade di altri ambiti. Il punto è che il successo di un sistema di guerra avvantaggia tutte le aziende – spesso invisibili e microscopiche – che si nascondono dietro alle grandi multinazionali: a esse vengono affidate ricerche e produzioni relative a piccole parti dell’intero sistema, nel contesto di una complessa e variegata filiera di guerra che sfugge ai nostri occhi. Ipotizziamo ora un investimento in Borsa su titoli in crescita, sia chiaramente legati alla produzione di armi, sia su aziende apparentemente neutre che risultino però cruciali per la progettazione o la produzione di sistemi bellici. All’investitore le banche potrebbero ad esempio consigliare un pacchetto già definito con fondi di investimento ad alto rischio, quotati in una borsa europea e tra loro diversificati, ma potrebbe anche arrivare direttamente un’offerta da parte di un broker o di istituti finanziari interessati al successo di titoli azionari legati alle armi. E allora la nostra – sia pur parziale e sintetica – descrizione delle mire speculative che vi sono attorno al Riarmo può esser forse d’aiuto per comprendere il rapido riposizionamento degli investimenti occorso a partire dalla guerra in Ucraina in poi: si tratta di un processo che ha visto l’ascesa di alcune imprese a discapito di altre, e in cui complessivamente si segnala un maggior successo in Borsa dei titoli legati alle multinazionali di guerra europee rispetto a quelle statunitensi. LA DIFESA IN ITALIA Per quanto concerne l’Italia, la Difesa è trainata dall’industria aeronautica, aerospaziale e, in parte, navale. Fa invece scalpore che, come sostenuto dallo studioso Giorgio Beretta in un saggio del 2023,[1] il peso dell’industria delle armi nell’economia italiana vada ridimensionato. Riferendosi ai dati dell’Anpam,[2] egli ha precisato che il giro d’affari di armi e munizioni comuni equivale a quello dell’industria del giocattolo. Di più, la stessa produzione di armi a scopo militare, ritenuta indispensabile da tanti commentatori economici, anche considerata assieme al suo indotto impiega “solo il 3,8% di tutti gli occupati nel settore manifatturiero”[3]. E, cosa ancor più importante, non produce che lo 0,6% del Pil italiano. Tuttavia, pur senza assumere il carattere determinante che, in modo interessato, già gli attribuiscono certi opinionisti, nell’arco di qualche anno le dimensioni di questo controverso settore potrebbero aumentare, e in modi significativi. Peraltro, visti i processi su cui abbiamo già insistito, la filiera militare potrebbe darsi un’articolazione inedita, collocando in una sorta di invisibilità diversi suoi settori. Intanto, negli ultimi cinque anni l’Europa ha raddoppiato la spesa per la difesa. O, volendo essere fiscali – e tenendo quindi conto dell’inflazione –, si è registrato quasi il 70% di spesa in più, con un rapporto spesa/Pil per la prima volta sopra il 2%. Si tratta di un continuo finanziamento pubblico alle imprese di guerra che non produce vera crescita nei paesi interessati, avvantaggiando solo specifiche frazioni capitalistiche. Può sembrare un paradosso, ma molti degli odierni cantori del Riarmo sono quelli che, in altre fasi, sostenevano il più rigido controllo del debito pubblico in tutti gli Stati europei. Ora, invece, propugnano una politica virtualmente in grado di accrescerlo in modo esponenziale. Invero, non tutti gli economisti condividono il dogma del contenimento del debito a qualsiasi costo. Ma colpisce che il suo superamento avvenga per il settore militare e non a sostegno delle spese sociali. F. Giusti, S. Macera, E. Gentili, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università [1] G. Beretta, Il paese delle armi. Falsi miti, zone grigie e lobby nell’Italia armata, Altreconomia, 2023. [2] Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni sportive e civili. [3] Redazione «la Difesa del Popolo», In Italia, la produzione di armi vale quanto quella dei giocattoli, 8 Marzo 2023, in https://www.difesapopolo.it/in-italia-la-produzione-di-armi-vale-quanto-quella-dei-giocattoli/. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Un argine alla “cultura della difesa” attraverso percorsi di pace. Osservatorio su Rivista DEP di “Ca Foscari”
PUBBLICHIAMO IN PDF IL TESTO DI CRISTINA RONCHIERI, DOCENTE E PROMOTRICE DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, APPARSO SUL N. 56-57, 12/2025 – GUERRA ALL’INFANZIA DELLA RIVISTA TELEMATICA DI STUDI SULLA MEMORIA FEMMINILE DEP – DEPORTATE, ESULI, PROFUGHE DELL’UNIVERSITÀ DI VENEZIA “CA FOSCARI” DIRETTA DA BRUNA BIANCHI (CLICCA QUI PER LA RIVISTA). IL TITOLO DEL SAGGIO È UN ARGINE ALLA ‘CULTURA DELLA DIFESA’ ATTRAVERSO PERCORSI DI PACE. IL LAVORO DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ. INTRODUZIONE AL N. 56-57, 12/2025 – GUERRA ALL’INFANZIA La guerra a bambini e bambine, principali vittime o bersagli privilegiati delle guerre contemporanee, il loro vissuto, i tentativi di protezione giuridica, l’opera di aiuto da parte delle donne umanitarie, è stato un asse portante della Rivista fin dal suo primo numero. Alla luce degli eventi recenti, DEP riprende e amplia questo tema e nelle sue rubriche lo affronta dal punto di vista storico, filosofico, giuridico, educativo, nei suoi rapporti con il femminismo e l’ecologia. Gli infanticidi perpetrati a Gaza hanno avviato un processo di legittimazione della guerra genocidaria che tende a privare l’infanzia di ogni forma di protezione e la guerra russo-ucraina ha esacerbato il processo di militarizzazione nei paesi coinvolti nel conflitto. A quest’ultimo tema è dedicata una intera sezione, mentre un saggio nella rubrica Ricerche invita a riflettere anche sulla militarizzazione “di tutti i giorni” che invade le menti infantili. Un’altra rubrica, Testimonianze, raccoglie scritti poetici e letterali di giovani scrittori e scrittrici palestinesi nonché alcune “lettere” che da tante parti del mondo sono state dedicate ai bambini di Palestina, lettere di indignazione, dolore, condivisione e amore a base della rivolta morale, antidoto alla guerra, che sarà al centro di un prossimo numero di DEP. UN ARGINE ALLA ‘CULTURA DELLA DIFESA’ ATTRAVERSO PERCORSI DI PACE. IL LAVORO DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ 11_RonchieriDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Sigonella, tra militarizzazione e odierni scenari internazionali di guerra
IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE E DEL PRESIDIO PREVISTI PER OGGI, DOMENICA 18 GENNAIO 2026, A SIGONELLA, PUBBLICHIAMO UN INTERESSANTE REPORTAGE DI ANTONIO MAZZEO, DOCENTE PEACE RESEARCHER E PROMOTORE DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ SUGLI SCENARI DI GUERRA CHE PRENDONO LE MOSSE PROPRIO DALLA BASE MILITARE DI SIGONELLA IN SICILIA. LA BASE DI SIGONELLA NEGLI ODIERNI SCENARI DI GUERRA INTERNAZIONALI L’analisi dei tracciati dei velivoli con e senza pilota delle forze armate USA di stanza nella base siciliana di Sigonella confermano il ruolo chiave di questa infrastruttura nei più sanguinosi scenari bellici internazionali, dal conflitto russo-ucraino (più propriamente ormai russo-NATO), al genocidio perpetrato da Israele contro la popolazione palestinese della Striscia di Gaza, fino ai raid israeliani contro Siria, Libano, Yemen e Iran. Grazie all’attività di monitoraggio di ItaMilradar è possibile ricostruire alcune delle operazioni più rilevanti dal punto di vista strategico-militare, effettuate dai droni di intelligence e dai pattugliatori marittimi statunitensi. Si tratta di veri e propri interventi di guerra che coinvolgono pericolosamente la Sicilia in violazione della Costituzione italiana e delle norme del diritto internazionale, accelerando i processi di militarizzazione del territorio ed esponendo sempre più l’Isola a possibili ritorsioni da parte di quei paesi e/o attori armati “obiettivi” delle incursioni USA e NATO. I “GLOBAL HAWK” DI SIGONELLA IN FUNZIONE ANTI-RUSSIA L’ultima missione monitorata dal sito specializzato ItaMilRadar risale alla notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 gennaio 2026. Un drone RQ-4B “Global Hawk” di US Air Force denominato “FORTE10”, dopo essere decollato dalla base di Sigonella ha effettuato una lunga missione di intelligence e riconoscimento in Europa centrale ed orientale. Dopo aver lasciato la base siciliana, il “Global Hawk” ha attraversato lo spazio aereo della Grecia e dei Balcani, per poi dirigersi verso la Polonia e la Lituania. A conclusione della missione, il drone ha fatto rientro verso Sigonella. “Nonostante non siano disponibili dettagli pubblici sull’operazione, la geometria del tracciato suggerisce che si è trattata di una classica missione a largo raggio ISR (intelligence, sorveglianza e riconoscimento) su obiettivi in Europa orientale e nordorientale”, scrivono gli analisti di ItaMilRadar. “La traiettoria del volo ha incluso estese linee rette e cambi di direzione sulla Polonia e la regione Baltica (…) Il tipo di profilo mostra che l’RQ-4B ha raccolto notevoli dati di intelligence in diverse regioni con una singola sortita”. “Ciò che rende degna di nota questa missione non è la novità ma la sua regolarità”, aggiunge ItaMilRadar. “Dopo settimane di ripetuti voli di “FORTE” svoltisi in aree geografiche simili, la missione della notte tra il 14 e 15 gennaio conferma che queste attività ISR a lungo raggio sono parte di un trend operativo costante più che una mera reazione a un singolo evento. Il volo odierno si inserisce in uno schema più ampio già osservato nei giorni precedenti, con assetti USA e NATO che mantengono una continua consapevolezza situazionale attorno ai confini di Ucraina, Bielorussia e dell’enclave russa di Kaliningrad”. ItaMilRadar sottolinea inoltre come l’impiego di NAS Sigonella quale base di partenza e arrivo di queste missioni evidenzia il ruolo di hub strategico assunto nell’ambito delle operazioni ISR dell’Alleanza Atlantica. “Dal sud Italia, piattaforme come il drone RQ-4B possono raggiungere il Mediterraneo orientale, il Mar Nero e la regione del Baltico con una singola missione, offrendo una flessibilità strategica che altre differenti location potrebbero ottenere. Il volo mette in risalto ancora una volta il ruolo centrale di Sigonella a sostegno della copertura ISR a notevoli altitudini e di lunga durata del fianco orientale della NATO”. (1) Il 6 gennaio 2026 era stato un altro RQ-4B “FORTE10” di US Air Force a svolgere una lunga missione ISR in Europa orientale e nel Mar Nero. “Il volo partito da Sigonella evidenzia ancora una volta l’attenzione di Washington su quanto sta accadendo in Europa dell’Est”, evidenzia ItaMilRadar. “La missione è importante non solo per il suo scopo geografico ma anche per la sua durata. Si tratta della prima missione svolta da “FORTE” quest’anno, e segue settimane di elevata attenzione sull’attività militare russa nella regione del Mar Nero e le numerose sortite dei velivoli USA e NATO dei giorni scorsi. L’apparizione odierna dell‘RQ-4B si inserisce in uno schema ben consolidato: sorveglianza persistente, a notevole altezza per assicurare una copertura di lunga durata di aree marittime e costiere sensibili senza entrare nello spazio aereo contestato”. Il drone decollato da Sigonella ha sorvolato per ore lo spazio aereo internazionale del Mar Nero, dove i “Global Hawks” USA raccolgono di norma segnali radar, dati e immagini di intelligence. “Queste missioni sono particolarmente preziose date le restrizioni in atto sull’accesso navale e aereo in parti di questo bacino; consentono inoltre il monitoraggio costante dei movimenti militari, dei dislocamenti navali e delle attività di difesa aerea lungo il fianco meridionale della Russia”. “Non si è in possesso di fonti aperte su eventuali target di interesse specifico per questa missione, ma la presenza di “FORTE10” sul Mar Nero coincide di norma con periodi di accresciuta attività navale o aerea, esercitazioni, o più alti livelli di allerta lungo il fronte di guerra russo-ucraino e in Crimea”, rilevano gli analisti militari. (2) ESCALATION DEI VOLI USA NEL TEATRO DI GUERRA UCRAINO In verità nelle ultime settimane le attività nello scacchiere di guerra russo-ucraino dei “Global Hawk” di US Air Force di stanza nella base siciliana si sono fatte più numerose e più complesse. ItaMilRadar, in particolare, ha tracciato il 19 novembre 2025 la rotta di un drone RQ-4BSicilia-Grecia-Bulgaria fino allo spazio aereo della Slovacchia, della Polonia e, infine, del Baltico, dove il velivolo è rimasto in volo per oltre 24 ore “monitorando regioni di interesse strategico come Kaliningrad, la Russia occidentale e la Bielorussia”. (3) Ancora una prolungata attività di intelligence è stata svolta da un “Global Hawk” di Sigonella sullo spazio aereo dell’enclave russa di Kaliningrad il 4 dicembre 2025. La rotta ha coperto ancora una volta il corridoio aereo della regione a sud del Mar Baltico, “un’area che normalmente ospita l’attività ISR occidentale data l’alta concentrazione di unità militari russe a Kaliningrad”, riporta ItaMilRadar. “Il volo odierno di FORTE10 è stato più ampio e più lungo del normale, suggerendo una missione finalizzata a massimizzare la copertura del corridoio tra Polonia e Lituania (il cosiddetto Suwałki Gap) e degli approcci marittimi a Kaliningrad. Questa tipologia di intervento è coerente con la raccolta di segnali strategici di intelligence, particolarmente importanti in periodi di accresciuta attività militare nella regione”. (4) Una successiva missione nella regione baltica è stata effettuata da un RQ-4B “Global Hawk” di Sigonella la notte tra l’8 e il 9 dicembre 2025. In questo caso il drone si è spinto molto più ad est, sorvolando il Golfo di Bothnia per poi spingersi ancora più in profondità nello spazio aereo della Svezia e della Finlandia orientale, assai vicino alla regione occidentale della Russia. (5) Ancora Kaliningrad è stata il target della missione del “Global Hawk” con codice di volo 11-2046, decollato da Sigonella l’11 dicembre 2025.“Il drone ha effettuato ripetute orbite lungo i confini della Lituania e della Polonia con l’enclave russa, con lo scopo di raccogliere dati strategici sui movimenti, le comunicazioni e le attività di difesa aerea delle unità russe”, spiegano gli analisti. “Dopo aver completato il lavoro attorno a Kaliningrad, FORTE10 ha continuato la sua rotta verso nord attraversando la Lettonia e l’Estonia, estendendo poi la missione ancora oltre prima di far ritorno in Sicilia dopo aver sorvolato i Balcani”. (6) Il 15 dicembre un altro “Global Hawk” di US Air Force ha raggiunto da Sigonella il Mar Nero e l’area prossima a Kaliningrad. “Il tracciato di volo indica chiaramente lo svolgimento di una missione finalizzata ad un’ampia raccolta di dati di intelligence, soprattutto focalizzata sull’attività di difesa aerea, sulle emissioni radar e i movimenti lungo le aree costiere controllate dalla Russia”, riporta ItaMilRadar. CONTRO MOSCA PURE I POSEIDON DI US NAVY Nelle stesse ore veniva tracciata la “prolungata” missione sul Mar Nero occidentale di un pattugliatore Boeing P-8A “Poseidon” di US Navy, anch’esso decollato dalla base siciliana di Sigonella. “Il velivolo ha operato nello spazio aereo internazionale a largo delle coste di Romania e Bulgaria”, rilevano gli analisti. “Dopo aver completato le sue attività iniziali nel Mar Nero, il Boeing P-8A “Poseidon” si è riposizionato più ad est e ha svolto un prolungato periodo in orbita sullo spazio aereo internazionale a largo della città russa di Novorossijsk. Quest’area è di particolare interesse in quanto ospita una base chiave della Flotta della Marina Militare della Russia nel Mar Nero oltre ad una serie di importanti infrastrutture navali. Il transito prolungato su quest’area suggerisce lo sforzo per ottenere il maggior numero di dati sensibili sulle attività navali, i movimenti portuali e le possibili operazioni dei sottomarini russi”. Coincidenza vuole che proprio il 15 dicembre 2025 si sia registrato l’attacco da parte delle forze armate ucraine con un drone navale contro un sommergibile nucleare russo ormeggiato nel porto di Novorossijsk. Lo strike ha causato importanti danni alle infrastrutture logistiche portuali e ad una fiancata del sottomarino. “Non si sa se ci sia una connessione con la missione del pattugliatore P-8A osservata nel pomeriggio di oggi, ma la coincidenza temporale solleva più di una questione”, commenta ItaMilRadar. “I due assetti ISR di notevole importanza, attivi contemporaneamente sul Mar Nero, confermano ancora una volta l’importanza strategica dell’area per le operazioni di massima allerta della NATO (..) La presenza concorrente di un P-8A “Poseidon” e di un RQ-4B “Global Hawk” evidenzia un approccio ISR stratificato su più livelli, mettendo insieme le capacità di pattugliamento marittimo con la sorveglianza da grandi altitudini. Questo tipo di coordinamento è divenuto sempre più comune a partire dell’inizio della guerra in Ucraina, così come le operazioni dei “Global Hawk” sul Mar Nero sono divenute meno frequenti in comparazione con le prime fasi del conflitto, mentre è cresciuta l’attenzione sul teatro baltico”. (7) Realizzati dal colosso industriale Boeing modificando i velivoli 737/800 impiegati nel settore commerciale, i “Poseidon” sono equipaggiati con sofisticati radar APY-10 che possono mappare un’area di 10.000 metri quadri da una distanza di più di 220 miglia. Gli aerei possono essere impiegati contro “target” di superficie e in immersione lanciando missili antinave AGM-84 Harpoon e siluri Mark 54. Sempre relativamente alle più recenti attività dei pattugliatori P-8A di US Navy di stanza a Sigonella, vanno segnalate le missioni nel settore centrale ed orientale del Mar Nero effettuate il 13, 18 e 20 dicembre 2025. In particolare, giorno 20 il pattugliatore ha operato per diverse ore in prossimità della penisola della Crimea e dell’area portuale di Novorossijsk. “Considerate la durata e la profondità di questa missione è ipotizzabile lo svolgimento di un attento monitoraggio dei corridoi marittimi e dell’area costiera utilizzati dalle unità della Marina militare russa che operano dalla base navale di Novorossijsk”, scrive ItaMilRadar. (8) Fin dall’inizio del conflitto in Ucraina, il porto di Novorossijsk è divenuto sede della Flotta russa nel Mar Nero, anche a seguito del minore utilizzo e della maggiore vulnerabilità della base di Sebastopoli. Quest’ultima località è stata sottoposta in passato a ripetuti strike da parte delle forze armate ucraine. In particolare il 23 giugno 2024 alle 12 ora locale, l’Ucraina ha attaccato la Crimea lanciando 5 missili “Atacms” di produzione statunitense. Secondo quanto ufficialmente dichiarato da Mosca, quattro missili sarebbero stati neutralizzati dalla contraerea mentre il quinto è caduto su una spiaggia di Sebastopoli causando la morte di cinque persone tra cui tre bambini, mentre altre 120 persone sarebbero rimaste ferite. Nelle stesse ore dell’attacco missilistico in Crimea, diversi analisti internazionali hanno tracciato il volo di un drone “Global Hawk” di US Air Force: dopo il decollo dalla base siciliana di Sigonella esso ha raggiunto il Mar Nero; a circa 200 Km a sud della città di Yalta (Crimea) il velivolo ha spento il transponder rendendosi invisibile agli apparati radar. Il drone è poi rientrato nella mattinata del 24 giugno a Sigonella. (9) I PATTUGLIATORI USA DI SIGONELLA NON MOLLANO. ANZI RADDOPPIANO Il 22 dicembre 2025 sono stati tracciati i voli contemporanei sul Mar Nero di un P-8A “Poseidon” di US Navy e di un aereo-spia Gulfstream E.550 CAEW dell’Aeronautica Militare italiana, in dotazione al 14° Stormo di Pratica di Mare. Il velivolo italiano ha ripetutamente sorvolato lo spazio aereo nei pressi della città di Costanza, Romania. “Da questa posizione, l’aereo ha fornito una sorveglianza aerea e terrestre a largo raggio, operando come centro di comando e controllo aereo lungo il fianco orientale della NATO”, spiega ItaMilRadar. “Allo stesso tempo un P-8A Poseidon di US Navy ha condotto una missione di lunga durata coprendo una grande porzione del Mar Nero. Inizialmente esso ha operato nel settore occidentale per poi estendere la sua attività più ad est, fino all’interno del bacino. L’intero profilo di volo è coerente con un’ampia missione ISR finalizzata ad ottenere consapevolezza sullo scenario marittimo complessivo più che ad attenzionare una singola aerea”. “Questa ampia copertura è particolarmente rilevante nell’odierna fase del conflitto”, aggiungono gli analisti. “Nei giorni scorsi, l’attività navale russa è apparsa più cauta, specialmente nel Mar Nero orientale, a seguito degli attacchi ucraini contro infrastrutture militari e obiettivi navali. Operando sia nei settori occidentali che in quelli orientali, il P-8A è stato incaricato probabilmente di monitorare i movimenti delle unità di superficie, i cambiamenti di postura e gli eventuali ridislocamenti”. “Ciò che risalta nell’attività odierna è la contemporaneità delle due missioni: mentre il P-8A si focalizza sulla sorveglianza marittima del bacino, il CAEW italiano assicura un comando aereo più vicino al territorio NATO, rafforzando il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le forze armate alleate”, concludono gli analisti. “L’Italia continua a impiegare la propria flotta CAEW nella regione del Mar Nero inviando un chiaro segnale di impegno nel fianco est della NATO, mentre la persistente presenza dei “Poseidon” di US Navy confermano il loro ruolo centrale nel monitoraggio dell’attività navale della Russia. In un teatro dove l’intelligence e il pronto allarme sono decisivi, missioni come quella di oggi influenzano moderatamente l’equilibrio, assicurando una costante visibilità e pressione, anche senza un’aperta escalation”. (10) Il pomeriggio del 23 dicembre 2025, il fronte nord-orientale è stato teatro di due contemporanee missioni ISR di due pattugliatori Boeing P-8A “Poseidon” di US Navy, entrambe con lo scopo di monitorare due importanti hub navali militari russi.Anche se indipendenti l’una dall’altra, le due operazioni hanno condiviso la loro logica strategica: mettere sotto stretta osservazione le maggiori basi della Marina militare della Russia nell’Artico e nel Mar Nero. “La prima missione ha avuto luogo sul nord dell’Atlantico e nel Mare di Barents”, riporta ItaMilRadar. “Da questa posizione, il velivolo ha monitorato l’area legata a Murmansk, sede della Flotta del Nord della Russia. Murmansk rimane una pietra angolare della potenza navale di Mosca, ospitando infrastrutture strategiche per i sottomarini, compresi gli assetti legati alla deterrenza nucleare. L’attività di sorveglianza in questa regione è perciò una costante priorità per l’aviazione navale della NATO”. “Successivamente, un altro pattugliatore “Poseidon” ha svolto una missione sul Mar Nero, principalmente rivolta a monitorare le acque a largo di Novorossijsk, uno dei più importanti hub navali russi nella regione”, aggiungono gli analisti. “A seguito dei ripetuti attacchi dell’Ucraina e della riduzione progressiva dell’operatività marittima della Russia registratasi un po’ ovunque, Novorossijsk è divenuta ancora più centrale per le unità di superficie e per i sottomarini che operano nel Mar Nero”. Grazie alla duplice missione contemporanea, i pattugliatori di US Navy hanno assicurato la “copertura” dei due pilastri centrali della postura militare della Russia: la Flotta settentrionale nell’Artico e quella del Mar Nero a sud. “Le due sortite evidenziano ancora una volta la flessibilità dei pattugliatori P-8A e l’abilità di US Navy nel sostenere una persistente sorveglianza marittima attraverso ampi spazi”, aggiunge ItaMilRadar. “Dalle acque ghiacciate del Mar di Barents al contrastato bacino del Mar Nero, le principali basi navali russe rimangono sotto costante osservazione”. (11) La pressione dei P-8A “Poseidon” di stanza a Sigonella sulle flotte russe schierate nell’Artico e nel Mar Nero è proseguita con intensità fino ad oggi. Una missione di intelligence e sorveglianza è stata effettuata il 31 dicembrea sud di Novorossijsk; un’altra il 3 gennaio 2026 nel Mar Baltico e nelle regioni più a nord, principalmente nell’area prossima alla città di San Pietroburgo e nella regione di Murmansk. La sortita, in quest’ultimo caso, è stata tracciata dalla sua partenza dall’Islanda, fino all’attraversamento dello spazio aereo della Norvegia. Nei giorni precedenti, l’area prossima a San Pietroburgo era stato un obiettivo centrale delle operazioni di monitoraggio dei velivoli NATO, data la sua rilevanza per la movimentazione delle unità navali e dei sottomarini russi e per la difesa delle infrastrutture navali più sensibili. “La cosa più importante è però quanto avvenuto dopo”, riportano gli analisti. “Dopo aver completato il segmento baltico, il “Poseidon” non è rientrato subito alla base. Al contrario si è spostato verso l’Alto Nord e la regione del Mar di Barents, con la traiettoria di volo puntata in direzione di Murmansk, area che ospita la Flotta settentrionale russa, con i suoi più importanti assetti navali strategici (…) L’abilità nel trasferimento, in un paio d’ore, dal Mar Baltico alla vasta area militarmente sensibile di Barents invia un chiaro messaggio sulle capacità di pronto intervento e ricerca USA”. “Strategicamente – conclude ItaMilRadar – più che considerare separatamente il Baltico e l’Artico, la NATO sembra essere intenzionata a rinforzare una visione più integrata dello scenario marittimo settentrionale. La postura marittima russa nel Baltico non può essere pienamente compresa senza considerare gli sviluppi attorno alla penisola di Kola e, viceversa. Un singolo aereo che lega entrambe le aree in una sola missione rafforza questo messaggio”. (12) PATTUGLIATORI DA SIGONELLA PER IL GENOCIDIO DI GAZA I pattugliatori P-8A “Poseidon” schierati a Sigonella hanno assunto un ruolo chiave anche nell’ambito delle operazioni USA a supporto delle campagne belliche di Israele contro i territori palestinesi e contro alcuni paesi confinanti. La sera del 9 dicembre 2025 è stata tracciata una missione “inusuale” di un pattugliatore di US Navy nel Mediterraneo orientale: invece delle normali attività di sorveglianza in quest’area di mare, il velivolo ha effettuato una rotta “irregolare ed atipica” a sud di Cipro, con tanto di differenti tracciati orbitali sulle zone vicine. In particolare il “Poseidon” ha svolto attività ISR nello spazio aereo prossimo alla Siria e al Libano. “La missione si è svolta a metà bacino, tra Cipro e la costa egiziana, un’area dove raramente sono state osservate missioni di questo genere da parte di un Poseidon”, riferiscono gli analisti di ItaMilRadar. “Data la natura del velivolo e l’inusuale geometria del tracciato, è possibile che il P-8A si sia concentrato su una specifica unità navale di interesse in transito nella regione. Mentre ciò non può essere confermato da informazioni pubbliche, le ripetute orbite suggeriscono un’operazione ben finalizzata e non a un monitoraggio di routine”. (13) Il pomeriggio del 2 gennaio 2026 è stata tracciata una nuova “prolungata” incursione del pattugliatore di US Navy sullo spazio aereo del Mediterraneo orientale, dopo che il velivolo ha atteso a sud-est dell’isola di Creta un aereo cisterna KC-135T “Stratotanker” dell’Aeronautica militare statunitense. “Si è trattato di un evento degno di nota sia per il coordinamento tra i due assetti aerei e sia per la decisione di condurre il rifornimento in volo durante una missione notturna in una particolare area critica del bacino”, annota ItaMilRadar. “Il coinvolgimento di un KC-135T aggiunge un importante livello alla missione”, spiegano gli analisti. “Anche se il P-8A è in grado di rifornirsi di carburante in volo, questa opzione non è ancora relativamente comune per le missioni di pattugliamento marittimo nel Mediterraneo, dove la relativa lunghezza delle attività non lo rende necessario. La scelta di rifornire in volo e di farlo durante la notte, indica la necessità di poter svolgere molto a più lungo le operazioni, ben aldilà di un pattugliamento di routine”. (14) Centrale è stato il ruolo dell’installazione siciliana anche durante i bombardamenti israeliani contro l’Iran nel giugno 2025. ItaMilRadar, nei giorni 13, 15 e 16 giugno, ha documentato lunghe evoluzioni nello spazio aereo prossimo ad Israele, Libano e alla Striscia di Gaza da parte di un velivolo-spia Boeing P-8 “Poseidon” decollato dalla stazione aeronavale di Sigonella. “L’aereo ha svolto missioni di sorveglianza particolarmente inusuali a largo della costa israeliana”, scrivono gli analisti di ItaMilRadar. “Il Poseidon ha volato a basse quote — a volte scendendo sotto gli 800 piedi (243 metri d’altitudine, nda) — suggerendo la possibile ricerca di qualcosa che navigasse sotto la superficie del mare”. È preferibile mantenere comunque una certa cautela su questi voli di riconoscimento”, aggiungono gli analisti. “Negli ultimi due giorni, i Poseidon sono tornati a volare ad altitudini maggiori, continuando a monitorare la regione — possibilmente tenendo un occhio puntato su navi di superficie sospette, comprese le unità cargo che potrebbero potenzialmente trasportare armi per tentare di attaccare Israele”. (15) ANCHE I DRONI “TRITON” PER L’AVVENTURISMO BELLICO ISRAELIANO Poche ore dopo il bombardamento dei siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz ed Esfahan, la notte del solstizio d’estate, un grande drone MQ-4C “Triton” della Marina militare degli Stati Uniti d’America ha effettuato una lunga missione di intelligence, sorveglianza e riconoscimento nello spazio aereo dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico. Parte della rotta di volo del velivolo da guerra, registrato con il numero 169661 (nome in codice Overlord), è stata tracciata da ItaMilRadar. “L’MQ-4C Triton di Us Navy – spiegano gli analisti – ha sorvolato lo Stretto di Hormuz, l’Oman e gli Emirati Arabi nel corso della mattinata di domenica 22 giugno, probabilmente per monitorare le reazioni dell’Iran all’attacco dei bombardieri B-2 e avere piena conoscenza di quanto accade alle forze navali USA presenti nell’area”. Non è stato possibile identificare lo scalo di partenza e di arrivo del velivolo senza pilota, ma il “Triton” numero 169661 è di norma assegnato dal Pentagono alla stazione aeronavale di Sigonella, nell’ambito del programma di “ampia sorveglianza aereo-marittima” BAMS (Broad Area Maritime Surveillance) nel Mediterraneo. Anche nella mattinata del 23 giugno 2025 è stato monitorato il decollo da Sigonella di un drone RQ-4B “Global Hawk” di US Air Force (identificato con il numero 09-2049) che ha poi raggiunto lo spazio aereo tra l’isola di Cipro e l’Egitto. “Si tratta di una missione inusuale per un Global Hawk”, scrivono gli analisti di ItaMilRadar. “L’area del Mediterraneo orientale è la stessa dove sono state osservate numerose attività dei pattugliatori P-8APoseidon di US Navy, anch’essi schierati a Sigonella. Ciò che spicca questa volta è la relativa distanza della zona di pattugliamento dalle coste del Medio Oriente, attività svolta di norma non dagli assetti aerei di US Air Force ma da quelli di US Navy. Mentre i droni MQ-4C della Marina USA operano specificatamente nel Mediterraneo, i Global Hawk dell’Aeronautica vengono impiegati comunemente sui cieli del Mar Nero e della Regione baltica. Non è ancora chiaro cosa ha catturato l’attenzione USA, ma la concentrazione delle recenti missioni in quest’area conferma il sempre maggiore interesse che essa riveste per Washington”. (16) Alle operazioni ISR del Mediterraneo orientale, delle coste di Israele, Siria, Libano e della Striscia di Gaza partecipano con sempre più frequenza i droni di nuova generazione MQ-4C “Triton” che la Marina USA ha trasferito da un paio di anni a Sigonella. L’MQ-4C “Triton” è la variante navale del “Global Hawk”, specificatamente progettato per missioni di sorveglianza marittima di lunga durata. “Con oltre 24 ore di autonomia e una quota operativa di volo di oltre 54.000 piedi, il Triton può monitorare vaste aree del Mediterraneo e del Medio Oriente”, riportano gli analisti di ItaMilradar. “Il drone fornisce dati di intelligence critici a supporto delle operazioni navali USA e dei paesi alleati”. L’escalation quantitativa e qualitativa delle operazioni dei “Triton” si è resa evidente il 20 agosto 2025. Dopo il decollo dalla base di Sigonella, un drone MQ-4C ha effettuato una lunga missione ISR nello spazio aereo del Mediterraneo orientale. Il “Triton” (reg. 169804, c/s BLACKCAT6) ha sorvolato per diverse ore le coste di Israele e del Libano per poi spostarsi verso l’isola di Cipro e l’Egitto. “La missione di oggi evidenzia la crescente rilevanza strategica assunta dal Mediterraneo orientale”, ha commentato ItaMilRadar. “L’area è attualmente di particolare interesse non solo per il conflitto in corso in Medio Oriente e per le crescenti tensioni che coinvolgono Israele, Hezbollah e Siria, ma anche a causa della presenza di unità da guerra della Russia che operano nella regione”. (17) L’operazione del velivolo USA ha coinciso tuttavia con l’avvio della completa occupazione militare israeliana della Striscia di Gaza finalizzata alla “soluzione finale” con la deportazione da Gaza City di oltre un milione di palestinesi. (18) Il 20 agosto 2025, un MQ-4C di US Navy, dopo il decollo dalla base siciliana, ha effettuato un’“intensa” attività ISR sorvolando le coste dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo orientale. Il “Triton” ha operato congiuntamente ad un pattugliatore P-8A “Poseidon”, anch’esso decollato da Sigonella e posizionatosi a largo delle coste siriane e libanesi.“Le rotte del velivolo senza pilota tracciate ripetutamente accanto a quelle del “Poseidon” confermano l’alto livello dell’interesse per i movimenti delle unità navali e delle forze militari nella regione”, spiegano gli analisti. (19) ARMI USA E ITALIANE DA SIGONELLA AD ISRAELE E ALL’UCRAINA La base siciliana di Sigonella non ha svolto solo un ruolo chiave nelle operazioni di intelligence, riconoscimento e sorveglianza USA a supporto dei bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023. Sigonella è stata utilizzata infatti dalle forze armate USA anche come base di transito degli aerei cargo C-17A “Globemaster lll” che hanno trasferito armi, munizioni e apparecchiature belliche dagli Stati Uniti d’America e/o dalla Germania fino alla base aerea israeliana di Nevatim, nel deserto del Negev, a pochi km dalla città di Beersheba. Il primo scalo “tecnico” di un C-17A a Sigonella è stato registrato il 13 ottobre 2023. Il “Globemaster lll” è stato identificato con il codice di volo “RCH794” assegnato ai velivoli in forza all’Air Mobility Command (Comando Mobilità Aerea) delle forze aeree degli Stati Uniti d’America, responsabile per tutti gli aerei da trasporto strategico, tattico e da rifornimento in volo, con quartier generale presso la Scott Air Force Base, Illinois. È stato accertato che il grande aereo cargo era decollato la sera del 12 ottobre dall’aeroporto internazionale civile-militare di Tucson (Arizona) con destinazione la grande base aerea di Ramstein (Germania). Il C-17A “Globemaster lll” ha poi lasciato la base tedesca alle ore 12,39 del 13 ottobre per atterrare due ore e dodici minuti dopo a NAS Sigonella. Dalla base siciliana il velivolo è decollato meno di due ore dopo verso Israele per atterrare alle 22.08 locali. Alle prime ore del 14 ottobre il C-17A di US Air Force ha fatto rientro a Sigonella. (20) Dopo il 7 ottobre 2023, l’installazione siciliana è stata utilizzata perlomeno una volta pure per la sosta “tecnico-operativa” di un velivolo in dotazione alle forze armate di Israele, molto probabilmente per effettuare operazioni di carico di armi statunitensi. Il 2 settembre 2025, intorno alle ore 18.40, un aereo cargo dell’esercito israeliano è atterrato a Sigonella. Identificato con la sigla IAF (Israeli Air Force) 292, il volo era partito dalla base israeliana di Nevatim, alle 15.10 del pomeriggio. Il velivolo è poi ripartito dalla base siciliana alle 22.15, per arrivare a Nevatim alle 3.09 ora locale. Si sarebbe trattato nello specifico di un aereo KC-130H “Karnaf”, impiegato dall’esercito israeliano per il trasporto pesante. Il transito del mezzo è avvenuto proprio mentre da Catania e Siracusa si preparavano a partire le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, una delle missioni navali nonviolente internazionali finalizzate a rompere il blocco navale illegale della Striscia di Gaza da parte della Marina di Israele. (21) Va infine segnalato che da Sigonella sono decollati pure i voli cargo dell’Aeronautica Militare italiana impiegati per il trasferimento di armi e munizioni che il nostro paese ha donato all’Ucraina. Il 19 novembre 2024 è stato tracciato il volo di un aereo da trasporto Boeing KC-767A dell’Aeronautica italiana che dopo aver lasciato le piste della base siciliana è atterrato nello scalo di Rzeszów (Polonia orientale) dove gli alleati NATO hanno allestito un grande hub per gli “aiuti” militari (sistemi d’arma, munizioni, automezzi, ecc.) destinati alle forze armate di Kiev. ItaMilradar ha sottolineato come questa sia stata la seconda volta che un velivolo cargo italiano ha effettuato la rotta Sigonella-Rzeszów da quando è scoppiato il sanguinoso conflitto russo-ucraino. L’Italia è l’unico Paese della NATO che ha sottoposto a segreto militare ogni informazione sulla quantità, la tipologia e il valore dei sistemi d’arma inviati alle forze armate ucraine. (22) Note 1. https://www.itamilradar.com/2026/01/15/forte-crosses-central-europe-overnight-reconfirming-sigonellas-role-in-long-range-isr-coverage/ 2. https://www.itamilradar.com/2026/01/06/us-rq-4b-forte10-flies-its-first-2026-mission-across-the-mediterranean-and-black-sea-confirming-persistent-us-isr-pressure-on-natos-eastern-flank/ 3. https://www.itamilradar.com/2025/11/19/a-long-night-for-forte-2/ 4. https://www.itamilradar.com/2025/12/04/usaf-rq-4b-conducts-extended-isr-mission-over-the-baltic-and-around-kaliningrad/ 5. https://www.itamilradar.com/2025/12/09/another-extensive-forte10-mission-across-northern-europe/ 6. https://www.itamilradar.com/2025/12/11/usaf-global-hawk-focuses-intense-surveillance-on-kaliningrad/ 7. https://www.itamilradar.com/2025/12/15/monitoring-russian-activity-over-the-black-se/ 8. https://www.itamilradar.com/2025/12/20/another-extended-us-navy-p-8a-mission-highlights-sustained-surveillance-over-the-black-sea/ 9. https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2024/06/le-forze-armate-ucraine-bombardano.html 10. https://www.itamilradar.com/2025/12/22/italian-caew-and-us-navy-p-8a-operate-together-over-the-black-sea/ 11. https://www.itamilradar.com/2025/12/23/us-navy-p-8a-conducts-two-separate-isr-missions-today-monitoring-russias-main-naval-bases-in-the-arctic-and-black-sea/ 12. https://www.itamilradar.com/2026/01/03/us-navy-p-8a-links-baltic-and-barents-in-a-single-patrol-why-connecting-st-petersburg-and-murmansk-matters/ 13. https://www.itamilradar.com/2025/12/09/unusual-mid-mediterranean-patrol-for-us-navy-p-8a-poseidon/ 14. https://www.itamilradar.com/2026/01/02/us-navy-p-8a-awaits-kc-135r-refuelling-south-of-crete-signalling-extended-night-time-surveillance-in-the-eastern-mediterranean/ 15. https://pagineesteri.it/2025/06/17/mondo/lombra-di-sigonella-sui-bombardamenti-israeliani-alliran/?fbclid=IwY2xjawK-f4RleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETBmWjlBYUUxUWlFZ2FvSnNuAR4eqxiqR5pM9ed93w3euGW1GGdvpUHLalgXUsG5obuK5jOocnJkm7yWzguygQ_aem_B4AW9NwWSRGYN1YFEc4qrw 16. https://pagineesteri.it/2025/06/26/medioriente/le-attivita-di-intelligence-anti-iran-con-i-droni-usa-di-sigonella/?fbclid=IwY2xjawLOWkNleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBmWjlBYUUxUWlFZ2FvSnNuAR7DOiq2xc1thE4bqFGrnJJ_wSI_GBLR5qAux8oWagUm-K4oo856ZXfOQpqT7w_aem_lCWfLibNDtGTzNKpt5MZqQ 17. https://www.itamilradar.com/2025/08/20/new-surveillance-mission-for-a-us-navy-mq-4c-triton-drone-over-the-eastern-mediterranean/ 18. https://www.stampalibera.it/2025/08/23/gaza-italia-e-sigonella-complici-del-genocidio-israeliano/ 19. https://www.itamilradar.com/2025/09/12/intense-us-isr-activity-over-the-mediterranean-and-the-black-sea/ 20. https://www.osservatoriorepressione.info/pentagono-utilizza-sigonella-armare-israele/?fbclid=IwAR3fpTDH_k1m5IiSvvFeGGKyf30QNlat2NijnCrej7xIYiI93LNxbgBI3ZE 21. https://www.lindipendente.online/2025/09/03/sicilia-mentre-salpa-la-global-flotilla-un-aereo-israeliano-transita-da-sigonella/ 22. https://www.stampalibera.it/2024/11/19/da-sigonella-pure-i-voli-cargo-dellaeronautica-militare-italiana-per-armare-lucraina /   Antonio Mazzeo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Scarica il documento in pdf. Mazzeo, Sigonella nello scenario internazionale di guerraDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Gallerie degli Uffizi e Polizia: riflessioni sulla militarizzazione della cultura
La notizia arriva direttamente dagli Uffizi con un comunicato stampa del 12 gennaio scorso che riportiamo integralmente per favorire la necessaria comprensione: «La Polizia di Stato e le Gallerie degli Uffizi insieme per la realizzazione del nuovo Museo della Polizia. Questa mattina il prefetto Vittorio Pisani, Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, e Simone Verde, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, hanno firmato un protocollo di collaborazione teso ad avviare una cooperazione di carattere tecnico, scientifico e culturale, finalizzata alla progettazione e all’allestimento del nuovo Polo Museale della Polizia di Stato. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e identitario dell’Istituzione, con finalità educative e di diffusione della cultura della legalità destinato all’integrazione del futuro Museo della Polizia nel Sistema Museale Nazionale. Grazie a questa intesa le Gallerie degli Uffizi di Firenze, istituto autonomo del Ministero della Cultura di rilevanza internazionale, forniranno il proprio contributo di esperienza e know-how, affiancando il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella definizione dei contenuti, nel supporto critico alle scelte architettoniche e museografiche e nella curatela degli allestimenti. L’iniziativa rafforza ulteriormente il dialogo istituzionale tra il mondo della sicurezza e quello della cultura, riaffermando il valore della memoria storica come strumento di conoscenza e partecipazione civile e contribuendo a consolidare il rapporto di fiducia tra la Polizia di Stato e il cittadino» (clicca qui per la notizia). Siamo davanti all’ennesimo esempio di come ogni ambito civile si stia piegando al militare portando acqua al mulino di logiche securitarie. In questi anni poi, in diversi Enti locali, governati dalle destre e no, sono nate aule e musei dedicati alle tradizioni, ove per tradizione si intende il riferimento ai fasti del passato del territorio che poi sono sempre identificati con battaglie e guerre condotte in epoche storiche lontane o a feste religiose antiche ed oggi ripresentate dentro un contesto di revisionismo storico o almeno di parziale lettura dei fatti. Numerosi sono i musei statali chiusi o aperti parzialmente per carenza di fondi e di personale, impossibilitati a garantire una maggiore apertura al pubblico ampliando i locali con il restauro di opere, si spende poco per il nostro ingente patrimonio culturale. Se avessimo risorse sufficienti potremmo, con tutti i beni culturali presenti nei magazzini, raddoppiare il numero dei musei oggi esistenti. Ma invece di valorizzare i beni culturali si pensa ad altro, al supporto di una iniziativa finalizzata alla apertura di un Museo di mera esaltazione della Polizia per conciliare la cultura con la stessa idea di sicurezza. Una visione angusta e astratta della cultura da qualunque parte la si voglia vedere, in assenza di adeguate risorse, di personale specializzato e retribuito con equità, come se la memoria storica poi dovesse essere indirizzata solo all’operato delle Forze dell’ordine o alle passate glorie patrie. Una cornice antistorica, che sottintende una funzione educativa da respingere ossia dare per scontato che una Galleria prestigiosa invece di andare per il mondo a presentare il proprio patrimonio debba con spirito di servizio piegarsi alla collaborazione con il Viminale. Le Gallerie degli Uffizi nell’ultimo periodo hanno visto, nel piazzale antistante all’ingresso, presidi della sua stessa forza lavoro, avrebbero bisogno di molti interventi, a cominciare dalla stabilizzazione del personale con contratti adeguati ai beni culturali, di una più ricca offerta didattica, biglietti d’ingresso economicamente inclusivi e non di un museo della Polizia in cui fornire il proprio contributo di esperienza e know-how, affiancando il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella definizione dei contenuti. È forse la prima volta che una prestigiosa istituzione viene chiamata a partecipare alla realizzazione di un Museo dedicato a una forza dell’ordine, ben altri dovrebbero essere i compiti e le funzioni, prima tra tutte la trasmissione e valorizzazione delle conoscenze e del patrimonio culturale. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lettera aperta al Dirigente di un Liceo: rivendichiamo il diritto al pluralismo educativo
In attesa che il MIM faccia chiarezza sugli scopi di quella che a prima vista si presenta come una vera e propria schedatura a livello nazionale di studenti/esse palestinesi di ogni ordine e grado fino agli adulti, allievi di corsi di italiano L2, proponiamo una lettera aperta ad un preside della provincia di Roma che, pur in presenza di una tragedia storica come quella che sta avvenendo sotto i nostri occhi, impotenti a Gaza e in Cisgiordania, ha fatto rimuovere, per ben due volte, accanto alle bandiere di Unione Europea, Italia e Regione Lazio, quella palestinese appellandosi alle normative che regolerebbero il cosiddetto “cerimoniale”. Di fatto, questo gesto nonviolento, pacifico e rispettoso delle altre bandiere che si sono ritrovate accanto e non sostituite da quella palestinese, è stato considerato letteralmente un “atto illecito”. La lettera è anche il pretesto per elencare una serie di fatti, in comune con tante altre scuole in Italia che vanno dalla assurdità dell’obbligatorietà imposta dal ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, di un contraddittorio ogni qualvolta venga invitato/a un “ospite” esterno, fino al divieto di divagare intorno a temi politici durante i collegi-docenti, fino agli esempi di quotidiana militarizzazione della formazione. Egregio sig. Preside, il nostro Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha recentemente inviato questa circolare/nota a tutti gli istituti all’attenzione dei dirigenti e quindi anche alla sua: * Numero della nota: n. 5836 * Data di emissione: 7 novembre 2025 * Oggetto della nota: Manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche — indica alle scuole di organizzare eventi e dibattiti su temi di rilevanza sociale o politica garantendo pluralismo di opinioni e pensiero critico anche attraverso un contraddittorio tra diverse posizioni Nelle aree esterne del nostro Istituto sono presenti diversi alberi di ulivo inserite nel contesto del cosiddetto Giardino dei Giusti, dove ogni anno viene attuata la raccolta delle olive con la collaborazione del plesso agrario. Questa iniziativa dall’alto valore simbolico, oltre che didattico, per i ragazzi e le ragazze dell’agrario viene ogni anno pubblicizzate e diffusa anche sui mass media come attività a favore della Pace e del rispetto tra i popoli. Elenco qui di seguito la lista delle targhe, presenti nel giardino che ricordano alcuni personaggi della storia: 1. Jan Karski – Messaggero della verità sulla Shoah: cercò di avvertire le potenze alleate dell’Olocausto e del destino degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Gariwo 2. Franca Jarach – Sopravvissuta alla Shoah; la sua storia è spesso legata al ricordo della persecuzione antisemitismo 3. Emanuele Stagnaro – Comandante della nave Esperia che simulò di non “vedere” per salvare circa 1500 ebrei durante le deportazioni. 4. Gino e Esterina Scarlatti – Coppia che offrì rifugio ad ebrei durante la Shoah. 5. Gino Bartali – ciclista italiano che, con l’aiuto di documenti falsi e reti di aiuto, contribuì a salvare ebrei sotto persecuzione. 6. Giorgio Perlasca – Si finse console onorario spagnolo e salvò circa 5 000 ebrei ungheresi nei campi di Budapest. La raccolta delle olive e quindi la produzione dell’olio ampiamente comunicate pubblicizzata verso l’esterno è svolta ogni anno tra gli ulivi del Giardino di Giusti rappresenta, appunto, uno di questi “eventi” indicati dal ministro Valditara ed in ogni caso, gli ulivi stessi e le targhe dei Giusti rappresentano perennemente una manifestazione di un pensiero politico (che non vuol dire partitico). La Scuola stessa, per definizione, sul piano sociologico e filosofico è un luogo politico e di elaborazione di un pensiero politico e il fatto stesso di “andare” e relazionarsi in un luogo come, appunto, la scuola, è di per sé un fatto politico. Le domande che le rivolgo sono quindi: 1) quale contraddittorio o a quale voce riequilibrante, Lei ha dato spazio rispetto alla Shoah? 2) Di fronte allo sradicamento, con i bulldozer, non solo delle case dei palestinesi a Gaza e nei territori occupati della Cisgiordania ma anche di una pianta, altamente simbolica e al centro della cultura stessa palestinese, appunto l’ulivo, quale simbolo o quale attività ha promosso per ricordare per esempio il genocidio a Gaza e la pulizia etnica attualmente in corso mentre io sto scrivendo in Cisgiordania? Egregio sig. Preside, l’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (ISGAP) ha recentemente svolto attività di formazione agli appartenenti alla Polizia di Stato, durante i quali si sono analizzati, in maniera molto critica e a volte apertamente negazionista, i concetti di genocidio e di apartheid: nella nostra scuola si sono svolte delle attività extracurriculari su alcuni temi indubbiamente cruciali sul piano sociale e pedagogico che rientrano nei seguenti progetti nazionali: 1) progetto Icaro che, in sintesi, intende educare al corretto comportamento soprattutto alla guida di autoveicoli durante il tempo libero. 2) progetto Scuole sicure contro il bullismo e il cyberbullismo. Entrambi i progetti sono portati avanti con agenti della Polizia di Stato che in alcuni casi si sono presentati nel nostro Istituto con la volante (la cosiddetta pantera) parcheggiata proprio di fronte l’ingresso e indossando la propria divisa d’ordinanza. Domande: 1) Chi abbiamo invitato per proporre ai nostri studenti e alle nostre studentesse un’analisi del bullismo e del cyberbullismo che possa andare al di là del concetto di deterrenza che purtroppo viene consapevolmente confuso con il termine di prevenzione? 2) Gli operatori, tutti i sociologi o psicologi del Telefono azzurro, sono stati individuati come soggetti aventi titolo a parlare di questi temi essendo a contatto non solo quando accade un fatto grave, omicidio o violenza ma h24 ascoltando le sofferenze dei ragazzi e delle ragazze? 3) Non rappresentano forse questi una valida alternativa o quantomeno una voce diversa da quella dei poliziotti/e in divisa? 4) Allo stesso modo il progetto che riguarda la sicurezza stradale e i comportamenti a rischio perché non affrontarla con esperti dell’Automobil Club Italiano o anche da psicologi o sociologi che da anni studiano i comportamenti a “rischio” e le varie forme di devianza? L’esposizione della bandiera palestinese, peraltro deliberatamente esposta la seconda volta con il colore nero rivolto verso il suolo a significare il ricordo delle decine di migliaia di vittime già sotto terra oggi o in procinto di esserlo nel momento stesso in cui sto scrivendo, credo che sia un gesto nonviolento, pacifico e silenzioso che va nella direzione di quel “bilanciamento” delle opinioni richiesto proprio dal nostro ministro. Nel caso specifico, peraltro, in linea del tutto teorica, potrebbe accadere nel caso in cui si parlasse di antisemitismo e di Shoah a scuola, che qualcuno fosse tentato di chiamare un rappresentante del movimento neonazista italiano o un esperto che ci parlasse delle motivazioni alla base del genocidio degli ebrei e dell’eliminazione dei loro corpi nei forni. L’esposizione della bandiera, invece, non ha nulla a che vedere con questa visione purtroppo molto semplicistica, ma altamente populista e foriera di voti per le politiche del 2027 del nostro ministro Giuseppe Valditara. Trovo inoltre molto grave, per concludere, che l’istituto “Leonardo da Vinci” con alcune sue classi, dopo aver partecipato a un incontro/convegno organizzato gratuitamente per i nostri studenti dall’Università Europea di Roma sull’intelligenza artificiale e i suoi risvolti nella società, sia stata poi invitata dall’università stessa, a partecipare anche ad un successivo incontro “gratuito” di orientamento, proprio nel periodo-chiave in cui le famiglie, le ragazze e i ragazzi si orientano, appunto, per la scelta universitaria. Che questo venga fatto surrettiziamente nel quadro di un’uscita didattica, da parte di una istituzione privata le cui rette vanno da un minimo di 3.000 euro fino a oltre 10.000, rilevo anche qui un contrasto con le indicazioni proprio del nostro ministro. In questo caso l’alternativa è molto semplice e potrebbe essere il salone dello studente che ogni anno viene organizzato all’EUR e dove sono presenti istituzioni informative private e pubbliche, scuole militari ecc.. Ricordo inoltre, come già ho avuto modo di esprimermi durante un collegio docenti che l’Università europea di Roma (UER) è collegata all’organizzazione religiosa “reazionaria” e integralista cattolica, denominata Miles Christi che, non a caso, ha uno dei suoi studentati a Roma proprio accanto all’università e che l’intelligenza artificiale è al centro di quel tragico equivoco denominato “dual-use“: vista l’enfasi che viene posta sulle virtù salvifiche dell’intelligenza artificiale, ampiamente utilizzata, appunto, in campo militare o per il controllo sociale in termini addirittura predittivi, il personale esperto che possa parlare, in modo equilibrato e consapevole con nostri studenti, deve essere accuratamente scelto e non può essere certo la vicinanza geografica al nostro Istituto o un servizio “gratuito” come l’orientamento alla scelta universitaria ad orientare la scelta. Per concludere, augurandole buona giornata e inviandole un cordiale saluto, chiedo che mi vengano gentilmente restituite entrambe le bandiere che in due occasioni ho provveduto personalmente a fissare accanto a quelle istituzionali, infrangendo deliberatamente le indicazioni del cosiddetto cerimoniale delle istituzioni pubbliche, in considerazione di quanto sopra detto, ma anche della gravità della situazione in Palestina di cui tutti noi siamo complici. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Lettera aperta al Ministro Valditara a proposito di contraddittorio, pluralismo e ispezioni
Gentile ministro Giuseppe Valditara, L’Educazione Civica, secondo le linee guida, «favorisce il riconoscimento di valori e comportamenti coerenti con la Costituzione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, volti a incoraggiare un pensiero critico personale, aperto e costruttivo». Tutti obiettivi che, a nostro avviso, dovrebbero sempre caratterizzare i processi educativi. Non a caso la nostra Costituzione (art. 33) mette al centro la libertà di insegnamento per garantire la formazione di cittadine/i libere/i e consapevoli. La scuola pubblica statale italiana, a partire dal reclutamento dei docenti, garantisce professionalità e pluralità di presenze, diversamente dalle scuole private (abbondantemente finanziate dal governo di cui Lei è un autorevole esponente) che assumono il personale con altri criteri privatistici e di omogeneità ideologica. Comprenderà, quindi, il nostro stupore (e la nostra indignazione) di fronte alle ispezioni decise dal “Suo” ministero in seguito all’intervento, in alcune scuole, di un’alta carica dell’ONU. Ispezioni apparentemente giustificate dalla necessità di verificare delle ipotesi di reato legate ad alcune dichiarazioni rilasciate dalla Relatrice Speciale. Ispezioni che sono state immediatamente seguite da una circolare che alludeva alla necessità del rispetto del pluralismo che ha avuto come effetto immediato la cancellazione di diverse iniziative educative già programmate. Una censura, in evidente contrasto con il citato art. 33, avvenuta, peraltro, senza rispettare quanto previsto dalla normativa vigente (OOCC). Una censura che non accettiamo anche perché in evidente contrapposizione con un corretto metodo educativo che deve abituare gli studenti ad ascoltare, a valutare argomenti diversi, a documentarsi e a formare una propria opinione ragionata. Educare, infatti, non significa incoraggiare uno scontro fra opposte fazioni, ma imparare a contrastare i pregiudizi, non a promuoverli. Il corpo docente deve, infatti, guidare gli studenti nella valutazione delle fonti e delle argomentazioni, sempre nel rispetto della scientificità dei ragionamenti e della dignità della persona. Nel caso specifico, non vorremmo che il suo intervento fosse stato motivato soltanto dalla preoccupazione che la Relatrice delle Nazioni Unite avrebbe potuto condannare alcuni comportamenti dello Stato o dell’Esercito israeliani. D’altro canto non ci risultano interventi da parte del Ministero da lei diretto intesi a garantire la presenza di un contraddittorio pacifista o antimilitarista nei numerosissimi casi, denunciati dall’Osservatorio, di presenza di esponenti delle Forze Armate con funzioni didattiche o di orientamento nelle scuole. Peraltro, se queste Sue preoccupazioni fossero reali, Ella dovrebbe proporre di affiancare, ogni giorno, accanto a ciascun docente un “controllore ministeriale”, per verificare che nel lavoro quotidiano nessuno/a si dedichi alla propaganda e all’indottrinamento, ipotesi decisamente improbabile, poiché, al contempo, anticostituzionale e irrealizzabile, visto che il Suo governo predilige le spese militari e non quelle sociali. Ci avviciniamo al 27 gennaio, con tutto il carico storico e emotivo che questa data comporta. Immaginiamo che Lei non proporrà, per garantire il pluralismo, che nelle attività programmate siano presenti relatori sostenitori della validità del programma di distruzione degli ebrei d’Europa praticato dal regime nazista e dai suoi alleati. Nel Giorno della Memoria preferiamo ricordare Primo Levi. Pensiamo, infatti, che sia decisivo andare oltre la dicotomia annientatrice (carnefici da una parte e vittime dall’altra), perché solo una logica capace di cogliere la complessità può evitare di farci ricadere nella disumanizzazione: ieri con il programma segreto di eutanasia della Germania nazista (Aktion T4) e i successivi campi di concentramento, oggi con il genocidio nella Striscia di Gaza. Questo è per noi il compito fondamentale della scuola della Repubblica, censure e imposizioni fanno parte di un passato di cui non andare fieri. Cordiali Saluti Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente