Tag - Editoriali

Pressenza: “In fila per tre”: la militarizzazione delle scuole in provincia di Ancona
DI LEONARDO ANIMALI SU PRESSENZA DEL 6 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Leonardo Animali, pubblicato su Pressenza il 6 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. Un processo che risponde a protocolli tra i ministeri dell’Istruzione, della Difesa e degli Interni in atto da diversi anni. Sotto l’aspetto di educazione e prevenzione, gli attivisti dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, evidenziano una malcelata azione di marketing militarista, tesa al reclutamento dei giovani nelle forze armate. Oltre a sottolineare che queste attività, fatte da personale in divisa, dovrebbero al contrario appartenere alle competenze certificate di professionisti civili dell’educazione, della formazione e dei servizi-socioassistenziali…continua a leggere su www.pressenza.com. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il Fatto Quotidiano: Lecce, studenti in gita nella caserma dell’Esercito: “È promozione della cultura scientifica”
DI ALEX CORLAZZOLI SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 2 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Alex Corlazzoli, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 2 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. Sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuola e delle università ci sono persino delle immagini della giornata. “Alla caserma – denuncia l’associazione pacifista – è collegato un poligono di tiro nel quale si svolgono regolarmente delle esercitazioni militari a causa delle quali la polizia locale emette degli annunci di pericolo per tutta la popolazione residente e turistica, e conseguente divieto di attraversare la zona. Una ricaduta debilitante per qualsiasi altra attività sociale ed economica presente in quel territorio, tranne che per il comparto militare...continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Editoriale Domani: Gite nelle basi militari e forze armate in cattedra: se la scuola normalizza la guerra
DI ANTONIO MAZZEO SU EDITORIALE DOMANI DEL 3 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Antonio Mazzeo, docente e promotore dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, pubblicato su Editoriale Domani il 3 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Ogni occasione è buona per l’ingresso a scuola delle forze armate e dei manager delle aziende del comparto militare-industriale. Un fenomeno che allarma educatori, insegnanti, associazioni di studenti e organizzazioni sindacali e del mondo cattolico. Tre anni fa a Roma è sorto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università che oltre a raccogliere denunce e segnalazioni su quanto accade nel sistema formativo sta svolgendo attività di sensibilizzazione ed educazione alla pace e al disarmo a favore del personale scolastico... continua a leggere su www.domani.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il disimpegno di Leonardo nella produzione civile e l’accelerazione su quella bellica
La divisione aereonautica di Leonardo SpA ha raggiunto risultati che vanno oltre le migliori aspettative, gli ordini passano da meno 3,4 miliardi di euro a oltre 5,8. Le intese commerciali con il Kuwait sono quelle che hanno permesso il grande salto in avanti fino ai ricavi cresciuti dell’11% dal 2024 al 2025. Stando agli indicatori economici e finanziari Leonardo abbatte il debito e aumenta i ricavi e gli utili, spinti dalle guerre e dalle crescenti ordinazioni. Le principali aziende produttrici di armi beneficiano della guerra e sono tra loro in competizione per offrire al mercato prodotti tecnologicamente sempre più moderni. Leonardo ha presentato i dati relativi al 2025 con ricavi cresciuti dell’11%, i dividendi attorno al 20 per cento, sono questi i risultati della straordinaria crescita degli ordini; pur in presenza di un lieve calo del titolo nelle ultime settimane dell’anno dopo gli aumenti vigorosi del passato. I profitti di guerra lievitano e gli scenari internazionali tradotti in campi di battaglia sono l’occasione propizia per testare la efficacia delle nuove armi, il circolo vizioso vende la vendita dei prodotti come occasione propizia per sperimentare ulteriori e innovativi sistemi di arma che si avvarranno di tecnologie all’avanguardia e della intelligenza artificiale. Fonte https://www.leonardo.com/it/press-release-detail/-/detail/leonardo-fy-preliminary-results-2025 Un aspetto importante va sottolineato ossia il prossimo acquisto, grazie agli utili ottenuti, da parte di Leonardo della divisione militare Idv di Iveco anche se la parte della azienda dedicata alla produzione di cingolati dovrebbe essere ulteriormente spacchettata e venduta ad altri marchi tenendosi invece stretta la produzione di sistemi di artiglieria. Il comparto militare, contrariamente a quanto detto, non salva dalla crisi i settori della meccanica ma fagocita solo parte della stessa, quelli funzionali alla produzione di nuovi sistemi di arma, nel caso di Leonardo poi ci sono le alleanze strategiche con alcuni marchi, ad esempio la tedesca Rheinmetall, a determinare le scelte industriali. La crisi del settore meccanico e dell’automotive sta portando a ridimensionamenti produttivi e a diminuzioni della forza lavoro, a processi di delocalizzazioni con produzioni frammentate e divise ulteriormente che provocheranno a loro volta la crisi dell’indotto specie se in mono committenza. Il settore militare appare come quello più avvezzo a lanciare operazioni spregiudicate per attrarre solo parte della produzione lasciando tutto il resto in balia del cosiddetto mercato (senza acquirenti non resterà che la lunga agonia degli ammortizzatori sociali fino alla chiusura dei siti produttivi). L’amministratore delegato di Leonardo Cingolani annuncia, per la prossima primavera, la realizzazione del drone costruito con la Turca Baykar che ha acquistato la divisione militare della Piaggio. Le mega commesse arrivate dal Golfo Persico per il settore aeronautico ci parlano della vendita degli Eurofighter e dei droni. E il fatto che a presentare i conti migliori sia la parte militare rispetto a quella civile fa capire che questa ultima subirà un certo ridimensionamento nonostante l’arrivo del fondo statale saudita Pif che dovrebbe portare grande liquidità in cambio dei dividendi e della promessa di aprire uno stabilimento anche nel loro Paese. Il ridimensionamento di Leonardo nel settore civile a vantaggio del militare arriva dopo quasi 40 anni di politiche mirate a questo scopo tanto che i sindacati del settore meccanico si mostrano preoccupati dopo anni di silenzio e di rinuncia alla riconversione a fini civili della produzione. I prestiti accordati dalla UE, i fiumi di denaro verso la produzione di armi anche in deroga ai tetti di spesa, il grande Riarmo europeo favoriscono i processi di militarizzazione di ampi settori della manifattura e di conseguenza i principali marchi nel settore bellico si adeguano agli atti di indirizzo comunitari. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La militarizzazione dei luoghi di formazione passa anche dal nome delle scuole: il caso di Castelnuovo Berardenga (SI)
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UN CONTRIBUTO CRITICO GIUNTO ALLA MAIL DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ (OSSERVATORIONOMILI@GMAIL.COM) DALL’ASSOCIAZIONE “IL MURO E LA CREPA” CHE ANALIZZA IL FENOMENO CELEBRATIVO E RETORICO DELL’INTITOLAZIONE DELLE SCUOLE A EROI MILITARI E GUERRAFONDAI. COGLIAMO L’OCCASIONE PER INVITARE LE CITTADINE E I CITTADINI A INVIARCI SEGNALAZIONI E CONTRIBUTI COME QUESTO E APPROFITTIAMO PER RINGRAZIARE TUTTE E TUTTI COLORE CHE CI SOSTENGONO, ANCHE ECONOMICAMENTE, NELLE NOSTRE LOTTE NONVIOLENTE, PACIFISTE E ANTIMILITARISTE. La necessità di trasformare le scuole italiane in comunità di pace è estremamente attuale, vista la crescente pervasività della propaganda bellicista all’interno dei luoghi di formazione. Per rendere effettivo questo importante obiettivo è necessario insegnare a gestire i conflitti attraverso la nonviolenza e la valorizzazione della dignità umana, contrapponendosi alla cultura della guerra, educare a riconoscere e rifiutare la narrazione bellica (propaganda di guerra) che cerca di normalizzare il conflitto. In poche parole rendere a tutti gli effetti la scuola una comunità educante, basata su dialogo e ricerca, che insegna a decostruire la logica “amico-nemico”. Dato che la scuola non deve essere un terreno di conquista per l’indottrinamento militare, ma il luogo in cui si formano cittadini e cittadine capaci di costruire un futuro di pace, è necessario rendere credibili e coerenti tutti gli sforzi fatti in tal senso prestando attenzione anche agli elementi simbolici e altamente significativi. Ad esempio, può una comunità di pace essere dedicata a militari, guerrafondai, razzisti o altri personaggi di pessimo esempio per gli studenti e le studentesse? Possono gli alunni e le alunne di una scuola credere fino in fondo di essere parte di una comunità per la pace se il proprio istituto scolastico è ufficialmente intitolato a qualcuno che durante la propria vita ha promosso valori opposti a quelli che vengono promossi dalla comunità educante? Ce lo stiamo domandando a Castelnuovo Berardenga dove l’Istituto comprensivo è intitolato ad un personaggio controverso come Giovanni Papini e la scuola primaria ad un tenente dell’esercito italiano, tale Elia Mazzei. Giovanni Papini, scrittore, poeta e saggista è stato direttore della rivista «Lacerba» organo di propaganda dell’interventismo nazionalista e imperialista nel periodo che precedette lo scoppio della Prima guerra mondiale. Nell’articolo “Amiamo la guerra!”, pubblicato all’indomani dell’inizio del conflitto, l’ideologia malthusiana viene assunta da Papini per sostenere la guerra esaltata come «sola igiene del mondo» in nome di un virilismo allora di moda. Tra le varie affermazioni di Papini a proposito della guerra, crediamo possano bastare, a titolo di esempio, le seguenti: "Ci voleva, alla fine, un caldo bagno di sangue nero dopo tanti umidicci e tiepidumi di latte materno e di lacrime fraterne. Ci voleva una bella innaffiatura di sangue”. “È finita la siesta della vigliaccheria, della diplomazia, della ipocrisia e della pacioseria”. “Siamo troppi. La guerra è un’operazione maltusiana. Fa il vuoto perché si respiri meglio”. “Amiamo la guerra ed assaporiamola da buongustai finché dura. La guerra è spaventosa – e appunto perché spaventosa […] dobbiamo amarla con tutto il nostro cuore di maschi". Naturalmente, dopo la fine del primo conflitto mondiale, il buon Papini non si lasciò sfuggire il treno del fascismo, che sostenne attivamente vedendovi un potenziale strumento di rinnovamento culturale. Nota anche la stima nei confronti del Duce, definito “Amico della poesia e dei poeti”. Per quanto riguarda Elia Mazzei, c’è molto meno da dire, se non che è stato un ufficiale del Regio Esercito Italiano, parte del corpo di spedizione nella campagna coloniale italiana per la conquista dell’Etiopia (1895-1896). Mazzei, era, come si evince dai carteggi con la famiglia, un convinto sostenitore dell’impresa colonialista e un razzista, il cui unico merito per ricevere come dedica postuma una scuola primaria è stato quello di essere nato proprio a Castelnuovo Berardenga. SONO QUESTI NOMI A CUI INTITOLARE LE SCUOLE IN CUI DOVREBBERO ESSERE FORMATE ED EDUCATE ALLA PACE LE NUOVE GENERAZIONI? Noi crediamo che un cambio del nome dell’istituto comprensivo “G. Papini” e della scuola primaria “E. Mazzei” in favore di personaggi che nella propria vita si sono spesi per la pace e la tutela dell’infanzia, sia un obiettivo simbolico ma propedeutico all’attivazione efficace e coerente di progetti di educazione alla pace e di contrasto alla propaganda di guerra. Tale obiettivo dovrà essere promosso attraverso una campagna capillare di sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità scolastica e di tutta la cittadinanza, attraverso raccolte firme, assemblee pubbliche e pressione sulle autorità locali competenti. di Associazione “Il Muro e La Crepa” -------------------------------------------------------------------------------- SE COME ASSOCIAZIONI O SINGOLI VOLETE SOSTENERCI ECONOMICAMENTE POTETE FARLO DONANDO SU QUESTO IBAN: IT06Z0501803400000020000668 OPPURE QUI: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Uno sguardo analitico verso la Germania militarizzata (e non solo)
I recenti dati economici (caduta della produzione e del fatturato industriale) nei Paesi europei dovrebbero indurre a riflettere sull’effettivo stato di salute della Unione Europea. E, per quanto concerne l’Italia, non è sufficiente ai fini degli investimenti l’adozione dell’IRES o gli ennesimi sconti fiscali sui nuovi assunti quando viene meno proprio il rischio di impresa che poi si traduce in investimenti tecnologici e produttivi. Se non vogliamo arrenderci a un futuro di precarietà (inutile anche ai fini del rilancio industriale con la riduzione delle ore lavorate e con la bassa produttività), le scelte da operare in Italia dovrebbero essere ben diverse da quelle del Governo Meloni sempre che l’obiettivo non sia quello di pensare a un futuro del nostro paese nel ruolo di colonia USA. E qualche fondata preoccupazione arriva perfino da Confindustria che prevede un 2025, sulla base di una ricerca, che vede in grande sofferenza l’industria, specie quella meccanica, e il welfare: Che 2025 sarà? I pronostici di 110 esperti: bene la finanza, male crescita e industria metalmeccanica – Il Sole 24 ORE. Perfino analisti dei principali giornali italiani iniziano a dubitare della efficacia di tutte le politiche fino ad oggi intraprese, preoccupati dal declino industriale del nostro paese: https://www.corriere.it/frammenti-ferruccio-de-bortoli/25_gennaio_17/l-industria-va-male-ma-non-preoccupa-nessuno Se l’Italia si trova in serie condizioni di recessione, ancor più grave è la situazione in Germania con l’economia da due anni in ferma, una crisi investe direttamente la campagna elettorale con le elezioni politiche di febbraio. La crisi tedesca ha immediate ripercussioni, come avvenuto negli ultimi Paesi, sul made in Italy. Le esportazioni italiane sono in grande crisi soprattutto nel settore auto: La crisi della Germania manda in rosso il made in Italy – Il Sole 24 ORE E il rincaro dei generi elettrici ha avuto un ruolo dirimente in questa caduta. L’intrusione di Musk e il suo sostegno all’estrema destra tedesca confermano la volontà di Trump di utilizzare strumentalmente le difficoltà crescenti della Ue per ridimensionare l’unione politica e monetaria del vecchio, la sua stessa economia (attraverso il prolungamento della guerra in Ucraina) gettando discredito sul vecchio continente delegittimando la classe politica che la guida. Sullo sfondo delle elezioni politiche lo scontro tra i fautori della economia verde e i sostenitori delle energie non rinnovabili che poi sono state determinanti nella elezione di Trump insieme all’apparato tecnologico ed industriale che opera in campo militare. Ma la crisi della manifattura tedesca e in particolare dell’industria meccanica è confermata non solo dai ridimensionamenti produttivi in VW ma anche dalle vendite contenute delle auto elettrice soppiantante da quelle a diesel: “Solo 380.600 veicoli elettrici sono stati immatricolati di recente. Ciò corrisponde a un calo del 27,5% rispetto all’anno precedente” Le nuove immatricolazioni di auto elettriche in Germania sono diminuite del 27,5% nel 2024. Siamo davanti a un insolito connubio tra sostenitori delle energie non rinnovabili, apparato industrial militare e settori attivi nella ricerca e produzione delle tecnologie duali insieme alle multinazionali che controllano la informazione, è questo l’insieme degli interessi che sostiene Trump. I ritardi della UE in campo tecnologico producono la supremazia dei satelliti di Musk ma anche il dominio di Usa e Cina nella produzione delle auto elettriche. A fine 2024 le auto elettriche in circolazione in Germania erano solo 1,4 milioni, a fronte di un obiettivo, entro il 2030, di 15 milioni di auto elettriche, obiettivo ormai impossibile da raggiungere Torniamo alle elezioni tedesche, dai sondaggi si evince il probabile vincitore ossia la conservatrice CDU/CSU in testa nei sondaggi (29%) con il crollo dei verdi, della Spd e due partiti attorno al 20 per cento, il BWS e la AfD definita da Musk “l’ultima speranza della Germania”. Le spese militari renane sono in costante crescita come le esportazioni di armi, la industria di armi tedesca sta acquisendo patnership con analoghe aziende di mezzo mondo, quelle con maggiore tasso tecnologico: La Germania approva l’acquisto dell’artiglieria missilistica israeliana PULS. Ed è di poche settimane fa la notizia di istituire una nuova divisione militare dedicata alla difesa del territorio: La Germania istituisce una divisione militare dedicata alla difesa territoriale | Reuters. La crisi tedesca è confermata dalla perdita di posti di lavoro e dalla crescita dei disoccupati: Germania: numero di disoccupati al massimo, tasso di disoccupazione ancora stabile. Andrea Vento e Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Festival di Sanremo: il ruolo della Polizia nella Cyber Sicurezza
La sicurezza passa anche dalla rete e il Festival di Sanremo non poteva essere che l’ennesima occasione propizia per rilanciare il ruolo della divisione informatica della Polizia di Stato: clicca qui per la notizia. Del resto, le minacce cyber sono al centro delle attenzioni governative, come si evince anche da numerose uscite del Ministero e l’occasione della 76ª edizione del Festival di Sanremo era assai appetibile. Le guerre ibride sono al centro del non papello redatto dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, come si evince chiaramente da un passaggio eloquente nel testo reperibile sul sito del Ministero della difesa: Minacce cibernetiche, attività di spionaggio e campagne di disinformazione sono tra le principali modalità con cui questi attori cercano di destabilizzare il nostro Paese.  Gli strumenti utilizzati nelle campagne ibride sono in continua evoluzione e vengono adattati al contesto specifico. Tra i più comuni,  in Italia si possono individuare:  attacchi informatici diretti contro istituzioni governative, aziende private e infrastrutture critiche, che possono compromettere dati sensibili, interrompere servizi essenziali e causare danni economici;  campagne di disinformazione mediante la diffusione di notizie false e propaganda attraverso i social media o altri canali online, finalizzate a manipolare l’opinione pubblica, alimentare tensioni sociali e influenzare i processi elettorali;  utilizzo di leve economiche – come sanzioni commerciali mirate o investimenti strategici – impiegate per esercitare pressione politica e influenzare le decisioni del governo italiano;  sabotaggi contro infrastrutture critiche (reti elettriche, sistemi di comunicazione, trasporti), capaci di provocare disagi significativi e generare panico tra la popolazione. Fin qui nulla di nuovo se non fosse per la collaborazione tra specialisti della Polizia Postale e operatori Rai per altro in occasione di un Festival Musicale. Forse si pensa di far intervenire anche i servizi segreti per tutelare il voto degli spettatori onde evitare che dalla Russia o dalla Cina si decida il prossimo vincitore di Sanremo? L’ironia non è casuale, siamo davanti alla ennesima operazione di facciata che tuttavia occulta anche la sostanza del problema ossia il progetto di far apparire la presenza della Polizia Postale come atta a salvaguardare la società stessa e i cittadini. E al contempo ricordiamo la notizia, di alcuni anni or sono, dei droni di produzione israeliana che si erano levati in volo per impedire a droni pirata delle riprese non autorizzate. Il messaggio è chiaro: senza le forze dell’ordine non ci sarebbe il supporto della manifestazione e dei profili social utilizzati nel corso dell’evento. Poi si aggiunge di tutto e di più, dalle campagne contro le truffe on line in compagnia di qualche banca e dei loro contributi. Siete certi allora che si tratti solo di canzonette? Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università --------------------------------------------------------------------------------
Regista Bezinović devolve 10.000 € per educare contro il militarismo nelle scuole
Il regista croato Igor Bezinović ha compiuto un gesto rivoluzionario: i 10.000 euro del premio assegnato dal Comune di Fiume/Rijeka per il trionfo del suo documentario Fiume o morte! (2025) sono stati integralmente devoluti a un programma educativo antimilitarista per gli studenti e le studentesse delle scuole superiori. In un’Europa che normalizza la guerra e il reclutamento forzato, questa è resistenza concreta contro la militarizzazione dei banchi di scuola! Nato a Fiume/Rijeka nel 1983, formatosi in regia all’Accademia di Zagabria e in filosofia, Bezinović ha diretto documentari e lungometraggi, tra cui Fiume o morte!, coprodotto tra Croazia, Italia e Slovenia, opera che ha sbancato molti festival cinematografici, sino a essere premiato come Best European Documentary agli European Film Awards 2026. La docufiction decostruisce l’Impresa di Fiume (1919-1920): Gabriele D’Annunzio, dopo la “vittoria mutilata” di Versailles, occupò con 2.000 legionari la città – maggioranza italiana ma non assegnata all’Italia – instaurando la proto-fascista Reggenza del Carnaro fino al bombardamento italiano del “Natale di Fiume” (dicembre 1920). Attraverso archivi, dialetto fiumano e rievocazioni popolari, il film denuncia il trauma coloniale e il culto dannunziano della guerra. Con il team del film e i soldi donatigli dal Comune, Bezinović finanzierà lezioni e dibattiti per i maturandi di Fiume/ Rijeka (aprile-maggio 2026), in collaborazione con l’Università, il Centro Studi per la Pace e l’associazione Delta. Obiettivo: informare sul diritto all’obiezione di coscienza e al servizio civile, contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio in Croazia e i traumi di Fiume/Rijeka – dai silurifici Whitehead ai bombardamenti mondiali. Mentre in Italia entrano militari e narrazioni di guerra nelle scuole, Fiume o morte! grida nei festival e nelle aule che la guerra è solo morte e profitto per lobby militari. L’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e università ringrazia Bezinović: la sua donazione è un’arma culturale per liberare i giovani dalla propaganda bellicista, sulle orme di Chaplin e Kubrick, ed efficace esempio per gli intellettuali italiani! Fonti: * https://www.telegram.hr/kultura/redatelj-fiume-o-morte-je-novac-od-uspjeha-filma-ulozio-u-antiratno-obrazovanje-tako-izgleda-cin-gradanske-hrabrosti/ * https://artkvart.hr/bezinovic-nagradu-od-10-000-eura-usmjerio-u-edukaciju-rijeckih-maturanata-o-antimilitarizmu-i-prizivu-savjesti/ * https://www.wumingfoundation.com/giap/2025/02/fiume-o-morte/ Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente