Tag - Lombardia

Milano, 12 marzo: Presentazione “Disarmati” di Riccardo Bottazzo con Osservatorio contro la militarizzazione
GIOVEDÌ 12 MARZO 2026, ORE 19.00 MILANO, CASA EMERGENCY Giovedì, 12 marzo 2026, alle ore 19.00 a Milano presso Casa Emergency si terrà la presentazione del libro Disarmati di Riccardo Bottazzo. Si tratta di un viaggio tra i Paesi che hanno scelto di vivere senza esercito. Attraverso esempi concreti, il libro mostra come il disarmo possa essere una scelta politica consapevole e sostenibile. La nonviolenza emerge come strategia reale, capace di generare stabilità, diritti e benessere sociale. Con Riccardo Bottazzo, giornalista e scrittore e Roberta Leoni, docente e presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Modera Jacopo Mocchi, giornalista freelance. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Condannata la prassi discriminatoria di Adecco di limitare i contratti alla scadenza del permesso di soggiorno
Con sentenza pubblicata il 15 gennaio 2026, il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro, in una causa promossa da CGIL Lombardia, ha accertato il carattere discriminatorio della politica aziendale di Adecco Italia S.p.A. consistente nell’escludere dalle selezioni, o nel limitare la durata del contratto offerto, ai lavoratori extra UE il cui permesso di soggiorno avesse validità residua inferiore alla durata della missione richiesta dall’utilizzatore. Adecco, nelle proprie attività di selezione, sistematicamente o escludeva dalla selezione il candidato extra UE o offriva loro un contratto di durata non superiore alla validità residua del permesso, indipendentemente dalla valutazione professionale. La giustificazione addotta era di natura penalistica: evitare la responsabilità ex art. 22, comma 12, T.U. Immigrazione. Per poter stipulare un contratto con scadenza successiva a quella del permesso, Adecco pretendeva che il lavoratore producesse già in sede di selezione – anche mesi prima della scadenza – la ricevuta della domanda di rinnovo. Il Giudice dott. Mariani ha accolto il ricorso chiarendo che la responsabilità penale del datore di lavoro può sorgere soltanto dopo la scadenza del permesso – se il rinnovo non è stato tempestivamente richiesto – e non certo in sede assuntiva: la ricevuta della domanda di rinnovo va resa disponibile nel corso del rapporto di lavoro, non prima della sua instaurazione. Sul piano antidiscriminatorio, il Giudice ha richiamato la sentenza Chez Razpredelenie Bulgaria (C. Giust. 16 luglio 2015, C-83/14) e la giurisprudenza CGUE sul concetto di disadvantage, affermando che anche una misura apparentemente neutra capace di produrre effetti sfavorevoli minimi ma sistematici verso un gruppo protetto integra una discriminazione indiretta, salvo giustificazione obiettiva e proporzionata. L’obiettivo di evitare la responsabilità penale – pur legittimo – non giustificava la misura adottata, poiché l’ordinamento mette già a disposizione strumenti meno restrittivi e ugualmente idonei. Il Tribunale ha pertanto ordinato ad Adecco di cessare il comportamento e di adottare una direttiva interna che prescriva ai selezionatori di non tener conto della scadenza del permesso di soggiorno, procedendo all’assunzione anche quando la scadenza del contratto sia posteriore a quella del permesso. Ha inoltre ordinato la pubblicazione del provvedimento sulla home page del sito aziendale. Tribunale di Milano, sentenza n. 144 del 15 gennaio 2026
Multa per aver protestato: a Brescia la democrazia si paga cara
Una manifestazione pacifica, nessun incidente, cittadini in piazza per esprimere dissenso. Il risultato? Una condanna e centinaia di euro di multa per il coordinatore provinciale dell’Unione Sindacale di Base. A Brescia basta un cavillo burocratico — per di più tratto da un Regio Decreto del 1931 — per trasformare il […] L'articolo Multa per aver protestato: a Brescia la democrazia si paga cara su Contropiano.
March 6, 2026
Contropiano
Le ambiguità sull’aggressione all’Iran creano “pasticci”. Il caso di Milano
Martedì 3 marzo a Milano abbiamo assistito, al classico “pasticciaccio brutto” di un presidio convocato sotto il Consolato USA che ha rivelato le ambiguità e le debolezze del campo della sinistra “radicale” pur di fronte alla portata enorme degli eventi bellici che si stanno verificando in Iran e Medio Oriente. […] L'articolo Le ambiguità sull’aggressione all’Iran creano “pasticci”. Il caso di Milano su Contropiano.
March 6, 2026
Contropiano
Milano, 13 marzo: Presentazione “Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra”
VENERDÌ, 13 MARZO, ORE 17.00 MILANO, CENTRO DI NONVIOLENZA ATTIVA, VIA MAZZALI N. 5 (MM UDINE) Venerdì 13 marzo alle ore 17.00 il Centro di Nonviolenza Attiva in via Mazzali n. 5 MM Udine (MI) ospita la presentazione dei volumi di recente pubblicazione “Scuole e Università di pace. Fermiamo la follia della guerra” (Aracne, 2026) e “Comprendere i Conflitti Educare alla pace” (Aracne, 2025). L’evento è organizzato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e avrà anche lo scopo di presentare le attività dell’Osservatorio, mai così importanti oggi, in una fase in cui sempre più minacciosi si fanno i venti di guerra, e in cui anche in Italia si assiste al preoccupante sviluppo di tendenze antidemocratiche: la repressione del dissenso spacciata per “sicurezza”, l’attacco alla magistratura, il ricorso alla violenza poliziesca, e in generale lo svuotamento delle istituzioni rappresentative. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Casamaggiore (CR), Carabinieri a scuola: minaccia alla sicurezza alle elementari
Sul giornale locale “primaCREMONA” del 14 febbraio scorso appare la notizia, e il commento entusiasta della redazione, sulla visita effettuata da alcune classi quinte elementari di Casalmaggiore alla locale Caserma dei Carabinieri (clicca qui per la notizia). Nel merito della notizia, nulla di nuovo: i militi della Benemerita sono ormai i nuovi esperti, in tutto il suolo patrio, del bullismo, versione semplice e versione cyber. Ovviamente, anche di altri temi scottanti legati alla sicurezza personale e sociale di infanti e adulti. Durante la visita vengono orgogliosamente mostrati armamenti e mezzi in dotazione alla Caserma, pagati dai contribuenti italiani, al momento non solo cremonesi (almeno fino a che la Lombardia non farà finanza a parte grazie alla legge sulla Autonomia Differenziata). Intanto, speriamo che di mezzi e di attrezzatura didattica sia stata dotata anche la scuola del Paese, e che i suoi muri non si sfaldino quando piove. Gli adulti che accompagnano le classi sono presumibilmente Maestre, dunque immagino assai interessate anche all’altro tema trattato ovunque dalle forze armate di ogni arma, la violenza di genere. Del resto, l’educazione affettivo-relazionale, la gestione dei conflitti di “ogni genere”, l’insegnamento della prontezza di fronte al pericolo, lo spirito di caserma spacciato per reazione allo stress e obbedienza alle consegne, il Ministero del Merito li esternalizza alle divise e alle sperimentazioni soft skills di INVALSI. Gli insegnanti assumono per buono e giusto dal punto di vista pedagogico e didattico che tali competenze sono staccate da quelle cognitive, dalle conoscenze e dai saperi di cui, anzi, sono requisito e cornice. I genitori e gli insegnanti del piccolo centro lombardo confidano che quel che serve ai bambini per un futuro laborioso e sicuro (pacifico?) lo potranno apprendere dai militari. Da parte loro le creature piccole durante la gita di istruzione fanno addirittura una promessa, non ancora giurata: da grandi vestiranno la divisa. Commenti a latere. Il giornale locale della provincia di Cremona, che con campanilismo già differenziato si chiama “primaCremona” (prima di chi, di cosa?), annotando il nome a cui è intitolato l’Istituto Scolastico, la gloria patria Guglielmo Marconi, mi offre il destro per ricordare il magnetismo fascista dello scopritore delle onde radio, e dunque del padrino dell’EIAR, la futura, odierna RAI. Sono convinta che agli alunni e alle alunne non sarà mancata in più occasioni la celebrazione del personaggio, collocato nel pantheon scientifico, ma dubito in quello politico del futurismo guerrafondaio. Queste lezioni sulla intitolazione di edifici, strade, giardini, sarebbero un importante contributo all’educazione storica, contro il risorgente militarismo. A Castelnuovo Berardenga nel senese, l’Associazione Il Muro e la Crepa, che ha segnalato la cosa anche al nostro Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (clicca qui per l’articolo), proprio per correttezza storica e precoce educazione alla pace,  ha proposto di cambiare l’intitolazione di un Istituto Comprensivo e di un suo plesso di primaria, rispettivamente, dedicati  al poeta fascista Giovanni Papini e a un tenente del famigerato corpo di spedizione coloniale in Etiopia (https://www.gazzettinodelchianti.it/lettere-e-segnalazioni/evento-anti-riarmo-a-castelnuovo-lanciato-anche-il-cambio-di-nome-di-istituto-comprensivo-e-di-una-scuola/#google_vignette). Ma in epoca di rinato spirito virilmente guerriero credo sia operazione difficile. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Venti di guerra in Brianza? Arriva Italian Raid Commando 2026
Per due anni consecutivi – 2024 e 2025 – i territori della Brianza e del Lecchese sono stati teatro dell’Italian Raid Commando. Sarà in Brianza anche quest’anno? Sono note le date dell’edizione 2026 (22-23-24 maggio) pubblicizzate con un’immagine che ritrae i militari all’esterno della Villa Reale di Monza e con un video https://www.unucilombardia.org/2025/12/irc-2026-unuci-lombardia-2026/ al termine del quale la voce fuori campo chiede: “SEI PRONTO PER LA SFIDA?” Ma dove? Pochi giorni dopo che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole delle università pubblicò la notizia nel maggio dello scorso anno https://osservatorionomilscuola.com/2025/05/12/monza-25-maggiio-campagne-militarizzate-brianza-parata-militare/  l’ente organizzatore UNUCI Lombardia (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) oscurò il sito rendendo inaccessibile qualunque altra informazione. Spacciata come una semplice gara è, per ammissione degli stessi organizzatori, una vera e propria esercitazione militare internazionale per pattuglie in ambito NATO provenienti dall’Italia e da altri Paesi, con guerra simulata, impiego di mezzi corazzati e nemico rappresentato. Sponsorizzata da fabbriche d’armi (Fiocchi Munizioni di Lecco in testa) e da aziende apparentemente lontane dall’industria bellica, gode pure di patrocini istituzionali come Regione Lombardia, Provincia di Monza Brianza e Provincia di Lecco. Nel 2024 anche del Comune di Monza. In un recente post pubblicato sulla pagina face book di UNUCI Lombardia che invita all’iscrizione, si rammenta il prestigio dell’esercitazione che si colloca quest’anno nel centenario della fondazione, e vengono menzionati i patrocini di cui sopra come se fossero acquisiti. Cittadine e cittadini memori dello sconcerto per la presenza di pattuglie militari nel Parco di Monza e di carri armati nelle campagne del lecchese e nel Parco della Valle del Lambro, genitori e docenti indignati per l’utilizzo della palestra del complesso scolastico di Briosco come base logistica, associazioni e realtà di movimento delle due provincie (Assemblea permanente contro la guerra di Lecco, Rete Lotte Sociali Monza Brianza, Monza per la Pace) hanno deciso che non avrebbero assistito passivamente alla 37° edizione di Italian Raid Commando. Prese di posizione di associazioni, organizzazioni sindacali, forze politiche, proteste di sindaci (ignari) di Comuni del lecchese interessati dalle esercitazioni, interrogazioni ai presidenti delle istituzioni patrocinanti a livello locale e al Ministro Valditara per l’utilizzo di una scuola come base logistica, sollecitate dalla diffusa mobilitazione antimilitarista, hanno avuto una grande eco sulla stampa locale e nazionale https://osservatorionomilscuola.com/2025/05/20/il-fatto-quotidiano-simulazione-guerra-brianza-polemiche-gioco-palestra-scuola/ Controinformazione, flash-mob, volantinaggi, contestazioni pacifiche e rumorose all’arrivo delle pattuglie la sera del 22 maggio alla scuola di Briosco https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/23/in-brianza-la-palestra-scolastica-diventa-la-base-per-una-competizione-militare-la-protesta-dei-cittadini-cosi-si-normalizza-la-guerra/7999336/ ;  https://www.mbnews.it/2025/05/presidio-contro-litalian-raid-commando-a-briosco-in-centinaia-per-dire-no/ e la mattina del 25 maggio a Monza https://www.mbnews.it/2025/05/italian-raid-commando-a-monza-proteste-e-sfilata-dei-militari/  hanno fatto sentire forte il dissenso alla militarizzazione dello spazio pubblico, al rifiuto della guerra come orizzonte ineluttabile. Vediamo se quest’anno tutti gli amministratori che hanno espresso la loro contrarietà alle belliche gesta saranno in grado di far pesare il loro ruolo istituzionale facendo qualcosa di utile. Chi da sempre si muove dal basso si sta preparando, anche quest’anno.  Fuori i militari da scuole, boschi e città! https://osservatorionomilscuola.com/2025/06/01/fuori-militari-scuole-boschi-citta-italian-raid-commando-mai-piu/ Seguite la pagina di Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole delle università per gli aggiornamenti e fare rete! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
60 lavoratori in appalto alla Fiege di Arese stanno lottando contro i licenziamenti.
60 lavoratori(maggioranza donne ) hanno iniziato una lotta, attivando il primo  sciopero alla Fiege di Arese che vede come  fornitore la soc coop Adriatica ex ucsa. I lavoratori e soprattutto lavoratrici devono essere trasferite ( e quindi quasi sicuramente licenziate) senza ancora conoscere il luogo dove dovranno essere trasferite dopo essere state sfruttate per 10-15- 20 anni. Come si cobas abbiamo attivato da subito la richiesta alla prefettura e all’ispettorato di Milano per costringere sia il fornitore che il committente a comunicare il luogo del trasferimento, ma ad oggi nessuna risposta è arrivata da queste istituzioni. La società Adriatica soc coop- ex Ucsa-  è da noi ben conosciuta,  per essere una società che ha il vizietto di evadere  i contributi PREVIDENZIALI dei lavoratori, usare metodi repressivi e provocatori verso chi   si iscrive al SI COBAS, oltre al mancato  rispetto  degli istituti contrattuali. In pratica la mancata comunicazione del luogo del trasferimento serve  al fornitore per mettere  le lavoratrici di fronte al fatto compiuto in modo da non potersi difendere. La società Adriatica Ha sbagliato i calcoli, non solo perchè c’è il SI COBAS, ma anche  perché  un gruppo compatto di dipendenti non è disposto ad accettare queste condizioni dopo essere stati sfruttati per decine di anni  con salari da fame. La lotta andrà avanti nei prossimi giorni mettendo in campo  iniziative sindacali più dure. Sì cobas Novara L'articolo 60 lavoratori in appalto alla Fiege di Arese stanno lottando contro i licenziamenti. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Logistica tra la Via Emilia, il west… e oltre
In questa ennesima puntata sulla questione dello sfruttamento nel mondo della logistica, si parte da una lotta alla Fedex di Modena riportata da Enrico Semprini alla quale si aggancia, opportunamente, la presentazione del saggio di Andrea Bottalico. Nella conclusione diamo conto della persecuzione ad una studentessa perchè solidale ad una lotta …del Sudd Cobas. Articolo di Enrico Semprini   Nella
February 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Milano, 3 marzo: Iniziativa di POLIMI 4 GAZA sul riarmo accademico
“ANATOMIA DI UN RIARMO ACCADEMICO – Parte 2”: sembra il titolo di un film thriller, ma è invece il secondo appuntamento di un ciclo di incontri (il primo si è svolto lo scorso dicembre) per approfondire il rapporto fra università e industria bellica e discutere i processi di militarizzazione dei programmi europei di ricerca, in particolare Horizon Europe. L’iniziativa, organizzata da POLIMI 4 GAZA, il gruppo di coordinamento per la solidarietà al popolo palestinese attivo nel Politecnico di Milano, è in programma a Milano martedì 3 marzo dalle ore 16:30 presso l’aula 2.0.2. (Edificio 2) della sede di PoliMi di Piazza Leonardo da Vinci 32 ed intende focalizzarsi sulle scelte individuali e sulle responsabilità collettive nell’era della militarizzazione del sapere. Oltre a Giuseppe Curcio, che interverrà per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, parteciperanno come relatori anche Danilo Aceto, esperto di finanziamenti comunitari della RUP (Ricerca e Università per la Palestina), e Rossana De Simone (redazione di Peacelink), la quale ha di recente pubblicato insieme a BDS un prezioso Dossier su Leonardo SpA che potete scaricare a questo link. Di certo, come nei migliori thriller, anche in questo caso non mancheranno suspense e colpi di scena… Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente