Source - Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università

Osservatorio per monitorare e denunciare l'attività di militarizzazione nelle scuole e nelle università.

Pressenza: “In fila per tre”: la militarizzazione delle scuole in provincia di Ancona
DI LEONARDO ANIMALI SU PRESSENZA DEL 6 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Leonardo Animali, pubblicato su Pressenza il 6 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. Un processo che risponde a protocolli tra i ministeri dell’Istruzione, della Difesa e degli Interni in atto da diversi anni. Sotto l’aspetto di educazione e prevenzione, gli attivisti dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, evidenziano una malcelata azione di marketing militarista, tesa al reclutamento dei giovani nelle forze armate. Oltre a sottolineare che queste attività, fatte da personale in divisa, dovrebbero al contrario appartenere alle competenze certificate di professionisti civili dell’educazione, della formazione e dei servizi-socioassistenziali…continua a leggere su www.pressenza.com. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Milano, 12 marzo: Presentazione “Disarmati” di Riccardo Bottazzo con Osservatorio contro la militarizzazione
GIOVEDÌ 12 MARZO 2026, ORE 19.00 MILANO, CASA EMERGENCY Giovedì, 12 marzo 2026, alle ore 19.00 a Milano presso Casa Emergency si terrà la presentazione del libro Disarmati di Riccardo Bottazzo. Si tratta di un viaggio tra i Paesi che hanno scelto di vivere senza esercito. Attraverso esempi concreti, il libro mostra come il disarmo possa essere una scelta politica consapevole e sostenibile. La nonviolenza emerge come strategia reale, capace di generare stabilità, diritti e benessere sociale. Con Riccardo Bottazzo, giornalista e scrittore e Roberta Leoni, docente e presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Modera Jacopo Mocchi, giornalista freelance. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il Fatto Quotidiano: Lecce, studenti in gita nella caserma dell’Esercito: “È promozione della cultura scientifica”
DI ALEX CORLAZZOLI SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 2 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Alex Corlazzoli, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 2 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. Sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuola e delle università ci sono persino delle immagini della giornata. “Alla caserma – denuncia l’associazione pacifista – è collegato un poligono di tiro nel quale si svolgono regolarmente delle esercitazioni militari a causa delle quali la polizia locale emette degli annunci di pericolo per tutta la popolazione residente e turistica, e conseguente divieto di attraversare la zona. Una ricaduta debilitante per qualsiasi altra attività sociale ed economica presente in quel territorio, tranne che per il comparto militare...continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Bassano del Grappa (VI): settimana del Cappello Alpino 2026 per esaltare il militarismo
Apprendiamo, a evento avvenuto, di una giornata dedicata a questa imperdibile iniziativa tenutasi sabato 28 febbraio 2026 in piazza Libertà a Bassano del Grappa (VI). Sul sito del Comune locale leggiamo testualmente: «la cerimonia solenne di benedizione e consegna del Cappello Alpino ai giovani volontari in ferma iniziale dell’Esercito a conclusione dell’iter formativo di undici settimane a cura del Centro Addestramento Alpino di Aosta. Il caratteristico copricapo, dal 1872 simbolo di appartenenza al Corpo, verrà consegnato a ciascun militare da un alpino in congedo, a testimoniare un passaggio ideale di consegne tra generazioni di penne nere» https://www.comune.bassano.vi.it/home/dettaglio/news/la-settimana-del-cappello-alpino-2026-a-bassano-del-grappa. Si tratta, una volta per tutte, di porre fine a questa sorta di esaltazione acritica di ogni evento e particolare che possa ricondurre alla mera esaltazione del militarismo sotto innumerevoli forme. In molte città italiane l’offerta culturale è ridotta ai minimi termini tra biblioteche chiuse per gran parte della giornata e senza iniziative culturali, concepite come aule studio per sopperire alla cronica assenza di strutture adibite a questo scopo. Eppure, capita che delle Biblioteche ci ricordiamo solo per ospitare la presentazione di libri funzionali a propaganda elettorale o ispirati al militarismo, all’esaltazione delle guerre passate senza quello sguardo critico che dovrebbe scaturire dalla analisi delle fonti, da documenti ufficiali senza rivolgersi a singoli episodi decontestualizzati per trasmettere contezza degli atti di eroismo. Molte città ormai legano eventi turistici e culturali alla presenza di militari, se parliamo di un concerto la soluzione a portata di mano, e magari a costo zero, è quella della Banda militare che suonerà marcette cantando canzoni patriottiche, in presenza di una manifestazione sportiva non può mancare la presenza dell’atleta locale affiliato a una società legata alle Forze armate, chiamato sul palco con qualche alto graduato convocato per distribuire onorificenze. Ma ancora più sovente è la presenza dei raduni di veterani che per il fine settimana affollano strade e piazze intonando marcette e dando una dimostrazione plastica di quel cameratismo scambiato erroneamente per solidarietà ed altruismo e mai, invece, come omaggio alla cultura e alla pratica di guerra. Città piccole e grandi trasformate in palco per esibire il repertorio classico del militarismo in tempi di guerra come quelli che viviamo da mesi. E ogni occasione diventa utile per impiegare risorse pubbliche (sacrificate all’istruzione e al welfare, alle attività socio ricreative) nella mera esaltazione del militarismo. Di per sé la iniziativa di benedizione di un cappello militare potrebbe apparire lontana anni luce dall’esaltazione della guerra, a pensarci bene non abbiamo bisogno di gesti eclatanti o parole roboanti, la cultura militarista si pasce di piccole iniziative, di semplici episodi apparentemente lontani dalla retorica del conflitto armato. Ma sono proprio i piccoli gesti, quelli che con maggiore facilità si mimetizzano a rappresentare lo strumento migliore per esaltare il militarismo: una raccolta di gagliardetti, di cappelli o di semplici indumenti militari, tutto contribuisce al mito del buon soldato, quel buon soldato senza cui le guerre sarebbero finalmente bandite. L’opera dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è di denunciare ogni giorno la cultura di guerra nelle sue molteplici forme, anche un copricapo alla occorrenza diventa strumento di giustificazione della guerra e di questi tempi occorre riservare massima attenzione ad ogni gesto per trasmettere, invece, messaggi di pace e di solidarietà tra i popoli. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Murale antifascista ANPI a Palermo non piace al Governo: chiesto intervento di Valditara
Nei giorni scorsi è stato inaugurato un murale realizzato sul muro perimetrale della scuola “Alberico Gentili” di Palermo su iniziativa dell‘ANPI e raffigurante una donna e un uomo, opera del noto artista palermitano Igor Scalisi Palminteri. Si tratta di Olema Righi, staffetta partigiana con nome di battaglia Wanda, e di Pompeo Colaianni, uno dei comandanti delle Brigate Garibaldi, le formazioni partigiane organizzate dal Partito Comunista Italiano durante la Resistenza, con il nome di battaglia Nicolò Barbato, in omaggio ad una delle figure più significative dei Fasci siciliani. Entrambe figure significative della lotta antifascista che ci ha condotto alla Repubblica democratica di oggi basata sulla Costituzione. Forma di Stato a cui dev’essere allergica l’onorevole M. Carolina Varchi, presidente del Comitato per le Pari Opportunità della Camera dei deputati che, accecata dalla bandiera rossa dipinta alle spalle del comandante Barbato e fumante d’ira, ha denunciato al ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara l’onta subita da una scuola, luogo di formazione della gioventù, in quanto deturpata da un simbolo sfacciatamente comunista ad opera di una associazione “politicamente schierata” come l’ANPI! L’onorevole non ha apprezzato la scelta – pur se coerente con la sua mission parlamentare – di valorizzare la parità di genere raffigurando, accanto ad un uomo valente che ha fatto la nostra storia, una donna meno nota, ma altrettanto valente. Ringraziamo l’onorevole Varchi per aver così pubblicizzato e reso visibile anche a livello nazionale l’opera e auspichiamo una miriade di simili iniziative sulle pareti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Sperando che, allontanando gli attuali venti di guerra, non ci sia più bisogno di esaltare figure in armi per richiamare la Storia del nostro Paese… Uno dei numerosi articoli sull’argomento: https://www.balarm.it/MHYx. Fausta Ferruzza, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Palermo  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Germania, 5 marzo: mobilitazione studentesca contro la leva obbligatoria e la guerra
Oggi, 5 marzo 2026 è prevista in Germania una nuova giornata di scioperi e manifestazioni studentesche contro la leva e contro il processo di militarizzazione in atto. L’iniziativa rappresenta la seconda tappa di una mobilitazione lanciata dallo sciopero del 5 dicembre 2025 cioè quando il Bundestag votava una riforma del servizio militare: circa 55.000 studenti scesero in piazza in circa 90 città tedesche; a Berlino si sono registrate diverse migliaia di presenze. A partire da quella giornata si sono costituiti comitati di sciopero nelle scuole e una rete nazionale di presìdi locali, con l’obiettivo dichiarato di impedire il ritorno, anche se graduale, della coscrizione obbligatoria  e al suo interno dell’odioso sistema del sorteggio. Il nuovo appuntamento del 5 marzo 2026 era stato annunciato già nelle settimane successive allo sciopero di dicembre ed è stato rilanciato pubblicamente a gennaio, durante la Rosa Luxemburg Conference di Berlino, dove si è discusso di ulteriori “school walkouts” e di un ampliamento della mobilitazione contro la coscrizione e i piani di “preparazione alla guerra”. Al centro delle contestazioni vi è la riforma che, pur non reintroducendo formalmente la leva, introduce obblighi di registrazione e valutazione per i diciottenni — con vincoli più stringenti per i giovani uomini — a partire dal 1° gennaio 2026, lasciando aperta la possibilità di un ritorno alla coscrizione qualora il reclutamento volontario non raggiungesse i numeri previsti. Il provvedimento si colloca in un quadro europeo di rafforzamento degli apparati militari e di aumento degli organici, in cui la coscrizione, sospesa in Germania nel 2011 come del resto da noi ma molto più anni addietro, torna periodicamente nel dibattito pubblico. La mobilitazione collega il rifiuto della leva a una critica più ampia delle priorità politiche e di spesa, sottolineando il nesso tra militarizzazione, condizioni delle scuole, carenze strutturali e aumento del costo della vita. La giornata del 5 marzo 2026 assume inoltre una dimensione internazionale grazie alla partecipazione di organizzazioni aderenti alle reti “War Resisters International” e “European Bureau for Conscientious Objection”, evidenziando la centralità del diritto all’obiezione di coscienza nel contesto europeo. Il Movimento Nonviolento e la Campagna di Obiezione alla Guerra esprimono sostegno alla mobilitazione del 5 marzo 2026 e alla sua piattaforma politica, che chiede il rifiuto della leva, dei servizi obbligatori e della militarizzazione della scuola e della società, rilanciando una rete di solidarietà europea per la pace e il disarmo. Clicca qui per approfondire su www.pressenza.com. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Editoriale Domani: Gite nelle basi militari e forze armate in cattedra: se la scuola normalizza la guerra
DI ANTONIO MAZZEO SU EDITORIALE DOMANI DEL 3 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Antonio Mazzeo, docente e promotore dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, pubblicato su Editoriale Domani il 3 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Ogni occasione è buona per l’ingresso a scuola delle forze armate e dei manager delle aziende del comparto militare-industriale. Un fenomeno che allarma educatori, insegnanti, associazioni di studenti e organizzazioni sindacali e del mondo cattolico. Tre anni fa a Roma è sorto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università che oltre a raccogliere denunce e segnalazioni su quanto accade nel sistema formativo sta svolgendo attività di sensibilizzazione ed educazione alla pace e al disarmo a favore del personale scolastico... continua a leggere su www.domani.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Israelizzazione di scuole e università in Italia, scolasticidio in Palestina
La grave crisi del sistema educativo palestinese non sta solo nei 110 studenti e studentesse di Gaza vincitori e vincitrici delle borse  di studio IUPALS per l’Italia, (vedi l’appello del prof. Violante della Statale di Milano (clicca qui), che rischiano di perdere anche il secondo semestre universitario. Nell’intervista a Michele Giorgio su Radio Onda d’Urto per la rubrica settimanale Scuola Resistente, viene denunciata una forte pressione israeliana, soprattutto sull’UNRWA, riguardo ai libri di testo palestinesi, accusati da Israele di promuovere il terrorismo; ciò si traduce in una vera e propria censura con modifiche nei contenuti scolastici, inclusi cambiamenti linguistici, culturali e sui luoghi geografici. Michele Giorgio, inviato a Gerusalemme per il Manifesto è il direttore del noto sito di informazioni Pagine esteri, descrive un fenomeno da più parti definito “scolasticidio”: molte scuole sono state distrutte o danneggiate e quelle rimaste funzionano spesso come rifugi per sfollati, diventando spesso obiettivi militari con danni alle strutture gravissimi. Nei libri scolastici israeliani la storia palestinese è palesemente assente e la situazione si è aggravata dopo l’approvazione della legge fondamentale del 2018 che equipara lo Stato di Israele ad uno stato confessionale tagliando definitivamente qualsiasi Ponte culturale possibile tra ebrei e “non-ebrei”: la disumanizzazione associata alla negazione della specificità etnica palestinese, sono gli altri  tratti distintivi della pulizia etnica che va avanti da 80 anni inserendosi all’interno dei programmi scolastici israeliani.  La situazione attuale viene fatta risalire, quindi, a processi iniziati ben prima del 7 ottobre e riacceleratisi dopo gli accordi di Oslo. A Gerusalemme Est, sotto controllo israeliano, la situazione è paradigmatica: le scuole hanno dovuto adottare programmi e testi conformi al sistema educativo israeliano, mentre crescono le pressioni per estendere questo modello all’intero sistema scolastico palestinese, già colpito da forti tagli ai finanziamenti. Notevoli, inoltre, sono anche le difficoltà pratiche quotidiane: limitazioni agli spostamenti degli insegnanti, stipendi bassi e condizioni lavorative che compromettono la qualità dell’istruzione. La popolazione palestinese ha sempre fatto della qualità e del livello elevato di istruzione diffuso un punto di forza della propria capacità di resistenza alle difficoltà ma in questi ultimi due anni questo modello è seriamente messo in pericolo. Clicca qui per ascoltare la puntata su Radio Onda d’Urto. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
All’IC “Magiotti” di Montevarchi (AR) incontri con la Marina Militare sin dalla prima media
L’istituto comprensivo “Raffaello Magiotti” di Montevarchi, nella provincia di Arezzo, nella mattinata del 20 febbraio scorso ha ospitato un incontro con gli ufficiali della Marina Militare italiana del comando interregionale marittimo nord di La Spezia, che hanno illustrato le opportunità formative e professionali del corpo militare di appartenenza agli alunni e alle alunne delle classi prime della scuola secondaria di primo grado (qui l’iniziativa sul sito della scuola). In questa occasione di orientamento scolastico, probabilmente, tra le altre cose, vogliamo ribadirlo, rivolto ai ragazzi e alle ragazze di prima media, avranno suggerito la possibilità di proseguire gli studi negli istituti militari di istruzione secondaria superiore. All’incontro era presente anche una delegazione dell’associazione marinai d’Italia della sezione di Montevarchi (qui la notizia sul giornale locale). In un tempo storico come quello attuale, attraversato da guerre sempre più sanguinose in tante, troppe, parti del mondo con il rischio che la cosiddetta guerra mondiale a pezzi divenga vera e propria guerra mondiale, la consuetudine di aprire le porte delle scuole al brand della Difesa ci lascia interdetti sul piano deontologico e politico perché il Ministero della Difesa non è una comune azienda del territorio, non rispecchia un comparto produttivo qualunque. Come l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sostiene da tempo, la “cultura della difesa” e della “sicurezza” sta proliferando in tutti i livelli della società civile, da un lato modella la percezione collettiva dall’altra colpisce gli spazi e la libertà di dissenso. Siamo chiaramente immersi nella propaganda di guerra ibrida. Tornando all’istituto “Magiotti”, a fine incontro, alla biblioteca scolastica è stato donato un volume in edizione limitata della Marina; così il governo nell’ultima manovra ha donato agli italiani e alle italiane un aumento delle spese militari, con la previsione di passare dall’attuale 2% del PIL (circa 45 miliardi di euro all’anno) al 2,5% del PIL nel 2028 (quindi 61 miliardi di euro all’anno). Come liberarci da questa stretta in divisa velata da buon esempio e garanzia per il futuro? Come ribattere che l’economia di guerra è deplorevole, e foriera soltanto di disastri su larga scala? Vogliamo rovesciare i signori della guerra che affondano l’economia del paese, e bocciamo la cultura della difesa con maggiore forza se chiede di entrare nelle scuole. Qui alcuni scatti dell’iniziativa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Premio Nesi 2025 all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Consegna: Livorno, 11 marzo
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE NESI/COREA E DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO DI LIVORNO CON IL QUALE VIENE ANNUNCIATA LA VINCITA DEL “PREMIO NESI 2025” ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ PER IL SUO IMPEGNO NELL’AMBITO DEL PACIFISMO E DELL’ANTIMILITARISMO. COGLIAMO L’OCCASIONE PER RINGRAZIARE VIVAMENTE L’ASSOCIAZIONE NESI/COREA E IL MOVIMENTO NONVIOLENTO DI LIVORNO PER UN RICONOSCIMENTO COSÌ PRESTIGIOSO. L’Associazione Nesi/Corea e il Movimento Nonviolento di Livorno organizzano, mercoledì 11 marzo alle 17,30 a Livorno in via La Pira 11, un incontro con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università al quale sarà conferito anche il “Premio Nesi” 2025. La cerimonia di premiazione sarà seguita da un incontro aperto sul tema della militarizzazione che da tempo sta coinvolgendo, sempre di più, anche il mondo delle istituzioni educative (attraverso forme di propaganda, addestramento e reclutamento da parte delle organizzazioni militari) e sulla necessità, sentita dai promotori del premio e organizzatori dell’incontro, di rompere l’incantesimo della “normalità” militarizzata che penetra nei linguaggi, nelle scuole, nei giochi, nelle mode, nei media. Serve smascherare il sistema e il processo che plasmano mentalità e desideri attraverso una coscienza vigile e attenta che contribuisca, assieme a molto altro, a costruire e imparare la pace, attraverso l’educazione nonviolenta e la pratica quotidiana per coltivare semi di disarmo culturale. Associazione Nesi/Corea e il Movimento Nonviolento di Livorno -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Piombino: Associazione Carabinieri UNARMA nelle scuole, quale linguaggio educativo?
Il bene contro il male, non pensiamo di incarnare l’uno o l’altro, siamo nati per denunciare nei luoghi dell’istruzione e nella società il militarismo e le sue espressioni, anche quelle apparentemente innocue, super partes e perfino invisibili. Non è una nostra fissazione ideologica, ma la necessità che ogni essere umano dovrebbe porsi come obiettivo per sconfiggere la cultura di guerra, o almeno per contrastarla. Sono queste le riflessioni che hanno accompagnato la lettura dei social a proposito dell’ennesima presenza delle Forze dell’ordine a Piombino, in provincia di Livorno, attraverso il progetto “Legalmente Ribelli – Noi la Legalità, la Sfida del Bene”, promosso dalla Segreteria Toscana dell’Associazione Sindacale Carabinieri UNARMA, con il patrocinio del Comune di Piombino (clicca qui per la notizia su Facebook). Proprio in questi giorni apprendiamo l’esclusione di sindacalisti dalle scuole in cui avrebbero dovuto partecipare ad assemblee in rappresentanza di associazioni e sindacati, la loro colpa, perché tale è considerata, è quella di essere invisi al Governo, del resto se nel caso dei nostri attivisti scatta la esclusione o l’obbligo del contraddittorio, la presenza dell’UNARMA invece non subisce alcun ostacolo. Ma per quali ragioni un sindacato dei Carabinieri, con tanto di patrocinio comunale, viene chiamato a parlare di legalità in una scuola secondaria di primo grado? I temi trattati sono sempre gli stessi: avvertenze e lezioni sull’uso di sostanze stupefacenti. Sull’alcol, su bullismo, cyberbullismo, Revenge porn. Pensiamo che gli/le insegnanti non siano in grado di sviluppare sugli stessi argomenti dei percorsi educativi? Evidentemente si se esponenti delle forze dell’ordine vengono chiamati a tenere lezioni e percorsi educativi su questi argomenti. Preoccupa il binomio forze dell’ordine e legalità come principio assoluto specie davanti a recenti fatti di cronaca, non facciamo di ogni erba un fascio ma davanti alla esclusione di intellettuali, docenti, ricercatori ed attivisti chiamati nelle scuole e lasciati fuori dalle stesse sorge spontanea una presa di coscienza della realtà. Se è sufficiente indossare una divisa per avere accesso alle scuole, quella divisa potrebbe anche significare un messaggio subliminale di assuefazione alla guerra, di traduzione delle tematiche sociali in chiave securitaria. L’iniziativa, testualmente, rappresenta un importante momento di confronto tra istituzioni e giovani, nella convinzione che la legalità non sia soltanto un principio da insegnare, ma una scelta quotidiana da condividere e costruire insieme. Noi pensiamo intanto che la legalità non sia un principio astratto e men che mai possa essere identificata con le forze dell’ordine e non in un Magistrato, in un sanitario, in un docente o in un impiegato pubblico. Tutte queste figure sono chiamate, giorno dopo giorno, a rispettare le regole e a fornire un esempio quotidiano di legalità, basta solo non dimenticarlo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Milano, 13 marzo: Presentazione “Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra”
VENERDÌ, 13 MARZO, ORE 17.00 MILANO, CENTRO DI NONVIOLENZA ATTIVA, VIA MAZZALI N. 5 (MM UDINE) Venerdì 13 marzo alle ore 17.00 il Centro di Nonviolenza Attiva in via Mazzali n. 5 MM Udine (MI) ospita la presentazione dei volumi di recente pubblicazione “Scuole e Università di pace. Fermiamo la follia della guerra” (Aracne, 2026) e “Comprendere i Conflitti Educare alla pace” (Aracne, 2025). L’evento è organizzato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e avrà anche lo scopo di presentare le attività dell’Osservatorio, mai così importanti oggi, in una fase in cui sempre più minacciosi si fanno i venti di guerra, e in cui anche in Italia si assiste al preoccupante sviluppo di tendenze antidemocratiche: la repressione del dissenso spacciata per “sicurezza”, l’attacco alla magistratura, il ricorso alla violenza poliziesca, e in generale lo svuotamento delle istituzioni rappresentative. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente