Source - Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università

San Lazzaro Savena, 5 novembre: presentazione del libro “La scuola va alla guerra”
5 NOVEMBRE ORE 20.30 CENTRO SOCIALE MALPENSA VIA JUSSI – SAN LAZZARO SAVENA Presentazione del libro “LA SCUOLA VA ALLA GUERRA” di Antonio Mazzeo. Interverranno: Antonio Mazzeo: saggista e giornalista, scrittore e docente, aderente alla RETE PACE DISARMO.ORG; Prof. Demostenes Floros: ricercatore-docente di Geopolitica; Prof. Andrea Zirotti, docente di Fisica in un liceo Budrio e Medicina; Prof. F. Domenico Capizzi: Presidente SMIPS; Dr. Marco Pondrelli: ex- Assessore alla Cultura di S.Lazzaro. Le copie del volume saranno a disposizione per l’acquisto. La cittadinanza è invitata al dibattito. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Un 4 novembre contro la militarizzazione delle scuole. Strumenti, iniviative e mobilitazioni
Come ogni anno il 4 novembre si «celebra» la giornata nazionale delle forze armate, fissata con la Legge 1 marzo 2024, n. 27, che ne ha ribadito ufficialmente il valore storico, civile e di coesione nazionale. Da diversi anni ormai all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università arrivano segnalazioni da tutto il territorio nazionale di coinvolgimento delle scuole nella «celebrazione» di questa giornata, proposta alle scuole con modalità ambigue e non rispettose degli organi collegiali. È estremamente importante interrompere la normalizzazione di questi eventi e per questo mettiamo a disposizione di studenti, studentesse, genitori e docenti il nostro Vademecum contro la militarizzazione delle scuole per opporsi, con tutte le coperture normative, a questi eventi. Consultatelo, adeguatelo alla vostra specifica situazione e usatelo! Usate anche la stampa locale per denunciare la compilcità delle scuole nella militarizzazione della società. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle univeristà vi sosterrà e rilancerà le vostre lotte. Inoltre, per contrastare questa deriva militarista nel nostro Paese con una adeguata presa di coscienza su ciò che sta accadendo a livello nazionale e internazionale, l’Osservatorio ha organizzato un Corso di Formazione con esonero dal servizio per la giornata del 4 novembre in collaborazione con il Polo Europeo della Conoscenza – I.C. Bosco Chiesanuova di Verona dal titolo “Impatto e prevenzione dei modelli violenti nella società e nei mass media”. Clicca qui per l’iscrizione. Infine, per il pomeriggio del 4 novembre invitiamo le realtà territoriali e le associazioni pacifiste, antimilitariste e nonviolente a mobilitarsi per di una giornata di mobilitazione in piazza atta a promuovere la cultura della pace per opporsi alla crescente militarizzazione di ogni spazio sociale. Seguite le nostre pagine per rimanere aggiornat@ sulle piazze che si stanno attivando in tutto il Paese con lo slogan Il 4 novemre non è la nostra festa! 4 novembre CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE, AVANTI CON L’OBIEZIONE DI COSCIENZA TOTALE E COLLETTIVA! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Minerva – La Scuola”: la denuncia di una docente contro la serie
Pubblichiamo una lettera anonima di una docente di Torino che, in seguito alla denuncia da parte l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università della costruzione di un clima militaristico nel nostro Paese attraverso i luoghi della formazione, si mostra preoccupata per i valori che la serie Minerva fa passare tra le giovani generazioni. Per segnalare iniziative militaristiche nelle scuole e per inviare lettere a supporto dell’impegno pacifista, antimilitarista e nonviolento dell’Osservatorio scrivere a osservatorionomili@gmail.com. Sono una insegnante di scuola primaria in provincia di Torino. Scrivo per segnalare che dal 22 settembre viene trasmessa su Netflix la serie tv italiana “Minerva – La Scuola”, finanziata dal Ministero della Cultura e destinata principalmente a ragazzi e ragazze in età adolescenziale. I protagonisti della serie sono tre ragazzi frequentanti il liceo militare “Minerva” di Napoli. Tra questi, il personaggio principale è Salvo, che si iscrive alla scuola per scoprire la verità su un suo amico scomparso proprio dal liceo tempo prima e per cercare di costruirsi un futuro lontano dalla strada (a questo proposito, difficile non pensare alle parole del Ministro della Difesa Guido Crosetto, che in più occasioni ha dichiarato che la leva militare può costituire una possibilità di riscatto per i giovani provenienti da contesti difficili, per esempio in questa intervista: Crosetto: “La Nato si trasformi per garantire la pace”). I temi ricorrenti in questa serie afferenti all’ambiente militare sono soprattutto l’enfasi sulle regole e sulla disciplina, l’esaltazione della prestanza fisica e, ovviamente, l’addestramento all’uso delle armi. In questo senso, mi sembra che tale serie – pur con le dovute differenze – richiami la docu-serie tedesca “Generation Wehrdienst”, promossa dalla Bundeswehr e lanciata a luglio 2026. Della serie italiana mi ha colpito innanzitutto l’uso del genere teen drama (presenza di intrecci sentimentali tra giovani, conflitti con i genitori e più in generale con gli adulti, rappresentazione di feste in cui circolano alcol e droghe ecc…) che rende probabilmente più accattivante per i giovani spettatori la rappresentazione della vita militare. Inoltre, un altro aspetto – più sottile – che colpisce è la neutralizzazione del dissenso. Infatti, a prima vista pare che la serie si proponga di criticare diverse problematiche dell’ambiente militare, come per esempio il nonnismo, l’omofobia, il maschilismo e il razzismo. Tuttavia, progressivamente pare emergere come le voci critiche vengano accolte solo di facciata, per poi essere marginalizzate, in modo che l’Istituzione-scuola possa perpetuarsi sempre uguale a se stessa, mantenendo quindi intatte le sue gerarchie. Quel che forse è peggio è che il finale sembrerebbe suggerire che tutti ragazzi e le ragazze abbiano compiuto, proprio grazie alla frequenza di un anno di scuola militare, una maturazione interiore, e siano infine capaci di effettuare scelte ormai autonomi dagli adulti, avendo imparato ad esercitare senso critico proprio in una scuola che all’inizio era stata accusata di formare “piccoli soldatini”, addestrati dunque soltanto ad eseguire ordini. Concludo segnalando l’unico articolo che ho trovato in rete che offre, a mio parere, uno sguardo critico sulla serie per quel che riguarda la scelta di rappresentare la vita quotidiana in un liceo militare: Minerva La scuola, e che Mameli ci perdoni. Un cordiale saluto. Per contattare l’Osservatorio e segnalare eventi che prevedono la presenza nelle scuole di forze armate e di corpi di sicurezza o comunicare iniziative di contrasto alla militarizzazione puoi scriverci a: osservatorionomili@gmail.com Per i rapporti con gli organi di stampa l’indirizzo mail è il seguente: stampa.osservatorionoms@gmail.com Per seguire le nostre attività a livello nazionale: Seguici e metti un like su Facebook Seguici su Instagram Seguici su Telegram -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Reggio Emilia tra virtù urbane, militarizzazione e Palestina
M’arrendo, ma il cuore spaurito non si addormenta; alle soglie dell’anima gli affanni accendono il terrore dell’esercito alle mura […] fuoco divampa, acre nembo contamina la città. Eschilo Quando a scuola si valuta un compito o la prestazione di un alunno/alunna, è buona norma iniziare prima da quel che è positivo, rispondente almeno un minimo alla consegna e successivamente segnalare gli errori. Così provo a fare per la città di Reggio Emilia di cui molto ci siamo occupati nei commenti e nelle analisi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Succede che in questa città, segnata da una storia antifascista e resistente, capace di accogliere e ospitare con la bonomia tipica del romagnolo che ama ridere e mangiare anche quando lotta (mi si perdoni lo stereotipo), ci siano realtà in movimento, gruppi di soggetti che reinventano forme di fare politica. Come sta accadendo in molte città italiane e europee, è in atto un risveglio, una sorta di reazione immunitaria alla deriva della destra e della repressione di stato. VIRTÙ URBANE Capsa inutilitatis, lo scatolone dove raccogliamo le cianfrusaglie che ci proponiamo di gettare nel cassonetto. Questo il nome della Compagnia Teatrale formatesi in una scuola di Reggio Emilia (IC “E: Fermi”) e allargatasi ad accogliere altri giovani, giovanissimi, dagli undici ai quattordici anni. Il sito della scuola mostra la solita apertura su Futura e altre diavolerie che rendono le scuole del regno tutte conformi al modello ministeriale, ma si nota anche qualche deviazione dai modelli imposti che, forse, designa un tentativo di smarcarsi dall’ovvio. Il bullismo, nella versione modernizzata in cui fra vittima e carnefice c’è di mezzo un dispositivo, è trattato – così pare – dagli insegnanti attraverso schede di segnalazione e monitoraggio a cura degli alunni/alunne. Non vedo signore carabiniere in azione, ma non è detto. L’esperienza teatrale, dice il suo conduttore al giornale locale, non è una produzione di merce per lo spettatore pagante, ma un percorso di autoformazione. Nel video, si vedono ragazzi che lavorano sul proprio corpo, che imparano ad ascoltarne, attraverso il movimento e la percezione in scambio con altri corpi, le potenzialità di cura. Cura per i disagi della prima adolescenza, per quelli legati al sapersi esposti a una realtà sociale piena di prove aspre, in contesti di conflitto che sfociano in guerre, non più così lontane (clicca qui). Viene in mente, guardandoli cercare il gesto, la postura, in levare, per togliere gravità o consegnarla alla terra, per pestare ed eliminare la bruttezza, il lavoro della compagna di Mario Martone Falso movimento, nata a Napoli nel 1977. Si vede il movimento che da scomposto cerca l’armonia – come si insegna a questi ragazzi – nel film “Teatro di Guerra” (1998) quando, in una Sarajevo assediata venne rappresentata la tragedia “i Sette contro Tebe” di Eschilo (da cui ho estratto l’esergo). Barbara Bertani, maestra, attivista che Reggio Emilia lavora e vive, invia una locandina in cui si segnala un interessante incontro relativo alla scolarizzazione dei bambini e dei giovani appartenenti alle comunità Rom e Sinti (immagine in calce). Quando il Ministero, allora non del merito, mi diede un distacco all’Opera Nomadi di Roma per costruire un quaderno di viaggio che accompagnasse negli spostamenti i figli dei  Sinti e dei Camminanti Siciliani (credo ormai scomparsi, assorbiti nel sottoproletariato urbano), mi resi conto quanto gli zingari fossero invisi anche a persone di specchiata urbanità e schierate a sinistra. Del resto, andando a Spinaceto un quartiere di Roma dove avevano assegnato alcuni appartamenti a famiglie di Rom abruzzesi, per svolgere un corso di alfabetizzazione alle donne, toccai con mano il loro disprezzo verso di noi gagé-gagi e fu faticoso conquistarmi la loro fiducia. Barbara ha insegnato nelle scuole comunali, quando esistevano, ai bambini di queste comunità emiliane. Ora, ha traferito il significato profondo di quella esperienza al lavoro nelle classi multietniche, nello spettro del famoso tetto massimo previsto dal nostro soccorrevole governo. Annoto, che le famiglie non italiane, i loro figli nati in Italia, rappresentano la percentuale più alta della popolazione in stato di povertà conclamata o appena sotto la soglia. DEMERITI URBANI Reggio Emilia si segnala anche perché i suoi amministratori consentono di cementare, asfaltare un bosco perché non classificato e farci un bel mall Conad, ovviamente super, perché la normalità del mercato rionale è un reperto del passato. Reggio Emilia, come ho già scritto, ha dato i natali al senatore PD Graziano Del Rio, promotore della proposta di legge in cui finalmente spiegheranno, a noi fazioni proPal, la differenza fra sionismo e antisemitismo, ovviamente minacciando tutte le misure sanzionatorie necessarie nel caso di infrazione, di reato (contro lo Stato teocratico di Israele). Nell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ci siamo di recente occupati delle scuole dell’infanzia Reggio Children legate alla Fondazione Malaguzzi (clicca qui; oppure qui; o anche qui; e infine qui). La polemica scatenatasi dopo l’invito, o chissà l’autoinvito, di alcuni docenti e dirigenti di scuole ebraiche statunitensi alle prestigiose scuole “più belle del mondo”, e che ci invidiano oltreoceano e oltre-Manica, ha occupato molti quotidiani, non solo locali. Giorni fa il blog del quotidiano Il sole 24 Ore dava conto della vivace protesta del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlum, intervistato mentre è in discussione il DdL antisemitismo, per un commento sulla vicenda reggiana, sulla maldestra richiesta della Fondazione Malaguzzi agli insegnanti che vorranno visitare le scuole di una dichiarazione di dissociazione dalla politica israeliana. Ovviamente, ne è seguito uno sdegnato diniego, meglio stare a casa, al sicuro sotto la protezione di Trump (c’è davvero da fidarsi degli umori di Donald?). La confusione nell’ acceso intervento di Fadlum, si mostra per incredibili cadute di stile politico: la democrazia nel nostro paese non sarà più tale se non passerà questo decreto; senza ebrei diventeremo uno stato totalitario; chi entra in Italia in modo clandestino è un pericolo, forse prepara un 7 ottobre nostrano. A seguire fa eco, più compostamente, Livia Ottolenghi, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che sostiene la propria adesione alla proposta di legge, e anche l’Ambasciatore israeliano dice la sua, inutile sottolineare , sotto lo scettro di Bibi Natanyahu (clicca qui). Il servizio continua ma lascio la sua visione e mi sposto su Le Monde Diplomatique di ottobre. Due articoli ci ricordano cosa sta avvenendo in terra di Palestina. In apertura la giornalista Amira Hass che vive in Cisgiordania, scrive del terrore coloniale che, armi in pugno, esercitano le comunità di ebrei, insediantesi con il consenso  del Governo dove meglio credono. Si fanno spazio. Usano i loro figli, bambini e adolescenti, per attaccare le case dei palestinesi. I giovani se fermati, e non solo non succede ma arrivano alle case e ai campi palestinesi accompagnati dall’esercito regolare, non sono punibili. Il secondo pezzo si deve a Ilan Pappè, noto storico e esperto israeliano, in cui si commenta la deriva verso la teocrazia disegnata dall’attuale politica di Israele. La Grande Giudea sognata dal sionismo ottocentesco, in fase di realizzazione dall’inizio del secolo scorso, con la complicità e nell’imbarazzato silenzio dell’Europa, è il sogno degli integralisti. Il “Blocco dei fedeli”  è un movimento attivo dal 1974, nato dopo la vittoria dl 1967 contro gli stati arabi. Lo storico continua, prospera la fortuna di questi gruppi estremisti, terroristi per genealogia famigliare, il testimone passato da padre in figlio (un esempio è la potente famiglia Kook). La diffusione di ben tre film nelle sale di tutta Italia e in molti paesi europei (ma qualcuno ne ha vietato la distribuzione) di Palestina 1936, di Naza e del docufilm Bibi files, non so se ha dato la sveglia ai prudenti e agli scettici. Eventualmente, per capire l’inferno quotidiano vissuto dai palestinesi, si può tornare a due storie meno note, forse più didascaliche ma molto chiare, raccontate dalla regista Farah Nabulsi “The present” e “ The Teacher” , rispettivamente del 2020 e del 2023. Il presente, la quotidianità, di una famiglia palestinese è abitato dai posti di blocco e dalle umiliazioni che ai passaggi si subiscono. Nel caso raccontato, lo sfregio alla dignità è inflitto al padre di fronte alla sua bambina da ragazzotti in divisa, armati fino ai denti. Il maestro è un palestinese che ha perso un figlio ucciso dall’IDF e che tenta, attraverso il suo lavoro, di convertire l’odio di un adolescente in opposizione politica e speranza nel futuro. Salverà il suo alunno dalla prigione assumendosi l’onere dell’omicidio di un colono, commesso dal ragazzo per vendetta. Cosa sono le carceri israeliane e cosa significhi per un palestinese essere arrestato anche solo alcuni giorni, è purtroppo cronaca, non solo rappresentazione drammaturgica. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Caserta, no alla militarizzazione delle scuole: la cerimonia militare con il Reggimento Bersaglieri
Assistiamo oramai da troppo tempo alla crescente commistione tra le forze armate e i ragazzi e le ragazze in età scolare. Quanto successo in Campania il 22 ottobre in occasione di una manifestazione socio sportiva (la 23° edizione della Flik Flok, a Caserta, organizzata dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi”) conferma la giustezza delle nostre posizioni e la gravità dell’allarme che lanciamo senza sosta da anni. Ci lascia sgomenti il fatto che si possa parlare di «un grande successo per tutta la città di Caserta» a proposito della partecipazione di «oltre 6 mila studenti provenienti da circa 40 scuole delle province di Caserta, Napoli, Benevento» che hanno potuto apprezzare «l’evento della Brigata “Garibaldi” di stanza nella città campana». Un evento che «da oggi, fino a domenica prossima, si svolgerà nei giardini antistanti la Reggia di Caserta», uno dei tesori architettonici d’Italia. Apprendiamo inoltre che nella stessa giornata «si è svolta in mattinata la cerimonia militare per il rientro del contingente dell’8° Reggimento Bersaglieri dall’impiego semestrale in territorio bulgaro e di saluto ai reparti in partenza della Brigata» e che alla cerimonia «ha fatto seguito il taglio del nastro e l’inaugurazione del villaggio “Cremisi”». La chiusura dell’articolo infine sottolinea l’entusiasmo dei giovani e delle giovani «che hanno animato il villaggio interagendo con i bersaglieri all’insegna dello sport e dei valori che questo racchiude». Ecco, ci chiediamo: perché ragazzi e ragazze in giovanissima età dovrebbero interagire con le forze armate? E come lo sport può diventare un ponte tra due universi che dovrebbero rimanere ben lontani e distinti? Una martellante retorica nazionalista e militarista sta attraversando le scuole e le strade del Paese. Noi, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo messo a punto vari strumenti per resistere a questa invasione di campo scaricabili dal nostro sito (https://osservatorionomilscuola.com/2025/02/20/richiesta-esonero-attivita-scolastiche-partecipazione-forze-armate/ e (https://osservatorionomilscuola.com/2024/12/25/elenco-mozioni-editabili-del-vademecum-contro-la-militarizzazione-delle-scuole/) e chiediamo a chiunque abbia a cuore il destino della scuola pubblica di segnalare quanto succede in termini di militarizzazione nel proprio territorio alla seguente mail : osservatorionomili@gmail.com. Invitiamo inoltre chiunque interessat* a contribuire alle attività dell’Osservatorio aderendo alla nostra associazione al seguente link : https://osservatorionomilscuola.com/contatti/. Fonte: https://www.reportdifesa.it/esercito-grande-partecipazione-allinaugurazione-della-23-edizione-della-flik-flok-a-caserta-organizzata-dalla-brigata-bersaglieri-garibaldi/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Convegno di formazione 4 novembre: “Impatto e prevenzione dei modelli violenti, della società e nei mass media”
MERCOLEDÌ, 4 NOVEMBRE 2026, ORE 8.30 -13.00 ONLINE Nel contesto contemporaneo, caratterizzato da una pervasiva esposizione a linguaggi complessi, tecnologie digitali e rappresentazioni mediali ad alto contenuto di aggressività, la scuola si trova ad affrontare sfide educative senza precedenti. Per rispondere a questa urgenza pedagogica, la rete di istituzioni educative Polo Europeo della Conoscenza – I.C. Bosco Chiesanuova, in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promuove un importante incontro di formazione online dedicato a docenti e genitori. Questo corso di formazione rappresenta un’opportunità fondamentale per riaffermare il ruolo centrale degli adulti di riferimento, come presidio di pace, dialogo e consapevolezza critica. L’iniziativa si propone di fornire strumenti critici e metodologici per decodificare e disinnescare i modelli di violenza presenti nella società contemporanea, promuovendo al contempo pratiche pedagogiche orientate alla cultura della pace e della nonviolenza. Attraverso un percorso articolato in quattro moduli interconnessi, esperti di rilievo accademico e culturale analizzeranno le diverse sfaccettature del problema: PROGRAMMA 8:30 – 8:40 Saluti di Roberta Leoni Presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università 8:40 – 8.50 Giulia Bausano, Docente Introduce il tema: “La scuola tra realtà e finzione” e presenta 8:50 – 9:30 Dario Bassani, Autore, filosofo ed esperto di comunicazione editoriale “L’impatto dei giochi di violenza e guerra nei processi di nuove dipendenze” Dario Bassani è saggista, filosofo ed esperto di comunicazione editoriale italiano. Attualmente è Responsabile Editoriale, cura, scrive ed edita i contenuti multimediali, inclusi video saggi e podcast come Domande Prime, per il progetto culturale Lucy sui mondi. 9:30 – 9:40 Renata Puleo, Dirigente scolastica Introduce il tema: “La scuola e i suoi linguaggi” e presenta 9:40 – 10:20 Davide Borrelli, Professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli “Disinnescare la violenza strutturale insita nel linguaggio pubblico” Davide Borrelli è docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università del Salento. Docente di Sociologia dei processi culturali e Politiche della valutazione presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. 10:20 – 10:30 Michele Lucivero, Docente Introduce il tema: “A scuola di pacifismo” e presenta 10:30 – 11:10 Stefano Cobello, Insegnante, sociologo e pacifista “Pedagogia nera e pedagogia bianca – Modelli pedagogici a confronto: loro potenzialità nella crescita e nell’educazione” Stefano Cobello è un insegnante, sociologo, pacifista, fondatore e coordinatore del Polo Europeo della Conoscenza – Europole. 11:20 – 11:30 Alessandra Mancuso, Docente Introduce il tema: “A scuola di STEM” e presenta 11:30 – 12:10 Stefano Borroni Barale, Fisico teorico, docente, saggista “Tecnologie digitali in educazione: progresso o controllo?” Stefano Borroni Barale è un fisico teorico, docente, saggista e attivista italiano, noto in particolare per il suo impegno nella divulgazione legata al software libero, già ricercatore per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare [INFN] all’interno del progetto EU-DataGrid. IL CORSO DI FORMAZIONE COME AGGIORNAMENTO PER I/LE DOCENTI CON ESONERO PER LA GIORNATA SCOLASTICA. I/LE DOCENTI (A TEMPO INDETERMINATO E DETERMINATO) HANNO DIRITTO A 5 GIORNI DI ESONERO DAL SERVIZIO PER ANNO SCOLASTICO PER PARTECIPARE AD ATTIVITÀ DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO, IN BASE ALL’ART. 36 DEL CCNL SCUOLA 2019-2021. Al termine degli interventi ci sarà spazio per le domande e per un dibattito costruttivo. Infine verranno proiettati dei video per i saluti finali. L’iniziativa è aperta a docenti, dirigenti, educatori e famiglie. L’incontro sarà online. Il link sarà mandato solo agli iscritti. La partecipazione è gratuita. L’attestato finale è valido per l’aggiornamento in servizio per gli Insegnanti. Per qualsiasi domanda su registrazioni, certificazioni presenze, certificati si rimanda alle FAQ. Per info clicca qui. PER ISCRIVERSI CLICCARE QUI -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contrarietà degli ecopacifisti all’accordo tra Esercito e città metropolitana di Napoli
COMUNICATO CONGIUNTO VAS NAPOLI/ MIR NAPOLI – 13.10.26 Il 12 ottobre 2026, nella sede del Consiglio Metropolitano di Napoli, si è stipulato un protocollo d’intesa tra la Città Metropolitana, rappresentata dal Sindaco Gaetano MANFREDI, ed il Comandante Terr/le Sud dell’Esercito Italiano, Gen. C.A. Andrea DI STASIO.  Fine dichiarato dell’accordo sarebbe: “la realizzazione di iniziative congiunte finalizzate alla promozione e valorizzazione del territorio metropolitano, del patrimonio storico, culturale, paesaggistico e ambientale, anche attraverso eventi sportivi, culturali, educativi e sociali”. Nel corso della conferenza stampa per la ratifica di questo protocollo d’intesa, il Gen. DI STASIO, oltre a ribadire che questo accordo alimenta la sinergia tra istituzioni per valorizzare il territorio, ha dichiarato che l’Esercito lo farà “promuovendo la cultura della Difesa, i valori costituzionali, la legalità, la solidarietà e il senso civico, valorizzando le competenze tecniche, sportive, e organizzative per progetti rivolti alle scuole, ai giovani e alla cittadinanza”. «Dissentiamo completamente da questa idilliaca visione del rapporto tra forze armate e territorio metropolitano di Napoli, uno dei più militarizzati d’Italia – afferma Ermete FERRARO, responsabile della sede napolitana del M.I.R. Italia e del locale Circolo metropolitano V.A.S. di Napoli – Abbiamo ripetutamente denunciato l’incessante processo di militarizzazione della società civile e delle istituzioni formative, unito alla narrazione sul presunto ruolo delle istituzioni militari nella salvaguardia dell’ambiente, a fronte di problemi energetici ed ecologici causati invece proprio dalle forze armate e dalla loro occupazione del territorio senza limiti né controlli». Gli ecopacifisti di Napoli – ricordando che sta iniziando una rischiosa esercitazione nucleare della NATO sulle nostre teste – si dissociano da tali inopportune intese ed invece sostengono progetti di educazione ambientale e  formazione alla pace, al disarmo e alla difesa civile, popolare e nonviolenta. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Siena, una giornata di educazione stradale in caserma
Tra il 12 e il 13 ottobre (le fonti divergono sulla data), oltre 1.200 studenti delle terze medie e delle quarte superiori di Siena hanno partecipato, nella caserma Bandini, sede del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, alla prima di tre giornate de “La strada tra passione e sicurezza” (Newsistruzione). L’iniziativa, di educazione stradale, è organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) di Siena in collaborazione con le forze dell’ordine. La Rete Senese contro il Riarmo l’ha contestata pubblicamente; Futuro Nazionale Siena ha risposto difendendola. A promuovere l’iniziativa è la sezione di Siena dell’ANC, presieduta da Aldo Di Raimo. Il progetto ha il patrocinio di Regione Toscana, Prefettura, Provincia, Comune di Siena e Arma dei Carabinieri (La Nazione). Il prefetto di Siena, Valerio Massimo Romeo, era presente e ha ringraziato il reggimento per l’ospitalità e la promozione dell’iniziativa. L’assessore comunale Micaela Papi ha sottolineato il valore della collaborazione tra enti, scuole e forze dell’ordine (Newsistruzione). Secondo il presidente dell’ANC, ogni giornata del progetto si apre con l’alzabandiera alle 8,30, svolto in forma solenne dal reggimento con gli studenti schierati a fianco del drappello d’onore. Gli stand delle forze dell’ordine hanno trattato anche altri temi: i carabinieri hanno illustrato la violenza di genere e i comportamenti da tenere in caso di aggressione. La Rete, nel proprio comunicato, indica circa 1.300 alunni e alunne delle scuole medie inferiori e colloca l’evento lunedì 12 ottobre. Sostiene che la sicurezza stradale sia stata un pretesto per un’operazione di immagine e solleva quattro rilievi: 1. l’associazione tra “sicurezza” e ambiente militare, che veicolerebbe l’idea che la sicurezza dei cittadini passi attraverso le forze armate; 2. l’alzabandiera davanti a minori, descritto come normalizzazione dei codici e della disciplina militare; 3. il discorso del comandante, che avrebbe commemorato un caduto di El Alamein (1942) definendolo “caduto per la democrazia”, formula che la Rete giudica una riscrittura della storia, perché quei soldati furono mandati a combattere dal regime fascista a fianco dell’esercito nazista; 4. gli studenti e le studentesse accompagnate/i negli stand da un paracadutista con funzioni di tutor. La Rete rimprovera inoltre alle scuole aderenti superficialità e chiede alla scuola, alle famiglie e alla cittadinanza una riflessione sui valori e sui contesti in cui crescono i ragazzi. La strada tra passione e sicurezza è un progetto che si ripete da anni. Nell’edizione di Monteroni, giunta alla quinta, i laboratori erano promossi da polizia municipale, carabinieri, polizia stradale, Guardia di Finanza, Misericordia, ACI e motoclub (La Nazione). Nel 2018 risultava promosso dal Comitato Associazioni Sportive Senesi, con le classi quinte delle primarie ospitate nella caserma dei Carabinieri di viale Bracci (Gonews). Il caso del 2026 si distingue per la sede: una caserma di un reparto delle forze armate, e non dell’Arma dei Carabinieri. USB Pubblico Impiego Siena ha pubblicato un documento che contesta i programmi di orientamento dell’Esercito nelle scuole superiori. Il testo non cita l’evento della caserma Bandini e riguarda un programma più ampio. Secondo il sindacato, il programma è promosso dall’Esercito con il sostegno degli Uffici scolastici regionali e provinciali e dopo la Toscana coinvolgerà l’Emilia-Romagna nell’anno scolastico 2026-2027. Per il primo e il secondo anno prevede la presentazione dell’accesso alle Scuole militari di Napoli e Milano; per il quarto e il quinto, incontri su Accademia militare, Scuola sottufficiali e percorsi professionali nelle Forze Armate. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università facciamo nostre le osservazioni della Rete senese contro il riarmo e aggiungiamo: l’Europa si sta riarmando ed evoca quotidianamente imminenti conflitti e guerre. Il governo italiano aderisce alla politica di riarmo, sacrificando per essa il benessere dei cittadini. In questo contesto attività come quelle descritte non possono essere che lette come propaganda per reclutare giovani. Questo vuol dire accettare la guerra come possibilità e prepararsi ad essa. Noi non accettiamo la guerra, la rifiutiamo e non abbiamo messo al mondo i nostri figli per mandarli a morire in combattimento. La ripudiamo, come fa la nostra Costituzione, e la riteniamo obsoleta, disumana e inutile. Lottiamo affinché il mondo e l’Italia prendano un’altra direzione: quella della risoluzione pacifica dei conflitti e quella dell’educazione alla pace. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Tempi di Fraternità: Il ritorno al nucleare e l’llusione dell’atomo
DI LAURA TUSSI SU TEMPI DI FRATERNITÀ DI NOVEMBRE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Tempi di Fraternità nel numero di novembre 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Torino, da città dell’auto a polo del nuovo caccia da guerra
Da indotto dell’automobile a cittadella della guerra. Dopo decenni di desertificazione industriale, Torino spera nel rilancio giocando ogni carta sulla produzione di guerra. Grandissime aree su cui sorgevano stabilimenti industriali sono state abbandonate per decenni e la crisi della Fiat ha determinato la rapida decadenza dell’indotto e dei servizi collegati al complesso metalmeccanico, un’autentica desertificazione industriale con la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. La fabbrica fordista ha lasciato spazio per pochi anni alla fabbrica Toyota. Pochi lustri prima della decadenza industriale, per ogni tre posti di lavoro perduti il complesso militare ne offre a dire tanto uno. La riconversione dell’industria a fini militari sarà forse conveniente per la finanza e la speculazione, ma a fini occupazionali e industriali presenta risultati a dir poco deludenti. È di pochi giorni fa la nascita del primo sito internazionale del Global Combat Air Programme (GCAP) con la produzione del caccia di nuova generazione, doppione di altri aerei da guerra, che nasce dalla collaborazione di tre Paesi, Italia, Giappone e Regno Unito, riuniti nella joint venture Edgewing, a sua volta partecipata, con pari divisione delle quote azionarie, da Leonardo, BAE Systems, e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd. (JAIEC). Leggiamo testualmente dalla dichiarazione di un alto dirigente di Leonardo che «Il GCAP è uno dei programmi più sfidanti e all’avanguardia dell’intero settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza, in grado di preservare sovranità tecnologica per le generazioni future. Il GCAP guiderà lo sviluppo tecnologico e la crescita a lungo termine delle economie dei Paesi coinvolti, creando posti di lavoro altamente qualificati e sostenendo gli ecosistemi produttivi lungo l’intera filiera. Attraverso il GCAP, stiamo garantendo un futuro più sicuro e prospero per l’Italia, così come per i nostri alleati, Giappone e Regno Unito» (clicca qui per le informazioni). Quando parliamo di riconversione dell’industria civile a fini militari intendiamo molti dei processi trasformativi delle imprese, il riutilizzo di aree dismesse destinate a nuove imprese, join venture appositamente costruite per fare impulso alla produzione di guerra e allo sviluppo di tecnologie duali. E Torino non è scelta a caso, ha una importante università, laboratori e centri di ricerca all’avanguardia, un sistema rodato che mette insieme strutture pubbliche e private, è il territorio adatto allo sviluppo della produzione di guerra, a sistemi di arma come l’aereo di ultima generazione che mette insieme il digitale con la IA, la meccanica con la ricerca, la robotica con l’informatica, l’elettronica con il mondo cyber. La realizzazione di questo nuovo caccia sarà propedeutica per lo sviluppo di nuove cittadelle della guerra, per il salto di qualità tecnologico a lungo ricercato, il progetto di un nuovo caccia presenta poi risorse tali da mettere insieme le principali aziende di armi italiane con il loro indotto, le filiere al completo, i centri di ricerca e le start up, piccole e medie aziende. Non sarà impresa facile mettere d’accordo le aziende dei vari Paesi coinvolti, ma da quanto sappiamo hanno già creato un’organizzazione nella quale incanalare i contributi delle industrie nazionali. Siamo davanti alla realizzazione degli intenti comunitari ossia una industria europea capace di superare gli egoismi nazionali. Ad oggi siamo già nella fase operativa a tre anni dall’avvio del progetto la cui realizzazione è prevista nel 2035 con il sistema aereo di nuova generazione. La scelta di Torino, come dicevamo sopra, non è casuale, è una città industriale sui cui territorio operano centri di ricerca, aziende aeronautiche all’avanguardia. Quanto ai numeri di Leonardo, scordiamoci che possa nascere una nuova Fiat, ad oggi abbiamo poco più di 5.000 addetti alle sue dipendenze che diventano in tutta la Regione circa 14mila se consideriamo l’intero sistema che ruota attorno al bacino militare, spesso con maestranze impegnate in produzioni duali. Numeri deludenti che poi corrispondono a qualche reparto della vecchia Fiat. Chi pensava che la produzione di guerra facesse da volano alla occupazione presto dovrà ricredersi. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Piombino, 24 ottobre: dibattito contro il ritorno della leva militare
SABATO 24 OTTOBRE ORE 16.30 SALA DI QUARTIERE DI SALIVOLI (LUNGOMARE MARCONI 280) PIOMBINO I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono il futuro! Il 24 ottobre a Piombino ci sarà un momento di dibattito e confronto tra diverse realtà giovanili e studentesche contro il ritorno della leva militare. Interverranno: Serena Tusini, docente e membro dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; Opposizione Studentesca d’Alternativa Roma; Collettivo Scuola di Carta Livorno; Giovani Comunisti di Piombino. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
El Alamein e il pellegrinaggio della religione militarista
Mancò la fortuna, non il valore1, è questo il motto con cui si ricorda la battaglia di El Alamein, sconfitta campale dell’esercito italiano e di quello tedesco da cui iniziò la loro disfatta in Africa. El Alamein si trova in Egitto. A metà degli anni cinquanta del secolo scorso venne costruito un Sacrario militare a ricordo dei caduti in una battaglia la cui sconfitta, nel 1942, fortunatamente assestò un colpo notevole al nazifascismo. Il valore richiamato era quello dell’oppressione coloniale, dello sfruttamento di terre e popoli, della diffusione del fascismo. La sconfitta di quella battaglia fascistissima, che ancora oggi molti nostalgici del regime lamentano, fu in realtà l’inizio della liberazione dell’Africa dalle presenze degli eserciti fascisti e nazisti. Ogni anno la celebrazione di El Alamein ha un significato politico ben preciso, che attribuisce alla ricorrenza non solo l’esaltazione del militarismo ma anche un chiaro marchio fascista. A tal riguardo leggiamo cosa scrive una rivista online: L’abnegazione, l’eroismo e la tenacia delle truppe italiane fu magnifico ma la propaganda post bellica italiana, tramite film e documentari menzogneri o, addirittura, macchiettistici, non rese mai giustizia ai nostri uomini che colà diedero quanto di più alto si possa, la vita, per la grandezza dell’Italia2. In questi giorni è in corso un autentico pellegrinaggio, un raduno con lancio di paracadutisti per omaggiare le vittime del 1942,che poi è occasione propizia per rafforzare l’adesione alle associazioni di reduci ed ex militari (clicca qui). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, invece, preferisce una lettura storica e disincantata sulle avventure neocoloniali della Seconda guerra mondiale a partire da quel Italiani, brava gente? Un mito duro a morire (Neri Pozza, 2005) in cui l’autore, Angelo Del Boca, analizza il mito assolutorio di una paternalistica e benevola nazione coloniale smontando la retorica ufficiale sulle campagne di guerra del fascismo. La retorica di guerra tace gli orrori, i massacri, gli inganni che caratterizzano ogni conflitto, così come tace le migliaia di morti e le conseguenze sociali e materiali delle guerre. E quando non tace si fa esaltazione di quegli stessi massacri (come nel caso di El Alamein) e rimpianto rabbioso del fallimento di un’impresa coloniale e delle conquiste che il nazifascismo si proponeva di estendere. E proprio quella rabbia per anni ha rappresentato il cemento di culture revisioniste, nostalgiche, dell’antipolitica e dell’ideologia di destra, quando non hanno assunto altri connotati: ad esempio la mera esaltazione di una presunta grandezza italica. In queste narrazioni viene quasi sempre omesso un particolare rilevante che non ci stanchiamo di evidenziare: l’Italia combatteva a fianco del nazismo, aveva usato gas tossici e bombardamenti a tappeto contro la popolazione civile nelle terre al sole occupate in Africa. Di eroico troviamo ben poco nelle guerre coloniali. Rinnovare fiducia e stima nel valore salvifico della battaglia militare è il retaggio di una cultura che nel tempo ha giustificato il fascismo, il colonialismo, le occupazioni militari e il grande inganno che trasforma i giovani in carne da cannone. E oggi, con opportune rivisitazioni, questo presunto eroismo è funzionale al riarmo e ai processi di militarizzazione. Di questo, e non di altro, urge parlare contrastando amnesie, revisionismi storici e rimembranze acritiche e nostalgiche scisse dal contesto storico del tempo. 1 epitaffio apposto il 1° luglio 1942 dai Bersaglieri del 7° Reggimento su un cippo di pietra nel deserto egiziano 2 https://italiacoloniale.com/2019/09/12/sacrario-di-el-alamein-mi-sento-debitore-nei-confronti-di-coloro-che-qui-hanno-combattuto-e-perso-la-vita/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente