Bambini in caserma. Riflessioni sulla cerimonia del 4 maggio allo Stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze

Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Thursday, June 18, 2026

Il 4 maggio 2026 all’interno dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze si è svolto un evento per celebrare il 165° anniversario della fondazione dell’Esercito Italiano. La cerimonia è avvenuta alla presenza di alunni della scuola primaria, come apprendiamo da un post della pagina Facebook del Colonnello Arcangelo Moro, Direttore dello Stabilimento.

Dopo un «solenne alzabandiera» è stata ricordata la battaglia del Piave durante la Prima Guerra Mondiale come simbolo dei valori dell’Esercito: coraggio, sacrificio e senso del dovere. Il post conclude: «Una giornata di storia, emozione e condivisione, che ci ricorda quanto sia prezioso custodire e tramandare i valori della nostra Nazione».

Una storia selettiva quella evocata: una narrazione eroica, priva del contesto. Le perdite italiane in quella battaglia furono dell’ordine delle decine di migliaia; la gestione militare italiana della Prima Guerra Mondiale è storicamente documentata come una delle più costose in termini di vite umane rispetto ai risultati ottenuti, con responsabilità di comando ampiamente dibattute dalla storiografia.

Ma la lacuna più significativa riguarda la memoria coloniale. L’Esercito Italiano – la stessa istituzione di cui si celebra il 165° anniversario – è responsabile di crimini di guerra documentati nelle campagne coloniali di Libia, Etiopia e Somalia: uso di armi chimiche, esecuzioni di massa, politiche di sterminio della popolazione civile (circa un milione di vittime). Questo solo soffermandoci sulla storia del primo novecento. Quindi, cosa tramandiamo alle nuove generazioni?

I valori della nostra Nazione. Per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università i valori della Nazione sono inscritti nella Costituzione. Primo fra tutti l’art. 11 afferma: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Se si intende davvero «trasmettere i valori della Nazione» alle bambine e ai bambini, questo è il riferimento costituzionale primario.

La domanda più rilevante dal punto di vista dell’Osservatorio è: perché bambini della scuola primaria? La loro inclusione che funzione assolve se non quella della socializzazione precoce a un’identificazione positiva con l’istituzione militare? L’alzabandiera solenne, l’ambiente e la cornice emotiva – «momento carico di emozione e rispetto» – sono elementi di una messa inscena pedagogica che produce familiarità e appartenenza, non conoscenza critica, un utilizzo del registro emotivo come canale privilegiato di trasmissione.

Infine, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze è l’unica officina farmaceutica di Stato della Repubblica Italiana, alle dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa, ente vigilato dal Ministero della Difesa. Tra le sue produzioni figurano farmaci orfani e cannabis terapeutica, ma anche – secondo quanto pubblicato dall’Agenzia Industrie Difesa stessa – kit di decontaminazione chimica, biologica, radiologica e nucleare, autoiniettori e antidoti CBRN per uso militare.

Si tratta dunque di un’installazione con funzioni militari operative, non di un presidio sanitario civile. Che questo sia il contesto scelto per un’iniziativa rivolta a bambini della scuola primaria è un dato che le famiglie e le istituzioni scolastiche coinvolte avrebbero diritto di conoscere esplicitamente.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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