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Bambini in caserma. Riflessioni sulla cerimonia del 4 maggio allo Stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze
Il 4 maggio 2026 all’interno dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze si è svolto un evento per celebrare il 165° anniversario della fondazione dell’Esercito Italiano. La cerimonia è avvenuta alla presenza di alunni della scuola primaria, come apprendiamo da un post della pagina Facebook del Colonnello Arcangelo Moro, Direttore dello Stabilimento. Dopo un «solenne alzabandiera» è stata ricordata la battaglia del Piave durante la Prima Guerra Mondiale come simbolo dei valori dell’Esercito: coraggio, sacrificio e senso del dovere. Il post conclude: «Una giornata di storia, emozione e condivisione, che ci ricorda quanto sia prezioso custodire e tramandare i valori della nostra Nazione». Una storia selettiva quella evocata: una narrazione eroica, priva del contesto. Le perdite italiane in quella battaglia furono dell’ordine delle decine di migliaia; la gestione militare italiana della Prima Guerra Mondiale è storicamente documentata come una delle più costose in termini di vite umane rispetto ai risultati ottenuti, con responsabilità di comando ampiamente dibattute dalla storiografia. Ma la lacuna più significativa riguarda la memoria coloniale. L’Esercito Italiano – la stessa istituzione di cui si celebra il 165° anniversario – è responsabile di crimini di guerra documentati nelle campagne coloniali di Libia, Etiopia e Somalia: uso di armi chimiche, esecuzioni di massa, politiche di sterminio della popolazione civile (circa un milione di vittime). Questo solo soffermandoci sulla storia del primo novecento. Quindi, cosa tramandiamo alle nuove generazioni? I valori della nostra Nazione. Per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università i valori della Nazione sono inscritti nella Costituzione. Primo fra tutti l’art. 11 afferma: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Se si intende davvero «trasmettere i valori della Nazione» alle bambine e ai bambini, questo è il riferimento costituzionale primario. La domanda più rilevante dal punto di vista dell’Osservatorio è: perché bambini della scuola primaria? La loro inclusione che funzione assolve se non quella della socializzazione precoce a un’identificazione positiva con l’istituzione militare? L’alzabandiera solenne, l’ambiente e la cornice emotiva – «momento carico di emozione e rispetto» – sono elementi di una messa inscena pedagogica che produce familiarità e appartenenza, non conoscenza critica, un utilizzo del registro emotivo come canale privilegiato di trasmissione. Infine, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze è l’unica officina farmaceutica di Stato della Repubblica Italiana, alle dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa, ente vigilato dal Ministero della Difesa. Tra le sue produzioni figurano farmaci orfani e cannabis terapeutica, ma anche – secondo quanto pubblicato dall’Agenzia Industrie Difesa stessa – kit di decontaminazione chimica, biologica, radiologica e nucleare, autoiniettori e antidoti CBRN per uso militare. Si tratta dunque di un’installazione con funzioni militari operative, non di un presidio sanitario civile. Che questo sia il contesto scelto per un’iniziativa rivolta a bambini della scuola primaria è un dato che le famiglie e le istituzioni scolastiche coinvolte avrebbero diritto di conoscere esplicitamente. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Proiezioni locali in Italia della XXI Cerimonia Commemorativa Congiunta
Il gruppo Italian Friends of Combatants for Peace   promuove l’organizzazione di eventi di comunità locali per la proiezione della Cerimonia Commemorativa Congiunta organizzata da Combatants for Peace e Parents Circle – Families Forum. Queste le iniziative già definite: Torino, Italia Organizzato da Cambiano per Gaza, Le Storie di Carola e Luciana, Emergency-Santena, Sarte e Cuoche Ribelli, Munlab, Sereno Regis, Give Peace a Screen Rami Elhanan e Bassam Aramin del Parents Circle – Families Forum parteciperanno a una conversazione online dopo la cerimonia. Biblioteca civica di Cambiano, vicino Torino, via Lagrange n 1, 10010 CAMBIANO 20 Aprile 2026丨19:00 Padova, Italia Ospitato da Arnon Naim Via San Massimo, 121, PADOVA 22 Aprile 2026丨19:00Anagni, Italia Organizzato da Italian Friends of Combatants for Peace Biblioteca Comunale A. Labriola, Via Garibaldi 21, 03012 ANAGNI 20 Aprile 2026丨19:00Milano, Italia Organizzato da CLN Resistenza Milano Spazio Pontano 35 – MILANO – via G. Pontano, 3 20 Aprile 2026丨19:15 Organizzato da Centro Filippo Buonarroti Centro Filippo Buonarroti, Via Rovigno 26 20 Aprile 丨19:00 Chiavenna (SO), ItaliaCombatants for Peace Organizzato da Luci per il Dialogo C/o Saletta Società Operaia, Via Chiarelli 20 Aprile 丨19:00 Livorno, Italia Organizzato da Italian Friends of Combatants for Peace Centro  olistico “Abitare le soglie” via Micali 22 Livorno (Italy) Prima della proiezione: la coreografia “La pace, la vera cura” di un gruppo di danza integrato 20 Aprile 2026 丨19:00 Firenze, Italia Organizzato da circolo Arci Bruno Baldini di Barberino (FI) 20 Aprile 2026 丨19:30 Gruppo di Supporto italiano dei Combattenti per la Pace  Combatants for Peace
April 17, 2026
Pressenza
PKK: “ABBIAMO BISOGNO DI PACE, LIBERTÀ, UGUAGLIANZA E DEMOCRAZIA”. 30 GUERRIGLIERI/E BRUCIANO LE ARMI
Trenta militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, 15 donne e 15 uomini, tra i quali diversi comandanti ed esponenti storici dell’organizzazione, sono scesi dalle montagne curde dell’Iraq settentrionale e hanno distrutto simbolicamente le proprie armi alla presenza di una delegazione di deputati del Parlamento turco, giornalisti ed esponenti delle associazioni dei familiari dei detenuti. Dopo la lettura di una dichiarazione, il gruppo di guerriglieri ha sfilato accanto a un grosso bracere nel quale ognuno ha depositato un’arma. Le armi sono poi state bruciate. La cerimonia, che si è svolta vicino Sulaymaniyya, in Bașur (Kurdistan iracheno), si inserisce nel quadro del processo di pace in corso tra il movimento di liberazione curdo e la Repubblica di Turchia che era stato annunciato pubblicamente dall’Appello per la pace e una società democratica del 27 febbraio 2025. L’iniziativa di oggi, venerdì 11 luglio 2025, era stata anticipata dallo storico video-messaggio del leader e cofondatore del Pkk Abdullah Öcalan dall’isola-carcere di Imrali, dov’è detenuto dallo stato turco dal 1999. Ora, il movimento di liberazione curdo chiede che il Parlamento turco faccia la propria parte nel processo, innanzitutto licenziando una legge che consenta ai militanti che oggi hanno deposto le armi di poter entrare in Turchia (sono tutti cittadini turchi) senza essere arrestati. Nella lunga dichiarazione letta e diffusa dai guerriglieri del Pkk durante la cerimonia, i militanti rivoluzionari affermano: “Alla luce della crescente pressione fascista e dello sfruttamento in tutto il mondo e dell’attuale bagno di sangue in Medio Oriente, il nostro popolo ha più che mai bisogno di una vita pacifica, libera, equa e democratica. […] Ci auguriamo che tutti, i giovani e le donne, i lavoratori e le lavoratrici, le forze socialiste e democratiche, tutti i popoli e l’umanità osservino, comprendano e apprezzino il valore storico del nostro passo per la pace e la democrazia” (qui sotto riportiamo la nostra traduzione dell’intero comunicato). Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Yilmaz Orkan, dell’Ufficio Informazione Kurdistan in Italia. Ascolta o scarica. Di seguito la dichiarazione integrale del comunicato diffuso dal Gruppo per la pace e la società democratica del Pkk, tradotto dalla redazione di Radio Onda d’Urto: Al nostro popolo e all’opinione pubblica In qualità di membri del “Gruppo per la pace e la società democratica”, costituito per accelerare il processo di cambiamento e trasformazione democratica, salutiamo rispettosamente voi e tutti coloro che assistono alla nostra storica iniziativa democratica. Per difendere l’esistenza dei curdi dalle offese di negazione e annientamento, noi, come combattenti per la libertà, uomini e donne, ci siamo uniti al Partito dei Lavoratori del Kurdistan, in tempi diversi, e abbiamo combattuto per la libertà in diverse regioni. Ora siamo qui per rispondere all’appello che il leader del popolo curdo, Abdullah Öcalan, ha lanciato il 19 giugno 2025. Il nostro arrivo qui si basa, allo stesso tempo, sull’appello che il leader Abdullah Öcalan ha lanciato in precedenza il 27 febbraio 2025 e sulle risoluzioni del 12° Congresso del Pkk, riunitosi dal 5 al 7 maggio 2025. Per garantire il successo pratico del processo “Pace e Società Democratica”, per condurre la nostra lotta per la libertà, la democrazia e il socialismo con metodi di politica legale e democratica sulla base della promulgazione di leggi per l’integrazione democratica, distruggiamo volontariamente le nostre armi, davanti alla vostra presenza, come passo di buona volontà e determinazione. Ci auguriamo che questo passo porti pace e libertà e abbia esiti favorevoli per il nostro popolo, per i popoli della Turchia e del Medio Oriente e per tutta l’umanità, in particolare per le donne e i giovani. Concordiamo pienamente con le osservazioni del leader Abdullah Öcalan che ha affermato: “Non credo nelle armi, ma nel potere della politica e della pace sociale e vi invito a mettere in pratica questo principio”. Siamo molto orgogliosi e onorati di fare ciò che è necessario per questo principio storico. Come sapete, le cose non sono avvenute con facilità, a costo zero e senza lottare. Al contrario, tutti i guadagni sono stati ottenuti a caro prezzo, lottando con le unghie e con i denti. E ciò che seguirà avrà sicuramente bisogno di lotte serrate. Siamo ben consapevoli di questo fatto e, con l’obiettivo di garantire ulteriori conquiste democratiche, crediamo fermamente nell’intuizione e nel paradigma del leader Abdullah Öcalan e confidiamo in noi stessi e nel potere collettivo della nostra comunità di compagni. Alla luce della crescente pressione fascista e dello sfruttamento in tutto il mondo e dell’attuale bagno di sangue in Medio Oriente, il nostro popolo ha più che mai bisogno di una vita pacifica, libera, equa e democratica. In questo contesto sentiamo e comprendiamo appieno la grandezza, la rettitudine e l’urgenza del passo che abbiamo compiuto. Ci auguriamo che tutti, i giovani e le donne, i lavoratori e le lavoratrici, le forze socialiste e democratiche, tutti i popoli e l’umanità osservino, comprendano e apprezzino il valore storico del nostro passo per la pace e la democrazia. Facciamo appello alle forze regionali e globali responsabili delle sofferenze del nostro popolo affinché rispettino i più legittimi diritti democratici e nazionali del nostro popolo e sostengano il processo di “Pace e Società Democratica”. Facciamo appello a tutti i popoli, ai circoli socialisti e democratici, agli intellettuali, agli scrittori, agli accademici, agli avvocati, agli artisti e ai politici affinché comprendano correttamente il nostro passo storico e siano solidali con il nostro popolo. Li invitiamo inoltre a partecipare più attivamente alla lotta per la libertà fisica del leader Abdullah Öcalan e per la soluzione democratica della questione curda, nonché a sviluppare e rafforzare la lotta e la solidarietà internazionale democratica e socialista. Invitiamo il nostro popolo e le sue forze politiche a comprendere correttamente le caratteristiche di questo processo storico di “Pace e Società Democratica” sviluppato da Leader Apo, ad assolvere con successo i propri doveri e responsabilità in campo educativo, organizzativo e operativo e a sviluppare la vita democratica. L’oppressione e lo sfruttamento finiranno; la libertà e la solidarietà prevarranno. Il processo di “Pace e Società Democratica” avrà sicuramente successo. Il Gruppo per la pace e la società democratica 11 luglio 2025
July 11, 2025
Radio Onda d`Urto