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Il Fatto Quotidiano: Lecce, studenti in gita nella caserma dell’Esercito: “È promozione della cultura scientifica”
DI ALEX CORLAZZOLI SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 2 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Alex Corlazzoli, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 2 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. Sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuola e delle università ci sono persino delle immagini della giornata. “Alla caserma – denuncia l’associazione pacifista – è collegato un poligono di tiro nel quale si svolgono regolarmente delle esercitazioni militari a causa delle quali la polizia locale emette degli annunci di pericolo per tutta la popolazione residente e turistica, e conseguente divieto di attraversare la zona. Una ricaduta debilitante per qualsiasi altra attività sociale ed economica presente in quel territorio, tranne che per il comparto militare...continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Promozione della cultura scientifica per 500 studenti e studentesse di Lecce? Visita in caserma!
Veniamo a conoscenza dell’ennesima circolare scolastica in provincia di Lecce che, con un automatismo deplorevole, permette, in seno a un programma di promozione della cultura scientifica, di disporre per alcune classi quinte di un istituto di istruzione secondaria superiore una visita guidata in una caserma dell’esercito italiano. Alcune classi quinte del polo tecnico professionale Moccia – Vanoni di Nardò (Lecce) sono state infatti condotte nella caserma Floriani di Torre Veneri, sede del reggimento addestrativo della scuola di cavalleria dell’esercito. Gli/le studenti sono stati/e prelevati/e da un pullman dell’esercito italiano, hanno trascorso un’intera mattinata in caserma, e poi sono stati/e ricondotti/e davanti alla scuola da loro frequentata (clicca qui per la circolare in chiaro). Come se non bastasse, alla caserma in oggetto è collegato un poligono di tiro nel quale si svolgono regolarmente delle esercitazioni militari a causa delle quali la polizia locale emette degli annunci di pericolo per tutta la popolazione residente e turistica, e conseguente divieto di attraversare la zona. Una ricaduta debilitante per qualsiasi altra attività sociale ed economica presente in quel territorio, tranne che per il comparto militare. Anche questo 18 febbraio, lo stesso giorno della visita delle classi quinte del IISS Moccia-Vanoni nella caserma Floriani, nel poligono sito nel tacco d’Italia, a soli 40 Km da Nardò, si svolgevano esercitazioni a fuoco diurne e notturne con armi di vario calibro, come recita la pagina Facebook: «ESERCITAZIONI A FUOCO – POLIGONO MILITARE DI TORRE VENERI (LECCE), Programmazione febbraio 2026. Nei giorni 2, 3, 4, 5, 6, 9, 10, 11, 12, 13, 16, 17, 18, 19, 20, 23, 24, 25, 26 e 27 febbraio 2026, nella fascia oraria 08:00 – 23:00, si svolgeranno esercitazioni a fuoco diurne e notturne con armi di vario calibro presso il Poligono Militare di Torre Veneri» (clicca qui per il link dell’informazione). Così è stato anche a novembre, a ottobre, ad aprile e a marzo 2025, come si può evincere da questi reperti: uno, due, tre e quattro. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università critichiamo aspramente le iniziative che mettono in comune scuola e comparto militare. Invece che portare i/le nostri/e studenti a sorbire la propaganda securitaria e della difesa, come docenti e responsabili del loro tempo a scuola, dovremmo sottoporre loro contenuti di qualità maggiore, mostrando per esempio le ricadute sociali e ambientali dei sistemi produttivi, comparandoli. Dovremmo, come insegnanti, soffermarci con gli/le studenti sulle contraddizioni, in questo caso della caserma Floriani di Torre Veneri che, seppure inserita in un progetto di efficientamento energetico (progetto Caserme Verdi avviato nel 2018 dal sistema Difesa) ha una finalità tra le più distruttive per l’ecosistema, quella dei conflitti armati e il suo poligono militare risulta spaventosamente attivo e inquinante per suolo, aria e mare (clicca qui per le info). Le “Giornate di promozione della cultura scientifica” così come previste dal programma della provincia di Lecce, prevedono un numero nutrito di enti (1) di supporto. Sarebbe il caso di vietare che in questi rientrino le strutture dell’Esercito, della Marina militare e dell’Aeronautica e di verificare se gli altri enti sostengono le applicazioni del dual-use. Nei giorni scorsi circa 500 studenti delle scuole superiori salentine hanno visitato caserme militari. Studenti dell’ IISS “E. Fermi” e dell’ITES “A. De Pace” di Lecce, dell’IISS “S. Trinchese” di Martano (clicca qui), dell’IISS “Moccia-Vanoni” di Nardò e dell’IISS “E. Mattei” di Maglie (clicca qui per la notizia). Qui le foto dal profilo Facebook dell’IISS “S. Trinchese” di Martano (LE). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università continua nel suo lavoro di formazione e informazione, che sente necessario per tenere in vita il conflitto sano ed efficace della democrazia e scongiurare scenari cupi, autoritari e guerrafondai. Teniamo a precisare che questo articolo è stato scritto in seguito a una segnalazione di un/una nostro/a simpatizzante. Se anche tu vieni a conoscenza di una attività scolastica collegata alla presenza/supervisione di ufficiali militari o delle forze dell’ordine, scrivici all’indirizzo osservatorionomili@gmail.com. (1) I laboratori dei Dipartimenti dell’Università del Salento – Polo Ecotekne: Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali, Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, CEDAD Centro di Fisica Applicata, Datazione e Diagnostica; istituti di ricerca CNR-ISPA Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari, CNR-ISAC Istituto di Scienze per l’Atmosfera e Clima, CNR- ISPC Istituto per le Scienze del Patrimonio Culturale, CBN Centro per le Nanotecnologie Biomolecolari dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Arnesano, e Agenzia regionale di Ricerca e Protezione Ambientale (ARPA), Aziende sanitarie (ASL) Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università --------------------------------------------------------------------------------
Visita scolastica del Liceo “Galilei” di Civitavecchia alla Caserma dell’Esercito. Quale scopo didattico?
Con il solito orgoglio che caratterizza le Forze armate ogni qual volta riescono a mettere mani sulle scuole, la pagina ARES – OSSERVATORIO DIFESA riporta la notizia della conclusione del ciclo di visite di alcune classi del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Civitavecchia, presso il polo culturale sito nella Caserma MOVM “Capitano Luigi Giorgi”, sede del Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COMVIE). Il COMVIE ha recentemente (giugno 2025) ereditato le competenze del Centro Simulazione e Valutazione dell’Esercito e come chiarisce il Generale di Corpo d’Armata Francesco Olla è il «principale riferimento per l’applicazione della simulazione asservita all’addestramento per la preparazione dei Comandi e delle unità», sia per le operazioni nazionali che internazionali. Il COMVIE valuta «il raggiungimento del necessario livello di prontezza» sia in termini di deterrenza, sia in termini di prontezza «(essere pronti) alle chiamate, sempre più frequenti, del Paese e dei suoi cittadini» (il corsivo dal discorso del gen. Olla). Prontezza è purtroppo, una parola entrata nel vocabolario comune grazie ai piani di Riarmo Europeo dello scorso anno Readiness-2030, e il COMVIE è l’organismo istituito a valutare l’adeguatezza del nostro esercito a questo obiettivo. Le classi dell’istituto Galileo Galilei, accolte dal generale, sono entrate a visitare proprio questo luogo istituito «all’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative “fondamentali”», che utilizza «sistemi di simulazione tecnologicamente avanzati», con replica di «ambienti operativi realistici nell’ambito dei quali valutare le performance» dei mezzi, degli uomini, dei procedimenti tecnico-tattici «al moderno campo di battaglia». Con la solita tattica mistificatrice che caratterizza il processo di militarizzazione delle scuole, alle studentesse e agli studenti viene mostrato il finto “volto buono” (Polo culturale lo chiamano!) delle strutture militari con il fine di dare continuità ai percorsi scolastici e queste assurde visite di (non)istruzione. Ed ecco le scolaresche visitare la Biblioteca e il Museo Storico, scoprire il patrimonio librario di oltre sessantaduemila volumi, le collezioni di riviste militari (italiane e straniere), le quasi diecimila carte geografiche e topografiche, i testi seicenteschi e settecenteschi donati da Casa Savoia (come non riabilitare la monarchia invischiata con il fascismo?), l’archivio della “Scuola Superiore di Guerra”che nata nel 1867,  chiusa nel 2003 si è trasformata in COSIVA (Centro Simulazione e Valutazione dell’Esercito) e oggi in COMVIE (cambiano i nomi, ma la  sostanza è sempre la stessa!). Il giorno dell’inaugurazione del COMVIE, il gen. Olla ha ricordato «il legame indissolubile che esiste da anni tra quella che un tempo era chiamata “Scuola di Guerra” e la città di Civitavecchia», ricordando, con il solito uso strumentale (e retorico!) della storia e dei personaggi storici, «il premio Nobel per la fisica Guglielmo Marconi che, proprio sulla nave “Elettra”, ormeggiata nel porto storico della città, portava avanti i suoi esperimenti». In tempi di riarmo, di corsa agli armamenti, di diffusione della cultura della difesa, di leva “volontaria, di tentativi del ministro della difesa Guido Crosetto (e degli omonimi europei) di fondere militare e civile, queste incursioni nel mondo militare (impossibile chiamarle visite di istruzione o gite scolastiche) mostrano il loro vero volto: quello della normalizzazione della guerra che attraverso la campagna di costruzione di un’immagine “positiva ” delle forze armate conduce all’avvicinamento delle nostre e dei nostri giovani al mondo militare. Da docenti, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, non possiamo fare a meno di porci le solite domande: Quale futuro stanno sognando queste e questi docenti del Galilei per le proprie studentesse e i propri studenti? Un futuro di indissolubile legame con le forze armate? Quale presente stanno mostrando loro se, già da oggi, il legame lo istituiscono con la scuola? Ci auguriamo che, se non proprio dalla dirigenza della scuola, quantomeno i colleghi e le colleghe ci arrivino delle risposte in termini pedagogici sulla necessità e la profondità didattica di queste iniziative che vanno nella direzione della militarizzazione della scuola in accordo a programmi e progetti che prendono corpo al di fuori delle istituzioni della formazione. In assenza di risposte, continueremo a ritenere valido il “paradigma della militarizzazione”, che vede la normalizzazione delle guerra connessa alla necessità di reclutare quante più possibili unità (esseri umani) per operazioni belliche. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
All’Istituto “Mazzini–Modugno” di Bari arrivano i militari “per l’orientamento”: scuola o caserma?
All’Istituto Comprensivo Statale “G. Mazzini – G. Modugno” di Bari, il 21 gennaio 2026, le classi 3^A e 3^F della scuola secondaria di primo grado hanno incontrato alcuni rappresentanti del Comando Militare Esercito “Puglia” per una “Conferenza di Informazione, Orientamento ed educazione civica”, come riportato anche sul sito dell’istituto. L’iniziativa è stata inserita tra le “Buone pratiche” e tra le attività di “Orientamento”, attribuendo di fatto ai militari un ruolo di riferimento educativo e di guida per le scelte future di studenti e studentesse tredicenni (clicca qui per guardare sulla pagina Facebook della scuola l’iniziativa) Siamo di fronte a un ulteriore episodio in cui la presenza di un’istituzione armata viene proposta come opportunità formativa e di orientamento, presentando la carriera militare e, più in generale, l’apparato militare come sbocco legittimo e persino desiderabile per il futuro delle giovani generazioni. In questo quadro, l’educazione civica, come si nota dalle foto che la scuola ha condiviso sui suoi profili social a titolo di vanto, viene piegata a una narrazione che associa automaticamente cittadinanza, legalità e difesa dello Stato alla dimensione militare, alla possibilità di arruolamento, anziché a percorsi di partecipazione democratica, di gestione nonviolenta dei conflitti, di pratica del dialogo educativo, di tutela dei diritti e dei beni comuni. Colpisce, inoltre, che un incontro di “orientamento” non preveda – almeno da quanto emerge dalle comunicazioni pubbliche – un reale contraddittorio: non risultano momenti di confronto con soggetti portatori di culture di pace, con associazioni impegnate nell’obiezione di coscienza, nella difesa civile non armata e nonviolenta, nella promozione dei diritti sociali e ambientali. Come in molti altri casi, a un’istituzione armata viene offerto uno spazio privilegiato e simbolicamente molto forte, mentre analoghe possibilità non vengono concesse a chi si occupa di lavoro, welfare, solidarietà, cooperazione internazionale, nonviolenza. La retorica ministeriale che invoca la presenza del “contraddittorio” quando si parla di temi sensibili sembra svanire non appena si tratta di iniziative che elogiano, più o meno esplicitamente, il ruolo delle forze armate e il riarmo in un contesto internazionale segnato da guerre e tensioni crescenti. IL MESSAGGIO CHE PASSA È CHIARO: LE ISTITUZIONI MILITARI POSSONO ENTRARE IN AULA, PARLARE AI RAGAZZI E ALLE RAGAZZE IN NOME DELLA “LEGALITÀ” E DELLA “CITTADINANZA”, SENZA CHE ALCUNA VOCE POSSA INTERROGARE CRITICAMENTE LE CONSEGUENZE, ANCHE CULTURALI, DI QUESTA NORMALIZZAZIONE DELLA GUERRA COME ORIZZONTE. È chiaro il retroterra culturale di questo tipo di proposte “educative”: un militarismo sempre più pervasivo, che vuole rendere naturale e persino auspicabile l’inquadramento militare delle giovani generazioni, trasformando gli spazi scolastici in luoghi di legittimazione simbolica delle forze armate e, indirettamente, in riserva di futuri soldati. Ma la scuola, se vuole essere fedele al dettato costituzionale, dovrebbe essere innanzitutto luogo di pace, di pensiero critico, di educazione alla nonviolenza e alla cooperazione, non un corridoio preferenziale verso la caserma. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università considera iniziative come quella del “Mazzini–Modugno” di Bari parte di un più ampio processo di normalizzazione del militarismo nella società e invita docenti, studenti, famiglie e associazioni a vigilare, a chiedere trasparenza e reale pluralismo nelle proposte di orientamento e di educazione civica, a rivendicare percorsi formativi che mettano al centro la pace, la giustizia sociale e i diritti, non la culturale dell’obbedienza e dell’arma. Di seguito le foto scattate durante l’iniziativa a scuola e disponibili sulla pagina Facebook sella scuola. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Le caserme non sono compatibili con educazione e bisogno di pace: su IC “Siciliano” di Capaci
Mercoledì 21 gennaio alle 7:30, ben prima dell’inizio delle lezioni e sotto una incessante pioggia, sei insegnanti dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e del sindacato USB, hanno distribuito volantini ai genitori degli alunni e delle alunne dell’IC “Biagio Siciliano” di Capaci, alle porte di Palermo. Il volantinaggio segue un lungo braccio di ferro iniziato già lo scorso mese di dicembre tra la Dirigente scolastica, i sindacati e il Sindaco della cittadina principalmente per l’organizzazione di un Open Day militare in caserma, che il Sindaco e parte della cittadinanza hanno ritenuto inappropriato; un’iniziativa autonoma della dirigente, osteggiata dai docenti e pare priva delle dovute delibere degli organi collegiali. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo voluto esprimere la nostra preoccupazione per attività di orientamento proposte a ragazzini e ragazzine delle classi terze della scuola secondaria di primo grado che ci sembrano del tutto inopportune, vista anche la grave situazione geopolitica internazionale che stiamo vivendo con le guerre in atto. Pensiamo che educare alla pace sia oggi una priorità per la Scuola e soprattutto che la pace non si impara dentro una caserma, conoscendo il funzionamento di strumentazioni sofisticate o imbracciando armi. Riteniamo che la “Cultura della Difesa“, fortemente sostenuta dal Governo italiano e dall’Europa, che presuppone ci sia sempre un nemico da combattere, basata su valori quali ordine, obbedienza e subordinazione, sia in totale contrasto con le finalità educative della Scuola, che, invece, promuove l’accoglienza, l’ascolto, il rispetto delle opinioni altrui, la convivenza tra i popoli. Il percorso di orientamento che i/le docenti costruiscono nel tempo, per aiutare le ragazze e i ragazzi a riconoscere le proprie attitudini e capacità, ha ricadute pedagogiche ben diverse e più efficaci di quelle svolte dentro una caserma, dove si vuole rendere “accattivante” e “ludica” la prospettiva di reclutamento nelle FF.AA. che purtroppo, in un contesto deprivato quale quello del nostro territorio, diventa quasi uno sbocco lavorativo obbligato. Inoltre il percorso di orientamento proposto dentro e fuori le caserme prevede attività che possono essere svolte dalle/dai docenti e da enti e associazioni che hanno competenze ed esperienze più specifiche quali: per l’intervento in caso di pubbliche calamità la Protezione civile e i Vigili del fuoco; per il cyberbullismo psicologhe e psicologi; per la cybersecurity gli ingegneri informatici; per le scienze motorie i/le docenti. Auspichiamo che la comunità educante e la cittadinanza di Capaci possano incontrarsi al più presto per un momento di approfondimento e di sereno confronto su questi delicati temi. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pisa, vittoria dell’Osservatorio: rimozione della visita militare dal programma Festa della Toscana
Apprendiamo con grande soddisfazione che la “visita alla 46ª Brigata Aerea“, inizialmente prevista dall’amministrazione comunale di Pisa nella proposta progettuale per la Festa della Toscana, è stata rimossa dalla programmazione. Rimaniamo profondamenti convinti che per i ragazzi e le ragazze di Gerico e la delegazione degli studenti e delle studentesse una visita in una struttura militare, nonché un qualsiasi tipo di incontro con le forze armate, non avrebbe avuto alcun valore aggiunto nella promozione di un cultura di Pace e del rispetto dei Diritti Umani. In generale ribadiamo come è bene che tutte le istituzioni formative ed educative siano tenute ben lontane dall’apparato bellico-militare. Viviamo in un periodo di forte crisi mondiale, di guerra e di genocidio e crediamo che sia necessario educare le nuove generazioni alla risoluzione nonviolenta dei conflitti e delle crisi internazionali, e reputiamo inoltre necessario che la gestione degli aiuti umanitari debba essere compito delle strutture diplomatiche e civili. Rimaniamo a disposizione per un confronto o un approfondimento su i valori fondanti dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università che includono l’antifascismo, l’antirazzismo, l’antisessismo, l’antimilitarismo, il pacifismo, l’ecologismo, il pluralismo, la democrazia e la nonviolenza. L’Osservatorio è nato per monitorare e denunciare l’aumento della militarizzazione in ambito scolastico e universitario, in risposta a un contesto internazionale segnato da un incremento delle spese militari e dal rischio di conflitti e in questo senso siamo pronti a collaborazioni costruttive con tutte le istituzioni civili e le associazioni del territorio. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Pisa
Attivisti dell’Osservatorio identificati in caserma per azione nonviolenta presso nave Amerigo Vespucci: la repressione avanza
Stamattina, 31 maggio 2025, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, nelle persone di Stefano Bertoldi e Giuseppe Curcio, si è presentato a bordo della nave Amerigo Vespucci e ha fatto un’azione assolutamente nonviolenta alla quale nessun tipo di reato era ascrivibile. Questa azione è stata fatta semplicemente con uno striscione portato in mano, non mostrato da subito, ma soltanto quando si è saliti a bordo. Gli attivisti dell’Osservatorio hanno sostanzialmente informato i presenti del motivo per cui siamo contrari alla militarizzazione delle scuole e delle università e che l’Amerigo Vespucci è uno degli strumenti principali di propaganda, soprattutto tra i giovani, infatti sono stati veramente tanti i giovani saliti a bordo in questa giornata di sabato. Ciò è accaduto mentre a Roma è in corso la manifestazione che esprime il proprio profondo dissenso al decreto sicurezza e oggi gli attivisti dell’Osservatorio sono stati testimoni proprio di quanto sia repressivo il sistema in cui siamo inseriti, infatti Bertoldi e Curcio sono stati trattenuti inutilmente per oltre due ore, pur essendo stati identificati e avendo constatato già da subito che non c’era nessun tipo di reato ascrivibile. Alla fine i due attivisti sono stati gentilmente invitati a uscire, ma solo dopo un’attesa lunghissima, durante la quale uno dei militari in sala d’aspetto ha comunicato loro di essere sottoposti a fermo di polizia, cosa che l’ufficiale più alto in grado, che ha consegnato i verbali, ha assolutamente negato trattarsi di qualcosa di simile ad un fermo. Oggi l’Osservatorio ha toccato con mano che cosa significhi alzare il tiro della repressione anche al di là della legge: si tratta della messa in atto di un atteggiamento muscolare che si misura in lunghi tempi d’attesa e inutili identificazioni che, peraltro, non sempre sono giustificate, a meno che non sono inerenti a un qualche reato. Nel caso dei due attivisti dell’Osservatorio si è andati ben oltre la dichiarazione delle semplici generalità, infatti essi sono stati caricati da una macchina della polizia e con l’inganno condotti in caserma, ben sapendo che non potevano farlo. Tuttavia, i carabinieri hanno sostenuto che li avrebbero accompagnati alla propria auto, ma essendo quest’ultima vicino alla caserma, i militari si sono poi allungati proprio verso la caserma, dove gli attivisti hanno aspettato due ore inutilmente, senza nemmeno partecipare alle cosiddette indagini, che sono racchiuse in una ventina di righe di un verbale molto sintetico. Per la cronaca sullo striscione c’era scritto «Fuori gli studenti dalla nave scuola. Fuori i militari dalla scuola» con la firma dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e con una parte finale che era «Stop genocidio», Lo striscione è stato sequestrato dai carabinieri, tuttavia gli attivisti hanno avuto comunque l’opportunità di fare volantinaggio e constatare chi si avvicina a queste iniziative. Certamente c’erano molti studenti e studentesse, tante/i giovani, c’erano delle scuole coinvolte del territorio, perlopiù scuole superiori, ma anche dei gruppi che si riconoscevano perché avevano dei cappellini colorati in età da scuola media inferiore. Gli attivisti dell’Osservatorio hanno di portare il nostro messaggio a bordo dell’Amerigo Vespucci, nave che risale al 1931, quindi in pieno periodo fascista e, nonostante loro dicano che sulla nave non ci siano armi, resta sempre una nave militare. Durante le visite il messaggio che passa è quello di mostrare in maniera positiva quella che è la carriera militare, quindi i giovanissimi vengono avvicinati per cercare in qualche modo di far propaganda per il reclutamento. L’iniziativa nonviolenta degli attivisti dell’Osservatorio messa in atto questa mattina è stata finalizzata ad entrare nel terreo dei militari, nel loro ambiente, che è quello appunto della nave scuola Amerigo Vespucci, così come i militari sconfinano quotidianamente nel nostro ambito, quello della scuola. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Sport (in caserma) come premio per pochi studenti e studentesse “brave/i”
Sono passati da 350 a 400 i posti offerti nei corsi di vela messi a disposizione di ragazzi e ragazze delle scuole secondarie superiore dalla Marina Militare in collaborazione con la Federazione Italiana Vela. Risulterebbe ridondante ricordare, anche questa volta, la percentuale risibile di questi fortunati “cadetti” sul totale degli studenti Italiani, perché non si discosta di molto da quella calcolata in un nostro precedente articolo, un anno fa (https://osservatorionomilscuola.com/2024/06/13/cercasi-marinai-in-divisa-disperatamente-larruolamento-e-la-propaganda-sportiva/). Ciò che vogliamo stigmatizzare è invece, ancora una volta, il concetto di sport come premio e non come diritto. Anche in questa edizione, la Federazione Vela Italiana, propone un modello classista nell’approccio ad uno sport che già in partenza viene associato ad uno sport d’élite, discostandosi dalla propria mission istituzionale cioè diffondere ed avvicinare ampie fasce di popolazione ad uno sport, oggettivamente non economico in confronto all’atletica o al calcio. Occorre inoltre avere come requisito, calcolando anche il voto in condotta, una media scolastica più che buona e solo in caso di parità di punteggio, un ISEE sgavorevole. Un altro elemento distorsivo rispetto ad uno sport socialmente “sano” ovvero inclusivo, ludico, democratico e non “addestrativo” e iper-competitivo, è il modello organizzativo gerarchico-militare che si rivendica nel bando. Un modello che non tollera conflitti o comportamenti troppo ribelli: l’espulsione dal corso è infatti una delle modalità sanzionatorie per atteggiamenti non conformi alla disciplina militare all’interno delle varie accademie navale dove vengono ospitati i corsi.  Anche il tesseramento alla F.I.V. viene presentato come l’ingresso in un club esclusivo, mentre in realtà è semplicemente obbligatorio, anche e soprattutto per la copertura assicurativa. Siamo quindi di fronte ad un modello organizzativo militaresco che impone disciplina e conformismo anche nell’ambito dell’educazione fisica dove dovrebbe invece prevalere l’aspetto ludico, la collaborazione consapevole tra pari, più che il cameratismo muscolare da “ufficiale e gentiluomo”. Sono molti i modi in cui la Marina Militare negli ultimi anni ha messo in atto strategie di avvicinamento e/o di arruolamento puntando all’abbassamento della soglia di diffidenza rispetto ad un’istituzione che a differenza di tutte le altre, in ambito civile, mette in conto l’uso legittimo della forza, anche omicida: per i più piccini si ricorre anche ai fumetti per raccontare le “Avventure di una lupa marina” mentre passando ad altre fasce di età si tenta di affascinare famiglie e ragazzi/e con i tour sulla nave Amerigo Vespucci, costruita nel 1931 e testimone, a nostro avviso, di una potenza di cartapesta ai tempi del fascismo, oppure si fa provare l’ebbrezza dei simulatori tra siluri e sottomarini, o ancora, si propone un’immagine empatica patrocinando, a solo scopo di immagine, “WoW” Wheels on Waves, Around the world 2023/2025, con “Spirito di Stella”, un mega-catamarano a vela attrezzato per accogliere skipper in sedia a rotelle. (https://osservatorionomilscuola.com/2024/06/13/cercasi-marinai-in-divisa-disperatamente-larruolamento-e-la-propaganda-sportiva/) Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università