
Limitazione degli spazi di democrazia e discriminazione degli interventi al Liceo Scientifico “Dini” di Pisa
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Friday, February 20, 2026L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università di Pisa esprime la propria posizione in merito ai recenti e incomprensibili ostacoli frapposti alla partecipazione all’assemblea degli studenti e delle studentesse del Liceo Scientifico “Dini”.
In primo luogo, desideriamo ringraziare sentitamente il Comitato Studentesco del Liceo “Dini” per averci invitato al fine di portare un contributo critico e documentato su temi di stringente attualità, come il Riarmo e i processi di militarizzazione che attraversano i nostri territori.
Gli studenti e le studentesse, esercitando il diritto di assemblea garantito dal Testo Unico sulla Scuola, hanno espresso il bisogno di approfondire alcune tematiche, onorando con questo interesse la funzione educativa dell’istituzione scolastica.
Dobbiamo, tuttavia, prendere atto con sconcerto della decisione del Consiglio d’Istituto, il quale ha scelto di operare una selezione arbitraria tra gli attivisti dell’Osservatorio disponibili a intervenire, decidendo chi potesse accedere ai locali scolastici e chi no. Riteniamo tale scelta una grave forma di discriminazione, in aperta violazione dell’Articolo 3 della Costituzione, che impone la pari dignità senza distinzione di opinioni politiche e condizioni personali.
Questa “selezione dei relatori” appare come un atto di censura istituzionale inspiegabile, specialmente se confrontato con la recente “vicenda” riguardante Francesca Albanese, per la quale il Ministero aveva evitato ispezioni a questo Liceo proprio in virtù dell’autonomia decisionale del corpo studentesco. Limitare oggi tali spazi rappresenta non solo un pericoloso arretramento della democrazia scolastica, ma anche una chiara dichiarazione di resa di fronte alle pressioni politiche subite negli ultimi mesi dal corpo docente.
L’Osservatorio è un comitato, forma associativa orizzontale fondata sulla libertà di partecipazione (Art. 18 Costituzione) il cui scopo è monitorare le iniziative di militarizzazione nelle scuole e nelle università, sensibilizzare e diffondere la cultura della pace, della nonviolenza e dell’antimilitarismo. La presenza di più relatori era finalizzata esclusivamente ad approfondire tematiche diverse in base alle specifiche competenze dei/delle volontari/e come si evince anche dalle pubblicazioni disponibili in rete.
Dal momento che non esistono gerarchie tra i/le militanti ed essendo quella dell’Osservatorio un’attività volontaria e senza scopo di lucro, la scelta dei partecipanti si basa sulle disponibilità personali per garantire la massima qualità del contributo offerto.
Imporre veti sui nomi dei relatori non solo lede la libertà di pensiero, ma ferisce mortalmente l’autonomia degli studenti e delle studentesse e la loro libertà di approfondimento. Una censura peraltro coerente con i processi di militarizzazione oggi in atto, nella società in generale e nella scuola con sempre maggiore frequenza.
Alla luce di queste considerazioni non accettiamo l’invito alle condizioni imposte perché siffatta scelta sarebbe altamente diseducativa e lesiva della dignità degli studenti, delle studentesse e degli stessi aderenti all’Osservatorio. Attendiamo spiegazioni precise e formali da parte della Dirigenza e del Consiglio d’Istituto su questa scelta discriminatoria. Restiamo a completa disposizione delle studentesse e degli studenti per un incontro in qualunque spazio democratico, rammaricandoci profondamente del fatto che, oggi, la Scuola Pubblica sembra aver rinunciato a essere il luogo primario di tale confronto.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di Pisa
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