Tag - Toscana

Manifestazione a Camp Darby contro la banditesca azione USA contro il Venezuela
Partecipata manifestazione regionale oggi, sabato 17 gennaio, di fronte alla base militare USA di Camp Darby in difesa della rivoluzione bolivariana, contro il sionismo e per la chiusura della più grande base logistica statunitense fuori dai confini dell’impero a stelle e strisce. Nonostante un impressionante schieramento di forze dell’ordine che […] L'articolo Manifestazione a Camp Darby contro la banditesca azione USA contro il Venezuela su Contropiano.
Gallerie degli Uffizi e Polizia: riflessioni sulla militarizzazione della cultura
La notizia arriva direttamente dagli Uffizi con un comunicato stampa del 12 gennaio scorso che riportiamo integralmente per favorire la necessaria comprensione: «La Polizia di Stato e le Gallerie degli Uffizi insieme per la realizzazione del nuovo Museo della Polizia. Questa mattina il prefetto Vittorio Pisani, Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, e Simone Verde, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, hanno firmato un protocollo di collaborazione teso ad avviare una cooperazione di carattere tecnico, scientifico e culturale, finalizzata alla progettazione e all’allestimento del nuovo Polo Museale della Polizia di Stato. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e identitario dell’Istituzione, con finalità educative e di diffusione della cultura della legalità destinato all’integrazione del futuro Museo della Polizia nel Sistema Museale Nazionale. Grazie a questa intesa le Gallerie degli Uffizi di Firenze, istituto autonomo del Ministero della Cultura di rilevanza internazionale, forniranno il proprio contributo di esperienza e know-how, affiancando il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella definizione dei contenuti, nel supporto critico alle scelte architettoniche e museografiche e nella curatela degli allestimenti. L’iniziativa rafforza ulteriormente il dialogo istituzionale tra il mondo della sicurezza e quello della cultura, riaffermando il valore della memoria storica come strumento di conoscenza e partecipazione civile e contribuendo a consolidare il rapporto di fiducia tra la Polizia di Stato e il cittadino» (clicca qui per la notizia). Siamo davanti all’ennesimo esempio di come ogni ambito civile si stia piegando al militare portando acqua al mulino di logiche securitarie. In questi anni poi, in diversi Enti locali, governati dalle destre e no, sono nate aule e musei dedicati alle tradizioni, ove per tradizione si intende il riferimento ai fasti del passato del territorio che poi sono sempre identificati con battaglie e guerre condotte in epoche storiche lontane o a feste religiose antiche ed oggi ripresentate dentro un contesto di revisionismo storico o almeno di parziale lettura dei fatti. Numerosi sono i musei statali chiusi o aperti parzialmente per carenza di fondi e di personale, impossibilitati a garantire una maggiore apertura al pubblico ampliando i locali con il restauro di opere, si spende poco per il nostro ingente patrimonio culturale. Se avessimo risorse sufficienti potremmo, con tutti i beni culturali presenti nei magazzini, raddoppiare il numero dei musei oggi esistenti. Ma invece di valorizzare i beni culturali si pensa ad altro, al supporto di una iniziativa finalizzata alla apertura di un Museo di mera esaltazione della Polizia per conciliare la cultura con la stessa idea di sicurezza. Una visione angusta e astratta della cultura da qualunque parte la si voglia vedere, in assenza di adeguate risorse, di personale specializzato e retribuito con equità, come se la memoria storica poi dovesse essere indirizzata solo all’operato delle Forze dell’ordine o alle passate glorie patrie. Una cornice antistorica, che sottintende una funzione educativa da respingere ossia dare per scontato che una Galleria prestigiosa invece di andare per il mondo a presentare il proprio patrimonio debba con spirito di servizio piegarsi alla collaborazione con il Viminale. Le Gallerie degli Uffizi nell’ultimo periodo hanno visto, nel piazzale antistante all’ingresso, presidi della sua stessa forza lavoro, avrebbero bisogno di molti interventi, a cominciare dalla stabilizzazione del personale con contratti adeguati ai beni culturali, di una più ricca offerta didattica, biglietti d’ingresso economicamente inclusivi e non di un museo della Polizia in cui fornire il proprio contributo di esperienza e know-how, affiancando il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella definizione dei contenuti. È forse la prima volta che una prestigiosa istituzione viene chiamata a partecipare alla realizzazione di un Museo dedicato a una forza dell’ordine, ben altri dovrebbero essere i compiti e le funzioni, prima tra tutte la trasmissione e valorizzazione delle conoscenze e del patrimonio culturale. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Giù le mani dal Venezuela. Sabato manifestazione alla base USA di Camp Darby
Sabato 17 gennaio Ore 14, ci sarà una mobilitazione regionale di fronte alla base USA di Camp Darby per dire: Giù le mani dalla Repubblica Bolivariana! Fermare l’imperialismo Usa e il sionismo! Libertà per Nicolás Maduro e Cilia Flores. Condanniamo il terrorismo di Stato statunitense che ha colpito la Repubblica […] L'articolo Giù le mani dal Venezuela. Sabato manifestazione alla base USA di Camp Darby su Contropiano.
La Toscana tra le regioni più colpite dalla crisi climatica nel 2025: ecco i dati di Legambiente
I dati presentati dal bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente non sono una semplice statistica. Sono l’atto di accusa più chiaro contro decenni di gestione politica miope, irresponsabile e colpevolmente inefficace, sia a livello regionale che nazionale. La Toscana … Leggi tutto L'articolo La Toscana tra le regioni più colpite dalla crisi climatica nel 2025: ecco i dati di Legambiente sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Firenze. Il vero capolavoro? E’ la Resistenza palestinese
“La Resistenza palestinese è il vero capolavoro”. Questo è quanto hanno scritto su uno striscione gli attivisti di Firenze per la Palestina che hanno poi srotolato ieri pomeriggio nella sala del Botticelli della Galleria degli Uffizi insieme a numerose bandiere palestinesi e ad un altro striscione dove c’era scritto “Contro […] L'articolo Firenze. Il vero capolavoro? E’ la Resistenza palestinese su Contropiano.
Piombino: Donne in nero contro nave Capucine con rifornimenti di armi
PUBBLICHIAMO UN DOCUMENTO DELLE DONNE IN NERO DI PIOMBINO GIUNTO ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ PREOCCUPATE PER L’ARRIVO NEL PORTO DI PIOMBINO, PER L’ENNESIMA VOLTA, DELLA NAVE RO-RO CAPUCINE CHE TRASPORTA ARMI E/O MATERIALE DI “LOGISTICA” MILITARE. SI FA, INOLTRE, APPELLO A TUTTI GLI OPERATORI PORTUALI AFFINCHÉ SI RIFIUTINO DI MOVIMENTARE TALI MATERIALI, RICORDANDO CHE IL GIORNO 6 FEBBRAIO CI SARÀ UNA GIORNATA DI LOTTA INTERNAZIONALE DEI PORTUALI DI CUI ABBIAMO RICEVUTO NOTIZIA, DAL TITOLO “I PORTUALI NON LAVORANO PER LA GUERRA”. Ci giunge la notizia che domani tornerà nel porto di Piombino la nave ro-ro Capucine che garantisce il servizio di rifornimento armi e strumenti logicistici. In questi mesi è cresciuta la narrazione di un improprio cessate il fuoco a Gaza, mentre nei territori palestinesi i coloni israeliani continuano ad uccidere impunemente. Nel frattempo, abbiamo visto che il mainstreaming si sta dando molto daffare per insinuare dubbi su tutti coloro che supportano il popolo palestinese attraverso raccolte di fondi o di beni di prima necessità, addirittura ricorrendo alla gravissima accusa di terrorismo. La guerra in Ucraina continua ad essere alimentata, a scapito di un milione di giovani morti in entrambi i fronti di guerra: morti le cui immagini non arrivano né sui giornali, né in tv. L’imposizione del rigassificatore, dei passaggi delle navi Severine e Capucine, hanno precipitato la nostra città all’interno di speculazioni gestite dalle società finanziarie statunitensi, facendola diventare un centro di smistamento di merci che alimentano l’economia di guerra. Il gruppo delle Donne in nero di Piombino considera gli operatori portuali vittime, loro malgrado, di un mondo sempre più mercificato e la nostra speranza torna verso un loro gesto di rifiuto della condivisione della catena di trasmissione che alimenta logiche di guerra. Il mondo che pare oggi in balia delle emergenti élites neoliberiste può trovare una controregia: crediamo che questa possa partire anche dal rifiuto di movimentare strumenti di logistica militare e/o armi. Crediamo che un ritrovato orgoglio, una idea diversa di convivenza civile e pacificata, possa partire dal mondo del lavoro, della cultura, dalle donne, e da tutte quelle persone che vogliono creare una società diversa fondata sul rispetto dei diritti sociali e civili. Questo può avvenire solo all’interno di società che mettono al bando qualunque logica di guerra e di spesa ad essa dedicata. Il popolo palestinese è sempre stato un simbolo di resistenza e spetta a noi riuscire, a sostenere sempre il suo diritto di esistenza. Dobbiamo però allargare lo sguardo sulle guerre ad iniziare da quella che sta nel cuore dell’Europa, sforzandoci di leggerne i contorni, avere la costanza di ricercare collegamenti e finanziatori: dobbiamo tenere alta l’attenzione. Noi pensiamo che un sistema alternativo al capitalismo finanziario possa essere pensato e lentamente, costruito. Coordinamento Donne in nero, Piombino -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pisa. Conferenza stampa in piazza contro gli arresti di esponenti palestinesi in Italia
Nonostante il periodo natalizio e pre festivo il presidio / conferenza stampa promosso a Pisa da diverse realtà cittadine ha avuto un riscontro positivo, con la presenza di giovani, studenti, cittadini comuni ed esponenti di altre realtà, a partire dalla comunità palestinese, che ha contribuito con un importante intervento di […] L'articolo Pisa. Conferenza stampa in piazza contro gli arresti di esponenti palestinesi in Italia su Contropiano.
Liceo Vescovile di Pontremoli prende posizione contro la militarizzazione e accordo con OLITEC
NON CI SONO LUOGHI SICURI PER LA CULTURA DELLA GUERRA! LA DEBOLEZZA DEI GUERRAFONDAI E LA FORZA DEI MOVIMENTI PER LA PACE Il 29 novembre 2025 si è svolto a Pontremoli in Lunigiana (Massa Carrara) all’interno del bel teatro del paese un incontro patrocinato dall’Amministrazione comunale in cui davanti ad alcune classi di un istituto superiore i rappresentanti e consulenti del settore tecno-militare, come Cluster Euro TEC Defence, Leonardo SpA, Olitec, Lunilettronik, Rivista Italiana Difesa, Mbda Italia magnificavano il nuovo percorso di studi che dal settembre 2026 sarebbe partito presso il Liceo Vescovile, una scuola privata a matrice religiosa. Nel corso dell’incontro veniva esaltato il settore militare come settore in grado di creare occupazione nel territorio e come necessità rispetto ad un nemico alle porte, visto che, come detto dal rappresentante di Olitec, non “tutti sono alti, biondi e con gli occhi azzurri”. Un linguaggio e contenuti bellicisti proposti come antidoto all’emigrazione da lavoro che affligge il territorio della Lunigiana da decenni. La Fondazione Olitec – Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca “vende” la propria proposta formativa (definita come «addestramento») come percorso di alta tecnologia, robotica e IA; si tratta del percorso BRIA – Bioinformatica, Realtà Immersiva e Intelligenza Artificiale – con applicazioni varie (in primis il settore sanitario), ma che nell’ultimo step del percorso prevede l’«acquisizione di competenze per lo sviluppo di applicazioni ad uso militare»; e d’altra parte, quando si apre il loro sito, compare automaticamente l’invito ad arruolarsi nelle forze armate. Olitec è un vero e proprio spaccato di quella che da più parti viene definita “israelizzazione” della società: si tratta di una Fondazione che tiene insieme la matrice religiosa di impianto francescano con interessi economici a forte caratterizzazione militare, che oltre alle industrie belliche direttamente coinvolte, attraversa il comparto sanitario con il terzo settore e la sanità privata integrativa legata ai sindacati; un “grumo” di potere in cui non poteva mancare la nuova Fondazione di Luciano Violante (“Futuri probabili”), già fortemente compromesso con la Fondazione culturale di Leonardo SpA. I percorsi formativi che Olitec sta cercando di aprire in varie parti d’Italia si inseriscono perfettamente all’interno della militarizzazione totale della società, un percorso nel quale il segmento della formazione ricopre un ruolo centrale. Ma a Pontremoli avevano fatto i conti senza l’oste… infatti nel corso della manifestazione al teatro si dava per scontata l’apertura della sezione BRIA al liceo vescovile di Pontremoli a partire da settembre 2026; ma non ci sono luoghi sicuri per la cultura della guerra e la militarizzazione delle scuole e così anche in un piccolo paese della Lunigiana il mondo della pace si è organizzato: 16 associazioni del territorio, compreso l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, hanno preso posizione pubblica e hanno chiesto al vescovo, responsabile del liceo in cui doveva partire il percorso di studi, di ritirare un progetto che di educativo sembrava avere ben poco. La risposta del vescovo è arrivata a stretto giro con un comunicato ufficiale della Diocesi in cui si dichiara «la netta distanza del Liceo vescovile e della diocesi apuana, di cui il vescovo monsignor Mario Vaccari è il titolare e legale rappresentante, da questa progettualità» (clicca qui). Sono seguite nella stampa alcune prese di posizione dirette e indirette da parte di Olitec (clicca qui) che, facendo volare un po’ di stracci in mezzo ai protagonisti della vicenda, si premura soprattutto di sminuire il valore “ideologico” della vicenda, si preoccupa cioè di derubricare il tutto a questioni di comunicazione e decisione tecnica; più chiaro invece l’articolo di Giancarlo Vincenzi (già apparso in eventi collegati alla Fondazione Olitec) (clicca qui per la notizia) che esprime compiutamente quella cultura della difesa che dovrebbe essere il nerbo dell’azione culturale dei guerrafondai nostrani. Certamente il successo ottenuto a Pontremoli dalla cultura della pace (unitamente a quanto è già successo per il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna, per l’esercitazione NATO alla scuola di Udine, per la conferenza del generale della Folgore nelle scuole di La Spezia) ci dice che la rottura che nel Paese si è prodotta con le imponenti mobilitazioni contro il genocidio di Gaza ha lasciato un segno importante; anche questa vittoria ottenuta in Lunigiana, tanto più importante a fronte della forza dell’avversario, ci dice che il movimento per la pace rappresenta oggi la maggioranza del paese, che per i guerrafondai è impossibile ignorarlo perché oggi sono molto più deboli di noi, e infatti battono in ritirata. Proprio per questi attuali rapporti di forza come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università invitiamo a prendere posizioni il più possibili pubbliche (utilizzando soprattutto la stampa locale) ogniqualvolta si viene a conoscenza di attività di militari all’interno delle nostre scuole. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Lettera del Collegio Docenti IT “Cattaneo” di San Miniato (PI) sugli accertamenti ispettivi
PUBBLICHIAMO LA FERMA PRESA DI POSIZIONE DEL COLLEGIO DOCENTI DELL’ISTITUTO TECNICO “CATTANEO” DI SAN MINIATO (PI) SUI RECENTI ACCERTAMENTI ISPETTIVI NELLA LORO SCUOLA PER IL SOLO FATTO DI AVER INTESO PARLARE DI CIÒ CHE ACCADE IN PALESTINA. Il Collegio, ad esclusione di alcuni astenuti, esprime ferma opposizione ai recenti accertamenti ispettivi disposti in relazione alle attività di approfondimento svolte nelle scuole, nonché alla pretesa introduzione di un obbligo generalizzato di “contraddittorio” negli incontri «aventi ad oggetto tematiche […] di ampia rilevanza politica e sociale» (MIM 7/11/2025). Al riguardo, si rileva che nei contesti scolastici e nell’ambito dell’attività educativa i «principi del pluralismo e della libertà di opinione», ai quali si appella la fonte ministeriale, nulla hanno a che vedere né con l’obbligo di contraddittorio, né con il bilanciamento aritmetico delle posizioni. Inoltre, si rileva che l’accertamento ispettivo non può sostanziarsi in uno strumento di controllo dei contenuti culturali e del dibattito educativo. La scuola pubblica, secondo la Costituzione della Repubblica italiana, è fondata sulla libertà di insegnamento. Riteniamo pertanto che: – il principio pluralistico nel contesto educativo non si realizzi mediante la giustapposizione forzata di opinioni contrapposte, ma attraverso un lavoro critico, contestualizzato e scientificamente fondato; – il principio pluralistico nel contesto educativo richieda l’analisi anche di posizioni radicali e conflittuali, senza che tale approfondimento possa in alcun modo essere qualificato come indottrinamento; – l’attivazione di ispezioni ministeriali in relazione a iniziative di approfondimento che si svolgono nelle scuole possa rappresentare una forzatura del potere amministrativo in grado di produrre un effetto intimidatorio; - La libertà di insegnamento non è compatibile con una scuola sottoposta a sorveglianza governativa, nella quale il confronto critico sia scoraggiato dalla minaccia di sanzioni, segnalazioni o ispezioni. Per queste ragioni, il Collegio: – ribadisce la centralità della libertà di insegnamento; – contesta ogni interpretazione amministrativa che introduca nei contesti scolastici vincoli ideologici e obblighi di contraddittorio; – chiede il ritiro delle indicazioni ministeriali che risultino lesive dell’autonomia professionale dei docenti e della loro libertà di insegnamento; – si impegna a continuare e promuovere attività didattiche e culturali orientate allo sviluppo del pensiero critico, della consapevolezza storica e dei principi democratici su cui si fonda la Costituzione della Repubblica. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lettera aperta al presidente Mattarella da parte di un gruppo di docenti della provincia di Pisa
PUBBLICHIAMO LA LETTERA APERTA INVIATA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SERGIO MATTARELLA, DA UN GRUPPO DI DOCENTI DELLA PROVINCIA DI PISA A SEGUITO DELLE PESANTI INGERENZE POLITICHE LOCALI NELLA SCUOLA CON, IN ALLEGATO, UNA SERIE DI LINK SU PRESE DI POSIZIONE E APPROFONDIMENTI SULLA QUESTIONE. Illustrissimo signor Presidente, siamo un gruppo di docenti che lavorano nella provincia di Pisa e ci permettiamo di rivolgere a Lei queste parole perché siamo estremamente preoccupati per quanto sta succedendo in questi giorni nel nostro territorio. Lo scorso 10 dicembre Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, ha presentato in un webinar il proprio libro Quando il mondo dorme. Numerose scuole in Italia hanno partecipato a questo incontro online e, tra queste, tre scuole della provincia di Pisa. Il giorno stesso il capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale di Pontedera, Matteo Bagnoli, attraverso un post su Facebook, e sottolineiamo un post su Facebook, ha criticato duramente il Liceo “Eugenio Montale” di Pontedera per aver partecipato a quest’incontro, accusando i nostri colleghi e le nostre colleghe di voler fare “indottrinamento politico”, sostenendo che Albanese avrebbe definito l’attuale governo “fascista” nonché “complice del genocidio del popolo palestinese” e avrebbe invitato gli studenti e le studentesse a “occupare le scuole”. Dopo soli cinque giorni, il Liceo “Montale” ha ricevuto così la visita di ispettori inviati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, i quali avevano il compito di “verificare la realtà dei fatti e l'eventuale responsabilità di organi scolastici”, per citare le parole del ministro Valditara apparse sui giornali. Non vogliamo né possiamo entrare nel merito di quanto sia stato realmente detto da Francesca Albanese, dal momento che non eravamo presenti all’incontro, ma quello che ci preme stigmatizzare è l’atteggiamento che è stato assunto nei confronti dei docenti e della scuola in generale da parte del ministro e del consigliere comunale. Accusare dei funzionari pubblici di voler “indottrinare” persone a loro affidate per essere istruite ed educate, funzionari pubblici che hanno studiato, superato concorsi, formandosi continuamente, funzionari pubblici che ogni giorno svolgono il proprio lavoro tra mille difficoltà, dal momento che i finanziamenti per la scuola sono sempre meno e i problemi, sociali, psicologici, emotivi dei ragazzi e delle ragazze sempre di più, è francamente e in una parola offensivo. A ciò aggiungiamo che entrare nel merito di quello che i docenti insegnano, del modo in cui organizzano i percorsi di apprendimento e di approfondimento delle proprie discipline nelle proprie classi, appare lesivo non soltanto dell’autonomia scolastica stabilita dalla legge 59 del 1997 e dal DPR 275 del 1999, ma anche e soprattutto del principio della libertà di insegnamento sancito dall’articolo 33 della Costituzione. È per questo, signor Presidente, che ci rivolgiamo a Lei, perché, in quanto garante della Costituzione, verifichi che le procedure messe in atto nei confronti dei colleghi e delle colleghe del Liceo “Montale”, verso i quali ci sentiamo di esprimere la nostra piena fiducia e solidarietà, rispettino i diritti e le garanzie previsti dall’ordinamento della nostra Repubblica. RingraziandoLa per l’attenzione, porgiamo distinti saluti. https://cub.it/il-ministero-dellistruzione-abroga-la-liberta-di-insegnamento-sancita-dalla-costituzione/ https://www.youtube.com/watch?v=KZWauM5MRhA https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2025/12/comunicato-cub-fianco-dei-docenti-di.html https://www.cobas-scuola-pisa.it/liberta-di-insegnamento-e-propaganda-politica-valditara-minaccia-ispezioni-anche-nelle-scuole-pisane-contro-attivita-didattiche-legittime-e-meritorie/ https://unacittaincomune.it/difendiamo-la-scuola-pubblica-come-spazio-di-liberta-di-confronto-e-di-democrazia-che-valditara-vuole-trasformare-in-una-caserma/ https://scuola.usb.it/leggi-notizia/parlare-di-guerra-e-genocidio-nelle-scuole-e-giusto-non-arretriamo-di-fronte-alla-censura-e-alla-repressione-del-ministero-dellistruzione-1256.html https://www.itcattaneo.edu.it/2025/12/20/lettera-del-collegio-sui-recenti-accertamenti-ispettivi/ https://codice-rosso.net/solidarieta-alle-scuole-toscane-e-a-francesca-albanese-per-una-palestina-libera-per-una-scuola-decolonizzata/ -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. 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