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Comunicato di solidarietà dei/delle docenti del Liceo “Dini” Pisa all’Osservatorio
Riguardo alla decisione del Consiglio d’istituto di escludere uno dei relatori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università dalla giornata di autogestione degli studenti e delle studentesse del Liceo “Dini” di sabato 21 febbraio, un gruppo di docenti della scuola ha ritenuto necessario prendere posizione e ha sottoscritto il seguente comunicato che vi inviamo. Cogliamo anche l’occasione per elogiare l’iniziativa di autogestione promossa dai nostri studenti e dalle nostre studentesse per la loro volontà di approfondimento e di confronto sui problemi storici e sociali, e auspichiamo che simili iniziative si generalizzino; questo sarebbe il modo migliore per rispondere agli attacchi e alle mistificazioni e affermare con chiarezza che la scuola, ancor più oggi, è il luogo della società più aperto al confronto critico, in grado di offrire alle nuove generazioni i più variegati stimoli culturali proprio grazie alla presenza di docenti con differenti sensibilità umane, culturali e e politiche. COMUNICATO Come docenti del Liceo Dini non ci riconosciamo nella decisione del Consiglio d’Istituto di impedire ad uno dei relatori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di tenere un’aula durante la giornata di autogestione degli studenti di sabato 21 febbraio. Crediamo che sia stata limitata la libertà degli studenti medesimi, ma anche e soprattutto che, al di là delle intenzioni di coloro che hanno assunto tale decisione, sia stato fatto un processo arbitrario, perché non sostenuto da alcuna normativa, e per di più sommario ad una persona, inaccettabile in uno Stato di Diritto. Per questo motivo ci scusiamo col relatore escluso e chiediamo che il Consiglio di Istituto faccia altrettanto e che precisi che nessun pregiudizio di carattere personale è sotteso alla delibera. Non vogliamo che la nostra scuola contribuisca al clima sempre più avvelenato e di scontro che si sta creando in tutto il Paese, alimentato dalle recenti polemiche di alcuni esponenti della maggioranza di governo sulla libertà di insegnamento, nonché dall’incredibile proposta di schedatura politica dei vari istituti scolastici. Crediamo, invece, che la libera espressione del pensiero nel rispetto dei principi della Costituzione non possa che favorire la crescita intellettuale dei nostri studenti, cosa a cui dovrebbe mirare la scuola, in tutte le sue componenti. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Comunicati di solidarietà all’Osservatorio contro la militarizzazione per la vicenda del Liceo “Dini” di Pisa
DOPO LA SEGNALAZIONE DEL NODO LOCALE PISANO SULL’ESCLUSIONE DI UN MEMBRO DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ DALL’ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE, RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L’ANALOGA, GRAVISSIMA  DENUNCIA CHE RIGUARDA I VOLONTARI E LE VOLONTARIE DELL’ASSOCIAZIONE UNIONE INQUILINI DI PISA PER I QUALI IL CONSIGLIO D’ISTITUTO DEL LICEO “DINI” HA NEGATO L’AUTORIZZAZIONE  ALL’ACCESSO AI LOCALI SCOLASTICI. UNA PAGINA BUIA PER IL MONDO DELLA FORMAZIONE, QUANDO I VALORI DELLA PACE E DELLA SOLIDARIETÀ TROVANO CHIUSA LA PORTA DELLA SCUOLA PUBBLICA. COMUNICATO UNIONE INQUILINI DI PISA I FATTI Con una comunicazione oltremodo tardiva, ci troviamo costretti ad annullare la nostra presenza all’autogestione del Liceo Dini. Andiamo con ordine. Una decina di giorni fa ci arriva l’invito a partecipare alla giornata di autogestione organizzata da studentesse e studenti del Liceo Dini di sabato 21 febbraio con una lezione su diritti e doveri degli inquilini, ed una restituzione del lavoro politico portato avanti da Unione Inquilini e altre realtà civiche pisane sul diritto alla casa. All’invito accolto con entusiasmo dall’Unione Inquilini tutta, sono seguiti passi indietro pretestuosi da parte del Consiglio d’Istituto nelle parti dei rappresentanti dei genitori, professori e dirigente scolastico. Passi indietro fatti con toni accusatori al limite del denigratorio in sedi informali, portati avanti con vaghe richieste di presenza di un contraddittorio in aula, ed infine, all’indomani dell’autogestione, con la richiesta del dirigente scolastico di far partecipare solo un nostro avvocato. DALLA PARTE DEGLI INQUILINI Le ragioni che hanno portato all’esclusione dell’Unione Inquilini dalle attività di formazione richieste dalla componente studentesca sono state ben altre: per il Consiglio d’Istituto non è legittima la presenza nella scuola di un sindacato che da oltre cinquant’anni si occupa dei diritti degli inquilini. È altrettanto grave disconoscere il lavoro collettivo fondante dell’Unione Inquilini, fatta da volontarie e volontari che ogni settimana spalancano le porte della propria sede per garantire un diritto fondamentale troppo spesso violato dal passivismo delle istituzioni, e supportare inquilini sotto la morsa di proprietari di casa. L’Unione Inquilini è fatta di volontari, e tra questi avvocati e avvocate: negare la possibilità di presenziare a volontarie e volontari significa disconoscere l’operato dell’intera associazione. DUE PESI E DUE MISURE Leggiamo come altrettanto grave la proposta, avanzata e poi ritirata, del dirigente scolastico di invitare l’assessora alle politiche sociali Giovanna Bonanno a tenere un’iniziativa senza alcun tipo di contraddittorio nelle sedi scolastiche. Pur riconoscendo il ruolo delle istituzioni, è quanto meno grave lasciare spazio di discussione senza confronto a chi ha fatto della Commissione territoriale per il diritto all’abitare la sede d’incontro delle associazioni di settore; di chi si nega al confronto con le parti sociali, svende il patrimonio pubblico, e si sta facendo artefice dello smantellamento dei servizi sociali in questa città. A quel confronto ci avrebbe fatto piacere partecipare, vista la latitanza dell’attuale giunta da ogni tipo di interlocuzione e la valenza che tale incontro avrebbe potuto avere davanti ad una platea di giovani. Per queste ragioni non ci troviamo nelle condizioni di essere tra gli animatori dell’autogestione del Liceo Dini. La nostra postura non cambia: le nostre porte restano aperte, così come il nostro impegno nel garantire una città accessibile a tutte e tutti era, è, e sarà costante. Per questo rilanciamo invitando studenti e studentesse a venire nella nostra sede in Via del Cuore, 7.  Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza IMMEDIATA LA SOLIDARIETÀ DI SANITARI PER GAZA, ANCH’ESSI INVITATI A INTERVENIRE  ALL’ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE, MA CHE HANNO DECISO DI DEFILARSI PER NON AVALLARE LE MODALITÀ CENSORIE E SELETTIVE DELL’ORGANO DIRETTIVO DEL LICEO PISANO: COMUNICATO SANITARI PER GAZA  Sanitari per Gaza, nel ringraziare per l’invito a portare una testimonianza sul diritto alla cura e su quanto accade in Palestina, non può che esprimere solidarietà verso l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole dell’Università, in merito ai recenti e incomprensibili ostacoli frapposti alla partecipazione all’assemblea delle studentesse degli studenti del liceo scientifico Dini. Il consiglio d’istituto ha selezionato arbitrariamente chi tra gli attivisti dell’osservatorio potesse prendere parte all’incontro proposto, operando una discriminazione e una violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Alla luce di queste considerazioni, nonostante la consapevolezza e l’importanza di parlare di diritto alla cura e di non spegnere le luci sulla Palestina, siamo costretti a non accettare l’invito, viste le condizioni imposte, e ci dichiariamo solidali con l’Osservatorio, perché accettare un compromesso oggi, significa normalizzare questi comportamenti. Restiamo a completa disposizione delle studentesse, degli studenti e del corpo docenti per un futuro incontro, perché la scuola pubblica continui ad essere  luogo di crescita e di confronto, in cui poter sviluppare una coscienza critica alla base di un agire consapevole.   ANCHE IL SINDACALISMO DI BASE HA ESPRESSO LA SUA FERMA CONDANNA PER QUANTO AVVENUTO: COMUNICATO COBAS SCUOLA PISA  La segnalazione dell’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle università rispetto alla decisione del Consiglio di Istituto del Liceo ”Ulisse Dini” di ‘selezionare’ i relatori degni di essere ammessi all’interno della scuola. L’iniziativa promossa dagli studenti ha infatti fatto uscire allo scoperto le ‘anime belle’ che a parole sostengono la libertà di parola e di opinione, ma hanno talmente introiettato la paura di ritorsioni, e soprattutto la logica della censura, da provocare l’allineamento di docenti e genitori alla linea di autodisciplinamento che prevede l’espulsione delle posizioni più scomode. Un pessimo esempio di codardia, ma soprattutto l’avvio di liste di proscrizione contro persone e organizzazioni che non rientrano nei piani di una società fondata sull’ordine e la disciplina. Esprimiamo solidarietà ai membri dell’Osservatorio che hanno subìto un’inaccettabile discriminazione e auspichiamo che non si ripetano episodi vergognosi di questo tipo nelle nostre scuole. Come Osservatorio negli ultimi 3 anni abbiamo sollevato un dibattito sulla valenza educativa dei militari all’interno delle scuole invitando i collegi docenti e i consigli di istituto a riflettere sull’opportunità di veicolare negli istituti scolastici messaggi che invitassero al riarmo e alla risoluzione armata dei conflitti internazionali. Mai avremmo pensato che si arrivasse all’esatto  opposto con  selezioni ad personam basate su un vaglio preventivo delle persone che esprimono idee legate alla pace e alla solidarietà. Restiamo in attesa delle spiegazioni ufficiali della dirigenza scolastica e ricordiamo che insieme a Docenti per Gaza abbiamo aperto una apposita pagina per segnalare la censura che sempre più frequentemente sta colpendo le scuole, non esitate a scrivere a segnala.censura@docentipergaza.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Federico Giusti per Radio Onda d’Urto sulle vicende del Liceo “Dini” di Pisa
Una decisione inusitata a poche ore dalla presenza nelle aule del Liceo “Dini” di Pisa dove sono passate intere generazioni: l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non è ospite gradito o almeno non lo è uno dei due rappresentanti. L’intento del nodo pisano dell’Osservatorio era quello di portare dei contributi diversificati, rendere la relazione (richiesta dagli studenti e dalle studentesse) vivace e stimolante, ci avevano chiesto di parlare del riarmo e delle iniziative intraprese. L’esclusione di un attivista dell’Osservatorio dalla scuola non è accompagnata da motivazioni plausibili, per questo continueremo a chiedere una spiegazione formale al consiglio di Istituto, al Dirigente scolastico perché si tratta di una censura preventiva, frutto (vista l’esclusione anche dei Sanitari per Gaza) del clima avvelenato nelle scuole costruito in questi mesi dal Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. In questa intervista per Radio Onda d’Urto viene analizzata la situazione nel paese inquadrando il diniego all’Osservatorio dentro una campagna politica mirante alla normalizzazione della guerra nelle scuole. In basso l’audio dell’intervista. Clicca qui per l’intervista a Federico Giusti per Radio Onda d’Urto. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Limitazione degli spazi di democrazia e discriminazione degli interventi al Liceo Scientifico “Dini” di Pisa
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università di Pisa esprime la propria posizione in merito ai recenti e incomprensibili ostacoli frapposti alla partecipazione all’assemblea degli studenti e delle studentesse del Liceo Scientifico “Dini”. In primo luogo, desideriamo ringraziare sentitamente il Comitato Studentesco del Liceo “Dini” per averci invitato al fine di portare un contributo critico e documentato su temi di stringente attualità, come il Riarmo e i processi di militarizzazione che attraversano i nostri territori. Gli studenti e le studentesse, esercitando il diritto di assemblea garantito dal Testo Unico sulla Scuola, hanno espresso il bisogno di approfondire alcune tematiche, onorando con questo interesse la funzione educativa dell’istituzione scolastica. Dobbiamo, tuttavia, prendere atto con sconcerto della decisione del Consiglio d’Istituto, il quale ha scelto di operare una selezione arbitraria tra gli attivisti dell’Osservatorio disponibili a intervenire, decidendo chi potesse accedere ai locali scolastici e chi no. Riteniamo tale scelta una grave forma di discriminazione, in aperta violazione dell’Articolo 3 della Costituzione, che impone la pari dignità senza distinzione di opinioni politiche e condizioni personali. Questa “selezione dei relatori” appare come un atto di censura istituzionale inspiegabile, specialmente se confrontato con la recente “vicenda” riguardante Francesca Albanese, per la quale il Ministero aveva evitato ispezioni a questo Liceo proprio in virtù dell’autonomia decisionale del corpo studentesco. Limitare oggi tali spazi rappresenta non solo un pericoloso arretramento della democrazia scolastica, ma anche una chiara dichiarazione di resa di fronte alle pressioni politiche subite negli ultimi mesi dal corpo docente. L’Osservatorio è un comitato, forma associativa orizzontale fondata sulla libertà di partecipazione (Art. 18 Costituzione) il cui scopo è monitorare le iniziative di militarizzazione nelle scuole e nelle università, sensibilizzare e diffondere la cultura della pace, della nonviolenza e dell’antimilitarismo. La presenza di più relatori era finalizzata esclusivamente ad approfondire tematiche diverse in base alle specifiche competenze dei/delle volontari/e come si evince anche dalle pubblicazioni disponibili in rete. Dal momento che non esistono gerarchie tra i/le militanti ed essendo quella dell’Osservatorio un’attività volontaria e senza scopo di lucro, la scelta dei partecipanti si basa sulle disponibilità personali per garantire la massima qualità del contributo offerto. Imporre veti sui nomi dei relatori non solo lede la libertà di pensiero, ma ferisce mortalmente l’autonomia degli studenti e delle studentesse e la loro libertà di approfondimento. Una censura peraltro coerente con i processi di militarizzazione oggi in atto, nella società in generale e nella scuola con sempre maggiore frequenza. Alla luce di queste considerazioni non accettiamo l’invito alle condizioni imposte perché siffatta scelta sarebbe altamente diseducativa e lesiva della dignità degli studenti, delle studentesse e degli stessi aderenti all’Osservatorio. Attendiamo spiegazioni precise e formali da parte della Dirigenza e del Consiglio d’Istituto su questa scelta discriminatoria. Restiamo a completa disposizione delle studentesse e degli studenti per un incontro in qualunque spazio democratico, rammaricandoci profondamente del fatto che, oggi, la Scuola Pubblica sembra aver rinunciato a essere il luogo primario di tale confronto. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università  di Pisa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Comunicato del Collettivo studentesco Liceo “Dini” di Pisa sulle ingerenze del Ministero
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL COLLETTIVO STUDENTESCO LICEO “ULISSE DINI” DI PISA A SEGUITO DELLA GRAVE INGERENZA DEL MINISTERO NELLE ATTIVITÀ STUDENTESCHE REGOLARMENTE DELIBERATE. Il 10 dicembre al liceo “Ulisse Dini” di Pisa abbiamo avuto l’occasione di ascoltare un intervento sulla questione palestinese tenuto dalla Dott.ssa Francesca Albanese, relatrice speciale alle Nazione Unite per i territori palestinesi occupati. La conferenza, seguita da un’assemblea studentesca, è stata richiesta dagli studenti e dalle studentesse tramite una raccolta firme e approvata in Consiglio d’Istituto nel pieno rispetto del regolamento scolastico, e per garantire il massimo confronto di idee fra gli studenti e delle studentesse, è stato messo a disposizione il cortile per un momento di dibattito successivo alla videoconferenza. Le domande da proporre alla Dott.ssa Albanese sono state preventivamente raccolte tra gli studenti e le studentesse e inviate agli organizzatori, per naturali esigenze logistiche. Già nei giorni precedenti alla conferenza, diversi esponenti della destra toscana si sono espressi molto duramente contro questa iniziativa, per via della presunta mancanza di confronto e della preventiva selezione delle domande. Il Ministro Valditara non si è fatto attendere, e ha deciso di inviare in Toscana gli ispettori, per “fare luce” sull’accaduto. Mandare gli ispettori nelle scuole, davanti ad un’iniziativa che ha come primo obiettivo l’informazione su un tema in questo momento centrale anche a livello umanitario, è un’operazione politica del ministro Valditara che mira a limitare la formazione di un pensiero critico tra gli studenti e le studentesse e delegittimare la possibilità di una libera informazione. Questo attacco, inoltre, scredita gravemente l’Organizzazione delle Nazioni Unite, di cui l’Italia fa parte dal 1955 e di cui Francesca Albanese è relatrice speciale, e per quanto si provi ad additarla come terrorista e propagandista rimane la più importante ed esperta figura italiana sulla situazione palestinese, che da tempo non è più esclusivamente una questione politica, ma anche umanitaria. È inaccettabile, dunque, attaccare e delegittimare studenti, studentesse e docenti che avanzano l’urgenza di un approfondimento sulla questione Lottiamo per una scuola diversa: una scuola che non tema la discussione, il confronto, la formazione su temi anche controversi e complessi, affinché la nostra educazione ci consenta di sviluppare uno spirito critico e una consapevolezza sociale e politica completa e organica. Non si possono formare cittadini e cittadine, se si ha paura del dissenso. Lottiamo per una scuola dove venga coltivata l’educazione alla democrazia e dove gli studenti e le studentesse possano esprimere le proprie opinioni e portare in assemblea i temi che hanno più a cuore, come è successo in questo caso. Il tentativo di censura del ministro e in generale del governo Meloni non ci fermerà, noi continueremo a rivendicare il diritto alla libertà di espressione. Non possiamo più tollerare che la scuola resti indifferente al mondo esterno, esigiamo anzi che lo affronti ed esamini consapevolmente, affinché la libertà e l’esercizio del pensiero critico tornino ad essere al centro del nostro programma d’istruzione. Collettivo studentesco Liceo Ulisse Dini
Osservatorio condanna attacchi: “Albanese è esperta titolata, stop ingerenze Lega, FDI e Ministro
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle università esprime ferma condanna per la polemica strumentale sollevata dai due esponenti della Lega, Susanna Ceccardi e Giovanni Pasqualino, in merito all’assemblea di istituto prevista al Liceo Scientifico “Dini” con la partecipazione della dott.ssa Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. A queste sono seguite le accuse false e strumentali del consigliere Bagnoli di Pontedera, già smentite dal corpo docente del Liceo Montale. Una serie di attacchi scomposti al mondo della scuola portati avanti dalle forze politiche presenti nella maggioranza di Governo, a cui sono seguiti un’interrogazione parlamentare del deputato di Fratelli d’Italia e l’annuncio di ispezioni da parte del Ministro dell’Istruzione Valditara e l’immediata estensione di una nuova circolare di censura, che riprende quella scandalosa del 7 novembre, nei confronti della scuola, qualora fossero trattati “manifestazioni ed eventi riguardanti tematiche di ampia rilevanza politica e sociale.” Questo segna l’ennesimo atto di sfiducia del Ministro dell’Istruzione nei confronti del corpo docente e di tutti gli studenti e le studentesse, oltre che una profonda ignoranza nei riguardi del quadro normativo che regola la vita scolastica: L’Art. 13 del Testo Unico sulla Scuola stabilisce che le assemblee studentesche sono occasione di “partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti“. Sono gli studenti e le studentesse, tramite i loro rappresentanti, a scegliere i temi di attualità da discutere, esercitando il loro diritto democratico. Lo stesso Art. 13, comma 6, consente espressamente la partecipazione di “esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici” nelle assemblee di istituto. La dott.ssa Francesca Albanese, con il suo curriculum accademico e la sua carica istituzionale di Relatrice Speciale ONU, è pienamente titolata ad essere ammessa come esperta. L’autorizzazione, come previsto dalla legge, spetta al Consiglio d’Istituto che rappresenta trasversalmente docenti, studenti, genitori e personale ATA, ovvero tutte le anime del mondo scolastico. Le accuse di “propaganda unilaterale pro-Pal” e di “giustificazione del terrorismo” mosse dagli esponenti politici non trovano alcun riscontro nel progetto formativo pubblicato. Obiettivi Didattici Chiari: Il progetto “Quando il mondo dorme” è un’iniziativa dettagliata e strutturata che mira espressamente a: sviluppare il pensiero critico e la capacità di analisi; decostruire stereotipi e narrazioni dominanti; promuovere la conoscenza della storia e della cultura palestinese; educare all’empatia e alla responsabilità etica. L’iniziativa si inserisce perfettamente all’interno delle linee guida dell’Educazione Civica (Diritti Umani, Diritto Internazionale, De-colonizzazione del pensiero, Dialogo interculturale), fornendo obiettivi formativi e contenuti espliciti, molto più dettagliati e concreti di molte altre iniziative istituzionali. Se l’obiettivo dell’educazione civica è la conoscenza e la comprensione, l’incontro con una voce esperta che riporta la prospettiva istituzionale e umana della popolazione palestinese costituisce un elemento di arricchimento fondamentale, non di propaganda. La critica al metodo di raccolta e selezione preventiva delle domande tramite un form ignora la realtà dei seminari online e le esigenze di tutela dell’ambiente didattico e formativo anche per adulti. Questo formato è ormai uno standard tecnico e procedurale in tutti i contesti di seminario o webinar online, inclusi quelli promossi da istituzioni di alto livello. La selezione preventiva delle domande non serve a “epurare ogni critica,” bensì a garantire il corretto svolgimento dell’incontro e a tutelare l’iniziativa da azioni di disturbo, trolling organizzato o dalla diffusione di messaggi di odio e di apologia (attività che, al contrario, rappresenterebbero una vera e propria “propaganda” contraria ai principi della scuola). L’Osservatorio invita tutti i dirigenti scolastici e i Consigli di Istituto a respingere queste ingerenze politiche che mirano a limitare la libertà di pensiero e di dibattito nelle scuole. L’incontro con la dott.ssa Albanese è un atto di formazione culturale e civile, nel pieno rispetto della legge, sicuramente molto più auspicabile ed educativo di tutte le volte che il Ministero con protocolli e atti diramati dai suoi uffici scolastici ha invitato militari di ogni divisa a fare propaganda e reclutamento per la guerra nelle scuole di ogni ordine e grado. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Pisa: condanna ingerenza esponenti leghisti nell’assemblea studentesca Liceo “Dini” con Francesca Albanese
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università esprime ferma condanna per la polemica strumentale sollevata dai due esponenti della Lega, Susanna Ceccardi e Giovanni Pasqualino, in merito all’assemblea d’istituto prevista al Liceo Scientifico “Dini” con la partecipazione della Dott.ssa Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. L’attacco all’iniziativa ignora o travisa il quadro normativo che regola la vita scolastica, infatti l’Art. 13 del Testo Unico sulla Scuola stabilisce che le assemblee studentesche sono occasione di “partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti“. Sono gli studenti e le studentesse, tramite i loro rappresentanti, a scegliere i temi di attualità da discutere, esercitando il loro diritto democratico. Lo stesso Art. 13, comma 6, consente espressamente la partecipazione di “esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici” nelle assemblee di istituto. La dott.ssa Francesca Albanese, con il suo curriculum accademico e la sua carica istituzionale di Relatrice Speciale ONU, è pienamente titolata ad essere ammessa come esperta. L’autorizzazione, come previsto dalla legge, spetta al Consiglio d’Istituto. Le accuse di “propaganda unilaterale pro-Pal” e di “giustificazione del terrorismo” mosse dai due esponenti politici non trovano alcun riscontro nel progetto formativo pubblicato. Gli obiettivi didattici sono chiari: Il progetto “Quando il mondo dorme” è un’iniziativa dettagliata e strutturata che mira espressamente a: – Sviluppare il pensiero critico e la capacità di analisi; – Decostruire stereotipi e narrazioni dominanti; – Promuovere la conoscenza della storia e della cultura palestinese; – Educare all’empatia e alla responsabilità etica. L’iniziativa si inserisce perfettamente all’interno delle linee guida dell’Educazione Civica (Diritti Umani, Diritto Internazionale, De-colonizzazione del pensiero, Dialogo interculturale), fornendo obiettivi formativi e contenuti espliciti, molto più dettagliati e concreti di molte altre iniziative istituzionali. Se l’obiettivo dell’educazione civica è la conoscenza e la comprensione, l’incontro con una voce esperta che riporta la prospettiva istituzionale e umana della popolazione palestinese costituisce un elemento di arricchimento fondamentale, non di propaganda. La critica al metodo di raccolta e selezione preventiva delle domande tramite un form ignora la realtà dei seminari online e le esigenze di tutela dell’ambiente didattico e formativo anche per adulti. Questo formato è ormai uno standard tecnico e procedurale in tutti i contesti di seminario o webinar online, inclusi quelli promossi da istituzioni di alto livello. La selezione preventiva delle domande non serve a “epurare ogni critica,” bensì a garantire il corretto svolgimento dell’incontro e a tutelare l’iniziativa da azioni di disturbo, trolling organizzato o dalla diffusione di messaggi di odio e di apologia (attività che, al contrario, rappresenterebbero una vera e propria “propaganda” contraria ai principi della scuola). L’Osservatorio invita tutti i dirigenti scolastici e i Consigli di Istituto a respingere queste ingerenze politiche che mirano a limitare la libertà di pensiero e di dibattito nelle scuole. L’Assemblea del Liceo “Dini” è un atto di formazione culturale e civile, nel pieno rispetto della legge. Ben venga la presenza della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati in tutte le scuole. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente