Comunicati di solidarietà all’Osservatorio contro la militarizzazione per la vicenda del Liceo “Dini” di PisaDOPO LA SEGNALAZIONE DEL NODO LOCALE PISANO SULL’ESCLUSIONE DI UN MEMBRO
DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ
DALL’ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE, RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
L’ANALOGA, GRAVISSIMA DENUNCIA CHE RIGUARDA I VOLONTARI E LE VOLONTARIE
DELL’ASSOCIAZIONE UNIONE INQUILINI DI PISA PER I QUALI IL CONSIGLIO D’ISTITUTO
DEL LICEO “DINI” HA NEGATO L’AUTORIZZAZIONE ALL’ACCESSO AI LOCALI SCOLASTICI.
UNA PAGINA BUIA PER IL MONDO DELLA FORMAZIONE, QUANDO I VALORI DELLA PACE E
DELLA SOLIDARIETÀ TROVANO CHIUSA LA PORTA DELLA SCUOLA PUBBLICA.
COMUNICATO UNIONE INQUILINI DI PISA
I FATTI
Con una comunicazione oltremodo tardiva, ci troviamo costretti ad annullare la
nostra presenza all’autogestione del Liceo Dini.
Andiamo con ordine. Una decina di giorni fa ci arriva l’invito a partecipare
alla giornata di autogestione organizzata da studentesse e studenti del Liceo
Dini di sabato 21 febbraio con una lezione su diritti e doveri degli inquilini,
ed una restituzione del lavoro politico portato avanti da Unione Inquilini e
altre realtà civiche pisane sul diritto alla casa.
All’invito accolto con entusiasmo dall’Unione Inquilini tutta, sono seguiti
passi indietro pretestuosi da parte del Consiglio d’Istituto nelle parti dei
rappresentanti dei genitori, professori e dirigente scolastico. Passi indietro
fatti con toni accusatori al limite del denigratorio in sedi informali, portati
avanti con vaghe richieste di presenza di un contraddittorio in aula, ed infine,
all’indomani dell’autogestione, con la richiesta del dirigente scolastico di far
partecipare solo un nostro avvocato.
DALLA PARTE DEGLI INQUILINI
Le ragioni che hanno portato all’esclusione dell’Unione Inquilini dalle attività
di formazione richieste dalla componente studentesca sono state ben altre: per
il Consiglio d’Istituto non è legittima la presenza nella scuola di un sindacato
che da oltre cinquant’anni si occupa dei diritti degli inquilini. È altrettanto
grave disconoscere il lavoro collettivo fondante dell’Unione Inquilini, fatta da
volontarie e volontari che ogni settimana spalancano le porte della propria sede
per garantire un diritto fondamentale troppo spesso violato dal passivismo delle
istituzioni, e supportare inquilini sotto la morsa di proprietari di casa.
L’Unione Inquilini è fatta di volontari, e tra questi avvocati e avvocate:
negare la possibilità di presenziare a volontarie e volontari significa
disconoscere l’operato dell’intera associazione.
DUE PESI E DUE MISURE
Leggiamo come altrettanto grave la proposta, avanzata e poi ritirata, del
dirigente scolastico di invitare l’assessora alle politiche sociali Giovanna
Bonanno a tenere un’iniziativa senza alcun tipo di contraddittorio nelle sedi
scolastiche. Pur riconoscendo il ruolo delle istituzioni, è quanto meno grave
lasciare spazio di discussione senza confronto a chi ha fatto della Commissione
territoriale per il diritto all’abitare la sede d’incontro delle associazioni di
settore; di chi si nega al confronto con le parti sociali, svende il patrimonio
pubblico, e si sta facendo artefice dello smantellamento dei servizi sociali in
questa città. A quel confronto ci avrebbe fatto piacere partecipare, vista la
latitanza dell’attuale giunta da ogni tipo di interlocuzione e la valenza che
tale incontro avrebbe potuto avere davanti ad una platea di giovani.
Per queste ragioni non ci troviamo nelle condizioni di essere tra gli animatori
dell’autogestione del Liceo Dini. La nostra postura non cambia: le nostre porte
restano aperte, così come il nostro impegno nel garantire una città accessibile
a tutte e tutti era, è, e sarà costante. Per questo rilanciamo invitando
studenti e studentesse a venire nella nostra sede in Via del Cuore, 7.
Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza
Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza
IMMEDIATA LA SOLIDARIETÀ DI SANITARI PER GAZA, ANCH’ESSI INVITATI A INTERVENIRE
ALL’ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE, MA CHE HANNO DECISO DI
DEFILARSI PER NON AVALLARE LE MODALITÀ CENSORIE E SELETTIVE DELL’ORGANO
DIRETTIVO DEL LICEO PISANO:
COMUNICATO SANITARI PER GAZA
Sanitari per Gaza, nel ringraziare per l’invito a portare una testimonianza sul
diritto alla cura e su quanto accade in Palestina, non può che esprimere
solidarietà verso l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole
dell’Università, in merito ai recenti e incomprensibili ostacoli frapposti alla
partecipazione all’assemblea delle studentesse degli studenti del liceo
scientifico Dini.
Il consiglio d’istituto ha selezionato arbitrariamente chi tra gli attivisti
dell’osservatorio potesse prendere parte all’incontro proposto, operando una
discriminazione e una violazione dell’articolo 3 della Costituzione.
Alla luce di queste considerazioni, nonostante la consapevolezza e l’importanza
di parlare di diritto alla cura e di non spegnere le luci sulla Palestina, siamo
costretti a non accettare l’invito, viste le condizioni imposte, e ci
dichiariamo solidali con l’Osservatorio, perché accettare un compromesso oggi,
significa normalizzare questi comportamenti.
Restiamo a completa disposizione delle studentesse, degli studenti e del corpo
docenti per un futuro incontro, perché la scuola pubblica continui ad essere
luogo di crescita e di confronto, in cui poter sviluppare una coscienza critica
alla base di un agire consapevole.
ANCHE IL SINDACALISMO DI BASE HA ESPRESSO LA SUA FERMA CONDANNA PER QUANTO
AVVENUTO:
COMUNICATO COBAS SCUOLA PISA
La segnalazione dell’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e
nelle università rispetto alla decisione del Consiglio di Istituto del Liceo
”Ulisse Dini” di ‘selezionare’ i relatori degni di essere ammessi all’interno
della scuola.
L’iniziativa promossa dagli studenti ha infatti fatto uscire allo scoperto le
‘anime belle’ che a parole sostengono la libertà di parola e di opinione, ma
hanno talmente introiettato la paura di ritorsioni, e soprattutto la logica
della censura, da provocare l’allineamento di docenti e genitori alla linea di
autodisciplinamento che prevede l’espulsione delle posizioni più scomode.
Un pessimo esempio di codardia, ma soprattutto l’avvio di liste di proscrizione
contro persone e organizzazioni che non rientrano nei piani di una società
fondata sull’ordine e la disciplina.
Esprimiamo solidarietà ai membri dell’Osservatorio che hanno subìto
un’inaccettabile discriminazione e auspichiamo che non si ripetano episodi
vergognosi di questo tipo nelle nostre scuole. Come Osservatorio negli ultimi 3
anni abbiamo sollevato un dibattito sulla valenza educativa dei militari
all’interno delle scuole invitando i collegi docenti e i consigli di istituto a
riflettere sull’opportunità di veicolare negli istituti scolastici messaggi che
invitassero al riarmo e alla risoluzione armata dei conflitti internazionali.
Mai avremmo pensato che si arrivasse all’esatto opposto con selezioni ad
personam basate su un vaglio preventivo delle persone che esprimono idee legate
alla pace e alla solidarietà. Restiamo in attesa delle spiegazioni ufficiali
della dirigenza scolastica e ricordiamo che insieme a Docenti per Gaza abbiamo
aperto una apposita pagina per segnalare la censura che sempre più
frequentemente sta colpendo le scuole, non esitate a scrivere a
segnala.censura@docentipergaza.it
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