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Abusi del clero su minori: «Da Bolzano in giù»
Ecco il nuovo report reso noto a fine febbraio. Il report che illustra l’indagine durata due anni dell’osservatorio Rete L’Abuso sugli sportelli diocesani per le vittime di abusi sessuali da parte del clero.   L’indagine ha utilizzato un ampio campione, su un totale di 130 sportelli in Italia (su 226 diocesi) ne ha potuti censire ben 32. Sono stati utilizzati
Comunicato di solidarietà dei/delle docenti del Liceo “Dini” Pisa all’Osservatorio
Riguardo alla decisione del Consiglio d’istituto di escludere uno dei relatori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università dalla giornata di autogestione degli studenti e delle studentesse del Liceo “Dini” di sabato 21 febbraio, un gruppo di docenti della scuola ha ritenuto necessario prendere posizione e ha sottoscritto il seguente comunicato che vi inviamo. Cogliamo anche l’occasione per elogiare l’iniziativa di autogestione promossa dai nostri studenti e dalle nostre studentesse per la loro volontà di approfondimento e di confronto sui problemi storici e sociali, e auspichiamo che simili iniziative si generalizzino; questo sarebbe il modo migliore per rispondere agli attacchi e alle mistificazioni e affermare con chiarezza che la scuola, ancor più oggi, è il luogo della società più aperto al confronto critico, in grado di offrire alle nuove generazioni i più variegati stimoli culturali proprio grazie alla presenza di docenti con differenti sensibilità umane, culturali e e politiche. COMUNICATO Come docenti del Liceo Dini non ci riconosciamo nella decisione del Consiglio d’Istituto di impedire ad uno dei relatori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di tenere un’aula durante la giornata di autogestione degli studenti di sabato 21 febbraio. Crediamo che sia stata limitata la libertà degli studenti medesimi, ma anche e soprattutto che, al di là delle intenzioni di coloro che hanno assunto tale decisione, sia stato fatto un processo arbitrario, perché non sostenuto da alcuna normativa, e per di più sommario ad una persona, inaccettabile in uno Stato di Diritto. Per questo motivo ci scusiamo col relatore escluso e chiediamo che il Consiglio di Istituto faccia altrettanto e che precisi che nessun pregiudizio di carattere personale è sotteso alla delibera. Non vogliamo che la nostra scuola contribuisca al clima sempre più avvelenato e di scontro che si sta creando in tutto il Paese, alimentato dalle recenti polemiche di alcuni esponenti della maggioranza di governo sulla libertà di insegnamento, nonché dall’incredibile proposta di schedatura politica dei vari istituti scolastici. Crediamo, invece, che la libera espressione del pensiero nel rispetto dei principi della Costituzione non possa che favorire la crescita intellettuale dei nostri studenti, cosa a cui dovrebbe mirare la scuola, in tutte le sue componenti. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dopo il potenziamento di Camp Darby arriva COMFOSE: unità strategica dell’esercito italiano
A confermare il ruolo nevralgico del territorio pisano per il settore militare, ammesso che avessimo bisogno di conferme, arrivano ulteriori notizie di cronaca come l’articolo pubblicato sulla cronaca di Pisa del quotidiano “Il Tirreno” lo scorso 17 febbraio. E già un anno fa, in occasione della visita del sottosegretario alla difesa Isabella Rauti, avevamo colto la rilevanza ricoperta da queste unità speciali negli scenari di guerra presenti e futuri https://www.difesa.it/assets/allegati/64990/2025_01_21_comfose.pdf Ma, prima di ragionare insieme ai lettori e alle lettrici, facciamo un passo indietro di alcuni anni: giugno 2020 quando venne inaugurata la nuova sede del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE), alla presenza dell’allora ministro della Difesa Lorenzo Guerini. I più vecchi ricorderanno quando a inizio secolo il consiglio comunale di Pisa prese posizione per riconvertire la base militare USA di Camp Darby a uso civile, i partiti che si espressero favorevolmente, a distanza di pochi anni, hanno oggi cambiato posizione. E resta innegabile l’attiva collaborazione resa dagli enti locali al dragaggio del Fosso dei Navicelli e alla costruzione di una apposita stazione ferroviaria in prossimità della Base, infrastrutture decisive per il trasporto di armi via acqua e per rotaia. Il COMFOSE venne dislocato nell’area nord della base che si trova a metà tra Pisa e Livorno, in mezzo alla macchia mediterranea e a pochissima distanza dal mare. Sei anni or sono il trasferimento dopo la decisione USA di ripensare spazi e modalità organizzative all’interno di Camp Darby, al contempo non dovrebbe sfuggirci la vicinanza tra truppe Usa e le unità dell’esercito italiano. E mentre si dimenticava, anche a sinistra e nelle realtà antagoniste, il ruolo nevralgico di Camp Darby le forse di élite destinate alle guerre non convenzionali, oggi tristemente famose, trovavano una sede per tutte le attività di addestramento, formazione di queste unità speciali in una area della vecchia base utilizzata per gli alloggi dei soldati a stelle e strisce. Erroneamente qualcuno ritenne, in quegli anni, l’abbandono di una area da tempo inutilizzata come il segno tangibile del depotenziamento da parte statunitense della base di Camp Darby, i fatti dimostrano invece ben altro. Già nel 2015 gli USA volevano restituire parte della base in cui erano stati ospitati alloggi e uffici per i loro militari, contenere il numero del personale talvolta non è sinonimo di disimpegno quanto invece di riorganizzazione complessiva. Allora si parlava di milioni di euro (tra i 40 e i 50) per realizzare gli interventi richiesti dall’esercito italiano e in quella occasione apprendemmo della costruzione di “caserme verdi” ossia un piano di ammodernamento delle strutture per ridurre sprechi energetici e di acqua Il Comando di COMFOSE ha avuto il suo quartier generale prima nella Caserma “Gamerra” a Pisa per poi essere dislocato nel Centro Interforze Studi e Applicazioni Militari (CISAM) di San Piero a Grado, a un paio di chilometri da Camp Darby come ci hanno ricordato in alcuni articoli allora pubblicati da Manlio Dinucci e Antonio Mazzeo. La presenza di militari italiani accanto a quelli statunitensi non era casuale perché entrambi erano impegnati in operazioni speciali in Medio Oriente. Dal COMFOSE dipende anche il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, una delle unità d’élite dell’esercito italiano che proprio in questi giorni si trasferisce da Livorno al comprensorio militare “Dario Vitali” di Pisa, sede operativa del Comando delle forze speciali dell’Esercito (COMFOSE) ossia l’area dentro Camp Darby di cui abbiamo parlato poco sopra. E anche questo trasferimento, come quelli del 2020, non sarà a costo zero, pensiamo a quasi 6 milioni di euro di spesa per adeguare le strutture alle nuove necessità. E nell’arco di pochi anni l’area già occupata da Camp Darby ospiterà i reggimenti coordinati dal Comfose (il Col Moschin, l’85° reggimento paracadutisti Rao “Folgore” il 4° reggimento Alpini paracadutisti facenti parte del comando operativo da una dozzina di anni) E nell’arco di pochi chilometri incontriamo a Boccadarno, dove il fiume Arno si unisce al mar Tirreno, la “Bai”, base di addestramento degli incursori e specializzata nelle attività anfibie e subacquee e per l’addestramento del personale. Il piano di riqualificazione prevede il rifacimento totale dell’immobile e degli impianti, oltre ad interventi di miglioramento in base alle richieste del comando che occuperà l’edificio. A queste presenze di militari bisogna aggiungere la caserma di addestramento dei Parà nel quartiere di Porta a Lucca a poca distanza dallo stadio, il territorio Pisano ha un aeroporto militare di grandi dimensioni nel quartiere di San Giusto ove troviamo anche un hub da cui dovrebbero partire equipaggiato migliaia di militari nell’arco di pochissimi giorni. Altre caserme dell’esercito e una ulteriore base, quella del Tuscania che dovrebbe estendersi tra i Comuni di Pisa e Pontedera. Se aggiungiamo la base Usa di Camp Darby, il COMFOSE e la Bai Pisa diventa un territorio attraversato da basi logistiche militari di primaria importanza. I cantieri saranno operativi nel tardo autunno 2026 per completare i lavori nell’arco di 250 giorni. L’intera operazione viene presentata come una sorta di piano di rigenerazione urbana, nel frattempo se pensavate che almeno a Livorno la militarizzazione sarebbe stata alleggerita sappiate che la vecchia caserma livornese Vannucci. ove era ospitato il Col Moschin, sarà restituita in toto alla Folgore per ospitare il reparto “comando” dell’unità aviotrasportata. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Comunicati di solidarietà all’Osservatorio contro la militarizzazione per la vicenda del Liceo “Dini” di Pisa
DOPO LA SEGNALAZIONE DEL NODO LOCALE PISANO SULL’ESCLUSIONE DI UN MEMBRO DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ DALL’ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE, RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L’ANALOGA, GRAVISSIMA  DENUNCIA CHE RIGUARDA I VOLONTARI E LE VOLONTARIE DELL’ASSOCIAZIONE UNIONE INQUILINI DI PISA PER I QUALI IL CONSIGLIO D’ISTITUTO DEL LICEO “DINI” HA NEGATO L’AUTORIZZAZIONE  ALL’ACCESSO AI LOCALI SCOLASTICI. UNA PAGINA BUIA PER IL MONDO DELLA FORMAZIONE, QUANDO I VALORI DELLA PACE E DELLA SOLIDARIETÀ TROVANO CHIUSA LA PORTA DELLA SCUOLA PUBBLICA. COMUNICATO UNIONE INQUILINI DI PISA I FATTI Con una comunicazione oltremodo tardiva, ci troviamo costretti ad annullare la nostra presenza all’autogestione del Liceo Dini. Andiamo con ordine. Una decina di giorni fa ci arriva l’invito a partecipare alla giornata di autogestione organizzata da studentesse e studenti del Liceo Dini di sabato 21 febbraio con una lezione su diritti e doveri degli inquilini, ed una restituzione del lavoro politico portato avanti da Unione Inquilini e altre realtà civiche pisane sul diritto alla casa. All’invito accolto con entusiasmo dall’Unione Inquilini tutta, sono seguiti passi indietro pretestuosi da parte del Consiglio d’Istituto nelle parti dei rappresentanti dei genitori, professori e dirigente scolastico. Passi indietro fatti con toni accusatori al limite del denigratorio in sedi informali, portati avanti con vaghe richieste di presenza di un contraddittorio in aula, ed infine, all’indomani dell’autogestione, con la richiesta del dirigente scolastico di far partecipare solo un nostro avvocato. DALLA PARTE DEGLI INQUILINI Le ragioni che hanno portato all’esclusione dell’Unione Inquilini dalle attività di formazione richieste dalla componente studentesca sono state ben altre: per il Consiglio d’Istituto non è legittima la presenza nella scuola di un sindacato che da oltre cinquant’anni si occupa dei diritti degli inquilini. È altrettanto grave disconoscere il lavoro collettivo fondante dell’Unione Inquilini, fatta da volontarie e volontari che ogni settimana spalancano le porte della propria sede per garantire un diritto fondamentale troppo spesso violato dal passivismo delle istituzioni, e supportare inquilini sotto la morsa di proprietari di casa. L’Unione Inquilini è fatta di volontari, e tra questi avvocati e avvocate: negare la possibilità di presenziare a volontarie e volontari significa disconoscere l’operato dell’intera associazione. DUE PESI E DUE MISURE Leggiamo come altrettanto grave la proposta, avanzata e poi ritirata, del dirigente scolastico di invitare l’assessora alle politiche sociali Giovanna Bonanno a tenere un’iniziativa senza alcun tipo di contraddittorio nelle sedi scolastiche. Pur riconoscendo il ruolo delle istituzioni, è quanto meno grave lasciare spazio di discussione senza confronto a chi ha fatto della Commissione territoriale per il diritto all’abitare la sede d’incontro delle associazioni di settore; di chi si nega al confronto con le parti sociali, svende il patrimonio pubblico, e si sta facendo artefice dello smantellamento dei servizi sociali in questa città. A quel confronto ci avrebbe fatto piacere partecipare, vista la latitanza dell’attuale giunta da ogni tipo di interlocuzione e la valenza che tale incontro avrebbe potuto avere davanti ad una platea di giovani. Per queste ragioni non ci troviamo nelle condizioni di essere tra gli animatori dell’autogestione del Liceo Dini. La nostra postura non cambia: le nostre porte restano aperte, così come il nostro impegno nel garantire una città accessibile a tutte e tutti era, è, e sarà costante. Per questo rilanciamo invitando studenti e studentesse a venire nella nostra sede in Via del Cuore, 7.  Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza IMMEDIATA LA SOLIDARIETÀ DI SANITARI PER GAZA, ANCH’ESSI INVITATI A INTERVENIRE  ALL’ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE, MA CHE HANNO DECISO DI DEFILARSI PER NON AVALLARE LE MODALITÀ CENSORIE E SELETTIVE DELL’ORGANO DIRETTIVO DEL LICEO PISANO: COMUNICATO SANITARI PER GAZA  Sanitari per Gaza, nel ringraziare per l’invito a portare una testimonianza sul diritto alla cura e su quanto accade in Palestina, non può che esprimere solidarietà verso l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole dell’Università, in merito ai recenti e incomprensibili ostacoli frapposti alla partecipazione all’assemblea delle studentesse degli studenti del liceo scientifico Dini. Il consiglio d’istituto ha selezionato arbitrariamente chi tra gli attivisti dell’osservatorio potesse prendere parte all’incontro proposto, operando una discriminazione e una violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Alla luce di queste considerazioni, nonostante la consapevolezza e l’importanza di parlare di diritto alla cura e di non spegnere le luci sulla Palestina, siamo costretti a non accettare l’invito, viste le condizioni imposte, e ci dichiariamo solidali con l’Osservatorio, perché accettare un compromesso oggi, significa normalizzare questi comportamenti. Restiamo a completa disposizione delle studentesse, degli studenti e del corpo docenti per un futuro incontro, perché la scuola pubblica continui ad essere  luogo di crescita e di confronto, in cui poter sviluppare una coscienza critica alla base di un agire consapevole.   ANCHE IL SINDACALISMO DI BASE HA ESPRESSO LA SUA FERMA CONDANNA PER QUANTO AVVENUTO: COMUNICATO COBAS SCUOLA PISA  La segnalazione dell’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle università rispetto alla decisione del Consiglio di Istituto del Liceo ”Ulisse Dini” di ‘selezionare’ i relatori degni di essere ammessi all’interno della scuola. L’iniziativa promossa dagli studenti ha infatti fatto uscire allo scoperto le ‘anime belle’ che a parole sostengono la libertà di parola e di opinione, ma hanno talmente introiettato la paura di ritorsioni, e soprattutto la logica della censura, da provocare l’allineamento di docenti e genitori alla linea di autodisciplinamento che prevede l’espulsione delle posizioni più scomode. Un pessimo esempio di codardia, ma soprattutto l’avvio di liste di proscrizione contro persone e organizzazioni che non rientrano nei piani di una società fondata sull’ordine e la disciplina. Esprimiamo solidarietà ai membri dell’Osservatorio che hanno subìto un’inaccettabile discriminazione e auspichiamo che non si ripetano episodi vergognosi di questo tipo nelle nostre scuole. Come Osservatorio negli ultimi 3 anni abbiamo sollevato un dibattito sulla valenza educativa dei militari all’interno delle scuole invitando i collegi docenti e i consigli di istituto a riflettere sull’opportunità di veicolare negli istituti scolastici messaggi che invitassero al riarmo e alla risoluzione armata dei conflitti internazionali. Mai avremmo pensato che si arrivasse all’esatto  opposto con  selezioni ad personam basate su un vaglio preventivo delle persone che esprimono idee legate alla pace e alla solidarietà. Restiamo in attesa delle spiegazioni ufficiali della dirigenza scolastica e ricordiamo che insieme a Docenti per Gaza abbiamo aperto una apposita pagina per segnalare la censura che sempre più frequentemente sta colpendo le scuole, non esitate a scrivere a segnala.censura@docentipergaza.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Federico Giusti per Radio Onda d’Urto sulle vicende del Liceo “Dini” di Pisa
Una decisione inusitata a poche ore dalla presenza nelle aule del Liceo “Dini” di Pisa dove sono passate intere generazioni: l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non è ospite gradito o almeno non lo è uno dei due rappresentanti. L’intento del nodo pisano dell’Osservatorio era quello di portare dei contributi diversificati, rendere la relazione (richiesta dagli studenti e dalle studentesse) vivace e stimolante, ci avevano chiesto di parlare del riarmo e delle iniziative intraprese. L’esclusione di un attivista dell’Osservatorio dalla scuola non è accompagnata da motivazioni plausibili, per questo continueremo a chiedere una spiegazione formale al consiglio di Istituto, al Dirigente scolastico perché si tratta di una censura preventiva, frutto (vista l’esclusione anche dei Sanitari per Gaza) del clima avvelenato nelle scuole costruito in questi mesi dal Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. In questa intervista per Radio Onda d’Urto viene analizzata la situazione nel paese inquadrando il diniego all’Osservatorio dentro una campagna politica mirante alla normalizzazione della guerra nelle scuole. In basso l’audio dell’intervista. Clicca qui per l’intervista a Federico Giusti per Radio Onda d’Urto. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pisa, educazione stradale e militarizzazione delle scuole
Anche presso l’ISS “A. Pesenti” (Cascina, PI) si svolgono incontri con la Polizia stradale. L’ultimo si è svolto a febbraio, nell’ambito delle giornate di didattica alternativa. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riteniamo di fondamentale importanza una corretta educazione stradale improntata al rispetto delle regole del codice stradale che deve coinvolgere tutte le fasce di età; ma ancora una volta siamo a chiederci come mai questo tipo di attività didattica debba per forza essere affidato a uomini e donne che si presentano nelle scuole in divisa e con le armi. Perché per discutere con i nostri studenti e le nostre studentesse di consapevolezza dei rischi, dell’importanza del casco e delle cinture di sicurezza, di rispetto della cartellonistica stradale e quindi di sicurezza sulle strade non possiamo avvalerci di altre figure (quali il personale delle scuole guida o il personale della Motorizzazione, per esempio)? Perché continuare ad assecondare l’ingresso delle Forze dell’ordine nelle aule, nonostante questi temi possano essere affrontati in altro modo e da altri soggetti che non entrerebbero in classe armati? Sono queste le domande che come Osservatorio rivolgiamo ai docenti e alle docenti di tutte le scuole italiane, così come alle famiglie, affinché le nostre forze si possano unire in una decisa opposizione alla militarizzazione dei luoghi del sapere. Invitiamo pertanto tutti e tutte ad aderire all’Osservatorio riempiendo il form (https://osservatorionomilscuola.com/contatti/) e a segnalare quanto avviene nelle scuole scrivendo al seguente indirizzo mail: osservatorionomili@gmail.com. Segnaliamo inoltre che è possibile scaricare un vademecum per le famiglie che intendano opporsi alla partecipazione dei propri figli e delle proprie figlie alle attività che prevedono l’intervento delle forze armate o di sicurezza (https://osservatorionomilscuola.com/2025/02/20/richiesta-esonero-attivita-scolastiche-partecipazione-forze-armate/) e un vademecum per studenti e studentesse utile a sottrarsi a questo tipo di incontri (https://osservatorionomilscuola.com/2024/12/25/elenco-mozioni-editabili-del-vademecum-contro-la-militarizzazione-delle-scuole/). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Pisa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente