Cinque anni dal Trattato per la proibizione delle armi nucleari
Mentre il mondo si avvicina alla scadenza dell’ultimo trattato che limita gli
arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia, cresce il rischio di una nuova corsa
agli armamenti. In questo contesto, il quinto anniversario dell’entrata in
vigore del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) ricorda che la
sicurezza non può essere fondata sulla minaccia di distruzione globale.
Il 22 gennaio 2021 entrava in vigore il TPNW, primo accordo internazionale che
mette esplicitamente al bando le armi nucleari, vietandone sviluppo,
sperimentazione, produzione, stoccaggio, uso e minaccia di uso. Un passaggio
storico, reso possibile dalla mobilitazione della società civile globale e dalle
testimonianze degli hibakusha, i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki, che per
decenni hanno denunciato l’impatto umano e intergenerazionale delle armi
nucleari.
In occasione del quinto anniversario del TPNW la mobilitazione “Italia
ripensaci” (promossa nel nostro Paese da Senzatomica – campagna coordinata dalla
Fondazione Be The Hope – e Rete Italiana Pace Disarmo) sottolinea l’urgenza di
rafforzare il percorso di disarmo e superare la logica della deterrenza
nucleare, che continua a esporre il mondo a un rischio crescente. L’anniversario
arriva in un momento particolarmente critico: il 5 febbraio 2026 scadrà inoltre
il New START, l’ultimo Trattato di riduzione delle armi strategiche tra Russia e
Stati Uniti e oggi l’unica struttura bilaterale di controllo degli armamenti
nucleari. I due Paesi, insieme, controllano circa l’87% delle armi nucleari
mondiali. Secondo la Federation of American Scientists, la Russia possiede 5.459
testate e gli Stati Uniti 5.177. Nel 2024, secondo i dati dell’International
Campaign to Abolish Nuclear Weapons, la Russia ha speso 8,1 miliardi di dollari
per le armi nucleari e gli Stati Uniti 56,8 miliardi.
In questi cinque anni, il TPNW ha contribuito a smontare la narrazione della
deterrenza come garanzia di sicurezza, promuovendo un approccio fondato su
evidenze scientifiche e sulla consapevolezza delle conseguenze umanitarie e
ambientali di qualsiasi uso di armi nucleari. Uno dei suoi risultati più
rilevanti è aver reso centrali le vittime e le comunità colpite: i sopravvissuti
alle esplosioni del 1945, le popolazioni coinvolte nelle oltre 2.000
sperimentazioni nucleari e i territori che ancora ne portano le ferite. La loro
voce è oggi riconosciuta nei principali spazi internazionali, dal TPNW al
Trattato di Non Proliferazione (NPT), fino all’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite. Una voce cui anche le comunità locali italiane danno eco: sono infatti
già oltre 135 i Comuni del nostro Paese (cui si aggiungono due Regioni) che
hanno aderito all’Appello delle Città di ICAN a sostegno dei principi e
contenuti del Trattato.
“Mettere al centro le persone significa affermare che la dignità della vita
viene prima di qualsiasi logica di potenza. Non servono qualità speciali per
cambiare il mondo – afferma Roberto Francini, presidente della Fondazione Be The
Hope – Ogni persona può fare la differenza, superando paura e rassegnazione e
scegliendo di costruire sicurezza nella comunità in cui vive”.
“Il Trattato TPNW è una pietra miliare del disarmo umanitario non solo perché è
la prima norma nella storia che mette completamente fuori legge le armi più
distruttive mai inventate, ma anche perché è frutto di un lavoro congiunto di
società civile e Stati nato dall’idea innovativa di mettere al centro le
vittime: popolazioni colpite da armi atomiche e test nucleari. Per il bene
dell’Umanità e il futuro di donne e uomini i governanti, anche quelli italiani,
dovrebbero ascoltare questa voce di Pace” sottolinea Lisa Clark, vicepresidente
dei “Beati Costruttori di Pace”, a nome di Rete Pace Disarmo.
Nel quinto anniversario dell’entrata in vigore del TPNW, Senzatomica rinnova
l’impegno a sensibilizzare cittadine e cittadini, scuole, istituzioni e comunità
locali a sostenere il percorso verso un mondo libero da armi nucleari e a
promuovere un’idea di sicurezza centrata sugli esseri umani. Strumento
principale della campagna è la mostra “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano
per un mondo libero da armi nucleari”, un percorso di educazione al disarmo e
alla pace che mira a generare consapevolezza e responsabilità. Dal 2011 la
mostra ha attraversato 100 tappe ed è stata visitata da oltre 460.000 persone,
di cui più del 40% studenti e studentesse. Dal 20 febbraio al 10 aprile
2026 l’esposizione farà tappa a Grugliasco (TO).
Nei giorni che ricordano l’ottenimento di questa pietra miliare del cammino
verso un disarmo nucleare totale sono diversi gli appuntamenti di celebrazione e
rilancio della mobilitazione, in tutta Italia. In particolare sono da segnalare
le giornate programmate a Cervia (lead city per l’Italia di Mayors for Peace),
a Potenza e a Padova.
Rete Italiana Pace e Disarmo