
Ah, Reggio Emilia, sì bella e perduta! Centro Malaguzzi sotto accusa: tra scuola e sionismo
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Wednesday, October 7, 2026Ieri, 6 ottobre, a Reggio Emilia si è svolta una manifestazione-presidio per protestare contro la visita didattica e, ovviamente, di puro proselitismo pro-Israele, di alcuni direttori e docenti delle scuole ebraiche statunitensi, alle scuole del Centro Malaguzzi Reggio Children (clicca qui).
Cosimo Pederzoli, insegnante e giornalista, lo segnala sulla sua pagina social, perché la storia di Reggio Emilia e delle sue scuole d’infanzia famose in tutto il mondo – come recita lo slogan sul loro sito – sta diventando una brutta storia, troppo spesso al disonore della cronaca (qui il profilo Facebook).
Il fatto segnalato all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è relativo al “Paradigm Project”, «ovvero l’organizzazione e l’arrivo della delegazione di cui su, prevista dall’11 al 16 ottobre. Si tratta di una rete di scuole ebraiche riunite per l’innovazione nell’educazione ebraica della prima infanzia, finanziata principalmente da fondazioni filantropiche e organizzazioni della comunità ebraica nordamericana», così scrive Pederzoli e continua, «la loro formazione è avvenuta proprio al Centro Malaguzzi». Quindi si tratta di amicizie di coloro che dirigono le scuole d’infanzia, finanziate dal Comune di Reggio Emilia e dai fondi che la Fondazione Malaguzzi ricava da corsi a pagamento e pubblicazioni.
Ne abbiamo già scritto in altre occasioni: l’eccellenza indubbia è stata guadagnata anche con forme di rigida conduzione, prima da parte dello stesso Loris Malaguzzi e oggi da chi le dirige (clicca qui; oppure qui; o anche qui). Poco ammesse le critiche al modello, pena l’esclusione. Il pedagogista è di ormai consolidata santificazione, un Lorenzo Milani comunista, icona intoccabile. Insomma, a giudizio di chi scrive e quella realtà la conosce, il famoso Approach pedagogico (meglio scrivere in inglese, perché si è visto serve…) è solido, le scuole – ad esempio la Diana e la Anna Frank – sono ubicate in spazi bellissimi (quelle primarie statali, in edifici comunali, cadono a pezzi), le docenti (quasi tutte donne) sono preparate sulla psicologia della prima infanzia e sulle strategie educative, ed è un formarsi continuo, così comunitario da sconfinare nel religioso e nel ritualizzato.
«Se questa delegazione Paradigm Projects in arrivo a Reggio fosse confermata – continua Pederzoli – c’è da porsi qualche domanda: come possono essere compatibili le attuali connessioni tra la delegazione ebraica-americana, il sostegno all’IDF e il documento di ReggioChildren? Conosciamo i profili dei partecipanti? Possiamo escludere con certezza di fornire servizi a personale educativo vincolato ad una pedagogia militare sionista? Da anni queste domande a Reggio Emilia non si possono porre. E chi lo fa è un antisemita». La risposta del Centro Malaguzzi è scontata, innocente. Il portavoce del Comune vuole aprire un’indagine; perfino la CGIL ha una scossa di orgoglio sindacal-politico. Il diniego è deboluccio e tutto da verificare (clicca qui). La Senatrice Stefania Ascari in quota 5Stelle ha presentato un’interrogazione al Governo sulla visita statunitense a Reggio.
Per capire dove sta andando questa città serve anche muoversi di lato rispetto ai fatti oggetto della segnalazione. Il perno post fascista delle amministrazioni comunali e regionali è stato per anni, fino allo scioglimento e le varie coloriture assunte dalla falce e martello e all’attuale PD, il Partito Comunista. Il centro-sinistra con l’elezione diretta alla vigilia delle elezioni del 2019, ne ha assunto una fioca eredità (clicca qui). Lo schianto delle cooperative rosse finite in uno scandalo finanziario, sono un aspetto del declino ideale della sinistra storica. Più di recente, vanno ricordati i giri di valzer sull’Autonomia Differenziata per la Regione di iniziativa di Stefano Bonaccini, formalmente ritirata dal Presidente Michele De Pascale, nel 2025, probabilmente per il successo di firme ottenuto con il referendum contro la legge 26/96/2024 n 86 (non ammesso dalla Corte, purtroppo clicca qui).
E, fresco fresco di questi ultimi giorni di confusioni ideologiche e storiche, la delirante proposta di legge depositata alle Camere e approvata come Ddl (Forza Italia, Lega, Italia Viva), primo firmatario Graziano Delrio, già sindaco (2004/2013) che volutamente confonde antisemitismo con antisionismo, dando così una mano al prodigo Ministro meritevole Giuseppe Valditara e le sue ispezioni anti ProPal, per altro sterili ma intimidatorie. Il PD , partito di cui Delrio è senatore, si astiene (clicca qui; e anche qui). Del resto, le astensioni della sedicente opposizione sono abituali, anche per le spese militari, gli armamenti.
Tornando al Centro Malaguzzi, il problema su chi abbia autorizzato la visita è confuso, ma non cambia la sostanza dell’accoglienza accordata. Uno sguardo attento su quel che sta avvenendo in Palestina, in Libano, in Siria è un obbligo morale per degli educatori, qualsiasi cosa si pensi sui diritti a esistere di Israele, sulle manovre presunte di Hamas in preparazione del 7 ottobre, sugli aiuti del governo israeliano alla sua sussistenza, come ha affermato Benjamin Netanyahu durante gli interrogatori condotti per venire a capo della sua decennale vicenda giudiziaria. In proposito, per non perdere il filo, per evitare strumentalizzazioni sulle responsabilità del genocidio in atto in Palestina è bene vedere The Bibi Files documentario amaricano proiettato in tutte le sale, Naza, a cui abbiamo già accennato, e Palestina 1936. La storia non finisce purtroppo, e va ben oltre la Pianura Padana.
Questa città per molti che la vivono in modo politicamente attivo, per chi come me la ama perché vi abitano amici carissimi, è una ferita aperta, un vulnus che purtroppo non viene solo dalle Sentinelle in piedi che leggono la Bibbia in piazza contro le donne che abortiscono, dagli integralisti contro l’educazione di genere nelle scuole, ma dal cuore stesso della sinistra nata nel dopoguerra, un dopoguerra costituzionale anche grazie ai partigiani che su quelle montagne morirono. Reggio, come molte cittadine gentrificate, oggi vive di marchi. Ha fatto una icona dei Fratelli Cervi, di Antonio Ligabue, il pittore che capiva gli animali e i bambini, spesso ospite dell’ospedale psichiatrico della città e, più prosaicamente, ha difeso a marchio impresso a lettere di fuoco, il parmigiano del suo Appenino proprio dall’attacco dei falsari statunitensi.
Ne scriveremo ancora.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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