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«Alberi»: guardarli 4 volte, una a stagione
Daniele Barbieri su libro-incantesimo di Kōda Aya (*) «Una sorta di meraviglia data dall’ignoranza«» scrive Kōda Aya (1904-1990) di sé quando incontra un particolare cedro con «la sua struttura nodosa, la sua età incommensurabile di 7mila anni». Prima di proseguire la recensione è necessario spiegare che lo stesso sentimento di meraviglia data dall’ignoranza (molto più grande) mi ha accompagnato nel
October 21, 2026
La Bottega del Barbieri
CONAD: il bosco abbattuto e la tessera restituita
L’arroganza del 30 settembre, la beffa del 9 ottobre e la mobilitazione del 6 novembre. di Mario Sommella (*). Dal Bosco Ospizio di Reggio Emilia al boicottaggio nazionale del 6 novembre: colpire Conad là dove sente davvero, alla cassa 1. Quarantacinquemila metri quadri di vita spontanea C’era una volta, a un chilometro dal centro di Reggio Emilia, un ospizio comunale.
October 18, 2026
La Bottega del Barbieri
La Conad non deve passarla liscia
SE C’È UN LUOGO IN CUI LO SCIOPERO GLOBALE PER IL CLIMA DI OGGI TROVA UN FORTE ORIZZONTE DI SENSO È REGGIO EMILIA, DOVE UN CORTEO BOSCHIVO RAGGIUNGERÀ QUEL CHE RESTA DI BOSCO OSPIZIO, DEVASTATO PER FARE SPAZIO A UN SUPERMERCATO CONAD, MALGRADO IL RICORSO DI CITTADINI E REALTÀ AMBIENTALISTE ACCOLTO AL CONSIGLIO DI STATO. PER QUESTO UN APPELLO PROMOSSO DA 19 ASSOCIAZIONI, BLOG, RIVISTE (CI SIAMO ANCHE NOI DI COMUNE), GRUPPI DI BASE PROMUOVE UN PRIMO BOICOTTAGGIO NAZIONALE DI MASSA DI CONAD IL 6 NOVEMBRE. “È NOTO CHE UN CALO ANCHE SOLO DEL 5 PER CENTO NELLE VENDITE FA CAMBIARE “IDEA” ANCHE AI GIGANTI….” IN ARRIVO ALTRE ADESIONI Bosco Ospizio di Reggio Emilia: qualche settimana fa. Foto Bosco Ospizio -------------------------------------------------------------------------------- Nonostante gli appelli e la difesa coraggiosa di reggiane/i, le ruspe della Conad hanno distrutto gran parte del Bosco Ospizio. Con formalismi di ogni genere il Comune di Reggio Emilia ha lasciato fare… in base a vecchi accordi. Tempi “vecchi” appunto ma nel frattempo è esplosa una grave crisi climatica che peggiora ogni anno: distruggere un bosco è un attentato diretto alla salute delle persone. Ridicole le scuse Conad-Comune tipo “stiamo piantando nuovi alberi”: se pure cresceranno… ci vorranno trent’anni perché ci aiutino. Conad ha violato il suo «Codice Etico» e ogni decenza. Noi associazioni di base sottoscritte non crediamo che sia tollerabile. L’unica cosa che interessa a Conad sono i soldi subito? Bene, noi vogliamo organizzare un boicottaggio in tutta Italia. È noto che un calo anche solo del 5 per cento nelle vendite fa cambiare “idea” anche ai giganti. Proviamoci. Abbiamo deciso una prima giornata di mobilitazione in tutte le città dove siamo presenti per venerdì 6 novembre, con volantini ai supermercati e magari con la pubblica e collettiva restituzione delle tessere Conad. Se la nostra prima protesta mostrerà una rete solida e riscuoterà consensi – e nuove adesioni – proporremo una seconda mobilitazione prima di Natale, periodo “delicato” per chi deve vendere. Facciamo pagare a Conad gli alberi distrutti. * ABC – Ambiente Bene Comune (Mestre) * Archivio “Marco Pezzi” (Bologna) * Assemblea anarchica imolese * Attac Italia * Bologna respira * Bottega d’arte sociale aps (Imola) * Centro Documentazione Polesano – Badia Polesine (Rovigo) * centro Francesco Lorusso (Bologna) * circolo “Chico” Mendes – Bologna * Cobas Imola * Comune-info * Gas (gruppo acquisto solidale) di Imola * Giolli cooperativa * Il rosso non è il nero – Savona * La bottega del barbieri * Movimento decrescita felice * Odissea blog * Opera di Imola * Salviamo gli alberi a Cesena Adesioni: pkdick@fastmail.it -------------------------------------------------------------------------------- Punto di riferimento essenziale della protesta è un blog con cui camminiamo insieme da molti anni: La bottega del barbieri -------------------------------------------------------------------------------- . . -------------------------------------------------------------------------------- Cinque chiarimenti in vista del 6 novembre 1- Il nostro appello sta ancora girando; lo ripubblicheremo il 3 novembre con le adesioni vecchie e nuove (però mandatecele entro ottobre, per favore). Grazie da subito a chi ci aiuterà a farlo girare. 2 – Ovviamente fin dall’inizio abbiamo coinvolto (per mail) le realtà reggiane che per ora non ci hanno risposto; molto ci piacerebbe la loro adesione o il loro «placet». 3- Ci sono arrivate alcune adesioni individuali (fra le prime quelle di Alessandro Ghebreigziabiher) che però non pubblichiamo. Il nostro intento infatti è che il 6 novembre gruppi e associazioni si impegnino nel volantinaggio “di massa” davanti ai negozi Conad. Certo può farlo anche un singolo, meglio se polipo… come dice la battuta in voga durante i volantinaggi. 4 – Da due città ci sono giunti messaggi quasi analoghi che in sintesi dicevano: “Ci piacerebbe aderire ma la nostra associazione riceve molti prodotti da Conad che noi distribuiamo alle persone più povere…”. Ci aspettavamo qualcosa del genere perché il silenzio si compra in due modi: con la pubblicità sui media e con le “donazioni” (di solito prodotti in scadenza) spacciate per animo nobile. Questo non riguarda solo Conad ma tutti i “grandi” che così si sentono al riparo da ogni domanda scomoda su qualità e sicurezza delle merci, scelte politiche e nell’organizzazione del lavoro interno, etica e conflitti di interessi. 5 – Per il 6 novembre noi proporremmo un testo da distribuire ma ovviamente ognuna/o cambierà o aggiungerà. Ci piacerebbe però avere un riscontro in modo da segnalare la mappa della «prima giornata». Per proseguire… -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo La Conad non deve passarla liscia proviene da Comune-info.
October 16, 2026
Comune-info
La Conad non deve passarla liscia
Il 6 novembre il primo boicottaggio di massa. Un appello promosso da 19 associazioni, blog-riviste e gruppi di base. Aspettiamo MOLTE altre adesioni. Nonostante gli appelli e la difesa coraggiosa di reggiane/i, le ruspe della Conad hanno distrutto gran parte del Bosco Ospizio. Con formalismi di ogni genere il Comune di Reggio Emilia ha lasciato fare… in base a vecchi
October 15, 2026
La Bottega del Barbieri
L’ex sindaco di Reggio Emilia mette in difficoltà quello attuale
-------------------------------------------------------------------------------- Unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- La vicenda relativa alla rinuncia delle scuole ebraiche statunitensi alla visita a Reggio Children ha assunto rilevanza nazionale (Reggio children, bufera sulla richiesta agli educatori ebrei. Meghnagi, metodi da Terzo Reich), andando ben oltre i legittimi e anzi doverosi obiettivi della manifestazione tenutasi il 6 ottobre davanti al Centro Loris Malaguzzi (cui ho partecipato) che erano “non l’identità ebraica, non la provenienza, non la religione, ma i rapporti concreti con istituzioni e organizzazioni che sostengono o hanno sostenuto apparati militari accusati di gravissime violazioni del diritto internazionale umanitario – come spiegano i promotori della protesta – Perché se la scuola educa alla pace, alla dignità e ai diritti dell’infanzia, deve anche avere il coraggio di interrogarsi sulle proprie relazioni…”. È piuttosto evidente che il convitato di pietra di questa preoccupante situazione sia il pessimo disegno di legge “Contrasto all’antisemitismo”, prossimo all’approvazione alla Camera, che ormai pare riverberare i suoi perniciosi effetti su un dibattito pubblico di per sé già alquanto scadente, superficiale e polarizzato nella logica delle tifoserie e del suprematismo dell’Occidente. L’accusa di antisemitismo è ormai brandita come una clava, come ha spiegato la semiologa Valentina Pisanty (autrice di Antisemita. Una parola in ostaggio, Bompiani), contro qualsiasi critica contro le politiche sovente criminali del governo israeliano. Si impedisce di entrare nel merito gettando insinuazioni false e infamanti sulle persone, spostando l’attenzione dalla questione a chi la pone. Lungi da me difendere il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, imbarazzante nella gestione di Bosco Ospizio e non solo, ma questa protervia è divenuta insopportabile. Per altro, gli stessi criteri IHRA (elaborati dall’International Holocaust Remembrance Alliance, cui la legge in discussione alla Camera fa riferimento) sottolineano, al sesto punto, la necessità di non sovrapporre le comunità ebraiche a Israele; in realtà sono le stesse comunità, come in questo caso, a mescolare surrettiziamente i piani. Ma c’è un aspetto involontariamente ironico in tutto ciò: l’ex sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, promotore del disegno di legge, ha messo in difficoltà l’attuale sindaco della città. Perché non vi è dubbio che il clima che stiamo respirando, non solo in Italia, è ormai questo, anche prima della approvazione di un disastro giuridico, culturale e simbolico; inutile in quanto doppione della già efficace Legge Mancino, utilissimo per fungere da deterrente a ogni forma di pensiero libero, per rimettere il lemma “genocidio” nel cassetto, per estendere il processo di israelizzazione che pare non aver più freni. Danneggiando per di più, temo, le tante persone di origine ebraica che osteggiano questa atmosfera e che hanno compreso che renderà la pacifica e rispettosa convivenza sempre più ardua da mantenere. Chissà, nel frattempo, se Massari e Delrio si sentiranno e cosa Massari gli dirà. D’altro canto, ormai, possiamo solo supporre, non più pensare.  -------------------------------------------------------------------------------- Ai temi dell’articolo è dedicato il saggio dell’autore di prossima uscita, Verso l’israelizzazione dell’Occidente -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > L’Angelo della storia e il peso della memoria -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo L’ex sindaco di Reggio Emilia mette in difficoltà quello attuale proviene da Comune-info.
October 12, 2026
Comune-info
Ah, Reggio Emilia, sì bella e perduta! Centro Malaguzzi sotto accusa: tra scuola e sionismo
Ieri, 6 ottobre, a Reggio Emilia si è svolta una manifestazione-presidio per protestare contro la visita didattica e, ovviamente, di puro proselitismo pro-Israele, di alcuni direttori e docenti delle scuole ebraiche statunitensi, alle scuole del Centro Malaguzzi Reggio Children (clicca qui). Cosimo Pederzoli, insegnante e giornalista, lo segnala sulla sua pagina social, perché la storia di Reggio Emilia e delle sue scuole d’infanzia famose in tutto il mondo – come recita lo slogan sul loro sito – sta diventando una brutta storia, troppo spesso al disonore della cronaca (qui il profilo Facebook). Il fatto segnalato all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è relativo al “Paradigm Project”, «ovvero l’organizzazione e l’arrivo della delegazione di cui su, prevista dall’11 al 16 ottobre. Si tratta di una rete di scuole ebraiche riunite per l’innovazione nell’educazione ebraica della prima infanzia, finanziata principalmente da fondazioni filantropiche e organizzazioni della comunità ebraica nordamericana», così scrive Pederzoli e continua, «la loro formazione è avvenuta proprio al Centro Malaguzzi». Quindi si tratta di amicizie di coloro che dirigono le scuole d’infanzia, finanziate dal Comune di Reggio Emilia e dai fondi che la Fondazione Malaguzzi ricava da corsi a pagamento e pubblicazioni. Ne abbiamo già scritto in altre occasioni: l’eccellenza indubbia è stata guadagnata anche con forme di rigida conduzione, prima da parte dello stesso Loris Malaguzzi e oggi da chi le dirige (clicca qui; oppure qui; o anche qui). Poco ammesse le critiche al modello, pena l’esclusione. Il pedagogista è di ormai consolidata santificazione, un Lorenzo Milani comunista, icona intoccabile. Insomma, a giudizio di chi scrive e quella realtà la conosce, il famoso Approach pedagogico (meglio scrivere in inglese, perché si è visto serve…) è solido, le scuole – ad esempio la Diana e la Anna Frank – sono ubicate in spazi bellissimi (quelle primarie statali, in edifici comunali, cadono a pezzi), le docenti (quasi tutte donne) sono preparate sulla psicologia della prima infanzia e sulle strategie educative, ed è un formarsi continuo, così comunitario da sconfinare nel religioso e nel ritualizzato. «Se questa delegazione Paradigm Projects in arrivo a Reggio fosse confermata  – continua Pederzoli – c’è da porsi qualche domanda: come possono essere compatibili le attuali connessioni tra la delegazione ebraica-americana, il sostegno all’IDF e il documento di ReggioChildren? Conosciamo i profili dei partecipanti? Possiamo escludere con certezza di fornire servizi a personale educativo vincolato ad una pedagogia militare sionista? Da anni queste domande a Reggio Emilia non si possono porre. E chi lo fa è un antisemita». La risposta del Centro Malaguzzi è scontata, innocente. Il portavoce del Comune vuole aprire un’indagine; perfino la CGIL ha una scossa di orgoglio sindacal-politico. Il diniego è deboluccio e tutto da verificare (clicca qui). La Senatrice Stefania Ascari in quota 5Stelle ha presentato un’interrogazione al Governo sulla visita statunitense a Reggio. Per capire dove sta andando questa città serve anche muoversi di lato rispetto ai fatti oggetto della segnalazione. Il perno post fascista delle amministrazioni comunali e regionali è stato per anni, fino allo scioglimento e le varie coloriture assunte dalla falce e martello e all’attuale PD, il Partito Comunista. Il centro-sinistra con l’elezione diretta alla vigilia delle elezioni del 2019, ne ha assunto una fioca eredità (clicca qui). Lo schianto delle cooperative rosse finite in uno scandalo finanziario, sono un aspetto del declino ideale della sinistra storica. Più di recente, vanno ricordati i giri di valzer sull’Autonomia Differenziata per la Regione di iniziativa di Stefano Bonaccini, formalmente ritirata dal Presidente Michele De Pascale, nel 2025, probabilmente per il successo di firme ottenuto con il referendum contro la legge 26/96/2024 n 86 (non ammesso dalla Corte, purtroppo clicca qui). E, fresco fresco di questi ultimi giorni di confusioni ideologiche e storiche, la delirante proposta di legge depositata alle Camere e approvata come Ddl (Forza Italia, Lega, Italia Viva), primo firmatario Graziano Delrio, già sindaco (2004/2013) che volutamente confonde antisemitismo con antisionismo, dando così una mano al prodigo Ministro meritevole Giuseppe Valditara e le sue ispezioni anti ProPal, per altro sterili ma intimidatorie. Il PD , partito di cui Delrio è senatore, si astiene (clicca qui; e anche qui). Del resto, le astensioni della sedicente opposizione sono abituali, anche per le spese militari, gli armamenti. Tornando al Centro Malaguzzi, il problema su chi abbia autorizzato la visita è confuso, ma non cambia la sostanza dell’accoglienza accordata. Uno sguardo attento su quel che sta avvenendo in Palestina, in Libano, in Siria è un obbligo morale per degli educatori, qualsiasi cosa si pensi sui diritti a esistere di Israele, sulle manovre presunte di Hamas in preparazione del 7 ottobre, sugli aiuti del governo israeliano alla sua sussistenza, come ha affermato Benjamin Netanyahu durante gli interrogatori condotti per venire a capo della sua decennale vicenda giudiziaria. In proposito, per non perdere il filo, per evitare strumentalizzazioni sulle responsabilità del genocidio in atto in Palestina è bene vedere The Bibi Files documentario amaricano proiettato in tutte le sale, Naza, a cui abbiamo già accennato, e Palestina 1936. La storia non finisce purtroppo, e va ben oltre la Pianura Padana. Questa città per molti che la vivono in modo politicamente attivo, per chi come me la ama perché vi abitano amici carissimi, è una ferita aperta, un vulnus che purtroppo non viene solo dalle Sentinelle in piedi che leggono la Bibbia in piazza contro le donne che abortiscono, dagli integralisti contro l’educazione di genere nelle scuole, ma dal cuore stesso della sinistra nata nel dopoguerra, un dopoguerra costituzionale anche grazie ai partigiani che su quelle montagne morirono. Reggio, come molte cittadine gentrificate, oggi vive di marchi. Ha fatto una icona dei Fratelli Cervi, di Antonio Ligabue, il pittore che capiva gli animali e i bambini, spesso ospite dell’ospedale psichiatrico della città e, più prosaicamente, ha difeso a marchio impresso a lettere di fuoco, il parmigiano del suo Appenino proprio dall’attacco dei falsari statunitensi. Ne scriveremo ancora. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
È sangue di noi tutti
di Edoardo Todaro* Nel nuovo romanzo di Valerio Varesi, l’eccidio di Reggio Emilia del 7 luglio 1960 riapre una pagina decisiva della storia italiana: la continuità degli apparati dello Stato, …
REGGIO EMILIA: LA QUESTURA VIETA IL PRESIDIO PERMANENTE IN DIFESA DEL BOSCO OSPIZIO, ATTIVISTE E ATTIVISTI IN CONSIGLIO COMUNALE
La Questura di Reggio Emilia ha deciso di negare – da oggi, martedì 6 ottobre 2026 – lo spazio per il presidio permanente in corso ormai da agosto a Campo di Marte 2 in difesa dell’adiacente Bosco Ospizio, devastato dalle ruspe tra mercoledì e giovedì della settimana scorsa, dopo lo sgombero poliziesco del presidio permanente, per fare spazio a unsupermercato Conad. Per attiviste e attivisti rimane, invece, la possibilità di radunarsi sulla via Emilia, per poche ore e circondati dalle forze di polizia. Intanto, ieri sera, lunedì 5 ottobre, si è svolto un nuovo presidio sotto e dentro il Municipio, in occasione del Consiglio comunale reggiano, per protestare contro il divieto imposto dalla Questura. Domenica 4 ottobre, invece, attiviste e attivisti sono entrati in un altro supermercato Conad in città per una “carrellata” simbolica: sono entrai e usciti, in un centinaio di persone, con i carrelli vuoti e intonando cori contro la devastazione del Bosco Ospizio. Su Radio Onda d’Urto gli aggiornamenti con Alessia, dell’Assemblea del Bosco Ospizio di Reggio Emilia. Ascolta o scarica.
October 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Morti di Reggio Emilia: stavolta in carcere per…
… un suicidio “indotto dallo Stato” – di Vito Totire (*) MORTI DI REGGIO EMILIA… ENNESIMO INTOLLERABILE CRIMINE DI PACE NEL CARCERE DI REGGIO EMILIA CHE VENGA INDETTA UNA GIORNATA DI LUTTO PER LA MORTE DI MENA ISTAFANOUS BASTA CON L’INDIFFERENZA E COL RAZZISMO Mena Istafanous, un altro morto che il ceto politico e qualche magistrato avranno sulla coscienza, ammesso
Conad: “Persone oltre le cose”. Ho fatto un sogno, anzi tre
-------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Primo sogno Ero in poltrona e mi sono addormentato. Subito ho sognato che Avs (o erano i 5 stelle?) telefonavano a reggiane/i che difendono Bosco Ospizio dalla Conad. Che razza di sogno, direte. Sì, e pure confusissimo. Forse la telefonata era dei Cobas (o di Rifondazione?) a Comune-info. O il contrario. Ma forse era «La società della ragione» (o «Sbilanciamoci»?) che chiamava tutte le associazioni ecologiste… In ogni caso chi telefonava diceva: «ci state? Il 5 ottobre prima giornata nazionale di boicottaggio della Conad. Tutte/i a volantinare davanti ai supermaket in tutta Italia, a metà mattina e a metà pomeriggio». Mi sono svegliato. Dopo essermi appuntato quello che era avvenuto nel breve (e confuso) squarcio onirico – mi scordo tutto, dannazione – ho fatto due passi per schiarirmi le idee. Dopo un po’ ho visto una bella panchina al sole e, come si conviene a un vecchietto qual sono, mi sono seduto. E ri-addormentato. Secondo sogno Confuso come il precente. Volantinavo con Nicoletta, Paolo e Tiziana (nei sogni tengo sempre l’ordine alfabetico) alla Conad, forse eravamo a Imola. Un sacco di gente diceva: «Buttare giù un bosco? Ma che schifo». Lampo blu, caleidoscopio onirico, frammenti di volti, tessere Conad bruciate in piazza… poi sentivo una radio che diceva: «Voci insistenti dicono che l’estensione del boicottaggio potrebbe indurre la Conad a fare marcia indietro per il nuovo market di Reggio Emilia… è quasi impossibile fare un calcolo ma molti Conad erano semivuoti… gli esperti di boycott assicurano che neppure le grandi aziende possono reggere un calo di vendite del 5 per cento…». A questo punto un urlo : non era nel sogno ma nel giardinetto. Mi ha svegliato. Una falsa bionda chiamava «Ercole», che ho capito poi essere un cane. Un po’ seccato sono andato a casa. Dopo pranzo – ho pensato – mi viene «la cecagna» (così la chiamano a Roma) e magari ripiombo nel… Terzo sogno … ripiombo nel sogno, appena ho finito di mangiucchiare. Confusione massima ma sento una voce amica: «L’avresti mai detto che facevano marcia indietro? Al solito hanno trovato un capro espiatorio su cui scaricare ogni colpa… però hanno promesso di non danneggiare mai più un bosco…». Altra voce: «E l’assessore di Reggio che si dimette?»…. Anche stavolta caleidoscopio di luce. Poi qualcuno nel sogno mi scuote sibilando: «deeeevi fare un articooooolo per la Bottega». Guardo meglio: ero io nel sogno che svegliavo me. Mi sveglio. E scrivo questo articolo. [Daniele Barbieri, labottegadelbarbieri.org] -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Conad: “Persone oltre le cose”. Ho fatto un sogno, anzi tre proviene da Comune-info.
October 3, 2026
Comune-info