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Bologna. “Stuprala”, “Falla piangere”. Insulti e minacce da parte dei fascisti contro le studentesse in lotta
Ecco la vera faccia della “meglio gioventù” tanto elogiata dal Governo Meloni. Gli screenshot parlano chiaro: elementi legati ai circuiti di Azione Studentesca e Gioventù Nazionale (le organizzazioni giovanili di Fratelli d’Italia) hanno rivolto minacce di una gravità inaudita — che vanno dallo squadrismo all’istigazione allo stupro — contro le […] L'articolo Bologna. “Stuprala”, “Falla piangere”. Insulti e minacce da parte dei fascisti contro le studentesse in lotta su Contropiano.
October 15, 2026
Contropiano
Bologna. Parte l’istruttoria pubblica sulle trasformazioni urbanistiche della città
Il giorno 16 ottobre alle ore 9, presso il cortile di Palazzo d’Accursio, il Comitato Promotore dell’Istruttoria Pubblica sulle grandi trasformazioni urbanistiche, di cui come Potere al Popolo facciamo parte insieme a vari esponenti di realtà sociali, sindacali, ambientaliste e giovanili, organizza una conferenza stampa di presentazione del processo di […] L'articolo Bologna. Parte l’istruttoria pubblica sulle trasformazioni urbanistiche della città su Contropiano.
October 15, 2026
Contropiano
L’Indipendente: L’esercito entra nelle scuole di Emilia-Romagna e Toscana per spingere i ragazzi ad arruolarsi
DI VALERIA CASOLARO SU L’INDIPENDENTE DEL 13 OTTOBRE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Valeria Casolaro e pubblicato su L’indipendente il 13 ottobre 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in occasione dell’ingresso dei militari nelle scuole dell’Emilia-Romagna e della Toscana. «Conferenze, incontri formativi, orientamento e visite guidate: anche quest’anno, con l’appoggio degli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali, l’Esercito prepara il proprio programma per formare i ragazzi all’interno delle scuole. La denuncia arriva dall’Osservatorio contro la Militarizzazione nelle Scuole: dopo la Toscana, anche l’Emilia-Romagna apre le porte ai militari per l’anno scolastico 2026-27. L’offerta formativa è strutturata e mirato a spingere sempre più giovani a valutare un futuro all’interno delle Forze Armate, tramite programmi differenti e specifici per ogni fascia d’età, in quello che l’Osservatorio ha definito un chiaro tentativo di reclutamento direttamente nelle scuole.…continua a leggere su www.lindipendente.online. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Open Jam, studente Liceo Marconi contesta Leonardo: «complice del massacro del popolo palestinese e del genocidio»
Durante il Festival Open Jam 2026, organizzato da TEHA Group a Parma il 7 e 8 ottobre, uno studente del Liceo Scientifico Statale “Guglielmo Marconi” è intervenuto al microfono contestando la presenza di Leonardo S.p.A., che secondo TEHA ha collaborato all’evento. Secondo Open (clicca qui per la notizia), tra i presenti c’erano rappresentanti dell’azienda. Nel video diffuso lo studente chiede: «Con che credibilità venite a parlarci di alternative, di futuro e di prospettive presentandoci delle industrie belliche come Leonardo complice del massacro del popolo palestinese e del genocidio». Parla di «investimenti di decine di milioni in armi, bulldozer, F35» e accusa le aziende del settore di «lucrare sul riarmo», citando i piani di riarmo e la NATO. Collega il riarmo ai «definanziamenti alle nostre scuole»: «Noi facciamo lezione in aule da quindici persone in trenta studenti». Aggiunge che all’istruzione vengono fatti «tagli milionari» e alla sanità «lasciate le briciole», mentre «voi prendete miliardi». Chiude: «Questo è il nostro futuro e ce l’avete strappato via voi». Il video è stato diffuso inizialmente dalla pagina del Fronte della gioventù comunista,  non sono riportate repliche di Leonardo o degli organizzatori, né risultano dichiarazioni ufficiali da parte degli organizzatori e dell’azienda. Studente “Marconi” di Parma contesta Leonardo SpA Open Jam è, nelle parole di TEHA Group, «la piattaforma dedicata alle nuove generazioni» che organizza nel corso dell’anno eventi per studenti, giovani professionisti e docenti. Il festival annuale, di due giorni, è presentato come un «grande festival sul futuro del lavoro, aperto agli under35», con l’obiettivo di costruire con i giovani un «manifesto» sul lavoro. Il programma alterna plenarie con ospiti a workshop e jam session in parallelo. Dal 2025 e per tre anni Parma è la base operativa dell’iniziativa, in vista del 2027, quando la città sarà Capitale europea dei giovani. L’edizione 2026 aveva per tema i «movimenti collettivi», esplorati attraverso tre dimensioni: identità, tempi e spazi. Secondo TEHA, il festival si è aperto con i saluti del sindaco di Parma Michele Guerra. Tra gli ospiti, l’ex nazionale di rugby Giovan Battista Venditti, che ha parlato di lavoro di squadra, e la giornalista Silvia Boccardi, sul tema di «come informarsi bene oggi». L’evento ha avuto il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, ART-ER, Università di Parma e Università Cattolica del Sacro Cuore, ed è stato organizzato in collaborazione con Confartigianato Imprese, Lactalis Italia e Leonardo. Alle attività hanno partecipato classi di cinque istituti: ISISS “Galilei Bocchialini” (San Secondo Parmense), ITIS “Leonardo Da Vinci” e Liceo “Marconi” (Parma), ITS “Angelo Rizzoli” (Milano) e ITS Logistica Sostenibile (Piacenza). La scheda TEHA non precisa in cosa sia consistita la collaborazione di Leonardo né in quale sessione. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università solidarizza con le domande poste dallo studente. Le sue osservazioni toccano i punti nevralgici della questione: la complicità delle aziende italiane e dello Stato nel genocidio del popolo palestinese; le ricadute economiche delle politiche di riarmo, con meno risorse per scuole e sanità, che necessitano invece di un’inversione sugli investimenti; la spinta nei confronti dei giovani affinché si orientino verso carriere militari o settori legati alle armi e alla difesa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
USR Emilia-Romagna e Esercito insieme per l’arruolamento
Quanto abbiamo recentemente descritto a proposito del rapporto tra Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e Comando Militare Esercito “Toscana” (clicca qui) non è evidentemente un caso isolato. Una dinamica simile infatti si riscontra nella collaborazione tra Ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna e Comando Militare Esercito “Emilia Romagna” per l’anno scolastico 2026/2027. Sul sito dell’ufficio scolastico regionale troviamo infatti una nota del 23 settembre 2026 con allegata la proposta di «conferenze scolastiche di orientamento e informazione» in cui l’esercito si propone ai docenti per «divulgare agli studenti: – del 1° e 2° anno di scuola secondaria di secondo grado le modalità di ammissione e l’offerta formativa delle Scuole Militari di Napoli e Milano (2° biennio e 5° anno dei licei classico e scientifico); – delle classi IV e V di tutte le scuole secondarie di secondo grado, le offerte formative dell’Accademia Militare (corsi di laurea magistrale), della Scuola Sottufficiali (corsi di laurea) e le variegate opportunità di impiego nelle altre figure professionali della Forza Armata; – delle classi dei restanti ordini e gradi, ruolo, compiti e attività dell’Esercito Italiano». La circolare specifica inoltre che l’attività istituzionale dell’esercito «consisterà in un’esposizione/colloquio della durata di circa un’ora, intervallata eventualmente da uno o più brevi videoclip, durante il quale grande importanza sarà assegnata all’interazione con i giovani e al racconto di esperienze personali sia sul territorio nazionale che all’estero». Come per la regione Toscana , anche per l’Emilia Romagna le proposte del Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna”, «unico referente istituzionale in Regione per la promozione dei reclutamenti nell’Esercito Italiano», rientrano evidentemente in una massiccia campagna per l’arruolamento degli studenti e delle studentesse in concomitanza di un’escalation bellica a livello planetario oramai alle porte. Per tale motivo invitiamo genitori e genitrici a presentare presso gli istituti interessati la richiesta di esonero per i propri figli e le proprie figlie da queste giornate utilizzando quanto messo a disposizione sul nostro sito (clicca qui); chiediamo ai/alle docenti di non rendersi disponibili per queste proposte vista l’importanza del problema che l’Osservatorio evidenzia da anni, nonché agli studenti e alle studentesse di rifiutarsi di partecipare alle attività in questione utilizzando quanto previsto nel nostro prezioso Vademecum. Chiediamo inoltre a chiunque abbia a cuore il destino della scuola pubblica di segnalare quanto succede in termini di militarizzazione nel proprio territorio alla seguente mail: osservatorionomili@gmail.com. Invitiamo infine chiunque abbia voglia di contribuire alle attività dell’Osservatorio ad aderire alla nostra associazione al seguente link: https://osservatorionomilscuola.com/contatti/ Fonte: https://www.istruzioneer.gov.it/2026/09/23/conferenze-di-orientamento-e-informazione-comando-militare-esercito-er-6/ Osservatorio contro la militarizzazione contro delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista all’On. Stefania Ascari: no alla militarizzazione delle scuole
Dall’11 al 16 ottobre è prevista a Reggio Emilia una visita di studio promossa da Reggio Children, realtà educativa a partecipazione comunale. Sulla composizione della delegazione la deputata Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione (4/09208) ai Ministri dell’Istruzione e degli Esteri, chiedendo di chiarire quali criteri debbano valere nelle collaborazioni educative internazionali con istituzioni legate ad apparati militari. INTERVISTA ALL’ON. STEFANIA ASCARI D: On. Ascari, perché ha ritenuto necessario portare la questione in Parlamento? R: Perché non siamo di fronte a una questione che riguarda l’identità religiosa o nazionale di un gruppo di insegnanti. Il punto che ho posto è diverso: occorre verificare se tra le realtà coinvolte nella visita vi siano istituzioni che abbiano sostenuto, promosso o normalizzato rapporti con l’esercito israeliano, mentre a Gaza e nei territori palestinesi occupati sono documentati gravissimi crimini di guerra e contro l’umanità. Reggio Children rappresenta nel mondo un patrimonio educativo italiano fondato sui diritti dell’infanzia, sulla pace, sull’inclusione e sul rifiuto di ogni discriminazione. Proprio per questo ritengo necessario che ci sia la massima trasparenza sulle realtà con cui entra in relazione. Portare la vicenda in Parlamento significa chiedere alle istituzioni nazionali di chiarire quali criteri debbano valere quando soggetti educativi italiani instaurano rapporti internazionali con realtà che potrebbero avere collegamenti con apparati militari coinvolti in un genocidio. D: Che cosa chiede concretamente a Reggio Children e al Comune? R: Chiedo innanzitutto trasparenza. Chiedo che venga verificata, scuola per scuola e organizzazione per organizzazione, la natura dei rapporti eventualmente intrattenuti con l’IDF o con soggetti che ne sostengono le attività. E chiedo coerenza rispetto a quanto Reggio Children stessa aveva dichiarato nel settembre 2025, quando annunciò che non avrebbe accolto né partecipato a progetti con istituzioni che sostenessero le politiche del Governo israeliano a Gaza. Non chiedo di selezionare le persone sulla base della nazionalità, della religione o delle opinioni individuali. Sarebbe inaccettabile. Chiedo invece di valutare i rapporti istituzionali e le condotte concrete delle organizzazioni coinvolte. La Carta “Per una educazione democratica e partecipata”, che impegna a ripudiare la guerra e a tenere le scuole fuori da ogni forma di militarizzazione, rappresenta un passo importante. Ma occorre capire come questi principi vengano concretamente applicati. D: Perché un’interrogazione ai Ministri dell’Istruzione e degli Esteri, visto che Reggio Children è un soggetto a partecipazione comunale? Che cosa si aspetta concretamente come risposta? R: Sono perfettamente consapevole che il Governo non possa sostituirsi al Comune di Reggio Emilia nelle decisioni che competono a Reggio Children. L’interrogazione non chiede ai Ministri di esercitare poteri che non possiedono. Chiede però al Ministero dell’istruzione di chiarire quale sia l’indirizzo del Governo rispetto alla collaborazione del sistema educativo italiano con istituzioni straniere che presentino eventuali rapporti con apparati militari coinvolti in conflitti e al Ministero degli esteri di valutare la questione nel quadro più generale delle relazioni internazionali dell’Italia e del rispetto del diritto internazionale. Mi aspetto soprattutto una risposta su un principio, quali criteri deve adottare l’Italia affinché la cooperazione educativa internazionale non diventi, anche involontariamente, uno strumento di legittimazione o normalizzazione di condotte incompatibili con il diritto internazionale e con i valori che le nostre istituzioni educative dichiarano di rappresentare? D: Una risposta scritta arriverà dopo la visita. Che senso ha quindi lo strumento? R: Un’interrogazione parlamentare non serve soltanto a fermare un evento. Serve a chiamare il Governo ad assumere una posizione e lascia agli atti del Parlamento una questione che va molto oltre la visita prevista dall’11 al 16 ottobre. Il problema continuerà ad esistere anche dopo quella data, riguarda i criteri con cui vengono costruite collaborazioni internazionali, study group, partnership e attività formative. Inoltre, quando ho presentato l’interrogazione la visita era prevista. Dopo le contestazioni e il confronto sviluppatosi in città, la delegazione ha chiesto alcuni giorni per valutare le condizioni della partecipazione. Questo dimostra che porre pubblicamente delle domande può produrre un confronto prima ancora dell’arrivo della risposta formale. D: Che cosa risulta dai precedenti del 2025, cioè l’annuncio di verifica di settembre e il caso Temple Beth Sholom? Reggio Children ha davvero sospeso quella collaborazione? R: Questo è precisamente uno degli aspetti sui quali ritengo necessario fare chiarezza. Nel settembre 2025 Reggio Children dichiarò pubblicamente di avere avviato una verifica delle relazioni con le scuole che sostenevano il Governo israeliano e annunciò che non avrebbe accolto né partecipato a progetti insieme a tali soggetti. Pochi giorni dopo fu resa nota la sospensione temporanea delle attività di collaborazione con la Innovative School of Temple Beth Sholom di Miami Beach, dopo che era emerso che la comunità di riferimento indicava tra gli enti da sostenere un’organizzazione a favore dei soldati dell’IDF. La sospensione riguardava le attività di collaborazione, non l’interruzione di ogni rapporto, Reggio Children precisò infatti di voler mantenere aperto il dialogo con insegnanti e responsabili della comunità. Proprio questo precedente rende legittimo chiedere oggi quale sia stato l’esito complessivo delle verifiche annunciate nel 2025 e quali criteri siano stati successivamente adottati. D: Qual è il criterio con cui si stabilisce se un’istituzione educativa non debba essere accolta? R: Il criterio non può essere la nazionalità. Non può essere la religione. E non può nemmeno essere una generica appartenenza culturale. Deve essere fondato su elementi oggettivi. Occorre verificare se un’istituzione sostenga materialmente apparati militari, organizzi raccolte di fondi a loro favore, promuova la militarizzazione all’interno dei propri percorsi educativi oppure mantenga collaborazioni istituzionali direttamente funzionali a strutture coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale. E lo stesso criterio deve valere per tutti, non soltanto per Israele. Bisogna distinguere sempre tra governi e cittadini, tra istituzioni e singoli insegnanti. È proprio questa distinzione che consente di evitare qualsiasi discriminazione e, contemporaneamente, di pretendere responsabilità dalle istituzioni. D: Che peso ha avuto la mobilitazione dei genitori e delle realtà del territorio? R: Un peso importante. Famiglie, associazioni, sindacati e realtà del territorio hanno posto domande precise e chiesto trasparenza. Non considero questo un problema per un sistema educativo, considero il confronto con la comunità una parte essenziale della sua credibilità. Reggio Children stessa ha riconosciuto il valore di questo confronto e ha spiegato che la Carta “Per una educazione democratica e partecipata” sarà discussa anche con la Consulta delle famiglie. Quando si parla di educazione dei bambini, le famiglie non possono essere considerate spettatrici. D: Ci sono altri casi in Italia di collaborazioni educative o universitarie con istituzioni legate a forze armate coinvolte nel conflitto? Che criteri propone di adottare in generale? R: Il tema è molto più ampio di Reggio Emilia. In questi mesi è emersa anche la questione dei rapporti di università italiane con istituzioni israeliane impegnate in attività di ricerca o cooperazione collegate al settore militare. Su questo ho già chiesto chiarimenti attraverso gli strumenti parlamentari. Il principio dovrebbe essere generale e applicabile a qualunque Paese, trasparenza preventiva sulle partnership, verifica dell’utilizzatore finale delle attività di ricerca e formazione, esclusione di collaborazioni direttamente funzionali ad attività militari coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale e valutazione periodica degli accordi in essere. Non dobbiamo inventare criteri diversi a seconda dello Stato coinvolto. Dobbiamo costruire criteri trasparenti, verificabili e uguali per tutti. D: Come risponde a chi sostiene che l’educazione debba restare uno spazio di dialogo anche con le parti in conflitto, che è la linea espressa a suo tempo da Reggio Children? R: Condivido il principio che l’educazione debba essere uno spazio di dialogo. Ma dialogare non significa rinunciare ai propri principi. Anzi, un autentico spazio educativo deve essere capace di dire con chiarezza che la vita di un bambino palestinese e quella di un bambino israeliano hanno esattamente lo stesso valore, che nessun bambino deve essere educato alla guerra e che una scuola non può diventare luogo di normalizzazione della violenza o della militarizzazione. Per questo considero significativa la Carta elaborata da Reggio Children, che chiede a chi partecipa alla sua rete di ripudiare la guerra e di tenere le scuole fuori da ogni forma di militarizzazione. Se arrivano singoli insegnanti che accettano realmente questi principi, la situazione è diversa rispetto all’accoglienza istituzionale di organizzazioni che sostengono materialmente un apparato militare. Il dialogo deve rimanere aperto alle persone. La responsabilità deve essere richiesta alle istituzioni. È questa distinzione che permette di difendere contemporaneamente il dialogo, il diritto internazionale, la libertà educativa e il rifiuto di ogni forma di antisemitismo e di discriminazione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Modena e la fabbrica della guerra
Il territorio modenese sta diventando strategico per il settore della Difesa costruendo una sinergia tra pubblico e privato, affermandosi come polo di sviluppo per i droni e avendo alle spalle decenni di esperienza avanzata nel settore della meccanica. Aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, laboratori pubblici e privati, lavoratori autonomi: una catena della guerra ha preso corpo in quella area geografica da sempre nota come Motor Valley. La trasformazione è avvenuta nell’arco di pochissimi mesi; basta ricordare che nel giugno 2026 nasce la MGI Italia, una joint venture tra la britannica MGI Engineering (fondata dall’ingegnere di Formula 1 Mike Gascoyne) e l’italiana Vigilar Group, attiva nel settore della Difesa, della sicurezza, dell’aerospazio e nelle tecnologie dual-use. Vigilar nasce nel secolo scorso, in tempi ormai lontani e una visita al suo sito internet può essere istruttiva (clicca qui) L’esperienza acquisita nella costruzione di moto e autovetture e, in generale, nella meccanica avanzata è di aiuto nel campo dell’aerodinamica, dei materiali leggeri e della motoristica di precisione; dalle auto sportive ai velivoli senza pilota il passo parrebbe essere più breve di quanto pensato fino ad oggi. E contro il coinvolgimento dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia nella ricerca di tecnologie duali da tempo si sono attivate realtà giovanili e studentesche (clicca qui). La riconversione della manifattura meccanica da civile a militare beneficia di attenzione particolare dalle grandi aziende del settore armi ma anche dalle autorità accademiche. In ballo ci sono ingenti finanziamenti internazionali come le possibili commesse nei variegati appalti della Difesa per il riarmo. Da quanto leggiamo su diverse fonti Modena sarebbe il banco di prova in Italia di quel processo di trasformazione della meccanica avanzata ad uso civile in produzione di guerra con sinergie tra pubblico e privato e il diretto coinvolgimento della ricerca pubblica nello sviluppo di tecnologie duali Fonti: https://www.mgidifesa.com/; https://www.infoaut.org/fabbrica-della-guerra/la-fabbrica-della-guerra-a-modena-una-prima-mappatura; https://www.ilsole24ore.com/art/droni-nasce-mgi-joint-venture-uk-e-italia-AIkXskSD Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Bologna 7/10: tornano le tende per la Palestina in zona universitaria
Nella giornata di ieri 7 ottobre, a ormai 3 anni dagli eventi del 2023, a Bologna Cambiare Rotta ha lanciato una conferenza stampa in zona universitaria, proprio in Via del Guasto, dove l’influencer sionista e islamofobo Eterno aveva nei giorni scorsi annunciato la propria presenza con espliciti intenti provocatori: per […] L'articolo Bologna 7/10: tornano le tende per la Palestina in zona universitaria su Contropiano.
October 9, 2026
Contropiano
Ah, Reggio Emilia, sì bella e perduta! Centro Malaguzzi sotto accusa: tra scuola e sionismo
Ieri, 6 ottobre, a Reggio Emilia si è svolta una manifestazione-presidio per protestare contro la visita didattica e, ovviamente, di puro proselitismo pro-Israele, di alcuni direttori e docenti delle scuole ebraiche statunitensi, alle scuole del Centro Malaguzzi Reggio Children (clicca qui). Cosimo Pederzoli, insegnante e giornalista, lo segnala sulla sua pagina social, perché la storia di Reggio Emilia e delle sue scuole d’infanzia famose in tutto il mondo – come recita lo slogan sul loro sito – sta diventando una brutta storia, troppo spesso al disonore della cronaca (qui il profilo Facebook). Il fatto segnalato all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è relativo al “Paradigm Project”, «ovvero l’organizzazione e l’arrivo della delegazione di cui su, prevista dall’11 al 16 ottobre. Si tratta di una rete di scuole ebraiche riunite per l’innovazione nell’educazione ebraica della prima infanzia, finanziata principalmente da fondazioni filantropiche e organizzazioni della comunità ebraica nordamericana», così scrive Pederzoli e continua, «la loro formazione è avvenuta proprio al Centro Malaguzzi». Quindi si tratta di amicizie di coloro che dirigono le scuole d’infanzia, finanziate dal Comune di Reggio Emilia e dai fondi che la Fondazione Malaguzzi ricava da corsi a pagamento e pubblicazioni. Ne abbiamo già scritto in altre occasioni: l’eccellenza indubbia è stata guadagnata anche con forme di rigida conduzione, prima da parte dello stesso Loris Malaguzzi e oggi da chi le dirige (clicca qui; oppure qui; o anche qui). Poco ammesse le critiche al modello, pena l’esclusione. Il pedagogista è di ormai consolidata santificazione, un Lorenzo Milani comunista, icona intoccabile. Insomma, a giudizio di chi scrive e quella realtà la conosce, il famoso Approach pedagogico (meglio scrivere in inglese, perché si è visto serve…) è solido, le scuole – ad esempio la Diana e la Anna Frank – sono ubicate in spazi bellissimi (quelle primarie statali, in edifici comunali, cadono a pezzi), le docenti (quasi tutte donne) sono preparate sulla psicologia della prima infanzia e sulle strategie educative, ed è un formarsi continuo, così comunitario da sconfinare nel religioso e nel ritualizzato. «Se questa delegazione Paradigm Projects in arrivo a Reggio fosse confermata  – continua Pederzoli – c’è da porsi qualche domanda: come possono essere compatibili le attuali connessioni tra la delegazione ebraica-americana, il sostegno all’IDF e il documento di ReggioChildren? Conosciamo i profili dei partecipanti? Possiamo escludere con certezza di fornire servizi a personale educativo vincolato ad una pedagogia militare sionista? Da anni queste domande a Reggio Emilia non si possono porre. E chi lo fa è un antisemita». La risposta del Centro Malaguzzi è scontata, innocente. Il portavoce del Comune vuole aprire un’indagine; perfino la CGIL ha una scossa di orgoglio sindacal-politico. Il diniego è deboluccio e tutto da verificare (clicca qui). La Senatrice Stefania Ascari in quota 5Stelle ha presentato un’interrogazione al Governo sulla visita statunitense a Reggio. Per capire dove sta andando questa città serve anche muoversi di lato rispetto ai fatti oggetto della segnalazione. Il perno post fascista delle amministrazioni comunali e regionali è stato per anni, fino allo scioglimento e le varie coloriture assunte dalla falce e martello e all’attuale PD, il Partito Comunista. Il centro-sinistra con l’elezione diretta alla vigilia delle elezioni del 2019, ne ha assunto una fioca eredità (clicca qui). Lo schianto delle cooperative rosse finite in uno scandalo finanziario, sono un aspetto del declino ideale della sinistra storica. Più di recente, vanno ricordati i giri di valzer sull’Autonomia Differenziata per la Regione di iniziativa di Stefano Bonaccini, formalmente ritirata dal Presidente Michele De Pascale, nel 2025, probabilmente per il successo di firme ottenuto con il referendum contro la legge 26/96/2024 n 86 (non ammesso dalla Corte, purtroppo clicca qui). E, fresco fresco di questi ultimi giorni di confusioni ideologiche e storiche, la delirante proposta di legge depositata alle Camere e approvata come Ddl (Forza Italia, Lega, Italia Viva), primo firmatario Graziano Delrio, già sindaco (2004/2013) che volutamente confonde antisemitismo con antisionismo, dando così una mano al prodigo Ministro meritevole Giuseppe Valditara e le sue ispezioni anti ProPal, per altro sterili ma intimidatorie. Il PD , partito di cui Delrio è senatore, si astiene (clicca qui; e anche qui). Del resto, le astensioni della sedicente opposizione sono abituali, anche per le spese militari, gli armamenti. Tornando al Centro Malaguzzi, il problema su chi abbia autorizzato la visita è confuso, ma non cambia la sostanza dell’accoglienza accordata. Uno sguardo attento su quel che sta avvenendo in Palestina, in Libano, in Siria è un obbligo morale per degli educatori, qualsiasi cosa si pensi sui diritti a esistere di Israele, sulle manovre presunte di Hamas in preparazione del 7 ottobre, sugli aiuti del governo israeliano alla sua sussistenza, come ha affermato Benjamin Netanyahu durante gli interrogatori condotti per venire a capo della sua decennale vicenda giudiziaria. In proposito, per non perdere il filo, per evitare strumentalizzazioni sulle responsabilità del genocidio in atto in Palestina è bene vedere The Bibi Files documentario amaricano proiettato in tutte le sale, Naza, a cui abbiamo già accennato, e Palestina 1936. La storia non finisce purtroppo, e va ben oltre la Pianura Padana. Questa città per molti che la vivono in modo politicamente attivo, per chi come me la ama perché vi abitano amici carissimi, è una ferita aperta, un vulnus che purtroppo non viene solo dalle Sentinelle in piedi che leggono la Bibbia in piazza contro le donne che abortiscono, dagli integralisti contro l’educazione di genere nelle scuole, ma dal cuore stesso della sinistra nata nel dopoguerra, un dopoguerra costituzionale anche grazie ai partigiani che su quelle montagne morirono. Reggio, come molte cittadine gentrificate, oggi vive di marchi. Ha fatto una icona dei Fratelli Cervi, di Antonio Ligabue, il pittore che capiva gli animali e i bambini, spesso ospite dell’ospedale psichiatrico della città e, più prosaicamente, ha difeso a marchio impresso a lettere di fuoco, il parmigiano del suo Appenino proprio dall’attacco dei falsari statunitensi. Ne scriveremo ancora. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Modena, 9 ottobre. Dibattito “Palestina: il valore delle mobilitazioni per la generazione della Crisi”
VENERDÌ 9 OTTOBRE, ORE 18.00 MODENA, COMPARTO EX MACELLO, VIA IV NOVEMBRE 40 In occasione della mobilitazione globale indetta dalla Global Alliance for Palestine, dal 9 all’11 ottobre si terrà a Modena la terza edizione di #United4Gaza: dibattiti, concerti, mostre, cene, laboratori per bambini. Per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università interverrà Serena Tusini venerdì 9 alle 18.00 al dibattito “Palestina: il valore delle mobilitazioni per la generazione della Crisi”, insieme a Jacopo Grandi e Tommaso Serri di Giovani Modena Palestina, Helena Giannini dell’Unione Degli Universitari Modena Reggio e Antonella Bundu della Global Sumud Flotilla. Modererà Marcella Farioli, docente di Cobas Scuola. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente