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Bologna. Gli studenti occupano la scuola Minghetti
Questa mattina le studentesse e gli studenti del liceo Minghetti, a Bologna, hanno occupato la scuola. Nel comunicato del collettivo scolastico leggiamo che l’iniziativa è stata decisa “dopo una plenaria che ha sancito il consenso degli studenti all’occupazione“. I motivi dichiarati riguardano la contrarietà dei giovani al corso politico del […] L'articolo Bologna. Gli studenti occupano la scuola Minghetti su Contropiano.
April 17, 2026
Contropiano
Il liceo Minghetti di Bologna è contro la guerra
Lo scorso 27 marzo studenti e studentesse del liceo Minghetti di Bologna hanno scioperato contro un corso di formazione dell’Accademia Militare di Modena che si sarebbe dovuto tenere nella loro scuola. Ne è seguito un incontro con il Dirigente scolastico che ha deciso di accogliere le ragioni della loro protesta e di annullare l’iniziativa con l’Esercito. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università accoglie con entusiasmo questa straordinaria vittoria della componente studentesca perché dimostra che le mobilitazioni contro la guerra e l’arruolamento possono raccogliere i loro frutti e preparare un futuro di pace per le giovani generazioni. Già lo scorso dicembre l’Università degli studi di Bologna, e nello specifico il Dipartimento di Filosofia, aveva respinto con forza la creazione di un corso ad hoc per gli allievi dell’Accademia Militare di Modena (clicca qui). In quella occasione si era avvertito chiaramente il pericolo di piegare la ricerca e l’insegnamento universitari alla logica della guerra e alla militarizzazione della società che ne consegue. L’Osservatorio continuerà a sostenere qualsiasi forma di mobilitazione che contrasti la presenza dell’Esercito nelle scuole e nelle università perché non vuole vedere studenti e studentesse trasformate in carne da cannone e il loro sapere utilizzato per disseminare morte e distruzione. Fonte: https://contropiano.org/interventi/2026/03/31/gli-studenti-del-minghetti-stoppano-la-militarizzazione-della-scuola-un-risultato-da-replicare-0193554 Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Bologna. Vittoria al Minghetti: noi non ci arruoliamo!
Fermato il corso straordinario con l’Accademia militare di Modena – Fuori esercito e propaganda di guerra dalle scuole! Attraverso uno sciopero della prima ora al Liceo Minghetti abbiamo portato il nostro dissenso alla vicepresidenza contro l’inaccettabile proposta di “formazione” con l’Accademia Militare di Modena, riuscendo a bloccare il corso: nessuna […] L'articolo Bologna. Vittoria al Minghetti: noi non ci arruoliamo! su Contropiano.
March 30, 2026
Contropiano
BOLOGNA: TRE DIRIGENTI SINDACALI DENUNCIATI PER IL BLOCCO DELLA TANGENZIALE
Fiom-Cgil nazionale e dell’Emilia-Romagna dopo le notizie di stampa relative alla richiesta della Procura di Bologna di un decreto penale di condanna per il reato di blocco stradale nei confronti di tre dirigenti sindacali. I fatti contestati risalgono alla manifestazione dei metalmeccanici dello scorso giugno, che aveva previsto un corteo in tangenziale. In una nota, il sindacato fa sapere di non aver ricevuto alcuna notifica ufficiale. “Tuttavia – si legge – se quanto riportato dalla stampa fosse confermato, sarebbe l’ennesima dimostrazione che il Decreto Sicurezza del 2025 non nasce per tutelare i cittadini, ma per reprimere il dissenso, restringere gli spazi democratici e colpire il diritto di manifestare”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Giovanni Cotugno, segretario regionale della Fiom-Cgil Emilia-Romagna. Ascolta o scarica. Di seguito il comunicato stampa della Fiom-Cgil. Decreto Sicurezza. Fiom: no alle leggi contro i lavoratori, difendere la democrazia significa difendere il diritto al dissenso. “Apprendiamo da un quotidiano locale che la Procura di Bologna ha chiesto un decreto penale di condanna per il reato di blocco stradale a 3 dirigenti sindacali per aver organizzato la manifestazione con corteo in tangenziale dei metalmeccanici in occasione di uno sciopero nazionale indetto da Fim Fiom Uilm a sostegno del rinnovo del Ccnl. Innanzitutto, vogliamo precisare, che ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna notifica ufficiale. Tuttavia, se quanto riportato dovesse trovare conferma, ció sarebbe l’ennesima dimostrazione, come già detto in passato, che il Decreto Sicurezza non nasce per tutelare i cittadini, bensì per reprimere il dissenso, restringere gli spazi democratici e colpire il diritto di manifestare pacificamente. Manifestare pacificamente, esercitare il diritto costituzionale allo sciopero, non puó mai essere considerato un reato, né tanto meno un crimine da perseguire. Rivendicare diritti, praticare la democrazia, sostenere le proprie ragioni anche con la mobilitazione, non è mai un problema di ordine pubblico, nè tantomeno può essere motivo di condanna. Difendere la democrazia significa difendere il diritto al dissenso e alla protesta. Sempre“. Lo dichiarano in una nota congiunta la Fiom-Cgil nazionale e la Fiom-Cgil Emilia Romagna
February 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Coordinamento NO-NATO: Emilia Romagna, inchiesta per mappare presìdi NATO e filiera bellica
Lo scorso 8 dicembre si è costituito a Bologna il Coordinamento Nazionale NO NATO (CNNN), grazie alla convergenza delle tante realtà che lo compongono e che da tempo sono impegnate contro le guerre imperialiste e contro l’Alleanza atlantica. Su alcuni territori il Coordinamento si è anche articolato a livello regionale ed in particolare in Emilia Romagna si sono svolte diverse iniziative fra la zona del parmense e la Romagna, passando per Bologna, al fine di sensibilizzare attivisti e cittadini sulla diffusione della presenza della filiera bellica in regione. Per fornire uno strumento di analisi utile a comprendere alcune dinamiche, ma anche rapporti ed implicazioni sul territorio regionale, il Coordinamento No NATO Emilia Romagna ha promosso la realizzazione di un’inchiesta, oramai alla sua seconda versione (scaricabile in formato pdf dal link di seguito), con l’intento di mappare il più possibile i presìdi della NATO e le realtà che a vario titolo sono connesse alla produzione di armi e sistemi d’arma o tecnologie dual use, nonché la presenza di collaborazioni con istituzioni sioniste. Alla redazione dell’inchiesta hanno partecipato, oltre agli attivisti del Coordinamento, anche Linda Maggiori, giornalista e scrittrice da tempo impegnata su questi temi, e Giuseppe Curcio, che segue l’ambito universitario per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Un contributo di riflessione molto prezioso è stato fornito anche da Antonio Mazzeo attivista dell’Osservatorio, il quale è intervenuto alla presentazione pubblica della prima versione del dossier realizzata dal Coordinamento. L’inchiesta, corredata da utili mappe anche a livello locale, mostra in tutta la sua evidenza come il territorio emiliano-romagnolo sia costellato di una fitta rete di installazioni militari e presìdi bellici che rappresentano quello che viene denominato in gergo CMI, cioé il Complesso Militare Industriale. Una rete che assume le sembianze di un motore a triplice elica, nel quale le aziende, le università e le istituzioni (regionali, nazionali ed internazionali) concorrono al processo di progressiva militarizzazione del tessuto economico, produttivo ed “organizzativo” per rendere il territorio regionale funzionale al sistema della guerra. L’inchiesta è molto ricca di spunti e di informazioni, difficili da sintetizzare qui, ma ci sono alcuni aspetti che si possono evidenziare in particolare: * lo sviluppo del Complesso Militare Industriale in Emilia Romagna risulta quasi “invisibile” agli occhi di chi ci vive, perché sia che si tratti di presìdi fisici (basi militari, siti produttivi, reti o infrastrutture) sia che si tratti di elementi immateriali (collaborazioni, accordi, reti di dati) restano per lo più ignoti alla quasi totalità della popolazione. Da qui l’esigenza di diffondere e rendere consapevoli i cittadini di come siamo già immersi in un ambiente predisposto alla guerra. * Il quadro che emerge dall’inchiesta è quello di un territorio regionale che si trova nel cuore di un processo di conversione produttiva e di riorientamento dei saperi e delle conoscenze rispetto alle tradizionali vocazioni territoriali: dalla storica Motor Valley e dalle imprese con radici familiari, l’Emilia sta progressivamente effettuando una transizione verso il settore della meccatronica e verso processi di fusione e joint venture internazionali, più in linea con le esigenze belliche, sia rispetto alla ricerca universitaria che allo sforzo produttivo delle medie e grandi imprese locali. * dietro le quinte, ad unire università ed aziende c’è ad esempio ANSER, il Consorzio della Regione Emilia Romagna che supporta le aziende locali nel settore dell’Aerospazio, settore che sempre di più è sinonimo di guerra nelle sue applicazioni finali. * L’inchiesta evidenzia come l’approccio imperialista vada oltre le collaborazioni esplicitamente belliche e si sviluppi anche su attività che riguardano la rete infrastrutturale e la gestione del territorio (suolo e risorse idriche), come nel caso della collaborazione del Gruppo delle Bonifiche Ferraresi con i partner israeliani nell’ottica degli insediamenti dei coloni sionisti in Palestina o la cooperazione accademica con l’Ariel University, che ha la sua sede proprio nei territori occupati. L’inchiesta termina con delle conclusioni chiare e lapidarie che condividiamo di seguito: Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia!! Per scaricare il pdf dell’inchiesta clicca sul link di seguito: DOSSIER 2.0_digitale_DEFDownload