Ah, Reggio Emilia, sì bella e perduta! Centro Malaguzzi sotto accusa: tra scuola e sionismoIeri, 6 ottobre, a Reggio Emilia si è svolta una manifestazione-presidio per
protestare contro la visita didattica e, ovviamente, di puro proselitismo
pro-Israele, di alcuni direttori e docenti delle scuole ebraiche statunitensi,
alle scuole del Centro Malaguzzi Reggio Children (clicca qui).
Cosimo Pederzoli, insegnante e giornalista, lo segnala sulla sua pagina social,
perché la storia di Reggio Emilia e delle sue scuole d’infanzia famose in tutto
il mondo – come recita lo slogan sul loro sito – sta diventando una brutta
storia, troppo spesso al disonore della cronaca (qui il profilo Facebook).
Il fatto segnalato all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e
delle università è relativo al “Paradigm Project”, «ovvero l’organizzazione e
l’arrivo della delegazione di cui su, prevista dall’11 al 16 ottobre. Si tratta
di una rete di scuole ebraiche riunite per l’innovazione nell’educazione ebraica
della prima infanzia, finanziata principalmente da fondazioni filantropiche e
organizzazioni della comunità ebraica nordamericana», così scrive Pederzoli e
continua, «la loro formazione è avvenuta proprio al Centro Malaguzzi». Quindi si
tratta di amicizie di coloro che dirigono le scuole d’infanzia, finanziate dal
Comune di Reggio Emilia e dai fondi che la Fondazione Malaguzzi ricava da corsi
a pagamento e pubblicazioni.
Ne abbiamo già scritto in altre occasioni: l’eccellenza indubbia è stata
guadagnata anche con forme di rigida conduzione, prima da parte dello stesso
Loris Malaguzzi e oggi da chi le dirige (clicca qui; oppure qui; o anche qui).
Poco ammesse le critiche al modello, pena l’esclusione. Il pedagogista è di
ormai consolidata santificazione, un Lorenzo Milani comunista, icona
intoccabile. Insomma, a giudizio di chi scrive e quella realtà la conosce, il
famoso Approach pedagogico (meglio scrivere in inglese, perché si è visto
serve…) è solido, le scuole – ad esempio la Diana e la Anna Frank – sono ubicate
in spazi bellissimi (quelle primarie statali, in edifici comunali, cadono a
pezzi), le docenti (quasi tutte donne) sono preparate sulla psicologia della
prima infanzia e sulle strategie educative, ed è un formarsi continuo, così
comunitario da sconfinare nel religioso e nel ritualizzato.
«Se questa delegazione Paradigm Projects in arrivo a Reggio fosse confermata –
continua Pederzoli – c’è da porsi qualche domanda: come possono essere
compatibili le attuali connessioni tra la delegazione ebraica-americana, il
sostegno all’IDF e il documento di ReggioChildren? Conosciamo i profili dei
partecipanti? Possiamo escludere con certezza di fornire servizi a personale
educativo vincolato ad una pedagogia militare sionista? Da anni queste domande a
Reggio Emilia non si possono porre. E chi lo fa è un antisemita». La risposta
del Centro Malaguzzi è scontata, innocente. Il portavoce del Comune vuole aprire
un’indagine; perfino la CGIL ha una scossa di orgoglio sindacal-politico. Il
diniego è deboluccio e tutto da verificare (clicca qui). La Senatrice Stefania
Ascari in quota 5Stelle ha presentato un’interrogazione al Governo sulla visita
statunitense a Reggio.
Per capire dove sta andando questa città serve anche muoversi di lato rispetto
ai fatti oggetto della segnalazione. Il perno post fascista delle
amministrazioni comunali e regionali è stato per anni, fino allo scioglimento e
le varie coloriture assunte dalla falce e martello e all’attuale PD, il Partito
Comunista. Il centro-sinistra con l’elezione diretta alla vigilia delle elezioni
del 2019, ne ha assunto una fioca eredità (clicca qui). Lo schianto delle
cooperative rosse finite in uno scandalo finanziario, sono un aspetto del
declino ideale della sinistra storica. Più di recente, vanno ricordati i giri di
valzer sull’Autonomia Differenziata per la Regione di iniziativa di Stefano
Bonaccini, formalmente ritirata dal Presidente Michele De Pascale, nel 2025,
probabilmente per il successo di firme ottenuto con il referendum contro la
legge 26/96/2024 n 86 (non ammesso dalla Corte, purtroppo clicca qui).
E, fresco fresco di questi ultimi giorni di confusioni ideologiche e storiche,
la delirante proposta di legge depositata alle Camere e approvata come Ddl
(Forza Italia, Lega, Italia Viva), primo firmatario Graziano Delrio, già sindaco
(2004/2013) che volutamente confonde antisemitismo con antisionismo, dando così
una mano al prodigo Ministro meritevole Giuseppe Valditara e le sue ispezioni
anti ProPal, per altro sterili ma intimidatorie. Il PD , partito di cui Delrio è
senatore, si astiene (clicca qui; e anche qui). Del resto, le astensioni della
sedicente opposizione sono abituali, anche per le spese militari, gli armamenti.
Tornando al Centro Malaguzzi, il problema su chi abbia autorizzato la visita è
confuso, ma non cambia la sostanza dell’accoglienza accordata. Uno sguardo
attento su quel che sta avvenendo in Palestina, in Libano, in Siria è un obbligo
morale per degli educatori, qualsiasi cosa si pensi sui diritti a esistere di
Israele, sulle manovre presunte di Hamas in preparazione del 7 ottobre, sugli
aiuti del governo israeliano alla sua sussistenza, come ha affermato Benjamin
Netanyahu durante gli interrogatori condotti per venire a capo della sua
decennale vicenda giudiziaria. In proposito, per non perdere il filo, per
evitare strumentalizzazioni sulle responsabilità del genocidio in atto in
Palestina è bene vedere The Bibi Files documentario amaricano proiettato in
tutte le sale, Naza, a cui abbiamo già accennato, e Palestina 1936. La storia
non finisce purtroppo, e va ben oltre la Pianura Padana.
Questa città per molti che la vivono in modo politicamente attivo, per chi come
me la ama perché vi abitano amici carissimi, è una ferita aperta, un vulnus che
purtroppo non viene solo dalle Sentinelle in piedi che leggono la Bibbia in
piazza contro le donne che abortiscono, dagli integralisti contro l’educazione
di genere nelle scuole, ma dal cuore stesso della sinistra nata nel dopoguerra,
un dopoguerra costituzionale anche grazie ai partigiani che su quelle montagne
morirono. Reggio, come molte cittadine gentrificate, oggi vive di marchi. Ha
fatto una icona dei Fratelli Cervi, di Antonio Ligabue, il pittore che capiva
gli animali e i bambini, spesso ospite dell’ospedale psichiatrico della città e,
più prosaicamente, ha difeso a marchio impresso a lettere di fuoco, il
parmigiano del suo Appenino proprio dall’attacco dei falsari statunitensi.
Ne scriveremo ancora.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
--------------------------------------------------------------------------------
Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo
donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui:
FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM
Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!
Fai una donazione
--------------------------------------------------------------------------------
FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona mensilmente
--------------------------------------------------------------------------------
FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona annualmente