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Caserta, no alla militarizzazione delle scuole: la cerimonia militare con il Reggimento Bersaglieri
Assistiamo oramai da troppo tempo alla crescente commistione tra le forze armate e i ragazzi e le ragazze in età scolare. Quanto successo in Campania il 22 ottobre in occasione di una manifestazione socio sportiva (la 23° edizione della Flik Flok, a Caserta, organizzata dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi”) conferma la giustezza delle nostre posizioni e la gravità dell’allarme che lanciamo senza sosta da anni. Ci lascia sgomenti il fatto che si possa parlare di «un grande successo per tutta la città di Caserta» a proposito della partecipazione di «oltre 6 mila studenti provenienti da circa 40 scuole delle province di Caserta, Napoli, Benevento» che hanno potuto apprezzare «l’evento della Brigata “Garibaldi” di stanza nella città campana». Un evento che «da oggi, fino a domenica prossima, si svolgerà nei giardini antistanti la Reggia di Caserta», uno dei tesori architettonici d’Italia. Apprendiamo inoltre che nella stessa giornata «si è svolta in mattinata la cerimonia militare per il rientro del contingente dell’8° Reggimento Bersaglieri dall’impiego semestrale in territorio bulgaro e di saluto ai reparti in partenza della Brigata» e che alla cerimonia «ha fatto seguito il taglio del nastro e l’inaugurazione del villaggio “Cremisi”». La chiusura dell’articolo infine sottolinea l’entusiasmo dei giovani e delle giovani «che hanno animato il villaggio interagendo con i bersaglieri all’insegna dello sport e dei valori che questo racchiude». Ecco, ci chiediamo: perché ragazzi e ragazze in giovanissima età dovrebbero interagire con le forze armate? E come lo sport può diventare un ponte tra due universi che dovrebbero rimanere ben lontani e distinti? Una martellante retorica nazionalista e militarista sta attraversando le scuole e le strade del Paese. Noi, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo messo a punto vari strumenti per resistere a questa invasione di campo scaricabili dal nostro sito (https://osservatorionomilscuola.com/2025/02/20/richiesta-esonero-attivita-scolastiche-partecipazione-forze-armate/ e (https://osservatorionomilscuola.com/2024/12/25/elenco-mozioni-editabili-del-vademecum-contro-la-militarizzazione-delle-scuole/) e chiediamo a chiunque abbia a cuore il destino della scuola pubblica di segnalare quanto succede in termini di militarizzazione nel proprio territorio alla seguente mail : osservatorionomili@gmail.com. Invitiamo inoltre chiunque interessat* a contribuire alle attività dell’Osservatorio aderendo alla nostra associazione al seguente link : https://osservatorionomilscuola.com/contatti/. Fonte: https://www.reportdifesa.it/esercito-grande-partecipazione-allinaugurazione-della-23-edizione-della-flik-flok-a-caserta-organizzata-dalla-brigata-bersaglieri-garibaldi/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Convegno di formazione 4 novembre: “Impatto e prevenzione dei modelli violenti, della società e nei mass media”
MERCOLEDÌ, 4 NOVEMBRE 2026, ORE 8.30 -13.00 ONLINE Nel contesto contemporaneo, caratterizzato da una pervasiva esposizione a linguaggi complessi, tecnologie digitali e rappresentazioni mediali ad alto contenuto di aggressività, la scuola si trova ad affrontare sfide educative senza precedenti. Per rispondere a questa urgenza pedagogica, la rete di istituzioni educative Polo Europeo della Conoscenza – I.C. Bosco Chiesanuova, in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promuove un importante incontro di formazione online dedicato a docenti e genitori. Questo corso di formazione rappresenta un’opportunità fondamentale per riaffermare il ruolo centrale degli adulti di riferimento, come presidio di pace, dialogo e consapevolezza critica. L’iniziativa si propone di fornire strumenti critici e metodologici per decodificare e disinnescare i modelli di violenza presenti nella società contemporanea, promuovendo al contempo pratiche pedagogiche orientate alla cultura della pace e della nonviolenza. Attraverso un percorso articolato in quattro moduli interconnessi, esperti di rilievo accademico e culturale analizzeranno le diverse sfaccettature del problema: PROGRAMMA 8:30 – 8:40 Saluti di Roberta Leoni Presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università 8:40 – 8.50 Giulia Bausano, Docente Introduce il tema: “La scuola tra realtà e finzione” e presenta 8:50 – 9:30 Dario Bassani, Autore, filosofo ed esperto di comunicazione editoriale “L’impatto dei giochi di violenza e guerra nei processi di nuove dipendenze” Dario Bassani è saggista, filosofo ed esperto di comunicazione editoriale italiano. Attualmente è Responsabile Editoriale, cura, scrive ed edita i contenuti multimediali, inclusi video saggi e podcast come Domande Prime, per il progetto culturale Lucy sui mondi. 9:30 – 9:40 Renata Puleo, Dirigente scolastica Introduce il tema: “La scuola e i suoi linguaggi” e presenta 9:40 – 10:20 Davide Borrelli, Professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli “Disinnescare la violenza strutturale insita nel linguaggio pubblico” Davide Borrelli è docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università del Salento. Docente di Sociologia dei processi culturali e Politiche della valutazione presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. 10:20 – 10:30 Michele Lucivero, Docente Introduce il tema: “A scuola di pacifismo” e presenta 10:30 – 11:10 Stefano Cobello, Insegnante, sociologo e pacifista “Pedagogia nera e pedagogia bianca – Modelli pedagogici a confronto: loro potenzialità nella crescita e nell’educazione” Stefano Cobello è un insegnante, sociologo, pacifista, fondatore e coordinatore del Polo Europeo della Conoscenza – Europole. 11:20 – 11:30 Alessandra Mancuso, Docente Introduce il tema: “A scuola di STEM” e presenta 11:30 – 12:10 Stefano Borroni Barale, Fisico teorico, docente, saggista “Tecnologie digitali in educazione: progresso o controllo?” Stefano Borroni Barale è un fisico teorico, docente, saggista e attivista italiano, noto in particolare per il suo impegno nella divulgazione legata al software libero, già ricercatore per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare [INFN] all’interno del progetto EU-DataGrid. IL CORSO DI FORMAZIONE COME AGGIORNAMENTO PER I/LE DOCENTI CON ESONERO PER LA GIORNATA SCOLASTICA. I/LE DOCENTI (A TEMPO INDETERMINATO E DETERMINATO) HANNO DIRITTO A 5 GIORNI DI ESONERO DAL SERVIZIO PER ANNO SCOLASTICO PER PARTECIPARE AD ATTIVITÀ DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO, IN BASE ALL’ART. 36 DEL CCNL SCUOLA 2019-2021. Al termine degli interventi ci sarà spazio per le domande e per un dibattito costruttivo. Infine verranno proiettati dei video per i saluti finali. L’iniziativa è aperta a docenti, dirigenti, educatori e famiglie. L’incontro sarà online. Il link sarà mandato solo agli iscritti. La partecipazione è gratuita. L’attestato finale è valido per l’aggiornamento in servizio per gli Insegnanti. Per qualsiasi domanda su registrazioni, certificazioni presenze, certificati si rimanda alle FAQ. Per info clicca qui. PER ISCRIVERSI CLICCARE QUI -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contrarietà degli ecopacifisti all’accordo tra Esercito e città metropolitana di Napoli
COMUNICATO CONGIUNTO VAS NAPOLI/ MIR NAPOLI – 13.10.26 Il 12 ottobre 2026, nella sede del Consiglio Metropolitano di Napoli, si è stipulato un protocollo d’intesa tra la Città Metropolitana, rappresentata dal Sindaco Gaetano MANFREDI, ed il Comandante Terr/le Sud dell’Esercito Italiano, Gen. C.A. Andrea DI STASIO.  Fine dichiarato dell’accordo sarebbe: “la realizzazione di iniziative congiunte finalizzate alla promozione e valorizzazione del territorio metropolitano, del patrimonio storico, culturale, paesaggistico e ambientale, anche attraverso eventi sportivi, culturali, educativi e sociali”. Nel corso della conferenza stampa per la ratifica di questo protocollo d’intesa, il Gen. DI STASIO, oltre a ribadire che questo accordo alimenta la sinergia tra istituzioni per valorizzare il territorio, ha dichiarato che l’Esercito lo farà “promuovendo la cultura della Difesa, i valori costituzionali, la legalità, la solidarietà e il senso civico, valorizzando le competenze tecniche, sportive, e organizzative per progetti rivolti alle scuole, ai giovani e alla cittadinanza”. «Dissentiamo completamente da questa idilliaca visione del rapporto tra forze armate e territorio metropolitano di Napoli, uno dei più militarizzati d’Italia – afferma Ermete FERRARO, responsabile della sede napolitana del M.I.R. Italia e del locale Circolo metropolitano V.A.S. di Napoli – Abbiamo ripetutamente denunciato l’incessante processo di militarizzazione della società civile e delle istituzioni formative, unito alla narrazione sul presunto ruolo delle istituzioni militari nella salvaguardia dell’ambiente, a fronte di problemi energetici ed ecologici causati invece proprio dalle forze armate e dalla loro occupazione del territorio senza limiti né controlli». Gli ecopacifisti di Napoli – ricordando che sta iniziando una rischiosa esercitazione nucleare della NATO sulle nostre teste – si dissociano da tali inopportune intese ed invece sostengono progetti di educazione ambientale e  formazione alla pace, al disarmo e alla difesa civile, popolare e nonviolenta. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Ucraina ai titoli di coda, l’Unione Europea barcolla
Qualcosa si muove nella direzione di porre fine alla guerra in Ucraina. Non è detto che arrivi al traguardo, ma si muove… Il fatto accertato più evidente è la denuncia quotidiana che Zelenskij fa dopo ogni bombardamento: “i nostri alleati non ci hanno avvertito e dato il tempo di lanciare […] L'articolo Ucraina ai titoli di coda, l’Unione Europea barcolla su Contropiano.
October 21, 2026
Contropiano
Siena, una giornata di educazione stradale in caserma
Tra il 12 e il 13 ottobre (le fonti divergono sulla data), oltre 1.200 studenti delle terze medie e delle quarte superiori di Siena hanno partecipato, nella caserma Bandini, sede del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, alla prima di tre giornate de “La strada tra passione e sicurezza” (Newsistruzione). L’iniziativa, di educazione stradale, è organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) di Siena in collaborazione con le forze dell’ordine. La Rete Senese contro il Riarmo l’ha contestata pubblicamente; Futuro Nazionale Siena ha risposto difendendola. A promuovere l’iniziativa è la sezione di Siena dell’ANC, presieduta da Aldo Di Raimo. Il progetto ha il patrocinio di Regione Toscana, Prefettura, Provincia, Comune di Siena e Arma dei Carabinieri (La Nazione). Il prefetto di Siena, Valerio Massimo Romeo, era presente e ha ringraziato il reggimento per l’ospitalità e la promozione dell’iniziativa. L’assessore comunale Micaela Papi ha sottolineato il valore della collaborazione tra enti, scuole e forze dell’ordine (Newsistruzione). Secondo il presidente dell’ANC, ogni giornata del progetto si apre con l’alzabandiera alle 8,30, svolto in forma solenne dal reggimento con gli studenti schierati a fianco del drappello d’onore. Gli stand delle forze dell’ordine hanno trattato anche altri temi: i carabinieri hanno illustrato la violenza di genere e i comportamenti da tenere in caso di aggressione. La Rete, nel proprio comunicato, indica circa 1.300 alunni e alunne delle scuole medie inferiori e colloca l’evento lunedì 12 ottobre. Sostiene che la sicurezza stradale sia stata un pretesto per un’operazione di immagine e solleva quattro rilievi: 1. l’associazione tra “sicurezza” e ambiente militare, che veicolerebbe l’idea che la sicurezza dei cittadini passi attraverso le forze armate; 2. l’alzabandiera davanti a minori, descritto come normalizzazione dei codici e della disciplina militare; 3. il discorso del comandante, che avrebbe commemorato un caduto di El Alamein (1942) definendolo “caduto per la democrazia”, formula che la Rete giudica una riscrittura della storia, perché quei soldati furono mandati a combattere dal regime fascista a fianco dell’esercito nazista; 4. gli studenti e le studentesse accompagnate/i negli stand da un paracadutista con funzioni di tutor. La Rete rimprovera inoltre alle scuole aderenti superficialità e chiede alla scuola, alle famiglie e alla cittadinanza una riflessione sui valori e sui contesti in cui crescono i ragazzi. La strada tra passione e sicurezza è un progetto che si ripete da anni. Nell’edizione di Monteroni, giunta alla quinta, i laboratori erano promossi da polizia municipale, carabinieri, polizia stradale, Guardia di Finanza, Misericordia, ACI e motoclub (La Nazione). Nel 2018 risultava promosso dal Comitato Associazioni Sportive Senesi, con le classi quinte delle primarie ospitate nella caserma dei Carabinieri di viale Bracci (Gonews). Il caso del 2026 si distingue per la sede: una caserma di un reparto delle forze armate, e non dell’Arma dei Carabinieri. USB Pubblico Impiego Siena ha pubblicato un documento che contesta i programmi di orientamento dell’Esercito nelle scuole superiori. Il testo non cita l’evento della caserma Bandini e riguarda un programma più ampio. Secondo il sindacato, il programma è promosso dall’Esercito con il sostegno degli Uffici scolastici regionali e provinciali e dopo la Toscana coinvolgerà l’Emilia-Romagna nell’anno scolastico 2026-2027. Per il primo e il secondo anno prevede la presentazione dell’accesso alle Scuole militari di Napoli e Milano; per il quarto e il quinto, incontri su Accademia militare, Scuola sottufficiali e percorsi professionali nelle Forze Armate. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università facciamo nostre le osservazioni della Rete senese contro il riarmo e aggiungiamo: l’Europa si sta riarmando ed evoca quotidianamente imminenti conflitti e guerre. Il governo italiano aderisce alla politica di riarmo, sacrificando per essa il benessere dei cittadini. In questo contesto attività come quelle descritte non possono essere che lette come propaganda per reclutare giovani. Questo vuol dire accettare la guerra come possibilità e prepararsi ad essa. Noi non accettiamo la guerra, la rifiutiamo e non abbiamo messo al mondo i nostri figli per mandarli a morire in combattimento. La ripudiamo, come fa la nostra Costituzione, e la riteniamo obsoleta, disumana e inutile. Lottiamo affinché il mondo e l’Italia prendano un’altra direzione: quella della risoluzione pacifica dei conflitti e quella dell’educazione alla pace. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Come valutare un politico dal punto di vista della pace, della nonviolenza, dei diritti umani e della democrazia: Caso di Abdul El-Sayed
Un metodo per non partire dalla conclusione. Negli ultimi due mesi Pressenza ha seguito la campagna elettorale di Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato degli Stati Uniti in Michigan.¹ Fin dall’inizio ci è sembrato un politico meritevole di attenzione dal punto di vista della pace e della nonviolenza. Ma su quali criteri si fonda questa impressione? Valutare un politico è più difficile di quanto sembri. Se ci si chiede non soltanto se ne condividiamo le proposte, ma se la sua azione contribuisca alla pace, alla nonviolenza, ai diritti umani e alla democrazia, il programma non basta. Occorre osservare anche come reagisce alla violenza, se applica gli stessi criteri alla propria parte e a quella avversaria, se dialoga con chi lo contesta, riconosce sofferenze contrapposte, corregge i propri errori e mantiene coerenza tra mezzi e fini. Scegliendo opportunamente i fatti, però, dallo stesso politico si possono ricavare immagini quasi opposte. Nel caso di El-Sayed, sul conflitto israelo-palestinese convivono un linguaggio talvolta molto duro, l’ammissione «I made a mistake» dopo le polemiche seguite all’attacco alla sinagoga Temple Israel,² e il successivo sostegno di Sander Levin, storica figura democratica ebraica del Michigan, pur in presenza di un «significant disagreement» sulla questione israelo-palestinese.³ Come mettere insieme fatti di questo genere? Costruire un ritratto scegliendo quelli più congeniali sarebbe facile. Per ridurre l’arbitrarietà, si è scelto il percorso opposto: definire prima che cosa osservare, poi raccogliere i dati e soltanto alla fine tentare una valutazione. La prima versione del quadro comprendeva 14 indicatori. Ma quando si è cercato di disporli in una tabella, è emerso che la sezione «politiche e idee» era troppo concentrata su guerra, Israele e politica estera, mentre quasi scomparivano sanità, costo della vita, lavoro, denaro in politica, casa, istruzione, ambiente e diritti civili — temi centrali anche nel programma di El-Sayed.⁴ Inoltre la «radicalità del linguaggio» appartiene più correttamente allo stile politico. Il quadro è stato quindi ampliato a 20 indicatori di base, distribuiti in tre aree, più un indicatore di esito indipendente sulla capacità di superare le divisioni. È il primo risultato del test dello strumento stesso. Indicatori per valutare un politico — primo caso: Abdul El-Sayed Area N. Indicatore A  Politiche e idee 1 Distanza dall’ideologia socialista 2 Sanità e sistema di assicurazione sanitaria 3 Costo della vita, lavoro e distribuzione del reddito 4 Denaro in politica e riforme democratiche 5 Casa, istruzione e infrastrutture sociali 6 Ambiente, acqua e sostenibilità 7 Immigrazione, diritti civili e tutela delle minoranze 8 Posizione sulla politica del governo israeliano verso i palestinesi 9 Principi ed eccezioni riguardo agli interventi militari statunitensi B  Stile e condotta politica 10 Grado di radicalità del linguaggio 11 Capacità di dialogare con gli oppositori 12 Capacità di doppia empatia 13 Coerenza nella nonviolenza 14 Capacità di ridurre la tensione 15 Autocorrezione accompagnata da apprendimento 16 Coerenza tra mezzi e fini 17 Prudenza nell’accertamento dei fatti e nel giudizio C  Costruzione del sostegno 18 Radicamento dal basso (grassroots) 19 Rapporto con gli elettori ebrei 20 Sostegno organizzato oltre alle donazioni individuali D  Capacità di superare le divisioni — Capacità di includere gruppi contrapposti nella stessa coalizione politica I primi 20 sono indicatori di base. L’area D è un indicatore di esito indipendente: è collegata soprattutto alle aree B e C, ma non ne costituisce la semplice somma. Il cambiamento del quadro non è un difetto. Un criterio può sembrare sufficiente finché non viene applicato a un caso concreto. Il problema non è correggere il metro, ma cambiarlo perché il risultato ottenuto non piace. Prendiamo il «grado di radicalità del linguaggio». Due o tre dichiarazioni forti possono facilmente dipingere un politico come aggressivo o incendiario. Per ridurre questo rischio sono stati raccolti almeno una ventina di esempi, arrivando in una prima fase a ventiquattro dichiarazioni per ciascuno dei due politici messi a confronto, El-Sayed e Zohran Mamdani. Le dichiarazioni sono state classificate provvisoriamente in quattro gruppi: spiegazioni di principi o politiche; critiche politiche forti; espressioni che possono aumentare la contrapposizione; interventi orientati alla riparazione o alla riconciliazione. Il campione non è casuale e non consente precisione statistica, ma sposta la domanda da «Ha mai pronunciato una frase estrema?» a «Con quale frequenza compare questo linguaggio, in quali circostanze e contro quale bersaglio?» Anche un errore diventa così un dato più ricco. Interessa la sequenza: errore → critica → comprensione → correzione → apprendimento. Un semplice «mi scuso» non dimostra ancora che qualcosa sia stato imparato: bisogna vedere se lo stesso tipo di errore si ripete. Un secondo esempio riguarda il sostegno delle organizzazioni. Non basta sapere quali sindacati o associazioni sostengano un candidato: conta quando entrino nella coalizione. Esisteva fin dall’inizio una grande infrastruttura? Il sostegno si è ampliato gradualmente? I nuovi gruppi sono sempre più diversi? Alcuni sono arrivati soltanto dopo una vittoria? La politica va osservata non soltanto come una fotografia, ma come un film. Nel caso di El-Sayed, conta quindi anche il modo in cui organizzazioni di natura diversa sembrano aggiungersi nel tempo. Gli indicatori non servono a dare un’apparenza matematica a un giudizio politico, ma a impedire che si cambino inconsapevolmente le regole davanti a un fatto che piace o disturba. Anche il quadro deve poter cambiare: correggere uno strumento perché non misura bene ciò che intendiamo osservare è ricerca; modificarlo perché il risultato non piace è razionalizzazione. I 20 indicatori di base e l’indicatore di esito non costituiscono un modello universale: sono, per ora, strumenti costruiti per un primo caso, Abdul El-Sayed. Il lavoro suggerisce però una prospettiva più ampia: ricavare da casi concreti un nucleo generale di indicatori per osservare i politici dal punto di vista della democrazia, dei diritti umani, della nonviolenza e della sostenibilità, adattandolo a ruolo, contesto e domanda di ricerca. Per un senatore statunitense pesano guerra e politica estera; per un sindaco, polizia, casa, immigrazione e conflitti urbani; in un’analisi della sostenibilità, clima, energia e responsabilità verso le generazioni future. Ma sarebbe prematuro costruire ora un modello universale: prima bisogna verificare questi strumenti su un caso concreto. Il passo successivo non partirà quindi dalla domanda: «El-Sayed è un buon politico oppure no?» Ma da domande più limitate: che cosa mostrano i dati? Dove sono coerenti? Dove si contraddicono? Che cosa sappiamo con una certa sicurezza, e che cosa resta da verificare? Prima di giudicare una persona, vale la pena mettere alla prova il metro con cui intendiamo misurarla. È da qui che vorrei cominciare. Note 1. Pressenza ha pubblicato finora nove articoli che seguono direttamente o contestualizzano la campagna di El-Sayed: ① ② ③ ④ ⑤ ⑥ ⑦ ⑧ ⑨ 2. Andrew Lapin, “Abdul El-Sayed apologizes for Temple Israel comments in meeting with Michigan Jewish Dems”, Jewish Telegraphic Agency, 29 agosto 2026. Link 3. Andrew Lapin, “Sander Levin, storied Michigan Jewish Democrat, endorses Abdul El-Sayed in Senate race”, Jewish Telegraphic Agency, 16 settembre 2026; cfr. The Washington Post, 16 settembre 2026. JTA / Washington Post 4. La pagina ufficiale delle priorità della campagna pone al centro “Money Out of Politics”, “Money in Your Pocket” e “Medicare for All”, e include inoltre casa, istruzione, ambiente, acqua, immigrazione, diritti civili e politica estera. Priorities Kazuhiro Imamura
October 20, 2026
Pressenza
Planet exit. Il nostro mondo visto dagli alieni
Se un alieno atterrasse domani sulla terra, non troverebbe abitanti ma extra-terrestri, alienati come lui. Vedrebbe un ambiente sofferente, dominato dalla violenza, dall’abuso e dall’umiliazione. Proviamo a immaginarcelo. Alberto Boatto, già nel 1992, descriveva la terra come “oggetto disponibile … Leggi tutto L'articolo Planet exit. Il nostro mondo visto dagli alieni sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Riflessione sulla pace, la responsabilità e il futuro del pianeta
“La Pace non è semplicemente assenza di guerra: è un impegno quotidiano, è opera di tutti.” “Per fare la Pace ci vuole coraggio, molto di più che fare la guerra.” Queste parole di Papa Francesco richiamano con forza una verità spesso dimenticata: la Pace non è uno stato passivo, ma una costruzione attiva, fragile e preziosa, che richiede responsabilità individuale e collettiva. La Pace non è Utopia: Papa Leone XIV ribadisce che la Pace non è un ideale irraggiungibile o una realtà lontana, bensì una presenza reale, un dono e un cammino da intraprendere prima ancora di essere una meta finale. “Non c’è cammino per la pace. La pace è il cammino”, Mahatma Gandhi. “L’educazione è l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo” “La pace non è un sogno: può diventare realtà; ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare.” Nelson Mandela. “La pace non è semplicemente l’assenza di tensione, ma la presenza di giustizia” Martin Luther King. Viviamo in un tempo difficile, segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e crisi globali, che mettono alla prova la nostra capacità di reagire come comunità umana. Guerre, emergenze ambientali, crisi climatiche, crisi sanitarie e sociali ci ricordano ogni giorno quanto il nostro mondo sia vulnerabile, quanto il suo equilibrio sia delicato, siamo fragili in un mondo fragile. Eppure, proprio in questa fragilità risiede una possibilità: quella di scegliere. Scegliere di non essere spettatori, ma protagonisti. Scegliere di costruire “Relazioni e Unioni” anziché muri e divisioni. Ma la Pace, prima ancora di essere un progetto globale, è una dimensione interiore. Nasce dentro ciascuno di noi, nelle nostre scelte quotidiane, nel modo in cui gestiamo i conflitti, ascoltiamo l’altro, riconosciamo la dignità delle persone. La Pace si costruisce nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle comunità. E nel rispetto reciproco, nell’educazione, nel dialogo e nella capacità di prendersi cura degli altri che si pongono le fondamenta di una società più giusta. Solo a partire da queste basi solide può espandersi, progressivamente, fino a diventare cultura condivisa e, infine, orizzonte globale. La pacificazione infatti è un cammino vivo, essa non può rimanere chiusa nel perimetro dell’anima, ma chiede inevitabilmente di farsi azione concreta nel mondo. La voce di pace interiore si fa impegno nella struttura sociale, guida politica e responsabilità pubblica verso il prossimo. Rivendica con forza vere istituzioni di pace. Richiede scelte coraggiose, capaci di tradursi nell’impegno concreto anche a promuovere e istituire un Ministero della Pace, che ponga la Pace come priorità pubblica. Quando la politica assume la nonviolenza come metodo di governo, la tutela dei diritti, il dialogo interculturale, la giustizia sociale e la cura del Creato smettono di essere risposte d’emergenza e diventano la trama ordinaria con cui si edifica il bene comune. Nessuno di noi può restare custode del proprio giardino mentre la casa di tutti brucia: il cammino profondo dello spirito esige di trasformare la luce della propria coscienza in quell’impegno politico che custodisce la città degli uomini. Ripensare al Pianeta in chiave etica significa riconoscere che ogni azione che compiamo, anche la più piccola, ha un impatto. Significa comprendere che la Pace non si costruisce solo nei grandi consensi internazionali, ma nei gesti quotidiani: nel rispetto, nell’ascolto, nella capacità di cooperare. In questo percorso, il ruolo delle persone è centrale. Ognuno di noi è chiamato a essere custode di un futuro possibile, a contribuire, con competenza e umanità, a un modello di sviluppo più giusto, sostenibile e consapevole. Siamo ad una svolta, non possiamo voltare le spalle al dolore, dobbiamo piantare nuovi semi di speranza, e soprattutto, divenire esempio per i più giovani che non si riconoscono in questo mondo basato sulla violenza e sulla violazione dei diritti umani. Il Mondo che lasceremo non sarà frutto del caso, ma delle scelte che avremo avuto il coraggio di compiere. Il messaggio che possiamo lanciare è semplice, ma potente: Abbiamo ancora la possibilità di costruire un futuro migliore. Un Pianeta più giusto. Un’Umanità più consapevole. Una Pace più vera. Omar Fabbri, Infermiere. Ambasciatore per “UN MINISTERO PER LA PACE”. Operatore di Pace. Consigliere Unione dei Comuni Valle del Savio. Consigliere Comune di Mercato Saraceno. Redazione Romagna
October 20, 2026
Pressenza