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Polla (SA): presentazione dell’Osservatorio e del volume Scuole e Università di Pace
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha svolto un incontro pubblico per la prima volta a Polla, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, con la prestazione del volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra, il testo che raccoglie gli atti del Convegno nazionale dell’Osservatorio del 2025 a Roma. L’incontro – sui temi della didattica militarizzata, del ritorno dell’obbligo della leva, del lavoro attentissimo di monitoraggio, critica e resistenza dell’Osservatorio – è stato molto partecipato, con un dibattito appassionato. Tutto ciò non era scontato, soprattutto con 35 gradi all’ombra!  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La pace che non si equilibra
-------------------------------------------------------------------------------- Protesta del movimento israeliano Mesarvot fuori da un carcere militare a sostegno dei refusnekis, i giovani che rifiutano il servizio militare (Photo by jessflom, dalla pag. Instagram di Mesarvot) -------------------------------------------------------------------------------- Nel suo intervento su La Stampa (Perché serve anche la forza per salvare la pace), Vito Mancuso costruisce un’architettura argomentativa elegante e, in apparenza, ineccepibile: l’etica sarebbe sempre somma di due addendi, valori e situazione reale, e ogni discorso sulla pace che non tenga conto del secondo termine scadrebbe in “utopico idealismo”. Da qui discende la tesi centrale: il disarmo unilaterale è pericoloso, la pace vera è necessariamente “armata”, e il titolo del libro di Leone XIV – Disarmata e disarmante – esprimerebbe un’aspirazione bella ma insostenibile. I miei maestri mi hanno regalato degli occhiali che faticano a vedere le cose come le vede Mancuso. Mi mostrano che l’intera sua costruzione non regge – non perché si ignori la realtà storica, ma perché la si legge diversamente: il “realismo” di Mancuso non è affatto neutrale, è una precisa scelta ideologica travestita da dato di fatto. La formula stessa è il problema Mancuso parte da un’equazione: etica uguale valori più situazione reale. È una formula seducente perché sembra equilibrata, sembra dire “né moralismo né cinismo”. Ma è proprio questo bilanciamento a essere sospetto. Il valore – la vita umana, il rifiuto di uccidere – non può essere mediato da un secondo termine, per quanto “reale”: la coscienza ha un primato che non si negozia con le circostanze. Se il valore è vero, resta vero anche quando il mondo intorno non lo rispetta. Diversamente, ogni potere della storia, compresi i più sanguinari, ha sempre giustificato le proprie guerre proprio invocando “la situazione reale”, “la necessità”, “la minaccia concreta”. Il realismo etico di Mancuso, visto così, non è un correttivo dell’idealismo: è la struttura logica con cui la ragion di Stato ha sempre zittito la coscienza. Un realismo vecchio Bisogna spostare l’attacco su un altro piano. Con l’arrivo dell’arma nucleare e con l’interdipendenza globale, la vecchia opposizione fra “idealisti disarmati” e “realisti armati” è diventata essa stessa irreale. Chi continua a pensare per Stati-nazione che si armano gli uni contro gli altri non sta descrivendo la realtà con più accuratezza: sta semplicemente applicando categorie ottocentesche a un mondo che quelle categorie ha già superato. La vera analisi realistica della situazione contemporanea – pandemie, crisi climatica, interconnessione economica, armamenti capaci di autodistruzione reciproca – mostra che la corsa al riarmo non produce sicurezza ma escalation. In questo senso l’accusa di Mancuso si capovolge: non è il papa l’idealista e Mancuso il realista, ma il contrario. L’utopia della pace non è un supplemento nobile da “nutrire” accanto al realismo, come scrive Mancuso in chiusura, quasi fosse un abbellimento: è essa stessa, oggi, l’unica forma corretta di realismo. L’errore di categoria: pace “armata” contro pace “disarmata” C’è qualcosa da dire sulla stessa architettura concettuale dell’articolo. Mancuso costruisce una polarità: da una parte la pace disarmata (bella ma velleitaria), dall’altra la pace armata (concreta e responsabile), e nel finale le fonde in un ossimoro – “pace armata, e proprio per questo disarmante”. Questa polarità è già un errore categoriale. La nonviolenza non è l’assenza di forza: è una forza di segno diverso, positiva, che agisce attraverso l’obiezione, la disobbedienza civile, l’organizzazione dal basso, la pressione morale e politica. Non si tratta quindi di scegliere fra “avere armi” e “non avere nulla”, come suggerisce implicitamente lo schema di Mancuso. C’è una terza via che l’articolo non contempla nemmeno come ipotesi. Anche gli esempi storici usati da Mancuso – la Svezia che si arma dopo due secoli di pace, la Svizzera mai invasa da Hitler per timore della guerriglia popolare – dimostrano al massimo l’efficacia della deterrenza, non la costruzione della pace. Sono casi di guerra evitata, non di pace edificata. Confondere le due cose è precisamente l’operazione retorica che permette a Mancuso di trasformare due eccezioni fortunate in una legge generale. La realtà come “dato di natura”: l’obiezione più radicale Il punto più profondo riguarda una frase quasi di passaggio nell’articolo: la guerra sarebbe “condizione permanente dell’umanità”, “verità scomoda, purtroppo innegabile”. È qui che si annida l’errore decisivo. Presentare la guerra come dato antropologico stabile – come se fosse iscritta nella natura umana quanto la fame o il sonno – è un’operazione retorica, non una constatazione. Serve a rendere immodificabile ciò che in realtà è un ordine storico, costruito da rapporti di potere, economie degli armamenti, culture nazionali: e proprio perché costruito, è trasformabile. Chiamare “natura” ciò che è “storia” è il modo classico con cui si disinnesca ogni tentativo di cambiamento: se la guerra è natura, resta solo da gestirla meglio (pace armata); se la guerra è storia, va invece rifiutata radicalmente e sostituita con pratiche costruttive di pace. Sull’uso dei testimoni e delle figure citate Mancuso cita Teresio Olivelli, ucciso per la resistenza armata, accanto ai testimoni di pace ricordati dal papa, quasi a suggerire un’equivalenza morale fra chi ha impugnato le armi e chi ha scelto la nonviolenza. Ma il gesto del singolo che rischia la vita per un ideale e la pretesa che lo Stato debba armarsi in nome di quello stesso ideale sono piani diversi, e confonderli – trasformare l’eroismo individuale in giustificazione della politica di riarmo nazionale – è un salto logico non innocente. Il vero bersaglio polemico di questa riflessione non è l’affermazione che le armi esistano, servano, a volte proteggano: nessuno lo negherebbe ingenuamente. Il bersaglio è l’idea che il “realismo” sia una posizione neutra, tecnica, priva di ideologia, mentre chi parla di disarmo starebbe semplicemente sognando. Bisogna rovesciare l’accusa: è ingenuo credere che l’equilibrio del terrore sia pace; è ingenuo scambiare la deterrenza riuscita per un modello universale; è ingenuo, soprattutto, presentare come legge di natura un ordine che è invece frutto di scelte storiche precise, e dunque reversibili. La vera “pace disarmante” non è un ossimoro sofisticato da riservare al finale di un editoriale, ma il nome della sola strada che vale la pena percorrere per intero – non come supplemento estetico al realismo delle armi, ma come sua alternativa reale -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI PAOLO CACCIARI: > Rimotivare il no alla guerra nella sua essenza e interezza -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo La pace che non si equilibra proviene da Comune-info.
July 24, 2026
Comune-info
Valori di Pace vs Militarizzazione: a Cremona il Grest con le Forze Armate
Un nuovo episodio va ad aggiungersi al già lungo elenco di iniziative finalizzate alla formazione tra i/le giovani e i/le giovanissimi/e di Cremona e provincia di una disposizione favorevole nei confronti delle forze armate, premessa per la graduale costruzione di una mentalità bellicista. Questa volta non riguarda, come i precedenti, il mondo della scuola, ma un Grest, ossia un Gruppo Estivo, un centro che ha lo scopo di impegnare i ragazzi e le ragazze durante le vacanze in attività ludiche, socializzanti e in momenti di riflessione su valori condivisi di crescita personale e collettiva. Il Grest in questione è quello organizzato dall’oratorio Sant’Antonio Maria Zaccaria di Cremona, che nella mattinata di mercoledì 15 luglio, prima del consueto alzabandiera e dell’esecuzione dell’inno d’Italia, ha ricevuto la visita dei carabinieri di Cremona. Secondo quanto riportato dal quotidiano locale «La Provincia», «i militari hanno raccontato ai ragazzi il lavoro quotidiano dell’Arma, spiegando quali sono i compiti svolti dai carabinieri, quale percorso è necessario intraprendere per entrare nel Corpo e come comportarsi per contattare le Forze dell’Ordine in caso di necessità. Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi legati all’utilizzo consapevole della tecnologia, con particolare attenzione ai rischi derivanti dall’uso improprio di smartphone e social network». Si tratta di un copione già noto: con l’espediente di parlare dei rischi in cui potrebbero incorrere i ragazzi e le ragazze, viene attuata una vera e propria campagna di promozione della scelta militare, rivolta peraltro a bambini e bambine. E anche in questo caso, come in altri, non ci si è limitati alle parole, ma i giovanissimi partecipanti al Grest sono stati fatti salire sulle “Gazzelle” dell’Arma, cioè su mezzi militari. L’iniziativa di stampo militarista, già di per sé assolutamente sbagliata e fuori luogo, risulta oltremodo paradossale se si pensa che il tema scelto quest’anno per tutti i Grest della Lombardia è la figura di San Francesco d’Assisi, di cui ricorre l’ottavo centenario dalla morte. Come si conciliano la propaganda delle forze armate e il brivido concesso ai bambini e alle bambine nel salire su un mezzo militare con la vita e l’esempio di Francesco, universalmente riconosciuto come il santo della pace e della nonviolenza? E che senso ha iniziare le giornate con l’alzabandiera e l’inno nazionale, pratiche che ricordano quelle della caserma, anziché promuovere i valori della fratellanza universale testimoniati da san Francesco? Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cremona -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Ahidaonline: La militarizzazione delle scuole, delle università e della società civile
DI MICHELE LUCIVERO SU AHIDAONLINE.COM DEL 16 LUGLIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Michele Lucivero, pubblicato su Ahidaonline.com il 16 luglio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Ciò che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha cominciato a registrare e denunciare da diversi anni è una indebita invasione di campo all’interno delle scuole da parte di rappresentanti delle forze armate addirittura in qualità di «docenti», impegnati nel tenere lezioni su vari argomenti (dall’inglese affidato a personale Nato fino a tematiche inerenti alla legalità e alla Costituzione). Tale ingerenza da parte dei militari è stata possibile, in realtà, perché a partire dal 2015 il Ministero dell’Istruzione (diventato poi Ministero dell’Istruzione e del merito) ha sottoscritto dei protocolli con il Ministero della Difesa per svolgere percorsi di Formazione scuola-lavoro (ex PCTO) direttamente nelle basi militari o nelle caserme, esautorando i/le docenti dalla democratica partecipazione alle iniziative didattiche di carattere pedagogico delle proprie scuole»…continua a leggere su www.ahidaonline.com. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pace: "Beyond War" - San Francisco-Moscow 1984
Il collegamento satellitare tra Usa e Urss. La consegna del premio “Beyond War” ai rappresentanti statunitense e sovietico della neonata IPPNW. Le parole di due medici, americano e sovietico. Vademecum di idee e direzione di azioni in una lotta sempre aperta e obbligata.
July 23, 2026
PeaceLink
Rogliano (CS): incontro-dibattito “Contro Guerra, Riarmo e Militarizzazione Sociale. Il momento di resistere è adesso!”
SABATO 25 LUGLIO 2026, ORE 19 VILLA COMUNALE DI ROGLIANO (COSENZA) Contro Guerra, Riarmo e Militarizzazione Sociale. Il momento di resistere è adesso! E’ il tema dell’incontro-dibattito che si terrà sabato 25 luglio (ore 19) a Rogliano (Cosenza), grazie all’organizzazione dell’ANPI Sezione di Savuto Cosentino “Donato Bendicenti”. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà presente con Antonio Mazzeo, insegnante e saggista. Parteciperanno come relatori inoltre Franco Adamo e Alessia Marasco (ANPI), Francesco Piobbichi (disegnatore sociale), Francesco De Simone (A.M.R. Controvento) Mimma Sprizzi e Chiara Ortano (Le Figlie di Ipazia). “L’incontro di sabato prossimo sarà un’occasione per riflettere insieme sulle sfide del nostro tempo e riaffermare i valori della pace, della giustizia sociale e della Costituzione”, scrivono i promotori. “Dalle 20,45 condivideremo la Pastasciutta Antifascista, accompagnata dalla Jam Session di artisti locali e dalla Mostra Madri Costituenti, a cura di Se Non Ora Quando Marzi”. La Pastasciutta Antifascista ricorda il gesto della famiglia Cervi, che il 25 luglio 1943, dopo la caduta del fascismo, offrì gratuitamente pasta ai contadini che vivevano nella bassa pianura reggiana, tra Gattatico e Campagine, per celebrare la speranza di un’Italia finalmente libera. Da allora quel gesto è diventato un simbolo di condivisione, libertà e antifascismo. «Oggi – spiega l’ANPI di Savuto Cosentino – Rogliano – in un mondo attraversato da guerre e tensioni internazionali, quella memoria ci richiama ancora una volta alla responsabilità di difendere la pace, la democrazia e i diritti». Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Rimotivare il no alla guerra nella sua essenza e interezza
I MOVIMENTI CONTRO LA GUERRA, IN TUTTE LE LORO SFUMATURE, HANNO OGGI UN PROBLEMA ENORME. GLI ARGOMENTI RAZIONALI USATI PER DIMOSTRARE L’INSENSATEZZA DELLA RISPOSTA MILITARE NON SEMBRANO IN GRADO DI CONVINCERE PERSONE SMARRITE E IMPAURITE. NON BASTA DIMOSTRARE CHE OGNI DENARO SPESO IN ARMI È SOTTRATTO AD ALTRE SPESE FONDAMENTALI. NON BASTA RICORDARE CHE LA DETERRENZA DIFENSIVISTA È UNA TRAGICA FALSITÀ. NON BASTA PIÙ NEMMENO FARE APPELLO AL DIRITTO INTERNAZIONALE. SE VOGLIAMO LA PACE DOBBIAMO QUINDI RIMOTIVARE IL NO ALLA GUERRA NELLA SUA ESSENZA E INTEREZZA, SCRIVE PAOLO CACCIARI. LA PACE È DISARMATA E DISARMANTE O NON È. LA GUERRA VA SCONFITTA INNANZITUTTO SUL PIANO DELLA LEGITTIMITÀ MORALE. L’IDEA CHE POSSA ESISTERE UNA “GUERRA GIUSTA” HA APERTO LE PORTE ALLA ODIERNA BARBARIE Foto Donne In Nero Parma -------------------------------------------------------------------------------- Tanto più i capi di governo presentano lo stato di guerra permanente da loro creato come normale e inevitabile, tanto più sarebbe necessario sviluppare una critica radicale alla guerra, contestandone l’essenza: la violenza come logica di regolazione delle relazioni tra le persone, le comunità, gli stati. Di fronte alle campagne in corso di mobilitazione patriottica delle masse contro nemici pronti a mettere in pericolo i nostri confini, la nostra identità culturale, persino religiosa, e, soprattutto, il nostro benessere economico, gli argomenti “razionali” a nostra disposizione fin qui usati per dimostrare l’insensatezza della risposta militare non sembrano in grado di convincere persone smarrite, impaurite da una prolungata stagnazione economica, culturalmente destabilizzante e precarizzante. Per sottrarre consenso all’escalation militare non basta dimostrare che ogni denaro speso in armi è sottratto al welfare (il keynesismo militare è una bufala, lo hanno scritto gli stessi economisti nei rapporti delle Nazioni Unite). Non basta nemmeno ricordare che la deterrenza difensivista (secondo la vulgata “se vuoi la pace prepara la guerra”) è una tragica falsità: se ciascuno si arma per sentirsi più sicuro, tutti saranno sempre meno sicuri. Non solo: con l’aumento della potenza (e diffusione) dei sistemi d’arma “ibridi” aumenta anche la probabilità di uno scontro armato “fuori controllo”. Non basta più nemmeno fare appello al diritto internazionale, ai patti e ai trattati in una fase storica in cui ogni singolo stato nazionale si sente sovrano in punta di diritto nello stabilire per proprio conto come e quando (anche preventivamente e oltre i suoi confini) usare la potenza bellica. Giuste argomentazioni economiche, geopolitiche e giuridiche contro le guerre hanno (in parte) retto le diplomazie delle cancellerie degli stati fino a quando è rimasta memoria delle due guerre mondiali. Oggi, per molti motivi, non è più così. Crollato il precario (oltre che iniquo) equilibrio dei rapporti di forza tra nord e sud del mondo, tra le aree di influenza geopolitiche e tra le classi sociali, siamo tornati al Leviatano puro: ciò che conta è la volontà di potere e la logica di potenza degli stati e dei gruppi sociali che se ne sono impadroniti. La guerra non è un evento eccezionale, imprevisto e indesiderato. È l’espressione massima e coerente della violenza organizzata, pianificata, finanziata e strutturata in un sistema di relazioni sociali basate sul predominio, la coercizione, la predazione delle risorse naturali, l’accumulazione e la concentrazione della ricchezza. Il neoliberismo è un’ideologia che ha avvelenato il sentire comune anche delle vittime, se è vero che un commerciante pluriassassino è diventato l’emblema della difesa della libertà, un generale misogino e xenofobo leder politico, il presidente psicopatico degli US il capo dell’internazionale delle destre. Ciò di cui ci dobbiamo preoccupare è che sono riusciti a far cadere il tabù della guerra e a sdoganare la sicurezza armata, la repressione del dissenso e delle giuste rivendicazioni degli esclusi, degli impoveriti. Peggio, i nuovi miliardari tecnoligarchi delle Big Tech si sono reinventati teologi e foraggiano sette religiose (cristiane e/o giudaiche, fa lo stesso) per arringare le masse in vista di una nuova Armageddon, la battaglia finale tra il bene e il male. Loro, intanto, si prendono avanti sul Giudizio universale assicurandosi gli appalti del Pentagono e sperimentandoli a Gaza. Se vogliamo la pace dobbiamo quindi rimotivare il no alla guerra nella sua essenza e interezza. La formulazione sintetica più giusta mi pare sia quella fornita dal papa Prevost: un’idea di “pace disarmata e disarmante” (Leone VIX, 1° gennaio 2026). Una politica di pace efficace risponde alla guerra con il disarmo, la smilitarizzazione, la descalation della violenza. La guerra va sconfitta innanzitutto sul piano della legittimità morale. Sempre Leone XIX ha scritto: “L’abisso del male [è] racchiuso nella guerra e, in generale, in ogni violenza” (Magnifica Humanitas, §217). È la dimensione etica della politica che è andata perduta in un malinteso realismo che ha coinvolto anche moderati e progressisti. L’idea che possa esistere una “guerra giusta” (umanitaria, risolutiva, a fin di bene…) ha aperto le porte alla odierna barbarie. Se il tema è come imparare a convivere in pace risanando le relazioni umane tra le persone, allora la politica dovrebbe mettere al primo posto la dimensione mentale, psicologica e spirituale che è alla base del vivere in comune. -------------------------------------------------------------------------------- Paolo Cacciari ha aderito alla campagna Un tetto Comune. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI ENRICO EULI: > Mettere in gioco la nonviolenza. Adesso -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Rimotivare il no alla guerra nella sua essenza e interezza proviene da Comune-info.
July 21, 2026
Comune-info
Corea del Sud: libertà di coscienza e umanità nel caso Lee Man-hee
Il procedimento giudiziario che coinvolge Lee Man-hee, fondatore della Chiesa di Shincheonji, continua a suscitare attenzione in Corea del Sud e all’estero. Il leader religioso, oggi novantacinquenne, è stato arrestato nell’ambito di un’indagine che ipotizza un coinvolgimento organizzato di membri della comunità religiosa in attività politiche tra il 2021 e il 2024. Le autorità coreane ritengono che possano essere state violate le norme che regolano il rapporto tra organizzazioni religiose e attività politica; la comunità di Shincheonji respinge le accuse e sostiene che i fedeli abbiano agito liberamente, esercitando i propri diritti civili. Sarà la magistratura a stabilire se siano stati commessi reati. Al tempo stesso, la vicenda richiama principi che riguardano ogni società democratica. Ogni persona deve poter scegliere liberamente se credere o non credere, aderire o meno a una comunità religiosa, sostenere un partito politico o partecipare alla vita pubblica secondo la propria coscienza. La libertà di coscienza e la libertà di associazione costituiscono diritti fondamentali che meritano la massima tutela. Accanto alla legittima esigenza dello Stato di garantire il rispetto della legge, emerge anche un’esigenza di umanità. Considerata l’età di Lee Man-hee, 95 anni, e in assenza di una condanna definitiva, la prosecuzione della detenzione solleva interrogativi sul principio di proporzionalità. In molti ordinamenti democratici, situazioni analoghe vengono affrontate, quando possibile, attraverso misure meno restrittive, che consentono di proseguire le indagini senza rinunciare al rispetto della dignità della persona. Lee Man-hee è conosciuto a livello internazionale soprattutto per il suo costante impegno pubblico a favore della pace, del dialogo tra le religioni e del superamento dei conflitti attraverso mezzi non violenti. Indipendentemente dall’esito del procedimento giudiziario, questo patrimonio di iniziative rappresenta un elemento significativo del suo percorso pubblico. Per questo motivo, una misura alternativa alla detenzione, che permetta alla giustizia di seguire il proprio corso nel pieno rispetto delle garanzie processuali, costituirebbe un segnale di equilibrio e di fiducia nello Stato di diritto. Una democrazia dimostra infatti la propria maturità quando riesce a coniugare l’applicazione della legge con il rispetto della dignità umana e della libertà di coscienza. Fonti: > A 95-Year-Old Religious Leader in Custody: South Korea Crosses a Line https://www.jonghapnews.com/news/articleView.html?idxno=486547 https://www.job-post.co.kr/news/articleView.html?idxno=219473 https://www.nbntv.kr/news/articleView.html?idxno=340391 https://www.chungnamilbo.co.kr/news/articleView.html?idxno=895907 https://www.yjb0802.com/news/articleView.html?idxno=59710 https://www.ijournalist.co.kr/news/articleView.html?idxno=8779 https://www.g-enews.com/article/General-News/2026/06/2026062800432342219ae5042aca_1 https://www.wooriilbo.com/news/article.html?no=101040# Pressenza Praha
July 20, 2026
Pressenza
Prossimo futuro n. 284 20 – 26 luglio 2026
Bollettino di informazione della redazione di Pressenza sugli eventi della prossima settimana. Inviare le notizie a redazioneitalia@pressenza.com entro la domenica prima dell’evento. APPUNTAMENTI FISSI Mappa dei presidi, incontri e cortei periodici per la pace https://shorturl.at/pWPkJ Per segnalare il proprio presidio o gruppo: https://forms.gle/vXBn83i8vgY1rgYf8 Guerre & pace filmfest 20 luglio ore 20:00 Forte Sangallo, Nettuno (RM) Al Forte Sangallo di Nettuno torna dal 20 al 26 luglio 2026, la 24.ma edizione di Guerre & Pace FilmFest. Una settimana di film, documentari, cortometraggi e libri a ingresso gratuito. www.guerreepacefilmfest.it Per maggiori informazioni: evento su Facebook Guerre&Pace FilmFest segreteria@guerreepacefilmfest.it   “Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio” Lunedì 20 agosto a Torre Pellice (To) Incontro pubblico svolto nell’ambito del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi e organizzato da DallapartediAbele insieme agli Ambasciatori e Ambasciatrici di Pace (UCEBI), alla Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e al Centro Interconfessionale della Pace (CIPAX). Informazioni: https://www.pressenza.com/it/2026/07/un-momento-di-verita-la-fede-in-tempo-di-genocidio-il-20-agosto-a-torre-pellice/ Progettare politicamente la pace: due proposte di legge in dialogo 20 Luglio ore 21:00 la Piana del Convento dei Frati Cappuccini di Massa (ingresso da Via dei Colli, Scalinata San Francesco) ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna “Teatro Cinema Musica Dibattiti” – La Cappucciniana, promossa dall’Associazione Padre Damiano da Bozzano in collaborazione con il Comune di Massa. Protagonisti della serata saranno Laila Simoncelli dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Francesco Vignarca Coordinatore Campagne della Rete Pace Disarmo, che dialogheranno intorno al tema “Progettare politicamente la pace: due proposte di legge in dialogo”, un confronto su due iniziative legislative che provano a tradurre in norme concrete l’impegno per la pace e la nonviolenza, in un momento storico in cui il tema della pace torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico. L’appuntamento si inserisce nel percorso di incontri, spettacoli e proiezioni che da anni caratterizza La Cappucciniana, spazio storico della città di Massa dedicato al confronto culturale, all’arte e all’approfondimento civile, capace di alternare cinema, musica e teatro a momenti di riflessione e dibattito su temi di attualità e impegno sociale.   Verso una Pace disarmata e disarmante 20 Luglio ore 21:15 Sala polivalente de “La Gran Ciasa” (ufficio turistico) San Giovanni di Fassa   L’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi a confronto con Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia (Opal) e della Rete Italiana Pace e Disarmo. Don Lauro presenterà la sua Lettera alla comunità sulla pace, in dialogo con dati e riflessioni sui temi del disarmo e della sicurezza.   Raccontami ogni cosa, a 25 anni dal G8 di Genova 21 luglio ore 17:00 Scuola Diaz Pertini – Via Cesare Battisti 5, Genova (GE) Alla vigilia del venticinquesimo aniversario del G8 di Genova, Roberto Bertoni ci regala un romanzo lirico e dolce, amaro e struggente, carico di dolore ma, al tempo stesso, animato dal desiderio di poter ricominciare. Reading teatrale e presentazione del romanzo “Raccontami ogni cosa” di Roberto Bertoni Per maggiori informazioni: roberto bertoni robbertoni@gmail.com   “Difendere la speranza”: a Sottolongera (TS) serata per Cuba Il 21 luglio  presso la Casa del popolo “Giorgio Canciani” a Sottolongera (Trieste) si terrà una serata di solidarietà per Cuba dal titolo “Difendere la speranza” secondo il seguente programma: – ore 18.00: introduzione ai lavori con esponenti delle Associazioni e dei Partiti che hanno organizzato l’incontro; – ore 19.00: incontro con Walter Persello, della Direzione nazionale di Italia-Cuba. A seguire, aperitivo solidale per contribuire al finanziamento di diversi progetti da realizzare a Cuba. Organizzano Alleanza Verdi Sinistra, Giovani Comunisti/e, Italia-Cuba e Partito della Rifondazione Comunista.   Donne in cammino per la pace 21 luglio ore 18:30 Via Roma, Cuneo (CN) Di fronte a Zara 10, 100, 1000 piazze per la Pace domani 26 giugno per dire No alla guerra, No alle logiche di potere e di dominio che vogliono imporre l’ idea che la pace si possa raggiungere solo con le armi, No al genocidio in Palestina, No al riarmo. Partecipate e condividete con noi un’ idea di Pace senza violenza e senza sopraffazione dei più deboli. Per maggiori informazioni: evento su Facebook Donne in cammino per la pace Cuneo   Fiaccolata alla scuola Diaz 21 luglio ore 22:00 scuola Diaz, via Cesare Battisti, Genova (GE) A partire da Piazza Tommaseo verso la Scuola teatro della “macelleria messicana” è una Commemorazione legata ai fatti della scuola Diaz-Pertini durante il G8 di Genova del luglio 2001: corteo di partecipanti che camminano con le candele/fiaccole, per ricordare le persone ferite e richiamare i temi di verità, giustizia e diritti. Al termine testimonianze e interventi Per maggiori informazioni: https://g8genova.it/ antonio bruno bruno@aleph.it   Presentazione ultimo libro di Giuliano Marrucci, “Disertare L’assedio” 21 luglio ore 17:30 Biblioteca San Giovanni, Via Passeri, 102, Pesaro (PU) Per maggiori informazioni: Giuliano Bertozzini giuliano.bertozzini@gmail.com   Medici sotto Attacco: bersagli tra conflitto e repressione 22 luglio ore 20:00 Piazza Milite Ignoto , San Marzano di San Giuseppe (TA) Salvare vite è un dovere professionale, denunciare soprusi è un dovere etico e morale. Partendo dal codice deontologico dei medici, l’incontro mostrerà come in Italia, i medici sono stati vittime della repressione, in Palestina sono costantemente vittime dell’esercito israeliano, ed in entrambi i casi, mentre stavano assolvendo ai loro doveri professionali ed etici: tutelare e curare la vita degli esseri umani. In Palestina, i medici vengono torturati, arrestati e uccisi. Oltre a curare le vittime del genocidio, i medici palestinesi, denunciano senza sosta, anche i soprusi che i corpi delle stesse vittime subiscono attraverso espianti illegali di pelle ed organi. Ci chiederemo cosa è stato fatto e cosa si potrebbe e dovrebbe fare, anche come singole persone nel nostro quotidiano per non essere più complici di questo sistema a cui di umano, è rimasto ben poco. Interverranno: * Dr. Cosimo Nume Medico chirurgo – Coordinamento Freedom Flotilla Ita – Ta e prov. * Dr. Vito Totire Medico Psichiatra – Centro “F. Lorusso” (Bo) * Dr. Ashraf Nassar Medico Cardiologo – Palmed – Rete Sanitari per Gaza * Dr. Cosimo Cassetta Medico chirurgo – Coordinamento Freedom Flotilla Ita – Ta e prov. A seguire dibattito. Per maggiori informazioni: https://www.instagram.com/freedomflotillaita.taranto Coordinamento Freedom Flotilla Italia – Taranto e provincia coordinamento.ffi.ta.prov@gmail.com   Presidio di donne per la pace Palermo 24 luglio, piazza Verdi ore 18-20, consueto presidio mensile delle donne per la pace, focalizzato stavolta sui cambiamenti climatici e l’inquinamento provocato dalle guerre   “Articolo 11. L’Italia ripudia la guerra”  Sabato 25 Luglio h. 21 a Sestri Levante (Ge) Proiezione del docufilm e incontro con gli autori,i giornalisti genovesi Simona Tarzia e Fabio Palli, insieme ad Arianna Briganti, economista dello sviluppo ed esperta di diritti umani che gestisce progetti strategici per la crescita responsabile, la sostenibilità sociale e l’innovazione. Informazioni: https://www.pressenza.com/it/2026/07/docufilm-articolo-11-italia-ripudia-guerra-a-sestri-levante/   “Il filo che ci unisce” alla Palestina – serata di arte, dialogo e musica Sabato 20 Luglio ad Alba (Cn) Lo Spazio DOM (via Vincenzo Giacosa 7/a) ospiterà l’evento promosso dalla Rete Cuneese per la Palestina con il patrocinio della Città di Alba.  Informazioni: https://www.pressenza.com/it/2026/07/il-filo-che-ci-unisce-alla-palestina/     CAMPI ESTIVI MIR e MN 2026 IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DELLA RICONCILIAZIONE E IL MOVIMENTO NONVIOLENTO DI TORINO ORGANIZZANO OGNI ANNO DEI CAMPI ESTIVI. L’OBIETTIVO È QUELLO DI VIVERE LA NONVIOLENZA. I CAMPI ESTIVI SONO UN’OPPORTUNITÀ PER VIVERE IN MANIERA COMUNITARIA, CONDIVIDENDO IL PROPRIO TEMPO CON ALTRI, CONFRONTANDOSI CON PERSONE DIVERSE, LAVORANDO AL LORO FIANCO E QUINDI AMPLIANDO LA PROPRIA MAPPA MENTALE. Quest’anno sono stati programmati 6 campi su diversi temi legati alla nonviolenza, il ripudio della guerra, gli stili di vita ed altri temi propri del MIR.   24-31 LUGLIO Vigna di Chiusa Pesio (CN) diventare ‘custodi della terra’ .. campo per famiglie; coordina  Eva Racca 2-9 AGOSTO Casa S. Antonio al Bosco (SI) come coltivare la speranza in un mondo migliore;  coordinano Silvana Caselli, Adriano Arlenghi, Luciano Bertoldi 2-9 AGOSTO Cascina Macondo – Riva presso Chieri (To) Rotte Condivise: creatività, partecipazione e inclusione per una comunità in movimento; coordina Raffaella Cignarale 16-23 AGOSTO Vigna di Chiusa Pesio (CN) Dal Macro al Micro: la nonviolenza e il ripudio della guerra negli organismi internazionali e nel quotidiano; coordina Silvana Sarchi 26-30 AGOSTO Castello di Albiano d’Ivrea (TO) in direzione ostinata e contraria meglio nudi che in divisa; coordinano Donatella Nespolo, Adriano Arlenghi https://www.miritalia.org/2026/06/11/campi-estivi-2026/ Gruppo di Servizio Campi Estivi MIR e MN Via Garibaldi 13, Torino Tel. 011.532824 mir-mn@serenoregis.org In cammino per la Pace e il disarmo 5-7 e 11-12 Agosto Monte Sole – S.Anna di Stazzema Mercoledì 5 Agosto MARZABOTTO – POGGIOLO Rifugio Re-esistente Ore 9.30 Ritrovo dei partecipanti presso la stazione FS di Marzabotto, visita al memoriale e partenza. Pranzo al sacco. Cena libera alla carta. Pernottamento in camere multiple, compreso biancheria e prima colazione € 30,00. Distanza 9 km +420 m -128 m Durata 3 ore circa Giovedì 6 Agosto POGGIOLO – S. MARTINO – CAPRARA DI SOPRA – CASAGLIA – MONTE SOLE – CERPIANO e ritorno Ore 9.00 ritrovo dei partecipanti, giornata dedicata al territorio di Monte Sole, incontri con la Comunità di Don Dossetti e con una guida della scuola di Pace di Monte Sole. Pranzo in autonomia al bar/ristorante del Poggiolo. Cena libera alla carta. Pernottamento in camere multiple, compreso biancheria e prima colazione € 30,00. Venerdì 7 Agosto POGGIOLO – MONTE SALVARO – VERGATO Ore 8.00 Ritrovo dei partecipanti Ore 9.00 partenza, a seguire apposizione ufficiale della targa in memoria di Marco Frigerio, pensieri e ricordi. Pranzo al sacco acquistabile al Poggiolo. Ripartenza per FS di Vergato. Distanza 16 km +550 m -700 m Durata 7 ore RIPRESA DEL CAMMINO L’11 AGOSTO A VALDICASTELLO (LU) Martedì 11 agosto VALDICASTELLO – S. ANNA DI STAZZEMA Ore 9.00 Ritrovo dei camminatori davanti alla chiesa di Valdicastello. Ore 9.30 partenza a piedi per S.Anna di Stazzema, col gruppo dei giovani della scuola di Pace tedesca. Ore 12.00 circa arrivo a S.Anna. Pranzo al sacco. Cena al sacco e pernottamento in “ecomostro” su brandine o, in caso di non concessione della struttura, in tenda (necessario sacco a pelo o sacco lenzuolo). Qualora fosse necessario portare la tenda, sarà comunicato in anticipo ai partecipanti. Le valigie potranno essere trasportate in auto da Valdicastello a S.Anna da uno degli organizzatori. Distanza 4 km +575 m Durata 2 ore Martedì 12 Agosto SANT’ANNA DI STAZZEMA Dalla mattinata e durante tutta la commemorazione ufficiale, presidio silenzioso, con cartelli e bandiere della pace. Pranzo: panini al bar di Sant’Anna Obbligatorio sottoscrivere assicurazione per i primi tre giorni del cammino per un totale di € 12,00 Le iscrizioni si riterranno confermate solo dopo il versamento di caparra di € 30,00 per iscrizioni e info scrivere a: incamminoperlapaceeildisarmo@gmail.com   Zeitcamp 2026 – Futuri tribali Anche quest’anno siamo riusciti, in “largo” anticipo, a organizzare uno ZeitCamp Per ora possiamo dirvi questo: Feudo, Campobasso dal 10 al 16 agosto Ci sarà la possibilità di partecipare in tenda o camper, immersi nella natura e nello spirito della tribù Costi? Giusto quelli “umani”: cibo (da portare o acquistare insieme in loco) eventuali spostamenti e spese vive varie Se sentite il richiamo della foresta, iniziate a bloccarvi le date in calendario e unitevi alla call Telegram del mercoledì sera È finalmente pronto il modulo di pre-registrazione allo ZeitCamp 2026 – Futuri Tribali! Per maggiori info visita zeitgeistitalia.org/zeitcamp2026    Università estiva di Attac 2026 “Dove va il capitalismo, dove andiamo noi” 11-13 settembre New Camping Le Tamerici Via della Cecinella 3 – Cecina Mare (LI) Scarica la Presentazione dell’Università estiva 2026 di Attac Italia Scarica il  Programma dell’Università estiva 2026 di Attac Italia Scarica le informazioni sui costi, prenotazione e logistica dell’Università estiva 2026 Leggi chi sono le relatrici e i relatori dell’Università estiva 2026 di Attac Italia Programma Venerdì 11 settembre 2026 ore 17.00 – 19.00 “Capitalismo, crisi ecoclimatica e guerra” partecipano Raffaele Giammetti (professore associato di Economia politica Università di Cassino e del Lazio Meridionale) Claudia Terra (dottoressa di ricerca in Filosofia politica Università di Trento in cotutela con École Normale Supérieure de Paris)   Sabato 12 settembre 2026 ore 10.30 – 12.30 “Occidente al tramonto, il sole sorge a Pechino?” partecipano Daniela Caterina (professoressa associata presso la Facoltà di Filosofia della Huazhong University of Science and Technology (Wuhan)) Fabrizio Eva (geografo politico) ore 14.30 – 16.30 “Nuove tecnologie e IA: tecnofascismo o liberazione?” partecipano Armanda Cetrulo (ricercatrice in Economia Scuola Superiore S. Anna di Pisa) Mauro Munzi (filosofo e analista delle tecnologie contemporanee) ore 17.00 – 19.00 “Territori per l’estrattivismo o comunità di cura e di trasformazione?” partecipano Sara Pilia (attivista e referente nazionale Arci per i territori e le aree interne) Donatella Gasparro (dottoranda in Scienze Politiche Scuola Normale Superiore di Pisa)   Domenica 13 settembre 2026 ore 10.30 – 13.00 “Cambiare il mondo dal basso” partecipano Marcella Corsi (professoressa di Economia Politica Università La Sapienza Roma) Dario Salvetti (Collettivo di Fabbrica ex-Gkn)* Marco Deriu (professore associato di Sociologia Università di Parma) Marco Bersani (filosofo e attivista di Attac Italia)   Redazione Italia
July 20, 2026
Pressenza
Il primo amico e il primo nemico
-------------------------------------------------------------------------------- Laboratori creativi ed espressivi, storytelling, giochi cooperativi e attività motorie, cura degli orti didattici: sono alcune delle attività promosse in Cisgiordania da AICS Jerusalem ACS (foto Vento di Terra) -------------------------------------------------------------------------------- Come mi scrive un amico scienziato che ama riflettere, l’evento fondamentale nella storia del vivente è stato la comparsa di un microrganismo capace di provare dolore. Questa tesi va ovviamente precisata, premettendo – o aggiungendo – a «dolore» «piacere». Se mettiamo in relazione questa fondamentale capacità del vivente con quanto Aristotele scrive sulla percezione della sensazione di esistere («sentire che viviamo è di per sé dolce, perché la vita è un bene ed è dolce sentire che un tale bene ci appartiene»), possiamo allora dire che la forma primordiale della capacità di provare piacere o dolore si riferisce al fatto stesso di esistere, al sentirsi vivere. Alla sensazione della dolcezza del vivere corrisponde, infatti, quella, simmetricamente opposta, in cui per qualche ragione – o persino senz’alcuna ragione apparente – sentirsi vivere è doloroso. La frase di Aristotele che abbiamo citato fa parte del trattato sull’amicizia che occupa i libri ottavo e nono dell’Etica nicomachea. Dopo aver definito la dolcezza della sensazione di vivere, Aristotele aggiunge che la stessa dolcezza la proviamo per l’esistenza dell’amico e l’amicizia è questo con-sentire (synasthanesthai) (al)l’esistenza di un altro uomo, che diventa per questo un “altro me stesso” (heteros autos). Non solo vi è una sensazione dell’esistenza, un sentirsi vivere, ma questa sensazione è già sempre condivisa, è già sempre consentimento dell’esistenza dell’altro; e l’amicizia è l’istanza di questo con-sentire (al)l’esistenza dell’amico nel sentimento stesso dell’esistenza propria. Sarà allora possibile svolgere questa tesi in relazione all’altra polarità della sensazione di esistere, in cui questa appare non più gioiosa, ma dolorosa. Al con-sentire (al)l’esistenza dell’amico corrisponderà ora il con-sentire (al)l’esistenza del nemico. E se la coppia amico-nemico definisce secondo Schmitt la politica, allora a fondamento della politica stanno il piacere e il dolore che definiscono la sensazione umana di esistere e il con-sentimento dell’esistenza dell’altro ad essa inerente. Amicizia e inimicizia, amore e odio, il philein del philos e l’echthairo dell’echthros non rimandano a una dottrina degli affetti, ma sono innanzitutto due fondamentali categorie ontologico-politiche. Se percepiamo la sensazione di vivere come dolce, allora siamo nell’amicizia e nella pace, se la percepiamo invece come odiosa, cadiamo nella guerra e nell’inimicizia. Ancora una volta, alla base della nostra relazione con gli altri sta il rapporto con noi stessi, il modo in cui con-sentiamo (al)la nostra esistenza determina il modo in cui ci situiamo nel mondo. Il primo amico e il primo nemico siamo noi stessi. -------------------------------------------------------------------------------- Pubblicato su Quodlibet (e qui con l’autorizzazione della casa editrice). Tra i libri più importanti di Giorgio Agamben: Homo Sacer. Edizione integrale 1995-2015, (Quodlibet) e L’uomo senza contenuto (Quodlibet). Il suo ultimo libro invece è Amicizie (Einaudi). -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI MARINA GARCES: > Indagare l’amicizia -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il primo amico e il primo nemico proviene da Comune-info.
July 20, 2026
Comune-info