Tag - sionismo

L’apartheid dei palestinesi nelle università israeliane denunciata da un rapporto di Adalah
Nelle aule universitarie israeliane vige un regime disciplinare discriminatorio fondato sull’appartenenza etnico-nazionale, configurabile come una vera e propria forma di apartheid all’interno dell’istruzione superiore. È la conclusione a cui giunge il rapporto investigativo intitolato “Apartheid in Israeli Academia: Palestinian Students After 7 October 2023“, redatto da Adalah – Centro Legale […] L'articolo L’apartheid dei palestinesi nelle università israeliane denunciata da un rapporto di Adalah su Contropiano.
September 10, 2026
Contropiano
#NODDL1004 – Nandino Capovilla: “Voi, per legge… Noi…”
Il referente della campagna ‘Ponti non muri’ di Pax Christi oggi è intervenuto sul tema delle iniziative in svolgimento nella giornata odierna, il presidio-maratona dalle 13:00 a Roma davanti a Montecitorio e le manifestazioni organizzate in tante città. Le dichiarazioni di don Nandino Capovilla sono espresse nel testo pubblicato sul blog Bocche Scucite e in un video divulgato con i social-media: PER LEGGE “LA SOLIDARIETÀ NON SI PROCESSA, IL DISSENSO NON SI SILENZIA” VOI…PER LEGGE proverete ad impedirci di criticare lo stato genocida d’Israele? Ma il mondo l’ha già condannato e le Corti internazionali hanno già emesso gli ordini di cattura per i responsabili dei crimini da loro perpetrati contro. PER LEGGE proverete a censurare scritti, articoli e documenti ritenendoli ingiustamente antisemiti? Allora dovrete stracciare montagne di denunce e di rapporti delle Nazioni Unite. PER LEGGE proibirete le parole ‘apartheid’, ‘pulizia etnica’ e ‘genocidio’? Sappiate che sono già incise nelle coscienze di tutta l’umanità e nei libri di storia. PER LEGGE minaccerete i docenti e gli studenti per indurli a rinunciare agli incontri nelle scuole, alle discussioni, agli eventi e ai corsi accademici? Sappiate che aumentano i professori pronti a fare obiezione di coscienza e gli studenti colpiti dalla repressione del dissenso. PER LEGGE passerete al setaccio il nostro parlare, giudicandolo come espressione di odio per gli ebrei? Sarà ridicolo perché molto più esplicite di noi sono centinaia di dichiarazioni degli stessi leader israeliani sulle intenzioni genocidarie della Nakba in atto. PER LEGGE ci impedirete di criticare il sionismo? Dovrete colpire migliaia di persone di fede ebraica che in tutto il mondo hanno smesso di tacere e manifestano ovunque per custodire la loro fede. PER LEGGE arriverete ad entrare perfino nelle chiese accusando tutti di antisemitismo? Noi cristiani non tradiremo le comunità cristiane palestinesi che da anni criticano Israele, loro che vivono fianco a fianco con persone ebree, pregheremo con le suppliche che loro compongono sul baratro del genocidio in atto, diffonderemo i loro pronunciamenti ufficiali perché dopo la pulizia etnica dell’intera Palestina non vengano fatti sparire dalla faccia della terra: > Condanniamo tutti coloro che sfruttano e sostengono l’accusa di antisemitismo > per mettere a tacere la voce palestinese della verità. > > Respingiamo ogni tentativo di confondere l’antisemitismo con l’opposizione > all’apartheid e con la pressione esercitata affinché Israele sia chiamato a > rispondere delle proprie responsabilità ai sensi del diritto internazionale, > in particolare attraverso l’uso di definizioni e documenti concepiti per > servire le ideologie e gli interessi sionisti con il pretesto di combattere > l’antisemitismo. > > L’uso improprio del termine antisemitismo distorce e oscura la realtà del vero > antisemitismo che ancora esiste nel nostro mondo e che condanniamo con forza > insieme a tutte le forme di razzismo, esclusione e pregiudizio, compresa > l’islamofobia. > > L’ideologia sionista sostiene di rappresentare e proteggere il popolo ebraico, > ma così facendo ha confuso “ebreo” e “sionista” come se fossero la stessa > cosa. > > Kairos Palestina, Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio, > 3.8.2025 https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2026/09/NANDINO-CAPOVILLA-9-9-2026.mp4 Nandino Capovilla – post Facebook, 9/9/2026: > PER LEGGE ci impedirete di criticare uno stato genocida? Ma dovrete stracciare > montagne di Rapporti delle Nazioni Unite. E se arriverete nelle chiese > accusandoci di antisemitismo, noi cristiani non tradiremo le comunità > palestinesi virgolettando le loro preghiere e i documenti che ripetono: “con > l’accusa di antisemitismo vogliono mettere a tacere la verità confondendolo > con l’opposizione all’apartheid” (KAIROS, la fede in tempo di genocidio Bocche Scucite, 9 settembre 2026: * blog – PER LEGGE “La solidarietà non si processa, il dissenso non si silenzia” * post Instagram – VOI… PER LEGGE proverete a impedirci di criticare Israele? Non sarà una legge a cancellare le parole apartheid, pulizia etnica, genocidio, né a mettere a tacere le denunce delle Nazioni Unite, delle Corti internazionali, dei docenti, degli studenti e di chi continua a chiedere giustizia per il popolo palestinese. E oggi la risposta arriva dalle piazze: manifestazioni sono previste in 46 città italiane, con una grande mobilitazione a Roma e iniziative diffuse in tutta Italia contro il cosiddetto “Ddl Antisemitismo”. Oltre 250 organizzazioni hanno aderito. Non sarà una legge a trasformare ogni critica al governo israeliano o al sionismo in antisemitismo. Criticare uno Stato e le sue politiche non significa odiare un popolo o una religione. Condanniamo l’antisemitismo, come ogni forma di razzismo, islamofobia, esclusione e pregiudizio. Ma rifiutiamo che l’accusa di antisemitismo venga usata per mettere a tacere chi denuncia violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale e chiede giustizia per il popolo palestinese. Non ci farete tacere. La libertà di parola, la giustizia e la dignità umana non si censurano per legge. Maddalena Brunasti
September 9, 2026
Pressenza
Come il sionismo ruba le elezioni (in video)…
… in America latina e in Europa di Marco Consolo (*) L’industria della disinformazione digitale e della manipolazione elettorale è relativamente nuova: un settore giovane e innovativo… dedito a distorcere la realtà e spargere propaganda on line. Una florida industria clandestina capace di interferire nelle elezioni e manipolare il dibattito pubblico, che ha trovato in America Latina un terreno particolarmente fertile. I
September 9, 2026
La Bottega del Barbieri
IL DDL ANTISEMITISMO ARRIVA ALLA CAMERA
ll ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita. Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese – denunciato anche dall’Onu circa un anno fa – della pulizia etnica e dell’apartheid. Opporsi al DDL significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci, proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a Israele e alle sue politiche.” E’ stato indetto il 9 a Montecitorio un presidio proprio in occasione della discussione del ddl Antisemitismo alla camera, chiamato da oltre 100 associazioni, ne parliamo con Alessandra Algostino docente di diritto costituzionale all’Università di Torino.
September 7, 2026
Radio Blackout - Info
Un’app per tutelare i soldati israeliani dall’arresto per crimini di guerra all’estero
Si chiama Shachpatz, ovvero “giubbotto antiproiettile“, l’app creata per garantire la massima protezione ai soldati israeliani dal possibile arresto per i crimini di guerra commessi nel corso del genocidio a Gaza. A progettarla e lanciarla è stata Shurat HaDin, un’organizzazione israeliana di estrema destra guidata dall’avvocata Nitsana Darshan-Leitner. L’interfaccia dell’applicazione […] L'articolo Un’app per tutelare i soldati israeliani dall’arresto per crimini di guerra all’estero su Contropiano.
September 6, 2026
Contropiano
Hanover: finto think tank utile a diffondere propaganda israeliana
Un’inchiesta originariamente svolta dal Guardian ha svelato il meccanismo utilizzato da un finto Think tank – inesistente in quanto senza sede, senza indirizzi né referenze – “Hanover” che allena l’intelligenza artificiale nella creazione di propaganda ad hoc in favore di Israele e del suo operato. Eliana Riva ne ha parlato in un suo recente articolo e ai nostri microfoni racconta il funzionamento di questo metodo di propaganda molto raffinato, supportato dagli Stati Uniti e utilizzato come arma di guerra nel cercare di costruire una narrazione che legittimi il genocidio utilizzando strumentalmente la carta dell’antisemitismo.
September 3, 2026
Radio Blackout - Info
Stop al Ddl sull’antisemitismo. Il 9 settembre maratona sotto Montecitorio
Decine di associazioni, reti sociali e di giornalisti, di giuristi chiamano ad una maratona oratoria di protesta sotto Montecitorio per mercoledi 9 settembre per fermare il liberticida Disegno di Legge sull’antisemitismo che intende imbavagliare e criminalizzare ogni critica allo stato di Israele e al sionismo. Qui di seguito il testo […] L'articolo Stop al Ddl sull’antisemitismo. Il 9 settembre maratona sotto Montecitorio su Contropiano.
August 31, 2026
Contropiano
Israele autorizza i libri di preghiera ebraici ad Al-Aqsa: perché può aggravare le tensioni
Domenica 16 agosto, alcuni fedeli ebrei sono entrati nel complesso della Moschea di Al-Aqsa portando con sé i siddurim, i libri della liturgia ebraica, e hanno celebrato il rito collettivamente. È la prima volta che le autorità consentono apertamente l’introduzione dei testi sacri nella Spianata, chiamata dagli ebrei Monte del Tempio. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha confermato l’episodio al Jerusalem Post, senza fornire ulteriori spiegazioni. La polizia si è limitata ad affermare di agire secondo «le direttive del livello politico» e le valutazioni operative. Non si tratta soltanto di una preghiera sussurrata sotto la protezione della polizia. L’allentamento delle regole segna una svolta ben più profonda: incrina gli equilibri religiosi di Gerusalemme e riporta al centro le attese messianiche legate alla ricostruzione del Terzo Tempio. Il giornalista di destra Arnon Segal, che ha condiviso la fotografia dei fedeli intenti a pregare domenica scorsa, ha parlato di un «esperimento iniziale», precisando che non esiste ancora un’autorizzazione generale. Il 19 agosto, Segal ha pubblicato una seconda fotografia su X in cui si vedono altre 15 persone autorizzate pregare sulla spianata del Tempio. Ciò che fino a pochi anni fa comportava l’allontanamento o l’arresto viene ormai tollerato e mostrato come un fatto compiuto. In base allo status quo definito dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967, soltanto i musulmani possono celebrare il culto nel complesso, mentre ebrei e cristiani pregano presso il Muro Occidentale. Israele, tuttavia, controlla gli accessi attraverso la polizia. Con l’arrivo di Ben-Gvir, il divieto formale è stato progressivamente svuotato: il ministro ha guidato riti pubblici e gli agenti hanno iniziato a consentire fogli liturgici, canti e prostrazioni. Il Waqf, la fondazione islamica legata alla Giordania che amministra Al-Aqsa, denuncia uno «smantellamento sistematico» diretto a trasformare la Spianata in un luogo di culto condiviso, modificandone l’identità musulmana. La seconda foto pubblicata su X dal giornalista di destra Arnon Segal il 19 agosto, in cui si vedono altre 15 persone autorizzate pregare nel complesso della Moschea di Al-Aqsa. Gerusalemme ha già mostrato quanto possa essere esplosivo un gesto compiuto sulla Spianata. Il 28 settembre 2000 Ariel Sharon, allora leader dell’opposizione, vi entrò scortato da centinaia di agenti. Quella “passeggiata” divenne il detonatore della Seconda Intifada. Da allora, le incursioni di attivisti e coloni si sono moltiplicate, fino alla svolta impressa da Ben-Gvir. Nel 2025, il ministro guidò apertamente una preghiera collettiva; il 23 luglio scorso, durante il Tisha B’Av, migliaia di visitatori ebrei salirono sul Monte, mentre alcuni celebrarono riti alla presenza delle forze dell’ordine. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu continua a sostenere che nulla sia cambiato, ma la politica reale racconta il contrario: la deroga occasionale sta diventando consuetudine e la consuetudine prepara una nuova sovranità. Limitarsi alla chiave geopolitica significa, tuttavia, cogliere soltanto una parte della posta in gioco. Il Monte del Tempio, chiamato dai musulmani Haram al-Sharif, è il luogo più sacro dell’ebraismo e ospita la Cupola della Roccia e la Moschea di Al-Aqsa, terzo santuario dell’Islam. Qui sorgevano il Primo e il Secondo Tempio. Da anni, associazioni israeliane preparano arredi, vesti sacerdotali e rituali per una futura ricostruzione. Un tempo marginali, queste organizzazioni hanno conquistato spazio nella società e interlocutori nelle istituzioni. L’ingresso dei siddurim non annuncia l’imminente edificazione del Terzo Tempio, ma rende politicamente concepibile ciò che apparteneva quasi esclusivamente all’immaginario messianico. Il ritorno del santuario possiede una valenza escatologica anche nella tradizione cristiana. Padri della Chiesa come Ireneo di Lione, Ippolito Romano, Cirillo di Gerusalemme e Giovanni Damasceno collegarono la sua ricostruzione alla manifestazione finale dell’Anticristo, precedente alla Parusia. Ippolito scrisse che questi avrebbe innalzato nuovamente «il tempio di pietra in Gerusalemme», stabilendovi il proprio dominio prima di essere sconfitto dalla venuta di Cristo. Non si tratta di una dottrina accolta uniformemente da tutto il cristianesimo, ma di una linea interpretativa antica, fondata anche sui passi di Daniele e della Seconda lettera ai Tessalonicesi. Quella lettura è stata ripresa e trasformata in programma politico da una parte del sionismo cristiano statunitense. Per il premillenarismo dispensazionalista, il ritorno degli ebrei nella Terra promessa, il controllo di Gerusalemme e, secondo alcune correnti, la rinascita del santuario rappresentano tappe verso la seconda venuta di Cristo. Il sostegno a Israele non risponde quindi soltanto a calcoli strategici: per milioni di evangelici significa partecipare al compimento della profezia. Sulla Spianata convergono così il messianismo della destra religiosa israeliana e l’escatologia evangelica, capace di condizionare la politica estera di Washington. Dopo l’11 settembre, queste suggestioni si sono saldate agli interessi dell’apparato bellico e ai progetti di ridisegnare il Medio Oriente. In questa prospettiva, in cui strategia e fede si sovrappongono, la guerra non rappresenta più soltanto un rischio da scongiurare, ma può essere interpretata come il passaggio necessario per compiere una profezia. The post Israele autorizza i libri di preghiera ebraici ad Al-Aqsa: perché può aggravare le tensioni appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 22, 2026
L'INDIPENDENTE
I “terroristi” siamo noi!
Abbiamo costruito per ottant’anni la figura del terrorista come colui che minaccia l’Occidente, che ci odia per i nostri “valori”. In realtà ci basterebbe aprire un atlante, leggere qualche archivio declassificato, ma anche solo studiare qualche libro di Storia e contare i governi rovesciati nei decenni, le città bombardate, la […] L'articolo I “terroristi” siamo noi! su Contropiano.
August 19, 2026
Contropiano