Cuba replica alle dichiarazioni di Trump all’Onu

Pressenza - Thursday, September 24, 2026

Il Presidente di Cuba Miguel Díaz-Canel ha condannato fermamente le recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

“Ieri le affermazioni del Presidente degli Stati Uniti sono state totalmente arroganti, prepotenti, interferenti e dimostrano il sostegno a quel pensiero genocida, criminale e sprezzante verso Cuba e il popolo cubano”, ha dichiarato Díaz-Canel nel programma ‘Criterio Compartido’.

Il presidente cubano ha sottolineato che Trump ha dimostrato “ancora una volta il disprezzo che prova per i popoli dell’America Latina e dei Caraibi, in particolare verso Cuba e verso la rivoluzione cubana”. Il Presidente degli Stati Uniti sfugge alla sua responsabilità nel “genocidio” contro il popolo cubano attraverso “quel blocco inasprito e prolungato”, mentre definisce il governo dell’isola uno Stato fallito, che cadrà.

“La libertà a Cuba è arrivata il 1° gennaio 1959 con la Rivoluzione e quella libertà non la perderemo, la difenderemo”, ha affermato in un messaggio indirizzato al governo degli Stati Uniti.

Il Presidente degli Stati Uniti ha assicurato che la sua amministrazione sta cercando “un cambiamento fondamentale” a Cuba e ha riconosciuto che sta esercitando una pressione per questo, “la più grande a cui sia mai stata sottoposta”.

Queste dichiarazioni sottolineano ancora una volta la volontà degli Stati Uniti di strangolare il popolo cubano con la speranza che scenda in strada, addossando tutte le responsabilità alla gestione dell’attuale governo. Secondo Trump e i suoi scagnozzi tutti i problemi che l’isola sta attraversando sono da addossare alla mala gestione governativa, al sistema economico socialista che ha fallito. Ingenuamente poi ammette che l’isola è sottoposta a una pressione senza precedenti, affermazione, quest’ultima che certifica senza possibilità di smentita che i problemi di Cuba sono causati dagli Stati Uniti.

Affermazione che però non viene evidenziata dai nostri mezzi di informazione che attingono le loro notizie dai mezzi informativi che hanno sede a Miami e in Florida; vengono definiti la libera stampa cubana, ma ricevono lauti finanziamenti direttamente dal governo statunitense e dalle sue agenzie. Fonti informative al servizio della Casa Bianca che anche questa volta applaudono le dichiarazioni di Donald Trump.

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Andrea Puccio