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Cuba e Russia ampliano la collaborazione nel settore farmaceutico
Russia e Cuba hanno annunciato la creazione della loro prima joint venture nel settore biofarmaceutico, un fatto senza precedenti nelle relazioni bilaterali. Il progetto è stato comunicato dal primo vicepresidente della società statale cubana BioCubaFarma, Eulogio Pimentel e segna un passo significativo nella cooperazione scientifica e tecnologica tra i due Paesi. La collaborazione mira a promuovere lo sviluppo biotecnologico, la produzione di farmaci innovativi e lo scambio di conoscenze nel campo della salute. In questo contesto si evidenzia la partecipazione di progetti legati a ‘startup’ in incubazione all’interno della piattaforma tecnologica di Skólkovo, uno dei principali poli di innovazione della Russia. Attualmente la collaborazione include diversi farmaci già registrati e in uso. Tra questi ci sono Heberprot-P, un rimedio unico per la cura efficace delle ulcere del piede diabetico; Hebermin, una crema con fattore di crescita utilizzata per trattare le ulcere da ustioni, CIMAvax-EGF, un vaccino terapeutico per il trattamento del cancro ai polmoni e Jusvinza, un farmaco utilizzato nel trattamento di gravi processi infiammatori. Uno dei programmi congiunti più importanti è HEBERSaVax, incentrato sul controllo delle terapie oncologiche. (RT)   Andrea Puccio
June 29, 2026
Pressenza
America Latina: il paradosso del successo progressista
Le recenti elezioni presidenziali in Colombia hanno messo in luce un sorprendente paradosso politico. I nuovi dati forniti dall’agenzia nazionale di statistica del Paese mostrano che il tasso di povertà nazionale è sceso al 28% nel 2025, il livello più basso mai registrato. Quasi 1,8 milioni di colombiani sono usciti dalla povertà in un solo anno, mentre anche la povertà estrema e la disuguaglianza di reddito hanno subito una contrazione. Queste cifre rappresentano un significativo risultato sociale e confermano una tendenza pluriennale al miglioramento degli standard di vita. Eppure, nonostante questo progresso, i colombiani hanno eletto l’avvocato e imprenditore di destra Abelardo De La Espriella, la cui piattaforma nazionalista e incentrata sull’ordine pubblico segna un netto contrasto con le politiche del presidente uscente Gustavo Petro. Il risultato suggerisce che anche un progresso sociale ed economico significativo non si traduce necessariamente in un sostegno elettorale per il governo che ha contribuito a realizzarlo. E la Colombia non è un caso isolato. In tutta la regione, i cicli elettorali hanno ripetutamente dimostrato che il progresso sociale non produce necessariamente una fedeltà politica duratura. Modelli simili si osservano in Argentina, Cile, Ecuador e in altre parti del Sudamerica, dove periodi di governo progressista sono stati spesso seguiti dall’elezione di leader più conservatori o di governi con priorità nettamente diverse. L’ex presidente ecuadoriano Rafael Correa ha offerto una spiegazione di questo fenomeno. Egli ha sostenuto che quando le persone escono dalla povertà ed entrano a far parte della classe media, molte di loro si preoccupano principalmente di preservare il proprio status appena acquisito. Di conseguenza, potrebbero diventare meno favorevoli alle politiche volte a estendere benefici simili ad altri. Che si accetti o meno questa interpretazione, essa mette in luce un’importante sfida politica: il successo stesso delle politiche sociali progressiste può alterare gli interessi, le aspettative e le priorità delle persone che ne beneficiano, rendendo più difficile da sostenere la continuità politica a lungo termine. Esiste, tuttavia, un’eccezione degna di nota: il Messico. Il Messico rappresenta un importante controesempio. Alla presidenza di Andrés Manuel López Obrador è seguita l’elezione di Claudia Sheinbaum, che appartiene allo stesso movimento politico e si è impegnata a portare avanti gran parte dello stesso programma. Anziché provocare una reazione negativa, il progetto di governo ha mantenuto un ampio sostegno popolare grazie a una transizione di leadership riuscita. PERCHÉ IL CASO DEL MESSICO È DIVERSO? Parte della risposta potrebbe risiedere non solo nei risultati delle politiche, ma anche nell’identità politica. Mentre molti governi progressisti del Sudamerica si sono definiti principalmente attraverso etichette ideologiche come il socialismo o la sinistra, il movimento al governo in Messico si descrive sempre più spesso attraverso il concetto di “umanesimo messicano”. Sebbene le sue politiche condividano molti obiettivi con i governi progressisti di altri paesi, il linguaggio utilizzato è notevolmente diverso. L’umanesimo messicano pone l’accento sulla dignità, la comunità, la solidarietà e la cultura nazionale piuttosto che sull’affiliazione ideologica. Questa distinzione potrebbe essere rilevante. I progetti politici inquadrati principalmente in termini ideologici possono rafforzare le divisioni tra sostenitori e oppositori. I progetti radicati in valori culturali ed etici condivisi potrebbero essere in una posizione migliore per creare un senso di identificazione al di là dei confini politici tradizionali. Da questa prospettiva, la continuità del Messico potrebbe riflettere non solo i risultati concreti raggiunti dal governo, ma anche la narrazione più ampia attraverso la quale tali risultati sono stati interpretati. Le elezioni colombiane sollevano quindi una questione più ampia per l’America Latina. Se la riduzione della povertà, la diminuzione delle disuguaglianze e il miglioramento degli indicatori sociali non sono sufficienti a garantire la continuità politica, cosa manca? Il fattore decisivo è la performance economica, la sicurezza, l’influenza dei media, l’organizzazione politica o qualcosa di più profondo all’interno della cultura di una nazione? Il Messico suggerisce che la stabilità politica possa dipendere da qualcosa di più di una semplice governance efficace. Potrebbe anche richiedere un senso condiviso di identità e di scopo che trascenda le categorie ideologiche convenzionali. La domanda più interessante potrebbe non essere perché alcuni paesi si spostino dalla sinistra alla destra, ma perché il Messico non lo abbia fatto. David Andersson
June 27, 2026
Pressenza
Stati Uniti, nuove sanzioni contro Cuba
Il governo degli Stati Uniti ha emesso nuove misure sanzionatorie contro cinque entità cubane e una persona nel tentativo di strangolare l’economia cubana: colpiscono tre imprese legate al conglomerato imprenditoriale Gaesa e due legate all’estrazione mineraria e alla metallurgia, oltre a un parente del generale dell’esercito Raúl Castro. “Oggi, designo cinque entità cubane che generano entrate per il regime cubano, tra cui tre associate al Grupo de Administración Empresarial SA (GAESA), precedentemente designato, e un membro della famiglia Castro, in conformità con l’Ordine Esecutivo (OE) 14404 del Presidente Trump, del 1 maggio 2026”, si legge nel comunicato del Segretario di Stato Marco Rubio. “Oggi il Dipartimento di Stato nomina cinque entità e una persona per promuovere gli sforzi integrali dell’amministrazione Trump volti a porre fine alle attività malvagie del regime cubano, sia a Cuba che in tutto il nostro emisfero”, Le entità sanzionate sono: * Almacenes Universales S.A., filiale di GAESA, che controlla il traffico di container nella Zona Speciale di Sviluppo del Porto di Mariel. * RAFIN S.A., componente chiave della gestione finanziaria di GAESA. * Banco Financiero Internacional S.A., noto come BFI, assorbito da GAESA nel 2016 e utilizzato per transazioni con entità straniere all’interno e all’esterno di Cuba. * Geominera S.A., legata al settore minerario cubano. * Empresa Siderúrgica José Martí / Antillana de Acero, il più grande produttore di acciaio grezzo di Cuba, modernizzato con il sostegno di entità russe. * È stata sanzionata anche Annalie Lilliam Rueda Cardero, identificata come parente adulta di Alejandro Castro Espín, ex capo dei servizi di intelligence cubani e figlio di Raúl Castro. Di conseguenza, i beni e gli interessi dei sanzionati sotto la giurisdizione degli Stati Uniti sono bloccati e le transazioni con loro sono vietate salvo l’autorizzazione dell’OFAC (Office of Foreign Assets Control, Ufficio di controllo dei beni stranieri) In risposta alle nuove sanzioni il membro dell’Ufficio Politico e Ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez Parrilla, attraverso il social network X, ha dichiarato: “Il governo degli Stati Uniti, guidato dal suo disonesto e mendace Segretario di Stato, continua i passi per stringere l’assedio all’economia di Cuba, che si è dimostrata più forte, capace ed efficace di quanto si aspettasse di fronte all’aggressione spietata e alla punizione collettiva contro il popolo e le sue condizioni di vita”. Oltre alle citate sanzioni è arrivata anche la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che autorizza la causa di ExxonMobil contro Cuba per proprietà nazionalizzate. La maggioranza conservatrice della Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito ieri che Exxon Mobil può citare in giudizio le società statali cubane davanti ai tribunali statunitensi per proprietà sull’isola che sono state nazionalizzate dopo il trionfo della rivoluzione. La decisione, presa con 6 voti a favore e 3 contrari, potrebbe rappresentare un’ulteriore leva per l’amministrazione Trump per esercitare maggiore pressione su Cuba, già colpita dal blocco petrolifero degli Stati Uniti, che ha lasciato l’isola senza forniture di carburante. La sentenza si basa sulla legge del 1996 conosciuta come Helms-Burton, approvata durante la presidenza di Bill Clinton, che permette alle imprese statunitensi di richiedere i danni per le proprietà nazionalizzate dal governo cubano. Con questa sentenza i magistrati hanno revocato una sentenza di un tribunale inferiore che riteneva che le aziende statali cubane godessero di immunità contro le cause nei tribunali statunitensi. (Cubadebate, Gramna) www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
June 24, 2026
Pressenza
Cuba verso le liberalizzazioni
Durante la Terza Sessione Straordinaria dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare nella sua X Legislatura sono state presentate 176 proposte di riforma del Paese che toccano molti aspetti della vita economica e sociale di Cuba. Durante il suo discorso in chiusura della sessione dell’assemblea legislativa il il primo segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel ha pronunciato un importante discorso nel quale ha affermato che il Paese sta attraversando un momento eccezionalmente complesso.  “Cuba, la nostra amata Cuba, sta vivendo le ore più difficili di questo secolo e abbiamo la responsabilità storica di salvarla”, ha detto. Ha insistito sulla necessità di profondi cambiamenti, evocando il concetto di Rivoluzione attribuito a Fidel Castro, sottolineando che “è tempo di cambiare tutto ciò che deve essere cambiato” e ha sottolineato che la situazione non risponde solo a fattori interni, ma anche a un contesto globale segnato da conflitti, crisi del multilateralismo e l’uso del sistema finanziario come “arma politica”. L’impatto dell’inasprimento del blocco statunitense contro l’isola è una “punizione barbara, immeritata e insostenibile”, aggravata dalla  persecuzione finanziaria. Ecco le principali misure di modifica proposte dal governo: Settore non statale – Tutte le piccole e medie imprese e le cooperative non agricole in attesa di approvazione saranno autorizzate entro la fine di giugno. – I requisiti, le procedure e i termini per la creazione, la conversione e il funzionamento delle forme non statali di gestione saranno ridotti. – È consentito assumere più di 100 lavoratori nel settore privato. – È permesso a una stessa persona di avere più di un’azienda. – I diritti reali (usufrutto o diritto di superficie) sono concessi agli attori non statali. – Le attività vietate sono ridotte. – Le forme non statali possono svolgere tutte le attività che desiderano, purché siano lecite e non abbandonino la loro attività principale. – Il settore privato è autorizzato a importare e vendere carburanti, anche al dettaglio. Settore agricolo – È autorizzata la creazione di imprese private nell’agricoltura e gli investimenti diretti esteri. – Le cooperative sono autorizzate a importare e commercializzare carburante. – Le cooperative sono autorizzate a condurre un commercio estero diretto. – I massimali di prezzo sono eliminati. Saranno formati tra produttore e commerciante secondo le regole del mercato. – È autorizzata l’importazione diretta di input agricoli e la loro commercializzazione. Sistema bancario e finanziario – Incentivare la partecipazione del capitale privato all’attività bancaria. – Il limite sui bonifici bancari per le persone fisiche viene eliminato. – Vengono concesse licenze per gli uffici di cambio privati. Carico fiscale – Viene ridotto l’onere fiscale del settore imprenditoriale a causa dell’imposta sui utili. – Sarà effettuata una riforma globale del salario nel settore statale. Come misura immediata, il salario minimo nel Paese sale a 3210 pesos. – Si propone che le aziende statali possano svolgere tutte le attività che determinano, purché siano lecite. Distribuiranno i loro profitti al netto delle imposte come stabilito e fisseranno gli stipendi dei loro lavoratori. In futuro, ogni misura approvata per il settore privato sarà approvata anche per le imprese statali. Altre misure – Decentramento delle funzioni nei Comuni, che potranno approvare ed estinguere le imprese, autorizzare investimenti nazionali e stranieri. – Eliminazione dei sussidi ai prodotti. Le persone che ne hanno bisogno saranno sovvenzionate. Stabilire prezzi differenziati, sconti, gratuità o quote di solidarietà per le persone in situazioni di vulnerabilità. – Incoraggiare tutti gli attori economici del Paese che possono aiutare il pagamento delle pensioni attraverso accordi con la banca. – Gioventù e occupazione: “Si deve continuare ad avanzare affinché i giovani si uniscano allo studio e al lavoro e siano pagati per questo attraverso corsi di preparazione”, ha detto il primo ministro Marrero. – Viene autorizzato il telelavoro. – Sono autorizzate catene di negozi internazionali, marchi e franchising. – Sono autorizzate la gestione privata e gli investimenti stranieri nel settore immobiliare. – Le agenzie di viaggio, il noleggio auto e le guide turistiche sono autorizzate in forme di gestione non statale. – I prezzi stabiliti in modo amministrativo vengono eliminati. Si formeranno in base al mercato. – Il monopolio statale del commercio estero viene eliminato. I contadini potranno importare direttamente combustibili, commercializzarli ed esportare direttamente le loro produzioni. – Il commercio estero è autorizzato in forme di gestione non statali. – L’usufrutto della terra per gli investimenti stranieri si estende fino a 99 anni. – Si approva l’addebito della tariffa per la raccolta dei rifiuti solidi. Tariffe più basse per le persone in situazioni di vulnerabilità. – È autorizzata l’importazione a titolo commerciale delle persone fisiche. La tassa sarà pagata in dollari. – È autorizzata la vendita ambulante di prodotti. Come appare evidente le misure proposte hanno lo scopo di ridurre la partecipazione dello Stato nell’economia e nella gestione dei servizi, aprono la porta a una graduale privatizzazione dell’isola e tendono a ridurre la burocrazia e a semplificare la gestione delle attività economiche. Misure che comunque si scontrano con il sessantennale blocco economico, commerciale, finanziario ed energetico a cui  Cuba è sottoposta dagli Stati Uniti. Non è la solita affermazione ideologica, ma la realtà che soffre l’isola. Se da un lato si incentivano gli investimenti esteri, dall’altro non bisogna dimenticare che proprio le misure sanzionatorie statunitensi hanno messo in fuga le imprese straniere dall’isola. Come si pensa di introdurre, ad esempio, la possibilità di importazione di combustibili se esiste un ordine esecutivo di Donald Trump che impedisce ogni commercio di petrolio e derivati? Davvero sconcertante la decisione di creare uffici di cambio privati. Di fatto con l’introduzione di queste nuove case di cambio viene legittimato il tasso di cambio del peso con le altre monete internazionali proposto da siti illegittimi come il famoso Toque. Vedremo se queste misure che sposteranno il paese verso una graduale liberalizzazione saranno sufficienti per Donald Trump e il suo amico e suggeritore Marco Rubio per alleggerire le misure sanzionatorie a cui Cuba è sottoposta. Se ciò non avvenisse non riesco proprio a comprendere come sarà possibile uscire dal tunnel nel quale si trova Cuba nonostante la svolta liberale che queste nuove misure economiche introdurranno. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
June 19, 2026
Pressenza
RIFONDAZIONE CONDANNA MOZIONE PARLAMENTO EUROPEO CONTRO CUBA
Rifondazione Comunista condanna la vergognosa risoluzione del parlamento europeo contro Cuba. Mentre Cuba sta fronteggiando la più grave crisi umanitaria della sua storia a causa del blocco totale imposto da Trump, il Parlamento europeo approva una risoluzione infame e complice che chiede all’UE di imporre sanzioni e minaccia di interrompere l’accordo di cooperazione con l’isola. In una risoluzione approvata con 283 voti favorevoli, 199 contrari e 85 astensioni, il parlamento europeo ha la spudoratezza di affermare che l’attuale emergenza umanitaria “non è il prodotto di alcun embargo esterno, ma la diretta conseguenza del modello e dei fallimenti del regime stesso”. Di fatto è una mozione che ricalca la propaganda dell’amministrazione fascista di Trump e Rubio che contraddice gli stessi voti della maggioranza degli stati europei nell’assemblea generale dell’Onu contro il blocco illegale che va avanti da più di sessanta anni. Trump ha inasprito il blocco a livelli mai visti con misure illegali che si applicano a qualsiasi impresa di paesi terzi. Da mesi l’isola subisce il blocco totale delle forniture energetiche. La maggioranza del parlamento europeo si allinea con il fascismo MAGA invece di denunciare le misure che costringono le imprese del nostro continente a cessare qualsiasi attività e relazione con Cuba. La risoluzione è stata proposta dai parlamentari di centrodestra del PPE, dai liberali di Renew (il gruppo di Calenda in cui è confluita Picierno dopo l’uscita dal Pd), dai Conservatori. L’estrema destra chiedeva un testo ancor più duro contro Cuba ma ha consentito l’approvazione astenendosi. Hanno votato contro socialisti, verdi e la sinistra radicale del gruppo The Left. Partiti complici del genocidio a Gaza, contrari a qualsiasi sanzione a Israele sostengono apertamente l’aggressione di Trump a Cuba. Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Anna Camposampiero, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo
June 19, 2026
Pressenza
L’Unione Cuba-Petrolio sanzionata dagli Stati Uniti
Le pressioni contro il governo cubano da parte degli Stati Uniti non si fermano. Oggi la Casa Bianca ha annunciato una nuova misura coercitiva contro l’isola caraibica, inserendo nell’elenco delle imprese sanzionate l’Unione Cuba-Petrolio (CUPET). Ciò avviene nell’ambito della politica di soffocamento economico contro Cuba esasperata negli ultimi mesi dall’amministrazione Trump. La società cubana è stata inclusa oggi nella lista unilaterale dell’OFAC (Ufficio per il controllo degli asset esteri degli Stati Uniti) del Dipartimento del Tesoro, ai sensi dell’Ordine Esecutivo 14404 del Presidente Donald Trump. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che “le élite comuniste cubane hanno usato l’energia come strumento di controllo sociale e profitto cleptocratico.” Ha affermato, come sempre senza presentare prove, che “per decenni, il governo ha rubato e monopolizzato il carburante disponibile, utilizzandolo per l’aereo privato dei Castro, le forze di sicurezza impiegate per reprimere il popolo cubano, per mantenere gli hotel turistici vuoti illuminati e per trasportare persone in autobus per false proteste e manovre politiche; tutto questo mentre il popolo cubano subiva blackout e aspettava settimane per riempire il serbatoio delle loro auto.” Il blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba da oltre sessanta anni ovviamente non c’entra nulla con i problemi energetici che soffrono i cubani, come non c’entra nulla l’ordine esecutivo del 29 gennaio, con il quale sono stati introdotte dazi aggiuntivi contro tutti i Paesi che commerciano petrolio e derivati con Cuba. “Il presidente Trump vuole un nuovo futuro per il popolo cubano con maggiore libertà e opportunità economiche e politiche. Fino ad allora, continueremo ad attaccare la capacità del governo di utilizzare il suo commercio di energia per promuovere la sua agenda corrotta e reprimere violentemente il popolo cubano,” ha aggiunto il salvatore dei Caraibi. Se davvero la loro preoccupazione fosse il miglioramento della  vita dei cubani basterebbe eliminare le centinaia di misure che compongono il sessantennale blocco, ma questo non lo faranno mai, altrimenti si scoprirebbe che tutti problemi che affliggono la popolazione dell’isola non dipendono dalla incapacità dei governanti dell’Avana, ma dalle misure sanzionatorie che strangolano l’economia e la vita dei cubani. Le sanzioni contro la CUPET hanno ovviamente un effetto diretto sulla vita quotidiana dei cubani. La mancanza di carburante colpisce i trasporti pubblici, la produzione di elettricità e di cibo e la distribuzione di beni essenziali. Ogni nuova sanzione è un ulteriore colpo allo sforzo del Paese per riprendersi dalla crisi economica aggravata dal blocco stesso. Ma alla Casa Bianca spiegano con grande maestria, appoggiati dai sempre servili mezzi di informazione da loro finanziati, che stanno operando per il bene del popolo cubano. Pensano davvero che tutti siano scemi … www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
June 12, 2026
Pressenza
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth in visita alla base di Guantanamo
Il 10 giugno il Segretario della Guerra statunitense Pete Hegseth è arrivato alla base navale di Guantanamo a Cuba, illegalmente occupata dagli Stati Uniti. L’agenda di Hegseth, come precedentemente annunciato dal Pentagono, include incontri con le truppe di stanza nella base e una revisione delle operazioni locali. La visita avviene in mezzo a un aumento delle tensioni tra Washington e L’Avana, mentre il Paese caraibico denunciato da mesi l’aumento della pressione da parte degli Stati Uniti e la promozione di una narrazione per giustificare il blocco dell’isola e un’aggressione militare. (RT) www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
June 11, 2026
Pressenza
I giullari di Trump e Rubio plaudono alle sanzioni contro Cuba
I giullari del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del suo Segretario di Stato Marco Rubio applaudono fragorosamente quando dalla Casa Bianca arrivano altre sanzioni contro Cuba. Non potrebbero fare diversamente, visto che questi mezzi di informazione, che si definiscono la stampa libera cubana,  vivono solamente grazie alle elargizioni che arrivano dal governo a stelle e strisce. Ogni ulteriore sanzione emessa contro l’isola caraibica è un giubilo per loro. I vari Cubanet, Cybercuba, ADN Cuba e gli altri mezzi di informazione made in Miami stanno festeggiando l’ultima misura sanzionatoria del loro divo Marco Rubio, che ha portato al blocco delle carte di credito internazionali Visa e Mastercard sull’isola. Con il recente ordine esecutivo 14.400, del 1 maggio, approvato da Donald Trump su iniziativa di Marco Rubio, molti operatori internazionali, per  non perdere i loro beni o vedere le loro proprietà confiscate negli Stati Uniti, sono costretti ad abbandonare Cuba. Celebrano in pompa magna il fatto che così il conglomerato economico cubano GAE SA non riceverà più divisa straniera dalla vendita dei suoi prodotti o dei suoi servizi. Dimenticano però che con le stesse carte di credito molti cubani ricevono rimesse proprio dagli Stati Uniti o acquistano generi alimentari nei negozi, ma ai patrioti del web poco importa: l’importante è continuare la guerra propagandistica contro il governo dell’Avana assecondando le sanzioni che colpiscono direttamente anche i famigliari dei cubani emigrati. Ci ricorda Cubainformacion che GAESA è in realtà una parte fondamentale dello Stato cubano: un grande conglomerato di aziende che spazia dai supermercati agli hotel, passando per le istituzioni finanziarie. Con l’Ordine Esecutivo del 1° maggio Donald Trump  sta punendo e ponendo un ultimatum a tutte le aziende che commerciano o mantengono qualche tipo di affare con una qualsiasi delle numerose entità di GAESA, ossia con una parte importante dello Stato cubano, cioè della proprietà sociale del popolo di Cuba. La Casa Bianca sostiene che GAESA è l’impresa con la quale una piccola oligarchia militare si sta arricchendo alle spalle dei cittadini cubani. Affermazione del tutto arbitraria, dato che non hanno fornito una sola prova dell’esistenza di conti correnti o fondi finanziari nei quali sarebbero confluiti questi soldi. Ma se hanno la CIA e molte altre agenzie di intelligence perché non sono stati in grado di darci almeno uno stralcio di quanto affermano? Semplice, tutto fa parte della solita strategia di massima pressioni su Cuba che, oltre a usare la leva economica, usa anche quella mediatica. Occorre creare il presupposto perché nell’opinione pubblica si insinui l’idea che occorre liberare Cuba da questa classe corrotta e inefficiente con qualunque mezzo, anche quello militare. Poi per Washington tutto quello che è statale è visto come il diavolo, il mezzo con cui una ristretta cerchia di persone sottrae denaro alle casse statali per metterselo nei loro borselli. Applaudono poi l’abbandono di Cuba da parte di molti operatori turistici: compagnie aeree come Iberia, World2Fly, Plus Ultra, Air Canada, WestJet, Sunwing, Air Transat, LATAM o Air France hanno sospeso i voli diretti all’isola. Le compagnie di spedizione marittima, come la francese CMA CGM o la tedesca Hapag, hanno cessato l’invio di container, tra cui quelli che la solidarietà internazionale invia a Cuba per aiutare la popolazione con medicinali e attrezzature varie. Molte catene alberghiere hanno comunicato che abbandoneranno l’isola. Archipiélago International (Aston), la società spagnola Meliá, che ha già interrotto la gestione di 15 dei suoi 34 hotel; Iberostar, con 12 hotel; Blue Diamond, dal Canada, e molte altre se ne andranno. Per i giullari del presidente questo impedirà a GAE SA di ricevere divisa dal settore turistico. Ma tutti i cubani che adesso già si trovano senza lavoro e quelli che nei prossimi giorni si sommeranno ai disoccupati ringraziano sentitamente. Inoltre il calo del turismo sta colpendo in modo drammatico le migliaia di case particulares, gli affittacamere che negli anni hanno rappresentato un’importante ossatura per il turismo e una notevole fonte di entrata per le famiglie cubane. Bisogna festeggiare perché il regime dittatoriale e corrotto di Cuba sta per scomparire dalla faccia della terra. Così gli alleati del governo di Donald Trump applaudono la notizia dell’abbandono dei partner internazionali di oltre un centinaio di hotel sull’isola. Ad esempio, ADN Cuba afferma: “Questo rappresenta un nuovo colpo per un settore strategico del regime cubano, che per anni ha dato la priorità alla costruzione di hotel sotto il controllo di GAESA, anche in mezzo al deterioramento dei servizi di base e alla profonda crisi economica”, riferisce Cubainformacion. Dimenticano però di ricordare che molti di questi investimenti sono stati chiaramente fatti con capitali stranieri che hanno favorito l’occupazione di migliaia di cubani, gli stessi cubani che adesso si troveranno senza lavoro. E poi affermano candidamente che è il governo di Miguel Diaz Canel che non è in grado di garantire un’occupazione degna ai suoi cittadini. La mancanza di energia elettrica per molte ore spinge i cittadini a protestare per i blackout e i servi della Casa Bianca festeggiano queste proteste. Scrivono che è colpa del governo che non comprerebbe i combustibili per alimentare le centrali termoelettriche. E il blocco energetico imposto da colui che gli paga gli stipendi dove è finito? Semplicemente non esiste, come continua a ripetere Marco Rubio: tutto va ricondotto alla solita narrazione, ovvero l’incapacità dell’esecutivo cubano di provvedere alle basilari necessità della popolazione. Ti affogo, ti strozzo con centinaia di sanzioni e poi do la colpa al governo. Infine arrivano pure a chiedere esplicitamente, mentre stanno sotto una palma a godersi il sole di  Miami, un intervento armato sull’isola, l’unico modo per far capitolare il governo cubano. Padre Alberto Reyes, ad esempio, dichiara: “Preferiamo un finale spaventoso a uno spaventoso senza fine”. Juan Juan Almeida afferma: “Purtroppo non vedo altra via d’uscita che l’intervento”.  José Daniel Ferrer, recentemente arrivato negli Stati Uniti dopo che Marco Rubio gli ha concesso l’asilo, immaginiamo perché … dice: “La libertà ha un sapore più dolce quando la si conquista con il suo sforzo”.  Rosa María Payá invece chiede all’Unione Europea e alla Spagna di “rettificare e prendere le parti del popolo cubano”, interrompendo l’accordo di dialogo politico e cooperazione che l’UE ha con Cuba. Quindi non solo privare l’isola delle risorse finanziarie con l’uscita dei partner internazionali e impedire che entri una goccia di petrolio, ma anche attaccare gli aiuti economici e materiali che arrivano dall’estero, oltre alla cooperazione internazionale e alla solidarietà. E poi questo viene dipinto come un progetto di liberazione. (Informazioni: Cubainformacion) www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
June 7, 2026
Pressenza
Sanzionati dagli Stati Uniti il presidente cubano e membri della famiglia di Raul Castro
Sanzioni, sanzioni e ancora sanzioni … il governo degli Stati Uniti ha emesso oggi sanzioni contro il Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Diaz Canel, alcuni membri della famiglia di Raul Castro e altre istituzioni cubane. Tanto per non perdere le sane abitudini dalla Casa Bianca arriva un altro giro di sanzioni contro Cuba.  Questa volta il Dipartimento di Stato statunitense, in una nuova azione dell’amministrazione Trump contro il Paese caraibico, ha sanzionato Díaz-Canel e sua moglie, Lis Cuesta Peraza, Alejandro Castro Espín, figlio di Raúl Castro,  Raúl Alejandro Castro Calis, nipote di Raúl Castro e  Manuel Anido Cuesta, figliastro di Díaz-Canel. Sono state inoltre sanzionati il Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (MINFAR), i Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR), l’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP), Amistur Cuba S.A. e  Miniera La Victoria S.A. Le sanzioni bloccano tutti i beni e gli interessi sotto la giurisdizione degli Stati Uniti e vietano ai cittadini e alle imprese statunitensi di effettuare transazioni con i sanzionati. Marco Rubio, nella solita stantia retorica,  ha affermato che le sanzioni cercano di colpire la rete di persone ed entità che sostengono e finanziano le attività di Cuba contro gli interessi degli Stati Uniti. “La vile inclusione del presidente Díaz-Canel, parte della sua famiglia, oltre a istituzioni, organizzazioni della società civile e aziende cubane in una lista illegittima e unilaterale del governo degli Stati Uniti è l’ultimo esempio del piano interventista statunitense, che intende presentare Cuba come una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, ha scritto il Ministro degli Esteri Bruno Rodriguez Parrilla sul suo account X dopo l’emissione delle sanzioni. “Ogni azione degli Stati Uniti volta a costruire uno scenario di conflitto tra i due Paesi sarà destinata al fallimento. Ogni minaccia contro l’indipendenza e la sovranità di Cuba avrà come risposta più unità e determinazione del nostro popolo” ha aggiunto il ministro. Intanto Donald Trump tuonava nuovamente contro Cuba, dichiarando che dopo l’Iran, Washington si occuperà della nazione caraibica. “Ci occuperemo di questo (Cuba) non appena avremo finito (con l’Iran). Mi piace fare una cosa alla volta,” ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca. Da parte sua Miguel Díaz-Canel ha commentato le recenti dichiarazioni di Donald Trump affermando che “questa cecità politica si aggiunge alle misure coercitive applicate nelle ultime settimane contro il nostro Paese, progettate per danneggiare il popolo cubano”. Il governo cinese ha dichiarato che Washington deve porre fine “immediatamente e completamente” al blocco e alle sanzioni contro l’isola. La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha accusato gli Stati Uniti di usare “pretesti” e “calunnie” per giustificare la loro politica nei confronti dell’Avana. “Inventare pretesti e diffondere calunnie non può giustificare il brutale blocco o le sanzioni illegali degli Stati Uniti contro Cuba”, ha affermato Mao Ning, aggiungendo che le misure imposte per decenni da Washington hanno gravemente colpito l’economia cubana e le condizioni di vita della popolazione (RT). Andrea Puccio
June 5, 2026
Pressenza
Visa e Mastercard non funzioneranno più a Cuba
Il cappio attorno all’economia cubana continua a stringersi: la Banca Centrale di Cuba ha comunicato che dal 6 giugno non sarà più possibile usare le carte di credito internazionali dei circuiti Visa e Mastercard. “In data 2 giugno è stata ricevuta la comunicazione che la banca straniera responsabile delle operazioni effettuate a Cuba utilizzando carte Visa e Mastercard interromperà il suo rapporto con FINCIMEX S.A. A partire dal 6 giugno, data in cui entrerà in vigore la misura dell’Impero, diventa illegale e impossibile continuare con l’esecuzione degli accordi con l’entità cubana,” spiega la nota. Ovviamente l’interruzione non dipende dalla volontà dello Stato cubano, ma è direttamente collegata all’Ordine Esecutivo n. 14404 del 1° maggio, emesso dal Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, come parte della sua strategia di soffocamento del popolo cubano. Con questo ordine esecutivo gli Stati Uniti internazionalizzano le loro sanzioni a tutte le entità economiche che hanno rapporti diretti con Cuba. In pratica qualunque impresa che abbia rapporti commerciali con lo Stato cubano può vedersi congelare i propri attivi negli Stati Uniti, oltre a vedersi imporre sanzioni di varia natura. Gli Stati Uniti non solo impediscono alle loro imprese di avere rapporti commerciali con Cuba, ma si arrogano il diritto di farlo anche con altri Paesi. Di conseguenza l’isola non potrà più ricevere entrate dalle transazioni per acquisto di beni e servizi eseguiti usando le suddette carte di credito. Restano ancora attive le carte prepagate 100% nazionali come Classica e Tropicale e le carte internazionali Mir e Union pay. Si potrà comunque continuare a pagare nei negozi in contanti. Insomma, dalla Casa Bianca continuano senza sosta ad esercitare la loro politica di massima pressione nei confronti di Cuba, con la speranza di vedere capitolare il legittimo governo dell’Avana.   Andrea Puccio
June 4, 2026
Pressenza