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“CUBA VIVE E RESISTE”: CONTRO L’ATTACCO IMPERIALISTA COSTRUIAMO LA SOLIDARIETA’ POPOLARE. INIZIATIVA A BRESCIA VENERDI 27 FEBBRAIO
La presidente messicana, Claudia Sheinbaum, sta valutando la ripresa delle spedizioni di petrolio verso Cuba. La decisione giunge dopo la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha annullato i dazi imposti dal presidente Donald Trump contro i Paesi esportatori di greggio verso l’isola caraibica. La pronuncia del massimo tribunale Usa elimina di fatto la minaccia di ritorsioni doganali per il Messico riaprendo, forse, un canale vitale per l’approvvigionamento cubano. Nel mentre con la parola d’ordine “Cuba vive e resiste” in tutta Italia e nel mondo si stanno sviluppando iniziative di solidarieta’ concreta, popolare e internazionalista. In Italia ha preso il via la campagna “Energia per la vita. Accendiamo la luce su Cuba”.    “In questi giorni il governo statunitense sta portando avanti un attacco senza precedenti contro il popolo cubano. Ogni passaggio di energia, farmaci e dispositivi medici è bloccato, il turismo di fatto viene impedito. Nonostante le grandi difficoltà il popolo cubano resiste, si organizza e scende in piazza per difendere la sua rivoluzione. Non possiamo rimanere a guardare! Di fronte all’ennesima vergognosa ingiustizia la solidarietà tra le classi popolari è fondamentale: sostenere le lotte in ogni parte del mondo rafforza le conquiste di tutte e tutti”, scrive l’Associazione di Amicizia Italia-Cuba che ha organizzato per venerdi 27 febbraio un’iniziativa a Brescia. Appuntamento alle 18.30 allo Spazio MICS  di  Via Milano 105Q a Brescia con la presenza di Damarys Alvarez Zapata, coordinatrice della brigata medica cubana in Calabria, e Pino Scarpelli, segreteria nazionale Associazione Amicizia Italia–Cuba. A seguire: cibo, birrette, socialità. Alle 20.30 live e danza con Rumba Colors. Tutto il ricavato sarà devoluto al progetto di solidarietà con Cuba “Energia per la vita”. La presentazione con Angelo Co dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba bassa bresciana Ascolta o scarica   
February 25, 2026
Radio Onda d`Urto
Cuba Resiste y Vencerá - Iniziativa di controinformazione
Cuba Resiste y Vencerá!   Aggiornamento da Cuba e lancio dell'iniziativa di domenica    Rompiamo il blocco mediatico e la guerra cognitiva. Lottiamo contro le minacce di una aggressione militare dell'imperialismo a Cuba.   Domenica 22 - ore 16:00   iniziativa di controinformazione Si connettono tra loro:   CSOA Ipò - Via Capo d'Acqua 2, Marino Baccelli Net - Via Orciano pisano 9, Trullo, Roma Zazie - Via Ettore Giovenale 16, Roma Ex-Snia - Via Prenestina 173-175, Roma   Parteciperanno: un rappresentante dell'Ambasciata della Repubblica di Cuba. In collegamento, dal Venezuela Geraldina Colotti, giornalista da Cuba Michele, internazionalista      
February 20, 2026
Radio Onda Rossa
Senza petrolio, senza turismo, senza rifornimenti, quanto può resistere Cuba?
Pochi giorni fa Cuba è stata colpita da una burrasca inusuale con una temperatura di zero gradi la più bassa mai raggiunta. Il vento furioso sparge la spazzatura che si accumula agli angoli delle strade e non c’è combustibile per questo sevizio pubblico tanto necessario. Nonostante questa debolezza estrema, Cuba è stata qualificata come «Minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza e alla politica estera statunitense». La preoccupazione in una cittadinanza abituata alle minacce del suo vicino è evidente e nelle conversazioni si mescola l’inquietudine di come arrivare a casa dopo il lavoro a causa della scarsezza dei trasporti, il black out, i prezzi esorbitanti del cibo e il record delle temperature. Cuba arriva con una economia azzoppata a questo nuovo attacco economico. Dal 2019 le cose sono andate di male in peggio. Prima ci furono le nuove misure di Trump che hanno rafforzato il blocco e hanno fatto arretrare le timide aperture di Obama. Poi venne la pandemia, il crollo del turismo, la mancanza di combustibile per i prodotti di base, l’emigrazione massiccia dei giovani e il black out di oltre venti ore al giorno. > Dice Francisco Rodrigues, giornalista de La Revista Trabajadores: «Credo che > la cosa più grave che ci è successo con il blocco dopo tanto tempo è che lo > percepiamo come naturale e lo svalutiamo come argomento per spiegare quello > che ci succede. Tuttavia, non c’è nessun paese al mondo che potrebbe vivere > neppure sei mesi nelle condizioni nelle quali sopravvive l’economia cubana». > (…) «È sicuro che non tutta la responsabilità è del blocco. Il governo ha commesso molti errori nell’economia», sostiene Dixie Edith Trinquete, professora del Centro de Estudios Demograficos de l’Avana e fa l’esempio dell’unificazione monetaria. «Una misura che se si fosse presa per tempo, magari il turismo si sarebbe ripreso». IL BLOCCO IN CIFRE Nel 2024 a causa del blocco le perdite furono calcolate in 7 miliardi e mezzo di dollari cioè un aumento del 49% rispetto all’anno prima secondo l’ultimo rapporto presentato da Cuba all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il ministro degli esteri spiegò in quella occasione che due mesi di applicazione del blocco equivalgono al costo del combustibile necessario per coprire la domanda nazionale di elettricità. A questa crisi ha contribuito l’obsolescenza. Cuba ha sofferto l’obsolescenza statunitense e quella sovietica, dice la professora: «Sto pensando agli impianti termoelettrici, alle raffinerie, ossia noi abbiamo dovuto sostituire una struttura teconologica negli anni Sessanta con una struttura tecnologica sovietica e ora non abbiamo come sostituirle, sono due paradigmi tecnologici differenti e li stiamo sostituendo con una tecnologia cinese che però dobbiamo pagare e non possiamo perché siamo indebitati». (…) > L’Ufficio nazionale di statistica di Cuba ha reso noto che nel 2025 si chiuse > con una cifra di 1,8 milioni di turisti contro il 4,7 milioni del 2018. Questa > caduta tanto allarmante della seconda industria dell’isola che è fonte vitale > di valuta ha a che vedere secondo questo organismo statale con la scarsezza > del combustibile, la diminuzione dei trasporti, la persistente crisi economica > e le imitazioni nei servizi di base che coinvolgono direttamente i turisti. > (…) Per di più Trivago, Expedia e Booking hanno eliminato le strutture alberghiere cubane dalle loro piattaforme. Si calcola una perdita annua di 70 milioni di dollari oltre alla chiusura di attività economiche nell’Avana vecchia. (…) La penuria di prodotti di base che Cuba patisce si può osservare a cominciare dall’aeroporto di Madrid. La comunità cubana emigrata che risiede in Spagna ha sostituito quasi per intero i turisti sugli aerei che vanno a Cuba. Il carico fatturato di valigie di tutte le grandezze parte carico di cibo, medicine e prodotti di base per i familiari dei viaggiatori e per il piccolo commercio. Basilio (nome fittizio) spiega che viaggia verso l’isola ogni quattro mesi: «I miei genitori sono molto anziani, vivono soli in una casa di Santa Clara e io non posso dormire pensando che soffrono la fame. La penuria generalizzata ha obbligato il governo cubano dopo la pandemia ad allargare le maglie della legge e consentire l’ingrasso di una quantità imponente di prodotti comprese medicine e alimenti. > Con una inflazione annua del 14% nel 2025 nel mercato legale la rivalutazione > delle pensioni non basta per mangiare. Elizer (nome fittizio) ha lavorato in > un mezzo di comunicazione come tecnico e ha una pensione di poco più di 4000 > pesos: «Una confezione di uova costa 2800 pesos. Come credi che possa > mantenermi?». (…) Secondo cifre ufficiali, Cuba importa 2 miliardi di dollari l’anno in cibo delle 600 mila tonnellate di riso che si consumano ogni anno se ne producono a Cuba solo 80 mila tutti gli analisti concludono che il governo ha fallito almeno per quanto riguarda la sovranità alimentare. Il ruolo predominante dello stato in tutto il processo produttivo è indicato come una delle cause di questo fallimento. UN ALTRO PERIODO ESPECIAL? «C’ è una grande differenza tra la crisi del Periodo especial e la situazione che stiamo vivendo dal 2019. Quando crollò l’Unione Sovietica venivamo da una situazione di benessere avevano la leadership di Fidel e tutta la generazione storica della rivoluzione stava nei principali ruoli del Paese era un capitale politico e simbolico importante. Ora è un’altra generazione che sta nei posti di responsabilità e ha di fronte una sfida importante», dice Rodriguez e sottolinea che in quell’epoca c’erano meno disuguaglianze sociale rispetto a oggi disuguaglianze che sono state prodotte dai cambiamenti che si sono introdotti nel modello economico per cercare di alleggerire le sanzioni. Il cosiddetto Periodo especial ha coinciso con la caduta della Unione sovietica, il principale sostegno nel 1991 e si prolungò per tutto il decennio. Gli anni più duri, dove c’era scarsezza di alimenti e di combustibili furono il 1993 e ’94. La popolazione cubana chiamava scherzosamente “alumbrones” (schiarite) le poche ore di cui godeva per l’energia elettrica. Per affrontare la risi in quell’epoca il governo cubano promosse una serie di misure come la depenalizzazione dell’uso di valute estere, l’allargamento dei permessi alla comunità cubana all’estero per visitare l’isola, l’ampliamento degli investimenti stranieri la creazione del peso cubano convertibile e le cadecas, luoghi di scambio di valuta. Ma una delle più significative furono le nuove forme di proprietà, anche quella statale, per lo sviluppo dell’attività economica. Nel 1993 appare il “Quentapropismo” soprattutto nel settore dei servizi che cambia il panorama delle città cubane con l’apparizione dei ristoranti privati (“paladares”) e delle case di ospitalità. Le nuove generazioni, nate all’inizio del secolo, hanno vissuto sempre con la doppia moneta, con la disuguaglianza con l’obiettivo di lavorare nell’impresa privata più che studiare per avere una carriera universitaria, dice Rodriguez. LA SITUAZIONE ATTUALE La “emergenza nazionale” dichiarata da Trump basata su minacce militari, pericoli per la sicurezza nazionale, il rischio di immigrazione di massa, non è la prima nella storia della rivoluzione però lo stato di deterioramento economico in cui si trova Cuba la rende molto più dannosa. Lo stesso Trump ha dichiarato: «non credo che Cuba possa sopravvivere». Il governo cubano ha riconosciuto che c’è uno scambio di messaggio con gli USA ma afferma con chiarezza che non è disposto a negoziare un cambio del suo sistema di governo. Nella sua comparsa davanti ai media di recente il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel ha affermato che le nuove misure di Trump evidenziano la natura fascista, criminale, genocida di una cosca che ha sequestrato gli interessi del popolo statunitense per fini esclusivamente personali. E ha assicurato che la resa non è una opzione. «È ampiamente documentata la disposizione storica di Cuba ad avere con il governo degli Stati uniti un dialogo serio e responsabile basato sul diritto internazionale», ha aggiunto. La presidenta messicana Claudia Sheinbaum ha evitato di rivelare se continuerà a inviare o no petrolio all’isola e invece ha dichiarato che era pronta una nave che arriverà questa settimana. > Diaz Canel, presidente cubano, ha ammesso che dal dicembre scorso non arriva > combustibile all’isola e, una volta eliminato il Venezuela come principale > fornitore, gli occhi si voltano verso il Messico, secondo e ormai unico > fornitore. D’altra parte il governo cinese ha fornito qualche settimana fa 80 > milioni di dollari e 60 mila tonnellate di riso confermando il suo sostegno a > Cuba e denunciano energicamente il blocco Usa. Intanto, il governo cubano prende misure di emergenza per il risparmio di combustibile per evitare il collasso. Il giorno dopo il discorso televisivo di Canel i ministri hanno elencato le misure da prendere nelle loro aree di competenza per dare priorità ai sevizi essenziali di produzione di alimenti, emergenze ospedaliere e attività come il turismo che generano valuta straniera. La restrizione della vendita di combustibile, la diminuzione della giornata lavorativa e del trasporti o la riduzione dell’orario scolastico sono alcuni dei cambiamenti più importanti per fare fronte ad una realtà drammatica. Al bancone di un bar di un hotel a 4 stelle che si trova nel Degado, il quartiere centrale dell’Avana, un uomo chiede un espresso. Dopo averne bevuto un sorso comincia a gridare “se tanto vi piace il comunismo, Diaz Canel se ne vada in Russia o in Cina e lasci tranquilli noi cubani”. Si stava sfogando, spiega uno dei camerieri che esprime la sua opinione con rabbia contenuta: «Che vengano le navi e gli aerei che devono venire e che finisca presto questo incubo. Che vengano gli americani, che facciamo gli affari che vogliono e noi finalmente smetteremo questi sacrifici». > Fuori, nell’Avenida 23, una delle principali arterie della capitale, davanti > all’hotel Abana Libre, la gente si ammucchia attorno allo scarso trasporto > privato che arriva. Nel tumulto corre la voce del prezzo: 400! La scarsità dei > trasporti fa salire i prezzi una corsa che tre giorni prima costava 250 pesos, > ora ne costa 400. Lo stesso tragitto nel trasporto pubblico, al momento > razionato, costa 10 pesos. Se il salario medio a Cuba, secondo fonti ufficiali, è attorno ai 7000 pesos, e prima in questa situazione i trasporti erano già l’incubo dei cubani, ora è diventato esasperante, come spiega la cameriere di un hotel: “Ieri mi è toccato camminare due chilometri per arrivare a casa dopo aver pagato un’auto pubblica. La mia casa è oltre il municipio 10 ottobre e il mio salario non è sufficiente per pagare i trasporti. Speriamo che qualche paese ci aiuti”. Anche l’impresa privata ha riorganizzato la giornata lavorativa. Ariel (nome fittizio) cameriere di un animato ristorante situato non lontano dalla famosa Torre Cappa, l’hotel più lussuoso dell’Avana, lavora due giorni 12 ore e riposa altri due giorni per abbassare i costi del trasporto. Negli ultimi 5 anni l’abbandono del posto di lavoro è aumentato a causa dei problemi di trasporto e dal o nessun potere di acquisto del salario provocato dall’inflazione. Il razionamento del combustibile ha colpito la famosa Feria Internacional del Libro dell’Avana arrivata alla trentaquattresima edizione, che è stata cancellata. L’incontro molto atteso perché cominciò dal 1982 e a partire dal 2000 divenne un appuntamento annuale. La fiera costituisce un incontro culturale importante di case editrici latino americane e spagnole accompagnate da decine di eventi che includono concerti . > In questi cinque anni di crisi generalizzata si è prodotto il peggior esodo di > popolazione dal 1959. Trinquete chiarisce che la migrazione cubana non fugge > dalla dittatura come dicono i media ma è economica, molti giovani soffrono ad > andar via dall’isola. Arnaldo (nome fittizio) lavora come cameriere in un bar e ha già comprato il viaggio verso la Spagna per il 9 marzo: “Sono medico ma non voglio terminare la specializzazione perché a quel punto diventa più difficile ottenere il permesso del governo”, spiega. Verso sera, nel magnifico patio dell’hotel Nacional dell’Avana, considerato monumento nazionale, i turisti si chiudono dentro per prendere un cocktail al calore della musica di un’orchestra dal vivo. In questo spazio privilegiato non manca nulla. I turisti sono fonte di valuta necessaria perché il paese continui a funzionare. Fuori, tutto è oscurità e incertezza. Il tempo dirà se Cuba sopravviverà e in che modo dall’ultima aggressione statunitense. La traduzione dell’articolo originale, pubblicato da El Salto diario il 15 febbraio 2026, è a cura di Anna Pizzo e Pierluigi Sullo La copertina è di Pedro Szekely (Flickr) SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Senza petrolio, senza turismo, senza rifornimenti, quanto può resistere Cuba? proviene da DINAMOpress.
February 19, 2026
DINAMOpress
Stretta repressiva e bloqueo cubano; restaurazione thailandese; Sahel nel caos
> Dopo una decade di rivolte e tentativi di scuotere la società siamese da parte > della Generazione del Milk Tea Movement è stata sufficiente una guerriciola > contro la Cambogia per futili motivi perché il nazionalismo si riprendesse il > paese attraverso elezioni che hanno visto l’imprevista vittoria del premier > Anutin, monarchico e alleato naturale dei militari. Ci accompagna in questa > analisi attenta Emanuele Giordana, come al solito attualmente in > perlustrazione dello spirito attuale che pervade attualmente gli stati > dell’Asean. > Altro sviluppo che fa prevedere una restaurazione è quello che sta > trasformando sempre più in un apparato repressivo il regime castrista stretto > dal bloqueo, ma anche dall’insipienza della geriatrica dirigenza del tutto > sorda alle istanze dei giovani e ai bisogni minimi di sopravvivenza della > popolazione alla fame, all’indigenza, impossibilitata negli spostamenti > minimi, dopo aver esaurito tutti gli espedienti per una resilienza davvero > eroica contro l’imperialismo e difendendosi dalla corruzione del sistema > ancora peggiorato dalle riforme. Spinti da una corrispondenza con Piergiorgio, > un compagno da tempo a Cube, abbiamo analizzato con Andrea Cegna la situazione > e le possibili evoluzioni . -------------------------------------------------------------------------------- --------------------------------------------------------------------------------
February 15, 2026
Radio Blackout - Info
Cuba sotto assedio
In una corrispondenza con un compagno da Cuba, approfondiamo la situazione nell'isola che, in questi giorni, sta affrontando sfide gigantesche a causa dell'inasprimento del bloqueo criminale da parte dell'amministrazione Trump. Il governo rivoluzionario sta attuando misure eccezionali per riorganizzare tutti i settori della vita economica e sociale; è stato necessario ristrutturare le attività scolastiche e sanitarie: gli ospedali stanno concentrando lo sfruttamento del flusso energetico disponibile per la salvaguardia delle situazioni più complicate, che comportano il rischio di vita. Nel frattempo, si stanno costruendo parchi fotovoltaici per assicurare l'approvvigionamento quotidiano e la completa sovranità energetica dell'isola. Il discorso si sposta quindi su quanto accaduto in Venezuela il 3 gennaio 2026, che ha segnato uno spartiacque enorme, che ha profondamente scosso il popolo cubano. Enormi mobilitazioni spontanee, che hanno coinvolto decine di migliaia di persone, si sono svolte in occasione del rientro a Cuba delle salme dei compagni caduti in Venezuela e nei giorni successivi. Tutti gli sforzi si stanno concentrando sull'obiettivo di difendere il paese e la rivoluzione. In chiusura l'invito di rompere il silenzio mediatico e le false notizie ascoltando e leggendo i mezzi di informazione cubani.
February 11, 2026
Radio Onda Rossa
“LATINOAMERICA”: CUBA, “ENERGIE PER LA VITA. ACCENDIAMO LA LUCE A CUBA”. DALL’ITALIA PROGETTO SOLIDALE E CONTRO IL BLOQUEO
“LatinoAmerica”: nuova puntata della trasmissione di Radio Onda d’Urto; ogni due settimane, 30 minuti in volo libero e ribelle…tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia. 30 minuti su Radio Onda d’Urto, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”: appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 9 febbraio 2026 è tutta dedicata a Cuba, sottoposta a un drammatico inasprimento del bloqueo, l’embargo criminale che gli Usa mantengono contro L’Avana esattamente da 64 anni. Risale infatti al febbraio 1962 il “Proclama 3447”, siglato dall’allora presidente John Fitzegerald Kenney, che mette a sistema una serie di sanzioni e misure vessatorie già disposte a partire dagli anni precedenti, con la presa del potere a Cuba dei “barbudos” guidati da Fidel Castro, e l’instaurazione di un governo socialista. Trump, dietro i consigli del segretario di Stato Marco Rubio – figli di anticastristi cubani scappati in Florida dopo la cacciata popolare del dittatore filoUsa Fulgencio Batista – fin dal suo insediamento ha reso sempre più asfissiante l’embargo, diventato di fatto totale a seguito dell’aggressione militare a stelle e strisce del 3 gennaio 2026 contro il Venezuela, Paese che garantiva a Cuba buona parte dell’approvvigionamento energetico a L’Avana. Nella puntata odierna diversi stralci dell’intervento di Marco Papacci, dal 2021 presidente nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia – Cuba, rientrato da poche settimane nel nostro Paese dopo una serie di incontri – istituzionali e non – avvenuti sull’isola. Nella conversazione, curata dal circolo di Italia – Cuba di Cremona, Papacci testimonia quale sia la situazione a Cuba, quali le posizioni delle varie strutture del Governo e il sentimento popolare di fronte all’aggravarsi pesantissimo del bloqueo. Infine, spazio al progetto di solidarietà “Energia per la vita. Accendiamo la luce a Cuba” lanciato dall’Associazione di Amicizia Italia – Cuba in collaborazione con Arci, Anpi e Cgil.   “Con la raccolta fondi “Energia per la vita”, vogliamo sostenere – spiegano le realtà organizzatrici – il sistema elettro-energetico cubano, contribuendo all’acquisto di prodotti, attrezzature e supporti tecnici per il funzionamento dei pannelli solari. Un aiuto concreto per garantire l’energia necessaria al funzionamento di scuole, ospedali, luoghi di lavoro e di cultura: spazi fondamentali per la vita quotidiana dell’isola”. E’ possibile contribuire alla raccolta fondi attraverso donazioni a: Nexus Emilia Romagna ETS IBAN: IT58D 05018 02400 000011318730 Causale: Energia per la vita Ascolta “LatinoAmerica” di lunedì 9 febbraio. Ascolta o scarica   Prossima puntata: lunedì 23 febbraio, ore 18.45.  
February 10, 2026
Radio Onda d`Urto
Cuba sotto assedio,si stringe la morsa dell’embargo yankee
«Siamo sotto assedio», dice il presidente cubano Miguel Díaz-Canel, respingendo la narrazione che vorrebbe lo Stato caraibico al centro di un collasso endogeno. Accusa gli Stai Uniti e le minacce del presidente Donald Trump, ultimo tassello di un domino destabilizzante iniziato oltre 60 anni fa con l’embargo decretato da Kennedy. Il popolo cubano sta vivendo una crisi economica senza precedenti ,forse peggiore del “periodo especial” susseguito al crollo dell’URSS ,la carenza di carburante ha innestato una serie di conseguenze che si riflettono sulla vita quotidiana dei cubani. Senza elettricità gli ospedali non possono tenere in vita i pazienti; il cibo e i farmaci marciscono nei frigoriferi spenti; le pompe dell’acqua si fermano, aprendo la strada a epidemie; i trasporti collassano; scuole, servizi, comunità intere vengono paralizzate. Questo non è un rischio futuro. È la realtà quotidiana . Al di là delle responsabilità del “bloqueo” criminale le riforme economiche di Diaz Canel non hanno fatto altro che immettere elementi di protocapitalismo senza intaccare le condizioni delle classi popolari e non hanno risolto i problemi strutturali di approvvigionamento energetico e sopratutto l’accesso a prezzi accessibili ai beni di prima necessità . Si sono create sacche di disuguaglianza e settori legati all’esercito hanno goduto di posizioni di rendita aumentando così lo scontento dei cubani che affrontano le conseguenze della crisi pur rimanendo fermi nella convinzione di difendere la dignità e la sovranità dell’isola . Ne parliamo con Andrea Cegna giornalista freelance collaboratore di varie testate ,esperto di America Latina
February 9, 2026
Radio Blackout - Info
“LATINOAMERICA”: L’ESTREMA DESTRA ENTRA IN CARICA IN HONDURAS, A CUBA SI TEME IL BLOCCO NAVALE TOTALE USA. LA PUNTATA DI LUNEDI’ 26 GENNAIO
LatinoAmerica è la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. Ogni due settimane, 30 minuti in volo libero e ribelle…tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia. 30 minuti su Radio Onda d’Urto, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”: appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 26 gennaio 2026, ci porta in Honduras e Cuba.   * Honduras: martedì 27 gennaio Asfura, candidato dell’estrema destra e legato direttamente a Trump. entra in carica come presidente del Paese centroamericano, nonostante non sia mai finito il riconteggio dei voti del 30 novembre 2025, con Asfura avanti di pochi – e contestatissimi – voti. Il tutto mentre la Commissione indipendente dei diritti umani del SudAmerica ha reso noti i risultati delle indagini sull’omicidio dell’attivista Berta Caceres, ammazzata nel marzo 2016. “Capitale finanziario e istituzioni sul banco degli imputati” dice, a Radio Onda d’Urto, il giornalista Giorgio Trucchi, dal CentroAmerica.   * Cuba: Trump e Rubio minacciano il blocco navale totale, in aggiunta all’infame bloqueo in corso da oltre 60 anni, per bloccare l’arrivo di petrolio a L’Avana, spingendo così verso un cambio di regime, come già accaduto nel vicino Venezuela. Da Cuba la corrispondenza con Andrea Cegna, nostro collaboratore e curatore della newsletter Il Finestrino. Ascolta LatinoAmerica di lunedì 26 gennaio 2026. Ascolta o scarica
January 27, 2026
Radio Onda d`Urto