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Cuba. Lettera di una sociologa cubana a Marco Rubio
La Habana, 25 maggio 2026 Sr. Marco Rubio Segretario di Stato USA  Sr. Rubio, Sono una sociologa e professoressa universitaria che, insieme ad altri accademici cubani, studia i percorsi di trasformazione anticapitalista che Cuba ha intrapreso nel 1959 per la transizione al socialismo cubano, vivendoli in prima persona. Ho riscontrato […] L'articolo Cuba. Lettera di una sociologa cubana a Marco Rubio su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
Cuba sotto assedio: il silenzio del mondo davanti al genocidio
Ci sono guerre che si combattono con i bombardieri, con i carri armati e con i missili. E poi ci sono guerre più subdole, meno appariscenti, spesso invisibili ai grandi mezzi di comunicazione, ma non per questo meno devastanti. La guerra economica che gli Stati Uniti conducono contro Cuba da […] L'articolo Cuba sotto assedio: il silenzio del mondo davanti al genocidio su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
“Uniti per Cuba”. Dall’assemblea nazionale per la solidarietà con l’isola
Un Nuovo Cinema Aquila gremito ha ospitato ieri, domenica 7 giugno, l’assemblea nazionale della solidarietà con Cuba a Roma. “Cuba per la pace, contro le aggressioni militari e il bloqueo degli Stati Uniti” il titolo dell’assemblea, partecipata come i momenti di confronto che hanno caratterizzato l’autunno e la solidarietà con […] L'articolo “Uniti per Cuba”. Dall’assemblea nazionale per la solidarietà con l’isola su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
I giullari di Trump e Rubio plaudono alle sanzioni contro Cuba
I giullari del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del suo Segretario di Stato Marco Rubio applaudono fragorosamente quando dalla Casa Bianca arrivano altre sanzioni contro Cuba. Non potrebbero fare diversamente, visto che questi mezzi di informazione, che si definiscono la stampa libera cubana,  vivono solamente grazie alle elargizioni che arrivano dal governo a stelle e strisce. Ogni ulteriore sanzione emessa contro l’isola caraibica è un giubilo per loro. I vari Cubanet, Cybercuba, ADN Cuba e gli altri mezzi di informazione made in Miami stanno festeggiando l’ultima misura sanzionatoria del loro divo Marco Rubio, che ha portato al blocco delle carte di credito internazionali Visa e Mastercard sull’isola. Con il recente ordine esecutivo 14.400, del 1 maggio, approvato da Donald Trump su iniziativa di Marco Rubio, molti operatori internazionali, per  non perdere i loro beni o vedere le loro proprietà confiscate negli Stati Uniti, sono costretti ad abbandonare Cuba. Celebrano in pompa magna il fatto che così il conglomerato economico cubano GAE SA non riceverà più divisa straniera dalla vendita dei suoi prodotti o dei suoi servizi. Dimenticano però che con le stesse carte di credito molti cubani ricevono rimesse proprio dagli Stati Uniti o acquistano generi alimentari nei negozi, ma ai patrioti del web poco importa: l’importante è continuare la guerra propagandistica contro il governo dell’Avana assecondando le sanzioni che colpiscono direttamente anche i famigliari dei cubani emigrati. Ci ricorda Cubainformacion che GAESA è in realtà una parte fondamentale dello Stato cubano: un grande conglomerato di aziende che spazia dai supermercati agli hotel, passando per le istituzioni finanziarie. Con l’Ordine Esecutivo del 1° maggio Donald Trump  sta punendo e ponendo un ultimatum a tutte le aziende che commerciano o mantengono qualche tipo di affare con una qualsiasi delle numerose entità di GAESA, ossia con una parte importante dello Stato cubano, cioè della proprietà sociale del popolo di Cuba. La Casa Bianca sostiene che GAESA è l’impresa con la quale una piccola oligarchia militare si sta arricchendo alle spalle dei cittadini cubani. Affermazione del tutto arbitraria, dato che non hanno fornito una sola prova dell’esistenza di conti correnti o fondi finanziari nei quali sarebbero confluiti questi soldi. Ma se hanno la CIA e molte altre agenzie di intelligence perché non sono stati in grado di darci almeno uno stralcio di quanto affermano? Semplice, tutto fa parte della solita strategia di massima pressioni su Cuba che, oltre a usare la leva economica, usa anche quella mediatica. Occorre creare il presupposto perché nell’opinione pubblica si insinui l’idea che occorre liberare Cuba da questa classe corrotta e inefficiente con qualunque mezzo, anche quello militare. Poi per Washington tutto quello che è statale è visto come il diavolo, il mezzo con cui una ristretta cerchia di persone sottrae denaro alle casse statali per metterselo nei loro borselli. Applaudono poi l’abbandono di Cuba da parte di molti operatori turistici: compagnie aeree come Iberia, World2Fly, Plus Ultra, Air Canada, WestJet, Sunwing, Air Transat, LATAM o Air France hanno sospeso i voli diretti all’isola. Le compagnie di spedizione marittima, come la francese CMA CGM o la tedesca Hapag, hanno cessato l’invio di container, tra cui quelli che la solidarietà internazionale invia a Cuba per aiutare la popolazione con medicinali e attrezzature varie. Molte catene alberghiere hanno comunicato che abbandoneranno l’isola. Archipiélago International (Aston), la società spagnola Meliá, che ha già interrotto la gestione di 15 dei suoi 34 hotel; Iberostar, con 12 hotel; Blue Diamond, dal Canada, e molte altre se ne andranno. Per i giullari del presidente questo impedirà a GAE SA di ricevere divisa dal settore turistico. Ma tutti i cubani che adesso già si trovano senza lavoro e quelli che nei prossimi giorni si sommeranno ai disoccupati ringraziano sentitamente. Inoltre il calo del turismo sta colpendo in modo drammatico le migliaia di case particulares, gli affittacamere che negli anni hanno rappresentato un’importante ossatura per il turismo e una notevole fonte di entrata per le famiglie cubane. Bisogna festeggiare perché il regime dittatoriale e corrotto di Cuba sta per scomparire dalla faccia della terra. Così gli alleati del governo di Donald Trump applaudono la notizia dell’abbandono dei partner internazionali di oltre un centinaio di hotel sull’isola. Ad esempio, ADN Cuba afferma: “Questo rappresenta un nuovo colpo per un settore strategico del regime cubano, che per anni ha dato la priorità alla costruzione di hotel sotto il controllo di GAESA, anche in mezzo al deterioramento dei servizi di base e alla profonda crisi economica”, riferisce Cubainformacion. Dimenticano però di ricordare che molti di questi investimenti sono stati chiaramente fatti con capitali stranieri che hanno favorito l’occupazione di migliaia di cubani, gli stessi cubani che adesso si troveranno senza lavoro. E poi affermano candidamente che è il governo di Miguel Diaz Canel che non è in grado di garantire un’occupazione degna ai suoi cittadini. La mancanza di energia elettrica per molte ore spinge i cittadini a protestare per i blackout e i servi della Casa Bianca festeggiano queste proteste. Scrivono che è colpa del governo che non comprerebbe i combustibili per alimentare le centrali termoelettriche. E il blocco energetico imposto da colui che gli paga gli stipendi dove è finito? Semplicemente non esiste, come continua a ripetere Marco Rubio: tutto va ricondotto alla solita narrazione, ovvero l’incapacità dell’esecutivo cubano di provvedere alle basilari necessità della popolazione. Ti affogo, ti strozzo con centinaia di sanzioni e poi do la colpa al governo. Infine arrivano pure a chiedere esplicitamente, mentre stanno sotto una palma a godersi il sole di  Miami, un intervento armato sull’isola, l’unico modo per far capitolare il governo cubano. Padre Alberto Reyes, ad esempio, dichiara: “Preferiamo un finale spaventoso a uno spaventoso senza fine”. Juan Juan Almeida afferma: “Purtroppo non vedo altra via d’uscita che l’intervento”.  José Daniel Ferrer, recentemente arrivato negli Stati Uniti dopo che Marco Rubio gli ha concesso l’asilo, immaginiamo perché … dice: “La libertà ha un sapore più dolce quando la si conquista con il suo sforzo”.  Rosa María Payá invece chiede all’Unione Europea e alla Spagna di “rettificare e prendere le parti del popolo cubano”, interrompendo l’accordo di dialogo politico e cooperazione che l’UE ha con Cuba. Quindi non solo privare l’isola delle risorse finanziarie con l’uscita dei partner internazionali e impedire che entri una goccia di petrolio, ma anche attaccare gli aiuti economici e materiali che arrivano dall’estero, oltre alla cooperazione internazionale e alla solidarietà. E poi questo viene dipinto come un progetto di liberazione. (Informazioni: Cubainformacion) www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
June 7, 2026
Pressenza
Il genocidio che non fa rumore
Morire senza bombe. Da Mallory a Trump, sessantasette anni di guerra economica contro Cuba. Quando si parla di guerra, l’immaginario collettivo corre immediatamente alle bombe, ai missili, alle invasioni e alle città distrutte. Ma esiste un’altra forma di guerra. Una guerra che non lascia crateri, non mostra immagini spettacolari nei […] L'articolo Il genocidio che non fa rumore su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
Cuba, 200 auto elettriche per garantire il trasporto dei pazienti in emodialisi
Auto elettriche per il trasporto pazienti Nei limiti imposti dall’aggressione imperialista USA, con il conseguente blocco energetico voluti da Trump e Rubio, il governo di Cuba ha avviato la messa in funzione di una flotta di 200 auto completamente elettriche specificamente destinate al trasporto giornaliero dei pazienti sottoposti a emodialisi e ad altri servizi medici essenziali. Il ministro dei Trasporti cubano, Eduardo Rodríguez Dávila, ha recentemente annunciato in una conferenza stampa che il suo ministero sta accelerando la distribuzione di 200 auto elettriche per il trasporto di pazienti sottoposti a emodialisi e per altri servizi sanitari. I veicoli, attraverso il Ministero dei Trasporti, sono destinati a tutte le province del Paese, concentrando i lotti maggiori nelle aree con la più alta densità di pazienti in terapia.  Le auto servono a fronteggiare la crisi energetica bypassando  la grave carenza di carburante a causa dell’illegale blocco imposto da Trump (benzina e diesel). Servono a garantire le cure mediche: la priorità assoluta viene data a circa 400 pazienti oncologici e nefrologici che necessitano di trattamenti salvavita continui come la dialisi. Questo venerdì, il Ministero dei Trasporti cubano ha annunciato una nuova serie di misure, approvate dal Consiglio dei Ministri, per affrontare la grave carenza di carburante nel Paese caraibico. Il funzionario ha osservato che il dipartimento sta promuovendo azioni per contrastare le conseguenze del blocco genocida imposto dal governo degli Stati Uniti, attualmente intensificato da un embargo energetico criminale che sta colpendo duramente l’isola. Nell’ambito di un altro importante intervento del governo dell’isola, la città orientale di Holguín ha ricevuto sei ambulanze dotate di attrezzature avanzate per il supporto vitale, con l’obiettivo di rafforzare il sistema di emergenza medica. Rodríguez Dávila ha affermato che dall’inizio dell’anno i principali operatori dei trasporti sono stati costretti ad apportare modifiche ai servizi pubblici, già compromessi dalla mancanza di carburante e lubrificanti, con conseguenti ripercussioni sulla vita della popolazione cubana. > “L’obiettivo è garantire la continuità dei servizi essenziali e riorganizzare > le attività del settore in base alle priorità economiche e sociali, alla luce > del complesso scenario energetico che incide sulla mobilità di passeggeri e > merci.” I piani di lavoro mirano a consolidare l’indipendenza finanziaria, a trasformare la matrice energetica dei trasporti attraverso l’uso della scienza e dell’innovazione come strumenti, unitamente a un dialogo costante con la popolazione, al fine di concentrare le limitate risorse disponibili su ciò che è più urgente e prioritario. Tra le misure generali annunciate dal Ministro Rodríguez Dávila vi è la priorità da dare al trasporto di merci essenziali per la vita della nazione, tra cui carburanti, alimenti, medicinali, prodotti per l’esportazione, diverse materie prime e altro ancora. Analogamente, è necessario affrontare in modo differenziato le esigenze di trasporto passeggeri legate, tra l’altro, alla sanità pubblica e all’istruzione, apportando nuove modifiche al trasporto pubblico in generale. L’aiuto internazionalista della Cina I veicoli elettrici provengono dalla Cina e il finanziamento per l’acquisto di questi mezzi proviene dal Fondo per lo Sviluppo dei Trasporti, alimentato dalle recenti riforme e tasse doganali sulla commercializzazione e importazione di veicoli nell’isola. Il piano prevede l’installazione di stazioni di ricarica scollegate dalla fragile rete elettrica nazionale cubana (soggetta a continui blackout), puntando su fonti rinnovabili autonome (pannelli solari, etc.) La cooperazione energetica tra Cina e Cuba sta accelerando la trasformazione della rete elettrica dell’isola, con nuovi parchi solari, impianti eolici e sistemi di accumulo che rafforzano la sovranità energetica cubana di fronte al blocco e all’assedio petrolifero statunitense. La Cina ha messo in atto la transizione energetica più rapida del mondo, sul territorio cubano. In soli 12 mesi i cinesi hanno costruito a loro spese 75 dei 90 parchi solari previsti per l’isola, aggiungendo oltre 1.000 megawatt di capacità alla rete elettrica cubana. Addirittura, alcuni impianti sono entrati in funzione in soli 35 giorni dall’arrivo delle apparecchiature; entro il 2028 saranno costruiti 92 parchi, con una capacità di generazione di 2.000 megawatt, equivalente all’intera capacità di generazione di energia da combustibili fossili dell’isola. Oltre ai parchi solari, la Cina ha donato a Cuba 70 tonnellate di componenti per generatori elettrici, e prevede di installare 10 mila impianti fotovoltaici in case isolate e strutture sanitarie rurali. Ulteriori 5 mila kit solari, ognuno composto da pannelli, inverter e batterie di accumulo, sono stati installati nei centri sanitari di 168 comuni. Anche l’energia eolica contribuirà in misura crescente. Sempre grazie al supporto cinese, sono attualmente in costruzione 19 parchi eolici, per un totale di 415 MW di potenza installata. Stanno arrivando anche gli indispensabili sistemi di accumulo, per avere la corrente anche di notte.   Fonti: > Cuba: la Cina ha messo in atto la transizione energetica più rapida del mondo > Cuba e la crisi energetica come leva per una transizione accelerata http://www.cubadebate.cu/noticias/2026/05/18/mas-de-200-autos-electricos-trasladaran-a-pacientes-de-hemodialisis-en-cuba/ > Pinar del Río: hospital Abel Santamaría mantiene servicio de hemodiálisis (+ > Fotos) Lorenzo Poli
June 6, 2026
Pressenza
Verità che a Miami non si dicono: la storia che l’estrema destra cubano-americana preferisce nascondere.
È risaputo che la politica statunitense nei confronti della Rivoluzione cubana è stata plasmata dai cubani fuggiti a Miami per sfuggire alla giustizia. I primi ad arrivare, nel gennaio del 1959, furono i  sicari, gli assassini, i torturatori, i ladri e gli ufficiali militari  che si erano arricchiti sotto il regime del tiranno Fulgencio Batista. Cuba, sotto la protezione del trattato di estradizione firmato con Washington, ha chiesto ufficialmente l’estradizione all’Avana di coloro che avevano casi aperti nei tribunali cubani. Ma  gli Stati Uniti non hanno estradato nessuno  dei famigerati assassini: Esteban Ventura, Rolando Masferrer, Conrado Carratalá, Mariano Faget Díaz, Rafael Gutiérrez Martínez, Pilar García, Irenaldo García Báez, Julio Laurent Rodríguez, José Franco Mira e molti altri. A tutti loro è stato concesso  lo “status di rifugiato politico “. Nonostante i crimini commessi, hanno vissuto pacificamente sotto la protezione della legge statunitense. CIÒ CHE SI SONO LASCIATI ALLE SPALLE: 20.000 MORTI E UNA SOCIETÀ SENZA SPERANZA. Ciò che quei “rifugiati” si sono lasciati alle spalle a Cuba è stato: * 20.000 morti  a causa della repressione di Batista. * L’oppressione delle classi più povere. * Discriminazione razziale sistematica. * Contadini senza terra né scuole per i loro figli. * Mancanza di medici e di ospedali nelle zone rurali. * Nei campi e sulle montagne non c’era luce elettrica. * Lussuosi casinò per l’alta borghesia e i turisti yankee, gestiti dalla mafia italoamericana. * Centinaia di bordelli dove venivano impiegate giovani donne senza alcuna speranza di un futuro dignitoso, molte delle quali contadine analfabete. Coloro che lasciarono Cuba e ora affermano di aver lasciato dietro di sé una “coppa d’oro” nascondono il fatto di aver lasciato dietro di sé  la disoccupazione, uno dei maggiori problemi  di quel periodo. Il censimento della popolazione e delle abitazioni condotto negli anni ’50 rivelò che solo  il 51% della popolazione in età lavorativa aveva un impiego stabile . La stampa dell’epoca riportava quotidianamente questo dato. PROFESSIONISTI SENZA FUTURO: L’ALTRA FACCIA DEL CAPITALISMO CUBANO Perché quegli attuali residenti in Florida non parlano di cosa accadeva realmente a Cuba prima del trionfo rivoluzionario? Basti ricordare loro che, secondo i dati ufficiali,  diecimila giovani professionisti  – medici, ingegneri, avvocati, veterinari, insegnanti, dentisti, farmacisti, giornalisti, intellettuali e artisti – si sono laureati con la speranza di realizzarsi professionalmente, ma  la maggior parte non ha trovato lavoro nel proprio settore . Oggi i social media sono inondati di vecchie foto dei quartieri benestanti dell’Avana, che mostrano le lussuose residenze della borghesia. Ma  non pubblicano mai immagini delle zone più vulnerabili  , come Las Yaguas e quartieri simili, privi di elettricità, fognature, acqua potabile, scuole e altri servizi essenziali. Non rendono mai pubblici i furti commessi dalla schiera di politici e militari ladri e corrotti che si sono arricchiti a spese del popolo. FULGENCIO BATISTA: DAL FIGLIO DI UNA POVERA CONTADINA ALL’UOMO PIÙ RICCO DI CUBA Per rinfrescare la memoria a coloro che vogliono infangare l’immagine degli attuali leader cubani, diciamo la verità: Fulgencio Batista, nato nella campagna orientale e figlio di una donna povera e senza risorse, durante i suoi mandati presidenziali  divenne l’uomo più ricco dell’isola , rubando e pretendendo laute commissioni su ogni investimento effettuato. Dal nulla è diventato il proprietario di: * Diverse testate giornalistiche. * Proprietario del canale televisivo 12 e di diverse stazioni radio. * Compagnia aerea aeropostale per il trasporto di merci, messaggi espressi e posta. * Principale azionista della Cuban Aviation Company. * Titolare della Inter-American Road Transport Company SA * Titolare della Miller Transportation Company. * Compagnia di spedizioni dell’isola di frutti di mare SA * Gli hotel Treasure Island e Colony, situati su quella che allora era l’Isola dei Pini. * Il 50% del capitale della Playas del Golfo SA * $ 326.000 in azioni di Radio Siboney SA * Proprietario della Eastern Radio Network. * Proprietario del Circuito Nazionale Cubana SA * Proprietario di Unión Radio e Compañía Inversiones Radiales SA * Riceveva una buona parte degli incassi giornalieri di tutti i casinò gestiti dalla mafia italoamericana. * Titolare della Gulf Engineering Company SA * Azionista di maggioranza di Metropolitan Gas Services SA * Socio della East Havana Electric Company SA * L’80% delle azioni della Hispano Cuban Bank. * Agenzia immobiliare di Marimuca. * Società di investimento Dofinca SA * Adorsinda Real Estate. * Investimenti e sviluppo di Baracoa. * Promozione del tunnel dell’Avana, per la quale ha richiesto la consegna di 5 milioni di dollari all’impresa di costruzioni francese. * Società immobiliare Marielena. * Fomento Almendares SA * Società di sviluppo urbano Valvolano. * Crysa SA e altre società immobiliari, terreni e condomini. Tutto ciò avvenne  sotto la protezione degli Stati Uniti , che possedevano i terreni migliori dell’isola, le industrie, il sistema bancario e le risorse minerarie, sempre con l’approvazione del dittatore. LA POLITICA NEI CONFRONTI DI CUBA ERA DIRETTA DALL’AMBASCIATA STATUNITENSE. La politica cubana era diretta dall’ambasciata statunitense e dalla stazione della CIA, dove si decideva cosa fare e cosa non fare, chi dovesse essere ministro o presidente. Questa è la storia di 58 anni di una pseudo-repubblica, costellata di colpi di stato e corruzione elettorale di ogni genere. Né il governo di Batista né i suoi predecessori sono mai stati sanzionati o bloccati  con leggi come quelle che vengono imposte oggi a Cuba. Non ci fu mai una campagna mediatica per condannarlo o accusarlo di corruzione. Al contrario, gli ambasciatori statunitensi erano i suoi amici più stretti e Washington lo considerava un grande leader per l’isola. Appoggiarono il colpo di stato del marzo 1952 e l’OSA riconobbe il suo governo come  “democratico ”  . Gli americani hanno sempre negoziato senza esitazione con militari corrotti e sanguinari. MARCO RUBIO E I SUOI SEGUACI: VOGLIONO TORNARE A QUEL PERIODO? In quell’ambiente della Florida, popolato da assassini, torturatori e ladri al servizio del governo di Fulgencio Batista e dei suoi militari,  Marco Rubio è cresciuto e si è formato , nonostante i suoi genitori cubani avessero dovuto lasciare il paese per sfuggire alla criminalità, alla disoccupazione e alla mancanza di opportunità che regnavano in quella repubblica pseudo-democratica, sotto un sistema capitalista. Rubio e i suoi accoliti —María Elvira Salazar, Carlos Giménez e Mario Díaz-Balart, figlio di un ex ministro e amico intimo del sanguinario dittatore Batista — intendono forse instaurare a Cuba  quel regime di oppressione e disuguaglianza  che hanno dimenticato? Chiedete ai genitori di Marco Rubio di spiegare perché hanno lasciato Cuba per stabilirsi negli Stati Uniti. Vi diranno la verità: erano semplici  operai non qualificati senza alcuna speranza di una vita migliore , non borghesi o politici che si sono arricchiti in quella società iniqua dove non c’erano opportunità per tutti. ECCO PERCHÉ È SCOPPIATA LA RIVOLUZIONE. Ecco perché è scoppiata la Rivoluzione: per porre fine a tanti mali. Qualcosa che a Washington e Miami non riescono a perdonare. Ricordiamo José Martí quando scrisse: > “La verità non deve rimanere inespressa.”   Fonte: https://razonesdecuba.cu/verdades-que-no-se-dicen-en- miami-la-historia-que-la-extrema-derecha-cubanoamericana-prefiere-ocultar/ Traduzione. italiacuba.it Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
June 5, 2026
Pressenza
Sanzionati dagli Stati Uniti il presidente cubano e membri della famiglia di Raul Castro
Sanzioni, sanzioni e ancora sanzioni … il governo degli Stati Uniti ha emesso oggi sanzioni contro il Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Diaz Canel, alcuni membri della famiglia di Raul Castro e altre istituzioni cubane. Tanto per non perdere le sane abitudini dalla Casa Bianca arriva un altro giro di sanzioni contro Cuba.  Questa volta il Dipartimento di Stato statunitense, in una nuova azione dell’amministrazione Trump contro il Paese caraibico, ha sanzionato Díaz-Canel e sua moglie, Lis Cuesta Peraza, Alejandro Castro Espín, figlio di Raúl Castro,  Raúl Alejandro Castro Calis, nipote di Raúl Castro e  Manuel Anido Cuesta, figliastro di Díaz-Canel. Sono state inoltre sanzionati il Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (MINFAR), i Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR), l’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP), Amistur Cuba S.A. e  Miniera La Victoria S.A. Le sanzioni bloccano tutti i beni e gli interessi sotto la giurisdizione degli Stati Uniti e vietano ai cittadini e alle imprese statunitensi di effettuare transazioni con i sanzionati. Marco Rubio, nella solita stantia retorica,  ha affermato che le sanzioni cercano di colpire la rete di persone ed entità che sostengono e finanziano le attività di Cuba contro gli interessi degli Stati Uniti. “La vile inclusione del presidente Díaz-Canel, parte della sua famiglia, oltre a istituzioni, organizzazioni della società civile e aziende cubane in una lista illegittima e unilaterale del governo degli Stati Uniti è l’ultimo esempio del piano interventista statunitense, che intende presentare Cuba come una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, ha scritto il Ministro degli Esteri Bruno Rodriguez Parrilla sul suo account X dopo l’emissione delle sanzioni. “Ogni azione degli Stati Uniti volta a costruire uno scenario di conflitto tra i due Paesi sarà destinata al fallimento. Ogni minaccia contro l’indipendenza e la sovranità di Cuba avrà come risposta più unità e determinazione del nostro popolo” ha aggiunto il ministro. Intanto Donald Trump tuonava nuovamente contro Cuba, dichiarando che dopo l’Iran, Washington si occuperà della nazione caraibica. “Ci occuperemo di questo (Cuba) non appena avremo finito (con l’Iran). Mi piace fare una cosa alla volta,” ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca. Da parte sua Miguel Díaz-Canel ha commentato le recenti dichiarazioni di Donald Trump affermando che “questa cecità politica si aggiunge alle misure coercitive applicate nelle ultime settimane contro il nostro Paese, progettate per danneggiare il popolo cubano”. Il governo cinese ha dichiarato che Washington deve porre fine “immediatamente e completamente” al blocco e alle sanzioni contro l’isola. La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha accusato gli Stati Uniti di usare “pretesti” e “calunnie” per giustificare la loro politica nei confronti dell’Avana. “Inventare pretesti e diffondere calunnie non può giustificare il brutale blocco o le sanzioni illegali degli Stati Uniti contro Cuba”, ha affermato Mao Ning, aggiungendo che le misure imposte per decenni da Washington hanno gravemente colpito l’economia cubana e le condizioni di vita della popolazione (RT). Andrea Puccio
June 5, 2026
Pressenza
Nuove sanzioni su Cuba, al centro la propaganda imperialista su Gaesa
All’assedio statunitense a Cuba si aggiunge un nuovo tassello, in una guerra illegale sotto ogni norma internazionale e che potrebbe arrivare fino all’attacco contro l’isola. Tra oggi e domani entrano in vigore una serie di nuove sanzioni, che sono mirate a peggiorare le condizioni della punizione collettiva che la Casa […] L'articolo Nuove sanzioni su Cuba, al centro la propaganda imperialista su Gaesa su Contropiano.
June 5, 2026
Contropiano
Visa e Mastercard non funzioneranno più a Cuba
Il cappio attorno all’economia cubana continua a stringersi: la Banca Centrale di Cuba ha comunicato che dal 6 giugno non sarà più possibile usare le carte di credito internazionali dei circuiti Visa e Mastercard. “In data 2 giugno è stata ricevuta la comunicazione che la banca straniera responsabile delle operazioni effettuate a Cuba utilizzando carte Visa e Mastercard interromperà il suo rapporto con FINCIMEX S.A. A partire dal 6 giugno, data in cui entrerà in vigore la misura dell’Impero, diventa illegale e impossibile continuare con l’esecuzione degli accordi con l’entità cubana,” spiega la nota. Ovviamente l’interruzione non dipende dalla volontà dello Stato cubano, ma è direttamente collegata all’Ordine Esecutivo n. 14404 del 1° maggio, emesso dal Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, come parte della sua strategia di soffocamento del popolo cubano. Con questo ordine esecutivo gli Stati Uniti internazionalizzano le loro sanzioni a tutte le entità economiche che hanno rapporti diretti con Cuba. In pratica qualunque impresa che abbia rapporti commerciali con lo Stato cubano può vedersi congelare i propri attivi negli Stati Uniti, oltre a vedersi imporre sanzioni di varia natura. Gli Stati Uniti non solo impediscono alle loro imprese di avere rapporti commerciali con Cuba, ma si arrogano il diritto di farlo anche con altri Paesi. Di conseguenza l’isola non potrà più ricevere entrate dalle transazioni per acquisto di beni e servizi eseguiti usando le suddette carte di credito. Restano ancora attive le carte prepagate 100% nazionali come Classica e Tropicale e le carte internazionali Mir e Union pay. Si potrà comunque continuare a pagare nei negozi in contanti. Insomma, dalla Casa Bianca continuano senza sosta ad esercitare la loro politica di massima pressione nei confronti di Cuba, con la speranza di vedere capitolare il legittimo governo dell’Avana.   Andrea Puccio
June 4, 2026
Pressenza