
Terra, acqua e pace
Pressenza - Monday, August 3, 2026A Gesualdo, nella stessa navata e a due giorni di distanza, un fotoreporter di Gaza e la Costituzione italiana. Tredicesima edizione di Saperi & Sapori
In latino sapere significava avere sapore. Solo per estensione, poi, arrivò a significare avere discernimento: il sapiente era, in origine, colui che assaggia. Saperi e sapori sono la stessa parola separata dai secoli e una manifestazione di paese lo ricorda, nel proprio nome, da tredici anni.
Quest’anno, a Gesualdo, a quelle due parole se n’è aggiunta una terza. Il simbolo dell’edizione non è una colomba e nemmeno una bandiera: è un piede scuro con, al centro, il cerchio arcobaleno della pace, accompagnato da due frasi che si completano: Ogni pace comincia da un passo e La pace comincia da noi. Il piede è la parte del corpo che tocca terra e porta il peso, ed è insieme l’organo dell’andare e quello del calpestare, dato che con lo stesso piede ci si avvicina a qualcuno e si schiaccia qualcos’altro. Non c’è nulla di angelico in un piede, ed è per questo che funziona: siamo abituati a un’iconografia della pace che vola, che è bianca e che non ha corpo.
Si conosce con la lingua e si conosce con i piedi. In entrambi i casi bisogna avvicinarsi abbastanza da poter essere cambiati da ciò che si incontra.
Rimuovere gli ostacoli
Domenica 2 agosto, alle sette di sera, la Chiesa di San Nicola ha ospitato l’ultimo appuntamento culturale del festival: la presentazione di Attuare la Costituzione. Oltre gli ostacoli e gli abusi del potere di Luigi de Magistris, con i saluti del sindaco Domenico Forgione e la moderazione di Antonio De Feo, in diretta su CRT Radio. Sulla locandina, sotto il titolo, una riga che vale come programma: la pace si costruisce anche attraverso i diritti.
De Magistris ha richiamato il compito che il secondo comma dell’articolo 3 assegna alla Repubblica: quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Rimuovere è un verbo di fatica fisica e presuppone qualcuno che si avvicini abbastanza all’ostacolo da poterlo spostare. Anche questo è un passo.
L’articolo 11, quello per cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, non è una dichiarazione di buone intenzioni ma un vincolo e, come tutti i vincoli scritti, vale quanto la nostra disponibilità a farlo valere.
La stessa navata, due sere prima
Perché in quella navata, quarantotto ore prima, era successo qualcosa che dà alla parola diritti un peso diverso.
Venerdì 31 luglio si era aperto il festival con il convegno Un passo verso la pace. Alhassan Selmi, giornalista e fotoreporter palestinese di Gaza, insignito del Premio Internazionale Colomba d’Oro per la Pace dell’Archivio Disarmo, era lì di persona, con la kefiah sulla spalla, davanti a una platea che ascoltava in silenzio, accanto alle illustrazioni di Marcella Biancaforte della mostra Be My Voice. Un diario per Gaza.
Nell’ottobre del 2025 le Colombe d’Oro erano state consegnate in Campidoglio a tre giovani giornalisti gazawi: Aya Ashour, Fatena Mohanna e Alhassan Selmi. Soltanto la prima poté essere presente. Agli altri due non fu concessa l’autorizzazione a lasciare Gaza e ricevettero un premio per la pace senza poter compiere il passo che li separava da chi glielo consegnava.
Chi venerdì sera era in quella chiesa stava dunque guardando un passo che, per mesi, qualcuno aveva impedito. Non un’immagine della pace, ma un uomo arrivato fin lì con le scarpe consumate, che avrebbe potuto benissimo non arrivarci mai. Fuori, a poche decine di metri, c’erano i concerti, trenta stand enogastronomici e più di cento espositori.
Quello che non si può recintare
Terra, acqua, aria. Sono i beni che non si comprano, non si recintano e non si bombardano senza che qualcuno perda la vita, e sono esattamente ciò che una guerra toglie per primo: la terra da coltivare, l’acqua da bere, l’aria da respirare. Un festival che mette insieme i sapori di un territorio e la testimonianza di chi quei tre beni li ha visti distruggere non sta accostando due cose lontane: ne sta nominando una sola.
Ora le luci arcobaleno sui palazzi si sono spente e il borgo riprenderà il ritmo di un paese dell’Irpinia interna. Resta una chiesa che, in tre giorni, ha ospitato Gaza e la Costituzione, e la domanda che il piede lascia a chi lo ha guardato.
Fonti
- Associazione Kaos
- Archivio Disarmo – Premio Colomba d’Oro per la Pace
- PaperFIRST – “Attuare la Costituzione” di Luigi de Magistris
- Comune di Gesualdo
Saperi & Sapori, XIII edizione, “Peace”. Gesualdo (AV), 31 luglio – 2 agosto 2026. Associazione Kaos, con il patrocinio del Comune di Gesualdo.