UE al secondo posto della graduatoria della spesa militare, globalmente in aumento
Pubblicando i nuovi dati sui bilanci della difesa relativi a tutti i Pesi del
mondo, il SIPRI sottolinea il record mai raggiunto prima: quasi 2.900 miliardi
di dollari a prezzi costanti, cioè il 2,9% in più rispetto all’anno precedente.
Quella che rischia di passare inosservata è la cifra-monstre di risorse
destinate alla Difesa dall’Europa a Ventisette. Nella gara a chi spende di più
nelle armi, dopo gli Stati Uniti con 929 miliardi di dollari (in lieve calo per
le riduzioni decise dall’amministrazione Biden), i Paesi dell’Unione Europea si
collocano a uno spettacolare secondo posto con 430 miliardi di dollari, quasi
100 miliardi più della Cina (335) e più del doppio della Russia(158).
“D’accordo, la UE non è un soggetto unitario, ma questa non è una
giustificazione per sprecare i soldi – commenta Fabrizio Battistelli, presidente
di Archivio Disarmo – Piuttosto sono gli effetti della competizione interna, per
cui nella produzione di armamenti con il suo bilancio della Difesa ogni Stato
alimenta il proprio “campione” industriale, almeno dieci eserciti nazionali
pretendono di svolgere tutte le missioni e coprire tutti i ‘domini’ (terra,
mare, cielo) e perfino programmi come Rearm Europe/Readiness 2030 alimentano
solo in minima parte le co-produzioni europee”.
In tale contesto i dati SIPRI mostrano un aumento delle spese per la Difesa in
Italia da 37,9 miliardi a 45,4 miliardi, con un aumento di 7,5 miliardi di
dollari.
Redazione Italia