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Vicenza: chi è coinvolto con il genocidio non è benvenuto
Sabato 5 settembre, nonostante il sole cocente, più di 500 persone si sono ritrovate in Piazza Matteotti nel centro di Vicenza per affermare che chi è coinvolto nel genocidio non è benvenuto né a Vicenza né altrove. In questi giorni infatti è in svolgimento la Fiera dell’Oro che accoglie tra i tanti espositori, anche aziende israeliane. Una manifestazione ricca di interventi, quella di sabato pomeriggio, cori e un azione che ha riempito di manifesti la scritta VicenzaOro per denunciare il ruolo delle aziende diamantifere nel genocidio in Palestina. Per quanto la tendenza del comune sia quella di fare orecchie da mercante e nascondersi in finti legalismi il potere ce l’hanno per cambiare lo statuto di IEG(organizzatore delle fiere) e come sempre manca la volontà politica, perché il profitto sulla pelle delle persone è più importante del far rispettare il diritto internazionale e avere un’etica. Imbarazzante e grave la risposta ricevuta dal delegato alle aziende partecipate Marchetti: “Come già condiviso in precedenti occasioni e come dettagliato nel parere dell’Avvocatura comunale già in Vostro possesso, l’Amministrazione non ha titolo per intervenire in via autoritativa sulle scelte contrattuali della fiera e sulle dinamiche autonome dei singoli operatori privati”. Nella realtà, il comune è proprietario di maggioranza della Vicenza Holding Spa, che a sua volta è socia di maggioranza insieme a Rimini Congressi Srl dell’ING (organizzatore delle fiere) e questo le permette di intervenire concretamente sullo statuto e sul codice etico della stessa così da impedire partecipazioni di stati genocidari. Non lasceremo in pace la kermesse della Fiera dell’Oro fintanto che la presenze di Israele e di espositori a esso collegati non saranno vietate in questa fiera e in tutte le altre fatte da Italian Exhibition Group in tutto il mondo. Sappiamo di non poter contare sulle istituzioni, che continueremo a stanare, ma noi non smettiamo di pretendere giustizia e pace per il popolo palestinese e scendere in piazza! Hanno organizzato il corteo: Vicenza per la Palestina Valleagno per la Palestina Palestina libera Montecchio Bassano per la Palestina Alto vicentino per la Palestina Hanno aderito numerose realtà della città e del Veneto: BDS Vicenza CS Vicenza Comunità Palestinese del Nordest CS Juna Caracol Olol Jackson CAU Padova Donne per la Palestina Intifada studentesca Potere al Popolo Padova USB Redazione Italia
September 7, 2026
Pressenza
A Gaza riapre la banca dei semi che i bombardamenti israeliani avevano raso al suolo
A Deir al-Balah, nel centro della Striscia, file di contenitori di plastica accatastati su scaffali di fortuna custodiscono ciò che resta delle varietà agricole palestinesi. È la nuova sede della banca sementiera di Al Qarara, rimessa in piedi da un gruppo di agricoltori dopo che l’originale, fondata nel 2017 vicino al confine orientale, è stata distrutta all’inizio del 2024 dall’esercito israeliano. L’area dove sorgeva oggi è rasa al suolo e inaccessibile. A guidarla è Salama Ayesh Muhanna, 71 anni, agronomo, che aveva avviato la raccolta sulla terra di famiglia; con lui lavora la figlia Hanadi, 38 anni. Il meccanismo è quello del prestito: gli agricoltori ricevono una quantità di sementi a inizio stagione e ne restituiscono altrettante dopo la mietitura. Le varietà conservate – grano, orzo, spinaci e fagioli – non sono ibridi commerciali: si possono riseminare di anno in anno e sono adattate al suolo e al clima locali. Prima dell’ottobre 2023 Gaza era autosufficiente negli ortaggi freschi e ne esportava un terzo. Secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa, che sostiene il progetto, l’agricoltura locale copre oggi al massimo il 10% del fabbisogno interno di verdura. Il settore primario, colture e allevamento e pesca insieme, valeva circa un decimo dell’economia dell’enclave. La ricostruzione avviene dentro un perimetro che si restringe. La maggior parte dei terreni coltivabili sono stati distrutti o si trovano sotto occupazione militare israeliana, e due milioni di persone sono confinate in circa il 30% del territorio. I blocchi di cemento che segnano la Linea Gialla, la demarcazione del ritiro prevista dal cessate il fuoco del 2025, sono stati spostati unilateralmente più in profondità: altri campi sono finiti fuori limite e chi continua a lavorare nelle vicinanze lo fa sotto il rischio del fuoco israeliano. Secondo Osama Al-Mukhalalati, del CICR (Comitato Internazionale della Croce Rossa), «è come una goccia d’acqua su una piastra rovente rispetto alle difficili condizioni che affrontano oggi gli agricoltori». Fornisce però una scorta di base che consente di produrre cibo su ciò che resta. The post A Gaza riapre la banca dei semi che i bombardamenti israeliani avevano raso al suolo appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 7, 2026
L'INDIPENDENTE
Torino ha corso per Gaza
“Meno male che non ha fatto tanto caldo” ha commentato sotto il palco più di un partecipante alla manifestazione di stamattina domenica 6 settembre. La camminata/corsa/passeggiata/manifestazione (ogni partecipante, infatti, si è posizionato nell’evento in base al proprio passo) si è svolta in un clima soleggiato ma relativamente fresco. Non che la minaccia dell’afa abbia comunque scoraggiato la partecipazione all’evento organizzato da Arci Torino, Uisp Torino, Azeytouna, Global Sumud Flottilla, Freedom Flottilla e Torino per Gaza a cui hanno aderito 84 tra associazioni ed organizzazioni cittadine e che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Torino. Proprio il patrocinio era stato contestato dai partiti dell’opposizione che di questa manifestazione avevano solo intravisto e additato la presenza delle organizzazioni che in questi anni hanno animato le proteste per la Palestina (il fantasma di Askatasuna aleggia onnipresente). Gli oltre 3500 iscritti si sono assiepati nel punto di ritrovo davanti al Palazzo di Architettura del Valentino ed hanno proseguito lungo i Murazzi, Corso San Maurizio, Corso Regina Margherita fino ad arrivare in Piazza della Repubblica, tra loro i veri corridori, ma anche gente in cammino, gruppi di amici e famiglie con bambini. L’obiettivo era duplice: da un lato sostenere finanziariamente l’attività in Palestina di Emergency e di Medici Senza Frontiere, dall’altro mantenere acceso il riflettore sulla situazione nella striscia di Gaza, dove le pratiche genocide israeliane stanno proseguendo imperterrite nonostante il “cessate il fuoco”. Da questo punto di vista l’evento può dirsi pienamente riuscito. La partecipazione della cittadinanza torinese ha dimostrato che almeno qui l’attenzione su Gaza rimane alta e la preoccupazione per gli eventi funesti che si stanno succedendo è elevata. Lo dicono i vincitori premiati chiamati a dire due parole: “Io sono qui, ho una bimba piccola di tre anni quindi per me era impensabile non essere qui pensando proprio ai bambini di Gaza”, lo dicono i tanti che hanno condiviso la loro presenza sui social: “A Gaza ancora si muore, ricordarcelo con Run To Gaza è qualcosa”, lo dicono gli organizzatori nei discorsi finali dal palco. Daniele Mandarino per l’ARCI: “Gaza non è sola … siamo qui perché di fronte al genocidio del popolo palestinese abbiamo deciso di non rimanere spettatori … perché la solidarietà non è pietà, la solidarietà è una scelta politica, significa scegliere da che parte stare quando un popolo viene privato della propria terra e della propria libertà dei propri diritti. Quello che sta accadendo a Gaza non è una tragedia senza responsabili, è il risultato di scelte politiche, è il risultato dell’occupazione dell’assedio della negazione sistematica dei diritti del popolo palestinese. Gaza non riguarda soltanto Gaza, Gaza ci racconta il mondo nel quale stiamo entrando, un mondo in cui la guerra rappresenta la forma normale della politica … ci stanno dicendo che dobbiamo abituarci alle guerre … abituarci ai morti nel mediterraneo … no, non vogliamo abituarci perché la guerra non è ineluttabile, il riarmo non è inevitabile, sono scelte politiche, scelte portate avanti da governi, classi dirigenti ed interessi economici.” Sara per Torino per Gaza “Dobbiamo ricordarci che il genocidio del popolo palestinese inizia prima del 2023, che c’è in Palestina un sistema di apartheid da quasi ottant’anni e che c’è un popolo che continua a lottare ed a vivere giorno dopo giorno per realizzare il progetto di rivedere la propria terra libera. La responsabilità che abbiamo noi oggi, prima di tutto come esseri umani, in secondo luogo come persone coscienti, è di interessarci a queste cause per costruire, mattone dopo mattone, un mondo che non permetterà più guerre e genocidi” Straordinaria la copertura mediatica da parte di Aljazeera che manda l’evento in diretta https://www.youtube.com/watch?v=NSyKUU8qCXU Grande successo anche per il concerto al Bunker che ha esaltato il meglio della multietnicità di Barriera di Milano (quartiere di Torino ndr) con la presenza di numerosissime famiglie magrebine venite ad ascoltare la star della serata Cheb Bachir. E il suono della musica magrebina ha fatto ballare tutti, giovani e meno, italiani e testo del mondo in un unica danza per Gaza. Run to Gaza è stato dedicato ad Alex Amendolia, sindacalista e attivista del movimento BDS scomparso la scorsa settimana. Turin, Italy. 6th September, 2026. 3,500 participants took part in the Run TO Gaza, a non-competitive race promoted by UISP Torino, Arci Torino, Torino per Gaza, Global Sumud Italia, Freedom Flotilla, Emergency, and Azeytouna – L’Olivo. Credit: M.BARIONA Turin, Italy. 6th September, 2026. 3,500 participants took part in the Run TO Gaza, a non-competitive race promoted by UISP Torino, Arci Torino, Torino per Gaza, Global Sumud Italia, Freedom Flotilla, Emergency, and Azeytouna – L’Olivo. Credit: M.BARIONA Turin, Italy. 6th September, 2026. 3,500 participants took part in the Run TO Gaza, a non-competitive race promoted by UISP Torino, Arci Torino, Torino per Gaza, Global Sumud Italia, Freedom Flotilla, Emergency, and Azeytouna – L’Olivo. Credit: M.BARIONA Turin, Italy. 6th September, 2026. 3,500 participants took part in the Run TO Gaza, a non-competitive race promoted by UISP Torino, Arci Torino, Torino per Gaza, Global Sumud Italia, Freedom Flotilla, Emergency, and Azeytouna – L’Olivo. Credit: M.BARIONA Turin, Italy. 6th September, 2026. 3,500 participants took part in the Run TO Gaza, a non-competitive race promoted by UISP Torino, Arci Torino, Torino per Gaza, Global Sumud Italia, Freedom Flotilla, Emergency, and Azeytouna – L’Olivo. Credit: M.BARIONA Turin, Italy. 6th September, 2026. City Counselor Abdullahi Ahmed takes part in the Run TO Gaza, a non-competitive race promoted by UISP Torino, Arci Torino, Torino per Gaza, Global Sumud Italia, Freedom Flotilla, Emergency, and Azeytouna – L’Olivo. Credit: M.BARIONA Redazione Torino
September 7, 2026
Pressenza
Mazzeo: pirati e corsari nel Mediterraneo. Genocidio a #Gaza e saccheggio del territorio a #Milazzo READING D' (A)MARE #spiaggelibere Immagini, parole e suoni per un mare di beni comuni - #Milazzo [3 settembre 2026]READING D’ (A)MARE - Immagini, parole e suoni per un mare di beni comuni No al folle piano delll'Amministrazione comunale di privatizzazione delle spiagge https://www.youtube.com/watch?v=Tw2BJqmaEOg
September 5, 2026
Antonio Mazzeo
La dottrina dell’espulsione di Israele
Il Regno Unito è con il fiato sospeso. Dopo l’espulsione di Paesi Bassi e Spagna dal centro di coordinamento internazionale per la Gaza postbellica a Kiryat Gat, Israele sta ora valutando se espellere anche i rappresentanti britannici. La Nakba britannica è alle porte, e questo avrebbe potuto essere persino divertente, […] L'articolo La dottrina dell’espulsione di Israele su Contropiano.
September 5, 2026
Contropiano
#michiamohandalino MI CHIAMO HANDALINO «Fanno bene quei marinai a partire con il loro carico di aiuti. Non sarà abbastanza, ma per qualche bimbo palestinese ci sarà finalmente da mangiare. E grazie a quei doni chissà quanti a #Gaza torneranno a sorridere dopo giorni e notti d’inferno.» #stopthegenocideingaza🇵🇸 Antonio Mazzeo Illustrazioni di Lelio Bonaccorso In libreria dal 22 settembre 2026
September 5, 2026
Antonio Mazzeo
Peace Walk to Jerusalem: camminare fino a primavera
Ha fatto tappa a Trieste, nei giorni scorsi, la carovana per la pace Peace Walk to Jerusalem. Si tratta di un cammino, partito da Finisterre in Spagna e da altre città europee a gennaio, che attraverso 24 Paesi punta ad arrivare a Gerusalemme nella primavera del 2027. Ad accogliere i camminatori oggi in città, alcuni provenienti da Olanda e Germania e altri da svariate parti d’Italia, il Comitato per la Pace Danilo Dolci. Il Comitato ha proposto un itinerario per ricordare le vittime del nazifascismo in città. Quindi la carovana si è spostata in Piazza Libertà, detta anche Piazza del Mondo dagli attivisti dell’associazione Linea d’Ombra. Qui si sono portate la vicinanza e la solidarietà a Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi che da anni, con la loro associazione, curano e accolgono i migranti che provengono dalla rotta balcanica, con i loro piedi feriti dalla lunga marcia, le loro attese, i loro spesso dolorosi vissuti. Trieste, Italy. Volunteers dress the wounds of migrants who just crossed the border on the Western Balkan Route. Credit:MLBARIONA La Peace Walk to Jerusalem da domani proseguirà per Capodistria e in seguito attraverserà la Croazia, la Serbia e la Bosnia per cercare di arrivare a Sarajevo in ottobre, lungo quei confini in cui è stato versato tanto sangue innocente sull’altare dei diversi nazionalismi. Drammi rievocati dalla recente morte e dai funerali d’onore tributati al generale Rakto Mladic, criminale di guerra a Sebrenica e non solo. La carovana di pace, proseguirà poi per la Grecia, la Turchia, la Siria, il Libano e infine speriamo, Al Quds (Gerusalemme). Ho fatto solo un piccolo pezzetto di marcia da Venezia a Caorle con gli altri camminatori, una sessantina, che arrivavano da Vicenza, e poi proseguivano appunto, per Trieste. A ogni tappa si può aggiungere qualcuno/a e magari altri/e vanno via. Ci sono persone che hanno fatto tanti giorni, altri di meno ma ciò che conta è che la carovana nel suo insieme e nelle sue tappe prosegua il suo lungo percorso complessivo. Nelle varie località, ci sono gruppi, associazioni, istituzioni ad accogliere i camminatori, si partecipa a incontri tematici e a racconti di testimonianze. A Venezia per esempio abbiamo ascoltato in una piazza il racconto toccante di un’anziana donna di Gaza che ha visto uccisi 47 membri della sua famiglia. Abbiamo partecipato a un incontro con Emergency e con l’Anpi di Venezia vicino alla scultura in laguna della partigiana morente. A Cavallino Treporti abbiamo incontrato l’amministrazione comunale e la popolazione, tra cui 5 ragazzi di Gaza in vacanza in quel luogo e provenienti da Bologna, la città che li ha accolti per i loro studi. Questo è molto altro è la Peace Walk to Jerusalem: tanti passi, incontro tra persone, confronto tra posizioni differenti, incontro con le popolazioni locali, disponibilità di volontari del posto che cucinano, offrono informazioni e servizi; parrocchie e talvolta amministrazioni comunali che mettono a disposizione i loro saloni per fare riposare i camminanti. La marcia è fare silenzio perché alcuni tratti li si è fatti in silenzio, è parlare ai passanti con il microfono di pace, giustizia e del senso del camminare per la pace. La marcia è cantare o ascoltare chi si avvicina per portare il loro apprezzamento o la loro distanza. Una sorta di pellegrinaggio collettivo di 15 mesi circa. Si cammina mettendo in azione il proprio corpo, come forma di resistenza nonviolenta, per sensibilizzare gli altri, come presa di responsabilità personale e collettiva. Peace Walk to Jerusalem Le guerre, il riarmo, il genocidio e la pulizia etnica in atto in Palestina, le tante guerre e situazioni di oppressione attive nel pianeta: Sudan, Congo, Iran, Libano, Afghanistan… richiedono un cambiamento personale e un cambiamento collettivo affinché si ripristini il diritto internazione oggi spesso calpestato, venga rispettata la dignità umana ovunque, vengano valorizzate le voci di chi ogni giorno lavora per la riconciliazione, l’uguaglianza e il diritto dei popoli a vivere in pace. «Il futuro è pace», riprendo dal volantino di presentazione della Peace walk, sono le parole di Mooz Inon e Aziz Abu Sarah, un israeliano e un palestinese che hanno perso familiari, e si rifiutano tuttavia di diventare nemici. Noi ci mettiamo sulle loro orme. Concludo con David Le Breton che nel suo libro, Il mondo a piedi, ci ricorda che «l’esperienza della marcia decentra da sé e ripristina il mondo, inscrivendo l’uomo nei limiti che lo richiamano alla sua fragilità e alla sua forza. È attività antropologica per eccellenza, perché stimola continuamente nell’uomo il desiderio di       comprendere, di individuare il suo posto nella trama del mondo, di interrogarsi su ciò che stabilisce il legame con gli altri». E perciò, buona continuazione di cammino, alla Peace Walk to Jerusalem e a tutti noi nei diversi contesti in cui viviamo. Centro Sereno Regis
September 4, 2026
Pressenza
Israele è pronto a completare il genocidio. Si attendono gli USA e le elezioni
Il piano di pulizia etnica per Gaza attende solamente il via libera di Washington. A dirlo è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, il quale ha ribadito senza mezzi termini che il governo non considera chiusa l’ipotesi di un esodo forzato dei residenti palestinesi. “In definitiva – ha […] L'articolo Israele è pronto a completare il genocidio. Si attendono gli USA e le elezioni su Contropiano.
September 4, 2026
Contropiano
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Antonio Mazzeo: “Le flotte umanitarie hanno incrinato il muro del silenzio su #Gaza” Giornalista d’inchiesta, scrittore e studioso dei processi di militarizzazione Antonio Mazzeo è tra le voci più autorevoli del pacifismo italiano. Dopo la partecipazione alla Freedom Flotilla e l’impegno nella Sumud Flotilla, sarà tra i relatori della Tre Giorni per la Pace organizzata dal Coordinamento per la Pace di Milano. a vivere nella giustizia e nella pace. https://www.farodiroma.it/antonio-mazzeo-le-flotte-umanitarie-hanno-incrinato-il-muro-del-silenzio-su-gaza-laura-tussi/?fbclid=IwY2xjawUHMVlwZG9mBWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR6QYmXLzNu3C7ZPkhuiUlO8t9jd7n1SC2kzK4fiP6vd83nPBkf1wSrUp_qkmA_aem_rBkvk5VIWtPBKyXVtE7x0w
September 4, 2026
Antonio Mazzeo