
Repressione, caccia agli antagonisti e protezione delle Olimpiadi: le priorità dei media
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Thursday, February 12, 2026Le segnalazioni che riceviamo quotidianamente all’Osservatorio contro la militarizzazione elle scuole e delle università riguardano la presenza, sotto varie forme, della cultura della guerra da introiettare nelle creature piccole e giovani. Si opera mediante forme invasive, violente (mostrare l’uso di mitragliette, far salire una bimba recalcitrante su un carrarmato, educare i corpi alla lotta nelle palestre, inscenare sparatorie per strada con bambini della scuola di infanzia), e soft, come le skills che educano alla cooperazione sotto le vesti dell’obbedienza, da apprendere mediante conferenze e corsi informativi, ad esempio, intorno al bullismo, nelle versioni tradizionale e cyber, impartiti da poliziotti e carabinieri.
Come abbiamo scritto più volte, queste pratiche sono tutt’uno con le politiche securitarie, con la repressione decretizia che le alimenta, le sostiene, le nutre. La repressione però cammina troppo lenta se non è largamente appoggiata, diffusa, dai media, dalla carta stampata, dai blog, dai programmi televisivi, dai servizi su youtube.
Mario Giordano conduttore della trasmissione Fuori dal coro è un protagonista di questo gruppo di compiaciuti servitori del Ministri Guido Crosetto e Matteo Piantedosi, che operano in un combinato congiunto di decreti, proposte di legge, ordinanze prefettizia. (https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/fuoridalcoro/attacco-alle-olimpiadi-chi-ferma-i-terroristi-dei-centri-sociali_F314086901020C01)
Il servizio, andato in onda l’8 febbraio, dedicato alla violenza esercitata dai ragazzi dei centri sociali, a Roma, a Torino, a Milano, è emblematico. I violenti sono annidati in covi come l’Ex 51, Askatasuna, Ex Snia, SPINTime e da luoghi simili partono le incursioni contro le Olimpiadi, come è successo nella città meneghina. La giornalista che si infiltra fra i rivoltosi è sicuramente parte della servitù volontaria esercita da giovani freelance, cronisti precari e malpagati che farebbero l’impossibile per firmare un servizio, magari anche convinti della bontà di quel che dicono e scrivono.
A Torino, come abbiamo scritto anche noi, lo stato di assedio, durato ore, in un intero quartiere, le scuole chiuse, le persone impedite a muoversi da casa, è servito per snidare alcuni occupanti di Askatasuna, che il Sindaco di Torino aveva dato in gestione con un contratto al centro, per poi – preso dal panico per la propria carriera – revocarlo.
A Roma, nell’ Ex SNIA, da anni famiglie della zona e gruppi ambientalisti si occupano di difendere un lago artificiale diventato, dopo anni di degrado, un insediamento naturalistico importante, in una città soffocata dal traffico, dallo smog, dal consumo del suolo. Al palazzetto occupato da SPINTime si è svolto circa tre anni fa il nostro primo convegno come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, con centinaia di persone ad ascoltare accademici, giornalisti illustri, militanti.
L’ex51 di Roma, situato nelle case già proprietà dell’Edilizia Residenziale Pubblica, è stato regolarmente dato in gestione da circa 30 anni a chi nel quartiere vuole riunirsi, discutere, organizzare corsi per cittadini non italiani, a cui fornire anche sostegno legale per le pratiche legate ai permessi di soggiorno. Dove sta il delitto? Semplice, accumunate le azioni degli antagonisti dalla violazione dell’ordine costituitosi in forme sempre più anticostituzionali, il ragionamento cha anima il servizio di Giordano è che non bisogna interferire con la macchina messa in modo dalle Olimpiadi, il giro di affari che le circonda, la giostra degli appalti che fanno gola alle organizzazioni mafiose che, lasciato il Sud, cercano, come ci indicavano amaramente Giovanni Falcone e Borsellino e Paolo Borsellino, il flusso dei soldi pubblici e privati.
A vedere i servizi e le immagini pubblicate in blog e riviste di pericolosi sinistrorsi (noi, FanpageScanner, la rivista Altreconomia, ecc) è difficile dar ancora ragione a Pier Paolo Pasolini (personalmente non mi ha mai convinto) sui poliziotti figli di proletari e gli studenti delfini della classe media e di quella colta. In una cosa il ragionamento di Pasolini resta – ahimè – valido: oggi, mentre il lavoro manca o è di merda (Bullshit Jobs), è facile che a farsi orientare verso un lavoro in divisa – di qualsiasi arma- siano i giovani del nostro Sud.
Ultima annotazione su Roma. La mia zona, dove è ubicato l’ex51, è stata decretata Zona Rossa dal Prefetto e, come sappiamo, il provvedimento prevede controlli continui dei documenti ai passanti, soprattutto se dai tratti somatici non proprio WASP, presenza di gazzelle agli ingressi della metropolitana. A molti noi, che ci abitiamo, è proprio la sicurezza che ci viene a mancare per lasciare il posto a un diffuso senso di paura. E c’è altro ancora: sabato prossimo, in uno dei padiglioni dell’Ex Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà – zona Primavalle/Monte Mario, il Comitato Per il NO al referendum sulle carriere della magistratura e sul disfacimento del suo organo di tutela e disciplina, aveva chiesto e ottenuto uno spazio per la campagna referendaria, con la presenza della Giudice Silvia Albano e del costituzionalista Gaetano Azzariti. Marcia indietro del Direttore della ASL Roma 1, a cui appartengono i locali (beh, diciamo, per conto dei cittadini, pubblici dunque!) che ha negato oggi l’autorizzazione. Tutto si sposta frettolosamente verso un Centro Anziani di zona.
Cerchiamo di non ammutolire, la tenuta della democrazia si fa ogni giorno più debole e con essa diventa difficile la stessa vita associata.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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