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Caccia. Ddl Malan: una marchetta al mondo venatorio
Che buona parte della politica di un governo sia dettata dalle lobbies che lo hanno appoggiato in sede di elezioni è cosa nota anche ai bimbi. Il caso più clamoroso e che reca più danni all’ambiente e alla salute dei cittadini è il consumo di suolo, specie quello determinato da quelle opere di privata (non pubblica) utilità. Ma vi sono anche altri casi di marchette, l’ultima la più clamorosa in ordine di tempo, è il disegno di legge (ddl), in materia di caccia, Malan, dal nome del primo firmatario, quel Lucio Malan, attualmente in forza a Fratelli d’Italia, dopo un passato ondivago. Approvato il 23 giugno al Senato, il provvedimento passa ora all’esame della Camera, ma vista la maggioranza che lo sostiene, le speranze di bloccarlo, o anche solo di ridimensionarlo, appaiono davvero esigue. Resta l’ipotesi di un intervento di Mattarella, ma la ritengo remota. Non vi è un aggettivo con cui definire il testo legislativo: qualsiasi sarebbe troppo tenero. Esso è una totale sottomissione alle più vergognose e anacronistiche richieste delle lobbies venatorie, spesso purtroppo supportate dalle organizzazioni professionali agricole. Innanzitutto, il disegno di legge prevede un totale ribaltamento del principio che regola i rapporti con la fauna selvatica. Questa, infatti, da patrimonio collettivo e indisponibile qual è ora diventerebbe semplicemente una risorsa da sfruttare, anche a fini economici. I proponenti sanno bene che ciò è in palese contrasto con l’art. 9 della Costituzione, recentemente modificato, il quale afferma che “La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni… La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”, ma evidentemente se ne fregano. I cacciatori, inoltre, verrebbero presentati non come una delle principali cause delle alterazioni ambientali, bensì come soggetti attivi nel preservare gli equilibri ambientali (anni fa un noto esponente politico piemontese ebbe il coraggio di affermare che i cacciatori erano i medici della natura…). Insomma, è come affidare alle volpi la guardia del pollaio… Ma facciamo qualche esempio concreto, scegliendoli purtroppo in un vasto campionario. Il ddl accentua in modo sostanziale la pressione venatoria su numerose specie, comprese alcune in evidente sofferenza, se non proprio a rischio di estinzione (tordi, merlo, allodola e altri piccoli uccelli, anatre di numerose specie, beccaccia e beccaccino, pernice bianca, gallo forcello, coturnice e così via). Lo stesso elenco di specie cacciabili viene ampliato, includendo ad esempio il piccione domestico e l’oca selvatica. E per fortuna che, all’ultimo momento, dall’elenco delle specie cacciabili è stato estromesso lo stambecco, presente nella prima bozza del ddl. Cacciare lo stambecco è la cosa più assurda che si possa immaginare. Chi ha avuto modo di incontrare questo maestoso ungulato in montagna, sa benissimo che si tratta di una specie confidente, che si lascia avvicinare fino a pochissimi metri di distanza. Che gusto può esserci a sparare a una simile meraviglia, se non soddisfare una malsana e patologica sete di sangue? Ma almeno l’animale simbolo del Parco del Gran Paradiso sembra, al momento, salvo. Dicevamo delle nefandezze del ddl Malan. I periodi in cui praticare la caccia verrebbero estesi in modo considerevole, sia con riferimento alle giornate (cancellate quelle di silenzio venatorio e prorogata la possibilità di cacciare fin oltre il tramonto) che alla stagione, prolungata fin nei mesi primaverili, andando così a interferire pesantemente con i processi riproduttivi di molte specie. Inoltre sarebbe prevista la possibilità di cacciare in aree fino ad ora interdette, quali il demanio forestale, il demanio marittimo, addirittura le aree protette. E qui si rasenta il ridicolo: si consentirebbe alle Regioni di ridurre le aree protette al fine di estendere la pratica venatoria, quando l’UE chiede di ampliare le aree protette nella misura del 30% entro il 2030. Rafforzata la doppiamente crudele pratica dell’uso di richiami vivi: animali, soprattutto uccelli, catturati e costretti a passare in anguste gabbie il resto della loro vita, allo scopo di attirare a portata di tiro del cacciatore ignari conspecifici che vivono in libertà. Altro aspetto incredibile, lo svilimento del ruolo degli Enti di ricerca (ISPRA), le cui fondamentali indicazioni verrebbero asservite alle scelte politiche di amministratori che appaiono sempre più legati, a doppio filo, al mondo venatorio. Il testo è così ”barbaro” che la Commissione Europea ha inviato una comunicazione al Governo italiano, segnalando numerose infrazioni ai Regolamenti comunitari presenti nel ddl. Cosa che ci costerà, in caso di approvazione, enormi esborsi di denaro in procedure di infrazione. Già oggi lo Stato italiano spende cifre enormi (si parla di 800 milioni di euro) per le 75 procedure di infrazioni, di cui 25 in materia ambientale, di cui il nostro Paese è stato ritenuto responsabile. Ma tanto pagano i cittadini, mica i politici o i cacciatori…Tra l’altro, nel dicembre dello scorso anno Bruxelles manifestò al Governo italiano le proprie perplessità sulle previste concessioni al mondo venatorio, palesemente in contrasto con la normativa europea, ma tale lettera è stata tenuta nascosta, per non scontentare quel mondo venatorio cui la maggioranza che governa il Paese deve restituire gli appoggi ricevuti durante la campagna elettorale: si dice “fare una marchetta”. Non solo, il loro (come mio non lo riconosco) ministro Lollobrigida (proprio lui, l’ex cognato più famoso d’Italia, quello che “l’abuso di acqua può portare alla morte” e quello che ferma i treni ad alta velocità pro domo sua) ha liquidato la faccenda come una fastidiosa stupidaggine burocratica di cui non tenere alcun conto… https://www.dire.it/14-05-2026/1240101-lollobrigida-riforma-caccia-per-una-lettera-dei-burocrati-della-ue/ Torniamo alla marchetta. “Mi hai votato, ti ripago”. Ma per quanto tempo ancora i cacciatori ripagheranno i politici? I numeri ci dicono che si è passati da oltre un milione e settecentomila cacciatori degli anni ’80 del secolo scorso a 470 mila del 2024, con proiezioni a sei anni di una riduzione di altre centomila unità. https://www.abolizionecaccia.it/blog/conclusa-la-stagione-di-caccia-2024-25/ Non solo, anche l’età media dei fruitori si alza con regolarità. Questo quando la stragrande maggioranza degli italiani (all’incirca l’80%) vorrebbe che la caccia fosse abolita. Ma questi o non votano o non votano il centrodestra. E quindi va bene così. In conclusione, una normativa che sottolinea ancora una volta la volontà del governo di mostrare i muscoli, anche in contrasto con ogni principio di ragionevolezza, e in totale contrasto con la tutela dei beni comuni e, quindi, del benessere della cittadinanza. Fabio Balocco
June 30, 2026
Pressenza
In Senato il DDL che consegna ai cacciatori il destino della fauna selvatica, in contrasto con la Costituzione
“Il più grave attacco agli animali e alla natura della storia recente, che condurrà a danni alla biodiversità, caos gestionale e procedure di infrazione” [1]. “Il Governo vuole stravolgere le regole sulla caccia: più mesi per sparare, aumento delle specie cacciabili, meno aree protette, fucili anche in spiaggia e nei boschi, migliaia di uccelli catturati rinchiusi a vita in gabbia, meno libertà di vivere in natura. Una legge pericolosa che mette a rischio animali già vulnerabili e trasforma la natura in un campo di tiro“[2].  “In questi tempi di pesantissima crisi internazionale, con più fronti di guerra aperti, con difficili scenari economici e una crisi energetica galoppante, il tentativo è quello, vergognosamente fuori luogo e patetico, di approvare  quanto prima i contenuti della deregulation venatoria” [3] “Un concentrato di misure distruttive per gli animali, la natura e violazioni comunitarie e costituzionali: caccia durante il vietatissimo periodo di migrazione pre riproduttiva degli uccelli; soppressione dei pareri scientifici dell’Ispra; apertura illimitata della caccia nelle aziende faunistico-venatorie; estensione della caccia in aree interdette come parchi, demanio e spiagge; rilancio della pratica aberrante dei richiami vivi, già oggetto di procedura di infrazione europea e tanto altro ancora“.[1] “Non trasformiamo la natura in un grande luna park per poche persone, evidentemente molto potenti nei palazzi della politica. Questo disegno di legge si scontra con ciò che abbiamo il dovere di fare, cioè tutelare gli ecosistemi e la biodiversità che li abita: da questo dipende anche la nostra sopravvivenza»“. [4] Decine di associazioni ambientaliste e animaliste [5] lanciano l’allarme per un Disegno di legge approdato al Senato nei giorni scorsi che rimette mano alla legge 157/1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” introducendo modifiche che suonano come un vero ossimoro rispetto a quanto recita il primo articolo della legge vigente: “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”  “L’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole“(comma 2). > L’articolo 1 modifica il titolo della legge introducendo la nozione di > «gestione» della fauna selvatica omeoterma nel titolo della legge 11 febbraio > 1992, n.157. Questa modifica è finalizzata a chiarire che i contenuti della > legge non si esauriscono nella sola protezione della fauna selvatica, ma si > estendono a disciplinare un complesso di attività e di strategie funzionali > alla conservazione, al controllo e all’utilizzazione del patrimonio > faunistico, ai fini del raggiungimento di un punto di equilibrio tra la natura > e le attività dell’uomo. [premessa del DDL Malan 1552] Lo scorso dicembre è arrivata al governo una nota della Commissione europea [6] che contestava al disegno di legge gravi violazioni della normativa Ue sulla tutela di specie e habitat [7], nei giorni scorsi si sono tenute manifestazioni di protesta e il WWF ha lanciato la petizione Stop caccia selvaggia”[8]. Gli ambientalisti chiedono ai cittadini di usare massicciamente gli hashtag «IoMiOppongo» e «NoDdlCaccia» contattando i parlamentari.[9] Ma il DDL continua la sua marcia, nonostante l’Art. 9 della Costituzione che recita: > La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e > tecnica. > Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. > > Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse > delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di > tutela degli animali In calce il testo del DDL e i materiali (AMBM) MODIFICHE ALLA LEGGE 11 FEBBRAIO 1992, N. 157, RECANTE NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei senatori MALAN, ROMEO, GASPARRI e SALVITTI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 20 GIUGNO 2025 Natura ordinaria – Relazione tecnica richiesta il 22 luglio 2025. Presentato in data 20 giugno 2025; annunciato nella seduta n. 318 del 23 giugno 2025 SCARICA ATTO SENATO N. 1552 MODIFICHE ALLA LEGGE 11 FEBBRAIO 1992, N. 157, RECANTE NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO Vai alla Legge n. 157/1992 e s.m.i.(Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. ) che si vuole modificare Vai alla pagina del sito del Senato con i materiali e l’iter dell’Atto Senato n. 1552 Dossier di documentazione Servizio Studi 1. Dossier – n. 506 (PDF)Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio – A.S. n. 1552 2. Dossier – n. 506/1 (PDF)Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. Edizione provvisoria – A.S. 1552, 596, 1302, 1577 e 1656-A 3. Vai a testi e emendamenti [1] Appello al Ministro Pichetto Fratin del 16 giugno 2026 di ASSOCIAZIONE IO NON HO PAURA DEL LUPO, ALTRITALIA AMBIENTE, ANIMALISTI ITALIANI, ASOIM, CERM, EARTH ODV, ENPA, FEDERAZIONE PRO NATURA, FONDAZIONE CAPELLINO, GAIA ANIMALI&AMBIENTE, GREEN IMPACT, GREENPEACE, GIO, GRIG, ISDE, LAC, LAV, LIPU BIRDLIFE ITALIA, LNDC ANIMAL PROTECTION, MOUNTAIN WILDERNESS, OIPA, RETE DEI SANTUARI, SALVIAMO L’ORSO, SOI, VAS, WALDRAPPTEAM. vedi sito della LAV DDL Caccia: le associazioni al Ministro Fratin “fermi il disastro, o si dimetta” [2]LA PETIZIONE del WWF Stop caccia selvaggia – Chiedi al Governo di non consegnare la fauna ai cacciatori. Hanno firmato 207244 persone. Nome Cognome E-mail Telefono Autorizzo il trattamento dei dati ai sensi dell’art. 13 del GDPR come indicato nell’Informativa Privacy [3] Gruppo di Intervento Giuridico 18 giugno 2026 Inizia la discussione in aula del putrido disegno di legge sulla deregulation venatoria. E il Ministro dell’Ambiente che fa? [4] Comunicato di Slow food 17 6 2026 Slow Food Italia: No al Ddl Caccia, un attacco ad ambiente, biodiversità e sicurezza. La natura non è un luna park [5] Insieme alle associazioni anche i parlamentari dell’opposizione che sono scesi insieme in piazza al Pantheon il 17 giugno 2026. Sono state consegnate 400 mila firme in Parlamento per chiedere lo stop alla legge; in Senato sono stati presentati 900 emendamenti. Il Manifesto 18 giugno 2026 Ddl caccia, Fdi vuole togliere i vincoli alle doppiette – di Marinella Correggia. [6] Sul sito del WWF il 6 maggio 2026 è stata pubblicata una lettera della Commissione europea al Governo italiano che boccia duramente parti fondamentali del disegno di legge n. 1552 di stravolgimento della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica  [7] La Direttiva del Consiglio del 21 maggio 1992 Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche detta Direttiva “Habitat”, e la Direttiva Uccelli costituiscono il cuore della politica comunitaria in materia di conservazione della biodiversità e sono la base legale su cui si fonda Natura 2000. [8] Vedi la petizione del WWF Stop caccia selvaggia [9] Il Manifesto 18 giugno 2026 Ddl caccia, Fdi vuole togliere i vincoli alle doppiette – di Marinella Correggia.
June 19, 2026
carteinregola
IL senato vota il DDL Malan, un’altra fotografia di come questo paese tratta la natura: Una merce
Si chiama ddl 1552, lo conoscete come “Sparatutto”. Oggi, 17 giugno, arriva in Aula al Senato — nonostante la Commissione europea e il Consiglio d’Europa abbiano già scritto al governo per dirgli che viola le direttive Habitat e Uccelli. Stessa logica della cementificazione delle coste, della privatizzazione delle spiagge, del greenwashing dei progetti “verdi”: la natura è un costo da abbattere o una risorsa da spartire tra pochi, non un bene comune. Se passa, non è finita lì: serve anche il sì della Camera, stesso testo, stesse virgole. Ma la maggioranza è identica in entrambe le Aule. Quindi diciamolo chiaro: il rischio che diventi legge è altissimo. COSA CAMBIA, SE PASSA Per gli uccelli: oca selvatica e piccione diventano cacciabili. Basterà un decreto del Presidente del Consiglio per aggiungerne altri, senza più il parere dell’Ispra. La stagione si allunga oltre febbraio, dentro la migrazione e la nidificazione. E tornano i richiami vivi: uccelli selvatici chiusi in gabbia per attirarne altri da abbattere. Per i mammiferi: il lupo passa da “specie strettamente protetta” a solo “protetta”. Si apre la caccia su spiagge e demanio forestale. Le Regioni dovranno garantire che le aree protette non superino il 30% del territorio. Per tutti: l’Ispra, l’unico organo scientifico indipendente, viene scavalcata da un comitato politico filo-caccia. Le sanzioni per chi uccide specie protette si riducono. La sospensione della licenza, oggi obbligatoria, diventa facoltativa. Non è gestione della fauna, è deregulation su misura per tre lobby cacciatori, agro-industria, armieri — esattamente lo stesso schema con cui si vendono le coste, si svuotano i controlli, si chiamano “sviluppo” gli interessi di pochi mentre la crisi climatica avanza per tutti. #FermiamoLoSparatutto #DdlMalan #RiminiEcosocialista Redazione Romagna
June 18, 2026
Pressenza
Due aerei abbattuti in un giorno, la guerra si complica
In una guerra asimmetrica anche il peso delle perdite non è simmetrico. Se da una parte c’è una forza militare straripante che si ammanta di invulnerabilità e dall’altra una massa indistinta considerata poco più che animali o selvaggi, è inevitabile che se quella «massa» riesce a produrre anche piccole perdite […] L'articolo Due aerei abbattuti in un giorno, la guerra si complica su Contropiano.
April 4, 2026
Contropiano
Sfrecciare su caccia F-16 e bombardare Paesi “nemici” non è femminismo: il parere di WILPF
L’articolo apparso online su AdnKronos Quel femminismo targato “F-16”: donne in guerra per le donne celebra come fosse una delle ultime conquiste del femminismo la partecipazione di aviatrici israeliane ai bombardamenti a lungo raggio contro gli obiettivi militari e nucleari iraniani, insistendo sulla liberazione delle donne di quel territorio. Abbiamo chiesto a WILPF Italia di commentare il contenuto di quell’articolo. WILPF Italia è la sezione italiana della storica associazione femminista Women’s International League for Peace & Freedom, ed è tra le associazioni aderenti al comitato di scopo dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Ecco cosa ci hanno risposto:  «Esaltare le pilote israeliane come eroine dell’emancipazione femminile è una deformazione inaccettabile. C’è un grosso equivoco, o meglio una grossa mistificazione, in questo articolo che sfrutta la drammatica attualità di questi giorni per proporre un discorso vecchio, ricorrente, semplicistico con il quale si sono dovute scontrare diverse generazioni di femministe e pacifiste e cioè che le donne vogliano copiare gli uomini. Non è così! Il significato del femminismo sta nel ribaltare la logica militarista e i rapporti di forza esistenti. Gli incarichi di potere rivestiti oggi da donne come Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen, Christine Lagarde non stanno generando una rivoluzione femminista; queste donne incarnano il patriarcato e lo perpetuano, si sentono gratificate esibendosi con gli “attributi” maschili. Le aviatrici israeliane difendono gli interessi del loro Paese e le loro famiglie facendo la guerra, in nome della democrazia sono complici di crimini di efferata ferocia. Queste donne non stanno migliorando né la condizione femminile né quella della popolazione mondiale, obiettivi che invece sono il cuore del femminismo.I governi infatti continuano nella direzione contraria, aumentando gli investimenti militari e tagliando i fondi alle istituzioni multilaterali, alle associazioni umanitarie, allo stato sociale e alle organizzazioni femministe. La stessa ONU rischia un imminente collasso finanziario, risultato di una strategia politica di potenti Stati membri che stanno trattenendo o ritardando il pagamento delle quote stabilite, tra i ritardatari anche USA, Russia e Cina. Al benchmark dell’8 febbraio 2026, soltanto 55 dei 193 Stati membri dell’ONU avevano versato integralmente i loro contributi. Questo sottofinanziamento cronico impedisce a tutta l’organizzazione di continuare il lavoro di governance globale in difesa della democrazia e dei diritti umani. La spesa militare mondiale ha raggiunto 2,7 trilioni di dollari nel 2024 e supera di gran lunga la spesa per la pace. Per questo WILPF ha lanciato la campagna Move the Money». L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ringrazia la sezione italiana di WILPF per il contributo. II femminismo di cui parla l’articolo di AdnKronos è certamente il femminismo dell’ala conservatrice. Vediamo i discorsi e le azioni dell’ ultradestra svuotare di significato la parola pace, esportare la democrazia manu militari e negare, ogni giorno, le garanzie per la coesistenza serena tra le culture e le religioni, e tra i governi nel mondo. Non è con quel femminismo che noi ci alleiamo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Repressione, caccia agli antagonisti e protezione delle Olimpiadi: le priorità dei media
Le segnalazioni che riceviamo quotidianamente all’Osservatorio contro la militarizzazione elle scuole e delle università riguardano la presenza, sotto varie forme, della cultura della guerra da introiettare nelle creature piccole e giovani. Si opera mediante forme invasive, violente (mostrare l’uso di mitragliette, far salire una bimba recalcitrante su un carrarmato, educare i corpi alla lotta nelle palestre, inscenare sparatorie per strada con bambini della scuola di infanzia), e soft, come le skills che educano alla cooperazione sotto le vesti dell’obbedienza, da apprendere mediante  conferenze e corsi informativi, ad esempio, intorno al bullismo, nelle versioni tradizionale e cyber, impartiti da poliziotti e carabinieri. Come abbiamo scritto più volte, queste pratiche sono tutt’uno con le politiche securitarie, con la repressione decretizia che le alimenta, le sostiene, le nutre. La repressione però cammina troppo lenta se non è largamente appoggiata, diffusa, dai media, dalla carta stampata, dai blog, dai programmi televisivi, dai servizi su youtube. Mario Giordano conduttore della trasmissione Fuori dal coro è un protagonista di questo gruppo di compiaciuti servitori del Ministri Guido Crosetto e Matteo Piantedosi, che operano in un combinato congiunto di decreti, proposte di legge, ordinanze prefettizia. (https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/fuoridalcoro/attacco-alle-olimpiadi-chi-ferma-i-terroristi-dei-centri-sociali_F314086901020C01) Il servizio, andato in onda l’8 febbraio, dedicato alla violenza esercitata dai ragazzi dei centri sociali, a Roma, a Torino, a Milano, è emblematico. I violenti sono annidati in covi come l’Ex 51, Askatasuna, Ex Snia, SPINTime e da luoghi simili partono le incursioni contro le Olimpiadi, come è successo nella città meneghina. La giornalista che si infiltra fra i rivoltosi è sicuramente parte della servitù volontaria esercita da giovani freelance, cronisti precari e malpagati che farebbero l’impossibile per firmare un servizio, magari anche convinti della bontà di quel che dicono e scrivono. A Torino, come abbiamo scritto anche noi, lo stato di assedio, durato ore, in un intero quartiere, le scuole chiuse, le persone impedite a muoversi da casa, è servito per snidare alcuni occupanti di Askatasuna, che il Sindaco di Torino aveva dato in gestione con un contratto al centro, per poi – preso dal panico per la propria carriera – revocarlo. A Roma, nell’ Ex SNIA, da anni famiglie della zona  e gruppi ambientalisti si occupano di difendere un lago artificiale diventato, dopo anni di degrado, un insediamento naturalistico importante, in una città  soffocata dal  traffico, dallo smog, dal consumo del suolo.  Al palazzetto occupato da SPINTime si è svolto circa tre anni fa il nostro primo convegno come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, con centinaia di persone ad ascoltare accademici, giornalisti illustri, militanti. L’ex51 di Roma, situato nelle case già proprietà dell’Edilizia Residenziale Pubblica, è stato regolarmente dato in gestione da circa  30 anni a chi nel quartiere vuole riunirsi, discutere, organizzare corsi per cittadini non italiani, a cui fornire anche sostegno legale per le pratiche legate ai permessi di soggiorno. Dove sta il delitto? Semplice, accumunate le azioni  degli antagonisti dalla violazione dell’ordine costituitosi in forme sempre più anticostituzionali, il ragionamento cha anima il servizio di Giordano è che  non bisogna interferire con la macchina messa in modo dalle Olimpiadi, il giro di affari che le circonda, la giostra degli appalti che fanno gola alle organizzazioni mafiose che, lasciato il Sud, cercano, come ci indicavano amaramente Giovanni Falcone e Borsellino e Paolo Borsellino, il flusso dei soldi pubblici e privati. A vedere i servizi e le immagini pubblicate in blog e riviste di pericolosi sinistrorsi (noi, FanpageScanner, la rivista Altreconomia, ecc) è difficile dar ancora ragione a Pier Paolo Pasolini (personalmente non mi ha mai convinto) sui poliziotti figli di proletari e gli studenti delfini della classe media e di quella colta. In una cosa il ragionamento di Pasolini resta – ahimè – valido: oggi, mentre il lavoro manca o è di merda (Bullshit Jobs), è facile che a farsi orientare verso un lavoro in divisa – di qualsiasi arma- siano i giovani del nostro Sud.  Ultima annotazione su Roma. La mia zona, dove è ubicato l’ex51, è stata decretata Zona Rossa dal Prefetto e, come sappiamo, il provvedimento prevede controlli continui dei documenti ai passanti, soprattutto se dai tratti somatici non proprio WASP, presenza di gazzelle agli ingressi della metropolitana. A molti noi, che ci abitiamo, è proprio la sicurezza che ci viene a mancare per lasciare il posto a un diffuso senso di paura. E c’è altro ancora: sabato prossimo, in uno dei padiglioni dell’Ex Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà – zona Primavalle/Monte Mario, il Comitato Per il NO al referendum sulle carriere della magistratura e sul disfacimento del suo organo di tutela e disciplina, aveva chiesto e ottenuto uno spazio per la campagna referendaria, con la presenza della Giudice Silvia Albano e del costituzionalista Gaetano Azzariti. Marcia indietro del Direttore della ASL Roma 1, a cui appartengono i locali (beh, diciamo, per conto dei cittadini, pubblici dunque!) che ha negato oggi l’autorizzazione. Tutto si sposta frettolosamente verso un Centro Anziani di zona. CERCHIAMO DI NON AMMUTOLIRE, LA TENUTA DELLA DEMOCRAZIA SI FA OGNI GIORNO PIÙ DEBOLE E CON ESSA DIVENTA DIFFICILE LA STESSA VITA ASSOCIATA. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La marcia sul posto dell’Unione Europea
Tempi duri, per l’Unione Europea… La “rottura” dell’asse euro-atlantico ha portato allo scoperto tutte le debolezze strategiche e concettuali della barocca costruzione continentale. Sul come andare avanti fioccano le ipotesi e gli scetticismi, a dimostrazione che l’inceppamento è molto serio e metterci riparo per niente facile. “Andare avanti” significa – […] L'articolo La marcia sul posto dell’Unione Europea su Contropiano.
February 10, 2026
Contropiano
New York. “Proteggiamo i nostri vicini dall’ICE”
Da poco ha smesso di nevicare; è il momento più bello in città quando la coltre è ancora immacolata e noi pedoni procediamo seguendo uno le orme dell’altro. Così avvolti nel gelido candore attraversiamo il parchetto del quartiere per raggiungere l’entrata della metropolitana, dove staziona una donnina anziana, imbacuccata e […] L'articolo New York. “Proteggiamo i nostri vicini dall’ICE” su Contropiano.
December 27, 2025
Contropiano
Sorveglianza e repressione negli Stati Uniti
Secondo 404 Media, che ha esaminato una serie di video, ICE e il Customs and Border Protection (CBP) – ovvero le due agenzie che in vario modo controllano le frontiere e l’immigrazione e che sono in prima linea nelle politiche repressive di Trump verso i migranti – stanno utilizzando la tecnologia […] L'articolo Sorveglianza e repressione negli Stati Uniti su Contropiano.
November 4, 2025
Contropiano
Un elicottero e un caccia Usa precipitano nel Mar Cinese Meridionale
Un elicottero e un caccia della Marina militare statunitense, entrambi in missione di routine dalla portaerei USS Nimitz, si sono schiantati nel Mar Cinese Meridionale a circa 30 minuti di distanza l’uno dall’altro domenica, come dichiarato dalla Flotta del Pacifico degli Stati Uniti in un comunicato. L’elicottero della U.S. Navy […] L'articolo Un elicottero e un caccia Usa precipitano nel Mar Cinese Meridionale su Contropiano.
October 27, 2025
Contropiano