
Se vuoi la pace, prepara la pace… da Mattarella a Papa Leone XIV
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Wednesday, December 24, 2025Fine dell’anno, tempo di bilanci e buoni propositi. Mentre si parla sempre meno della Striscia di Gaza (e della Cisgiordania) dove, grazie alla finta pace di Trump (e dell’ONU), si continua a morire sotto il fuoco dell’esercito israeliano, gli aiuti umanitari sono centellinati e nelle tende, che ospitano famiglie sfollate da oltre due anni, è impossibile vivere; non passa giorno senza che si propagandi l’aumento esponenziale delle spese militari, per opporci a un nemico “ormai alle nostre porte”.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pur riconoscendo che l’aumento delle spese militari è “poco popolare”, visto che, in tutta evidenza, la loro crescita sottrae risorse allo stato sociale (sanità, scuola, trasporti), ha ribadito che tale scelta «poche volte come ora, è necessaria. Anche per dare il nostro decisivo contributo alla realizzazione della difesa comune europea». Con l’obiettivo della tutela «della sicurezza e della pace, quella pace che l’Europa ha costruito coltivando la relazione transatlantica, un patrimonio che va tutelato e consolidato». Dimentica, il Presidente, che l’Europa è stata la “protagonista” dei due conflitti mondiali e che il cosiddetto “modello democratico occidentale”, quantomeno sul piano della politica estera, si è tradotto in un atteggiamento coloniale nei confronti del resto del mondo, nell’esportazione delle guerre umanitarie e nella pratica del cosiddetto doppio standard. Per fare un solo esempio, la Russia che ha invaso l’Ucraina, è sottoposta a sanzioni, Israele che ha compiuto un genocidio partecipa persino alle olimpiadi.
In questo clima, «Sebbene non siano poche, oggi, le persone col cuore pronto alla pace, un grande senso di impotenza le pervade di fronte al corso degli avvenimenti, sempre più incerto. […] Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. […] Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui. […] Per di più, oggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l’enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza». Così Leone XIV, nel messaggio per la LIX Giornata mondiale della Pace.
Non è il Papa il garante della nostra Costituzione; ma, senza alcun dubbio, sono le sue affermazioni e non quelle del Presidente della Repubblica a rispettare, correttamente e coerentemente, nello spirito e nella lettera, l’art. 11della nostra Carta.
Nino De Cristofaro, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Catania
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