#war #iran Da Al-Dhafra a #Sigonella: la rotta dei #Triton #eau di Antonio Mazzeo Il ruolo della stazione aeronavale siciliana di Sigonella si è rivelato cruciale sin dalle fasi calde che hanno preceduto l’attacco statunitense e israeliano. Da quel momento, i droni MQ-4C Triton della Marina USA hanno solcato quotidianamente i cieli dell’isola per dirigersi verso lo scacchiere mediorientale.https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/12/da-al-dhafra-a-sigonella-la-rotta-dei-triton/
June 13, 2026
Antonio Mazzeo
Verso un accordo, tra trappole e sfiducia
E’ giudizio universale che Donald Trump sia assolutamente non credibile, qualsiasi cosa dica. Ne è consapevole persino lui, tanto che – per dimostrare che effettivamente ci sono stati passi in avanti nella definizione di un primo “memorandum di intesa” con l’Iran – si è sentito obbligato a ri-postare un tweet […] L'articolo Verso un accordo, tra trappole e sfiducia su Contropiano.
June 13, 2026
Contropiano
#war La terza edizione del Festival delle Terre e dei Mari si terrà a #Messina il 17, 18 e 19 giugno prossimi. Parleremo di #Palestina, di Stretti e strettoie della tribolata geografia politica del nostro tempo, e di agroecologia.
June 13, 2026
Antonio Mazzeo
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Handalino è pronto ad imbarcarsi per un'altra avventura. Con Coniglio Clown e il Vecchio Marinaio incontrerà pure gli adulti con La fiaba che avrebbero voluto raccontare ai bimbi di #Gaza. Presto info... Foto: Scenica, Vittoria (Ragusa), 31 maggio 2026.
June 12, 2026
Antonio Mazzeo
L’incremento progressivo delle spese militari del Governo italiano
Il Governo Meloni continua imperterrito ad accusare i burocrati di Bruxelles che, al contrario dei Governi, «non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni e forse per questo hanno perso il contatto con la realtà»: sono parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’intervento alla Camera. Soffermiamoci, tuttavia, sul tema della difesa, dal momento che l’Esecutivo italiano ribadisce di avere rispettato gli impegni assunti in sede NATO «con il 2,8% del PIL investito in difesa e sicurezza». Se il dibattito è ancora in corso in merito alla possibilità di accedere ai prestiti europei del SAFE, è bene ricordare che il FMI parla esplicitamente di economie europee in crisi che, per sostenere le spese del riarmo, dovranno tagliare risorse al welfare e in particolare alla sanità e alla istruzione. Quando si è raschiato il fondo del barile si cerca riparo in tagli, mascherandoli accuratamente per non trasmettere un messaggio alla cittadinanza: l’economia di guerra disinveste nel sociale, nelle pensioni e nelle dinamiche salariali, lo fa soprattutto quando i tassi di crescita dell’economia sono assai modesti, come ai nostri giorni, e nel frattempo sono state fatte fin troppe concessioni alle parti datoriali. Le parole di Giorgia Meloni ci dicono che l’Italia ha aumentato le spese militari, poi per i fanatici delle statistiche potremmo aprire un dibattitto se, e di quanto, sia stata superata la fatidica soglia del 2% del PIL. Intanto, il dato politico resta un altro ossia che il  Documento di Programmazione Finanziaria e di Bilancio (DPFB) dello scorso autunno parlava di aumento graduale della spesa per una cifra complessiva attorno ai 23 miliardi aggiuntivi in tre anni, in questo lasso di tempo sono stati approvati 78 programmi di riarmo riguardanti tutti i settori delle Forze Armate per una spesa di circa 37 miliardi di euro. Sono questi i numeri sui quali focalizzare la nostra attenzione. Per approfondimenti: https://www.milex.org/2026/04/24/in-tre-anni-di-legislatura-78-programmi-di-riarmo-con-stanziamenti-pluriennali-per-36-miliardi/ https://www.ilfattoquotidiano.it/politica-palazzo/live-post/2026/06/11/consiglio-ue-meloni-camera-vertice-notizie/8415518 https://grad-news.blogspot.com/2026/06/yesterdays-paper-il-bluff-dei-fondi-per.html Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Da Al-Dhafra a Sigonella: la rotta dei Triton
Il ruolo della stazione aeronavale siciliana di Sigonella si è rivelato cruciale sin dalle fasi calde che hanno preceduto l’attacco statunitense e israeliano. Da quel momento, i droni MQ-4C Triton della Marina USA hanno solcato quotidianamente i cieli dell’isola per dirigersi verso lo scacchiere mediorientale. Sviluppati dall’industria statunitense Northrop Grumman specificamente per la US Navy, questi velivoli senza pilota operano in pianta stabile dal territorio catanese, trasformando la base di Sigonella in una vera e propria piattaforma di lancio per missioni di intelligence nel Mediterraneo. Quanti abitanti dell’isola sono a conoscenza della pericolosità di questa base? Quanti siciliani hanno consapevolezza del fatto che la Sicilia è un bersaglio militare? Inaspettatamente, domenica 10 maggio un grande drone MQ-4C “Triton” in dotazione alla Marina militare degli Stati Uniti d’America è atterrato a Sigonella proveniente dalla base aerea di Al Dhafra, Emirati Arabi Uniti, da dove operava da mesi a supporto dei bombardamenti USA e israeliani contro l’Iran. Il velivolo senza pilota è giunto in Sicilia dopo aver attraversato il Mar Rosso e il Mediterraneo. A partire dall’inizio del 2026, il “Triton” di US Navy (codice di registrazione 169660 / VVPE660) era impiegato per svolgere dagli Emirati operazioni di intelligence, riconoscimento e sorveglianza delle acque del Golfo Persico, propedeutiche all’individuazione di alcuni obiettivi militari e civili iraniani che sono stati colpiti dai bombardieri e dai sistemi missilistici di Washington e Tel Aviv dopo il 24 febbraio. Gli MQ-4C “Triton” sono tra i droni più avanzati e sofisticati delle forze armate USA per lo svolgimento di lunghe e complesse missioni di sorveglianza dei corridoi marittimi strategici e per la raccolta di dati d’intelligence sulle forze “nemiche”. I droni sono basati sulla piattaforma dell’RQ-4 “Global Hawk” prodotto dall’industria aerospaziale statunitense Nortrop Grumman. In particolare, rispetto alla versione “madre” entrata in funzione con l’US Air Force, questi velivoli montano una struttura alare rinforzata per operare in condizioni meteorologiche avverse e resistere maggiormente alla grandine, all’impatto con i volatili, ai fulmini e al ghiaccio. Lunghi 14,5 metri e con un’apertura alare di 39,9, i “Triton” possono operare entro un raggio di 2.000 miglia nautiche dalla base di decollo, a un’altitudine massima di 18.288 metri e una velocità di crociera di 575 km/h. I velivoli godono di un’autonomia di volo tra le 24 e le 30 ore consecutive. Nel corso di una sola missione i sofisticati sensori di bordo rilevano, classificano e tracciano obiettivi marittimi operanti in profondità monitorando fino ad una superficie di quattro milioni di miglia nautiche. Quello giunto a Sigonella dallo scalo emiratino di Al Dhafra non è però l’unico “Triton” utilizzato per la campagna bellica contro Teheran. Fin dalla vigilia dell’attacco USA ed israeliano, non c’è stato giorno che dalla stazione aeronavale siciliana non siano decollati verso il Medio Oriente droni MQ-4C di US Navy. Sigonella ha assunto un ruolo chiave per l’individuazione di potenziali obiettivi da colpire in Iran. “Questi velivoli tracciano i movimenti navali militari e il traffico commerciale e svolgono un’efficace allerta preventiva contro potenziali minacce asimmetriche”, spiegano gli analisti del sito ItaMilRadar che monitorizza i voli militari nel Mediterraneo. Le attività dei “Triton” sono poi propedeutiche alle operazioni di attacco vero e proprio. L’esempio più eclatante risale all’8 marzo 2026, quando un MQ-4C partito da Sigonella ha condotto una lunga missione in prossimità delle coste nordorientali iraniane, presso il distretto di Bushehr che ospita una delle maggiori infrastrutture della Marina militare iraniana ed un impianto per l’arricchimento dell’uranio. Il velivolo si è poi diretto verso l’isola di Kharg, terminal petrolifero da cui viene esportato quasi il 90% del greggio di produzione iraniana. Sia il distretto di Bushehr che l’isola di Kharg sono stati oggetto di un massiccio bombardamento USA, la notte del 14 marzo. E’ indubbio che senza il monitoraggio dell’area e l’individuazione dei potenziali target da parte del “Triton” di Sigonella, non sarebbe stato possibile effettuare con successo gli strike. L’installazione di Sigonella ha svolto un ruolo chiave anche durante i bombardamenti israeliani contro l’Iran nel giugno 2025. Poche ore dopo l’attacco ai siti nucleari di Fordow, Natanz ed Esfahan, un drone MQ-4C “Triton” ha effettuato una lunga missione nello spazio aereo del Golfo Persico, sorvolando lo Stretto di Hormuz, l’Oman e gli Emirati Arabi nel corso della mattinata del 22 giugno, probabilmente per spiare le reazioni dell’Iran all’attacco dei bombardieri B-2 e avere piena conoscenza di quanto accadeva alle forze navali USA presenti nell’area. Dal 18 aprile un “Triton” è stato trasferito dalla base di Sigonella a quella di Muwaffaq Salti, nel distretto di Zarqa, Giordania; da lì, dopo il 21 aprile, ha svolto numerose attività di intelligence top secret nell’area mediorientale. “Dallo scalo militare giordano, il drone statunitense può monitorare attivamente l’Iraq, la Siria, il corridoio del Mar Rosso, lo Stretto di Hormuz e parti della Penisola arabica, mantenendo inoltre una flessibilità operativa in tutto il Golfo”, spiegano gli analisti di ItaMilRadar. “La decisione di riposizionare il Triton presso la base aerea “Al Hussein” sembra rispondere a considerazioni di tipo operativo e politico. Il trasferimento in un’area prossima al Golfo consente alla Marina statunitense di ridurre i tempi di spostamento e di accrescere la presenza in orbita sulle aree critiche come lo Stretto di Hormuz (…) Operando dalla Giordania, l’MQ-4C riduce l’esposizione politica come invece è accaduto con un hub tradizionale come quello di Sigonella”. Il trasferimento del drone da Sigonella alla Giordania ha accresciuto le potenzialità operativa dell’assetto bellico, ma è probabile che abbiano pesato sulla scelta di Washington le preoccupazioni espresse dall’opinione pubblica italiana sul progressivo coinvolgimento del nostro paese nell’escalation del conflitto contro l’Iran, dopo che sono stati documentati i voli spia di droni e pattugliatori dalla Sicilia e il via vai dallo scalo di Aviano (Pordenone) di aerei tanker per il rifornimento in volo. La Giordania non ha portato fortuna ai droni “Triton” di Sigonella. La mattina di giovedì 7 maggio, l’MQ-4C registrato con il codice 169804-Overlord02, dopo la partenza dalla base “Al Hussein” è sparito ai radar mentre sorvolava lo spazio aereo a nord dell’Arabia Saudita. Il velivolo aveva trasmesso qualche minuto prima il codice di emergenza internazionale. Un altro incidente era avvenuto il 9 aprile ad un analogo velivolo senza pilota di US Navy. In quell’occasione il “Triton” era decollato però da Sigonella per poi sparire in volo mentre sorvolava il Golfo Persico. Ad oggi restano ancora ignote le cause della “scomparsa”: abbattuto dalla controaerea iraniana o precipitato in mare per un guasto tecnico? Quel che è certo è che il 16 aprile è stato trasferito a Sigonella dalla Naval Air Station di Jacksonville, Florida, un velivolo gemello. ItaMilRadar ha tracciato il volo sull’Atlantico di un Northrop Grumman MQ-4C “Triton” (codice VVPE602), dagli Stati Uniti alla Sicilia. “Questa nuova dislocazione si è resa prontamente necessaria per rimpiazzare il velivolo perduto lo scorso 9 aprile nel Golfo Persico”, hanno spiegato gli analisti. “Il nuovo arrivo consentirà alla Marina militare statunitense di mantenere inalterate le proprie capacità di intelligence a lungo raggio nel teatro operativo”. Come abbiamo visto, due giorni dopo il drone d’intelligence ha raggiunto la base aerea giordana. I “Triton” operano dalla base siciliana dal 2024. In quell’anno furono registrati quattro arrivi di droni dagli Stati Uniti d’America. Il primo velivolo giunse il 30 marzo; il secondo il 19 aprile; il terzo il 18 luglio e il quarto il 7 settembre. Da allora i droni sono stati impiegati operativamente in missioni di intelligence e riconoscimento nel Mediterraneo centrale ed orientale (fino a Gaza e alle coste di Israele, Siria e Libano), in nord Africa (principalmente a largo delle coste libiche) e in est Europa (a supporto delle attività belliche ucraine contro la Russia). Immancabilmente Sigonella e la Sicilia intera vanno in ogni guerra… Antonio Mazzeo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Articolo pubblicato in Le Siciliane-Casablanca, n. 91, maggio 2026- Pubblicato anche su www.antoniomazzeoblog.blogspot.com. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Reggio Emilia, 12 giugno, Presidio pacifista in opposizione al convegno militarista di Confindustria
PRESIDIO PACIFISTA, 12 GIUGNO 2026, ORE 16.30 REGGIO EMILIA, VIA TOSCHI, 30 La Confindustria di Reggio Emilia organizza, oggi 12 giugno 2026, un convegno intitolato “Aeronautica, Difesa Aerospace: perimetro e regole del gioco“. A parte il titolo, che rivela immediatamente come in uno scenario geopolitico di guerra, in cui tutti i parametri di riferimento sono saltati, l’unico paradigma che resta stabile è quello del profitto, l’incontro mette in rilievo come si vada ridislocando l’assetto delle aziende rispetto alla committenza statale in merito al settore della difesa. Strategie territoriali e opportunità di azione vengono così ad essere messe a punto, alla luce dei nuovi orizzonti tecnologici e politici, di cui il mercato intercetta il potenziale economico, ma anche l’esigenza di costruire le adeguate compatibilità alle istanze belliche. Per questo come cittadini indiciamo un presidio davanti alla sede della Confindustria, oggi alle 16.30 in Via Toschi, 30 in opposizione a queste gravi derive di trasformazione degli assetti produttivi che piegano i territori sempre più alle dinamiche del profitto di guerra, integrando settori nevralgici del pubblico e del privato, in una logica securitaria capitalista e disumanizzante. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’Indipendente: Roma, Valditara contestato dagli studenti: nel mirino la riforma degli istituti tecnici
DI SALVATORE TOSCANO SU L’INDIPENDENTE DEL 24 APRILE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Salvatore Toscano e pubblicato su L’indipendente il 24 aprile 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in occasione della mobilitazione contro la riforma dei tecnici. «A dicembre il ministero presieduto da Valditara ha inviato gli ispettori nelle scuole che avevano precedentemente ospitato la Relatrice Speciale dell’ONU Francesca Albanese. Poche settimane prima era stato anche vietato un corso di formazione per la pace e contro il riarmo organizzato dall’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università. Ancora, nel 2024, il ministero ha emesso una circolare in cui chiedeva alle scuole di sanzionare e bocciare gli studenti protagonisti di un’occupazione scolastica…continua a leggere su www.lindipendente.online. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La guerra è finita, almeno per oggi
Buona la quarantesima. Forse. L’ennesimo annuncio trumpiano sul raggiungimento di un “fantastico accordo” con l’Iran sembra avere qualche concretezza in più degli innumerevoli precedenti. Ma i margini di incertezza sono ancora molti e quasi tutti provocati dell’identico, ondivago, “metodo Trump”, che alterna minacce di guerra totale e pace già fatto […] L'articolo La guerra è finita, almeno per oggi su Contropiano.
June 12, 2026
Contropiano
#nowar Da Al-Dhafra a #Sigonella: la rotta dei #Triton #eau #usnavy di Antonio Mazzeo Il ruolo della stazione aeronavale siciliana di Sigonella si è rivelato cruciale sin dalle fasi calde che hanno preceduto l'attacco statunitense e israeliano. Da quel momento, i droni MQ-4C Triton della Marina USA hanno solcato quotidianamente i cieli dell'isola per dirigersi verso lo scacchiere mediorientale. https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/06/da-al-dhafra-sigonella-la-rotta-dei.html
June 12, 2026
Antonio Mazzeo
La riforma delle riforme@1
In un recente articolo dell’Economist si afferma che “la Cina affronterebbe meno guerre commerciali con il resto del mondo se i suoi cittadini fossero meno parsimoniosi”. I cinesi sono notoriamente un popolo di risparmiatori e il tasso di risparmio cinese è uno dei più alti al mondo. Secondo la Banca Mondiale, i consumi delle famiglie cinesi rappresentano appena il 39% del PIL nazionale, rispetto a una media globale del 63-67%. Il 22 maggio scorso, il Consiglio di stato (il governo) ha annunciato che, in base alla nuova politica, i lavoratori potranno iscriversi ai programmi di assicurazione sociale nelle città in cui lavorano, indipendentemente dal loro hùkŏu. La “Riforma delle riforme”, così l’ha definita Michelangelo Cocco. Per capire la portata di questa svolta partiamo da un numero: 357 milioni. Tanti sono, secondo l’ultimo censimento, i migranti: un quarto della popolazione complessiva (1,4 miliardi), trasferitisi in una metropoli da una città o un villaggio, spesso lontani migliaia di chilometri, in cerca di una vita migliore. Per decenni queste persone sono rimaste cittadini di serie B, condizione della quale hanno approfittato gli imprenditori che hanno riservato loro salari e condizioni di lavoro penalizzanti. Cambiamenti demografici, nel modo di produzione e perfino geopolitici sono alla base di quest’inversione di rotta, pensata per assecondare la nuova fase di sviluppo di una Cina che – in un contesto internazionale turbolento – dovrà rafforzarsi soprattutto all’interno, per resistere alle pressioni esterne. Partendo proprio dai suoi lavoratori. Ad oggi, i grandi centri come Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen, mantengono barriere molto alte per ottenere la residenza completa, indispensabile per usufruire dei benefici più importanti. Nei nuclei urbani più accessibili (con probabilità di insediamento superiori al 50%) ma con meno opportunità professionali solo in pochi ci vogliono andare. Spesso chi sulla carta potrebbe fare domanda desiste sapendo di non possedere i requisiti richiesti, come la capacità di dimostrare di aver versato contributi previdenziali per diversi anni. Un cruccio ricorrente per lx impiegatx nella gig-economy, che solo recentemente è stata regolamentata con l’introduzione di tutele minime. Per qualcun altrx cambiare hukou semplicemente non conviene, perché implicherebbe la rinuncia ai diritti fondiari nel villaggio di nascita. Nell’ultima parte, leggiamo insieme un articolo su una nuova forma di economia informale che si colloca in una zona grigia tra relazione affettiva e scambio economico, che in Cina ha l’etichetta delle hippies dell’Estremo Oriente.