«The Rest and the West»: presentazione dell’ultimo libro di Mezzadra e Neilson
Il volume, scritto da Sandro Mezzadra e Brett Neilson e pubblicato a ottobre 2025 per Meltemi editore, affronta il dibattito che si è costruito all’interno del panorama politico internazionale sui nuovi rapporti di forza tra potenze, piccole, medie e grandi, e sulla loro competizione per acquisire posizioni egemoniche nell’attuale scenario globale. Durante l’evento è stata posta particolare attenzione intorno alla critica del concetto di “campismo”, ovvero su come superare la formazione di nuovi blocchi di potere e di alleanze tra potenze globali, che rischiano di cancellare o inibire la formazione di nuovi soggetti politici dal basso, a partire dai movimenti sociali. Hanno partecipato alla discussione: * Giacomo Cuoco, dottorando Roma Tre * Sandro Mezzadra, autore del libro, Unibo * Miriamo Tola, John Cabot University La moderazione dell’iniziativa è stata condotta da Francesco Raparelli. La presentazione del libro si è tenuta a Esc atelier autogestito il 26 febbraio 2026. Riprese e montaggio sono a cura di Milos Skakal. La copertina è di Hajime e diffusa da Dennis Sylvester Hurd (Flickr) SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo «The Rest and the West»: presentazione dell’ultimo libro di Mezzadra e Neilson proviene da DINAMOpress.
April 22, 2026
DINAMOpress
L’agente del Mossad morto misteriosamente sul Lago Maggiore era un pezzo grosso
La pesante cappa di silenzio calata sul misterioso “affondamento” di una barca sul lago Maggiore il 28 maggio del 2023 è stata rotta da uno dei soggetti coinvolti: il Mossad israeliano. Nello stranissimo incidente morirono un agente del Mossad, due agenti dei servizi segreti italiani e una donna. Gli altri […] L'articolo L’agente del Mossad morto misteriosamente sul Lago Maggiore era un pezzo grosso su Contropiano.
April 22, 2026
Contropiano
Gli Alpini al mare: l’adunata chiude le scuole a Genova
Dall’8 al 10 maggio a Genova si terrà la novantasettesima adunata degli Alpini. Nel giro di pochi giorni è previsto un afflusso di persone che raddoppierà la popolazione del capoluogo ligure e la sindaca Silvia Salis ha già chiesto ai propri concittadini di tollerare i disagi che inevitabilmente ci saranno per un’iniziativa di tale portata. A detta degli organizzatori l’adunata degli Alpini sarà un grande momento di condivisione e di richiamo alla pace. Da programma la città sarà attraversata da sfilate, cori, fanfare ed iniziative che esaltano la grandezza dei soldati con la penna sul cappello. Oltre a celebrare i caduti non si perderà l’occasione di avvicinare all’uniforme le giovani generazioni: nella Cittadella degli Alpini saranno messi in bella mostra, anche a ragazzi e ragazze, tutti gli equipaggiamenti di ultima generazione e saranno organizzate attività dimostrative. Inoltre, la Protezione Civile ANA (Associazione Nazionale Alpini) mostrerà le proprie unità e i propri ambiti operativi dando ampio spazio ai Campi Scuola ANA rivolti ai giovani tra i 16 e i 24 anni. Come ciliegina sulla torta, trentatré scuole di Genova rimarranno chiuse l’8 e il 9 maggio perché i locali serviranno ad ospitare i partecipanti all’adunata. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non possiamo non condannare il fatto che degli studenti e delle studentesse vengano fatte rimanere a casa per un evento che porterà la cultura militare nelle strade. Anzi, possiamo affermare che, con la chiusura delle loro scuole, saranno implicitamente invitati a partecipare ad iniziative in cui si mostreranno loro strumenti di morte mentre si inneggia alla pace. Per tutte queste ragioni l’Osservatorio raccoglie l’invito di Norma Bertullacelli – attivista, politica, ex insegnante di scuola di primaria – a costruire insieme durante la mattinata dell’8 maggio una lezione pubblica collettiva in piazza De Ferrari a Genova per restituire a studenti e studentesse il diritto all’istruzione e per ricordare loro quanto sia la conoscenza e non l’Esercito a portare pace e fratellanza. Fonte: https://www.genova24.it/2026/04/adunata-alpini-genova-programma-accoglienza-459710/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Doccia fredda sull’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea
Da Francia e Germania, con due documenti diversi, è arrivato uno stop alla rapida adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Zelensky, come noto, punta all’adesione all’Ue come uno dei principali risultati di qualsiasi accordo di pace con la Russia sostenendo che il suo Paese dovrebbe entrare a far parte della Ue già […] L'articolo Doccia fredda sull’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea su Contropiano.
April 22, 2026
Contropiano
L’America mette la marcia indietro
Dalla guerra alla farsa è stato un attimo. E questo naturalmente è un bene. Dopo avere per giorni imbastito una comunicazione terrorizzante – “accettate la nostra offerta o bombarderemo ogni centrale elettrica e ogni singolo ponte” – l’America di Donal Trump ha deciso di prolungare il cessate il fuoco con […] L'articolo L’America mette la marcia indietro su Contropiano.
April 22, 2026
Contropiano
Il pacifismo italiano in cerca di autore
Il 18 aprile si è tenuto a Roma, al Caffè Letterario nel quartiere Ostiense, un interessante convegno organizzato dal gruppo di pacifisti de Il Coraggio della Pace. Iniziativa sicuramente opportuna in questa fase in cui il mondo sembra sprofondare … Leggi tutto L'articolo Il pacifismo italiano in cerca di autore sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Non solo Tav; guerra, crisi climatica e opere inutili.
La campagna a Sud Ovest di Milano sta vedendo la costruzione da ormai vent’anni (giovincelli) della SS 11/494, che si traduce in 354 milioni e 18 km di terreno agricolo […] The post Non solo Tav; guerra, crisi climatica e opere inutili. first appeared on notav.info.
April 21, 2026
notav.info
GUERRE, ARMI E AMBIENTE. A BRESCIA IL SEMINARIO ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE MICHELETTI
“Guerre, armi e ambiente. Difendere la pace, salvare il pianeta”. E’ questo il titolo del seminario in programma mercoledì 22 aprile 2026 presso la sede della Fondazione Micheletti di Brescia, in via Cairoli 9.  Un pomeriggio di approfondimento – dalle ore 14.30 alle ore 17.30 – presso la sala di lettura della Fondazione con le comunicazioni di Mariam Ahamad, Emanuele Leonardi, Marino Ruzzenenti, Enzo Ferrara e Pirous Fateh-Moghadam a tema guerra e l’impatto su ambiente e interi popoli (in fondo all’articolo locandina e programma completo). Come spiega lo storico ambientale Marino Ruzzenenti ai microfoni di Radio Onda d’Urto, le guerre “oltre ai danni che provocano immediatamente cioè i morti, i feriti, i bombardamenti, lasciano un’eredità pesantissima che è destinata a durare per decenni su quei territori, in termini di invivibilità, di danni all’ambiente, danni di dispersione di inquinanti di ogni genere da metalli pesanti a gas tossici, a polveri, a diossine, PCB, polveri di amianto.” Ruzzenenti sintetizza con questa premessa l’importanza di riflettere sulla correlazione tra guerra, armi e ambiente, con le conseguenti implicazioni, che saranno al centro del seminario in programma domani, mercoledì, a Brescia. “E’ un aspetto che viene spesso sottovalutato”, sottolinea Ruzzenenti. “Tutti questi danni rendono invivibile quei territori perchè tutto questo inquinamento significa provocare danni alla salute a tutti coloro che dovranno ricostruirsi una vita. Per di più il nesso tra guerra ed ambiente è tremendo perchè è chiaro che nel momento in cui si fa la guerra non solo si investono risorse per gli armamenti come sta avvenendo in tutto l’occidente e anche nel mondo ma queste risorse non possono e non vengono investite per affrontare la vera e grande crisi che attende l’umanità che è la crisi ecologica e la crisi sociale connessa con la crisi ecologica”. L’intervista completa allo storico dell’ambiente e collaboratore della Fondazione Micheletti Marino Ruzzenenti, per presentare il seminario “Guerre, armi e ambiente”. Ascolta o scarica.   Il Programma 22 aprile ore 14 e 30 – 17 e 30, sala di lettura della Fondazione Luigi Micheletti, via Cairoli 9, Brescia. Coordina i lavori Davide Caselli. Comunicazioni di 15-20 minuti: * Le grandi mobilitazioni per la Palestina, Mariam Ahmad Dai movimenti per il clima del 2019 a quelli recenti per la Palestina, Emanuele Leonardi Verso un mondo post-occidentale, Marino Ruzzenenti Il peso ambientale delle armi, “merci oscene”, Enzo Ferrara Il danno alla salute delle guerre, a Gaza e non solo, Pirous Fateh-Moghadam Al termine previsto un momento conviviale. L’avvento di Trump sembra stia mettendo in discussione in Occidente la narrazione consolidatasi negli ultimi trent’anni: la globalizzazione neoliberista è vincente e destinata a sconfiggere gli stati del terrore e le autocrazie conseguendo l’uniformazione al modello occidentale, fondato sul libero mercato, i diritti individuali, la democrazia. Questo ottimismo, inoltre, è messo a dura prova dagli orrendi crimini contro l’umanità perpetuati da Israele a Gaza, con il sostegno di buona parte dell’Occidente, nonché dall’illegale aggressione all’Iran da parte degli Usa e di Israele, e infine dalla guerra “alle porte di casa” tra Russia e Ucraina, tutt’ora in corso, che minaccia di scatenare un conflitto mondiale nucleare. In verità, studiosi più attenti, da diversi versanti ideologici, da tempo stanno mettendo radicalmente in discussione questa narrazione: John Mearsheimer, La grande illusione. Perché la democrazia liberale non può cambiare il mondo, Luiss University Press, Roma 2019; F. Cardini, La deriva dell’Occidente, Laterza, Roma-Bari 2023; E. Todd, La sconfitta dell’Occidente, Fazi, Roma 2024; A. Colombo, Il suicidio della pace. Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024), Raffaello Cortina, Milano 2025. Dunque, forse, staremmo transitando verso un mondo post-occidentale, del tutto nuovo rispetto a cinque secoli di storia in cui il dominio del sistema economia mondo capitalistico (I. Wallerstein; S. Arrighi) è appartenuto sempre ad una potenza occidentale (Spagna, Paesi Bassi, Inghilterra, Stati Uniti). Potrebbe affermarsi, per la prima volta nella modernità, un mondo multipolare, senza alcuna potenza dominante ed egemone, come sembrano auspicare i BRICS, un nuovo mondo che affida davvero e concordemente a istituzioni internazionali condivise il compito di derimere i conflitti tra le nazioni, sapendo che, in ogni caso, le grandi sfide della crisi ecologica e sociale rimangono del tutto aperte e richiedono un impegno comune. In questo contesto complesso e in continua evoluzione vano visti con grande preoccupazione la corsa agli armamenti decisa dall’Ue, nonché il conseguente accantonamento dei pur timidi propositi di affrontare la crisi ecologica con il Green Deal o e i fallimenti delle ultime Cop convocate per la crisi climatica. Un focus particolare intendiamo dedicare alla Palestina, sia per valorizzare le recenti mobilitazioni giovanili, sia perché si tratta di un caso esemplare del rapporto perverso tra guerra e crisi ambientale: oltre alle tante vittime umane, quasi tutte civili, causate dalla criminale aggressione di Israele a Gaza, quei territori sono stati resi invivibili dalle distruzioni e dagli inquinanti dispersi in ambiente a seguito dei bombardamenti; a ciò si aggiungerebbe il paradosso di una ricostruzione affidata ai Petrostati del Golfo (gli stessi che hanno fatto fallire le Cop impedendo che si potessero anche solo citare i fossili) e con la regia degli Usa che l’ultima Cop l’hanno addirittura disertata. Il seminario, dunque, ha lo scopo di approfondire questi temi per rilanciare una prospettiva di pace, unica condizione per affrontare sia la crisi ecologica, che la crisi sociale, ambedue aggravate dai trent’anni di egemonia neoliberale. I materiali prodotti potrebbero poi essere raccolti in un dossier da pubblicare su “Altronovecento”. Brevi bio dei partecipanti: * Davide Caselli, professore associato di Sociologia dell’ambiente e del territorio (GSPS-08/B) e insegna Culture urbane e Sociologia del territorio e comunicazione ambientale al Corso di laurea triennale di Scienze della comunicazione e Welfare locale e istituzioni culturali al Corso di laurea magistrale in Valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale presso il Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bergamo. I suoi principali interessi di ricerca riguardano le politiche sociali, il lavoro sociale, il ruolo di esperti ed expertise nelle società contemporanee e i processi di finanziarizzazione. Su questi temi ha pubblicato il libro, Esperti. Come studiarli e perché (il Mulino, 2020) e diversi articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali. * Mariam Ahmad, 26 anni, Palestinese nata e cresciuta a Brescia, studentessa di sistemi agricoli sostenibili presso l’università degli studi di Brescia. Giovane attivista da sempre impegnata nella causa palestinese. * Emanuele Leonardi, Professore Associato presso l’Università di Bologna dal 2024, svolge le sue attività nell’ambito della sociologia economica. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare all’ecologia politica, all’ambientalismo operaio e ai movimenti per la giustizia climatica. Attualmente incentra la sua ricerca sui temi della Transizione Giusta, in particolare nel contesto dei progetti PRIN ‘Just Transition in the Factory’ e PRIN PNRR ‘Digital Food and Just Transition’. Suoi articoli sono ospitati in riviste prestigiose quali “Ecological Economics”, “Globalizations, Sustainability: Science, Practice and Policy”, “Sociologia del Lavoro”, e “Partecipazione e Conflitto”. Per l’editore Orthotes ha pubblicato Lavoro Natura Valore. André Gorz tra marxismo e decrescita (2017) e L’era della giustizia climatica (2023 – con Paola Imperatore). * Marino Ruzzenenti, responsabile del Centro di storia dell’ambiente della Fondazione Luigi Micheletti, ultimo testo in uscita per Altreconomia, La fine dell’Occidente? Cinque secoli di dominio del mondo al capolinea. * Enzo Ferrara, chimico ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica-INRIM e presidente del Centro Studi per la pace dedicato a Domenico Sereno Regis (Torino), Direttore del Gruppo di Redazione di “Medicina Democratica”, socio della cooperativa “Epidemiologia & Prevenzione”, redattore e collaboratore delle riviste “Gli Asini”, “Altronovecento”, “Vision For Sustainability e Close Encounters in War”. * Pirous Fateh-Moghadam, laureato in medicina e specializzato in Igiene e Medicina preventiva presso l’Università di Bologna, con master universitario di II livello in Epidemiologia Applicata presso l’Istituto superiore di sanità/Università Tor Vergata di Roma. Lavora presso il Dipartimento di Prevenzione dell’Asuit di Trento. I suoi interessi professionali maggiori sono il monitoraggio della salute e dei fattori che la determinano ponendo attenzione anche alle disuguaglianze sociali nella salute, alle relazioni tra salute e sostenibilità ambientale e all’impatto sulla salute di guerra e militarismo. Coordina il gruppo di lavoro di promozione della pace dell’Associazione Italiana di Epidemiologia ed è l’autore di Guerra o salute, Il Pensiero Scientifico Editore, 2023.
April 21, 2026
Radio Onda d`Urto
IL POTERE DI MYTHOS E I MANIFESTI POLITICI DI OPEN.AI E PALANTIR@0
Estratti dalla puntata del 20 aprile 2024 di Bello Come Una Prigione Che Brucia EMIL MICHEAL: DA UBER AL PENTAGONO La descrizione di alcuni programmi militari americani basati su AI (MATHBAC, Ghost Murmur e Victor) ci porta a osservare in modo più esteso i processi di delega cognitiva e di relazioni industriali all’interno di quell’apparato. Se Pete Hegseth sembra un personaggio caricaturale all’interno del romanzetto distopico in cui ci sembra di essere precipitate, all’interno del Dipartimento della Guerra statunitense un figura da tenere in considerazione è Emil Micheal: ex top manager di Uber e attualmente sottosegretario alla ricerca e all’ingegneria del Pentagono, è uno principali dei protagonisti nel processo di integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno degli apparati decisionali e operativi della macchina bellica statunitense. IL POTERE DI MYTHOS E I MANIFESTI POLITICI DI OPEN.AI E PALANTIR Dopo una parentesi di significativi attriti con il Pentagono, Anthropic introduce una tecnologia che ridefinisce le sue relazioni diplomatiche. Il suo prodotto Claude Myhtos Preview viene descritto come la più potente minaccia alla cybersicurezza mai prodotta; i primi a essere contattati sono banche e grandi attori economici, parallelamente Anthropic organizza un cartello di aziende informatiche per candidarsi alla gestione della cybersicurezza globale (Project Glasswing), quindi si riaprono trattative con il Dipartimento della Guerra. Partiamo dalle oscillazioni (in parte cosmetiche) nelle relazioni tra Anthropic e governo Trump, per arrivare a osservare l’esplicita affermazione politica dei tecno-miliardari: a pochi giorni di distanza, Open AI e Palantir pubblicano i loro manifesti politici e si candidano a governare conflitti sociali e geopolitici:
April 21, 2026
Radio Blackout - Info