NO 41 BIS
La trascrizione della testimonianza di Alfredo all’udienza del 18 maggio 2026 a Bologna.https://www.mezzoradaria.com/2026/06/08/la-parola-ad-alfredo/
June 10, 2026
LABORATORIO SCORIE
[2026-06-12] Critical Mass Transfemminista @ Parco Sangalli
CRITICAL MASS TRANSFEMMINISTA Parco Sangalli - Parco sangalli - Torpignattara (venerdì, 12 giugno 19:00) Venerdì 12 giugno -Ore 19,00 parco sangalli ( come ogni secondo venerdì del mese) corpi con mezzi, con pochi mezzi e nessun mezzo No: Machismo, trans-bi-lesbo-omofobich , fascist, sionist, patriarch teoricamente rimane dentro tanta roba > se per vivere è stato necessario rompere il cemento, > poi non puoi metterci in un vaso del tuo balcone Eddaje!
June 8, 2026
Gancio de Roma
🖼 Casi di femminicidi lesbicidi trans*cidi monitorati in Italia nel 2026 https://t.me/nonunadimenoroma/2392
[2026-06-13] L'Associazione Che Guevara insieme a Donne Di Carta presentano FIGLIE DI DUE MONDI, dialogo con Sarah Mustafa, Parisa Nazari e Giuliana Sgrena @ Che Guevara Roma
L'ASSOCIAZIONE CHE GUEVARA INSIEME A DONNE DI CARTA PRESENTANO FIGLIE DI DUE MONDI, DIALOGO CON SARAH MUSTAFA, PARISA NAZARI E GIULIANA SGRENA Che Guevara Roma - Via Fontanellato 69 (sabato, 13 giugno 17:30) Non è forse questo la scrittura, lo scrivere: uno sguardo dall’alto che ci consente di scoprire nelle orme lasciate sulla strada, nelle cose che salviamo dopo una tempesta, un disegno, qualcosa a cui, per naturale tendenza a inventare storie, attribuiamo un senso? Il mettersi quasi in punta di piedi non per guadagnare un’altezza fisica ma per creare la distanza necessaria per cominciare a narrare. Sarah Mustafa nella sua prima prova narrativa è ricorsa al codice del giallo per poter comprendere, come fosse un’indagine appunto, i mondi che la abitano: la Palestina e l’Italia, la vita in un campo profughi e quella universitaria, la lingua dell’adattamento e la lingua dimenticata e reimparata, da chi provieni e a chi apparterrai. Forse il “giallo” è davvero un genere privilegiato per porre la grande domanda: chi sei? Giuliana Sgrena i conflitti li ha sempre guardati dritti negli occhi e raccontati anche attraverso quelli di chi, donne e bambini, ne sono le vittime dimenticate o date come effetti collaterali. Ma questa volta la sua scrittura ha il furore olimpico di chi raccoglie le sue esperienze di inviata speciale per ribaltare la doppia accusa di sopravvissuta e di intrusa nel mondo maschile del giornalismo di guerra rivendicando la forza e l’onestà di una scelta. Parisa Nazari, attivista, traduttrice, mediatrice culturale. Una donna iraniana che si è fatta custode della lingua della sua terra traducendo per l’Italia adottiva non solo opere letterarie ma i sogni i desideri e le grida di un popolo, che il mondo ha imparato a conoscere soprattutto attraverso la lunga lotta di Donna Vita Libertà. Esperienze diversissime eppure in ognuna c’è quello sguardo che pone a un livello superiore il conflitto, la ferita, in un desiderio potente di riscatto identitario personale e collettivo. Figlie di due mondi, appunto. Ascoltarle è un regalo da condividere. Se ti piacciono le nostre iniziative puoi aiutarci col tuo 5x1000 codice fiscale 97768200582
June 7, 2026
Gancio de Roma
Scioperi, proteste e petizioni: la scuola si mobilita contro riforma dei tecnici e nuove indicazioni nazionali per i licei
Rete istituti tecnici: “Keynes, Serpieri, Belluzzi-Fioravanti, Scarabelli-Ghini hanno deliberato adozione alternativa per i manuali del primo anno. Aldini-Valeriani e Majorana non adozione”. Contro le linee guida per i licei una raccolta firme nata da docenti universitari: “Difendiamo l'insegnamento della filosofia a scuola”. E i Centri antiviolenza regionali: "Ddl Valditara un ostacolo alla prevenzione".
Educazione sessuale e affettiva vietata nelle scuole per legge
L’educazione sessuo-affettiva è un’azione di prevenzione alla violenza di genere. Eppure ieri il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge Valditara che vieta qualsiasi attività di educazione sessuale, affettiva, alle relazioni, alle differenze per la scuola primaria e la scuola dell’infanzia. E richiede l’autorizzazione preventiva delle famiglie – il cosiddetto “consenso informato” – per le scuole superiori di primo e secondo grado.  > Il nostro paese da ieri è un po’ meno libero e alle nuove generazioni verranno > offerti meno strumenti per comprendere sé stessi, il proprio corpo, le proprie > relazioni, la propria sessualità, il proprio orientamento sessuale e la > propria identità di genere. Presentare questa legge «come una misura di “trasparenza verso le famiglie” è fuorviante. Il testo introduce un principio politico e culturale più ampio: trasformare l’educazione affettiva, sessuale, alle differenze e al consenso in argomenti sospetti, da sottoporre ad autorizzazione preventiva e controllo delle famiglie» scrive Non una di meno Roma, perché «la famiglia è uno dei luoghi in cui si riproducono violenza, controllo, ruoli di genere rigidi e cultura del possesso». Una legge approvata alla fine dell’anno scolastico mentre a scuola tutti corrono dietro le incombenze di fine anno, ultime interrogazioni, recuperi impossibili, burocrazia asfissiante ed esami. Il Senato, con 116 persone presenti su 200, vota con 78 voti favorevoli e 38 contrari, e approva una legge che limita la libertà di insegnamento e toglie alla scuola italiana strumenti per affrontare i problemi delle persone in età evolutiva, dietro lo spauracchio “dell’ideologia gender”. Come scrive Educare alle Differenze: «Questa legge viene approvata in aperta contraddizione con le raccomandazioni internazionali e con le evidenze promosse da OMS e UNESCO, che indicano da anni nell’educazione sessuo-affettiva uno degli strumenti fondamentali per prevenire la violenza di genere, promuovere il consenso, contrastare discriminazioni e costruire relazioni più libere». > I numeri della violenza di genere in Italia non sono in calo, anzi la violenza > si ramifica dai luoghi di lavoro fino agli spazi digitali e si espande e > riproduce nelle giovani generazioni, come ci hanno dimostrato diversi studi. Nell’ultimo rapporto di Save the Children leggiamo: «Un adolescente su 4 dichiara di essere stato una vittima di atteggiamenti violenti all’interno di una relazione (schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti). Uno su 3 è stato geolocalizzato dal partner. Il 28% ha visto condividere immagini intime senza consenso. Il 29% si è sentito costretto almeno una volta a compiere atti sessuali indesiderati. Il 36% ha subito insulti o prese in giro per il suo genere o il suo orientamento sessuale». Una violenza diffusa e radicata. E di fronte a queste evidenze il governo vieta o limita la discussione, rendendo questi argomenti dei tabù, peggiorando di fatto la situazione.  I movimenti femministi e transfemministi, i centri antiviolenza, le associazioni da anni si battono per superare la diffusione a macchia di leopardo di queste inziative e rendere l’educazione sessuale, affettiva, alle differenze e alle relazioni obbligatoria per ogni scuola di ogni ordine e grado. Già oggi sono poche le scuole che attivano laboratori, e rimangono fuori le scuole più periferiche, nei piccoli centri, nelle zone interne e con questa legge la situazione peggiorerà. > «A pagare il prezzo più alto saranno ancora una volta le persone più giovani e > in formazione. Le giovani persone LGBTQIA+, e in particolare le persone trans > e non binarie, vedono restringersi ulteriormente gli spazi di riconoscimento, > autodeterminazione e tutela all’interno dei contesti educativi». Affermano le associazioni LGBTQIA+ di Bologna e chiedono alle scuole di inserire «nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) progetti di educazione alle differenze, affinché, grazie al patto educativo scuola-famiglia già previsto, si possa continuare a prevenire nelle scuole l’omobilesbotransfobia e la violenza di genere. In questo modo si può rafforzare l’alleanza tra scuola, famiglie e associazioni del territorio, dimostrando come questa nuova legge sia pura propaganda: gli strumenti per sviluppare progettualità condivise con il coinvolgimento delle famiglie erano già presenti». Bisogna moltiplicare i laboratori nelle scuole, stringere patti con le istituzioni locali, con le associazioni di genitori, con i collettivi studenteschi, i sindacati, i movimenti femministi e transfemministi, i centri antiviolenza: l’educazione sessuale, affettiva, alle relazione, alle differenze non deve tornare ad essere un fatto privato. E se la vogliono vietare nelle scuole, bisogna riportarla per le strade.   Immagine di Non una di meno Catania Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno, clicca sul banner qui sotto per fare una donazione. Puoi anche donare il tuo 5X1000, CF: 96405560580 L'articolo Educazione sessuale e affettiva vietata nelle scuole per legge proviene da DINAMOpress.
June 5, 2026
DINAMOpress
ARGENTINA: IN MIGLIAIA IN PIAZZA CON NI UNA MENOS A 11 ANNI DALLA SUA PRIMA STORICA MOBILITAZIONE
Il movimento femminista argentino Ni Una Menos è sceso in piazza ieri, mercoledì 3 giugno, per ribadire alcune istanze imprescindibili per il movimento e per celebrare l’undicesimo anniversario della prima storica mobilitazione. La manifestazione è stata imponente ed è stata l’occasione per migliaia di persone di protestare, una volta in più, contro il definanziamento delle politiche di genere portato avanti dal governo, colpevole anche di relativizzare la figura penale del femminicidio in un Paese ancora caratterizzato da forti discriminazioni di genere e da tassi di femminicidio che, per Ni Una Menos, sono “da emergenza sociale”. La chiamata del movimento femminista è quindi caduta in un contesto politico, sociale, ed economico molto difficile, di cui “la politica di crudeltà organizzata” del governo Milei è l’espressione più diretta. A pesare in maniera determinante sulla partecipazione – la più alta degli ultimi anni – è stata tuttavia anche la forte commozione, e rabbia, generata dagli ultimi femminicidi registrati nel Paese. Femminicidi particolarmente efferati ai danni di tre ragazzine, l’ultimo dei quali ha coinvolto una quattordicenne sequestrata, violentata e uccisa nella città di Cordoba, presumibilmente da un uomo già condannato per gli stessi reati. Abbiamo approfondito i contorni della mobilitazione e tracciato il profilo, e il portato, di questa realtà femminista con Alberta Bottini, docente presso l’Universidad Nacional de Quilmes Ascolta o scarica  
June 4, 2026
Radio Onda d`Urto
🖼 Oggi vi aspettiamo in assemblea a Communia in Viale Scalo San Lorenzo 33 dalle 18:30 https://t.me/nonunadimenoroma/2389