Source - S.I. Cobas – Sindacato intercategoriale

"TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI"

SCIOPERO FEDEX: PER LA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA, PER LA DIFESA DEL POSTO DI LAVORO E DEL SALARIO.
Spett.le FedEx Express e p.c. alle Società in appalto operanti lungo la filiera FedEx, la scrivente Organizzazione Sindacale, con la presente, dichiara lo stato di agitazione nazionale a tutela di tutti i lavoratori e le lavoratrici operanti all’interno della filiera FedEx Express, sia dipendenti diretti sia lavoratori impiegati presso le aziende in appalto. Lo stato di agitazione è da intendersi aperto per tutti i lavoratori diretti Fedex e per quelli degli appalti , in continuità con i precedenti stati di agitazione già proclamati: sul sito di Bologna per i lavoratori diretti FedEx (facchini); sul sito di Modena per i lavoratori in appalto Moving S.r.l. (autisti). Fatte salve le specificità delle singole vertenze territoriali, emerge con assoluta chiarezza un comune denominatore, che costituisce il tema centrale e rivendicato del presente stato di agitazione nazionale: l’allontanamento, la sospensione o l’espulsione dal ciclo produttivo di lavoratori che hanno ricevuto un giudizio di idoneità parziale, con indicazione di limitazioni alla mansione. In particolare: nel caso di Modena, la risposta dell’azienda in appalto è stata il licenziamento del lavoratore; nel caso di Bologna, i lavoratori interessati sono stati immediatamente sospesi dall’attività lavorativa. Tali condotte delineano un quadro estremamente grave e inaccettabile, che evidenzia una assoluta mancanza di tutela da parte di FedEx Express nei confronti di lavoratori che, a seguito di sopravvenute limitazioni fisiche, vengono di fatto considerati non più proficui per le esigenze produttive. Si sottolinea come tali limitazioni non siano casuali, ma derivino in larga misura dalla gravosità del lavoro svolto per anni all’interno delle realtà lavorative FedEx, caratterizzate da ritmi intensi, carichi fisici elevati e condizioni operative usuranti. A Bologna, peraltro, i manager aziendali arrivano ad affermare che i casi di lavoratori con limitazioni sarebbero “troppi”, quasi si trattasse di una responsabilità individuale da imputare ai lavoratori stessi. Al contrario, FedEx dovrebbe interrogarsi seriamente su come mai proprio all’interno dei propri magazzini e delle proprie attività si accumulino nel tempo patologie analoghe e ricorrenti. In tutti questi anni FedEx ha davvero messo al primo posto la salute dei lavoratori? Ha realmente fatto tutto il possibile, sotto il profilo della prevenzione, della sicurezza e della tutela della salute, per evitare che tali situazioni si determinassero? La scrivente Organizzazione Sindacale ritiene di no. Riteniamo che i lavoratori siano stati trattati come meri strumenti da spremere e che, una volta non più funzionali alle esigenze produttive siano stati allontanati, peraltro in assenza di un serio confronto sindacale, in un contesto di sostanziale impunità che appare propria di una grande multinazionale. La salute delle lavoratrici e dei lavoratori è un diritto primario e indisponibile, non un fastidio o un ostacolo alla produttività. Per queste ragioni, lo stato di agitazione è dichiarato su tutta la filiera FedEx, a tutela della salute, della dignità e del salario dei lavoratori e delle lavoratrici. Si richiede pertanto l’apertura immediata di un confronto nazionale con FedEx Express, volto ad affrontare in maniera strutturale le tematiche sopra esposte e a interrompere pratiche che colpiscono lavoratori già duramente segnati dalle condizioni di lavoro. In assenza di risposte adeguate, lo stato di agitazione proseguirà con ogni conseguente iniziativa di mobilitazione. Si Cobas Nazionale . L'articolo SCIOPERO FEDEX: PER LA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA, PER LA DIFESA DEL POSTO DI LAVORO E DEL SALARIO. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
60 lavoratori in appalto alla Fiege di Arese stanno lottando contro i licenziamenti.
60 lavoratori(maggioranza donne ) hanno iniziato una lotta, attivando il primo  sciopero alla Fiege di Arese che vede come  fornitore la soc coop Adriatica ex ucsa. I lavoratori e soprattutto lavoratrici devono essere trasferite ( e quindi quasi sicuramente licenziate) senza ancora conoscere il luogo dove dovranno essere trasferite dopo essere state sfruttate per 10-15- 20 anni. Come si cobas abbiamo attivato da subito la richiesta alla prefettura e all’ispettorato di Milano per costringere sia il fornitore che il committente a comunicare il luogo del trasferimento, ma ad oggi nessuna risposta è arrivata da queste istituzioni. La società Adriatica soc coop- ex Ucsa-  è da noi ben conosciuta,  per essere una società che ha il vizietto di evadere  i contributi PREVIDENZIALI dei lavoratori, usare metodi repressivi e provocatori verso chi   si iscrive al SI COBAS, oltre al mancato  rispetto  degli istituti contrattuali. In pratica la mancata comunicazione del luogo del trasferimento serve  al fornitore per mettere  le lavoratrici di fronte al fatto compiuto in modo da non potersi difendere. La società Adriatica Ha sbagliato i calcoli, non solo perchè c’è il SI COBAS, ma anche  perché  un gruppo compatto di dipendenti non è disposto ad accettare queste condizioni dopo essere stati sfruttati per decine di anni  con salari da fame. La lotta andrà avanti nei prossimi giorni mettendo in campo  iniziative sindacali più dure. Sì cobas Novara L'articolo 60 lavoratori in appalto alla Fiege di Arese stanno lottando contro i licenziamenti. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
CONTRO I LICENZIAMENTI ALLA PERONI A ROMA.
Gli operai PERONI E SDA non mollano !!! Ottava giornata di mobilitazione da parte dei lavoratori che per anni hanno prestato servizio all’ interno della Peroni di Roma e che ora, a causa di una procedura di licenziamento attivata dall’ azienda fornitrice Masterjobs, sono a rischio licenziamento. Momenti di tensione quando un tir ha provato ad investire i lavoratori in sciopero, per cui uno degli operai, ha dovuto richiedere l’ intervento dell’ ambulanza. Da stamattina al loro fianco decine di lavoratori anche di altri magazzini come quelli Sda del Lazio , anch’essi in sciopero dall’ alba per 4 corrieri del bancario Sda della filiale di Roma 1 licenziati . In dietro non si lascia nessuno! Come ci hanno insegnato i lavoratori della logistica in questi anni: SOLO LA LOTTA PAGA ! Avanti si cobas! Sì cobas nazionale. L'articolo CONTRO I LICENZIAMENTI ALLA PERONI A ROMA. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Gli Epstein Files: il marciume del sistema borghese a livello mondiale.
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UNA RIFLESSIONE DEL CIP TAGARELLI SU GLI EPSTEIN FILES  CHE DIMOSTRA LA DECADENZA E LA DEGENERAZIONE DEL SISTEMA BORGHESE, UN SISTEMA CHE VA ABBATTUTO PER CREARE  UN MONDO NUOVO E LIBERARE L’UMANITA’ DALLA SCHIAVITU’ DEL CAPITALISMO. BUONA LETTURA SI COBAS NAZIONALE I particolari li abbiamo letti sui giornali. Quello che qui ci interessa è analizzare fatti orribili che però costituiscono un sistema. 1. Un gruppo di uomini (e alcune donne) facenti parte degli strati più alti del potere mondiale – finanzieri, industriali, banchieri, ministri, politici, ecc. ecc. – forti dei loro patrimoni e del loro potere sulla vita di innumerevoli milioni di persone, si fanno il loro bordello personale. Le bambine, le ragazze, le donne coinvolte diventano semplicemente pezzi di carne (umana) su cui questi porci (con tante scuse ai maiali…) sfogavano i loro istinti criminali, perversi e mentalmente distorti, certi dell’impunità dato il loro ruolo sociale. 2. Tutti questi individui rappresentano la classe dirigente mondiale del capitalismo. Sono coloro che hanno dichiarato guerre e stermini in nome dei “valori occidentali”, costati milioni di morti – sempre in nome dei “diritti umani” – calpestati allegramente invece nelle loro isole private. Gli Epstein files sono la declinazione di questi “valori””: pedofilia, pornografia, stupri, tratta di esseri umani, torture, impunità, ricatti. Nel nostro paese la vecchia Democrazia Cristiana scriveva, sui suoi manifesti, che “i comunisti mangiano i bambini”… adesso scopriamo chi davvero mangia i bambini. 1. Facciamo una piccola digressione. Chiunque abbia letto un libro o visto un film di spionaggio (tipo James Bond..) sa cosa è la “trappola al miele”. In poche parole una bella donna coinvolge in una situazione scabrosa il “nostro” eroe e ,o si rende, ricattabile dall’avversario. Se torniamo indietro nella storia, qualcuno ricorderà lo scandalo politico a sfondo sessuale detto “Affare Profumo”, che fece cadere un intero governo conservatore inglese nel lontano 1963 (John Profumo era l’allora ministro e segretario di Stato per la guerra) 2. Ora, come mai tutti i potenti coinvolti non si sono (apparentemente) resi conto che potevano essere filmati, ricattati, costretti a fornire ad Epstein informazioni riservate, persino a danno dei loro stessi paesi? La risposta è nell’assoluta impunità di cui erano certi.  Si ritengono onnipotenti e al di fuori delle “leggi” umane che noi invece – che non siamo né ricchi né potenti – dovremmo rispettare. 1. Il leone Epstein lavorava per il Mossad, il servizio segreto di Israele, grazie ai contatti della sua complice Ghislaine Maxwell, figlia di quel Robert Maxwell – uno dei più ricchi e influenti imprenditori a livello mondiale – che, morto, venne sepolto sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme. L’allora primo ministro nazi-sionista, Yitzhak Shamir lo commemorò con una frase oggi molto più chiara e comprensibile: “Ha fatto più cose per Israele di quante se ne possano dire”. Così diventano  più chiari anche l’indifferenza, la complicità, il sostegno attivo, la partecipazione al primo genocidio del nuovo secolo –  quello che lo stato nazi-fascista di Israele sta compiendo in Palestina – di questa ributtante e inumana élite capitalista mondiale.   Nota: diventato, ahimé per lui, pericoloso per il sistema che aveva creato, Epstein è stato opportunamente “suicidato” in carcere. Parola di Henry Kissinger: “Gli Stati Uniti non hanno amici ma solo interessi”: evidentemente non valgono solo per gli Stati (Vietnam, Afganistan, Siria…) ma anche per gli individui…. 1. La “giustizia” statunitense era già a conoscenza di molte delle informazioni che oggi escono sui giornali (Epstein era stato già condannato nel 2008 ma godette di un “accordo di non perseguibilità” che prevedeva l’immunità federale per lui e i suoi complici…). Se il banco è saltato, ricordiamolo, lo si deve invece al coraggio di una delle vittime di questo marcio sistema di protezione, Virginia Giuffrè, morta poi suicida. Gli Epstein Files mostrano in tutto il suo orrore la putrefazione di questo sistema mondiale che lega profitti, potere, impunità per i pochi detentori della ricchezza  mondiale e distruzione, sofferenze e morte per i tanti altri. La barbarie è tra noi e governa la nostra vita. A noi spetta – per la nostra vita, il nostro futuro, la nostra stessa umanità – organizzarci e unirci per abbattere l’ormai putrido sistema capitalistico.   L'articolo Gli Epstein Files: il marciume del sistema borghese a livello mondiale. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Sciopero autisti
Il caso Protopapa ci dimostra una cosa: il sistema degli appalti scarica i costi sulle spalle dei lavoratori. 80 camionisti lasciati da un giorno all’altro senza stipendio, senza alcuna possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali, senza tutele, senza futuro. Nel caso specifico di Protopapa, le linee di trasporto commesse da GLS non sono state soppresse, ma ridistribuite ad altri. La committenza ha scelto di non ricollocare gli autisti pur avendone la piena possibilità. Una scelta politica precisa e che GLS tenta di giustificare nascondendosi dietro una presunta assenza di responsabilità in solido. Questa vicenda mette ancora una volta in luce le gravi lacune del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, che per anni non ha garantito alcuna clausola sociale a una parte fondamentale della categoria. Per questo da San Giuliano a Sordio, fino al resto d’Italia, diciamo ancora: sciopero. Si cobas L'articolo Sciopero autisti proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Condoglianze alla famiglia del nostro compagno di lotta
Abbiamo ricevuto notizia che un nostro compagno di lotte, operaio in Number 1 nel magazzino di Paullo sia da poco venuto a mancare. Solo pochi giorni fa, era come sempre al nostro fianco alla manifestazione a Brescia, in piazza contro sfruttatori e oppressori. Dalle strade attraversate nei cortei da Roma a Milano, dai cancelli della fabbrica dove restano i tuoi compagni fino a quello dove hai portato la tua forza e la tua solidarietà, dalla tua terra ai nostri cuori, ti ricorderemo col sorriso, Nassar. Che la terra ti sia lieve. Sì cobas L'articolo Condoglianze alla famiglia del nostro compagno di lotta proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Convocazione conferenza stampa per il divieto di presidio dei lavoratori degli hotel
VIETATO IL PRESIDIO DEI LAVORATORI DEGLI HOTEL – CONVOCHIAMO CONFERENZA STAMPA Venerdì 6 febbraio, nella Milano zona rossa per l’attraversamento dalla fiaccola olimpica, la Questura vieta il presidio dei lavoratori e delle lavoratrici degli hotel davanti alla sede dell’associazione datoriale Federalberghi di Corso Venezia 47. Gli hotel sono il settore lavorativo cittadino più precario, fatto di appalti al ribasso, precarietà asfissiante, salari poverissimi, lavoro organizzato a cottimo integrale. E’ anche quello che ha fatto più profitti negli ultimi anni e che li triplicherà durante le Olimpiadi, come i prezzi medi delle camere che secondo le indagini ormai toccano i 400 € a notte per una doppia. Da una parte c’è quindi la città turistificata, cara e del lusso, capitale mondiale dei milionari, con un turismo accessibile solo ai più abbienti, militarizzata per difendere i capi di governo e gli imprenditori; dall’altra ci sono invece lavoratori e lavoratrici costretti sempre di più nei gironi infernali del precariato e degli appalti, che non devono disturbare le sfilate dei potenti. Ma noi non vogliamo arrenderci! Convochiamo per VENERDI’6 FEBBRAIO alle ore 10.30 un presidio e conferenza stampa a Piazzale Loreto, angolo via Porpora, per denunciare l’ennesima repressione delle istanze dei lavoratori. Si cobas L'articolo Convocazione conferenza stampa per il divieto di presidio dei lavoratori degli hotel proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
SABATO 31 GENNAIO 2026: MANIFESTAZIONE A BRESCIA CONTRO RAZZISMO E REPRESSIONE!
SABATO 31 GENNAIO 2026 IL SI COBAS MANIFESTA A BRESCIA CONTRO IL FOGLIO DI VIA DATO AL NS COORDINATORE ABBAS PER IL GRAVE DELITTO DI  AVER FATTO UNO SCIOPERO CONTRO IL LICENZIAMENTO DEL DELEGATO SI COBAS A MONDO CONVENIENZA CHE CHIEDEVA DIRITTI E RICEVE REPRESSIONE. SI INVITANO TUTTI I LAVORATORI, ASSOCIAZIONI, CENTRI SOCIALI, COMITATI, AD ESSERE  PRESENTI A BRESCIA PER UNA RISPOSTA DI CLASSE . SI COBAS NAZIONALE L'articolo SABATO 31 GENNAIO 2026: MANIFESTAZIONE A BRESCIA CONTRO RAZZISMO E REPRESSIONE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Dichiarazione del Sindacato dei Lavoratori delle Compagnie di Autobus di Teheran e dei Sobborghi che condanna il massacro dei manifestanti
PUBBLICHIAMO UN COMUNICATO DEL SINDACATO DEI LAVORATORI  DEGLI AUTOBUS  IN IRAN RISPETTO AL MASSACRO DI MIGLIAIA DI PERSONE AVVENUTO DA PARTE DEL REGIME DEGLI AIATOLLA’. ANCORA UNA VOLTA LA CLASSE OPERAIA E  LE MASSE IRANIANE,COME  QUELLE  DI TUTTO IL MONDO, DEVONO ORGANIZZARSI PER ABBATTERE IL SISTEMA CAPITALISTA SOTTO QUALSIASI BANDIERA SI PRESENTI IN IRAN SOTTO LA BANDIERA  TEOCRATICA RELIGIOSA, IN ISRAELE SOTTO LA BANDIERA DEL SIONISMO E IN AMERICA SOTTO LA BANDIERA, NON PIU’ DELLA DEMOCRAZIA,  MA DELLE ARMI DELLA PRIMA POTENZA MONDIALE CHE DETTA LEGGE INVIANDO LE SUE NAVI E AEREI . NON E’ CAMBIANDO UNA DI QUESTE BANDIERE CHE I PROLETARI E LE MASSE POVERE POTRANNO LIBERARSI DAL GIOGO IMPERIALISTA MA SOLO UNENDOSI SUL PIANO INTERNAZIONALE CON TUTTI I LAVORATORI  DEL MONDO A PARTIRE DALLE METROPOLI OCCIDENTALI I CUI GOVERNI   DOMINANO SUI TERRITORI MONDIALI SOLO PER I LORO PROFITTI. SI COBAS NAZIONALE  BUONA LETTURA 27 gennaio 2026 Sindacato dei Lavoratori degli Autobus di Teheran … Il popolo oppresso del nostro paese sta ancora una volta piangendo i propri figli. Questa volta, il massacro dei manifestanti contrari alle politiche economiche e sociali della Repubblica Islamica è ancora più diffuso e orribile rispetto ai massacri di strada degli anni ’80, così come a quelli di dicembre 2017/gennaio 2018, novembre 2019 e settembre 2022. L’immenso shock che ha colpito la società non deriva dalla sorpresa – perché abbiamo sempre conosciuto l’entità della malizia e brutalità delle forze repressive al potere – ma piuttosto dal fatto che i leader, senza la minima considerazione, decisero di procedere con il massacro di migliaia di bambini in questo paese. Questo dimostra ancora una volta che ogni speranza di riforma o cambiamento all’interno del sistema è definitivamente perduta, anche per gli individui più ottimisti e ingenui. Il governo in carica ha dimostrato ancora una volta di non dare valore alla vita delle persone e dei nostri figli. Come può essere commesso un massacro del genere e poi, con un comportamento spietato e disumano, esporre i corpi delle vittime agli occhi del pubblico? Un governo del genere può mantenere qualche legittimità nella mente della gente? A seguito della pubblicazione della dichiarazione del Sindacato intitolata “Sostenere la giusta lotta del popolo; Avanzando verso una vera libertà e uguaglianza, non verso un ritorno al passato“, anche noi, come più di 93 milioni di persone in tutto il paese, siamo stati privati dell’accesso a Internet e ad altri mezzi di comunicazione; un blackout sistematico che è durato fino agli ultimi giorni, e ancora oggi le comunicazioni restano inaffidabili. Tuttavia, l’unione continua a sottolineare il suo principio fondamentale e inviolabile: la vera liberazione del popolo iraniano è possibile solo attraverso la leadership collettiva e la partecipazione consapevole, organizzata e indipendente dell’intera classe operaia, così come di altri strati oppressi del paese, e non attraverso un intervento militare degli Stati Uniti e di Israele. né da nessun’altra potenza straniera assetata di potere o dalle loro forze affiliate e alleate. Pur condannando fermamente il massacro delle popolazioni svantaggiate del paese, il Sindacato offre le sue più sincere condoglianze alle famiglie e ai cari dei caduti durante l’insurrezione di gennaio e chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i detenuti. Sentiamo parlare di esecuzioni ogni giorno. Il governo deve sapere che anche l’esecuzione di migliaia di prigionieri politici negli anni ’80 non ha fermato il popolo dal continuare a chiedere giustizia, libertà ed uguaglianza. Le uccisioni e le esecuzioni di massa di oggi, in una società molto più grande, meglio informata e diversificata, non solo riusciranno a contenere profonde proteste sociali e malcontenti, ma aumenteranno anche la portata della rabbia pubblica. La via meno costosa per il popolo e il paese è che vi ritiriate immediatamente e mettiate fine immediatamente alla macchina da guerra, alla repressione e alla distruzione del paese. Viva la libertà, l’uguaglianza e la solidarietà del popolo! La soluzione per i lavoratori e il popolo risiede nell’unità e nell’organizzazione.   Il Sindacato dei Lavoratori della Compagnia degli Autobus di Teheran e dei suoi sobborghi orientali membro della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e Lotta. L'articolo Dichiarazione del Sindacato dei Lavoratori delle Compagnie di Autobus di Teheran e dei Sobborghi che condanna il massacro dei manifestanti proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Sciopero alla GLS di San Giuliano Milanese
ANCHE IN GLS È SCIOPERO! A San Giuliano Milanese ci si astiene in solidarietà con i 52 autisti di linea colpiti da un licenziamento di massa. ‼️ A seguito del fallimento dell’azienda PROTOPAPA SRL i lavoratori sono attualmente senza retribuzione, non hanno ricevuto alcun compenso per dicembre 2025 né visto il rispetto degli accordi da novembre. Oltre alla retribuzione è mancante l’occupazione di questi lavoratori, che mentre stanno a casa sono consapevoli che le linee da loro svolte per tanti anni sono eseguite da altri fornitori con altri autisti. Chiediamo un intervento immediato per il pagamento degli arretrati a GLS visto che la società farà orecchie da mercanti e di restituire dignità a chi ha lavorato fin’oggi e si ritrova adesso senza sul salario. Fino ad allora le linee dei 52 licenziati non saranno caricate Toccano uno, toccano tutti L'articolo Sciopero alla GLS di San Giuliano Milanese proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Comunicato stampa servizio di emergenza 118
Riceviamo e diffondiamo… COMUNICATO- STAMPA SERVIZIO DI EMERGENZA 118 – ASL NA 1 CENTRO: NESSUN ACCORDO SENZA TUTELA DI LAVORATRICI E LAVORATORI. Alla luce di quanto riportato da alcuni organi di stampa riguardo al tavolo in Prefettura di ieri riguardo la vertenza Heart Life Croce Amica, riteniamo opportuno precisare i termini della questione, chiedendo in particolare alla testata Fanpage Napoli (la quale nella giornata di ieri ha pubblicato un articolo dal titolo “Ambulanze, sospeso stato di agitazione del 118 dell’Asl Napoli 1 dopo vertice in prefettura”) di rettificare la suddetta notizia. Nella giornata di Lunedì 26 Gennaio si è tenuto il secondo tavolo prefettizio nell’ambito della procedura di raffreddamento aperta con uno stato d’agitazione dal SI COBAS lo scorso 10 dicembre, per denunciare la situazione di gravissima irregolarità contrattuale che vige da anni nell’azienda appaltatrice del servizio di soccorso sanitario, la HEART LIFE CROCE AMICA srl. Infermiere/i ed autiste/i inquadrati con un CCNL pulizia e multiservizi, in forza di un accordo sottoscritto nel 2023 dai sindacati confederali allora presenti nell’appalto. Un espediente che ha consentito fino ad oggi alla società aggiudicataria di aggirare il perimetro definito dal bando e le clausole del contratto di affidamento (in cui era precisamente prescritto un trattamento salariale non inferiore a quello previsto dal CCNL di categoria), e che ancora oggi viene utilizzato come principale argomento dalla Heart Life per rivendicare la legittimità del proprio operato. Da quanto discusso al tavolo, certamente emerge una assunzione di responsabilità “futura” da parte della committenza ASL NA 1, che ha confermato di essere al lavoro per un nuovo bando nel quale le clausole di tutela dei lavoratori saranno più precise e stringenti in merito all’obbligatorietà di applicare il contratto collettivo di categoria. Questa rassicurazione rispetto al futuro è un grande passo avanti, ma tuttavia non tutela nel presente i lavoratori e le lavoratrici e non garantisce il ristoro di quanto loro sottratto per tre anni in termini retributivi e contributivi, di salute psicofisica e dignità lavorativa. L’Azienda ha mantenuto ferma la propria posizione, arrivando addirittura ad affermare di “dover verificare se ci sono le differenze, nel caso ci siano”. Il SI COBAS ha accettato il confronto in sede aziendale, pur mantenendo attiva la procedura di raffreddamento e chiarendo che disponibilità della Committenza a porre rimedio alla catena di errori in danno ai lavoratori ed alle lavoratrici, NON é condizione sufficiente per sospendere o chiudere l’agitazione sindacale: questa potrà dichiararsi revocata soltanto quando sarà tutelata appieno la dignità di chi svolge un servizio essenziale per la comunità con perizia e professionalità. Infermiere ed infermieri, autiste ed autisti soccorritori, in quanto lavoratrici e lavoratori ma prima ancora in quanto professioniste e professionisti sanitari, si assumono responsabilità precise e molto serie: la tutela della vita delle persone. A fronte di queste responsabilità la Heart life, azienda di prima rilevanza nel settore del soccorso in tutta italia, ritiene di non garantire ai propri ed alle proprie dipendenti alcun diritto! Riteniamo primaria ed evidente la responsabilità dell’Azienda, con la quale sarà tentata ogni via di dialogo, ma sarà mantenuta ferma l’intenzione di adire ogni via, sindacale e giudiziaria, al fine di garantire il ripristino della corretta condizione delle lavoratrici e dei lavoratori. SI Cobas Napoli S.I COBAS F.P L'articolo Comunicato stampa servizio di emergenza 118 proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Manifestazione a Brescia il 31/01/2026
PER LA MANIFESTAZIONE A BRESCIA SABATO 31 GENNAIO ORE 14.30 – PUNTO DI CONCENTRAMENTO *PIAZZA CESARE BATTISTI* – È NECESSARIO CHE I PULLMAN ARRIVINO IN ORARIO PERCHÉ CHIUDONO LA VIABILITÀ – I PULLMAN LASCIANO I LAVORATORI SU VIA LEONARDO DI FRONTE AL PIAZZA CESARE BATTISTI E POI SI DIRIGONO IN VIA VOLTURNO PER PARCHEGGIARE IN PIAZZALE IVECO – LA MANIFESTAZIONE AVRÀ COME LUOGO DI ARRIVO LARGO FORMENTONE, DA LÌ I LAVORATORI SI SPOSTERANNO AL LUOGO DI PARTENZA DOVE LI ASPETTANO I PULLMAN – ABBIAMO NECESSITÀ DI SAPERE PRIMA POSSIBILE NUMERO DI PULLMAN PER OGNI CITTÀ E RELATIVO NUMERO DI TARGHE. – PER CHI ARRIVA IN AUTO: USCITA AUTOSTRADALE BRESCIA CENTRO E FERMATA METRO IN VIA VOLTA DOVE C’È ANCHE IL PARCHEGGIO PER LE MACCHINE. L'articolo Manifestazione a Brescia il 31/01/2026 proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.