Source - S.I. Cobas – Sindacato intercategoriale

"TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI"

Sciopero Mondo Convenienza Brescia
È partito lo sciopero stamattina al deposito di mondo convenienza di Brescia contro il licenziamento del nostro delegato e di un incontro negato per discutere dei vari problemi dei lavoratori, in questo deposito tra l’altro i lavoratori subito dopo aver scioperato nei mesi scorsi e subito dopo che la questura di Brescia aveva dato il foglio di via da Brescia per il coordinatore Abbas e addirittura aveva revocato la carta di soggiorno per intimidire e stroncare la lotta. La repressione padronale e delle questure non fermerà le nostre lotte”lotta dura senza paura” Avanti fino alla vittoria   sicobas nazionale L'articolo Sciopero Mondo Convenienza Brescia proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
ASSEMBLEA LAVORATORI ZARA MILANO.
SI E’ SVOLTA SABATO 17 GENNAIO L’ASSEMBLEA, PARTECIPATISSIMA,  DEI LAVORATORI NOTTURNI CHE FANNO LE PULIZIE E IL CARICO E SCARICO NEI VARI NEGOZI  ZARA DI MILANO(DA VIA TORINO A DUOMO, ECC). VISTO I BASSI SALARI DOVUTI ALL’APPLICAZIONE DEL CCNL MULTISERVIZI, I LAVORATORI HANNO  DECISO DI CHIEDERE ALL’AZIENDA CHE HA L’APPALTO IN QUESTI  NEGOZI QUATTRO PUNTI RIVENDICATIVI PER RECUPERARE ALMENO UNA PARTE DI SALARIO  MANGIATO DELL’INFLAZIONE GALOPPANTE: 1. UN PASSAGGIO DI LIVELLO PER TUTTI. 2. TICKET DI ALMENO 8 EURO. 3. RICONOSCIMENTO DEL LAVORO ALLO SCARICO E CARICO. 4. PDR LEGATO SOLO ALLA PRESENZA   . I  LAVORATORI SONO DETERMINATI A RAGGIUNGERE QUESTI RISULTATI CON LA LOTTA SE L’AZIENDA NON ACCETTERA’ QUANTO RIVENDICATO.     DOPO 1O, 15 ANNI DI LAVORO BASTA CON SALARI DA FAME! SI COBAS MILANO, DELEGATI E LAVORATORI DI ZARA   L'articolo ASSEMBLEA LAVORATORI ZARA MILANO. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE ORDINA LA SCHEDATURA DEGLI STUDENTI PALESTINESI.
COME SEMPRE RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN BREVE COMUNICATO DEL CIP TAGARELLI SULLE MISURE REPRESSIVE –  CHE IL MINISTRO  E IL GOVERNO(COMPRESO IL MATTARELLA) – CHE STANNO PRENDENDO CONTRO GLI STUDENTI PALESTINESI, MA CHE VALE PER TUTTI GLI ALTRI SETTORI SOCIALI,  MISURE CHE SERVONO AL GOVERNO  PER UN MAGGIOR CONTROLLO  VERSO LA GUERRA CHE  VERRA’.INEVITALE LAVORARE E ORGANIZZARE L’UNITA’ FRA STUDENTI, LAVORATORI E MOVIMENTI SOCIALI. IL SI COBAS E’ PRESENTE. Tutti i partiti politici (Mattarella per primo, quello che nel’ Agosto 2025 ha ricevuto con tutti gli onori Herzog, presidente dello stato genocida di Israele) “inorridiscono” per le uccisioni avvenute nel corso delle “rivolte” iraniane mentre non hanno emesso che pigolii contro il genocidio nazi-sionista in Palestina (più di 71.000 morti). Ma il ministro dell’Istruzione Valditara (quello che riteneva “l’umiliazione dei giovani un fattore fondamentale della crescita”) va oltre: con una circolare diretta alle scuole chiede la schedatura degli studenti palestinesi, chiedendo: sez.1: dati identificativi; sez.2: dati numerici degli alunni/studenti palestinesi presso le scuole statali; sez.3: dati numerici degli alunni/studenti presso le scuole paritarie. Unico precedente: il censimento degli ebrei del 1938 in piena era fascista, a seguito del quale sarebbero poi seguite le famigerate “leggi razziali”. Altro che cianciare di “antisemitismo”; il governo si attrezza apertamente, ormai, per la persecuzione dei palestinesi – dopo tutto i bambini sono il target preferito dei nazi-sionisti israeliani – anche a casa nostra. L'articolo IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE ORDINA LA SCHEDATURA DEGLI STUDENTI PALESTINESI. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
SABATO 10 GENNAIO ORE 14:00. Il SINDACATO SI COBAS ADERITO ALL’INZIATIVA DI SABATO 10 GENNAIO 2026 A MILANO INSIEME TUTTI LE REALTÀ PALESTINESE E SINDACATI DI BASE E VARI ALTRI REALTÀ. SI INVITANO TUTTI I LAVORATORI/CI DI VARI PROVINCIALI A PARTECIPARE AL CORTEO A MILANO ALLE ORE 14:00. CONTRO SIONISMO E IMPERIALISMO. PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI . NO ALLA GUERRA E AL RIARMO. NO ALLA COMPRESSIONE DI DIRITTI E SALARI. LIBERTÀ PER I SOLIDALI PALESTINESI ARRESTATI . VI ASPETTIAMO A TUTTI/E A MILANO IN VIA GIACOSA ANGOLO VIA BOLZANO (M1 ROVERETTO ) . VIVA LA CLASSE OPERAIA✊✊ SI COBAS NAZIONALE L'articolo proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Palestina:   nessun testimone! Venezuela:  il petrolio è mio!
RICEVIAMO E VOLENTIRI PUBBLICHIAMO QUESTA PRESA DI POSIZIONE DEL CIP TAGARELLI SULLA PALESTINA  E IL VENEZUELA  CHE METTE IN LUCE VARI ASPETTI ATTUALI CHE MARCIANO VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE A PARTIRE DA CASA NOSTRA. SI COBAS NAZIONALE. Senza tante parole. Palestina. Come aveva annunciato in dicembre, dal 1° gennaio di quest’anno lo stato genocida di Israele ha praticamente messo fuorilegge 37 ONG, tra cui la Caritas, Medici senza Frontiere, Save the Children, l’OXFAM, che da anni operano in Palestina.  Dopo aver ucciso “selettivamente” più di 270 giornalisti palestinesi nel – vano – tentativo di nascondere il genocidio del popolo palestinese, dopo aver negato l’ingresso nella Striscia ai media internazionali, ora Israele accusa le ONG è di essere anch’esse legate ad “Hamas”, cioè alla Resistenza e al suo popolo che non si piegano. Con una concatenazione di tempi piuttosto sospetta, il Tribunale di Genova il 27 dicembre ha arrestato Mohammad Hannoun ed altre 7 persone accusandole di utilizzare somme raccolte (7 milioni in circa 20 anni) in tutta Italia per “finanziare Hamas”. Le prove? Documenti forniti da … Israele, che erano stati ritenuti dai tribunali “non utilizzabili” in due precedenti processi proprio perché provenivano dallo stato genocida.  Il genocidio a Gaza non è finito con il “piano di pace” di Trump; violato ogni giorno da dallo stato nazi-sionista di Israele, continua più lento a Gaza ma  accelera nella Cisgiordania illegalmente occupata; i palestinesi continuano a morire di bombe, di pallottole, di fame, di sete e di freddo. E questo richiede che non ci siano più testimoni né alcun tipo di aiuto umanitario. A sparire, intanto, è stata Yifat Tomer-Yerushalmi, procuratrice generale israeliana, l’avocata che avrebbe dovuto difendere l’esercito nazi-sionista israeliano accusato di genocidio e crimini contro l’umanità davanti alla Corte Penale Internazionale. La sua colpa? Aver diffuso un video girato nell’ottobre 2024 che mostrava l’aggressione e la violenza sessuale con un coltello delle guardie carcerarie del campo di tortura e sterminio di Sde Teiman – pratiche che denunciava due anni fa il 3° quotidiano israeliano Haaretz – confermate sia dai prigionieri palestinesi usciti dalle carceri che dalle ferite rilevate sui corpi dei palestinesi uccisi nelle galere israeliane restituiti durante lo scambio di “prigionieri” avvenuto nell’ottobre scorso. Venezuela. Blitz delle Delta Forces statunitensi che bombardano Caracas e rapiscono il legittimo presidente eletto del Venezuela Nicolàs Maduro e sua moglie. Circa 100 vittime, la maggioranza dei quali civili. Trump fa cadere tutte le maschere e dice che il petrolio venezuelano appartiene agli USA, come quello di altri paesi, minaccia mezza America Latina e annuncia di volersi impadronire …. della Groenlandia, regione che appartiene allo stato europeo della Danimarca, che fa parte della NATO. A parte le chiacchiere sul Venezuela paese governato da un “dittatore” (sono “dittatori” e “terroristi” tutti coloro -paesi e individui – che si rifiutano di essere rapinati, di essere venduti, di essere cancellati), vediamo cosa ha detto la donna/madre/cristiana Meloni, che non ha mai emesso un pigolìo sul genocidio di oltre 71.000 palestinesi (tra cui più di 20.000 bambini smembrati dalle bombe, bruciati vivi nelle loro misere tende, morti di fame e di freddo):. “legittimo intervento per difendersi dalla guerra ibrida…”. La ribellione, la protesta, la lotta di classe contro gli sfruttatori – come già in altri paesi tipo l’Inghilterra –  diventano “guerra ibrida” o “sostegno al terrorismo”.. Qual è il messaggio che unisce Palestina, Venezuela e altri paesi… ma diretto anche a noi? A te, operaio delle oltre 70 fabbriche che chiudono licenziandoti da un giorno all’altro, a te camallo di Genova o aeroportuale che ti rifiuti di caricare armi per Israele, a te lavoratore che ogni giorno rischi di morire stritolato da un macchinario o di cadere da un ponteggio, a te giovane lavoratore a cui stanno sottraendo una vita e un futuro decente, a te pensionato che non puoi più curarti né arrivare a fine mese, . a te studente che tra poco verrai sbattuto su un campo di battaglia a diventare carne da cannone per i capitalisti? Chinate la testa, siete schiavi salariati, carne da macello  che ha diritto di vivere solo se produce abbastanza profitto per i capitalisti. Beh, non lo faremo. Il capitalismo è sfruttamento, fame, miseria, guerra e morte. Socialismo o barbarie (e nella barbarie ci siamo già). L'articolo Palestina:   nessun testimone! Venezuela:  il petrolio è mio! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
CONTRO L’ASSALTO IMPERIALISTA AL VENEZUELA!
Nella mattina e primo pomeriggio del 6 gennaio si è tenuta, nella sede di Bologna, una partecipatissima riunione degli operai e delle operaie del S.I.Cobas. Sfidando la giornata di festa ed il cattivo tempo i/le nostri/e compagni/e si sono incontrati/e per decidere come sviluppare la propria attività nel 2026. Oltre che sulla piattaforma sindacale l’assemblea ha preso posizione contro l’assalto imperialista Americano al popolo Venezuelano di cui sotto si riporta. Nello scontro inter-imperialistico, il destino di alcuni paesi in via di sviluppo debole sul piano strutturale entrando, in un altro schieramento dei poli borghesi sono soggetti, con l’acentuarsi della crisi strutturale del capitalismo, ad essere stritolati e perdere cosi quelle capacità iniziali che sembravano poterli portare come pari “commensali ” al banchetto preparato da quello o quell’altro polo capitalistico. Diventando lo scontro sempre più duro fino a proiettarsi sul piano militare, la vita del più forte esige il ridimensionamento del capitale più debole e questi, come succede al Venezuela, non può giocare la parte di partner capitalista affinché la borghesia in loco possa superare le proprie debolezze strutturale in rapporto ai settori più forti del capitale. Chavez prima, il guidatore di autobus, sindacalista e uomo dell’apparato che è succeduto, il signor Maduro, pur nazionalizzando l’industria del petrolio, hanno sfidato nel cortile di casa Yankee, la potenza numero uno del pianeta è come Stefen Miller (consigliere per la sicurezza interna degli stati uniti) a detto due settimane fa “il sudore, l’impiego e la fatica americana hanno creato l’industria petrolifera in Venezuela. La sua titanica espropriazione è stata il piu grande furto di ricchezza e proprietà americana mai registrato”. Il Venezuela, pur avendo 303 miliardi di barili di riserva petrolifera accertata (il più grande della terra), il 20% del interno petrolio mondiale, non è riuscito a decollare ed il governo repubblicano, condizionato dagli interventi americani, ha mantenuto la popolazione in condizioni di miseria estrema, di dittatura e l’alternativa adesso, il cambio di regime che gli oppositori capeggiati da Corina Machado ( appoggiata da USA) portavano avanti sarebbe stato ancora più oppressivo e reazionario. La Boli-burguesìa che governa il Venezuela ha cercato la via alternativa al polo dominato dall’imperialismo americano stava creando canali di pagamento diretto con la Cina che aggiravano la Swift, l’organismo creato da USA che nella sostanza governava le transizione petrolifera e questa de-dollarizzazione indeboliva l’intero sistema finanziario americano basato sul petrodollaro. Avevano già provato Saddam Husssein che voleva vendere il petrolio in euro e nel 2003; L’Irak è stato invaso dalle truppe Usa, Gheddafi che aveva proposto una valuta africana basata sul oro, chiamata dinaro d’oro, nel 2011 la Nato bombardava la Libia è Gheddafi veniva ucciso. Più paesi della terra hanno bisogno di dollari per acquistare il petrolio, consentendo cosi all’America di stampare denaro illimitato, creando miliardi di capitali fittizi ed il fatto che qualche sistema capitalistico scambi il petrolio con altre monete del dollaro ( in base al sistema di pagamento in Swift) mette in discussione il dominio imperialista finanziario degli USA. Il 3 gennaio 2026, l’esercito americano, ha agito bombardando il Venezuela e grazia alla complicità di qualcuno dell’apparato militare e istituzionale, cattura Maduro. L’uso della forza delle armi nella contesa con altri stati capitalistici é usata, come è sempre stato, per intimidire ogni soluzione politica che dovrà seguire allo spodestamento del governo Maduro e non ci sarà nessun “diritto internazionale” che potrà tenere, Trump dice al mondo: Qui comando io. La dichiarazione della repubblica Bolivariana del Venezuela al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, o l’appello al “diritto internazionale ” sono atti insignificanti per tutti e in particolar modo i capitalisti americani. L’AGGRESSIONE AL VENEZUELA È UN ULTERIORE PASSO NELLA CONTESA IMPERIALISTA NELLA CORSA VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE. Solo l’armamento del proletariato e del popolo venezuelano possono contrastare questo atto di’ imperio delle armi e ciò avrebbe come risultato di chiamare maggiormente in causa chi subisce la dittatura del capitale in tutte le parti del mondo. La contesa non è agli inizi, Palestina ed Ucraina sono li a dimostrare e lo scontro su petrodollaro, che vede la Russia vendere il petrolio in Rubli e Yuan, L’Arabia Saudita che sta operando per vendere il greggio nero in cambio di Yuan, L’Iran che commercia da anni con valuta diversa dal dollaro, si accentuerà aprendo altri focolai di guerra al livello mondiale. La “dottrina Monroe” del 1823 che ha dato per circa duecento anni l’indirizzo politico all”America per il controllo del “cortile di casa ” ( L’America Latina) diverrà, estendendosi nel pianeta la condizione a cui dovrà rispondere il proletariato a scala mondiale, al grido di “guerra alla guerra “. Il Si Cobas, non avendo mai tifato per Chavez e ne per Maduro è contrario a questo atto criminale degli USA, perché è contro la popolazione del Venezuela ed dalla prospettiva rivoluzionaria a scala mondiale atta ad abbattere il sistema capitalistico. Per tale motivo saremmo nelle piazze a protestare contro l’attacco militare politico USA verso la popolazione venezuelana. Per il Si Cobas Coordinatore Nazionale Aldo Milani L'articolo CONTRO L’ASSALTO IMPERIALISTA AL VENEZUELA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
CONTRO L’AGGRESSIONE IMPERIALISTA AL VENEZUELA!
IL GIORNO 3 GENNAIO 2026 L’ESERCITO AMERICANO HA ATTACCATO IL VENEZUELA E CATTURATO MADURO CON UN’AZIONE MILITARE PER IMPORRE IL SUO DIKTAT E AVERE MANI LIBERE PER GESTIRE I PROFITTI DEL PETROLIO,ESSENDO IL VENEZUELA IL PRIMO PAESE AL MONDO CON LE PIU’ GRANDI RISERVE DI IDROCARBURI. L’AGGRESSIONE AL VENEZUELA RAPPRESENTA UN PASSO AVANTI VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE, E METTE FINE A TUTTE LE ILLUSIONI BORGHESI SUL DIRITTO INTERNAZIONALE , (AMMESSO CHE FOSSE MAI ESISTITO) E ALLA FAVOLA DELL’ AGGREDITO E DELL’ AGGRESSORE.RUSSIA INSEGNA. CON QUESTA AGGRESSIONE GLI USA-PRIMO IMPERIALISMO MONDIALE – DICONO A TUTTI I POPOLI DEL MONDO : QUI COMANDO IO, O UBBIDITE O USO  LA FORZA DELLE ARMI E DEI MISSILI, CON LA SPUDORATA MENZOGNA SUL PIANO MEDIATICO  DI “DIFENSERSI” DAI NARCO TRAFFICANTI. STESSA LOGICA CON OPERAZIONE MILITARE  DEI SIONISTI SUI PALESTINESI  E IRANIANI CON AZIONI DI “DIFESA PREVENTIVA” LA COSIDDETTA SINISTRA (AVS-CGIL, E SINISTRUME VARIO) RESTA NELL’AMBITO DEL RIFORMISMO BORGHESE  STRAPPANDOSI  LA PELLE PER  RICHIEDERE L’INTERVENTO DELL’ONU(SIC!) E A RECRIMINARE CHE NON VIENE RISPETTATO IL DIRITTO INTERNAZIONALE QUANDO LO STESSO DIRITTO NON ESISTE, ORMAI DA ANNI, MENTRE  VIENE  PRATICATO  SOLO IL DIRITTO  DEL PIU’ FORTE, CIOE’ QUELLO DELLE POTENZE OCCIDENTALI,  CHE LO FA VALERE  CON LA “DEMOCRAZIA” DELLE ARMI (VEDI IRAQ,LIBIA, PALESTINA, ECC). LA MASCHERA DEL DIRITTO DEI POPOLI ALLA PROPRIA SOVRANITA’  E’ CROLLATA MISERAMENTE DAVANTI A QUESTA AGGRESSIONE, COSI’ COME E’ EVIDENTE LO STERMINIO DEI PALESTINESI AD OPERA DEI SIONISTI CHE NON SONO ALTRO CHE LA LONGA MANUS DELL’IMPERIALISMO AMERICANO E OCCIDENTALE. LO STERMINIO DEL POPOLO PALESTINESE (E L’ATTACCO AL VENEZUELA)PARLA A MILIONI DI LAVORATORI, E ALLE MASSE POVERE  DI TUTTO IL MONDO, PERCHE’ LA GUERRA PROSSIMA AVVERRA’ NELLE STESSE CONDIZIONI DI STERMINIO DELLA PALESTINA SENZA NESSUN RISPETTO PER BAMBINI, DONNE, OSPEDALI, ECC. NOI INVECE FACCIAMO APPELLO AL PROLETARIATO INTERNAZIONALE,  L’UNICA CLASSE CHE PUO’ FERMARE L’IMPERIALISMO SU SCALA MONDIALE,    A PARTIRE DA CASA SUA, CIOE’, OPPONENDOSI CON LA LOTTA APERTA CONTRO IL PROPRIO GOVERNO. LA CLASSE OPERAIA DEVE DARSI  PERO’ UNA STRUTTURA IN GRADO DI ESSERE PUNTO DI RIFERIMENTO E DI DIREZIONE CONTRO L’IMPERIALISMO MONDIALE. COME SI COBAS SIAMO PRONTI A DARE IL NS CONTRIBUTO A TUTTE LE INIZIATIVE CHE SI METTERANNO IN CAMPO  A PARTIRE DA QUELLA DEL 3-1-26 E ORGANIZZARE LE INIZIATIVE FUTURE. SI COBAS NAZIONALE       L'articolo CONTRO L’AGGRESSIONE IMPERIALISTA AL VENEZUELA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
LA SOLIDARIETA’ NON SI ARRESTA!
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN COMUNICATO DEL CENTRO SOCIALE VITTORIA CHE BEN RAPPRESENTA IL QUADRO ATTUALE DELLA REPRESSIONE, FRA CUI RIENTRA QUESTA OPERAZIONE DI POLIZIA  CONTRO QUESTI COMPAGNI PALESTINESI, OPERAZIONE ORMAI EVIDENTE CHE E’ STRUMENTALE VISTO CHE L’INCHIESTA SI BASA SU SEGNALAZIONI DA PARTE DEL GOVERNO ISRAELIANO E CHE ANDRA’ A DECADERE NEL TEMPO,  MA NELL’IMMEDIATO  CERCHERA’   DI  “ZITTIRE” E COLPEVOLIZZARE  TUTTA L’OPPOSIZIONE SINDACALE,SOCIALE E POPOLARE,  A SOSTEGNO DEL POPOLO PALESTINESE. ALLO STESSO TEMPO ESSA E’ FUNZIONALE  ALLA  PREPARAZIONE DELLA 3 GUERRA MONDIALE DA PARTE DI TUTTE LE POTENZE  UTILIZZANDO  UNA SOLA PAROLA MAGICA,  COME ACCUSA  CONTRO TUTTI COLORO CHE SI OPPONGONO A QUESTI TEOREMI:”TERRORISMO”. NOI SAPPIAMO PERO’ CHE NON  RIUSCIRETE A FERMARE MILIONI DI LAVORATORI CHE LOTTANO E RESISTONO TUTTI GIORNI CONTRO I VS PIANI DI REPRESSIONE E DI  GUERRA. SI COBAS NAZIONALE arresti del 27 dicembre dei nostri fratelli e compagni palestinesi. LIBERI TUTTI SUBITO! La vendetta di sionisti e fascisti è arrivata! Dopo quasi 27 mesi di mobilitazioni ininterrotte che hanno raggiunto il culmine della partecipazione nelle enormi manifestazioni a sostegno della Global Sumud Flotilla il governo Meloni ha affondato con violenza il suo coltello repressivo nel corpo della solidarietà. Ieri mattina hanno arrestato i nostri compagni e fratelli Hannoun, Dawoud, Yasser e Khalil di Milano (in totale sono 9 i gravissimi arresti a livello nazionale) e sequestrato ancora una volta i conti correnti delle associazioni di solidarietà e degli enti benefici. I macellai dell’entità coloniale sionista Israele e Usa comandano e l’Italia “sovrana patriottica” e complice ubbidisce. L’infame narrazione politica dei buoni (israele) che si difendono dai cattivi, i palestinesi descritti come terroristi in quanto tali, è lo schifoso e strumentale retroterra politico su cui si fonda questa miserabile montatura giudiziaria. La sede dell’A.b.s.p.p odv, L’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, è stata perquisita nella mattinata del 27 da una squadraccia in passamontagna. Abitazioni perquisite, sequestrati telefoni e computer personali anche dei familiari. Ma tutto questo sarebbe incredibile se questo atto repressivo e codardo non si collocasse all’interno del clima globale di repressione della solidarietà per il popolo palestinese e la sua Resistenza. Una solidarietà criminalizzata a livello europeo, con i governi di diversi paesi (tra gli altri, UK, Germania, Francia) attenti e solerti nel colpire ormai ogni manifestazione di solidarietà e complessivamente un movimento, realmente globale, che non arretra e che anzi rilancia con la propria azione politica le istanze di liberazione e autodeterminazione che giungono da Gaza e dalla Cisgiordania occupate. Siamo infatti davanti a un piano politico funzionale al genocidio di bassa intensità che continua a Gaza come in Cisgiordania, mentre non trova fine il criminale assedio verso l’Asia occidentale dell’imperialismo e della sua lunga mano sionista. Fogli di via e daspo urbani, chiusura di associazioni e sgomberi di centri sociali, arresti, prigionia politica dei resistenti palestinesi in Italia e l’assunzione della “pace trumpiana” come tentativo di silenziare il dissenso e continuare indisturbati, senza più i riflettori accesi sul macello di vite umane in Palestina. Un pacchetto di repressione e pacificazione sociale coperto dalla grancassa della propaganda di governo per coprire l’asservimento del governo Meloni agli interessi del capitale e trasformare le contraddizioni sociali in meri problemi di ordine pubblico. Un pacchetto ancor più necessario nell’attuale fase di crisi e di riarmo generalizzato. Una fase nella quale le misure repressive sono infatti pressoché indispensabili per tentare di irreggimentare ogni critica e opposizione sociale e facilitare così il posizionamento nella competizione internazionale per risorse e profitti. Una propaganda ignobile interna anche al parlamento ove sono oggi in discussione e in approvazione disegni di legge bipartisan che equiparano la legittima critica al sionismo all’antisemitismo. Ma come sempre sbagliano perché nemmeno con l’arresto dei nostri fratelli palestinesi il movimento di solidarietà si può fermare perché siamo dalla parte giusta della storia che li condannerà. I nostri fratelli e compagni Hannoun, Dawoud, Khalil, Yasser e tutti gli altri sono stati arrestati perché la loro intera vita è finalizzata al benessere del loro popolo: raccogliere fondi per sostenere i profughi che vivono sotto tende di fortuna, adottare famiglie e orfani, distribuire acqua potabile e fornire quanto possibile per la loro sopravvivenza. Allo schierarsi con la sua resistenza. Ognuno di noi che li ha conosciuti ha donato un contributo e ha ricevuto un filmato commovente di ringraziamento da Gaza per l’aiuto offerto. Ma soprattutto per il non averli lasciati soli davanti alla barbarie sionista, per non essersi voltati dall’altra parte come il mondo cosiddetto civile, per non essere complice, come il governo Meloni, di finanziare direttamente e dare copertura al genocidio. Una complicità che si evidenzia anche in questa manovra repressiva che è fondata su dichiarazioni dell’intelligence e dei servizi segreti sionisti, gli stessi responsabili di torture e assassinii nelle proprie carceri dove ancora sono rinchiuse più di 10.000 donne, uomini, bambine e bambini palestinesi. Aiutare e sostenere il popolo palestinese non è terrorismo ma una forma di resistenza al genocidio. È la loro ipocrita bugia contro la verità della storia gridata a gran voce dalle piazze di tutto il mondo. È la storia dell’oppressione coloniale e di un popolo che legittimamente combatte per la sua sopravvivenza. È la storia di un’incredibile, eroica resistenza popolare fatta di armi, di cultura, di sogni, di vite spezzate fino ad avere un termine che la descrive e questo termine è Sumud. Ma questi atti repressivi non potranno fermare i movimenti sociali contro la guerra imperialista, contro le politiche di riarmo, per la solidarietà al popolo palestinese e alla sua resistenza contro il colonialismo sionista. La Resistenza non si può fermare in Palestina come in Italia perché la Palestina è diventata una bandiera contro l’imperialismo e il colonialismo, contro razzismo, arabofobia, antisemitismo e islamofobia e perché è esempio di lotta di liberazione e di resistenza. Continueremo nelle piazze, nei luoghi di lavoro, davanti alle sedi della guerra e della repressione. Manifesteremo la nostra opposizione e il nostro antagonismo alla politica del governo Meloni, serva del capitale e dell’imperialismo in ogni dove. Saremo sempre a fianco di Hannoun, Dawoud, Yasser e Khalil e gli altri arrestati, saremo sempre al fianco di Anan, Ali, Mansour e Ahmed al fianco di chi lotta per un mondo di liberi e di uguali senza più sfruttamento, precarietà e repressione. Contro imperialismo sionismo e fascismo lotta di classe! Combatteremo fascismo e sionismo perché non sono idee ma crimini! Combattiamo e combatteremo l’imperialismo perché ha portato l’umanità intera sul baratro di una guerra mondiale, perché è miseria e devastazione del pianeta. A fianco del popolo palestinese e della sua resistenza per il diritto all’ Autodeterminazione! Vogliamo tutti gli arrestati liberi subito per continuare al loro fianco a combattere per la liberazione del popolo palestinese dal colonialismo sionista. Siamo vicini alle loro famiglie sperando di abbracciarli prestissimo. LIBERI TUTTI SUBITO Le compagne e i compagni del Csa Vittoria Sabato 3 gennaio ore 15 corteo in solidarietà agli arrestati, al popolo palestinese e alla sua resistenza. L'articolo LA SOLIDARIETA’ NON SI ARRESTA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
LA SOLIDARIETA’ AL POPOLO PALESTINESE NON SI ARRESTA!
La mattina del 27-12-25 con un grande spiegamento di forze sono stati arrestati 9 nostri fratelli, compagni e amici colpevoli di aver sempre lavorato per aiutare il popolo palestinese ancora oggi devastato, smembrato e affamato da un genocidio per mano del governo terrorista dell’entità coloniale sionista Israele. Sono state perquisite le loro case, sequestrati telefoni e computer, perquisita la sede dell’ Associazione benefica Abspp odv. Siamo al loro fianco, ora è il momento di denunciare e protestare quest’ultima complicità del governo Meloni con i  sionisti. HANNOUN , DAWOUD, AL SALAHAT, ELASALY, ALBUSTANJI, ALI SAWI. ABU RAWWA, ABU DEIAH, ABDU. LIBERI SUBITO !! La prima risposta immediata di Milano al fianco dei compagni palestinesi arrestati stamattina a Genova, il S.I. Cobas esprime la piena solidarietà Gli operai e le operaie del S.I. Cobas  in piazza come sempre. SI COBAS NAZIONALE L'articolo LA SOLIDARIETA’ AL POPOLO PALESTINESE NON SI ARRESTA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
SCIOPERO BENCARNI: INTIMIDAZIONE POLIZIESCA CONTRO I LAVORATORI IN SCIOPERO.
  Stamattina,19-12-25 i lavoratori licenziati dal consorzio Global Service in appalto presso l’impianto BenCarni di Verona si sono riuniti in presidio ai cancelli del loro magazzino per rivendicare il reintegro sul posto di lavoro e la garanzia di un salario. Dopo solo poche ore di presidio determinato ma pacifico, la polizia politica Digos ha portato di forza 5 operai iscritti al sindacato e gli operatori sindacali Alfred e Nikoll direttamente in questura per una non meglio precisata e comunque illegittima “identificazione”. La motivazione di tale operazione poliziesca e antioperaia parrebbe essere una denuncia del padrone Bencarni dal quale quindi sarebbe direttamente partita questa ennesima azione intimidatoria contro i lavoratori, i sindacalisti, i solidali e il sindacato. Infatti, a tutti i compagni portati in questura è stato consegnato un verbale di identificazione e per parecchie ore sono stati trattenuti nonostante non sia stato loro esplicitato alcun capo di imputazione. Questa ennesima azione repressiva  dei lavoratori in lotta da parte dello stato , la dobbiamo collegare necessariamente al clima repressivo in generale esistente in Italia, ultimo di ieri lo sgombero del centro sociale Askatasuna  di Torino, che   rappresenta un aggravamento dell’attacco statale   per fermare sul nascere l’allargamento di un movimento di lavoratori sul luogo di lavoro che potrebbe  unirsi alle lotte sociali in corso(Palestina, casa, lotta contro la guerra,ecc.)  e rappresentare una opposizione reale e forte contro il  tentativo di indebolire l’unità e l’organizzazione degli operai. I padroni hanno paura dell’iniziativa sindacale e della lotta operaia perché da sempre rappresenta il centro della contraddizione( profitto) di questo  sistema sociale che si chiama capitalismo.  La lotta è lo strumento fondamentale  per   avanzare concretamente richieste migliorative delle condizioni di vita contro i bassi salari e la precarietà ancor più in questa fase di crisi internazionale ed economia di guerra, oltre che in grado di mettere in discussione un intero sistema basato sullo sfruttamento e l’oppressione dei lavoratori a garanzia del profitto e spesso anche di un extra-profitto tramite giri consolidati di rapporti più o meno criminali tra aziende, malavita e filiere mondiali. Agli occhi del padrone e dello stato, i 5 lavoratori nostri compagni – licenziati a novembre per ritorsione antisindacale e rappresaglia antioperaia – hanno come sola “colpa” l’aver denunciato il lavoro nero nel settore carni e rivendicato il pagamento regolare del salario quantomeno a norma di legge secondo i contratti nazionale, inoltre chiedendo la fine delle assunzioni-truffa con cui le società coinvolte nell’attività lavorativa tenevano in situazione di ricatto gli operai utilizzando contratti di assunzione a tempo determinato pure per chi lavorava da anni per il consorzio. Un vero e proprio sistema che a Bencarni(ma generalizzato nel settore) ha visto le condizioni di lavoro denunciate con forza dalla nostra organizzazione sindacale, peraltro in un settore economico redditizio per i bilanci delle grandi aziende e di “eccellenza del made in Italy” ma già oggetto di inchieste giornalistiche e nel mirino della magistratura. Significativo che a causa dei versamenti in nero nella retribuzione degli stipendi, i lavoratori licenziati non hanno neanche il diritto a usufruire al 100% del sussidio di disoccupazione Naspi: così ritrovandosi con la necessità di mantenere le loro famiglie ma con un’entrata economica da fame. Perciò, la lotta in sostegno ai lavoratori licenziati e per la sindacalizzazione anche nel settore carni proseguiranno senza paura. Invitiamo tutti non solo a portare solidarietà agli operai ma a unirsi in una lotta comune di tutti i settori per  riuscire a creare una vera opposizione a questo governo  sul terreno della lotta di classe, contro lo sfruttamento dei padroni e la repressione dello stato. UNITI SI VINCE- IL SI COBAS C’E’. SI COBAS NAZIONALE L'articolo SCIOPERO BENCARNI: INTIMIDAZIONE POLIZIESCA CONTRO I LAVORATORI IN SCIOPERO. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
SOLIDARIETÀ CON I COMPAGNI SOTTO ATTACCO DI ASKATASUNA.
LA  REPRESSIONE STATALE AUMENTA E SI PREPARA ALLA GUERRA INTERNA COLPENDO LE LOTTE  E CHI SI OPPONE SOCIALMENTE SUI TERRITORI COME ASKATASUNA   E A QUELLA  ESTERNA  SUGLI SCENARI INTERNAZIONALI DI PREPARAZIONE ALLA GUERRA MONDIALE. Da questa mattina  un ingente e sproporzionato dispiegamento di mezzi di polizia armata in antisommossa, camionette e idranti sotto Askatasuna bloccando le vie limitrofe del quartiere Vanchiglia dove addirittura son state chiuse le scuole e danneggiate le varie attività. Una “spettacolare” perquisizione è in corso come scusa per tentare uno sgombero violento, mentre le forze dell’ordine provano ad allontanare dall’altro lato della strada le persone accorse sul posto per manifestare la loro solidarietà con Askatasuna e denunciare l’operazione repressiva chiedendone un’immediata cessazione. Perquisite già dall’alba anche le abitazioni di alcune compagne e alcuni compagni. Quest’ennesimo grave attacco repressivo non è solo contro Askatasuna ma colpisce il movimento per la Palestina libera, a seguito delle settimane di alta partecipazione degli scioperi generali del 22 settembre e specialmente del 3 ottobre (che hanno visto un allargamento importante della lotta contro genocidio e guerre, in opposizione al governo  e al sionismo) oltre che della mobilitazione per la liberazione  dell’ imam Mohamed Shahin (illegittimamente deportato in Sicilia, rinchiuso fino a pochi giorni fa nella prigione Cpr di Caltanissetta e tutt’oggi a rischio rimpatrio forzato nell’Egitto del regime di Al-Sisi da cui è considerato un oppositore politico) come di tutti gli altri prigionieri politici nelle carceri o sotto processo in Italia e nel mondo. Intanto, tramite i continui colpi di mano dei cosiddetti famigerati decreti-“sicurezza” e altri surrogati pure di carattere amministrativo e burocratico, dall’alto si prova a calare una scure di ulteriori leggi liberticide principalmente contro il movimento operaio e formalmente di stampo anti-sindacale e anti-immigrati (dall’ultimo decreto legge Mattarella-Meloni che ha introdotto un inasprimento delle pene, tra gli altri, a chi fa sciopero con i picchetti equiparati a “blocco stradale”, al recente ddl Gasparri-Delrio volto a equiparare antisionismo/antisemitismo e stringere la censura su comunicazione internet dal web alle chat) quale tentativo di affossare ogni protesta e dissenso dal basso contro un sistema economico di sfruttamento e oppressione in crisi storica che non solo a Gaza e in Medio Oriente ma anche dall’Ucraina al Sudan corre verso una guerra mondiale di spartizione del pianeta tra potenze imperialiste vecchie e nuove: sempre più aggravando le nostre condizioni di vita, come infatti dimostrano ancora recentemente i peggiorativi rinnovi dei contratti nazionali Ccnl Sanità e Ccnl Metalmeccanico, l’ennesimo allungamento dell’età pensionabile, il foglio di via a un coordinatore sindacale consegnato durante uno sciopero dei lavoratori Mondo Convenienza di Brescia con minaccia di revoca del permesso di soggiorno, l’imposizione di un meccanismo di silenzio-assenso sul salario di liquidazione del Tfr di fine rapporto lavorativo… È perciò urgente rafforzare l’unità di tutte le lotte aumentandone il coordinamento sul piano nazionale e  internazionale, per rispondere efficacemente alla repressione di stato e padroni con la continuazione delle mobilitazioni: in particolare sforzandosi soprattutto come realtà politiche, sindacale e sociali di coinvolgere quei milioni di lavoratori e lavoratrici che dai luoghi di lavoro ai quartieri della città vivono sulla loro pelle gli effetti dell’economia di guerra per cui sono i più disposti a organizzarsi per difendere il loro interesse e migliorare le condizioni di vita. SI COBAS NAZIONALE L'articolo SOLIDARIETÀ CON I COMPAGNI SOTTO ATTACCO DI ASKATASUNA. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
VITTORIA LAVORATORI SDA SOLO LA LOTTA PAGA
Dalle prime ore dell’alba, i lavoratori autisti del bancario Sda magazzino Roma 1 – Posta Italiane (consorzio Cai) hanno iniziato lo sciopero. Infatti, dal 20 novembre questi lavoratori non hanno più ricevuto un regolare stipendio salvo un magro anticipo arrivato il 5 dicembre. Inoltre, il padrone pretestuosamente cerca di mandare via 4 autisti come inaccettabile azione di discriminazione e comportamento antisindacale. Tutto ciò succede in un’azienda ricca come Sda colosso della logistica di proprietà della potente Poste Italiane (proprietà ministero del tesoro), nella cui filiera nazionale il SI Cobas è il sindacato maggiormente rappresentativo e firmatario di accordi migliorativi del contratto nazionale Ccnl logistica e trasporto. Eppure, a dimostrazione della grave situazione della classe lavoratrice in questa fase di crisi economica ed economia di guerra, fino all’entrata della nostra organizzazione sindacale circa 10 mesi fa dentro questo magazzino, i lavoratori lavoravano praticamente in nero senza contributi e con salari da fame. Grazie dell’odierna riuscita mobilitazione di lotta operaia dai cancelli, il sindacato ha ottenuto il pagamento immediato di quanto dovuto per tutti i lavoratori e il ritiro della minaccia dei licenziamenti, così garantendo il salario e fermando la rappresaglia padronale a difesa dei diritti del lavoro e della dignità delle persone determinando un miglioramento delle condizioni di vita. Per ottenere questa ennesima vittoria, oltre allo sciopero dei lavoratori Sda bancario è stato decisivo anche lo sciopero dei lavoratori Sda Latina: la solidarietà e il picchetto si confermano armi storiche ed efficaci del movimento operaio per portare avanti l’interesse della classe lavoratrice contro le politiche di padroni e governo. CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI UNITI SI VINCE L'articolo VITTORIA LAVORATORI SDA SOLO LA LOTTA PAGA proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.