In diretta da Saluzzo a fianco dei lavoratori delle campagne@0Il 12 luglio 2026 blackout si sposta al parco Gullino a Saluzzo, dove è
organizzato un presidio di socialità.
Il parco Gullino è luogo di approdo e bivacco dei lavoratori delle campagne,
“spazio simbolico che fa esplodere tutte le contraddizioni di un mondo cinico
che non sa guardare a se’ stesso con onestà e coraggio, il risultato di scelte
politiche ipocrite che determinano esclusione, microcosmo di un’ umanità ridotta
a merce da comprare, vendere, buttare”.
La giornata vuole essere un contributo per creare socialità ma anche per mettere
in connessione resistenza e lotte in altri luoghi d’Italia, da Borgo Mezzanone a
Prato, fino allo sciopero di Meat TO a Torino. Al parco ci sono maliani,
burkinabè, congolesi, guineani, lavoratori e lavoratrici che vivono a Saluzzo,
bambini e bambine che giocano.
Dai microfoni, Raccolti (R)esistenti presenta la giornata con traduzione in
francese, bambarà (la lingua più parlata al parco) e wolof gambiano:
La giornata prosegue tra ritmi africani ed il racconto delle vicende
susseguitesi dal 2009 ad oggi, attraverso le parole di un compagno che narra
anche l’operato del Comitato Antirazzista Saluzzese, accompagnandoci nei luoghi
dove resistenza e solidarietà si sono espressi, costituendo un integrale quadro
degli spazi complici e dei corpi politici che hanno attraversato questi anni di
lotta. Da tale racconto emerge con chiarezza l’indisposizione sistemica delle
istituzioni all’epoca come oggi, alla risoluzione del prisma, incentivando
politiche palliative, rivolte alla mera questione abitativa, pretestuosamente
guidate dalla spinta del decoro urbano e tralasciando scrupolosamente tutto ciò
che concerne la dignità dei lavoratori.
Un intervento di USB offre una panoramica della situazione lavorativa delle
persone migranti in Italia, un invito all’unione d’intenti, perché lavorare in
condizioni umane è un diritto da rivendicare, ieri come oggi, indipendentemente
dal colore della pelle o della provenienza etnica.
Ascolta qui questo intervento storico di Raccolti (R)esistenti e CUB e
l’intervento di USB:
Il racconto dei lavoratori: in questa ultima parte della giornata, diversi
lavoratori braccianti prendono parola, tra chi è appena arrivato per la prima
volta a Saluzzo e chi invece è qui da più tempo. Le loro voci si uniscono alle
denunce della situazione lavorativa e abitativa nel saluzzese, avanzando anche
delle proposte di miglioramenti possibili ed esprimendosi sulla necessità di
organizzazione. Djaka, che è stato più volte a Saluzzo, dopo il suo intervento
suona live alcuni dei suoi pezzi, che parlano di vita, lavoro, significato,
speranza e il senso dell’autocritica. Segue un intervento di Potere al Popolo.
In chiusura un lavoratore di Campagne in lotta ricorda i fratelli caduti sotto
l’efferatezza razzista di questo paese, racconta la violenza istituzionale nei
confronti dei lavoratori, senza paura di usare la parola schiavitù. Per poi
concludere con una poesia di Mohamed Ba, compagno, filosofo, artista che ha
dedicato i suoi versi ai fratelli a Saluzzo:
“[..] la terra è di chi la ama e di chi la fatica
non del padrone che ne beve il frutto,
l’unione è la promessa più antica
se ci stringiamo cambieremo tutto”
Ascolta qui questa terza e ultima parte della diretta: