Colombia: Petro ha affermato che i bombardamenti dell’Ecuador hanno fatto 27 morti

Comitato Carlos Fonseca - Thursday, March 19, 2026

Il presidente della Colombia ha chiesto, inoltre, di indagare sulla bomba che non è esplosa e che è caduta da un aereo “a 100 metri da una famiglia contadina povera”. Il presidente dell’Ecuador Noboa ha smentito i bombardamenti in territorio colombiano.

Il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha negato che si stiano realizzato bombardamenti in Colombia, come poco prima aveva denunciato il suo omologo Gustavo Petro, e ha affermato che le operazioni contro il “narcoterrorismo” vengono portate avanti in territorio ecuadoriano. Il Capo di Stato colombiano ha scagionato dalle proprie responsabilità le forze pubbliche e i gruppi armati nell’attacco che ha fatto “27 corpi bruciati”.

La prolungata tensione tra Petro, di sinistra, e il presidente ecuadoriano di destra Daniel Noboa è andata alle stelle dopo che il mandatario colombiano aveva denunciato che il suo paese aveva subito dei bombardamenti da parte dell’Ecuador, dopo il ritrovamento di una bomba “lanciata da un aereo” nelle vicinanze della frontiera comune.

Le accuse di Petro

“Ci sono 27 corpi bruciati e la spiegazione non è credibile. Le bombe sono sul suolo vicino alle famiglie, molte di loro hanno deciso pacificamente di rimpiazzare le loro coltivazioni di foglia di coca con coltivazioni legali”, ha scritto Petro martedì su X. Per il momento, non si conoscono altre informazioni sull’origine dei corpi.

Il mandatario ha anche dichiarato che i bombardamenti alla frontiera della Colombia e dell’Ecuador “non sembrano essere né dei gruppi armati” perché non hanno aerei, né della forza pubblica della Colombia perché lui “non ha dato quel ordine”.

Petro ha sollecitato, attraverso una successiva pubblicazione su X, ad “indagare in profondità” la bomba che non è esplosa, caduta alla frontiera colombiana con l’Ecuador. Oltre ad allegare una immagine del proiettile di grande dimensione, con un evidente deterioramento e localizzato nella vegetazione, il presidente ha aggiunto che “è caduto a cento metri dall’abitazione di una famiglia contadina povera”.

“Eravamo tutti atterriti, ossia, impauriti, e preoccupati che all’improvviso sarebbero esplosi questi apparati e ci avrebbero potuto togliere la vita”, ha detto il contadino Julián Imbacuán in una chiamata telefonica con l’agenzia AFP.

L’abitante del piccolo centro abitato di El Amarradero, del municipio di Ipiales, ha detto che la bomba è caduta “vicino alla casa, a circa 50-60 metri” e più tardi ha trovato l’ordigno che non era esploso”

Noboa si è difeso

Questo martedì Noboa ha negato, attraverso X, le accuse del presidente colombiano. “Presidente Petro, le sue dichiarazioni sono false; stiamo agendo nel nostro territorio, non nel suo”, ha scritto.

Il mandatario ecuadoriano ha dichiarato che, insieme alla cooperazione internazionale, stanno “bombardando i luoghi che servivano da nascondiglio” ai gruppi criminali “in gran parte colombiani ai quali il suo stesso governo ha permesso di infiltrarsi nel nostro paese per incuria della propria frontiera”.

“Fin dal primo giorno abbiamo combattuto il narcoterrorismo in tutte le sue forme: quelli che operano nelle strade e quelli che, dalla politica o anche dalla funzione giudiziaria, si prestano a proteggere i delinquenti”, ha detto Noboa.

L’Ecuador fa parte dello “Scudo delle Americhe”, un’alleanza di 17 paesi del continente creata da Donald Trump per affrontare le minacce alla sicurezza. Il presunto attacco avviene nel momento in cui l’Ecuador lancia una dura offensiva di due settimane con rigidi coprifuochi per cercare di piegare i cartelli con l’appoggio degli Stati Uniti.

L’Ecuador ha intensificato la sua lotta contro il crimine organizzato, che include bombardamenti contro gli accampamenti e le enclave illegali nelle zone vicine alla frontiera con la Colombia e il Perù.

La Colombia e l’Ecuador condividono una frontiera di circa 600 chilometri dove circolano guerriglie colombiane e organizzazioni criminali di ambedue i paesi dedite al traffico di droga, armi, persone e attività mineraria illegale.

Petro e Noboa hanno alzato il tono in mezzo alla disputa daziaria che è cominciata a febbraio per iniziativa dell’Ecuador e colpisce le importazioni, la cooperazione energetica e il trasporto di greggio bilaterali.

Indagine sull’origine della bomba

Questo martedì il ministro della Difesa della Colombia, Pedro Sánchez Suárez, ha detto che esperti militari indagheranno sulla provenienza della bomba, che non è esplosa, ritrovata in una zona della frontiera con l’Ecuador. Secondo quanto ha affermato, ha ricevuto da Petro l’indicazione “di confermare o di smentire la probabile presenza di una bomba impiegata generalmente da aerei militari, ritrovata nella zona di frontiera con l’Ecuador”.

Prima di questo incarico, il Ministero della Difesa aveva inviato nella zona degli “esperti per verificare le condizioni di quel ordigno esplosivo, allo scopo di confermare da dove provenga detto ordigno e di procedere alla sua distruzione”, ha detto il ministro in una dichiarazione.

foto: EFE

18 marzo 2026

La Jornada

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca: “Petro aseguró que bombardeos de Ecuador en la frontera con Colombia dejaron “27 cuerpos calcinados””, pubblicato il 18-03-2026 in La Jornada, su [https://www.pagina12.com.ar/2026/03/18/petro-aseguro-que-bombardeos-de-ecuador-en-la-frontera-con-colombia-dejaron-27-cuerpos-calcinados/] ultimo accesso 19-03-2026.