
Motivazioni e richieste dell’occupazione al Campus Einaudi
Pressenza - Wednesday, October 28, 2026Da lunedì sera è stato occupato il Campus Luigi Einaudi, sede dei dipartimenti di Culture, Politica e Società, Economia e Statistica e Giurisprudenza dell’Università di Torino. Alla conferenza stampa di ieri, 27 ottobre, i portavoce dell’assemblea CPS hanno esposto motivazioni e richieste.
Le motivazioni dell’occupazione
In seguito alle elaborazioni assembleari di lunedì sera (26 ottobre), partecipate da più di 400 persone, si è giunti alla conclusione che occupare fosse una necessità:
«(…) per dare un segnale chiaro alle istituzioni, all’università, al ministero e al governo che noi contiamo, che noi siamo tanti, siamo numerosi e possiamo esprimere una forza, esprimere il potere e pertanto esprimere delle rivendicazioni concrete riguardo alle nostre vite, riguardo decisioni che troppo spesso vengono prese non solo senza la nostra consultazione, ma soprattutto contro di noi.»
L’occupazione vuole essere un terreno di rivendicazione politica studentesca, altresì capace di allargare la mobilitazione oltre l’università e oltre Torino a tutti i settori sociali:
«(…) vogliamo che sia anche un progetto di elaborazione politica, di politicizzazione, per portare all’interno dell’università tematiche troppo spesso ignorate, soprattutto nelle aule. Vogliamo che l’Accademia sia un luogo in cui quello che studiamo, il sapere che produciamo, non sia al servizio della guerra, non sia al servizio degli interessi di pochi, ma che sia qualcosa di funzionale al progresso, al miglioramento e all’emancipazione della società.»
Le richieste avanzate
Si richiedono:
Al Ministero dell’Università e della Ricerca
- Studentati PNRR pubblici: attualmente, il 96% dei 33mila posti letto realizzati con il PNRR sono in mano a privati, con conseguenti prezzi di mercato privati (in molte città si trovano nella fascia 500-1000€). Si richiede che vengano posti sotto ente pubblico anche i 27mila posti letto ancora promessi.
- Fondi alle università erogati non su criteri di premialità ma sul bisogno: oggi i fondi sono distribuiti sulla premialità della produzione scientifica, creando un circolo di definanziamento agli atenei in difficoltà.
A Edisu ed alla regione Piemonte
- Medesimi standard di vivibilità in tutte le residenze: anche in quelle fuori Torino, dove alcuni studenti sono stati trasferiti all’ultimo senza preavviso. Dei 3000 nuovi posti letto molti sono in mano a privati, andando a creare studentati di lusso (vd. punto 1), riservati di fatto agli studenti più abbienti e preclusi proprio a coloro a cui il diritto allo studio dovrebbe rivolgersi.
- Un fondo per il premio di laurea: oggi ricavato da avanzi e da altre erogazioni.
- Borsa da fuori sede per i rinunciatari al posto letto: presentando il contratto d’affitto. Oggi chi rifiuta uno studentato scomodo ricade nelle borse di studio da pendolari, insufficienti.
All’Università degli Studi di Torino
- Stop agli accordi con l’industria bellica: rescissione degli accordi con Leonardo e Thales Alenia Space; trasparenza e maggiore vigilanza sull’accordo appena firmato dalla rettrice Prandi con Confindustria.
- Presa di posizione contro i tagli FFO[1] verso il MUR [2] e la CRUI[3]: attualmente la spesa in istruzione si aggira attorno al 4% del PIL, con una media europea del 4,9%.
- Fondi contro il precariato di ricercatori e personale tecnico-amministrativo.
- Investimenti negli spazi: i tagli di finanziamenti pubblici hanno portato a sedi con insufficiente numero di aule. Si potrebbe presentare il rischio di introdurre il numero chiuso in alcuni corsi.
- Rimborso spese per i tirocinanti curriculari: come al momento avviene per i tirocini extracurricolari.
Al governo Meloni
Internalizzare i lavoratori: modifica nel codice degli appalti. L’appalto dell’aula studio Murazzi, affidato alla multinazionale Sodexo: «si è tradotto in condizioni lavorative disastrose, straordinari non pagati, diritti non garantiti, licenziamenti arbitrari», in un ateneo che accusa un buco di bilancio di 62 milioni di euro.
Congelamento degli affitti e blocco degli sfratti: a Grugliasco, dove sono in corso i lavori per la Città delle Scienze, nuovo polo scientifico di UniTo, si denunciano rincari degli affitti di 100-200€. Si richiedono canoni vincolati a parametri definiti.
Ripristino del taglio delle accise di 24 centesimi.
Uscire dal riarmo: «vogliamo che il governo Meloni si sottragga dal piano di Trump del 5% del PIL investito in industria bellica, si sottragga dal piano di riarmo europeo, e che tutto ciò venga reinvestito sui settori di cui abbiamo parlato.» (vd.sopra)
Dimissioni.
«(…) a partire da questa mobilitazione interna al Campus Einaudi, vogliamo lanciare un appello a tutte le università, agli studenti, ai precari, ai docenti perché si esprimano, perché blocchino le loro sedi, blocchino le lezioni, facciano occupazioni, si uniscano agli studenti in lotta – che qui a Torino hanno bloccato più di 30 scuole – si uniscano ai lavoratori anche verso la convergenza del 30 ottobre, per dare un colpo decisivo a questo governo, mandarlo a casa, per ottenere finalmente una vita degna per tutti e tutte, al di là di guerra, al di là di precariato, e per ottenere una vita dignitosa.»
Verso la mobilitazione del 30 ottobre
Oggi (28 ottobre) gli occupanti incontrano la rettrice Prandi e il prorettore Cuniberti. Viene proposto un ricco calendario di laboratori, formazioni, lezioni alternative con il sostegno di professori del dipartimento, pasti della giornata condivisi, interazioni con diversi collettivi, workshop e assemblee. Il programma delle giornate è disponibile sui canali social del CPS, sempre in aggiornamento.
Instagram @assemblea.cps
Foto Francesco Spina
[1] Fondo di Finanziamento Ordinario, principale strumento con cui lo Stato finanzia le università Italiane
[2] Ministero dell’Università e della Ricerca
[3] Conferenza dei rettori delle università italiane