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Motivazioni e richieste dell’occupazione al Campus Einaudi
Da lunedì sera è stato occupato il Campus Luigi Einaudi, sede dei dipartimenti di Culture,   Politica e Società, Economia e Statistica e Giurisprudenza dell’Università di Torino. Alla   conferenza stampa di ieri, 27 ottobre, i portavoce dell’assemblea CPS hanno esposto   motivazioni e richieste. LE MOTIVAZIONI DELL’OCCUPAZIONE In seguito alle elaborazioni assembleari di lunedì sera (26 ottobre), partecipate da più di 400   persone, si è giunti alla conclusione che occupare fosse una necessità: «(…) per dare un segnale chiaro alle istituzioni, all’università, al ministero e al governo che noi contiamo, che noi siamo tanti, siamo numerosi e possiamo esprimere una forza, esprimere il potere e pertanto esprimere delle rivendicazioni concrete riguardo alle nostre vite, riguardo decisioni che troppo spesso vengono prese non solo senza la nostra consultazione, ma soprattutto contro di noi.» L’occupazione vuole essere un terreno di rivendicazione politica studentesca, altresì capace   di allargare la mobilitazione oltre l’università e oltre Torino a tutti i settori sociali: «(…) vogliamo che sia anche un progetto di elaborazione politica, di politicizzazione,   per portare all’interno dell’università tematiche troppo spesso ignorate, soprattutto   nelle aule. Vogliamo che l’Accademia sia un luogo in cui quello che studiamo, il   sapere che produciamo, non sia al servizio della guerra, non sia al servizio degli   interessi di pochi, ma che sia qualcosa di funzionale al progresso, al miglioramento e   all’emancipazione della società.» LE RICHIESTE AVANZATE Si richiedono: Al Ministero dell’Università e della Ricerca 1. Studentati PNRR pubblici : attualmente, il 96% dei 33mila posti letto realizzati   con il PNRR sono in mano a privati, con conseguenti prezzi di mercato privati (in   molte città si trovano nella fascia 500-1000€). Si richiede che vengano posti sotto   ente pubblico anche i 27mila posti letto ancora promessi. 2. Fondi alle università erogati non su criteri di premialità ma sul bisogno :   oggi i fondi sono distribuiti sulla premialità della produzione scientifica, creando un   circolo di definanziamento agli atenei in difficoltà. A Edisu ed alla regione Piemonte 3. Medesimi standard di vivibilità in tutte le residenze : anche in quelle fuori   Torino, dove alcuni studenti sono stati trasferiti all’ultimo senza preavviso. Dei 3000   nuovi posti letto molti sono in mano a privati, andando a creare studentati di lusso   (vd. punto 1), riservati di fatto agli studenti più abbienti e preclusi proprio a coloro a   cui il diritto allo studio dovrebbe rivolgersi. 4. Un fondo per il premio di laurea : oggi ricavato da avanzi e da altre erogazioni. 5. Borsa da fuori sede per i rinunciatari al posto letto : presentando il contratto   d’affitto. Oggi chi rifiuta uno studentato scomodo ricade nelle borse di studio da  pendolari, insufficienti. All’Università degli Studi di Torino 6. Stop agli accordi con l’industria bellica : rescissione degli accordi con Leonardo  e Thales Alenia Space; trasparenza e maggiore vigilanza sull’accordo appena firmato   dalla rettrice Prandi con Confindustria. 7. Presa di posizione contro i tagli FFO [1] verso il MUR [2] e la CRUI[3] : attualmente la   spesa in istruzione si aggira attorno al 4% del PIL, con una media europea del 4,9%. 8. Fondi contro il precariato di ricercatori e personale tecnico-amministrativo. 9. Investimenti negli spazi : i tagli di finanziamenti pubblici hanno portato a sedi con   insufficiente numero di aule. Si potrebbe presentare il rischio di introdurre il numero   chiuso in alcuni corsi. 10. Rimborso spese per i tirocinanti curriculari : come al momento avviene per i   tirocini extracurricolari. Al governo Meloni Internalizzare i lavoratori : modifica nel codice degli appalti. L’appalto dell’aula   studio Murazzi, affidato alla multinazionale Sodexo: «si è tradotto in condizioni   lavorative disastrose, straordinari non pagati, diritti non garantiti, licenziamenti   arbitrari», in un ateneo che accusa un buco di bilancio di 62 milioni di euro. Congelamento degli affitti e blocco degli sfratti : a Grugliasco, dove sono in   corso i lavori per la Città delle Scienze , nuovo polo scientifico di UniTo, si denunciano   rincari degli affitti di 100-200€. Si richiedono canoni vincolati a parametri definiti. Ripristino del taglio delle accise di 24 centesimi. Uscire dal riarmo : «vogliamo che il governo Meloni si sottragga dal piano di   Trump del 5% del PIL investito in industria bellica, si sottragga dal piano di riarmo   europeo, e che tutto ciò venga reinvestito sui settori di cui abbiamo parlato.»   (vd.sopra) Dimissioni . «(…) a partire da questa mobilitazione interna al Campus Einaudi, vogliamo lanciare un   appello a tutte le università, agli studenti, ai precari, ai docenti perché si esprimano, perché   blocchino le loro sedi, blocchino le lezioni, facciano occupazioni, si uniscano agli studenti in   lotta – che qui a Torino hanno bloccato più di 30 scuole – si uniscano ai lavoratori anche   verso la convergenza del 30 ottobre, per dare un colpo decisivo a questo governo, mandarlo a   casa, per ottenere finalmente una vita degna per tutti e tutte, al di là di guerra, al di là di   precariato, e per ottenere una vita dignitosa.» VERSO LA MOBILITAZIONE DEL 30 OTTOBRE Oggi (28 ottobre) gli occupanti incontrano la rettrice Prandi e il prorettore Cuniberti. Viene   proposto un ricco calendario di laboratori, formazioni, lezioni alternative con il sostegno di professori del dipartimento, pasti della giornata condivisi, interazioni con diversi collettivi,   workshop e assemblee. Il programma delle giornate è disponibile sui canali social del CPS,   sempre in aggiornamento. Instagram @assemblea.cps Foto Francesco Spina [1] Fondo di Finanziamento Ordinario, principale strumento con cui lo Stato finanzia le università   Italiane [2] Ministero dell’Università e della Ricerca [3] Conferenza dei rettori delle università italiane   Chiara Alabiso
October 28, 2026
Pressenza
Campus Luigi Einaudi occupato: adesso tocca a tutta Italia
In seguito alla assemblea con più di 300 persone tenutasi all’interno del Campus Luigi Einaudi questa sera, come Assemblea universitaria di Torino si dichiara ufficialmente occupata l’intera area del Campus Luigi Einaudi. ¨Oggi lanciamo un appello nazionale a tutto il tessuto sociale del paese: siamo il Vento dei Venti,èora di farci sentire¨ dice Roberta (nome di fantasia) ¨Lottiamo insieme contro carovita, aumento del costo del carburante e contro un piano di riarmo folle e inutile¨ Marco (nome di fantasia) lo dice con entusiasmo durante l’assemblea ¨Come studenti e studentesse abbiamo ascoltato l’appello che ci arriva dalla Francia, dall’Albania, dalla Spagna e da moltissime altre nazioni di Europa dove sta crescendo il movimento sociale. Oggi con un’occupazione di scala storica per la Città di Torino, visto anche che il CLE con i suoi 45.000 metriquadrati nonèmai stato occupato dalla sua costruzione nel 2012, rilanciamo questo appello a tutta Italia a scendere in Piazza e riprendersi le sedi del confronto¨ ¨La risposta del governo Meloni alle imponenti piazze del 17 ottobre e alle manifestazioni degli autotrasportari e degli agricoltori del Sud Italia nonèstata altro se non darci le briciole e aumentare la repressione mandando l’esercito in piazza¨dice Giulia (nome di fantasia) ¨La Meloni e il suo governo vogliono fermarci ma non hanno capito che siamo come il Vento, non saranno i loro decreti sicurezza, la loro repressione o i loro contentini a fermarci.¨ ¨Mentre la nostra università cade a pezzi (basta pensare ai continui disagi a Palazzo Nuovo o alle molteplici infiltrazioni in Palazzina Einaudi e in Main Hall) la rettrice Prandi firma con Confindustria un accordo che prevede anche di sviluppare le tecnologie cosidette Dual Use. Insomma, non solo siamo costretti a studiare in una università con un buco di bilancio da 62 Milioni di Euro con continui tagli alla ricerca ma anzi, i pochi soldi per la ricerca vengono investiti per costruire le armi delle guerre che saremo costretti a combattere¨dice Rosanna (nome di fantasia) Come assemblea degli occupanti   chiediamo: Al Governo chiediamo: * La sottrazione dell’Italia dall’accordo firmato con la NATO nel quale si impegna a raggiungere un investimento pari al 5% del PIL nel comparto della difesa entro il 2035 e la sottrazione dal piano ReArm Europe. * Reinvestimento dei suddetti fondi destinati al bellico in istruzione, ricerca e sanità. * Il ripristino del taglio delle accise sui carburanti di 24,4 centesimi complessivi. * Il congelamento degli affitti, il blocco degli sfratti, l’impossibilità di commutare i contratti di locazione da lungo a breve termine. * La modifica del sistema degli appalti, affinché ci sia una progressiva internalizzazione dell3 lavorator3, a partire dalle università. * Investire nel Fondo di Finanziamento Universitario. Al Ministero dell’Università e della Ricerca chiediamo: * Che il 96% dei 33mila studentati costruiti coi fondi PNRR, attualmente in mano ai privati, vengano posti sotto l’ente pubblico, uscendo dal circuito del mercato immobiliare. Chiediamo inoltre che vengano resi disponibili gli altri 27mila posti letto promessi dal PNRR e non ancora realizzati. * Di cambiare i criteri di premialità nella distribuzione dei finanziamenti all’università. Ad Edisu e alla Regione Piemonte chiediamo: * Che i criteri di vivibilità standard all’interno dei posti letto che Edisu prende in concessione dalle strutture private vengano rispettati. * Lo stanziamento di un fondo specifico per il premio di laurea, che non può venire ricavato da avanzi di altre erogazioni. * Che i rinunciatari al posto letto possano accedere alla borsa di studio da fuori sede caricando il contratto di locazione. All’Università degli Studi di Torino chiediamo: * Che ci sia trasparenza nella vigilanza dell’accordo tra Confindustria e Unito affinché vengano rispettate le clausole di ORA * La rescissione di tutte le collaborazioni e accordi con le aziende belliche (Thales Alenia Space e Leonardo). * Di prendere posizione contro i tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, facendo pressione su MUR e CRUI (Conferenza Rettori Universitari Italiani). * Parte dei fondi ottenuti vengano vincolati alla riduzione del precariato universitario, per l3 ricercator3 e tecnic3-amministrativ3. * Investimenti negli spazi affinché parte dei corsi non diventino a numero chiuso. * Rimborso spese per l3 tirocinanti curriculari. * Di investire i fondi nell’affitto delle aule. Noi la guerra non la paghiamo. Redazione Torino
October 26, 2026
Pressenza