Tag - occupazione

Bologna. Gli studenti occupano la scuola Minghetti
Questa mattina le studentesse e gli studenti del liceo Minghetti, a Bologna, hanno occupato la scuola. Nel comunicato del collettivo scolastico leggiamo che l’iniziativa è stata decisa “dopo una plenaria che ha sancito il consenso degli studenti all’occupazione“. I motivi dichiarati riguardano la contrarietà dei giovani al corso politico del […] L'articolo Bologna. Gli studenti occupano la scuola Minghetti su Contropiano.
April 17, 2026
Contropiano
Roma. Un promemoria sulle vicenda della scuola “8 marzo” a Magliana
Riceviamo e pubblichiamo da alcuni imputati nel processo per la scuola “8 Marzo”. Negli ultimi giorni le cronache romane sono tornate a parlare dell’occupazione della scuola “8 marzo” a Magliana (Roma), in particolare dopo un’iniziativa organizzata dall’Unione Inquilini a difesa delle famiglie che la occupano a cui ha partecipato Ilaria […] L'articolo Roma. Un promemoria sulle vicenda della scuola “8 marzo” a Magliana su Contropiano.
April 9, 2026
Contropiano
Come va ad L38Squat?
“Come va a L38Squat?”TUTT’APPO’ Allx compagnxA chi ci vuole bene A un mese dall’ultimatum di ATER per lo sgombero del sesto ponte rispondiamo pubblicamente alle domande affettuose che riceviamo ogni giorno. Qui a L38Squat stiamo bene, la stanchezza c’è ma l’energia che si è generata con la solidarietà e la vita collettiva è una vera … Leggi tutto "Come va ad L38Squat?"
April 6, 2026
L38Squat
VENERDÌ 3 APRILE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
Nell’appuntamento di venerdì 27 marzo 2026 con la rubrica di Analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli, iniziamo commentando i dati Istat che riguardano il mercato del lavoro italiano. Scendono infatti di 29mila infatti gli occupati sul mese di febbraio. La fotografia dell’ente statisticosi riferisce al report intitolato “Occupati e disoccupati”. Con i nuovi dati, il tasso di disoccupazione sale a febbraio al 6,2%. Abbiamo poi affrontato la proposta di legge patrimoniale portata avanti da varie organizzazioni tra le quali la CGIL e Rifondazione Comunista. La proposta prevede un contributo di solidarietà sui grandi patrimoni e si pone l’obiettivo di redistribuire la ricchezza, ridurre le disuguaglianze, poi finanziare sanità e scuola. Infine la difficile situazione dell’economia globale in seguito all’aggressione israelo-statunitense all’Iran. Mercati finanziari altalenanti nelle ultime settimane, ieri però calo delle borse in seguito alle dichiarazioni di Trump sull’Iran, che non fanno intravedere la fine del conflitto scatenato da Israele e Stati Uniti. In questo quadro il Consiglio dei ministri ha prorogato il taglio delle accise su benzina e diesel fino al prossimo 1° maggio. La puntata di venerdì 3 aprile 2026 della rubrica settimanale di Analisi critica di fatti economici della settimana con il nostro collaboratore Andrea  Fumagalli, docente di Economia politica all’Università di Pavia. Ascolta o scarica
April 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Israele vuole allargare i suoi confini in Libano. Anche la Siria pagherà il suo prezzo
La mappa che pubblichiamo qui sotto, indica piuttosto chiaramente l’obiettivo israeliano di realizzare una vera e propria pulizia etnica nel sud del Libano e spostare i suoi confini a nord. Sicuramente fino al fiume Litani, ma l’occupazione potrebbe estendersi ancora più a nord, fino al fiume Zaharani. Se guardiamo la […] L'articolo Israele vuole allargare i suoi confini in Libano. Anche la Siria pagherà il suo prezzo su Contropiano.
April 1, 2026
Contropiano
Microfoni aperti su autogestione e occupazioni
Un momento a microfoni aperti e di autocoscienza collettiva per discutere di occupazioni e autogestione, centri sociali e esperienze abitative, tutto in diretta dal picchetto antisgombero di L38Squat durante la mattinata di lunedì 30 Marzo.  Con alcuni interventi di diverse esperienze fra cui L38Squat, Ateneo, Acrobax, ZK, La Strada e il collettivo No Porto del Bilancione Occupato, e non solo. Queste alcune delle domande affrontate nel redazionale:  "L’autogestione è la pratica dello spazio occupato o del collettivo che frequenti? È possibile vivere in occupazione a Roma? Chi partecipa alle lotte vive in occupazione? A che età? I centri sociali sono acqua passata come qualcuno diceva? Hanno a che fare con le lotte? Che relazione hanno con la società e con chi abita nei quartieri? Perché i centri sociali vengono minacciati di sgombero?". Con un pensiero rivolto alla Palestra Lupo per lo sgombero di questa mattina, ci rivediamo nelle prossime puntate!  
March 31, 2026
Radio Onda Rossa
Ex Ilva: “Con Flacks e Jindal trattative ghigliottina. Si tutelino i posti di lavoro”
“Appaiono come delle trattative ghigliottina, mirate solo a tagliare il numero dei lavoratori. Sembra una gara a chi lascia a terra più lavoratori”. Intervengono così Francesco Rizzo e Sasha Colautti, Esecutivo Nazionale Usb, a poche ore dalla presentazione di una proposta vincolante da parte di Jindal Steel International a commissari […] L'articolo Ex Ilva: “Con Flacks e Jindal trattative ghigliottina. Si tutelino i posti di lavoro” su Contropiano.
March 24, 2026
Contropiano
Quarticciolo non è un palcoscenico
Oggi il Quarticciolo diventa teatro di una nuova passerella istituzionale. L’assessore alle Periferie Pino Battaglia sarà presente alla visita di Papa Leone XIV alla Parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, in via Manfredonia. Un evento che si preannuncia carico di simboli, fotografie, dichiarazioni solenni. Ma la domanda resta semplice […] L'articolo Quarticciolo non è un palcoscenico su Contropiano.
March 1, 2026
Contropiano
L’ambasciatore USA a Tel Aviv: “Israele ha il diritto di conquistare tutto il Medio Oriente”
La domanda viene posta spesso. E’ Israele al servizio degli Stati Uniti oppure il contrario? L’intervista “strappata” all’ambasciatore Usa a Tel Aviv, Mike Huckabee, sembra sciogliere il quesito in termini quasi paradossali: e Wasington a essere “illuminata” dal nanerottolo che rappresenta l’avanguardia neocoloniale in Medio Oriente. Se non dal punto […] L'articolo L’ambasciatore USA a Tel Aviv: “Israele ha il diritto di conquistare tutto il Medio Oriente” su Contropiano.
February 25, 2026
Contropiano
Torino scende in piazza, ma non per il lavoro
A distanza di due settimane Torino ha mostrato due volti molto diversi di sé. Il 31 gennaio decine di migliaia di persone hanno attraversato la città contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il 14 febbraio circa mille lavoratrici e lavoratori metalmeccanici hanno manifestato per il futuro industriale del territorio e contro la crisi dell’automotive. La sproporzione ha colpito molti osservatori. Com’è possibile che la difesa di uno spazio sociale mobiliti più della difesa del lavoro? La risposta più immediata — disinteresse, superficialità, radicalismo — è anche la meno utile. Non aiuta a capire Torino. E soprattutto non aiuta a capire l’Italia di oggi. Infatti, non è diminuita la capacità di mobilitazione, è cambiato ciò che mobilita. Per oltre un secolo il lavoro industriale è stato la struttura stessa della vita collettiva. La fabbrica non era soltanto produzione: era mobilità sociale, organizzazione del tempo, identità urbana. Scioperare significava difendere non solo il salario ma il futuro. Oggi quella promessa non esiste più. La deindustrializzazione non è solo un processo economico: è diventata un fatto interiorizzato. L’automotive appare un settore in ritirata globale, deciso da catene produttive e centri finanziari lontani dalla città. Anche chi ne subirebbe le conseguenze fatica a immaginare che una manifestazione possa davvero modificarne il destino. Il lavoro resta un valore, ma non è più percepito come terreno politico contendibile. Lo spazio urbano sì. La mobilitazione per Askatasuna ha avuto una forza simbolica immediata: non parlava di scenari economici complessi, ma di presenza dello Stato, libertà di dissenso, possibilità di esistere nella città. Era un conflitto leggibile senza mediazioni tecniche. Non riguardava una categoria, ma un “noi” potenziale, anche per chi non frequenta quel luogo. È una differenza decisiva: il lavoro oggi non unisce perché segmentato — tra occupati, precari, studenti, professionisti — mentre il conflitto simbolico unisce perché riguarda il riconoscimento. Il primo chiede previsione del futuro, il secondo reazione nel presente. La scarsa mobilitazione per il lavoro racconta una città che non crede più che il proprio destino industriale si decida nelle piazze. Non si mobilita per ciò che si pensa perduto, ma per ciò che si ritiene ancora contendibile. La rassegnazione è percepibile proprio nel quartiere simbolo della Fabbrica: Mirafiori. Qui la gente non ha perso solo il lavoro, ma la fiducia nelle grandi istituzioni: la fabbrica, il sindacato, i partiti. È un cambiamento ormai quarantennale. Il 14 febbraio non è stato un giorno qualunque, ma forse il momento in cui la città ha scoperto di abitare già un’altra storia (e non sembra molto bella). Fabrizio Floris
February 17, 2026
Pressenza