Presidio per la Palestina anche a Savona

Pressenza - Tuesday, October 27, 2026

A Savona, dopo il 7 ottobre, un piccolo gruppo di persone ha deciso di manifestare in piazza per la Palestina. Sono stati organizzati un presidio di tre ore e mezza ogni lunedì mattina, giorno di mercato e un presidio di un’ora e mezza ogni venerdì pomeriggio, nella centrale piazza Mameli. Qui alle sei una campana suona 21 rintocchi, come le lettere dell’ alfabeto, in memoria di tutti i caduti di tutte le guerre.

L’età media dei componenti è abbastanza elevata e tutti abbiamo anni di impegno e militanza alle spalle.

L’idea iniziale era di contrastare la nota narrazione mediatica di Israele vittima, degli stupri, delle teste mozzate e di fare conoscere/invitare alla pratica del BDS, in particolare del boicottaggio.

Poi si è creato un gruppo su Whatsapp, subito chiamato Palestina e successivamente 9 aprile 1948 Deir Yassin, il nome di un villaggio i cui abitanti sono tutti stati uccisi, fra cui decine di bambini.

Durante il viaggio della Global Sumud Flotilla verso Gaza abbiamo tenuto sessanta giorni di presidio, a volte anche nutrito, in una tradizionale zona sul mare, di grande passaggio pedonale e veicolare.

Il discorso, con il tempo, si è esteso alla solidarietà con altri Paesi, come ad esempio Cuba, vittime di aggressioni e colonialismi. Oggi si parla anche, sia nei presidi che sul gruppo, della situazione italiana/europea, delle spese/aiuti militari che ci impoveriscono, delle sanzioni che ci si ritorcono contro. Un tema attuale è anche il bivio tra nuovo ordine mondiale o catastrofe.

La presenza al mercato “frutta” tantissimo. Si parla ogni volta con molte persone e migliaia ci vedono. Si è passati dal quasi stupore iniziale a vedere cartelli, a scoprire che si può, che c’è sempre fuoco sotto la cenere, a espressioni di palese, o meno palese simpatia, manifestata anche da molti stranieri di passaggio.

La criticità che riscontriamo è la mancanza di un’organizzazione, un partito contenitore, in cui far confluire il dissenso e la voglia di cambiare. Vedremo.

 

Redazione Italia