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Un segnale forte a favore del giornalismo nonviolento: 223 persone sostengono Pressenza
> Con la fine del mese di marzo – un mese che per Pressenza simboleggia > l’indipendenza finanziaria – la nostra campagna di raccolta fondi di > quest’anno si è conclusa con successo. Grazie a 223 sostenitori provenienti da 21 paesi di quattro continenti, è stato possibile raccogliere un totale di 14.676 euro. I singoli contributi variano da 5 a 500 euro, con una donazione media di circa 70 euro. Questi numeri sono più di semplici statistiche. Rappresentano fiducia, solidarietà e un impegno comune per una forma diversa di giornalismo, incentrato sulla nonviolenza e sulla pace. Proprio in un momento in cui la violenza, la polarizzazione e la disinformazione caratterizzano il dibattito pubblico, diventa chiaro quanto sia importante il nostro lavoro. Ne abbiamo parlato anche nel nostro articolo “Il giornalismo nonviolento è oggi più necessario che mai”. Il sostegno che abbiamo ricevuto nell’ambito della campagna dimostra che molte persone condividono questa visione e sono disposte a contribuire concretamente. Con le donazioni di quest’anno possiamo continuare e sviluppare ulteriormente il nostro lavoro: pubblicazioni multilingue, produzioni giornalistiche e nuove iniziative e progetti in fase di preparazione in tutto il mondo. Pressenza rimane così uno spazio per le voci che si impegnano per la pace, la nonviolenza e la dignità umana. Il nostro più sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno sostenuto questa campagna, sia con una donazione, sia condividendo i nostri contenuti, sia con il loro costante impegno a favore di un giornalismo che non punta sul sensazionalismo, ma sulla comprensione. Anche se la campagna è ormai conclusa, il percorso continua. Chi desidera sostenere Pressenza può farlo in qualsiasi momento: www.pressenza.com/it/donazione/ Pressenza vive grazie alle persone che credono in un futuro di pace e nonviolenza e trovano il modo di resistere alla violenza sia all’interno che all’esterno. Pressenza IPA
April 23, 2026
Pressenza
[Heraklion, Grecia] Rivendicazione dell’attacco contro gli uffici della ANEK Lines, compagnia di navigazione operante nel settore del trasporto passeggeri via mare
> Da La Nemesi, 14.04.2026 I tragici eventi avvenuti nello stabilimento “Violanta” a Trikala e al largo di Chio sono, nel modo più crudele, la prova dello spietato sfruttamento capitalistico da parte dei padroni e della politica omicida e razzista dello Stato greco alle frontiere. Negli ultimi anni, lo Stato greco e i capitalisti greci hanno perseguito una politica di attacco frontale alle classi proletarie del Paese, con conseguenze criminali e letali. Alcuni di questi eventi hanno sconvolto la popolazione e lasciato un segno profondo nella sua coscienza. – Le cinque operaie sono state uccise nello stabilimento Violanta a seguito di una fuga di gas durata mesi e dell’esplosione avvenuta durante il turno di notte. Questo omicidio da parte del padrone riassume e mette in evidenza la situazione che lo Stato e i padroni hanno creato nei luoghi di lavoro. Le misure di prevenzione sono state ignorate per ridurre i costi e aumentare i profitti. Le segnalazioni dei lavoratori sull’odore che aleggiava nell’area e gli interventi sulle condizioni di lavoro effettuati dal Centro di Ispezione del Lavoro di Trikala sono stati ignorati. Nea Dimokratia, con l’approvazione di disegni di legge anti-lavoratori come quello recente sulle 13 ore, arma i padroni che, letteralmente e metaforicamente, giustiziano i lavoratori nei luoghi di lavoro. * Al momento della stesura di questo testo, il “signor Violanta” Konstantinos Tziortziotis ha reso una deposizione di routine e continua a circolare libero, con le mani macchiate del sangue delle cinque lavoratrici. – Il disastro ferroviario di Tempi, con lo scontro tra i treni e la morte di 57 persone, rappresenta ancora oggi una ferita aperta per la società greca, mettendo a nudo lo Stato e il capitale che, sull’altare del profitto, si disinteressano della sicurezza dei trasporti con conseguenze letali. La questione della giustizia rimane ancora oggi al centro del dibattito pubblico. Questo perché i responsabili politici competenti (ministri e governo Nea Dimokratia) e la società a cui lo Stato ha svenduto le ferrovie, Hellenic Train, rimangono impuniti dalla giustizia borghese. Questo dimostra ormai anche ai più ingenui la sua natura di classe e la sua posizione nel sistema politico e sociale del Paese. – Il 5 settembre 2023, nel porto del Pireo, Antonis Kargiotis è stato ucciso dall’equipaggio della nave della ANEK Lines mentre cercava di salire a bordo. In particolare, come è stato successivamente dimostrato, il trentaseienne, nel tentativo di imbarcarsi, è stato respinto con la forza dal primo ufficiale della nave e da un sottufficiale dell’equipaggio, che agivano di concerto con il comandante e l’ufficiale di coperta. Con il tragico risultato che Antonis Kargiotis è caduto in mare annegando tra le acque mosse della prua della nave. Il modo in cui è stato ucciso Antonis ha dimostrato a tutta la Grecia che, per il capitale e i suoi profitti, tutti noi siamo sacrificabili e superflui. Eppure, nello stesso momento in cui la compagnia ANEK Lines (appartenente all’Attica Group) uccide a sangue freddo un uomo che sta per imbarcarsi sulla sua nave, continua ad arricchirsi tutto l’anno grazie ai trasporti sempre più costosi imposti d’intesa con il governo, riceve sovvenzioni ed esenzioni fiscali da quest’ultimo, presenta condizioni di lavoro disumane nei propri locali, con numerosi incidenti sul lavoro e omicidi, come nel caso recente del marinaio ventenne addetto alla pulizia delle macchine, rimasto intrappolato e ucciso dalla porta stagna della nave. È noto, inoltre, il ruolo della compagnia nel trasporto di migranti e rifugiati in condizioni disumane all’interno delle proprie navi. Per concludere, è importante aggiungere un’altra cosa riguardo al tragico evento del 5 settembre del ’23, contrastando le mistificazioni del governo e le menzogne diffuse dai media. Gli assassini di Antonis Kargiotis non erano membri del personale ausiliario né nuovi assunti, ma alti funzionari la cui posizione e il cui ruolo richiedevano di eseguire le politiche omicide dell’azienda. Politiche antisociali e di classe ostili alla base sociale, finalizzate esclusivamente all’aumento dei profitti del gruppo Attica Group. Per tutti questi motivi, noi non dimentichiamo e abbiamo deciso di attaccare e devastare gli uffici della ANEK Lines nel centro di Heraklion nelle prime ore di martedì 10 febbraio. Dedichiamo questa azione ad Antonis, ma anche a tutte quelle persone che vengono schiacciate e uccise dalle maglie dello sfruttamento capitalistico. SCONTRO CON LO STATO E I PADRONI NON ABITUIAMOCI A MORIRE SULL’ALTARE DEI PROFITTI DEI PADRONI 28/02 TUTTI IN PIAZZA Anarchici e anarchiche
[Atene, Grecia] Rivendicazione dell’attacco incendiario contro un veicolo dell’azienda Violanta
> Da La Nemesi, 14.04.2026 All’alba del 31 marzo abbiamo piazzato un ordigno incendiario su un furgone della società Violanta in via Baknana, nel quartiere di Neos Kosmos, come minima risposta agli omicidi delle cinque operaie nella fabbrica della Violanta. La morte delle cinque operaie e il ferimento di altri sette lavoratori, a seguito della violenta esplosione avvenuta nello stabilimento della Violanta a Trikala il 26 gennaio, si aggiunge all’enorme mosaico di omicidi padronali perpetrati dallo Stato e dal capitale. Agapi Bounova, Vasiliki Skampardoni, Elena Katsarou, Stavroula Boukouvala, Anastasia Nasiou sono state assassinate. I loro nomi devono rimanere vivi nella memoria di tutti, in quanto donne della nostra classe che sono state uccise. L’assenza delle misure di sicurezza necessarie, gli orari di lavoro estenuanti e le condizioni di lavoro disumane non sono casi isolati, ma rappresentano la realtà che i padroni consapevolmente mantengono. Ogni volta, con l’aiuto dei portavoce dello Stato, si negano le responsabilità attribuendo definizioni come “errore umano” o “incidente sfortunato” per nascondere la vera natura degli eventi. Questi sono omicidi sul lavoro e i padroni devono essere trattati come assassini. Non devono ricevere il sostegno dei lavoratori, come abbiamo dovuto con dispiacere e rabbia constatare da parte di un gruppo di lavoratori che si è radunato fuori dai tribunali. La vita umana viene sminuita e diventa sacrificabile sull’altare del profitto e degli interessi aziendali. Il tentativo di riabilitare Tziortziotis, proprietario della Violanta, è iniziato fin dal primo momento. Tuttavia, ha raggiunto il culmine appena due mesi dopo l’omicidio delle lavoratrici, quando la Violanta ha partecipato indisturbata a una delle più grandi fiere alimentari in Grecia, la FOOD EXPO, dove ha venduto e pubblicizzato i suoi prodotti macchiati di sangue. Proprio mentre lo Stato scagiona ogni padrone assassino, insabbia i propri omicidi e uno scandalo dopo l’altro viene alla luce, l’apparato repressivo mostra i denti. Criminalizza le relazioni di solidarietà, imprigiona e sfoga la sua vendetta contro chi sceglie di opporsi attivamente alla violenza del potere con ogni mezzo, etichettandolo come terrorista. Per noi, però, il terrorismo è la violenza che viviamo ogni giorno. La realtà dello sfruttamento, della miseria, della schiavitù salariale, del patriarcato, del razzismo, delle frontiere e delle carceri. I veri terroristi, però, sono lo Stato e il capitale. Sono loro a uccidere i migranti nell’Egeo, a rinchiuderli nei centri di detenzione e a relegarli ai margini della società. Sono loro i responsabili dell’enorme lista di omicidi di lavoratori. Sono loro che si arricchiscono grazie all’industria bellica e partecipano al genocidio della Palestina. Sono loro a condurre la popolazione verso una povertà sempre più grave. Infine, sull’altare del superprofitto, saccheggiano e distruggono la natura. Con questa azione intendiamo, in una certa misura, restituire la violenza dei potenti che affrontiamo quotidianamente, ponendo in primo piano il principio della controviolenza come mezzo necessario per la rottura con l’esistente, ma anche come minimo segno di solidarietà verso i compagni anarchici in carcere per il caso Ampelokipoi. La difesa della memoria rivoluzionaria dei compagni anarchici italiani Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, morti in seguito all’esplosione di un ordigno artigianale, del guerrigliero anarchico Kyriakos Xymitiris, morto in circostanze analoghe, e di tutto ciò per cui hanno lottato fino alla fine è fondamentale. Dobbiamo mantenere vivi i principi rivoluzionari dei nostri compagni, perché solo così potremo mantenere viva la loro memoria. Il loro sguardo ardente ci accompagna in ogni momento di azione diretta. Sara e Sandro, vivrete per sempre nei nostri cuori; ci ritroveremo insieme sulle strade infuocate. Kyriakos Xymitiris, uno di noi, nostro compagno per sempre sulle strade infuocate. Non dimentichiamo la memoria di Snizana Paraskevaidou, caduta in azione durante un attacco a un obiettivo capitalista, la Banca Nazionale, a Salonicco. Libertà per i compagni in carcere per il caso Ampelokipoi. Αναρχικός Πυρήνας “Φαντασία Αισιοδοξία Ρίσκο” [Gruppo Anarchico “Fantasia, Ottimismo, Rischio”]
Ogni guerra moderna inizia in un laboratorio
> Riceviamo per mail anonima e pubblichiamo La notte tra il 7 e l’ 8 aprile 6 ordigni incendiari sono stati posizionati su 4 mezzi pesanti e sulle centraline di due gru all’interno del cantiere per la costruzione di un tecno-polo dell’istituto di studi superiori Sant’Anna. Non è possibile conoscere gli effettivi danni causati vista la totale ignoranza da parte dei media a riguardo, certo danni ci sono stati potendo vedere le colonne di fumo ergersi in lontananza. Libertà per Alfredo Cospito e per tutti i prigionieri della guerra sociale.
MESTRE: IN PIAZZA CONTRO IL 41BIS
Diffondiamo: Sabato 2 maggio alle ore 17 in piazzetta coin a Mestre (Venezia) per insistere ancora contro la tortura di Stato e le sue carceri di guerra. Al fianco di Alfredo con Sara e Sandro nel cuore. Entro il prossimo 4 maggio il ministro della giustizia deciderà sul rinnovo del “carcere duro” per Alfredo Cospito, … Leggi tutto "MESTRE: IN PIAZZA CONTRO IL 41BIS"
April 22, 2026
Brughiere
DUE RIGHE CON GLI OCCHI RIVOLTI ALLE STELLE
Diffondiamo: viscida e vorace è la mano dello stato con un morso violenta e veloce vorrei ucciderla Dopo un mese Sara e Sandro sono ancora nei nostri pensieri. Giorno dopo giorno brucia sempre più! Alimenta un fuoco che ci porterà sempre più, dalla parte di chi mette in gioco il proprio corpo nella lotta alla … Leggi tutto "DUE RIGHE CON GLI OCCHI RIVOLTI ALLE STELLE"
April 22, 2026
Brughiere
FIRENZE: CORTEO AL CARCERE MINORILE [25 APRILE]
Diffondiamo ❗❗❗PARTENZA DEL CORTEO SPOSTATA IN PIAZZA DEL CARMINE❗❗❗ Il 25 aprile 1945 ci liberavamo dal fascismo. Eppure come sappiamo il fascismo non ci ha mai lasciatǝ. Italianità, securitarismo e criminalizzazione è il mantra di questo governo fascista (che peraltro prosegue sul tracciato dei precedenti). Mentre il mondo capitalista sprofonda nella crisi perpetua e nelle … Leggi tutto "FIRENZE: CORTEO AL CARCERE MINORILE [25 APRILE]"
April 21, 2026
Brughiere
AGGIORNAMENTI OPERAZIONE CITY
Diffondiamo Si è concluso il 16 aprile 2026 il primo grado di uno dei due “tronconi” dell’operazione city, relativo al corteo del 4 Marzo 2023 in solidarietà con Alfredo Cospito da mesi in sciopero della fame contro 41 bis ed ergastolo ostativo. In quella giornata migliaia di compagne/i e solidali sfilarono nel centro di Torino … Leggi tutto "AGGIORNAMENTI OPERAZIONE CITY"
April 21, 2026
Brughiere