#stopthegenocideingaza🇵🇸 USA-#Leonardo-#Israele: nuovi sistemi di
intercettazione droni
di Antonio Mazzeo
Sono fabbricati dall’azienda israeliana Axon Vision e dalla Leonardo DRS,
società controllata dall’holding industriale italiana con quartier generale in
Virginia
Nuovi sistemi di intercettazione anti-drone per le forze armate degli Stati
Uniti
d’America.https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/01/usa-leonardo-israele-nuovi-sistemi-di.html
Tag - israele
La montatura contro i palestinesi arrestati in Italia perde pezzi
L’inchiesta contro Mohammed Hannoun e i palestinesi dell’Associazione
Palestinesi in Italia e dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo
Palestinese sta perdendo i primi pezzi. Ieri a Genova si è riunito il Tribunale
del Riesame ed ha posto in libertà tre dei palestinesi arrestati alla fine di
dicembre ma ne […]
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Contropiano.
Il liberticida Ddl Delrio verso la “discussione”. Ma antisionismo non è antisemitismo
L’avvio dell’esame in Commissione Affari costituzionali del Senato del Disegno
di legge cosiddetto “contro l’antisemitismo”, segna un momento politicamente
inquietante in un contesto mediatico e istituzionale di crescente demonizzazione
e criminalizzazione dei movimenti di solidarietà con il popolo palestinese. Il
provvedimento, che vede come prima firma il senatore del Pd […]
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è antisemitismo su Contropiano.
GENOVA: SCARCERATI TRE CITTADINI PALESTINESI, IN ATTESA DELLE MOTIVAZIONI MOHAMMED HANNOUN RESTA IN CARCERE
Si incrina il castello accusatorio che a fine dicembre ha portato in carcere
nove cittadini palestinesi, accusati di finanziare Hamas, sulla base di “prove”
fornite dai servizi segreti israeliani, raccolte durante il genocidio in corso a
Gaza dall’ottobre 2023.
Per gli avvocati “dal dispositivo emerge una chiara vittoria sul piano dei
principi. Pare che il Tribunale abbia escluso l’utilizzabilità della cosiddetta
‘battlefield evidence’ israeliana. È un risultato importante: viene affermato
che la giustizia non può essere usata come strumento di guerra. La lotta al
terrorismo va combattuta con le regole, non con scorciatoie. Sul resto
attendiamo le motivazioni, ricordando che vale per tutti la presunzione di
innocenza”. La difesa continuerà “a vigilare con rigorosa attenzione critica su
ogni tentativo di piegare il diritto a logiche militari, riservandosi ogni
ulteriore valutazione dopo il deposito delle motivazioni”, tra 30 giorni:
probabile che, poi, arrivi il ricorso anche in Cassazione.
Al momento, comunque, 3 delle 7 misure carcerarie eseguite (altre due persone
invece si trovano da tempo all’estero) sono state annullate. Resta invece in
carcere – e in isolamento – Mohammad Hannoun, architetto di 64 anni – ben 42 dei
quali trascorsi a Genova – fondatore e portavoce dell’Associazione Palestinesi
d’Italia.
Il commento di uno degli avvocati difensori, il penalista Nicola Canestrini.
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Il commento del difensore di Mohammad Hannoun, l’avvocato Fabio Sommovigo.
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PALESTINA: TRUMP ANNUNCIA I MEMBRI DEL CONSIGLIO DELLA PACE. “GAZA COME ESPERIMENTO GLOBALE, AI PALESTINESI NEGATA L’AUTODETERMINAZIONE”
Mentre a Gaza non si ferma l’aggressione israeliana, l’amministrazione Trump
annuncia i membri del cosiddetto “Consiglio della Pace”, una élite straniera di
affaristi che nega l’autodeterminazione palestinese.
Il Consiglio si articola in due livelli: uno riservato a leader mondiali
disposti a versare un contributo di un miliardo di dollari per l’adesione
permanente, e uno operativo, il comitato esecutivo, già dominato da figure
vicine agli interessi israeliani come Marco Rubio; l’inviato di Trump Steve
Witkoff; Jared Kushner, genero e consigliere fidato del presidente Usa; e figure
di spicco della finanza internazionale e amici del tycoon come Marc Rowan, Ajay
Banga e Robert Gabriel. In questo quadro, la governance palestinese viene
ridotta a un comitato tecnico con competenze puramente amministrative, privo di
reale autonomia politica e sottoposto al veto costante degli organismi
superiori.
“Ai palestinesi – sottolinea ai microfoni di Radio Onda d’Urto Michele Giorgio,
direttore di Pagine Esteri e corrispondente da Gerusalemme per il Manifesto –
viene negato il diritto di governarsi davvero”.
Tra i numerosi paesi coinvolti figurano Italia, India, Brasile, Turchia, Canada,
Albania, Argentina, Cipro, Egitto, Giordania, Ungheria, Romania, Paraguay e
Pakistan.
Sul fronte della ricostruzione, l’annunciato finanziamento miliardario viene
presentato come un aiuto per una Gaza devastata da due anni di genocidio, ma le
ambiguità restano profonde. Accanto ai discorsi ufficiali sulla rinascita della
Striscia, riemerge l’idea, mai realmente abbandonata, di una “emigrazione
volontaria” dei palestinesi.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi di Michele Giorgio, direttore di
Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro
collaboratore. Ascolta o scarica.
Bologna: il cda dell’Università vuole riprendere gli accordi con Israele
Pochi giorni fa è circolato in Unibo un documento relativo ad un’istruttoria del
CdA dell’Ateneo con una proposta di delibera volta a neutralizzare le già
limitate potenzialità della delibera del 23/09/2025 in materia di rescissione di
accordi con università, aziende ed enti israeliani. La delibera approvata in
autunno, durante le […]
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Israele su Contropiano.
SIRIA: ROJAVA SOTTO ATTACCO. JACOPO BINDI: “È UNO SCONTRO POLITICO TRA OPZIONI DIVERSE PER IL MEDIO ORIENTE”
In Siria l’offensiva su larga scala delle milizie jihadiste di Damasco minaccia
l’autogoverno del confederalismo democratico nel nord-est del Paese. Quello
appena trascorso è stato un fine settimana di durissimi scontri su tutta la
linea di contatto tra le Forze siriane democratiche – l’esercito rivoluzionario
del Rojava – e le truppe del governo di transizione di Al-Jolani/Al-Sharaa.
“Questa guerra ci è stata imposta. È stata pianificata da molte forze”, ha
dichiarato la sera di domenica 18 gennaio Mazloum Abdi, il comandante in capo
delle Sdf. Il riferimento è all’evidente intesa tra i sostenitori di Damasco –
dagli Usa alla Turchia, dagli stati dell’Ue a Israele – per dare il via libera
alle milizie filoturche e liquidare l’Amministrazione autonoma democratica della
Siria del nord-est.
Dopo l’avanzata, i bombardamenti indiscriminati sui civili, i massacri e le
torture nei quartieri a maggioranza curda di Aleppo tra il 6 e l’11 gennaio, le
milizie salafite di Damasco hanno ammassato per giorni uomini e mezzi su vari
punti del confine tra i territori controllati dal governo autoproclamato e
quelli dell’Amministrazione autonoma settentrionale e orientale. Nel fine
settimana è iniziata l’escalation.
Sabato 17 gennaio, i miliziani dell’esercito siriano hanno teso un’imboscata
alla colonna delle Forze siriane democratiche che abbandonava la città di Deir
Hafer, a ovest del fiume Eufrate, come concordato per raggiungere un cessate il
fuoco. Contemporaneamente, decine di migliaia di uomini delle milizie hanno
attaccato le città a maggioranza araba di Tabqa, Raqqa e Deirezzor, entrate a
far parte dell’Amministrazione autonoma tra il 2017 e il 2019 nell’ambito della
guerra di liberazione dall’occupazione degli jihadisti di Isis.
Dopo ore di combattimenti intensi – con pesanti perdite per le Forze siriane
democratiche ma anche per l’esercito di Damasco – le forze di autodifesa del
Rojava hanno lasciato Tabqa, Deirezzor e una parte del territorio di Raqqa per,
ha spiegato Mazloum Abdi, “evitare la guerra civile, con ulteriori uccisioni, in
particolare tra i civili, fermare le morti prive di senso e un conflitto i cui
esiti non sarebbero stati positivi”. Proprio dall’area di Raqqa ancora sotto il
controllo dell’Amministrazione autonoma, la mattina di lunedì 19 gennaio le
Forze siriane democratiche e le Ypj (le Unità di protezione delle donne) hanno
riferito di attacchi delle milizie governative alle postazioni di guardia della
prigione di al-Aqtan, dove sono detenuti miliziani jihadisti dell’organizzazione
Isis.
Grazie al riposizionamento delle Sdf è stato raggiunto un accordo di cessate il
fuoco. Da qui, il presidente siriano Al Sharaa ha annunciato la firma di un
accordo per l’integrazione delle Forze siriane democratiche non come
battaglioni, ma come singoli combattenti, oltre all’acquisizione del controllo,
da parte di Damasco, sulle istituzioni del nord-est, sulle risorse idriche e
petrolifere, sui confini.
Nessuna conferma, sui termini dell’accordo, dall’Amministrazione autonoma.
Sempre Mazloum Abdi ha chiarito ieri sera che si recherà oggi a Damasco proprio
per discutere le condizioni del cessate il fuoco e dell’integrazione nello stato
siriano. “Questa è una lotta a lungo termine – ha aggiunto Abdi – credo che il
nostro popolo, la nostra organizzazione e i nostri compagni vinceranno questa
guerra e questa sfida, proprio come hanno trionfato in altre negli ultimi 14
anni”. Gli fa eco l’Unione delle Comunità del Kurdistan, organizzazione ombrello
del confederalismo democratico: “Lo spirito della resistenza di Kobane deve
sollevarsi!”
“Quanto sta accadendo in Siria è un tentativo di sabotare il processo per la
pace e una società democratica”, ha commentato dall’isola-carcere di Imrali, in
Turchia, il leader e cofondatore del Pkk Abdullah Öcalan, raggiunto domenica 18
gennaio da una delegazione di parlamentari del Partito Dem.
“L’esistenza stessa dell’Amministrazione autonoma democratica della Siria del
nord-est, un’opzione politica fondata sull’autogoverno, su idee di libertà e
socialiste, che cerca di proporsi come un’alternativa per tutti i popoli della
regione superando le divisioni storiche imposte dalle potenze coloniali, è un
problema molto grosso per gli interessi delle potenze capitaliste – globali e
regionali – rappresentati invece dal governo di transizione siriano di
Al-Sharaa“, commenta Jacopo Bindi, dell’Accademia della modernità democratica,
ai microfoni di Radio Onda d’Urto.
Sul piano della solidarietà internazionale, Rise up 4 Rojava chiama alla
mobilitazione, non soltanto a supporto della resistenza nella Siria del
nord-est, ma per colpire, con azioni e manifestazioni, tutto l’apparato,
militare, politico, informativo, della guerra globale voluta dalle potenze
imperialiste e coloniali per i loro interessi.
Gli aggiornamenti e l’analisi su Radio Onda d’Urto di Jacopo Bindi,
dell’Accademia della modernità democratica. Ascolta o scarica.
Il popolo curdo sotto sterminio, nel silenzio complice dell’Occidente
Quartieri rasi al suolo, popolazioni espulse, democrazia distrutta: il genocidio
curdo avanza nel silenzio internazionale Quello che è accaduto ad Aleppo tra il
6 e l’11 gennaio non è un …
#stopthegenocideingaza🇵🇸 USA-#Israele: nuovi sistemi di intercettazione #droni
Sono fabbricati dall’azienda israeliana Axon Vision e dalla #Leonardo DRS,
società controllata dall’holding industriale italiana con quartier generale in
Virginia
https://www.africa-express.info/2026/01/18/usa-israele-nuovi-sistemi-di-intercettazione-droni/
Israele blocca anche il “capo” del governo tecnico palestinese per Gaza
Niente può esser peggio di Israele e del suprematismo sionista. Sapete ormai
tutti che si è appena installato, per volontà di Sua Maestà Trump, «il miglior
amico che Israele abbia mai avuto», il «governo tecnico» incaricato di
amministrare la Striscia di Gaza sotto la supervisione del Board of Peace
presieduto […]
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