Se tredici uccisi in un giorno non fanno notizia…Elezioni in Palestina
Oggi, sabato, i palestinesi si recano alle urne per eleggere i propri
rappresentanti nei consigli locali, in elezioni che interessano 183 dei 420
consigli comunali della Cisgiordania, oltre al comune di Deir al-Balah nella
Striscia di Gaza.
Circa 1,04 milioni di elettori (il 67% degli aventi diritto al voto) sono
chiamati a partecipare a queste elezioni.
Le elezioni si svolgono secondo una nuova legge approvata nel novembre 2025, che
adotta un sistema di rappresentanza proporzionale (lista aperta) nei consigli
comunali e un sistema maggioritario (candidatura individuale) nei consigli di
villaggio.
Possono candidarsi soltanto i partiti o coalizioni che riconoscono il programma
dell’OLP, quindi sono esclusi candidati e liste collegate a Hamas e Jihad
islamica.
Se 13 uccisi in un giorno non fanno notizia, dov’è la libertà di informazione?
Ieri, venerdì, due palestinesi sono stati uccisi e altri feriti in un raid aereo
israeliano a nord di Gaza città.
I nostri contatti hanno riferito che droni israeliani hanno preso di mira un
gruppo di palestinesi vicino all’incrocio di Bahloul, nel quartiere di Sheikh
Radwan, uccidendone due e ferendone altri.
Un altro palestinese è stato ucciso da un bombardamento israeliano vicino
all’ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia.
Nel frattempo, l’artiglieria israeliana ha bombardato diverse aree a est di Khan
Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, e alcune zone a est di Gaza città.
Droni hanno attaccato con missili i campi di sfollati a Mawassi.
L’artiglieria navale ha bombardato la spiaggia di Gaza, ferendo un pescatore che
si accingeva ad entrare in mare, per guadagnarsi la giornata.
La bambina Duaa Raheem è morta stamattina in ospedale, dopo essere stata ferita
gravemente, ieri, in un bombardamento israeliano su Deir Balah.
Il numero delle vittime dell’aggressione israeliana a Gaza è stato, ieri, di 13
civili uccisi.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Cisgiordania
Ieri sera, le forze di occupazione israeliane hanno preso d’assalto la città di
Tuqu’, a sud-est di Betlemme. Distruzioni e rastrellamenti per tutta la notte.
Le città e villaggi palestinesi invasi dalle truppe di occupazione sono stati
ieri 38.
Coloni ebrei israeliani hanno incendiato due veicoli in seguito a un attacco
contro abitazioni palestinesi nel villaggio di Qusra, a sud di Nablus.
Un attivista ci ha riferito che un gruppo di coloni ha attaccato alcune case
nella parte meridionale del villaggio, provocando la reazione dei residenti e
dando luogo a scontri nella zona. A protezione degli aggressori sono intervenuti
i militari, che hanno sparato lacrimogeni e pallottole da guerra, per disperdere
la folla di palestinesi. I coloni nella loro ritirata hanno incendiato pollai e
serre agricole.
Libano
Il Ministero della Salute libanese ha annunciato che sei persone sono rimaste
uccise venerdì in seguito a raid aerei israeliani nel sud del Paese, nonostante
fosse in vigore un cessate il fuoco.
Le operazioni militari israeliane proseguono sia con bombardamenti e movimenti
di truppe di terra, sia con la demolizione delle case con bulldozer e dinamite.
Il ricercato per crimini di guerra, Netanyahu, ha affermato che l’accordo di
cessate il fuoco permette di continuare le operazioni militari in caso i soldati
siano messi in condizioni di pericolo.
Il numero totale delle vittime, dal 2 marzo, è salito a 2497 persone uccise.
È un finto cessate-il-fuoco. Per la stessa ammissione del ministro della guerra
israeliano Katz, “noi siamo lì per restarci. Sotto il Litany non saranno ammessi
ritorni di sfollati. Per questo abbiamo distrutto i ponti sul fiume”.
ANBAMED