
No Meloni day a Torino
Pressenza - Saturday, October 17, 2026Migliaia di studenti hanno partecipato al corteo studentesco di Torino a cui si è unito il corteo organizzato da Fridays for future; la manifestazione, a carattere nazionale, ha chiuso una settimana in cui diversi istituti superiori torinesi sono stati occupati. Gli istituti occupati erano presenti nel corteo con i loro striscioni.
Durante il corteo ci sono stati dei momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine che sono stati mitigati dall’intervento di un cordone di professori e genitori: frapponendosi con i loro corpi fra studenti e la polizia sull’esempio francese hanno ridotto sensibilmente i danni che un generoso utilizzo di idranti e manganelli avrebbe potuto provocare.
Le richieste degli studenti di potenziare lo stato sociale (soprattutto la scuola, ma anche la sanità pubblica) piuttosto che bruciare risorse nel riarmo sono condivisibili, soprattutto perché vengono da una generazione che vede davanti a sé lo spettro di diventare carne da cannone, una prospettiva che mancava all’orizzonte da alcuni decenni.
Condivisibile anche l’attenzione per il genocidio palestinese da parte di una generazione cresciuta con il mito della giustizia internazionale ed una prospettiva mondialista che mal sopporta il doppio standard nelle relazioni tra popoli e nazioni.
Solo qualche anno fa, i coetanei delle ragazze e dei ragazzi di oggi hanno riempito le piazze per promuovere la giustizia climatica, con forza e metodi nonviolenti, in movimenti poco ascoltati che hanno perso in parte la speranza di poter cambiare qualcosa; quando la speranza comincia a mancare cresce la rabbia e lo scontro diviene più duro.
Quello che non è comprensibile è l’astio e l’odio nei confronti di questi ragazzi e ragazze da parte di alcuni media che puntano gli obiettivi sugli estintori e sui piccoli gruppi di incappucciati piuttosto che sulle altre migliaia che hanno messo in gioco la propria fantasia rischiando conseguenze civili e penali nelle occupazioni delle scuole, mossi da un elementare senso di giustizia sociale; ci vuole coraggio per intraprendere queste azioni considerando che gli ultimi decreti sicurezza sembrano fatti apposta per trasformare qualsiasi protesta in un problema di ordine pubblico.
In questo coraggio rinasce quella speranza che rende possibile immaginare un altro mondo possibile e necessario.
Foto Daniele Mancuso
Idranti in piazza Castello
Il cordone a difesa degli studenti