Ora e sempre R-Esistenze. Al via il Festival della nonviolenza e della resistenza civile

Pressenza - Tuesday, October 6, 2026

L’evento iniziale di Eirenefest Torino|Festival della Nonviolenza e della Resistenza Civile, VIII edizione 2026 si è svolto venerdì due ottobre presso la Sala Poli del Centro Studi Sereno Regis a partire dalle ore 1730.

Alla tavola rotonda Ora e sempre R-esistenze, coordinata da Alessandra Algostino (costituzionalista, Università di Torino, Volere la luna) sono intervenuti Carlo Mezzalama (Fridays For Future), Claudio Borsello (Ultima Generazione), Riccardo Olivieri (Metamorfosi pedagogiche), Luca Mastrosimone (sociologo, Università di Torino) ed Eleonora Priori (ricercatrice precaria).

Alessandra Algostino parte dalla centralità della violenza nel panorama internazionale a tutti i livelli; a partire dai conflitti attivi in cui la violenza è manifesta per arrivare al concetto di pace attraverso la forza centrale nell’impostazione strategica attuale dell’Unione Europea. Questa impostazione si ripercuote a cascata in tutti i contesti sociopolitici attraverso la militarizzazione delle democrazie e delle società, democrazie che diventano “campi di battaglia” per vincere il potere secondo una strabordante logica di guerra.

Questa impostazione compatta i popoli ed espelle violentemente i divergenti; solo per citare alcuni esempi: guerra ai migranti, esternalizzazione delle frontiere, necropolitica, esercizio della sovranità che produce morte, guerra sperimentata verso i poveri, DIASPO urbano, criminalizzazione della solidarietà, negazione del diritto alla casa, guerra contro il dissenso, violenza contro la natura, violenza economica, sociale, politica, coloniale (es Palestina e migranti), l’uso del diritto come strumento di coercizione.

Questo processo si può datare all’inizio di questo millennio con un punto di accelerazione nel 2001 (in Italia con la repressione di Genova 2001, nel mondo con la guerra al terrorismo).

Occorre tornare ad altre parole, ridefinire i limiti del potere economico e politico; a questo scopo sono fondamentali azioni resistenza a tutti i livelli per invertire il processo.

Coniugare le forma di resistenza nei diversi campi di azione diventa il filo conduttore per gli interventi degli altri relatori.

Carlo Mezzalama racconta che Friday for Future nasce nel 2019 per evidenziare la crisi climatica in quanto urgenza che impone la necessità di agire; il limite di aumento delle temperature di 1.5 gradi fissato negli accordi di Parigi per il 2030 è stato superato, sostituire le sorgenti fossili è sempre più urgente, ma chi si oppone a questa necessità è forte e potente.

In questa azione sono fondamentali due principi guida: la nonviolenza come approccio strategico, perché occorre mettere in difficoltà il sistema fossile sfruttando le sue debolezze e la forza non è una di queste, ed un’abitudine al conflitto, sfruttando tutte le situazioni conflittuali che il sistema genera.

Claudio Borsello descrive le attività di Ultima Generazione attraverso tra parole chiave: nonviolenza, repressione, resistenza.

Nell’azione sociale la nonviolenza paga, soprattutto se accompagnata da una formazione specifica per affrontare le situazioni di tensione che le azioni di disobbedienza civile (blocchi stradali, azioni dimostrative ecc.) possono provocare.

La repressione è selettiva in base alle caratteristiche dei singoli attivisti (età, condizione sociale, contesto); alcuni reati, come il blocco stradale, sono stati reintrodotti per contrastare queste forme di disobbedienza civile. Non sempre però le nuove regole sono applicabili a livello giudiziario: su 100 processi a carico di attivisti di Ultima Generazione ci sono state 80 assoluzioni e due condanne.

I nuovi decreti sicurezza ci hanno costretto a cambiare le forme di azione e lanciare campagne contro le banche armate e l’industria bellica che è nella sua totalità il quarto produttore mondiale di CO2.

Un’altra strategia è quella di costruire comunità locali formate e la formazione di organizzatori.

Riccardo Olivieri porta due esempi di progetti resistenti dal basso, il collettivo informale Metamorfosi Pedagogiche, nato nel maggio 2026 all’interno del festival Altri Mondi, altri modi e l’impianto Sportivo autogestito Regaldi a Barriera di Milano.

Il collettivo Metamorfosi Pedagogiche nasce dal desiderio di un gruppo di insegnanti di pensare una scuola che non sia un progettificio a partire da una domanda semplice: cos’è il benessere a scuola? Per rispondere a questa domanda e sognare una scuola differente bisogna uscire dalle aule ed attivare una comunità educante orizzontale in cui i ragazzi abbiano un ruolo attivo.

L’impianto sportivo autogestito Regaldi a Barriera di Milano, quartiere complesso di Torino, consente di fare attività sportiva a basso costo costruendo, attraverso lo sport, relazioni possibili tra culture diverse; Olivieri cita l’esempio dell’almanacco Popolarissimo che raccoglie le squadre di calcio popolari che si riconoscono in una approccio antirazzista, antisessista ed antifascista; il successo dell’almanacco è stato così oltre le aspettative che è stato necessario definire una seconda edizione per includere le squadre escluse nella prima edizione.

Nel suo intervento Olivieri racconta anche delle conseguenze dello sgombero del centro sociale Askatasuna e della militarizzazione del quartiere Vanchiglia, soffermandosi su alcuni aspetti surreali: ad esempio sull’operazione di polizia spropositata per sgomberare sei ragazzi e due gatti e sulle reazioni scomposte all’articolo Vanchiglia come Belfast apparso sul Guardian qualche mese fa; senza dimenticare la risposta oceanica allo sgombero vista nei cortei di dicembre e gennaio che hanno riunito un attivismo carsico imprevedibile ed imprevisto come era già successo nelle manifestazioni di ottobre per la Palestina.

Luca Mastro Simone si chiede come un sociologo possa intervenire sul tema delle r-esistenze e se lo chiedono quotidianamente i colleghi del suo gruppo di lavoro coordinato dal professor Dario Padoan che studiano nello specifico le questioni legate a guerra e cambiamento climatico.

Nel 2025 abbiamo raggiunto il record di spesa militare mondiale di 2887 miliardi di dollari con un incremento del 41% negli ultimi dieci anni, incremento trainato soprattutto dall’Europa che ha aumentato la propria spesa del 104% nello stesso periodo raggiungendo gli 860 miliardi di dollari, cifra molto vicina a quanto speso dagli Stati Uniti. Queste cifre, che sono inimmaginabili, incidono nella nostra vita quotidiana e lo vediamo nelle nostre ricerche sul campo.

Il legame tra guerra ed ecologia è piuttosto stretto tanto che alcuni autori parlano di ecologia di guerra parallelamente all’economia di guerra come presupposto per rendere possibile le guerre vere e proprie.

Eleonora Priori, ricercatrice precaria, considera l’Università uno spazio da difendere perché crea anticorpi per r-esistere a tutte le brutture di cui si è parlato.  Due anni fa è nata l’Assemblea Precaria Universitaria come reazione al taglio dei fondi per l’università del 15% con una perdita di più di 20.000 posizioni (mille a Torino) e questi fondi sono stati spostati al riarmo, a dimostrazione ulteriore del legame tra destrutturazione del welfare ed aumento delle spese militari.

L’assemblea nasce anche per opporsi all’atomizzazione e alla competizione esasperata dell’ambiente universitario e si avvale di tre pratiche di operative:

·         Definire un’idea di sciopero adatto all’ambiente universitario

·         Costruire un osservatorio sulla precarietà, recuperando ed organizzando i dati

·         Organizzare l’evento L’università che vogliamo il 15 ottobre prossimo

Eirenefest Torino – Festival della Nonviolenza e della Resistenza Civile è una delle iniziative della quarta edizione della Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza.

Gli interventi dei vari relatori sono stati molto sintetizzati per esigenze editoriali. Si invita a vedere il video della conferenza per una descrizione più dettagliata.

Giorgio Mancuso