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Da 56 Paesi a Perugia: i colori della pace attraversano il mondo
NELLA MOSTRA “COLORS FOR PEACE”, IN ESPOSIZIONE ALLA BIBLIOTECA SAN MATTEO DEGLI ARMENI NELL’AMBITO DELLA 4ª MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA, I DISEGNI DEI BAMBINI METTONO IN RELAZIONE CULTURE DIFFERENTI E TERRITORI DIVERSI. Cinquantasei Paesi sono arrivati a Perugia attraverso i disegni dei loro bambini. Ci sono disegni dall’Africa, con Algeria, Angola, Ciad, Congo-Brazzaville, Liberia, Namibia, Nigeria, Ruanda, Senegal, Sudafrica, São Tomé e Príncipe e Tanzania, e dall’Asia, dalle Americhe, dall’Europa e dall’Oceania. Nell’elenco compaiono, tra gli altri, Afghanistan, Australia, Brasile, Cina, Costa Rica, Iran, Giappone, Ucraina, Stati Uniti e Vanuatu. Non è soltanto una geografia. È una pluralità di sguardi che si incontrano a Perugia attraverso un linguaggio che non ha bisogno di traduzioni: quello dell’arte. È questo il primo dato che colpisce entrando nella mostra “Colors for Peace – I colori della pace dei bambini del mondo“, inaugurata il 21 settembre alla Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni nell’ambito della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Al vernissage sono intervenuti Lucia Maddoli, consigliera comunale con delega alla Pace, Alberto Stella della Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, Elisa Delvecchio dell’Università degli Studi di Perugia, Tiziana Volta, coordinatrice italiana della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, e Renza Mazzetti, curatrice dell’allestimento che presenta in mostra una serie di disegni realizzati da bambine e bambini di tutto il mondo collezionati attraverso il progetto internazionale Colors for Peace, che utilizza l’arte infantile per promuovere la cultura della pace e della nonviolenza. La scelta della Biblioteca San Matteo degli Armeni non è casuale. Il luogo è profondamente legato alla figura di Aldo Capitini e alla cultura della nonviolenza che ha segnato la storia di Perugia. La collaborazione con la Fondazione Centro Studi Aldo Capitini inserisce quindi Colors for Peace dentro una storia cittadina che continua a interrogarsi sulla possibilità di costruire una cultura della pace e della nonviolenza. È da questo punto di incontro tra memoria e presente che la mostra assume il suo significato: i bambini provenienti da 56 Paesi portano a Perugia il loro modo di rappresentare la pace, mentre la città offre a quelle immagini un luogo in cui incontrarsi. Nel corso dell’inaugurazione è emerso anche il rapporto tra la mostra e la 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. La Marcia non è soltanto un percorso che attraversa diversi Paesi. Il suo obiettivo è portare la cultura della pace e della nonviolenza nelle città, nei territori e nelle comunità, trasformando un messaggio internazionale in iniziative concrete. È una prospettiva importante per leggere anche l’esperienza di San Matteo degli Armeni. La mostra non rappresenta semplicemente una tappa della Marcia: è un esempio di come un progetto internazionale possa radicarsi in un territorio e incontrare realtà locali. Una biblioteca, una fondazione, l’università, un’amministrazione, un progetto internazionale. E soprattutto una comunità che si incontra attorno a un tema comune. A dare concretezza a questa dimensione territoriale arriva dal Costa Rica un’esperienza particolarmente significativa. Proprio in questi giorni, il Consiglio Municipale di Montes de Oca ha approvato una mozione con cui ha dichiarato di interesse cantonale la Marcia per la Pace e la Nonviolenza 2026 e le giornate educative, culturali e comunitarie collegate all’iniziativa. Nel documento viene riconosciuto anche il ruolo di Colors for Peace, attraverso i laboratori di arte per la pace realizzati nei centri educativi del cantone. L’espressione artistica viene utilizzata per sensibilizzare bambini e ragazzi sui temi della pace, della convivenza, del rispetto, della solidarietà e dei diritti umani. Qui si vede concretamente cosa può significare una Marcia che vive nei territori: non soltanto un evento internazionale, ma un percorso educativo e comunitario che coinvolge scuole, associazioni, comunità e istituzioni. È un’esperienza che dialoga direttamente con quella di Perugia. Il 21 settembre, mentre la mostra veniva inaugurata a Perugia, migliaia di disegni della collezione erano esposti anche a Roma, nella Via Sacra del Parco Archeologico del Colosseo. Contemporaneamente in Costa Rica, una mostra Colors for Peace è presente alla III Exposición de Arte Infantil a Montes de Oca e, successivamente, dal 29 settembre al 5 ottobre, sarà in esposizione presso la sede dell’UNED a San José. Perugia, Roma e Costa Rica diventano così tre punti di una rete più ampia. Una rete che non nasce dalla volontà di rendere uguali realtà diverse, ma dalla possibilità di metterle in relazione. I 56 Paesi rappresentati nella mostra rendono questa dimensione particolarmente evidente. La presenza di numerose realtà africane, accanto a Paesi dell’Asia, delle Americhe, dell’Europa e dell’Oceania, restituisce una geografia molto più ampia di quella nella quale normalmente si collocano le iniziative sulla pace. E dentro questa geografia ci sono anche Paesi attraversati da conflitti e tensioni. I loro nomi compaiono accanto a quelli di Paesi lontani da quelle stesse esperienze. Nei disegni, però, entrano tutti nello stesso spazio. Non è una soluzione ai conflitti. È piuttosto un’occasione di incontro. I temi che ricorrono nei disegni sono quelli dell’amicizia, della natura, dell’incontro, della convivenza, della Terra e dei bambini di culture diverse. La mostra può allora essere letta anche come una domanda rivolta agli adulti. Quale mondo vogliamo costruire perché queste immagini non rimangano soltanto immagini? È qui che l’arte infantile incontra la cultura della nonviolenza. Un disegno può essere il risultato di un laboratorio scolastico, ma anche l’inizio di una relazione. Una mostra può essere un appuntamento, ma anche un’occasione per mettere in comunicazione esperienze lontane. Perugia accoglie così un pezzo di mondo: 56 Paesi rappresentati attraverso gli occhi dei bambini, dentro un percorso che collega la città a Roma, al Costa Rica e alle altre comunità coinvolte nella 4ª Marcia Mondiale. Una Marcia può attraversare il mondo, ma la sua dimensione concreta si misura anche nella capacità di generare iniziative nei territori. Dai disegni alla realtà, la sfida è quella di trasformare un’immagine della pace in una pratica quotidiana: nei luoghi educativi, nelle comunità, nelle relazioni tra le persone. È lì, nei territori, che una rete internazionale può davvero cominciare a vivere. COLORS FOR PEACE – I COLORI DELLA PACE DEI BAMBINI DEL MONDO PERUGIA – Biblioteca San Matteo degli Armeni, via Monteripido 2 dal 21 settembre / Giornata Internazionale della Pace fino al 2 ottobre / Giornata Internazionale della Nonviolenza dal martedì al venerdì 9:00-13:00 e 15:00-19:00 lunedì 9:00-13:00 • ultimo sabato del mese 15:30-19:30   Tiziana Volta
September 22, 2026
Pressenza
La pace e la nonviolenza si mettono in cammino: a Roma parte la Quarta Marcia Mondiale
Nella Giornata internazionale della Pace, la sede romana dell’University for Peace ha aperto il programma della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Collegamenti con dieci Paesi, istituzioni, associazioni e comunità per riportare la pace fuori dalle dichiarazioni di principio e dentro le relazioni, l’educazione e le città. Il 21 settembre, Giornata internazionale della Pace, Roma si è collegata con città e comunità di diversi continenti per dare il via agli eventi romani della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. A ospitare l’incontro è stato Palazzo Falletti, sede italiana dell’University for Peace delle Nazioni Unite, trasformato per alcune ore in un crocevia di esperienze e testimonianze. Una domanda ha attraversato l’intera giornata: come si costruisce concretamente la pace in un tempo nel quale la guerra e la violenza sembrano diventare sempre più normalizzate? Non una conferenza nel senso tradizionale. La giornata ha alternato interventi, collegamenti internazionali e confronto, mettendo al centro la necessità di fare della nonviolenza una pratica quotidiana, capace di tradurre la costruzione della pace in scelte, relazioni e azioni concrete. A ospitare l’incontro è stato Palazzo Falletti, sede italiana dell’University for Peace delle Nazioni Unite, trasformato per alcune ore in un crocevia di esperienze, testimonianze e domande. Una soprattutto: come si costruisce concretamente la pace in un tempo nel quale la guerra e la violenza sembrano diventare sempre più normalizzate? Non una conferenza nel senso tradizionale. La giornata ha alternato interventi, collegamenti internazionali e confronto, mettendo al centro la necessità di fare della nonviolenza una pratica quotidiana, capace di tradurre la costruzione della pace in scelte, relazioni e azioni concrete. Ad aprire l’incontro, il rettore dell’University for Peace Francisco Rojas Aravena, insieme a Roberto Savio, della delegazione italiana UPEACE. Savio ha richiamato il quadro internazionale segnato dalla contemporanea presenza di numerosi conflitti, dall’aumento delle spese militari e dalla difficoltà di costruire risposte realmente globali. È proprio in questo scenario che la Marcia prova a cambiare prospettiva. Non un unico corteo che attraversa il pianeta, ma una rete di città che si attivano contemporaneamente, mettendo in relazione iniziative nate nei territori. E quella rete, a Roma, è diventata immediatamente visibile. Sullo schermo si sono alternate voci da Nepal, India, Pakistan, Bangladesh, Costa Rica, Colombia, Senegal, Benin, Libano e Barcellona, insieme alle esperienze italiane di Perugia e Civitavecchia. Contesti lontanissimi tra loro, uniti dalla scelta di costruire iniziative locali e di riconoscersi dentro un percorso comune. A queste testimonianze si sono aggiunti gli interventi di rappresentanti della Soka Gakkai e dell’Associazione per la difesa dei diritti umani e della libertà religiosa, portando nel confronto altre esperienze di impegno per il dialogo, i diritti e la libertà di coscienza. Il confronto ha riportato più volte la costruzione della pace alla sua dimensione quotidiana. Carla Fermariello, presidente della Commissione Scuola dell’Assemblea Capitolina, ha indicato nella convivenza uno dei nodi centrali. Prima ancora delle grandi dichiarazioni, c’è «la questione di come si sta insieme». Una sfida che attraversa le scuole, le relazioni tra generazioni, il linguaggio pubblico e il modo in cui si affrontano le differenze. La presenza dell’assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale Claudia Pratelli ha sottolineato a sua volta il ruolo che educazione e partecipazione possono assumere nella diffusione di una cultura di pace. Su questo terreno si è concentrato anche l’intervento di Federica Fratini, del Comitato promotore romano della Marcia, che ha legato nonviolenza, educazione e benessere delle nuove generazioni. Il disagio di bambine, bambini e adolescenti, ha sottolineato, non può essere letto soltanto come un problema individuale. Occorre guardare anche all’ambiente nel quale crescono: guerre raccontate quotidianamente, crisi ambientali, discriminazioni, isolamento sociale, violenza nei linguaggi e nei contenuti digitali. Da qui una responsabilità che riguarda soprattutto gli adulti. «La scuola è l’ultimo presidio realmente democratico che ancora resiste», ha ricordato Fratini, chiedendo un investimento nell’educazione alla nonviolenza attiva che abbia la stessa serietà con cui negli ultimi anni si è investito nella formazione digitale. Non basta, quindi, chiedere ai più giovani di essere meno violenti. Bisogna costruire contesti nei quali possano imparare e sperimentare altri modi di gestire i conflitti. E bisogna che gli adulti siano i primi a praticarli. Nel secondo momento della giornata, il dibattito “Cammini per la pace e nonviolenza, confronto e testimonianze di comunità” ha allargato ulteriormente lo sguardo. Con Rojas Aravena e Savio sono intervenuti don Andrea Ciucci, cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita, Antonella Trocino di ABC Beni Comuni, Sergio Bellucci, direttore accademico della Delegazione italiana UPEACE, e Marco Inglessis, di Energia per i Diritti Umani APS e del Comitato promotore romano della Marcia. Dall’università all’associazionismo, dalle comunità alle istituzioni, le diverse esperienze hanno ribadito che la pace non si costruisce in un luogo separato dalla vita quotidiana. Passa attraverso le città, le scuole, i quartieri, i rapporti sociali e la capacità di creare spazi nei quali il conflitto non debba necessariamente trasformarsi in violenza. È su questo terreno che si svilupperanno anche i prossimi appuntamenti romani della Marcia. Sabato 26 settembre, la città sarà percorsa a piedi, in bicicletta e sul Tevere con “Roma in Marcia verso la Pace e la Nonviolenza”, da Ponte Milvio a Piazza del Popolo. Nel pomeriggio Palazzo Valentini ospiterà il confronto “Agenda 2030 versus Prontezza 2030. Sviluppo sostenibile o economia di guerra”, mentre la giornata si concluderà a San Lorenzo con la Festa dell’Intercultura. Il 2 ottobre, Giornata internazionale della Nonviolenza, protagonisti saranno studenti e studentesse con l’iniziativa in Campidoglio “La voce di chi guarda al futuro”. Nel pomeriggio si aprirà poi il Festival della Nonviolenza Attiva, che il 2 e 3 ottobre riunirà in via Stamira 5 associazioni, reti, libri, laboratori e incontri dedicati a migrazioni, genere, pace e disarmo, ambiente ed educazione. Il percorso si allargherà anche oltre il centro della Capitale: il 3 ottobre il Cammino di Santa Sinforosa collegherà Setteville a Tivoli, mentre nel pomeriggio Palombara Sabina ospiterà una marcia per la pace, il disarmo e la nonviolenza. Al termine dell’incontro, il percorso è proseguito anche fuori da Palazzo Falletti. Le persone presenti si sono messe in cammino verso la Basilica di Santa Maria Maggiore, dove, alla tomba di Papa Francesco, sono state deposte la bandiera della Marcia Mondiale e una corona di alloro. Un gesto simbolico che ha accompagnato la conclusione della giornata e richiamato ancora una volta il senso della Marcia: uscire dai luoghi del confronto, attraversare la città, mettere in relazione persone e comunità e trasformare le parole in azione. È la stessa direzione che accompagnerà i prossimi appuntamenti romani: fare della nonviolenza una pratica quotidiana, una scelta e un cammino condiviso verso la pace.   Foto di Energia per i Diritti Umani Francesca De Vito
September 22, 2026
Pressenza
La pace riparte dalle città: presentata a Roma la quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
Oltre 200 città nel mondo e 29 località italiane coinvolte. A Roma, dal 21 settembre al 4 ottobre, la Marcia prenderà forma attraverso incontri, percorsi urbani, iniziative con le scuole e il Festival della Nonviolenza Attiva. Roma, 17 settembre 2026 Come si costruisce la pace mentre nel mondo aumentano i conflitti, le spese militari e il rischio di una progressiva normalizzazione della guerra e della violenza? Una possibile risposta è arrivata questa mattina dalla sede romana dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, dove è stata presentata la quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, promossa dall’associazione Mondo senza Guerre e senza Violenza insieme a una vasta rete di associazioni, scuole, università, istituzioni e cittadinanza. Ad aprire l’incontro è stata Paola Spadari, Segretaria del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, richiamando il ruolo dell’informazione nel rendere visibili esperienze, pratiche e linguaggi di pace, mentre la giornalista Clara Habte ha moderato la conferenza, accompagnando il dialogo tra esperienze e prospettive diverse. Dentro questo quadro si è inserito il racconto di Rafael de La Rubia, ideatore delle Marce Mondiali, che ha riportato lo sguardo sulla dimensione internazionale del progetto: dalle precedenti edizioni fino alla nuova formula, che coinvolge oggi oltre 200 città nel mondo. La quarta Marcia punta, infatti, su un maggiore radicamento nei territori: non più soltanto un itinerario internazionale, ma una rete di città che promuovono iniziative locali e le mettono in relazione tra loro. Cammini, incontri pubblici, attività educative, arte e musica diventano così occasioni per rafforzare i legami tra persone, associazioni, scuole e università impegnate sui temi della pace, del disarmo e della nonviolenza, con l’obiettivo di dare continuità a queste connessioni anche oltre le singole iniziative. In Italia sono già 29 le località e i territori aderenti, come ha raccontato Tiziana Volta, del Coordinamento nazionale. Da Vicenza a Trieste, da Perugia alla Val di Cecina, il programma assume forme molto diverse: attività con gli studenti, cammini, mostre, spettacoli, incontri e collaborazioni con università e associazioni. Più che replicare uno stesso modello, ogni territorio è chiamato a trovare il proprio modo di costruire e raccontare la pace. Roma tra strade, fiume, scuole e università Nella capitale il calendario, illustrato da Marco Inglessis, di Energia per i Diritti Umani APS e del Coordinamento romano, si svilupperà dal 21 settembre al 4 ottobre, portando la Marcia nelle strade, nei luoghi della cultura, nelle università e nelle scuole. L’apertura si terrà lunedì 21 settembre, Giornata internazionale della Pace, presso la sede romana di UPEACE – University for Peace delle Nazioni Unite, in via Panisperna 207. L’incontro collegherà Roma con altri dieci Paesi, mettendo in dialogo esperienze e iniziative nate in contesti diversi. Il momento più visibile arriverà sabato 26 settembre. Con “Roma in Marcia verso la Pace e la Nonviolenza”, la città sarà attraversata a piedi, in bicicletta e sul Tevere. Da Ponte Milvio partiranno camminatori, ciclisti, canoe e gommoni, con arrivo a Piazza del Popolo. Un modo insolito di attraversare simbolicamente la città e trasformarla, per qualche ora, in uno spazio condiviso. Nel pomeriggio il confronto si sposterà a Palazzo Valentini, con l’incontro “Agenda 2030 versus Prontezza 2030. Sviluppo sostenibile o economia di guerra”, dedicato alle scelte economiche che accompagnano l’aumento della spesa militare e al loro rapporto con sanità, istruzione, ambiente e diritti sociali. La giornata si chiuderà a San Lorenzo con la Festa dell’Intercultura, occasione di incontro tra culture, comunità e associazioni. Un altro passaggio centrale sarà quello del 2 ottobre, Giornata internazionale della Nonviolenza. In Campidoglio, studenti e studentesse delle scuole romane parteciperanno a “La voce di chi guarda al futuro”, componendo insieme il simbolo della nonviolenza. Il rapporto tra educazione e costruzione della pace è emerso con forza anche durante la conferenza, grazie agli interventi di Alessandro Saggioro, direttore del Dipartimento SARAS della Sapienza e coordinatore del Dottorato nazionale in Peace Studies, e di Fernando Battista, dell’Università degli Studi Link. La presenza del mondo accademico richiama una dimensione essenziale: la pace non soltanto come ideale o mobilitazione, ma come campo di studio, ricerca e formazione delle nuove generazioni. Il Festival della Nonviolenza Attiva, tappa finale del percorso romano Nel pomeriggio del 2 ottobre si aprirà il Festival della Nonviolenza Attiva, promosso da Energia per i Diritti Umani APS insieme a 42 organizzazioni aderenti, negli spazi di Extra Libera, in via Stamira 5, e realizzato grazie anche al contributo dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese. Per due giorni il Festival metterà in relazione temi spesso affrontati separatamente: migrazioni, genere, pace e disarmo, ambiente, conflitti ed educazione. Incontri, laboratori, libri, mostre e spettacoli proveranno a tradurre la nonviolenza in pratiche, esperienze e confronto concreto. «Vogliamo offrire occasioni concrete per incontrarsi, partecipare e sperimentare la nonviolenza», ha spiegato Inglessis. La sfida è che, una volta conclusi gli eventi, restino relazioni più solide, nuove collaborazioni e una rete capace di continuare a lavorare insieme. Il programma si allargherà anche oltre il centro di Roma. Il 3 ottobre, da Setteville partirà il Cammino di Santa Sinforosa verso Tivoli, mentre nel pomeriggio l’ANPI di Palombara Sabina promuoverà “Palombara Marcia per la Pace, il Disarmo e la Nonviolenza”. Alla conferenza sono intervenuti anche Roberto Savio, per la Delegazione romana di UPEACE, padre Alex Zanotelli e Maria Elena d’Elia, portavoce nazionale della Global Sumud Flotilla. Voci ed esperienze differenti, dall’università all’informazione, dall’attivismo alla società civile, accomunate dalla necessità di riportare la costruzione della pace al centro del dibattito pubblico. A chiudere idealmente il senso della giornata, le parole di Silo del 2004, richiamate durante la conferenza stampa: “Siamo alla fine di un oscuro periodo storico e nulla sarà più come prima. A poco a poco comincerà a scorgersi il chiarore dell’alba di un nuovo giorno; le culture cominceranno a capirsi, i popoli sperimenteranno un’ansia crescente di progresso per tutti, comprendendo che il progresso di pochi finisce per essere il progresso di nessuno. Sì, ci sarà pace e per necessità si comprenderà che comincia a profilarsi una Nazione Umana Universale. Nel frattempo, noi che non siamo ascoltati lavoreremo a partire da oggi in ogni parte del mondo per fare pressione su coloro che decidono, per diffondere gli ideali di pace in base alla metodologia della nonviolenza, per preparare il cammino dei nuovi tempi.” Silo, 2004 Informazioni: info@festivalnonviolenza.it Programma del Festival della Nonviolenza Attiva: www.festivalnonviolenza.it Coordinamento Roma – quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza Redazione Roma
September 17, 2026
Pressenza
Perù, 4 Marcia Mondiale: “La violenza deve essere superata dall’interno dell’essere umano”
Nell’ambito della 4ª Marcia Mondiale, lo scorso giovedì 10 settembre, membri di Mondo senza Guerre e senza violenza (MsG) si sono uniti a una veglia insieme ai familiari delle vittime del caso La Cantuta, che hanno ricordato i loro cari e chiesto giustizia per la tragica scomparsa di nove studenti e di un professore dell’Università Nazionale dell’Educazione Enrique Guzmán y Valle, avvenuta nel 1992, nel pieno del decennio della violenza politica (1980-2000), durante il governo di Alberto Fujimori. La veglia si è svolta alle 5 del pomeriggio davanti al Palazzo di Giustizia, nel pieno centro di Lima Metropolitana, luogo in cui si sono riuniti i familiari delle vittime del Gruppo Colina, gruppo paramilitare che ha assassinato e fatto sparire almeno 49 persone, tra cui quelle della Strage di Barrios Altos, La Cantuta, Contadini di Santa, strage di Pativilca e l’assassinio del leader sindacale Pedro Huilca, oltre a Lucanamarca, dove Sendero Luminoso ha assassinato 69 contadini della regione di Ayacucho. La riparazione e la riconciliazione sono ancora in sospeso “La violenza deve essere superata dall’interno dell’essere umano e non c’è altra strada per farlo. Ci troviamo in un mondo completamente fuori controllo, la civiltà occidentale che ha conquistato il mondo, che ha inventato la democrazia, il socialismo, il comunismo… tutto è finito ed è contaminato, e questo ci ha fatto perdere il futuro, non abbiamo un’immagine. L’unica cosa che rimane è difendere i diritti umani, la vita, la giustizia, l’ecologia e difendere noi stessi” ha indicato Carlos Degregori, membro di Mondo senza Guerre e senza violenza (MsG), rivolgendosi ai familiari e ai difensori dei diritti umani presenti all’atto. “In commemorazione della Giornata Internazionale della Nonviolenza, che è il 2 ottobre, commemoriamo la nascita del Mahatma Gandhi, per la sua lotta contro l’impero inglese, attraverso la nonviolenza. La violenza non è naturale, questa è stata creata da una filosofia che in definitiva ha snaturato l’uomo e gli ha tolto il suo vero senso, più profondo” ha aggiunto Degregori. La 4ª Marcia Mondiale si svolge in più di 70 paesi simultaneamente e sta realizzando diverse attività per la pace e la nonviolenza attiva. In Perù, tra il 21 settembre e il 4 ottobre si svolgeranno diverse attività che si uniranno ad altre in tutto il mondo. “Per riconciliarci e affrontare tutte le forme di violenza, dobbiamo entrare dentro noi stessi e recuperare quei valori con i quali siamo nati. Siete cordialmente invitati a unirvi alle nostre attività con un caloroso Pace, Forza e Gioia!” ha concluso il rappresentante di Mondo senza Guerre e senza violenza. Redacción Perú
September 15, 2026
Pressenza
Roma in movimento per la pace: dal 17 settembre al 3 ottobre arriva la 4ª Marcia Mondiale
Dal 17 settembre al 3 ottobre 2026, Roma si trasforma in una delle capitali globali della mobilitazione pacifista ospitando le tappe della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. L’iniziativa internazionale punta a costruire un’alternativa concreta alla militarizzazione e alla guerra attraverso un fitto programma diffuso sul territorio capitolino. Il percorso ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale e il supporto accademico di atenei quali la Sapienza, Link Campus, UPEACE e RUNIPACE. Circa cinquanta organizzazioni locali e nazionali hanno aderito alla manifestazione per stimolare il dibattito pubblico sulla riduzione delle spese militari e sulla giustizia sociale. Il Programma degli eventi romani 17 settembre: La presentazione alla città Il percorso si apre ufficialmente con la conferenza stampa di presentazione dei dettagli del programma, ospitata presso la sala stampa dell’Ordine dei Giornalisti a Roma. 21 settembre: Apertura e collegamento globale In occasione della Giornata Internazionale della Pace, la sede della University for Peace delle Nazioni Unite (UPEACE) ospita l’apertura formale delle attività romane con una conferenza stampa. Successivamente è previsto un tavolo di confronto interreligioso e un collegamento simultaneo in diretta con altre otto città sparse nei vari continenti. Al termine, un corteo raggiungerà la Basilica di Santa Maria Maggiore per portare omaggio alla tomba di Papa Francesco. 26 settembre: Sport, riflessione geopolitica e cultura La mattina vede la pace mettersi in movimento da Ponte Milvio: alle 9:30 partono i camminatori e i canoisti lungo il Tevere, seguiti alle 10:30 dai ciclisti. I tre flussi convergono a Piazza del Popolo alle 12:00 per un flash mob collettivo. Il pomeriggio si sposta a Palazzo Valentini con il seminario economico e politico “Agenda 2030 versus Prontezza 2030 – Sviluppo sostenibile o economia di guerra: su quale futuro l’UE intende investire?”, promosso dall’Associazione Beni Comuni Stefano Rodotà OdV. Il panel analizza l’impatto del riarmo sui bilanci di sanità e istruzione, basandosi sulle teorie di “pace positiva” di Johan Galtung. Tra i relatori figurano: Giorgio Parisi (Premio Nobel per la Fisica): il ruolo della scienza e dell’intelligenza artificiale. Sergio Bellucci (UPEACE): i rischi legati ai sistemi d’arma autonomi. Stefania Maurizi (Giornalista): lo stato delle armi nucleari statunitensi in Italia. Alessandro Giannì (Greenpeace Italia) e Gaetano Benedetto (WWF): l’interconnessione tra crisi climatica, guerre e Green Deal. Cinzia Pettini (Emergency) e Antonella Trocino (Comitato Promotore): le mobilitazioni civili e le politiche di transizione ecologica giusta. La sera, dalle 18:00 alle 22:00, il Parco delle Stelle di Largo Settimio Passamonti a San Lorenzo ospita la Festa dell’Inter-Cultura 2026 “Alla scoperta dell’Umano”, curata da Energia per i Diritti Umani APS e Diritti al Cuore ODV. L’evento a ingresso gratuito offre mostre sui costruttori della nonviolenza, performance e giochi aperti alla cittadinanza. 2 ottobre: Le scuole in Campidoglio In concomitanza con la Giornata Internazionale della Nonviolenza indetta dall’ONU, la piazza del Campidoglio si riempie con gli studenti delle scuole romane. Guidati dal team di Scuole in Marcia, i ragazzi partecipano a un’iniziativa pubblica culminante nella composizione coreografica del simbolo della nonviolenza.   Il Festival della Nonviolenza Attiva (2-3 ottobre) Dal Campidoglio le attività si spostano nello spazio ExtraLibera di via Stamira 5 per la terza edizione del Festival della Nonviolenza Attiva. L’evento, promosso da Energia per i Diritti Umani APS con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, si sviluppa per la prima volta su due intere giornate a ingresso libero. Il cuore del festival è strutturato attorno a cinque panel tematici specialistici: Migrazioni (Venerdì 2 ottobre, 18:00-20:00): focus sul governo dei flussi e sulla scomposizione dei linguaggi emergenziali. Pace e disarmo (Sabato 3 ottobre, 10:00-12:00): transizione dall’economia bellica alla società della cura. Genere e nonviolenza (Sabato 3 ottobre, 10:00-12:00): confronto tra soggettività plurali e pratiche di liberazione. Ambiente e conflitti (Sabato 3 ottobre, 14:30-16:00 – Aula D. Dolci): approfondimento su crisi ambientale e giustizia climatica. Educazione nonviolenta (Sabato 3 ottobre, 16:00-18:00 – Aula M. Montessori): il ruolo della comunità educante nei modelli relazionali. All’interno del festival trova spazio anche la fiera editoriale Eirenefest, interamente focalizzata sulle presentazioni librarie e gli incontri con autori che trattano i temi della pace e dei diritti umani, con la media partnership di Pressenza. Per informazioni o per inviare l’adesione formale come realtà collaboratrice, è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo email: info@festivalnonviolenza.it. Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
August 20, 2026
Pressenza
Un filo di pace attraversa l’Italia: il cammino della Quarta Marcia Mondiale
C’è un filo che sta attraversando l’Italia. Non è visibile sulle mappe, ma passa per città, territori e comunità che hanno scelto di esserci. È il cammino della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza che nei mesi che precedono gli eventi del 21 settembre – 4 ottobre 2026 sta prendendo forma attraverso incontri, relazioni e nuove connessioni. Dopo tre Marce Mondiali che hanno attraversato il pianeta, oggi emerge una proposta diversa, più concreta: portare la Marcia nella propria città. Non partire, ma connettersi. Essere parte di qualcosa di globale restando radicati nel proprio territorio, in un momento storico sempre più interdipendente. In questo contesto si inserisce il recente viaggio in Italia di Rafael de la Rubia, ideatore della Marcia Mondiale, che ha attraversato diverse città incontrando realtà già attive e stimolando nuove energie. Più che una serie di appuntamenti, il suo passaggio ha rappresentato un vero processo di connessione. 11 aprile – Fiumicello Villa Vicentina Fiumicello Villa Vicentina partecipa alla Marcia Mondiale fin dalla seconda edizione, con passione e continuità. È una comunità segnata anche dalla vicenda di Giulio Regeni, per il quale continua a chiedere verità e giustizia. Su invito del sindaco Alessandro Del Giusto, Rafael de la Rubia ha partecipato alle celebrazioni dell’81° anniversario della Liberazione: un momento intenso che ha unito la memoria della Resistenza all’impegno attuale per la pace e la nonviolenza. * 12–13 aprile – Trieste Il 12 aprile, al Molo Audace, due imbarcazioni – una italiana e una slovena – hanno attraccato insieme, simbolo di collaborazione e punto di partenza della Global Sumud Flotilla a sostegno della popolazione palestinese. L’imbarcazione slovena ha poi proseguito verso Venezia, avviando una staffetta ideale nel Mediterraneo verso Gaza. Presenti Rafael de la Rubia e Rikko Voorberg. Il 13 aprile si è svolto l’evento conclusivo del Trieste Flute Festival 2025, “La Pace unisce il mondo”, presso la Sala Luttazzi del Porto Vecchio. L’iniziativa ha intrecciato musica, cultura e testimonianze, con la partecipazione degli stessi de la Rubia e Voorberg, insieme ad artisti e studenti. Nel complesso, questi due appuntamenti hanno rafforzato il ruolo di Trieste come luogo di incontro e dialogo, tappa significativa nel percorso verso la Quarta Marcia Mondiale. * 14 aprile – Lugano e Milano La tappa di Lugano nasce anche da un’occasione mancata: Rafael non aveva potuto partecipare nel novembre 2024 al World Forum for Peace per ritirare il Premio Spiry assegnatogli da Ticino Culture Network. Durante questo viaggio ha quindi visitato il Palazzo dei Congressi, sede del Villaggio della Pace, un’iniziativa educativa che coinvolge studenti attraverso workshop su pace e nonviolenza, da cui sono nati progetti come gli Ambasciatori di Pace e il Manifesto della Pace. Partendo da questa esperienza, Rafael ha incontrato circa 100 studenti della scuola media di Pregassona. Gli studenti hanno letto alcuni passaggi del Manifesto e posto numerose domande, soprattutto sulla sua esperienza personale. Il racconto della sua vita – dall’obiezione di coscienza durante la dittatura franchista, all’esilio nel Cile di Allende, fino agli arresti e alle torture sotto il regime di Pinochet – ha colpito profondamente i ragazzi, impressionati dalla coerenza con cui ha portato avanti i suoi ideali di pace. Di ritorno da Lugano, Rafael ha partecipato a un incontro a Milano presso il Cohousing Base Gaia, organizzato dal comitato promotore locale. L’incontro, già raccontato in altri contributi, ha rappresentato un momento di confronto e coordinamento, confermando la crescita della rete della Marcia anche nel contesto milanese (1). * 15 aprile – Parma A Parma si è svolto un incontro molto atteso con Rafael de la Rubia, inizialmente previsto durante la terza Marcia Mondiale ma rimandato per motivi organizzativi. L’evento, ospitato dai Missionari Saveriani, ha visto una partecipazione sentita. Rafael ha illustrato il senso della Quarta Marcia Mondiale: costruire una rete di azioni concrete capace di dare forza al diffuso rifiuto della guerra e al desiderio di pace e giustizia sociale, ancora poco visibili a livello globale. L’obiettivo è trasformare spinte individuali in un movimento collettivo, come accadde con Gandhi. Ha inoltre sottolineato la gravità dell’attuale situazione globale e la difficoltà delle istituzioni nel fermare la spirale di violenza. Il cambiamento, ha affermato, può partire solo dalle persone, quando uniscono le proprie azioni su scala internazionale. Sono stati presentati anche gli obiettivi delle prossime Marce Mondiali, con una crescita progressiva del numero di città coinvolte fino al Simposio Mondiale del 2030 in Argentina. Durante l’incontro è intervenuta l’assessora Daria Jacopozzi, evidenziando il ruolo fondamentale delle iniziative dal basso, da cui è nato anche l’assessorato alla Pace di Parma. È stato ricordato anche l’impatto positivo della Marcia a Bologna, che ha portato alla nascita del Tavolo Regionale per la Pace. La giornata si è conclusa con una cena conviviale, durante la quale è emersa una nuova proposta per il 2027 legata al Cammino di Santiago. cof * 16 aprile – Firenze e Perugia Durante il passaggio a Firenze, Rafael ha incontrato la vicepresidente della Regione Toscana, Mia Bintou Diop, già presente al coordinamento nazionale della Quarta Marcia Mondiale a Cecina. In quell’occasione aveva sottolineato l’importanza del dialogo in uno scenario globale segnato da conflitti visibili e dimenticati, evidenziando anche il ruolo attivo delle istituzioni. Questo impegno si inserisce in una tradizione storica significativa: il 30 novembre 1786 la Toscana, sotto il Granducato di Pietro Leopoldo, fu il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte e la tortura, ispirandosi alle idee di Cesare Beccaria. Nei prossimi mesi si prevede una collaborazione sempre più stretta tra la Regione Toscana e la Marcia Mondiale, fino alla possibile creazione di un coordinamento regionale. La tappa di Perugia ha rappresentato un ritorno importante, in continuità con l’incontro del 19 novembre 2024 “Sentieri di Pace”, segnato dalla partecipazione attiva degli studenti di UniPg per la Pace. Al centro del percorso vi è la nascita della Carta di Assisi, che promuove l’università come luogo di dialogo, incontro tra differenze e formazione alla pace, intesa come un processo lungo e condiviso. Il confronto tra Rafael de la Rubia, il rettore Massimiliano Marianelli (in collegamento), il professor Daniele Parbuono e la professoressa Elisa Delvecchio è stato intenso e ricco di contenuti. Tutti hanno sottolineato come questo sia un momento decisivo, che richiede responsabilità e collaborazione. È emerso con forza il ruolo centrale dei giovani, protagonisti fondamentali nella costruzione di un futuro fondato su pace, giustizia e nonviolenza.   17 aprile – Roma La tappa di Roma ha rappresentato la conclusione del viaggio italiano, con un incontro di rilievo presso l’Università per la Pace delle Nazioni Unite. La Marcia Mondiale era già conosciuta in questo contesto, anche grazie alla collaborazione con la sede in Costa Rica, da cui era partita e si era conclusa la terza edizione. Durante l’incontro si è sviluppato un confronto sulla crisi del diritto internazionale, sempre più centrale nello scenario globale. Rafael ha portato il punto di vista della Marcia, ribadendo il ruolo fondamentale della società civile nel promuovere cambiamenti reali. Da questo dialogo emerge la possibilità di costruire un evento di portata mondiale per il 21 settembre, data di avvio della Quarta Marcia Mondiale. La giornata si è conclusa con un incontro partecipato con il comitato promotore romano presso la sede di Energia dei Diritti Umani, ricco di idee e nuove proposte. Il viaggio italiano di Rafael de la Rubia ha reso visibile una realtà già esistente: una rete ampia di persone, associazioni, istituzioni e giovani impegnati nella costruzione della pace. Ogni tappa ha contribuito a rafforzare questo tessuto: dalla memoria storica di Fiumicello, alla dimensione internazionale di Trieste, al lavoro educativo di Lugano, alla progettualità di Milano e Parma, al dialogo con le istituzioni a Firenze, fino al ruolo delle università a Perugia e al confronto internazionale a Roma. Un filo che unisce, cresce e continua a tessersi nel tempo. (1) https://www.pressenza.com/it/2026/04/il-mezzo-e-il-fine/   didascalie fotografie 1- Trieste, 12 aprile, avvio della missione della Global Sumud Flotilla 2- Trieste, 13 aprile,  “Peace brings the world together – La Pace unisce il mondo” 3- Lugano, 14 aprile, incontro con gli alunni della scuola media di Pregassona 4- Milano, 14 aprile, incontro con il comitato promotore MM (foto Nira Cabero) 5- Milano, 14 aprile, incontro con il comitato promotore MM (foto Nira Cabero) 6- Parma, 15 aprile, conferenza presso sala conferenze Missionari Comboniani (foto Tiziana Volta) 7- Parma, 15 aprile, conferenza presso sala conferenze Missionari Comboniani (foto Tiziana Volta) 8- Parma, 15 aprile, conferenza presso sala conferenze Missionari Comboniani, intervento di Daria Jacopozzi, Assessora alla Pace del Comune di Parma  (foto Tiziana Volta) 9- Roma, 17 aprile, intervento durante dibattito sulla crisi del diritto internazionale all’interno dell’Università della Pace delle Nazioni Unite (foto di Marco Inglessis) 10- Firenze, 16 aprile incontro con Mia Bintou Diop, vicepresidente Regione Toscana Tiziana Volta
April 20, 2026
Pressenza