
All’Istituto “E. Bari” di Badia Polesine (Rovigo) orientamento con la Folgore
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Thursday, March 26, 2026Siamo nuovamente nella provincia di Rovigo, a Badia Polesine da cui arriva una segnalazione, all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, relativa all’ennesima presenza delle Forze Armate in una scuola, stavolta all’IPSIA “E. Bari”, istituto superiore a vari indirizzi. Come era già accaduto il 27 febbraio scorso in un’altra scuola (di cui abbiamo già scritto qui), la Brigata Folgore ha potuto inserirsi nell’orientamento in uscita delle e degli studenti.
A promuovere l’incontro la docente referente per l’orientamento, figura introdotta, insieme a quella dei tutor, dall’anno scolastico 2023/24. Come ormai consuetudine, l’invito alla Brigata Folgore trova l’appoggio entusiasta delle autorità locali, del giornaletto Rovigo.news, dell’immancabile Graziano Maron che presiede l’Associazione Nastro Azzurro (decorato al valore militare). L’insegnante referente rende ragione del compenso assegnatogli con l’incarico (fino a oltre il doppio di uno stipendio medio di un docente) e promuove, come orientamento post diploma o dopo il biennio, la carriera militare, non una qualsiasi, ma niente meno che nella brigata più prestigiosa (e destrorsa) dell’Esercito.
«Come folgore nel cielo…come nembo di tempesta», recitano il motto e l’inno dei paracadutisti. Fulmini e tempeste in tutti i luoghi di guerra, certo in funzione di supporto, anzi di peacemaking, sempre che ancora qualcuno voglia credere, dopo le sciagurate avventure degli anni Novanta e le attuali, che esistano le guerre umanitarie e la promozione della pace grazie alla presenza di forze armate. Del resto, i “folgoranti” in mimetica raccontano alle ragazze e ai ragazzi ben altro, segnalano l’eccellenza del loro lavoro, sottolineano la necessità di promuovere l’inconsueta carriera della Brigata, la «meno tradizionale […] poco conosciuta» dell’Esercito in generale.
In Polesine, nella provincia di Rovigo ci sono circa 70.000 studenti e studentesse delle superiori da orientare. Così, dando ragione a Lewis Mumford, che equiparava l’arte della guerra al taylorismo e alla catena di montaggio (L. Mumford, La città nella storia, Castelvecchi 2013), annoto che in altri istituti superiori della provincia si va in visita all’hub di Amazon. Le catene di approvvigionamento, di stoccaggio, di distribuzione del colosso rappresentano un interessante contributo all’attuale cultura tecnologica, utilissima a chi studia negli ITIS. E, provo ad aggiungere, anche la carriera di management – presentata dal responsabile delle risorse umane di Amazon con entusiasmo – nasce con la mentalità del comando militare, anzi più propriamente alberga nel cuore stesso del nazismo (J. Chapoutot, Nazismo e management. Liberi di obbedire, Einaudi 2021). Forse a scuola, dopo questa visita, sarebbe stato interessante che si suggerisse ai ragazzi di vedere il film di Ken Loach Sorry We Missed You (2019) sull’infame carriera dei corrieri della grande distribuzione. Ma non sarebbe un suggerimento nello spirito delle indicazioni ministeriali fornite nei corsi per docenti orientatori.
Mi sposto un po’ di lato e, visto che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha per scopo il contrasto alle guerre, cito una informazione pubblicata qui da il Fatto Quotidiano questo 24 marzo. Un’inchiesta, condotta da due giornalisti inglesi sugli italiani arruolati nell’Idf, le forze armate israeliane, come volontari, valuta ammontino a 828 le presenze, forse 1000, come riferì il Ministro Antonio Tajani all’indomani del 7 ottobre. Una notizia, rimossa a suo tempo, che riemerge ora, grazie all’accesso agli atti ai sensi del Freedom of Information Act. Anche questa è una carriera, in mancanza d’altro o nella convinzione di fare qualcosa di utile, grazie al quotidiano lavorio sulle coscienze giovanili di cui anche la scuola è responsabile.
Ultimo, ma non ultimo, Enzo Bari, a cui è intitolata la scuola di Badia Polesine, era un partigiano, morto a 16 anni. Altra guerra, altri valori. Valori su cui si basa la nostra Costituzione.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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