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Al Polo Tecnologico “Manetti-Porciatti” di Grosseto orientamento a pilotare strumenti di morte?
Alla serie in continua estensione delle iniziative di commistione tra scuola e Forze Armate, si aggiunge quella del Polo Tecnologico “Manetti-Porciatti” di Grosseto, che nei giorni scorsi ha accompagnato gli studenti e le studentesse delle classi quinte in uscita “didattica” [sic!] presso il locale aeroporto militare per svolgere attività di FSL ed orientamento in uscita. Ovvero per diventare piloti o loro truppa di supporto per azioni in teatri di guerra. L’aeroporto “Baccarini”, elemento fortemente caratterizzante della realtà locale, è sede del 4º Stormo dell’Aeronautica Militare e base dei caccia intercettori Eurofighter Typhoon F-2000. Resta da conoscere che cosa vi sia di didattico in una visita ad una base aerea che ospita caccia intercettori dotati di sistemi per il bombardamento a bassa quota, con relativa scuola di addestramento per i piloti. Ovvero, che ospita velivoli incapaci di spegnere un incendio o di prestare un soccorso, ma capaci soltanto di seminare morte e distruzione in un raggio di oltre 3000 Km di distanza. Bene si presta, quindi, ad offrire terreno ideale per promuovere quella cultura militare che sistematicamente si sta inoculando nelle giovani e giovanissime generazioni, per coltivare in loro quello spirito combattivo facilmente presentabile come positiva competitività che può tornare utile in momenti di scontro militare, ovvero in quelle situazioni di guerra che, attraverso la propaganda (anche non tanto velata) dell’informazione diffusa a 360° gradi, stanno ormai entrando nell’immaginario collettivo come probabili, o forse necessarie o forse anche indispensabili. É facile fare leva sullo spirito avventuristico dei ragazzi, sul loro desiderio-bisogno di affermazione di sé e proporne la soddisfazione attraverso la proposta di azioni fuori dall’ordinario: la velocità, la competenza tecnica del padroneggiare strumentazioni sofisticate, la sfida con cui misurarsi in azioni quanto mai lontane dalla grigia routine della vita dell’impiegato-tipo. Ci si chiede quale sia la consapevolezza di quei docenti che hanno approvato tali uscite. Soprattutto quanto sia diffusa l’idea che la scuola, più che diffondere i valori dell’obbedienza e della gerarchia, sia il luogo per coltivare autonomia di pensiero, spirito critico, disponibilità al confronto, al dialogo ed alla collaborazione, partecipazione consapevole. Le norme che regolano la vita e l’azione del mondo militare sono necessariamente basate sull’assenza di domande e di dubbi; il concetto stesso di verticalità nei rapporti tra settori e tra persone nega quello dell’apertura al confronto ed alla collaborazione: dunque, la visita ad uno spazio militare non è una scelta come tante, non è un’opzione neutrale: è la proposta di una strada che con il concetto di formazione ad una cittadinanza attiva non ha proprio nulla a che vedere. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Grosseto -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
All’Istituto “Righi” di Taranto iniziative di orientamento con il Comando della Marina Militare
L’esperienza che abbiamo segnalato relativamente a Crotone, con diverse modulazioni, viene ripetuta anche in altre scuole d’Italia. Di seguito vi segnaliamo ciò che per mostrare come vi sia un’architettura unica dietro l’aggressione delle Forze armate alle scuola, quello che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università definisce “il paradigma della militarizzazione“. All’IIS Righi di Taranto, il 16 gennaio 2026, nell’ambito delle attività di Orientamento post diploma rivolto alle quinte classi, in Aula Magna si è tenuta una presentazione da parte del Comandante Fabio Dal Cin del Comando della Marina Sud e due graduati della Marina Militare, che ha descritto le opportunità di formazione, lavoro e di carriera offerte dalla Marina Militare, oltre alla necessità di prevenire, attraverso l’arruolamento, la deriva del disagio giovanile. Stando alla retorica ideologica che viene diffusa attraverso questo tipo di iniziative, passa il il messaggio secondo il quale è proprio grazie ad una squadra che condivide i valori fatti di gerarchia, disciplina militare e prossimità che gli studenti e le studentesse in pochi giorni riescono a operare un cambio di rotta, così che «nessuno sarà più prigioniero del proprio disagio dopo essere salito a bordo». In realtà, come denunciamo da troppo tempo, questi sono obiettivi pedagogici che necessitano di un processo educativo e relazionale permanente, attraverso un rapporto scolastico che va messo al centro della comunità civile affinché diventi culturalmente e politicamente sempre più accogliente e inclusiva nei confronti delle persone in difficoltà o fragili, non di strategie addestrative militaresche. Che la scuola sposi i principi di gerarchia e disciplina militare come strumenti educativi è quanto di più lontano si possa immaginare dai principi di partecipazione democratica e civile a cui la scuola della Costituzione dovrebbe formare e risponde a quei criteri che durante il fascismo portarono all’introduzione dell’ora di “cultura militare” all’interno delle scuole. Salire a bordo di una nave militare o portare i ragazzi e le ragazze in caserma, come nel caso di Taranto, non è unu’operazione neutrale, priva di orientamento ideologico, ma una vera e propria operazione d’immagine e di propaganda, che non fornisce alcuna reale risposta al complesso problema del disagio dei/delle giovani, indebitamente criminalizzati, e attribuisce ai corpi militari funzioni improprie ed estranee al loro ruolo. L’immagine però, risulta abbagliante per molti. Purtroppo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Orientamento alla carriera con la Marina Militare in Puglia
La Marina Militare pare stia riscontrando una notevole buona accoglienza presso le scuole del nostro Paese con le attività di orientamento alla carriera nel corpo. Il sottoammiraglio Jacopo Rollo propone agli Uffici Scolastici Regionali di stare sulla scia, di incrementare le attività a bordo dei navigli militari, mediante appositi protocolli che in via discendente arriveranno agli istituti scolastici come inevitabili percorsi orientativi. Sul fascino esercitato dal solcare il mare, anche quando gli scopi sono bellici, sull’importanza per la disciplina di bordo delle soft skills atte a navigare anche nella vita, abbiamo già scritto più volte (ad esempio a questo link oppure clicca qui per tutte le segnalazioni). Del resto, l’orientamento, come si legge nelle Linee Guida del MIM (2022), riprese pari-pari nei suoi quattro punti di premessa dalla panoramica overview  (piattaforma Google della AI), serve per facilitare la conoscenza di sé (non servono più né la psicoanalisi, né la meditazione, né le altre forme di autoriflessione finora praticate per lo scopo). L’habitus all’autogoverno, utile in contesti conosciuti proprio grazie alle attività orientanti e formative che durano tutta la vita, si consegue a forza di corsi, conferenze, esperienze pratiche. Come recita con soddisfazione la missiva dell’Ufficiale Rollo, la Long Life Learning che, per alcuni noi critici è sempre apparsa come una condanna a vita alla pratica delle competenze dure e soft più che come un accrescimento dei propri saperi, è il percorso che ti pone in buone posizioni lavorative e sociali. Nelle Linee Guida si sottolinea l’opportunità per i nostri giovani di fare la scelta giusta, quella che ti collocherà nelle caselle alte, 4 e 5, del Quadro Europeo delle Qualifiche: il posto occupato dai leader, dai coach che guidano i team nelle aziende, nel caso delle forze armate i livelli alti di comando. Un’altra missiva del sotto ammiraglio elenca gli Uffici Scolastici Regionali che, come si è detto, sono già probabilmente partner della Marina Militare, dal Nord al profondo Sud, da Venezia a Taranto, tutto appare predisposto. Infatti, l’Ufficio Scolastico della Puglia sollecita le scuole, tutti gli ordini, anche la primaria, attraverso i loro coordinatori a seguire l’onda marinara. Finora ci pensavano organismi come Job Orienta e l’INDIRE a fornire le attività orientative atte a evitare il colpevole mismatching di cui si macchia la scuola insegnando i saperi che non sono STEM e dunque inutili, ora le proposte sono dirette: dal venditore di certezze (e chi più di un ordine militare lo è?) al cliente inesperto, nella fattispecie lo studente, la sua famiglia che comprano l’Offerta scolastica agli Openday. Del resto, è tutto scritto e prescritto nella bibbia PNRR: gli accordi, i protocolli, hanno nobili motivazioni resilienti, sono la misura adatta ad abbassare i dati sugli abbandoni scolastici, di cui ci può dire con l’evidenza del dato inoppugnabile INVALSI grazie ai suoi test, ai suoi algoritmi despota. Di seguito alcune circolari legate all’Ufficio Scolastico Regionale della Puglia. Elenco indirizzi Marina MilitareDownload m_pi.AOODRPU.REGISTRO UFFICIALE(E).0061043.06-10-2025Download m_pi.AOODRPU.REGISTRO UFFICIALE(U).0061382.08-10-2025Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Evento nazionale di orientamento di AssOrienta: corsa all’arruolamento nelle forze armate
Non si ferma la corsa ad accaparrarsi giovani da parte delle forze armate. Così come non si ferma la voglia di orientare le scelte degli studenti e delle studentesse fin dall’infanzia. Un connubio sapientemente sfruttato da AssOrienta, un’associazione professionale con sedi a Roma, Firenze e Torino, che si occupa di orientamento per carriere universitarie, ma, soprattutto, per carriere in divisa; all’interno di questo secondo ambito, infatti, propone orientamento per una vasta gamma di percorsi, dall’esercito italiano all’Arma dei Carabinieri, dalla Polizia Penitenziaria all’Aeronautica militare. L’associazione ha infatti organizzato per mercoledì 11 febbraio un evento gratuito di orientamento per la promozione delle carriere in divisa, con focus sulle Scuole Sottoufficiali, con esperti del settore (https://www.assorienta.it/sportello-genitori-orientamento-scolastico-assorienta/ ); la comunicazione è stata diffusa in molte scuole superiori. Alcune riflessioni si rendono necessarie. Prima di tutto, è bene sfatare il mito che questa corsa all’orientamento sia positiva per i ragazzi e le ragazze. Al di là del normale e fisiologico bisogno di informazione sulle varie possibilità di studio o percorso professionale post diploma (che uno studente al giorno d’oggi può serenamente acquisire con una miriade di modalità anche in modo autonomo, senza perdere ore di lezione o interi pomeriggi), questo bombardamento continuo di proposte orientative, spinto con forza dal MIM, serve principalmente (e quasi esclusivamente) ai vari enti – pubblici o privati – del mondo post diploma, che cercano di farsi pubblicità per accaparrarsi iscritti o futuri lavoratori. Questo vale purtroppo ormai anche per le Università, che dalle riforme degli ultimi decenni sono state rese sempre più bisognose di farsi concorrenza tra di loro (il numero di iscritti è cruciale nell’economia delle Università); ma vale soprattutto per le Forze Armate, che mai come ora hanno dimostrato di cercare giovani leve e che, rispetto alle Università offrono ben altro tipo di percorso di vita. La parola “leve”, tra l’altro, cade a pennello, in un momento storico in cui la corsa incontrollata al riarmo ha permesso – cosa impensabile solo qualche anno fa – che qualcuno ricominciasse a parlare di leva militare – prima “volontaria” (inquietante contraddizione in termini) poi chissà. Inoltre, il fatto che la scuola dia spazio alla formazione in ambito militare (come accennato sopra, la partecipazione dà diritto a un attestato FSL – Formazione scuola-lavoro, il vecchio PCTO) è in palese contraddizione con i valori e i principi che questa istituzione dovrebbe portare avanti. L’educazione volta alla crescita di un individuo nella scuola pubblica dovrebbe essere improntata alla gestione pacifica del conflitto, al rifiuto di logiche di sopraffazione, alla non violenza; e invece è proprio in quelle aule che dovrebbero promuovere un approccio di questo tipo che si fanno passare, sempre più spesso, inviti ad avvicinarsi alle forze armate. Il che vuol dire solo una cosa, per essere chiari: proporre agli/alle studenti di intraprendere un percorso che potrebbe portarli/e un giorno a imbracciare un’arma, magari a sparare contro un’altra persona, o, nel migliore dei casi, a lavorare per/con qualcun altro che lo faccia al posto loro. Accettando di fatto ufficialmente la logica della violenza (o quanto meno mettendo da parte il suo rifiuto) e, di conseguenza, della guerra. Proprio in questo senso riteniamo che vada letta la proposta di AssOrienta: sdoganare, attraverso l’orientamento, l’adesione a percorsi di ambito/stampo militarista, presentando la carriera militare come qualcosa di innocuo e appetibile. Un’altra riflessione si impone, e ci è particolarmente cara perché ci ricorda quanto le differenze sociali ed economiche giochino a favore del potere anche in questo caso. In un contesto in cui i giovani e le giovani sono costantemente bersagliati/e da informazioni terrificanti circa la carenza di posti di lavoro, la disoccupazione in crescita, la difficoltà di trovare un impiego dignitoso e avere un giorno una pensione, e di fronte alla prospettiva sempre più concreta di fare precariato per anni se non a vita, è chiaro che la proposta di un lavoro sicuro e stabile nelle Forze Armate ha grandissimo appeal. Carabinieri, Polizia, Esercito, Marina, ecc hanno gioco facile a proporsi nelle scuole perché sanno benissimo che vanno a pescare in un bacino di studenti frustrati e impauriti dal futuro pronti a tutto pur di non finire nel macero della gavetta infinita, che a casa hanno famiglie sconsolate, giustamente ansiose e spesso in condizioni di precarietà che non vedono l’ora di vedere i propri figli sistemati. La scuola dovrebbe essere un argine a tutto questo: alla facile pesca di forza lavoro nelle fasce deboli, al reclutamento che si fa forte della minaccia della disoccupazione. Invece di essere un ascensore sociale, in cui le fasce più fragili trovano possibilità uguali alle fasce più benestanti, questa situazione rischia di perpetuare una logica secondo la quale chi ha poco è costretto ad arruolarsi per campare. Infine, fa paura vedere come l’aumento capillare di questa propaganda vada di pari passo con le politiche di riarmo a livello mondiale e, per quel che ci riguarda più da vicino, prettamente europee. La scuola vuole far riflettere i/le giovani sui pericoli e sulla follia di questa frenesia del riarmo, con fiumi di soldi pubblici tolti ai servizi essenziali (sanità, sostegno al reddito, scuola pubblica – appunto) o ha intenzione di avallare questa dinamica che, come ci insegna la storia, ha un chiaro ed unico sbocco nelle pagine più buie dell’umanità? Per tutti questi motivi chiediamo alle scuole di non diffondere o pubblicizzare questo tipo di eventi, che smaccatamente propongono carriere nelle Forze Armate ai nostri studenti e alle nostre studentesse. Chiediamo a docenti, famiglie e studenti di non aderire e segnalarci eventuali altre iniziative di questo tipo. Facciamo argine contro il dilagare delle logiche di guerra nella nostra vita, a partire dalla scuola. Per un orientamento che sia davvero uno strumento di informazione e non un reclutamento indiscriminato nelle Forze Armate. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Vetralla (VT) orientamento scolastico tra militarizzazione e scelte vocazionali
Un ragazzo, forse un ex studente della scuola che ospita l’iniziativa segnalata presso l’Istituto “A. Farnese” a Vetralla (VT), si ritrova, imbarazzato, con un filo di voce, a spiegare come funziona il reclutamento nell’Arma. La divisa e lo spadino al fianco non fanno che accentuare la differenza che lo distingue dall’abbigliamento scanzonato dei ragazzi e delle ragazze che ascoltano. Ipotizziamo si sia trattato del solito tentativo maldestro per “fare orientamento”. INDIRE, INVALSI, altre agenzie tipo Job&ORIENTA, alcune fondazioni, case editrici (la Giunti con la Lupa Marina, ma è solo un esempio), cercano di trovare forme accattivanti per tracciare una strada futura agli alunni e alle alunne delle scuole superiori. Si delineano percorsi universitari per coloro che frequentano i licei, mentre si cerca di rendere meno bui i tunnel che imboccano coloro che frequentano i tecnici e i professionali: scelte precoci, dettate raramente da vocazioni e passioni personali, ma dal reddito famigliare, dalle cultura e dalle zone di provenienza. Il professor Federico Batini – altro esempio fra i molti: basta scorrere la pletora dei testi nel mercato librario – in campagna di altri esperti-accademici, propone l’orientamento narrativo. Come trovare la propria strada da adulti, dopo la scuola? Risposta, mediante la letteratura. Insomma, la lettura edificante di scrittori e poeti in soccorso a difficili vocazioni. Come se avere libri che ricordiamo di aver letto da adolescenti, magari, indimenticabili, facesse di noi dei futuri professori di lettere o degli scrittori. Forse… ma l’unico oriente a cui si spingono i giovani, è ancora e sempre l’attività lavorativa, assai più banalmente. Nel paradosso di un concetto del lavoro diventato labile, striato di mille sfaccettature, il più delle volte umiliante, flessibile fino all’inconsistenza, nella pletora dei contratti di ogni tipo che le aziende possono firmare con la forza lavoro, o lasciare nel sommerso, nella palude dei non garantiti, precari, inesistenti a vita. Abbiamo già segnalato su questo sito che effettivamente un impiego garantito è indossare una divisa. La coscienza di esser spesso impegnati con regole di ingaggio pericolosamente violente, può sonnecchiare, o peggio perdersi nell’orgoglio di svolgere un lavoro che conferisce una forma di potere. E questo rende ancora più goffo, fino alla tenerezza, il contributo di questo giovane militare, mentre spiega i passaggi per poter vestire la divisa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Divise militari e Forze Armate per l’orientamento al Liceo “Pacinotti” di Cagliari
Al Liceo scientifico “Pacinotti“, Cagliari, per studenti e studentesse di classi quarte e quinte sono fissati gli incontri con guardia di finanza, polizia ed esercito. Riguarderanno le opportunità di studio e lavoro nei diversi corpi militari, saranno quindi attività di “orientamento”. Sarà possibile per gli studenti e le studentesse aderire individualmente o, per gli insegnanti, portare classi intere. Il primo incontro, quello con la guardia di finanza, è già avvenuto il 15 gennaio nell’aula magna di via Liguria, il secondo, con polizia ed esercito, è stato rinviato al 2 marzo, e per ora solo 20 tra studenti e studentesse parteciperanno (per loro scelta). Speriamo che l’orientamento scolastico riguardi una pluralità di prospettive in cui i/le giovani sentano la loro autentica vocazione lontano dalle divise militari visto che il nostro mondo occidentale sempre più passivamente si avvicina alla guerra. Si moltiplicano nelle trasmissioni televisive i brevi servizi su armamenti e prospettive belliche nefaste nella sostanza, ma presentate con tono di assoluta normalità. Forse che in tal modo la gente può assimilare il messaggio a livelli subliminali finendo col percepire prospettive devastanti come fossero “normalità”? Studentesse e studenti riusciranno a formarsi un approccio consapevole di questa temperie culturale indotta prima di sentirsi orientati alla divisa? Dipenderà molto anche dal dialogo e dalla circolazione di idee all’interno della scuola.   Di seguito le circolari del Liceo “Pacinotti” sulle iniziative con le forze aarmate. Circolare-n.-165_Incontro-con-le-Forze-dellOrdine-–-19-gennaio_signedDownload Circolare-n.-184_Incontro-con-la-Guardia-di-Finanza-14-gennaio_signedDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
All’Istituto “Mazzini–Modugno” di Bari arrivano i militari “per l’orientamento”: scuola o caserma?
All’Istituto Comprensivo Statale “G. Mazzini – G. Modugno” di Bari, il 21 gennaio 2026, le classi 3^A e 3^F della scuola secondaria di primo grado hanno incontrato alcuni rappresentanti del Comando Militare Esercito “Puglia” per una “Conferenza di Informazione, Orientamento ed educazione civica”, come riportato anche sul sito dell’istituto. L’iniziativa è stata inserita tra le “Buone pratiche” e tra le attività di “Orientamento”, attribuendo di fatto ai militari un ruolo di riferimento educativo e di guida per le scelte future di studenti e studentesse tredicenni (clicca qui per guardare sulla pagina Facebook della scuola l’iniziativa) Siamo di fronte a un ulteriore episodio in cui la presenza di un’istituzione armata viene proposta come opportunità formativa e di orientamento, presentando la carriera militare e, più in generale, l’apparato militare come sbocco legittimo e persino desiderabile per il futuro delle giovani generazioni. In questo quadro, l’educazione civica, come si nota dalle foto che la scuola ha condiviso sui suoi profili social a titolo di vanto, viene piegata a una narrazione che associa automaticamente cittadinanza, legalità e difesa dello Stato alla dimensione militare, alla possibilità di arruolamento, anziché a percorsi di partecipazione democratica, di gestione nonviolenta dei conflitti, di pratica del dialogo educativo, di tutela dei diritti e dei beni comuni. Colpisce, inoltre, che un incontro di “orientamento” non preveda – almeno da quanto emerge dalle comunicazioni pubbliche – un reale contraddittorio: non risultano momenti di confronto con soggetti portatori di culture di pace, con associazioni impegnate nell’obiezione di coscienza, nella difesa civile non armata e nonviolenta, nella promozione dei diritti sociali e ambientali. Come in molti altri casi, a un’istituzione armata viene offerto uno spazio privilegiato e simbolicamente molto forte, mentre analoghe possibilità non vengono concesse a chi si occupa di lavoro, welfare, solidarietà, cooperazione internazionale, nonviolenza. La retorica ministeriale che invoca la presenza del “contraddittorio” quando si parla di temi sensibili sembra svanire non appena si tratta di iniziative che elogiano, più o meno esplicitamente, il ruolo delle forze armate e il riarmo in un contesto internazionale segnato da guerre e tensioni crescenti. IL MESSAGGIO CHE PASSA È CHIARO: LE ISTITUZIONI MILITARI POSSONO ENTRARE IN AULA, PARLARE AI RAGAZZI E ALLE RAGAZZE IN NOME DELLA “LEGALITÀ” E DELLA “CITTADINANZA”, SENZA CHE ALCUNA VOCE POSSA INTERROGARE CRITICAMENTE LE CONSEGUENZE, ANCHE CULTURALI, DI QUESTA NORMALIZZAZIONE DELLA GUERRA COME ORIZZONTE. È chiaro il retroterra culturale di questo tipo di proposte “educative”: un militarismo sempre più pervasivo, che vuole rendere naturale e persino auspicabile l’inquadramento militare delle giovani generazioni, trasformando gli spazi scolastici in luoghi di legittimazione simbolica delle forze armate e, indirettamente, in riserva di futuri soldati. Ma la scuola, se vuole essere fedele al dettato costituzionale, dovrebbe essere innanzitutto luogo di pace, di pensiero critico, di educazione alla nonviolenza e alla cooperazione, non un corridoio preferenziale verso la caserma. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università considera iniziative come quella del “Mazzini–Modugno” di Bari parte di un più ampio processo di normalizzazione del militarismo nella società e invita docenti, studenti, famiglie e associazioni a vigilare, a chiedere trasparenza e reale pluralismo nelle proposte di orientamento e di educazione civica, a rivendicare percorsi formativi che mettano al centro la pace, la giustizia sociale e i diritti, non la culturale dell’obbedienza e dell’arma. Di seguito le foto scattate durante l’iniziativa a scuola e disponibili sulla pagina Facebook sella scuola. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Editoriale Domani: Se i militari salgono in cattedra, a scuola l’orientamento alla guerra
DI CARLO RIDOLFI SU EDITORIALE DOMANI DEL 12 GENNAIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Carlo Ridolfi e pubblicato su Editoriale Domani il 12 gennaio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Scorrendo poi le pagine di quel prezioso strumento che è il sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università, è possibile verificare che per la ricorrenza del 4 novembre si sono svolte in scuole di tutta Italia oltre 200 iniziative con le forze armate. E che tanto dispiegamento di energie e risorse non è rivolto solo alla scuola secondaria di secondo grado...continua a leggere su www.editorialedomani.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
AssOrienta e le iniziative “carriere in divisa”: Orientamento alla guerra?
PUBBLICHIAMO LA LETTERA DI UN GENITORE GIUNTA ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ PREOCCUPATO DALLE INIZIATIVE DI ASSORIENTA NELLE SCUOLE, CHE PROPONE OPPORTUNITÀ LAVORATIVE NELLE FORZE ARMATE. Avere un figlio che frequenta la quarta Liceo Scientifico – a Padova, nella fattispecie, ma è certamente esperienze diffusa altrove – a volte, può riservare qualche novità interessante. Nel profluvio quotidiano di segnalazioni, informative, notifiche di uscite anticipate o di scioperi in vista – sul quel strumento come minimo controverso che è il Registro Elettronico – ecco che appare, in data 22 dicembre 2025, una comunicazione “agli studenti delle classi 4 e 5, ai loro genitori e ai docenti tutor FSI”. In essa veniamo informati che l’Associazione Orientatori Italiani (AssOrienta) organizza un “primo appuntamento in live streaming”, per studenti e studentesse, nella seconda metà di gennaio, per promuovere e divulgare la cultura dell’Orientamento, in tutte le sue accezioni, in particolare per ciò che riguarda Forze di Polizia, Finanza, Carabinieri ed Esercito. I ragazzi e le ragazze potranno registrarsi, prenotando la partecipazione: “Attraverso questa registrazione, avranno accesso a materiali informativo sulle Amministrazioni in divisa e quiz per mettere alla prova le loro capacità e conoscenze”. Tutto regolarissimo, ovviamente. AssOrienta-Associazione Orientatori Italiani (www.assorienta.it) risulta essere, anche ad una veloce ricognizione sul sito di riferimento: “Ente iscritto nell’Elenco del Ministero dello Sviluppo Economico delle Associazioni Professionali che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi erogati dagli aderenti”. Opera, in particolare, nell’orientamento alle “carriere in divisa”: Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco. Qualche perplessità – di quelle antiche remore del tipo “chi controlla i controllori?”, forse, emerge quando si verifica che due dei tre componenti del Consiglio Direttivo (dr. Michele Noto, dottore in Economia e Gestione per l’Impresa e Amministratore Unico del Centro Universitario S.r.l. e dott.ssa Tatyana Oceano, laureata in Mediazione Linguistica) sono anche, insieme alla dott.ssa Patrizia Nissolino, psicologa, “imprenditrice nel settore della formazione, esperta nel settore concorsuale e lavorativo delle Forze di Polizia e Forze Armate” (e titolare di NissolinoCorsi: www.nissolinocorsi.it), membri del Comitato Tecnico Scientifico. Il marito della dr.ssa Nissolino è il dott. Francesco Buscarino, sottotenente della Guardia di Finanza in pensione, con lauree in Economia e Management e Giurisprudenza, che si presenta sul sito davanti ad una targa con una citazione di Machiavelli: “Dove c’è una grande volontà non possono esserci grandi difficoltà”. È anche interessante, tanto per cominciare a soddisfare qualche curiosità, visualizzare alcune attività della “Nissolino Academy”: Il quadro, ripetiamolo,  risulta comunque tutto regolare. Sono quindi interessati, in questa operazione di “orientamento”, vari rami dell’amministrazione pubblica: il Ministero dell’Istruzione (e del Merito), il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in quanto referenti istituzionali dell’orientamento stesso; il Ministero dell’Interno (al quale fa capo la Polizia di Stato); il Ministero della Difesa (Esercito e Arma dei Carabinieri); il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Guardia di Finanza). Pubblica amministrazione che, con ogni evidenza (ma è altrettanto evidente che si tratta di un percorso che viene da lontano), ha siglato protocolli e contratti di collaborazione con enti e associazioni privati per progettare e implementare l’orientamento. Tutto, perfettamente, istituzionale e accreditato. Così come non c’è nulla di strano che ci siano ragazzi e ragazze che aspirino a una scelta professionale e di vita nelle forze in divisa che sono componente storica e definita degli Stati moderni. Rimane l’interrogativo (ovviamente retorico): esiste un analogo impiego di coinvolgimenti pubblico-privato e di risorse economiche, in forme di partecipazione alla vita nazionale e di orientamento professionale alternative? Lo Stato italiano – e sarebbe semplicistico risolvere la questione solo riferendola all’ultimo Governo in ordine di tempo – quale scelta ha, di base, sul futuro dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze? Carlo Ridolfi -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
ASTER e l’orientamento (militare), un impegno degno di miglior causa
Dicembre 2025: «Oltre 50 mila studenti da tutta la Sicilia Occidentale, hanno affollato le prime due giornate di OrientaSicilia al padiglione 20 della Fiera del Mediterraneo». A comunicare un tale successo Anna Brighina, presidente dell’Associazione ASTER, che opera da 21 anni nel settore dell’orientamento. Magari esagera nei numeri (nel 2025 in tutta la Sicilia, compresa quindi la parte orientale, ci sono stati 44.000 studenti e studentesse impegnate/i negli esami di stato, oggi maturità), ma non c’è dubbio che ASTER sia un’organizzazione in grado di produrre eventi “importanti” in molte regioni italiane: Calabria, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia e, dall’anno prossimo, Emilia Romagna. Come avrete capito, la mission dell’associazione è certamente nobile e valida: fare in modo che gli studenti e le studentesse, terminato il percorso scolastico, sappiano scegliere in modo tale da raggiungere futuri traguardi professionali prestigiosi. Certo, organizzare simili eventi è costoso. Nessun problema, bastano buoni sponsor e un’oculata vendita di spazi e strutture. Non sappiamo oggi, ma nel 2020 affittare un singolo stand (con l’arredamento essenziale) di 3 metri per 3 costava, secondo le regioni, da 2.700 a 5.500 euro. Prezzo che saliva ulteriormente se si voleva inserire il nome della struttura (Università pubbliche e private) nella brochure ufficiale, utilizzare un’aula per specifiche conferenze, avere la connessione internet, un computer a disposizione, hostess, pubblicità sul catalogo… Inoltre, i Ministeri dell’Istruzione e dello Sport, le Regioni Lazio e Sicilia, molti comuni, l’USR della Sicilia e altri hanno, nelle varie sedi, patrocinato gli eventi. Mentre maître à penser, del calibro di Paolo Crepet e Stefano Zecchi, hanno spesso partecipato ai dibattiti. A conferma di quanto affermato dall’Associazione, secondo cui «Nei diversi progetti, l’Associazione si avvale del prezioso supporto dei suoi guru, validissimi saggisti, ricercatori e professori di discipline filosofiche (antropologia, etica), umanistiche (discipline dell’arte e della comunicazione, scienze politiche e sociali, storia, antropologia culturale) e scientifiche con implicazioni sull’immagine dell’uomo (scienze cognitive, biomediche e fisiche)». In un tale contesto, ovviamente, non mancano «incontri face to face con i rappresentanti delle Forze Armate e le Forze dell’Ordine presenti per sapere tutto su come intraprendere la carriera militare e come prepararsi ai concorsi». Conseguentemente, in queste mega kermesse sono quasi sempre presenti: Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Aeronautica Militare, Marina Militare. Come ricorda l’Associazione «ASTER ha ottenuto per gli Eventi del 2022 la Medaglia della Presidenza della Repubblica […] Dal 2018 gli Eventi ASTER hanno ricevuto anche la Medaglia della Presidenza del Senato». Per essere degni di tali attenzioni, i promotori hanno deciso di costituire Il Centro di Orientamento Permanente perché «Un percorso di orientamento a 360° in grado di accompagnare i ragazzi in un viaggio di maturazione che sfoci in una scelta consapevole, deve configurarsi infatti come un strada attraverso tappe, nelle quali a ciascuno è data l’occasione di riflettere ogni volta su un aspetto diverso dei molteplici che concernono la loro vita e le loro aspettative future». Ora, pur rispettando la mission dell’Associazione, ci si chiede se trasformare in una fiera la necessaria riflessione di studentesse e studenti rispetto ai loro impegni futuri serva effettivamente allo scopo e non sia, invece, una intelligente, e immaginiamo remunerativa, operazione commerciale, e politica, che, però, facendo perdere giorni di lezione, non aiuta certo a far crescere autonomia e spirito critico, entrambi necessari per imparare a scegliere. Nino De Cristofaro, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Sicilia -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente