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L’Aeronautica chiama e la dirigente dell’IC Taurisano di Lecce risponde
A quanto pare ogni giorno c’è un anniversario nuovo da celebrare, naturalmente insieme alle scolaresche. Stavolta si tratta dell’80° dalla costituzione della Scuola di Volo Lecce-Galatina (gaudium magnum!), come leggiamo nella circolare inviata dalla dirigente a tutti gli adulti dell’IC Taurisano: docenti, genitori e genitrici, personale ATA e perfino al “RE” (Registro Elettronico, nuovo interlocutore in questo modo post-umano sempre più artificialmente intelligente…). E per celebrare, quale modo migliore che visitare l’aeroporto militare di Galatina, gentilmente aperto per l’incredibile occasione? La circolare è una circolare scolastica: specifichiamolo perché il linguaggio è quello di un atto di piena propaganda militarista di uno dei moderni canali di comunicazione delle Forze Armate. Come spot, canali social, il nuovissimo Difesa Channel e, a quanto pare, stavolta pure la scuola. Insomma, leggiamo che: «La base aerea [ndr: militare] di Galatina, da sempre vicina al territorio e alla comunità salentina, […]. I cittadini, ma in particolare le nuove generazioni, potranno osservare da vicino le realtà operative e addestrative dell’Arma Azzurra, assistere all’attività volativa, vistare gli hangar». E, perché no, valutare una possibile carriera nell’aeronautica. In piena consapevolezza? Forse no. Per esempio, dubitiamo che verrà menzionato che il genocidio a Gaza e poi i fatti dell’Iran e poi del Libano hanno mostrato che il modo che gli stati hanno di fare la guerra (come diceva Luigi Daniele nel suo intervento allo scorso convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università) è “attaccare anche obiettivi civili“. Che poi “attaccare obiettivi civili”, da dizionario, sarebbe nella definizione di terrorismo… Ah no, il terrorista d’altronde è sempre l’altro, meglio se diverso. Quindi forse il dizionario sbaglia, e la giovane generazione dubbiosa potrebbe rivolgersi all’intelligienza artificiale. Alla stessa intelligienza artificiale presente oggi nella catena di comando che porta giovani piloti di aeronautica a trovarsi con l’ordine di sparare su una scuola femminile di Minab, nel sud dell’Iran, uccidendo 165 persone, fra cui almeno 118 ragazze. La dirigente dell’IC Taurisano è gravemente carente nella sua funzione educativa. Le nuove generazioni per dirimere i loro dubbi non dovrebbero dover rivolgersi a un’intelligenza sicofantica, ma poter rivolgersi a degli e delle insegnanti, e perché no anche presidi. Per un confronto che possa fargli sviluppare consapevolezza, e orientarli perché capisca come voglio contribuire al mondo in cui vivono e vivranno. È un corale “donna, vita, libertà” che vorremmo si innalzasse in un cielo limpido, non un giovane in un aereo da guerra. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cittadinanza in uniforme: all’IIS Volta di Aversa (CE) l’Aeronautica è solo la punta dell’ice-berg
Dal 20 al 24 aprile e dal 4 al 8 maggio 2026 tre classi quinte dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Volta” di Aversa (CE) hanno partecipato ad un percorso di Formazione Scuola Lavoro/Orientamento in collaborazione con il 9° Stormo F. Baracca dell’Aeronautica Militare Italiana, inquadrato dal 2006 nella 1° Brigata aerea “operazioni speciali”, di stanza presso l’aeroporto Caserta-Grazzanise. Fonte: wikipedia La prima parte del percorso (aprile) è stata di tipo teorico e si è svolta all’interno della scuola condotta dal personale militare. Gli argomenti sono esplicitati nell’allegato A alla circolare del Dirigente scolastico e comprendono «manutenzione aeronautica, aerotecnica, avionica, propulsione, meteorologia aeronautica, sicurezza del volo e dei luoghi di lavoro.» Il percorso del mese di maggio si è invece tenuto presso la sede del 9° Stormo, ma i contenuti non sono esplicitati nella relativa circolare. L’assenza non è un dettaglio tecnico. In un’alternanza scuola-lavoro, la parte pratica è il cuore dell’esperienza formativa. Sapere cosa fanno concretamente gli studenti dentro una base militare per 5 giorni è una questione di trasparenza educativa elementare. Per quanto riguarda gli obiettivi pedagogici l’accordo di rete cita lo sviluppo di competenze tecnico-professionali, orientative e trasversali. Quali competenze trasversali (le così dette soft skills) non è dato sapere. Ma quanto sono presenti i militari in questo istituto? Dando un’occhiata agli altri accordi di rete della scuola troviamo i «Percorsi di legalità » descritti così nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) 2025-2028 – il documento programmatico che definisce l’identità formativa della scuola: > «La scuola in rete con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la > Polizia di Stato, la polizia municipale, vigili del fuoco, ha programmato una > nutrita serie di eventi culturali, manifestazioni, nonché concerti, allo scopo > della conoscenza, della presa di coscienza e/o rafforzamento degli obiettivi > di cittadinanza attiva e di convivenza democratica. Gli alunni e le alunne > avranno modo di comprendere e fare propri i principi fondanti del rispetto del > sé, dell’altro e delle regole.» Il quadro si fa più chiaro: la presenza militare non si limita all’orientamento professionale, ma entra nel cuore della formazione civica. Vale la pena fermarsi sull’ultima parola: regole. Non si citano i diritti, la partecipazione, il dissenso, il pensiero critico. La parola regole non è casuale, ma rivela l’impostazione pedagogica sottostante: la cittadinanza come conformità all’ordine esistente e non come capacità di interrogarlo, modificarlo, contestarlo quando necessario. Cosa significa davvero cittadinanza attiva? > La cittadinanza attiva — nelle sue formulazioni teoriche più solide, da Dewey > a Freire, da Nussbaum a Bourdieu — non è la conoscenza delle istituzioni né il > rispetto delle norme. È la capacità di agire come soggetto politico: > partecipare, deliberare, dissentire, costruire dal basso spazi di vita comune. Include, necessariamente, la possibilità di contestare le istituzioni quando queste si rivelano ingiuste o inadeguate. Include il conflitto come risorsa democratica, non come patologia sociale da reprimere. Include la disobbedienza civile, che ha una storia teorica e pratica riconosciuta in ogni democrazia matura. La convivenza democratica, analogamente, non è la coesistenza pacifica sotto la tutela dell’autorità. È la capacità di gestire il pluralismo, il disaccordo, la differenza — senza affidarsi al monopolio della forza per tenerli sotto controllo. Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza non sono soggetti democratici nel loro funzionamento interno, ma sono organizzazioni gerarchiche, basate sull’obbedienza verticale, sulla disciplina, sull’esecuzione degli ordini. Svolgono funzioni legittime e necessarie in uno Stato di diritto, tuttavia il modello di convivenza che incarnano strutturalmente è quello dell’ordine garantito dall’autorità, non della partecipazione costruita dal basso. Quando sono loro a spiegare “come si vive insieme”, il messaggio implicito — indipendentemente dalla buona fede dei singoli operatori — è preciso: la convivenza è una questione di rispetto delle regole; lo Stato si presenta con la divisa; il cittadino è un soggetto da educare alla compliance. È l’opposto di ciò che la pedagogia critica ha elaborato in decenni di riflessione. È, per usare la categoria di Paulo Freire, un’educazione “bancaria” applicata alla democrazia: si depositano nei ragazzi i valori dell’ordine, senza mai attivare la loro capacità di pensiero autonomo e azione collettiva. Il caso del Volta di Aversa non è isolato. Rientra infatti in una tendenza documentabile a livello nazionale che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università portiamo alla conoscenza di tutti: la progressiva occupazione degli spazi formativi da parte di soggetti militari e paramilitari, che si propongono come agenti educativi su temi — legalità, cittadinanza, convivenza, orientamento professionale — che richiederebbero invece competenze pedagogiche, autonomia critica, pluralismo di voci. Questa tendenza non passa da imposizioni esplicite. Passa da convenzioni, reti, PCTO, protocolli d’intesa, passa dal linguaggio rassicurante della legalità e dei valori condivisi. Passa, come in questo caso, dalla sostituzione silenziosa di una parola con un’altra: diritti con regole. È quella sostituzione che vale la pena insegnare ai ragazzi a riconoscere. Ma non sarà un carabiniere a fargliela notare. Purtroppo nel PTOF dell’Istituto Volta l’educazione alla cittadinanza attiva e alla convivenza democratica appare affidato solo alle divise. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Orientamento con la Marina Militare all’IIS “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese
Abbiamo ricevuto una mail con segnalazione di un incontro di orientamento della Marina Militare tenutosi nel mese di aprile all’IIS “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese (Torino).  Il gruppo ANMI “Alberto Banfi” di Cuorgnè e due militari del Comando Nord di La Spezia hanno incontrato circa trenta studenti e studentesse per «approfondire i percorsi di carriera disponibili, che consentono di acquisire competenze in diversi ambiti — tra cui sanitario, giuridico e tecnico — proseguendo parallelamente gli studi universitari». Chi ci ha contattato aggiunge che in quell’istituto di incontri di orientamento se ne sono fatti ben pochi. Per questo motivo la mattina all‘IIS “Aldo Moro” con la Marina Militare assumerebbe un maggiore tono da propaganda. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università teniamo a ricordare che la fase dell’orientamento, sia di formazione sia professionale, è un percorso che dovrebbe assicurare la pluralità delle offerte, e noi dovremmo garantire spunti nuovi e appetibili, e risposte alle domande degli studenti e delle studentesse. Ministero dell’Interno e Ministero della Difesa sembrano avere dei canali privilegiati di ingresso nelle scuole e, la loro offerta formativa e professionale tende ad avere lo stesso numero di incontri di altri enti e settori dell’economia. Pensiamo che questa intersezione non sia solo sbilanciata ma del tutto inammissibile nel contesto scolastico. In questi incontri di orientamento resta sullo sfondo, non pronunciata, la brutalità della guerra. Invece noi dell’Osservatorio sentiamo il dovere di sollevare una questione etica circa questi appuntamenti di orientamento con le forze armate, vogliamo evidenziare le criticità di un futuro professionale nel settore bellico. Vogliamo che la scelta dei ragazzi sia libera e informata, e che godano della libertà di rifiutare l’offerta di reclutarsi, ora e anche se in futuro dovesse presentarsi l’obbligo di prestare un breve periodo di servizio militare o servizio civile.  Per questo vigliamo e continuiamo a studiare, incontrarci e organizzarci. Ringraziamo chi ci ha scritto e chi lo farà per segnalarci eventi, lezioni, incontri di orientamento, gite in caserma, qualunque forma di avvicinamento delle forze armate e di polizia al mondo della scuola e delle nuove generazioni. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Attività di Orientamento con Aeronautica Militare all’Istituto “Enrico Fermi” di Roma
La circolare diffusa ai docenti in servizio nell’Istituto Industriale Statale “Enrico Fermi” di Roma, giunta all’attenzione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, prevedeva un’attività di orientamento attraverso l’incontro con l’Aeronautica Militare nella biblioteca della scuola, il 13 aprile scorso (clicca qui). Si direbbe che dirigenti e comandi militari abbiano mangiato la foglia: la ricerca sul sito della scuola non dà risultati esplicativi sul tipo di incontro; su quello del Comando Militare il rinvio – digitando la voce iniziative di orientamento negli istituti superiori  – per questa occasione – è al sito scolastico, e il circolo si chiude. Non solo, spesso le circolari interne sono a carattere riservato, anche quando riguardano attività rivolte agli studenti e alle studentesse. Tutela risibile, visto che i ragazzi, le ragazze e gli/le stessi/e insegnanti ne potrebbero fare l’uso pubblico che vogliono. Sicché non si può che arguire, sulla base dei dati che già possediamo su attività di questo tipo, di cosa si tratti. Sull’orientamento previsto dalla normativa vigente (DM 328, 22/12/2022 Linee Guida in ottemperanza alla missione. 4 del PNRR) si possono trovare informazioni direttamente sulle pagine del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nello specifico per gli ITIS il MIM assicura che gli studenti e le studentesse, grazie agli incontri con il mercato, completeranno la formazione delle «competenze che permettono un IMMEDIATO inserimento nel mondo del lavoro». Vengono magnificati anche i quadriennali (4+2) frutto della recente controriforma, con l’eventuale percorso successivo presso le Academy. Nelle scuole, soprattutto durante l’ultimo anno di frequenza, a organizzare le attività ci pensa il docente con incarico specifico di orientatore, coadiuvato dallo staff dei tutori (in proposito si veda sul portale UNICA del MIM: https://unica.istruzione.gov.it/portale/it/orientamento/il-tuo-percorso/docente-tutor). Come abbiamo più volte annotato sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università l’orientamento, che alcuni accademici hanno proposto come occasione di una formazione umana, addirittura letteraria (ad esempio il professor Federico Batini ordinario all’Università Sapienza di Roma, in un seminario dedicato all’orientamento: https://pratika.net/wp/le-nuove-linee-guida-per-lorientamento/), è ben altro. Infatti, molto spesso, viene esternalizzato a società private, oppure ai corpi militari, come in questo caso (il 13 maggio, sempre al Fermi, è previsto un incontro con la società ADVANT, azienda di consulenza tecnologica per aziende: https://www.itisfermiroma.edu.it/circolare/orientamento-classi-quinte-incontro-con-advant-s-r-l/). L’istituto Enrico Fermi si trova nel quartiere Monte Mario, nella periferia romana, dove la via Via Trionfale porta, con un lungo e trafficato percorso, verso la provincia di Viterbo, Nord del Lazio. La Stazione di Monte Mario, dietro la scuola, dovrebbe agevolare gli spostamenti degli alunni che, in netta maggioranza, vengono dalle urbanizzazioni oltre il raccordo anulare di Roma e dai paesi della provincia. Sempre quando funziona…visto che molto spesso ci sono problemi sulla linea e le attese si fanno lunghe, le assenze e i ritardi degli studenti notevoli. Come scrive il sociologo Eli Friedman, il capitalismo ha smesso di funzionare per i giovani «per la generazione Z- persone nate tra la fine del1990/2000 – ormai lavorare è più deprimente che essere disoccupati» (riportato da Le Monde Diplomatique, aprile 2026, pag 5). Ma è sempre pronta la carriera militare, la paga del soldato è buona, nei corpi di élite ottima, con i tempi che corrono… Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
IIS Majorana di San Lazzaro (BO): interrogazione parlamentale per orientamento delle Forze Armate
I deputati pentastellati Stefania Ascari e Antonio Ferrara hanno presentato un’interrogazione il 30 marzo scorso, iscritta al registro della Camera al n° 636, rivolta ai Ministri Guido Crosetto e Giuseppe Valditara sull’iniziativa di orientamento alle carriere militari tenutasi presso l’istituto scolastico Ettore Majorana di San Lazzaro di Savena (BO). Questo strumento di controllo parlamentare prevede una risposta scritta entro 30 giorni, trascorsi i quali può essere trasformata in question time (interrogazione e risposta in tempo reale, direttamente in aula). Al momento il procedimento risulta in corso. La segnalazione arriva all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da una pagina del quotidiano la Repubblica, nella cronaca di Bologna (clicca qui). Un’analoga attività si era già svolta all’istituto Mauro Minghetti di Bologna dove ha suscitato la protesta dei collettivi studenteschi (clicca qui) e quella dell’assessore all’istruzione del Comune, Daniele Ara. Il giornalista annota anche un fatto interessante: l’istituto di San Lazzaro di Savena aveva invitato precedentemente Francesca Albanese, ne era seguita un’ispezione dell’Ufficio Scolastico Regionale o direttamente del Ministero (una consuetudine inutile se non per il carattere intimidatorio, visto che, come segnalano i due parlamentari, non si conoscono norme che vietino e agevolino questi incontri). L’ospitalità ai militari orientatori e reclutatori sembra così una sorta di contrappeso, una forma di par condicio. La preside smentisce. L’istituto Majorana, come succede in tantissimi altri di ogni ordine e grado, offre un vasto panorama di attività extracurriculari, nell’attuale bulimia da progettificio. L’offerta formativa deve spaziare fra gli obiettivi propri dell’istituto tecnico, del liceo di scienze applicate – forse collegati fra loro dalle esigenze del montante interesse governativo e di mercato per le discipline STEM – e del liceo linguistico. Il comune di San Lazzaro di Savena ha circa 33.000 anime sotto la protezione del santo lebbroso ed è uno dei 55 comuni della Città Metropolitana di Bologna. In Italia, di città metropolitane ce ne sono 14, sono i maggiori centri urbani che hanno assunto le funzioni delle province, in parte smantellate per ragioni di risparmio nel 2011 e stabilizzate nel 2014 dal Ministro Graziano Delrio. Grandi territori ad amministrazione mista, centralizzata e locale, enorme densità abitativa, che pian piano si avviano a copiare il modello Milano, con misure di smantellamento progressivo di ciò che è pubblico, la creazione di holding che gestiscono il patrimonio immobiliare, che cacciano dai centri storici verso le immense periferie i meno abbienti (insomma un fatto di classe sociale, ancora e sempre). Il debito dei comuni aumenta, il rimedio è svendere. Il mercato gongola. Qualcuno a scuola lavora su questi aspetti con gli alunni o ci si distrae in mille progetti? Nella completa ignoranza di dove si vive e di cosa è possibile realizzare nel proprio contesto a livello lavorativo e personale, eventualmente, in uscita, ci si arruolerà. Renata Puleo – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Orientamento tra gli stand delle Forze armate: c’è bisogno di un contraddittorio pacifista
Si è svolta il 14, 15 e 16 aprile presso la Fiera campionaria di Cagliari la quattordicesima edizione di Orienta Sardegna – AsterSardegna 2026 dedicata all’orientamento universitario e professionale della popolazione studentesca in Sardegna, a cura dell’associazione Aster, ubicata a Palermo, che svolge analoghe iniziative in Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio e Lombardia. Presenti 33 espositori disponibili anche a colloqui individuali con studenti e studentesse in visita alla mostra e provenienti da classi terminali di scuole secondarie superiori. Nell’area del parcheggio sostano infatti ben otto corriere che hanno portato e riporteranno i giovani nei loro luoghi di provenienza. Tra le istituzioni che partecipano sono immediatamente visibili le Forze armate: Esercito, Aeronautica militare, Marina militare, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia di Stato, con stand molto forniti di brochure informative, e attrezzature varie. È presente lo stand di Nissolino corsi, ente privato che promuove corsi di preparazione ai concorsi per le FFAA. Delle università pubbliche sono presenti quelle di Cagliari, Oristano, Sassari e ancora di Trieste, Genova, Pavia, Urbino, Pisa e il Politecnico di Torino. La maggior parte dei restanti sono pertanto enti e accademie privati. Fuori, vicino all’ingresso, è in sosta la camionetta Lince in dotazione all’Esercito (per associazione di idee ricordiamo che “Lince” è anche il nome che è stato dato ad un’operazione della questura di Cagliari contro decine di manifestanti antimilitaristi per i quali si sta svolgendo un processo penale), e accanto un gruppetto di giovani aspetta di salire per fare una foto in cima al mezzo militare indossando l’elmetto. Un rito che sembra abbastanza ritrito per chi lo sta praticando, ma che denota purtroppo un approccio molto acritico da parte di giovani che sarebbero ormai nell’età per problematizzare le questioni connesse alla sfera militare, primo tra tutti quello dei conflitti armati e delle guerre. La vita e il futuro di interi popoli risultano devastati dalla violenza militare, e il nostro Paese si trova in un contesto che non è affatto rassicurante. Infatti le istituzioni europee e la NATO, in cui il nostro paese è inserito, comandano il riarmo in vista di possibili e preoccupanti conflitti, in una misura che andrà a tagliare grandi risorse pubbliche e sociali con pesanti ricadute sulla collettività e anche sul futuro di quei giovani che adesso visitano gli stand e forse esaminano la prospettiva dell’arruolamento in un corpo militare. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università crediamo fermamente che la pace e il ripudio della guerra debbano essere presi molto sul serio dalle pratiche educative nella scuola; siamo per ora ad un “lasciar fare” alla propaganda militarista davanti a cui pochi insegnanti fanno obiezione, e che invece ha urgente bisogno di un contraddittorio pacifista e antimilitarista (ricordiamo che lo scorso autunno le circolari del ministro Valditara hanno chiesto un contraddittorio “con relatori che espongano punti di vista diversi” quando nelle scuole vengano promosse iniziative per parlare di genocidio nella Strisca di Gaza e di questione palestinese). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Terlizzi (Bari): orientamento alle carriere militari al polo liceale “Sylos Fiore”
Il polo liceale “Sylos Fiore” di Terlizzi (Bari) ha avviato un progetto POC di orientamento alle carriere militari per 21 studenti e studentesse scelti tra 11 classi di terzo, quarto e quinto anno. Il percorso, che ha già previsto una visita al Comando Generale di Bari, potrà contenere anche esercitazioni, laboratori e incontri con “professionisti del settore”. Gli studenti e le studentesse in questione stanno partecipando a otto incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, appuntamenti extracurriculari iniziati il 18 marzo e che segneranno tutto il mese corrente di aprile. Si tratta quindi di un percorso di orientamento “rinforzato”, diverso da quelli che solitamente denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che durano una mattinata o una sola ora e che utilizzano tempo prendendolo dalle ore di lezione. I fondi pubblici destinati al POC (Programma Operativo Complementare) avrebbero la finalità di contrastare la dispersione scolastica e rendere più consapevoli gli studenti e le studentesse circa le loro aspirazioni e attitudini. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si contrappone fermamente alla proposta delle carriere militari nei percorsi di orientamento in uscita e immagina altre soluzioni per la dispersione scolastica, non certo cedendo alla dilagante propaganda bellicista. “Offrire” alle nostre studentesse e ai nostri studenti come “buona soluzione” per il loro futuro di arruolarsi e diventare un/una professionista delle Forze Armate e di Polizia non è una soluzione. Mentre una parte della popolazione mondiale si interroga quotidianamente sulle alternative possibili ai conflitti armati, un’altra considera le guerre un dato naturale della Storia e della coesistenza umana, impossibile da risolvere. Se i mass media mainstream parlano di guerre è sempre all’interno di una narrazione che le dà per necessarie e indica gli appartenenti alle Forze Armate come modelli da seguire e garanti dell’ “ordine giusto”. I fondi POC sono risorse nazionali per le “regioni meno sviluppate”, questo liceo è del territorio pugliese e sappiamo che gran parte dei militari italiani è originaria delle regioni del mezzogiorno. Davvero non esistono modi alternativi di utilizzarli per i giovani che vivono questi territori? Perché in fondo i percorsi di orientamento alle carriere militari che qui stiamo denunciando aggancerebbero soprattutto quelle ragazze e quei ragazzi che vedono davanti a loro una situazione occupazionale precaria. Il Ministero della Difesa bussa alla porta della scuola, continuamente. Ma per contibuire all’orientamento nelle nostre scuole ci sono anche soluzioni accettabili, alternative. Possiamo invitare, per esempio, i soggetti che vivono questi territori e la loro complessità senza volerne approfittare. Non occorre andare molto lontano a cercare: questo scorso fine settimana a Cosenza, ad una due giorni dal titolo “I Sud si organizzano“, hanno partecipato in molte di queste realtà. Come docenti, possiamo contattarle. Anche perché, come docenti, eravamo presenti. Esiste una contraddizione tangibile tra i principi della Costituzione italiana e le funzioni delle Forze Armate. La presenza dei militari nella scuola viola principi etici ed educativi. Come comunità educante, ci opponiamo ancora una volta alla militarizzazione della parte civile della nostra società e all’uso improprio delle classi scolastiche come fossero una El Dorado di future reclute.  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Orientamento professionale-gastronomico: incontro con l’Esercito al “Ferraioli” di Napoli
All’Istituto Professionale di Stato dei Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera di Napoli “Antonio Esposito Ferraioli”, il 9 marzo scorso, gli alunni e le alunne dell’ultimo anno hanno incontrato un maggiore e una “guida” della Caserma Calò (sarà Eugenio, medaglia d’oro della Resistenza?). Lo scopo è essere orientati verso il lavoro, come recita la circolare interna, ma i militari sono spesso presenti all’istituto anche nei progetti di Educazione alla Legalità (https://www.ipsseoaferraioli.edu.it/ https://www.ipsseoaferraioli.edu.it/categoria/le-notizie/2349/incontro-di-orientamento-in-uscita-esercito-caserma-calo/). Ignoro quali funzioni svolga la “guida”, in questo caso una ragazza in divisa ma, senza dubbio, un ruolo di supporto all’ufficiale durante la presentazione del programma. La presenza delle donne nelle organizzazioni militari rappresenta oggi la cifra dell’emancipazione, così come la considerano istituzioni per loro storia e cultura tipicamente maschili. La conferenza prevede una generale presentazione dell’esercito italiano: i compiti di servizio per la difesa, le operazioni di pace, quelle di soccorso e ripristino dopo eventi dannosi a cura del reparto genieri, ecc. tutto dalla parte dei Bene, dei Buoni. Però, se si dà uno sguardo alla home del sito, tali versioni non sembrano una priorità, la missione non pare molto cambiata, se non nella sua veste altamente tecnologica. Le prime immagini mostrano uomini e donne in mimetica impegnati in logistica per operazioni di guerra (https://www.esercito.difesa.it/). Come ci segnala anche il giornale on line ildenaro, il 9 marzo gli alunni e le alunne hanno ascoltato con grande interesse le sorti luminose che apre, nel dopo diploma, una carriera militare (https://www.ildenaro.it/scuola-dal-diploma-alluniforme-lesercito-incontra-gli-studenti-del-ferraioli). Il commento è entusiasta. Come abbiamo più volte notato questi fogli svolgono una capillare opera di elaborazione del consenso, la lettura impegna pochi minuti, la rassegna degli argomenti, apparentemente ampia, è in realtà dedicata a rinforzare una mentalità, sul ruolo dell’economia, del lavoro, della difesa del nostro stile di vita. Infatti, parlare di lavoro, denaro, finanza, è lo scopo editoriale delle pagine, per cui un percorso di orientamento, chissà anche di Formazione Scuola Lavoro (ex Alternanza Scuola Lavoro), è ritenuta una notizia che vale la pena commentare. Una rubrica del giornale dedica una articolata riflessione all’importanza esistenziale del lavoro: lavorare è dare senso e direzione alla propria vita, l’economia che se ne occupa, quando è disciplina «nobile […] è l’arte che tiene in piedi la vita». E così di lavoro e lavoro discorrendo, la pagina ci tiene a segnalare che l’ufficiale intervenuto al Ferraioli ha mostrato “slides d’ordinanza”, dove l’espressione sembra incorrere in un simpatico equivoco semantico: nel gergo militare l’ordinanza è l’attendente al servizio del superiore in grado. Sarà la ragazza guida? In fondo si sa, si comincia con la gavetta e poi si percorrono i gradi del cursus honorum. Forse, visto l’indirizzo alberghiero della scuola, i neodiplomati potranno essere imprestati alla marina militare, imbarcati su un incrociatore per cucinare alla truppa. Oppure potranno servire un rancio da specialisti  dell’enogastronomia ai soldati nelle caserme italiane. Leggo sul quotidiano Avvenire del 10 aprile un articolo sui buoni risultati, in termini di valore aggiunto, del settore della ristorazione italiana, a cui però manca personale con competenze di cucina e di servizio a tavola. Dunque, il rischio è che l’incremento di profitto nella catena del valore economico, in questo settore, si arresti (clicca qui).   Ciò che non ci dice il giornalista è che il profitto, per essere più diretti, più chiari sul significato di valore aggiunto, nei ristoranti, bar a Napoli come altrove, lo realizzano gli immigrati e coloro che accettano uno dei tanti contratti sottopagati. L’esercita paga meglio? Non lo so, sicuramente, come sempre si sottolinea durante questi incontri, il valore aggiunto nel mestiere delle armi è rappresentato dalla forza dell’organizzazione e della disciplina, una questione di forgia del carattere. Ultimo ma non ultimo: le prove INVALSI battono cinque a zero l’orientamento militare (cinque è il punteggio massimo che si può conseguire a test). Infatti, si premura di ricordare la Dirigente nella circolare, l’incontro non dovrà interferire con le date previste per la somministrazione dei test. Tanto, fare i sorveglianti durante le prove standardizzate o mentre parla il maggiore dell’esercito, per i docenti non cambia molto: solo un effetto di interpretazione del ruolo. Ruolo che si accetta venga marginalizzato, messo all’angolo da funzioni di ben altro rango sociale. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Orientamento con l’Esercito all’IIS “Buontalenti” di Firenze
Nei giorni 6 e 20 marzo le classi quinte dell’IIS “Buontalenti” di Firenze hanno incontrato l’Esercito per delle attività di orientamento. Queste iniziative rientrano nel progetto dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana dal titolo Conferenze scolastiche di informazione e orientamento e visite scolastiche presso le Unità dell’Esercito per l’anno scolastico 2025-2026 (per i dettagli del progetto clicca qui). I militari entrano nelle scuole superiori della Regione per presentare la loro Forza Armata e con l’intento dichiarato di far conoscere a studenti e studentesse le varie opportunità di lavoro nel loro specifico ambito, in particolare il percorso da Volontario in Ferma Prefissata Iniziale (VFI). Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università affermiamo ancora una volta con forza la nostra contrarietà a questo tipo di conferenze. Specialmente in un periodo in cui i venti di guerra stanno soffiando sempre più forti è importante che l’USR e i singoli istituti impediscano che le giovani generazioni vengano trasformate in carne da cannone con l’illusione di un posto di lavoro sicuro. Le scuole dovrebbero invece rispondere alla precarietà lavorativa ed esistenziale che attanaglia tanti giovani di oggi mostrando loro strade in cui le conoscenze da acquisire siano al servizio della società civile e della pace e non delle Forze Armate e della guerra. Fonte: https://web.spaggiari.eu/sdg2/Documenti/BachecaCvv/FIIP0018/3632479 Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Rotary Club ed Aeronautica militare in provincia di Bari: un binomio da non ignorare
Lo scorso febbraio il Rotary Club Acquaviva delle Fonti – Gioia del Colle ha svolto presso l’ITI Galilei di Gioia del Colle e il Liceo Leonardo da Vinci di Cassano, entrambi nella provincia di Bari, degli incontri di orientamento dal titolo “Facoltà e scenari internazionali: un binomio da non ignorare”. Lo scopo è stato quello di far conoscere a studenti e studentesse le professioni che maggiormente saranno richieste nel futuro e, quindi, con un focus particolare sulle discipline STEM. Proprio per la natura degli incontri l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riceve con inquietudine la notizia secondo la quale nell’ambito di queste iniziative sia stata effettuata anche una visita all’Aeroporto Militare “A. Ramirez” – 36° Stormo Caccia dove quasi 200 studenti e studentesse hanno potuto conoscere le diverse professionalità richieste dall’Areonautica militare. In un tale contesto a passare è innanzitutto il messaggio che lavorare per l’esercito sia un mestiere come un altro e, per di più, un mestiere in cui viene richiesto personale altamente qualificato. Come successo già con l’evento tenutosi all’Areoporto dei Parchi di Preturo, in provincia dell’Aquila, non solo si nasconde la necessità di arruolare giovani per le probabili guerre che verranno dietro la promozione della cultura scientifica, ma si omette anche che lavorare per l’Aeronautica militare significa esporsi al rischio di uccidere e di essere uccisi. Come Osservatorio torniamo perciò a ribadire con forza che qualsiasi forma di promozione della cultura e di orientamento per il futuro delle giovani generazioni debba essere fatto in nome della pace, immaginando un futuro dove le conoscenze possano servire per costruire un mondo migliore e non per seminare morte e distruzione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente