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Orientamento tra gli stand delle Forze armate: c’è bisogno di un contraddittorio pacifista
Si è svolta il 14, 15 e 16 aprile presso la Fiera campionaria di Cagliari la quattordicesima edizione di Orienta Sardegna – AsterSardegna 2026 dedicata all’orientamento universitario e professionale della popolazione studentesca in Sardegna, a cura dell’associazione Aster, ubicata a Palermo, che svolge analoghe iniziative in Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio e Lombardia. Presenti 33 espositori disponibili anche a colloqui individuali con studenti e studentesse in visita alla mostra e provenienti da classi terminali di scuole secondarie superiori. Nell’area del parcheggio sostano infatti ben otto corriere che hanno portato e riporteranno i giovani nei loro luoghi di provenienza. Tra le istituzioni che partecipano sono immediatamente visibili le Forze armate: Esercito, Aeronautica militare, Marina militare, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia di Stato, con stand molto forniti di brochure informative, e attrezzature varie. È presente lo stand di Nissolino corsi, ente privato che promuove corsi di preparazione ai concorsi per le FFAA. Delle università pubbliche sono presenti quelle di Cagliari, Oristano, Sassari e ancora di Trieste, Genova, Pavia, Urbino, Pisa e il Politecnico di Torino. La maggior parte dei restanti sono pertanto enti e accademie privati. Fuori, vicino all’ingresso, è in sosta la camionetta Lince in dotazione all’Esercito (per associazione di idee ricordiamo che “Lince” è anche il nome che è stato dato ad un’operazione della questura di Cagliari contro decine di manifestanti antimilitaristi per i quali si sta svolgendo un processo penale), e accanto un gruppetto di giovani aspetta di salire per fare una foto in cima al mezzo militare indossando l’elmetto. Un rito che sembra abbastanza ritrito per chi lo sta praticando, ma che denota purtroppo un approccio molto acritico da parte di giovani che sarebbero ormai nell’età per problematizzare le questioni connesse alla sfera militare, primo tra tutti quello dei conflitti armati e delle guerre. La vita e il futuro di interi popoli risultano devastati dalla violenza militare, e il nostro Paese si trova in un contesto che non è affatto rassicurante. Infatti le istituzioni europee e la NATO, in cui il nostro paese è inserito, comandano il riarmo in vista di possibili e preoccupanti conflitti, in una misura che andrà a tagliare grandi risorse pubbliche e sociali con pesanti ricadute sulla collettività e anche sul futuro di quei giovani che adesso visitano gli stand e forse esaminano la prospettiva dell’arruolamento in un corpo militare. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università crediamo fermamente che la pace e il ripudio della guerra debbano essere presi molto sul serio dalle pratiche educative nella scuola; siamo per ora ad un “lasciar fare” alla propaganda militarista davanti a cui pochi insegnanti fanno obiezione, e che invece ha urgente bisogno di un contraddittorio pacifista e antimilitarista (ricordiamo che lo scorso autunno le circolari del ministro Valditara hanno chiesto un contraddittorio “con relatori che espongano punti di vista diversi” quando nelle scuole vengano promosse iniziative per parlare di genocidio nella Strisca di Gaza e di questione palestinese). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Terlizzi (Bari): orientamento alle carriere militari al polo liceale “Sylos Fiore”
Il polo liceale “Sylos Fiore” di Terlizzi (Bari) ha avviato un progetto POC di orientamento alle carriere militari per 21 studenti e studentesse scelti tra 11 classi di terzo, quarto e quinto anno. Il percorso, che ha già previsto una visita al Comando Generale di Bari, potrà contenere anche esercitazioni, laboratori e incontri con “professionisti del settore”. Gli studenti e le studentesse in questione stanno partecipando a otto incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, appuntamenti extracurriculari iniziati il 18 marzo e che segneranno tutto il mese corrente di aprile. Si tratta quindi di un percorso di orientamento “rinforzato”, diverso da quelli che solitamente denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che durano una mattinata o una sola ora e che utilizzano tempo prendendolo dalle ore di lezione. I fondi pubblici destinati al POC (Programma Operativo Complementare) avrebbero la finalità di contrastare la dispersione scolastica e rendere più consapevoli gli studenti e le studentesse circa le loro aspirazioni e attitudini. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si contrappone fermamente alla proposta delle carriere militari nei percorsi di orientamento in uscita e immagina altre soluzioni per la dispersione scolastica, non certo cedendo alla dilagante propaganda bellicista. “Offrire” alle nostre studentesse e ai nostri studenti come “buona soluzione” per il loro futuro di arruolarsi e diventare un/una professionista delle Forze Armate e di Polizia non è una soluzione. Mentre una parte della popolazione mondiale si interroga quotidianamente sulle alternative possibili ai conflitti armati, un’altra considera le guerre un dato naturale della Storia e della coesistenza umana, impossibile da risolvere. Se i mass media mainstream parlano di guerre è sempre all’interno di una narrazione che le dà per necessarie e indica gli appartenenti alle Forze Armate come modelli da seguire e garanti dell’ “ordine giusto”. I fondi POC sono risorse nazionali per le “regioni meno sviluppate”, questo liceo è del territorio pugliese e sappiamo che gran parte dei militari italiani è originaria delle regioni del mezzogiorno. Davvero non esistono modi alternativi di utilizzarli per i giovani che vivono questi territori? Perché in fondo i percorsi di orientamento alle carriere militari che qui stiamo denunciando aggancerebbero soprattutto quelle ragazze e quei ragazzi che vedono davanti a loro una situazione occupazionale precaria. Il Ministero della Difesa bussa alla porta della scuola, continuamente. Ma per contibuire all’orientamento nelle nostre scuole ci sono anche soluzioni accettabili, alternative. Possiamo invitare, per esempio, i soggetti che vivono questi territori e la loro complessità senza volerne approfittare. Non occorre andare molto lontano a cercare: questo scorso fine settimana a Cosenza, ad una due giorni dal titolo “I Sud si organizzano“, hanno partecipato in molte di queste realtà. Come docenti, possiamo contattarle. Anche perché, come docenti, eravamo presenti. Esiste una contraddizione tangibile tra i principi della Costituzione italiana e le funzioni delle Forze Armate. La presenza dei militari nella scuola viola principi etici ed educativi. Come comunità educante, ci opponiamo ancora una volta alla militarizzazione della parte civile della nostra società e all’uso improprio delle classi scolastiche come fossero una El Dorado di future reclute.  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Orientamento professionale-gastronomico: incontro con l’Esercito al “Ferraioli” di Napoli
All’Istituto Professionale di Stato dei Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera di Napoli “Antonio Esposito Ferraioli”, il 9 marzo scorso, gli alunni e le alunne dell’ultimo anno hanno incontrato un maggiore e una “guida” della Caserma Calò (sarà Eugenio, medaglia d’oro della Resistenza?). Lo scopo è essere orientati verso il lavoro, come recita la circolare interna, ma i militari sono spesso presenti all’istituto anche nei progetti di Educazione alla Legalità (https://www.ipsseoaferraioli.edu.it/ https://www.ipsseoaferraioli.edu.it/categoria/le-notizie/2349/incontro-di-orientamento-in-uscita-esercito-caserma-calo/). Ignoro quali funzioni svolga la “guida”, in questo caso una ragazza in divisa ma, senza dubbio, un ruolo di supporto all’ufficiale durante la presentazione del programma. La presenza delle donne nelle organizzazioni militari rappresenta oggi la cifra dell’emancipazione, così come la considerano istituzioni per loro storia e cultura tipicamente maschili. La conferenza prevede una generale presentazione dell’esercito italiano: i compiti di servizio per la difesa, le operazioni di pace, quelle di soccorso e ripristino dopo eventi dannosi a cura del reparto genieri, ecc. tutto dalla parte dei Bene, dei Buoni. Però, se si dà uno sguardo alla home del sito, tali versioni non sembrano una priorità, la missione non pare molto cambiata, se non nella sua veste altamente tecnologica. Le prime immagini mostrano uomini e donne in mimetica impegnati in logistica per operazioni di guerra (https://www.esercito.difesa.it/). Come ci segnala anche il giornale on line ildenaro, il 9 marzo gli alunni e le alunne hanno ascoltato con grande interesse le sorti luminose che apre, nel dopo diploma, una carriera militare (https://www.ildenaro.it/scuola-dal-diploma-alluniforme-lesercito-incontra-gli-studenti-del-ferraioli). Il commento è entusiasta. Come abbiamo più volte notato questi fogli svolgono una capillare opera di elaborazione del consenso, la lettura impegna pochi minuti, la rassegna degli argomenti, apparentemente ampia, è in realtà dedicata a rinforzare una mentalità, sul ruolo dell’economia, del lavoro, della difesa del nostro stile di vita. Infatti, parlare di lavoro, denaro, finanza, è lo scopo editoriale delle pagine, per cui un percorso di orientamento, chissà anche di Formazione Scuola Lavoro (ex Alternanza Scuola Lavoro), è ritenuta una notizia che vale la pena commentare. Una rubrica del giornale dedica una articolata riflessione all’importanza esistenziale del lavoro: lavorare è dare senso e direzione alla propria vita, l’economia che se ne occupa, quando è disciplina «nobile […] è l’arte che tiene in piedi la vita». E così di lavoro e lavoro discorrendo, la pagina ci tiene a segnalare che l’ufficiale intervenuto al Ferraioli ha mostrato “slides d’ordinanza”, dove l’espressione sembra incorrere in un simpatico equivoco semantico: nel gergo militare l’ordinanza è l’attendente al servizio del superiore in grado. Sarà la ragazza guida? In fondo si sa, si comincia con la gavetta e poi si percorrono i gradi del cursus honorum. Forse, visto l’indirizzo alberghiero della scuola, i neodiplomati potranno essere imprestati alla marina militare, imbarcati su un incrociatore per cucinare alla truppa. Oppure potranno servire un rancio da specialisti  dell’enogastronomia ai soldati nelle caserme italiane. Leggo sul quotidiano Avvenire del 10 aprile un articolo sui buoni risultati, in termini di valore aggiunto, del settore della ristorazione italiana, a cui però manca personale con competenze di cucina e di servizio a tavola. Dunque, il rischio è che l’incremento di profitto nella catena del valore economico, in questo settore, si arresti (clicca qui).   Ciò che non ci dice il giornalista è che il profitto, per essere più diretti, più chiari sul significato di valore aggiunto, nei ristoranti, bar a Napoli come altrove, lo realizzano gli immigrati e coloro che accettano uno dei tanti contratti sottopagati. L’esercita paga meglio? Non lo so, sicuramente, come sempre si sottolinea durante questi incontri, il valore aggiunto nel mestiere delle armi è rappresentato dalla forza dell’organizzazione e della disciplina, una questione di forgia del carattere. Ultimo ma non ultimo: le prove INVALSI battono cinque a zero l’orientamento militare (cinque è il punteggio massimo che si può conseguire a test). Infatti, si premura di ricordare la Dirigente nella circolare, l’incontro non dovrà interferire con le date previste per la somministrazione dei test. Tanto, fare i sorveglianti durante le prove standardizzate o mentre parla il maggiore dell’esercito, per i docenti non cambia molto: solo un effetto di interpretazione del ruolo. Ruolo che si accetta venga marginalizzato, messo all’angolo da funzioni di ben altro rango sociale. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Orientamento con l’Esercito all’IIS “Buontalenti” di Firenze
Nei giorni 6 e 20 marzo le classi quinte dell’IIS “Buontalenti” di Firenze hanno incontrato l’Esercito per delle attività di orientamento. Queste iniziative rientrano nel progetto dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana dal titolo Conferenze scolastiche di informazione e orientamento e visite scolastiche presso le Unità dell’Esercito per l’anno scolastico 2025-2026 (per i dettagli del progetto clicca qui). I militari entrano nelle scuole superiori della Regione per presentare la loro Forza Armata e con l’intento dichiarato di far conoscere a studenti e studentesse le varie opportunità di lavoro nel loro specifico ambito, in particolare il percorso da Volontario in Ferma Prefissata Iniziale (VFI). Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università affermiamo ancora una volta con forza la nostra contrarietà a questo tipo di conferenze. Specialmente in un periodo in cui i venti di guerra stanno soffiando sempre più forti è importante che l’USR e i singoli istituti impediscano che le giovani generazioni vengano trasformate in carne da cannone con l’illusione di un posto di lavoro sicuro. Le scuole dovrebbero invece rispondere alla precarietà lavorativa ed esistenziale che attanaglia tanti giovani di oggi mostrando loro strade in cui le conoscenze da acquisire siano al servizio della società civile e della pace e non delle Forze Armate e della guerra. Fonte: https://web.spaggiari.eu/sdg2/Documenti/BachecaCvv/FIIP0018/3632479 Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Rotary Club ed Aeronautica militare in provincia di Bari: un binomio da non ignorare
Lo scorso febbraio il Rotary Club Acquaviva delle Fonti – Gioia del Colle ha svolto presso l’ITI Galilei di Gioia del Colle e il Liceo Leonardo da Vinci di Cassano, entrambi nella provincia di Bari, degli incontri di orientamento dal titolo “Facoltà e scenari internazionali: un binomio da non ignorare”. Lo scopo è stato quello di far conoscere a studenti e studentesse le professioni che maggiormente saranno richieste nel futuro e, quindi, con un focus particolare sulle discipline STEM. Proprio per la natura degli incontri l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riceve con inquietudine la notizia secondo la quale nell’ambito di queste iniziative sia stata effettuata anche una visita all’Aeroporto Militare “A. Ramirez” – 36° Stormo Caccia dove quasi 200 studenti e studentesse hanno potuto conoscere le diverse professionalità richieste dall’Areonautica militare. In un tale contesto a passare è innanzitutto il messaggio che lavorare per l’esercito sia un mestiere come un altro e, per di più, un mestiere in cui viene richiesto personale altamente qualificato. Come successo già con l’evento tenutosi all’Areoporto dei Parchi di Preturo, in provincia dell’Aquila, non solo si nasconde la necessità di arruolare giovani per le probabili guerre che verranno dietro la promozione della cultura scientifica, ma si omette anche che lavorare per l’Aeronautica militare significa esporsi al rischio di uccidere e di essere uccisi. Come Osservatorio torniamo perciò a ribadire con forza che qualsiasi forma di promozione della cultura e di orientamento per il futuro delle giovani generazioni debba essere fatto in nome della pace, immaginando un futuro dove le conoscenze possano servire per costruire un mondo migliore e non per seminare morte e distruzione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’IIS “da Vinci” di Trapani “ospita” Guardia di Finanza, Carabinieri e Forze Armate
All’Istituto Superiore “Leonardo da Vinci” di Trapani le circolari emanate dalla dirigente per iniziative, con quello che il sito definisce il capitale del territorio, si susseguono giornalmente. Ne segnaliamo tre di marzo (gg. 9 e 10), contrassegnate dai numeri 292/293/296 (qui in ordine di data), rispettivamente dedicate a incontri con la Guardia di Finanza (tema: educazione alla legalità economico-finanziaria), con i Carabinieri (tema: contrasto del bullismo anche cyber) e con il personale militare degli Infoteam delle Forze Armate (tema: orientamento post diploma). Come consuetudine, commentando le notizie che arrivano dai territori all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, dedico uno sguardo al contesto in cui opera la scuola e alle risorse del territorio, considerate il cosiddetto capitale sociale a cui attingere. L’istituto nasce dalla fusione di altre due scuole e la sua offerta formativa consiste in corsi per tecnici del trasporto e della logistica. Settori importanti, considerata la presenza dell’aeroporto, del porto e l’assenza di trasporti su rotaia per collegare la città alla sua provincia e al resto della Sicilia (il treno per Palermo viaggia ancora a scartamento ridotto). Sul sito ufficiale della scuola si legge che la popolazione utente (lo sappiamo: l’istruzione è diventato un servizio a domanda rivolto alla migliore offerta) ammonta a 900 alunni, per lo più pendolari, grazie alle massicce operazioni di dimensionamento degli istituti degli ultimi anni. Con notevoli disagi, l’utenza arriva dalla miriade di piccoli centri e dalle isole Egadi, infatti si fa riferimento alla carenza di trasporti anche in aliscafo. In maggioranza di sesso maschile (si constata con amarezza che la formazione tecnica è considerata dalle ragazze “una cosa da uomini”), sono figli di migrazioni vecchie (dal Nord Africa, Tunisia e Libia in testa) e nuove. Come ormai ovunque, non mancano gli alunni classificati (schedati sotto i diversi acronimi previsti dalla normativa vigente) come affetti da disturbi specifici dell’apprendimento o in condizione di fragilità. Ma, nonostante le condizioni di ingresso non favorevoli, gli alunni – secondo il sondaggio ESCS (Economic, Social and Culture Status gestito da INVALSI) – non se la cavano male. Il loro problema emergerà nel prossimo futuro. Il lavoro è poco, sotto i valori medi nazionali, e dunque le speranze occupazionali sono scarse. Provo allora a dare uno sguardo al capitale sociale offerto dal territorio. Una caratteristica storico-sociale nella zona del trapanese è la costante presenza dei clan mafiosi, due secoli fa con la classica organizzazione terriera (il latifondo gestito, per i proprietari spesso palermitani, dai campieri), oggi legata al traffico della droga, infiltrata nelle poche aziende locali (otto provvedimenti prefettizi nel 2025, ricavo dalla cronaca de Il giornale di Sicilia), presente come colletti bianchi nelle amministrazioni locali (nel 1980 venne ucciso il Sindaco democristiano di Castelvetrano, Vito Lipari, per uno sgarro fra clan, mentre sono all’ordine del giorno i commissariamenti dei consigli comunali). Al di là delle specificità locali, l’Italia è un “paese di evasori, di faccendieri”, e allora – diranno i saggi organizzatori di eventi, meno male che la Guardia di Finanza allerta i giovani (e fa un po’ amaramente sorridere). Il capitale sano da mettere nella catena del valore economico è rappresentato soprattutto dall’Aeroporto di Birgi, gestito dal 1993 dall’Airgest per il trasporto privato. Nato nel 1961 come base militare strategica, intitolato a Vincenzo Florio (famiglia di Marsala, imprenditori multiversatili nell’Ottocento, dalle miniere, all’industria alimentare, al vino, oggi solo dediti all’enologia), mantiene ancora oggi la sua dimensione militare come base NATO (da qui sono partiti nel 2011 i caccia verso la Cirenaica). In seconda battuta troviamo il porto, cuore della città dalla fondazione cartaginese. Sappiamo che organizza il trasporto privato e turistico, ma soprattutto fornisce servizi a varie imprese, tra cui l’ENI. Sulle sue opportunità occupazionali, andrebbe fatto un discorso a parte. Infine, da menzionare il loro potenziale utilizzo da parte della Marina Militare e la Guardia Costiera, soprattutto da quando esiste l’operazione Mediterraneo Sicuro (ex Mare Sicuro) che, dal 2022, ha esteso la vigilanza fino alle coste africane, in contrasto con i flussi migratori, insomma altra attività di legalità militarizzata, tema di sempre più interventi da parte di Forze dell’Ordine e Forze Armate nelle scuole. Fatto questo excursus, vengo quindi alle iniziative promosse dalla Dirigente Scolastica e dal suo staff, quello tradizionale della scuola azienda autonoma, stavolta allargato al docente referente e coadiuvato da un team (altri due) per l’antibullismo. In realtà come si nota leggendo le circolari, la scuola, il suo personale, invitano e offrono ospitalità ai “veri” formatori e orientatori provenienti dai corpi citati su, ciascuno con il suo tema ma accumunati dal medesimo intento – insegnare il rispetto appunto della legalità in tutte le sue forme. Come quella di prevenzione e di lotta verso i reati economico-finanziari (Guardia di Finanza) e quella in rete – ripetutamente trattata dal nostro Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle università – ormai presa nel confuso nodo del bullismo (Carabinieri). Ma mentre le classi ascoltano gli ospiti e svolgono le prove pratiche (come usi il tuo smartphone?), i veri ospiti sono i docenti. Il personale scolastico, su cui ci ragguaglia il sito istituzionale, è formato da insegnanti stabili, sia come posizione di carriera sia come continuità di sede, dunque dedicati, nonostante le difficoltà del loro lavoro di educatori. Ma nelle ore in cui si fa formazione e orientamento sono vigilanti, un supporto disciplinare ai militari didatti. Quanto all’incontro con Infoteam delle Forze Armate, c’è poco da aggiungere, come molti di noi avevano previsto, l’orientamento è di fatto esternalizzato. Che ci siano ancora collegi docenti che rifiutano gli incontri con le divise e che boccino i progetti di Formazione Scuola Lavoro con aziende implicate nelle forniture di armi, non fa molto testo: il futuro economico è dalla parte della guerra. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Al “Faraday” di Roma, orientamento in uscita con l’Aeronautica Militare
In queste settimane all’ITIS e Liceo “Michael Faraday” di Roma si sono tenute delle giornate di orientamento in uscita per le classi quarte e quinte, con l’Aeronautica Militare. Per quello che sembra essere un appuntamento fisso in questo istituto da almeno tre anni: qui la circolare del 2025 diretta soltanto alle classi quarte e qui quella del 2024 diretta solo alle classi quinte.  Ma sono anche tre anni che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia l’intrusione sistematica delle forze armate e di polizia nelle scuole italiane, di ogni ordine e grado. E ha validi motivi di continuare nel suo impegno, considerato il capitolo Difesa della finanziaria 2026 che prevede la spesa di 10 miliardi in più quest’anno rispetto all’anno scorso, e nel triennio 2026-2028 di assorbire il 40,9% del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, anche per sostenere Leonardo e Fincantieri. Il potenziamento della operatività militare avrà grandi ricadute nei settori della meccanica, elettronica e sistemistica. Proprio il campo di interesse del Liceo Faraday. Siamo sicuri e sicure che gli ufficiali dell’aeronautica avranno illustrato questo vantaggio professionale futuro, utile di fronte alle minacce ibride internazionali e alla sicurezza nazionale. Come Osservatorio troviamo indecente e osteggiamo l’operazione scientifica di avvicinare le nuove generazioni ai percorsi di formazione militare, e alle carriere militari.  Nell’attesa che il Ministro della Difesa Guido Crosetto presenti in Parlamento la proposta di riforma del servizio militare volontario, vi invitiamo a Torino il 17 aprile per seguire il nostro Convegno nazionale intitolato “Il Trauma della Guerra – Tra storia, economia, diritto ed educazione, dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi”. Aperto a tutta la cittadinanza e gratuito, rientra nella Formazione docente e dà diritto all’esonero per l’intera giornata. Per maggiori informazioni visita questa pagina. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
All’Istituto “E. Bari” di Badia Polesine (Rovigo) orientamento con la Folgore
Siamo nuovamente nella provincia di Rovigo, a Badia Polesine da cui arriva una segnalazione, all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, relativa all’ennesima presenza delle Forze Armate in una scuola, stavolta all’IPSIA “E. Bari”, istituto superiore a vari indirizzi. Come era già accaduto il 27 febbraio scorso in un’altra scuola (di cui abbiamo già scritto qui), la Brigata Folgore ha potuto inserirsi nell’orientamento in uscita delle e degli studenti. A promuovere l’incontro la docente referente per l’orientamento, figura introdotta, insieme a quella dei tutor, dall’anno scolastico 2023/24. Come ormai consuetudine, l’invito alla Brigata Folgore trova l’appoggio entusiasta delle autorità locali, del giornaletto Rovigo.news, dell’immancabile Graziano Maron che presiede l’Associazione Nastro Azzurro (decorato al valore militare). L’insegnante referente rende ragione del compenso assegnatogli con l’incarico (fino a oltre il doppio di uno stipendio medio di un docente) e promuove, come orientamento post diploma o dopo il biennio, la carriera militare, non una qualsiasi, ma niente meno che nella brigata più prestigiosa (e destrorsa) dell’Esercito. «Come folgore nel cielo…come nembo di tempesta», recitano il motto e l’inno dei paracadutisti. Fulmini e tempeste in tutti i luoghi di guerra, certo in funzione di supporto, anzi di peacemaking, sempre che ancora qualcuno voglia credere, dopo le sciagurate avventure degli anni Novanta e le attuali, che esistano le guerre umanitarie e la promozione della pace grazie alla presenza di forze armate. Del resto, i “folgoranti” in mimetica raccontano alle ragazze e ai ragazzi ben altro, segnalano l’eccellenza del loro lavoro, sottolineano la necessità di promuovere l’inconsueta carriera della Brigata, la «meno tradizionale […] poco conosciuta» dell’Esercito in generale. In Polesine, nella provincia di Rovigo ci sono circa 70.000 studenti e studentesse delle superiori da orientare. Così, dando ragione a Lewis Mumford, che equiparava l’arte della guerra al taylorismo e alla catena di montaggio (L. Mumford, La città nella storia, Castelvecchi 2013), annoto che in altri istituti superiori della provincia si va in visita all’hub di Amazon. Le catene di approvvigionamento, di stoccaggio, di distribuzione del colosso rappresentano un interessante contributo all’attuale cultura tecnologica, utilissima a chi studia negli ITIS. E, provo ad aggiungere, anche la carriera di management – presentata dal responsabile delle risorse umane di Amazon con entusiasmo – nasce con la mentalità del comando militare, anzi più propriamente alberga nel cuore stesso del nazismo (J. Chapoutot, Nazismo e management. Liberi di obbedire, Einaudi 2021). Forse a scuola, dopo questa visita, sarebbe stato interessante che si suggerisse ai ragazzi di vedere il film di Ken Loach Sorry We Missed You (2019) sull’infame carriera dei corrieri della grande distribuzione. Ma non sarebbe un suggerimento nello spirito delle indicazioni ministeriali fornite nei corsi per docenti orientatori. Mi sposto un po’ di lato e, visto che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha per scopo il contrasto alle guerre, cito una informazione pubblicata qui da il Fatto Quotidiano questo 24 marzo. Un’inchiesta, condotta da due giornalisti inglesi sugli italiani arruolati nell’Idf, le forze armate israeliane, come volontari, valuta ammontino a 828 le presenze, forse 1000, come riferì il Ministro Antonio Tajani all’indomani del 7 ottobre. Una notizia, rimossa a suo tempo, che riemerge ora, grazie all’accesso agli atti ai sensi del Freedom of Information Act. Anche questa è una carriera, in mancanza d’altro o nella convinzione di fare qualcosa di utile, grazie al quotidiano lavorio sulle coscienze giovanili di cui anche la scuola è responsabile. Ultimo, ma non ultimo, Enzo Bari, a cui è intitolata la scuola di Badia Polesine, era un partigiano, morto a 16 anni. Altra guerra, altri valori. Valori su cui si basa la nostra Costituzione. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Orientamento al Liceo “Aldi” di Grosseto: corsi “Dignità” e “Fermezza” dell’Accademia militare
Segnaliamo l’ennesimo intreccio tra mondo militare e mondo della scuola sotto l’etichetta della presentazione alle studentesse e agli studenti di indicazioni per l’orientamento al termine della scuola superiore. Stavolta si tratta di un’iniziativa del Polo Liceale “Aldi” di Grosseto, che nei prossimi giorni farà incontrare le e gli studenti delle classi quarte e quinte con un ex studente dell’Istituto, ora allievo dei corsi “Dignità” e “Fermezza” (!) dell’Accademia militare di Modena, affinché le e gli studenti possano essere invogliati a seguirne le orme. Questi incontri di orientamento – occorre tenere presente – cercano di trasformare i luoghi della formazione in luoghi di addestramento, in contrasto col dettato costituzionale che esalta invece il ruolo sociale che deve avere essenzialmente la scuola. Nella circolare che informa dell’attività, si dice che essa rappresenta «un’importante opportunità per approfondire le prospettive di carriera in ambito militare». Come ripetutamente denunciato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, il ripetersi di queste collaborazioni tra mondo della scuola e Forze Armate, sia nel campo di singole discipline, sia attraverso esperienze di Formazione scuola-lavoro, sia attraverso visite a strutture militari (aeroporti, basi navali, ecc.), è diventato particolarmente ricorrente in tutt’Italia in questi ultimissimi anni e rivela l’intenzionalità di un avvicinamento, una familiarizzazione con il mondo militare, per l’appunto quando le forze armate italiane (come quelle dei vari Stati europei) sono alla ricerca di nuove giovani reclute ed incombe la possibilità di una reintroduzione della leva militare. Stiamo dunque assistendo, anche attraverso operazioni come quella della scuola grossetana, a quella che è stata definita una “socializzazione” della cultura militarista, un suo avvicinamento alla quotidianità esistenziale delle nuove generazioni. Nel caso specifico, la presentazione dello studente-militare sottintende la sua lettura come esposizione di un modello, di un esempio di successo che, in virtù della propria esperienza professionale, può costituire un punto di riferimento per tante ragazze e tanti ragazzi. Questo peraltro in una fase in cui l’incertezza di molte e molti di loro di fronte al proprio futuro e lo smarrimento di fronte alla responsabilità di una scelta determinante può spingerle e spingerli a vedere nell’esercito un approdo rassicurante. Ma la scelta di una carriera militare non è una scelta qualsiasi, perché, oltre alle responsabilità che condivide con qualsiasi altra professione, aggiunge la possibilità (oggi molto più concreta che in altri periodi) di trovarsi impegnati in azioni di guerra, in operazioni di belligeranza dove le conseguenze si hanno sulla propria vita e su quella degli altri. E, inoltre, se l’orientamento non è solo informazione elencativa, ma è formazione di una coscienza di sé capace di trovare motivazioni autentiche per un proprio progetto di futuro, non sarebbe più opportuno proporre prospettive che più abbiano a che fare con la cultura della vita, con la promozione della solidarietà, dell’impegno per il bene comune e per la pace? L’Istituto “Aldi”, nella sua lunga vita, avrà avuto certamente studenti che si sono distinte e distinti in molti ambiti professionali di questo tipo e che certamente per gli alunni più giovani potrebbero costituire una testimonianza altrettanto illuminante ed offrire loro informazioni, indicazioni, spunti di riflessione… Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Grosseto -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Rivarolo Canavese (TO): Alpini nelle scuole pubblicizzano campi estivi di lavoro per la Patria
All’Istituto Superiore “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese (TO) anche gli Alpini hanno avuto il loro spazio privilegiato per presentare ad alunne e alunni delle classi terze e quarte, e alle loro famiglie, il piano per le vacanze, organizzato in campi scuola estivi, di cui “la parola d’ordine” sarà «condivisione […di un’] esperienza indimenticabile». La segnalazione di un genitore arriva il 13 marzo scorso all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e, nel corpo della email si fa notare, molto opportunamente, che le vacanze non saranno davvero tali, almeno sul piano formale, perché varranno come ore del pacchetto Formazione Scuola-Lavoro. Il lavoro è ispirato a “nobili fini”, verranno fornite competenze per salvare i boschi dalle fiamme, per conoscere il corso dei torrenti, le falde e i rischi connessi (l’attività idrogeologica, sarà questa?) e altro ancora, come si può leggere sul sito dell’Associazione Nazionale Alpini. Ma tutto in chiave militaresca, con ordine e disciplina, cameratismo, efficienza e, perché no, forse anche un alzabandiera per la Patria ogni tanto. Finalmente, dopo mesi abbastanza inutili passati sui libri, si lavora. Lavoro orientativo, come ripete con ostinazione l’agenda del Ministero dell’Istruzione e del Merito che, dall’ASL (alternanza scuola lavoro) finalmente legge con Renzi, passa ai percorsi di orientamento e competenze al lavoro (PCTO) e oggi, più seccamente scuola, trattino, lavoro, più che congiunzione assimilazione della prima al secondo (questioni non solo linguistiche, come sappiamo). Rivarolo Canavese, un paese di circa 12.300 anime, a 34 km da Torino, fa parte della Città Metropolitana insieme a un numero elevato di piccoli centri. Pur mantenendo la propria municipalità, essi rappresentano l’hinterland di una città senza ancora una vocazione post-Marchionne, post-Elkann. Del resto, questi paesi sono, da un passato che sembra lontanissimo, un ex bacino di lavoratori dell’altrettanto ex FIAT, presi nella dispersione di un indotto industriale di cui ora rimangono capannoni e depositi in rovina. Così queste realtà locali, con il loro piccolo centro urbano dignitoso, talvolta bello di vecchie chiese e palazzi di antichi padroni, cercano di ricostruirsi una nuova, moderna identità. Il Sindaco di Rivarolo, Martino Zucco Chinà, ci prova con la Lista Civica in cui è stato eletto, sostenuto dalla stampa locale, non caso il foglio cattolico Il Risveglio popolare e il settimanale Prima il Canavese. Ma “prima” di? Forse prima della “invasione” degli immigrati? O della gentrificazione che ha portato in questa periferia chi non può permettersi una casa a Torino? L’istituto in questione è un tecnico industriale che prova a definirsi anche liceo scientifico, 3 indirizzi formativi, 1300 studenti provenienti da 70 paesi limitrofi. Ragazzi certamente non tutti autoctoni, seconde, terze generazioni di calabresi, di siciliani, di quell’altrove che il canavesano non so se accoglie nel suo afflato sentimental-popolare. Dal sito della scuola ricavo che ci si diverte abbastanza – a proposito di vacanza dopo l’inverno sui libri – certo, pur sempre ammoniti sui pericoli della vita adolescente, con Mister Jack che inscena le ludopatie, con la poesia servita con un menù culinario e altre amenità formative (il vero menù della scuola sta sul sito ufficiale, in offerta al cliente). Ovviamente l’istituto non si è fatto mancare l’ormai diffuso appuntamento sul bullismo con la polizia locale e un agente della giudiziaria di Torino. Oggi, nella deriva neoliberale, talvolta dalle sfumature grottesche, che ha investito la scuola superiore, rinforzata dal recente 4+2, studio ozioso, lezioni ex cattedra, interrogazioni, sono materiale da cassonetto. L’età evolutiva, davvero bisognosa di attenzione ai bisogni specialissimi del suo scorrere, è affidata a una didattica privata di ogni aggancio filosofico, prima ancora che pedagogico. Militari, attori di avanspettacolo, associazionismo esperto. Ma anche di questo scriveremo prossimamente, qui, sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, per un dedicato contrasto alla stupidità didattica.      Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente